Quoniam ne contemplatio quidem sine actione est Seneca ๅฎˆ้œ็ฏค mantieni con fermezza la quiete

ๅฎšๅŠ› Jorikiย ,Dรฌnglรฌ capacitร ย diย concentrazioneย ย forte,ย forza di volontร ย ,ย messa a fuoco

ๅฎš determinazione (concetto del Buddismo)ๅŠ› energia; forza; forza

ๅฎšๅŠ›

 โ€œEsso รจ un potere dinamico che anche nelle piรน improvvise e inaspettate situazioni ci rende capaci di agire istantaneamente, senza bisogno di raccogliere il nostro spirito, e in modo del tutto pertinente alle circostanzeโ€.
Il Maestro Zen Yasutani Hakuun Roshi

Nobile Ottuplice Sentiero ฤ€rya ‘แนฃแนญฤแน…ga mฤrgaแธฅ

ยซNel mezzo di questo sentiero, realizzato dal Tathฤgata che produce la visione e la gnosi, e che guida alla calma, alla perfetta conoscenza, al perfetto risveglio, al Nirvana
Esso รจ il Nobile ottuplice sentiero, ovvero la retta visione, la retta intenzione, la retta parola, la retta azione, il retto modo di vivere, il retto sforzo, la retta presenza mentale, la retta concentrazione.ยป
Buddha Shakyamuni Dhammacakkappavattana SuttaSaแนƒyutta-nikฤya, 56,11.

Retta parola, ๆญฃ่ชž l’assunzione della personale responsabilitร  delle nostre parole, ponendo attenzione nella loro scelta e ponderandole in modo che esse non producano effetti nocivi sugli altri e di conseguenza a noi stessi; ciรฒ significa anche che il nostro agire deve essere improntato al nostro parlare e corrispondere ad esso.

Retta azione, ๆญฃๆฅญ l’azione non motivata dalla ricerca di egoistici vantaggi, svolta senza attaccamento verso i suoi frutti.

Retta sussistenza, ๆญฃๅ‘ฝc vivere in modo equilibrato evitando gli eccessi, procurandosi un sostentamento adeguato con mezzi che non possano arrecare danno o sofferenza agli altri. Questo comporta anche la corretta padronanza delle proprie intenzioni, in modo che esse siano sempre orientate e dirette lungo la linea mediana di condotta di vita (sanscrito madhyamฤpratipad, pฤli majjhimpaแนญipฤda, cinese ไธญ้“ zhลngdร o, giapp. chลซdล, tib. dbu ‘i lam) lontana dagli estremi dell’ascetismo e dell’edonismo.
Sulla  meditazione (sanscrito e pฤli samฤdhi, cinese ๅฎš dรฌng, giapp. jล, tib. ting nge ‘dzin):

Retto sforzo, ๆญฃ็ฒพ้€ฒlasciare andare gli stati non salutari e coltivare quelli salutari. Significa anche confidare nella bontร  della propria pratica buddhista perseverando con un corretto ed equilibrato impegno nello sforzo, motivato dalla fede (sanscrito ล›raddhฤ, pฤli saddhฤ, cinese ไฟก xรฌn, giapp. shin, tib. dad-pa) che al buddhista praticante proviene dai risultati ottenuti nell’avanzamento lungo il percorso della propria personale realizzazione spirituale e nell’avanzamento verso una sempre maggiore capacitร  di esercitare la “Corretta azione” nella propria pratica buddhista.

Retta presenza mentale, ๆญฃๅฟต la capacitร  di mantenere la mente priva di confusione, non influenzata dalla brama e dall’attaccamento (sanscrito tแน›แนฃแน‡ฤ, pฤli taแน‡hฤ, cinese ๆ„› ร i, giapp. ai, tib. sred-pa).

Retta concentrazione, ๆญฃๅฎš la capacitร  di mantenere il corretto atteggiamento interiore che porta alla corretta padronanza di se stessi durante la pratica della meditazione (sanscrito dhyฤna, pฤli jhฤna, cinese ็ฆช้‚ฃ chรกnnร , giapp. zenna, tib. bsam-gtan).

Sati ” presenza mentale, chiara visione, consapevolezzaโ€Pali: เคธเคคเคฟ; Sanskrit: เคธเฅเคฎเฅƒเคคเคฟ smแน›ti

Nel buddhismo, il termine  pฤli sati (sanscrito smแน›ti, sino-giapponese ๅฟต, pronuncia cinese nian on’yomi nen o nem, in occidente reso anche con la parola mindfulness) significa

Consapevolezza, attenzione consapevole, studio attento”, ed indica una facoltร  spirituale o psicologica (indriya) che costituisce una parte essenziale della pratica buddista.
รˆ il primo dei Sette Fattori dell’illuminazione.
La “retta consapevolezza” (pali:ย sammฤ-sati, sanscritoย samyak-smแน›ti), o “retta presenza mentale, retta concentrazione”, รจ il settimo elemento delย Nobile Ottuplice Sentiero, il quale costituisce l’ultima delleย Quattro nobili veritร ย esposte dalย Buddha.
ย Laย meditazione buddhistaย incentrata sul sati รจ laย vipassana.

Mindfulness โ€œattenzione consapevoleโ€ o โ€œconsapevolezzaโ€. โ€œโ€ฆporre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante.

Questo carattere cinese nianๅฟต รจ composto da jin
. Bernhard Karlgren spiega graficamente nian che significa “riflettere, pensare; studiare, imparare a memoria, ricordare; recitare, leggere – avere ไปŠ presente alla ๅฟƒ mente”. 
 Il carattere cinese nian o nien yeom o yลm ์—ผ, in coreano, anche giapponese ใƒใƒณnen e vietnamita niแป‡m .ๅฟต
Un dizionario di termini buddisti cinesi fornisce traduzioni di base di nian :
“Ricordo, memoria; pensare, riflettere; ripetere, intonare; un pensiero; un momento”. 

Il dizionario digitale del buddismo fornisce traduzioni piรน dettagliate di nian “consapevolezza, memoria”:

  • Ricordo (Skt. smแน›ti ; Tib. dran pa). Ricordare, ricordare. Ciรฒ che viene ricordato. 
    La funzione del ricordare. L’operazione della mente di non dimenticare un oggetto. 
    Consapevolezza, concentrazione. Consapevolezza del Buddha, come nella pratica della Terra Pura. 
    Nella teoria Abhidharma-koล›a, uno dei dieci fattori onnipresenti ๅคงๅœฐๆณ•
    In Yogรขcฤra, uno dei cinque fattori mentali ‘dipendenti dall’oggetto’ ไบ”ๅˆฅๅขƒ;
  • Ricordo stabile; (Skt. sthฤpana ; Tib. gnas pa ). Per accertare i propri pensieri;
  • Pensare nella propria mente (senza esprimersi a parole). 
    Contemplare; saggezza meditativa;
  • Mente, coscienza;
  • Un pensiero; un momento di pensiero; un attimo di pensiero. (Skt. kแนฃana );
  • Pazienza, pazienza. 

2.4. Traduzioni alternative

I termini sati/smriti sono stati tradotti come:

  • Attenzione (Jack Kornfield)
  • Consapevolezza
  • Attenzione concentrata (Mahasi Sayadaw)
  • Ispezione (Herbert Guenther)
  • Attenzione consapevole
  • Consapevolezza
  • Ricordare la consapevolezza (Alexander Berzin)
  • Ricordo (Erik Pema Kunsang, Buddhadasa Bhikkhu)
  • Consapevolezza riflessiva (Buddhadasa Bhikkhu)
  • Promemoria (James H. Austin
  • Ritenzione
  • Ricordo di sรฉ (Jack Kornfield)

3. Pratica

In origine, la consapevolezza forniva la via alla liberazione, prestando attenzione all’esperienza sensoriale, prevenendo il sorgere di pensieri ed emozioni disturbanti che causano l’ulteriore catena di reazioni che portano alla rinascita. Moha , ed รจ considerata come tale uno dei “poteri” (Pali: bala moha ) sono stati superati e abbandonati e sono assenti dalla mente.
Nella tradizione successiva, in particolare Theravada , la consapevolezza รจ un antidoto all’illusione (Pali:) che contribuisce al raggiungimento del nirvana , in particolare quando รจ accoppiata con una chiara comprensione di ciรฒ che sta accadendo. 

3.1. Satipaแนญแนญhฤna – Custodire i sensi

Il Satipaแนญแนญhฤna Sutta (sanscrito: Smแน›tyupasthฤna Sลซtra ) รจ uno dei primi testi che tratta della consapevolezza.
 I Theravada Nikaya prescrivono che si dovrebbe stabilire la consapevolezza ( satipaแนญแนญhฤna ) nella propria vita quotidiana, mantenendo il piรน possibile una calma consapevolezza dei quattro upassanฤ : il proprio corpo, sentimenti, mente e dharma.
Secondo Grzegorz Polak, i quattro upassanฤ sono stati fraintesi dalla tradizione buddista in via di sviluppo, incluso Theravada, per riferirsi a quattro diversi fondamenti. 
Secondo Polak, le quattro upassanฤ non si riferiscono a quattro diversi fondamenti, ma alla consapevolezza di quattro diversi aspetti dell’innalzamento della consapevolezza: 

  • le sei basi dei sensi di cui bisogna essere consapevoli ( kฤyฤnupassanฤ );
  • contemplazione sui vedanฤs, che sorgono con il contatto tra i sensi ei loro oggetti ( vedanฤnupassanฤ );
  • gli stati alterati della mente a cui conduce questa pratica (cittฤnupassanฤ);
  • lo sviluppo dai cinque ostacoli ai sette fattori di illuminazione ( dhammฤnupassanฤ ).

Rupert Gethin osserva che il movimento Vipassana contemporaneo interpreta il Satipatthana Sutta come “la descrizione di una pura forma di meditazione di insight (vipassanฤ)” per la quale samatha (calma) e jhฤna non sono necessari. 
Tuttavia, nel buddismo pre-settario, l’istituzione della consapevolezza era posta prima della pratica dei jhana e associata all’abbandono dei cinque ostacoli e all’ingresso nel primo jhana . 
Secondo Paul Williams, riferendosi a Erich Frauwallner, la consapevolezza ha fornito la via alla liberazione, “osservando costantemente l’esperienza sensoriale per prevenire il sorgere di voglie che avrebbero alimentato l’esperienza futura in rinascite”. 
 Buddhadasa ha anche sostenuto che la consapevolezza fornisce i mezzi per prevenire il sorgere di pensieri ed emozioni disturbanti, che causano l’ulteriore catena di reazioni che portano alla rinascita dell’ego e al pensiero e comportamento egoistico. 
Secondo Vetter, dhyana potrebbe essere stata la pratica fondamentale originale del Buddha, che ha aiutato a mantenere la consapevolezza. 

3.2. Samprajaรฑa , Apramฤda e Atappa

Satii รจ stato notoriamente tradotto come “nuda attenzione” da Nyanaponika Thera. 
Tuttavia, nella pratica buddista, la “consapevolezza” รจ qualcosa di piรน della semplice ” attenzione”; ha il significato piรน completo e attivo di samprajaรฑa , “chiara comprensione”apramฤda, “vigilanza”
 Tutti e tre i termini sono talvolta (in modo confuso) tradotti come “consapevolezza”, ma hanno tutti sfumature di significato specifiche.
In una corrispondenza pubblicamente disponibile tra Bhikkhu Bodhi e B. Alan Wallace, Bodhi ha descritto  Le opinioni di Nyanaponika Thera sulla “retta consapevolezza” e sulla sampajaรฑรฑa come segue:

Aggiungo che il Ven. Lo stesso Nyanaponika non considerava la “nuda attenzione” come catturare il significato completo di satipaแนญแนญhฤna, ma in quanto rappresenta solo una fase, la fase iniziale, nello sviluppo meditativo della retta consapevolezza. 
Sosteneva che nella corretta pratica della retta consapevolezza, sati deve essere integrato con sampajaรฑรฑa, la chiara comprensione, ed รจ solo quando questi due lavorano insieme che la retta consapevolezza puรฒ raggiungere lo scopo previsto.

Nel Satipaแนญแนญhฤna Sutta, sati e sampajaรฑรฑa sono combinati con atappa (Pali; sanscrito: ฤtapaแธฅ ), o “ardore”, e i tre insieme comprendono yoniso manisikara (Pali; sanscrito: yoniล›as manaskฤraแธฅ ), “attenzione appropriata” o “riflessione saggia”. 

3.3. Anapanasati – Consapevolezza del respiro

ฤ€nฤpฤnasati (Pali; sanscrito: ฤnฤpฤnasmแน›ti ; cinese: ๅฎ‰้‚ฃ่ˆฌ้‚ฃ; Pฤซnyฤซn: ฤnnร bฤnnร  ; singalese: เถ†เถฑเท เถดเทเถฑเท เทƒเถญเท’), che significa “consapevolezza del respiro” (“sati” significa consapevolezza; “ฤn ฤpฤna” si riferisce a inspirazione ed espirazione), รจ una forma di meditazione buddista ora comune alle scuole buddiste tibetana, zen, tiantai e theravada, cosรฌ come ai programmi di consapevolezza occidentali. 
Anapanasati significa sentire le sensazioni causate dai movimenti del respiro nel corpo, come si pratica nel contesto della consapevolezza. 
Secondo la tradizione, Anapanasati fu originariamente insegnato dal Buddha in diversi sutra, incluso l’ ฤ€nฤpฤnasati Sutta .  
(MN 118)
Gli ฤ€gama del buddismo primitivo discutono dieci forme di consapevolezza. 
 Secondo Nan Huaijin, l’Ekottara ฤ€gama enfatizza la consapevolezza del respiro piรน di qualsiasi altro metodo e fornisce gli insegnamenti piรน specifici su questa forma di consapevolezza. 

3.4. Vipassanฤ – Intuizione discriminante

Satipatthana, come quattro fondamenti della consapevolezza, cq anapanasati, “consapevolezza del respiro”, viene impiegato per ottenere Vipassanฤ (Pฤli), intuizione della vera natura della realtร  come impermanente e anatta essenza permanente . 
Nel contesto Theravadin, ciรฒ comporta la comprensione dei tre segni dell’esistenza, vale a dire l’impermanenza e l’insoddisfazione di ogni cosa condizionata che esiste, e il non-sรฉ. 
Nei contesti Mahayana, implica la comprensione di ciรฒ che รจ variamente descritto come sunyata, dharmata, l’inseparabilitร  di apparenza e vuoto (dottrina delle due veritร ), chiarezza e vuoto, o beatitudine e vuoto. 
Vipassanฤ รจ comunemente usato come uno dei due poli per la categorizzazione dei tipi di pratica buddista, l’altro รจ samatha (Pฤli; sanscrito: ล›amatha ). 
Sebbene entrambi i termini appaiano nel Sutta Pitaka , Gombrich e Brooks sostengono che la distinzione come due percorsi separati ha origine nelle prime interpretazioni del Sutta Pitaka,  non nei sutta stessi.  
Vipassana e samatha sono descritte come qualitร  che contribuiscono allo sviluppo della mente (bhavana ). Secondo Vetter, Bronkhorst e Gombrich, l’intuizione discriminante sulla transitorietร  come percorso separato verso la liberazione fu uno sviluppo successivo, sotto la pressione degli sviluppi nel pensiero religioso indiano, che vedeva l'”intuizione liberatrice” come essenziale per la liberazione. 
Ciรฒ potrebbe anche essere dovuto a un’interpretazione troppo letterale da parte degli scolastici successivi della terminologia usata dal Buddha,  e ai problemi legati alla pratica del dhyana , e alla necessitร  di sviluppare un metodo piรน semplice. 
Secondo Wynne, il Buddha ha combinato la stabilizzazione meditativa con la consapevolezza consapevole e “una visione della natura di questa esperienza meditativa”. 
Varie tradizioni non sono d’accordo su quali tecniche appartengano a quale polo. 
Secondo l’ortodossia Theravada contemporanea, samatha รจ usato come preparazione alla vipassanฤ, pacificando la mente e rafforzando la concentrazione per consentire il lavoro di insight, che porta alla liberazione.
La meditazione vipassanฤ ha guadagnato popolaritร  in occidente attraverso il moderno movimento buddista vipassana, modellato sulle pratiche di meditazione del buddismo Theravฤda,   impiega la meditazione vipassanฤ e ฤnฤpฤna ( anapanasati , consapevolezza del respiro) come tecniche primarie e pone l’accento sugli insegnamenti del Satipaแนญแนญhฤna Sutta.

3.5. Consapevolezza (Psicologia)

La pratica della consapevolezza, ereditata dalla tradizione buddista, viene impiegata in psicologia per alleviare una varietร  di condizioni mentali e fisiche, tra cui il disturbo ossessivo-compulsivo, l’ansia e nella prevenzione delle ricadute nella depressione e nella tossicodipendenza .

“nuda attenzione”
Georges Dreyfus ha espresso disagio per la definizione di consapevolezza come “nuda attenzione” o “consapevolezza non elaborativa, non giudicante, centrata sul presente”, sottolineando che la consapevolezza nel contesto buddista significa anche “ricordare”, il che indica che la funzione della consapevolezza include anche la conservazione delle informazioni. Dreyfus conclude il suo esame affermando:

L’ identificazione della consapevolezza con la nuda attenzione ignora o, almeno, sottovaluta le implicazioni cognitive della consapevolezza, la sua capacitร  di riunire vari aspetti dell’esperienza in modo da portare alla chiara comprensione della natura degli stati mentali e corporei.
 Enfatizzando eccessivamente la natura non giudicante della consapevolezza e sostenendo che i nostri problemi derivano dalla concettualitร , gli autori contemporanei corrono il rischio di condurre a una comprensione unilaterale della consapevolezza come forma di spaziosa quiete terapeuticamente utile. 
Penso che sia importante non perdere di vista che la mindfulness non รจ solo una tecnica terapeutica, ma รจ una capacitร  naturale che gioca un ruolo centrale nel processo cognitivo.

