Chiarimento sul ideogramma Rei/Ling 靈 in靈氣 REIKI

L’interpretazione  dell’ideogramma  靈 , suscita in alcuni casi un equivoco poichè comunemente, nell’attuale Giappone, lo si trova citato anche come epigrafe mortuaria, ma il significato originario è da ricercarsi con maggiore accuratezza.

 𩆜 in Shuowen : Shuowen Jiezi ( cinese :說文解字; lett . “Discutere di scrivere e spiegare i caratteri”) è un antico dizionario cinese della dinastia Han . E’ così descritto:

composto fono-semantico (形聲, OC *reːŋ ): fonetico霝 ( OC *reːŋ ) + semantico玉 ( “ giada ” ) .

La componente semantica玉(“giada”) può essere sostituita con 巫 (“sciamana”), come nella forma attuale, o con心 (“cuore”) o 示 (“tavoletta commemorativa”) nelle antiche forme di iscrizione in bronzo.

Definizioni attuali

  1.  divinità
  2. anima ; spirito
  3. bara
  4. efficace 
  5. appassionato
  6. agile

Di seguito diamo alcune delucidazioni sul termine che detiene un valore POLISEMANTICO ,come per esempio nella lingua italiana spirito

spirito( persona di spirito/spiritoso) 

Spirito (in senso di atmosfera spirituale)

spirito (indole es spirito libero) 
spirito (alcolico)
spirito (in toscana alcol)

 eccc…
 il termine REI è polivalente, nel contesto di riferimento alla disciplina, detiene un indubbia valenza di tipo esoterico perciò termine attualmente desueto e non comune anche in Giappone .

Troviamo più fonti di riferimento sul termine

L’ideogramma 霊 tama  è la semplificazione dell’antico ideogramma
靈 Rei Spirito, atmosfera spirituale mentre 言 Koto può essere tradotto con parola/discorso.

靈樞 Il perno spirituale o perno genialeperno magico, perno meravigliosoperno numinoso.
Ling 靈 è un ideogramma difficile da tradurre in modo univoco.
Nel Lingshu 靈樞 si parla della relazione fondamentale dell’uomo con il Cielo, tramite gli Spiriti, si dice cioè che le attività terrene sono sempre basate su influssi celesti.
靈樞 Il perno spirituale o perno genialeperno magico, perno meravigliosoperno numinoso.
Ling 靈 è un ideogramma difficile da tradurre in modo univoco.
Nel Lingshu 靈樞 si parla della relazione fondamentale dell’uomo con il Cielo, tramite gli Spiriti, si dice cioè che le attività terrene sono sempre basate su influssi celesti.
Si potrebbe parlare di un trattato di psicologia cinese, se non fosse che la categoria della psiche non è presente nel mondo cinese (nel senso che una divisione tra psiche e soma non viene presentata).
Il tutto viene esposto secondo la dottrina dello yin e dello yang e delle cinque fasi wuxing (五行), le categorie del qi che dal I secolo a.C. sono servite a declinarlo.

靈 Rei/Ling

Atmosfera Numinosa

Non Manifesto (Implicito)

Pura informazione

Atmosfera spirituale


L’ipotesi delle origini sciamaniche del Reiki si attestano sull’interpretazione dell’ideogramma Wu 巫 nella lingua cinese rappresenta lo sciamano/a si presente nella parte inferiore dell’ideogramma Rei/Ling 靈 , la ritualità evocativa e le procedure richiamano parassi di derivazione della cultura sciamanica d’oriente
”Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso ”esorcismo” tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..”
(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)


 Si dice che fu Sensei Mikao Usui, ricercatore spirituale praticante di discipline psicofisiche kiko/qi Gong,  di arti marziali che lo riscoprì, al inizio del 1900, lo chiamò Reiki.

