Giovanni Giustiniani Longo L’ultimo difensore di Costantinopoliย 

Il genovese che scelse di difendere Costantinopoli negli ultimi giorni di vita dell’impero romano d’Oriente. Sotto i colpi dei giganteschi cannoni ottomani di Maometto II, non tremรฒ. E scelse di rimanere al fianco di Costantino XI, a costo della propria vita, stupendo i suoi stessi nemici.
Questa รจ la storia di Giovanni Giustiniani Longo: l’ultimo difensore di Costantinopoli.
Ritorno a Esperia, il podcast di Matteo Brandi per vedere l’Italia da un punto di vista nuovo.

Lโ€™essenza di un Uomo รจ di giocare, rischiare …. mentre si รจ travolti dal Samsara e annientai dal tempo

Anche un dente di cane se c’รจ venerazione emette Luce เฝ˜เฝผเฝฆเผ‹เฝ‚เฝดเฝฆเผ‹เฝกเฝผเฝ‘เผ‹เฝ“เผ เฝเพฑเฝฒเผ‹เฝฆเฝผเผ‹เฝ เฝผเฝ‘เผ‹เฝ เฝ–เพฑเฝดเฝ„เผ‹เผ Devozione e Miracoli: Il Potere del Tulpa


Dedicato al Maestro e Mentore professor Sandro Consolato


Il testo proviene dal libro “Mistici e maghi del Tibet” (Mystiques et magiciens du Thibet), scritto dalla celebre scrittrice ed esploratrice francese Alexandra David-Nรฉel.

In questo estratto, l’autrice spiega il concetto tibetano secondo cui l’energia mentale (o “tulpa”) e la fede possono infondere potere o proprietร  miracolose a oggetti inanimati. L’aneddoto citato รจ la famosa storia del “dente di cane” che, grazie alla fede incrollabile di una vecchia donna che lo credeva un dente di un Buddha, inizia a brillare di luce propria.

Autrice: Alexandra David-Nรฉel (1868โ€“1969).

Capitolo: Il testo si trova solitamente nel capitolo sesto, intitolato “I fenomeni psichici”

Nel libro Mistici e Maghi del Tibet, la David-Nรฉel usa questo esempio per spiegare che, nella filosofia tibetana, l’oggetto in sรฉ non ha potere intrinseco; รจ la concentrazione mentale e la fede del credente a proiettare e “animare” l’oggetto (il concetto di Tulpa o creazione mentale).

Il senso letterale รจ: “Se c’รจ devozione, dal dente di cane scaturisce la luce”.

La storia del “Dente di Cane” raccontata da Alexandra David-Nรฉel (e tratta dalla tradizione orale tibetana) รจ una delle parabole piรน celebri per spiegare il potere della mente e della fede (Mรถgรผ).

La promessa del mercante

C’era una volta un ricco mercante che si recava ogni anno in India per affari. Sua madre, una donna molto devota ma ormai anziana, lo supplicava ogni volta di portarle una reliquia sacra dalla terra del Buddha, affinchรฉ potesse venerarla prima di morire.

Il figlio, tuttavia, era un uomo distratto e molto impegnato nei suoi commerci. Per diversi anni di seguito, preso dai suoi affari, si dimenticรฒ completamente della promessa fatta alla madre, tornando a casa sempre a mani vuote.

L’ultima occasione

Un anno, mentre stava per rientrare in Tibet, il mercante si ricordรฒ della promessa proprio quando era ormai vicino a casa. Guardandosi intorno con ansia, si rese conto di non avere nulla di sacro da offrirle e temette che la madre potesse morire di crepacuore per la delusione.

Scorgendo lo scheletro di un cane sul ciglio della strada, ebbe un’idea disperata: si chinรฒ, estrasse un dente dalla mascella del cane, lo pulรฌ accuratamente e lo avvolse in un prezioso pezzo di seta colorata.

L’inganno e la fede

Arrivato a casa, consegnรฒ il pacchetto alla madre dicendole con solennitร : “Madre, ecco per te un dente del venerabile Buddha in persona!”

La donna, colma di gioia e commozione, accettรฒ il dono con una fede incrollabile. Pose il dente sull’altare di casa e iniziรฒ a prostrarsi davanti ad esso ogni giorno, recitando preghiere e offrendo incenso con una concentrazione e una devozione assolute.

