Týr ᛏᛦᚱ Tiwaz Teiwaz

 

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ᛏ Týr er einhendr áss
ok ulfs leifar
ok hofa hilmir.
Mars tiggi.
antico islandese
Týr è un dio con una mano sola,
e gli avanzi del lupo
e il principe dei templi.

ᛏᛦᚱ Entità della stirpe degli Æsir , nella mitologa norrena, guerriero riflessivo e  saggio pronto al sacrificio personale per combattere contro Fenrir, il lupo del Kaos, spesso identificato con Marte , nella cultura romana, si distingue e si sovrappone con  il più impetuoso e giovanile Thor,  descritto come il più forte di tutti gli dèi.

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Tyr sacrifica il braccio, che viene sbranato da Fenrir, per riuscire a farlo avvicinare a sufficienza ed imprigionarlo.

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ODINO

Per due volte il possente lupo riesce a liberarsi, costringendo Odino al ricorso delle arti magiche dei nani  prepara un laccio, solo in apparenza fragile, e sfida nuovamente il lupo , che intuendo  una trappola magica, pretende  una mano tra le sue fauci, come pegno, Týr si sacrifica , perdendo il braccio.

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Sacrificando la mano destra Tyr salvò dalla sciagura il suo popolo minacciato dal  lupo del Kaos sovrannaturale. La runa ᛏ Tyr è simbolo quindi di eroismo e di valore, indispensabili per un “guerriero spirituale”, la disponibilità a sacrificare qualcosa di caro per ristabilire l’equilibrio. Tyr è la runa della volontà, delle motivazioni, della piena abnegazione per qualcosa.

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E’ la forza che ci fa proseguire nonostante le avversità.
In Tyr però la volontà deve essere motivata dalla lealtà e non dal avidità personale, dalla consapevolezza che bisogna assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Questa consapevolezza rappresenta l’illuminazione spirituale e la fiducia nel giusto ordine dell’universo. 4a5c46c7d7797d8f21388f0c592a457d--asatru-norse-mythology

La più antica testimonianza del dio si trova nel gotico “Tyz” benché il “Teiw” trovato sull’elmo di Negau possa essere un probabile riferimento a Týr, e precede il gotico (e il runico) di molti secoli.Gli elmi sono del tipo Etrusco conosciuti come forma “vetulonica”.Su uno di questi elmi si trova un incisione in alfabeto etrusco che è stata datata 200 a. C. in cui si legge: harigasti teiva\\\ ip

 

Numerosi studiosi si sono occupati di interpretare l’iscrizione. TL Markey legge l’iscrizione come ‘Harigast il sacerdote’ (da teiwaz, “dio”), come anche un altro elmo inciso trovato nello stesso sito e che riporta vari nomi celtici seguiti da titoli religiosi.
L’importanza del reperto è data dal fatto che il nome Harigast rappresenta la prima deviazione verso la parlata germanica finora rinvenuta, perciò l’elmo è una sorta di anello di congiunzione tra Etrusco e Germanico e ne testimonia il contatto.
Fonte RUNEMAL
Il Grande Libro delle Rune
Umberto Carmignani e Giovanna Bellini Edizioni
L’Età dell’Acquario

 

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Rappresentazione di Týr e Fenrir sul bratteato d’oro all’incirca del V secolo, rinvenuto a Trollhättan, Svezia.

 

 

Impara le rune della vittoria,
se tu desideri vincere,
e scrivi le rune sulla tua elsa;
alcune nel solco,
ed altre nel piatto,
e due volte dovrai invocare Týr ᛏ

Sigrúnar skaltu kunna,
ef þú vilt sigr hafa,
ok rísta á hjalti hjörs,
sumar á véttrimum,
sumar á valböstum,
ok nefna tysvar Tý.

