Di quale Universo sei parte?Marco Aurelio

Μέμνησο ἐκ πόσου ταῦτα ἀναβάλλῃ καὶ ὁποσάκις προθεσμίας λαβὼν παρὰ τῶν θεῶν οὐ χρᾷ αὐταῖς. δεῖ δὲ ἤδη ποτὲ αἰσθέσθαι τίνος κόσμου μέρος εἶ καὶ τίνος διοικοῦντος τὸν κόσμον ἀπόῤῥοια ὑπέστης καὶ ὅτι ὅρος ἐστί σοι περιγεγραμμένος τοῦ χρόνου, ᾧ ἐὰν εἰς τὸ ἀπαιθριάσαι μὴ χρήσῃ, οἰχήσεται καὶ οἰχήσῃ καὶ αὖθις οὐκ ἐξέσται

Ricordati  quanto tempo hai sprecato rinviando continuamente la realizzazione di ciò che ti eri proposto di fare e quante volte non hai approfittato delle nuove possibilità che ti concedevano gli dèi.
È ora che tu comprenda, finalmente, di quale Universo sei parte, di quale essere che governa il mondo sei una emanazione; che hai un limite di tempo prestabilito che svanirà, se non lo avrai utilizzato per conquistarti la serenità, che anche tu svanirai, e senza alcuna possibilità di ritorno.

Πάσης ὥρας φρόντιζε στιβαρῶς ὡς Ῥωμαῖος καὶ ἄῤῥην τὸ ἐν χερσὶ μετὰ τῆς ἀκριβοῦς .. καὶ ἀπλάστου σεμνότητος καὶ φιλοστοργίας καὶ ἐλευθερίας καὶ δικαιότητος πράσσειν καὶ σχολὴν ἑαυτῷ ἀπὸ πασῶν τῶν ἄλλων φαντασιῶν πορίζειν. ποριεῖς δέ, ἂν ὡς ἐσχάτην τοῦ βίου ἑκάστην πρᾶξιν ἐνεργῇς, ἀπηλλαγμένος πάσης εἰκαιότητος καὶ ἐμπαθοῦς ἀποστροφῆς ἀπὸ τοῦ αἱροῦντος λόγου καὶ ὑποκρίσεως καὶ φιλαυτίας καὶ δυσαρεστήσεως πρὸς τὰ συμμεμοιραμένα. ὁρᾷς πῶς ὀλίγα ἐστίν, ὧν κρατήσας τις δύναται εὔρουν καὶ θεουδῆ βιῶσαι βίον˙ καὶ γὰρ οἱ θεοὶ πλέον οὐδὲν ἀπαιτήσουσι παρὰ τοῦ ταῦτα φυλάσσοντος.


Τὰ εἰς ἑαυτόνΣυγγραφέας: Μάρκος Αυρήλιος libro II, 5

Abbi cura di compiere ogni istante con fermezza, da Romano e vero uomo , ciò che stai facendo, con serietà scrupolosa priva di ostentazione , con amore( diligenza) , con libertà, con giustizia, e cerca di affrancarti da ogni altro pensiero.
Te ne affrancherai se compirai ogni singola azione come fosse l’ultima della tua vita, lontano da ogni superficialità e da ogni
avversione passionale alle scelte della ragione e da ogni finzione, egoismo e malcontento per la tua sorte.
Vedi come sono poche le condizioni che uno deve assicurarsi per poter vivere una vita che scorra agevolmente e nel rispetto degli dèi: perché gli dèi non chiederanno nulla di più a chi osserva queste condizioni

Agisci come fosse l’ultima azione della tua vita, ποριεῖς δέ ἂν ὡς ἐσχάτην τοῦ βίου ἑκάστην πρᾶξιν ἐνεργῇ Perfice Omnia facta vitae quasi haec postrema essent

道德經 Tao Te Ching Dao de Jing Il Ceppo senza nome 樸

道德經 Dao De Jing
”Nella sua asciuttezza e paradossalità del linguaggio, nella sua retorica impossibile, cerca di trattare di ciò di cui non si può dire nulla….”

Attilio Andreini

”Il Ceppo senza nome pu, è un pezzo di legno che non è stato ancora intaccato dalla mano umana, che ovviamente renderebbe questa informe indescrivibile cosa, imprimendo ad esso una traccia umana , ne romperebbe quella che è la sua scabrosa, spontanea e vitale immagine del Tao道, della spontaneità naturale, e nella condizione di ceppo senza nome cioè di oggetto non lavorato che non può ancora essere nominato nè che può essere ancora usato perchè non serve a niente, e stà lì la sua possanza (De) la sua forza, il suo vigore, il suo tratto distintivo…”
CONFER

Laozi. La via del Dao e la formazione del daoismo – Attilio Andreini

 Il ceppo senza nome pu 樸, il ceppo di legno non intagliato che viene nominato nelle stanze 15, 19, 28, 32, 37 e 57.
La stanza 32, per esempio, recita:

道常無名, 樸雖小, 天下莫能臣也
dao chang wu ming, pu sui xiaotian xia mo neng chen ye.

