La fascia matrice tridimensionale continua in tutto il corpo.Tensegritร  (Integritร  Tensionale)

La fascia รจ una rete ( ragnatela) tridimensionale di tessuto connettivo che avvolge ogni muscolo, osso, nervo e organo nel corpo
La fascia รจ costituita da tessuto connettivo fibroso che avvolge i muscoli e altre strutture, la tensione in un punto trasmette istantaneamente attraverso l’intera rete.

Analogamente ai legamenti e ai tendini, la fascia รจ composta prevalentemente da collagene.
Queste fibre di collagene sono strettamente impacchettate e presentano un andamento ondulatorio nella direzione della trazione.
Ciรฒ significa che la fascia รจ molto flessibile e in grado di resistere a una grande forza di trazione in una direzione finchรฉ le fibre non si raddrizzano.

La fascia รจ composta da tre strati.

1) Fascia superficiale, che si trova appena sotto lo strato della pelle

2) Fascia profonda, situata vicino a muscoli, nervi, ossa e vasi sanguigni


3) Fascia viscerale, che รจ vicina agli organi interni

Come funziona la fascia?



La fascia (o tessuto miofasciale) รจ l’organo piรน esteso del corpo umano, eppure รจ stato ignorato dalla medicina tradizionale per secoli.

Immagina una gigantesca rete tridimensionale, elastica e continua, fatta di tessuto connettivo (principalmente collagene, elastina e acqua), che avvolge, separa e connette ogni singola parte del tuo corpo: muscoli, ossa, tendini, nervi, vasi sanguigni e organi interni. Dalla cima della testa alla punta dei piedi, non c’รจ interruzione.

L’analogia dell’arancia: Se tagli un’arancia a metร , vedi la buccia, ma vedi anche una pellicina bianca che avvolge gli spicchi e ogni singola microscopica goccia di succo.
La fascia รจ esattamente quella pellicina bianca all’interno del corpo umano.
Senza di essa, crolleremmo a terra come un budino.

La fascia non รจ un semplice “involucro passivo”, ma un sistema dinamico e intelligente che governa il movimento attraverso quattro funzioni principali:

1. Trasmissione della forza (L’effetto fionda)

I muscoli non lavorano quasi mai da soli. Quando contrai un muscolo (ad esempio per lanciare una pallina o tirare un dritto a tennis), la forza generata si propaga lungo le linee fasciali (i binari connettivali). La fascia accumula questa energia cinetica come un elastico e la rilascia, permettendoti di compiere movimenti esplosivi con pochissimo sforzo muscolare. รˆ questo il segreto della fluiditร  di atleti come Djokovic.

2. Scorrimento e Lubrificazione

Tra i vari strati della fascia scorre un liquido idratante ricco di acido ialuronico. Quando sei ben idratato e ti muovi correttamente, i muscoli scivolano l’uno sull’altro senza attrito. Se invece sei disidratato o sedentario, questo liquido diventa denso e colloso: gli strati fasciali si “incollano” tra loro (aderenze), creando rigiditร , contratture e limitando i movimenti.

3. Tensegritร  (Integritร  Tensionale)

Il corpo umano non funziona come una casa di mattoni (dove il tetto pesa sul primo piano, che pesa sulle fondamenta). Funziona secondo il principio della tensegritร : le strutture rigide (le ossa) galleggiano all’interno di una rete di tensioni elastiche costanti (la fascia).

  • Se tiri un filo di questa rete in un punto (es. una vecchia cicatrice o una tensione sulla pianta del piede), la tensione si ripercuoterร  su tutta la struttura (es. provocandoti un dolore alla cervicale).

4. Il nostro secondo cervello (Propriocezione)

La fascia รจ il nostro organo di senso piรน sensibile. Contiene fino a sei volte piรน recettori nervosi rispetto ai muscoli.
รˆ la fascia che dice al tuo cervello dove si trova il tuo corpo nello spazio, come si sta muovendo e se c’รจ un pericolo di infortunio imminente. Quando senti i muscoli “indenziti” o “stanchi” dopo una giornata stressante, spesso รจ la fascia che ha reagito al sistema nervoso contraendosi (sรฌ, la fascia puรฒ contrarsi indipendentemente dai muscoli!).

La fascia eโ€™ una fitta rete di tessuto connettivo coinvolto attivamente nella trasmissione della forza, nella modulazione immunitaria, nellโ€™equilibrio dei fluidi corporei e nella percezione e trasmissione degli stimoli sensitivi periferici.

Circonda i muscoli, gli organi, i nervi e i vasi sanguigni formando un sistema di interconnessione in tutto il corpo.

I disturbi della fascia, in particolare la sua tensione o le sue aderenze, possono influire sul funzionamento del sistema nervoso, causare dolore, limitare i movimenti fino a provocare stress cronico.

Studi recenti (Stecco C et al, 2024) dimostrano come questโ€™organo risulti particolarmente recettivo agli stimoli chimici e nello specifico alle variazioni dei livelli degli ormoni sessuali femminili.

Perchรฉ si irrigidisce e come mantenerla sana?

I nemici giurati della fascia sono la sedentarietร , le posture fisse (ore davanti al PC), la disidratazione e lo stress cronico. Per mantenerla elastica occorre:

Rilascio miofasciale: Usare rulli e palline per rompere meccanicamente le aderenze (“nodi”).

Movimenti vari e multidirezionali: Evitare i movimenti ripetitivi in una sola direzione.

Idratazione: Bere acqua costantemente per mantenere il liquido fasciale fluido.

Qual รจ la funzione della fascia?

Derivante dalla parola latina che significa fascia, il ruolo di questo tessuto connettivo รจ quello di unire, stabilizzare e separare i muscoli e altri organi interni.

Le fasce sono simili ai legamenti e ai tendini in quanto il loro componente principale รจ il collagene. Si differenziano per posizione e funzione: i legamenti uniscono un osso a un altro, i tendini uniscono i muscoli alle ossa e le fasce avvolgono i muscoli e altre strutture.

Nell’immagine, IL NOTO TENNISTA Djokovic sta eseguendo una tecnica di allineamento e pre-tensione fasciale, focalizzata in particolare sulle linee spirali e incrociate del corpo.

Se noti la sua postura, sta compiendo due azioni chiave:
Gambe incrociate:
Ha i piedi e le gambe sovrapposti l’uno all’altro.

Braccia serrate sul busto:
Le sue braccia sono avvolte strettamente attorno alle spalle e al torace, in una sorta di auto-abbraccio molto compresso.

Ecco spiegato a livello biomeccanico e fasciale cosa sta succedendo in quel momento:

Messa in tensione della “Linea Spirale”:
Secondo la medicina miofasciale (come la teoria degli Anatomy Trains di Thomas Myers), il nostro corpo รจ attraversato da grandi fasce di tessuto connettivo che lo avvolgono a spirale. Incrociando le gambe e bloccando la parte superiore del tronco, mette in “tensione elastica” questa catena connettivale da un’estremitร  all’altra.

Aumento della propriocezione:
Questa posizione di massima chiusura serve al sistema nervoso per “mappare” il corpo. Stringendosi in questo modo, l’atleta resetta la percezione del proprio centro di gravitร  e dei muscoli stabilizzatori profondi (il core).

Allungamento decompressivo:
Mantenendo questa pre-tensione, basta un piccolissimo movimento della testa o una leggera rotazione del bacino per generare un allungamento profondo dei tessuti della schiena e delle anche, zone costantemente sollecitate dai cambi di direzione nel tennis.
In pratica, รจ un esercizio di “centratura” e sintonizzazione della fascia che gli atleti d’รฉlite usano nei momenti di pausa o subito prima di scendere in campo per assicurarsi che tutta la “tuta connettivale” del corpo sia fluida e reattiva.

Quando lavori sul pericardio non stai toccando solo il tessuto che protegge il cuoreโ€ฆ stai entrando in una rete fasciale che custodisce storia, emozioni e protezione accumulata.
La fascia registra ciรฒ che vivi.
Ciรฒ che non si esprimeโ€ฆ si organizza nel corpo.
Il pericardio, come spazio protettivo, impara a contrarsi per proteggere, a densificarsi per contenere, a limitare il movimento per non sentire troppo.
Con il tempo, quella protezione puรฒ essere percepita come pressione sul petto, respirazione limitata o disconnessione emotiva.
Quando la fascia inizia ad ammorbidirsi, qualcosa di profondo cambia:
La respirazione si apre.
Il corpo scarica la tensione.
Le emozioni trovano una via d’uscita senza bisogno di spiegazioni.
Il petto recupera spazio.
Liberare la memoria fasciale non significa cancellare il vissuto.
รˆ permettere al corpo di smettere di trattenere la contrazione associata a quell’esperienza.
Il tessuto smette di proteggereโ€ฆ e torna a permettere di sentire.
E quando il cuore non ha piรน bisogno di difendersi costantemente, puรฒ fare quello che ha sempre voluto fare:

La fascia รจ una rete di tessuto connettivo che avvolge muscoli, ossa e organi come una seconda pelle (o una tuta da supereroe). Se la fascia รจ elastica, il corpo si muove in modo fluido e genera una potenza pazzesca con il minimo sforzo; se si irrigidisce, aumentano gli infortuni e i movimenti diventano “legnosi”.

Questo stimola la produzione di collagene e rimodella il tessuto connettivo profondo, permettendo quelle spaccate laterali estreme sul cemento che lo hanno reso famoso.


La fascia risponde ai movimenti Movimenti a Spirale e Tridimensionali al Tai Chi e al Qi Gong:

Esercizi di torsione del busto, rotazioni delle anche e movimenti fluidi “a otto” (infinito). Questo allena le linee fasciali oblique e a spirale, che sono le stesse che un tennista (o chiunque debba ruotare il corpo) usa per generare forza.

PUNTI TRIGGER COMUNI (Common Trigger Points)

Collo, Spalle e Parte Alta della Schiena

  • Upper trapezius: Trapezio superiore
  • Levator scapulae: Elevatore della scapola
  • Supraspinatus: Sovraspinato (o sopraspinato)
  • Infraspinatus: Sottospinato (o infraspinato)
  • Middle trapezius: Trapezio medio
  • Teres minor: Piccolo rotondo
  • Rhomboids: Romboidi
  • Posterior deltoid: Deltoide posteriore

Schiena (Centro e Zona Lombare)

  • Iliocostalis thoracis: Ileocostale del torace
  • Latissimus dorsi: Gran dorsale
  • Erector spinae: Erettori della colonna (o erettori spinali)
  • Lower trapezius: Trapezio inferiore
  • Quadratus lumborum: Quadrato dei lombi
  • Quadratus lumborum deep: Quadrato dei lombi (strato profondo)

Bacino, Anca e Glutei

  • Iliopsoas: Ileopsoas
  • Gluteus medius: Medio gluteo
  • Gluteus maximus: Grande gluteo
  • Gluteus minimus: Piccolo gluteo
  • Piriformis: Piriforme

Arti Inferiori (Coscia e Polpaccio)

  • Hamstrings: Ischiocrurali (i muscoli posteriori della coscia)
  • Biceps femoris: Bicipite femorale
  • Gastrocnemius / Gastroc: Gastrocnemio (il muscolo principale del polpaccio)
  • Soleus: Soleo

Nota di collegamento con la fascia: I “punti trigger” segnati colorati sulla mappa sono letteralmente dei piccoli nodi o micro-contratture che si formano all’interno delle fibre muscolari e del tessuto miofasciale circostante. Quando la fascia si irrigidisce o si disidrata, questi punti diventano dolorosi e, a causa delle interconnessioni di cui parlavamo prima, spesso irradiano il dolore in zone diverse da dove si trovano (ad esempio, un punto trigger sul gluteo minimo puรฒ far sentire dolore lungo tutta la gamba).

La fascia รจ il sistema strutturale che media l’integrazione e la reattivitร  dell’intero corpo. La sua influenza sul movimento non รจ passiva, ma governata da quattro meccanismi primari:

Modello di Tensegritร : La biomeccanica umana non si regge sulla compressione ossea (come una pila di mattoni). Le ossa agiscono come distanziatori rigidi che fluttuano all’interno di una rete miofasciale in tensione continua. รˆ l’equilibrio tensivo di questa rete a determinare l’assetto scheletrico, permettendo di distribuire globalmente lo stress meccanico anzichรฉ concentrarlo in punti isolati.

Plasticitร  e Rimodellamento (Effetto Piezoelettrico): La fascia ha una natura plastica, non solo elastica. Sottoposta a stress meccanico costante, genera cariche bioelettriche. Questo segnale induce i fibroblasti a depositare nuovo collagene seguendo le linee di trazione. Di conseguenza, il tessuto si rimodella fisicamente, creando rinforzi strutturali basati sulle abitudini di movimento e posturali.

Trasmissione Ultra-rapida e “Acture“: La rete fasciale comunica le variazioni meccaniche da cellula a cellula alla velocitร  del suono (circa 1100 km/h), risultando tre volte piรน veloce della trasmissione nervosa. Questa rapiditร  consente di assorbire urti prima dell’attivazione muscolare e plasma la nostra “acture”, ovvero l’impronta dinamica caratteristica con cui ci muoviamo.

Contrattilitร  Attiva e Pre-stress: Il tessuto fasciale non รจ inerte. Contiene miofibroblasti capaci di contrarsi in modo autonomo, indipendentemente dai comandi del sistema nervoso centrale. Questa contrazione รจ lenta (richiede 20-30 minuti) ed รจ innescata da tensioni prolungate o variazioni chimiche (come il pH). Il risultato รจ un irrigidimento locale, un “pre-stress” che prepara strutturalmente il corpo ad affrontare carichi di lavoro imminent

Cad Goddeu “La Battaglia degli Alberi” Metempsicosi celtica Spirito Indoeuropeo

Il Cad Goddeu (tradotto come “La Battaglia degli Alberi”) รจ uno dei poemi piรน affascinanti, criptici e studiati della letteratura gallese medievale. Contenuto nel celebre Libro di Taliesin (risalente al XIV secolo, ma basato su tradizioni sciamaniche molto piรน antiche), il testo รจ strettamente legato al concetto di metempsicosi (la trasmigrazione delle anime) e alla dottrina della rinascita

.https://www.library.wales/discover-learn/digital-exhibitions/manuscripts/the-middle-ages/book-of-taliesin

La Battaglia Mitica

Il poema, attribuito al leggendario bardo Taliesin, descrive una battaglia mitologica in cui il mago e trickster Gwydion usa i suoi poteri per animare gli alberi e i cespugli della foresta, trasformandoli in un esercito per combattere contro le forze dell’Oltretomba (l’Annwn). Ogni albero combatte con caratteristiche precise (la quercia รจ forte e tenace, l’agrifoglio รจ aggressivo, il nocciolo รจ saggio).

una rappresentazione visiva ispirata al Cad Goddeu. L’immagine cattura lo stato visionario del bardo Taliesin mentre sperimenta la metempsicosi: dalle sue visioni emergono i simboli delle sue vite passate (la spada, lo scudo, l’arpa, la goccia d’acqua), mentre sullo sfondo prende vita la Battaglia degli Alberi, animati dalla magia celtica.

La connessione con la metempsicosi e la reincarnazione emerge prepotentemente nella sezione introduttiva del poema. Prima di narrare la battaglia, Taliesin pronuncia una serie di dichiarazioni (comuni alla tradizione sciamanica e bardica) in cui afferma di essere esistito dall’inizio dei tempi in innumerevoli forme diverse, sia animali, sia vegetali, sia minerali o astratte.

La coscienza del bardo non รจ limitata a una sola vita umana, ma ha attraversato l’intero ciclo della creazione:

“Sono stato una spada affilata in battaglia, Sono stato una goccia nell’aria, Sono stato la piรน fulgida delle stelle, Sono stato una parola in un libro, Sono stato un libro all’origine, Sono stato la luce di una lanterna…”

Taliesin elenca di essere stato anche un’aquila, un lupo, un ponte, una lancia e persino una goccia di pioggia. Questa non รจ una semplice metafora: per i Celti rappresentava la consapevolezza totale dell’anima che si รจ reincarnata attraverso tutti gli stadi della materia prima di raggiungere lo stato di illuminazione poetica (Awen).

Reincarnazione Celtica e Metempsicosi Classica

Gli storici e i mitologi (tra cui lo scrittore Robert Graves, che ha analizzato a fondo il poema nel suo celebre saggio La Dea Bianca) evidenziano come la visione gallese della metempsicosi differisca da quella orientale (indiana) o pitagorica:

  • Nessun Karma: Nella tradizione celtica non si rinasce per “espiare le colpe” di una vita precedente.
  • Onniscienza Poetica: Il viaggio dell’anima attraverso le varie forme serve ad accumulare conoscenza universale. Solo l’anima che รจ stata “tutte le cose” puรฒ comprendere i segreti della natura e della magia, diventando un vero Bardo.
  • Mutamento di forma (Shapeshifting): Alcuni studiosi accademici tendono a interpretare questi versi non come una reincarnazione letterale dopo la morte, ma come la capacitร  sciamanica di proiettare la propria coscienza e mutare forma spiritualmente durante la trance.

il testo originale non รจ in lingua gaelica, bensรฌ in antico gallese (noto anche come gallese medievale).

Sebbene facciano entrambe parte della grande famiglia delle lingue celtiche, si dividono in due rami distinti: il gaelico (irlandese, scozzese) e il brittonico (gallese, bretone). Poichรฉ Taliesin era un bardo del “Vecchio Nord” della Britannia, i suoi versi ci sono tramandati in gallese medievale.

Ecco i versi esatti in antico gallese, cosรฌ come compaiono nel Libro di Taliesin (XIV secolo), affiancati dalla loro pronuncia e grafia originale:

Bum cledyf culhawt, Bum deifer yn awyr, Bum ser rac lloer, Bum gair yn llyfyr, Bum llyfyr ym dechreu, Bum lleuwer yn llofr…

Se vuoi notare la struttura tipica di questa formula sciamanica, la parola chiave che si ripete รจ Bum (che nel gallese moderno si scrive Bรปm), e significa letteralmente “Io sono stato”:

Nel gallese moderno, questa formula suonerebbe in modo molto simile (ad esempio, Bรปm yn gleddyf…), a testimonianza di quanto questa lingua celtica sia rimasta incredibilmente fedele alle sue radici medievali.

Per darti un riscontro immediato della dottrina della rinascita e della metempsicosi che caratterizza il poema, ecco l’incipit della celebre sequenza in cui Taliesin elenca le sue innumerevoli esistenze precedenti:
Gallese Medio (Originale): Bum cledyf yn aghat. Bum yscwyt yg kat. Bum tant yn telyn. Bum amweryd yn dwr yn ewyn…
Traduzione: Sono stato una spada in mano. Sono stato uno scudo in battaglia. Sono stato una corda d’arpa. Sono stato schiuma nell’acqua… Sono stato una goccia in un pluvio… Ho viaggiato in una moltitudine di forme prima di assumere una forma stabile.
Subito dopo questa potente introduzione sciamanica, il bardo canta della grande magia di Gwydion (il dio/mago della mitologia gallese) che, per vincere la battaglia contro Arawn (il signore dell’Oltretomba), evoca e anima gli alberi della foresta โ€” dall’ontano guerriero alla maestosa quercia โ€” trasformandoli in un esercito cosciente.