Secondo il runologo Lars Magnar Enoksen, la tiwaz è menzionata in una strofa del Sigrdrífumál, un poema dell’Edda poetica.
Il Sigrdrífumál narra che Sigurðr uccise il drago Fáfnir ed arrivò ad una fortezza sulla vetta di una montagna che bruciava con grandi fuochi
 Nella fortezza trovò una valchiria che dormiva di un sonno magico, e la svegliò aprendole l’armatura del petto con la spada; la valchiria, di nome Sigrdrífa, gli offrì i segreti delle rune per averla liberata dal sonno, a condizione che mostrasse di non avere paura
. La valchiria cominciò ad insegnargli che se avesse voluto ottenere la vittoria in battaglia avrebbe dovuto incidere le “rune della vittoria” sulla spada e dire due volte il nome “Týr” (il nome della tiwaz)

TIWAZᛏ TIYR

 

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Nel futhark le rune Perth e Eihwaz sono scambiate di posto, Ansuz e Berkana sono speculari e infondo troviamo la runa 800px-Stacked_Tiwaz  Teiwaz multipla: probabilmente si tratta di un’invocazione al dio Tyr
La prima pietra con inciso l’intero futhark antico è la pietra di Kilver, ritrovata a Stanga nel Gotland, datata V secolo.

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Seiðr magia ancestrale di tradizione nordica

maxresdefaultSulla pietra runica di Skjern vi è una maledizione contro un seiðmaðr
Il seiðr è un tipo di magia  ancestrale, sulle cui origini si cela un ombra di incertezza dato che le fonti storiche sono esigue, si narra che che consentisse di assumere il fjölkungi cioè “il più grande potere”.
Seiðr è comunicazione con gli spiriti, permetteva di prevedere il futuro, ma anche di dispensare morte, sventura e malattia. Con la pratica del seiðr era infatti possibile privare un individuo della sua forza e della sua intelligenza per trasmetterle a qualcun altro.
il termine  seiðr si suppone derivi dal Proto-germanico *saiðaz, collegato al lituano saitas “segno, predizione”, derivante dal Proto-indoeuropeo *soi-to- “corda” e la sua radice  “legare”

 

 

 

 

 

 

È anche stato fatto un collegamento con il finlandese soida, “suonare uno strumento”.
Questo collegamento oltre a sottolineare l’importanza della musica in questo rito, potrebbe indicare la filiazione della magia nordica da quella finnica e sami.
(confronta con le riflessioni di vari autori sull’influenza reciproca tra germani e lapponi per ciò che concerne la magia)
Nell’antico inglese i termini correlati sono siden e sidsa, entrambi conosciuti solo in contesti in cui sono gli elfi (ælfe) a praticare questa magia o qualcosa di simile al seiðr.
Le parole più usate in antico inglese per indicare chi pratica la magia erano wicca , da cui deriva il moderno inglese “witch”.

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È una pratica stregonica di origine sciamanica, sul termine sciamnaico non tutti gli autori e studiosi concordano,  utilizzata da singole individualità, quasi sempre di sesso femminile.
Infatti sebbene le attestazioni riguardanti i caratteri e le tecniche rituali non risultino facilmente reperibili, sembra che gli “atteggiamenti femminili ” fossero tanto numerosi che gli uomini si vergognavano di praticarla; allora si insegnò quest’arte alle sacerdotesse” forse perchè legato a culti precedenti l’invasione dei popolo Asi.
Nella Saga degli Ynglingar, Snorri Strurluson  cita “(Odino) tutte queste arti egli insegnava con le rune e quei canti detti galdrar…
Odino 
possedeva l’arte da cui scaturiva grande potere…che si chiama seiðr..
.
Ódhinn kunni thá ithróot , er mestr máttr fylgdhi, ok framdhi sjálfr, er seidhr heitir”

CONFER Gianna Chiesa Isnardi nei Miti nordici 

CONFER I Miti Nordici Gianna Chiesa Isnardi

 

 

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Chi praticava la magia era definito in vari modi: seiðkona (donna che usa il seiðr), seiðmaðr (uomo che pratica il seiðr); spákona (donna che prevede il futuro); völva.
Il seiðr faceva uso di incantesimi (galðrar, sing. galðr) e a volte di danze.
Le donne che praticavano questa magia appartenevano a livelli piuttosto alti della società e forse ricoprivano altri importanti ruoli.

 

 

 

 

Molto importante era il seiðstafr, un bastone di metallo che apparteneva alle seiðkonar e veniva probabilmente usato durante i rituali, un possibile collegamento con le völva, profetesse che derivavano il loro nome appunto dal fatto di portare un bastone völ.
Le sepolture di völur contengono lunghe staffe in legno e anche uniche staffette di ferro. La forma di questo tipo di seiðstafr somiglia a una distillazione di un filatore.
Una distaff è un dispositivo che contiene fibre pettinate pronte per essere filato in filo.

