以心传心 “trasmettere da cuore a cuore” e lo Zi Fa Gong 自发功 la “pratica” che si genera da sola

Il maestro, colui che conduce, apre il campo e gli allievi entrano nello stato spontaneo senza che nessuno lo guidi.
È documentato nelle tradizioni cinesi, dove il maestro trasmette l’energia e il corpo dell’allievo risponde da solo

Il fatto che partisse da posture sollevate in piedi è significativo: quelle posture aprono già i canali, e il tuo campo li ha completati.
Non è suggestione, è un fenomeno che i maestri cinesi conoscono da secoli e che Berceli ha poi osservato in contesti clinici.

“L’ho visto accadere mille volte, su di me e sui miei allievi: il corpo che si muove da solo, senza che nessuno lo guidi.”



Se un allievo entra in uno stato intenso, non va interrotto bruscamente — va lasciato completare e poi riportato dolcemente.
Lo Zi Fa Gong — 自发功 — significa “pratica che si genera da sola”: il qi muove il corpo senza che tu guidi il movimento.
Le radici sono antichissime, legate ai riti sciamanici — le prime forme di qigong erano danze curative — e c’è chi sostiene che anche il Wu Qin Xi di Hua Tuo, il gioco dei cinque animali, nascesse così: posizioni statiche che generavano movimenti spontanei, non imitazioni coscienti degli animali.

Illustrazione che descrive l'antica figura dell'uomo-medicina nella tradizione cinese, mostrando quattro categorie: Wu, Zhu, Xian e Fang Shi, ognuna con una breve descrizione delle loro pratiche curative.

” È un ritorno dunque all’Uomo-Medicina, all’antica figura da cui il cammino medico dell’umanità prese un tempo avvio. Uomo-Medicina, termine generico questo, che la tradizione medico-esoterica cinese diligentemente valutava in varie e complementari esperienze e sensibilità. Fra queste realtà mediche vanno considerati certo i Wu ( 巫 ), Coloro che curano assumendo adeguate posizioni corporee e danzando, gli Xian ( 僊 ), Coloro che curano saltando e facendo capriole ed alzandosi da terra, e gli Zhu ( 巫 彭 ), Coloro che curano evocando ed esorcizzando, ed i Fang Shi ( 巫 咸 ), il variegato campo degli Stregoni, Coloro che conoscono le formule magiche e che sanno come utilizzarle. In ogni caso, tutti quanti Sha Men ( 沙 門 ), Sciamani. Non si intende qui sostenere che la tradizione medica cinese si sia totalmente svolta nello sciamanesimo. Essa, anzi, bene conobbe sia essoterismo che esoterismo. A volte fra essi regnò l’armonia, non raramente prevalse l’intransigenza.”


Si narra che la Medicina Tradizionale cinese  designasse una varietà di denominazioni per definire individui che praticano movimenti rigenerativi nell’alveo della coltivazione del QI氣.


”Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso ”esorcismo” tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..”


(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)



Lo Zi Fa Gong è la forma più vicina al tremore neurogeno che esista nelle tradizioni cinesi.
Il corpo si muove da solo :
dondolii, tremori, movimenti vigorosi, a volte suoni, risate, pianti e la teoria dice che rilascia energia stagnante profonda, emotiva e fisica, proprio come nel TRE, Trauma Releasing Exercises, gli Esercizi di rilascio del trauma.

Un personaggio anziano in movimento, vestito con abiti blu, raffigurato in cinque pose diverse con uno sfondo di onde di colore blu.



La differenza è che il TRE è una tecnica occidentale codificata da Berceli, mentre lo Zi Fa Gong è una tradizione cinese che permette al corpo di fare quello che deve fare.


Lo Zi Fa Gong non è l’unica tradizione che ha osservato questo fenomeno.


In Giappone, Haruchika Noguchi sviluppò il Katsugen Undō, il movimento spontaneo del Seitai:


qui la strada è opposta non si costruisce la condizione mentale, si tolgono le tensioni, e il corpo si muove da solo.
In Occidente, David Berceli ha studiato lo stesso meccanismo come tremore neurogeno, codificandolo nel TRE, gli esercizi di rilascio di tensione e trauma.”

Tre tradizioni, tre continenti, secoli di distanza e una sola osservazione: il corpo sa guarirsi da solo, se smetti di ostacolarlo.

Un avvertimento onesto: i maestri dicono di praticarlo sotto guida esperta, soprattutto all’inizio, perché i movimenti possono diventare intensi.


E c’è un’altra cosa curiosa: durante la “febbre del qigong” in Cina, anni ottanta e novanta, lo Zi Fa Gong era così diffuso nei parchi che il governo lo vietò dopo il caso Falun Gong.



传功 — chuán gōng, “trasmettere il gong”

Illustrazione di un uomo in diverse posizioni di movimento, che sembra praticare una forma di arte marziale o danza, con abbigliamento tradizionale e un fondo blu chiaro.

un esempio di stile Qigong Dinamico Spontaneo dei “Cinque Animali” (Zifa Wuqinxi Donggong)

Il Qigong dinamico spontaneo dei “Cinque Animali” (自发“五禽戏”动功, Zìfā Wǔqínxì Dònggōng) è una pratica terapeutica ed energetica derivata dal tradizionale Wuqinxi, codificato dal celebre medico Hua Tuo durante la dinastia Han orientale. La disciplina fonde le posture archetipiche di cinque animali (tigre, cervo, orso, scimmia e uccello) con la teoria della medicina tradizionale cinese (MTC) relativa ai meridiani e alla circolazione di Qi e sangue. Attraverso una profonda concentrazione mentale, la pratica innesca movimenti esterni spontanei (wai dong), unendo la fisiologia alla biomeccanica corporea.

Una scena di un'opera d'arte giapponese che mostra un uomo muscoloso con capelli e barba lunghi, vestito con un abito blu ornamentale. Alla sua destra, un vecchio con una tunica gialla osserva attentamente. Sul tavolo di fronte a loro, un gioco di strategia è in corso, circondato da piante di fiori colorati.
Utagawa Kuniyoshi, 1853, stampa xilografica a colori, trittico — titolo originale giapponese: Kada hone Guan Yu sa ryoji no zu, “Hua Tuo che raschia l’osso per curare la ferita da freccia di Guan Yu”
.la scena è tratta dal capitolo settantacinque del Romanzo dei Tre Regni, e che Hua Tuo e Guan Yu non si incontrarono mai davvero nella storia — è un’invenzione letteraria.
fonte: British Museum, numero di inventario 2008,3037.20007, oppure Library of Congress, item 2002700012.

Posture di Base

Per evitare l’affaticamento o i capogiri causati dal mantenimento prolungato della stazione eretta, il metodo prevede tre posture principali intercambiabili:

  1. Postura eretta naturale (consigliata per facilitare il rilassamento e l’innesco del movimento): Piedi paralleli e distanziati alla larghezza delle spalle. Busto disteso ma naturale, con una leggerissima inclinazione in avanti. Braccia rilassate lungo i fianchi, leggermente scostate dalle cosce. Testa e collo lievemente inclinati in avanti, con la punta del naso allineata idealmente verso l’ombelico.
  2. Postura seduta: Seduti sul primo terzo anteriore di una sedia di altezza adeguata, con il perineo vicino al bordo anteriore. Piedi ben appoggiati a terra; cosce e busto formano un angolo retto (90°), così come cosce e gambe. Piedi e ginocchia paralleli alla larghezza delle spalle. Braccia rilassate lungo le gambe, testa eretta, spalle e gomiti rilassati.
  3. Postura supina: Sdraiati a terra o sul letto in posizione naturale, con il corpo completamente disteso e rilassato.
Illustrazione di un uomo saggio in tre pose: seduto in meditazione, in piedi su una roccia mentre pratica un'arte marziale e in un ambiente naturale. La scena è decorata con elementi giapponesi e cinesi.

Metodo di Esecuzione

Preparazione

Prima di iniziare, è fondamentale evacuare e svuotare la vescica, indossare abiti comodi e rimuovere accessori rigidi o metallici (orologi, occhiali, penne, monete) per evitare lesioni durante eventuali movimenti spontanei.

