Chiunque, dunque, si erga contro Eros come un pugile per combattere, è solo un pazzo, perfino sugli dèi, infatti, domina a suo piacimento.Ἔρωτι μέν νυν ὅστις ἀντανίσταταιπύκτης ὅπως ἐς χεῖρας, οὐ καλῶς φρονεῖ·οὗτος γὰρ ἄρχει καὶ θεῶν ὅπως θέλει.

Ἔρωτι μέν νυν ὅστις ἀντανίσταται
πύκτης ὅπως ἐς χεῖρας, οὐ καλῶς φρονεῖ·
οὗτος γὰρ ἄρχει καὶ θεῶν ὅπως θέλει.

Sophocles, Trachiniae, 441

Non est arbor solida nec fortis nisi in quam frequens uentus incursat Seneca

Un albero non diventa solido e robusto se non è continuamente investito dal vento e sono queste raffiche che ne fanno il fusto compatto e ne rinsaldano le radici, che si abbarbicano con maggior forza al terreno; fragili sono invece quegli alberi che crescono in una valle tranquilla, esposta solo ai raggi del sole. Perciò nel loro stesso interesse, affinché nulla possa atterrirli, è necessario che i ”virtuosi” attraversino spesso esperienze dolorose, sopportando con animo sereno ciò che non è di per se stesso un male ma che diventa tale solo per chi non è disposto a sopportarlo.
Lucio Anneo Seneca
Non est arbor solida nec fortis nisi in quam frequens uentus incursat; ipsa enim uexatione constringitur et radices certius figit: fragiles sunt quae in aprica ualle creuerunt. Pro ipsis ergo bonis uiris est, ut esse interriti possint, multum inter formidolosa uersari et aequo animo ferre quae non sunt mala nisi male sustinenti.

Dé Te 德 Possenza, Virtù, Forza magica

”Il Ceppo senza nome  pu, è un pezzo di legno che non è stato ancora intaccato dalla mano umana, che ovviamente renderebbe questa informe indescrivibile cosa, imprimendo ad esso una traccia umana , ne romperebbe quella che è la sua scabrosa, spontanea e vitale immagine del Tao道, della spontaneità naturale, e nella condizione di ceppo senza nome cioè di oggetto non lavorato che non può ancora essere nominato nè che può essere ancora usato perchè non serve a niente, e stà lì la sua possanza (德 De) la sua forza, il suo vigore, il suo tratto distintivo
CONFER

Laozi. La via del Dao e la formazione del daoismo – Attilio Andreini

Dé Te 德  “virtù” in origine, si ritiene, non riguardava la sfera morale, quanto l’influenza che si irraggia dalla Via, 道 DO TAO , è la Forza Spirituale in senso magico; Te德 è potenza magica, POSSENZA
Solo in seguito la “buona condotta” in senso naturalistico diventa la “buona condotta” in senso etico.
i due significati si confondono e sovrappongono.

per questo il saggio 聖人sheng ren si  pone al servizio del non agire無為 wu wei

pratica l’insegnamento senza parole
行不言之教 xing bu yan zhi jiao

“Il Santo”聖人a cui è rivolto il libro è colui che si identifica e si abbandona alla Via; il suo obbiettivo principale è coltivare il Te, forza vitale e potenziale magico, praticando una profonda ascesi, una vita all’insegna della morigeratezza;
Il suo fine è il Wu wei il Non-agire praticato con un’intenzione cosciente: atteggiamento dettato dalla certezza che il corso naturale delle cose (la Via) lo favorirà.