Eternamente senza-nome è il Dao: seppur minuto appaia nella Sua semplice ruvidezza, pari al ceppo grezzo, nessuno sotto il Cielo è capace di assoggettarLo

見素抱樸 mostra semplicità abbraccia il legno grezzo.

道德經 XIX, 19 Dao De Jing

見 mostrare, 素 semplicità, ma in origine vuol dire la seta nella fase iniziale, prima di essere tinta. 抱 abbracciare 樸 il legno grezzo, il legno prima di essere laccato. Insieme comunque vuol dire uscire dall’apparenza, non farsi ingannare dall’abito superficiale e tornare all’origine, allo stato “semplice” e “grezzo”.

Per seguire Dao 道, è necessaria semplicità素 su (seta grezza, naturale, semplice, innocente ) è necessario abbracciare il legno grezzo見素抱樸 i saggi 敦兮其若樸. ”erano schietti erano come un blocco legno grezzo (nel suo stato originario)”  15


Il ceppo grezzo rappresenta l’esser forma senza-forma del Dao, la sua mancanza di tratti positivi, definiti e, in quanto tali, limitanti.
L’immagine del ceppo è associata ad altre immagini che le sono simili:

敦兮其若樸, 曠兮其若谷, 渾兮其若濁
dun xi qi ruo pu, kuang xi qi ruo gu, hun xi qi ruo zhuo
[…] schietto, era, come il ceppo grezzo non tagliato,
vasto, come la valle,
confuso, come le torbide acque

pu 樸, gu 谷 e zhuo 濁 ceppo, la valle e l’acqua torbida
”Il legno grezzo non è stato ancora intagliato – è grezzo e senza forma discernibile.
Una simile negatività può essere ascritta all’acqua torbida. Sebbene all’acqua manchi, in generale, una forma specifica – e perciò essa può acquisire qualunque forma – l’acqua torbida è una massa “caotica” di particelle che non si sono ancora sedimentate.
Quest’acqua diventerà pulita e assumerà un colore e una qualità specifica, ma per ora è ancora una “non-forma” primordiale che precede il suo futuro prender forma.
La valle, nel contesto di queste immagini, sembra essere immagine del vuoto, dello spazio non ancora riempito.
Essa è “vasta”, uno spazio vasto e vuoto.
Una forma negativa in contrasto con le montagne “piene” che la circondano. Essa è senza contenuto e senza proprietà positive.

Essa è mero potenziale, un potenziale che non è stato ancora attualizzato”

Hans-Georg MOELLER La filosofia del Daodejing

Il Daodejing non ha un autore, non ha un argomento preciso, non ha personaggi, non è geolocalizzato, né affrontato in forma analitica, non ha tesi conclusive a cui conduca tramite argomentazioni o spiegazioni sistematiche.
Spinge il lettore ad un atteggiamento di fruizione quasi spontanea, immediata, una metafora che coglie adeguatamente il modo in cui i concetti da esso veicolati sono sparpagliati nel testo in maniera irregolare, ma in modo tale da creare delle reti semantiche che sanno sfruttare immagini diverse e tuttavia portatrici di una stessa “struttura di senso”.

Hans-Georg MOELLER La filosofia del Daodejing

人法地, 地法天, 天法道, 道法自然

ren fa de, di fa tian, tian fa dao, dao fa ziran

L’uomo fa della Terra il proprio modello,

la Terra lo fa del Cielo,

il Cielo, del Dao,

e il Dao ha per modello ciò che cosí-è, da sé (自然 ziran)

Attilio Andreini traduce 自然 ziran come “ciò che cosí-è, da sé” Moeller “il proprio corso” (its [of the Dao] own course) Duyvendak “il Corso Naturale”.