Sequenza dei Passaggi

  1. Pressione dell’ombelico: Con il dito medio (mano sinistra per gli uomini, destra per le donne), premere leggermente l’ombelico per 49 volte (il punto interno corrisponde al Dantian, sede della respirazione originaria).
  2. Formula mentale (Koujue): Recitare mentalmente la formula:«Il mio animo è sereno, il mio aspetto disteso; mi sento leggero come se fluttuassi tra le nuvole; il Qi e il sangue circolano liberamente, i meridiani sono aperti; mantengo la mente concentrata sul Dantian, dalla massima quiete nasce il movimento.»
    Una volta avviato il movimento spontaneo nelle sessioni successive, non è più necessario recitare la formula: basta mantenerne lo stato interiore.
  3. Discesa del Qi e rilassamento: Visualizzare il Qi e il sangue scendere dalla sommità del capo (Baihui) lungo tutto il corpo fino alle piante dei piedi, come una cascata d’acqua che lava il corpo. Ogni area attraversata deve avvertire una sensazione di leggerezza e morbidezza simile a spugna o cotone. Ripetere la discesa per 3 volte.
  4. Focalizzazione su Yongquan: Dirigere lo sguardo interiore (neishi) verso il punto Yongquan (al centro della pianta dei piedi). Immaginare che il flusso confluisca lì: contare mentalmente 7 cicli per gli uomini, 6 per le donne, poi una breve pausa.
  5. Focalizzazione su Zuqiao: Spostare l’attenzione interiore tra gli occhi, alla radice del naso (Zuqiao): contare 3 cicli per gli uomini, 2 per le donne, poi una breve pausa.
  6. Ritorno all’ombelico: Portare lo sguardo interiore all’interno dell’ombelico: contare 7 cicli per gli uomini, 6 per le donne.
  7. Inspirazione all’ombelico: Visualizzare l’ombelico che “inspira” all’indietro (non con naso e bocca, ma solo mentalmente) verso il punto Mingmen lungo la colonna vertebrale, procedendo a scatti in 5 fasi per gli uomini e 6 per le donne, finché l’ombelico sembra toccare la colonna.
  8. Mantenimento su Mingmen: Mantenere la concentrazione su ombelico e Mingmen a contatto: contare 7 (uomini) o 6 (donne).
  9. Espirazione dall’ombelico: Visualizzare l’ombelico che “espira” avanzando verso la posizione iniziale, sempre in 5 fasi per gli uomini e 6 per le donne.
  10. Chiusura dei varchi (San Yuan Gui Yi): Concentrare ogni percezione sull’ombelico: gli occhi guardano l’ombelico, le orecchie ascoltano l’ombelico, la mente pensa all’ombelico, disinteressandosi del respiro polmonare. Rimanere in attesa vigile da 15 minuti a 1 ora. Se insorge il movimento spontaneo (wai dong), assecondarlo naturalmente (la fase di movimento può durare da 30 minuti a 2 ore).

Procedura di Chiusura (Shougong)

  • Emettere l’intenzione mentale di terminare: pensare fermamente che il corpo si deve arrestare e spostare l’attenzione sul punto Yongquan sui piedi; l’oscillazione rallenterà fino a fermarsi.
  • Guida circolare dell’energia: Visualizzare il Qi nell’ombelico che ruota a spirale dal centro verso l’esterno in senso antiorario per 36 giri (gli uomini; senso orario per le donne), rimanendo nei limiti della cavità addominale. Subito dopo, invertire la rotazione dall’esterno verso l’interno per altri 36 giri in senso orario (antiorario per le donne), riconducendo l’energia nel centro dell’ombelico.
  • Disperdere l’energia in tutto il corpo fino a testa e arti.
  • Sfregare energicamente i palmi e il dorso delle mani finché non sono caldi, quindi massaggiare il viso, il vertice e la nuca per 36 volte. Concludere con qualche passo lento.
Un'illustrazione di un maestro di arti marziali in posa. Sullo sfondo ci sono nuvole colorate e testo in cinese che descrive un concetto di movimento.

Dinamiche ed Evoluzione del Movimento Spontaneo

Transizione avanzata: Dallo stadio del “movimento generato dalla quiete” (jing ji sheng dong), si passa gradualmente allo stadio della “quiete generata dal movimento” (dong ji sheng jing). Nelle fasi avanzate i movimenti esterni cessano, lasciando spazio alla circolazione interna lungo i vasi governatore e concezione (Piccolo e Grande Giro Celeste) e a stati meditativi di quiete profonda (Xuwu Gong).

Progressione: Il movimento inizia tipicamente con piccole oscillazioni (spesso partendo dall’articolazione o dall’organo affetto da disturbi), si sviluppa in movimenti ampi e intensi, per poi decrescere naturalmente fino all’immobilità.

Manifestazioni corporee: Possono emergere percussioni ritmiche (pai da), automassaggi, digitopressioni spontanee lungo i meridiani, movimenti simili ad arti marziali o posture mimiche dei cinque animali:

Tigre: Dita flesse ad artiglio, movimenti vigorosi di balzo e suoni profondi.

Orso: Andatura pesante, passi lenti, dondolii o rotolamenti a terra.

Cervo: Dita a forma di corna poste ai lati della testa, passi agili e saltellanti.

Uccello: Braccia aperte ad ali, movimenti leggeri e flessuosi, emissione di richiami.

Scimmia: Mani ad uncino, gesti del cogliere frutti, toccarsi il capo o emettere versi rapidi.

Due maestri meditano in un paesaggio sereno, con energia che fluisce tra di loro, mentre un praticante di Zi Fa Gong si muove con grazia.

Liberazione emotiva (Wu Zhi): È frequente l’espressione incontrollata delle cinque emozioni collegate ai visceri (riso, rabbia, preoccupazione, timore, pianto liberatorio).

自发“五禽戏”动功

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基于“五禽戏”的一种锻炼方式

自发“五禽戏”动功是基于东汉华佗创编的五禽戏演变而成的气功锻炼方式,以虎、熊、鹿、鸟、猿五种动物动作为原型,结合中医气血经脉理论设计而成 [2-3]。该功法采用自然站式、平坐式或仰卧式三种姿势,姿势交替使用可避免久立导致的头晕现象。练习时需经意识集中启动外动 [1] [3]。该功法作为传统医疗保健运动,动作设计寓医理于形体之中,在民间具有传承历史 [2-3]中文名自发“五禽戏”动功主要适用症坐骨神经痛,慢性肾炎,脑血栓后遗半身不遂,、肥胖症等

目录

  1. 1功法操作
  2. ▪练功姿势
  3. ▪练功方法
  4. ▪演变规律
  5. 2主治病症
  6. 3注意事顶

功法操作

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宋代《云笈七签》中有“五禽戏”的记载:“虎戏者四肢距地,前三掷,却三掷,长引腰,乍起,仰天即返,距行前却,各七过也。鹿戏者四肢距地,引项返顾,左三右二,左右伸脚,伸缩六三、六二也。熊戏者正仰,以双手抱膝下,举头左僻地七,右亦七,蹲也,以手左右托地。猿戏者举物自悬,伸缩身体,上下一七,以脚钩物自悬,左右七,手钩起立,按头各七。鸟戏者双立手,翘一足,伸两臂,扬眉鼓力,左右二七,坐伸脚,手挽足距各七,伸缩两臂各七也。”

练功前先要排除大、小便,宽衣解带,取掉身上各种硬物,如手表、眼镜、钢笔、硬币等,以免在“外动”时毁坏或碰压受伤。

练功姿势

以自然站式为主,但也可以采取平坐或仰卧式,或三者交替轮换,避免久立不能支持而产生头晕现象。

1.自然站式两脚开立,脚外侧与肩同宽,脚尖平行向前。上体自然伸直,微向前倾。两手下垂,置于体前侧,稍离开大腿。头颈稍向前低,使鼻尖对着自己肚脐。

2.平坐式在高低适当的椅子上正坐,臀部坐于椅前1/3处,并使会阴部贴于椅面前缘处。两脚平放触地。上身与大腿、大腿与小腿均成90度角。两下肢相距与肩同宽,平行向前。两手垂于大腿两侧,小腿垂直于地面。头颈端正,沉肩松肘。

