Cad Goddeu “La Battaglia degli Alberi” Metempsicosi celtica Spirito Indoeuropeo

Il Cad Goddeu (tradotto come “La Battaglia degli Alberi”) รจ uno dei poemi piรน affascinanti, criptici e studiati della letteratura gallese medievale. Contenuto nel celebre Libro di Taliesin (risalente al XIV secolo, ma basato su tradizioni sciamaniche molto piรน antiche), il testo รจ strettamente legato al concetto di metempsicosi (la trasmigrazione delle anime) e alla dottrina della rinascita

.https://www.library.wales/discover-learn/digital-exhibitions/manuscripts/the-middle-ages/book-of-taliesin

La Battaglia Mitica

Il poema, attribuito al leggendario bardo Taliesin, descrive una battaglia mitologica in cui il mago e trickster Gwydion usa i suoi poteri per animare gli alberi e i cespugli della foresta, trasformandoli in un esercito per combattere contro le forze dell’Oltretomba (l’Annwn). Ogni albero combatte con caratteristiche precise (la quercia รจ forte e tenace, l’agrifoglio รจ aggressivo, il nocciolo รจ saggio).

una rappresentazione visiva ispirata al Cad Goddeu. L’immagine cattura lo stato visionario del bardo Taliesin mentre sperimenta la metempsicosi: dalle sue visioni emergono i simboli delle sue vite passate (la spada, lo scudo, l’arpa, la goccia d’acqua), mentre sullo sfondo prende vita la Battaglia degli Alberi, animati dalla magia celtica.

La connessione con la metempsicosi e la reincarnazione emerge prepotentemente nella sezione introduttiva del poema. Prima di narrare la battaglia, Taliesin pronuncia una serie di dichiarazioni (comuni alla tradizione sciamanica e bardica) in cui afferma di essere esistito dall’inizio dei tempi in innumerevoli forme diverse, sia animali, sia vegetali, sia minerali o astratte.

La coscienza del bardo non รจ limitata a una sola vita umana, ma ha attraversato l’intero ciclo della creazione:

“Sono stato una spada affilata in battaglia, Sono stato una goccia nell’aria, Sono stato la piรน fulgida delle stelle, Sono stato una parola in un libro, Sono stato un libro all’origine, Sono stato la luce di una lanterna…”

Taliesin elenca di essere stato anche un’aquila, un lupo, un ponte, una lancia e persino una goccia di pioggia. Questa non รจ una semplice metafora: per i Celti rappresentava la consapevolezza totale dell’anima che si รจ reincarnata attraverso tutti gli stadi della materia prima di raggiungere lo stato di illuminazione poetica (Awen).

Reincarnazione Celtica e Metempsicosi Classica

Gli storici e i mitologi (tra cui lo scrittore Robert Graves, che ha analizzato a fondo il poema nel suo celebre saggio La Dea Bianca) evidenziano come la visione gallese della metempsicosi differisca da quella orientale (indiana) o pitagorica:

  • Nessun Karma: Nella tradizione celtica non si rinasce per “espiare le colpe” di una vita precedente.
  • Onniscienza Poetica: Il viaggio dell’anima attraverso le varie forme serve ad accumulare conoscenza universale. Solo l’anima che รจ stata “tutte le cose” puรฒ comprendere i segreti della natura e della magia, diventando un vero Bardo.
  • Mutamento di forma (Shapeshifting): Alcuni studiosi accademici tendono a interpretare questi versi non come una reincarnazione letterale dopo la morte, ma come la capacitร  sciamanica di proiettare la propria coscienza e mutare forma spiritualmente durante la trance.

il testo originale non รจ in lingua gaelica, bensรฌ in antico gallese (noto anche come gallese medievale).

Sebbene facciano entrambe parte della grande famiglia delle lingue celtiche, si dividono in due rami distinti: il gaelico (irlandese, scozzese) e il brittonico (gallese, bretone). Poichรฉ Taliesin era un bardo del “Vecchio Nord” della Britannia, i suoi versi ci sono tramandati in gallese medievale.

Ecco i versi esatti in antico gallese, cosรฌ come compaiono nel Libro di Taliesin (XIV secolo), affiancati dalla loro pronuncia e grafia originale:

Bum cledyf culhawt, Bum deifer yn awyr, Bum ser rac lloer, Bum gair yn llyfyr, Bum llyfyr ym dechreu, Bum lleuwer yn llofr…

Se vuoi notare la struttura tipica di questa formula sciamanica, la parola chiave che si ripete รจ Bum (che nel gallese moderno si scrive Bรปm), e significa letteralmente “Io sono stato”:

Nel gallese moderno, questa formula suonerebbe in modo molto simile (ad esempio, Bรปm yn gleddyf…), a testimonianza di quanto questa lingua celtica sia rimasta incredibilmente fedele alle sue radici medievali.

Per darti un riscontro immediato della dottrina della rinascita e della metempsicosi che caratterizza il poema, ecco l’incipit della celebre sequenza in cui Taliesin elenca le sue innumerevoli esistenze precedenti:
Gallese Medio (Originale): Bum cledyf yn aghat. Bum yscwyt yg kat. Bum tant yn telyn. Bum amweryd yn dwr yn ewyn…
Traduzione: Sono stato una spada in mano. Sono stato uno scudo in battaglia. Sono stato una corda d’arpa. Sono stato schiuma nell’acqua… Sono stato una goccia in un pluvio… Ho viaggiato in una moltitudine di forme prima di assumere una forma stabile.
Subito dopo questa potente introduzione sciamanica, il bardo canta della grande magia di Gwydion (il dio/mago della mitologia gallese) che, per vincere la battaglia contro Arawn (il signore dell’Oltretomba), evoca e anima gli alberi della foresta โ€” dall’ontano guerriero alla maestosa quercia โ€” trasformandoli in un esercito cosciente.

1. Tracce della credenza nella trasmigrazione delle anime

La prima รจ chiarissima in Cesare, nel famoso excursus sulla religione gallica (6,13,5): ยซI druidi insegnano la dottrina secondo cui l’anima non muore, ma dopo la morte passa da uno ad un altroยป: si tratterebbe, cioรจ, della metempsicosi. Dato che nel medesimo capitolo Cesare attribuisce ai druidi vastissime conoscenze di ordine astronomico, geografico, naturalistico e teologico, si potrebbe pensare che tutto ciรฒ risalga ad una fonte particolarmente desiderosa di presentare un’immagine positiva del druidismo, attribuendogli, quindi, fra l’altro, anche una vecchia e rispettata dottrina pitagorica. Ma questa ipotesi sarebbe errata, giacchรฉ nel mondo celtico insulare vi sono testi che, quantunque di etร  cristiana, presuppongono chiaramente un’originaria fede nella metempsicosi. Vi sono, infatti, almeno due poemetti gallesi che debbono essere presi in considerazione da questo punto di vista.

Il primo (Angar kyfyndawt) รจ attribuito al mitico poeta Taliesin che, in prima persona, racconta la storia delle sue precedenti esistenze: ยซIo sono stato un salmone blu, sono stato un cane, un cervo, un capriolo, un tronco, una vanga, un’ascia nella mano, uno stallone, un toro, un caprone, grano che cresceva sulla collina ecceteraยป. Nel secondo testo, il Kat Godeu, un misterioso personaggio parla, in maniera desultoria e confusa, di una sua analoga esperienza: ยซIo ho avuto una moltitudine di forme prima di avere la forma materiale (cioรจ, attuale?): sono stato spada, sono stato lacrima nell’aria, sono stato la piรน brillante delle stelle, sono stato aquila, ecceteraยป.

Ora, il fatto stesso che in Britannia dopo secoli di cristianesimo fossero ancora possibili testi di questo genere, puรฒ spiegarsi solo con l’esistenza di una fede precristiana nella metempsicosi e, per di piรน, in una forma assai piรน radicale di quanto testimoni Cesare. Egli, infatti, parla di trasmigrazione delle anime da persona a persona (ab aliis ad alios), mentre qui la trasmigrazione investe non solo gli esseri umani, ma altresรฌ le cose e gli animali. Si potrebbe, cioรจ, pensare che la fonte di Cesare, lungi dall’inventare, abbia, se mai, attenuato il carattere totalitario della metempsicosi celtica per meglio adeguarlo al rispettato modello pitagorico.

2. Credenze in un destino tragico dopo la morte

Altre testimonianze antiche parlano, perรฒ, in senso assai diverso; si tratta, in questo caso, di documenti figurativi gallici. Il piรน noto รจ la cosiddetta Tarasque de Noves (ora al Museo di Avignone), una scultura risalente al periodo La-Tรจne II, che raffigura un essere mostruoso, dalle fattezze tra l’orso e il leone, che poggia le zampe su due teste umane dagli occhi chiusi (si tratta, cioรจ, di defunti), mentre un braccio umano semidivorato gli pende dalla bocca. Giustamente il De Vries intende questa scultura come raffigurazione dell’oltretomba e del destino che colร  attende l’uomo. Ma questo mostro non รจ isolato, giacchรฉ si hanno varie altre rappresentazioni di animali che uccidono, straziano e divorano esseri umani. Non รจ, naturalmente, il caso di pensare a ยซscultura di genereยป (scene di caccia, di guerra, eccetera); a dimostrarlo basterebbe il fatto che l’uomo non risulta mai vincitore. In tutti questi casi, dunque, siamo innanzi a una visione particolarmente tragica e disperata di ciรฒ che attende l’uomo dopo la morte.

3. Viaggio in un’isola favolosa

Esisteva, perรฒ, anche una terza ipotesi, che ci รจ attestata da un piccolo ma coerente genere letterario irlandese, quello degli imrama ยซviaggiยป (talora anche echtrai ยซavventureยป). Sono, in sostanza, la narrazione di un lungo e difficile viaggio per mare, con tutte le relative avventure, che il protagonista compie per raggiungere favolose isole, dove lo scorrere del tempo รจ bloccato e si trova eterna giovinezza e felicitร , spesso in compagnia di esseri divini.

Nella loro redazione attuale questi testi sono posteriori al sec. IX e, quindi, risentono, in qualche misura, anche delle grandi esperienze marinaresche dei Vichinghi; esemplare, a questo proposito, la conoscenza di un fenomeno tipicamente islandese:

ยซEssi andarono in un’altra isola, ove apparve loro una strana cosa: un largo getto di acqua sprizzava da una riva dell’isola, andava come un arcobaleno sull’intera isola e ricadeva sull’altra riva all’altro lato dell’isolaยป (Imram curaig Maele Dรบin, 25);

questa รจ la descrizione, molto precisa, di un geyser, che gli Irlandesi potevano conoscere solo attraverso i racconti dei Vikinghi.

Piรน importante ancora, perรฒ, รจ la rielaborazione in senso cristiano che subรฌ questa antica credenza. Le ยซisole dei viventiยป diventano la terra repromissionis sanctorum, che da un lato tende a identificarsi col Paradiso cristiano, dall’altro รจ una sorta di paradiso terrestre ove i buoni attendono la glorificazione finale del Giudizio Universale. Ma l’originaria concezione, che traspare ancora con sufficiente chiarezza…


Confer L’Uomo Indoeuropeo E Il Sacro Trattato di Antropologia del Sacro.A cura di Julien Ries, Jaca Book, Milano 1991

Bosco dei druidi Nemeton Patrizia Giovanna Curcetti olio su legno pioppo

uno studio accademico moderno che analizzi proprio quegli aspetti sciamanici e di trasmigrazione dell’anima che hai menzionato, il testo di riferimento รจ Legendary Poems from the Book of Taliesin della studiosa Marged Haycock (edito dalla CMCS Publications), che decodifica l’oscuritร  del linguaggio bardico gallese.

Essendo un testo di pubblico dominio, la trascrizione in gallese medio e le relative traduzioni sono facilmente reperibili sul web:

  • Il Celtic Literature Collective (di Mary Jones): รˆ il database online piรน completo per la letteratura celtica. Lรฌ troverai il testo a fronte in gallese e inglese.
  • Ancient Texts / Sacred Texts: Piattaforme che ospitano la storica traduzione di W. F. Skene tratta dal suo volume The Four Ancient Books of Wales (1868). Sebbene la filologia sia dell’Ottocento, รจ la traduzione piรน evocativa e diffusa.

Il motivo di un esercito di alberi รจ presente nel folclore britannico. Infatti appare nel Macbeth di Shakespeare, che poi รจ stato di ispirazione agli Ent de Il Signore degli Anelli e alle Cronache di Narnia.

Duel of the Fates e il poema gallese

Per la celeberrima colonna sonora di Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (1999), Williams voleva un testo che trasmettesse un senso di antico, rituale e religioso.

Williams ha poi fatto tradurre liberamente queste frasi in sanscrito per motivi puramente fonetici, ottenendo i famosi cori ritmici come
“Korah Matah, Korah Rahtahmah”.

Ha preso alcuni versi dal poema medievale gallese Cad Goddeu (che significa appunto “La Battaglia degli Alberi”), in particolare nella traduzione inglese effettuata dal poeta Robert Graves nel suo saggio La Dea Bianca.

