Selene Calloni Williamsย le sue radici ย sciamanismoย e ย buddismo Theravadaย 

In questo intervento al Festival della Cosapevolezza, Selene Calloni Williams esplora la fusione tra le sue radici nello sciamanismo e nel buddismo Theravada per guidare gli ascoltatori verso l’intelligenza spirituale. L’autrice descrive lo sciamanismo come una tecnica dell’estasi che utilizza il ritmo dei tamburi e il respiro circolare per risvegliare l’energia vitale e superare i confini dell’io. Parallelamente, introduce la pratica della meditazione Vipassana, focalizzata sulla consapevolezza dell’attimo presente, sull’osservazione dell’impermanenza e sull’accoglienza delle proprie emozioni senza giudizio. Attraverso formule meditative poetiche, la relatrice insegna a percepire il corpo e gli eventi come fenomeni di relazione privi di un io solido, invitando a una vita libera dalla paura. L’obiettivo finale del percorso รจ raggiungere il Samadhi, ovvero l’unione con il tutto, ricordando la propria natura autentica di esseri risvegliati.

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L’approccio di Selene Calloni Williams si fonda su due pilastri fondamentali:

โ€ข Lo sciamanismo: Definito come la “tecnica dell’estasi”, รจ una forma di yoga arcaico e primordiale attraverso cui l’uomo puรฒ conoscere veramente la realtร  In questa prospettiva, l’intelligenza spirituale coincide con l’estasi.

โ€ข Il buddismo Theravada: Appreso durante sei anni di vita in un romitaggio nella foresta in Sri Lanka, dove l’autrice ha ricevuto gli ordini monastici. Qui, l’intelligenza spirituale รจ intesa come consapevolezza e attenzione cosciente nell’attimo presente, senza giudizio o analisi razionale.

La Pratica Sciamanica: Il Tamburo e il Respiro

L’esperienza inizia con il risveglio dell’energia attraverso strumenti e tecniche fisiche:

โ€ข Il Tamburo: รˆ considerato il linguaggio della natura e dell’anima. Selene utilizza diversi tamburi: uno triangolare per risvegliare la Kundalini (l’energia vitale) e uno di pelle di lupo (sognato secondo la tradizione turco-mongola) per indurre il ricordo di sรฉ….

โ€ข Il Respiro Circolare e di Fuoco: Una tecnica di respirazione veloce, continua e senza pause che mira a raggiungere un livello energetico superiore. Il cosiddetto “respiro di fuoco” serve a far salire l’aria nella testa per “bruciare la mente” razionale e lasciare andare pensieri e identitร 
Dalle fonti emerge che, in una prospettiva sciamanica, l’intelligenza spirituale รจ definita come estasi1.

Questa visione si fonda su diversi concetti chiave espressi dall’autrice:

โ€ข La tecnica dell’estasi: Lo sciamanismo รจ descritto come uno yoga arcaico, primitivo e primordiale che trova la sua essenza proprio nel fenomeno dell’estasi. Citando Mircea Eliade, l’autrice sottolinea che รจ solo nell’estasi che l’uomo conosce veramente la realtร , superando i limiti della filosofia razionale.

โ€ข Identitร  tra coscienza ed energia: Nello sciamanismo, l’intelligenza spirituale รจ legata alla consapevolezza che la coscienza รจ energia e l’energia รจ coscienza. Per questo motivo, la pratica sciamanica utilizza strumenti come il tamburo e tecniche di respirazione circolare per innalzare il livello energetico del praticante, conducendolo verso lo stato estatico.

โ€ข Superamento della mente razionale: L’estasi sciamanica permette di accedere a una “mente piรน vasta” o “sovramente”, che l’autrice paragona al “pensiero del cuore” di James Hillman o alla capacitร  di “pensare come la foresta”.

โ€ข Il ruolo del tamburo: Il tamburo รจ considerato il linguaggio della natura e dell’anima; il suo suono รจ lo strumento principale per condurre l’individuo nell’estasi, permettendo all’anima di parlare prima della ragione.