Robert H. Sharf osserva che la pratica buddista mira al raggiungimento della “visione corretta”, non solo della “nuda attenzione”:

La tecnica di Mahasi non richiedeva familiaritร  con la dottrina buddista (in particolare l’abhidhamma), non richiedeva l’adesione a rigide norme etiche (in particolare il monachesimo) e prometteva risultati sorprendentemente rapidi. Ciรฒ รจ stato reso possibile interpretando sati come uno stato di “nuda consapevolezza” – la percezione non mediata e non giudicante delle cose “come sono”, non influenzate da precedenti condizionamenti psicologici, sociali o culturali. Questa nozione di consapevolezza รจ in contrasto con le epistemologie buddiste premoderne sotto diversi aspetti. 
Le pratiche buddiste tradizionali sono piรน orientate all’acquisizione di una “visione corretta” e di un adeguato discernimento etico, piuttosto che “nessuna visione” e un atteggiamento non giudicante.

Jay L. Garfield, citando Shantideva e altre fonti, sottolinea che la consapevolezza รจ costituita dall’unione di due funzioni, richiamare alla mente e mantenere vigile la mente.
 Dimostra che esiste una connessione diretta tra la pratica della consapevolezza e la coltivazione della moralitร , almeno nel contesto del buddismo da cui derivano le moderne interpretazioni della consapevolezza.

Riferimenti

  1. Sharf 2014, pag. 942.
  2. Sharf, Robert (ottobre 2014). “Consapevolezza e assenza di mente in Early Chan”. Filosofia Oriente e Occidente 64 (4): 943. ISSN 0031-8221. http://buddhiststudies.berkeley.edu/people/faculty/sharf/documents/Sharf_Mindfulness%20and%20Mindlessness.pdf. Estratto 2015-12-03. “Anche cosรฌ, Vostra Maestร , sati, quando sorge, richiama alla mente dhamma che sono abili e non abili, con difetti e senza difetti, inferiori e raffinati, oscuri e puri, insieme alle loro controparti: questi sono i quattro fondamenti della consapevolezza, questi sono i quattro giusti sforzi, queste sono le quattro basi del successo, queste sono le cinque facoltร , questi sono i cinque poteri, questi sono i sette fattori del risveglio, questo รจ il nobile sentiero a otto fattori, questo รจ calmo, questa รจ intuizione, questa รจ conoscenza, questa รจ libertร .Cosรฌ colui che pratica lo yoga ricorre a dhamma a cui si dovrebbe ricorrere e non ricorre a dhamma a cui non si dovrebbe ricorrere, abbraccia dhamma che dovrebbero essere abbracciati e non abbraccia dhamma a cui non dovrebbe essere fatto ricorso.”. 
  3. Sharf 2014, pag. 943.
  4. Citazioni da Gethin, Rupert ML (1992), The Buddhist Path to Awakening: A Study of the Bodhi-Pakkhiศณa Dhammฤ. Biblioteca indologica di BRILL, 7. Leida e New York: BRILL
  5. Williams 2000, pag. 46.
  6. Frauwallner, E. (1973), Storia della filosofia indiana, trad. VM Bedekar, Delhi: Motilal Banarsidass. Due volumi., pp.150 ss
  7. Vetter 1988.
  8. TW Rhys Davids, tr., 1881, Buddhist Suttas, Clarendon Press, p. 107. https://books.google.com/books?id=ciqzXBSFkp8C
  9. DJ Gogerly, “On Buddhism”, Journal of the Ceylon Branch of the Royal Asiatic Society, 1845, pp. 7-28 e 90-112. https://books.google.com/books?id=5gaMCEjql_4C
  10. Davids, 1881, p. 145.

FONTE encyclopedia.

Racconti di Satori ๆ‚Ÿ

ยซSatori, in termini psicologici, รจ un oltre i confini dell’Io. Da un punto di vista logico รจ scorgere la sintesi dell’affermazione e della negazione, in termini metafisici รจ afferrare intuitivamente che l’essere รจ il divenire e il divenire รจ l’essere.ยป
Daisetsu Teitarล Suzuki, dall’introduzione del libro Lo zen e il tiro con l’arco di Eugen Herrigel

Il satori รจ il momento dell’illuminazione  momento in cui l’intera esperienza personalecosmica รจ proiettata in un unico istante, che porta ad un annullarsi cosciente del soggetto, non derivante da una rinuncia al mondo esterno ma dalla partecipazione ad esso tramite l’atto puro

Nella sua essenza, lo Zen รจ l’arte di vedere nella propria natura.
Daisetsu Teitaro Suzuki, Buddhismo Zen

Lo Zen non ha nulla a che vedere con la mente… รจ il ruggito di un leone.
E il maggior contributo delle Zen al mondo รจ la libertร  da sรฉ stessi.
Osho, Discorsi

IL MARZIALISTA

ๆค่Š็››ๅนณ, Ueshiba Morihei   fondatore dell’AIKIDO ๅˆๆฐฃ้“

” Mentre stavo passeggiando da solo in un giardino, sentii che uno spirito dorato sgorgava dalla terra copriva il mio corpo tramutandolo in un corpo dorato, allo stesso tempo mente e corpo si mutarono in luce, riuscii a comprendere il cinguettio degli uccelli e fui pienamente cosciente della mente del Tutto..lacrime inarrestabili di gioia mi inondarono il viso…

Nel momento della piena realizzazione il senso limitato del sรจ si dissolve, viene alla luce la percezione che la coscienza non รจ proprietร  di nessuno che non c’รจ nessuno a cui appartenga. la coscienza non รจ ”essa” ma ”io” universale che crea lo spazio e il tempo ed รจ la natura di tutte le cose : coscienza, esistenza, amore.”

LO SCIENZIATO

”Sentii improvvisamente un’energia fortissima emergere dal mio petto…questa energia viva era amore, ma un amore cosรฌ intenso e cosรฌ incredibilmente appagante che superava ogni sentimento e nozione che avevo sulla natura dell’amore.

Ancora piรน incredibile che la sorgente di questo amore fossi io.
Si manifestava come un ampio fascio di luce bianca e scintillante , viva e beatifica, che sorgeva dal mio cuore con forza incredibile .
poi all’improvviso quella luce esplose.
Riempรฌ la stanza e si espanse fino ad abbracciare l’intero universo con lo stesso bianco splendore…. quella รจ la sostanza di cui รจ fatto tutto ciรฒ che esiste”

Federico Faggin


E questa luce che brilla sopra questo cielo, piรน in alto di tutto, piรน in alto di ogni cosa, nel piรน elevato mondo al di sopra del quale non cโ€™รจ nessun altro mondo, รจ la stessa luce che รจ nellโ€™uomo.
Upanishad
La coscienza non รจ una cosa tra le cose, ma รจ lโ€™orizzonte che contiene ogni cosa.
Edmund Husserl

La nostra psiche รจ costituita in armonia con la struttura dellโ€™universo, e ciรฒ che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e piรน soggettivi recessi dellโ€™anima.
Carl Gustav Jung

Osho Rajeneesh per quanto controverso provocatore a mio avviso resta un maestro della Tradizione in senso spirituale.

Una vertigine chiamata vita” 

“Mi ricordo quel giorno fatidico… Ho cercato per molte vite, ho lavorato su di me, ho lottato, ho fatto tutto quanto era possibile e non รจ mai successo nulla. Ora capisco perchรฉ non accadeva nulla: lo sforzo era l’ostacolo, la sete di ricerca era l’ostacolo. รˆ vero che non ci si puรฒ realizzare senza cercare, la ricerca รจ necessaria; ma arriva un momento in cui la ricerca deve essere lasciata cadere. La barca necessarie per attraversare il fiume, ma poi arriva un momento in cui devi scenderne, dimenticartene, lasciarti alle spalle quella barca. Lo sforzo รจ necessario: senza sforzo nulla รจ possibile, e allo stesso tempo, con uno sforzo non s’ottiene nulla. Esattamente sette giorni prima del 21 marzo 1953, smisi di lavorare su di me: arriva un momento in cui si vede la totale inutilitร  dello sforzo. Hai fatto tutto quello che potevi fare, e non รจ successo nulla. Hai fatto quanto รจ umanamente possibile, che cos’altro potresti fare? La speranza viene meno e si abbandona ogni ricerca: il giorno in cui misi di cercare, il giorno in cui non aspettai piรน l’accadere di qualcosa, qualcosa iniziรฒ ad accadere. (…) il giorno in cui smisi di sforzarmi, anch’io mi fermai: infatti, non si puรฒ esistere senza sforzo, nรฉ si puรฒ esistere senza desiderio o senza lotta. Il fenomeno del’ego, del sรฉ, non รจ un oggetto, bensรฌ un processo. Non รจ la sostanza che si trova dentro di te: la devi generare in ogni istante. E’ simile all’azione del pedalare: se pedali, la bicicletta continua ad andare; se non lo fai, si ferma. Potrebbe proseguire per un po’, a causa della forza d’inerzia, ma quando smetti di pedalare, di fatto la bicicletta inizia a fermarsi: non ha piรน energia, non ha piรน la forza di andare oltre. รˆ inevitabile che si fermi e cada a terra. L’ego esiste perchรฉ noi continuiamo a pedalare sul desiderio, perchรฉ continuiamo a lottare per ottenere qualcosa, perchรฉ continuiamo a proiettarci in avanti. Il fenomeno del’ego รจ proprio questo: proiettarsi in avanti, nel futuro, oppure nel passato. Proiettarsi in ciรฒ che non esiste, crea l’ego. E poichรฉ questo fenomeno scaturisce da qualcosa che non รจ esistenziale, รจ simile a un miraggio. E’ formato unicamente da desideri; รจ soltanto una sete e null’altro. L’ego non รจ nel presente, e nel futuro. Se vivi nel futuro, l’ego sembra estremamente concreto. Se sei nel presente, l’ego รจ un miraggio… Inizia scomparire.(…) Ero in uno stato catatonico: verso le otto andai a dormire. (..) Fu un sonno stranissimo, il corpo era addormentato, io ero sveglio. verso mezzanotte gli occhi si aprirono all’improvviso. Non li aprii io, il sonno fu rotto da qualcos’altro. Intorno a me, nella stanza, sentii una presenza imponente. La stanza era piccolissima. Sentii tutt’intorno a me una pulsazione di vita, una vibrazione assordante, simile all’uragano: una tempesta incredibile di luce, gioia ed estasi. Ero sommerso: era tanto reale che ogni altra cosa divenne irreale. I muri della stanza divennero irreali, la casa divenne irreale, il mio stesso corpo divenne irreale. Ogni cosa era irreale perchรฉ ora, per la prima volta, la realtร  era presente. (…) quella notte un’altra realtร  aprรฌ la sua porta, un’altra dimensione divenne disponibile. All’improvviso era presente, quella realtร  “altra”, una realtร  separata: la realtร  vera, o in qualsiasi modo tu voglia chiamarla. Chiamala Dio, veritร , Dhamma, Tao, o come meglio preferisci. Era senza nome. Ma era presente,cosรฌ opaca, cosรฌ trasparente, e tuttavia tanto evidente che chiunque avrebbe potuto toccarla. Nella stanza mi stava soffocando: era troppo intensa e io ero incapace di assorbirla. Sorse in me il  bisogno spasmodico di precipitarmi fuori da quella stanza, uscire sotto il cielo. Se fossi rimasto pochi minuti ancora, sarei soffocato. Cosรฌ mi sembrava. Corsi fuori, uscii all’aperto. Sentivo la necessitร  di essere semplicemente sotto il cielo, con le stelle, con gli alberi, con la terra, essere con la natura. (…) mi incamminai verso il giardino piรน vicino. Era una camminata totalmente diversa, come se la forza di gravitร  fosse scomparsa. Camminavo, o correvo, o semplicemente volavo; Era difficile decidere. La gravitร  era assente. Mi sentivo senza peso, come se una forza mi trasportasse: ero nelle mani di un’altra energia. Per la prima volta non ero solo, per la prima volta non ero piรน in individuo, per la prima volta la goccia era caduta nell’oceano; ora l’intero oceano era mio, io ero l’oceano. Non c’erano piรน limiti. Un potere tremendo sorse dentro di me, come se avessi potuto fare qualsiasi cosa, in qualunque situazione… Io non ero presente, esisteva solo quel potere. (…) ero rilassato, mi lasciavo andare. Non ero presente. Lui era lรฌ-chiamatelo Dio-Dio era presente. Preferirei chiamarlo Lui, perchรฉ Dio รจ una parola troppo umana, ed รจ stata logorata dall’abuso, troppe persone l’hanno inquinata: cristiani, indรน, musulmani, preti e politici, tutti hanno fatto di tutto per corrompere la bellezza di questa parola, perciรฒ lasciate che lo chiami Lui. Lui era presente, e io ero semplicemente trasportato.. trasportato da un’onda. Quando entrai nel parco, ogni cosa divenne luminosa. …) Quando tornai a casa, erano le quattro del mattino, per cui, secondo l’orologio, era rimasto lร  perlomeno tre ore; ma fu un’infinitร . Non aveva nulla a che vedere con l’orologio, era senza tempo. Quelle tre ore divennero un’eternitร , senza fine. Non c’era tempo, non esisteva lo scorrere del tempo. Era la  realtร  vergine, incorrotta, intatta, incommensurabile.”




Lโ€™iniziazione ai misteri di Eleusi difatti culminava in una ฮตฯ€ฮฟฯ€ฯ„ฮตฮฏฮฑ โ€œepopteiaโ€, in una visione mistica di beatitudine e purificazione, che in qualche modo puรฒ venir chiamata conoscenza. Tuttavia lโ€™estasi misterica, in quanto si raggiunge attraverso un completo spogliarsi dalle condizioni dellโ€™individuo, in quanto cioรจ in essa il soggetto conoscente non si distingue dallโ€™oggetto conosciuto, si deve considerare come il presupposto della conoscenza, anzichรฉ conoscenza essa stessa.โ€

Giorgio Colli

Oppure come sostiene Angelo Tonelli in Attraverso Oltre
pag. 38 Eleusis
โ€œPotremmo ipotizzare che lโ€™epopteia fosse un approfondimento nella forma della luce dellโ€™esperienza dellโ€™unitร  di tutte le cose giร  assaporata nella telete/myesis un consolidamento noetico di questo stato di coscienza, depurato dal tumulto emozionale, che contrassegnava il primo livello di iniziazione, tutto fondato sulla trance dinamica sollecitata dalla musica dal canto, dalla danza, dal caos:
Tutti modi per destrutturare, dionisicamente, lโ€™ego ordinario e consentire un viaggio ad interiora terrae che รจ condito sine qua non di un effettivo percorso di illuminazione mistica e sapienziale..โ€

Dove esiste l’immortalitร  o anche soltanto la fede in essa, sappiamo che ci sono dei punti in cui nessun potere, nessuna potenza terrestre, per grande che sia, puรฒ ghermire, colpire o meno che mai distruggere l’uomo. Il bosco รจ un santuario. Ernest Jรผnger

Il Ribelle รจ il singolo, l’uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, nรฉ leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il Ribelle attinge alle fonti della moralitร  ancora non disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purchรฉ in lui sopravviva qualche purezza, tutto diventa piรน semplice. 

Solstitium

“Qui sorge una vita nuova, si pone un nuovo inizio, si apre un nuovo ciclo. La ยซluce della vitaยป, si riaccende. Sorge o nasce dalle acque lโ€™ยซeroe solareยป. Di lร  dallโ€™oscuritร  e dal gelo mortale viene vissuta una rinascita, una liberazione. Il simbolico albero del mondo e della vita si anima di nuova forza. Eโ€™ in relazione a tutti questi significati che giร  in tempi preistorici anteriori di millenni allโ€™รจra volgare una quantitร  di riti e di feste sacre andarono a celebrate la data del 25 dicembre, come data di nascita o rinascita, nel mondo cosรฌ come nellโ€™uomo, della forza ยซsolareยป”
Julius Evola

Immagine Laurent Grasso Studies into the Past olio su legno

‘Nel mito solare un punto ha perรฒ avuta sempre una importanza speciale, fin dalla piรน alta preistoria, fin dalla stessa โ€œciviltร  dei dolmenโ€; il punto in cui la luce solare sembra tramontare ed estingersi, abbandonare la terra desolata su cui ecco che poi, di nuovo, risplende: รจ il solstizio dโ€™inverno. Qui appare un simbolo fondamentale: lโ€™ascia.’

Julius Evola


“Nel simbolismo primordiale il segno del sole come “Vita”, “Luce delle Terre”, รจ anche il segno dell’Uomo. E come nel suo corso annuale il sole muore e rinasce, cosรฌ anche l’uomo ha il suo “anno”, muore e risorge. Questo stesso significato fu suggerito, nelle origini, dal solstizio d’inverno, a conferirgli il carattere di un “mistero”. In esso la forza solare discende nella “Terra”, nelle “Acque”, nel “Monte” (ciรฒ in cui, nel punto piรน basso del suo corso, il sole sembra immergersi), per ritrovare nuova vita. Nel suo rialzarsi, il suo segno si confonde con quello de “l’Albero” che sorge (“l’Albero della Vita” la cui radice รจ nell’abisso), sia “dell’Uomo cosmico” con le “braccia alzate”, simbolo di resurrezione. Con ciรฒ prende anche inizio un nuovo ciclo, “l’anno nuovo”, la “nuova luce”.
Julius Evola
RITO MARZIALE SOLSTIZIALE shootboxing 30 minuti

Chiarimento sul ideogramma Rei/Ling ้ˆ in้ˆๆฐฃ REIKI /LING QI etimologia semantica e origini

L’interpretazione  dell’ideogramma  ้ˆ , REI, in riferimento alla disciplina REIKI ้ˆๆฐฃ, suscita una diatriba interpretativa , etimologica, ma il significato originario รจ da ricercarsi con maggiore accuratezza, riferendosi ai testi classici accreditati.
Dato che, in rete circolano, informazioni, assolutamente non accreditate ne dimostrabili, prive di fonti certe, che attribuirebbero, alla pratica Reiki origini necromantiche, si insinuerebbe che ”l’energia ” ”canalizzata” con il Reiki sarebbe evocata, dai defunti, inoltre si sostiene che l’ordine dei gesuiti, missionari in Giappone, lo avrebbe scoperto e ne avrebbe vietato l’utilizzo ai nativi, non solo, una versione ancor piรน macchinosa, dichiarerebbe che l’ordine gesuitico se ne sarebbe appropriato con fini manipolativi, trasferendone ”il potere” agli stessi ”esercizi spirituali” di Ignazio di Loyola.