I versi scelti includevano passaggi come “Dietro la radice della lingua una battaglia spietata”.

La Battaglia degli Alberi ha ispirato la cantautrice francese Nolwenn Leroy per la sua canzone Ce que je suis, pubblicata nel suo album Gemme nel 2017

Cรขd Goddeu (gallese โ€œLa Battaglia degli Alberiโ€) del Bardo Taliesin

Cรขd Goddeu (gallese โ€œLa Battaglia degli Alberiโ€) รจ un poema contenuto nel Libro di Taliesin, dove il leggendario mago Gwydion anima gli alberi di una foresta per combattere e sconfiggere Bran il Benedetto. Il poema รจ noto per lโ€™impressionante ed enigmatico simbolismo ed il folto numero di interpretazioni proposte.

Lungo 248 versi (di solito pentasillabi) e diviso in molte sezioni, il poema si apre con unโ€™estesa affermazione in prima persona di una conoscenza totale, in uno stile che si ritrova poi in altri passi del poema e anche in molti altri attribuiti a Taliesin:

Cร‚D GODDEU

Sono stato in molte forme,

prima di conseguirne una congeniale.

Sono stato la stretta lama di una spada.

(Ci crederรฒ quando apparirร ).

Sono stato una goccia nellโ€™aria.

Sono stato una stella splendente.

Sono stato una parola in un libro.

Sono stato un libro in origine.

Sono stato la luce di una lanterna.

Per un anno e mezzo.

Sono stato un ponte per traversare

sessanta fiumi.

Ho viaggiato in forma di aquila.

Sono stato una barca sul mare.

Sono stato uno stratega in battaglia.

Sono stato i legacci delle fasce di un bimbo.

Sono stato una spada nella mano.

Sono stato uno scudo in battaglia.

Sono stato la corda di unโ€™arpa,

incantata per un anno

nella schiuma dellโ€™acqua.

Sono stato un attizzatoio nel fuoco.

Sono stato un albero di una macchia.

Nulla cโ€™รจ in cui non sia stato.

Ho combattuto, seppur piccino,

nella battaglia di Goddeu Brig,

davanti al Sovrano di Britannia,

dalle flotte numerose.

I bardi mediocri simulano,

simulano un animale mostruoso,

dalle cento teste,

e un combattimento atroce

alla radice della lingua.

E unโ€™altra battaglia si combatte

nel retro della testa.

Un rospo che ha sulle cosce

cento artigli,

un serpente crestato maculato,

per punire nella carne

cento anime per i loro peccati.

Ero a Caer Fefynedd,

lร  si affrettavano erbe e alberi.

I viandanti li scorgono,

i guerrieri sono attoniti

al rinnovarsi di scontri

come quelli sostenuti da Gwydion.

Si invoca il Cielo,

e Cristo perchรฉ compia

la loro liberazione,

il Signore Onnipotente.

Se il Signore aveva risposto,

con formule magiche e magica arte,

assumete lโ€™aspetto degli alberi piรน importanti,

con voi schierati

trattenete la gente

senza esperienze di battaglie.

Quando gli alberi subirono lโ€™incantesimo

ci fu speranza per gli alberi,

di riuscire a frustare lโ€™intenzione

dei fuochi tuttโ€™intornoโ€ฆ

Son meglio tre allโ€™unisono,

che si divertono in cerchio,

mentre uno di loro racconta

la storia del Diluvio,

e della croce di Cristo,

e del giorno del Giudizio che รจ prossimo.

Gli ontani in prima linea,

furono loro a dare lโ€™inizio.

Il salice ed il sorbo selvatico

furono lenti a schierarsi.

Il susino รจ un albero

non amato dagli uomini;

di natura simile รจ il nespolo,

che vince una dura fatica.

Il fagiolo porta nella sua ombra

un esercito di fantasmi.

Il lampone costituisce

non il migliore tra i cibi.

Al riparo vivono

il ligustro e il caprifoglio,

e lโ€™edera durante la sua stagione.

Grande รจ la ginestra spinosa in battaglia.

Il ciliegio era stato rimproverato.

La betulla, pur molto magnanima,

si schierรฒ in ritardo;

non fu per codardia,

ma per le sue grandi dimensioni.

Lโ€™aspetto del [โ€ฆ]

รจ quello di uno straniero e di un selvaggio.

Il pino nella corte,

forte in battaglia,

grandemente lodato da me

alla presenza di re,

gli olmi sono i suoi sudditi.

Non si volge di lato per lo spazio di un piede,

ma colpisce giusto nel mezzo,

e allโ€™estremitร  piรน lontana.

Il nocciolo รจ il giudice,

le sue bacche sono la sua dote.

Benedetto รจ il ligustro.

Capi forti in guerra

sono il [โ€ฆ] e il gelso.

Prospero รจ il faggio.

Lโ€™agrifoglio verde scuro

fu molto coraggioso:

difeso da ogni lato delle punte,

che feriscono le mani.

I pioppi durevoli

molto franti in battaglia.

La felce spogliata;

le ginestre con la loro progenie:

il ginestrone non si comportรฒ bene

finchรฉ fu domato.

Lโ€™erica offriva consolazione

confortando la gente.

Il ciliegio selvatico incalzava.

La quercia che si muove agilmente,

dinanzi a lei tremano cielo e terra,

robusto custode della porta contro il nemico

รจ il suo nome in ogni terra.

Il gittaione avvinto assieme

fu offerto per essere bruciato.

Altri furono respinti

a causa dei vuoti creati

dalla grande violenza

sul campo di battaglia.

Molto furente il [โ€ฆ]

crudele il cupo frassino.

Timido il castagno,

che rifugge dalla gioia.

Vi sarร  una nera tenebra,

vi sarร  un terremoto sul monte,

vi sarร  una fornace purificatrice,

vi sarร  in primo luogo una grande ondata,

e quando lโ€™urlo verrร  udito โ€“

le cime del faggio stanno mettendo nuove foglie,

mutando e rinnovandosi dal loro stato avvizzito;

le cime della quercia sono aggrovigliate.

Dal โ€œGorchanโ€ di Maelderw.

Sorridendo accanto alla roccia

(era) il pero non di natura ardente.

Nรฉ di madre nรฉ di padre,

quandโ€™io fui fatto,

erano il sangue o il corpo mio;

di nove tipi di facoltร ,

del frutto dei frutti,

di frutti Dio mi fece,

del fiore della primula di monte,

dei germogli di alberi e cespugli,

di terra della specie terrestre.

Quando fui fatto

dei fiori dellโ€™ortica,

dellโ€™acqua della nona onda,

fui legato come incantesimo da Math,

prima di diventare immortale.

Fui legato come incantesimo da Gwydion,

grande mago dei Britanni,

di Eurys, di Eurwm,

di Euron, di Medron,

su miriadi di segreti

io sono dotto quanto Mathโ€ฆ

Io so dellโ€™Imperatore

di quando fu bruciato a mezzo.

Io so la conoscenza astrale

delle stelle prima che (fosse creata) la terra,

da dove sono nato,

quanti mondi vi sono.

รˆ usanza dei bardi compiuti

recitare le lodi del loro paese.

Ho suonato a Lloughor,

ho dormito nella porpora.

Forse che non ero nel recinto

con Dylan Ail Mor,

su un giaciglio nel centro

tra le ginocchia del principe

sopra due lance spuntate?

Quando vennero dal cielo

i torrenti giรน nellโ€™abisso,

precipitandosi con impeto violento.

(Io so) ottanta canzoni,

per soddisfare il loro piacere.

Non cโ€™รจ vegliardo nรฉ infante,

oltre a me quanto alle loro poesie,

nessun altro cantore che conosca tutte le novecento

che io conosco,

riguardo alla spada macchiata di sangue.

La mia guida รจ lโ€™onore.

Il sapere vantaggioso viene dal Signore.

(Io conosco) lโ€™uccisione del cinghiale,

il suo apparire e scomparire,

la sua conoscenza delle lingue.

(Io conosco) la luce il cui nome รจ Splendore,

e il numero delle luci regnanti

che diffondono raggi di fuoco

in alto sopra lโ€™abisso.

Sono stato un serpente maculato sopra una collina;

sono stato una vipera in un lago;

sono stato un tempo una stella maligna.

Sono stato un peso in un mulino [?].

La mia tonaca รจ tutta rossa.

Io non profetizzo alcun male.

Ottanta sbuffi di fumo

a chiunque li porterร  via:

e un milione di angeli

sulla punta del mio coltello.

Bello รจ il cavallo giallo,

ma cento volte migliore

รจ il mio color della panna,

veloce come il gabbiano,

che non puรฒ superarmi

tra il mare e la riva.

Non sono io preminente nel campo del sangue?

Io ho cento parti del bottino.

La mia corona รจ di gioielli rossi,

lโ€™orlo del mio scudo รจ dโ€™oro.

Non รจ nato nessuno valente come me,

nรฉ mai se ne รจ conosciuto uno,

tranne Goronwy,

dalle valli di Edrywy.

Lunghe e bianche sono le mie dita,

lungo tempo รจ passato da quandโ€™ero un mandriano.

Ho viaggiato sulla terra

prima di diventare un uomo erudito.

Ho viaggiato, ho compiuto un circuito,

ho dormito in cento isole,

ho abitato in cento cittร .

O druidi eruditi,

profetizzate voi di Artรน?

O รจ me che essi celebrano,

e la crocifissione di Cristo,

e il giorno del giudizio che รจ prossimo,

e uno che riferisce

la storia del Diluvio?

Da un gioiello dorato montato in oro

io sono arricchito;

e indulgo al piacere

grazie alla fatica opprimente dellโ€™orafo.

[Traduzione di A. Pelissero dalla traduzione inglese tardo-ottocentesca di D.W. Nash, riportata da Robert Graves]

Bum cledyf yn aghat: โ€œio ero una spada in un pugnoโ€. Bum yscwyt yg kat: โ€œio ero uno scudo in battagliaโ€. Bum tant yn telyn: โ€œio ero una corda in unโ€™arpaโ€. Lโ€™introduzione culmina con lโ€™affermazione di essere stato a Caer Vevenir quando il Signore di Britannia fece battaglia. Segue il racconto di una mostruosa creatura, della paura dei Britanni e come, per lโ€™abilitร  di Gwydion e la grazia di Dio, gli alberi marciarono in battaglia. Poi segue un elenco di piante, ognuna con attributi notevoli, ora chiare ora oscure.

A questo punto cโ€™รจ una digressione in prima persona che canta la nascita di Blodeuwedd e poi la storia di un grande guerriero, una volta un pastore ed ora un viaggiatore istruito (forse re Artรน o Taliesin). Dopo un riferimento al diluvio, alla crocifissione di Gesรน ed al giorno del giudizio, il poema si chiude con un oscuro riferimento alla metallurgia.

Nelle Triadi gallesi la Battaglia degli Alberi viene definita โ€œfrivola, mentre in un altro componimento del Libro di Taliesin il poeta afferma di esser stato presente alla battaglia.

1. La Trasmigrazione e l’Unitร  del Cosmo
“Sono stato una goccia nellโ€™aria, Sono stato la piรน fulgida delle stelle…”
Nelle tradizioni indoeuropee โ€” dai testi vedici ai miti celtici e norreni โ€” l’anima del veggente, del bardo o dello sciamano non รจ vincolata a un tempo o a una forma singola. Esiste una memoria primordiale (Awen per i Celti, legata alla saggezza cosmica) che permette all’io di fluire attraverso tutti gli stati della materia. Lo Spirito indoeuropeo si riconosce nell’infinitamente piccolo (la goccia) e nell’infinitamente grande (la stella), percependo il cosmo non come un oggetto da dominare, ma come un organismo vivente di cui fa parte.
2. La Parola come Atto Creativo
“Sono stato una parola in un libro, Sono stato un libro allโ€™origine…”
Per l’antico mondo indoeuropeo, la parola (Logos in Grecia, Vฤc nell’India vedica) non รจ un semplice mezzo di comunicazione, ma la forza metafisica che ordina il caos. Il bardo/veggente che infonde la vita attraverso il canto o la scrittura si identifica con l’origine stessa della conoscenza. Essere “un libro all’origine” significa incarnare la Tradizione indoeuropea prima ancora che venga codificata.
3. La Sintesi delle Funzioni: Guerriero e Sapiente
“Sono stato una spada affilata in battaglia… Sono stato la luce di una lanterna…”
Questo รจ forse il tratto piรน distintivo dell’ereditร  indoeuropea (spesso associata alla tripartizione funzionale studiata da Georges Dumรฉzil). In questi versi non c’รจ separazione tra l’azione e la contemplazione:
La Spada: Rappresenta la funzione guerriera, l’ardore, il coraggio e il confronto aperto con il destino (Fato).
La Lanterna/La Stella: Rappresenta la funzione spirituale e sacerdotale, la ricerca della veritร  e la luce della conoscenza che guida nell’oscuritร .
Lo Spirito indoeuropeo รจ l’unione perfetta di queste due forze: la capacitร  di combattere nel mondo manifesto senza mai perdere l’orientamento verso la luce metafisica.
Invece di un “Vincitore” temporaneo che ha sconfitto un nemico contingente, lo Spirito indoeuropeo rappresenta l’essere eterno che ha attraversato ogni forma di esistenza, superando la morte stessa attraverso la memoria, l’onore e la sapienza cosmica.