โ€ข La paura come ostacolo: Viene esplicitamente affermato che la paura รจ l’unico vero ostacolo all’intelligenza spirituale e all’estasi. Solo dissolvendo la paura e ricordando la propria natura profonda (attraverso il concetto di Sammasati) รจ possibile accedere pienamente a questa forma di intelligenza

In sintesi, mentre nel buddismo l’intelligenza spirituale รจ associata all’attenzione cosciente nel presente, nello sciamanismo essa coincide con la capacitร  di uscire da sรฉ attraverso l’estasi per attingere a una conoscenza superiore e primordiale

La Meditazione Buddistha: Satipattana e Anapanasati

La sessione prosegue con la meditazione seduta, focalizzata sulla piena attenzione cosciente (Vipassana):

โ€ข Asana Samadhi: Il primo livello di unione con il tutto si raggiunge attraverso l’immobilitร  e la nobiltร  della postura.

โ€ข Anapanasati: L’attenzione al respiro spontaneo. Il respiro รจ descritto come un ponte che collega l’individuo a tutti gli esseri e al cosmo intero.

โ€ข Anicca (Impermanenza): La pratica di osservare come ogni cellula e ogni fenomeno “appaia e svanisca” incessantemente, come luce di lampo. Comprendere che vita e morte sono simultanee permette di dissolvere la paura

Concetti Chiave e Trasformazione Interiore

โ€ข Cittamaia (Inganno della Coscienza): La mente crea l’illusione di un “io” separato e di oggetti materiali solidi per esercitare controllo, ma in realtร  siamo onde in un oceano infinito

โ€ข Il Dharma: รˆ la legge o la corrente che muove gli eventi. Comprendere il proprio Dharma significa non subire piรน gli eventi, ma imparare a co-creare con essi, trasformando la vita in una “suprema protezione”

โ€ข Gestione delle Emozioni e dei “Demoni”: Selene insegna a non respingere le emozioni negative o i disagi fisici, ma ad accoglierli come “dei antichi” o “alleati”… Respirare dentro il fastidio e offrirgli un posto permette di andare oltre la mente egoica.

โ€ข Sammasati: รˆ il mantra finale, l’ultima parola del Buddha, che significa “ricorda chi sei”. L’invito รจ ricordare la propria natura di “Buddha”, ovvero di essere risvegliato e privo di paura.

Per chiarire il concetto di Cittamaia e del superamento dell’io, si puรฒ pensare alla materia come a una danza di Shiva o a un’onda: proprio come non รจ possibile separare un’onda dall’oceano, non รจ possibile separare il corpo o l’individuo dal resto del cosmo, sebbene i nostri sensi ci ingannino facendoci credere il contrario

Nella visione sciamanica di Selene Calloni Williams, il tamburo non รจ un semplice strumento musicale, ma un elemento sacro e funzionale che riveste molteplici significati profondi:

โ€ข Linguaggio dell’anima e della natura: Il tamburo รจ definito esplicitamente come il linguaggio della natura e dell’anima. Esso viene utilizzato per far parlare queste parti profonde prima di ogni altra cosa.

โ€ข Strumento per l’estasi: Coerentemente con la definizione di sciamanismo come “tecnica dell’estasi”, il tamburo rappresenta il mezzo principale che conduce il praticante nello stato estatico. รˆ solo attraverso l’estasi, infatti, che l’essere umano puรฒ conoscere veramente la realtร .

โ€ข Risveglio dell’energia (Kundalini): Esistono diverse tipologie di tamburi con funzioni specifiche. Ad esempio, il tamburo triangolare ha lo scopo di risvegliare la Kundalini, ovvero l’energia vitale, partendo dal presupposto che la coscienza รจ energia e viceversa.

โ€ข Guida per l’inconscio e gli antenati: Il suono del tamburo funge da guida per evocare gli spiriti, gli antenati, le forze inconsce e la propria ombra. Aiuta il praticante a navigare in dimensioni che vanno oltre la mente razionale.

โ€ข Dissoluzione dell’identitร : Durante pratiche come il “respiro di fuoco”, il tamburo (come quello di pelle di wapiti) sostiene il processo di “bruciare la mente”, permettendo di lasciare andare i pensieri, la pesantezza e persino la propria identitร  individuale.

โ€ข Oggetto sognato e sacro: Secondo la tradizione turco-mongola citata dall’autrice, lo sciamano non costruisce il tamburo arbitrariamente, ma lo sogna, insieme all’animale che ne donerร  la pelle (come nel caso del lupo). Questi strumenti possono recare incisioni di figure mitologiche, come Amirani, il primo sciamano sulla terra, rafforzando il legame con l’origine della pratica6.

โ€ข Richiamo al Ricordo di Sรฉ: Il suono del tamburo accompagna il mantra Sammasati, che significa “ricorda chi sei”. In questo contesto, rappresenta un invito a non avere paura e a ricordare la propria natura di “Buddha” o essere risvegliato.