3.仰卧式自然仰卧。

在站、坐、卧三种练功姿势中,采用站式较易放松,因而也较易发动,所以练本功提倡以站式为主。

练功方法

1.用一只手的中指(男左手,女右手)按压肚脐四十九下(肚脐内一寸为练本功的“丹田”部位,包含有练道家气功的先天呼吸和返老还童之意)。

2.默念口诀:“我心情舒畅,神态从容;我飘飘若仙,如入云中;我气血运行,经络通畅;我意守丹田,静极生动”。此时弱好象有腾云驾雾、飘飘然的自我感觉。要注意:练本功的整个过程都要贯彻“口诀”的意境。当练到能发动以后,口诀可不默念,只存思想达到口诀的意境即可。

3.意想气血自头顶百会穴开始,从前后左右,四面八方逐渐向下降至脚底,就好象用一桶承从头顶淋下去,水从头顶向四面八方往下泻一样。随气血下行时,所经过的部位都有好象棉花、海绵一样轻松的感觉,达到全身非常放松的意境。如此反复进行降气放松3次。

4.两眼内视自己脚底的“涌泉”穴。内视时,要意想气血好象都注于该穴一样,并意守着它,男的默数七下,女的默数六下,稍停。

5.内视两眼之间鼻梁的“祖窍”穴,男的默数三下,女的默数二下,稍停。

6.内视肚脐内。意守默数,男默数七下,女默数六下,稍停。

7.内视肚脐,然后意向肚脐向后吸气——不是口鼻吸气,而是意想着肚脐在吸气。男的分五段(五下),女的分六段(六下),吸到肚脐好象贴住脊椎上的命门穴,稍停。

8.内视肚脐贴住命门。男的默数七下,女默数六下,稍停。

9.意想肚脐向前呼气。男的分五段(五下),女的分六段(六下),呼至肚脐复原。

10.做完上述意念活动之后,就把注意力集中在肚脐内,默念与意想着:眼内视肚脐,耳内听肚脐,脑内想肚脐。此为。“三元归一”。要做到不注意自己的呼吸,眼、耳、口、鼻都封闭着内向肚脐,即所谓“四门紧闭”。就这样反反复复地默念、意想,意识始终贯注于肚脐。

久久守候,一直练至15分钟至半小时,甚至 l小时。如果没有产生“外动”就可以收功。若“外动”起来,则让其自然地动,可以动半小时至2小时才可收功。

11.收功法。首先想着自己要收功。若外动时,想着动作要停下来,把意识分散开来,不再守丹田部位,把意守移向脚底涌泉穴,动作便会慢慢停下来。然后意想肚脐内有气,用意运气自脐部左上角起向右逆时针方向绕脐转圈,由小到大转三十六圈(女性转圈方向均与男性相反)。大圈范围上不超过肋弓,下不超过髂骨和耻骨,即只在腹部的软组织范围内;再反过来转圈,由大到小,顺时针方向转三十六圈,把气收回集中于肚脐内。然后把气向全身慢慢放散开来,达于头茴手足。最后搓热两手手掌、手背,以手掌擦面部至头顶部和后枕部三十六次。如果练站式,司接着缓缓徐步放松。

演变规律

1.按照上述锻炼方式练功至一定程度,就会产生不由自主的“外动”现象。这样“外动”初起为小动,且往往是从患病关节或部位先开始,渐至大动,再回复小动而停止。动作起初并没有规律,练功日久就有一定的规律性。外动时会自发地自我拍打、按摩、点穴,以及发出一些近似太极拳、武术、体操、舞蹈或平时习惯做的各种各样的动作。动作有快有慢,有刚有柔,千变万化。有时会连蹦带跳或随地打滚,甚至出现一些高难度动作,或因受疾病障碍而无法做到的动作。特别是还会自发地动出虎、熊、鹿、鸟、猿等五禽的形象动作或声音。而各人做出的各种动作,包括五禽动作,都是不尽相同的,所以没有固定的图解规律。一般大致相同的是:发出虎形时,五指会抽搐起来形成虎爪状,还会发出“呼呼”的声音和老虎扑抓的动作;发出熊形时,呈笨重的姿态,出现踏步慢走或随地打滚的嬉戏形象;发出鹿形时,手指会收成鹿角状,手从自己头上两侧的角部伸出,并出现鹿的小跑小跳的轻快形象;鸟形如鸟飞翔,呈轻飘柔和的形象,或发出鸟叫鸥鸣的声音,或出现鸟翼鹤嘴的手型;发出猿形时,会五指撮拢,或猿猴的撮钩手型,做出攀树摘果或抓耳搔腮的形象,或发出猿啼猴叫的声音。伴随“五禽”各个形象的出现,还会呈现相应的睑部表情:有的人会发出五脏所主的五志,如喜(笑)、恼怒、忧思、惊(恐)、悲(哭)的情绪和声音,所以有些人在练功中会又哭又笑。

如果已经产生了“外动”现象一周以上的时间还未出现“五禽”者,则应把每次练功的时间加长至1小时以上,进一步加强练功的效果,这样就可能会出现更多动作,“五禽”动作也较容易发出来。由于外动与身体的健康状况有着密切的关系。因此观察患者练功时先动哪个部位及其拍、按、点哪条经络和穴位,还可判断出该部位或该经络穴位所属的脏腑可能存在着疾病。同时,根据练功者气冲病灶的反应和发出的“五禽”和“五志”情绪,还可推想出某种疾病的存在,从而有可能把某些潜伏的隐患也诊断出来。

2.有的人在外动时先出现“五禽”动作,后出现拍打、按摩、点穴动作,有的人与此相反或交替出现,这都是正常现象。

3.有的人练1~2次就会动起来,有的人练较长时期甚至多年也动不起来,这是由于各人的入静和意识集中于肚脐的程度不同,或因经络敏感程度不同所致。另外,有些人因原先已练习某种气功并成了“定型”习惯,而改练本功就可能一下子不适应,需经相当长时间的锻炼,待适应了本功后才能生“动”。是早动还是迟动,其关键是意识能否集中于肚脐。越能意守丹田,则越容易发“动”。故应特别注意意识集中于肚脐上这一点。

4.有的人在初练的一段时期内。只有肚脐跳动或内气运转、气冲病灶等“内动”感觉,而无“外动”产生,这是正常的。经过相当长时期的内动以后,就会产生“外动”,这是“内动推动外动”的必然结果。

5.当发出了“五禽”动作以后,就会出现两掌相合的“合掌交经”动作,然后才收功。这也是规律。

6.当外动经过一个较长的阶段以后,就会“动极生静”,练功时不再会出现动作,此时除感到有一般的内气运转外,还会有大小周天的感应。更进一步深化时,还可达到虚无(忘我)的意境(“静功”上称为“虚无功”或“虚静功”、“清虚功”)。这时,大脑处于高度安静境界,整个人好象已不复存在,只感到“丹田”、“祖窍”或“涌泉”这些主要穴位存在,或感到这些穴位在呼吸。练5分钟虚无功,其效果就相当于休息1小时。

7.练功经过“静极生动”至“动极生静”阶段之后,最后就能达到“动静合一”、“动静自如”的境界,练功时若想练五禽动功,便会自然发动,出现五禽动作;若想练大小周天内气运转或虚无功,则练功时就会静止而不会产生外动。这是练功者长期坚韧不拔,功夫老到,炉火纯青的结果。

8.练功较长时期后,身体好起来,但出现不思饮食、睡眠少、清心寡欲等情况而精神却很好,这是达到了道家气功称之为“三全三圆”的境界。所谓“三全三圆”即是:戒思虑神全,戒言语气全,戒色欲精全;精圆不思欲,气圆不思食,神圆不思寐。这是气功修练卓有成效的反映。

9.练功相当一段时期后,内气运转达到一定功夫之时,就会自发打通小周天、大周天,在打通之前,会先出现循着大小周天运行的路线进行不自主的拍打、按摩现象。练功不必追求大、小周天,追求则容易引起内气乱窜等弊病,只能听其自然地打通。倘若气在打通了全身之后,不按大、小周天循行路线走,可以意识引导,使气循大、小周天顺经而走。

10.本功练至高级阶段的时候会发挥人体的特异功能,诸如发放外气,眼睛能看到人们头上的光环和发出的外气,甚至能透视物体或进行思维感应等。

Confer con la collaborazione di ARA

L’angolo del ring e il dojo di meditazione


“Ieri sera ero all’angolo di una ragazza che conosco da anni, che ha vinto il campionato regionale di boxe.