Il miracolo

Passรฒ del tempo e accadde l’incredibile: dal dente di cane iniziarono a sprigionarsi raggi di luce e perle di splendore (le cosiddette ringsel, reliquie prodotte dai santi). La forza della fede della donna era stata cosรฌ potente da “animare” l’oggetto e caricarlo di un’energia spirituale reale.

L’insegnamento

Il proverbio che hai trovato nel libro, “Se c’รจ devozione, dal dente di cane scaturisce la luce”, serve a spiegare che:

  1. L’oggetto in sรฉ รจ neutro: Non รจ il dente ad avere potere, ma la mente di chi lo osserva.
  2. La proiezione mentale: La realtร  รจ plasmata dai nostri pensieri. Se una persona proietta “sacralitร ” su un oggetto con sufficiente forza, quell’oggetto diventa effettivamente sacro per lei e produce effetti reali.

รˆ un esempio perfetto della filosofia tibetana sulla natura della mente, che la David-Nรฉel usa per introdurre il concetto di Tulpa (creazioni mentali rese visibili).

1. Traduzione e Origine

In tibetano, la parola si scrive เฝฆเพคเพฒเฝดเฝฃเผ‹เฝ” ed รจ traslitterata come Tulpa (o Sprul-pa secondo il sistema Wylie).

  • เฝ˜เฝผเฝฆเผ‹เฝ‚เฝดเฝฆเผ‹ (Mos-gus / “Meu-gus”): Devozione, venerazione, fede profonda.
  • เฝกเฝผเฝ‘เผ‹เฝ“เผ (Yod-na / “Yeu-na”): Se c’รจ, se esiste.
  • เฝเพฑเฝฒเผ‹เฝฆเฝผเผ‹ (Khyi-so): Dente (so) di cane (khyi).
  • เฝ เฝผเฝ‘เผ‹ (ร– / “Eu”): Luce, splendore.
  • เฝ เฝ–เพฑเฝดเฝ„เผ‹เผ (‘Byung / “Tung”): Sorgere, scaturire, apparire.
  • Significato letterale: “Emanazione”, “manifestazione” o “forma costruita”.
  • Radice: Deriva dal verbo sprul, che significa “apparire”, “prendere forma” o “trasformarsi”.

2. Il Concetto nel Buddismo Tibetano

Nel contesto originale del Tibet, un Tulpa non รจ un “amico immaginario”, ma un concetto teologico profondo legato alla dottrina del Trikaya (i tre corpi del Buddha).

  • Emanazione Spirituale: Si crede che i maestri spirituali avanzati (Illuminati o Bodhisattva) abbiano la capacitร  di proiettare “emanazioni” di se stessi per aiutare gli esseri senzienti. Ad esempio, il Dalai Lama รจ considerato un Tulpa di Avalokiteshvara (il Bodhisattva della compassione).
  • Nirmฤแน‡akฤya: Il Tulpa รจ la manifestazione fisica o visibile di una mente illuminata nel mondo materiale.

3. La “Creazione” Mentale (Interpretazione Occidentale)

L’idea che un Tulpa sia una “forma-pensiero” creata volontariamente dalla mente di un praticante si รจ diffusa in Occidente grazie a figure come l’esploratrice Alexandra David-Nรฉel all’inizio del XX secolo.

Secondo questa visione (piรน vicina all’occultismo e alla moderna sottocultura dei Tulpamancy):

  1. Concentrazione: Attraverso una meditazione intensa e costante, il praticante visualizza un’entitร .
  2. Autonomia: Con il tempo, questa proiezione mentale acquisirebbe una sorta di “volontร  propria” o coscienza separata da quella del creatore.
  3. Sensorialitร : Nei casi piรน estremi, il creatore sostiene di poter vedere, sentire o toccare l’entitร .

Mentre per i tibetani si tratta di un concetto sacro legato all’illuminazione, nella psicologia moderna la creazione di “Tulpa” viene spesso vista come una forma di auto-ipnosi o, in casi non controllati, come un fenomeno legato alla dissociazione.

Questo mosaico di citazioni ci riporta direttamente nell’universo sciamanico e psichedelico di Carlos Castaneda e del suo leggendario mentore, lo stregone yaqui Don Juan Matus.