In sintesi, il tamburo agisce come un ponte vibrazionale che scardina i limiti della ragione per connettere l’individuo alla vastitร  del cosmo e alla veritร  del proprio essere.

Nel contesto del Satipattana Sutta, definito dall’autrice come “il cammino della piena attenzione cosciente”, i quattro fondamenti della consapevolezza sono i seguenti:

1. Il Corpo: Questo primo fondamento riguarda la consapevolezza della postura fisica, che deve ispirare nobiltร  e dignitร  (Asana Samadhi), e l’attenzione al respiro spontaneo (Anapanasati)…. L’autrice invita a vedere il corpo non come un’entitร  solida o un “io” separato, ma come un’onda dell’oceano che nasce e svanisce, o come una “danza di elementi” (acqua, aria, terra e fuoco) in costante aggregazione e disgregazione. Include anche la visualizzazione degli organi interni, considerati “dei” che la mente tenta di oggettivare per esercitare controllo.

2. Le Sensazioni: La pratica consiste nell’osservare ciรฒ che si prova a livello fisico (dolore, fastidio, calore, formicolio) senza definirlo o giudicarlo. Queste sensazioni sono descritte come pura energia o “vibrazioni” nello stato della non-mente. L’istruzione รจ quella di respirare dentro il disagio, offrendo “un posto al proprio demone” invece di respingerlo.

3. Gli Stati Mentali: Questo pilastro riguarda l’osservazione delle emozioni e dei sentimenti (come rabbia, frustrazione, eccitazione o serenitร ). L’autrice suggerisce di accogliere ogni emozione come un “Dio antico” che bussa alla porta, permettendo a tale forza di bruciare ciรฒ che non siamo piรน affinchรฉ possa emergere la nostra vera natura.

4. I Fenomeni (o Eventi): L’ultimo fondamento riguarda la comprensione che gli eventi della vita non hanno un “io” come soggetto, ma accadono in virtรน di una relazione universale guidata dal Dharma (la legge o corrente universale). Comprendere questo fondamento significa smettere di essere vittime degli eventi e imparare a “cavalcare la corrente” insieme ad essi.

Attraverso la meditazione su questi quattro elementi, si realizza l’Anicca (l’impermanenza), comprendendo che tutto “appare e svanisce” come luce di lampo, il che permette di dissolvere la paura e raggiungere una mente liberata….

Per comprendere meglio questa visione, si puรฒ immaginare la realtร  come un grande oceano: i quattro fondamenti ci insegnano a non identificarci con la singola onda (il corpo o l’evento passeggero), ma a riconoscere che siamo l’intero oceano in movimento, dove ogni vibrazione รจ parte di un’unica, incessante relazione

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Ci sono eventi nella vita che non ci cambiano, ma ci rivelano. Selene, ragazzina persa in una provincia italiana degli anni Ottanta che insegue esclusivamente valori materiali, si ritrova a fuggire – piena di ferite e di nevrosi, dovute anche alla morte di suo padre – in Sri Lanka, per lavorare in un villaggio turistico italiano. In questa terra martoriata da una sanguinosa guerra civile, Selene incontra e perde altri padri, maestri spirituali come Michael Williams, colui che le insegna le pratiche arcaiche dello yoga e delle arti marziali e che le lascia in ereditร  il sigillo sciamanico; come Gatha Thera, il maestro di meditazione con il quale vive in un eremo nella giungla, dove viene iniziata monaco, poichรฉ il lignaggio femminile, scomparso da tempo, sarร  ripristinato solo negli anni Novanta. Come James Hillman, il grande psicoanalista, che diventa suo maestro in Occidente. Il mito di Selene si consuma nel flusso delle iniziazioni, ogni perdita รจ un rito di passaggio, un’occasione di ascolto del legame con l’universo sotto nuove forme. La natura diventa sua interlocutrice silenziosa e viva, rifugio e guida, facendole ritrovare la sua integritร  e dissolvendo il suo Io, fino al ritorno in Europa. Con parole intense e luminose, l’autrice racconta il suo percorso interiore: fino al tentativo di suicidio e all’emergere dalla depressione. Tutto si compie e anche la ricerca dell’amore si rivela un espediente della grande avventura dell’anima verso l’invincibilitร . Selene Calloni Williams, tra le counselor piรน famose e accreditate nel mondo del buddismo internazionale, seguitissima sui social, racconta per la prima volta la sua storia in questo nuovo libro, che lascia un’impronta nell’anima e apre porte che non si possono piรน richiudere.