1. Tracce della credenza nella trasmigrazione delle anime

La prima รจ chiarissima in Cesare, nel famoso excursus sulla religione gallica (6,13,5): ยซI druidi insegnano la dottrina secondo cui l’anima non muore, ma dopo la morte passa da uno ad un altroยป: si tratterebbe, cioรจ, della metempsicosi. Dato che nel medesimo capitolo Cesare attribuisce ai druidi vastissime conoscenze di ordine astronomico, geografico, naturalistico e teologico, si potrebbe pensare che tutto ciรฒ risalga ad una fonte particolarmente desiderosa di presentare un’immagine positiva del druidismo, attribuendogli, quindi, fra l’altro, anche una vecchia e rispettata dottrina pitagorica. Ma questa ipotesi sarebbe errata, giacchรฉ nel mondo celtico insulare vi sono testi che, quantunque di etร  cristiana, presuppongono chiaramente un’originaria fede nella metempsicosi. Vi sono, infatti, almeno due poemetti gallesi che debbono essere presi in considerazione da questo punto di vista.

Il primo (Angar kyfyndawt) รจ attribuito al mitico poeta Taliesin che, in prima persona, racconta la storia delle sue precedenti esistenze: ยซIo sono stato un salmone blu, sono stato un cane, un cervo, un capriolo, un tronco, una vanga, un’ascia nella mano, uno stallone, un toro, un caprone, grano che cresceva sulla collina ecceteraยป. Nel secondo testo, il Kat Godeu, un misterioso personaggio parla, in maniera desultoria e confusa, di una sua analoga esperienza: ยซIo ho avuto una moltitudine di forme prima di avere la forma materiale (cioรจ, attuale?): sono stato spada, sono stato lacrima nell’aria, sono stato la piรน brillante delle stelle, sono stato aquila, ecceteraยป.

Ora, il fatto stesso che in Britannia dopo secoli di cristianesimo fossero ancora possibili testi di questo genere, puรฒ spiegarsi solo con l’esistenza di una fede precristiana nella metempsicosi e, per di piรน, in una forma assai piรน radicale di quanto testimoni Cesare. Egli, infatti, parla di trasmigrazione delle anime da persona a persona (ab aliis ad alios), mentre qui la trasmigrazione investe non solo gli esseri umani, ma altresรฌ le cose e gli animali. Si potrebbe, cioรจ, pensare che la fonte di Cesare, lungi dall’inventare, abbia, se mai, attenuato il carattere totalitario della metempsicosi celtica per meglio adeguarlo al rispettato modello pitagorico.

2. Credenze in un destino tragico dopo la morte

Altre testimonianze antiche parlano, perรฒ, in senso assai diverso; si tratta, in questo caso, di documenti figurativi gallici. Il piรน noto รจ la cosiddetta Tarasque de Noves (ora al Museo di Avignone), una scultura risalente al periodo La-Tรจne II, che raffigura un essere mostruoso, dalle fattezze tra l’orso e il leone, che poggia le zampe su due teste umane dagli occhi chiusi (si tratta, cioรจ, di defunti), mentre un braccio umano semidivorato gli pende dalla bocca. Giustamente il De Vries intende questa scultura come raffigurazione dell’oltretomba e del destino che colร  attende l’uomo. Ma questo mostro non รจ isolato, giacchรฉ si hanno varie altre rappresentazioni di animali che uccidono, straziano e divorano esseri umani. Non รจ, naturalmente, il caso di pensare a ยซscultura di genereยป (scene di caccia, di guerra, eccetera); a dimostrarlo basterebbe il fatto che l’uomo non risulta mai vincitore. In tutti questi casi, dunque, siamo innanzi a una visione particolarmente tragica e disperata di ciรฒ che attende l’uomo dopo la morte.

3. Viaggio in un’isola favolosa

Esisteva, perรฒ, anche una terza ipotesi, che ci รจ attestata da un piccolo ma coerente genere letterario irlandese, quello degli imrama ยซviaggiยป (talora anche echtrai ยซavventureยป). Sono, in sostanza, la narrazione di un lungo e difficile viaggio per mare, con tutte le relative avventure, che il protagonista compie per raggiungere favolose isole, dove lo scorrere del tempo รจ bloccato e si trova eterna giovinezza e felicitร , spesso in compagnia di esseri divini.

Nella loro redazione attuale questi testi sono posteriori al sec. IX e, quindi, risentono, in qualche misura, anche delle grandi esperienze marinaresche dei Vichinghi; esemplare, a questo proposito, la conoscenza di un fenomeno tipicamente islandese:

ยซEssi andarono in un’altra isola, ove apparve loro una strana cosa: un largo getto di acqua sprizzava da una riva dell’isola, andava come un arcobaleno sull’intera isola e ricadeva sull’altra riva all’altro lato dell’isolaยป (Imram curaig Maele Dรบin, 25);

questa รจ la descrizione, molto precisa, di un geyser, che gli Irlandesi potevano conoscere solo attraverso i racconti dei Vikinghi.

Piรน importante ancora, perรฒ, รจ la rielaborazione in senso cristiano che subรฌ questa antica credenza. Le ยซisole dei viventiยป diventano la terra repromissionis sanctorum, che da un lato tende a identificarsi col Paradiso cristiano, dall’altro รจ una sorta di paradiso terrestre ove i buoni attendono la glorificazione finale del Giudizio Universale. Ma l’originaria concezione, che traspare ancora con sufficiente chiarezza…


Confer L’Uomo Indoeuropeo E Il Sacro Trattato di Antropologia del Sacro.A cura di Julien Ries, Jaca Book, Milano 1991

Bosco dei druidi Nemeton Patrizia Giovanna Curcetti olio su legno pioppo

uno studio accademico moderno che analizzi proprio quegli aspetti sciamanici e di trasmigrazione dell’anima che hai menzionato, il testo di riferimento รจ Legendary Poems from the Book of Taliesin della studiosa Marged Haycock (edito dalla CMCS Publications), che decodifica l’oscuritร  del linguaggio bardico gallese.

Essendo un testo di pubblico dominio, la trascrizione in gallese medio e le relative traduzioni sono facilmente reperibili sul web:

  • Il Celtic Literature Collective (di Mary Jones): รˆ il database online piรน completo per la letteratura celtica. Lรฌ troverai il testo a fronte in gallese e inglese.
  • Ancient Texts / Sacred Texts: Piattaforme che ospitano la storica traduzione di W. F. Skene tratta dal suo volume The Four Ancient Books of Wales (1868). Sebbene la filologia sia dell’Ottocento, รจ la traduzione piรน evocativa e diffusa.

Il motivo di un esercito di alberi รจ presente nel folclore britannico. Infatti appare nel Macbeth di Shakespeare, che poi รจ stato di ispirazione agli Ent de Il Signore degli Anelli e alle Cronache di Narnia.

Duel of the Fates e il poema gallese

Per la celeberrima colonna sonora di Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (1999), Williams voleva un testo che trasmettesse un senso di antico, rituale e religioso.

Williams ha poi fatto tradurre liberamente queste frasi in sanscrito per motivi puramente fonetici, ottenendo i famosi cori ritmici come
“Korah Matah, Korah Rahtahmah”.

Ha preso alcuni versi dal poema medievale gallese Cad Goddeu (che significa appunto “La Battaglia degli Alberi”), in particolare nella traduzione inglese effettuata dal poeta Robert Graves nel suo saggio La Dea Bianca.

I versi scelti includevano passaggi come “Dietro la radice della lingua una battaglia spietata”.

La Battaglia degli Alberi ha ispirato la cantautrice francese Nolwenn Leroy per la sua canzone Ce que je suis, pubblicata nel suo album Gemme nel 2017

Cรขd Goddeu (gallese โ€œLa Battaglia degli Alberiโ€) del Bardo Taliesin

Cรขd Goddeu (gallese โ€œLa Battaglia degli Alberiโ€) รจ un poema contenuto nel Libro di Taliesin, dove il leggendario mago Gwydion anima gli alberi di una foresta per combattere e sconfiggere Bran il Benedetto. Il poema รจ noto per lโ€™impressionante ed enigmatico simbolismo ed il folto numero di interpretazioni proposte.

Lungo 248 versi (di solito pentasillabi) e diviso in molte sezioni, il poema si apre con unโ€™estesa affermazione in prima persona di una conoscenza totale, in uno stile che si ritrova poi in altri passi del poema e anche in molti altri attribuiti a Taliesin:

Cร‚D GODDEU

Sono stato in molte forme,

prima di conseguirne una congeniale.

Sono stato la stretta lama di una spada.

(Ci crederรฒ quando apparirร ).

Sono stato una goccia nellโ€™aria.

Sono stato una stella splendente.

Sono stato una parola in un libro.

Sono stato un libro in origine.

Sono stato la luce di una lanterna.

Per un anno e mezzo.

Sono stato un ponte per traversare

sessanta fiumi.

Ho viaggiato in forma di aquila.

Sono stato una barca sul mare.

Sono stato uno stratega in battaglia.

Sono stato i legacci delle fasce di un bimbo.

Sono stato una spada nella mano.

Sono stato uno scudo in battaglia.

Sono stato la corda di unโ€™arpa,

incantata per un anno

nella schiuma dellโ€™acqua.

Sono stato un attizzatoio nel fuoco.

Sono stato un albero di una macchia.

Nulla cโ€™รจ in cui non sia stato.

Ho combattuto, seppur piccino,

nella battaglia di Goddeu Brig,

davanti al Sovrano di Britannia,

dalle flotte numerose.

I bardi mediocri simulano,

simulano un animale mostruoso,

dalle cento teste,

e un combattimento atroce

alla radice della lingua.

E unโ€™altra battaglia si combatte

nel retro della testa.

Un rospo che ha sulle cosce

cento artigli,

un serpente crestato maculato,

per punire nella carne

cento anime per i loro peccati.

Ero a Caer Fefynedd,

lร  si affrettavano erbe e alberi.

I viandanti li scorgono,

i guerrieri sono attoniti

al rinnovarsi di scontri

come quelli sostenuti da Gwydion.

Si invoca il Cielo,

e Cristo perchรฉ compia

la loro liberazione,

il Signore Onnipotente.

Se il Signore aveva risposto,

con formule magiche e magica arte,

assumete lโ€™aspetto degli alberi piรน importanti,

con voi schierati

trattenete la gente

senza esperienze di battaglie.

Quando gli alberi subirono lโ€™incantesimo

ci fu speranza per gli alberi,

di riuscire a frustare lโ€™intenzione

dei fuochi tuttโ€™intornoโ€ฆ

Son meglio tre allโ€™unisono,

che si divertono in cerchio,

mentre uno di loro racconta

la storia del Diluvio,

e della croce di Cristo,

e del giorno del Giudizio che รจ prossimo.

Gli ontani in prima linea,

furono loro a dare lโ€™inizio.

Il salice ed il sorbo selvatico

furono lenti a schierarsi.

Il susino รจ un albero

non amato dagli uomini;

di natura simile รจ il nespolo,

che vince una dura fatica.

Il fagiolo porta nella sua ombra

un esercito di fantasmi.

Il lampone costituisce

non il migliore tra i cibi.

Al riparo vivono

il ligustro e il caprifoglio,

e lโ€™edera durante la sua stagione.

Grande รจ la ginestra spinosa in battaglia.

Il ciliegio era stato rimproverato.

La betulla, pur molto magnanima,

si schierรฒ in ritardo;

non fu per codardia,

ma per le sue grandi dimensioni.

Lโ€™aspetto del [โ€ฆ]

รจ quello di uno straniero e di un selvaggio.

Il pino nella corte,

forte in battaglia,

grandemente lodato da me

alla presenza di re,

gli olmi sono i suoi sudditi.

Non si volge di lato per lo spazio di un piede,

ma colpisce giusto nel mezzo,

e allโ€™estremitร  piรน lontana.

Il nocciolo รจ il giudice,

le sue bacche sono la sua dote.

Benedetto รจ il ligustro.

Capi forti in guerra

sono il [โ€ฆ] e il gelso.

Prospero รจ il faggio.

Lโ€™agrifoglio verde scuro

fu molto coraggioso:

difeso da ogni lato delle punte,

che feriscono le mani.

I pioppi durevoli

molto franti in battaglia.

La felce spogliata;

le ginestre con la loro progenie:

il ginestrone non si comportรฒ bene

finchรฉ fu domato.

Lโ€™erica offriva consolazione

confortando la gente.

Il ciliegio selvatico incalzava.

La quercia che si muove agilmente,

dinanzi a lei tremano cielo e terra,

robusto custode della porta contro il nemico

รจ il suo nome in ogni terra.

Il gittaione avvinto assieme

fu offerto per essere bruciato.

Altri furono respinti

a causa dei vuoti creati

dalla grande violenza

sul campo di battaglia.

Molto furente il [โ€ฆ]

crudele il cupo frassino.

Timido il castagno,

che rifugge dalla gioia.

Vi sarร  una nera tenebra,

vi sarร  un terremoto sul monte,

vi sarร  una fornace purificatrice,

vi sarร  in primo luogo una grande ondata,

e quando lโ€™urlo verrร  udito โ€“

le cime del faggio stanno mettendo nuove foglie,

mutando e rinnovandosi dal loro stato avvizzito;

le cime della quercia sono aggrovigliate.

Dal โ€œGorchanโ€ di Maelderw.

Sorridendo accanto alla roccia

(era) il pero non di natura ardente.

Nรฉ di madre nรฉ di padre,

quandโ€™io fui fatto,

erano il sangue o il corpo mio;

di nove tipi di facoltร ,

del frutto dei frutti,

di frutti Dio mi fece,

del fiore della primula di monte,

dei germogli di alberi e cespugli,

di terra della specie terrestre.

Quando fui fatto

dei fiori dellโ€™ortica,

dellโ€™acqua della nona onda,

fui legato come incantesimo da Math,

prima di diventare immortale.

Fui legato come incantesimo da Gwydion,

grande mago dei Britanni,

di Eurys, di Eurwm,

di Euron, di Medron,

su miriadi di segreti

io sono dotto quanto Mathโ€ฆ

Io so dellโ€™Imperatore

di quando fu bruciato a mezzo.

Io so la conoscenza astrale

delle stelle prima che (fosse creata) la terra,

da dove sono nato,

quanti mondi vi sono.

รˆ usanza dei bardi compiuti

recitare le lodi del loro paese.

Ho suonato a Lloughor,

ho dormito nella porpora.

Forse che non ero nel recinto

con Dylan Ail Mor,

su un giaciglio nel centro

tra le ginocchia del principe

sopra due lance spuntate?

Quando vennero dal cielo

i torrenti giรน nellโ€™abisso,

precipitandosi con impeto violento.

(Io so) ottanta canzoni,

per soddisfare il loro piacere.

Non cโ€™รจ vegliardo nรฉ infante,

oltre a me quanto alle loro poesie,

nessun altro cantore che conosca tutte le novecento

che io conosco,

riguardo alla spada macchiata di sangue.

La mia guida รจ lโ€™onore.

Il sapere vantaggioso viene dal Signore.

(Io conosco) lโ€™uccisione del cinghiale,

il suo apparire e scomparire,

la sua conoscenza delle lingue.

(Io conosco) la luce il cui nome รจ Splendore,

e il numero delle luci regnanti

che diffondono raggi di fuoco

in alto sopra lโ€™abisso.

Sono stato un serpente maculato sopra una collina;

sono stato una vipera in un lago;

sono stato un tempo una stella maligna.

Sono stato un peso in un mulino [?].

La mia tonaca รจ tutta rossa.

Io non profetizzo alcun male.

Ottanta sbuffi di fumo

a chiunque li porterร  via:

e un milione di angeli

sulla punta del mio coltello.

Bello รจ il cavallo giallo,

ma cento volte migliore

รจ il mio color della panna,

veloce come il gabbiano,

che non puรฒ superarmi

tra il mare e la riva.

Non sono io preminente nel campo del sangue?

Io ho cento parti del bottino.

La mia corona รจ di gioielli rossi,

lโ€™orlo del mio scudo รจ dโ€™oro.

Non รจ nato nessuno valente come me,

nรฉ mai se ne รจ conosciuto uno,

tranne Goronwy,

dalle valli di Edrywy.

Lunghe e bianche sono le mie dita,

lungo tempo รจ passato da quandโ€™ero un mandriano.

Ho viaggiato sulla terra

prima di diventare un uomo erudito.

Ho viaggiato, ho compiuto un circuito,

ho dormito in cento isole,

ho abitato in cento cittร .

O druidi eruditi,

profetizzate voi di Artรน?

O รจ me che essi celebrano,

e la crocifissione di Cristo,

e il giorno del giudizio che รจ prossimo,

e uno che riferisce

la storia del Diluvio?

Da un gioiello dorato montato in oro

io sono arricchito;

e indulgo al piacere

grazie alla fatica opprimente dellโ€™orafo.

[Traduzione di A. Pelissero dalla traduzione inglese tardo-ottocentesca di D.W. Nash, riportata da Robert Graves]

Bum cledyf yn aghat: โ€œio ero una spada in un pugnoโ€. Bum yscwyt yg kat: โ€œio ero uno scudo in battagliaโ€. Bum tant yn telyn: โ€œio ero una corda in unโ€™arpaโ€. Lโ€™introduzione culmina con lโ€™affermazione di essere stato a Caer Vevenir quando il Signore di Britannia fece battaglia. Segue il racconto di una mostruosa creatura, della paura dei Britanni e come, per lโ€™abilitร  di Gwydion e la grazia di Dio, gli alberi marciarono in battaglia. Poi segue un elenco di piante, ognuna con attributi notevoli, ora chiare ora oscure.

A questo punto cโ€™รจ una digressione in prima persona che canta la nascita di Blodeuwedd e poi la storia di un grande guerriero, una volta un pastore ed ora un viaggiatore istruito (forse re Artรน o Taliesin). Dopo un riferimento al diluvio, alla crocifissione di Gesรน ed al giorno del giudizio, il poema si chiude con un oscuro riferimento alla metallurgia.

Nelle Triadi gallesi la Battaglia degli Alberi viene definita โ€œfrivola, mentre in un altro componimento del Libro di Taliesin il poeta afferma di esser stato presente alla battaglia.