 

 

 


La filatura è un modo di rappresentare la manifestazione della realtà.
L’azione di prendere la lanugine senza formalità e farla filare in un filo utile è una meravigliosa metafora per la trasformazione del potenziale senza forma nella realtà fisica. È un atto magico di creazione. Poiché anche la völva cantò e parlò del suo viaggio, potremmo anche dire che stava “slanciando una storia” delle sue interazioni con gli spiriti.

Le canzoni originali di varðlokur, erano probabilmente melodie ripetitive e canzoni che sostennero l’espansione della coscienza. Ogni stimolo ripetitivo può contribuire a raggiungere uno stato e una trance alterati. Il cervello entra in sé per stimoli ripetitivi come le luci pulsanti, la danza, il tamburo, il brontolio e il canto.
Uno che è stato addestrato e ha praticato il lavoro con questa alterazione della coscienza può stimolante sostegno, come questi, per spostarsi intenzionalmente in uno stato visionario. Dal momento che gran parte della vocazione del völva aveva paragoni metaforici alle pratiche di filatura e tessitura, è facile vedere le canzoni di varðlokur in questa luce.
Le canzoni sarebbero state usate per “girare” i fili della realtà sciamanica per la seiðkona e per dirigere la tessitura del suo lavoro rituale.

 

 

 

 

Nell’isola di Öland, la cosiddetta tomba della signora di Öland conteneva i resti di una donna sepolta insieme a uno scettro di 82 cm fatto di ferro, con dettagli di bronzo e vestita con una pelliccia d’orso seppellita in una nave insieme a sacrifici animali e umani.

 

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Lo Sciamanesimo, nelle sue molteplici sfaccettature, ha indubbiamente delle connotazioni stregoniche, ma per chiarezza è necessario dire che la Stregoneria non è Sciamanesimo. Al di là della disquisizione che si può fare sulle funzioni dello Sciamano, basterebbe ricordarsi che il compito del necromante è quello di Viaggiare agli Inferi, mentre per lo sciamano, uomo o donna che sia, è indispensabile compiere il Viaggio agli Inferi solo in funzione di poter salire poi verso l’Alto. Su questo punto gli studi e le comparazioni con i vari tipi di Sciamanesimo non lasciano dubbi (M.Eliade). La stregoneria Vanatrú pertanto non può essere definita Sciamanesimo ( Massimo Nobili)

Freya Regina delle Valchirie

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GefnHǫrnMardǫllSýrValfreyja
Freya è la donna selvaggia fra le divinità del nord.
Great Goddess, Mistress of cats,
Lady of love, beautiful Vana-Goddess,
Fulfill my greatest needs, O glorious one.
Teach me the magic I need.
Give me a glimpse of your deep wisdom.
Teach me in dreams. Enrich my life.
O Lady, you are Golden-tears of Asgard.
Lady of love, beautiful Vana-Goddess,
You are shape-shifter, the Sayer, The independent One.
Give me the strenght and the magic I need.

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Freyja ha molte manifestazioni ed è considerata la dèa dell’amore sessuale, della Bellezza, dell’Oro, della Seduzione, della Fertilità, del Seiðr, della Guerra, della Morte e delle virtù profetiche, esperta nelle arti magiche seiðr, con cui poteva realizzare divinazioni e incantesimi a distanza.
Nell ‘Edda di Snorri si  afferma che la dea ama i canti d’amore e incita gli innamorati ad invocarla; aggiunge anche che Freyja cavalca nei campi di battaglia ed ha diritto alla metà dei caduti che guiderà in battaglia durante il Ragnarǫk.
I gatti sono i suoi compagni e fornita di un mantello magico di piume di falco.
Il giorno Venerdì in inglese (Friday) prende il nome da lei.
Figlia di Njordhr e Skadhi, (massima divinità dei Vani e signore dei naviganti), sorella di Freyr e sposa di Odur.
Freya vive nel bel palazzo Folkvang (” campo della gente “), un posto in cui le canzoni di amore vengono cantate.
I nani le regalarono anche Hildsuin “Cinghiale da Battaglia” dotato di setole d’oro e Brisingamfn “Collana dei Brisinghi