La mattina ero in una stanza silenziosa, a guidare una meditazione per una persona che ha bisogno di ritrovare un po’ di sé.

Due mondi che apparentemente non si parlano.

Eppure entrambi mi appartengono , anche per chi non è consapevole,

C’è un filo comune che conduce dalle arti di combattimento alle arti olotropiche.

Gli antichi lo sapevano già: Chirone, il centauro, insegnò ad Achille Eracle e Giasone le arti di combattimento e la musica , ad Asclepio le arti di cura,

Un solo maestro, più dimensioni.

Nel ring c’è una componente emotiva e mentale enorme, e nella meditazione una componente corporale e mentale elevatissima ma entrambe sono un misto delle due cose.

Il confine tra corpo, mente ed emozioni è sottile, quasi inesistente:
il vivente

Van der Kolk, con i suoi studi sul trauma, ha mostrato quanto il corpo accusi il colpo e quanto la guarigione passi attraverso il corpo.


Nella meditazione si chiede alla mente di lasciare andare , ma anche al corpo di lasciarsi andare.

E ciò che resta presente non è né l’uno né l’altro: è il sé, ciò che osserva.

Gli stoici romani lo chiamavano hegemonikon la parte dirigente dell’essenza, quella che tiene insieme corpo e mente,qualcosa che li trascende.”

Ieri sera, all’angolo, ho visto una ragazza che conosco da anni dare tutto.

Sabato mattina, in una stanza silenziosa, ho visto una persona ritrovare un po’ di sé.


Stesso filo, due estremi.

E forse è proprio lì che trovo tutto ciò che conta: non nel ring, non nel dojo , ma
in ciò che resta presente quando tutto il resto si scioglie.”

Ingresso di una stanza decorata con simboli spirituali e artistici, con porte gialle e pareti blu.

Μέμνησο ὅτι ἀκαταμάχητον γίνεται τὸ ἡγεμονικόν, ὅταν εἰς ἑαυτὸ συστραφὲν ἀρκεσθῇ ἑαυτῷ, μὴ ποιοῦν τι ὃ μὴ θέλει, κἂν ἀλόγως παρατάξηται. τί οὖν, ὅταν καὶ μετὰ λόγου καὶ περιεσκεμμένως κρίνῃ περί τινος; διὰ τοῦτο ἀκρόπολίς ἐστιν ἡ ἐλευθέρα παθῶν διάνοια· οὐδὲν γὰρ ὀχυρώτερον ἔχει ἄνθρωπος, ἐφ’ ὃ καταφυγὼν ἀνάλωτος λοιπὸν ἂν εἴη. ὁ μὲν οὖν μὴ ἑωρακὼς τοῦτο ἀμαθής, ὁ δὲ ἑωρακὼς καὶ μὴ καταφεύγων ἀτυχής.

MARCUS AURELIUS – Τὰ εἰς ἑαυτόν VIII, 48

  Ricordati che l’egemonico (principio direttivo, sovrano interiore) diventa invincibile, quando si rivolge a sè stesso e si accontenta di sè, e non faccia niente che non voglia, anche se la suo opposizione è irragionevole . 
Quanto più lo sarà , allora esprimerà un giudizio con razionalità e ponderatezza? 
per questo la mente libera da passioni è un baluardo:
l’uomo non ha niente di più forte dove rifugiarsi ed essere per sempre inespugnabile.

Van der Kolk cita la teoria polivagale, che aiuta a capire perché tecniche così diverse e non convenzionali funzionano così bene.(qi gong, percussioni, cantilene, massaggi ecc)

Tecniche che hanno permesso di divenire più consapevoli e combinare approcci top-down, che attivano l’impegno sociale, con metodi bottom-up che calmano la tensione fisica nel corpo.

pratiche terapeutiche antiche e non farmacologiche, praticate fuori dalla medicina occidentale: pranayama, cantilena, arti marziali come il qigong, percussioni, canti e balli di gruppo.
Tutti questi metodi si basano su ritmi interpersonali, consapevolezza viscerale, comunicazione vocale e facciale e aiutano a modificare gli stati di attacco-fuga, riorganizzare la percezione del pericolo e aumentare la capacità di gestire le relazioni.

E infine: il corpo conserva la traccia.
Se la memoria del trauma è codificata nelle viscere, nelle emozioni sconvolgenti, nei disturbi autoimmuni e nei problemi muscoloscheletrici, e se la comunicazione viscere-cervello è la via maestra per la regolazione emotiva, allora serve un radicale mutamento nel modo di concepire la terapia.

Bessel van der Kolk, Il corpo accusa il colpo, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2015.

Hua Tuo, medico della dinastia Han, terzo secolo dopo Cristo, che con il Wu Qin Xi — il Gioco delle Cinque Animali — univa movimento, respiro e consapevolezza corporea secoli prima che la medicina occidentale riconoscesse il legame tra corpo e mente.

Note
Chirone è celebre per aver educato molti eroi (tra cui Giasone ed Eracle), ma il discepolo a cui insegnò espressamente a suonare la lira fu Achille, per ingentilirne l’animo guerriero (un soggetto molto raffigurato nell’arte antica, come negli affreschi di Pompei ed Ercolano).

Rappresentazione di un centauro che tiene in braccio un bambino, mentre porta una ghirlanda di rami. Sullo sfondo, ornamenti florali e conchiglie.

Il legame nel mito degli Argonauti: Chirone e Orfeo si incontrano nelle leggende argonautiche. Fu proprio Chirone a consigliare a Giasone di reclutare Orfeo, prevedendo che solo la sua musica avrebbe potuto salvare l’equipaggio dal canto delle Sirene. Nelle Argonautiche orfiche, durante la sosta degli eroi alla grotta del centauro sul monte Pelio, Chirone e Orfeo si confrontano in una celebre esibizione musicale amichevole, in cui Orfeo supera il centauro con un canto cosmogonico che incanta la natura circostante.

Chiunque, dunque, si erga contro Eros come un pugile per combattere, è solo un pazzo: perfino sugli dèi, infatti, domina a suo piacimento.

Chiunque, dunque, si erga contro Eros
come un pugile per combattere, è solo un pazzo:
perfino sugli dèi, infatti, domina a suo piacimento.

Ἔρωτι μέν νυν ὅστις ἀντανίσταται
πύκτης ὅπως ἐς χεῖρας, οὐ καλῶς φρονεῖ·
οὗτος γὰρ ἄρχει καὶ θεῶν ὅπως θέλει.

Questi versi appartengono alle Trachinie di Sofocle (vv. 441–443) e sono pronunciati da Deianira, sposa di Eracle.

Nel dramma, l’araldo Lica cerca goffamente di nascondere a Deianira la vera identità della giovane prigioniera Iole. Intuita la verità — cioè che Eracle ha distrutto un’intera città per possedere la ragazza —, Deianira non reagisce con furia cieca, ma con una disarmante lucidità tragica.

La forza del passo risiede in due aspetti centrali:

  • La metafora atletico-marziale (πύκτης): Eros non è descritto come un vezzoso fanciullo alato, ma come un pugile implacabile. Chi tenta di affrontarlo a mani nude (ἐς χεῖρας) commette un errore di valutazione letale (οὐ καλῶς φρονεῖ), scambiando una forza cosmica superiore persino agli dèi per un avversario terreno che si può schivare o battere sul ring.
  • La tragica ironia del destino: Il discorso continua nei versi successivi con Deianira che ammette: «Egli governa persino gli dèi a suo piacimento, e governa me: come non dovrebbe governare un’altra donna simile a me?». Consapevole dell’impotenza umana davanti al dio dell’amore, dichiara di non provare rancore né verso Iole né verso Eracle; eppure, nel tentativo disperato di non perdere l’amore dello sposo, ricorrerà al presunto filtro d’amore intriso del sangue avvelenato del centauro Nesso, segnando la rovina di entrambi.