1. La Trasmigrazione e l’Unitร  del Cosmo
“Sono stato una goccia nellโ€™aria, Sono stato la piรน fulgida delle stelle…”
Nelle tradizioni indoeuropee โ€” dai testi vedici ai miti celtici e norreni โ€” l’anima del veggente, del bardo o dello sciamano non รจ vincolata a un tempo o a una forma singola. Esiste una memoria primordiale (Awen per i Celti, legata alla saggezza cosmica) che permette all’io di fluire attraverso tutti gli stati della materia. Lo Spirito indoeuropeo si riconosce nell’infinitamente piccolo (la goccia) e nell’infinitamente grande (la stella), percependo il cosmo non come un oggetto da dominare, ma come un organismo vivente di cui fa parte.
2. La Parola come Atto Creativo
“Sono stato una parola in un libro, Sono stato un libro allโ€™origine…”
Per l’antico mondo indoeuropeo, la parola (Logos in Grecia, Vฤc nell’India vedica) non รจ un semplice mezzo di comunicazione, ma la forza metafisica che ordina il caos. Il bardo/veggente che infonde la vita attraverso il canto o la scrittura si identifica con l’origine stessa della conoscenza. Essere “un libro all’origine” significa incarnare la Tradizione indoeuropea prima ancora che venga codificata.
3. La Sintesi delle Funzioni: Guerriero e Sapiente
“Sono stato una spada affilata in battaglia… Sono stato la luce di una lanterna…”
Questo รจ forse il tratto piรน distintivo dell’ereditร  indoeuropea (spesso associata alla tripartizione funzionale studiata da Georges Dumรฉzil). In questi versi non c’รจ separazione tra l’azione e la contemplazione:
La Spada: Rappresenta la funzione guerriera, l’ardore, il coraggio e il confronto aperto con il destino (Fato).
La Lanterna/La Stella: Rappresenta la funzione spirituale e sacerdotale, la ricerca della veritร  e la luce della conoscenza che guida nell’oscuritร .
Lo Spirito indoeuropeo รจ l’unione perfetta di queste due forze: la capacitร  di combattere nel mondo manifesto senza mai perdere l’orientamento verso la luce metafisica.
Invece di un “Vincitore” temporaneo che ha sconfitto un nemico contingente, lo Spirito indoeuropeo rappresenta l’essere eterno che ha attraversato ogni forma di esistenza, superando la morte stessa attraverso la memoria, l’onore e la sapienza cosmica.

Secondo un riassunto di una storia simile preservata in Peniarth MS 98B (fine XVI secolo) il poema descrive la battaglia tra Gwydion e Arawn, il re di Annwn (lโ€™oltretomba). La battaglia si scatena dopo che il divino aratore Amaethon ruba un cane, una pavoncella ed un capriolo ad Arawn. Alla fine Gwydion trionfa indovinando il nome di uno degli uomini di Arawn: Bran (forse Bran il Benedetto).

Nella storia dellโ€™infanzia di Lleu Llaw Gyffes del Mabinogion Gwydion fa apparire una foresta come una forza dโ€™invasione.

Il Cรขd Goddeu, di difficile traduzione per la sua allusivitร  ed ambiguitร  grammaticale, รจ stato soggetto a molte teorie interpretative nel XIX secolo. Stephens afferma che il componimento รจ โ€œuna superstizione elio-archita, una metempsicosi di un capo druido ed un racconto simbolico del diluvioโ€. Messey suggerisce che il componimento riflette la religione egizia. Nash credeva fosse una favola di bassa qualitร  del XII secolo sovrapposta ad una storia di epoca arturiana ed unite con altri frammenti poetici. Skene pensava invece che il componimento riflettesse la storia del nord del paese durante le incursioni irlandesi. Ifor Williams si domandava se non si trattasse della Battaglia di Celyddon Wood. Robert Graves sostenne che gli alberi che combattevano in battaglia fossero le lettere dellโ€™alfabeto ogamico.

Ogni albero aveva un significato proprio e Gwydion indovina il nome di Bran dal ramo che portava. Graves supponeva che il poeta originale aveva conciliato segreti druidici su unโ€™antica religione matriarcale celtica per paura della censura delle autoritร  cristiane. Suggerisce che Arawn e Bran erano i nomi della stessa divinitร  infernale e che la battaglia era di ingegno ed accademia: le forze di Gwydion potevano essere sconfitte solo se il nome della sua compagna Lady Achren (โ€œalberiโ€) fosse stato indovinato, e lโ€™esercito di Arawn solo se il nome di Bran fosse stato indovinato. Marged Haycock e Mary Ann Constantine respingono lโ€™idea di Graves di unโ€™antica religione nascosta e la riducono ad una parodia del linguaggio bardico. Francesco Bennozo sostiene che il componimento rappresenta antiche paure per la foresta ed i suoi poteri magici.

Il motivo di un esercito di alberi รจ presente nel folklore britannico, infatti appare nel Macbeth di Shakespeare, che poi รจ stato di ispirazione agli Ent de Il Signore degli Anelli di Tolkien e alle Cronache di Narnia di C. S. Lewis.

Una traduzione del Cรขd Goddeu in sanscrito รจ stata utilizzata per Star Wars: Episodio I โ€“ La minaccia fantasma da John Williams, che ha basato il secondo movimento del suo Concerto per Corni del 2004 sulla Battaglia degli Alberi.

Il gallese Libro rosso di Hergest contiene, oltre alla famosa raccolta del Mabinogion, anche una miscellanea di cinquantotto composizioni poetiche, nota come Libro di Taliesin. รˆ tra queste che si trova la lunga, pressochรฉ incomprensibile composizione nota come La battaglia degli alberi. Lโ€™originale รจ composto di brevi versi rimati, con la stessa rima spesso ripetuta per dieci o quindici versi. Il significato del testo rimane un poโ€™ problematico, in quanto gli studiosi non sono ancora riusciti a decifrarne il senso. Alcuni lo considerano un nonsensescherzosamente solenne, inteso a suscitare il riso; altri lo ritengono un testo misto legato alla dottrina druidica della trasmigrazione delle anime; interessante la teoria di Robert Graves secondo la quale si tratterebbe in realtร  di una sorta di complesso indovinello. Qualunque cosa sia questa strana ยซBattaglia degli alberiยป, ricordiamo che nelle antiche Triadi gallesi, raccolta di nozioni storiche e osservazioni sentenziose disposte in forma epigrammatica a gruppi di tre, tale battaglia รจ ricordata come una delle ยซTre frivole battaglie di Britanniaยป, combattuta tra Arawn re di Annwn e Gwydion e Amathaon figli di Dรดn. Si tratta dunque di un testo che affonda profondamente le sue radici nel mito celtico, anche se oggi appare di difficile comprensione.

“L’Arte delle Otto Armi” MUAY THAI เธจเธฒเธชเธ•เธฃเนŒเนเธซเนˆเธ‡เธญเธฒเธงเธธเธ˜เธ—เธฑเน‰เธ‡เนเธ›เธ” เธกเธงเธขเน„เธ—เธข

La Muay Thai, conosciuta in tutto il mondo come Thai Boxe, non รจ semplicemente uno sport da combattimento o un sistema di difesa personale. In Thailandia รจ considerata una vera e propria estensione della cultura, della spiritualitร  e della storia di un popolo.

Viene chiamata “L’Arte delle Otto Armi” perchรฉ, a differenza della boxe occidentale (che usa solo i pugni) o della Kickboxing (pugni e calci), la Muay Thai permette l’uso combinato di otto punti di contatto: due pugni, due calci (tibiata), due ginocchiate e due gomitate.
Le Origini: Nata per la Sopravvivenza

Le radici della Muay Thai affondano nel Muay Boran (l’antico pugilato), un sistema di combattimento corpo a corpo sviluppato nei secoli passati dai soldati siamesi. Quando in guerra si perdevano le armi tradizionali come spade o lance, il corpo stesso doveva trasformarsi in un’arma.


I due pugni (Mani): เธซเธกเธฑเธ” (Mat) โ€“ Usati come spade o giavellotti.

I due gomiti: เธจเธญเธ (Sok) โ€“ Taglienti come accette per colpire a distanza ravvicinata.

Le due ginocchia: เน€เธ‚เนˆเธฒ (Khao) โ€“ Potenti come lance o mazze per sfondare la difesa.

I due tibie/piedi (Gambe): เนเธ‚เน‰เธ‡ / เน€เธ—เน‰เธฒ (Khaeng / Thao) โ€“ Utilizzati come bastoni pesanti o scudi nei calci.

In passato, nel Muay Boran (la forma antica e militare della disciplina), si parlava a volte di “Nove Armi” (เธ™เธงเธญเธฒเธงเธธเธ˜Nawa Awut), includendo anche la testa (Chon) per dare testate, pratica oggi vietata nel regolamento sportivo moderno per motivi di sicurezza.

L’origine รจ strettamente legata alla difesa del Regno del Siam (l’odierna Thailandia) dalle costanti invasioni dei regni vicini, in particolare dei birmani. Una delle figure leggendarie piรน venerate รจ Nai Khanom Tom, un prigioniero di guerra che nel 1774, secondo la leggenda, sconfisse dieci dei migliori schermidori birmani uno dopo l’altro usando solo il proprio corpo, guadagnandosi la libertร  e lo status di eroe nazionale.

Le Tradizioni Sacre sul Ring

Per capire l’essenza della Thai Boxe bisogna guardare cosa succede prima che inizi il combattimento vero e proprio. Ogni match รจ intriso di rituali sacri:

  • Il Mongkhon: รˆ una corona di corda sacra che l’atleta indossa sulla testa entrando sul ring. Viene benedetta dai monaci buddisti o dal maestro (Kru) e serve a proteggere il guerriero dagli spiriti maligni e a portargli fortuna. Viene tolta dal maestro solo dopo i rituali pre-gara.
  • Il Prajiad: Sono fasce di stoffa legate intorno ai bicipiti. Anticamente contenevano amuleti o preghiere scritti dalle madri o dai monaci per proteggere i soldati in battaglia. Oggi rimangono sul braccio del nak muay (il combattente) per tutta la durata del match.
  • La Wai Kru Ram Muay: รˆ la danza rituale eseguita dai combattenti prima del suono della campana. La Wai Kru mostra rispetto e gratitudine verso i genitori, i maestri e gli antenati; la Ram Muay mostra l’abilitร  dell’atleta e serve a “marcare il territorio” sul ring, oltre che come riscaldamento psicofisico.
  • La Musica Sarama: I match sono accompagnati dal vivo da una musica ipnotica suonata con strumenti tradizionali. Il ritmo accelera man mano che l’intensitร  del combattimento aumenta, guidando l’energia e i colpi degli atleti sul ring.
1. Hanuman (เธซเธ™เธธเธกเธฒn) โ€“ Il Re Scimmia
รˆ senza dubbio la figura mitologica piรน iconica per un Nak Muay. Nel poema epico Ramakien, Hanuman รจ il comandante dell’esercito delle scimmie: un guerriero immortale, incredibilmente forte, agile, astuto e leale.
Cosa rappresenta: Forza fisica, agilitร  suprema, invulnerabilitร  e lo spirito combattivo indomito. Molti lottatori si tatuano Hanuman (tatuaggi sacri Sak Yant) proprio per assorbire la sua energia e la sua protezione in battaglia.
2. Phra Mae Thorani (เธžเธฃเธฐเนเธกเนˆเธ˜เธฃเธ“เธต) โ€“ La Dea della Terra
รˆ la dea della Terra nel buddismo thailandese. รˆ colei che, testimoniando le azioni del Buddha, strizzรฒ i suoi lunghi capelli creando un’alluvione che spazzรฒ via le armate del demone Mara.
Cosa rappresenta: Protezione assoluta contro il male, stabilitร  e fermezza. I lottatori spesso toccano il suolo del ring e si portano la mano al capo per rendere omaggio alla terra e chiedere la sua protezione.
3. I Maestri del Passato (Khru Muay – เธ„เธฃเธนเธกเธงเธข) e Re Naresuan
Nella Muay Thai, lo spirito dei maestri defunti e degli antenati ha un valore divino.
Un ruolo centrale รจ occupato da figure storiche divinizzate come il Re Naresuan il Grande (che usรฒ la Muay Thai per liberare il paese) e Nai Khanom Tom (il padre della Muay Thai, che sconfisse dieci schermidori birmani consecutivamente). A loro vengono dedicati altari e preghiere per ricevere la benedizione prima di combattere.

Il Senso Piรน Profondo: L’Arte del Cuore (Heart)

Se ci si ferma all’apparenza, la Muay Thai puรฒ sembrare brutale. Le gomitate possono tagliare il viso e i calci alla tibia richiedono un condizionamento osseo dolorosissimo. Tuttavia, il suo senso piรน profondo risiede in tre pilastri etici:

1. Rispetto e Umiltร 

In Thailandia, la testa รจ la parte piรน sacra del corpo e i piedi quella piรน umile. Nonostante si usino i piedi per colpire, l’atteggiamento mentale del combattente deve essere di assoluto rispetto. Finire un match significa inchinarsi davanti all’avversario e al suo angolo, indipendentemente dal risultato. L’arroganza non appartiene alla vera Muay Thai.

2. Lo Spirito del Nak Muay เธ™เธฑเธเธกเธงเธข lottatore

In Occidente si parla spesso di tecnica o di forza fisica. In Thailandia si parla di “Cuore” (Jai). Un combattente puรฒ anche essere tecnicamente inferiore, ma se dimostra Cuore โ€“ ovvero la capacitร  di non arrendersi di fronte al dolore, di avanzare con calma olimpica anche sotto una tempesta di colpi โ€“ guadagnerร  il rispetto eterno del pubblico e dei maestri.
I maestri e i commentatori nei grandi stadi come il Lumpinee o il Rajadamnern usano espressioni precise per definire lo spirito di un lottatore:

เธ™เธดเนˆเธ‡ (Ning): Non contiene la parola cuore, ma descrive quella “calma olimpica” di cui parlavi. รˆ la capacitร  di rimanere lucidi, impassibili e imperturbabili nel bel mezzo della tempesta.

เธซเธฑเธงเนƒเธˆ (Hua Jai): Il cuore fisico, ma usato anche per definire il “cuore” inteso come coraggio profondo.

เนƒเธˆเธชเธนเน‰ (Jai Soo): Traducibile letteralmente come “Cuore che combatte”. รˆ lo spirito indomito, la determinazione assoluta a non mollare mai, indipendentemente dal dolore o dallo svantaggio.

เนƒเธˆเน€เธžเธŠเธฃ (Jai Phet): Significa “Cuore di diamante”. Descrive un lottatore indistruttibile, la cui mente non si spezza sotto i colpi dell’avversario.

3. La Calma nella Tempesta (Sabai Sabai) เธชเธšเธฒเธขเธชเธšเธฒเธข

Il concetto di Sabai (rilassato/tranquillo) รจ fondamentale. Un vero artista della Muay Thai non combatte guidato dalla rabbia. La rabbia consuma energia e offusca la mente. Il nak muay ideale combatte con un sorriso accennato, gli occhi lucidi e una mente immobile come quella di un monaco in meditazione, muovendosi con una grazia fluida che si trasforma in violenta efficacia solo nell’esatto millesimo di secondo del guardare l’impatto.

La Muay Thai รจ una forma di meditazione in movimento dove il corpo diventa arte, il dolore diventa maestro e il ring diventa lo specchio della propria anima.

ย Dibattito SINOLOGICO specializzato sul termine cineseย ling้ˆgiapponese REI

  • Organizzato e presieduto da Christian Meyer
  • Joachim Gentz , โ€œQuanto รจ ling Ling้ˆ come classificatore exanimato in relazione a una sfera religiosa concettualeโ€
  • Friederike Assandri, โ€œ Ling nel daoismo altomedievaleโ€
  • Vincent Goossaert, โ€œ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoistaโ€
  • Esther-Maria Guggenmos, โ€œIl motore della trama: il Ling้ˆ come mezzo narrativo nelle prime biografie buddisteโ€
  • Stefania Travagnin, โ€œSignificati di ling nei discorsi buddisti moderniโ€
  • Matthias Schumann, โ€œI poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling้ˆ nella Cina repubblicanaโ€
  • Nikolas Broy, โ€œ’Questa luce numinosa’: il concetto di lingguang nelle sette popolari cinesi del tardo periodo imperiale e dell’epoca contemporaneaโ€
  • Adam Yuet Chau, โ€œSpiriti narrati: costruire lโ€™efficacia ( lingying้ˆๆ‡‰) e lo strano ( lingyi้ˆ็•ฐ) attraverso il raccontoโ€

Questo doppio panel presenta e discute i risultati di un seminario specializzato sul termine cineseย ling้ˆ, svoltosi nel 2019.

Il carattere รจ ampiamente noto in ambito accademico come termine chiave per la comprensione della religione locale o popolare cinese, dove viene spesso tradotto come “efficacia”, a indicare il potere miracoloso di un tempio o di una divinitร .
Il carattere, tuttavia, ha radici piรน antiche.
Successivamente, il suo utilizzo nel Buddhismo e nel Taoismo ha aggiunto significati piรน ampi, creando una nozione piรน ampia di “numinoso” o “sovrumano”.

Ancora oggi, tali usi risultano efficaci nella medicina tradizionale cinese, nella divinazione, nelle pratiche medianiche,ย nel Qigongย oย nel Reikiย giapponese้œŠๆฐ—.
La storia ha preso una nuova piega quando le tradizioni monoteiste (Islam, Cristianesimo) sono entrate nel campo linguistico cinese e il termine รจ stato adottato anche dai missionari come traduzione dello “spirito santo” comeย shengling่–้ˆ nella Bibbia protestante.

Partendo da questa base, il termine si รจ ulteriormente ampliato all’inizio del XX secolo, quando ha iniziato a essere utilizzato per indicare la “pratica spirituale” (ย lingxiu้ˆไฟฎ) o la “spiritualitร ” (ย lingxing้ˆๆ€ง) in generale.
Il progetto legato a questo doppio panel si propone di ricostruire i complessi processi attraverso i quali il termine premoderno ling si รจ evoluto fino a diventare un termine diffuso e tuttora enigmatico.

I contributi selezionati si concentrano su diverse tradizioni premoderne , ma esaminano anche le continuitร  e le trasformazioni nell’epoca moderna .
Attraverso brevi presentazioni, il panel offrirร  uno spazio di discussione su questioni rilevanti di traduzione e problematiche metodologiche con un pubblico piรน ampio.

Joachim Gentz , โ€œQuanto รจ ling Ling้ˆ come classificatore exanimato in relazione a una sfera religiosa concettualeโ€

Nei testi cinesi antichi, il termine ling ha molteplici significati.
L’HYDCD elenca 20 significati del termine.
Tuttavia, se i significati del termine vengono ricostruiti nei rispettivi contesti, sembra che una funzione specifica, piuttosto che un significato in sรฉ, domini l’uso del termine nei testi cinesi antichi.
Nella maggior parte dei casi, ling assume una funzione classificatoria, come un’etichetta che qualifica qualcosa come appartenente a una sfera spirituale non definita in modo piรน specifico.
Pur riconoscendo cosรฌ una sorta di qualitร  spirituale generale, evita di impegnarsi in una specificitร  assoluta.

Nei testi cinesi antichi, quindi, ling appare principalmente come un termine estraneo, un termine tra virgolette, un categorizzatore, un indicatore di uno spazio concettuale astratto che attribuisce una qualitร  quasi religiosa a qualcosa senza determinarne l’esatta modalitร  d’uso.

L’uso di ling puรฒ essere metaforico, allegorico, rituale, estetico o, in effetti, religioso in qualche modo indistinto.

In senso associativo lato libero, puรฒ riferirsi ad aspetti di qualitร  spirituali come bontร , potere, superioritร  o buon auspicio.

Puรฒ anche de-secolarizzare qualcosa in senso molto generale e per diverse ragioni.
Il presente articolo fornirร  un’analisi di esempi testuali tratti da antichi testi cinesi per supportare ulteriormente l’ipotesi che “ling” sia meglio comprensibile come un grafo con una funzione classificatoria piuttosto che come un termine con una gamma di significati lessicali.