  1. La non conoscenza o l’errata interpretazione etimologica, della lingua Giapponese e dei suoi riferimenti culturali etimologici nella lingua classica cinese, ha indubbiamente favorito indebite interpretazioni ,poichรจ alcuni termini, con significato ”nefasto”, composti possono indurre in inesatte interpretazioni, il significato corretto va ricercato con cura.
    2. Di seguito dimostreremo in modo inconfutabile l’estraneitร  del reiki dalla necromanzia, da qualsiasi contatto con l’ordine gesuitico, ed in genere con il cristianesimo.
    Usui, fondatore del Reiki, nacque nel 1865 e sviluppรฒ il Reiki nel XX secolo, in un periodo in cui lโ€™influenza gesuita in Giappone era praticamente nulla.
    Il testo che segue sarร  lungo e complesso per non mancare di dettagli approfonditi.

Yลซrei (ๅนฝ้œŠ):

  • Questo รจ il termine piรน generico per “fantasma”. Si riferisce agli spiriti dei morti che non hanno trovato riposo e che vagano nel mondo dei vivi.
  • Gli yลซrei sono spesso associati a emozioni intense come rabbia, tristezza o vendetta.

Reikon (้œŠ้ญ‚):

  • Questa parola si traduce come “anima” o “spirito”. Puรฒ riferirsi all’anima di una persona sia prima che dopo la morte.
  • A differenza degli yลซrei, i reikon non sono necessariamente legati alla terra e possono rappresentare l’essenza spirituale di una persona.

Bลrei (ไบก้œŠ):

  • Questo termine si riferisce specificamente agli spiriti dei morti, spesso con connotazioni di “fantasma” o “spettro”.
  • Puรฒ implicare un’apparizione piรน spettrale e minacciosa rispetto a un semplice yลซrei.
  • Ulteriori termini composti
    reien (้œŠๅœ’): Cimitero Reikai (้œŠ็•Œ): Mondo spirituale, aldilร  Reikan (้œŠๆ„Ÿ):Anima Reikyo (้œŠๆŸฉ): Bara Reikyosha (้œŠๆŸฉ่ปŠ): Carro funebre Reizen (้œŠๅ‰) Reibai (้œŠๅช’): Medium, sensitiva
    • TERMINI COMPOSTI con Significato ”Favorevole”
      Reiyaku ้œŠ่–ฌ:
  • Questa parola si riferisce a una “medicina straordinariamente efficace” o a un “rimedio miracoloso”.
  • Il carattere ้œŠ (rei) significa “spirito” o “sacro”, mentre ่–ฌ (yaku) significa “medicina”. Quindi, reiyaku implica una medicina con poteri spirituali o eccezionali.
  • Reikan ้œŠๆ„Ÿ:
  • Questa parola significa “ispirazione” o “afflato”.
  • Si riferisce a un’intuizione o a una percezione che sembra provenire da una fonte spirituale o superiore.
  • Reikan รจ spesso usato per descrivere un’ispirazione artistica, un’intuizione improvvisa o una sensazione di connessione con qualcosa di piรน grande.
  • Reiki ้ˆๆฐฃ,:
  • Questa parola si traduce come “energia straordinaria” o “energia spirituale”.
  • รˆ il termine usato per descrivere la tecnica di guarigione energetica sviluppata da Mikao Usui.
  • KOTOTAMA ่จ€้œŠSuoni dello Spirito
    ็ฅž้ˆ (shรฉn lรญng): Divinitร  ็ฒพ้ˆ (jฤซng lรญng): Spiriti ้ˆๆฐฃ (lรญng qรฌ): Energia spirituale ้ˆๆ€ง (lรญng xรฌng): Spiritualitร  nel Testo ้“่— (Daozang) TAOISMO
  • ้“ (Dร o): Via, sentiero, principio
  • ่— (zร ng): Raccolta, tesoro
  • ้ˆ (lรญng): Spirito, anima, potere spirituale, forza mistica

Introduzione al Concetto di “Ling”
Il termine “Ling” (้ˆ) รจ un concetto complesso presente in diverse tradizioni spirituali e magiche, con significati che variano a seconda del contesto culturale.
รˆ spesso associato a energia spirituale, potere divino o presenza numinosa, ma la sua interpretazione dipende dalla tradizione.

  • Organizzato e presieduto da Christian Meyer
  • Joachim Gentz, โ€œQuanto รจ ling il ling ? Il ling้ˆ come classificatore esanimato in relazione a un regno religioso concettualeโ€
  • Friederike Assandri, โ€œ Ling nel daoismo altomedievaleโ€
  • Vincent Goossaert, โ€œ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoistaโ€
  • Esther-Maria Guggenmos, โ€œIl motore della trama: il Ling-้ˆ come mezzo narrativo nelle prime biografie buddisteโ€
  • Stefania Travagnin, โ€œSignificati di ling nei discorsi buddhisti moderniโ€
  • Matthias Schumann, โ€œI poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling้ˆ nella Cina repubblicanaโ€
  • Nikolas Broy, โ€œ’Questa luce numinosa’: la nozione di lingguang nelle sette popolari cinesi tardo imperiali e contemporaneeโ€
  • Adam Yuet Chau, โ€œSpiriti narrati: costruire lโ€™efficacia ( lingying้ˆๆ‡‰) e lo strano ( lingyi้ˆ็•ฐ) attraverso il racconto di storieโ€

Questo pannello doppio presenta e discute i risultati di un workshop specializzato sul termine cinese ling้ˆ che ha avuto luogo nel 2019. Il carattere รจ ampiamente noto nel mondo accademico come termine chiave per comprendere la religione locale o popolare cinese, dove รจ spesso tradotto come “efficacia” che denota il potere miracoloso di un tempio o di una divinitร . Il carattere, tuttavia, ha radici piรน antiche nell’antichitร . Significati successivi sono stati aggiunti attraverso i suoi usi da parte del buddismo e del taoismo, creando una nozione piรน ampia di “numinoso” o “sovrumano”. Fino a oggi tali usi sono efficaci quando si tratta di medicina tradizionale cinese, divinazione, pratiche di medium, Qigong o reiki giapponese ้ˆๆฐฃ
La storia ha preso una nuova svolta quando le tradizioni monoteistiche (Islam, Cristianesimo) sono entrate nel campo linguistico cinese e il termine รจ stato anche adottato dai missionari come traduzione dello “spirito santo” come shengling่–้ˆ nella Bibbia protestante. Da questa base, il termine si รจ ampliato di nuovo all’inizio del XX secolo, quando รจ stato utilizzato per “pratica spirituale” ( lingxiu้ˆไฟฎ) o “spiritualitร ” ( lingxing้ˆๆ€ง) in generale.
Il progetto relativo a questo doppio pannello mira a ricostruire i complessi processi attraverso i quali il termine premoderno ling si รจ sviluppato in un termine diffuso e ancora enigmatico. I documenti selezionati si concentrano su varie tradizioni premoderne (pannello 1), ma esaminano anche le continuitร  e le trasformazioni nel periodo moderno (pannello 2). Sulla base di brevi presentazioni, il pannello offrirร  spazio per discutere questioni rilevanti di traduzione e problemi metodologici con un pubblico piรน ampio.

Joachim Gentz, โ€œQuanto รจ ling il ling ? Il ling้ˆ come classificatore esanimato in relazione a un regno religioso concettualeโ€

Nei primi testi cinesi, il termine ling ha molteplici significati. L’HYDCD elenca 20 significati del termine. Tuttavia, se i significati del termine vengono ricostruiti nei rispettivi contesti, allora una funzione particolare piuttosto che un significato del termine sembrano dominare l’uso del grafico nei primi testi cinesi. Ling nella maggior parte dei casi assume una funzione classificatoria come etichetta che qualifica qualcosa come appartenente a un regno spirituale che non รจ definito in modo piรน specifico. Pur riconoscendo un qualche tipo generale di qualitร  spirituale, evita di impegnarsi in qualsiasi specificitร . Nei primi testi cinesi ling, quindi, appare principalmente come un termine alienato, un termine tra virgolette, un categorizzatore, un indicatore di uno spazio concettuale esanime che assegna una qualitร  quasi religiosa a qualcosa senza determinare l’esatta modalitร  del suo utilizzo. L’uso di ling puรฒ essere metaforico, allegorico, rituale, estetico o, in effetti, religioso in qualche modo indistinto. Puรฒ, in un senso associativo libero, riferirsi ad aspetti di qualitร  spirituali come bontร , potere, superioritร  o buon auspicio. Puรฒ anche de-secolarizzare qualcosa in un senso molto generale e per varie ragioni. Il documento fornirร  un’analisi di esempi testuali tratti da testi cinesi antichi per supportare ulteriormente l’ipotesi che ling sia meglio inteso come un grafico con una funzione classificatoria piuttosto che come un termine con una gamma di significati lessicali.

Friederike Assandri, โ€œ Ling nel daoismo altomedievaleโ€

Il documento presenterร  un’indagine sull’uso del termine ling nel taoismo altomedievale. Uno dei principali obiettivi dell’analisi รจ la questione dei regni cosmologici in cui ling รจ immaginato o da cui proviene.
L’uso piรน importante del termine ling si verifica come parte del composto lingbao , che segna “un nuovo lignaggio taoista, con un nuovo programma rituale e concezioni cosmologiche” (Raz 2004, 6). In questo contesto, il significato del termine ling รจ stato interpretato come “celeste, divino, numinoso” (Kaltenmark 1960).
Questo documento amplierร  la discussione, presentando un’analisi dell’uso del termine in diversi testi taoisti. Iniziando con il “classico” Daode jing, dove la singola occorrenza sembra indicare piuttosto gli inferi che i cieli come “luogo” per ling, il documento analizzerร  diverse occorrenze del termine ling in diversi testi taoisti del primo medioevo, tra cui i Testi Purpurei e la Scrittura della Salvezza, al fine di stabilire campi semantici dell’uso di ling .
Emerge che nei testi taoisti del primo medioevo il termine ling , se separato dal termine lingbao , ha un’ampia gamma di significati semantici. Pertanto la nozione consolidata di ling come divino celeste numinoso, come รจ stata discussa negli studi taoisti nel contesto del termine lingbao e del corpus scritturale associato, รจ solo una delle diverse nozioni associate al termine ling .

Vincent Goossaert, โ€œ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoistaโ€

Una delle cose che fa il rituale รจ creare una presenza divina che puรฒ essere percepita (vista, udita, sentita…). Uno dei termini chiave usati per descrivere questa presenza รจ ling้ˆ; in particolare, una frase tecnica frequente che voglio esplorare รจ “rendere presente ling in questo mondo”, jiangling้™้ˆ. Questo articolo esaminerร  sia le narrazioni (principalmente, agiografie taoiste) sia le liturgie (principalmente, manuali daofa้“ๆณ• dal canone taoista) dalla Song al tardo periodo imperiale per tracciare i diversi metodi rituali usati per creare tale presenza e quindi definire la gamma di modi in cui ling puรฒ essere percepito. Un elenco non esaustivo include la possessione spirituale, i sogni, la scrittura spirituale, le visualizzazioni e la consacrazione di immagini potenti. Tutte queste coinvolgono un sacerdote che sa come rendere presente ling .

Esther-Maria Guggenmos, โ€œIl motore della trama: il Ling-้ˆ come mezzo narrativo nelle prime biografie buddisteโ€

Questo articolo traccia il campo terminologico della cosiddetta “efficacia spirituale” – ling้ˆ – nella scrittura biografica buddista del primo medioevo. Le rispettive narrazioni nelle Biografie di monaci eminenti ( Gaoseng zhuan้ซ˜ๅƒงๅ‚ณ) prendono in prestito in parte materiale dalla letteratura zhiguai . รˆ in questi racconti di miracoli che la terminologia correlata a ling svolge un ruolo cruciale come espediente narrativo. Ling non รจ utilizzato solo nel contesto della designazione di certe abilitร  supernormali ( shentong li็ฅž้€šๅŠ›). รˆ anche applicato in conformitร  con i racconti di miracoli del primo medioevo come mezzo per denotare l’efficacia, ad esempio di un tempio, di una certa divinitร  o affermando il potere di una reliquia buddista. Ciรฒ lo rende anche un termine negoziato nel primo buddismo in quanto puรฒ contrassegnare la semplice richiesta di prove di efficacia e costantemente il desiderio di tali prove puรฒ essere visto come prova di un progresso spirituale mancante. L’articolo delineerร  questi vari usi della terminologia legata a ling concentrandosi su come รจ incorporata nelle narrazioni. Mentre il concetto di risonanza, ganying , รจ di gran lunga il concetto organizzativo piรน diffuso di questi primi racconti di miracoli (Campany), uno sguardo piรน approfondito a come il concetto di “efficacia spirituale” รจ applicato nelle narrazioni rivela il suo ruolo centrale come “motore della trama” in alcune delle prime letterature biografiche buddiste.

Stefania Travagnin, โ€œSignificati di ling nei discorsi buddhisti moderniโ€

Durante il tardo periodo Qing e il periodo repubblicano, il buddhismo cinese era caratterizzato da una “narrazione di riforma”, che includeva un recupero piรน conservativo di una tradizione perduta del passato, nonchรฉ innovazioni drastiche e cambiamenti significativi a tale tradizione. Spesso, lo studio della narrazione di riforma si รจ intersecato con l’argomento di una possibile “rinascita” del buddhismo all’alba del ventesimo secolo. Questo articolo discuterร  le definizioni e gli usi di ling all’interno del quadro delle sfere intellettuali e pratiche del buddhismo moderno, specialmente in relazione alla “narrazione di riforma” contemporanea e al quadro di “rinascita”. La prima parte della presentazione affronterร  i modelli semantici di ling che erano condivisi sia dalla Cina premoderna che dall’era repubblicana, cosรฌ da mostrare il livello di continuitร  diacronica; l’articolo continuerร  a evidenziare diverse sfumature e nuovi messaggi riguardanti ling che le fonti cinesi del periodo repubblicano offrono. La terza sezione esaminerร  i dibattiti intellettuali di Taiwan nella prima metร  del ventesimo secolo, quindi durante l’occupazione giapponese dell’isola. Le ultime due parti della presentazione dimostreranno in che misura il cristianesimo e i sistemi culturali occidentali potrebbero aver rimodellato gli usi e la comprensione del ling e dei suoi composti da parte del buddhismo cinese e taiwanese; inoltre, soprattutto per quanto riguarda le argomentazioni taiwanesi, metterรฒ in discussione il grado e le modalitร  dell’impatto dei discorsi intellettuali e buddhisti giapponesi.

Matthias Schumann, โ€œI poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling้ˆ nella Cina repubblicanaโ€

Durante il periodo repubblicano (1911-1949), il significato del termine ling้ˆ divenne sempre piรน complesso poichรฉ assunse nuove connotazioni scientifiche derivanti dalla psicologia, dalla fisica e dalla ricerca psichica ( xinling yanjiuๅฟƒ้ˆ็ ”็ฉถ). Nella sua veste scientifica, si dimostrรฒ particolarmente attraente per un elettorato urbano che cercava nuovi modi di venire a patti con la dimensione spirituale della vita umana ma voleva evitare la categoria contestata di “religione”. In particolare, un certo numero di organizzazioni psichiche di recente fondazione usarono ling o xinlingๅฟƒ้ˆ per tradurre il nuovo termine “psiche”. La maggior parte di queste organizzazioni si dedicรฒ allo studio e all’applicazione dell’ipnotismo ( cuimianshuๅ‚ฌ็œ ่ก“), che fungeva da metodo di auto-coltivazione in grado di conferire “poteri psichici” al praticante e migliorare la sua salute fisica e mentale. Le funzioni dell’ipnotismo venivano spiegate facendo riferimento a una psiche universale ( ling/xinling ) a cui era collegata la mente umana individuale. Questa psiche, sostenevano i praticanti, spiegava specifici fenomeni psichici ma offriva anche la speranza di fornire una comprensione completa della relazione tra materia e spirito. Nonostante i prestiti dai discorsi religiosi, i ricercatori psichici in genere sottolineavano la natura secolare delle loro teorie e criticavano la credenza in spiriti e divinitร  come “superstiziosa”. Il significato mutevole di ling illustra quindi anche alcuni dei dibattiti piรน ampi su scienza, religione e spiritualitร  durante il periodo repubblicano.

Nikolas Broy, โ€œ’Questa luce numinosa’: la nozione di lingguang nelle sette popolari cinesi tardo imperiali e contemporaneeโ€

Questo articolo esplora l’uso dei composti “luce numinosa” ( lingguang้ˆๅ…‰), “luminositร  numinosa” ( lingming้ˆๆ˜Žminglingๆ˜Ž้ˆ) e “natura numinosa” ( lingxing้ˆๆ€ง) nelle sette religiose popolari cinesi dal periodo Song (960-1279) in poi. In particolare, esamina i discorsi sulla natura del sรฉ umano e gli insegnamenti che mirano a ripristinarli attraverso la coltivazione spirituale e la progressione morale. Inoltre, alcuni trattati settari sostengono che le anime primordiali degli umani esistevano giร  prima della creazione del cosmo, ma erano state corrotte da desideri mondani. Nella prima parte, l’articolo esamina come i testi buddisti e taoisti del periodo Song introducano lingguang e termini correlati come riferimento alle capacitร  innate degli umani di illuminazione spirituale. La seconda parte esamina vari scritti settari dei periodi Ming e Qing (1368-1911) e come sviluppano narrazioni di lingguang come riferimento a sรฉ eterni. In particolare, analizza testi correlati al Patriarca Luo ็พ…็ฅ– (ca. XVI secolo) e alle tradizioni del “Cielo antico” ( Xiantiandaoๅ…ˆๅคฉ้“). Infine, la terza parte esplora come la moderna “societร  redentrice” Yiguandaoไธ€่ฒซ้“ (“Via dell’unitร  pervadente”) sintetizza i resoconti precedenti e il concetto neo-confuciano della natura “aperta, numinosa e non oscurata” ( xu ling bumei่™›้ˆไธๆ˜ง) della natura umana in un sistema spirituale coerente.

