Conferenza del prof.agg. Paolo Debertolis sullo stato dell’arte dell’archeoacustica nei luoghi sacri. Viene affrontata anche la stretta relazione esistente tra sito archeologico sacro e attività cerebrale. La conferenza è stata effettuata in data 11 maggio 2018 nella sala convegni del Convento cistercense di S. Spirito d’ Ocre nell’ambito del XIV° Convegno Itinerante organizzato dall’Associazione PANTA REI, CONACREIS ABRUZZO dell’Aquila con il GRUPPO ARCHEOLOGICO SUPEREQUANO di Castelvecchio Subequo, l’Ass. RETE DEI CAMMINI e con il patrocinio del Comune dell’Aquila.
SITO UFFICIALE
L’archeoacustica è una disciplina scientifica e multidisciplinare che studia le proprietà acustiche dei siti archeologici, dei monumenti antichi e dei manufatti. Nata ufficialmente nei primi anni 2000 (il termine è stato coniato nel 2003 durante un convegno all’Università di Cambridge), questa branca unisce l’archeologia, l’architettura, la fisica e l’acustica per comprendere come le antiche civiltà percepivano e interagivano con il suono.
Durante l’intervista, l’esperto (un neurologo/ricercatore) si trova all’interno di un ambiente sotterraneo denominato Sala Persefone (presumibilmente un ipogeo o una struttura museale nel territorio materano o pugliese) e discute di un importante sito archeologico internazionale: l’Ipogeo di Ħal-Saflieni a Malta.
“nell’ambiente più profondo. Noi siamo accompagnati da queste sonorità che non sono casuali. A Malta c’è il tempio preistorico più antico del mondo ed era preistorico eh dell’uomo della clan e dire il luogo dove si emettevano gli oracoli. Un ricercatore americano ha voluto studiare il posto per cercare di capire come mai in questo ambiente sotterraneo possib A questo c’era una sala centrale delle sale collaterali. Ovunque si parlasse e ovunque si emettessero dei suoni, in un buco particolare che era nella sala degli oracoli, le frequenze arrivavano sempre a 110 Hz. Un fatto abbastanza bizzarro. Da neurologo la cosa mi ha appassionato. Siamo andati avanti con le ricerche e abbiamo visto che sottoponendo al l’elettroencefalogramma un soggetto. Se noi emettiamo musiche a frequenze varie, il tracciato è sempre normale. Se ci mettiamo i 110 Hz, invece si attiva una zona del cervello, ce lo dice il tracciato. Questa zona è l’obo temporale sinistro, le cui funzioni sono quelle dell’articolazione della parola e della percezione delle emozioni. La musica 110 Hz inibisce l’attività della parola e amplifica la percezione dell’emozione. Questo significa che ascoltare queste sonorità per ore induce uno stato di transipnosi che è l’elemento fondamentale per l’emissione degli oracoli. Noi abbiamo voluto riprodurre in epoca moderna ciò che l’uomo della pietra aveva intuito già all’epoca.”
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Ecco i punti principali trattati nel suo intervento:
- Il Tempio Preistorico: Viene menzionato l’Ipogeo di Ħal-Saflieni a Malta, considerato uno dei templi sotterranei preistorici più antichi al mondo.
- La Frequenza di 110 Hz: L’esperto spiega come, in questa struttura, i suoni e le frequenze non siano casuali. La camera sotterranea (conosciuta come la Camera dell’Oracolo) risuona naturalmente a una frequenza di 110 Hz.
- Effetti Neurologici: Studi scientifici (come quelli condotti sulle onde cerebrali) hanno dimostrato che questa specifica frequenza stimola il lobo temporale sinistro del cervello.
- Stati di Trance: L’attivazione di questa specifica area cerebrale inibisce le funzioni legate al linguaggio e amplifica la percezione delle emozioni, inducendo uno stato di trance o pre-ipnosi. Secondo l’ipotesi dell’esperto, nell’antichità questo fenomeno veniva utilizzato durante i riti legati agli oracoli.