Nel buddismo Theravada, secondo quanto spiegato da Selene Calloni Williams, l’intelligenza spirituale รจ definita come consapevolezza e attenzione cosciente.

Questa forma di intelligenza si manifesta attraverso le seguenti caratteristiche:

โ€ข Presenza nell’attimo: Essere pienamente attenti nel momento presente, evitando di analizzare, giudicare o ragionare.

โ€ข Oltre la mente razionale: L’analisi e il giudizio sono visti come ostacoli perchรฉ portano la mente nel passato o nel futuro, inducendo a fare comparazioni e facendo perdere il contatto con l’istante attuale1.

โ€ข Accesso a una “sovramente”: Praticare questa consapevolezza permette di accedere a una mente piรน vasta, che l’autrice definisce anche come “sovramente” (overmind) o “pensiero del cuore”.

โ€ข Istinto risvegliato: Tale stato รจ descritto come un istinto risvegliato e consapevole, paragonabile alla capacitร  di “pensare come la foresta”.

โ€ข Assenza di paura: La paura รจ identificata come l’unico vero ostacolo al raggiungimento della piena attenzione cosciente e dell’intelligenza spirituale.

Per comprendere meglio questo concetto, si puรฒ immaginare l’intelligenza spirituale come uno specchio d’acqua perfettamente immobile: se l’acqua รจ agitata dal vento del giudizio o dell’analisi, l’immagine riflessa (la realtร ) risulta distorta; solo quando l’acqua รจ ferma e silente puรฒ riflettere le cose esattamente come sono nell’attimo presente.

Nel Satipattana Sutta, definito dall’autrice come “il cammino della piena attenzione cosciente”, vengono individuati quattro fondamenti della consapevolezza: il corpo, le sensazioni, gli stati mentali e i fenomeni (o eventi).

Ecco un’analisi dettagliata di ciascun fondamento basata sulle fonti:

โ€ข Il Corpo: La pratica inizia con la consapevolezza della postura, che deve essere nobile e dignitosa per raggiungere l’asana samadhi, ovvero l’unione con il tutto attraverso l’immobilitร …. Il corpo non รจ visto come un’entitร  solida o un “io” separato, ma come un’onda dell’oceano che appare e svanisce, una danza di elementi (acqua, aria, terra e fuoco) in costante aggregazione e disgregazione.
La consapevolezza include anche l’anapanasati (attenzione al respiro spontaneo) e la visualizzazione degli organi interni, considerati “dei” che la mente tenta di oggettivare per esercitare controllo….

โ€ข Le Sensazioni: Questo livello riguarda l’osservazione di ciรฒ che si prova fisicamente, come dolore, fastidio o calore, senza definirlo o giudicarlo…. L’autrice suggerisce di non respingere il disagio, ma di “offrire un posto al proprio demone”, riconoscendo che ogni sensazione, se non definita dalla mente, รจ pura energia e vibrazione

โ€ข Gli Stati Mentali: Si tratta di accogliere le emozioni (rabbia, frustrazione, serenitร ) come “dei antichi” che bussano alla porta. Invece di analizzarle, bisogna lasciare che queste forze “brucino ciรฒ che non siamo piรน” affinchรฉ possa emergere la nostra vera natura, trasformando l’emozione in una via verso una mente liberata.

โ€ข I Fenomeni (o Eventi): L’ultimo fondamento insegna che gli eventi della vita non hanno un “io” come soggetto, ma accadono in virtรน di una relazione universale…. Essi sono guidati dal Dharma, la legge o corrente che muove le onde dell’oceano. Comprendere questo significa smettere di subire gli eventi per imparare a “cavalcare la corrente”, trasformando la comprensione del proprio Dharma in una “suprema protezione”.

Attraverso la meditazione su questi quattro pilastri, il praticante realizza l’Anicca (l’impermanenza): la comprensione che ogni cellula, pensiero o evento “appare e svanisce” incessantemente come luce di lampo. Questa consapevolezza profonda permette di lasciare andare la paura, che รจ descritta come l’unico vero ostacolo all’intelligenza spirituale.