Gli ideogrammi che compongono il termine Reiki rappresentano la connessione tra 靈 Rei/Ling energia  universale  (atmosfera, Non Manifesto, implicito Spirito) ki qi 氣 espressione individuale di tale energia.
Sul termine cinese Ling 靈  , se ne trova traccia scritta, con riferimento al suo aspetto funzionale come capacità di proiezione psichica sul mondo esterno, di fatto, il termine Shen  神  (spirito) viene sostituito da Ling  靈, in italiano si traduce in entrambi i casi spirito, ma nell’antica cultura  cinese, si suppone abbia l’aspetto di rilevanza Yin陰, nella filosofia cinese tradizionale, il principio, la forza passiva, negativa, femminile dell’universo, complementare allo yang, come  veicolo che permette l’interazione tra l’energia individuale e l’energia universale.
Nello Shangshu 尚書 (Venerabili documenti, testo noto anche come Shujing 書經, Classico dei Documenti), il Cielo, o “Firmamento” (Tian 天), e la Terra (Di 地) sono definiti padre e madre dei Diecimila esseri (wanwu萬物), tra i quali l’uomo si distingue poiché dotato di una natura spirituale e numinosa (ling 靈, Shangshu 27/23/13).
per amore della conoscenza cordialmente

spìrito (ant. e poet. spirto) s. m. dal lat. spirĭtus -us «soffio, respiro, spirito vitale», derivato di spirare:  ricalca il gr. πνεῦμα (che è l’equivalente del lat. spiritus); «alcole» è un termine alchimistico formato partendo dall’accezione di «esalazione»

Addestramento al freddo e Respirazione

ESPOZIZIONE AL FREDDO

POTENZIA IL SISTEMA IMMUNITARIO (più Goboli bianchi)

Maggiore ADRENALINA E NORADRENALINA maggiore Resistenza ed Energia

Maggiore DOPAMINA

Aumento Metabolico (si bruciano grassi bianchi si trasformano in bruni)

Potenziamento del sistema Cardiocircolatorio

Aumenta la capacità di Termoregolazione

Aumenta la concentrazione

Favorisce stati di Calma interiore

RESPIRAZIONE

Diminuisce gli stati Infiammatori

Rafforza il Sistema Immunitario
Rende il sangue Alcalino

Aumenta la Capacità polmonare

Più Adrenalina Maggiore Resistenza

Animum debes mutare, non caelum.  Devi cambiare animo non Il cielo

Hoc tibi soli putas accidisse et admiraris quasi rem novam quod peregrinatione tam longā et tot locorum varietatibus non discussisti tristitiam gravitatemque mentis? 
Animum debes mutare, non caelum. 
Licet vastum traieceris mare, licet, ut ait Vergilius 
noster,tērraēque ūrbēsquĕ rĕcēdānt,

sequentur te quocumque perveneris vitia. 
Hoc idem querenti cuidam Socrates ait, 
'quid miraris nihil tibi peregrinationes prodesse, cum te circumferas? premit te eadem causa quae expulit'. 
Quid terrarum iuvare novitas potest? 
quid cognitio urbium aut locorum? in irritum cedit ista iactatio. 

Quaeris quare te fuga ista non adiuvet? 

tecum fugis. 
Onus animi deponendum est: non ante tibi ullus placebit locus. 

Talem nunc esse habitum tuum cogita qualem Vergilius noster vatis inducit iam concitatae et instigatae multumque habentis in se spiritus non sui

bācchātūr vātēs, māgnūm sī pēctŏrĕ pōssīt

ēxcūssīssĕ dĕūm.

Vadis huc illuc ut excutias insidens pondus quod ipsā iactatione incommodius fit, sicut in navi onera immota minus urgent, inaequaliter convoluta citius eam partem in quam incubuēre demergunt. 
Quidquid facis, contra te facis et motu ipso noces tibi; aegrum enim concutis. 
At cum istuc exemeris malum, omnis mutatio loci iucunda fiet; in ultimas expellaris terras licebit, in quolibet barbariae angulo colloceris, hospitalis tibi illa qualiscumque sedes erit. 

Magis quis veneris quam quo interest, et ideo nulli loco addicere debemus animum. 
Cum hac persuasione vivendum est: 'non sum uni angulo natus, patria mea totus hic mundus est'. 
Quod si liqueret tibi, non admirareris nil adiuvari te regionum varietatibus in quas subinde priorum taedio migras; prima enim quaeque placuisset si omnem tuam crederes. 

Nunc non peregrinaris sed erras et ageris ac locum ex loco mutas, cum illud quod quaeris, bene vivere, omni loco positum sit. 