630304248522d6be7d20fccca4d70ef1Freya si festeggia il 27 Dicembre e il 10 gennaio e il mese di marzo
Freya ad è molto dedita all’Asgard e all’Aesir e a Odino in particolare, ed è a disposta a combattere fino alla morte e a distruggere chiunque abbia minacciato la sua casa e la sua famiglia. Ciò la rende molto spietata verso il nemico – e verso chiunque ella veda come una minaccia.
Benedetta sia la dea dell’Aurora scintillante
Freyja, la Bellissima,
La piu Appassionata delle Regine.
Insegnimi i misteri dell’autentica passione del cuore.
Mostrami i segreti del wyrd.
Cammina con me nella luce delle stelle.
Io accendo questa candela
in una ardente offerta a Te,
Freya, dea del fuoco etereo.

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Anne Marie Zilberman. L’opera, a tecnica mista, Larmes d’or forse Le lacrime di Freyja

Nella mitologia norrena, Freya è una splendida compagna  di Odur, il dio che percorre instancabile la volta celeste, alla guida del carro del Sole.Ogni giorno i due devono separarsi, dedicandosi ai propri doveri divini, e quando Odur si mette in viaggio, Freya non riesce a trattenersi dal piangere lacrime d’oro, che tingono l’alba di questo colore. Lo stesso avviene al tramonto..

La farfalla di luce dorata Quadrilithion

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L’affascinante struttura litica è sita sullo spartiacque del promontorio del Caprione, propaggine posta tra il Golfo di La Spezia e il fiume Magra, in prossimità del Seno di Lerici. A parere di Enrico Calzolari, studioso di archeoastronomia e semiologo dell’ambiente, questo sarebbe un sito megalitico, ovvero, in particolare si configurerebbe come un Quadrilithion: costituito da due massi verticali che sorreggono una pietra a forma di losanga (dal greco loxos, obliquo) e poggiano su “una grande pietra trasversale, che è modellata in modo da formare una cuspide che, opposta a quella della pietra a forma di losanga, forma un varco che viene attraversato dalla luce del sole al tramonto del solstizio d’estate

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La luce del Sole al tramonto del solstizio d’estate, dopo aver attraversato la feritoia dell’impianto, riproduce una sagoma luminosa a forma di “farfalla”.Questo fenomeno luminoso, che si estende per un’ampiezza di circa 3° dell’apparente movimento solare , appare al 21 giugno dalle 19:15 alle 19:35 (ora solare).
La formazione della farfalla di luce dorata permane per ben sei giorni, venti prima e venti dopo al solstizio estivo.
Secondo M. Gimbutas la simbologia della “farfalla” rappresenta la trasmigrazione dell’anima verso una meta astrale.
Il professor Calzolari ritiene che questo evento possa risalire a circa 6000 anni prima di Cristo e propende per un’ipotesi detta “sciamanica”, secondo la quale gli spiriti degli uomini si formavano presso una costellazione detta pertanto genitrice che dovrebbe coincidere con la figura della costellazione di Cassiopea.

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Se ti rechi in questo luogo porta il dovuto contegno e rispetto.
Per raggiungere il luogo: da Lerici dirigersi verso Romito Magra.
In località Guercio imboccare la strada per San Lorenzo ,si trova sulla destra, provenendo da Lerici.
Dopo aver passato l’indicazione di un tempio buddista, si giunge ad una casa ed un parcheggio. A pochi metri ci saranno i resti di una chiesa, e successivamente su un sentiero anche il complesso megalitico.