Eraclito vate oscuro i dormienti ed i desti…

 διὸ δεῖ ἕπεσθαι τῷ ξυνῷ, τουτέστι τῷ κοινῷ• ξυνὸς γὰρ ὁ κοινός. τοῦ λόγου δ᾽ ἐόντος ξυνοῦ ζώουσιν οἱ πολλοὶ ὡς ἱδίαν ἔχοντες φρόνησιν »
(Eraclito, fr. 2)


« Bisogna perciò seguire il comune. Pur essendo comune il Logo, i molti vivono avendo quasi loro propria saggezza 

 τοῖς ἐγρηγορόσιν ἕνα καὶ κοινὸν κόσμον εἶναι, (τῶν δὲ κοιμωμένων ἕκαστον εἰς ἴδιον ἀποστρέφεσθαι) »
(Eraclito, fr. 89)

 ”Avere i desti un solo cosmo comune, ma ognuno dei dormienti volgersi in un suo proprio mondo »

不道早已 Tutto ciò che è contrario al Dao finisce presto 道德經 55 LV

含德之厚,比於赤子。蜂蠆虺蛇不螫,猛獸不據,攫鳥不搏。骨弱筋柔而握固。未知牝牡之合而全作,精之至也。終日號而不嗄,和之至也。知和曰常,知常曰明,益生曰祥。心使氣曰強。物壯則老,謂之不道,不道早已。

道德經 55 LV Dao De Jing

Ogni traduzione è solo una possibile interpretazione

含德厚Colui che ha in sé abbondantemente gli attributi (del Dao)
比於子
è come un neonato






Gli insetti velenosi non lo pungeranno




bestie feroci non lo prenderanno




i rapaci non lo colpiranno.







Le ossa (del bambino) sono deboli ei suoi tendini morbidi, ma la sua presa è salda.









Non conosce ancora l’unione di maschio e femmina, e tuttavia il suo membro virile può essere eccitato;




la sua energia vitale è al culmine






Per tutto il giorno piangerà senza che la sua gola diventi rauca;




.
mostrando la sua armonia




A colui da cui questa armonia è conosciuta, (Il segreto di) l’immutabile (Dao) viene mostrato,




conoscere l’eterno è detto illuminazione




(al contrario sforzarsi di) accrescere la durata della vita in un infausto presagio si risolve

使



e quando il cuore vuole il soffio vitale (disperdendolo)vuol dire irrigidirsi




Raggiunto l’apice del vigore le cose declinano




diciamo questo non il Tao.




Tutto ciò che è contrario al Dao finisce presto.

益生曰祥。心使氣曰強

(al contrario sforzarsi di) accrescere la durata della vita in un infausto presagio si risolve

e quando il cuore vuole il soffio vitale (disperdendolo)vuol dire irrigidirsi

CONFER Traduzione di Attilio Andreini,
Laozi DadeJing il canone della Via e della Virù di cui si consiglia la lettura.

Il senso dell’espressione 益生 yi sheng ” aumentare, accrescere la vita” può rappresentare sia il tentativo dell’estensione della propria esistenza che quello di eccedere nel godimento dei piaceri., in entrambi i casi vi è il rischio di eccedere.
Nel verso sucessivo 心 il cuore,mente capace di lasciare che i flussi 氣 di energia vitale armoniosamente pervadano il corpo affinchè questo si mantenga 柔 ru morbido, flessibile evitando la dispersione di energia prodotta dalla ostinazione costrittiva 強 qiang.
強 qiang ideogramma che indica sia il grado di forza nell’azione sia l’irrigidimento eccessivo del corpo.

見素抱樸 mostra semplicità abbraccia il legno grezzo.

見素抱樸 mostra semplicità abbraccia il legno grezzo.

道德經 XIX, 19 Dao De Jing

 

見 mostrare, 素 semplicità, ma in origine vuol dire la seta nella fase iniziale, prima di essere tinta. 抱 abbracciare 樸 il legno grezzo, il legno prima di essere laccato. Insieme comunque vuol dire uscire dall’apparenza, non farsi ingannare dall’abito superficiale e tornare all’origine, allo stato “semplice” e “grezzo”.

Per seguire Dao 道, è necessaria semplicità素 su (seta grezza, naturale, semplice, innocente ) è necessario abbracciare il legno grezzo見素抱樸 i saggi 敦兮其若樸. ”erano schietti erano come un blocco legno grezzo (nel suo stato originario)”  15

Ἐρᾷ μὲν ὄμβρου γαῖα, ἐρᾷ δὲ ὁ σεμνὸς αἰθήρ La terra vuole la pioggia e la vuole anche l’etere venerabile Marco Aurelio

Συμφέρει ἑκάστῳ ὃ φέρει ἑκάστῳ ἡ τῶν ὅλων φύσις, καὶ τότεσυμφέρει ὅτε ἐκείνη φέρει.

Giova ad ognuno ciò che ad ognuno viene dalla natura Universale, e giova proprio nel momento in cui gli viene.