Racconti di Satori 悟

«Satori, in termini psicologici, è un oltre i confini dell’Io. Da un punto di vista logico è scorgere la sintesi dell’affermazione e della negazione, in termini metafisici è afferrare intuitivamente che l’essere è il divenire e il divenire è l’essere.»
Daisetsu Teitarō Suzuki, dall’introduzione del libro Lo zen e il tiro con l’arco di Eugen Herrigel

Il satori è il momento dell’illuminazione  momento in cui l’intera esperienza personalecosmica è proiettata in un unico istante, che porta ad un annullarsi cosciente del soggetto, non derivante da una rinuncia al mondo esterno ma dalla partecipazione ad esso tramite l’atto puro

Nella sua essenza, lo Zen è l’arte di vedere nella propria natura.
Daisetsu Teitaro Suzuki, Buddhismo Zen

Lo Zen non ha nulla a che vedere con la mente… è il ruggito di un leone.
E il maggior contributo delle Zen al mondo è la libertà da sé stessi.
Osho, Discorsi

Un’unica forza, l’Amore, unisce infiniti mondi e li rende vivi.
Giordano Bruno

IL MARZIALISTA

植芝盛平, Ueshiba Morihei   fondatore dell’AIKIDO 合氣道

” Mentre stavo passeggiando da solo in un giardino, sentii che uno spirito dorato sgorgava dalla terra copriva il mio corpo tramutandolo in un corpo dorato, allo stesso tempo mente e corpo si mutarono in luce, riuscii a comprendere il cinguettio degli uccelli e fui pienamente cosciente della mente del Tutto..lacrime inarrestabili di gioia mi inondarono il viso…

Nel momento della piena realizzazione il senso limitato del sè si dissolve, viene alla luce la percezione che la coscienza non è proprietà di nessuno che non c’è nessuno a cui appartenga. la coscienza non è ”essa” ma ”io” universale che crea lo spazio e il tempo ed è la natura di tutte le cose : coscienza, esistenza, amore.”

LO SCIENZIATO

”Sentii improvvisamente un’energia fortissima emergere dal mio petto…questa energia viva era amore, ma un amore così intenso e così incredibilmente appagante che superava ogni sentimento e nozione che avevo sulla natura dell’amore.

Ancora più incredibile che la sorgente di questo amore fossi io.
Si manifestava come un ampio fascio di luce bianca e scintillante , viva e beatifica, che sorgeva dal mio cuore con forza incredibile .
poi all’improvviso quella luce esplose.
Riempì la stanza e si espanse fino ad abbracciare l’intero universo con lo stesso bianco splendore…. quella è la sostanza di cui è fatto tutto ciò che esiste”

Federico Faggin


E questa luce che brilla sopra questo cielo, più in alto di tutto, più in alto di ogni cosa, nel più elevato mondo al di sopra del quale non c’è nessun altro mondo, è la stessa luce che è nell’uomo.
Upanishad
La coscienza non è una cosa tra le cose, ma è l’orizzonte che contiene ogni cosa.
Edmund Husserl

La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell’universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell’anima.
Carl Gustav Jung

Osho Rajeneesh per quanto controverso provocatore a mio avviso resta un maestro della Tradizione in senso spirituale.

Una vertigine chiamata vita” 