Conferenza tenuta dal prof. Paolo Debertolis sulle Domus de Janas sarde viste come strutture capaci di aumentare le nostre capacità percettive. La conferenza è stata tenuta a Corcagnano (Parma) il 10 maggio 2024 su invito dell’organizzazione Galileo Parma. Questa conferenza rappresenta lo stato attuale di conoscenza sulle Domus de Janas in Sardegna dal punto di vista dell’archeoacustica. Questi ipogei costruiti nel periodo Prenuragico (4.400-2.000 aC) di recente sono anche stati riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Riprese di Nina Earl e montaggio SBRG.
archeoacustica condotta dal professor Paolo Debertolis presso le Domus de Janas e altri siti megalitici sardi. Gli interventi evidenziano come queste strutture millenarie siano state progettate per agire come vere e proprie casse di risonanza, capaci di indurre stati alterati di coscienza o favorire processi di guarigione tramite frequenze sonore specifiche. Viene esplorato il legame profondo tra l’uso rituale dei tamburi, il canto armonico e i fenomeni di risonanza magnetica sotterranea che influenzano la biologia umana. Il dialogo approfondisce inoltre la perdita di tali conoscenze tecnologiche nel passaggio tra diverse civiltà, sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare che unisca scienza e spiritualità. Infine, i relatori collegano le tradizioni popolari dei “brebus” alla fisica quantistica, suggerendo che il suono e l’intenzione possano interagire direttamente con il campo energetico dell’individuo.
La Risonanza Acustica nei Siti Sacri
Le Domus de Janas e i pozzi sacri non erano semplici sepolture, ma veri e propri templi e “macchine sonore” progettati per sfruttare la risonanza. Attraverso l’uso della voce, del canto armonico o di strumenti come i tamburi, queste strutture attivano frequenze in grado di indurre stati alterati di coscienza o favorire la guarigione. Siti come Neodale, Montecrobu o il Pozzo di Santa Cristina sono descritti come luoghi di grande potenza energetica.
Tecnologia Perduta e Coscienza
Debertolis ipotizza che esistesse una tecnologia delle casse di risonanza, basata sulla curvatura delle camere ipogee, andata in gran parte perduta nel passaggio tra la civiltà prenuragica e quella nuragica. Questo declino tecnologico rifletterebbe un’involuzione della coscienza: la società prenuragica, collaborativa e spirituale, è stata sostituita da una società più guerresca e meno focalizzata sul contatto con l'”extra-mondo”.
Vibrazioni della Terra e Salute
La ricerca si focalizza anche sulle vibrazioni naturali del sottosuolo:
- Frequenza di Schumann: È la vibrazione naturale della Terra su cui è tarata la nostra biologia e che nei siti sacri trasmette un senso di pace.
- Infrasuoni dannosi: Le frequenze a 18 Hz (spesso legate ad acque sotterranee o faglie) possono invece essere deleterie per la salute, causando insonnia e malessere, tanto da essere state usate come armi non letali.
i “percettori nelle mani” a cui si fa riferimento sono i sensori del Meissner. Questi sensori, situati sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi, sono in grado di percepire vibrazioni a frequenze molto più basse di quelle rilevabili dall’orecchio umano.- Ecco alcuni dettagli chiave su come funzionano e il loro ruolo nell’archeoacustica:
- Percezione dell’energia: Molte persone, come i “guru” o i sensitivi, che affermano di sentire “energia” in determinati luoghi sacri, stanno in realtà percependo vibrazioni fisiche attraverso questi sensori nelle mani.
- Infrasuoni naturali: Nei siti antichi (come Delfi), il frizionamento delle faglie geologiche o il movimento di acque sotterranee produce spesso infrasuoni. Questi non sono udibili, ma vengono avvertiti dai sensori del Meissner come piccole scosse o vibrazioni.
- Reazione istintiva: Questi stessi sensori sono responsabili della sensazione di allarme che proviamo durante un terremoto, portandoci a voler scappare anche quando le scosse sono a frequenze bassissime (livello 0.0 Hz).
- Esempio moderno: Il professor Debertolis paragona questa sensazione a quella che si prova in discoteca, dove i suoni bassi vengono percepiti fisicamente nel corpo piuttosto che solo con l’udito.