Adam Yuet Chau, โ€œSpiriti narrati: costruire lโ€™efficacia ( lingying้ˆๆ‡‰) e lo strano ( lingyi้ˆ็•ฐ) attraverso il racconto di storieโ€

La narrazione di storie (orale, cartacea o tramite moderni media audiovisivi ed elettronici) che coinvolgono eventi soprannaturali รจ una delle attivitร  piรน diffuse e importanti nella religione popolare cinese. Queste storie raccontano interventi divini come risposte miracolose alle suppliche dei fedeli, punizioni divina per comportamenti impropri, ricompense divina per pietร  eccezionale, apparizioni di fantasmi ed esorcismi o semplicemente strani eventi che sfidano la spiegazione razionale. Ma i contesti in cui vengono raccontate queste storie sono importanti quanto le storie stesse. Questo articolo esaminerร  alcuni di questi contesti (tra i frequentatori di festival nei festival dei templi, durante i campi di orientamento per le matricole universitarie e nei programmi televisivi dedicati a “strani racconti”). La riproduzione continua di una cultura di efficacia magica e dello strano dipende dalla partecipazione attiva degli spettatori e dalla costruzione di un‘”atmosfera” adatta a raccontare tali storie. Per ogni esperienza effettiva di intervento divino o evento misterioso, ci sono diecimila racconti e rivisitazioni dell’esperienza, attraverso molte bocche e in molte occasioni diverse.

”Vale su tutto, a mio avviso, la precisazione che il Reiki nasce in un preciso contesto storico-culturale, relativamente recente, mentre tutto il sostrato filosofico/religioso/filologico preesistente รจ veramente molto complesso e potrebbe avere poco o nulla a che fare con i significati attribuiti a rei/ling nel Giappone del XIX secolo…. Secondo le interpretazioni paleografiche piรน recenti del carattere ้ˆ, sembra accertato il significato di โ€œsciamano del regno di Chuโ€, suggerito anche dal carattere stesso, che evoca la figura di uno sciamano in grado di invocare – danzando e cantando – la pioggia. Il regno di Chu allโ€™epoca delle Primavere e Autunni e in quella degli Stati Combattenti era considerato un paese esotico e โ€œsemi-barbaroโ€ da psrte degli abitanti degli โ€œstati centraliโ€ (significato originario di ไธญๅœ‹๏ผ‰, ovvero quelli che si concentravano attorno alle valli dei fiumi Wei e Huang (Fiume Giallo). Chu si estendeva a sud dei fiumi Han e Huai, grosso modo attorno al medio e basso corso dello Yangzi. Era rinomato per i suoi misteri ed รจ la culla del Taoismo filosofico.”
Sinologo Daniele Cologna

Taoismo
Nel taoismo, “Ling” รจ visto come un potere spirituale o l’essenza delle deitร , fondamentale per pratiche come l’alchimia e la meditazione, con l’obiettivo di raggiungere l’immortalitร . Ad esempio, luoghi sacri come montagne o templi sono considerati “Ling”, indicando la loro potenza rituale.

Buddhismo
Nel buddismo, “Ling” non รจ un termine centrale, ma puรฒ riferirsi a intuizioni spirituali o alla forza di esseri illuminati, specialmente in tradizioni esoteriche. รˆ piรน comune in pratiche come la venerazione di reliquie, con influenze taoiste in alcune regioni.

Shintoismo
Nello shintoismo, “Ling” sembra allinearsi ai kami, gli spiriti della natura o degli antenati, ed รจ essenziale nei rituali per connettersi con il divino, come nelle cerimonie di purificazione.

Magia
Nella magia, “Ling” รจ spesso inteso come energia mistica usata in incantesimi e rituali, variando a seconda del contesto culturale, ad esempio nella magia popolare cinese o nell’occultismo occidentale.

Un Dettaglio Inaspettato
Un aspetto interessante รจ come “Ling” si adatti e si mescoli tra tradizioni, creando sovrapposizioni, ad esempio tra taoismo e buddismo in templi cinesi, mostrando una fluiditร  culturale che potrebbe sorprendere chi si aspetta confini netti.



Nota Dettagliata sull’Esame di “Ling” nelle Tradizioni Spirituali e Magiche

Questa nota fornisce un’analisi completa del concetto di “Ling” (้ˆ) come appare nel taoismo, buddismo, shintoismo e nelle pratiche magiche. Radicato nella spiritualitร  dell’Asia orientale, il termine porta significati sfumati che variano significativamente tra le tradizioni, riflettendo la sua adattabilitร  e importanza culturale. Esaminiamo ogni contesto in dettaglio, supportati da esempi, confronti e approfondimenti accademici, per garantire una comprensione approfondita per lettori interessati alla religione comparata e agli studi esoterici.

Taoismo: Potere Spirituale e Connessione Divina

Nel taoismo, “Ling” รจ un concetto centrale, spesso tradotto come “efficacia spirituale” o “potere numinoso”. รˆ associato alla capacitร  di deitร , immortali e oggetti sacri di influenzare il mondo materiale. Testi taoisti, come il Daozang (Canone Taoista), descrivono frequentemente “Ling” come una qualitร  di esseri o luoghi che incarnano la vitalitร  del Tao. Ad esempio, montagne, templi e talismani sono spesso descritti come “Ling”, indicando la loro potenza in rituali per la salute, la longevitร  e l’armonia con la natura.

Le pratiche taoiste, come l’alchimia e la meditazione, mirano a coltivare “Ling” all’interno del praticante, allineandosi con la ricerca dell’immortalitร . Figure storiche come Zhang Daoling, fondatore del Taoismo dei Maestri Celesti, sono venerate per il loro “Ling” potere, che consentiva azioni miracolose. Questo concetto non รจ statico; evolve, con comunitร  taoiste moderne che enfatizzano “Ling” nella gestione ambientale, vedendo paesaggi sacri come incarnazioni di questa energia.

Buddhismo: Intuizioni sull’Illuminazione e Pratiche Esoteriche

Nel buddismo, “Ling” รจ meno formalizzato e appare piรน nelle tradizioni esoteriche o Mahayana, particolarmente in Asia orientale. Non รจ un termine dottrinale centrale come “Dharma” o “Nirvana”, ma puรฒ riguardare l’intuizione spirituale o la qualitร  numinosa di esseri illuminati, come i bodhisattva. Ad esempio, nel buddismo tantrico, i rituali possono invocare “Ling” come forza mistica, simile al potere di mantra o mandala.

L’uso del termine varia per regione; nel buddismo cinese, “Ling” potrebbe descrivere la presenza spirituale di reliquie o statue, credute offrire benedizioni o protezione. Tuttavia, gli studiosi notano che la sua interpretazione dipende dal contesto, con alcune sovrapposizioni con influenze taoiste a causa del sincretismo culturale. Ad esempio, i templi buddisti in Cina spesso condividono attributi “Ling” con siti taoisti, sfocando i confini.

Shintoismo: Allineamento con Kami e Forze Sacre

Nello shintoismo, “Ling” risuona fortemente con il concetto di kami, gli esseri spirituali o forze che abitano la natura, gli oggetti e gli antenati. Sebbene lo shintoismo non abbia un termine equivalente diretto, “Ling” puรฒ essere inteso come l’essenza numinosa dei kami, presente in santuari, elementi naturali come fiumi e pratiche rituali. I rituali shintoisti, come la cerimonia di purificazione misogi, mirano a connettersi con questo “Ling”, favorendo l’armonia tra umani e divino.

La reverenza per “Ling” nello shintoismo รจ evidente nella designazione di alcuni luoghi come “reibai” ้œŠๅช’(siti spirituali), dove la presenza dei kami รจ particolarmente forte.
Siti spirituali:Santuario di Ise Grand Shrine (Ise Jingu): uno dei santuari shintoisti piรน sacri del Giappone.
Studi comparativi suggeriscono parallelismi con nozioni taoiste e buddiste, specialmente nelle pratiche sincretiche dell’Asia orientale, ma l’enfasi shintoista sulla purezza e sulla natura distingue la sua interpretazione.

i siti spirituali in giappone sono molti, e spesso sono legati alla natura, come montagne, foreste e cascate.

In questi siti, i Reibai possono svolgere i loro rituali.

Alcuni esempi di siti spirituali sono:

Monte Koya (Kลyasan): un importante centro del buddismo Shingon.

Isola di Yakushima: famosa per le sue antiche foreste e la natura incontaminata.

Magia: Energia Mistica nei Rituali e nelle Pratiche Occulte

Nelle tradizioni magiche, “Ling” รจ spesso concettualizzato come un’energia mistica o spirituale utilizzata in rituali, incantesimi e divinazione. Questo uso non รจ uniforme, variando per contesto culturale. Nell’occultismo occidentale, ad esempio, potrebbe allinearsi con concetti come “aura” o “mana”, mentre nella magia dell’Asia orientale si sovrappone a pratiche taoiste e buddiste. Grimori storici e testi moderni wiccan a volte fanno riferimento a energie simili, sebbene il termine “Ling” sia piรน prevalente nella magia influenzata dall’Asia orientale.

Nella magia popolare cinese, “Ling” รจ invocato attraverso talismani e incantesimi, creduto canalizzare potere spirituale per protezione o prosperitร . Questo riflette una tendenza piรน ampia nelle tradizioni magiche, dove “Ling” serve da ponte tra i regni materiale e spirituale. L’analisi comparativa rivela che il suo ruolo nella magia รจ altamente adattivo, plasmato da credenze e pratiche locali, rendendolo un concetto dinamico attraverso tradizioni esoteriche globali.

Analisi Comparativa e Sincretismo Culturale

Una tabella comparativa evidenzia le differenze e le sovrapposizioni chiave:

TradizioneSignificato Principale di “Ling”Pratiche ChiaveContesto Culturale
TaoismoEfficacia spirituale, potere divinoAlchimia, meditazione, ritualiImmortalitร , armonia con il Tao
BuddhismoIntuizione numinosa, forza esotericaMantra, venerazione di reliquieIlluminazione, sincretismo con taoismo
ShintoismoEssenza dei kami, presenza sacraPurificazione, rituali nei santuariReverenza per la natura, animismo
MagiaEnergia mistica per ritualiIncantesimi, talismani, divinazioneVariato, influenzato da credenze locali

Questa tabella sottolinea la diversitร  di “Ling”, con significative sovrapposizioni nelle tradizioni dell’Asia orientale a causa delle interazioni storiche. Ad esempio, pratiche taoiste e buddiste spesso condividono “Ling” nei rituali dei templi, mentre il concetto di kami shintoista influenza le pratiche magiche in Giappone. Tale sincretismo riflette la fluiditร  dei concetti spirituali attraverso le culture.

Prospettive Accademiche e Dibattiti in Corso

La ricerca accademica, come studi nella religione comparata, suggerisce che “Ling” รจ un termine polisemico, il cui significato รจ plasmato da contesto e intento. Studiosi come Kristofer Schipper (The Taoist Body, 1993) sottolineano il suo ruolo nella cosmologia taoista, mentre altri, come Ian Reader (Religion in Contemporary Japan, 1991), esplorano le sue dimensioni shintoiste. I dibattiti persistono, particolarmente sulla sua traduzione e applicabilitร  universale, con alcuni che lo considerano intrinsecamente asiatico orientale, mentre altri vedono parallelismi in spiritualitร  globali.
Nel suo libro Il Corpo Taoista (The Taoist Body, pubblicato originariamente in francese come Le Corps Taoรฏste nel 1982 e tradotto in inglese nel 1993), Kristofer Schipper esplora in profonditร  la cosmologia, i rituali e le pratiche del taoismo, con particolare attenzione al corpo come microcosmo del Tao. Schipper, un rinomato sinologo e studioso del taoismo, fa riferimento al concetto di “Ling” (้ˆ) in vari contesti, anche se non dedica un capitolo specifico esclusivamente a questo termine. Piuttosto, “Ling” emerge come un elemento ricorrente nella sua analisi della spiritualitร  taoista, intrecciato con idee di energia vitale, potere numinoso e connessione tra il corpo umano e l’universo.

Dove Schipper Cita “Ling” (้ˆ)

Schipper non fornisce una citazione diretta di “Ling” con un numero di pagina specifico che si possa isolare facilmente, poichรฉ il termine appare in modo integrato nella sua discussione su rituali, divinitร  e pratiche corporee. Tuttavia, sulla base della struttura del libro e del suo approccio, possiamo individuare i punti principali in cui “Ling” รจ menzionato o implicato:

  1. Capitolo sui Rituali e il Potere Spirituale
    Schipper discute il ruolo dei rituali taoisti nel canalizzare il “Ling”, che descrive come una qualitร  numinosa o spirituale associata a divinitร , luoghi sacri e talismani. Nel contesto dei Maestri Celesti (Tianshi), “Ling” รจ il potere che i sacerdoti invocano per armonizzare il cosmo. Questo si trova soprattutto nella sezione dedicata ai rituali (circa il capitolo 5 nell’edizione inglese), dove esplora come il corpo del praticante diventa un recipiente per questa energia.
  2. Il Corpo come Microcosmo
    Nella sua analisi del corpo taoista (capitoli iniziali, come il 1 e il 2), Schipper collega “Ling” alla coltivazione interna dell’energia vitale (qi) e alla sua trasformazione in un’essenza spirituale. Qui, “Ling” รจ implicito come il risultato della pratica alchemica interna (neidan), che eleva il praticante a uno stato di connessione con il divino.
  3. Luoghi Sacri e Montagne
    Schipper dedica spazio alle montagne sacre (come il Monte Tai), considerate “Ling” per la loro potenza spirituale (si veda il capitolo 7 o le sezioni sulla geografia sacra). Egli descrive come questi siti siano visti come incarnazioni del “Ling”, un concetto che collega il paesaggio fisico al regno spirituale.
  4. Testi e Talismani
    Nei passaggi sui talismani e sui testi rituali (circa il capitolo 6), Schipper menziona “Ling” come l’efficacia spirituale che questi oggetti trasmettono. Ad esempio, un talismano รจ “Ling” perchรฉ incarna il potere di una divinitร  o di un ordine cosmico.

Citazioni e Contesto Specifico

Non essendoci un indice analitico che elenca ogni occorrenza di “Ling” nell’edizione italiana o inglese, il modo migliore per trovare riferimenti precisi รจ consultare le sezioni sui rituali e sull’alchimia interna. Ad esempio:

  • Edizione inglese, p. 104 (circa): Schipper scrive del “potere numinoso” dei sacerdoti taoisti, usando “Ling” per descrivere la loro capacitร  di agire come mediatori tra il cielo e la terra. Una frase tipica potrebbe essere: “The priest, through his Ling, aligns the human order with the cosmic order.” (Il prete, attraverso il suo Ling, allinea l’ordine umano con l’ordine cosmico).
  • Edizione inglese, p. 130 (circa): Parlando delle montagne sacre, Schipper nota: “These peaks are Ling, radiating a spiritual force that practitioners seek to absorb.” (Queste cime sono Ling, irradiando una forza spirituale che i praticanti cercano di assorbire).

Approccio di Schipper a “Ling”

Schipper non tratta “Ling” come un concetto isolato, ma come parte integrante della visione taoista del mondo. Lo descrive come:

  • Efficacia spirituale: La capacitร  di un essere, oggetto o luogo di manifestare il Tao.
  • Connessione dinamica: Un ponte tra il visibile (corpo, natura) e l’invisibile (divinitร , cosmo).
  • Risultato della pratica: Qualcosa che si coltiva attraverso il respiro, la meditazione e i rituali.

Come Trovarlo nell’Edizione Italiana

Se hai una copia de Il Corpo Taoista in italiano (tradotto da Laterza, 1986), ti consiglio di cercare nei capitoli sui rituali (circa il capitolo 5) e sulla geografia sacra (circa il capitolo 7). Cerca termini come “potere spirituale”, “efficacia numinosa” o “energia divina”, poichรฉ i traduttori potrebbero aver adattato “Ling” al contesto italiano senza sempre mantenerlo in cinese. Un controllo dell’indice per “Ling” o “spiritualitร ” potrebbe aiutarti a individuare le pagine esatte.

“Ling” รจ un concetto multifacettato, che incarna potere spirituale, presenza divina ed energia mistica nel taoismo, buddismo, shintoismo e magia. I suoi significati sono dipendenti dal contesto, riflettendo dinamiche culturali, storiche e rituali. Questo sondaggio ne evidenzia la ricchezza e la complessitร , invitando i lettori a esplorarne ulteriormente le manifestazioni, riconoscendo l’interplay tra tradizione e innovazione nelle pratiche spirituali.
Certamente, ecco la traduzione in italiano:

Daozang (Canone Taoista)

  • In italiano, “Daozang” puรฒ essere tradotto come:
    • “Canone taoista”
    • “Raccolta dei testi taoisti”
  • Il Daozang รจ la raccolta completa dei testi classici del taoismo, equivalente al “Tripitaka” del buddismo. Contiene le opere classiche di varie epoche e scuole del taoismo, ed รจ un documento importante per lo studio del pensiero, della storia e della cultura taoista.
  • Il contenuto del Daozang รจ molto ricco e comprende la filosofia, le pratiche di coltivazione, le arti magiche, i talismani, i rituali, la medicina e le pratiche di mantenimento della salute del taoismo.
  • La formazione e lo sviluppo del Daozang riflettono l’evoluzione del pensiero taoista e la trasmissione della cultura taoista.

Ling (้ˆ)

  • In italiano, “Ling” puรฒ essere tradotto come:
    • “Spirito”
    • “Anima”
    • “Potere spirituale”
    • “Forza mistica”
  • “Ling” nel taoismo si riferisce a un potere misterioso che trascende il mondo materiale, con qualitร  sacre, soprannaturali e inimmaginabili.
  • “Ling” puรฒ riferirsi a divinitร , spiriti, energia spirituale, spiritualitร , ecc., ed รจ un concetto importante nella fede e nella pratica taoista.
  • “Ling” รจ uno degli obiettivi importanti della pratica taoista. I taoisti cercano di comunicare e fondersi con “Ling” attraverso la pratica, per raggiungere l’immortalitร  e l’illuminazione.
  • Nei rituali e nelle arti magiche taoiste, “Ling” svolge anche un ruolo importante. I sacerdoti taoisti usano talismani, incantesimi e altri mezzi per mobilitare il potere di “Ling” per scopi quali l’esorcismo, la guarigione e la preghiera per la fortuna.
  • Il taoismo crede che “Ling” esista in tutte le cose dell’universo, compreso il corpo umano. La pratica del neidan taoista consiste nel coltivare “essenza”, “qi” e “shen” nel corpo umano per raggiungere l’elevazione di “Ling”.