È uno dei momenti in cui il teatro greco esprime con più forza la concezione della passione amorosa: non una scelta morale o psicologica, ma una violenta calamità ontologica a cui è vano opporsi.

Angelo alato che nuota, rappresentato su un vaso greco antico.
Nella ceramica a figure rosse (diffusa in Grecia tra il VI e il IV secolo a.C.), Eros compare assai di frequente. Come puoi notare, l’iconografia pittorica antica coincide molto di più con l’Eros potente e adulto di cui parla Sofocle.
In questi vasi, infatti, non vediamo quasi mai il “putto” paffuto tipico dell’arte rinascimentale o barocca, ma un giovane efebo atletico, dotato di grandi ali, spesso ritratto nell’atto di volare, suonare, incoronare atleti o, come nella concezione più arcaica, brandire armi, fruste o persino fiaccole (per simboleggiare il fuoco e il “bruciore” della passione che incendia gli animi).
Queste immagini confermano come i Greci percepissero l’Amore: un giovane dio vigoroso, rapido e inafferrabile, capace di stravolgere la razionalità umana.
Un guerriero muscoloso si prepara a combattere davanti a un angelo con ali grandi, vestito in armatura dorata e con un arco in mano. Sullo sfondo si intravedono colonne e un'ambientazione antica.

Qi Gong tapping , tapping dei meridiani, e EFT, come Picchiettare la Fascia per Stimolare il Qi

Il tapping sui meridiani è una pratica antica che unisce Giappone e Cina: il Do-In giapponese e il Paida cinese. Entrambe le tecniche usano semplici picchiettii sul corpo per stimolare il flusso energetico, chiamato Ki o Qi. 氣

Oggi sappiamo che dietro questo antico sapere c’è anche una base scientifica: la fascia, il tessuto connettivo che avvolge i muscoli, è piezoelettrica.

Quando la stimoliamo, genera piccole cariche elettriche che aiutano il corpo a rigenerarsi. In questo articolo scopriamo come funziona e come praticarlo.


Il Do-In, scritto con gli ideogrammi 導引, è la tradizione giapponese di automassaggio.
Letteralmente significa “guidare e tirare” e consiste nel picchiettare e premere lungo i meridiani energetici per favorire il flusso del Ki. 氣
È una pratica semplice, che si può fare seduti o in piedi, partendo dalle estremità e muovendosi verso il centro del corpo.

Il Paida, o 拍打, è la versione cinese del tapping.
Il termine significa letteralmente “battere e colpire” e consiste nel picchiettare ritmicamente tutto il corpo, con particolare attenzione ai meridiani, per risvegliare e far circolare il Qi.氣
A differenza del Do-In, il Paida si pratica generalmente in piedi, con movimenti più ampi e un ritmo costante, spesso per 5-15 minuti di seguito.

Dietro queste antiche pratiche c’è una spiegazione scientifica affascinante:
la fascia è piezoelettrica.
Questo significa che quando viene compressa o stirata, il collagene al suo interno genera piccole cariche elettriche.

I picchiettii del Do-In e del Paida creano proprio questi stimoli meccanici che si trasformano in segnali elettrici, aiutando il corpo a migliorare la circolazione e ridurre le infiammazioni.

I benefici del tapping sono sia energetici che fisici.
Praticato regolarmente aiuta a migliorare la circolazione sanguigna, ridurre tensioni muscolari, stimolare il sistema linfatico e favorire un profondo senso di rilassamento.
Molti riportano maggiore energia durante il giorno, sonno migliore e una sensazione generale di vitalità.
È una pratica semplice, gratuita e che richiede solo pochi minuti al giorno.

Per praticare, mettiti in piedi o seduto comodo. Inizia dalle mani e dai piedi, procedendo verso il centro del corpo.
Usa il palmo aperto o il pugno morbido e picchietta con un ritmo costante, circa due o tre colpi al secondo.
Respira profondamente e mantieni un’intensità piacevole, mai dolorosa.
Bastano 5-10 minuti al giorno per sentire i primi benefici.

Due fogli con caratteri calligrafici giapponesi, uno con la parola '導引' e l'altro con '拍打'.
Do-In 導引 giapponese Paida, 拍打, cinese

Per praticare, mettiti in piedi o seduto comodo.
Inizia dalle mani e dai piedi, procedendo verso il centro del corpo.
Usa il palmo aperto o il pugno morbido e picchietta con un ritmo costante, circa due o tre colpi al secondo.
Respira profondamente e mantieni un’intensità piacevole, mai dolorosa.
Bastano 5-10 minuti al giorno per sentire i primi benefici.

Il Do-In e il Paida ci dimostrano che antiche pratiche energetiche e scienza moderna possono parlarsi.

Un semplice gesto come il picchiettare diventa un modo per prendersi cura del corpo, stimolando sia il Qi che la fascia.
Prova per qualche giorno e ascolta cosa ti dice il tuo corpo.

A volte le soluzioni più potenti sono anche le più semplici.

Mappa dei punti EFT e corrispondenza ai meridiani sul corpo umano con annotazioni sui punti specifici e le loro funzioni emotive e fisiche.

L’EFT (Emotional Freedom Techniques), noto popolarmente come tapping (picchiettamento), è un metodo di auto-aiuto che unisce principi della digitopressione orientale a elementi della psicologia moderna, metacomunicazione, PNL , affermazioni, per alleviare stress, ansia ed emozioni spiacevoli.

Come funziona

Il concetto alla base è semplice: quando proviamo un’emozione negativa o un forte stress, il sistema nervoso attiva una risposta di allarme (“attacco o fuga”). Picchiettando delicatamente con i polpastrelli su specifici punti del corpo (i meridiani energetici della tradizione agopunturale), si invia un segnale distensivo al cervello — in particolare all’amigdala — riducendo la tensione fisiologica ed emotiva mentre si tiene a mente il problema.

La sequenza pratica in 4 passi

  1. Identificare il disagio: Scegli l’emozione, il ricordo o il dolore fisico su cui vuoi lavorare e assegna un’intensità da 0 a 10 (dove 10 rappresenta il massimo disagio).
  2. Frase di preparazione: Picchietta con una mano sul taglio laterale dell’altra (“punto karate”) ripetendo per tre volte una frase di accettazione, ad esempio: “Anche se provo questa forte ansia, mi accetto completamente e profondamente”.
  3. Giro di picchiettamento: Tocca delicatamente 5-7 volte ciascuno dei punti chiave ripetendo una parola o frase sintetica (es. “questa ansia”):
    • Sommità della testa
    • Inizio del sopracciglio (vicino al naso)
    • Lato esterno dell’occhio
    • Sotto l’occhio (sullo zigomo)
    • Sotto il naso
    • Sotto il labbro inferiore (sul mento)
    • Clavicola
    • Sotto l’ascella
  4. Verifica: Fai un respiro profondo e rivaluta il punteggio da 0 a 10. Se il disagio non è sceso a sufficienza, si ripete il ciclo.

RIGENERARSI l’importanza di percepire il Corpo iniziando dalle radici: i piedi

其根在腳。發於腿。主宰於腰。形於手指。由腳而腿、而腰、總須完整一氣。向前退後。乃能得機得勢。

  • Origine del testo: Il passaggio è uno dei brani fondamentali dei Classici del Taijiquan (Taijiquan Lun / Taijiquan Jing, tradizionalmente attribuito a Wang Zongyue o Zhang Sanfeng) e sintetizza il principio della catena cinetica e della coordinazione interna.
  • La catena cinetica (腳, 腿, 腰, 手指): Il movimento trae stabilità e radicamento dalla terra (piedi), genera l’impulso propulsivo (gambe), viene indirizzato e ruotato dal perno centrale (vita, intesa come regione lombo-sacrale) e si esprime con precisione nel contatto finale (dita delle mani).
  • Flusso continuo (完整一氣 – wánzhěng yī qì): Traducibile letteralmente come «integro in un solo soffio/energia», prescrive che il gesto non presenti interruzioni o frammentazioni; l’intera struttura corporea agisce come un’unità inscindibile.
  • Tempismo e vantaggio (得機得勢 – dé jī dé shì): Jī (機) indica il momento opportuno o la coordinazione temporale rispetto all’avversario; shì (勢) indica il potenziale strategico e la postura dominante. Muoversi in modo frammentato fa perdere sia il tempo sia la forza di leva.

