La risata come meditazione

La risata fa affiorare energie latenti nella tua fonte interiore. L’energia inizia a scorrere, segue la risata come un’ombra. Ci hai fatto caso? Quando ridi di gusto, in quei brevi istanti sei in uno stato di profonda meditazione. Il pensiero si arresta. È impossibile ridere e pensare allo stesso tempo. Sono cose diametralmente opposte: puoi o ridere o pensare! Se ridi di gusto, il pensiero si arresta, se ancora pensi, la risata sarà di circostanza, sarà un po’ fredda. Sarà una risata monca.
La risata come meditazione –
OSHO

Quando ridi di gusto, all’improvviso, la mente scompare. A mio avviso, la danza e la risata sono le porte migliori, le più facili e naturali. Se danzi realmente, il pensiero si arresta. Tu prosegui, continui a girare e a girare , e diventi un mulinello… tutti i limiti, tutte le separazioni scompaiono. Non sai neppure dove finisce il tuo corpo e dove abbia inizio l’esistenza. Ti fondi nell’esistenza, e l’esistenza si fonde in te: i confini si sovrappongono gli uni agli altri. E se danzi veramente, senza sforzarti, ma lasciando che la danza ti guidi, ti possegga, se vieni posseduto dalla danza, il pensiero si arresta.

La stessa cosa accade con la risata. Se sei posseduto dalla risata, il pensiero si arresta.

La risata può essere una splendida introduzione a uno stato di non pensiero.”

OSHO

”Trasparente visione” die durchsichtige Bildung Ernst Jünger

«Trasparente visione» die durchsichtige Bildung
”in cui risaltano a un tempo, intelligibili al nostro sguardo, la profondità e la superfici”
È possibile osservarla nel cristallo che potremmo definire un essere capace di
 formare una superficie interiore, e, nello stesso tempo, di esternare la propria profondità…
 Esistono segni rivelatori: ognuno, certo, ha sperimentato almeno una volta come in circostanze decisive gli uomini si illuminino, e magari a tal punto da suscitare in chi li guarda un senso di vertigine o addirittura un brivido di spavento. E ciò avviene in pre-senza della morte, ma in ogni altra forza densa di significato, la bellezza per esempio, provoca simili effetti; in particolare la forza capace di suscitarli
è la verità
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Se attraverso la bellezza si rivela il senso e la necessità che reggono il ritmico respiro del mondo è grazie alla levità con cui il bello si manifesta all’osservatore sulla superficie delle cose: la leggerezza, l’istantaneità del manifestarsi della bellezza corrispondono alla rapidità con cui il contemplatore libera il velo dell’apparenza da ciò che gli è estraneo senza che esso sia strappato o rimosso: questo è il kairos
Καιρός
(“momento giusto o opportuno” o “momento supremo”)
della visione che apre, attraverso il sensibile, alla forza che gli dà vita, cioè a un’immobile legge metafisica.
Il bello allora coincide con il vero che il contemplatore ha reso visibile sino in fondo, il bello è un apparire fenomenico da cui traspare ciò che non passa,
l’
Unvergängliches, imperituro, 
 come il diamante, scrive Jünger, che è
«il simbolo Gleichnis (immagine,metafora) più alto della luce»

poiché
nella sua «perfetta chiarità, chiude in sé la somma dei colori».
Un’esplicita ripresa da parte di Jünger del tema goethiano della bellezza si incontra nella 

 «trasparente visione» è quella immagine in cui risultano istantaneamente comprensibili al nostro sguardo profondità e superficie.

Per questa ragione Jünger parla non solo di «trasparente visione»,ma anche di «immagine stereoscopica»: con questa espressione si intende com’è noto il tipo di visione binoculare capace di dare l’effetto di profondità alle immagini.
Ma Jünger utilizza questa espressione in un
senso particolare, come emerge nello scritto intitolato

 Il piacere stereoscopico
«Percepire in maniera stereoscopica (stereoskopisch wahrnehmen)
significa acquisire contemporaneamente, nella medesima sfumatura o gradazione e mediante un organo di senso, due qualità sensorie.
Ciò è possibile solo in quanto un senso, oltre alla sua propria facoltà, assume in più le attitudini di un altro senso».
Il piacere stereoscopico rappresenta il culmine della sapienza sensibile e analogamente a livello di conoscenza scientifica o di riflessione filosofica esiste una dimensione stereoscopica, una «trasparente visione» che si configura come il limite della conoscenza umana.

