Tradizione pratica viva

​Una Tradizione è viva finché è nutrita

Una disciplina è viva finché nutre

Il nutrimento necessita di disciplina

La disciplina necessita di pratica

La pratica necessita di una Tradizione che la nutra

Il nutrimento è pratica disciplinata

” Il tempo è un fanciullo che gioca a dadi ” C.G Jung

«Ὁ Αἰὼν παῖς ἐστι παίζων, πεττεύων· παιδὸς ἡ βασιληίη» · Τελεσφόρος διελαύνων τοὺς σκοτεινοὺς τοῦ κόσμου τόπους, καὶ ὡς ἀστὴρ ἀναλάμπων ἐκ τοῦ βάθους, ὁδηγεῖ «παρ’ Ἠελίοιο πύλας καὶ δῆμον ὀνείρων».

Ὁ.ΑΙΩΝ.Π               ΑΙΣ.ΕΣΤΙ.ΠΑΙΖΩ               Ν.ΠΕΤΤΕΥΩΝ.Π               ΑΙΔΟΣ.Ἡ.ΒΑΣΙ                  ΛΗ [♄] ΙΗ   ΤΕΛΕΣ                             ΦΟΡΟΣ   ΔΙΕΛΑΥ                           ΝΩΝ.ΤΟ     ΥΣ.ΣΚ                           ΟΤΕΙΝ      [☉ ♃]            [☿]            [♀ ☾] ΟΥΣ                                               ΤΟΥ  ΚΟΣΜΟΥ.                         ΤΟΠΟΥ  Σ.ΚΑΙ.ὩΣ.                          ΑΣΤΗΡ.  ΑΝΑΛ              ΑΜΠΩ         Ν.ΕΚ.ΤΟ   Υ.ΒΑ             ΘΟ [♂] ΥΣ.      ὉΔ                     ΗΓΕΙ   ΠΑΡ᾽                  ΗΕΛΙΟΙΟ.ΠΥΛΑΣ.Κ                    ΑΙ.ΔΗΜΟΝ.Ο                       ΝΕΙΡΩΝ
Ὁ.ΑΙΩΝ.Π ΑΙΣ.ΕΣΤΙ.ΠΑΙΖΩ Ν.ΠΕΤΤΕΥΩΝ.Π ΑΙΔΟΣ.Ἡ.ΒΑΣΙ ΛΗ [♄] ΙΗ ΤΕΛΕΣ ΦΟΡΟΣ ΔΙΕΛΑΥ ΝΩΝ.ΤΟ ΥΣ.ΣΚ ΟΤΕΙΝ [☉ ♃] [☿] [♀ ☾] ΟΥΣ ΤΟΥ ΚΟΣΜΟΥ. ΤΟΠΟΥ Σ.ΚΑΙ.ὩΣ. ΑΣΤΗΡ. ΑΝΑΛ ΑΜΠΩ Ν.ΕΚ.ΤΟ Υ.ΒΑ ΘΟ [♂] ΥΣ. ὉΔ ΗΓΕΙ ΠΑΡ᾽ ΗΕΛΙΟΙΟ.ΠΥΛΑΣ.Κ ΑΙ.ΔΗΜΟΝ.Ο ΝΕΙΡΩΝ

«Il tempo è un bambino – giocando come un bambino – giocando un gioco da tavolo – il regno del bambino. Questo è Telesforo, che percorre le regioni oscure di questo cosmo e si illumina come una stella fuori dalle profondità. Lui punta la strada alle porte del sole e alla terra dei sogni”

“Il tempo è un bambino che gioca, gioca d’azzardo, il fanciullo è il re”

 Eraclito.

“Egli indica la strada alle porte del sole e nella terra dei sogni” è una citazione dell’Odissea
 Si riferisce a Ermes, lo psicopompo, che porta via gli spiriti degli spasimanti caduti.

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Sulla  facciata principale (la pietra è cubica) della famosa Pietra di Bollingen  da Jung scolpita nel 1950, nella sua residenza estiva nota come la Torre di Bollingen.

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Nella struttura naturale della pietra, vidi un piccolo cerchio, una specie di occhio che mi guardava. Lo scolpii nella pietra e nel centro vi feci un piccolo homunculus”.