Informazioni più accurate:
E. Calzolari – D. Gori, Misteri di Lunigiana
La farfalla dorata, Luna editore, 2000

Da  Italiadiscovery a cura di Francesco Dal Pino

La Nah-sinnar la “Musica del Vuoto”

druidi 2 Musica particolare che ha origini antichissime e deriva dallo sciamanesimo druidico dei Nativi europei. Le sue origini affondano nel mito e si legano agli antichi miti di Fetonte e del Graal.
La Nah-sinnar manifesta le proprietà dell’armonia della Natura e porta a stati di benessere e ad intuizioni spirituali. Il suono è insito nella Natura: nei ruscelli, nel vento, nel tuono, nella pioggia. La Nah-sinnar esprime il potere intimo e misterioso della Natura, ovvero del Vuoto (lo Shan secondo l’antico sciamanesimo druidico), qualità reale sebbene invisibile e immateriale di tutta l’esistenza, che può portare all’armonia e al benessere.thumb-le-triskel---histoire-et-signification-de-ce-symbole-10294

Nello sciamanesimo druidico il suono è considerato come origine dell’universo.
Come è espresso nel mito del Drago o nel mito vedico, l’esistenza è creata dal suono primordiale. Le antiche teorie sono riscoperte dalla fisica quantistica come la teoria delle stringhe l’universo non sarebbe altro che una grande sinfonia cosmica di energia vibrante.
Giancarlo Barbadoro è venuto a conoscenza della Nah-sinnar in Bretagna presso la comunità di druidi della foresta di Brocéliande.

Nemeton Drunemeton  Nemed

Termine di origine  gallica Nemeton designava un luogo sacro , in cui si manifestavano potenti energie e in cui interagivano piani e dimensioni diverse, luogo  in cui i Celti praticavano i loro culti, sotto la direzione dei druidi.

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In lingua  gaelica è Nemed sacro nyfed in lingua gallese, neved in lingua bretone

Viaggio sciamanico

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Ritualità sciamanica dojo ruan

Viaggio sciamanico, è un viaggio nel profondo,  anche detto volo sciamanico, è una pratica ancestrale antichissima,  nella  metodologia  dello sciamanismo essenziale  consente, grazie al ritmo costante del tamburo,  di sperimentare un immersione in stati non ordinari di coscienza. E’ un pratica che può essere esperita con piacevolezza è che può donare un profondo senso di rilassamento e di pace,  una visione significativa, un evocazione di emozioni  o un esperienza potente di mutamento dello stato di coscienza.
E’ un elemento fondamentale per i praticanti del sentiero sciamanico, una disciplina che  prevede un percorso di avvicinamento graduale e una costante ricerca di armonia tra le dimensioni di ciò che è manifesto e visibile e di ciò che non lo è.
Esistono molteplici metodologie di approccio all’esplorazione ad altre dimensioni secondo Harner un ritmo uniforme di 205-220 percussioni al minuto è un mezzo ottimale per indurre un cambiamento di stato di coscienza. L’esperienza individuale è insostituibile, un fenomeno ineffabile.

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FAUN UNDA

I Faun sono un gruppo musicale di musica folk .

La forza della  loro musica risiede nel  recupero di  strumenti “antichi ” con ricercati testi scritti in diverse lingue, dal tedesco, latino, islandese antico, ungherese, ladino e finlandese. Fra gli strumenti usati si annoverano l’arpa celtica, la nyckelharpa svedese, la ghironda, la cornamusa, il flauto ed altri ancora.

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Unda attingit

Te et abducit

Te in profunda

Sicut es unda

Eivør – Trøllabundin

Spellbound I am, I am

The wizard has enchanted me, enchanted me

Spellbound deep in my soul, in my soul

In my heart burns a sizzling fire, a sizzling fire

Spellbound I am, I am

The wizard has enchanted me, enchanted me

Spellbound in my heart’s root, my heart’s root

My eyes gaze to where the wizard stood

 

“myrkur”

La parola “myrkur” significa “oscurità” in islandese, la musica di Amalie Bruun comprende una dimensione di nostalgica melanconia delle terre antiche e desolate, delle arcaiche tradizioni.
MYRKUR è un’oscurità , ma al contempo delicata e femminile.

Elementi corali e folk , conferiscono alla musica un afflato mistico, leggendaria qualità e un equilibrio intoccabile tra luce e buio. MYRKUR influenzata  dalla natura alla folklore tradizionale scandinava dalla mitologia norrena ed oltro

La musicista  dichiara “Ho sempre sognato di diventare un Huldra, una ragazza Elver, una Valchiria, la dea Freja. Queste potenti donne nella mitologia norrena hanno un elemento di bellezza e mistero, ma sono anche imprevedibili  a volte oscure “

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