Come davanti alla bellezza si arresta per un attimo il
viaggio dell’esperienza umana, così nella sfera teoretica è possibile rintracciare un evento analogo.
Urpflanze-646x1024

A tal proposito Jünger cita esplicitamente
la scoperta della
Urpflanze
da parte di Goethe
E qui vorrei porre la questione se il mondo, nel suo insieme e nei dettagli, non imiti proprio la struttura dei cristalli – ma in modo tale che il nostro occhio soltanto di rado lo possa vedere attraverso questa sua qualità cristallina.
Così, se vogliamo riferirci a qualcosa di assai noto,
l’intuizione della pianta originaria altro non è se non la percezione di quel carattere propriamente cristallino.

In questo passo emerge quale tipo di relazione sia istituita da Jünger tra l’intuizione del fenomeno originario e l’esperienza della bellezza quale fenomeno trasparente o stereoscopico.

Jünger definisce la

Urpflanze goethiana la natura dell’idea

(La metamorfosi delle piante (1790) e riguardanti le riflessioni sul rapporto che l’uomo stabilisce con la natura. Goethe, infatti durante i suoi studi botanici scopre che all’interno dell’infinita varietà e molteplicità della natura è presente un elemento unitario, primigenio; egli si convince che tutte le forme delle piante si possono far derivare da una pianta sola, una pianta originaria, formata da pochi elementi infinitamente mutabili e duplicabili.
La pianta primordiale, la Urpflanze (così la chiama Goethe), ci consente di creare una sintesi tra il singolo e l’universo, tra il sensibile e l’ideale e ci premette di cogliere la legge interna al manifestarsi dei fenomeni.)


come il paradigma della «percezione al momento giusto» di
quel
«carattere propriamente cristallino»
che costituisce l’essenza della «trasparente visione»

durchsichtige Bildung

Per quanto concerne il fenomeno originario esso è inteso da Jünger come lo svelarsi al contemplatore di un fenomeno che, come il cristallo, è in grado di formare

«una superficie interiore, e, nello stesso tempo di esternare la propria profondità».

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 Jünger pone in risalto la visibilità della legge invisibile nel fenomeno, l’emergere in superficie dell’organicità interna, il prender forma nell’istante della metamorfosi infinita: Jünger intende proseguire sulla via indicata da Goethe nella nota «scheggia»
«L’azzurro del cielo ci rivela la legge fondamentale del cromatismo. Soprattutto non si cerchi nulla dietro ai fenomeni: essi stessi sono la teoria».
Analogamente Jünger scrive:
«Il diamante ci dà il simbolo più
alto della luce che, in perfetta chiarezza, chiude in sé la somma dei colori».
Nella bellezza materiale del diamante, nel fenomeno della sua luce sono racchiusi tutti i fenomeni luminosi e in essi la teoria della luce ed ei colori.

Jünger ipotizza
«l’esistenza di punti in cui questa sorta di acuta vi
sione non nasca da un inconsueto stato di grazia, ma sia parte essenziale di una mirabile vita perenne».
La «trasparente visione» in virtù del suo legame con la bellezza e con la legge del divenire della vita attinge alnucleo più profondo della libertà umana e al limite della conoscenza umana riconducendo all’inizio del processo conoscitivo, allo stupore;così si esprime Goethe nelle conversazioni con Eckermann
”Quando il fenomeno originario suscita nell’uomo questo senso di meraviglia si dichiari soddisfatto. Non gli può essere concesso nulla di più alto e oltre questo fenomeno originario non deve cercare altro: qui è illimite.”
Confer Maurizio Guerri Terrore e Libertà
«L’ordine planetario, così nel tipo come nella strumentazione, s’è già compiuto. Attende solo di essere riconosciuto e denunciato come tale […]. Il progressivo estendersi dei grandi spazi fino a configurare un ordine globale, il confluire degli Stati mondiali nello Stato mondiale, o per meglio dire nell’impero mondiale, si connette al timore che d’ora in avanti la perfezione attinga le sue forme definitive a spese della libera volontà»
Ernst Jünger
E’ lottando per la formazione del proprio «esser-così» (So-Sein) che la libertà assume necessariamente il carattere della ribellione, affinché appunto la «perfezione tecnica» non possa organizzarsi «a spese della libera volontà» del singolo.
La libertà dell’uomo – è 
un tema che attraversa per intero l’opera di Jünger – è eterna, mutano però le forme attraverso cui è possibile che essa si realizzi, perché mutala necessità con la quale l’azione libera si deve rapportare.
La necessità
in cui oggi è inserito l’essere umano è l’«impero mondiale», una macchina planetaria del lavoro e dell’amministrazione dei popoli che penetra fin dentro alla vita del singolo e della specie; in questo senso la dimensione della libertà e della lotta per essa, tende a spostarsi oltre la linea descritta dal confine della politica classica e della storia: su questo terreno sconfinato «al muro del tempo» è dato oggi all’uomo un bene e un male, qui l’uomo deve trovare anche la forma della propria libertà.