Per comprendere questa visione, si puรฒ immaginare la realtร  come un grande oceano: i quattro fondamenti ci insegnano a non identificarci con la singola onda (il corpo o l’evento passeggero), ma a riconoscere che siamo l’intero oceano in movimento, dove ogni vibrazione รจ parte di un’unica, incessante relazione

โ€ข Il primo livello: L’autrice identifica il gradino iniziale di questo stato come asana samadi, ovvero il samadi della postura.

โ€ข Il ruolo dell’immobilitร : Questo primo livello si raggiunge attraverso l’immobilitร  del corpo durante la meditazione; il testo afferma infatti che “non c’รจ libertร  senza immobilitร ”.

โ€ข Esperienza personale: Selene Calloni Williams racconta di aver sperimentato il suo primo samadi quando, seguendo il consiglio del suo maestro, รจ riuscita finalmente a “pensare come la foresta”.

โ€ข Superamento dell’io: Il samadi รจ strettamente legato alla comprensione che il corpo non ha un’individualitร  separata, ma รจ come un’onda dell’oceano che non puรฒ essere divisa dalla vastitร  dell’acqua stessa.

In sintesi, il samadi rappresenta il momento in cui la percezione di essere un “io” separato svanisce per lasciare posto alla consapevolezza di essere parte di un’unica realtร  universale.

Per visualizzare meglio questo concetto, si puรฒ immaginare il samadi come il momento in cui una goccia di pioggia cade nel mare: in quell’istante, la goccia non smette di esistere, ma smette di essere solo una goccia per diventare l’intero oceano.

Una pratica comune รจ la ripetizione mentale di “Buddho” (che significa “il Risvegliato”): si dice “Bud-” sull’inspirazione e “-dho” sull’espirazione, sincronizzata con il respiro. Questo aiuta a focalizzare la mente ed รจ insegnata nella tradizione della Foresta Thailandese (es. da maestri come Ajahn Chah o Ajahn Mun)
jahn Mun (1870โ€“1949): Il Pioniere Solitario

Ajahn Mun Bhuridatta รจ considerato il padre della moderna tradizione della foresta. In un’epoca in cui il buddismo tailandese era diventato molto accademico e cerimoniale, lui scelse di tornare alle origini: vivere nella giungla come il Buddha.

L’Ereditร : Non scrisse libri. La sua vita ci รจ nota grazie ai racconti dei suoi discepoli. รˆ visto come un santo (Arhat) con capacitร  intuitive e spirituali quasi leggendarie.

Lo Stile: Estremamente austero e rigoroso. Passรฒ quasi tutta la vita camminando nelle giungle piรน remote di Thailandia e Laos.

L’Insegnamento: Si concentrava sulla lotta diretta contro le impuritร  della mente (kilesas) attraverso una disciplina ferrea e la meditazione profonda.
L’Ereditร : Non scrisse libri. La sua vita ci รจ nota grazie ai racconti dei suoi discepoli. รˆ visto come un santo (Arhat) con capacitร  intuitive e spirituali quasi leggendarie.
Ajahn Chah (1918โ€“1992): Il Grande Comunicatore

Ajahn Chah fu un discepolo della stirpe di Ajahn Mun (lo incontrรฒ brevemente, ricevendo istruzioni che cambiarono la sua vita). รˆ probabilmente il monaco della foresta piรน amato e conosciuto in Occidente.

L’Ereditร : Fondรฒ il monastero Wat Pah Nanachat appositamente per gli stranieri, permettendo alla saggezza della foresta di arrivare in Europa e America.

Lo Stile: Estremamente semplice, diretto e dotato di un grande senso dell’umorismo. Sapeva spiegare concetti metafisici complessi usando metafore quotidiane (come “il bicchiere rotto” o “l’albero che cresce”).

L’Insegnamento: Il suo focus era la consapevolezza nella vita quotidiana e l’arte del lasciar andare. A differenza di Ajahn Mun, che era piรน solitario, Ajahn Chah creรฒ grandi comunitร  monastiche.
L’Ereditร : Fondรฒ il monastero Wat Pah Nanachat appositamente per gli stranieri, permettendo alla saggezza della foresta di arrivare in Europa e America.

Poichรฉ Ajahn Mun non ha mai scritto libri (preferiva insegnare oralmente nella giungla), i “testi” che abbiamo sono trascrizioni dei suoi discorsi raccolte dai suoi discepoli. Il testo piรน famoso che racchiude l’essenza del suo insegnamento รจ intitolato “Muttodaya” (che significa Un Cuore Liberato).