Credi che questo sia capitato a te solo e consideri con meraviglia, come situazione strana, il fatto che con un viaggio così lungo e con tante varietà di luoghi non hai scosso via la tristezza e la pesantezza della mente? 
Devi cambiare animo, non clima. 
Per quanto tu abbia attraversato un grande mare, per quanto, come dice il nostro Virgilio,

si allontanino e terre e città,

ti seguiranno i tuoi difetti dovunque giungerai. 

Ad un tale che si lamentava di questa stessa cosa Socrate disse, 
"perché ti meravigli che i viaggi non ti giovino per nulla, visto che porti in giro te stesso? 
Ti incalza lo stesso motivo che ti ha spinto lontano". 
Che può giovare la novità dei luoghi? 
Che la conoscenza di città o di luoghi? 
Codesta agitazione finisce nell'inutilità. 
Ti chiedi perché codesta fuga non ti giovi? 
Tu fuggi con te stesso. 
È da deporre il carico dell'animo: prima nessun luogo ti piacerà. 
Tieni presente che ora la tua condizione è tale quale il nostro Virgilio descrive (la condizione) della profetessa già esaltata e ispirata e che ha in sé molto spirito non suo:

la profetessa si dimena, (per vedere) se può dal petto

scuoter via il grande dio.

Tu vai qua e là per scuoter via il peso che sta dentro, che diventa più scomodo per lo stesso scuotimento, come in una nave i carichi immobili gravano di meno, (mentre) quelli che rotolano irregolarmente immergono più rapidamente quel settore sul quale si sono accalcati. 
Qualsiasi cosa fai, lo fai contro di te e con il movimento stesso ti nuoci: infatti scuoti un malato. 
Ma quando avrai tolto questo malanno, ogni mutazione di luogo diventerà piacevole; per quanto tu sia cacciato nelle terre più remote, sia collocato in qualsiasi angolo di paese barbaro, quella sede, qualsiasi sia, sarà per te ospitale. Conta più chi che dove tu sia giunto, e perciò a nessun luogo dobbiamo condizionare l'animo. 
Bisogna vivere con questa convinzione: 
"non sono nato per un solo angolo, la mia patria è tutto questo universo". 
Se questo ti fosse chiaro, non ti meraviglieresti di non essere per nulla avvantaggiato dai cambiamenti delle regioni nelle quali ti sposti continuamente per noia delle precedenti; infatti ti sarebbe piaciuta la prima se tu ritenessi tua ogni regione. 

Ora non viaggi ma vai errando e ti fai trasportare e muti luogo dopo luogo, mentre quello che cerchi, vivere bene, è collocato in ogni luogo. 

Seneca-Epistula ad Lucilium XXVIII (Sen. Ep. Luc. XXVIII)

Ricorda sempre anche che l’unico tempo che viviamo  è solo il presente Marco Aurelio

Πάντα οὖν ῥίψας ταῦτα μόνα τὰ ὀλίγα σύνεχε καὶ ἔτι συμμνημόνευε, ὅτι μόνον ζῇ ἕκαστος τὸ παρὸν τοῦτο, τὸ ἀκαριαῖον· τὰ δὲ ἄλλα ἢ βεβίωται ἢ ἐν ἀδήλῳ. Μικρὸν μὲν οὖν ὃ ζῇ ἕκαστος· μικρὸν δὲ τὸ τῆς γῆς γωνίδιον ὅπου ζῇ· μικρὸν δὲ καὶ ἡ μηκίστη ὑστεροφημία καὶ αὕτη δὲ κατὰ διαδοχὴν ἀνθρωπαρίων τάχιστα τεθνηξομένων καὶ οὐκ εἰδότων οὐδὲ ἑαυτούς, οὔτι γε τὸν πρόπαλαι τεθνηκότα

Quindi, dunque, mettete da parte tutto il resto, e aggrappatevi saldamente solo a questi pochi punti. 

Ricorda sempre anche che l’unico tempo che viviamo  è solo il presente, cioè un istante impercettibile; e che, per le altre parti della durata, o le abbiamo vissute, o non sappiamo mai se dobbiamo viverle. 

È quindi ben poco che il tempo che ognuno di noi vive; il misero angolo della terra  dove abitiamo è molto piccolo. Anche questa fama ci sopravvive pochissimo, anche se prendiamo quella che dura di più. 