Friederike Assandri, โ€œ Ling nel daoismo altomedievaleโ€

Questo articolo presenterร  un’indagine sull’uso del termineย lingย nel taoismo altomedievale. Un punto focale dell’analisi รจ la questione delle dimensioni cosmologiche da cuiย lingย viene immaginato o da cui proviene.
L’uso piรน rilevante del termine ling si riscontra come parte del compostoย lingbaoย , che indica “una nuova linea taoista, con un nuovo programma rituale e nuove concezioni cosmologiche” (Raz 2004, 6). In questo contesto, il significato del termine ling รจ stato interpretato come “celeste, divino, numinoso” (Kaltenmark 1960).
Questo articolo amplierร  la discussione, presentando un’analisi dell’uso del termine in diversi testi taoisti.
Partendo dal Daode jing โ€œclassicoโ€, dove lโ€™unica occorrenza sembra indicare piรน lโ€™oltretomba che il cielo come โ€œluogoโ€ per il ling, il presente articolo analizzerร  le diverse occorrenze del termine ling in numerosi testi taoisti altomedievali, tra cui i Testi Viola e la Scrittura della Salvezza, al fine di definire i campi semantici dellโ€™uso diย lingย .
Emerge che nei testi taoisti altomedievali il termineย lingย , se separato dal termineย lingbaoย , ha unโ€™ampia gamma di significati semantici. Pertanto, la nozione consolidata di ling come numinoso divino celeste, come รจ stata discussa negli studi taoisti nel contesto del termineย lingbaoย e del corpus scritturale associato, รจ solo una delle diverse nozioni che sono associate al termineย lingย .

Vincent Goossaert, โ€œ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoistaโ€

Uno degli scopi del rituale รจ quello di creare una presenza divina percepibile (vista, udita, sentita…). Uno dei termini chiave utilizzati per descrivere questa presenza รจย ling (้ˆ); in particolare, un’espressione tecnica frequente che intendo approfondire รจ “rendere presenteย il lingย in questo mondo”,ย jianglingย (้™้ˆ).
Questo saggio analizzerร  sia le narrazioni (principalmente le agiografie taoiste) sia le liturgie (principalmente i manualiย daofaย (้“ๆณ•) del canone taoista) dal periodo Song al tardo periodo imperiale, al fine di delineare i diversi metodi rituali utilizzati per creare tale presenza e, di conseguenza, definire la varietร  di modi in cuiย il lingย puรฒ essere percepito.
Un elenco non esaustivo comprende la possessione spirituale, i sogni, la scrittura spirituale, le visualizzazioni e la consacrazione di immagini potenti. Tutti questi metodi implicano la presenza di un sacerdote che sappia come rendere presenteย il lingย .

Esther-Maria Guggenmos, โ€œIl motore della trama: il Ling้ˆ come mezzo narrativo nelle prime biografie buddisteโ€

Questo articolo analizza il campo terminologico della cosiddetta “efficacia spirituale” ( ling้ˆ) nella scrittura biografica buddista altomedievale. Le narrazioni contenute nelle Biografie di monaci illustri ( Gaoseng zhuan้ซ˜ๅƒงๅ‚ณ) attingono in parte alla letteratura zhiguai . รˆ in questi racconti di miracoli che la terminologia relativa al ling gioca un ruolo cruciale come strumento narrativo. Il termine ling non viene utilizzato solo per designare determinate capacitร  soprannaturali shentong li็ฅž้€šๅŠ›), ma anche, in accordo con i racconti di miracoli altomedievali, per indicare l’efficacia, ad esempio di un tempio, di una determinata divinitร  o per affermare il potere di una reliquia buddista. Ciรฒ rende il termine negoziabile nel buddismo delle origini, in quanto puรฒ indicare la semplice richiesta di prove di efficacia e, di conseguenza, il desiderio di tali prove puรฒ essere interpretato come segno di una mancanza di progresso spirituale. Questo articolo delineerร  i vari usi della terminologia relativa al ling, concentrandosi su come essa sia integrata nelle narrazioni. Mentre il concetto di risonanza, ganying , รจ di gran lunga il concetto organizzativo piรน diffuso in questi antichi racconti miracolosi (Campany), un’analisi piรน approfondita di come il concetto di “efficacia spirituale” venga applicato nelle narrazioni rivela il suo ruolo centrale come “motore narrativo” in alcune delle prime opere biografiche buddiste.

Stefania Travagnin, โ€œSignificati di ling nei discorsi buddisti moderniโ€

Durante il tardo periodo Qing e l’epoca repubblicana, il buddismo cinese fu caratterizzato da una “narrazione di riforma”, che includeva un recupero piรน conservatore di una tradizione perduta del passato, nonchรฉ innovazioni drastiche e cambiamenti significativi a tale tradizione. Spesso, lo studio della narrazione di riforma si รจ intrecciato con la tesi di una possibile “rinascita” del buddismo agli albori del XX secolo.

Questo saggio analizzerร  le definizioni e gli usi del termine “ling” nel quadro delle sfere intellettuale e pratica del buddismo moderno, in particolare in relazione alla “narrazione di riforma” e al quadro di riferimento della “rinascita” contemporanei.
La prima parte della presentazione affronterร  i modelli semantici del termine “ling” condivisi sia dalla Cina premoderna che dall’era repubblicana, al fine di mostrare il livello di continuitร  diacronica; il saggio proseguirร  evidenziando le diverse sfumature e i nuovi messaggi riguardanti il โ€‹โ€‹termine “ling” offerti dalle fonti cinesi del periodo repubblicano.
La terza sezione prenderร  in esame i dibattiti intellettuali di Taiwan nella prima metร  del XX secolo, quindi durante l’occupazione giapponese dell’isola. Le ultime due parti della presentazione dimostreranno in che misura il cristianesimo e i sistemi culturali occidentali possano aver rimodellato gli usi e la comprensione del ling e dei suoi composti nel buddismo cinese e taiwanese; inoltre, soprattutto per quanto riguarda le argomentazioni taiwanesi, metterรฒ in discussione il grado e le modalitร  di impatto dei discorsi intellettuali e buddisti giapponesi.

Matthias Schumann, โ€œI poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling้ˆ nella Cina repubblicanaโ€

Durante il periodo repubblicano (1911-1949), il significato del termine ling (้ˆ) divenne sempre piรน complesso, acquisendo nuove connotazioni scientifiche derivanti dalla psicologia, dalla fisica e dalla ricerca psichica ( xinling yanjiuๅฟƒ้ˆ็ ”็ฉถ). Nella sua accezione scientifica, si rivelรฒ particolarmente attraente per un pubblico urbano che cercava nuovi modi per confrontarsi con la dimensione spirituale della vita umana, ma voleva evitare la controversa categoria di “religione”.
In particolare, diverse organizzazioni psichiche di nuova fondazione utilizzarono ling o xinling (ๅฟƒ้ˆ) per tradurre il nuovo termine “psiche”.
La maggior parte di queste organizzazioni si dedicรฒ allo studio e all’applicazione dell’ipnotismo ( cuimianshuๅ‚ฌ็œ ่ก“), che fungeva da metodo di auto-coltivazione in grado di conferire “poteri psichici” al praticante e di migliorarne la salute fisica e mentale.
Le funzioni dell’ipnotismo venivano spiegate facendo riferimento a una psiche universale ( ling/xinling ) alla quale era connessa la mente umana individuale. Questa psiche, sostenevano i praticanti, spiegava specifici fenomeni psichici, ma offriva anche la speranza di fornire una comprensione completa della relazione tra materia e spirito.
Nonostante i prestiti da discorsi religiosi, i ricercatori nel campo della psiche generalmente sottolineavano la natura laica delle loro teorie e criticavano la credenza negli spiriti e nelle divinitร  come “superstiziosa”.
Il significato mutevole di ling illustra quindi anche alcuni dei piรน ampi dibattiti su scienza, religione e spiritualitร  durante il periodo repubblicano.

Nikolas Broy, โ€œ’Questa luce numinosa’: il concetto di lingguang nelle sette popolari cinesi del tardo periodo imperiale e dell’epoca contemporaneaโ€

Questo articolo esplora l’uso dei composti “luce numinosa” ( lingguang้ˆๅ…‰), “splendore numinosolingming้ˆๆ˜Ž o minglingๆ˜Ž้ˆ) e “natura numinosa” ( lingxing้ˆๆ€ง) nelle sette religiose popolari cinesi a partire dal periodo Song (960-1279). In particolare, esamina i discorsi sulla natura dell’essere umano e gli insegnamenti che mirano a ripristinarla attraverso la coltivazione spirituale e il progresso morale. Inoltre, alcuni trattati settari sostengono che le anime primordiali degli esseri umani esistessero giร  prima della creazione del cosmo, ma che fossero state corrotte dai desideri terreni.

Nella prima parte, l’articolo analizza come i testi buddisti e taoisti del periodo Song introducano lingguang e termini correlati in riferimento alle innate capacitร  umane di illuminazione spirituale.

La seconda parte esamina vari scritti settari dei periodi Ming e Qing (1368-1911) e il modo in cui sviluppano narrazioni di lingguang come riferimento a sรฉ eterni. In particolare, analizza testi relativi al Patriarca Luo (circa XVI secolo) e alle tradizioni del “Cielo Antico” ( Xiantiandao ).

Infine, la terza parte esplora come la moderna “societร  redentrice” Yiguandao (Via dell’Unitร  Pervasiva) sintetizzi resoconti precedenti e il concetto neoconfuciano della natura “aperta, numinosa e non oscurata” ( xu ling bumei ) degli esseri umani in un sistema spirituale coerente.

Adam Yuet Chau, โ€œSpiriti narrati: costruire lโ€™efficacia ( lingying้ˆๆ‡‰) e lo strano ( lingyi้ˆ็•ฐ) attraverso il raccontoโ€

La narrazione di storie (oralmente, per iscritto o tramite moderni media audiovisivi ed elettronici) che coinvolgono eventi soprannaturali รจ una delle attivitร  piรน diffuse e importanti nella religione popolare cinese. Queste storie raccontano interventi divini come risposte miracolose alle suppliche dei fedeli, punizioni divine per comportamenti scorretti, ricompense divine per una devozione eccezionale, apparizioni di fantasmi, esorcismi o semplicemente strani avvenimenti che sfidano la spiegazione razionale. Ma i contesti in cui queste storie vengono raccontate sono importanti quanto le storie stesse. Questo articolo esaminerร  alcuni di questi contesti (tra i partecipanti alle feste nei templi, durante i campi di orientamento per le matricole universitarie, nonchรฉ nei programmi televisivi dedicati alle “storie strane”). La continua riproduzione di una cultura dell’efficacia magica e dello strano dipende dalla partecipazione attiva del pubblico e dalla creazione di un’atmosfera adatta alla narrazione di tali storie. Per ogni esperienza reale di intervento divino o evento inquietante, ci sono diecimila racconti e ri-racconti dell’esperienza, attraverso molte bocche e in molte occasioni diverse.

้ˆๆฐฃๅ‹•ไบบๅฟƒ

  • ้ˆ (Lรญng): Spirito, anima, energia spirituale.
  • ๆฐฃ (Qรฌ): Energia vitale, forza interna, soffio. (Insieme, ้ˆๆฐฃ “Lรญngqรฌ” indica un’atmosfera spirituale, un’aura sacra o un’energia divina/spirituale).
  • ๅ‹• (Dรฒng): Muovere, toccare, scuotere, emozionare.
  • ไบบ (Rรฉn): Persona, uomo, esseri umani.
  • ๅฟƒ (Xฤซn): Cuore, mente, anima. (Insieme, ไบบๅฟƒ “Rรฉnxฤซn” significa il cuore delle persone o l’animo umano).

้›จ (yu – Pioggia): In alto. Rappresenta le gocce d’acqua che cadono dal cielo.

ๅฃๅฃๅฃ (Tre bocche): Nel mezzo. Rappresentano i canti, le preghiere orali o i vasi rituali usati durante la cerimonia.

ๅทซ (wu – Sciamano/Maga): In basso. Rappresenta la figura che fa da mediatrice tra il mondo umano e quello spirituale (spesso una sciamana che danza).

“L’energia spirituale commuove il cuore dell’uomo” oppure “La forza dello spirito tocca l’animo umano”

Il Ritmo della Natura e l’Essenza delle Cose

ยซQuando riconosci il ritmo della natura nell’essenza delle cose, ci sarร  ben poco che tu non possa comprendere e spiegare.ยป

Questo significa che la vera comprensione non deriva dallo sforzo della mente di controllare la realtร , ma dall’imparare a vedere il Tao che si muove attraverso tutte le cose.

Nel Taoismo, la natura non รจ fatta solo di alberi, fiumi, montagne, animali o stagioni. La natura รจ il motivo vivente dell’esistenza stessa. Ogni cosa ha un ritmo: nascita e morte, crescita e declino, azione e immobilitร , espansione e contrazione, tensione e rilascio, pienezza e vuoto. Questo ritmo รจ il movimento del Tao.

Cos’รจ il Tao?

Il Tao รจ l’ordine invisibile dietro la vita. Non รจ un dio personale e non รจ un sistema fisso di regole. รˆ il modo naturale in cui le cose sorgono, si trasformano e ritornano. Il Tao non puรฒ essere pienamente catturato dalle parole, ma puรฒ essere osservato attraverso il comportamento della natura:

  • L’acqua scorre verso il basso.
  • Gli alberi crescono assecondando le proprie radici.
  • Le stagioni cambiano senza opporre resistenza.
  • Il corpo guarisce quando le condizioni sono favorevoli.
  • Una persona si confonde quando si oppone alla propria natura.

ยซRiconoscere il ritmo della naturaยป significa vedere questi schemi sotto la superficie degli eventi.

Un taoista non si chiede solo: Cosa sta succedendo? Un taoista si chiede: Di quale movimento fa parte questo momento?

  • Qualcosa sta crescendo o declinando?
  • รˆ il momento di agire o di aspettare?
  • L’energia sta salendo o scendendo?
  • La situazione si sta espandendo o sta tornando alla quiete?
  • C’รจ armonia, o si sta forzando qualcosa?

Il Ritmo della Trasformazione: Yin e Yang

Questo รจ il motivo per cui il Taoismo parla cosรฌ spesso di Yin e Yang. Essi non sono semplici opposti, ma rappresentano il ritmo stesso della trasformazione.

Il giorno diventa notte. La forza ha bisogno di morbidezza. L’azione ha bisogno di riposo. Il successo contiene il seme del declino. La difficoltร  contiene il seme del rinnovamento. Quando comprendi lo Yin e lo Yang, la vita diventa meno misteriosa perchรฉ inizi a riconoscere il disegno insito nel cambiamento.

 Kenichi Sawai ๅฅไธ€ๆพคไบ•

L’Essenza delle Cose

L’ยซessenza delle coseยป indica la natura piรน profonda che si cela dietro le apparenze.

  • Un albero non รจ solo legno e foglie. รˆ un mettere radici, un elevarsi, un ramificarsi, un ricevere luce, un sopportare le stagioni e un restituire nutrimento alla terra.
  • Una persona non รจ solo una personalitร . รˆ respiro, postura, desiderio, memoria, paura, vitalitร , spirito e tempismo.
  • Un conflitto non รจ solo un disaccordo. Spesso รจ energia bloccata, squilibrio, orgoglio, paura o resistenza al cambiamento.

Il Taoismo insegna che la confusione deriva spesso dal vedere solo la forma esteriore. La saggezza nasce dal vedere il movimento interiore.

Il Principio del Wu Wei

Questo รจ anche il significato di Wu Wei, spesso tradotto come ยซazione senza sforzoยป o ยซnon-forzaturaยป. Wu Wei non significa non fare nulla. Significa agire in armonia con il ritmo naturale della situazione.

Il contadino non tira la pianta verso l’alto per farla crescere piรน velocemente. Prepara il terreno, annaffia, protegge le radici e lascia che la crescita avvenga da sรฉ. Questa รจ l’intelligenza taoista. Quando riconosci il ritmo della natura, smetti di combattere la realtร : inizi a cooperare con essa.

Applicazione nel Corpo e nella Vita Quotidiana

Nel corpo umano, questo principio si manifesta come respiro, equilibrio, riposo, movimento, emozione, digestione, sonno e guarigione. Nel qigong e nelle arti marziali interne, il praticante impara a sentire quando l’energia sale, scende, si apre, si chiude, si raccoglie o si disperde. Il corpo diventa uno specchio della natura:

Stare fermi diventa come una montagna. Muoversi diventa come l’acqua. Il potere deriva dal radicamento. La chiarezza deriva dal vuoto. Il tempismo diventa piรน importante della forza.

Nella vita quotidiana si applica lo stesso principio. Le relazioni hanno le loro stagioni. Le carriere hanno i loro cicli. La creativitร  ha le sue maree. La salute ha i suoi ritmi. Persino i problemi hanno una struttura naturale. Quando ne comprendi il ritmo, puoi spiegare molto di piรน perchรฉ non sei piรน intrappolato da eventi isolati: vedi la matrice che li produce.

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In Conclusione

Dal punto di vista taoista, la frase significa: Quando percepisci il Tao โ€” il ritmo naturale dentro ogni cosa โ€” comprendi la vita dalla sua radice invece che dalla sua superficie. Allora la maggior parte degli eventi, delle emozioni, dei conflitti, dei mutamenti e delle trasformazioni diventa spiegabile, perchรฉ sono tutti espressioni dello stesso movimento universale.

O, in modo piรน poetico:

Chi comprende il ritmo della natura comprende il linguaggio del Tao. E chi comprende il Tao vede che nulla esiste da solo; ogni cosa si muove, cambia, ritorna e rivela il proprio significato attraverso il disegno della sua stessa natura.

THANKS TO Ron Nansink TESTI DI RON NANSIK

Dentro di noi, in profonditร , vive uno sconosciuto, sotto forma del nostro altro io, me, se stesso, che vede la nostra origine attraverso le radici mai illuminate della nostra energia!

Scientificamente, questa frase filosofica puรฒ essere intesa come una descrizione poetica degli strati nascosti del sรฉ: le parti di noi che modellano i nostri sentimenti, le nostre scelte, gli istinti, le paure, i desideri e la vitalitร  prima ancora che riusciamo a comprenderli consapevolmente.

  • โ€œDentro di noi, in profonditร , vive uno sconosciutoโ€ indica il fatto che gran parte della mente umana รจ inconscia. La neuroscienza moderna dimostra che non siamo del tutto trasparenti a noi stessi. Molte decisioni, reazioni emotive, tensioni corporee, attrazioni, paure e impulsi hanno inizio nei sistemi piรน profondi del cervello e del corpo, prima che la mente conscia dia loro una spiegazione. In questo senso, c’รจ uno “sconosciuto” dentro di noi: non un essere estraneo, ma la parte ignota del nostro stesso sistema nervoso.
  • โ€œSotto forma del nostro altro io, me, se stessoโ€ puรฒ essere spiegato attraverso l’idea che il sรฉ non sia un’entitร  singola e fissa. La scienza spesso distingue tra diversi strati della personalitร : il sรฉ corporeo, il sรฉ emotivo, il sรฉ sociale, il sรฉ autobiografico e il sรฉ osservatore. L’โ€œioโ€ che parla, il โ€œmeโ€ che ricorda e il โ€œsรฉโ€ che percepisce la vita dall’interno sono correlati, ma non identici. Siamo un sistema vivente composto da molti sรฉ in interazione tra loro.
  • โ€œChe vede la mia origineโ€ suggerisce una consapevolezza interiore che guarda indietro verso le sorgenti dell’identitร . Psicologicamente, il nostro senso del sรฉ รจ costruito a partire da genetica, prima infanzia, attaccamento, traumi, memoria, cultura, linguaggio, esperienza corporea e schemi emotivi ripetuti. Molte di queste origini si formano prima che possiamo dare loro un nome consapevolmente. L’โ€œaltro sรฉโ€ vede le tracce di ciรฒ da cui proveniamo, anche quando la mente razionale non riesce a spiegarle appieno.
  • โ€œAttraverso le radici mai illuminate della mia energiaโ€ puรฒ essere letto scientificamente come le fondamenta biologiche ed emotive nascoste della vitalitร . L’โ€œenergiaโ€ umana non รจ solo poetica; ha radici fisiche: il metabolismo, gli ormoni, il sistema nervoso autonomo, la respirazione, il tono muscolare, il sonno, la nutrizione, la chimica dello stress e la regolazione mente-corpo. Ha anche radici psicologiche: la motivazione, l’attenzione, la memoria, il desiderio, la paura e il significato.