多言數窮,不如守中 Una qualità eccessiva di parole esaurisce… meglio attenersi al centro道德經 Dao De Jing V 5

天地不仁,以萬物為芻狗;聖人不仁,以百姓為芻狗。天地之間,其猶橐籥乎?虛而不屈,動而愈出。多言數窮,不如守中。

道德經 Dao De Jing V 5

semplificato 老子
Laozi 老子

Il cielo e la terra non sono umani
天地不仁

trattano i diecimila esseri come cani di paglia
以萬物為芻狗

Il saggio non è umano
聖人不仁
(仁 ren vitù perfetta del ideale confuciano)

以百姓為芻狗
Tratta i cento clan come cani di paglia.

L’intervallo fra cielo e terra
non è forse simile a un mantice?
天地之間,其猶橐籥乎?

Vuoto, eppure inesauribile,

虛而不屈
si muove e sempre più genera.
動而愈出

多言數窮,不如守中。

Una qualità eccessiva di parole esaurisce:
meglio attenersi al centro.

oppure
Il cielo e la terra sono
creature senza cuore che trattano come i cani di paglia i
saggi sono anche senza cuore
trattano le persone come cani di paglia
tra Cielo e la Terra
come un mantice
vuoto ma inesauribile
ogni colpo produce più
parlare solo lo spreca
meglio per proteggere ciò che c’è dentro

Red Pine

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芻狗 I cani di paglia , designano ,un offerta scarificale, forse una oggetto/simbolo di un atteggiamento che pur avendo una sua funzione diviene inutile, erano fabbricati dagli antichi cinesi prima dei funerali, portati con il defunto alla parata funebre, dopo la processione, venivano  bruciati in un falò, o scartati come inutili.

Forse Laozi 老子 che cielo e terra come un l’Universo , tutti gli esseri sono un offerta scarificale, il ciclo di vita e morte  è senza sosta ne remissione, non conosce ”umanità”.
Inoltre il concetto di 仁 ren,  vitù perfetta del ideale confuciano, etica sociale rigorosa, forse per Laozi 老子 e i suoi seguaci non gode di autenticità, di spontaneità, non proviene dal profondo, è un cane di paglia….

 

 

道沖 il dao è vuoto

道沖而用之或不盈。淵兮似萬物之宗。挫其銳,解其紛,和其光,同其塵。湛兮似或存。吾不知誰之子,象帝之先。
道德經 IV 4 Dao De Jing

Il Dao è vuoto, ma usandolo appena non trabocca
Insondabile!
sembra essere l’antenato dei diecimila esseri.
smussa le punte, scioglie i nodi, attenua lo splendore, si unisce con la polvere.
Profondo! sembra essere appena presente
Io non so di chi sia figlio.
La sua immagine è più antica del cielo.
Confer Traduzione di  Augusto Shantena Sabbadini  Tao Te Ching.

oppure
Il Tao viene usato perché è vuoto
e non è mai pieno.
Quale abisso!
sembra il progenitore delle diecimila creature.
Smussa le sue punte,
districa i suoi nodi,
mitiga il suo splendore,
si rende simile alla sua polvere.
Quale profondità!
sembra che da sempre esista.
Non so di chi sia figlio,
pare anteriore all’Imperatore del Cielo.

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Αυτό τον κόσμο, που είναι ένας στην ολότητά του, δεν τον έπλασε κανένας θεός ή άνθρωπος· υπήρχε πάντοτε, υπάρχει και θα υπάρχει: μια αιώνια ζωντανή φωτιά που ανάβει με μέτρο και σβήνει με μέτρο.

Ηράκλειτος, απόσπ. 30

 Questo mondo, che è uno nella sua interezza, non è stato creato da nessun dio o uomo; è sempre esistito, esiste e continuerà ad esistere: un fuoco vivente eterno che si attenua con moderazione e si spegne con moderazione.