La figura centrale è Homunculus-Mercurio-Telesforo, che indossa un mantello con cappuccio e porta una lanterna. Egli è circondato da un Mandala Quaternario di significato alchemico, con il quarto superiore dedicato a Saturno, il quarto inferiore a Marte, il quarto di sinistra al Sole-Giove (“maschio”) e il quarto di destra alla Luna-Venere (“femmina”) .


”  Fin dal principio sentii la Torre come un luogo, in un certo senso, di maturazione, un grembo materno o una figura materna nella quale potessi diventare ciò che fui, sono e sarò.”
(C. G. Jung, ‘Ricordi, sogni, riflessioni’)

levandus sum e profundo ad instar piscis…

Orphanus sum, solus tamen ubique reperior, unus sum sed mihi contrarius, iuvenis et senex simul, nec patrem nec matrem novi, quia levandus sum e profundo ad instar piscis, seu delabor a coelo quasi calculus albus, nemoribus montibusque inerro, in penitissimo autem hominem delitesco, mortalis in unumquodque caput, non tamen tangor temporum mutatione.

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«Sono un orfano, solo; tuttavia sono stato trovato ovunque. Io sono uno, ma sono contrario a me stesso. Io sono gioventù e vecchio allo stesso tempo. Non ho conosciuto né padre né madre, perché ho dovuto essere estratto dal profondo come un pesce, o caduto come una pietra bianca dal cielo. Nei boschi e nelle montagne vagabondo, ma sono nascosto nell’anima più intima dell’uomo. Sono mortale per tutti, ma non sono toccato dal ciclo degli eoni.”

Un lato contiene una citazione presa dal Rosarium philosophorum:

“Rosario dei filosofi”, è un testo alchemico del XIII secolo, tradizionalmente attribuito ad Arnaldo da Villanova (1235-1315), forse di autore anonimo della fine del XIV secolo

«Hic lapis exilis extat, pretio quoque vilis, spernitur a stultis, amatur plus ab edoctis» «Qui si trova la media, scomoda pietra del filosofo, di prezzo molto economica. Più è disprezzata dagli sciocchi, più amata dai saggi.»

 

Ripetere la chiave segreta dell’azione nella dimensione orizzontale

Nelle arti e discipline di combattimento la ripetizione sistematica di un movimento(combinazione tecnica) genera nuove psinapsi, che stimolano un movimento automatico, ripetuto costantemente in addestramento,
libera la coscienza e facilita la reattività necessaria all’azione
pensieri emozioni ricorrenti diventano abitudini automatiche , formano un atteggiamento che diviene convinzione trasformandosi in percezione.
visioni, mappe..

per trasformarli è necessario immergersi nelle profondità di se stessi, meditando, visualizzando, evocando, osservando, consentendo di accedere al silenzio, atemporale e  non locale, ampliando ed elevando, focalizzando su intenzione chiara, il pensiero diverrà un esperienza che può modificare zone profonde.

Quoniam ne contemplatio quidem sine actione est Seneca

Neppure la contemplazione è senza azione

Lucius Annaeus Seneca
De Serenum de otio

La lotta dei maghi

“La comunicazione altro non è che una lotta tra maghi inconsapevoli, in cui ognuno cerca di ipnotizzare l’altro, all’interno di un’ipnosi più grande, quella di massa.”

Fabrizio Ponzetta

 

Il linguaggio come incantesimo primordiale

“Ogni uomo sa che la parola è mezzo di rappresentare il pensiero; ma pochi si accorgono che la progressione, l’abbondanza e l’economia del pensiero sono effetti della parola.

E questa facoltà di articolare la voce, applicandone i suoni agli oggetti, è ingenita in noi e contemporanea alla formazione dei sensi esterni e delle potenze mentali, e quindi anteriore alle idee acquistate da’ sensi e raccolte dalla mente; onde quanto più i sensi s’invigoriscono alle impressioni, e le interne potenze si esercitano a concepire, tanto gli organi della parola si vanno più distintamente snodando.”