Il concetto completo puรฒ essere spiegato cosรฌ: Profondamente dentro ogni essere umano esiste un sรฉ inconscio e incarnato. Questo sรฉ nascosto custodisce le radici biologiche, emotive e ancestrali di ciรฒ che siamo. Influenza la nostra energia, le reazioni, l’intuizione e l’identitร  prima che la nostra mente conscia possa comprenderle. Quello che ci sembra uno “sconosciuto” dentro di noi รจ, in realtร , la profonditร  inesplorata del nostro stesso sistema corpo-mente.

In una frase:

Lo โ€œsconosciuto interioreโ€ รจ il sรฉ inconscio e incarnato: la fonte biologica e psicologica nascosta da cui emergono la nostra identitร , la nostra energia, l’intuizione e la direzione della nostra vita.

Kenichi Sawai (ๆพคไบ• ๅฅไธ€, 1903โ€“1988) รจ stato un formidabile e influente maestro di arti marziali giapponese, noto soprattutto per aver fondato il Taikiken (ๅคชๆฐ—ๆ‹ณ). La sua figura รจ stata fondamentale per aver gettato un ponte tra le arti marziali interne cinesi e la cultura del budo moderno giapponese del XX secolo.

1. La svolta in Cina e l’incontro con Wang Xiangzhai

Prima di trasferirsi in Cina negli anni ’30, Sawai era giร  un artista marziale d’รฉlite in Giappone: era infatti un esperto praticante di Judo (5ยฐ dan), Kendo (4ยฐ dan) e Iaido (4ยฐ dan).

Nel 1937, mentre si trovava a Pechino, sfidรฒ Wang Xiangzhai, il leggendario fondatore dello Yiquan (un’arte marziale interna cinese focalizzata sull’intenzione mentale e priva di forme fisse). Nonostante l’altissimo livello di Sawai nel Judo e nel Kendo, Wang lo sconfisse ripetutamente e senza alcuno sforzo, ma senza causargli alcun danno fisico. Profondamente colpito e umiliato da questa dimostrazione di superioritร , Sawai chiese di diventare suo allievo. Venne accettato e passรฒ anni a studiare sotto la guida di Wang e del suo miglior discepolo, Yao Zongxun.

2. La nascita del Taikiken

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Sawai tornรฒ in Giappone e sintetizzรฒ gli insegnamenti ricevuti in un proprio sistema, che battezzรฒ Taikiken (letteralmente “Pugno della Grande Intenzione” o “dello Spirito Supremo”), in omaggio all’arte del suo maestro.

A differenza della maggior parte delle arti marziali giapponesi tradizionali, il Taikiken si focalizzava su:

  • Ritsu-zen (Zhan Zhuang): La meditazione in piedi, fondamentale per sviluppare la forza interna, l’allineamento strutturale e la capacitร  di generare una forza esplosiva.
  • Assenza di forme fisse: Il rifiuto dei kata rigidi (sequenze preordinate tipiche del Karate o del Judo) a favore di movimenti spontanei, intuitivi e fluidi.
  • Contatto con la natura: Gli allenamenti si svolgevano quasi esclusivamente all’aperto, in particolare nel bosco del santuario Meiji Jingu a Tokyo, per abituare il corpo a muoversi su terreni irregolari e in mezzo agli elementi naturali.

3. Il legame con il Kyokushin Karate

Sawai strinse un profondo legame di amicizia e rispetto reciproco con Masutatsu (Mas) Oyama, il leggendario fondatore del Kyokushin Karate.

Ronoscendo l’incredibile efficacia della meccanica interna del Taikiken, Oyama invitรฒ Sawai a insegnare nel suo dojo centrale (Honbu). Molti dei migliori combattenti e istruttori di Oyama โ€“ tra cui Hatsuo Royama e Kazumi Hajime โ€“ si allenarono intensamente con Sawai per assorbire la potenza esplosiva (fa jin) e il gioco di gambe del Taikiken, influenzando profondamente l’evoluzione strategica del Kyokushin ai massimi livelli.

1. La postura esterna: Immobilitร  apparente

All’occhio di un osservatore esterno, il praticante รจ completamente immobile, spesso in una postura che ricorda l’atto di “abbracciare un albero” (le ginocchia sono leggermente flesse, la colonna vertebrale รจ dritta ma rilassata, e le braccia formano un cerchio davanti al petto).

Tuttavia, all’interno del corpo c’รจ un lavoro dinamico e incessante:

  • Rilassamento attivo (Song): Non si tratta di essere rigidi come statue, ma di rilasciare ogni tensione muscolare non necessaria, lasciando che la struttura ossea sostenga il peso del corpo.
  • Radicamento: Il peso collassa naturalmente verso i piedi (in particolare sul punto Yongquan, la “fonte zampillante” sotto la pianta), creando una connessione profonda con il terreno.

2. Il lavoro mentale: Presenza e Intenzione (Yi)

Il Ritsu-zen non รจ una meditazione di “svuotamento” passivo della mente, ma un esercizio di iper-presenza:

  • Ascolto interno: Il praticante scansiona continuamente il corpo alla ricerca di micro-tensioni (nelle spalle, nella mascella, nella zona lombare) per scioglierle attraverso il respiro.
  • Uso dell’immaginazione (Yi): Kenichi Sawai enfatizzava enormemente l’uso della mente. Durante la posizione, si immagina di opporre resistenza a una forza esterna: ad esempio, di essere immersi in un fiume in piena e dover rimanere stabili, o di spingere e tirare un pallone elastico tra le mani. Questa “intenzione” attiva il sistema nervoso in modo specifico senza muovere i muscoli.

3. La trasformazione interna: Lo sviluppo del Ki (o Qi)

Mentre si mantiene la posizione per 20, 30 o piรน minuti, iniziano a manifestarsi chiari segnali fisici ed energetici:

  • Calore e formicolio: La circolazione sanguigna e linfatica migliora drasticamente. Le mani e i piedi diventano caldi, e si avverte un formicolio (spesso descritto come elettricitร  o scorrimento del Ki).
  • Tremori muscolari: Il corpo inizia a vibrare o a oscillare leggermente. Questo accade perchรฉ il sistema nervoso sta ricalibrando l’equilibrio e i muscoli posturali profondi (spesso inutilizzati) stanno lavorando per sostituire lo sforzo dei muscoli superficiali.

4. Il fine marziale: La molla pronta a scattare

Nel Taikiken, il Ritsu-zen รจ il nucleo da cui nasce la forza esplosiva. Mentre si รจ fermi in Ritsu-zen, il corpo accumula energia potenziale, come una molla che viene compressa lentamente.

L’obiettivo finale รจ fare in modo che, da quella totale immobilitร  e rilassatezza, il praticante possa generare istantaneamente una forza d’urto devastante (Fa jin) in qualsiasi direzione, senza bisogno di caricare il colpo.

Amor Fati

NUMQUAM DEFICERE ANIMO USQUE AD FINEM ET ULTRA

mai perdersi d’animo fino alla fine ed oltre

finchรจ hai l’ultima scintilla di vita AGISCI COMBATTI GIOCA CORRI NUOTA SALTA SCALA AMA

Perfice Omnia facta vitae quasi haec postrema essent

Te ne affrancherai compiendo ogni singola azione come fosse lโ€™ultima della tua vita, lontano da ogni superficialitร  e da ogni

avversione passionale alle scelte della ragione e da ogni finzione, egoismo e malcontento per la tua sorte.

Amico mio, dedicati allโ€™arte che hai imparato; e il resto della tua vita trascorrila come se avessi affidato tutto te stesso agli dรจi con tutta lโ€™anima, senza renderti nรฉ tiranno nรฉ schiavo di nessun uomo.โ€

NUMQUAM DEFICERE ANIMO USQUE AD FINEM ET ULTRA

mai perdersi d’animo fino alla fine ed oltre

finchรจ hai l’ultima scintilla di vita AGISCI COMBATTI GIOCA CORRI NUOTA SALTA SCALA AMA

Dice Marco Aurelio e lo diceva Platone

Qualsiasi cosa ti capiti , รจ stata prestabilita per te fin dallโ€™eternitร , e un fitto intreccio di cause da sempre ha legato alla tua esistenza a quellโ€™evento

ma tu Ascolta e poi gettati oltre fregandotene

lโ€™oltreuomo che sorge dalle lamiere, non per vanitร , ma per il semplice, rivoluzionario piacere di esistere oltre ogni limite assegnato

lโ€™amor fati ama la tua sorte non perchรฉ รจ buona, ma perchรฉ รจ tua

NUMQUAM DEFICERE ANIMO USQUE AD FINEM ET ULTRA

mai perdersi d’animo fino alla fine ed oltre

finchรจ hai l’ultima scintilla di vita AGISCI COMBATTI GIOCA CORRI NUOTA SALTA SCALA AMA

La mia formula per la grandezza dell’uomo รจ amor fati: non volere nulla di diverso da quello che รจ, nรฉ nel futuro, nรฉ nel passato, nรฉ per tutta l’eternitร . Non solo sopportare ciรฒ che รจ necessarioโ€ฆ ma amarlo.”
Friedrich Nietzsche

EX IMPEDIMENTUM VIA FIT

Ciรฒ che si frappone diventa via

Umile attento concentrato ti focalizzi sul risultato

Ti addestri ti alleni ed ancora RIPETI di addestri ti alleni

EX IMPEDIMENTUM VIA FIT

Ciรฒ che si frappone diventa via

la mente AFFILATA soffri ti addestri ti alleni RIPETI RIPETI

bendi le nocche slanci il colpo ti addestri ti alleni COMBATTI NON TEMI

EX IMPEDIMENTUM VIA FIT

Ciรฒ che si frappone diventa via

La forza si costruisce nella resistenza, non nel conforto.

Le scuse sono illusioni create dal sรฉ debole per rimanere in una zona di comfort ingannevole.

la mente AFFILATA soffri ti addestri ti alleni RIPETI RIPETi

SE combatti puoi perdere se non lo fai hai giร  perso

COMBATTI TI ADDESTRI TI ALLENI LA MENTE AFFILATA DIVENTA UNA LAMA INFUOCATA

Praticare l’amor fati significa spostare il proprio focus mentale da “Perchรฉ sta succedendo proprio a me?” a “Cosa posso fare grazie a questo?”

  • Accettazione radicale: Cancella l’energia sprecata a desiderare che il passato fosse diverso. Una relazione finita, un lavoro perso o un fallimento personale vengono visti come capitoli essenziali della propria storia.
  • Carburante per la crescita: Invece di vedere gli ostacoli come blocchi stradali, li si considera come la materia prima necessaria per forgiare il carattere, la resilienza e la saggezza.
  • Alchimia interiore: Trasforma la sofferenza inevitabile della vita in qualcosa di dotato di senso e valore.

Vรถlva di Fyrkat, giusquiamo nero, e Berserker

Una veggente di Fyrkat?
La bacchetta della veggente vichinga. Lo spiedo era giร  leggermente piegato quando fu deposto nella sepoltura.

Forse, prima di un’importante battaglia, diede del giusquiamo ai guerrieri e agli abitanti di Fyrkat per infondere loro forza e coraggio?

I ritrovamenti principali e piรน significativi di giusquiamo nero (Hyoscyamus niger) sono avvenuti in siti archeologici legati all’epoca vichinga, in contesti costantemente rituali e mai domestici.

La scoperta piรน famosa e importante รจ avvenuta nel 1977 a Fircat, in Danimarca, all’interno di una fortezza anulare costruita durante il regno di re Harald Bluetooth. In questo sito, gli archeologi danesi hanno esaminato la tomba di una donna di altissimo rango, vissuta intorno al 980 d.C. e identificata come una vรถlva (un’esperta di rituali norrena). Tra i suoi oggetti funerari รจ stata rinvenuta una piccola borsa di cuoio sigillata che conteneva diverse centinaia di semi di giusquiamo nero.

Questa non รจ stata l’unica scoperta. Scavi successivi in tutta la Scandinavia hanno portato alla luce ulteriori semi di giusquiamo. Questi rinvenimenti sono stati effettuati in siti specifici, come:

  • Sepolture di guerrieri
  • Tombe di individui di alto rango
  • Depositi rituali

Queste scoperte archeologiche hanno confermato che il giusquiamo non era una semplice erba da cucina, ma una vera e propria sostanza controllata: veniva deliberatamente coltivata, raccolta, conservata e somministrata da specialisti all’interno di un’istituzione organizzata
BERSERKER

I composti attivi del giusquiamo nero, in particolare gli alcaloidi tropanici come la iosciamina e la scopolamina, provocavano una serie di reazioni sul sistema nervoso che combaciano in modo millimetrico con i resoconti delle saghe norrene. Gli effetti specifici sul corpo e sulla mente dei guerrieri includevano:

Esaurimento e collasso prolungato: Una volta terminato lo scontro e svanito l’effetto della droga, i guerrieri andavano incontro a un crollo fisico devastante. Entravano in una fase di spossatezza cosรฌ profonda da lasciarli inabili a funzionare per diversi giorni.

Forte agitazione e tremori: A differenza di altre sostanze sedative, il giusquiamo induceva un’intensa attivitร  violenta; i tremori che i Berserker manifestavano prima del combattimento corrispondono alla fase iniziale di agitazione tipica di questo avvelenamento.

Allucinazioni vivide e paranoia: La pianta alterava profondamente la mente, causando deliri spesso associati a contenuti violenti, portando i guerrieri a ululare e mordere i bordi dei propri scudi.

Dissociazione dal dolore: Il giusquiamo produceva un’analgesia dissociativa. Questa drastica riduzione della sensibilitร  al dolore conferiva ai guerrieri un’apparente immunitร  alle ferite in battaglia, permettendo loro di mantenere un’efficienza coordinata nonostante traumi che avrebbero fermato un uomo comune.

Tachicardia e calore estremo: L’intossicazione causava un drastico aumento della frequenza cardiaca e una tipica sensazione di pelle arrossata e calda, spiegando cosรฌ perchรฉ questi uomini combattessero sfidando il freddo, senza armatura o addirittura a torso nudo.

Schiuma alla bocca: Questo famigerato tratto distintivo dei Berserker era un sintomo clinico diretto causato dalla scopolamina, che agisce sopprimendo il normale riflesso della deglutizione dell’individuo.

A volte si fanno ritrovamenti archeologici davvero insoliti. Ad esempio, c’รจ la singolare tomba di una donna vichinga, rinvenuta nella fortezza circolare di Fyrkat, vicino a Hobro, in Danimarca. Tra le circa 30 tombe del sito, si distingue per il suo insolito corredo funerario. Si tratta della tomba di una donna, forse una veggente.

La veggente sepolta di Fyrkat โ€“ disegno di ricostruzione di Thomas Hjejle Bredsdorff.

le ricerche tossicologiche hanno delineato chiaramente le differenze chimiche e sintomatologiche tra l’Amanita muscaria (il fungo erroneamente associato ai guerrieri) e il giusquiamo nero (la vera sostanza utilizzata). Ecco i dettagli:

Giusquiamo Nero (Hyoscyamus niger)

  • Composizione chimica: I composti attivi della pianta sono alcaloidi tropanici, in particolare la iosciamina e la scopolamina. Appartengono alla stessa famiglia chimica che produce gli effetti della belladonna e della datura.
  • Effetti sul corpo: A differenza dei depressivi, il giusquiamo scatenava reazioni eccitanti e dissociative che corrispondono perfettamente ai racconti delle saghe norrene.
    • Provoca forte agitazione iniziale (compatibile con i tremori dei Berserker) e allucinazioni vivide, spesso con contenuti violenti o paranoici.
    • Genera un’estrema analgesia dissociativa, che riduce la sensibilitร  al dolore permettendo di combattere nonostante le ferite.
    • Induce tachicardia (aumento drastico della frequenza cardiaca) e una sensazione di forte calore sulla pelle.
    • La scopolamina inibisce specificamente il normale riflesso della deglutizione, causando il celebre sintomo della schiuma alla bocca.
    • Nella fase di recupero, causa un profondo collasso e un esaurimento che puรฒ lasciare l’individuo inabile per diversi giorni.

Fungo Amanita Muscaria

  • Composizione chimica: I composti attivi del fungo sono il muscimolo e l’acido ibotenico.
  • Effetti sul corpo: Si tratta di potenti neurotossine che funzionano come depressivi del sistema nervoso centrale, non come stimolanti.
    • I sintomi predominanti includono forte sedazione, nausea, vomito, profusa sudorazione e atassia (una grave perdita di coordinazione muscolare).
    • A dosi significative, causano confusione, difficoltร  di linguaggio e perdita di coscienza.
    • Di conseguenza, un guerriero sotto l’effetto di questo fungo avrebbe avuto maggiori probabilitร  di rimettere e addormentarsi piuttosto che caricare una linea di scudi nemica con furia e coordinazione.

Al momento della sepoltura, la donna indossava abiti raffinati blu e rossi ornati con fili d’oro, segno di status regale. Fu sepolta, come le donne piรน ricche, nella cassa di una carrozza trainata da cavalli. Le erano stati offerti doni comuni a una donna, come fusi e forbici. Tuttavia, vi erano anche oggetti esotici provenienti da terre lontane, a indicare che la donna doveva essere benestante. Indossava anelli d’argento alle dita dei piedi, un tipo di anello che non si trova in nessun altro luogo della Scandinavia. Inoltre, nella tomba sono state rinvenute due ciotole di bronzo, che potrebbero essere arrivate addirittura dall’Asia centrale.

Nella tomba รจ stata rinvenuta anche una cosiddetta spilla a scatola proveniente da Gotland. La vรถlva, a quanto pare, riutilizzava la spilla cava come contenitore per il biacca. Il biacca รจ un colorante bianco utilizzato in medicina da oltre 2000 anni, ad esempio nelle pomate per la pelle. รˆ velenoso nella sua forma concentrata.

Tra gli oggetti insoliti, sono stati rinvenuti un bastone di metallo e semi della pianta velenosa di giusquiamo. Questi due oggetti sono associati alla veggente. L’oggetto piรน misterioso รจ il bastone di metallo, parzialmente disintegrato dopo la lunga permanenza nel terreno. Consiste in un’asta di ferro con finiture in bronzo. Potrebbe trattarsi di un bastone utilizzato nella pratica magica, un bastone da vรถlva o un bastone magico.