รˆ un ribaltamento totale della prospettiva: la realtร  non รจ un dato oggettivo e immutabile, ma un riflesso della nostra energia e del nostro intento. queste parole offrono la via d’uscita: la via del guerriero.

1. La Strada che ha un Cuore

รˆ il concetto piรน celebre di Castaneda. Don Juan insegna che, poichรฉ nessuna strada “porta da qualche parte” (nel senso che la meta finale รจ per tutti la morte), l’unica distinzione valida รจ la qualitร  del viaggio.

  • La strada senza cuore: Ti stanca, ti rende rancoroso e ti indebolisce. รˆ la strada dell’ambizione o della paura.
  • La strada con un cuore: Ti rende forte, felice e “una cosa sola” con il percorso. Non si sceglie con la logica, ma con il sentimento e l’osservazione priva di fretta.

2. Il Potere della Percezione

โ€œAnche un dente di cane, se cโ€™รจ venerazione, emette luce.โ€

Questa frase รจ una lezione magistrale sul potere dell’intento. Non รจ l’oggetto in sรฉ a essere sacro o luminoso, ma la qualitร  dell’attenzione che gli rivolgiamo. Se guardi il mondo con “venerazione” (o consapevolezza), il mondo risponde illuminandosi. รˆ il passaggio dal “guardare” (atto fisico) al “vedere” (atto sciamanico).

3. La Rivoluzione nel Corpo

Il guerriero non รจ un asceta distaccato, ma un atleta della consapevolezza. L’idea che la rivoluzione inizi nel corpo รจ fondamentale:

  • Assetto impeccabile: Non puoi affrontare lo “stupore di essere un umano” se sei depresso o fisicamente trascurato.
  • Il Guerriero vs Lo Schiavo: Il guerriero accetta il terrore dell’esistenza e lo trasforma in meraviglia attraverso la disciplina del proprio veicolo fisico e mentale.

4. Il Cacciatore e l’Ignoto

Il riferimento finale al cacciatore sottolinea che vivere non รจ un atto passivo. Essere un “cacciatore” nel mondo di Don Juan significa essere in uno stato di allerta costante, pronti a cogliere i segnali di quei “poteri” che guidano l’universo, senza perรฒ lasciarsi travolgere dalla paura.

Risvegliare il Padrone della Carrozza: Crisi e Crescita Personale

Lโ€™uomo รจ come una carrozza

il corpo รจ il suo veicolo

le emozioni sono i suoi cavalli

la mente รจ il cocchiere

il se รจ il passeggero/padrone che di solito dormeโ€ฆ.

il cocchiere รจ un ubriacone dalle personalitร  multiple, la scimmia inquieta del buddismo, e ogni personalitร  che lo attraversa รจ convinta di essere il padrone della carrozza e di sapere dove andare. I cavalli (le emozioni) non sempre obbediscono agli ordini cosรฌ contraddittori e ogni tanto sโ€™infuriano, posseduti dalla loro natura selvaggia si muovono prepotentemente come vogliono vanno lรฌ dove il loro istinto bestiale li porta trascinando lโ€™intera carrozza  su strade dissestate, ammaccando il veicolo e demoralizzando e confondendo ancor piรน lโ€™incapace cocchiere che si crede il padrone.

Si dice che a volte รจ proprio in situazioni di crisi (ฮบฯฮฏฯƒฮนฯ‚ der. di ฮบฯฮฏฮฝฯ‰ distinguere)
tra sballottamenti e perturbazioni il padrone della carrozza si svegli e si ricordi di SE STESSO.

“La carrozza รจ collegata al cavallo dalle stanghe, il cavallo al cocchiere dalle redini, e il cocchiere al padrone dalla voce del padrone. Ma il padrone non c’รจ. E se c’รจ, dorme. Il cocchiere deve sentire la voce del padrone per sapere dove andare, ma il cocchiere รจ al pub, ubriaco, e non sente nulla. I cavalli, non ricevendo ordini, vanno dove l’erba sembra piรน verde o dove si spaventano.” โ€”
Parafrasi da P.D. Ouspensky, “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”

Osho espande questo concetto focalizzandosi sulla consapevolezza. Per lui, noi siamo “abitati” da migliaia di piccoli “io” che si danno il cambio al posto di guida.