Eraclito, estratto. 30

Il vuoto in sé può essere concepito come un ‘Campo dei campi’ o più poeticamente, come un mare di potenzialità.
Esso non contiene particelle e tuttavia tutte le particelle sorgono come eccitazioni al suo interno.
Il vuoto è il substrato di tutto ciò che è.”
Danah Zohar – L’Io ritrovato, Sperlink & Kupfer

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“Da tale vuoto assoluto… sboccia meravigliosamente l’azione”

 Takuan Sōhō 沢庵 宗彭 Maestro zen

“Lo zen e il tiro con l’arco” di Eugen Herrigell

La profonda connessione con l’inconscio porta nuovamente ad un senso dell’anima, all’esperienza di un vuoto interiore, un luogo dove i significati sono a casa»

James Hillman

 

色不異空,空不異色;色即是空,空即是色

Rupan na prithak śunyata, śunyataya na prithag rupan, rupan śunyata śunyataiva rupan

”La forma non è diversa dal vuoto, il vuoto non è diverso dalla forma, la forma è proprio tale vuoto, il vuoto è proprio tale forma”.

Sutra del cuore della perfezione della saggezza o Sutra del cuore

प्रज्ञापारमिताहृदय

般若波羅蜜多心經

In questo aspetto della fisica moderna c’è dunque la più stretta corrispondenza con il Vuoto del misticismo orientale. Analogamente al Vuoto dei mistici orientali, di «vuoto fisico» – come è chiamato nella teoria dei campi – non è uno stato di semplice non-essere, ma contiene la potenzialità di tutte le forme del mondo delle particelle.
Queste forme, a loro volta, non sono entità fisiche indipendenti, ma soltanto manifestazioni transitorie del Vuoto soggiacente ad esse.
Come dice il sūtra, «la forma è vuoto, e il vuoto in realtà è forma».

Fritjof Capra Il tao della fisica– Adelphi Edizioni, p. 258

«La vacuità male intesa rovina l’uomo ottuso così come un serpente male afferrato o una formula magica mal pronunciata»
(Nāgārjuna. Madhyamakakārikā, 24, 11)

nota 同其塵     tong qi chen   si unisce alla polvere o è simile a particelle….

imageschen polvere,granello di polvere, qualità infinitesima, traccia, qualità terrestre degli esseri, sensazione, percezione…

同 tong simile, si unisce, identico, armonia, concordia, riunire….

 

 

Ventorum feritas saepe fit aura levis…

«Λέει κάπου ο Ηράκλειτος ότι πάντα χωρεῖ καὶ οὐδὲν μένει, και παρομοιάζοντας τα υπάρχοντα πράγματα με τη ροή ενός ποταμού λέει ότι δεν μπορείς να μπεις στο ίδιο ποτάμι δυο φορές» (Κρατύλος 402a)

Platone, nel suo Cratilo  «Dice Eraclito “che tutto si muove e nulla sta fermo” e confrontando gli esseri alla corrente di un fiume, dice che “non potresti entrare due volte nello stesso fiume”»

«Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va.»

聖人之治 il governo del saggio道德經 III 3

不尚賢,使民不爭;不貴難得之貨,使民不為盜;不見可欲,使心不亂。是以聖人之治,虛其心,實其腹,弱其志,強其骨。常使民無知無欲。使夫知者不敢為也。為無為,則無不治。

道德經 Dao De Jing III 03

Non esaltare l’eccellenza
fa sì che la gente non competa.

Non dar valore ai beni difficili da ottenere
fa sì che la gente non diventi ladra

Non ostentare ciò che può eccitare il desiderio
fa sì che i cuori della gente non siano turbati

per questo il governo del saggio
vuota i cuori e riempie i ventri
indebolisce le ambizioni e rafforza le ossa

Sempre fa sì che la gente sia senza sapere e senza desideri
e che coloro che sanno non osino agire

pratica il non agire, perciò non vi è nulla che non sia ben governato.