I semi di giusquiamo sono stati trovati in una piccola borsa. Se gettati sul fuoco, questi semi producono un fumo leggermente allucinogeno. Assunti nelle giuste quantitร , possono provocare allucinazioni ed euforia. Il giusquiamo era spesso usato dalle streghe in epoche successive. Poteva essere utilizzato come unguento magico per produrre un effetto psichedelico, se i praticanti di magia lo applicavano sulla pelle. La donna di Fyrkat faceva forse cosรฌ? Nella fibbia della sua cintura รจ stato trovato del biacca, talvolta utilizzato come ingrediente in unguenti per la pelle.

Altri oggetti rinvenuti nella tomba avvalorano ulteriormente l’ipotesi che la donna fosse una veggente. Ai suoi piedi si trovava una scatola contenente vari oggetti, come borre di gufo e piccole ossa di uccelli e mammiferi. Oltre a questi, c’era un amuleto d’argento a forma di sedia: il seid, o sedia magica?

Coppa di bronzo, probabilmente proveniente dall’Asia centrale. Presentava un rivestimento in erba e conteneva una sostanza grassa
Una misteriosa tazzina, che la donna di Fyrkat aveva con sรฉ nella tomba. La sua funzione รจ sconosciuta, ma potrebbe essere stata una piccola tazza per bere.

IPOTESI Per molto tempo si รจ ipotizzato che i Berserker rappresentassero una stirpe etnica distinta, una tribรน biologicamente separata dai comuni contadini scandinavi. Tuttavia, un fondamentale studio del 2020 guidato dall’Universitร  di Copenaghen, che ha sequenziato oltre 400 genomi di resti dell’epoca vichinga, ha smantellato completamente questa teoria.

I resti scheletrici appartenenti a questi guerrieri d’รฉlite non hanno mostrato alcuna firma genetica unica o isolata. Al contrario, si inserivano perfettamente nella mappa genetica della Norvegia e della Svezia dell’epoca, risultando indistinguibili dai pescatori, dai contadini o dagli artigiani sepolti nelle tombe vicine. La loro spaventosa efficienza bellica non risiedeva nei geni, ma nel rigido sistema sociale che li selezionava, li addestrava e somministrava loro le dosi di giusquiamo nero. Il Berserker non era un’eccezione genetica, bensรฌ un “prodotto” culturale e farmacologico.

Quando la Scandinavia fu cristianizzata e le leggi vietarono esplicitamente queste pratiche rituali, l’istituzione scomparve, ma gli uomini no. I testi documentano che questi guerrieri semplicemente smisero di essere Berserker e tornarono alla vita civile. Si stabilirono nei loro villaggi, coltivarono le valli, si sposarono e la loro linea genetica rifluรฌ in modo naturale nel bacino della popolazione norrena principale.

Gli ampi studi sulle biobanche odierne confermano una continuitร  genetica diretta tra la popolazione dell’epoca vichinga e quella odierna. Gli stessi aplogruppi del cromosoma Y documentati nelle sepolture dei Berserker sono presenti oggi con alta frequenza negli uomini norvegesi. I discendenti di questi guerrieri non sono mai scomparsi: vivono ancora oggi nelle stesse valli e nelle stesse fattorie da cui i loro antenati partivano per le razzie, con lo stesso identico aspetto di tutti gli altri.

CONFER fonte

https://nationalmuseet.dk/en

Alle donne vichinghe venivano donati anche pendenti a forma di zampa d’anatra, realizzati in argento.
attorno alla sua vita erano concentrati diversi oggetti. Si pensa che fossero appesi alla cintura, come mostrato in questo disegno di Hayo Vierck. Vi si trovano un coltello, il cui fodero รจ avvolto in argento, e una cote di ardesia. Dato che i Vichinghi e gli Anglosassoni prediligevano le cote decorate, che spesso si trovano nelle tombe o in altri contesti cerimoniali, รจ plausibile immaginare che un sacrificio fosse preceduto da una drammatica affilatura dello strumento di morte. (Immaginate questo atto accompagnato da canti e tamburi, mentre la tensione cresce). L’oggetto numero 5 nel disegno รจ un’ipotesi sull’origine di numerosi piccoli frammenti di vetro sottile, che potrebbero rappresentare una piccola ampolla di questo tipo. Si trattava di una forma comune di amuleto protettivo nel mondo classico e il suo utilizzo continuรฒ in epoca cristiana, quando venivano riempite con l’acqua usata per lavare le tombe dei santi. L’oggetto numero 2 รจ una presunta borsa contenente semi di giusquiamo. Il giusquiamo puรฒ provocare forti allucinazioni ed รจ una delle piante piรน comunemente associate alla magia nell’Europa settentrionale.
L’oggetto numero 4 รจ questo amuleto a forma di sedia. Si tratta di uno degli oggetti piรน fortemente associati alla magia norrena, noto solo grazie alle tombe di donne sospettate di essere veggenti o streghe. Probabilmente rappresenta l'”alto seggio” su cui una vรถlva sedeva per pronunciare le sue profezie, come descritto in diverse fonti norrene.

Vi starete chiedendo perchรฉ non ho chiamato Fyrkat 4 una 
vรถlva , visto che รจ cosรฌ che gli autori moderni si riferiscono solitamente alle donne magiche o profetesse norrene. Ma la terminologia norrena antica relativa alla magia e ai praticanti di magia รจ uno di quegli argomenti che, una volta approfonditi, si rischia di non approfondire. Ci sono diversi termini il cui significato รจ cambiato nel corso dei secoli. รˆ del tutto possibile che questa donna considerasse “vรถlva” un insulto cosรฌ insopportabile da far tagliare la lingua a chiunque l’avesse chiamata cosรฌ, prima di profetizzare la rovina di tutta la sua famiglia (come “strega”). Quindi รจ piรน sicuro evitare del tutto i termini norreni e usare qualcosa di generico e inglese. Per inciso, potreste pensare di sapere perchรฉ una saggia donna norrena veniva chiamata 
vรถlva , termine che sembra evocare il mistero femminile. In realtร  significa “portatrice di bastone”. Il che mi porta all’altro oggetto innegabilmente magico di Fyrkat 4, un bastone o una bacchetta di ferro gravemente corrosa con finiture in bronzo.

Quella tradizione aveva molti elementi. Il piรน noto e probabilmente centrale era la profezia. Le saghe ci raccontano che i veggenti viaggiavano regolarmente attraverso le terre norrene, facendo tappa in ogni fattoria importante. Lรฌ venivano accolti con grande entusiasmo e a loro e ai loro seguaci veniva offerto un banchetto. Presiedevano a un rituale che prevedeva canti e, in epoca precristiana, sacrifici animali. Poi si vestivano con elaborati costumi โ€“ fu forse in questa occasione che la maga Fyrkat si dipinse il viso di bianco? โ€“ prendevano posto su una sedia posta su una piattaforma e profetizzavano ciรฒ che l’anno avrebbe portato alla famiglia. Secondo le nostre fonti, di solito davano buone notizie. Sempre secondo le nostre fonti, potevano essere corrotti e avrebbero pronunciato profezie migliori per coloro che li nutrivano meglio. Questa stessa accusa veniva ovviamente rivolta agli oracoli nel mondo antico ed รจ ancora rivolta agli sciamani moderni, spesso da altri sciamani, quindi questo dibattito sembra essere parte integrante dell’intera questione della profezia.

La figura della “Dama Pagana” (The Pagan Lady) di Peel รจ una delle scoperte archeologiche piรน affascinanti dell’Isola di Man, unendo il rigore della storia al fascino cupo della mitologia norrena.
Sebbene il riferimento a Thorhallur Thrainsson sia piรน strettamente legato alle leggende di spettri e folklore nordico (come il celebre glรกmr delle saghe), la scoperta della Dama Pagana nel Castello di Peel รจ un fatto storico documentato che sembra uscito direttamente da una ballata vichinga.

La Scoperta (1982)
Durante gli scavi diretti dall’archeologo David Freke presso il Castello di Peel (sull’isolotto di St Patrickโ€™s Isle), รจ stata rinvenuta una sepoltura risalente alla metร  del X secolo. All’interno non vi era un guerriero, ma una donna di alto rango la cui tomba conteneva un corredo rituale straordinario.
Il Corredo della “Maga”
Ciรฒ che rende questa donna una sospetta Vรถlva (una sciamana o profetessa vichinga) sono gli oggetti che l’accompagnavano:
L’Ala di Cigno: Il dettaglio piรน poetico e inquietante. La donna รจ stata sepolta con l’ala intera di un cigno selvatico posta sotto il suo braccio. Nella simbologia norrena, i cigni sono legati alle Valchirie e alla capacitร  di viaggiare tra i mondi.
La Collana di Perle: Una magnifica collana composta da oltre 70 perle di vetro, ambra e corniola provenienti da tutta Europa e dall’Oriente, segno di un prestigio immenso.
Strumenti Rituali: Accanto a lei sono stati trovati un coltello, una borsa di pelle contenente aghi d’osso e una “bacchetta” di ferro, spesso interpretata come il distaff (conocchia) usato dalle sciamane per “tessere” il destino.

Il Significato Simbolico
La presenza dell’ala di cigno suggerisce un rituale di trasformazione o protezione. Le Vรถlur erano figure temute e rispettate, capaci di praticare il Seiรฐr, una forma di magia che permetteva di vedere il futuro e influenzare gli eventi.
Nota Storica: La sepoltura della Dama Pagana rappresenta un momento di transizione unico. รˆ stata trovata in un cimitero cristiano, ma il suo corredo รจ inequivocabilmente pagano. Questo suggerisce che, nonostante l’avanzata della nuova fede, il potere spirituale di queste “streghe” vichinghe fosse ancora troppo grande per essere ignorato.

Il Collegamento con Thorhallur Thrainsson
Sebbene Thrainsson sia un nome noto nelle saghe islandesi per incontri con il soprannaturale, il legame qui รจ tematico: il Castello di Peel รจ rinomato per essere uno dei luoghi piรน infestati delle isole britanniche (celebre รจ il Moddey Dhoo, il cane nero spettrale).
La Dama Pagana incarna perfettamente quella “presenza norrena” che Thrainsson e altri cronisti del folklore hanno cercato di descrivere: un mondo dove il confine tra i vivi, i morti e le creature mitologiche era sottile come un colpo d’ala di cigno.
Oggi, i resti e i tesori della Dama sono conservati presso il Manx Museum a Douglas, dove la sua collana rimane uno dei pezzi piรน iconici dell’ereditร  vichinga nell’Isola di Man.

La “Pagan Lady of Peel” รจ stata sepolta con diversi oggetti che presentano connotazioni magiche, religiose o rituali:

  • Amuleti: Tra gli oggetti ritrovati nella sua tomba, ed in particolare associati alla piccola borsa di pelle che indossava, vi erano alcuni amuleti.
  • Perle di preghiera: La donna indossava una preziosa collana, considerata un cimelio di famiglia che raccontava la storia e i viaggi dei suoi antenati. Una di queste perle era molto antica, risalente al sesto secolo (avendo quindi 400 o 500 anni al momento della sua sepoltura), e si ritiene potesse appartenere originariamente al rosario (perle di preghiera) di uno dei monaci che vivevano in precedenza sull’isola.
  • Corredo funerario pagano: Nonostante fosse sepolta in un cimitero cristiano, la tomba conteneva un corredo funerario di tradizione pagana pensato per accompagnarla nell’aldilร . Il rituale prevedeva che non potesse passare al mondo successivo senza i suoi attrezzi quotidiani, tra cui un kit da cucito, due coltelli, uno spiedo per arrostire e persino un’ala d’oca.

L’intero rituale di sepoltura รจ stato eseguito con grande cura: la donna รจ stata deposta facendole riposare il capo su un cuscino di piume d’oca e facendole indossare una piccola cuffia bianca, a dimostrazione del grande affetto di chi l’ha seppellita.

La statuetta “Portatore di bastone” o “Danzatore con arma” proveniente da Birka, in Svezia.

Gran parte di questo materiale proviene da Neil Price, 
The Viking Way: Magic and Mind in Late Iron Age Scandinavia.

La “Dama Pagana” del Castello di Peel, Isola di Man, maga vichinga sepolta con un’ala di cigno. Di Thorhallur Thrainsson.

รˆ interessante notare che le fonti delle saghe dicono poco riguardo alla veggente che entrava in trance o in estasi. Ma il giusquiamo non รจ una droga da poco, e chiunque ne assumesse a sufficienza potrebbe andare ben oltre lo stato razionale. Inoltre, l’estasi, in una forma o nell’altra, รจ quasi universalmente parte della tradizione profetica. Quindi credo che dovremmo immaginare che le veggenti norrene, almeno a volte, si drogassero per entrare in uno stato di trance al fine di cercare risposte a domande urgenti. Una cosa che abbiamo imparato dagli sciamani moderni รจ che sono capaci di operare in piรน modalitร , fornendo risposte preconfezionate a domande standard โ€“ sรฌ, certo, avrete un ottimo raccolto, cosa mangeremo? โ€“ e allo stesso tempo drogandosi o inducendosi in altri modi in stati di trance molto pericolosi quando si trovano di fronte a una vera crisi.

Ho evitato anche di definire Fyrkat 4 una veggente, come invece la definisce il Museo Nazionale Danese. Ho fatto ciรฒ perchรฉ la tradizione magica norrena includeva, oltre alla profezia, anche altri elementi, tra cui il repertorio standard degli indovini: guarigione, ritrovamento di oggetti smarriti, creazione di amuleti protettivi e cosรฌ via. Si diceva anche che evocassero tempeste e maledicessero a morte i loro nemici. Presumo che la maga di Fyrkat si dedicasse almeno alla guarigione, ed รจ affascinante immaginare che a volte re Harald mandasse via il suo vescovo e chiedesse alla sua maga di maledire i suoi nemici o di avere una visione di come si sarebbero svolte le sue prossime guerre.

Ne sono noti circa trenta esemplari; questa immagine proviene dal British Museum. Alcuni di essi, come questi, presentano ornamenti che li distinguono, ma altri assomigliano praticamente in tutto e per tutto a spiedi. E in effetti alcuni di essi potrebbero essere stati effettivamente spiedi, sebbene nelle sepolture siano associati a donne fatate. Quindi รจ probabile che fossero utilizzati per uno scopo diverso.

Il forziere ai piedi di Fyrkat 4 era antico e presentava diverse riparazioni con vari tipi di legno, un dettaglio piuttosto singolare. Conteneva principalmente abiti, di cui รจ sopravvissuta solo una quantitร  di filo d’oro e d’argento. Insomma, abiti molto eleganti. Vi si trovavano anche gli oggetti tipici sepolti con le donne vichinghe: forbici, un fuso e un’altra cote.
La maga di Fyrkat doveva essere una donna formidabile. Ricca, spendeva gran parte del suo denaro in merci esotiche provenienti da terre lontane, prediligendo in particolare mode non ancora adottate dalle sue contemporanee. E, in un regno che si professava cristiano, era una devota di un’antica tradizione magica.
Fyrkat era una delle fortezze costruite dai re di Danimarca, probabilmente intorno al 980 d.C. Esistono almeno altre due fortezze quasi identiche risalenti all’epoca vichinga, e altre due possibili. L’ipotesi piรน accreditata รจ che i re le facessero costruire come parte della preparazione di una grande campagna militare. In questo caso, il re sarebbe stato Harald Bluetooth, e la campagna sarebbe stata la sua vittoriosa guerra per riconquistare lo Jutland meridionale dagli imperatori tedeschi. Da notare che Harald Bluetooth si era a quel tempo convertito al cristianesimo e richiedeva a tutti i suoi seguaci di fare altrettanto. CONFER
Fonte https://benedante.blogspot.com/2021/03/the-sorceress-of-fyrkat.html
La maga vichinga di Fyrkat
Statuetta di Ekhamar Luogo di ritrovamento: Ekhammar, Uppland, Svezia.

โ€œLa Nuova Era della Sincronicitร  Quantistica: Scienza, Etica e Risveglio di Coscienzaโ€ Paolo Renati

Concetti Chiave di Paolo Renati
Coscienza e Corpo (Soma):

Renati rifiuta l’idea che la coscienza sia un “software” separabile dal corpo o un mero prodotto del cervello.

La coscienza รจ descritta come il trascendimento dei dualismi cartesiani e il darsi del Soma (il corpo vivente nella sua totalitร ).
รˆ intrinsecamente legata alle frequenze di lavoro e alla coerenza del sistema vivente.

Visione Olistica e Ontologica:

Sottolinea l’unitร  ontologica delle cose (“tutto รจ uno”), dove non c’รจ una partizionabilitร  netta. Il vivente รจ un sistema coerente, in cui ogni stimolo รจ un’esperienza vissuta dalla totalitร  dei suoi componenti, a differenza del non vivente.

Libero Arbitrio:

L’idea di libero arbitrio inteso come un’entitร  ontologicamente reale e assoluta viene messa in discussione.

Sostiene che l’essere umano รจ un processo di relazione, non un’entitร  che esiste in sรฉ stessa. Quindi, l’affermazione “io sono libero” va presa con cautela, poichรฉ la nostra realtร  รจ definita dalle relazioni e dai processi.

Natura, Uomo e Tecnica:

Critica apertamente le posizioni transumaniste e l’ipocrisia di separare l’artificiale dal naturale, vedendo l’uomo come parte integrante della natura.

L’obiettivo รจ spesso quello di recuperare la sensibilitร  e il sentimento della natura, come via d’uscita dal “delirio” della societร  moderna.

In sintesi, Renati propone un paradigma nuovo che riconnette l’essere umano alla sua dimensione biologica, emozionale e relazionale, superando la frammentazione e il meccanicismo della scienza tradizionale.

La trattazione sulle proprietร  non locali del corpo emerge nel contesto di una profonda critica al paradigma dualistico e riduzionista che tende a considerare il corpo come un oggetto separato o una mera sommatoria di parti.

Il dottor Paolo Renati sottolinea che, se si descrive il corpo con le categorie classiche o con la meccanica quantistica convenzionale, non si puรฒ arrivare a una comprensione completa del vivente.

Definizione e Quadro Teorico

Il corpo, definito come vivente o processo biologico, non deve essere visto come un oggetto (come il *Kรถrper* in tedesco), ma come un processo o un sistema di oscillazione continuo. In questa visione, il processo biologico รจ descritto come un processo a proprietร  non locali.

Queste proprietร  sono simili a quelle che si manifestano nei superconduttori.
I superconduttori sono fenomeni macroscopici che non possono essere spiegati nรฉ dalle leggi macroscopiche classiche nรฉ dalla meccanica quantistica convenzionalistica.

Per comprendere e descrivere in modo adeguato questa realtร , bisogna adottare un approccio di campo, introducendo la visione di campi e la teoria quantistica dei campi. Il vivente รจ, di fatto, una manifestazione macroscopica di dinamiche quantistiche (in senso “serio”) e possiede assolutamente proprietร  non locali. Tali dinamiche includono concetti come le rotture spontanee della simmetria e le dinamiche dissipative.