E questa stessa fama  è dovuta solo alla successione di questi poveretti, che moriranno tra un momento  e che non si conoscono, lungi dal poter conoscere qualcuno che è morto da tanti anni.

PENSIERI DI MARCO AURELIO LIBRO III, X

Protinus vive Vivi ora Seneca

Come da un luogo elevato… Visione cosmica Marco Aurelio

“occorre anche osservare le cose terrene come da un luogo elevato si guarda verso il basso: mandrie, eserciti, campi coltivati, matrimoni, divorzi, nascite, morti, clamore di tribunali, terre deserte, popolazioni barbariche varie, feste, lamentazioni, mercati, tutto questo gran miscuglio e l’armonioso ordine che nasce dagli opposti.” [A Se Stesso ,VII, 48]

Καλὸν τὸ τοῦ Πλάτωνος. καὶ δὴ περὶ ἀνθρώπων τοὺς λόγους ποιούμενον ἐπισκοπεῖν δεῖ καὶ τὰ ἐπίγεια, ὥσπερ ποθὲν ἄνωθεν, κατὰ  ἀγέλας, στρατεύματα, γεώργια, γάμους, διαλύσεις, γενέσεις, θανάτους, δικαστηρίων θόρυβον, ἐρήμους χώρας, βαρβάρων ἔθνη ποικίλα, ἑορτάς, θρήνους, ἀγοράς, τὸ παμμιγὲς καὶ τὸ ἐκ τῶν ἐναντίων συγκοσμούμενον.

48. Nobile è questo detto di Platone.  

Inoltre chi parla di uomini dovrebbe, come da un punto di vista privilegiato  in alto, guardare a volo d’uccello le cose della terra, nelle sue adunanze,  eserciti, allevamento, i suoi matrimoni e separazioni,  le sue nascite e morti , il frastuono del tribunale e il silenzio del deserto, le molteplici razze barbare, le sue feste e lutti e mercati, il miscuglio di tutto questo e la sua ordinata congiunzione di contrari.

Impermanenza Transitorietà di tutte le cose

“Pensa continuamente all’insieme di tutto il tempo e l’insieme di tutta la sostanza; pensa che ogni singola parte non è, rispetto alla sostanza, che un semino di fico, e un giro di trapano rispetto al tempo.”   
[A Sé Stesso, X, 17]  

Τοῦ ὅλου αἰῶνος καὶ τῆς ὅλης οὐσίας συνεχῶς φαντασία ‹ἔστω› καὶ ὅτι πάντα τὰ κατὰ μέρος, ὡς μὲν πρὸς οὐσίαν, κεγχραμίς, ὡς δὲ πρὸς χρόνον, τρυπάνου περιστροφή.

Marco Aurelio V a se stesso Τὰ εἰς ἑαυτόν Συγγραφέας Μάρκος Αυρήλιος

[II,9,1]
Bisogna sempre ricordare questo: quale sia la natura del cosmo; quale sia la mia natura e in quale
relazione questa stia con quella; quale parte di quale cosmo essa sia; che nessuno può impedire di fare e
di dire sempre ciò che è conseguente con la natura della quale sei parte

Τούτων ἀεὶ μεμνῆσθαι, τίς ἡ τῶν ὅλων φύσις καὶ τίς ἡ ἐμὴ καὶ πῶς αὕτη πρὸς ἐκείνην ἔχουσα καὶ ὁποῖόν τι μέρος ὁποίου τοῦ ὅλου οὖσα καὶ ὅτι οὐδεὶς ὁ κωλύων τὰ ἀκόλουθα τῇ φύσει, ἧς μέρος εἶ, πράσσειν τε ἀεὶ καὶ λέγειν.

Disciplina

A qualunque costo imprimere ad ogni occupazione, anche quella più modesta, un carattere di completezza fino a rendere intero il frammento e dritto il curvo..
Julius Evola

Omne ignotum pro magnifico

Tutto ciò che è sconosciuto è sublime
Tacito, Vita di Agricola, 30

”E’ questo in fondo l’unico coraggio che si richieda a noi: essere coraggiosi verso quanto di più strano, prodigioso e inesplicabile ci possa accadere”
Rainer Maria Rilke

Powered by WordPress.com.

Up ↑