Confer Traduzione di  Augusto Shantena Sabbadini  Tao Te Ching.

altre varianti tra le tante

Non esaltare i più capaci
fa sì che il popolo non contenda,
non pregiare i beni che con difficoltà s’ottengono
fa sì che il popolo non diventi ladro,
non ostentare ciò che può desiderarsi
fa sì che il cuore del popolo non si turbi.
Per questo il governo del santo
svuota il cuore al popolo
e ne riempie il ventre,
ne infiacchisce il volere
e ne rafforza le ossa
sempre fa sì che non abbia scienza né brama
e che colui che sa non osi agire.
Poiché egli pratica il non agire
nulla v’è che non sia governato.

interpretazione tra le possibili e varie

心 xin

Nel pensiero Cinese antico 心 xin non è solo il centro delle emozioni ma anche sede del pensiero dell’intelletto, della riflessione , attenzione, volontà, intenzione, coscienza.

是以聖人之治,虛其心,實其腹

per questo il governo del saggio
vuota i cuori e riempie i ventri

oppure

perciò quando il saggio governa,  svuota il proprio cuore  e riempie il proprio interno (ventre)

Il ”cuore vuoto” è una rappresentazione simbolica, metaforica di tranquillità, di contemplazione distaccata, di non identificazione con il pensiero ordinario, uno stato di meditazione.

Riempire i ventri può significare che il governo incoraggia la gente a nutrire l’interiorità il benessere non solo fisico , evitando di essere preda dei condizionamenti della sola materialità.

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ventre addome interno

Il ventre è anche rappresentato dal Dan tian cinese: Dāntián 丹田; giapponese: Tanden 丹田 letteralmente significa “campo tian di cinabro dan”,Hara
(carattere comune a cinese egiapponese  addome ) nella cultura yogica svadhisthana

E’ un elemento rilevante nell’Alchimia Interiore  del taoismo, nelle tecniche meditative interne di origine cinesi, nelle arti marziali orientali.

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Nella Medicina tradizionale cinese, si suppone sia il luogo nel corpo dove il chi /qi, 氣viene conservato, accumulato e dal quale poi si irradia nei diversi meridiani del corpo.
Molte discipline utilizzano il respiro e la concentrazione in questo punto del corpo.

 ” Sempre fa sì che la gente sia senza sapere e senza desideri e che coloro che sanno non osino agire

常使民無知無欲  使夫知者不敢為也

o il maestro aiuta le persone a perdere tutto ciò che sanno, tutto ciò che desiderano, e crea confusione con quelli che credono di sapere …

I seguaci del dao 道 non consideravano di valore il sapere, sia nella sua accezione di conoscenza tecnica, come manipolazione della NATURA,  sia in senso culturale, come erudizione, conoscenza dei classici e della ritualità, in contrasto con la visione confuciana, come manipolazione dell’individuo.

Le consideravano distrazioni dalla natura essenziale, fonte di equilibrio e benessere. 

Il ”non-sapere”, in termini socratici,  evidenzia quanto i seguaci del dao道 e il loro maestro laozi老子 fossero scettici nei confronti delle teorie di ogni sistema , di ogni modello della realtà, che si ponga come assoluto, il pretendere che esista una visione unica è considerata l’ignoranza più pericolosa con conseguenze catastrofiche sugli umani e sulla stessa natura.

”e che coloro che sanno non osino agire” un’esortazione  a tenere sotto controllo  coloro che detengono  presuntuosamente la conoscenza, manipolatori, o invasati di qualche teoria assolutistica.

 

 

 

Ἡ βιωτικὴ τῇ παλαιστικῇ ὁμοιοτέρα ἤπερτῇ ὀρχηστικῇ L’arte della vita è più simile alla lotta che alla danza.. Marco Aurelio

Ἡ βιωτικὴ τῇ παλαιστικῇ ὁμοιοτέρα ἤπερ τῇ ὀρχηστικῇ κατὰτὸ πρὸς τὰ ἐμπίπτοντα καὶ οὐ προεγνωσμένα ἕτοιμος καὶ ἀπτὼςἑστάναι.

Τὰ εἰς ἑαυτόν
Συγγραφέας: Μάρκος Αυρήλιος

L’arte della vita è più simile alla lotta corpo a corpo che alla danza, per via dello star pronti e incrollabili agli accidenti non pronosticabili.

”Vivere è un’arte che assomiglia più alla lotta che alla danza, perché bisogna sempre tenersi pronti e saldi contro i colpi che ci arrivano imprevisti.“

Colloqui con se stesso Marco Aurelio 

ed anche

marco aurelio

L’arte del vivere somiglia più all’arte della lotta che a quella della danza, per il doversi sempre tenere in guardia e ben saldi contro i colpi che cadono su di noi all’improvviso.“

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