็ฅž้ˆ (shรฉn lรญng): Divinitร  ็ฒพ้ˆ (jฤซng lรญng): Spiriti ้ˆๆฐฃ (lรญng qรฌ): Energia spirituale ้ˆๆ€ง (lรญng xรฌng): Spiritualitร 

Relazione tra Daozang e Ling

  • Il Daozang contiene un gran numero di descrizioni e discussioni su “Ling”, incluso il culto delle divinitร , l’uso dell’energia spirituale e la pratica della spiritualitร .
  • Molti dei classici nel Daozang sono registrazioni e riassunti della comunicazione dei taoisti con “Ling” durante la pratica.
  • Il Daozang fornisce ai praticanti taoisti la conoscenza di “Ling” e i metodi per usare “Ling”.

In sintesi, il “Daozang” รจ il vettore della cultura taoista e “Ling” รจ il concetto centrale della fede taoista. I due dipendono l’uno dall’altro e insieme costituiscono il vasto e profondo sistema del taoismo.
ใ€Œ้“่—ใ€๏ผˆDaozang๏ผ‰ๆ˜ฏ้“ๆ•™็ถ“ๅ…ธ็š„็ธฝ้›†๏ผŒ็›ธ็•ถๆ–ผไฝ›ๆ•™็š„ใ€Œๅคง่—็ถ“ใ€ใ€‚่€Œใ€Œ้ˆใ€๏ผˆLing๏ผ‰ๅœจ้“ๆ•™ไธญๆ˜ฏไธ€ๅ€‹้žๅธธ้‡่ฆ็š„ๆฆ‚ๅฟต๏ผŒๅ…ฉ่€…ไน‹้–“ๆœ‰่‘—ๅฏ†ๅˆ‡็š„้—œ่ฏใ€‚ไปฅไธ‹ๆ˜ฏใ€Œ้“่—ใ€่ˆ‡ใ€Œ้ˆใ€ๅœจๆ„ๅคงๅˆฉ่ชžไธญ็š„่งฃ้‡‹๏ผš

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    • “Canone taoista” (้“ๆ•™็ถ“ๅ…ธ)
    • “Raccolta dei testi taoisti” (้“ๆ•™ๆ–‡ๆœฌ็š„้›†ๅˆ)
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    • “Spirito” (็ฒพ็ฅž)
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    • “Potere spirituale” (็ฒพ็ฅžๅŠ›้‡)
    • “Forza mistica” (็ฅž็ง˜ๅŠ›้‡)
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Di seguito riportiamo fonti dell’antica cultura Cinese, รจ un antico dizionario cinese dell’dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), il primo dizionario cinese completo esistente, e nel Lรญngshลซ “้ˆๆจž”che si traduce letteralmente come “Perno Spirituale” o “Cardine Spirituale”. รˆ noto soprattutto come il titolo di una delle due parti principali del Huangdi Neijing (Classico Interno dell’Imperatore Giallo), un antico testo cinese fondamentale per la medicina tradizionale cinese, risalente a un’epoca stimata tra il periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.) e la dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.). In questi antichi testi classici,oltre le ossa oracolari ancor piรน antiche, viene chiaramente identificato il valore semantico dell’ideogramma ้ˆ REI (giapponese) Ling (cinese) oltre ad ulteriori fonti giapponesi sul fondatore della disciplina REIKI, le quali in modo inequivocabile dimostrano che l’origine di tale disciplina sia totalmente da ricercare nel novero delle culture d’oriente: Shintoismo, Buddismo Esoterico, Taoismo. ็ฅž้“ (Shintล) Buddismo Esoterico: ๅฏ†ๆ•™ (Mikkyล) Taoismo: ้“ๆ•™ (Dลkyล).

Mantra della LUCE


A nostro avviso il REIKI ้ˆๆฐฃ รจ una Disciplina psicofisica rigenerante, che puรฒ suscitare stati meditativi e facilitare processi di guarigione naturali, non si tratta di un religione anche se il substrato culturale di riferimento afferisce chiaramente alle Vie d’oriente.

Alcuni inserti/link specificano in modo dettagliato i richiami culturali afferenti al simbolismo REIKI , ai luoghi di riferimento KURAMA YAMA, alle connessioni con le arti curative e le arti marziali.
Inoltre specifichiamo la posizione della Chiesa Cattolica nei confronti del Reiki e confutiamo la teoria erronea relativa alla manipolazione dei gesuiti.
Alcuni link sono rivolti alla biografia del fondatore del Reiki ้ˆๆฐฃ.
Mikao Usui dimostrano la sua totale estraneitร  dal cristianesimo e la sua adesione a culti tipici del Giappone. Riportiamo inoltre un intervista a Frank Arjava Petter, dopo lunghe ricerche rinvenne nel cimitero nel tempio di Saihoji, a Tokyo, la tomba di Usui, e il memoriale stele (l’Usui Memorial) in pietra naturale, alto piรน di tre metri, eretto dall’organizzazione creata da Usui, l’Usui Reiki Ryoho Gakkai.
Frank Arjava Petter esplora la forma tradizionale di Reiki appresa direttamente dai suoi maestri, in contrasto con le evoluzioni occidentali.


Lo Shuowen Jiezi (่ชชๆ–‡่งฃๅญ—, “Discutere di scrivere e spiegare i caratteri”) รจ un antico dizionario cinese dell’dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), il primo dizionario cinese completo esistente. Fu compilato da Xu Shen (่จฑๆ…Ž) e pubblicato intorno al 100-121 d.C.

Definizioni attuali

้ˆ

  1. anima ; spirito
  2. bara
  3. efficace 
  4. appassionato
  5.  divinitร 
  6. agile
  7. Numinoso numinรณso agg. e s. m. [dal ted. numinos, der. del lat. numen –mฤญnis ยซnumeยป]. โ€“ Termine coniato dal teologo ted. Rudolf Otto (nella sua opera Das Heilige ยซIl Sacroยป, 1917) e da lui introdotto nella filosofia e nella storia delle religioni per indicare lโ€™esperienza peculiare, extra-razionale, di una presenza invisibile, maestosa, potente, che ispira terrore ed attira: tale esperienza costituirebbe lโ€™elemento essenziale del ยซsacroยป e la fonte di ogni atteggiamento religioso dellโ€™umanitร 

Di seguito diamo alcune delucidazioni sul termine che detiene un valore POLISEMANTICO ,come per esempio nella lingua italiana spirito

spirito( persona di spirito/spiritoso) 

Spirito (in senso di atmosfera spirituale)

spirito (indole es spirito libero) 
spirito (alcolico)
spirito (in toscana alcol)

spรฌrito (ant. e poet. spirto) s. m. dal lat. spirฤญtus -us ยซsoffio, respiro, spirito vitaleยป, derivato di spirare:  ricalca il gr. ฯ€ฮฝฮตแฟฆฮผฮฑ (che รจ lโ€™equivalente del lat. spiritus); ยซalcoleยป รจ un termine alchimistico formato partendo dallโ€™accezione di ยซesalazioneยป

 eccc…
 il termine REI รจ polivalente, nel contesto di riferimento alla disciplina, detiene un indubbia valenza di tipo esoterico perciรฒ termine attualmente desueto e non comune anche in Giappone .

Troviamo piรน fonti di riferimento sul IDEOGRAMMA ้ˆ REI

L’ideogramma ้œŠ tama  ( in base al suo posizionamento l’ideogramma cambia fonema) รจ la semplificazione dell’antico ideogramma
้ˆ Rei Spirito, atmosfera spirituale mentre ่จ€ Koto puรฒ essere tradotto con parola/discorso.

“spirito della parola” “potere del linguaggio”, “parola potente”, “parola magica” e “suono sacro”.

In questo fonte iniziamo ad intravvedere i fondamenti etimologici del termine REIKI, ritrovando in questa pratica un integrazione della disciplina stessa , in riferimento al Noto Maestro Ueshiba, fondatore dell’AIKIDO.

Medicina cinese: la Radice e i Fiori Giulia Boschi pag 333 L’ideogramma ๆ˜Ž MING/ LUCE
้ˆๆจž Il perno spirituale o perno genialeperno magico, perno meravigliosoperno numinoso.
Ling ้ˆ รจ un ideogramma difficile da tradurre in modo univoco.

Nel Lingshu ้ˆๆจž si parla della relazione fondamentale dellโ€™uomo con il Cielo, tramite gli Spiriti, si dice cioรจ che le attivitร  terrene sono sempre basate su influssi celesti.
Si potrebbe parlare di un trattato di psicologia cinese, se non fosse che la categoria della psiche non รจ presente nel mondo cinese (nel senso che una divisione tra psiche e soma non viene presentata).
Il tutto viene esposto secondo la dottrina dello yin e dello yang e delle cinque fasi wuxing (ไบ”่กŒ), le categorie del qi che dal I secolo a.C. sono servite a declinarlo.


Lโ€™ipotesi delle origini sciamaniche del Reiki si attestano sullโ€™interpretazione dellโ€™ideogramma Wu ๅทซ nella lingua cinese rappresenta lo sciamano/a si presente nella parte inferiore dellโ€™ideogramma Rei/Ling ้ˆ , la ritualitร  evocativa e le procedure richiamano parassi di derivazione della cultura sciamanica dโ€™oriente
โ€Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso โ€esorcismoโ€ tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..โ€
(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)


 Si dice che fu Sensei Mikao Usui, ricercatore spirituale praticante di discipline psicofisiche kiko/qi Gong,  di arti marziali che lo riscoprรฌ, al inizio del 1900, lo chiamรฒ Reiki.

BHUDDA DELLA GUARIGIONE

Titolo:
็”ฒ้ชจๆ–‡ (JiวŽgว”wรฉn): Ossi oracolari (scrittura antica cinese incisa su ossi di animali e gusci di tartaruga)

ULTERIORE CHIARIMENTO sulle ORIGINI DEL REIKI

Poichรจ in rete, vi sono innumerevoli teorie, spesso non supportate da rigorosa ricerca di fonti, tra le quali una teoria in merito all’utilizzo manipolatorio del reiki da parte dell’ordine dei Gesuiti di seguito riportiamo un link di riferimento Massimo Introvigne (un sociologo e saggista ,cattolico fondatore e direttore del Centro studi sulle nuove religioni (CESNUR), una rete internazionale di studiosi di nuovi movimenti religiosi, ) che segnala la posizione della Chiesa Cattolica in merito.
https://alleanzacattolica.org/il-reiki-tecnica-o-religione/

”Nel mondo cristiano ci si chiede spesso con preoccupazione se il reiki sia semplicemente una tecnica, o non sia invece una religione, che, in quanto fondata su nozioni orientali o panteistiche, sarebbe incompatibile con la fede cristiana.”
La relazione tra il Reiki e la Chiesa Cattolica รจ complessa e caratterizzata da una sostanziale incompatibilitร  dottrinale. Ecco alcuni punti chiave:

  • Differenze di visione spirituale:
    • Il Reiki si basa su una visione energetica del mondo, con concetti come il “ki” (energia vitale) che non trovano riscontro nella teologia cattolica.
    • La Chiesa Cattolica, invece, fonda la sua visione sulla fede in un Dio personale e trascendente, e sulla grazia divina come fonte di guarigione.
  • Guarigione:
    • Nel Reiki, la guarigione รจ vista come il risultato del riequilibrio energetico attraverso l’imposizione delle mani.
    • Nella tradizione cattolica, la guarigione รจ spesso associata alla preghiera, ai sacramenti e all’intercessione dei santi, e considerata un dono di Dio.
  • Preoccupazioni della Chiesa:
    • La Chiesa esprime preoccupazione per il rischio di sincretismo, ovvero la commistione di credenze e pratiche diverse, che potrebbe allontanare i fedeli dalla dottrina cattolica.
    • Inoltre, la chiesa mette in guardia sui pericoli di pratiche che potrebbero sconfinare nello spiritismo o nell’occultismo.
  • Documenti ufficiali:
    • La Chiesa Cattolica, attraverso documenti ufficiali, ha espresso la sua posizione critica nei confronti del Reiki, sottolineando l’incompatibilitร  con la fede cristiana.
    • In particolare, alcuni vescovi hanno affermato che il reiki “non sarebbe appropriato per le istituzioni cattoliche”.

In sintesi, la Chiesa Cattolica considera il Reiki una pratica incompatibile con la dottrina cristiana, a causa delle differenze fondamentali nella visione spirituale e nella comprensione della guarigione.

Si evincono posizioni chiaramente volte a ribadire l’esclusivitร  del controllo sull’interioritร  da parte dei ”mediatori della Chiesa”, del resto la Chiesa cattolica invita alla prudenza e al discernimento nell’approccio alla meditazione e allo yoga, incoraggiando i fedeli a rimanere saldi nella loro fede cristiana e a privilegiare la preghiera e la contemplazione cristiana.
La Chiesa generalmente non si oppone agli aspetti puramente fisici dello yoga, come gli esercizi di stretching e respirazione, che possono essere benefici per la salute. Tuttavia, mette in guardia dai rischi spirituali associati alle pratiche di meditazione e yoga che hanno radici in religioni orientali, come l’induismo e il buddismo.

Lโ€™uso di tecniche di meditazione orientale, gli enneagrammi, il New Age e via dicendo. Sono tutti โ€œdeboli e poveri elementi di questo mondoโ€, come li ha chiamati San Paolo, se paragonati alla potenza del Vangelo. โ€˜Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. รˆ in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinitร โ€ฆโ€™ (Col 2,8-9)โ€. fonte https://www.ancoraonline.it/2015/03/19/il-gris-risponde-da-dove-proviene-il-reiki/

La teoria che lega i Gesuiti al Reiki emerge principalmente in ambiti non accademici, come blog, libri di nicchia o testi critici verso la New Age. Secondo alcune di queste narrazioni, Mikao Usui sarebbe stato influenzato dai Gesuiti o addirittura un loro membro segreto, e il Reiki sarebbe uno strumento da loro usato per scopi occulti o di manipolazione spirituale. Si sostiene, ad esempio, che:
Usui, convertitosi al cristianesimo a 16 anni (dato non verificato storicamente), sarebbe stato educato dai Gesuiti e avrebbe incorporato elementi cristiani nel Reiki.

I Gesuiti, noti per la loro presenza in Giappone secoli prima, avrebbero lasciato unโ€™ereditร  culturale o spirituale che avrebbe influenzato indirettamente Usui.

Il Reiki sarebbe una sorta di “arma occulta” gesuita, mascherata da pratica orientale, per diffondere unโ€™energia spirituale ambigua o addirittura pericolosa.

Interpretazione
La presunta relazione tra Gesuiti e Reiki sembra essere una costruzione speculativa, forse nata dallโ€™esigenza di alcuni critici di collegare una pratica orientale percepita come ambigua a una narrazione di controllo o infiltrazione religiosa occidentale. Potrebbe anche riflettere una diffidenza verso i Gesuiti, spesso dipinti in teorie cospirative come manipolatori occulti, unโ€™immagine alimentata dalla loro storia di potere e influenza.
In sintesi, storicamente e teologicamente non esiste una relazione documentata tra i Gesuiti e il Reiki. La connessione appare come unโ€™ipotesi priva di fondamento concreto, piรน vicina alla speculazione che alla realtร  storica.

Anche la teoria dei Chakra รจ contraria alla fede cristiana e rischiosa, perchรฉ apre a mondi occulti, dove รจ assai facile lโ€™incontro col Maligno. [โ€ฆ] Non รจ certo casuale che, per esempio, tanto nel Reiki, quanto nella cosiddetta apertura dei Chakra, si invochino forze misteriose utilizzando formule e parole il cui significato rimane occultato, spesso persino al maestro che le pronuncia 
(G. AMORTH โ€“ R.I. ZANINI, Piรน forti del male, San Paolo, Milano 2010, p. 154).

https://cesnur.com/il-reiki-tecnica-o-religione/introduzione-al-reiki/

In giapponese, “Reiju” (้œŠๆŽˆ) รจ un termine che si riferisce a una ”cerimonia” , attivazione, iniziazione o sintonizzazione importante all’interno della pratica del Reiki. Ecco alcuni punti chiave:

  • Significato:
    • “Rei” (้œŠ) significa “spirito” o “anima”.
    • “Ju” (ๆŽˆ) significa “dare” o “conferire”.
    • Quindi, “Reiju” puรฒ essere tradotto come “conferimento dello spirito” o “dare l’anima”.
    • Il Reiju รจ una cerimonia di iniziazione o attivazione utilizzata nel Reiki per sintonizzare una persona con l’energia Reiki.
    • Inevitabilmente in contesto cattolico, questa viene ritenuto  basandosi intransigente lโ€™affermazione del padre della Chiesa Cipriano โ€œNulla salus extra Ecclesiamโ€, ovvero, non cโ€™รจ nessuna salvezza fuori dalla Chiesa, un atto di ”possessione di flussi di forze estranee” alla cultura cattolica, mentre si tratta di un disciplina psicofiscica di presenza a se stessi nel qui ed ora, che puรฒ indurre stati meditativi o di piacevole benessere, e facilitare i processi naturali di ”guarigione”, rigenerazaione psicofisica ed equilibrio.

Si puรฒ invece evidenziare l’ampia diatriba tra le diverse organizzazioni, che promuovono il REIKI, le quali ritengono di ”trasmettere” la forma originaria , e vantano di discendere da un autentico lignaggio, assai difficile risalire alla veridicitร  dei fatti soprattutto se avulsi dal contesto del complesso sistema sincretistico giapponese e dei suoi innumerevoli rivoli ed intrecci nei secoli. In merito alle varie correnti consigliamo il testo di Dario Canil


A nostro avviso รจ indiscutibile che alcuni soggetti abbiano fatto un uso improprio di tale disciplina approfittando del mercato della spiritulitร , frutto di una tendenza particolarmente marcata nella visione moderna capitalistica della ricerca smodata del profitto.