其根在腳 (qí gēn zài jiǎo)

  • 其 (qí): suo / le sue
  • 根 (gēn): radice / radici
  • 在 (zài): stare in / trovarsi in
  • 腳 (jiǎo): piedi

發於腿 (fā yú tuǐ)

  • 發 (fā): scaturire / sprigionarsi / partire
  • 於 (yú): da / attraverso (preposizione)
  • 腿 (tuǐ): gambe / cosce

主宰於腰 (zhǔ zǎi yú yāo)

  • 主 (zhǔ): governare / padrone
  • 宰 (zǎi): reggere / dirigere (主宰 insieme: controllare, governare come perno)
  • 於 (yú): in / da
  • 腰 (yāo): vita / regione lombo-sacrale

形於手指 (xíng yú shǒu zhǐ)

  • 形 (xíng): manifestarsi / prendere forma visibile
  • 於 (yú): in / su
  • 手 (shǒu): mano
  • 指 (zhǐ): dito (手指 insieme: dita delle mani)

由腳而腿、而腰 (yóu jiǎo ér tuǐ, ér yāo)

  • 由 (yóu): da / a partire da
  • 腳 (jiǎo): piedi
  • 而 (ér): e poi / passando a (particella di transizione)
  • 腿 (tuǐ): gambe
  • 而 (ér): e poi / fino a
  • 腰 (yāo): vita

總須完整一氣 (zǒng xū wán zhěng yī qì)

  • 總 (zǒng): del tutto / in ogni caso / sempre
  • 須 (xū): dovere / essere necessario
  • 完 (wán): completo / intero
  • 整 (zhěng): compatto / indiviso (完整 insieme: integro, privo di frammentazioni)
  • 一 (yī): uno / unico
  • 氣 (qì): soffio / respiro vitale / flusso energetico

向前退後 (xiàng qián tuì hòu)

  • 向 (xiàng): verso / dirigersi
  • 前 (qián): avanti / di fronte
  • 退 (tuì): indietreggiare / retrocedere
  • 後 (hòu): indietro / dietro

乃能得機得勢 (nǎi néng dé jī dé shì)

  • 乃 (nǎi): solo allora / così
  • 能 (néng): potere / essere in grado di
  • 得 (dé): ottenere / cogliere
  • 機 (jī): momento propizio / tempismo / punto critico
  • 得 (dé): ottenere / conquistare
  • 勢 (shì): forza di posizione / slancio / vantaggio strategico
Per raggiungere uno stato di quiete mentale , effettuiamo, una  scansione corporea consapevole, percepiamo ogni parte del corpo dai piedi alla testa. 
Focalizzando l'attenzione sulle sensazioni fisiche e sul respiro, si impara a osservare lo spazio tra i pensieri invece di assecondarli.
Questo processo permette di sperimentare una condizione di assenza di pensiero,
Attraverso questa pratica, l'individuo diventa pienamente consapevole del momento presente e della propria natura interiore silenziosa.

Chiudi gli occhi e porta l’attenzione ai piedi: percepisci il contatto con il suolo, il peso e la temperatura, rimanendo concentrato , puoi percepire anche le radici che scendono verso le profondità della Terra e si connettendoti ad Essa

.

Sali con l’attenzione alle gambe: limitati a percepirle e a sentirle, senza giudicare le sensazioni che provi

.

Porta l’attenzione alle mani, sentendo il palmo dall’interno, ed anche dall’esterno, appena intono, a pochi centimetri dalla pelle, e poi risali lungo le braccia, i gomiti e le spalle

.

Sposta l’attenzione alla colonna vertebrale, percependola dalla base fino alla nuca, una vertebra alla volta

.

Una volta arrivato alla nuca, fai un respiro profondo, inspira con il naso espira con la bocca

.

Porta l’attenzione alla testa dall’interno, percependola come uno spazio ampio e silenzioso, all’interno e anche all’esterno intorno a te

.

Richiama tutto il corpo contemporaneamente: percepisci piedi, gambe, mani, braccia, colonna e testa tutti insieme, in un’unica sensazione corporea globale, dentro di te e intorno. te.

.

Infine, non fare nulla: non seguire i pensieri e non cercare di scacciarli, ma osserva semplicemente lo spazio vuoto che c’è tra un pensiero e l’altro

L’esercizio descritto è una pratica classica di radicamento corporeo (body scan) e presenza aperta che conduce alla quiete mentale.

Silhouette di una persona che si muove con un cielo al tramonto sullo sfondo.

Carl Gustav Jung (se si tratta di un refuso per Jung) Nel suo celebre commento psicologico a Il segreto del fiore d’oro e nei suoi scritti sulla meditazione, Jung si sofferma esattamente sul paradosso dell’«osservare senza fare nulla».
Per Jung, l’arte più difficile per l’uomo moderno è imparare a lasciar accadere (das Geschehenlassen), sospendendo l’intervento della volontà egoica:

  • Smettere di alimentare i pensieri e smettere di scacciarli toglie energia al dominio cosciente dell’Io.
  • Nello spazio vuoto che si apre tra un pensiero e l’altro non c’è il nulla, ma la possibilità per il Sé (Selbst — la totalità psichica) di manifestarsi.
  • Jung sintetizza questo movimento interiore con la nota massima:

    «Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia».

Maestro K’ung (Confucio) Nel pensiero confuciano classico, specialmente nel testo del Grande Studio (Daxue), Maestro K’ung insegna che la padronanza di sé inizia proprio con la capacità di fermarsi e ancorare l’attenzione:

  • «Sapendo dove fermarsi, si acquista stabilità; con la stabilità si ottiene la quiete; nella quiete regna la pace interiore, e con la pace si può discernere con chiarezza».
  • Nei testi dello Zhuangzi (dove Confucio compare come figura dialogica), a Kung è attribuita la dottrina del digiuno del cuore/della mente (Xinzhai): non ascoltare con le orecchie ma con la mente, e non con la mente ma con il soffio vitale (Qi). L’udito si arresta ai suoni e la mente ai concetti, ma il vuoto interiore è l’unica condizione capace di accogliere la realtà così com’è.

La tradizione del Chi Kung QI GONG kiko氣功 la sequenza riassume le tappe canoniche dell’allineamento energetico:

  • Sentire i piedi crea il radicamento a terra (Gen).
  • Rilassare muscoli e colonna apre i meridiani (Song).
  • L’intenzione mentale (Yi) guida l’energia vitale (Qi) in tutto il corpo in modo simultaneo.
  • Fermare l’azione e contemplare lo spazio tra i pensieri coincide con l’ingresso nello stato di Wuji (la vacuità originaria indifferenziata), momento in cui l’organismo ritrova spontaneamente il proprio equilibrio naturale.

Radicamento (Gen)

  • Ideogramma: 根 (pinyin: gēn)
  • Significato letterale: «Radice». Nel Qi Gong indica il principio di affondare le radici a terra (zhā gēn, 扎根) per stabilire una connessione stabile con la forza gravitazionale e l’energia terrestre (Di Qi).

Rilassamento attivo (Song)

  • Ideogramma: 鬆 (semplificato: 松, pinyin: sōng)
  • Significato letterale: «Allentare», «distendere». Non descrive un rilassamento passivo o flaccido, bensì una decontrazione muscolare e articolare che preserva l’allineamento scheletrico, favorendo il flusso nei meridiani (Jingluo, 經絡 / 经络).

Intenzione mentale (Yi)

  • Ideogramma: 意 (pinyin: yì)
  • Significato letterale: «Mente intenzionale», «volontà cosciente». Composto dai radicali di suono/parola (音) e cuore/mente (心). È la presenza mentale che orienta l’azione senza sforzo fisico.