Secondo un riassunto di una storia simile preservata in Peniarth MS 98B (fine XVI secolo) il poema descrive la battaglia tra Gwydion e Arawn, il re di Annwn (lโ€™oltretomba). La battaglia si scatena dopo che il divino aratore Amaethon ruba un cane, una pavoncella ed un capriolo ad Arawn. Alla fine Gwydion trionfa indovinando il nome di uno degli uomini di Arawn: Bran (forse Bran il Benedetto).

Nella storia dellโ€™infanzia di Lleu Llaw Gyffes del Mabinogion Gwydion fa apparire una foresta come una forza dโ€™invasione.

Il Cรขd Goddeu, di difficile traduzione per la sua allusivitร  ed ambiguitร  grammaticale, รจ stato soggetto a molte teorie interpretative nel XIX secolo. Stephens afferma che il componimento รจ โ€œuna superstizione elio-archita, una metempsicosi di un capo druido ed un racconto simbolico del diluvioโ€. Messey suggerisce che il componimento riflette la religione egizia. Nash credeva fosse una favola di bassa qualitร  del XII secolo sovrapposta ad una storia di epoca arturiana ed unite con altri frammenti poetici. Skene pensava invece che il componimento riflettesse la storia del nord del paese durante le incursioni irlandesi. Ifor Williams si domandava se non si trattasse della Battaglia di Celyddon Wood. Robert Graves sostenne che gli alberi che combattevano in battaglia fossero le lettere dellโ€™alfabeto ogamico.

Ogni albero aveva un significato proprio e Gwydion indovina il nome di Bran dal ramo che portava. Graves supponeva che il poeta originale aveva conciliato segreti druidici su unโ€™antica religione matriarcale celtica per paura della censura delle autoritร  cristiane. Suggerisce che Arawn e Bran erano i nomi della stessa divinitร  infernale e che la battaglia era di ingegno ed accademia: le forze di Gwydion potevano essere sconfitte solo se il nome della sua compagna Lady Achren (โ€œalberiโ€) fosse stato indovinato, e lโ€™esercito di Arawn solo se il nome di Bran fosse stato indovinato. Marged Haycock e Mary Ann Constantine respingono lโ€™idea di Graves di unโ€™antica religione nascosta e la riducono ad una parodia del linguaggio bardico. Francesco Bennozo sostiene che il componimento rappresenta antiche paure per la foresta ed i suoi poteri magici.

Il motivo di un esercito di alberi รจ presente nel folklore britannico, infatti appare nel Macbeth di Shakespeare, che poi รจ stato di ispirazione agli Ent de Il Signore degli Anelli di Tolkien e alle Cronache di Narnia di C. S. Lewis.

Una traduzione del Cรขd Goddeu in sanscrito รจ stata utilizzata per Star Wars: Episodio I โ€“ La minaccia fantasma da John Williams, che ha basato il secondo movimento del suo Concerto per Corni del 2004 sulla Battaglia degli Alberi.

Il gallese Libro rosso di Hergest contiene, oltre alla famosa raccolta del Mabinogion, anche una miscellanea di cinquantotto composizioni poetiche, nota come Libro di Taliesin. รˆ tra queste che si trova la lunga, pressochรฉ incomprensibile composizione nota come La battaglia degli alberi. Lโ€™originale รจ composto di brevi versi rimati, con la stessa rima spesso ripetuta per dieci o quindici versi. Il significato del testo rimane un poโ€™ problematico, in quanto gli studiosi non sono ancora riusciti a decifrarne il senso. Alcuni lo considerano un nonsensescherzosamente solenne, inteso a suscitare il riso; altri lo ritengono un testo misto legato alla dottrina druidica della trasmigrazione delle anime; interessante la teoria di Robert Graves secondo la quale si tratterebbe in realtร  di una sorta di complesso indovinello. Qualunque cosa sia questa strana ยซBattaglia degli alberiยป, ricordiamo che nelle antiche Triadi gallesi, raccolta di nozioni storiche e osservazioni sentenziose disposte in forma epigrammatica a gruppi di tre, tale battaglia รจ ricordata come una delle ยซTre frivole battaglie di Britanniaยป, combattuta tra Arawn re di Annwn e Gwydion e Amathaon figli di Dรดn. Si tratta dunque di un testo che affonda profondamente le sue radici nel mito celtico, anche se oggi appare di difficile comprensione.

ย Dibattito SINOLOGICO specializzato sul termine cineseย ling้ˆgiapponese REI

  • Organizzato e presieduto da Christian Meyer
  • Joachim Gentz , โ€œQuanto รจ ling Ling้ˆ come classificatore exanimato in relazione a una sfera religiosa concettualeโ€
  • Friederike Assandri, โ€œ Ling nel daoismo altomedievaleโ€
  • Vincent Goossaert, โ€œ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoistaโ€
  • Esther-Maria Guggenmos, โ€œIl motore della trama: il Ling้ˆ come mezzo narrativo nelle prime biografie buddisteโ€
  • Stefania Travagnin, โ€œSignificati di ling nei discorsi buddisti moderniโ€
  • Matthias Schumann, โ€œI poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling้ˆ nella Cina repubblicanaโ€
  • Nikolas Broy, โ€œ’Questa luce numinosa’: il concetto di lingguang nelle sette popolari cinesi del tardo periodo imperiale e dell’epoca contemporaneaโ€
  • Adam Yuet Chau, โ€œSpiriti narrati: costruire lโ€™efficacia ( lingying้ˆๆ‡‰) e lo strano ( lingyi้ˆ็•ฐ) attraverso il raccontoโ€

Questo doppio panel presenta e discute i risultati di un seminario specializzato sul termine cineseย ling้ˆ, svoltosi nel 2019.

Il carattere รจ ampiamente noto in ambito accademico come termine chiave per la comprensione della religione locale o popolare cinese, dove viene spesso tradotto come “efficacia”, a indicare il potere miracoloso di un tempio o di una divinitร .
Il carattere, tuttavia, ha radici piรน antiche.
Successivamente, il suo utilizzo nel Buddhismo e nel Taoismo ha aggiunto significati piรน ampi, creando una nozione piรน ampia di “numinoso” o “sovrumano”.

Ancora oggi, tali usi risultano efficaci nella medicina tradizionale cinese, nella divinazione, nelle pratiche medianiche,ย nel Qigongย oย nel Reikiย giapponese้œŠๆฐ—.
La storia ha preso una nuova piega quando le tradizioni monoteiste (Islam, Cristianesimo) sono entrate nel campo linguistico cinese e il termine รจ stato adottato anche dai missionari come traduzione dello “spirito santo” comeย shengling่–้ˆ nella Bibbia protestante.

Partendo da questa base, il termine si รจ ulteriormente ampliato all’inizio del XX secolo, quando ha iniziato a essere utilizzato per indicare la “pratica spirituale” (ย lingxiu้ˆไฟฎ) o la “spiritualitร ” (ย lingxing้ˆๆ€ง) in generale.
Il progetto legato a questo doppio panel si propone di ricostruire i complessi processi attraverso i quali il termine premoderno ling si รจ evoluto fino a diventare un termine diffuso e tuttora enigmatico.

I contributi selezionati si concentrano su diverse tradizioni premoderne , ma esaminano anche le continuitร  e le trasformazioni nell’epoca moderna .
Attraverso brevi presentazioni, il panel offrirร  uno spazio di discussione su questioni rilevanti di traduzione e problematiche metodologiche con un pubblico piรน ampio.

Joachim Gentz , โ€œQuanto รจ ling Ling้ˆ come classificatore exanimato in relazione a una sfera religiosa concettualeโ€

Nei testi cinesi antichi, il termine ling ha molteplici significati.
L’HYDCD elenca 20 significati del termine.
Tuttavia, se i significati del termine vengono ricostruiti nei rispettivi contesti, sembra che una funzione specifica, piuttosto che un significato in sรฉ, domini l’uso del termine nei testi cinesi antichi.
Nella maggior parte dei casi, ling assume una funzione classificatoria, come un’etichetta che qualifica qualcosa come appartenente a una sfera spirituale non definita in modo piรน specifico.
Pur riconoscendo cosรฌ una sorta di qualitร  spirituale generale, evita di impegnarsi in una specificitร  assoluta.

Nei testi cinesi antichi, quindi, ling appare principalmente come un termine estraneo, un termine tra virgolette, un categorizzatore, un indicatore di uno spazio concettuale astratto che attribuisce una qualitร  quasi religiosa a qualcosa senza determinarne l’esatta modalitร  d’uso.

L’uso di ling puรฒ essere metaforico, allegorico, rituale, estetico o, in effetti, religioso in qualche modo indistinto.

In senso associativo lato libero, puรฒ riferirsi ad aspetti di qualitร  spirituali come bontร , potere, superioritร  o buon auspicio.

Puรฒ anche de-secolarizzare qualcosa in senso molto generale e per diverse ragioni.
Il presente articolo fornirร  un’analisi di esempi testuali tratti da antichi testi cinesi per supportare ulteriormente l’ipotesi che “ling” sia meglio comprensibile come un grafo con una funzione classificatoria piuttosto che come un termine con una gamma di significati lessicali.

Friederike Assandri, โ€œ Ling nel daoismo altomedievaleโ€

Questo articolo presenterร  un’indagine sull’uso del termineย lingย nel taoismo altomedievale. Un punto focale dell’analisi รจ la questione delle dimensioni cosmologiche da cuiย lingย viene immaginato o da cui proviene.
L’uso piรน rilevante del termine ling si riscontra come parte del compostoย lingbaoย , che indica “una nuova linea taoista, con un nuovo programma rituale e nuove concezioni cosmologiche” (Raz 2004, 6). In questo contesto, il significato del termine ling รจ stato interpretato come “celeste, divino, numinoso” (Kaltenmark 1960).
Questo articolo amplierร  la discussione, presentando un’analisi dell’uso del termine in diversi testi taoisti.
Partendo dal Daode jing โ€œclassicoโ€, dove lโ€™unica occorrenza sembra indicare piรน lโ€™oltretomba che il cielo come โ€œluogoโ€ per il ling, il presente articolo analizzerร  le diverse occorrenze del termine ling in numerosi testi taoisti altomedievali, tra cui i Testi Viola e la Scrittura della Salvezza, al fine di definire i campi semantici dellโ€™uso diย lingย .
Emerge che nei testi taoisti altomedievali il termineย lingย , se separato dal termineย lingbaoย , ha unโ€™ampia gamma di significati semantici. Pertanto, la nozione consolidata di ling come numinoso divino celeste, come รจ stata discussa negli studi taoisti nel contesto del termineย lingbaoย e del corpus scritturale associato, รจ solo una delle diverse nozioni che sono associate al termineย lingย .

Vincent Goossaert, โ€œ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoistaโ€

Uno degli scopi del rituale รจ quello di creare una presenza divina percepibile (vista, udita, sentita…). Uno dei termini chiave utilizzati per descrivere questa presenza รจย ling (้ˆ); in particolare, un’espressione tecnica frequente che intendo approfondire รจ “rendere presenteย il lingย in questo mondo”,ย jianglingย (้™้ˆ).
Questo saggio analizzerร  sia le narrazioni (principalmente le agiografie taoiste) sia le liturgie (principalmente i manualiย daofaย (้“ๆณ•) del canone taoista) dal periodo Song al tardo periodo imperiale, al fine di delineare i diversi metodi rituali utilizzati per creare tale presenza e, di conseguenza, definire la varietร  di modi in cuiย il lingย puรฒ essere percepito.
Un elenco non esaustivo comprende la possessione spirituale, i sogni, la scrittura spirituale, le visualizzazioni e la consacrazione di immagini potenti. Tutti questi metodi implicano la presenza di un sacerdote che sappia come rendere presenteย il lingย .