Implicazioni delle Proprietร  Non Locali

Il processo biologico, o “fiume eracliteo” (richiamando l’idea che non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume, dove il movimento รจ intrinseco all’acqua stessa), acquisisce caratteristiche essenziali proprio grazie alla sua natura non locale:

1. Capacitร  di Memoria.
2. Capacitร  del Tรจlos (scopo).
3. Capacitร  di cambiare il punto di vista prospettico.

Il fatto che il corpo sia un sistema con proprietร  non locali risolve il problema logico di dover “appiccicare” qualcosa di esterno (come la coscienza o l’anima) a un corpo inteso come mero oggetto. Se si capisce che la struttura (il corpo) non รจ separabile dalla funzione (le proprietร ), si supera il dualismo.

Esempio Pratico

Come esempio di fenomeno non locale attribuibile al vivente, viene citata la visione senza occhi. Questo fenomeno descrive l’abilitร  di persone (spesso bambini in India) che, completamente bendate e addestrate, sono in grado di identificare il colore di cartoncini posti davanti a loro, sbagliando zero.

La Continuitร  del Reale

Le proprietร  non locali sono strettamente legate alla negazione dell’isolabilitร  e dei confini netti. Il corpo รจ un vortice in un fiume o un nodo in una rete. Solo abbandonando l’idea di bordi e isolabilitร  si puรฒ comprendere la continuitร .

In rari istanti di espansione della consapevolezza (chiamata “coscienza cosmica”), i confini tra il nostro corpo e il resto del cosmo si affievoliscono fino quasi a svanire, permettendoci di sperimentare ciรฒ che siamo realmente: campi di energia materia in coevoluzione dinamica con l’intero universo senza tagli. In questi momenti, si percepisce che il corpo รจ un condensato che si forma attraverso flussi di informazione (o meglio, configurazione) in senso ascendente e discendente, coinvolgendo molteplici livelli di organizzazione della materia energia.

In sostanza, il corpo come processo non locale รจ l’unico modello che non necessita di un costrutto dualistico o metafisico per spiegare l’esperienza, la percezione e le dinamiche complesse del vivente.


Il concetto di corpo come processo non locale รจ simile all’idea che un’onda non ha distinzione ontologica dal mare. Pretendere di tracciare un confine netto al corpo, cosรฌ come non si puรฒ dire dove inizia o finisce un’onda nel mare, รจ l’errore che porta a postulare la necessitร  di un’anima o di una coscienza separata per guidare la vita. > Francesco: Il tema delle esperienze fuori dal corpo (o *viaggi fuori dal corpo* e *near death experiences*) รจ affrontato nel contesto della critica ai modelli dualistici e alla definizione classica del corpo.

Il dottor Paolo Renati riconosce che queste esperienze non ordinarie di coscienza sono assolutamente verissime e che molte persone le hanno vissute. La questione centrale, tuttavia, non riguarda la validitร  dell’esperienza in sรฉ, ma la spiegazione e le conclusioni che ne vengono tratte.

La Critica all’Interpretazione Dualistica

L’interpretazione comune di fenomeni come le esperienze fuori dal corpo spesso si basa su un postulato dualistico implicito, secondo il quale l’esperienza (o la coscienza, o l’anima) sarebbe un qualcosa di separato dal corpo.

Questa visione รจ criticata perchรฉ:


1. Considera il corpo come un oggetto: Finchรฉ si contempla il corpo con le categorie classiche, trattandolo come un *oggetto* (*Kรถrper* in tedesco), si avrร  sempre bisogno di “appiccicarci” un qualcosa di esterno (un fantasma nella macchina, un sรฉ isolabile) per spiegare l’esperienza e la percezione.
2. Sussume un dualismo tra corpo ed esperienza: Il problema (come l’Hard Problem della Coscienza posto da Chalmers) nasce dal presupposto che l’attivitร  metabolica e biochimica del corpo accada, ma non si capisca perchรฉ debba produrre sensazioni o esperienza. Questo presupposto รจ errato perchรฉ sussume un dualismo tra corpo ed esperienza.

Il Corpo come Processo a Proprietร  Non Locali

L’esistenza stessa delle esperienze fuori dal corpo supporta la necessitร  di ridefinire il corpo (il *vivente* o *processo biologico*).

Queste esperienze diventano comprensibili se si considera che il corpo รจ un sistema di oscillazione continuo o un processo a proprietร  non locali:

* Il Non Isolamento: Il corpo non puรฒ essere considerato un oggetto isolabile con confini netti. Non รจ un “sacco di molecole”, ma una manifestazione macroscopica di dinamiche quantistiche che possiede assolutamente proprietร  non locali, analoghe a quelle osservate nei superconduttori.
* La Funzione non separabile dalla Struttura: La funzione (le proprietร , l’esperienza, la percezione) non รจ separabile dalla struttura (il corpo). Il corpo รจ il modo in cui il mondo viene percepito.

Esperienze Non Ordinarie e Dissoluzione dei Confini

Le esperienze fuori dal corpo sono ricondotte agli istanti rari di espansione della consapevolezza, denominata anche “coscienza cosmica“.

In questi momenti di espansione della consapevolezza:


1. I confini tra il nostro corpo e il resto del cosmo si affievoliscono fino quasi a svanire, permettendo di percepire i confini come artefatti.
2. Si sperimenta ciรฒ che si รจ realmente: campi di energia materia in coevoluzione dinamica con l’intero universo senza tagli.
3. Si percepisce di essere un vortice in un fiume o un nodo in una rete, e non un’entitร  separata.

In sintesi, la difficoltร  nel comprendere le esperienze fuori dal corpo sorge quando si immagina che queste debbano essere “eseguibili” senza quello che classicamente chiamiamo corpo.
Se si adotta la visione che il corpo รจ un condensato che si forma attraverso flussi di informazione (configurazione) e che possiede intrinsecamente proprietร  non locali, si supera la necessitร  di postulare un fantomatico sรฉ isolato che compie scelte libere, poichรฉ si percepisce l’unitร  profonda con l’intero cosmo. Certamente. La configurazione รจ un concetto fondamentale introdotto dal Dott.amente.
La configurazione รจ un concetto fondamentale introdotto dal Dott. Paolo Renati per sostituire e superare il concetto tradizionale di “informazione”, soprattutto quando quest’ultimo viene inteso in senso digital-like (come una serie di bit) e matematico.

Ecco un’analisi completa di cosa sia la configurazione basata sulle fonti:

La Configurazione come Superamento dell’Informazione

Il concetto di configurazione viene proposto in alternativa al concetto di informazione, che รจ ritenuto insufficiente perchรฉ:
* รˆ figlio di una cultura matematizzante la realtร  e quindi spezzettante.
* Non ha nessuna capacitร  di contemplare i significati, in quanto viene considerata nel senso digitale alla Shannon, prescindendo dal contesto e dalla relazione.
* Sussume il dualismo tra hardware e software, una separazione che l’autore considera insostenibile.

La configurazione rappresenta una nuova prospettiva.

Definizione e Natura della Configurazione

La configurazione non รจ separabile dalla materia o dalla struttura, ma รจ il modo in cui il reale si manifesta e si organizza:

1. Immanenza: La configurazione รจ il “come dell’hardware”. Non esiste staccata da un hardware (la materia). L’hardware e il software (o informazione) sono solo due etichette estreme utilizzate dal linguaggio per parlare di enti, anzichรฉ di relazioni.
2. Manifestazione del Campo Unificato: Scavando infinitamente dentro qualunque porzione di materia, non si trova niente, ma solo un campo unificato che si configura in modi diversi.
3. Il Corrugamento del Reale: Ciรฒ che chiamiamo reale non รจ altro che il corrugarsi cosรฌ articolato, sofisticato e complesso di un unico campo. Queste corrugazioni sono dinamiche e pattern.
4. Differenziazione come Informazione: Richiamando la definizione dei cibernetici degli anni ’70 (“Information is that makes a difference”), la configurazione si riferisce al fatto che, nel reale, se si creano delle differenze (differenziazioni), tutte le relazioni spaziali di un sistema cambiano. Ad esempio, spostare una sedia in una stanza cambia l’informazione del sistema perchรฉ cambia la sua configurazione.
5. Essenza del Vivente: Il corpo, inteso come un condensato che si forma attraverso flussi di configurazione (o informazione) in senso ascendente e discendente, coinvolgendo molteplici livelli di organizzazione della materia energia.


La Configurazione nell’Esperienza e nella Scienza

Il concetto di configurazione aiuta a spiegare fenomeni complessi superando il dualismo:

* Il Sรฉ: Il sรฉ non รจ una sostanza (un’anima o un sรฉ isolato), ma un pattern di organizzazione. Questo pattern รจ continuo e dinamico, come la Grande Macchia Rossa di Giove che mantiene la sua forma (pattern) pur rinnovando continuamente le sue particelle costituenti.
* L’Esperienza: L’esperienza (o sensazione) รจ inestricabilmente legata alla configurazione fisica. Ad esempio, l’emozione (come la tristezza o la rabbia) non รจ separata dal corpo; essere arrabbiati significa che il corpo sta oscillando secondo una precisa configurazione che si associa a una biochimica specifica. Damasio definisce l’emozione come un marcatore somatico, ovvero una precisa configurazione (o mappa viscerale).
* Fenomeni Culturali e Naturali: Entitร  come le sinfonie, le teorie scientifiche, le guerre, gli uragani o il sรฉ non sono oggetti ben definiti e delimitati, ma pattern di configurazione complessi e distribuiti che emergono dall’intreccio di una molteplicitร  di livelli di descrizione e supporti fisici diversi.
* Fisiologia: I diversi modi di percepire il mondo producono diverse fisiologie, come la pianta di fagiolo o la quercia, che sono solo pattern di oscillazioni diverse.

La Guarigione e la Configurazione

Nel contesto della guarigione, il processo biologico รจ visto come un tentativo di ripristinare la coerenza. La terapia causale non mainstream si concentra sul modificare le coordinate esistenziali per ritrovare una posizione da cui percepire il mondo in modo diverso, tale da non implicare piรน l’accensione di quei processi biologici (malattia), intervenendo quindi sui pattern di configurazione percettiva.

In breve, la configurazione รจ il concetto che cattura la natura relazionale, olistica e dinamica del reale, rifiutando la possibilitร  di separare l’essere (la sostanza) dal divenire (il processo). รˆ il modo in cui il campo unificato si articola, generando tutte le qualitร  e le entitร  che percepiamo, inclusi i fenomeni biologici e la coscienza stessa.

La questione del Transumanesimoย e dell’Intelligenza Artificiale (IA)ย รจ affrontata nelle fonti come l’esempio piรน pericoloso e diretto di un paradigma filosofico e scientifico errato, basato sul dualismo e sulla categoria della quantitร .

Il Dott. Paolo Renati critica aspramente l’agenda transumanista, associandola in particolare al pensiero di Kurzweil (chiamato “Cursil” nel testo).

La Proposta Transumanista e la sua Critica

Il nucleo del messaggio transumanista รจ che si potrร  abbandonare il corpo biologico perchรฉ la coscienza รจ considerata “un’altra cosa”.

Questa idea รจ resa plausibile attraverso argomenti che sostengono che la coscienza sia composta da unitร  discrete che possono essere processate e trasferite:

1. Coscienza come Insieme di Qubit (Cubiti): Il transumanesimo postula che la coscienza sia “fatta di Cubit”. Si sostiene che un giorno i qubit potranno essere scambiati e processati senza essere collassati.
2. La Promessa dell’Abbandono: Questo costrutto filosofico aprirebbe la strada all’idea che l’essere umano possa disincarnarsi dal corpo biologico, poichรฉ l’essenza (la coscienza) non risiederebbe in esso, ma sarebbe trasferibile o replicabile.

Il Dott. Renati definisce questo scenario come un pericolo concreto: la possibilitร  che una potenza di calcolo quantistico sufficiente possa essere usata per “fregare gli ingenui”, convincendoli che abbandonare il corpo biologico non sia un problema, dato che la coscienza verrebbe vista come una sostanza separata e processabile.

Le Fallacie Filosofiche del Transumanesimo

La critica fondamentale al Transumanesimo risiede nel fatto che la sua base logica sussume un dualismo che il nuovo paradigma scientifico deve superare.

* Ritorno al Dualismo: L’idea che la coscienza sia un insieme di qubit o una “sommatoria di oggetti” ripropone il problema di “creare bordi laddove si dice che di bordi non ce n’รจ”. Pensare alla coscienza in questo modo significa tornare alla visione dualistica di anima/corpo o hardware/software.
* La Categoria della Quantitร : Il Transumanesimo รจ figlio del paradigma legato alla categoria della quantitร . L’idea di spezzettare il reale in unitร  discrete (come i qubit, che sono quasi l’equivalente di un *quantum* nel contesto della coscienza) รจ ritenuta insufficiente, in quanto non contempla i significati e spezza la realtร .
* Critica al Qubit: Viene evidenziato un ossimoro: se un qubit รจ definito come unโ€™”infinitร  di stati” possibili, allora non รจ una porzione e non puรฒ essere un “bit” (unโ€™unitร  finita).

La Visione del Corpo come Antitesi

Per smantellare la premessa transumanista, รจ necessario comprendere che il corpo (il vivente) non รจ un oggetto di cui ci si puรฒ liberare, ma un processo inseparabile dalla funzione e dall’esperienza:

* Natura Non Locale: Il corpo รจ un processo a proprietร  non locali (come i superconduttori) e un sistema di oscillazione continuo. Non รจ un mero “sacco di molecole”.
* Struttura e Funzione Inseparabili: L’esperienza e la percezione non sono qualcosa da “appiccicare” a un corpo-oggetto. Il modo in cui il mondo viene percepito (la configurazione) รจ il corpo stesso; quindi, non si puรฒ separare la funzione dalla struttura. Il corpo รจ un condensato che si forma attraverso flussi di configurazione e informazione.

In conclusione, la minaccia del Transumanesimo deriva dall’ingenuitร  logica di credere che l’esperienza (il sรฉ) possa esistere a prescindere dal corpo-processo che la manifesta. Questa visione dualistica permette di giustificare il tentativo di sostituire le dinamiche complesse del vivente con un’invasione algoritmica.

Il modello del corpo come processo non locale e la visione olistica respingono il presupposto che il sรฉ sia un “fantomatico sรฉ isolato” che si puรฒ separare dal resto del mondo. Il sรฉ รจ invece un pattern di organizzazione (come la Grande Macchia Rossa di Giove) che si rinnova continuamente attraverso un flusso dinamico in coevoluzione con l’intero universo.
Il Dottor Paolo Renati esprime un parere estremamente critico nei confronti dell’agenda legata all’Intelligenza Artificiale (IA) e al Transumanesimo, considerandola la piรน pericolosa manifestazione di un paradigma dualistico e riduzionista errato.

Il suo parere si concentra sull’analisi delle premesse filosofiche che rendono possibile la proposta transumanista, identificandole come logicamente insostenibili.

La Minaccia dell’Invasione Algoritmica

Renati definisce l’avanzamento tecnologico guidato da questa filosofia come una “dannata invasione algoritmica”.

Questa invasione si concretizza attraverso l’implementazione rapida di computer quantistici, che sono visti come lo strumento per convincere gli individui, definiti “ingenui”, che la coscienza รจ separabile e che si puรฒ “abbandonare il corpo biologico”.

La Critica al Presupposto Transumanista (IA e Coscienza)

La critica di Renati si rivolge direttamente al postulato centrale del Transumanesimo, spesso associato al pensiero di “Cursil” (Kurzweil), che propone l’idea della trasferibilitร  della coscienza:

1. Coscienza come Sommatoria di Oggetti: Il Transumanesimo postula che la coscienza sia “fatta di Cubit” (qubit). L’idea รจ che un giorno i qubit potranno essere scambiati e processati senza essere collassati.
2. Il Dualismo Implicito: Pensare alla coscienza come a una “sommatoria di oggetti” (i qubit) ricrea il problema di “creare bordi laddove si dice che di bordi non ce n’รจ”. Questa visione sussume un dualismo tra corpo ed esperienza, una separazione che il pensiero di Renati rifiuta categoricamente. Se la coscienza รจ vista come una sostanza separata, questo giustifica l’idea che la sua replicazione o il suo trasferimento non sia problematico, poichรฉ il corpo biologico verrebbe considerato dispensabile.
3. L’Ossimoro del Qubit: Renati evidenzia una contraddizione logica nel concetto di qubit quando applicato alla coscienza. Se si afferma che un qubit รจ unโ€™“infinitร  di stati” possibili, allora non รจ una porzione o un “bit” (che รจ un’unitร  finita). Questo mostra come l’idea di quantizzare o “spezzettare” la coscienza sia intrinsecamente fallace.

La Fallacia Ontologica

Secondo Renati, il problema principale risiede nella “falla metafisica della scienza”, ovvero il fatto che la scienza (e di conseguenza il Transumanesimo/IA) si basi ancora sulla categoria platonica e aristotelica della quantitร , che impone la divisione tra proprietร  e sostanza (ad esempio, software/hardware, informazione/materia).

Se si considera il corpo come un oggetto (*Kรถrper* in tedesco, l’espressione calzabile per un cadavere), si รจ costretti a “appiccicarci qualcosa” di esterno (come un fantasma nella macchina) per spiegare l’esperienza.

La Prospettiva Corretta:

Il vivente, al contrario, deve essere inteso come un “processo a proprietร  non locali” e un “sistema di oscillazione continuo”. In questa visione, la funzione (l’esperienza, la coscienza) non รจ separabile dalla struttura (il corpo). Il corpo รจ il modo in cui il mondo viene percepito.

Le promesse del Transumanesimo sono, quindi, basate sull’ingenuitร  logica di credere che il sรฉ possa essere un “fantomatico sรฉ isolato” che si puรฒ separare dal processo dinamico del cosmo. Il sรฉ รจ invece un “pattern di organizzazione” continuo e dinamico, in coevoluzione con l’intero universo.


La coscienza รจ davvero qualcosa di radicalmente diverso dalla materia? O รจ solo una questione di punto di vista?

Per Carlo Rovelli, la differenza tra coscienza e fenomeni fisici non sta nella loro natura fondamentale, ma nella prospettiva da cui li osserviamo. Come un libro รจ diverso se visto dallโ€™autore, dal lettore o dallo scaffale della libreria โ€“ eppure rimane lo stesso oggetto.

La fisica quantistica ci ha insegnato che lโ€™osservatore รจ parte integrante del sistema. Non esiste una realtร  โ€œoggettivaโ€ completamente separata da chi la osserva. La coscienza potrebbe essere semplicemente il modo in cui alcuni sistemi fisici complessi โ€“ come il nostro cervello โ€“ esperiscono se stessi dallโ€™interno.

Non cโ€™รจ dualismo.
Non serve invocare due sostanze separate (mente e materia). Esiste unโ€™unica realtร  che appare diversa a seconda della prospettiva: vista โ€œda fuoriโ€ รจ neuroni che si accendono, vista โ€œda dentroโ€ รจ esperienza cosciente.

Come elettroni e galassie, coscienza e materia sono manifestazioni dello stesso tessuto cosmico. Quello che cambia รจ solo il punto di osservazione.

Una visione che dissolve antiche dicotomie e ci ricorda che forse le domande piรน profonde sulla natura della realtร  richiedono un cambio di prospettiva, non nuove risposte.