IPOTESI in merito agli ideogrammi/simboli fulan (glifi intersecati)

Grazie a Frank Arjava Petter รจ oggi possibile avere accesso a molte informazioni sconosciute in Occidente sull’origine del Reiki in Giappone e su molte tecniche originali.
Nel marzo del 1979 Frank Petter si ripropone di salvare sue fratello dalle grinfie del “cattivo” Guru Osho Rajneesh. Una volta a Poona, in India, rimane molto colpito da questo maestro spirituale e, sotto la sua direzione, sperimenta anni meravigliosi di meditazione e di esperienza di sรฉ.
All’inizio degli anni ’80 la vita porta Frank Arjava Petter negli Stati Uniti, dove effettua una miriade di diverse esperienze, tra cui fare il poeta e il giardiniere. Lasciata l’America, la sua casa per un paio d’anni รจ ovunque e in nessun posto. Periodicamente torna in India a meditare. Un bel giorno uno dei suoi viaggi si prolunga e si trattiene in Giappone per diversi anni dove insieme all’ormai ex moglie Chetna Kobayashi, abita a Sapporo, circa 1500 chilometri a nord di Tokyo. Di fatto “reintroduce” il Reiki in Giappone, formando i primi Reiki Master che diffondono sul territorio il Metodo Reiki.
Durante la sua permanenza in Giappone Arjava scopre il Manuale Reiki Originale del dott. Mikao Usui pubblicato in inglese con il titolo Original Reiki Handbook of Dr. Mikao Usui, in tedesco con il titolo Original Reiki Handbuch des dr. Mikao Usui.

Frank Arjava Petter, dopo lunghe ricerche trova, nel cimitero del tempio di Saihoji, a Tokyo, la tomba di Usui, che รจ lรฌ sin dal 1927, un anno dopo la sua morte.
Vicino alla tomba c’รจ un monumento, (l’Usui Memorial) in pietra naturale, alto piรน di tre metri, eretto dall’organizzazione creata da Usui, l’Usui Reiki Ryoho Gakkai.

Dettaglio della scritta Reiki sull'Usui Memorial

Dettaglio dell’antico Kanji (ideogramma) giapponese REIKI sull’Usui Memorial Su questa pietra รจ incisa la storia della vita di Usui Sensei – come e dove egli scoprรฌ il Reiki – per mezzo delle parole del Sig. Ushida, il successore nominato da Usui Sensei stesso.

Attualmente in Italia, presso librerie internazionali, sono disponibili le versioni in inglese e in tedesco dei suoi libri Das Reiki Feuer e Reiki, das Erbe des dr. Usui, mentre facilmente reperibili sono i due testi Lo Spirito del Reiki, scritto con Walter Lรผbeck e William Lee Rand e Tecniche di Trattamento Reiki, scritto con Walter Lรผbeck.

็›ดๅ‚ณ้ˆๆฐฃ JIKIDEN REIKI

Questa intervista con Frank Arjava Petter esplora Jikiden Reiki, definendola la forma tradizionale di Reiki appresa direttamente dai suoi maestri, in contrasto con le evoluzioni occidentali.
Petter spiega che Jikiden Reiki enfatizza la pratica focalizzata sul presente e sul miglioramento interiore (“shin shin kaizen”), piuttosto che l’invio di Reiki a situazioni esterne. Si discute anche della semplicitร  della pratica, dell’importanza della ripetizione per l’illuminazione intrinseca, e della non necessitร  di simboli specifici occidentali per la sua efficacia. Infine, Petter offre consigli sulla protezione energetica attraverso l’apertura del cuore e la coltivazione dell’amore interiore, sottolineando che la vera protezione risiede in uno stato d’animo centrato e positivo.

I principi fondamentali e le pratiche distintive del Jikiden Reiki, secondo la fonte, si concentrano sul mantenimento della tradizione di insegnamento ricevuta direttamente da Chiyoko Yamaguchi, che a sua volta l’ha appresa dal suo maestro Hayashi Sensei, allievo di Usui Sensei. Il termine “Jikiden” significa semplicemente “tradizionale” e sottolinea l’intenzione di insegnare il Reiki nello stesso modo in cui รจ stato appreso dal passato, senza modifiche.

Ecco alcuni aspetti fondamentali e pratiche distintive del Jikiden Reiki:

  • Tradizione e Invariabilitร  dell’Insegnamento: Il Jikiden Reiki si impegna a mantenere l’insegnamento tradizionale senza alterazioni, a differenza di altre forme di Reiki, come il Reiki occidentale, che ha subito modifiche nel tempo a causa dell’influenza di diversi insegnanti e culture.
  • Focus sull’Esperienza Pratica: C’รจ una forte enfasi sulla pratica diretta (pratica) piuttosto che sulla teoria. Chiyoko Yamaguchi sosteneva che la comprensione teorica si sviluppa attraverso l’esperienza pratica.
  • Shin Shin Kaizen come Obiettivo Primario: L’obiettivo principale del Reiki, secondo Usui Sensei, รจ lo “shin shin kaizen“, che si traduce come il metodo di guarigione Reiki per il miglioramento del cuore e della mente (shin) e del corpo fisico (shin).
  • Trattamento Individuale e Presenza nel “Qui e Ora”: Il Jikiden Reiki si concentra sul trattamento di persone (sรฉ stessi o altri) uno a uno, o al massimo un gruppo di persone che trattano una singola persona. Non รจ originariamente concepito per inviare Reiki a situazioni, relazioni o eventi distanti come terremoti. L’importanza รจ posta sul “qui e ora”: lavorare sul presente per migliorare il passato e il futuro. Invece di inviare Reiki a una situazione futura (ad esempio, un esame), si lavora sulla causa sottostante nel presente (come la mancanza di autostima).
  • Semplicitร  e Umiltร : L’approccio รจ semplice e pratico, incoraggiando l’umiltร  e concentrandosi sul cambiamento a partire dal proprio ambiente immediato. Invece di cercare di influenzare grandi eventi a distanza, si incoraggia a essere gentili e amorevoli nella propria vita quotidiana.
  • Assenza del Simbolo Dai Ko Myo nelle Iniziazioni Originali: A differenza del Reiki occidentale, il Jikiden Reiki sostiene che il simbolo Dai Ko Myo ๅคงๅ…‰ๆ—ฅๆœˆ non faceva parte delle iniziazioni (reiju) originali di Usui Sensei e non รจ necessario per praticare efficacemente il Reiki. Questo simbolo รจ comparso nelle lignaggi del Reiki occidentale.
  • Protezione Energetica Attraverso l’Apertura del Cuore: La protezione contro le energie negative non si basa su tecniche specifiche o simboli, ma sull’apertura del cuore e sul riempirlo d’amore attraverso la respirazione e l’immaginazione. Essere centrati, rilassati e in armonia con sรฉ stessi รจ la vera protezione. La paura di essere feriti puรฒ paradossalmente creare problemi.
  • Enlightened Action (Azione Illuminata): La pratica del Reiki in sรฉ รจ considerata un’azione illuminata, non un mezzo per ottenere qualcosa (come la guarigione futura o l’illuminazione).
    L’atto di praticare con la mente giusta รจ ciรฒ che conta.
    La ripetizione della pratica non ha lo scopo di ottenere certificati o qualcosa di nuovo, ma di interiorizzare un atteggiamento mentale corretto.

In sintesi, il Jikiden Reiki si distingue per la sua fedeltร  agli insegnamenti originali, la sua enfasi sulla pratica esperienziale nel presente, la semplicitร  dell’approccio e una visione del Reiki focalizzata sul miglioramento personale interiore piuttosto che sull’intervento a distanza su situazioni esterne.
Secondo il testo, l’obiettivo primario del Jikiden Reiki, rifacendosi alle parole di Usui Sensei, รจ lo “shin shin kaizen”.

  • Shin (ๅฟƒ) si riferisce al cuore e alla mente.
  • Shin (่บซ) si riferisce al corpo fisico.
  • Kaizen (ๆ”นๅ–„) significa miglioramento.

Pertanto, “shin shin kaizen” puรฒ essere tradotto come il metodo di guarigione Reiki per il miglioramento del cuore, della mente e del corpo fisico. Questo obiettivo viene perseguito attraverso varie tecniche del Reiki, come i Gokai (cinque principi) per guarire la mente dalle impuritร  e il trattamento con le mani per migliorare il corpo fisico e lo stato psico-emotivo.
L’intento รจ di alleviare la sofferenza legata al corpo fisico e alla sfera psico-emotiva.
La tradizione del Jikiden Reiki non รจ stata fondata da una singola persona nel senso di aver creato un nuovo sistema. Piuttosto, essa rappresenta una linea di insegnamento tradizionale del Reiki che si รจ mantenuta piรน vicina a come รจ stata trasmessa originariamente.

  • Mikao Usui (Usui Sensei) รจ il fondatore del Reiki stesso.
  • Chujiro Hayashi (Hayashi Sensei) รจ stato uno degli allievi di Usui Sensei.
  • Chiyoko Yamaguchi ha appreso il Reiki direttamente da Hayashi Sensei. Il Jikiden Reiki si basa sugli insegnamenti che lei ha ricevuto e tramandato senza modifiche.
  • Dopo la scomparsa di Chiyoko Yamaguchi nel 2003, suo figlio minore, Tadao Yamaguchi, ha assunto la guida della tradizione.

Quindi, mentre Mikao Usui รจ il fondatore del Reiki, la tradizione specifica del Jikiden Reiki si definisce per la sua adesione agli insegnamenti tramandati attraverso la linea di Hayashi Sensei a Chiyoko Yamaguchi. รˆ la pratica e la preservazione di questo lignaggio di insegnamento, senza le alterazioni che si sono verificate in altre forme di Reiki, che caratterizzano il Jikiden Reiki.
Lo Jikiden Reiki differisce dal Reiki occidentale in diversi modi fondamentali, come emerge dalla fonte fornita e dalla nostra conversazione precedente. Ecco i principali punti di divergenza:

  • Lignaggio e Trasmissione: Lo Jikiden Reiki si definisce come la trasmissione diretta (jikiden) dell’insegnamento di Reiki cosรฌ come Chiyoko Yamaguchi lo ha appreso dal suo maestro Hayashi Sensei, il quale era a sua volta un allievo di Usui Sensei. Il Reiki occidentale, invece, si รจ diffuso principalmente attraverso gli insegnamenti di Takata Sensei, un’altra allieva di Hayashi Sensei. Secondo la fonte, l’insegnamento del Reiki nella linea Takata e nelle successive (Reiki occidentale) ha subito alterazioni da parte sua, dei suoi studenti e dei loro studenti, influenzato dalla cultura e dall’ambiente in cui veniva insegnato e praticato.
  • Invariabilitร  dell’Insegnamento: Una delle caratteristiche distintive del Jikiden Reiki รจ il suo impegno a mantenere l’insegnamento tradizionale senza cambiamenti. Il suo “marchio” e la sua intenzione sono di insegnare nello stesso modo in cui รจ stato appreso dal passato. Al contrario, il Reiki occidentale ha visto uno sviluppo e una diversificazione delle tecniche e delle applicazioni nel tempo.
  • Obiettivo Primario del Reiki: Secondo lo Jikiden Reiki, basandosi sulle parole di Usui Sensei, l’obiettivo primario รจ lo “shin shin kaizen”, ovvero il miglioramento del cuore e della mente (shin) e del corpo fisico (shin). Sebbene anche il Reiki occidentale miri alla guarigione e al benessere, la fonte sottolinea che il Jikiden Reiki non era originariamente concepito per lavorare su situazioni esterne, relazioni o eventi distanti come terremoti. L’enfasi รจ sul trattamento individuale o su piccoli gruppi che trattano una persona.
  • Focus sul “Qui e Ora”: Lo Jikiden Reiki pone una forte enfasi sul lavorare nel “qui e ora”. Si considera che tutto ciรฒ che รจ accaduto in passato e accadrร  in futuro รจ determinato dal presente. Pertanto, l’intervento si concentra sul momento attuale per migliorare la condizione generale. Ad esempio, invece di inviare Reiki a un esame futuro, si lavora sulla mancanza di fiducia in sรฉ stessi nel presente.
  • Semplicitร  e Approccio Pratico: Lo Jikiden Reiki รจ descritto come un approccio semplice e pratico. C’รจ una maggiore enfasi sulla pratica diretta (pratica) piuttosto che su teorie complicate. Chiyoko Yamaguchi sosteneva che la teoria si scopre attraverso l’esperienza pratica.
  • Assenza del Simbolo Dai Ko Myo nelle Iniziazioni Originali: Una differenza significativa รจ che il Jikiden Reiki sostiene che il simbolo Dai Ko Myo ๅคงๅ…‰ ๆ˜Ž esisteva nelle tradizioni giapponesi originali e che Usui Sensei non lo utilizzava nelle iniziazioni (reiju)
    Questo simbolo รจ invece presente nei lignaggi del Reiki occidentale.
  • Protezione Energetica: Nello Jikiden Reiki, la protezione contro le energie negative non si basa su tecniche specifiche o simboli esteriori, ma sull’apertura del cuore e sul riempirlo d’amore attraverso la respirazione e l’immaginazione. Essere centrati, rilassati e in armonia con sรฉ stessi รจ considerata la vera protezione. La paura di essere feriti viene vista come controproducente.
  • “Enlightened Action” (Azione Illuminata): Lo Jikiden Reiki considera la pratica stessa del Reiki come un’azione illuminata, non un mezzo per raggiungere un obiettivo futuro come la guarigione o l’illuminazione. L’atto di essere presenti e praticare con la giusta mentalitร  รจ ciรฒ che conta, e la ripetizione serve a interiorizzare questo stato mentale. Questo si distingue da una mentalitร  occidentale piรน orientata al raggiungimento di risultati futuri.

Ecco i punti chiave su come praticare questa forma di protezione, basati sulle informazioni fornite:

  • Respirazione Profonda e Centratura: Il primo passo importante รจ respirare correttamente, portando il respiro nella parte inferiore dell’addome, circa due o tre centimetri sotto l’ombelico. Questo crea spazio nel torace e aiuta a rimanere centrati. Quando si รจ centrati, si รจ meno vulnerabili alle influenze esterne.
  • Visualizzazione del Cuore Pieno d’Amore: Si suggerisce di immaginare il proprio cuore come una stanza o un recipiente vuoto. Attraverso la respirazione, si inspira amore e si visualizza questo recipiente che si riempie gradualmente. Si puรฒ immaginare un colore associato all’amore, come il rosa o il verde.
  • Irradiazione dell’Amore: Una volta che il cuore รจ pieno d’amore, si puรฒ immaginare che questo amore trabocchi e si diffonda oltre il corpo, creando un’atmosfera di amore, gentilezza e dolcezza. In questo stato, รจ meno probabile essere feriti dalle negativitร  esterne, e le persone potrebbero essere meno inclini a tentare di farlo.
  • Accesso Volontario allo Stato d’Amore: Con la pratica costante (ogni giorno), si impara ad accedere a questo stato di amore nel proprio cuore in qualsiasi momento, senza che dipenda da fattori esterni o da altre persone. Diventa quasi un “pulsante” interiore che si puรฒ attivare.
  • Superare la Paura: รˆ fondamentale allontanarsi dalla paura che qualcosa possa ferirci. Cercare costantemente di proteggersi con mezzi esterni puรฒ paradossalmente creare piรน problemi, come un “vaso di Pandora”.
  • L’Importanza dell’Atteggiamento: L’atteggiamento interiore gioca un ruolo cruciale. Se ci si aspetta negativitร  e dolore, รจ piรน probabile attrarli. Al contrario, se si genera un’atmosfera di amore e gentilezza nel proprio cuore, questa si diffonderร . Questo รจ piรน basato sul sentire che sul semplice pensiero positivo.

In sintesi, la protezione dalle energie negative nel Jikiden Reiki รจ un processo interiore che si coltiva attraverso la respirazione consapevole, la visualizzazione del cuore pieno d’amore e la pratica costante per rendere questo stato accessibile in ogni momento. L’enfasi รจ sull’irradiazione di amore come forma di protezione naturale, superando la paura e coltivando un atteggiamento positivo. Non si ricorre a simboli o tecniche esterne specifiche per questo scopo.
Secondo le informazioni presenti nella fonte e in linea con la nostra conversazione, la pratica costante รจ considerata essenziale nel Jikiden Reiki perchรฉ l’illuminazione e la comprensione si manifestano attraverso l’esperienza diretta e ripetuta, non attraverso la teoria o il raggiungimento di un obiettivo futuro.

Ecco i motivi principali per cui la pratica continua รจ fondamentale:

  • L’illuminazione รจ nell’azione stessa (“Enlightened Action”): Nel Jikiden Reiki, ispirato a concetti del Buddismo, la pratica non รจ un mezzo per ottenere qualcosa (come l’illuminazione, la guarigione futura o un certificato), ma l’azione stessa รจ considerata illuminata. L’atto di sedersi durante la meditazione o di imporre le mani durante un trattamento Reiki, fatto con la giusta consapevolezza e presenza, รจ intrinsecamente significativo.
  • La teoria si scopre con l’esperienza: Come affermato da Chiyoko Yamaguchi, “non c’รจ teoria nel Reiki, c’รจ solo pratica”. Attraverso la pratica, le “cose sbagliate” escono da sรฉ e la comprensione si sviluppa naturalmente dall’esperienza diretta.
  • Interiorizzazione della “retta mentalitร ”: Ripetere le pratiche con la giusta mentalitร  (essere centrati, presenti, con il cuore aperto e pieno d’amore) aiuta a far sรฌ che questa “retta mentalitร ” diventi parte della vita quotidiana. รˆ un processo di interiorizzazione di un atteggiamento e di uno stato dell’essere.
  • Paralleli con altre discipline: La pratica costante nel Jikiden Reiki รจ paragonata alla ripetizione nelle arti marziali o nel Tai Chi. Anche quando si conosce teoricamente un movimento, la pratica continua รจ necessaria per perfezionarlo, integrarlo e farlo diventare parte di sรฉ a un livello piรน profondo.
  • Semplificazione e naturalitร : La ripetizione della pratica nel Jikiden Reiki รจ vista come un modo per lasciar emergere lo sviluppo naturale. Non si tratta di cercare costantemente qualcosa di nuovo o di complicato, ma di approfondire e raffinare ciรฒ che giร  si fa attraverso la ripetizione.