(Ugo Foscolo)

fabrizio ponzetta AUTOIPNOSI

Autoipnosi e Paranoia neuro linguistica

di Fabrizio Ponzetta
 La lotta dei maghi, autoipnosi, ipnosi e ipnosi di massa.

Nel dispiegarsi della storia dell’umanità, l’idea di vivere in una realtà fittizia, a prescindere dalle apparenti condizioni sociali, è stata fatta più volte balenare: dottrine filosofiche, dottrine esoteriche, studi sulla linguistica e sui processi cognitivi, e sopratutto l’arte.

L’arte nell’antichità, tramite la bellezza e l’armonia che manifestava, riusciva ad aprire un collegamento tra il mondo interiore di chi ne fruiva e la Realtà; mentre nell’era contemporanea, probabilmente a causa dello stile di vita consumista e tecnologico e dello stratificarsi del buonismo di facciata della società borghese, per ottenere lo stesso effetto “illuminante” l’arte ha dovuto aprire violentemente dei varchi, mostrando aspetti contradditori della realtà fittizia in cui l’umanità è immersa, aspetti sconci, osceni (fuori scena) della vera Realtà.

In questa direzione, e ancora più profondamente, si muove l’opera di Salvador Da, quando elabora il suo metodo paranoico-critico. È risaputo che nel delirio paranoico si usa il mondo esterno per evidenziare l’oggetto ossessivo del proprio delirio; la realtà esterna diventa, allora, la prova della realtà delle proprie convinzioni.

Consapevole di ciò, Dalì diede vita, nelle sue opere paranoico-critiche, ad una serie di immagini dette doppie o molteplici, e cioè ad una serie di realtà che possono essere viste simultaneamente come diverse in un’unica immagine. Le opere paranoico critiche di Dalì dimostrano così che la realtà esterna non è univoca, ma che ciò che si percepisce è la proiezione della propria anima, delle proprie paure, dei propri talenti, delle proprie angosce, delle proprie convinzioni; in breve: della propria storia personale.

Sviluppando questa riflessione (oggetto tra l’altro di noti test psicologici) arriviamo a stabilire che la storia personale di un individuo è una costruzione fittizia della memoria, che cerca di collegare attraverso un filo puramente logico gli eventi che sensorialmente, emotivamente e cognitivamente la persona registra nel corso della propria esistenza.

Gli esseri umani allora non agiscono direttamente sulla realtà, perché ciascuno si crea una propria rappresentazione del mondo in cui vive; tale mappa, o modello, determina in buona parte l’esperienza di ogni individuo nel mondo, nella realtà… realtà che viene così riconfermata nella propria versione personale e senza mai accorgersi di quanto sia fittizia.

Ora, per “trascendere” questa rappresentazione (non per negarla) e quindi per viverla coscientemente, e semmai riformarla, è opportuno comprendere quali sono le modalità con cui questa mappa viene creata. Andare all’origine. Se la mia rappresentazione del mondo, della realtà è una mappa, devo prendere coscienza che il mondo, o la realtà, è un territorio sconfinato, vastissimo e decisamente fuori dal controllo dei limiti che io come persona, noi come cultura occidentale, e tutto il genere umano ci siamo posti.

Sul fatto che la realtà sia decisamente più vasta delle mappe che di essa l’uomo ha tracciato rimando a quell’incredibile quantità di paradossi logici e inspiegabili fenomeni fisici di cui abbonda la letteratura filosofico-scientifica.

Sul fatto che tali mappe (rappresentazioni) siano contemporaneamente personali, sociali e biologiche basti intanto ricordare che la realtà non può che essere filtrata dall’essere umano, in quanto, ad esempio, è noto che gli umani percepiscono tramite i propri sensi solo alcuni aspetti dell’esistente. Per portare un veloce esempio: le onde sonore inferiori ai 20 periodi al secondo e quelle superiori ai 20.000 non possono essere udite dall’orecchio umano. Quando al liceo studiai questi argomenti, mi parvero una conferma di ciò che avevo sempre sospettato, e cioè che gli esseri umani, di norma, sono decisamente impotenti nonostante la convinzione di essere lo scopo dell’esistenza. Mi sembrava così strano che sopra i 20.000 periodi l’udito non potesse avvertire le onde sonore… mi sembrava la prova lampante che la realtà è molto più vasta di quello che comunemente si percepisce. Capivo quindi che quelle che venivano considerate sciocchezze paranormali, spogliate dai loro medium (l’ambiguità è voluta), sono semplicemente percezioni diverse dalla norma ma non per questo meno vere. E lo stesso può valere per le allucinazioni sensoriali di uno psicotico o per gli effetti di una droga.

