Arti di combattimento l’obbiettivo più alto

Ritengo che nelle arti di combattimento l’obbiettivo più alto sia dare la possibilità ai propri allievi ed allieve, a prescindere dal livello e dalle aspettative e dai propri intendimenti, di sperimentare emozioni nel superare qualcosa di ignoto e di molto personale… dare la possibilità di esprimersi al meglio comunque in quel momento…l’unico:
L’adesso… ora

Niō 仁王 Kongōrikishi 金剛力士 Guardiani demoni

In molte culture, sistemi di credenze, discipline e pratiche s’individua ciò che ostacola la consapevolezza con una configurazione e definizione differente, per alcuni è un entità energetica, per altri una proiezione psichica, un archetipo, un’ afflizione della mente , un ‘illusione ipnotica efficace, una forza respingente che ci depotenzia, vampirizzandoci, assorbendo le nostre energie vitali.
spetta all’archetipo del guerriero l’arduo compito di lottare per liberare l’anima che deve ricongiungersi con lo Spirito è tornare Essenza.

 L’ostacolo alla consapevolezza: Lo sfidante

I Kongōrikishi 金剛力士

 feroci guardiani del portone 

門 del tempio, nell'iconografia del buddhismo, sono demoni  guardiani del Buddha

Niōmon 仁王門 i due guardiani irosi della porta 

La statua destra è chiamata Misshaku Kongō 密 迹 金剛  ha la bocca aperta,  rappresenta la vocalizzazione del primo grafema del sanscrito Devanāgarī अ che si pronuncia "a". 
La statua sinistra si chiama Naraen Kongō 那 羅 延 金剛  ha la bocca chiusa,  rappresenta la vocalizzazione dell'ultimo grafema del Devanāgarī ह  pronunciato "hum". 

confer FONTE

Hemkomst ritorno a casa Forndom

Upp stiger solen ifrån nord,Gyllenkam galer högt,åter det växa ifrån jord,utanför ättens port.Bjuds på den dryck av fager mö,värms av ett vackert bål,kring mig jag höra fäder strö,året och fridens skål. “
Til árs ok friðar”Bort flyr mörker ljuset bidar,Fé, fé, fé. Ben bliva ben och blod blir blod,kött bliver åter kött,åter jag finna gammelt mod,leva skall det som dött.

Questa canzone parla dell'arrivo del cantante nel Valhalla. Viene accolto dai suoi parenti e festeggia con loro.

Ritorno a casa
Il sole sorge dal nord,
Goldencomb¹ canta forte,
ancora una volta cresce dalla terra,
fuori dalla porta della famiglia.
Mi è stato dato da bere da una bella signora,
Sono riscaldato da una bella pira,
intorno a me sento radunarsi i miei padri,
brindando per un buon anno e pace.

“Per un buon anno e frit”²
Via le tenebre, la luce attende.
Fortuna³, fortuna, fortuna.

L’osso sarà osso e il sangue sarà sangue,
la carne tornerà ad essere carne,
ancora una volta riprendo le vecchie forze,
ciò che una volta era morto vivrà.

1 Nella mitologia norrena, Gullinkambi è un gallo che vive nel Valhalla.
2 "Til árs ok friðar" è un'acclamazione di festeggiamenti in antico norreno.
3 Fé è il nome antico norreno della runa, ᚠ. Significava fortuna o ricchezza.
Nella mitologia nordica, Gullinkambi è un gallo che vive a Valhalla. Nel poema poetico Edda Völuspá, Gullinkambi è uno dei tre galli il cui canto è predetto per indicare l’inizio degli eventi di Ragnarök.

La pratica marziale Ierofania degli archetipi

Nulla due sine linea
Detto della Tradizione greco romana
Nessun giorno senza un tratto
Poiché la soglia è sempre vicina la prima è la fine dell’azione, la seconda è la fine di questa esperienza chiamata vita
La pratica è la vivificazione del fiume carsico della Tradizione, dell’eterno ritorno vivente in una ierofania cangiante degli Archetipi

Visioni il Buddha virile, atletico guerriero ….

Un toro di un uomo: immagini di mascolinità, sesso e corpo nel buddismo indiano 
(Harvard University Press, 2009)
John Powers ha insegnato all’Australian National University dipartimento di studi asiatici e buddismo, si ritiene sia un  buddista praticante , esperto di Tibet, con numerose pubblicazioni.

In questo studio pionieristico si evidenziano aspetti inesplorati della prima tradizione buddista, che come tante altre tradizioni, nell’approfondimento di ricerca, risulta assi più variegata e complessa di come spesso venga presentata nella divulgazione più popolare semplicistica.

Secondo l’autore il Buddha androgino e asessuato dell’immaginazione popolare contemporanea è in netto contrasto con la figura muscolosa, virile e sensuale presentata nei testi buddisti indiani.
poichè Powers sostiene che nella prima letteratura e arte buddista, il fisico perfetto e l’abilità sessuale del Buddha sono componenti importanti della sua leggenda nella dimensione orizzontale.


È sia il brahmano accademico e incline alla religione che il sovrano guerriero (Kshatriya) che eccelle nelle arti marziali, nelle attività atletiche e nelle imprese sessuali.
Il Buddha svolge senza sforzo questi doppi ruoli, combinando le norme della sua società per la virilità ideale e creando un’immagine potente ripresa dai seguaci successivi nel promuovere la loro tradizione in un ambiente di forte contrasto tra credenze, filosofie e, stili di vita.

John Powers adatta abilmente approcci metodologici dalla storiografia europea e nordamericana allo studio della prima letteratura, arte e iconografia buddista, evidenziando aspetti della tradizione che non sono stati presi in considerazione.


Il libro si concentra sulla figura del Buddha e dei suoi seguaci monastici per mostrare come sono stati costruiti come modelli di mascolinità, i cui corpi potenti e la sessualità avvincente hanno attratto le donne, suscitato l’ammirazione degli uomini e convinto gli scettici delle loro conquiste spirituali.

” Ferrata la forza, inflessibile; presente il sapere, irremovibile; placato il corpo, impassibile; raccolto l’animo, unificato”
Anguttara-nikayo. 
La Dottrina del Risveglio J.E. Evola

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