Esther-Maria Guggenmos, โ€œIl motore della trama: il Ling้ˆ come mezzo narrativo nelle prime biografie buddisteโ€

Questo articolo analizza il campo terminologico della cosiddetta “efficacia spirituale” ( ling้ˆ) nella scrittura biografica buddista altomedievale. Le narrazioni contenute nelle Biografie di monaci illustri ( Gaoseng zhuan้ซ˜ๅƒงๅ‚ณ) attingono in parte alla letteratura zhiguai . รˆ in questi racconti di miracoli che la terminologia relativa al ling gioca un ruolo cruciale come strumento narrativo. Il termine ling non viene utilizzato solo per designare determinate capacitร  soprannaturali shentong li็ฅž้€šๅŠ›), ma anche, in accordo con i racconti di miracoli altomedievali, per indicare l’efficacia, ad esempio di un tempio, di una determinata divinitร  o per affermare il potere di una reliquia buddista. Ciรฒ rende il termine negoziabile nel buddismo delle origini, in quanto puรฒ indicare la semplice richiesta di prove di efficacia e, di conseguenza, il desiderio di tali prove puรฒ essere interpretato come segno di una mancanza di progresso spirituale. Questo articolo delineerร  i vari usi della terminologia relativa al ling, concentrandosi su come essa sia integrata nelle narrazioni. Mentre il concetto di risonanza, ganying , รจ di gran lunga il concetto organizzativo piรน diffuso in questi antichi racconti miracolosi (Campany), un’analisi piรน approfondita di come il concetto di “efficacia spirituale” venga applicato nelle narrazioni rivela il suo ruolo centrale come “motore narrativo” in alcune delle prime opere biografiche buddiste.

Stefania Travagnin, โ€œSignificati di ling nei discorsi buddisti moderniโ€

Durante il tardo periodo Qing e l’epoca repubblicana, il buddismo cinese fu caratterizzato da una “narrazione di riforma”, che includeva un recupero piรน conservatore di una tradizione perduta del passato, nonchรฉ innovazioni drastiche e cambiamenti significativi a tale tradizione. Spesso, lo studio della narrazione di riforma si รจ intrecciato con la tesi di una possibile “rinascita” del buddismo agli albori del XX secolo.

Questo saggio analizzerร  le definizioni e gli usi del termine “ling” nel quadro delle sfere intellettuale e pratica del buddismo moderno, in particolare in relazione alla “narrazione di riforma” e al quadro di riferimento della “rinascita” contemporanei.
La prima parte della presentazione affronterร  i modelli semantici del termine “ling” condivisi sia dalla Cina premoderna che dall’era repubblicana, al fine di mostrare il livello di continuitร  diacronica; il saggio proseguirร  evidenziando le diverse sfumature e i nuovi messaggi riguardanti il โ€‹โ€‹termine “ling” offerti dalle fonti cinesi del periodo repubblicano.
La terza sezione prenderร  in esame i dibattiti intellettuali di Taiwan nella prima metร  del XX secolo, quindi durante l’occupazione giapponese dell’isola. Le ultime due parti della presentazione dimostreranno in che misura il cristianesimo e i sistemi culturali occidentali possano aver rimodellato gli usi e la comprensione del ling e dei suoi composti nel buddismo cinese e taiwanese; inoltre, soprattutto per quanto riguarda le argomentazioni taiwanesi, metterรฒ in discussione il grado e le modalitร  di impatto dei discorsi intellettuali e buddisti giapponesi.

Matthias Schumann, โ€œI poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling้ˆ nella Cina repubblicanaโ€

Durante il periodo repubblicano (1911-1949), il significato del termine ling (้ˆ) divenne sempre piรน complesso, acquisendo nuove connotazioni scientifiche derivanti dalla psicologia, dalla fisica e dalla ricerca psichica ( xinling yanjiuๅฟƒ้ˆ็ ”็ฉถ). Nella sua accezione scientifica, si rivelรฒ particolarmente attraente per un pubblico urbano che cercava nuovi modi per confrontarsi con la dimensione spirituale della vita umana, ma voleva evitare la controversa categoria di “religione”.
In particolare, diverse organizzazioni psichiche di nuova fondazione utilizzarono ling o xinling (ๅฟƒ้ˆ) per tradurre il nuovo termine “psiche”.
La maggior parte di queste organizzazioni si dedicรฒ allo studio e all’applicazione dell’ipnotismo ( cuimianshuๅ‚ฌ็œ ่ก“), che fungeva da metodo di auto-coltivazione in grado di conferire “poteri psichici” al praticante e di migliorarne la salute fisica e mentale.
Le funzioni dell’ipnotismo venivano spiegate facendo riferimento a una psiche universale ( ling/xinling ) alla quale era connessa la mente umana individuale. Questa psiche, sostenevano i praticanti, spiegava specifici fenomeni psichici, ma offriva anche la speranza di fornire una comprensione completa della relazione tra materia e spirito.
Nonostante i prestiti da discorsi religiosi, i ricercatori nel campo della psiche generalmente sottolineavano la natura laica delle loro teorie e criticavano la credenza negli spiriti e nelle divinitร  come “superstiziosa”.
Il significato mutevole di ling illustra quindi anche alcuni dei piรน ampi dibattiti su scienza, religione e spiritualitร  durante il periodo repubblicano.

Nikolas Broy, โ€œ’Questa luce numinosa’: il concetto di lingguang nelle sette popolari cinesi del tardo periodo imperiale e dell’epoca contemporaneaโ€

Questo articolo esplora l’uso dei composti “luce numinosa” ( lingguang้ˆๅ…‰), “splendore numinosolingming้ˆๆ˜Ž o minglingๆ˜Ž้ˆ) e “natura numinosa” ( lingxing้ˆๆ€ง) nelle sette religiose popolari cinesi a partire dal periodo Song (960-1279). In particolare, esamina i discorsi sulla natura dell’essere umano e gli insegnamenti che mirano a ripristinarla attraverso la coltivazione spirituale e il progresso morale. Inoltre, alcuni trattati settari sostengono che le anime primordiali degli esseri umani esistessero giร  prima della creazione del cosmo, ma che fossero state corrotte dai desideri terreni.

Nella prima parte, l’articolo analizza come i testi buddisti e taoisti del periodo Song introducano lingguang e termini correlati in riferimento alle innate capacitร  umane di illuminazione spirituale.

La seconda parte esamina vari scritti settari dei periodi Ming e Qing (1368-1911) e il modo in cui sviluppano narrazioni di lingguang come riferimento a sรฉ eterni. In particolare, analizza testi relativi al Patriarca Luo (circa XVI secolo) e alle tradizioni del “Cielo Antico” ( Xiantiandao ).

Infine, la terza parte esplora come la moderna “societร  redentrice” Yiguandao (Via dell’Unitร  Pervasiva) sintetizzi resoconti precedenti e il concetto neoconfuciano della natura “aperta, numinosa e non oscurata” ( xu ling bumei ) degli esseri umani in un sistema spirituale coerente.

Adam Yuet Chau, โ€œSpiriti narrati: costruire lโ€™efficacia ( lingying้ˆๆ‡‰) e lo strano ( lingyi้ˆ็•ฐ) attraverso il raccontoโ€

La narrazione di storie (oralmente, per iscritto o tramite moderni media audiovisivi ed elettronici) che coinvolgono eventi soprannaturali รจ una delle attivitร  piรน diffuse e importanti nella religione popolare cinese. Queste storie raccontano interventi divini come risposte miracolose alle suppliche dei fedeli, punizioni divine per comportamenti scorretti, ricompense divine per una devozione eccezionale, apparizioni di fantasmi, esorcismi o semplicemente strani avvenimenti che sfidano la spiegazione razionale. Ma i contesti in cui queste storie vengono raccontate sono importanti quanto le storie stesse. Questo articolo esaminerร  alcuni di questi contesti (tra i partecipanti alle feste nei templi, durante i campi di orientamento per le matricole universitarie, nonchรฉ nei programmi televisivi dedicati alle “storie strane”). La continua riproduzione di una cultura dell’efficacia magica e dello strano dipende dalla partecipazione attiva del pubblico e dalla creazione di un’atmosfera adatta alla narrazione di tali storie. Per ogni esperienza reale di intervento divino o evento inquietante, ci sono diecimila racconti e ri-racconti dell’esperienza, attraverso molte bocche e in molte occasioni diverse.

้ˆๆฐฃๅ‹•ไบบๅฟƒ

  • ้ˆ (Lรญng): Spirito, anima, energia spirituale.
  • ๆฐฃ (Qรฌ): Energia vitale, forza interna, soffio. (Insieme, ้ˆๆฐฃ “Lรญngqรฌ” indica un’atmosfera spirituale, un’aura sacra o un’energia divina/spirituale).
  • ๅ‹• (Dรฒng): Muovere, toccare, scuotere, emozionare.
  • ไบบ (Rรฉn): Persona, uomo, esseri umani.
  • ๅฟƒ (Xฤซn): Cuore, mente, anima. (Insieme, ไบบๅฟƒ “Rรฉnxฤซn” significa il cuore delle persone o l’animo umano).

้›จ (yu – Pioggia): In alto. Rappresenta le gocce d’acqua che cadono dal cielo.

ๅฃๅฃๅฃ (Tre bocche): Nel mezzo. Rappresentano i canti, le preghiere orali o i vasi rituali usati durante la cerimonia.

ๅทซ (wu – Sciamano/Maga): In basso. Rappresenta la figura che fa da mediatrice tra il mondo umano e quello spirituale (spesso una sciamana che danza).

“L’energia spirituale commuove il cuore dell’uomo” oppure “La forza dello spirito tocca l’animo umano”

Amor Fati

NUMQUAM DEFICERE ANIMO USQUE AD FINEM ET ULTRA

mai perdersi d’animo fino alla fine ed oltre

finchรจ hai l’ultima scintilla di vita AGISCI COMBATTI GIOCA CORRI NUOTA SALTA SCALA AMA

Perfice Omnia facta vitae quasi haec postrema essent

Te ne affrancherai compiendo ogni singola azione come fosse lโ€™ultima della tua vita, lontano da ogni superficialitร  e da ogni

avversione passionale alle scelte della ragione e da ogni finzione, egoismo e malcontento per la tua sorte.

Amico mio, dedicati allโ€™arte che hai imparato; e il resto della tua vita trascorrila come se avessi affidato tutto te stesso agli dรจi con tutta lโ€™anima, senza renderti nรฉ tiranno nรฉ schiavo di nessun uomo.โ€

NUMQUAM DEFICERE ANIMO USQUE AD FINEM ET ULTRA

mai perdersi d’animo fino alla fine ed oltre

finchรจ hai l’ultima scintilla di vita AGISCI COMBATTI GIOCA CORRI NUOTA SALTA SCALA AMA

Dice Marco Aurelio e lo diceva Platone

Qualsiasi cosa ti capiti , รจ stata prestabilita per te fin dallโ€™eternitร , e un fitto intreccio di cause da sempre ha legato alla tua esistenza a quellโ€™evento

ma tu Ascolta e poi gettati oltre fregandotene

lโ€™oltreuomo che sorge dalle lamiere, non per vanitร , ma per il semplice, rivoluzionario piacere di esistere oltre ogni limite assegnato

lโ€™amor fati ama la tua sorte non perchรฉ รจ buona, ma perchรฉ รจ tua

NUMQUAM DEFICERE ANIMO USQUE AD FINEM ET ULTRA

mai perdersi d’animo fino alla fine ed oltre

finchรจ hai l’ultima scintilla di vita AGISCI COMBATTI GIOCA CORRI NUOTA SALTA SCALA AMA

La mia formula per la grandezza dell’uomo รจ amor fati: non volere nulla di diverso da quello che รจ, nรฉ nel futuro, nรฉ nel passato, nรฉ per tutta l’eternitร . Non solo sopportare ciรฒ che รจ necessarioโ€ฆ ma amarlo.”
Friedrich Nietzsche

EX IMPEDIMENTUM VIA FIT

Ciรฒ che si frappone diventa via

Umile attento concentrato ti focalizzi sul risultato

Ti addestri ti alleni ed ancora RIPETI di addestri ti alleni

EX IMPEDIMENTUM VIA FIT

Ciรฒ che si frappone diventa via

la mente AFFILATA soffri ti addestri ti alleni RIPETI RIPETI

bendi le nocche slanci il colpo ti addestri ti alleni COMBATTI NON TEMI

EX IMPEDIMENTUM VIA FIT

Ciรฒ che si frappone diventa via

La forza si costruisce nella resistenza, non nel conforto.

Le scuse sono illusioni create dal sรฉ debole per rimanere in una zona di comfort ingannevole.

la mente AFFILATA soffri ti addestri ti alleni RIPETI RIPETi

SE combatti puoi perdere se non lo fai hai giร  perso

COMBATTI TI ADDESTRI TI ALLENI LA MENTE AFFILATA DIVENTA UNA LAMA INFUOCATA

Praticare l’amor fati significa spostare il proprio focus mentale da “Perchรฉ sta succedendo proprio a me?” a “Cosa posso fare grazie a questo?”

  • Accettazione radicale: Cancella l’energia sprecata a desiderare che il passato fosse diverso. Una relazione finita, un lavoro perso o un fallimento personale vengono visti come capitoli essenziali della propria storia.
  • Carburante per la crescita: Invece di vedere gli ostacoli come blocchi stradali, li si considera come la materia prima necessaria per forgiare il carattere, la resilienza e la saggezza.
  • Alchimia interiore: Trasforma la sofferenza inevitabile della vita in qualcosa di dotato di senso e valore.

Vรถlva di Fyrkat, giusquiamo nero, e Berserker

Una veggente di Fyrkat?
La bacchetta della veggente vichinga. Lo spiedo era giร  leggermente piegato quando fu deposto nella sepoltura.