“Mi ricordo quel giorno fatidico… Ho cercato per molte vite, ho lavorato su di me, ho lottato, ho fatto tutto quanto era possibile e non è mai successo nulla. Ora capisco perché non accadeva nulla: lo sforzo era l’ostacolo, la sete di ricerca era l’ostacolo. È vero che non ci si può realizzare senza cercare, la ricerca è necessaria; ma arriva un momento in cui la ricerca deve essere lasciata cadere. La barca necessarie per attraversare il fiume, ma poi arriva un momento in cui devi scenderne, dimenticartene, lasciarti alle spalle quella barca. Lo sforzo è necessario: senza sforzo nulla è possibile, e allo stesso tempo, con uno sforzo non s’ottiene nulla. Esattamente sette giorni prima del 21 marzo 1953, smisi di lavorare su di me: arriva un momento in cui si vede la totale inutilità dello sforzo. Hai fatto tutto quello che potevi fare, e non è successo nulla. Hai fatto quanto è umanamente possibile, che cos’altro potresti fare? La speranza viene meno e si abbandona ogni ricerca: il giorno in cui misi di cercare, il giorno in cui non aspettai più l’accadere di qualcosa, qualcosa iniziò ad accadere. (…) il giorno in cui smisi di sforzarmi, anch’io mi fermai: infatti, non si può esistere senza sforzo, né si può esistere senza desiderio o senza lotta. Il fenomeno del’ego, del sé, non è un oggetto, bensì un processo. Non è la sostanza che si trova dentro di te: la devi generare in ogni istante. E’ simile all’azione del pedalare: se pedali, la bicicletta continua ad andare; se non lo fai, si ferma. Potrebbe proseguire per un po’, a causa della forza d’inerzia, ma quando smetti di pedalare, di fatto la bicicletta inizia a fermarsi: non ha più energia, non ha più la forza di andare oltre. È inevitabile che si fermi e cada a terra. L’ego esiste perché noi continuiamo a pedalare sul desiderio, perché continuiamo a lottare per ottenere qualcosa, perché continuiamo a proiettarci in avanti. Il fenomeno del’ego è proprio questo: proiettarsi in avanti, nel futuro, oppure nel passato. Proiettarsi in ciò che non esiste, crea l’ego. E poiché questo fenomeno scaturisce da qualcosa che non è esistenziale, è simile a un miraggio. E’ formato unicamente da desideri; è soltanto una sete e null’altro. L’ego non è nel presente, e nel futuro. Se vivi nel futuro, l’ego sembra estremamente concreto. Se sei nel presente, l’ego è un miraggio… Inizia scomparire.(…) Ero in uno stato catatonico: verso le otto andai a dormire. (..) Fu un sonno stranissimo, il corpo era addormentato, io ero sveglio. verso mezzanotte gli occhi si aprirono all’improvviso. Non li aprii io, il sonno fu rotto da qualcos’altro. Intorno a me, nella stanza, sentii una presenza imponente. La stanza era piccolissima. Sentii tutt’intorno a me una pulsazione di vita, una vibrazione assordante, simile all’uragano: una tempesta incredibile di luce, gioia ed estasi. Ero sommerso: era tanto reale che ogni altra cosa divenne irreale. I muri della stanza divennero irreali, la casa divenne irreale, il mio stesso corpo divenne irreale. Ogni cosa era irreale perché ora, per la prima volta, la realtà era presente. (…) quella notte un’altra realtà aprì la sua porta, un’altra dimensione divenne disponibile. All’improvviso era presente, quella realtà “altra”, una realtà separata: la realtà vera, o in qualsiasi modo tu voglia chiamarla. Chiamala Dio, verità, Dhamma, Tao, o come meglio preferisci. Era senza nome. Ma era presente,così opaca, così trasparente, e tuttavia tanto evidente che chiunque avrebbe potuto toccarla. Nella stanza mi stava soffocando: era troppo intensa e io ero incapace di assorbirla. Sorse in me il  bisogno spasmodico di precipitarmi fuori da quella stanza, uscire sotto il cielo. Se fossi rimasto pochi minuti ancora, sarei soffocato. Così mi sembrava. Corsi fuori, uscii all’aperto. Sentivo la necessità di essere semplicemente sotto il cielo, con le stelle, con gli alberi, con la terra, essere con la natura. (…) mi incamminai verso il giardino più vicino. Era una camminata totalmente diversa, come se la forza di gravità fosse scomparsa. Camminavo, o correvo, o semplicemente volavo; Era difficile decidere. La gravità era assente. Mi sentivo senza peso, come se una forza mi trasportasse: ero nelle mani di un’altra energia. Per la prima volta non ero solo, per la prima volta non ero più in individuo, per la prima volta la goccia era caduta nell’oceano; ora l’intero oceano era mio, io ero l’oceano. Non c’erano più limiti. Un potere tremendo sorse dentro di me, come se avessi potuto fare qualsiasi cosa, in qualunque situazione… Io non ero presente, esisteva solo quel potere. (…) ero rilassato, mi lasciavo andare. Non ero presente. Lui era lì-chiamatelo Dio-Dio era presente. Preferirei chiamarlo Lui, perché Dio è una parola troppo umana, ed è stata logorata dall’abuso, troppe persone l’hanno inquinata: cristiani, indù, musulmani, preti e politici, tutti hanno fatto di tutto per corrompere la bellezza di questa parola, perciò lasciate che lo chiami Lui. Lui era presente, e io ero semplicemente trasportato.. trasportato da un’onda. Quando entrai nel parco, ogni cosa divenne luminosa. …) Quando tornai a casa, erano le quattro del mattino, per cui, secondo l’orologio, era rimasto là perlomeno tre ore; ma fu un’infinità. Non aveva nulla a che vedere con l’orologio, era senza tempo. Quelle tre ore divennero un’eternità, senza fine. Non c’era tempo, non esisteva lo scorrere del tempo. Era la  realtà vergine, incorrotta, intatta, incommensurabile.”