- In passato, sacerdoti e sciamani fungevano da vere e proprie “antenne” umane, utilizzando la propria sensibilità individuale per individuare luoghi con particolari vibrazioni naturali, prima ancora di costruire siti sacri o templi.
Fisica Quantistica e “Brebus”
Un punto centrale è il legame tra conoscenza antica e fisica moderna:
- L’intento e i pensieri: È stato verificato che le emozioni e l’intento umano influenzano il campo elettromagnetico e l’aura.
- I Brebus: Le antiche preghiere sarde (Brebus o Bribos) non agirebbero per il significato letterale, ma per le particolari sonorità e consonanti che creano vibrazioni capaci di interagire con il campo quantistico e forse con il DNA.
Esperienze di Ricerca e SB Research Group
Il gruppo di ricerca S.B. Research Group studia questi fenomeni con un approccio multidisciplinare, utilizzando sia strumentazione scientifica che il supporto di sensitivi. Debertolis cita anche esperienze di confine, come la comparsa di nebbie anomale o contatti con altre dimensioni durante le sollecitazioni acustiche nei siti antichi.

Principali Ambiti di Ricerca
- Grotte preistoriche: Studi condotti in Francia e Spagna (come quelli di Iegor Reznikoff) hanno dimostrato una forte correlazione tra le proprietà acustiche delle caverne e la posizione delle pitture rupestri. I punti con maggiore eco e risonanza venivano spesso scelti per realizzare le pitture, suggerendo un uso rituale o di orientamento nel buio.
- Siti megalitici e Templi: Gli esperti studiano l’acustica di monumenti come Stonehenge o le antiche piramidi (ad esempio le camere di risonanza a Teotihuacán o in Egitto) per capire se le forme e i materiali fossero progettati per amplificare le voci o le percussioni durante i rituali.
- Teatri antichi: Analisi approfondite mirano a comprendere le capacità di diffusione del suono nei teatri greci e romani, per comprendere come le strutture architettoniche ottimizzassero l’acustica naturale.
Per comprendere a fondo il paesaggio sonoro del passato, i ricercatori utilizzano diverse tecniche:
- Misurazioni sul campo: Tramite generatori di suono e microfoni, vengono testati i tempi di riverberazione e le frequenze di risonanza.
- Ricostruzioni digitali: Vengono create simulazioni acustiche 3D e modelli in realtà virtuale per valutare l’acustica originale del sito prima di eventuali crolli o modifiche moderne.
- Analisi neurofisiologiche: Alcuni ricercatori indagano come le frequenze del sottosuolo o le risonanze a bassa frequenza possano influenzare la percezione e lo stato d’animo dei visitatori.
Esempio di Risonanza: Le Grotte Paleolitiche
Nelle grotte ornate del Paleolitico, la voce umana veniva utilizzata non solo per comunicare, ma come strumento di ecolocalizzazione o per produrre risonanze. Nelle nicchie dove si ottiene il miglior effetto di risonanza (che in alcuni casi imita il muggito di un animale, il cosiddetto “effetto bisonte”), si osserva una maggiore densità di pitture rupestri, indicando una consapevolezza del legame tra suono e spazio sacro.

NOTE
il professor Paolo Debertolis cita Federico Faggin descrivendolo come un suo amico che ha approfondito lo studio di fenomeni che esulano dalla fisica classica.
In particolare, emergono i seguenti dettagli su Faggin:
- Esperto di processi quantistici: Debertolis suggerisce che per comprendere meglio come certe esperienze extrasensoriali, incontri con “altri mondi” o uscite dal corpo avvengano attraverso processi quantistici piuttosto che per le leggi della fisica classica, Faggin sia la persona di riferimento.
- Collaborazione: Viene menzionato che Debertolis e Faggin hanno discusso insieme di un progetto di ricerca legato a questi temi.
La menzione di Faggin avviene durante una discussione su come i pensieri e le emozioni possano influenzare i campi elettromagnetici e su come la biologia possa essere legata a ritmi che non rispondono necessariamente alle leggi dello spazio-tempo.