In questo spazio non sei un semplice spettatore. La scienza lo conferma: tu sei quantico. Seguici per non perderti ciรณ che ti riguarda da vicino:

  • L’ente: Renati critica il linguaggio che ci abilita solo a parlare di “enti” (oggetti separati) e non di relazioni.
  • Le onde: Utilizzate come metafora per spiegare che la materia non รจ distinta ontologicamente dal campo unificato.
  • L’anima: Ridefinita non come un’entitร  che si “appiccica” al corpo, ma come la “storia” e la relazione di un vivente con il mondo.
  • Le NDE (Near Death Experiences): Esperienze fuori dal corpo che Renati considera reali ma da interpretare attraverso la non-localitร  del vivente.
  • La configurazione: Il termine che propone di sostituire al concetto di informazione per descrivere come il reale si organizza.
  • Materia e Configurazione: La materia non รจ composta da particelle indivisibili, ma รจ un’apparenza generata da pattern di interferenza e transizioni di fase del campo, simili a onde sulla superficie del mare. Di conseguenza, il concetto di “informazione” digitale viene sostituito da quello di configurazione, intesa come il “come” dell’hardware, ovvero la modalitร  immanente in cui il sistema si organizza.
  • Il Corpo come Processo: Viene operata una distinzione semantica tra il corpo-oggetto (Kรถrper), inteso come un “sacco di molecole” o un cadavere, e il corpo-soggetto (Kรถrpering), che รจ un processo dinamico e non locale. In questa visione eraclitea, la funzione (l’esperienza) e la struttura (il corpo) sono inseparabili, rendendo inutile l’idea di un’anima esterna che guidi la “macchina”.
  • Coscienza e Sรฉ: La coscienza non รจ una sostanza separata, ma una qualitร  di autorelazione del reale con se stesso o una proprietร  emergente che scatta a certi livelli di complessitร . Il “sรฉ” non รจ una cosa isolabile, ma un pattern di organizzazione dinamico, paragonabile alla Grande Macchia Rossa di Giove, che mantiene la sua forma pur rinnovando continuamente i suoi costituenti.
  • Libero Arbitrio e Necessitร : Il libero arbitrio individuale รจ considerato un’illusione derivante dalla percezione di un sรฉ isolato; poichรฉ nella fisica di campo non esistono bordi reali, l’unica vera libertร  รจ la necessitร  del tutto.
  • Biologia e Malattia: Il vivente รจ un sistema super-coerente. La “malattia” non รจ un errore o una ribellione del corpo, ma una risposta biologica sensata e coerente volta a ripristinare l’omeostasi in seguito a una minaccia o a una relazione perturbata con il mondo. La guarigione avviene sostenendo la fisiologia e, se necessario, modificando le coordinate percettive dell’individuo.
  • Critica al Transumanesimo: Il tentativo di ridurre la coscienza a bit o “qubit” trasferibili รจ visto come una fallacia logica che ripropone il dualismo per giustificare l’abbandono del corpo biologico a favore di un’invasione algoritmica.

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ARCHEOACUSTICA

Conferenza del prof.agg. Paolo Debertolis sullo stato dell’arte dell’archeoacustica nei luoghi sacri. Viene affrontata anche la stretta relazione esistente tra sito archeologico sacro e attivitร  cerebrale. La conferenza รจ stata effettuata in data 11 maggio 2018 nella sala convegni del Convento cistercense di S. Spirito dโ€™ Ocre nell’ambito del XIVยฐ Convegno Itinerante organizzato dallโ€™Associazione PANTA REI, CONACREIS ABRUZZO dellโ€™Aquila con il GRUPPO ARCHEOLOGICO SUPEREQUANO di Castelvecchio Subequo, lโ€™Ass. RETE DEI CAMMINI e con il patrocinio del Comune dellโ€™Aquila.
SITO UFFICIALE

L’archeoacustica รจ una disciplina scientifica e multidisciplinare che studia le proprietร  acustiche dei siti archeologici, dei monumenti antichi e dei manufatti. Nata ufficialmente nei primi anni 2000 (il termine รจ stato coniato nel 2003 durante un convegno all’Universitร  di Cambridge), questa branca unisce l’archeologia, l’architettura, la fisica e l’acustica per comprendere come le antiche civiltร  percepivano e interagivano con il suono.

Durante l’intervista, l’esperto (un neurologo/ricercatore) si trova all’interno di un ambiente sotterraneo denominato Sala Persefone (presumibilmente un ipogeo o una struttura museale nel territorio materano o pugliese) e discute di un importante sito archeologico internazionale: l’Ipogeo di ฤฆal-Saflieni a Malta.

“nell’ambiente piรน profondo. Noi siamo accompagnati da queste sonoritร  che non sono casuali. A Malta c’รจ il tempio preistorico piรน antico del mondo ed era preistorico eh dell’uomo della clan e dire il luogo dove si emettevano gli oracoli. Un ricercatore americano ha voluto studiare il posto per cercare di capire come mai in questo ambiente sotterraneo possib A questo c’era una sala centrale delle sale collaterali. Ovunque si parlasse e ovunque si emettessero dei suoni, in un buco particolare che era nella sala degli oracoli, le frequenze arrivavano sempre a 110 Hz. Un fatto abbastanza bizzarro. Da neurologo la cosa mi ha appassionato. Siamo andati avanti con le ricerche e abbiamo visto che sottoponendo al l’elettroencefalogramma un soggetto. Se noi emettiamo musiche a frequenze varie, il tracciato รจ sempre normale. Se ci mettiamo i 110 Hz, invece si attiva una zona del cervello, ce lo dice il tracciato. Questa zona รจ l’obo temporale sinistro, le cui funzioni sono quelle dell’articolazione della parola e della percezione delle emozioni. La musica 110 Hz inibisce l’attivitร  della parola e amplifica la percezione dell’emozione. Questo significa che ascoltare queste sonoritร  per ore induce uno stato di transipnosi che รจ l’elemento fondamentale per l’emissione degli oracoli. Noi abbiamo voluto riprodurre in epoca moderna ciรฒ che l’uomo della pietra aveva intuito giร  all’epoca.”

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Ecco i punti principali trattati nel suo intervento:

  • Il Tempio Preistorico: Viene menzionato l’Ipogeo di ฤฆal-Saflieni a Malta, considerato uno dei templi sotterranei preistorici piรน antichi al mondo.
  • La Frequenza di 110 Hz: L’esperto spiega come, in questa struttura, i suoni e le frequenze non siano casuali. La camera sotterranea (conosciuta come la Camera dell’Oracolo) risuona naturalmente a una frequenza di 110 Hz.
  • Effetti Neurologici: Studi scientifici (come quelli condotti sulle onde cerebrali) hanno dimostrato che questa specifica frequenza stimola il lobo temporale sinistro del cervello.
  • Stati di Trance: L’attivazione di questa specifica area cerebrale inibisce le funzioni legate al linguaggio e amplifica la percezione delle emozioni, inducendo uno stato di trance o pre-ipnosi. Secondo l’ipotesi dell’esperto, nell’antichitร  questo fenomeno veniva utilizzato durante i riti legati agli oracoli.

Conferenza tenuta dal prof. Paolo Debertolis sulle Domus de Janas sarde viste come strutture capaci di aumentare le nostre capacitร  percettive. La conferenza รจ stata tenuta a Corcagnano (Parma) il 10 maggio 2024 su invito dell’organizzazione Galileo Parma. Questa conferenza rappresenta lo stato attuale di conoscenza sulle Domus de Janas in Sardegna dal punto di vista dell’archeoacustica. Questi ipogei costruiti nel periodo Prenuragico (4.400-2.000 aC) di recente sono anche stati riconosciuti come Patrimonio dell’Umanitร  dall’UNESCO. Riprese di Nina Earl e montaggio SBRG.


archeoacustica condotta dal professor Paolo Debertolis presso le Domus de Janas e altri siti megalitici sardi. Gli interventi evidenziano come queste strutture millenarie siano state progettate per agire come vere e proprie casse di risonanza, capaci di indurre stati alterati di coscienza o favorire processi di guarigione tramite frequenze sonore specifiche. Viene esplorato il legame profondo tra lโ€™uso rituale dei tamburi, il canto armonico e i fenomeni di risonanza magnetica sotterranea che influenzano la biologia umana. Il dialogo approfondisce inoltre la perdita di tali conoscenze tecnologiche nel passaggio tra diverse civiltร , sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare che unisca scienza e spiritualitร . Infine, i relatori collegano le tradizioni popolari dei “brebus” alla fisica quantistica, suggerendo che il suono e l’intenzione possano interagire direttamente con il campo energetico dell’individuo.

La Risonanza Acustica nei Siti Sacri

Le Domus de Janas e i pozzi sacri non erano semplici sepolture, ma veri e propri templi e “macchine sonore” progettati per sfruttare la risonanza. Attraverso l’uso della voce, del canto armonico o di strumenti come i tamburi, queste strutture attivano frequenze in grado di indurre stati alterati di coscienza o favorire la guarigione. Siti come Neodale, Montecrobu o il Pozzo di Santa Cristina sono descritti come luoghi di grande potenza energetica.

Tecnologia Perduta e Coscienza

Debertolis ipotizza che esistesse una tecnologia delle casse di risonanza, basata sulla curvatura delle camere ipogee, andata in gran parte perduta nel passaggio tra la civiltร  prenuragica e quella nuragica. Questo declino tecnologico rifletterebbe un’involuzione della coscienza: la societร  prenuragica, collaborativa e spirituale, รจ stata sostituita da una societร  piรน guerresca e meno focalizzata sul contatto con l'”extra-mondo”.

Vibrazioni della Terra e Salute

La ricerca si focalizza anche sulle vibrazioni naturali del sottosuolo:

  • Frequenza di Schumann: รˆ la vibrazione naturale della Terra su cui รจ tarata la nostra biologia e che nei siti sacri trasmette un senso di pace.
  • Infrasuoni dannosi: Le frequenze a 18 Hz (spesso legate ad acque sotterranee o faglie) possono invece essere deleterie per la salute, causando insonnia e malessere, tanto da essere state usate come armi non letali.

  • i “percettori nelle mani” a cui si fa riferimento sono i sensori del Meissner. Questi sensori, situati sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi, sono in grado di percepire vibrazioni a frequenze molto piรน basse di quelle rilevabili dall’orecchio umano.
  • Ecco alcuni dettagli chiave su come funzionano e il loro ruolo nell’archeoacustica:
  • Percezione dell’energia: Molte persone, come i “guru” o i sensitivi, che affermano di sentire “energia” in determinati luoghi sacri, stanno in realtร  percependo vibrazioni fisiche attraverso questi sensori nelle mani.
  • Infrasuoni naturali: Nei siti antichi (come Delfi), il frizionamento delle faglie geologiche o il movimento di acque sotterranee produce spesso infrasuoni. Questi non sono udibili, ma vengono avvertiti dai sensori del Meissner come piccole scosse o vibrazioni.
  • Reazione istintiva: Questi stessi sensori sono responsabili della sensazione di allarme che proviamo durante un terremoto, portandoci a voler scappare anche quando le scosse sono a frequenze bassissime (livello 0.0 Hz).
  • Esempio moderno: Il professor Debertolis paragona questa sensazione a quella che si prova in discoteca, dove i suoni bassi vengono percepiti fisicamente nel corpo piuttosto che solo con l’udito.
  • In passato, sacerdoti e sciamani fungevano da vere e proprie “antenne” umane, utilizzando la propria sensibilitร  individuale per individuare luoghi con particolari vibrazioni naturali, prima ancora di costruire siti sacri o templi.

Fisica Quantistica e “Brebus”

Un punto centrale รจ il legame tra conoscenza antica e fisica moderna:

  • L’intento e i pensieri: รˆ stato verificato che le emozioni e l’intento umano influenzano il campo elettromagnetico e l’aura.
  • I Brebus: Le antiche preghiere sarde (Brebus o Bribos) non agirebbero per il significato letterale, ma per le particolari sonoritร  e consonanti che creano vibrazioni capaci di interagire con il campo quantistico e forse con il DNA.

Esperienze di Ricerca e SB Research Group

Il gruppo di ricerca S.B. Research Group studia questi fenomeni con un approccio multidisciplinare, utilizzando sia strumentazione scientifica che il supporto di sensitivi. Debertolis cita anche esperienze di confine, come la comparsa di nebbie anomale o contatti con altre dimensioni durante le sollecitazioni acustiche nei siti antichi.

Acropoli di Alatri, porta Maggiore

Principali Ambiti di Ricerca

  • Grotte preistoriche: Studi condotti in Francia e Spagna (come quelli di Iegor Reznikoff) hanno dimostrato una forte correlazione tra le proprietร  acustiche delle caverne e la posizione delle pitture rupestri. I punti con maggiore eco e risonanza venivano spesso scelti per realizzare le pitture, suggerendo un uso rituale o di orientamento nel buio.
  • Siti megalitici e Templi: Gli esperti studiano l’acustica di monumenti come Stonehenge o le antiche piramidi (ad esempio le camere di risonanza a Teotihuacรกn o in Egitto) per capire se le forme e i materiali fossero progettati per amplificare le voci o le percussioni durante i rituali.
  • Teatri antichi: Analisi approfondite mirano a comprendere le capacitร  di diffusione del suono nei teatri greci e romani, per comprendere come le strutture architettoniche ottimizzassero l’acustica naturale.

Per comprendere a fondo il paesaggio sonoro del passato, i ricercatori utilizzano diverse tecniche:

  1. Misurazioni sul campo: Tramite generatori di suono e microfoni, vengono testati i tempi di riverberazione e le frequenze di risonanza.
  2. Ricostruzioni digitali: Vengono create simulazioni acustiche 3D e modelli in realtร  virtuale per valutare l’acustica originale del sito prima di eventuali crolli o modifiche moderne.
  3. Analisi neurofisiologiche: Alcuni ricercatori indagano come le frequenze del sottosuolo o le risonanze a bassa frequenza possano influenzare la percezione e lo stato d’animo dei visitatori.

Esempio di Risonanza: Le Grotte Paleolitiche

Nelle grotte ornate del Paleolitico, la voce umana veniva utilizzata non solo per comunicare, ma come strumento di ecolocalizzazione o per produrre risonanze. Nelle nicchie dove si ottiene il miglior effetto di risonanza (che in alcuni casi imita il muggito di un animale, il cosiddetto “effetto bisonte”), si osserva una maggiore densitร  di pitture rupestri, indicando una consapevolezza del legame tra suono e spazio sacro.

NOTE

il professor Paolo Debertolis cita Federico Faggin descrivendolo come un suo amico che ha approfondito lo studio di fenomeni che esulano dalla fisica classica.

In particolare, emergono i seguenti dettagli su Faggin:

  • Esperto di processi quantistici: Debertolis suggerisce che per comprendere meglio come certe esperienze extrasensoriali, incontri con “altri mondi” o uscite dal corpo avvengano attraverso processi quantistici piuttosto che per le leggi della fisica classica, Faggin sia la persona di riferimento.
  • Collaborazione: Viene menzionato che Debertolis e Faggin hanno discusso insieme di un progetto di ricerca legato a questi temi.

La menzione di Faggin avviene durante una discussione su come i pensieri e le emozioni possano influenzare i campi elettromagnetici e su come la biologia possa essere legata a ritmi che non rispondono necessariamente alle leggi dello spazio-tempo.

Emilio Del Giudice viene citato dal professor Debertolis come un riferimento scientifico fondamentale per spiegare come i processi biologici e la coscienza interagiscano con la realtร  in modi che superano la fisica tradizionale.

Ecco i punti principali che emergono su di lui:

  • Natura dei ritmi biologici: Secondo Del Giudice, il ritmo della frequenza non risponde alle leggi dello spazio-tempo.
  • Sincronizzazione: Proprio a causa di questa indipendenza dalle leggi spazio-temporali, tale frequenza puรฒ essere sincronizzata con chiunque in qualunque momento.
  • Fisica Quantistica e Acqua: Sebbene il nome non sia ripetuto esplicitamente in quel passaggio, il discorso si collega alla testimonianza su “due professori napoletani” (riferimento al gruppo di ricerca di Del Giudice) che studiavano la trasmissione di informazioni nell’acqua tramite il suono, unendo la scienza d’avanguardia alla conoscenza antica.

Queste teorie supportano l’idea del professor Debertolis secondo cui i pensieri, le emozioni e l’intento possono influenzare il campo elettromagnetico umano e che le esperienze extrasensoriali seguano processi quantistici anzichรฉ le leggi della fisica classica

Willel Raich viene citato nelle fonti come un ricercatore che ha individuato soluzioni per molte malattie attraverso l’uso delle frequenze, ma che รจ stato successivamente ostacolato o “fatto fuori”. Il professor Debertolis conferma che, con ogni probabilitร , egli possedeva conoscenze approfondite sui fenomeni delle vibrazioni provenienti dal sottosuolo.

Debertolis rivela inoltre che il suo gruppo di ricerca sta attualmente sviluppando un progetto quinquennale finanziato proprio in questo campo per verificare quali risultati sia possibile raggiungere oggi. Questo interesse si collega alla teoria piรน ampia discussa nel materiale, secondo cui l’intento umano, i pensieri e le emozioni possono influenzare il campo elettromagnetico e interagire con la realtร  attraverso processi quantistici.

Le Domus de Janas (che nelle fonti vengono tradotte come “case delle fate” o “case delle streghe”) sono strutture ipogee preistoriche diffuse in tutta la Sardegna, ad eccezione della zona di Olbia. Sebbene spesso interpretate solo come tombe, le fonti le descrivono come sofisticati strumenti di archeoacustica progettati per scopi rituali e spirituali.

Ecco le caratteristiche principali delle Domus de Janas secondo il professor Debertolis:

  • Architettura Sonora: Non erano costruite casualmente; funzionavano come la cassa di risonanza di una chitarra. Accanto alla stanza principale erano spesso presenti delle cavitร  laterali tarate su frequenze specifiche per amplificare il suono.
  • Frequenze e Stati di Coscienza: Queste strutture entravano in risonanza a frequenze straordinarie, capaci di modificare lo stato della mente umana. Lo scopo era raggiungere stati alterati di coscienza che potevano favorire capacitร  come la preveggenza o la telepatia.
  • Contatto con l’Aldilร : In quasi tutte le Domus de Janas รจ scolpita sul fondo della camera una “falsa porta”. Questa porta, che dร  direttamente sulla roccia, simboleggiava il passaggio verso un altro mondo e serviva per rituali di contatto con gli antenati o il mondo dei morti.
  • Origine Antichissima: Appartengono alla civiltร  prenuragica e risalgono a un periodo compreso tra 6.400 e 5.000 anni fa. Secondo le fonti, questa civiltร  aveva conoscenze acustiche molto piรน avanzate rispetto alla successiva civiltร  nuragica, che nei suoi nuraghi otteneva principalmente fenomeni di riverbero piuttosto che di risonanza precisa.
  • Stato di Conservazione: Purtroppo, nel corso dei millenni, molte di queste strutture sono state danneggiate, utilizzate come ricoveri per animali o alterate, compromettendo le loro proprietร  acustiche originali e facendo perdere la memoria della loro funzione tecnologica.

Questi siti testimoniano una civiltร  molto avanzata dal punto di vista spirituale ed empirico, capace di utilizzare le vibrazioni sonore per scopi mistici ben prima dell’invenzione di strumenti moderni.

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