Onora la tenebra rispetta le radici affonda nella Terra ferrosa ma torna alla Luce guerriero respirando le stelle… con tutto il tuo Cuore…. Nella tempesta….tra le fitte nebbie, nel crepaccio, dove ogni cosa appare dolorosamente inevitabile, densamente univoca…. la trama si nasconde, aggrovigliandosi e dell’arazzo si vedono solo fili contorti si sentono solo tempie pulsanti…. è la terra, che nutre, ma toglie il respiro ….. l’Aria è più in alto, lo Spazio Altrove…. stai quieta anima stai nella mischia e fai ciò che puoi… il resto è fragore di Marte non il Cosmo

Limrúnar skaltu kunna,per favore, impara le rune dei rami 誠

” Makoto 誠 ”

Quando un Samurai esprime l’intenzione di compiere un’azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l’intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di “dare la parola” né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.

Pratica l’insegnamento senza parole 行不言之教 xing bu yan zhi jiao Tao Te Ching 道德經

Irriducibile, Tecnologia e Coscienza…. Federico Faggin

“Per anni ho inutilmente cercato di capire come la coscienza potesse sorgere da segnali elettrici o biochimici, e ho constatato che, invariabilmente, i segnali elettrici possono solo produrre altri segnali elettrici o altre conseguenze fisiche come forza o movimento, ma mai sensazioni e sentimenti, che sono qualitativamente diversi… È la coscienza che capisce la situazione e che fa la differenza tra un robot e un essere umano… In una macchina non c’è nessuna ‘pausa di riflessione’ tra i simboli e l’azione, perché il significato dei simboli, il dubbio, e il libero arbitrio esistono solo nella coscienza di un sé, ma non in un meccanismo.”

“Se ci lasciamo convincere da chi ci dice che siamo soltanto il nostro corpo mortale, finiremo col pensare che tutto ciò che esiste abbia origine solo nel mondo fisico. Che senso avrebbero il sapore del vino, il profumo di una rosa e il colore arancione?”.

La coscienza non è algoritmica, siamo enti più vasti di ciò che crediamo

Ogni nuova comprensione è una creazione, ogni nuova decisione libera è una creazione

L’arte dell’impossibile Steven Kotler

”Per quanto ne sò più faticoso che sopportare il carico emozionale del perseguire la vera eccellenza è solo il peso emozionale del non perseguire la vera eccellenza….. più ricco di significato non vuol dire più piacevole.’
‘S.Kotler

Un testo molto interessante, per chi sia interessato ad accedere alla maestria in un arte o in una disciplina, narra dei passaggi di un percorso metodico per giungere al flow

Anche se la rilevanza delle reazioni neurofisiologiche, talvolta, in chiave un pò riduzionista, sembra escludere l’intuito situazionale non riducibile a schemi e protocolli, insomma pur parlando di entusiasmo , c’è poco di approccio ”poetico” o se si vuole poco emisfero destro e molto sinistro, c’è un insistenza sul fatto biologico pur chiamando in causa il flow, come ” uno stato di coscienza in cui ci sentiamo al meglio e diamo il meglio di noi”, come ben formulato da Mihaly Csikszentmihalyi,

Sulla cosa sia Coscienza il dibattito è assai ampio ed aperto, ci piace di più come sostiene Federico Faggin’ ritenere la coscienza ‘ una dimensione «privata non riducibile ad algoritmi», è la capacità di conoscere attraverso un esperienza fatta di qualia, , cioè mediante la sensazione e i sentimenti che portano il significato di ciò che si conosce.”

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