Ora, se già a livello biologico filtriamo la realtà con i sensi, ciò accade anche a livello culturale, sociale. Pensiamo a cosa ci ha lasciato scritto il Marchese M. de Montaigne:

“Sembra infatti che non abbiamo altro punto di riferimento per la verità e la ragione che l’esempio e l’idea delle opinioni e degli usi del paese in cui viviamo.”

E che dire di quell’aforisma che si può estrapolare dall’antropologia culturale di Lèvi-Strauss:

“Il barbaro è innanzitutto l’uomo che crede nelle barbarie.”

Esistono dunque dei filtri sociali dettati da una percezione della realtà condivisa da una determinata razza, da una cultura interna a questa razza, o da una sottocultura interna a questa cultura.
E infine, per tornare all’inizio, esistono dei filtri individuali tramite cui percepiamo la realtà, che sono scanditi dall’intera gamma delle esperienze dell’individuo e quindi, come già sottolineato, dalla sua storia personale.

 

導引 DaoYin e QI GONG kiko氣功

Il daoyin 導引 è un metodo dell’antica Cina per la cura della salute, basato sull’integrazione di esercizio respiratorio, mentale, fisico e automassaggio.
Il termine daoyin è composto dalle parole dǎo 導 – “guidare, condurre”e yǐn 引 – “tirare, tendere”.
Secondo Li Yi 李頤, commentatore del Zhuangzi d’epoca Jin (265-420), il termine è da intendere come “guidare l’energia vitale per armonizzarla” e “tirare il corpo per ammorbidirlo”

彭祖 Péng Zǔ
彭祖 Péng Zǔ

Nell’antichità il qìgōng lo si chiamava dǎoyǐn  彭祖 Péng Zǔ (leggendario personaggio taoista che secondo la tradizione visse 800 anni) era noto come “il maestro del dǎoyǐn”, il Zhuāngzǐ di ciò scrisse:

“condurre il qì induce all’armonia, attirare/guidare il corpo induce alla cedevolezza”.

 

QI GONG 

Chimica della paura e ricerca della calma

Quando accade di essere  in preda alla paura,il Sistema Nervoso Simpatico istantaneamente e istintivamente produce una cascata ormonale, liberando catecolamine come «noradrenalina» e «adrenalina» e ormoni come «estrogeno», «testosterone» e «cortisolo».

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L’organismo reagisce con l’aumento del tono muscolare per l’azione (attacco o fuga) e con l’aumento della frequenza cardiaca (per far scorrere più velocemente il sangue) e del ritmo respiratorio per aumentare l’apporto di ossigeno.
Vi è anche il caso del congelamento, in cui nel mondo animale la preda si lascia divorare dal predatore , metaforicamente un individuo cede e si arrende agli eventi, si abbandona alla fatalità..

Vie di regolazione organica umana nello stress

Il fegato genera lo zucchero (leggasi diabete) partendo dal glicogeno, il tutto per avere energia per l’attacco o la fuga.
Aumenta perfino il fattore di coagulazione del sangue per minimizzare eventuali perdite da ferite, e i vasi si restringono nell’apparato gastro-intestinale
(non dobbiamo digerire se stiamo rischiando la vita).
Questo sconvolgimento elettro-chimico-fisico è totale e assolutamente funzionale in natura (per gli animali) cioè quando si vive realmente un pericolo.
Ma tutto torna alla normalità quando il pericolo è finito.
La mente dell’uomo invece è in grado di generare i problemi semplicemente pensando e vedendo un messaggio al cellulare.
Poi la mente continua ad alimentarli rimuginandoli…
Inoltre una delle prime cose che il cervello dell’uomo attiva quando c’è paura sono i Tubuli Collettori dei reni

Lo scopo è trattenere il liquido più importante e prioritario per la Vita umana: l’acqua.
Quindi ci gonfiamo e potenziamo gli edemi, anche quelli cerebrali.
Infine l’ultimo tassello da conoscere è che nel cervello esiste una piccolissima ghiandola detta ipofisi (pituitaria) che svolge un ruolo centrale in tutto questo.