Forse, prima di un’importante battaglia, diede del giusquiamo ai guerrieri e agli abitanti di Fyrkat per infondere loro forza e coraggio?

I ritrovamenti principali e piรน significativi di giusquiamo nero (Hyoscyamus niger) sono avvenuti in siti archeologici legati all’epoca vichinga, in contesti costantemente rituali e mai domestici.

La scoperta piรน famosa e importante รจ avvenuta nel 1977 a Fircat, in Danimarca, all’interno di una fortezza anulare costruita durante il regno di re Harald Bluetooth. In questo sito, gli archeologi danesi hanno esaminato la tomba di una donna di altissimo rango, vissuta intorno al 980 d.C. e identificata come una vรถlva (un’esperta di rituali norrena). Tra i suoi oggetti funerari รจ stata rinvenuta una piccola borsa di cuoio sigillata che conteneva diverse centinaia di semi di giusquiamo nero.

Questa non รจ stata l’unica scoperta. Scavi successivi in tutta la Scandinavia hanno portato alla luce ulteriori semi di giusquiamo. Questi rinvenimenti sono stati effettuati in siti specifici, come:

  • Sepolture di guerrieri
  • Tombe di individui di alto rango
  • Depositi rituali

Queste scoperte archeologiche hanno confermato che il giusquiamo non era una semplice erba da cucina, ma una vera e propria sostanza controllata: veniva deliberatamente coltivata, raccolta, conservata e somministrata da specialisti all’interno di un’istituzione organizzata
BERSERKER

I composti attivi del giusquiamo nero, in particolare gli alcaloidi tropanici come la iosciamina e la scopolamina, provocavano una serie di reazioni sul sistema nervoso che combaciano in modo millimetrico con i resoconti delle saghe norrene. Gli effetti specifici sul corpo e sulla mente dei guerrieri includevano:

Esaurimento e collasso prolungato: Una volta terminato lo scontro e svanito l’effetto della droga, i guerrieri andavano incontro a un crollo fisico devastante. Entravano in una fase di spossatezza cosรฌ profonda da lasciarli inabili a funzionare per diversi giorni.

Forte agitazione e tremori: A differenza di altre sostanze sedative, il giusquiamo induceva un’intensa attivitร  violenta; i tremori che i Berserker manifestavano prima del combattimento corrispondono alla fase iniziale di agitazione tipica di questo avvelenamento.

Allucinazioni vivide e paranoia: La pianta alterava profondamente la mente, causando deliri spesso associati a contenuti violenti, portando i guerrieri a ululare e mordere i bordi dei propri scudi.

Dissociazione dal dolore: Il giusquiamo produceva un’analgesia dissociativa. Questa drastica riduzione della sensibilitร  al dolore conferiva ai guerrieri un’apparente immunitร  alle ferite in battaglia, permettendo loro di mantenere un’efficienza coordinata nonostante traumi che avrebbero fermato un uomo comune.

Tachicardia e calore estremo: L’intossicazione causava un drastico aumento della frequenza cardiaca e una tipica sensazione di pelle arrossata e calda, spiegando cosรฌ perchรฉ questi uomini combattessero sfidando il freddo, senza armatura o addirittura a torso nudo.

Schiuma alla bocca: Questo famigerato tratto distintivo dei Berserker era un sintomo clinico diretto causato dalla scopolamina, che agisce sopprimendo il normale riflesso della deglutizione dell’individuo.

A volte si fanno ritrovamenti archeologici davvero insoliti. Ad esempio, c’รจ la singolare tomba di una donna vichinga, rinvenuta nella fortezza circolare di Fyrkat, vicino a Hobro, in Danimarca. Tra le circa 30 tombe del sito, si distingue per il suo insolito corredo funerario. Si tratta della tomba di una donna, forse una veggente.

La veggente sepolta di Fyrkat โ€“ disegno di ricostruzione di Thomas Hjejle Bredsdorff.

le ricerche tossicologiche hanno delineato chiaramente le differenze chimiche e sintomatologiche tra l’Amanita muscaria (il fungo erroneamente associato ai guerrieri) e il giusquiamo nero (la vera sostanza utilizzata). Ecco i dettagli:

Giusquiamo Nero (Hyoscyamus niger)

  • Composizione chimica: I composti attivi della pianta sono alcaloidi tropanici, in particolare la iosciamina e la scopolamina. Appartengono alla stessa famiglia chimica che produce gli effetti della belladonna e della datura.
  • Effetti sul corpo: A differenza dei depressivi, il giusquiamo scatenava reazioni eccitanti e dissociative che corrispondono perfettamente ai racconti delle saghe norrene.
    • Provoca forte agitazione iniziale (compatibile con i tremori dei Berserker) e allucinazioni vivide, spesso con contenuti violenti o paranoici.
    • Genera un’estrema analgesia dissociativa, che riduce la sensibilitร  al dolore permettendo di combattere nonostante le ferite.
    • Induce tachicardia (aumento drastico della frequenza cardiaca) e una sensazione di forte calore sulla pelle.
    • La scopolamina inibisce specificamente il normale riflesso della deglutizione, causando il celebre sintomo della schiuma alla bocca.
    • Nella fase di recupero, causa un profondo collasso e un esaurimento che puรฒ lasciare l’individuo inabile per diversi giorni.

Fungo Amanita Muscaria

  • Composizione chimica: I composti attivi del fungo sono il muscimolo e l’acido ibotenico.
  • Effetti sul corpo: Si tratta di potenti neurotossine che funzionano come depressivi del sistema nervoso centrale, non come stimolanti.
    • I sintomi predominanti includono forte sedazione, nausea, vomito, profusa sudorazione e atassia (una grave perdita di coordinazione muscolare).
    • A dosi significative, causano confusione, difficoltร  di linguaggio e perdita di coscienza.
    • Di conseguenza, un guerriero sotto l’effetto di questo fungo avrebbe avuto maggiori probabilitร  di rimettere e addormentarsi piuttosto che caricare una linea di scudi nemica con furia e coordinazione.

Al momento della sepoltura, la donna indossava abiti raffinati blu e rossi ornati con fili d’oro, segno di status regale. Fu sepolta, come le donne piรน ricche, nella cassa di una carrozza trainata da cavalli. Le erano stati offerti doni comuni a una donna, come fusi e forbici. Tuttavia, vi erano anche oggetti esotici provenienti da terre lontane, a indicare che la donna doveva essere benestante. Indossava anelli d’argento alle dita dei piedi, un tipo di anello che non si trova in nessun altro luogo della Scandinavia. Inoltre, nella tomba sono state rinvenute due ciotole di bronzo, che potrebbero essere arrivate addirittura dall’Asia centrale.

Nella tomba รจ stata rinvenuta anche una cosiddetta spilla a scatola proveniente da Gotland. La vรถlva, a quanto pare, riutilizzava la spilla cava come contenitore per il biacca. Il biacca รจ un colorante bianco utilizzato in medicina da oltre 2000 anni, ad esempio nelle pomate per la pelle. รˆ velenoso nella sua forma concentrata.

Tra gli oggetti insoliti, sono stati rinvenuti un bastone di metallo e semi della pianta velenosa di giusquiamo. Questi due oggetti sono associati alla veggente. L’oggetto piรน misterioso รจ il bastone di metallo, parzialmente disintegrato dopo la lunga permanenza nel terreno. Consiste in un’asta di ferro con finiture in bronzo. Potrebbe trattarsi di un bastone utilizzato nella pratica magica, un bastone da vรถlva o un bastone magico.

I semi di giusquiamo sono stati trovati in una piccola borsa. Se gettati sul fuoco, questi semi producono un fumo leggermente allucinogeno. Assunti nelle giuste quantitร , possono provocare allucinazioni ed euforia. Il giusquiamo era spesso usato dalle streghe in epoche successive. Poteva essere utilizzato come unguento magico per produrre un effetto psichedelico, se i praticanti di magia lo applicavano sulla pelle. La donna di Fyrkat faceva forse cosรฌ? Nella fibbia della sua cintura รจ stato trovato del biacca, talvolta utilizzato come ingrediente in unguenti per la pelle.

Altri oggetti rinvenuti nella tomba avvalorano ulteriormente l’ipotesi che la donna fosse una veggente. Ai suoi piedi si trovava una scatola contenente vari oggetti, come borre di gufo e piccole ossa di uccelli e mammiferi. Oltre a questi, c’era un amuleto d’argento a forma di sedia: il seid, o sedia magica?

Coppa di bronzo, probabilmente proveniente dall’Asia centrale. Presentava un rivestimento in erba e conteneva una sostanza grassa
Una misteriosa tazzina, che la donna di Fyrkat aveva con sรฉ nella tomba. La sua funzione รจ sconosciuta, ma potrebbe essere stata una piccola tazza per bere.

IPOTESI Per molto tempo si รจ ipotizzato che i Berserker rappresentassero una stirpe etnica distinta, una tribรน biologicamente separata dai comuni contadini scandinavi. Tuttavia, un fondamentale studio del 2020 guidato dall’Universitร  di Copenaghen, che ha sequenziato oltre 400 genomi di resti dell’epoca vichinga, ha smantellato completamente questa teoria.

I resti scheletrici appartenenti a questi guerrieri d’รฉlite non hanno mostrato alcuna firma genetica unica o isolata. Al contrario, si inserivano perfettamente nella mappa genetica della Norvegia e della Svezia dell’epoca, risultando indistinguibili dai pescatori, dai contadini o dagli artigiani sepolti nelle tombe vicine. La loro spaventosa efficienza bellica non risiedeva nei geni, ma nel rigido sistema sociale che li selezionava, li addestrava e somministrava loro le dosi di giusquiamo nero. Il Berserker non era un’eccezione genetica, bensรฌ un “prodotto” culturale e farmacologico.

Quando la Scandinavia fu cristianizzata e le leggi vietarono esplicitamente queste pratiche rituali, l’istituzione scomparve, ma gli uomini no. I testi documentano che questi guerrieri semplicemente smisero di essere Berserker e tornarono alla vita civile. Si stabilirono nei loro villaggi, coltivarono le valli, si sposarono e la loro linea genetica rifluรฌ in modo naturale nel bacino della popolazione norrena principale.

Gli ampi studi sulle biobanche odierne confermano una continuitร  genetica diretta tra la popolazione dell’epoca vichinga e quella odierna. Gli stessi aplogruppi del cromosoma Y documentati nelle sepolture dei Berserker sono presenti oggi con alta frequenza negli uomini norvegesi. I discendenti di questi guerrieri non sono mai scomparsi: vivono ancora oggi nelle stesse valli e nelle stesse fattorie da cui i loro antenati partivano per le razzie, con lo stesso identico aspetto di tutti gli altri.

CONFER fonte

https://nationalmuseet.dk/en

Alle donne vichinghe venivano donati anche pendenti a forma di zampa d’anatra, realizzati in argento.
attorno alla sua vita erano concentrati diversi oggetti. Si pensa che fossero appesi alla cintura, come mostrato in questo disegno di Hayo Vierck. Vi si trovano un coltello, il cui fodero รจ avvolto in argento, e una cote di ardesia. Dato che i Vichinghi e gli Anglosassoni prediligevano le cote decorate, che spesso si trovano nelle tombe o in altri contesti cerimoniali, รจ plausibile immaginare che un sacrificio fosse preceduto da una drammatica affilatura dello strumento di morte. (Immaginate questo atto accompagnato da canti e tamburi, mentre la tensione cresce). L’oggetto numero 5 nel disegno รจ un’ipotesi sull’origine di numerosi piccoli frammenti di vetro sottile, che potrebbero rappresentare una piccola ampolla di questo tipo. Si trattava di una forma comune di amuleto protettivo nel mondo classico e il suo utilizzo continuรฒ in epoca cristiana, quando venivano riempite con l’acqua usata per lavare le tombe dei santi. L’oggetto numero 2 รจ una presunta borsa contenente semi di giusquiamo. Il giusquiamo puรฒ provocare forti allucinazioni ed รจ una delle piante piรน comunemente associate alla magia nell’Europa settentrionale.
L’oggetto numero 4 รจ questo amuleto a forma di sedia. Si tratta di uno degli oggetti piรน fortemente associati alla magia norrena, noto solo grazie alle tombe di donne sospettate di essere veggenti o streghe. Probabilmente rappresenta l'”alto seggio” su cui una vรถlva sedeva per pronunciare le sue profezie, come descritto in diverse fonti norrene.