Energia vitale (Qi)

  • Ideogramma: 氣 (semplificato: 气, pinyin: qì)
  • Significato letterale: «Soffio», «vapore», «energia vitale». La formula canonica citata nella sequenza è 以意導氣 (semplificato: 以意导气, yǐ yì dǎo qì), traducibile come «l’intenzione guida il Qi».

Vacuità primordiale (Wuji)

  • Ideogramma: 無極 (semplificato: 无极, pinyin: wújí)
  • Significato letterale: «Senza limite», «assenza di polarità». È formato da 無 (wú, non-essere/senza) e 極 (jí, culmine/polo). Rappresenta lo stato neutro e indifferenziato anteriore alla nascita del Taiji (太極, la dualità Yin-Yang), in cui la mente tace e il corpo ripristina la propria omeostasi originaria.

I punti di contatto si fanno subito più nitidi: l’arco del piede si ammorbidisce, mentre i talloni e la punta rilasciano verso il basso ogni tensione, lasciando che la gravità sostenga il corpo senza alcuno sforzo. Sotto la pianta, la consistenza del suolo si trasforma da semplice superficie d’appoggio in un confine permeabile, accogliente e vivo.

Con ogni espirazione, quel confine cede con naturalezza. Dalla base delle piante e dai talloni iniziano a diramarsi radici sottili ma tenaci, che scivolano oltre la superficie ed entrano nella terra profonda. Si fanno via via più dense e robuste, facendosi strada tra strati di suolo scuro, ciottoli levigati, vene d’acqua limpida e rocce silenziose. Ogni fibra scende senza alcuna fretta, attratta da un magnetismo saldo che sa esattamente dove dirigersi: verso il nucleo calmo e indisturbato del pianeta.

Sentire questo ancoraggio trasforma la percezione dell’intero corpo. Il respiro rallenta e trova spazio spontaneo nel bacino e nell’addome. Il baricentro scende, e ogni oscillazione mentale o senso di affanno scivola via lungo le radici, scaricato e accolto dal terreno.

In cambio, dalla profondità risale una stabilità silenziosa: non una rigidità contratta, ma la fermezza elastica di chi sa di essere pienamente sostenuto. A ogni inspiro, questa solidità risale dolcemente, attraversa le piante dei piedi, scioglie le caviglie e sostiene la colonna vertebrale dall’interno.

Eckhart Tolle è un uomo del nostro tempo, nato e cresciuto in Europa, che è passato attraverso una esperienza di Risveglio improvviso e totale. Da molti è  ritenuto un individuo che sia balzato ad un altro livello di consapevolezza, questo processo, che potrebbe essere chiamato una Illuminazione, ineffabile e non definibile ne descrivibile con parole adeguate, gli ha consentito, di ritornare ad osservare senza i filtri dalla Mente di Superficie, in questo stato di osservazione ha introdotto i suoi ascoltatori ad una riflessione su:

Il Corpo di Dolore è un campo di energia negativa

che occupa corpo e mente
una entità invisibile
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Ha due modi d’essere attivo o inattivo

Vuole sopravvivere come ogni altra entità esistente, può riuscirci solo se ti identifichi con esso.

Si nutre di rabbia, distruttività,odio,sofferenza,drammi emotivi, malattia….

All’interno del Campo di Consapevolezza umano può generarsi, esistere, prosperare ed operare una entità energetica che agisce in modo da deprivarci di energia, e dunque mantenerci in uno stato di inconsapevolezza.
Il suo scopo è quello di continuare ad alimentarsi di un certo tipo della nostra energia, e nel contempo impedirci di espandere la nostra Consapevolezza per non permetterci di accorgersi della sua presenza.
Diventare consapevoli dell’esistenza e dell’operato di questa entità energetica è il primo ed il più importante passo da fare; diventerà una conseguenza naturale, poi, iniziare immediatamente a smettere di creare ancora cibo e sostentamento per essa

Omnia fert aetas, sed nondum Tutto porta via il tempo ma non ancora

Omnia fert aetas, sed nondum

tutto porta via il tempo ma non ancora

Sic verus ille animus et in alienum non venturus arbitrium probatur

Così si sperimenta il coraggio vero, che non è sottoposto all’arbitrio altrui. è la prova del fuoco.

Un atleta non può combattere con accanimento se non è già livido per le percosse: chi ha visto il proprio sangue e ha sentito i denti scricchiolare sotto i pugni, chi è stato messo a terra e schiacciato dall’avversario e, umiliato, non si è perso d’animo, chi si è rialzato più fiero, dopo ogni caduta, va a combattere con buone speranze di vittoria.

Quindi, per continuare con questo paragone, molte volte ormai hai subito l’assalto del destino; tu, però non ti sei arreso, ma sei balzato in piedi e hai resistito con maggior fermezza: il valore, quando è sfidato, si moltiplica.

Omnia fert aetas, sed nondum

tutto porta via il tempo ma non ancora

Plura sunt, Lucili, quae nos terrent quam quae premunt, et saepius opinione quam re laboramus.

Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci minacciano effettivamente, Lucilio mio, e spesso soffriamo più per le nostre paure che per la realtà

Omnia fert aetas, sed nondum

tutto porta via il tempo ma non ancora

Omnia, aliena sunt, tempus tantum nostrum est.. nulla ci appartiene soltanto il tempo è nostro il resto è solo una goccia nell’oceano

In onore del pensiero stoico e di Seneca

Omnia fert aetas, animum quoque” (tradotta come “Il tempo porta via tutto, anche l’anima” o, più precisamente nel contesto, “Il tempo porta via tutto, anche la memoria/la mente”) si trova nell’Egloga IX delle Bucoliche di Virgilio, ed è pronunciata dal pastore Meri (Moeris) al verso 51.
Egloga IX, vv. 49-56 (Il lamento di Meri)

Differenza tra la doccia e l’ice bath addestramento al freddo ormesi

La differenza di percezione tra la doccia e l’ice bath si spiega con una legge fisica semplice: la conduzione termica. L’acqua ferma a contatto con l’intera superficie corporea sottrae calore a una velocità circa 24 volte superiore rispetto all’aria, e l’immersione totale genera un raffreddamento tissutale profondo che la normale doccia fredda — dove l’acqua scivola via e colpisce solo zone parziali — non riesce a replicare.

C’è poi l’effetto della pressione idrostatica: quando sei immerso fino al collo, la pressione dell’acqua comprime i tessuti periferici, favorendo un massiccio ritorno venoso e linfatico. Per chi fa sport da combattimento e subisce continui microtraumi da impatto (parate, colpi, lavoro al sacco), questo “drenaggio meccanico” unito alla vasocostrizione riduce drasticamente l’infiammazione locale e la sensazione di gambe e articolazioni pesanti.

A 10°C la mente ha ancora margine di trattativa: senti il freddo, ma puoi razionalizzarlo. Sotto i 4°C, e soprattutto avvicinandosi allo zero, la mente razionale sparisce e subentra un riflesso biologico violento: il cervello rettiliano percepisce una minaccia immediata di sopravvivenza.

Tecnicamente l’acqua dolce congela a 0°C (a meno che non sia salata per abbassare il punto di congelamento), ma l’idea di voler portare il “rullo mentale” sotto zero coglie il vero punto: cercare quella soglia dove non c’è più spazio per i pensieri residui. Lì dentro o domini il panico all’istante o ne vieni travolto; non esiste una via di mezzo.

In quel range termico estremo entrano in gioco adattamenti precisi:

  • Svuotamento del dialogo interno: L’intensità dello shock sensoriale satura la corteccia celebrale a tal punto che il chiacchiericcio mentale si spegne. Resta solo l’attenzione sul punto di contatto tra respiro e contrazione involontaria.
  • Resistenza al brivido cosciente: La tentazione primaria del corpo è serrare la mascella e contrarre i trapezi. Riuscire a mollare attivamente quei muscoli a temperature vicine al congelamento richiede una dissociazione del dolore identica a quella necessaria per assorbire un colpo duro senza scomporsi.
  • Effetto post-uscita: Il rilascio massiccio di endorfine e dopamina a quelle temperature non è una semplice sensazione di benessere, ma una calma piatta e vigile che dura ore, ideale per affrontare sessioni di sparring senza ansia da prestazione.