 

La sua parte anteriore si chiama “adenoipofisi”, quella posteriore “neuroipofisi”
L’adenoipofisi secerne:
FSH e LH (ormoni mestruali), TSH (ormone tiroideo), GH (ormone della crescita), Prolattina, ACTH (cortisolo).
Mentre la neuroipofisi secerne solo due ormoni:
Ossitocina (l’ormone dell’amore) e ADH (l’ormone della paura).

L’Ossitocina viene prodotta durante l’atto sessuale, durante il parto e l’allattamento, la meditazione,l’attività fisica aumenta le endorfine e l’ossitocina ,la dopamina, la serotonina.
Un altro ormone fondamentale è la dopamina che è responsabile della sensazione di gratificazione e appagamento.
Si tratta di una catecolamina (simile all’adrenalina per intenderci) e per questo promuove anche un senso di carica e di energia.
In quanto responsabile del senso di gratificazione, la dopamina è in particolare coinvolta nella promozione dei comportamenti, nella stabilizzazione delle abitudini e nel determinare motivazione all’azione.
La serotonina è una sostanza prodotta a partire dall’amminoacido triptofano e attiva in vari tessuti tra cui il tratto gastrointestinale e il sistema nervoso.
La serotonina contribuisce a regolare il tono dell’umore, il sonno, l’empatia, la sessualità e l’appetito.
In termini generali possiamo dire che la serotonina promuovere un senso di benessere e che una sua carenza è connessa con alcuni disturbi tra cui la depressione e l’ansia.

L’ossitocina è responsabile dello sviluppo del legame madre-figlio, chiamato bonding, ma anche dei legami sociali in genere in quanto promuove un senso di fiducia e abbassa la tendenza alla diffidenza.
L’ossitocina promuove il senso di fiducia in se stessi e negli altri e migliora quindi le relazioni interpersonali.
Per questo viene anche definita come  l’ormone dell’Amore, perché indica che si sta provando piacere.

 

 

L’ADH è invece l’ormone della paura, e funge da antidiuretico, cioè fa trattenere liquidi.
La cosa interessantissima è che la neuroipofisi può secernere SOLO UNO dei due ormoni contemporaneamente.
Il significato di questo è molto profondo: l’uomo può scegliere se vivere nell’Amore e nel piacere (ossitocina), oppure nella paura (ADH).
Contemporaneamente, queste due condizioni sono impossibili: da qui possiamo comprendere che il contrario dell’amore è proprio la paura.

La magia è credere in noi stessi.
Se riusciamo a farloallora possiamo far accadere qualsiasi cosa

Johann Wolfgang von Goethe

 

La POTENZA DELLA MEDITAZIONE 

Meditazione ध्यान Mindfulness

Weightless “senza peso” profondi stati di rilassamento

Esercizi di rilascio di tensione e trauma

QI GONG kiko氣功

Reiki 靈氣 e Discipline olotropiche

L’otium, tempo dello spirito, dello studio, della lettura e della riflessione..

”Natura autem utrumque facere me uoluit, et agere et contemplationi uacare: utrumque facio, quoniam ne contemplatio quidem sine actione est” «Del resto la natura volle facessi l’una e l’altra cosa, e agire e dedicarmi alla contemplazione: l’una cosa e l’altra faccio, dal momento che neppure la contemplazione è senza azione»

Seneca de otio

L’otium è  cura di sé e della propria saggezza, contemplazione e  studio. 

Graeci non solum ingenio atque doctrina, sed etiam otio studioque plentyantes
“I Greci sono ricchi non solo di doti e dottrine innate, ma anche di Otium e applicazione”

Cicerone

Nunquam se meno otiosum esse quam cum otiosus esset, aut minus solum esse quam cum solus esset

Scipione il Vecchio

“Non fu mai stato così nell’otium come quando permaneva nell’Otium, e mai così solo come quando ha goduto della solitudine ”

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