Vi starete chiedendo perchรฉ non ho chiamato Fyrkat 4 una 
vรถlva , visto che รจ cosรฌ che gli autori moderni si riferiscono solitamente alle donne magiche o profetesse norrene. Ma la terminologia norrena antica relativa alla magia e ai praticanti di magia รจ uno di quegli argomenti che, una volta approfonditi, si rischia di non approfondire. Ci sono diversi termini il cui significato รจ cambiato nel corso dei secoli. รˆ del tutto possibile che questa donna considerasse “vรถlva” un insulto cosรฌ insopportabile da far tagliare la lingua a chiunque l’avesse chiamata cosรฌ, prima di profetizzare la rovina di tutta la sua famiglia (come “strega”). Quindi รจ piรน sicuro evitare del tutto i termini norreni e usare qualcosa di generico e inglese. Per inciso, potreste pensare di sapere perchรฉ una saggia donna norrena veniva chiamata 
vรถlva , termine che sembra evocare il mistero femminile. In realtร  significa “portatrice di bastone”. Il che mi porta all’altro oggetto innegabilmente magico di Fyrkat 4, un bastone o una bacchetta di ferro gravemente corrosa con finiture in bronzo.

Quella tradizione aveva molti elementi. Il piรน noto e probabilmente centrale era la profezia. Le saghe ci raccontano che i veggenti viaggiavano regolarmente attraverso le terre norrene, facendo tappa in ogni fattoria importante. Lรฌ venivano accolti con grande entusiasmo e a loro e ai loro seguaci veniva offerto un banchetto. Presiedevano a un rituale che prevedeva canti e, in epoca precristiana, sacrifici animali. Poi si vestivano con elaborati costumi โ€“ fu forse in questa occasione che la maga Fyrkat si dipinse il viso di bianco? โ€“ prendevano posto su una sedia posta su una piattaforma e profetizzavano ciรฒ che l’anno avrebbe portato alla famiglia. Secondo le nostre fonti, di solito davano buone notizie. Sempre secondo le nostre fonti, potevano essere corrotti e avrebbero pronunciato profezie migliori per coloro che li nutrivano meglio. Questa stessa accusa veniva ovviamente rivolta agli oracoli nel mondo antico ed รจ ancora rivolta agli sciamani moderni, spesso da altri sciamani, quindi questo dibattito sembra essere parte integrante dell’intera questione della profezia.

La figura della “Dama Pagana” (The Pagan Lady) di Peel รจ una delle scoperte archeologiche piรน affascinanti dell’Isola di Man, unendo il rigore della storia al fascino cupo della mitologia norrena.
Sebbene il riferimento a Thorhallur Thrainsson sia piรน strettamente legato alle leggende di spettri e folklore nordico (come il celebre glรกmr delle saghe), la scoperta della Dama Pagana nel Castello di Peel รจ un fatto storico documentato che sembra uscito direttamente da una ballata vichinga.

La Scoperta (1982)
Durante gli scavi diretti dall’archeologo David Freke presso il Castello di Peel (sull’isolotto di St Patrickโ€™s Isle), รจ stata rinvenuta una sepoltura risalente alla metร  del X secolo. All’interno non vi era un guerriero, ma una donna di alto rango la cui tomba conteneva un corredo rituale straordinario.
Il Corredo della “Maga”
Ciรฒ che rende questa donna una sospetta Vรถlva (una sciamana o profetessa vichinga) sono gli oggetti che l’accompagnavano:
L’Ala di Cigno: Il dettaglio piรน poetico e inquietante. La donna รจ stata sepolta con l’ala intera di un cigno selvatico posta sotto il suo braccio. Nella simbologia norrena, i cigni sono legati alle Valchirie e alla capacitร  di viaggiare tra i mondi.
La Collana di Perle: Una magnifica collana composta da oltre 70 perle di vetro, ambra e corniola provenienti da tutta Europa e dall’Oriente, segno di un prestigio immenso.
Strumenti Rituali: Accanto a lei sono stati trovati un coltello, una borsa di pelle contenente aghi d’osso e una “bacchetta” di ferro, spesso interpretata come il distaff (conocchia) usato dalle sciamane per “tessere” il destino.

Il Significato Simbolico
La presenza dell’ala di cigno suggerisce un rituale di trasformazione o protezione. Le Vรถlur erano figure temute e rispettate, capaci di praticare il Seiรฐr, una forma di magia che permetteva di vedere il futuro e influenzare gli eventi.
Nota Storica: La sepoltura della Dama Pagana rappresenta un momento di transizione unico. รˆ stata trovata in un cimitero cristiano, ma il suo corredo รจ inequivocabilmente pagano. Questo suggerisce che, nonostante l’avanzata della nuova fede, il potere spirituale di queste “streghe” vichinghe fosse ancora troppo grande per essere ignorato.

Il Collegamento con Thorhallur Thrainsson
Sebbene Thrainsson sia un nome noto nelle saghe islandesi per incontri con il soprannaturale, il legame qui รจ tematico: il Castello di Peel รจ rinomato per essere uno dei luoghi piรน infestati delle isole britanniche (celebre รจ il Moddey Dhoo, il cane nero spettrale).
La Dama Pagana incarna perfettamente quella “presenza norrena” che Thrainsson e altri cronisti del folklore hanno cercato di descrivere: un mondo dove il confine tra i vivi, i morti e le creature mitologiche era sottile come un colpo d’ala di cigno.
Oggi, i resti e i tesori della Dama sono conservati presso il Manx Museum a Douglas, dove la sua collana rimane uno dei pezzi piรน iconici dell’ereditร  vichinga nell’Isola di Man.

La “Pagan Lady of Peel” รจ stata sepolta con diversi oggetti che presentano connotazioni magiche, religiose o rituali:

  • Amuleti: Tra gli oggetti ritrovati nella sua tomba, ed in particolare associati alla piccola borsa di pelle che indossava, vi erano alcuni amuleti.
  • Perle di preghiera: La donna indossava una preziosa collana, considerata un cimelio di famiglia che raccontava la storia e i viaggi dei suoi antenati. Una di queste perle era molto antica, risalente al sesto secolo (avendo quindi 400 o 500 anni al momento della sua sepoltura), e si ritiene potesse appartenere originariamente al rosario (perle di preghiera) di uno dei monaci che vivevano in precedenza sull’isola.
  • Corredo funerario pagano: Nonostante fosse sepolta in un cimitero cristiano, la tomba conteneva un corredo funerario di tradizione pagana pensato per accompagnarla nell’aldilร . Il rituale prevedeva che non potesse passare al mondo successivo senza i suoi attrezzi quotidiani, tra cui un kit da cucito, due coltelli, uno spiedo per arrostire e persino un’ala d’oca.

L’intero rituale di sepoltura รจ stato eseguito con grande cura: la donna รจ stata deposta facendole riposare il capo su un cuscino di piume d’oca e facendole indossare una piccola cuffia bianca, a dimostrazione del grande affetto di chi l’ha seppellita.

La statuetta “Portatore di bastone” o “Danzatore con arma” proveniente da Birka, in Svezia.

Gran parte di questo materiale proviene da Neil Price, 
The Viking Way: Magic and Mind in Late Iron Age Scandinavia.

La “Dama Pagana” del Castello di Peel, Isola di Man, maga vichinga sepolta con un’ala di cigno. Di Thorhallur Thrainsson.

รˆ interessante notare che le fonti delle saghe dicono poco riguardo alla veggente che entrava in trance o in estasi. Ma il giusquiamo non รจ una droga da poco, e chiunque ne assumesse a sufficienza potrebbe andare ben oltre lo stato razionale. Inoltre, l’estasi, in una forma o nell’altra, รจ quasi universalmente parte della tradizione profetica. Quindi credo che dovremmo immaginare che le veggenti norrene, almeno a volte, si drogassero per entrare in uno stato di trance al fine di cercare risposte a domande urgenti. Una cosa che abbiamo imparato dagli sciamani moderni รจ che sono capaci di operare in piรน modalitร , fornendo risposte preconfezionate a domande standard โ€“ sรฌ, certo, avrete un ottimo raccolto, cosa mangeremo? โ€“ e allo stesso tempo drogandosi o inducendosi in altri modi in stati di trance molto pericolosi quando si trovano di fronte a una vera crisi.

Ho evitato anche di definire Fyrkat 4 una veggente, come invece la definisce il Museo Nazionale Danese. Ho fatto ciรฒ perchรฉ la tradizione magica norrena includeva, oltre alla profezia, anche altri elementi, tra cui il repertorio standard degli indovini: guarigione, ritrovamento di oggetti smarriti, creazione di amuleti protettivi e cosรฌ via. Si diceva anche che evocassero tempeste e maledicessero a morte i loro nemici. Presumo che la maga di Fyrkat si dedicasse almeno alla guarigione, ed รจ affascinante immaginare che a volte re Harald mandasse via il suo vescovo e chiedesse alla sua maga di maledire i suoi nemici o di avere una visione di come si sarebbero svolte le sue prossime guerre.

Ne sono noti circa trenta esemplari; questa immagine proviene dal British Museum. Alcuni di essi, come questi, presentano ornamenti che li distinguono, ma altri assomigliano praticamente in tutto e per tutto a spiedi. E in effetti alcuni di essi potrebbero essere stati effettivamente spiedi, sebbene nelle sepolture siano associati a donne fatate. Quindi รจ probabile che fossero utilizzati per uno scopo diverso.

Il forziere ai piedi di Fyrkat 4 era antico e presentava diverse riparazioni con vari tipi di legno, un dettaglio piuttosto singolare. Conteneva principalmente abiti, di cui รจ sopravvissuta solo una quantitร  di filo d’oro e d’argento. Insomma, abiti molto eleganti. Vi si trovavano anche gli oggetti tipici sepolti con le donne vichinghe: forbici, un fuso e un’altra cote.
La maga di Fyrkat doveva essere una donna formidabile. Ricca, spendeva gran parte del suo denaro in merci esotiche provenienti da terre lontane, prediligendo in particolare mode non ancora adottate dalle sue contemporanee. E, in un regno che si professava cristiano, era una devota di un’antica tradizione magica.
Fyrkat era una delle fortezze costruite dai re di Danimarca, probabilmente intorno al 980 d.C. Esistono almeno altre due fortezze quasi identiche risalenti all’epoca vichinga, e altre due possibili. L’ipotesi piรน accreditata รจ che i re le facessero costruire come parte della preparazione di una grande campagna militare. In questo caso, il re sarebbe stato Harald Bluetooth, e la campagna sarebbe stata la sua vittoriosa guerra per riconquistare lo Jutland meridionale dagli imperatori tedeschi. Da notare che Harald Bluetooth si era a quel tempo convertito al cristianesimo e richiedeva a tutti i suoi seguaci di fare altrettanto. CONFER
Fonte https://benedante.blogspot.com/2021/03/the-sorceress-of-fyrkat.html
La maga vichinga di Fyrkat
Statuetta di Ekhamar Luogo di ritrovamento: Ekhammar, Uppland, Svezia.

ARCHEOACUSTICA

Conferenza del prof.agg. Paolo Debertolis sullo stato dell’arte dell’archeoacustica nei luoghi sacri. Viene affrontata anche la stretta relazione esistente tra sito archeologico sacro e attivitร  cerebrale. La conferenza รจ stata effettuata in data 11 maggio 2018 nella sala convegni del Convento cistercense di S. Spirito dโ€™ Ocre nell’ambito del XIVยฐ Convegno Itinerante organizzato dallโ€™Associazione PANTA REI, CONACREIS ABRUZZO dellโ€™Aquila con il GRUPPO ARCHEOLOGICO SUPEREQUANO di Castelvecchio Subequo, lโ€™Ass. RETE DEI CAMMINI e con il patrocinio del Comune dellโ€™Aquila.
SITO UFFICIALE

L’archeoacustica รจ una disciplina scientifica e multidisciplinare che studia le proprietร  acustiche dei siti archeologici, dei monumenti antichi e dei manufatti. Nata ufficialmente nei primi anni 2000 (il termine รจ stato coniato nel 2003 durante un convegno all’Universitร  di Cambridge), questa branca unisce l’archeologia, l’architettura, la fisica e l’acustica per comprendere come le antiche civiltร  percepivano e interagivano con il suono.

Durante l’intervista, l’esperto (un neurologo/ricercatore) si trova all’interno di un ambiente sotterraneo denominato Sala Persefone (presumibilmente un ipogeo o una struttura museale nel territorio materano o pugliese) e discute di un importante sito archeologico internazionale: l’Ipogeo di ฤฆal-Saflieni a Malta.

“nell’ambiente piรน profondo. Noi siamo accompagnati da queste sonoritร  che non sono casuali. A Malta c’รจ il tempio preistorico piรน antico del mondo ed era preistorico eh dell’uomo della clan e dire il luogo dove si emettevano gli oracoli. Un ricercatore americano ha voluto studiare il posto per cercare di capire come mai in questo ambiente sotterraneo possib A questo c’era una sala centrale delle sale collaterali. Ovunque si parlasse e ovunque si emettessero dei suoni, in un buco particolare che era nella sala degli oracoli, le frequenze arrivavano sempre a 110 Hz. Un fatto abbastanza bizzarro. Da neurologo la cosa mi ha appassionato. Siamo andati avanti con le ricerche e abbiamo visto che sottoponendo al l’elettroencefalogramma un soggetto. Se noi emettiamo musiche a frequenze varie, il tracciato รจ sempre normale. Se ci mettiamo i 110 Hz, invece si attiva una zona del cervello, ce lo dice il tracciato. Questa zona รจ l’obo temporale sinistro, le cui funzioni sono quelle dell’articolazione della parola e della percezione delle emozioni. La musica 110 Hz inibisce l’attivitร  della parola e amplifica la percezione dell’emozione. Questo significa che ascoltare queste sonoritร  per ore induce uno stato di transipnosi che รจ l’elemento fondamentale per l’emissione degli oracoli. Noi abbiamo voluto riprodurre in epoca moderna ciรฒ che l’uomo della pietra aveva intuito giร  all’epoca.”