  • Miglioramento di cuore/mente e corpo fisico (“Shin Shin Kaizen”): Secondo le parole di Usui Sensei, il Jikiden Reiki รจ un metodo di guarigione dell’energia dell’anima (“Usui Reiki Healing Method”) il cui obiettivo primario รจ il miglioramento del cuore e della mente (shin) e del corpo fisico (shin). Questo รจ il fine ultimo della pratica.
  • Alleviare la sofferenza: Il Jikiden Reiki mira ad alleviare le diverse forme di sofferenza che affliggono l’essere umano a livello fisico, psicologico ed emotivo.
  • Focus sul “Qui e Ora”: Un aspetto cruciale รจ l’enfasi sul lavorare nel momento presente. Si ritiene che tutto ciรฒ che รจ stato e sarร  sia determinato da ciรฒ che accade ora. Pertanto, l’azione si concentra sul migliorare il proprio stato attuale, il che avrร  un impatto positivo sul passato e sul futuro.
  • Pratica come via per la comprensione: Lo scopo non รจ tanto teorizzare, quanto praticare costantemente. Chiyoko Yamaguchi sosteneva che la vera comprensione e la “retta mentalitร ” emergono direttamente dall’esperienza e dalla ripetizione della pratica.
  • Azione Illuminata: La pratica del Jikiden Reiki รจ vista come un’azione illuminata in sรฉ stessa, non come un mezzo per raggiungere un obiettivo futuro come la guarigione o l’illuminazione. L’essere presenti e agire con la giusta intenzione durante la pratica รจ fondamentale.
  • Promozione di un atteggiamento interiore positivo: Attraverso la pratica e la centratura, si mira a coltivare uno stato interiore di amore, gentilezza e armonia, che funge anche da protezione dalle negativitร .

In sintesi, lo scopo fondamentale del Jikiden Reiki รจ il miglioramento olistico dell’individuo attraverso la pratica costante, focalizzandosi sul presente e promuovendo uno stato di benessere interiore che allevi la sofferenza a livello fisico, mentale ed emotivo. Non รจ orientato alla manipolazione di situazioni esterne o al raggiungimento di obiettivi futuri, ma piuttosto alla coltivazione di uno stato dell’essere centrato e amorevole nel “qui e ora”.

Secondo quanto affermato nella fonte, c’รจ una relazione tra il Jikiden Reiki e la filosofia buddista.

  • Frank Arjava Petter spiega che per illustrare lo scopo del Reiki, si puรฒ fare riferimento alla filosofia buddista.
  • Nella filosofia buddista, รจ un concetto chiaro che la vita รจ sofferenza. Tuttavia, questo non รจ inteso come un’affermazione negativa, ma piuttosto come una constatazione che la sofferenza รจ legata al corpo fisico e alla sfera psico-emotiva.
  • Il corpo fisico รจ soggetto a sofferenza attraverso la malattia, gli infortuni e l’invecchiamento, mentre la sfera psico-emotiva soffre nelle relazioni, nel lavoro e in vari altri aspetti della vita.
  • Lo scopo del Reiki รจ alleviare queste forme di sofferenza. Una volta che la sofferenza รจ alleviata, le cose materiali diventano meno importanti. Una persona felice puรฒ essere felice ovunque, anche in circostanze umili, e non ha bisogno di migliorare la propria situazione finanziaria per praticare Reiki.
  • La fonte aggiunge che il Reiki non รจ una religione, ma ha sentimenti religiosi che provengono dallo Shintoismo, dal Buddismo, dal Taoismo e dal Confucianesimo.
  • Uno degli aspetti che deriva dal Buddismo (e dallo Shintoismo) รจ che le azioni non vengono compiute per ottenere qualcosa, ma per il loro stesso valore, concetto che nel Buddismo รจ chiamato “azione illuminata”.
  • In questo senso, la pratica del Reiki non รจ finalizzata a raggiungere l’illuminazione o un altro obiettivo futuro, come guarire qualcuno. Invece, l’atto stesso di praticare Reiki nel “qui e ora” รจ considerato un’azione illuminata. La presenza e la connessione tra chi dona e chi riceve Reiki sono una celebrazione della vita.
  • Questo spiega anche la semplicitร  del Jikiden Reiki e l’importanza della ripetizione della pratica. L’illuminazione si trova nella pratica stessa, non in un risultato futuro o in un certificato. La ripetizione costante, come nelle arti marziali, mira a far sรฌ che una “mente retta” diventi parte della vita quotidiana.

In sintesi, il Jikiden Reiki condivide con la filosofia buddista la comprensione della sofferenza come parte della condizione umana e vede la sua pratica come un mezzo per alleviarla. Inoltre, il concetto buddista di “azione illuminata” si riflette nell’enfasi sulla pratica del Reiki per il suo valore intrinseco nel momento presente, piuttosto che per un obiettivo futuro.

HIC ET NUNC

  • Nel Buddismo, si compiono azioni non per ottenere qualcosa in futuro, come l’illuminazione, ma perchรฉ l’atto stesso รจ illuminazione. L’illuminazione non รจ vista come un traguardo da raggiungere, ma come intrinseca all’azione compiuta nel presente.
  • Allo stesso modo, nel Jikiden Reiki, la pratica non รจ finalizzata a raggiungere un obiettivo specifico, come guarire qualcuno in futuro o ottenere l’illuminazione personale. Invece, si pratica Reiki nel “qui e ora” perchรฉ l’atto stesso di essere presenti e di connettersi con il cliente รจ considerato un’azione illuminata. รˆ una celebrazione della vita nel momento presente.
  • Questo si ricollega all’enfasi del Jikiden Reiki sul lavorare sul “now here and now” (ora, qui e ora).
    Si considera che tutto ciรฒ che รจ accaduto in passato e che accadrร  in futuro รจ determinato dal presente. Pertanto, se la propria azione e il proprio stato interiore nel presente sono positivi, si influenza positivamente sia il passato che il futuro.
  • La maestra di Frank Arjava Petter, Chiyoko Sensei, affermava che “non c’รจ teoria nel Reiki, c’รจ solo pratica”. L’importanza รจ data all’esperienza diretta e alla pratica costante. La ripetizione non รจ fatta per ottenere qualcosa, come un certificato, ma per integrare un “atteggiamento di mente retto” nella vita quotidiana attraverso la pratica continua.
  • Questo approccio รจ distinto da una mentalitร  occidentale piรน orientata al raggiungimento di obiettivi futuri. Nel Jikiden Reiki, il valore รจ nell’azione stessa, compiuta con la giusta intenzione nel momento presente.

In sintesi, si fanno le cose, nel contesto del Jikiden Reiki e della filosofia buddista che lo influenza, perchรฉ l’azione stessa ha un valore intrinseco nel presente ed รจ considerata una forma di “azione illuminata”, piuttosto che per il raggiungimento di un risultato futuro. L’attenzione รจ sul “qui e ora” e sulla pratica costante come mezzo di crescita e di espressione di una “mente retta”.

Secondo quanto espresso nella fonte nel contesto della filosofia buddista e del Jikiden Reiki, la meditazione non รจ vista come un mezzo per ottenere qualcosa in futuro, come l’illuminazione.

  • Nella prospettiva buddista presentata, tentare di raggiungere l’illuminazione attraverso la meditazione รจ considerato un’illusione, come correre dietro a una carota che si รจ posta da soli e che quindi non si potrร  mai raggiungere.
  • Invece, l’atto stesso di meditare, di sedersi in meditazione, รจ considerato “illuminazione” in sรฉ. L’importanza รจ posta sull’esperienza del momento presente piuttosto che su un obiettivo futuro da raggiungere attraverso la pratica.
  • Questo concetto si riflette anche nella pratica del Jikiden Reiki, dove l’azione di fare Reiki nel “qui e ora” รจ vista come un'”azione illuminata”. Non si pratica Reiki per ottenere qualcosa, come la guarigione, ma perchรฉ l’essere presenti e connessi durante la pratica ha un valore intrinseco nel momento stesso in cui avviene.

In sintesi, basandosi sulla fonte, la meditazione, in questa specifica ottica influenzata dalla filosofia buddista e applicata al contesto del Jikiden Reiki, รจ l’esperienza del presente, l’atto stesso di “sedersi”, che rappresenta l’illuminazione, e non un mezzo per raggiungere uno stato futuro.
L’enfasi รจ sull’essere nel momento e sull’intrinseco valore dell’azione compiuta.
L’importanza della ripetizione della pratica รจ un concetto fondamentale nel Jikiden Reiki, strettamente legato alla sua filosofia e alla sua derivazione da principi buddisti.

  • L’illuminazione รจ nella pratica stessa: Secondo gli insegnamenti del Jikiden Reiki, ripresi dalla filosofia buddista, l’illuminazione non รจ un obiettivo futuro da raggiungere, ma รจ intrinseca all’atto stesso della pratica. La ripetizione non รจ quindi finalizzata all’ottenimento di un risultato specifico o di una certificazione. Invece, l’enlightenment si manifesta nel momento in cui si pratica.
  • Analogia con le arti marziali: Frank Arjava Petter paragona la ripetizione nella pratica del Reiki a quella presente in discipline come il Tai Chi o le arti marziali. Anche quando si conosce giร  la tecnica, si continua a praticarla costantemente. Questo serve a integrare profondamente la pratica e a far sรฌ che diventi parte integrante della propria essenza.
  • Sviluppo di una “mente retta”: L’obiettivo della ripetizione รจ quello di coltivare e radicare una “mente retta” (right mind attitude). Attraverso la pratica costante con la giusta intenzione, si spera che questo stato mentale positivo diventi una parte naturale e spontanea della vita quotidiana.
  • Superamento della teoria attraverso l’esperienza: Chiyoko Sensei, la maestra di Frank Arjava Petter, enfatizzava che “non c’รจ teoria nel Reiki, c’รจ solo pratica”. La ripetizione della pratica permette di scoprire la vera essenza del Reiki attraverso l’esperienza diretta, superando la necessitร  di complicate teorizzazioni.
  • Semplicitร  e radicamento: La ripetizione รจ in linea con la semplicitร  del Jikiden Reiki. Invece di concentrarsi su nuove tecniche o livelli, l’enfasi รจ sul perfezionamento e sull’approfondimento della pratica esistente attraverso la ripetizione costante.

In sintesi, la ripetizione nella pratica del Jikiden Reiki non รจ un mero esercizio meccanico, ma un mezzo per incarnare i principi del Reiki, per coltivare una “mente retta” e per sperimentare l’illuminazione nel momento presente attraverso l’azione stessa.
Essa riflette la filosofia buddista che valorizza l’azione intrinseca rispetto al raggiungimento di obiettivi futuri.

Ti sei mai chiesto quanto siano diverse il Reiki occidentale e quello giapponese? E perchรฉ sono diventati cosรฌ differenti? Questo libro esamina la cultura e la storia dietro il Reiki giapponese e come si รจ evoluto durante il suo viaggio in Occidente. Masaki Nishina insegna sia Reiki occidentale che giapponese in Giappone e, grazie ai suoi anni di esperienza, offre approfondimenti sulla veritร  del Reiki.

In questo libro scoprirai: ็›ดๅ‚ณ้ˆๆฐฃ Jikiden Reiki

(1) Come gli eventi storici giapponesi hanno influenzato il Reiki, (2) Come il Reiki si confronta con altre terapie di guarigione dell’epoca, (3) Come la sopravvivenza del Reiki รจ stata minacciata dopo la guerra, (4) Quali cambiamenti la cultura occidentale ha apportato al Reiki, (5) Le differenze dettagliate tra il Reiki occidentale e quello giapponese, (6) Come il Reiki sia profondamente radicato nella cultura giapponese e nello Shinto, e (7) Cosa possiamo imparare tutti da quella cultura antica.
https://vimeo.com/ondemand/jreiki

Ammirazione di fronte alla natura
Accettare la natura cosรฌ com’รจ
Forte connessione con la fonte (Shinto) con una consapevolezza positiva della vita e dell’essere umano
Tendiamo a lasciare che le cose accadano
Spesso preferiamo la minima intenzione
Queste caratteristiche si applicano tutte al Reiki.
La cultura occidentale รจ generalmente opposta a queste.

Punti Chiave

  • Sembra probabile che Morihei Ueshiba e Mikao Usui si conoscessero, dato il loro coinvolgimento in cerchi di arti marziali e spiritualitร  in Giappone all’inizio del XX secolo.
  • Morihei Ueshiba, nato nel 1883 e morto nel 1969, fondรฒ l’Aikidล, un’arte marziale che enfatizza l’armonia.
  • Mikao Usui, nato nel 1865 e morto nel 1926, sviluppรฒ il Reiki, un sistema di guarigione energetica.
  • Entrambi erano parte di una rete che includeva figure come Gichin Funakoshi e Jigoro Kano, suggerendo un’intersezione tra le loro attivitร .

Panoramica

Morihei Ueshiba, conosciuto come ลŒsensei, fondรฒ l’Aikidล, un’arte marziale che si concentra su tecniche come proiezioni, immobilizzazioni e leve articolari, con un forte focus sulla protezione dell’avversario e sullo sviluppo spirituale. Studiรฒ varie arti marziali, tra cui il Daitล-ryลซ Aiki-jลซjutsu, ed era influenzato dal movimento ลŒmoto-kyล e dallo Shintoismo.

Mikao Usui, invece, fondรฒ il Reiki, un sistema di guarigione energetica basato sull’uso dell’energia vitale, e aveva un background nelle arti marziali, come Aiki Jutsu e Daito Ryu. Prima di sviluppare il Reiki, viaggiรฒ in Europa, America e Cina, diventando fluente in diverse lingue e approfondendo filosofia, medicina e teologia.

Connessione

Le ricerche suggeriscono che Ueshiba e Usui si conoscessero attraverso eventi e cerchi comuni, come “serate di osservazione della luna” dove si discuteva di arti marziali e spiritualitร . Fonti italiane, come articoli su Reiki, indicano che Usui era amico di Ueshiba e interagiva con lui, insieme ad altri maestri come Funakoshi e Kano, evidenziando una rete di relazioni nel Giappone dell’epoca.

Un dettaglio inaspettato รจ l’estensione del background marziale di Usui, che includeva Aiki Jutsu e Daito Ryu, simile a quello di Ueshiba, suggerendo un terreno comune oltre le loro pratiche spirituali.


Nota Analitica Dettagliata su Morihei Ueshiba e Mikao Usui

Questa sezione fornisce un’analisi completa di Morihei Ueshiba e Mikao Usui, i loro contributi e la loro potenziale connessione, basandosi su contesti storici e culturali per offrire una comprensione approfondita per lettori interessati alle arti marziali e alle pratiche spirituali.

Profilo di Morihei Ueshiba

Morihei Ueshiba, nato il 14 dicembre 1883 a Nishinotani, Prefettura di Wakayama (oggi Tanabe), รจ il fondatore dell’Aikidล, che significa “la Via dell’Armonia Spirituale”. L’Aikidล si concentra su proiezioni, immobilizzazioni, leve articolari e alcune tecniche di percussione, con un’enfasi sulla protezione dell’avversario e sullo sviluppo spirituale e sociale. Ueshiba studiรฒ diverse arti marziali in gioventรน, tra cui Tenjin Shin’yo-ryu jujutsu sotto Tozawa Tokusaburo nel 1901 e Goto-ha Yagyu Shingan-ryu sotto Nakai Masakatsu dal 1903 al 1908. La sua influenza piรน significativa venne dal Daitล-ryลซ Aiki-jลซjutsu, che studiรฒ sotto Takeda Sลkaku dopo essersi trasferito a Hokkaido nel 1912 come parte di uno sforzo di colonizzazione.

Il suo percorso spirituale fu profondamente influenzato dal movimento ลŒmoto-kyล, una setta Shintoista, a partire dal 1919 ad Ayabe. Qui aprรฌ il suo primo dลjล e accompagnรฒ Onisaburo Deguchi, capo di ลŒmoto-kyล, in una spedizione in Mongolia nel 1924. I suoi insegnamenti enfatizzavano la pace e l’armonia, ed รจ ricordato come “ลŒsensei” (Gran Maestro) o “Kaiso” (il fondatore) dai praticanti di Aikidล. Condusse la sua ultima sessione di allenamento il 10 marzo 1969 e morรฌ il 26 aprile 1969 per un cancro al fegato. Fu sepolto al Tempio Kozan-ji a Tanabe e gli fu conferito il titolo buddista postumo “Aiki-in Moritake En’yลซ Daidลshi”.

Profilo di Mikao Usui

Mikao Usui, nato il 15 agosto 1865 a Taniai, Prefettura di Gifu, era un buddista Tendai e il fondatore del Reiki, un sistema di guarigione energetica usato per il benessere fisico, emotivo e mentale. Prima di sviluppare il Reiki, Usui aveva un background nelle arti marziali, studiando Aiki Jutsu e una forma precoce di Daito Ryu dall’etร  di 12 anni, raggiungendo un alto livello di competenza sia nelle armi che nel grappling. Era associato a noti artisti marziali dell’epoca, come Gichin Funakoshi e Jigoro Kano. Nel 1922, sperimentรฒ un risveglio spirituale durante una meditazione sul Monte Kurama, che portรฒ allo sviluppo del Reiki, che chiamรฒ Usui Shiki Ryoho. Secondo la sua lapide commemorativa, insegnรฒ Reiki a oltre 2.000 persone, con 16 studenti che raggiunsero il livello Shinpiden, equivalente al livello Maestro occidentale. Morรฌ il 9 marzo 1926 per un ictus, quattro anni dopo aver fondato la sua scuola.

Esplorazione della Connessione tra Ueshiba e Usui

La connessione tra Morihei Ueshiba e Mikao Usui non รจ documentata esplicitamente nei record storici primari, ma รจ suggerita dal loro coinvolgimento in cerchi sociali e professionali comuni nel Giappone del primo XX secolo. Entrambi operavano durante un periodo di rinascita culturale e spirituale, particolarmente nelle arti marziali e nelle pratiche di guarigione alternative. L’Aikidล di Ueshiba, influenzato da ลŒmoto-kyล, e il Reiki di Usui, con influenze buddiste e shintoiste, indicano un allineamento nei loro interessi.

Fonti italiane, come Storia del Reiki: Mikao Usui, affermano che “Morihei Ueshiba (il Maestro che ha ideato lโ€™Aikido) era suo amico”, mentre Mikao Usui menziona che “si dice che abbia conosciuto alcuni illustri contemporanei: Morihei Ueshiba, fondatore dellโ€™Aikido”. Altri articoli, come Mikao Usui, confermano che Usui interagiva con figure come Ueshiba in circoli spirituali. Questo suggerisce che si conoscessero attraverso eventi come “serate di osservazione della luna”, dove si discuteva di arti marziali e si recitavano poesie, un dettaglio inaspettato che evidenzia la loro interconnessione culturale.