Ἐρᾷ μὲν ὄμβρου γαῖα, ἐρᾷ δὲ ὁ σεμνὸς αἰθήρ, ἐρᾷ δὲ ὁ κόσμοςποιῆσαι ὃ ἂν μέλλῃ γίνεσθαι. λέγω οὖν τῷ κόσμῳ ὅτι σοὶ συνερῶ.μήτι δὲ οὕτω κἀκεῖνο λέγεται, ὅτι˙ φιλεῖ τοῦτο γίνεσθαι;

”La terra vuole la pioggia, e la vuole anche l’etere venerabile”
E L’universo vuole ciò che è destino avvenga.
Perciò disco all’universo:” Io voglio insieme con te ”
Non si dice infatti che tal cosa vuole accadere?

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Ἤτοι ἐνταῦθα ζῇς καὶ ἤδη εἴθικας˙ ἢ ἔξω ὑπάγεις καὶ τοῦτοἤθελες˙ ἢ ἀποθνῄσκεις καὶ ἀπελειτούργησας. παρὰ δὲ ταῦταοὐδέν. οὐκοῦν εὐθύμει

O continui a vivere in questo modo, e ti ci sei abituato , o te ne vai, e la tua missione è conclusa
Non V’è altro, all’infuori di questo. Coraggio, quindi!

Τὰ εἰς ἑαυτόν
Συγγραφέας: Μάρκος Αυρήλιος

X, 20, 21,22

Vocatus Atque Non Vocatus Deus Aderit

Chiamato o non chiamato, il dio sarà presente!

”καλούμενός τε κἄκλητος θεὸς παρέσται ‘”

Questa iscrizione è stata incisa sopra la porta d’ingresso della casa che Carl Gustav Jung  a Küsnacht, in Svizzera vicino Zurigo.
E’ tratta dall’Oracolo di Delfi e costituisce la risposta che ottennero gli spartani, quando consultarono l’oracolo, prima di portare la guerra ad Atene, chiesero al dio Apollo presso Delphi
“se fosse meglio entrare in guerra”e ricevettero la risposta:

”..che se avessero messo tutta la loro forza nella guerra, la vittoria sarebbe stata loro e la promessa che lui stesso sarebbe stato con loro, sia invocato che non invocato.”

La versione latina “Vocatus atque invocatus deus aderit”pare si  diffuse grazie a  Erasmo da Rotterdam

“per esprimere  qualcosa, che anche se non lo si chiede e non si è intenzionati a farlo, si verificherà comunque, che ci piaccia o no.
Si dice che ,  Jung  sostenesse che questa frase  volesse
esprimere il mio senso di precarietà, la sensazione di trovarmi sempre immerso in possibilità che trascendono la mia volontà“ ma anche che  fosse un promemoria per se stesso e per i suoi pazienti,  l’inizio della saggezza è il timore del Divino: “timor dei initium sapientiae”.

Tucidide , La guerra del Peloponneso 1.118.3

” αὐτὸς ἔφη ξυλλήψεσθαι καὶ παρακαλούμενος καὶ ἄκλητος. 


 Lui stesso, ha detto, sarebbe intervenuto per aiutare, sia chiamato che non invitato. “

1.118.3
αὐτοῖς μὲν οὖν τοῖς Λακεδαιμονίοις διέγνωστο λελύσθαι τε τὰς σπονδὰς καὶ τοὺς Ἀθηναίους ἀδικεῖν, πέμψαντες δὲ ἐς Δελφοὺς ἐπηρώτων τὸν θεὸν εἰ πολεμοῦσιν ἄμεινον ἔσται· ὁ δὲ ἀνεῖλεν αὐτοῖς, ὡς λέγεται, κατὰ κράτος πολεμοῦσι νίκην ἔσεσθαι, καὶ αὐτὸς ἔφη ξυλλήψεσθαι καὶ παρακαλούμενος καὶ ἄκλητος.

E sebbene i Lacedemoni avessero deciso sul fatto della violazione del trattato e della colpa degli ateniesi, tuttavia inviarono a Delphi per chiedere al dio se avrebbe avuto un buon esito  se fossero andati in guerra; e, come si dice, ricevettero da lui la risposta che se avessero messo tutta la loro forza nella guerra, la vittoria sarebbe stata loro e la promessa che lui stesso sarebbe stato con loro, sia invocato che non invocato.

“Et nos ergo manum ferulae subduximus”

Et nos ergo manum ferulae subduximus
anche noi abbiamo sottratto la mano alla bacchetta del maestro 
L’apprendimento è sempre necessario, nessuno nasce artista senza applicarsi.

Nemo nascitur artifex

confer ferula bachetta è un uso proverbiale metaforico per indicare la scuola, l’insegnamento vedi Giovenale

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