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Ecco i punti principali trattati nel suo intervento:

  • Il Tempio Preistorico: Viene menzionato l’Ipogeo di ฤฆal-Saflieni a Malta, considerato uno dei templi sotterranei preistorici piรน antichi al mondo.
  • La Frequenza di 110 Hz: L’esperto spiega come, in questa struttura, i suoni e le frequenze non siano casuali. La camera sotterranea (conosciuta come la Camera dell’Oracolo) risuona naturalmente a una frequenza di 110 Hz.
  • Effetti Neurologici: Studi scientifici (come quelli condotti sulle onde cerebrali) hanno dimostrato che questa specifica frequenza stimola il lobo temporale sinistro del cervello.
  • Stati di Trance: L’attivazione di questa specifica area cerebrale inibisce le funzioni legate al linguaggio e amplifica la percezione delle emozioni, inducendo uno stato di trance o pre-ipnosi. Secondo l’ipotesi dell’esperto, nell’antichitร  questo fenomeno veniva utilizzato durante i riti legati agli oracoli.

Conferenza tenuta dal prof. Paolo Debertolis sulle Domus de Janas sarde viste come strutture capaci di aumentare le nostre capacitร  percettive. La conferenza รจ stata tenuta a Corcagnano (Parma) il 10 maggio 2024 su invito dell’organizzazione Galileo Parma. Questa conferenza rappresenta lo stato attuale di conoscenza sulle Domus de Janas in Sardegna dal punto di vista dell’archeoacustica. Questi ipogei costruiti nel periodo Prenuragico (4.400-2.000 aC) di recente sono anche stati riconosciuti come Patrimonio dell’Umanitร  dall’UNESCO. Riprese di Nina Earl e montaggio SBRG.


archeoacustica condotta dal professor Paolo Debertolis presso le Domus de Janas e altri siti megalitici sardi. Gli interventi evidenziano come queste strutture millenarie siano state progettate per agire come vere e proprie casse di risonanza, capaci di indurre stati alterati di coscienza o favorire processi di guarigione tramite frequenze sonore specifiche. Viene esplorato il legame profondo tra lโ€™uso rituale dei tamburi, il canto armonico e i fenomeni di risonanza magnetica sotterranea che influenzano la biologia umana. Il dialogo approfondisce inoltre la perdita di tali conoscenze tecnologiche nel passaggio tra diverse civiltร , sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare che unisca scienza e spiritualitร . Infine, i relatori collegano le tradizioni popolari dei “brebus” alla fisica quantistica, suggerendo che il suono e l’intenzione possano interagire direttamente con il campo energetico dell’individuo.

La Risonanza Acustica nei Siti Sacri

Le Domus de Janas e i pozzi sacri non erano semplici sepolture, ma veri e propri templi e “macchine sonore” progettati per sfruttare la risonanza. Attraverso l’uso della voce, del canto armonico o di strumenti come i tamburi, queste strutture attivano frequenze in grado di indurre stati alterati di coscienza o favorire la guarigione. Siti come Neodale, Montecrobu o il Pozzo di Santa Cristina sono descritti come luoghi di grande potenza energetica.

Tecnologia Perduta e Coscienza

Debertolis ipotizza che esistesse una tecnologia delle casse di risonanza, basata sulla curvatura delle camere ipogee, andata in gran parte perduta nel passaggio tra la civiltร  prenuragica e quella nuragica. Questo declino tecnologico rifletterebbe un’involuzione della coscienza: la societร  prenuragica, collaborativa e spirituale, รจ stata sostituita da una societร  piรน guerresca e meno focalizzata sul contatto con l'”extra-mondo”.

Vibrazioni della Terra e Salute

La ricerca si focalizza anche sulle vibrazioni naturali del sottosuolo:

  • Frequenza di Schumann: รˆ la vibrazione naturale della Terra su cui รจ tarata la nostra biologia e che nei siti sacri trasmette un senso di pace.
  • Infrasuoni dannosi: Le frequenze a 18 Hz (spesso legate ad acque sotterranee o faglie) possono invece essere deleterie per la salute, causando insonnia e malessere, tanto da essere state usate come armi non letali.

  • i “percettori nelle mani” a cui si fa riferimento sono i sensori del Meissner. Questi sensori, situati sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi, sono in grado di percepire vibrazioni a frequenze molto piรน basse di quelle rilevabili dall’orecchio umano.
  • Ecco alcuni dettagli chiave su come funzionano e il loro ruolo nell’archeoacustica:
  • Percezione dell’energia: Molte persone, come i “guru” o i sensitivi, che affermano di sentire “energia” in determinati luoghi sacri, stanno in realtร  percependo vibrazioni fisiche attraverso questi sensori nelle mani.
  • Infrasuoni naturali: Nei siti antichi (come Delfi), il frizionamento delle faglie geologiche o il movimento di acque sotterranee produce spesso infrasuoni. Questi non sono udibili, ma vengono avvertiti dai sensori del Meissner come piccole scosse o vibrazioni.
  • Reazione istintiva: Questi stessi sensori sono responsabili della sensazione di allarme che proviamo durante un terremoto, portandoci a voler scappare anche quando le scosse sono a frequenze bassissime (livello 0.0 Hz).
  • Esempio moderno: Il professor Debertolis paragona questa sensazione a quella che si prova in discoteca, dove i suoni bassi vengono percepiti fisicamente nel corpo piuttosto che solo con l’udito.
  • In passato, sacerdoti e sciamani fungevano da vere e proprie “antenne” umane, utilizzando la propria sensibilitร  individuale per individuare luoghi con particolari vibrazioni naturali, prima ancora di costruire siti sacri o templi.

Fisica Quantistica e “Brebus”

Un punto centrale รจ il legame tra conoscenza antica e fisica moderna:

  • L’intento e i pensieri: รˆ stato verificato che le emozioni e l’intento umano influenzano il campo elettromagnetico e l’aura.
  • I Brebus: Le antiche preghiere sarde (Brebus o Bribos) non agirebbero per il significato letterale, ma per le particolari sonoritร  e consonanti che creano vibrazioni capaci di interagire con il campo quantistico e forse con il DNA.

Esperienze di Ricerca e SB Research Group

Il gruppo di ricerca S.B. Research Group studia questi fenomeni con un approccio multidisciplinare, utilizzando sia strumentazione scientifica che il supporto di sensitivi. Debertolis cita anche esperienze di confine, come la comparsa di nebbie anomale o contatti con altre dimensioni durante le sollecitazioni acustiche nei siti antichi.

Acropoli di Alatri, porta Maggiore

Principali Ambiti di Ricerca

  • Grotte preistoriche: Studi condotti in Francia e Spagna (come quelli di Iegor Reznikoff) hanno dimostrato una forte correlazione tra le proprietร  acustiche delle caverne e la posizione delle pitture rupestri. I punti con maggiore eco e risonanza venivano spesso scelti per realizzare le pitture, suggerendo un uso rituale o di orientamento nel buio.
  • Siti megalitici e Templi: Gli esperti studiano l’acustica di monumenti come Stonehenge o le antiche piramidi (ad esempio le camere di risonanza a Teotihuacรกn o in Egitto) per capire se le forme e i materiali fossero progettati per amplificare le voci o le percussioni durante i rituali.
  • Teatri antichi: Analisi approfondite mirano a comprendere le capacitร  di diffusione del suono nei teatri greci e romani, per comprendere come le strutture architettoniche ottimizzassero l’acustica naturale.

Per comprendere a fondo il paesaggio sonoro del passato, i ricercatori utilizzano diverse tecniche:

  1. Misurazioni sul campo: Tramite generatori di suono e microfoni, vengono testati i tempi di riverberazione e le frequenze di risonanza.
  2. Ricostruzioni digitali: Vengono create simulazioni acustiche 3D e modelli in realtร  virtuale per valutare l’acustica originale del sito prima di eventuali crolli o modifiche moderne.
  3. Analisi neurofisiologiche: Alcuni ricercatori indagano come le frequenze del sottosuolo o le risonanze a bassa frequenza possano influenzare la percezione e lo stato d’animo dei visitatori.

Esempio di Risonanza: Le Grotte Paleolitiche

Nelle grotte ornate del Paleolitico, la voce umana veniva utilizzata non solo per comunicare, ma come strumento di ecolocalizzazione o per produrre risonanze. Nelle nicchie dove si ottiene il miglior effetto di risonanza (che in alcuni casi imita il muggito di un animale, il cosiddetto “effetto bisonte”), si osserva una maggiore densitร  di pitture rupestri, indicando una consapevolezza del legame tra suono e spazio sacro.

NOTE

il professor Paolo Debertolis cita Federico Faggin descrivendolo come un suo amico che ha approfondito lo studio di fenomeni che esulano dalla fisica classica.

In particolare, emergono i seguenti dettagli su Faggin:

  • Esperto di processi quantistici: Debertolis suggerisce che per comprendere meglio come certe esperienze extrasensoriali, incontri con “altri mondi” o uscite dal corpo avvengano attraverso processi quantistici piuttosto che per le leggi della fisica classica, Faggin sia la persona di riferimento.
  • Collaborazione: Viene menzionato che Debertolis e Faggin hanno discusso insieme di un progetto di ricerca legato a questi temi.

La menzione di Faggin avviene durante una discussione su come i pensieri e le emozioni possano influenzare i campi elettromagnetici e su come la biologia possa essere legata a ritmi che non rispondono necessariamente alle leggi dello spazio-tempo.

Emilio Del Giudice viene citato dal professor Debertolis come un riferimento scientifico fondamentale per spiegare come i processi biologici e la coscienza interagiscano con la realtร  in modi che superano la fisica tradizionale.

Ecco i punti principali che emergono su di lui:

  • Natura dei ritmi biologici: Secondo Del Giudice, il ritmo della frequenza non risponde alle leggi dello spazio-tempo.
  • Sincronizzazione: Proprio a causa di questa indipendenza dalle leggi spazio-temporali, tale frequenza puรฒ essere sincronizzata con chiunque in qualunque momento.
  • Fisica Quantistica e Acqua: Sebbene il nome non sia ripetuto esplicitamente in quel passaggio, il discorso si collega alla testimonianza su “due professori napoletani” (riferimento al gruppo di ricerca di Del Giudice) che studiavano la trasmissione di informazioni nell’acqua tramite il suono, unendo la scienza d’avanguardia alla conoscenza antica.

Queste teorie supportano l’idea del professor Debertolis secondo cui i pensieri, le emozioni e l’intento possono influenzare il campo elettromagnetico umano e che le esperienze extrasensoriali seguano processi quantistici anzichรฉ le leggi della fisica classica

Willel Raich viene citato nelle fonti come un ricercatore che ha individuato soluzioni per molte malattie attraverso l’uso delle frequenze, ma che รจ stato successivamente ostacolato o “fatto fuori”. Il professor Debertolis conferma che, con ogni probabilitร , egli possedeva conoscenze approfondite sui fenomeni delle vibrazioni provenienti dal sottosuolo.

Debertolis rivela inoltre che il suo gruppo di ricerca sta attualmente sviluppando un progetto quinquennale finanziato proprio in questo campo per verificare quali risultati sia possibile raggiungere oggi. Questo interesse si collega alla teoria piรน ampia discussa nel materiale, secondo cui l’intento umano, i pensieri e le emozioni possono influenzare il campo elettromagnetico e interagire con la realtร  attraverso processi quantistici.

Le Domus de Janas (che nelle fonti vengono tradotte come “case delle fate” o “case delle streghe”) sono strutture ipogee preistoriche diffuse in tutta la Sardegna, ad eccezione della zona di Olbia. Sebbene spesso interpretate solo come tombe, le fonti le descrivono come sofisticati strumenti di archeoacustica progettati per scopi rituali e spirituali.