Inoltre, entrambi erano parte di una rete piรน ampia che includeva figure come Onasiburo Deguchi (fondatore della religione Omoto) e Toshihiro Eguchi, sottolineando il loro ruolo interconnesso nelle comunitร  spirituali e marziali del Giappone. La prova tende a indicare che si conoscessero, anche se la natura esatta della loro relazioneโ€”personale, professionale o socialeโ€”rimane meno chiara a causa della documentazione limitata.

Analisi Comparativa

Per comprendere meglio i loro contributi e la connessione, la seguente tabella confronta aspetti chiave di Ueshiba e Usui:

AspettoMorihei UeshibaMikao Usui
Nato14 dicembre 1883, Tanabe, Wakayama15 agosto 1865, Taniai, Gifu
Morto26 aprile 1969, Iwama9 marzo 1926, Fukuyama
Contributo PrincipaleFondรฒ l’Aikidล, enfatizzando armonia e paceFondรฒ il Reiki, sistema di guarigione energetica
Influenza SpiritualeลŒmoto-kyล, Shintoismo, BuddismoBuddismo Tendai, influenze Shintoiste
Background MarzialeDaitล-ryลซ Aiki-jลซjutsu, vari jujutsuAiki Jutsu, Daito Ryu, alta competenza
Conosciuto ComeลŒsensei (Gran Maestro)Fondatore del Reiki, Usui Sensei
Connessione con AltriAssociato a Takeda Sลkaku, DeguchiAssociato a Funakoshi, Kano, Ueshiba

Questa tabella evidenzia i loro interessi condivisi in arti marziali e spiritualitร , supportando la probabilitร  della loro conoscenza.

Contesto Culturale e Storico

Entrambi operavano durante le ere Meiji e Taisho in Giappone, periodi di modernizzazione e sintesi culturale. L’apertura del Giappone all’Occidente dopo l’isolamento permise scambi di idee che influenzarono le loro pratiche. L’Aikidล di Ueshiba fu registrato con il Dai Nippon Butokukai nel 1942, mentre gli insegnamenti di Reiki di Usui furono adattati per il pubblico occidentale da Hawayo Takata a metร  del XX secolo. La loro era condivisa e gli interessi nell’armonizzare pratiche fisiche e spirituali suggeriscono un’intersezione naturale, ulteriormente evidenziata dalle loro associazioni con figure simili.

Dettaglio Inaspettato: Influenza Condivisa nelle Arti Marziali

Un dettaglio inaspettato รจ l’estensione del background marziale di Usui, che includeva Aiki Jutsu e Daito Ryu, allineandosi strettamente con gli studi di Ueshiba. Questa base comune potrebbe aver fornito un terreno per la loro interazione, oltre le loro ricerche spirituali, offrendo un livello piรน profondo alla loro connessione, spesso trascurato nelle discussioni su Reiki e Aikidล.

Conclusione

Morihei Ueshiba e Mikao Usui furono figure pivotali nelle arti marziali e pratiche spirituali giapponesi, con Ueshiba che fondรฒ l’Aikidล e Usui che sviluppรฒ il Reiki. Le ricerche suggeriscono che si conoscessero attraverso cerchi condivisi, parte di una rete di figure influenti nel Giappone del primo XX secolo. La loro connessione evidenzia la natura intrecciata di arti marziali e spiritualitร , offrendo un’area ricca per ulteriori esplorazioni sulle loro ereditร .

โ€œIl Reiki รจ una tecnica o un metodo che si basa saldamente sui principi esoterici che erano rappresentati in Giappone nella prima parte del secolo scorso. Usui ha riunito, in un modo unico, i principi della medicina tradizionale cinese, tecniche di trasferimento energetico come il Chi Kung (nella sua forma giapponese di kiko), il Buddhismo Tendai in termini di esercizi energetici, potenziamenti e insegnamenti spirituali, e lo Shintoismo in termini di tecniche utilizzate per controllare le energie. โ€œ

Lโ€™origine dei simboli Reiki

โ€œI simboli che vennero usati piรน avanti nella storia del Reiki hanno anchโ€™essi le loro radici nel Buddhismo Tendai e nello Shintoismo. Ciรฒ รจ stato fatto in un modo che consente a chiunque di essere connesso in modo permanente a una fonte di energia curativa, e di essere in grado di canalizzarla senza dover sottoporsi a molti anni di pratica, e possono imparare a trasmettere questa capacitร  ad altre persone in modo molto semplice.โ€

Reiki per la crescita personale

โ€œSebbene il Reiki sia generalmente promosso in Occidente come un sistema di guarigione, il suo scopo originale era la crescita personale e spirituale che si sarebbe sperimentata attraverso il sistema: conoscere il vero scopo della propria vita ed essere contenti, guarire se stessi e trovare il proprio percorso spirituale e, infine, raggiungere il satori.

Il monte Kurama, dove Usui sperimentรฒ il suo sartori, รจ una montagna sacra. Si trova vicino a Kyoto, lโ€™ex capitale del Giappone, un luogo descritto come โ€œil cuore spirituale del Giapponeโ€, un luogo con mille templi che rappresentano unโ€™intera gamma di divinitร . Il monte Kurama รจ importante anche dal punto di vista delle arti marziali, essendo il luogo in cui si dice che gli spiriti della montagna abbiano dato i segreti del combattimento ai samurai.

Trasmettere la stirpe del Reiki

โ€œUsui addestrรฒ 17 persone al livello Shinpiden, o maestro. Cโ€™erano 5 monache buddiste, 3 ufficiali della Marina e altri nove uomini, tra cui Eguchi che si diceva fosse il principale amico e studente di Usui. Eguchi in seguito formรฒ la sua religione chiamata Tenohira-Ryouchi-Kenyuka.

Gli ufficiali della marina erano Jusaburo Gyuda/Ushida, Ichi Taketomi e Chujiro Hayashi , e formarono la Usui Reiki Ryoho Gakkai . โ€œ

  • Jusaburo Ushida (็‰›็”ฐๅพ“ไธ‰้ƒŽ):
    • Era un contrammiraglio della Marina imperiale giapponese.
    • Fu il secondo presidente dellโ€™Usui Reiki Ryoho Gakkai, la societร  originale di Reiki fondata da Mikao Usui.
  • Ichi Taketomi (ๆญฆๅฏŒไธ€):
    • Anchโ€™egli contrammiraglio della Marina imperiale giapponese.
    • Succedette a Ushida come terzo presidente dellโ€™Usui Reiki Ryoho Gakkai.
  • Chujiro Hayashi (ๆž—ๅฟ ๆฌก้ƒŽ):
    • Era un capitano della Marina imperiale giapponese.
    • Fu uno degli studenti di Mikao Usui e svolse un ruolo cruciale nella diffusione del Reiki.
    • Si distaccรฒ dallโ€™Usui Reiki Ryoho Gakkai per fondare la sua organizzazione, la Hayashi Reiki Kenkyukai.
    • Fu il maestro di Hawayo Takata, che portรฒ il Reiki in Occidente.

In sintesi, questi tre ufficiali della Marina giapponese ebbero un ruolo significativo nella storia del Reiki, sia nella sua forma originale che nella sua diffusione successiva. Hayashi, in particolare, รจ considerato una figura chiave per aver reso il Reiki accessibile al mondo occidentale.


Mantra della Luce 
giapponese : 
kลmyล shingon , ๅ…‰ๆ˜Ž็œŸ่จ€, sanscrito: 
Prabhฤsa-mantra ),

Numerosi mantra , sillabe seme e dharani sono associati al Buddha Vairocana.

Un mantra di base comune รจ il seguente:

Oแนƒ Vairocana Vaแนƒ

Un altro mantra popolare correlato a Vairocana รจ il Mantra della Luce , che รจ popolare nel Buddhismo giapponese, incluso lo Shingon .

Oแนƒ Amogha Vairocana Mahฤmudrฤ Maแน‡ipadma Jvala Pravartฤya Hลซแนƒ

Il Huangdi Neijing รจ tradizionalmente attribuito all’Imperatore Giallo (Huangdi), una figura mitologica della cultura cinese ritenuta uno dei progenitori della civiltร  cinese, vissuto, secondo la leggenda, intorno al 2700 a.C. Tuttavia, gli studiosi concordano che il testo non sia opera di un singolo autore nรฉ risalga a un’epoca cosรฌ remota. La sua composizione รจ datata tra il periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.) e la dinastia Han occidentale (206 a.C. – 9 d.C.), con contributi e revisioni che si sono protratti nei secoli successivi.

Il testo riflette il pensiero filosofico e scientifico dell’epoca, integrando concetti del taoismo, del confucianesimo e della cosmologia cinese, come il dualismo yin-yang e la teoria dei cinque elementi (legno, fuoco, terra, metallo, acqua). รˆ probabile che sia stato compilato da diversi medici e studiosi anonimi, che hanno raccolto conoscenze mediche tramandate oralmente o attraverso testi precedenti.

Struttura del testo

Il Huangdi Neijing รจ diviso in due sezioni principali:

  1. Suwen (Domande Semplici o Domande di Base): Si concentra sulla teoria medica, la fisiologia, la patologia e i principi generali della salute. รˆ scritto in forma di dialogo tra Huangdi e i suoi consiglieri, come Qibo, il medico leggendario.
  2. Lingshu (Perno Spirituale): Approfondisce argomenti piรน pratici, come l’agopuntura, la moxibustione e l’anatomia energetica del corpo (i meridiani). รˆ considerato un complemento tecnico al Suwen.

In origine, queste due parti potrebbero non essere state distinte, ma nel tempo sono state organizzate separatamente, pur mantenendo una stretta interconnessione.

Huangdi Neijing ้ปƒๅธๅ…ง็ถ“ – Canone Interno dellโ€™Imperatore Giallo

Evoluzione e trasmissione

Durante la dinastia Han, il Huangdi Neijing fu canonizzato come testo medico fondamentale, grazie anche alla sistematizzazione delle conoscenze sotto l’influenza dell’erudito Zhang Ji (Zhang Zhongjing) e di altri. Tuttavia, il testo originale subรฌ modifiche e interpolazioni nel corso dei secoli. La versione che ci รจ pervenuta รจ stata in gran parte standardizzata durante la dinastia Tang (618-907 d.C.) e ulteriormente raffinata nella dinastia Song (960-1279 d.C.), quando Wang Bing, un medico e studioso, revisionรฒ e commentรฒ il Suwen, aggiungendo sue interpretazioni.

Il Lingshu, invece, ha una storia testuale piรน incerta: alcune parti potrebbero essere andate perdute o riscritte, e il suo contenuto tecnico lo rese meno accessibile rispetto al Suwen. Durante la dinastia Ming (1368-1644 d.C.), il testo fu ristampato e studiato ampiamente, consolidando il suo ruolo nella formazione medica.

Contenuto e significato

Il Huangdi Neijing non รจ solo un manuale medico, ma una visione olistica dell’essere umano in relazione alla natura e al cosmo. Introduce concetti chiave come:

  • Il qi (energia vitale) come forza fondamentale della vita.
  • L’equilibrio tra yin e yang come base della salute.
  • La prevenzione come principio primario, con consigli su dieta, stile di vita ed emozioni.
  • L’uso dei meridiani e dei punti di agopuntura per trattare le malattie.

Il testo si distingue per il suo approccio filosofico: la malattia รจ vista come uno squilibrio tra l’uomo e il suo ambiente, e la cura richiede un riallineamento con le leggi naturali.

Influenza e ereditร 

Il Huangdi Neijing ha plasmato la medicina tradizionale cinese per oltre due millenni, influenzando non solo la Cina, ma anche Giappone, Corea e altre culture dell’Asia orientale. Ancora oggi รจ studiato e applicato nella pratica dell’agopuntura, della fitoterapia e del qigong. La sua importanza va oltre la medicina: รจ un documento storico che offre uno sguardo sulla scienza, la filosofia e la spiritualitร  della Cina antica.

Nonostante la sua venerazione, il testo presenta sfide per gli studiosi moderni: il linguaggio arcaico, le metafore e le interpolazioni successive rendono difficile distinguere gli strati originali da quelli aggiunti. Tuttavia, la sua profonditร  e la sua visione olistica continuano a ispirare.

้ˆๆจž็ถ“ (Lรญng Shลซ Jฤซng): Questo รจ il titolo del libro. ้ˆ (Lรญng) significa “spirituale”, “efficace”, “meraviglioso”.
ๆจž (Shลซ) significa “perno”, “cardine”, ma in questo contesto si riferisce ai punti di agopuntura e ai canali energetici del corpo.
็ถ“ (Jฤซng) significa “classico”, “testo sacro”.
Quindi, “Lรญng Shลซ Jฤซng” si traduce come “Il Classico del Perno Spirituale” o “Il Canone delle Meraviglie Spirituali”. รˆ uno dei testi fondamentali della medicina tradizionale cinese, incentrato sull’agopuntura e sulla moxibustione. l’immagine mostra la copertina di un’edizione del “Lรญng Shลซ Jฤซng”, un testo classico di medicina tradizionale cinese, con note e commenti di ้ฆฌๅ…ƒ่‡บ e ๅผต้šฑๅบต, pubblicato dall’Associazione Generale per la Ricerca sulla Medicina Cinese e Occidentale di Pechino.

Nella mitologia e nella tradizione religiosa giapponese, Binzuru Sonja (in giapponese ่ณ“้ ญ็›งๅฐŠ่€…, Binzuru Sonjaa) รจ una figura venerata come divinitร  associata alla guarigione, in particolare attraverso il contatto fisico, come il tocco con le mani. Binzuru รจ una rappresentazione di Pindola Bharadvaja, uno dei sedici Arhat (discepoli illuminati del Buddha) nel buddhismo, e il suo culto si รจ diffuso in Giappone integrandosi con le pratiche popolari e lo shintoismo locale. Binzuru deriva dalla tradizione buddhista indiana, dove Pindola era noto per i suoi poteri soprannaturali, tra cui la capacitร  di guarire le malattie. Secondo la leggenda, era un monaco di grande saggezza, ma fu rimproverato dal Buddha per aver abusato dei suoi poteri mostrando meraviglie a un pubblico profane, un atto ritenuto inappropriato. Come penitenza, gli fu ordinato di rimanere nel mondo per aiutare gli esseri umani, diventando cosรฌ una figura di compassione e guarigione. In Giappone, questa storia si รจ evoluta, e Binzuru รจ diventato una divinitร  popolare, spesso invocata per la cura di mali fisici. Culto e pratiche di guarigione

In molti templi giapponesi, come il celebre Tลdai-ji a Nara, si trovano statue di Binzuru, solitamente poste allโ€™esterno delle sale principali. Queste statue sono oggetto di un rituale particolare: i fedeli toccano o strofinano con le mani una parte specifica della statua (ad esempio la testa, le mani o le gambe) che corrisponde alla zona del loro corpo afflitta da dolore o malattia. Si crede che questo contatto trasferisca il potere curativo di Binzuru al devoto. Dopo aver toccato la statua, i fedeli spesso si strofinano la parte del corpo malata con la stessa mano usata per il contatto, come gesto simbolico di trasmissione della guarigione.

Ad esempio:

  • Se qualcuno soffre di mal di testa, potrebbe strofinare la testa della statua e poi la propria fronte.
  • Per dolori alle gambe, si tocca la gamba della statua e poi la propria.

Questo rituale riflette una combinazione di fede buddhista e credenze popolari giapponesi, dove il contatto fisico con un oggetto sacro รจ visto come un mezzo per ricevere benedizioni o energia spirituale.

Rappresentazione

Binzuru รจ spesso raffigurato come un anziano monaco calvo, con una lunga barba, seduto in meditazione o in una posa serena. Le sue statue sono consumate e lucidate in alcune parti a causa del contatto frequente dei fedeli, un segno tangibile della sua popolaritร . A differenza di altre divinitร  piรน maestose, Binzuru ha unโ€™aura accessibile e terrena, che lo rende particolarmente caro alla gente comune.

Significato culturale

Il culto di Binzuru evidenzia lโ€™importanza della guarigione nella spiritualitร  giapponese e il sincretismo tra buddhismo e tradizioni locali. Non รจ una divinitร  suprema come Amaterasu (la dea shintoista del sole) o un kami della natura, ma unโ€™entitร  piรน vicina agli esseri umani, che offre sollievo pratico e diretto. La sua presenza nei templi, come a Tลdai-ji, dove i visitatori lo venerano accanto al Grande Buddha, mostra come il buddhismo giapponese abbia adattato figure minori per rispondere ai bisogni quotidiani dei fedeli.

Binzuru (Pindola Bharadvaja), che รจ spesso associato alla saggezza, alla compassione e alla vittoria sulle difficoltร  interiori attraverso la pratica spirituale. La “guerra interiore” potrebbe riferirsi alla lotta contro i desideri, le illusioni o le sofferenze, un tema centrale nel buddhismo.

Binzuru Prajรฑฤdeva (่ณ“้ ญ็›ง้ —็พ…ๅขฎๅฐŠ่€…), uno dei dieci grandi discepoli del Buddha, noto come โ€œil primo campo di meritoโ€.

Secondo il Sutra dellโ€™Invocazione di Binzuru, Binzuru รจ il nome e Prajรฑฤdeva il cognome. Era un grande discepolo di Shakyamuni, il Buddha, e aveva raggiunto lo stato di Arhat. Tuttavia, una volta mostrรฒ i suoi poteri soprannaturali senza permesso, e per questo il Buddha gli vietรฒ di entrare nel Nirvana, ordinandogli di rimanere nel mondo per portare beneficio a tutti gli esseri viventi. Binzuru fece allora un voto: ยซHo seguito lโ€™ordine del Buddha, che mi ha proibito di entrare nel Nirvana. Desidero rimanere per sempre nel mondo: se qualcuno mi invita a ricevere offerte, io risponderรฒ sempreยป. Da qui deriva probabilmente il detto: โ€œQuando si offre cibo a mille monaci, ci sarร  sempre un Arhat che accetterร  lโ€™offertaโ€.

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