Emilio Del Giudice viene citato dal professor Debertolis come un riferimento scientifico fondamentale per spiegare come i processi biologici e la coscienza interagiscano con la realtà in modi che superano la fisica tradizionale.
Ecco i punti principali che emergono su di lui:
- Natura dei ritmi biologici: Secondo Del Giudice, il ritmo della frequenza non risponde alle leggi dello spazio-tempo.
- Sincronizzazione: Proprio a causa di questa indipendenza dalle leggi spazio-temporali, tale frequenza può essere sincronizzata con chiunque in qualunque momento.
- Fisica Quantistica e Acqua: Sebbene il nome non sia ripetuto esplicitamente in quel passaggio, il discorso si collega alla testimonianza su “due professori napoletani” (riferimento al gruppo di ricerca di Del Giudice) che studiavano la trasmissione di informazioni nell’acqua tramite il suono, unendo la scienza d’avanguardia alla conoscenza antica.
Queste teorie supportano l’idea del professor Debertolis secondo cui i pensieri, le emozioni e l’intento possono influenzare il campo elettromagnetico umano e che le esperienze extrasensoriali seguano processi quantistici anziché le leggi della fisica classica
Willel Raich viene citato nelle fonti come un ricercatore che ha individuato soluzioni per molte malattie attraverso l’uso delle frequenze, ma che è stato successivamente ostacolato o “fatto fuori”. Il professor Debertolis conferma che, con ogni probabilità, egli possedeva conoscenze approfondite sui fenomeni delle vibrazioni provenienti dal sottosuolo.
Debertolis rivela inoltre che il suo gruppo di ricerca sta attualmente sviluppando un progetto quinquennale finanziato proprio in questo campo per verificare quali risultati sia possibile raggiungere oggi. Questo interesse si collega alla teoria più ampia discussa nel materiale, secondo cui l’intento umano, i pensieri e le emozioni possono influenzare il campo elettromagnetico e interagire con la realtà attraverso processi quantistici.
Le Domus de Janas (che nelle fonti vengono tradotte come “case delle fate” o “case delle streghe”) sono strutture ipogee preistoriche diffuse in tutta la Sardegna, ad eccezione della zona di Olbia. Sebbene spesso interpretate solo come tombe, le fonti le descrivono come sofisticati strumenti di archeoacustica progettati per scopi rituali e spirituali.
Ecco le caratteristiche principali delle Domus de Janas secondo il professor Debertolis:
- Architettura Sonora: Non erano costruite casualmente; funzionavano come la cassa di risonanza di una chitarra. Accanto alla stanza principale erano spesso presenti delle cavità laterali tarate su frequenze specifiche per amplificare il suono.
- Frequenze e Stati di Coscienza: Queste strutture entravano in risonanza a frequenze straordinarie, capaci di modificare lo stato della mente umana. Lo scopo era raggiungere stati alterati di coscienza che potevano favorire capacità come la preveggenza o la telepatia.
- Contatto con l’Aldilà: In quasi tutte le Domus de Janas è scolpita sul fondo della camera una “falsa porta”. Questa porta, che dà direttamente sulla roccia, simboleggiava il passaggio verso un altro mondo e serviva per rituali di contatto con gli antenati o il mondo dei morti.
- Origine Antichissima: Appartengono alla civiltà prenuragica e risalgono a un periodo compreso tra 6.400 e 5.000 anni fa. Secondo le fonti, questa civiltà aveva conoscenze acustiche molto più avanzate rispetto alla successiva civiltà nuragica, che nei suoi nuraghi otteneva principalmente fenomeni di riverbero piuttosto che di risonanza precisa.
- Stato di Conservazione: Purtroppo, nel corso dei millenni, molte di queste strutture sono state danneggiate, utilizzate come ricoveri per animali o alterate, compromettendo le loro proprietà acustiche originali e facendo perdere la memoria della loro funzione tecnologica.
Questi siti testimoniano una civiltà molto avanzata dal punto di vista spirituale ed empirico, capace di utilizzare le vibrazioni sonore per scopi mistici ben prima dell’invenzione di strumenti moderni.