L’immersione in acqua ghiacciata è a tutti gli effetti un addestramento al combattimento mentale.

Quando entri in una vasca a 3°C o 4°C, il corpo innesca all’istante il riflesso primitivo di fuga: battito alle stelle, respiro corto, contrazione involontaria di tutta la muscolatura. È lo stesso identico stato neurovegetativo che si attiva quando ti trovi sotto pressione sul ring o in una situazione di minaccia reale.

Riuscire a non subire quella scarica, forzando la mente a rilassare le spalle e rallentare l’espirazione, costruisce quello che nelle neuroscienze viene definito controllo “top-down”: la corteccia prefrontale prende il comando diretto sull’amigdala. Chi combatte ne trae un vantaggio enorme: impari a dissociare lo stimolo di panico dall’azione, mantenendo la visione periferica e la lucidità tattica anche nel mezzo del caos.

Sul fronte fisico, l’immersione agisce su due livelli complementari che la doccia sfiora appena:

  • Svuotamento dei metaboliti e blocco dell’edema: La vasocostrizione periferica spinge il sangue verso gli organi vitali; uscendo dall’acqua, la vasodilatazione reattiva richiama sangue fresco, ossigenato e ricco di nutrienti, accelerando la riparazione dei microtraumi muscolari provocati dai colpi e dalla corsa.
  • Silenziamento dei nocicettori: Il freddo profondo rallenta la velocità di conduzione nervosa dei segnali di dolore, dando quella sensazione di immediato “spegnimento” dei dolori articolari e tendinei tipici dello sparring pesante.

Dove andare oltre: la scienza che pochi spiegano

  • Conducibilità e pressione idrostatica: L’acqua dissipa il calore circa 24 volte più velocemente dell’aria. In una doccia fredda il contatto è intermittente, la superficie coperta è limitata e il flusso d’aria crea continue oscillazioni. Nell’ice bath l’immersione totale genera una compressione idrostatica sui tessuti periferici, costringendo il sangue verso gli organi vitali (centralizzazione del flusso ematico) e abbassando drasticamente la temperatura del core.
  • Picco dopaminergico senza “crash”: Gli studi classici sull’immersione in acqua fredda (es. Šrámek et al.) documentano un aumento della noradrenalina fino al +530% e della dopamina fino al +250%. A differenza degli stimolanti (caffeina o anfetamine), questo incremento è progressivo e rimane elevato per ore senza il crollo successivo.

Studi più recenti sull’immersione in acqua fredda confermano un aumento significativo di noradrenalina (tra il 200% e il 300%) e di dopamina (intorno al 250%), con un effetto che può durare diverse ore, anche se i picchi più estremi vengono registrati in protocolli lunghi a temperature meno estreme.”


A nove gradi Celsius la risposta è molto più rapida e intensa rispetto a temperature più miti. Già dopo 2-3 minuti di immersione a 9°C il corpo attiva un forte rilascio di noradrenalina e dopamina, senza bisogno di stare in acqua per tempi lunghi. A questa temperatura lo shock termico è sufficiente a saturare il sistema nervoso simpatico in poco tempo, spegnendo il dialogo interno e attivando quel controllo mentale di cui parlavamo prima. In pratica, tre minuti a nove gradi fanno molto di più di dieci minuti a quattordici gradi.


Scendendo ulteriormente di temperatura, come fa Wim Hof con immersioni vicine o sotto i 4°C, l’effetto diventa ancora più estremo: lo shock è talmente intenso che il controllo mentale richiesto è paragonabile a quello di un combattimento vero, con un rilascio ormonale ancora più potente.

  • Il paradosso dell’ipertrofia: È il punto tecnico più utile per la community fitness. Se il target è l’aumento della massa muscolare, fare un ice bath immediatamente dopo l’allenamento di forza spegne l’infiammazione acuta necessaria per la cascata mTOR e riduce la sintesi proteica muscolare per le successive 4–6 ore. La doccia fredda, stimolando solo recettori superficiali, non ha questo impatto negativo sistemico.
  • Principio di Søberg (“End on cold”): L’effetto ormetico sul tessuto adiposo bruno (BAT) si moltiplica se non ci si scalda subito con una fonte esterna (niente doccia bollente dopo l’ice bath). È il brivido e la termogenesi non da brivido del corpo a dover ripristinare i 37°C interni.

Scheda di confronto: Doccia vs Ice Bath

n un ice bath (bagno di ghiaccio), l’espressione “abbassare il core” significa ridurre la temperatura interna del corpo, ovvero quella degli organi vitali (cuore, polmoni, cervello, ecc.), che normalmente si aggira intorno ai 37 °C.

Quando ci si immerge nell’acqua gelida, il corpo reagisce a due livelli temporali distinti:

1. La risposta immediata (Guscio esterno)

Nei primi minuti, il freddo colpisce la pelle e i muscoli superficiali. I vasi sanguigni periferici si restringono immediatamente (vasocostrizione) per evitare che il sangue caldo si raffreddi a contatto con l’esterno, mantenendo il calore concentrato al centro del corpo.

2. L’abbassamento del “Core” (Temperatura interna)

Se l’immersione si prolunga oltre i pochi minuti (generalmente tra i 5 e i 15 minuti a seconda dell’esperienza), le difese superficiali non bastano più. Il freddo inizia a penetrare in profondità, abbassando progressivamente la temperatura interna (il core).

Dove metti l’intenzione, va l’energia.

Dove metti l’intenzione, va l’energia.Sveglia il tuo potenziale.
Risveglia il tuo potere interiore.
Allenati al combattimento.
Libera le emozioni bloccate.
Ritrova il tuo equilibrio psicofisico. Rilassati profondamente e riaccendi la tua motivazione.”

武を自分の心に決め置 “Decidere fermamente nel proprio cuore di seguire la via della disciplina marziale” Hagakure 葉隠聞書119

La Disciplina è il primo ed ultimo baluardo in questa dimensione Ekpito 

”A qualunque costo imprimere ad ogni occupazione, anche quella più modesta, un carattere di completezza fino a rendere intero il frammento e dritto il curvo..”
Julius Evola
119  一分でも、しっかりと、武を自分の心に決め置いて、疑うことなく覚悟していれば、何かのとき、自然に、最初に選ばれることになるのです。これは、折々の振る舞い、物の言い方で、明らかにそうなるものです。
Hagakure 葉隠聞書

“Anche in un solo minuto, se si decide fermamente nel proprio cuore di seguire la via della disciplina marziale, senza dubitare e con piena consapevolezza, in qualsiasi situazione si verrà naturalmente scelti per primi. Questo si manifesta chiaramente nei comportamenti quotidiani e nel modo di esprimersi.
In particolare, una singola parola può fare la differenza. Non si tratta di mostrare il proprio animo, ma piuttosto di far sì che gli altri conoscano già da tempo chi siamo veramente.”

Hagakure 葉隠聞書

武を自分の心に決め置”: “Decidere fermamente nel proprio cuore di seguire la via della disciplina marziale”. L’espressione originale sottolinea la necessità di una decisione interiore profonda e stabile.


“疑うことなく覚悟していれば”:
“Senza dubitare e con piena consapevolezza”. Enfatizza l’importanza di una convinzione ferma e senza incertezze.


“自然に、最初に選ばれることになる”:
“Si verrà naturalmente scelti per primi”. Suggerisce che la scelta sarà quasi automatica, come una conseguenza naturale della preparazione interiore.


“一言が大事です”:
“Una singola parola può fare la differenza”. Sottolinea il potere delle parole e dell’espressione di sé.

自分の心を見せるというのではなく、前々から人が知る、ということです”:

“Non si tratta di mostrare il proprio animo, ma piuttosto di far sì che gli altri conoscano già da tempo chi siamo veramente”. Indica che la vera autenticità si manifesta in modo spontaneo e coerente nel tempo, non attraverso dimostrazioni esteriori.

意到則氣到 dove si dirige l’attenzione si dirige il Qi/KI

Atteggiamento Mentale nell’attrito /sforzo ”mentalità di crescita” Ricompensa Interna

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