“Il tuo cocchiere รจ un ciarlatano. Ogni volta che un nuovo desiderio ti attraversa, un nuovo cocchiere prende il posto del precedente e grida: ‘Io sono il padrone!’. Ma รจ solo un pensiero passeggero. La crisi รจ benedetta perchรฉ in quel momento tutte le tue false personalitร  falliscono contemporaneamente. Quando la carrozza sta per schiantarsi, il chiasso dei finti padroni tace per il terrore. In quel silenzio di paura, il Vero Sรฉ puรฒ finalmente aprire gli occhi.” โ€” Ispirato ai discorsi di Osho su Gurdjieff e il sufismo

Il punto chiave di Osho:

  • Identificazione: Il dramma รจ che il cocchiere crede di essere il padrone.
    La crisi serve a “dis-identificarsi”: a capire che tu non sei colui che tiene le redini (la mente), ma colui che siede dentro.
  • Osservazione: Osho insegna che non devi lottare con i cavalli (le emozioni). Devi solo guardare. Se il passeggero รจ sveglio e osserva, il cocchiere diventa improvvisamente attento.
    La sola presenza del padrone trasforma il comportamento di tutto il sistema.

Una visione spirituale focalizzata sulla trasformazione interiore e sulla consapevolezza di sรฉ. Le fonti esplorano l’insegnamento di figure come Gurdjieff, Osho e il Buddha, evidenziando la distinzione tra la conoscenza intellettuale e l’esperienza diretta della veritร . Viene data grande importanza al superamento del giudizio morale, considerato un limite che frammenta la mente e impedisce la visione reale. L’obiettivo centrale รจ il passaggio da una mente disturbata e meccanica a uno stato di osservazione pura e presenza silenziosa. Attraverso la meditazione, l’individuo puรฒ liberarsi dalle illusioni e dai condizionamenti per scoprire ciรฒ che รจ eterno e immortale. Questi scritti invitano a una disciplina interiore capace di integrare corpo e anima in un’unitร  consapevole.

ORMESI Stimolare mente e corpo

Il termine deriva dal greco antico “hormรกein” (แฝฯฮผฮฌฮตฮนฮฝ), che significa:

  • Eccitare
  • Stimolare
  • Mettere in movimento

รˆ la stessa radice da cui deriva la parola ormone, i messaggeri chimici del nostro corpo che “mettono in moto” diverse funzioni biologiche. Ormesi: L’esposizione controllata a fattori di stress (freddo, apnea, sforzo fisico estremo) per rinforzare il sistema immunitario e la resilienza mentale, creando le basi per una mente piรน lucida.

L’ormesi รจ un fenomeno biologico in cui bassi livelli di stress (fisico, chimico o ambientale) inducono risposte adattative positive, rafforzando l’organismo.

Il Potere maieutico Combattivo risvegliare lo Spirito Combattivo

Il potere maieutico” di risvegliare lo spirito combattivo, il suscitare desiderio della sfida , stimolare la grinta e la determinazione, indurre lo sforzo per andare oltre la paura, come elemento motivatore, come sfida da affrontare e non minaccia da evitare, un percorso formativo fondamentale per gli individui che intendano approcciarsi alle arti di combattimento .

Un viaggio rivolto sia ai praticanti marzialisti, che nella pratica cercano una via interiore, sia a chi si vuole cimentarsi nel lato agonistico sportivo.

Dove fare KICK BOXING K1 Milano Cittร  Studi TEAM RUAN BOXING ๐Ÿ”ฅ๐ŸฅŠ

Rito invernale solstiziale

Travolto dalle onde, sbattuto dai mulinelli, inghiottito dai gorghi,
cosa temi ? cosa tremi ?
non capisci che questo รจ il gioco dell’esistenza e vedi solo i fili contorti dell’arazzo alzati girati e combatti etiam si cecidit de genu pugnat
anche se cade a terra combatte in ginocchio
e nella mischia che batte il cuore forte e nella paura che trovi il vero volto….
Abbandona ogni illusione e come fuggire da una prigione
ventorum ferita sape fit aura levis
la violenza del vento spesso diviene una brezza leggera
medita, prega, combatti ,senza paura, senza attaccamento ne repulsione e alla fine torni un leone

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