Ecco le caratteristiche principali delle Domus de Janas secondo il professor Debertolis:

  • Architettura Sonora: Non erano costruite casualmente; funzionavano come la cassa di risonanza di una chitarra. Accanto alla stanza principale erano spesso presenti delle cavitร  laterali tarate su frequenze specifiche per amplificare il suono.
  • Frequenze e Stati di Coscienza: Queste strutture entravano in risonanza a frequenze straordinarie, capaci di modificare lo stato della mente umana. Lo scopo era raggiungere stati alterati di coscienza che potevano favorire capacitร  come la preveggenza o la telepatia.
  • Contatto con l’Aldilร : In quasi tutte le Domus de Janas รจ scolpita sul fondo della camera una “falsa porta”. Questa porta, che dร  direttamente sulla roccia, simboleggiava il passaggio verso un altro mondo e serviva per rituali di contatto con gli antenati o il mondo dei morti.
  • Origine Antichissima: Appartengono alla civiltร  prenuragica e risalgono a un periodo compreso tra 6.400 e 5.000 anni fa. Secondo le fonti, questa civiltร  aveva conoscenze acustiche molto piรน avanzate rispetto alla successiva civiltร  nuragica, che nei suoi nuraghi otteneva principalmente fenomeni di riverbero piuttosto che di risonanza precisa.
  • Stato di Conservazione: Purtroppo, nel corso dei millenni, molte di queste strutture sono state danneggiate, utilizzate come ricoveri per animali o alterate, compromettendo le loro proprietร  acustiche originali e facendo perdere la memoria della loro funzione tecnologica.

Questi siti testimoniano una civiltร  molto avanzata dal punto di vista spirituale ed empirico, capace di utilizzare le vibrazioni sonore per scopi mistici ben prima dell’invenzione di strumenti moderni.

VIDEO CONFERENZE

Guida all’Europa megalitica. Alla riscoperta di Dolmen, Cromlech e Menhir

Guida all’Europa megalitica. Alla riscoperta di Dolmen, Cromlech e Menhir. L’architettura preistorica e megalitica, diffusa pressochรฉ in tutta Europa, รจ del tutto ignorata dalla cultura di massa. Non soltanto non รจ presente a livello di dibattiti, canali di divulgazione ecc. ma soprattutto tende ad essere volutamente cancellata o passata sotto silenzio persino nella cultura locale. Questo volume ha lo scopo di colmare un vuoto nel campo delle guide turistiche e fornire uno strumento per riscoprire il nostro retaggio piรน antico e dimenticato. รˆ stato pensato come un fedele compagno di viaggio utile nel segnalare e rintracciare i siti della preistoria megalitica d’Europa, quasi sempre ignorati dai percorsi turistici convenzionali. La guida trae interamente origine dalle visite dell’autore presso i principali siti visitati personalmente e fornirร , oltre ad una descrizione del monumento e alle indicazioni per raggiungerlo, anche un inquadramento storico, comprensivo delle valenze sacrali e antropologiche di ciascun megalite.

ORMESI addestramento all’agio nel disagio

Potentissimum esse qui se habet in potestate
Potentissimo รจ colui che ha potere in se stesso 
Seneca
Epistuale morales ad Lucillum , Liber XIV

Giovanni Giustiniani Longo L’ultimo difensore di Costantinopoliย 

Il genovese che scelse di difendere Costantinopoli negli ultimi giorni di vita dell’impero romano d’Oriente. Sotto i colpi dei giganteschi cannoni ottomani di Maometto II, non tremรฒ. E scelse di rimanere al fianco di Costantino XI, a costo della propria vita, stupendo i suoi stessi nemici.
Questa รจ la storia di Giovanni Giustiniani Longo: l’ultimo difensore di Costantinopoli.
Ritorno a Esperia, il podcast di Matteo Brandi per vedere l’Italia da un punto di vista nuovo.

Lโ€™essenza di un Uomo รจ di giocare, rischiare …. mentre si รจ travolti dal Samsara e annientati dal tempo

Anche un dente di cane se c’รจ venerazione emette Luce เฝ˜เฝผเฝฆเผ‹เฝ‚เฝดเฝฆเผ‹เฝกเฝผเฝ‘เผ‹เฝ“เผ เฝเพฑเฝฒเผ‹เฝฆเฝผเผ‹เฝ เฝผเฝ‘เผ‹เฝ เฝ–เพฑเฝดเฝ„เผ‹เผ Devozione e Miracoli: Il Potere del Tulpa


Dedicato al Maestro e Mentore professor Sandro Consolato


Il testo proviene dal libro “Mistici e maghi del Tibet” (Mystiques et magiciens du Thibet), scritto dalla celebre scrittrice ed esploratrice francese Alexandra David-Nรฉel.

In questo estratto, l’autrice spiega il concetto tibetano secondo cui l’energia mentale (o “tulpa”) e la fede possono infondere potere o proprietร  miracolose a oggetti inanimati. L’aneddoto citato รจ la famosa storia del “dente di cane” che, grazie alla fede incrollabile di una vecchia donna che lo credeva un dente di un Buddha, inizia a brillare di luce propria.

Autrice: Alexandra David-Nรฉel (1868โ€“1969).

Capitolo: Il testo si trova solitamente nel capitolo sesto, intitolato “I fenomeni psichici”

Nel libro Mistici e Maghi del Tibet, la David-Nรฉel usa questo esempio per spiegare che, nella filosofia tibetana, l’oggetto in sรฉ non ha potere intrinseco; รจ la concentrazione mentale e la fede del credente a proiettare e “animare” l’oggetto (il concetto di Tulpa o creazione mentale).

Il senso letterale รจ: “Se c’รจ devozione, dal dente di cane scaturisce la luce”.

La storia del “Dente di Cane” raccontata da Alexandra David-Nรฉel (e tratta dalla tradizione orale tibetana) รจ una delle parabole piรน celebri per spiegare il potere della mente e della fede (Mรถgรผ).

La promessa del mercante

C’era una volta un ricco mercante che si recava ogni anno in India per affari. Sua madre, una donna molto devota ma ormai anziana, lo supplicava ogni volta di portarle una reliquia sacra dalla terra del Buddha, affinchรฉ potesse venerarla prima di morire.

Il figlio, tuttavia, era un uomo distratto e molto impegnato nei suoi commerci. Per diversi anni di seguito, preso dai suoi affari, si dimenticรฒ completamente della promessa fatta alla madre, tornando a casa sempre a mani vuote.

L’ultima occasione

Un anno, mentre stava per rientrare in Tibet, il mercante si ricordรฒ della promessa proprio quando era ormai vicino a casa. Guardandosi intorno con ansia, si rese conto di non avere nulla di sacro da offrirle e temette che la madre potesse morire di crepacuore per la delusione.

Scorgendo lo scheletro di un cane sul ciglio della strada, ebbe un’idea disperata: si chinรฒ, estrasse un dente dalla mascella del cane, lo pulรฌ accuratamente e lo avvolse in un prezioso pezzo di seta colorata.

L’inganno e la fede

Arrivato a casa, consegnรฒ il pacchetto alla madre dicendole con solennitร : “Madre, ecco per te un dente del venerabile Buddha in persona!”

La donna, colma di gioia e commozione, accettรฒ il dono con una fede incrollabile. Pose il dente sull’altare di casa e iniziรฒ a prostrarsi davanti ad esso ogni giorno, recitando preghiere e offrendo incenso con una concentrazione e una devozione assolute.

Il miracolo

Passรฒ del tempo e accadde l’incredibile: dal dente di cane iniziarono a sprigionarsi raggi di luce e perle di splendore (le cosiddette ringsel, reliquie prodotte dai santi). La forza della fede della donna era stata cosรฌ potente da “animare” l’oggetto e caricarlo di un’energia spirituale reale.

L’insegnamento

Il proverbio che hai trovato nel libro, “Se c’รจ devozione, dal dente di cane scaturisce la luce”, serve a spiegare che:

  1. L’oggetto in sรฉ รจ neutro: Non รจ il dente ad avere potere, ma la mente di chi lo osserva.
  2. La proiezione mentale: La realtร  รจ plasmata dai nostri pensieri. Se una persona proietta “sacralitร ” su un oggetto con sufficiente forza, quell’oggetto diventa effettivamente sacro per lei e produce effetti reali.

รˆ un esempio perfetto della filosofia tibetana sulla natura della mente, che la David-Nรฉel usa per introdurre il concetto di Tulpa (creazioni mentali rese visibili).

1. Traduzione e Origine

In tibetano, la parola si scrive เฝฆเพคเพฒเฝดเฝฃเผ‹เฝ” ed รจ traslitterata come Tulpa (o Sprul-pa secondo il sistema Wylie).

  • เฝ˜เฝผเฝฆเผ‹เฝ‚เฝดเฝฆเผ‹ (Mos-gus / “Meu-gus”): Devozione, venerazione, fede profonda.
  • เฝกเฝผเฝ‘เผ‹เฝ“เผ (Yod-na / “Yeu-na”): Se c’รจ, se esiste.
  • เฝเพฑเฝฒเผ‹เฝฆเฝผเผ‹ (Khyi-so): Dente (so) di cane (khyi).
  • เฝ เฝผเฝ‘เผ‹ (ร– / “Eu”): Luce, splendore.
  • เฝ เฝ–เพฑเฝดเฝ„เผ‹เผ (‘Byung / “Tung”): Sorgere, scaturire, apparire.
  • Significato letterale: “Emanazione”, “manifestazione” o “forma costruita”.
  • Radice: Deriva dal verbo sprul, che significa “apparire”, “prendere forma” o “trasformarsi”.

2. Il Concetto nel Buddismo Tibetano

Nel contesto originale del Tibet, un Tulpa non รจ un “amico immaginario”, ma un concetto teologico profondo legato alla dottrina del Trikaya (i tre corpi del Buddha).

  • Emanazione Spirituale: Si crede che i maestri spirituali avanzati (Illuminati o Bodhisattva) abbiano la capacitร  di proiettare “emanazioni” di se stessi per aiutare gli esseri senzienti. Ad esempio, il Dalai Lama รจ considerato un Tulpa di Avalokiteshvara (il Bodhisattva della compassione).
  • Nirmฤแน‡akฤya: Il Tulpa รจ la manifestazione fisica o visibile di una mente illuminata nel mondo materiale.

3. La “Creazione” Mentale (Interpretazione Occidentale)

L’idea che un Tulpa sia una “forma-pensiero” creata volontariamente dalla mente di un praticante si รจ diffusa in Occidente grazie a figure come l’esploratrice Alexandra David-Nรฉel all’inizio del XX secolo.

Secondo questa visione (piรน vicina all’occultismo e alla moderna sottocultura dei Tulpamancy):

  1. Concentrazione: Attraverso una meditazione intensa e costante, il praticante visualizza un’entitร .
  2. Autonomia: Con il tempo, questa proiezione mentale acquisirebbe una sorta di “volontร  propria” o coscienza separata da quella del creatore.
  3. Sensorialitร : Nei casi piรน estremi, il creatore sostiene di poter vedere, sentire o toccare l’entitร .

Mentre per i tibetani si tratta di un concetto sacro legato all’illuminazione, nella psicologia moderna la creazione di “Tulpa” viene spesso vista come una forma di auto-ipnosi o, in casi non controllati, come un fenomeno legato alla dissociazione.

Questo mosaico di citazioni ci riporta direttamente nell’universo sciamanico e psichedelico di Carlos Castaneda e del suo leggendario mentore, lo stregone yaqui Don Juan Matus.

รˆ un ribaltamento totale della prospettiva: la realtร  non รจ un dato oggettivo e immutabile, ma un riflesso della nostra energia e del nostro intento. queste parole offrono la via d’uscita: la via del guerriero.

1. La Strada che ha un Cuore

รˆ il concetto piรน celebre di Castaneda. Don Juan insegna che, poichรฉ nessuna strada “porta da qualche parte” (nel senso che la meta finale รจ per tutti la morte), l’unica distinzione valida รจ la qualitร  del viaggio.

  • La strada senza cuore: Ti stanca, ti rende rancoroso e ti indebolisce. รˆ la strada dell’ambizione o della paura.
  • La strada con un cuore: Ti rende forte, felice e “una cosa sola” con il percorso. Non si sceglie con la logica, ma con il sentimento e l’osservazione priva di fretta.

2. Il Potere della Percezione

โ€œAnche un dente di cane, se cโ€™รจ venerazione, emette luce.โ€

Questa frase รจ una lezione magistrale sul potere dell’intento. Non รจ l’oggetto in sรฉ a essere sacro o luminoso, ma la qualitร  dell’attenzione che gli rivolgiamo. Se guardi il mondo con “venerazione” (o consapevolezza), il mondo risponde illuminandosi. รˆ il passaggio dal “guardare” (atto fisico) al “vedere” (atto sciamanico).

3. La Rivoluzione nel Corpo

Il guerriero non รจ un asceta distaccato, ma un atleta della consapevolezza. L’idea che la rivoluzione inizi nel corpo รจ fondamentale:

  • Assetto impeccabile: Non puoi affrontare lo “stupore di essere un umano” se sei depresso o fisicamente trascurato.
  • Il Guerriero vs Lo Schiavo: Il guerriero accetta il terrore dell’esistenza e lo trasforma in meraviglia attraverso la disciplina del proprio veicolo fisico e mentale.

4. Il Cacciatore e l’Ignoto

Il riferimento finale al cacciatore sottolinea che vivere non รจ un atto passivo. Essere un “cacciatore” nel mondo di Don Juan significa essere in uno stato di allerta costante, pronti a cogliere i segnali di quei “poteri” che guidano l’universo, senza perรฒ lasciarsi travolgere dalla paura.

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