Ecco un estratto significativo che riassume la sua filosofia della pratica:

L’Essenza del Cuore (dal “Muttodaya”)

“Tutti i Dharma (insegnamenti) scaturiscono dal cuore. Il cuore รจ il precursore, il cuore รจ il capo. Se si comprende chiaramente il proprio cuore, si comprende tutto.

Il mondo esterno รจ un riflesso della mente. Non cercate la veritร  lontano da voi stessi. Il corpo รจ come una cittร , i sensi sono le sue porte, e la mente รจ il re che vi risiede. Se il re รจ saggio e vigile, la cittร  รจ sicura. Se il re รจ ottenebrato dal desiderio e dall’illusione, la cittร  cade nel caos.

La pratica non consiste nel leggere molti libri, ma nel guardare direttamente il ‘Sapiente’ (la consapevolezza) dentro di sรฉ. Usate la parola ‘Buddho’ (Sveglio) come un’ancora. Inspirate ‘Bud-‘, espirate ‘dho’. Fatelo finchรฉ la mente non diventa una cosa sola con la consapevolezza, ferma come una roccia e chiara come l’acqua di sorgente.”


Punti chiave di questo testo:

  1. Centralitร  della Mente (Citta): Per Ajahn Mun, la mente non addestrata รจ la fonte di ogni sofferenza, ma la mente illuminata รจ la fonte della liberazione.
  2. Pratica Diretta: Esortava a non perdersi nella teoria accademica, ma a “leggere il proprio cuore” attraverso la meditazione.
  3. Il Mantra “Buddho”: รˆ la tecnica distintiva che ha tramandato: ripetere mentalmente “Buddho” per focalizzare l’attenzione e calmare i pensieri.
  4. L’Austeritร : Il testo sottolinea che la vera saggezza nasce dalla disciplina e dalla rinuncia alle distrazioni mondane.

Marco Maculotti “OLTRE: Ufologia & Esoterismo.” con Societร  dello Zolfo

Quando oggi si usa il termine ยซalienoยป, lo si utilizza sempre nellโ€™accezione di ยซextraterrestreยป. Ma lโ€™ยซalioยป latino, da cui deriva lโ€™ยซalienoยป italiano, indica piรน generalmente una situazione di alteritร  rispetto allโ€™essere umano, o meglio agli esseri umani viventi. ยซAliiยป erano quindi, per gli antichi Romani, gli spiriti dei morti, nonchรฉ tutte quelle entitร  dellโ€™Altro Mondo che esulavano dalla ยซnormaยป umana, e quindi, semplificando, sia gli dรจi che i demoni. In questa sede, partendo dallโ€™ipotesi parafisica di John Keel e Jacques Vallรฉe, vogliamo analizzare i numerosi aspetti del moderno fenomeno UFO (e soprattutto delle ยซabductionยป) che appaiono correlati con le antiche tradizioni e con il folklore riguardante le entitร  fatate e โ€œsottiliโ€ dellโ€™Altro Mondo, dal rapimento di esseri umani da parte di questi ultimi al ยซChangelingยป, dal misterioso fenomeno del ยซMissing Timeยป a quello altrettanto enigmatico dei ยซcerchi nel granoยป.
ARTICOLI RILEVANTI DELL’AUTORE: – Il culto dei Fairies nei paesi celtici: una escatologia di morte e rinascita, su Arthos n.29 – Chi si nasconde dietro la maschera? Le visite dall’Altrove e l’ipotesi parafisica https://axismundi.blog/2018/06/06/chi… – I rapimenti dei fairies: il “changeling” e il “rinnovamento della stirpe” https://axismundi.blog/2017/10/31/i-r… – I rapimenti dei Fairies e il mistero dei “Missing 411” https://axismundi.blog/2020/01/14/i-r… – Fairies, streghe e dee: il “nutrimento sottile” e il “rinnovamento delle ossa” https://axismundi.blog/2019/03/20/fai… – “Il ritorno dei Popoli delle Stelle”: gli X-Files delle Riserve Indiane https://axismundi.blog/2021/03/07/il-… – L’accesso all’Altro Mondo nella tradizione sciamanica, nel folklore e nelle “abduction” https://axismundi.blog/2018/01/05/lac… – Il fenomeno della paralisi nel sonno: interpretazioni folkloriche e ipotesi recenti https://axismundi.blog/2016/04/07/il-… LIBRI RILEVANTI E/O CITATI NELLA PRESENTAZIONE: – W.Y Evans-Wentz, The Fairy Faith in Celtic Countries, 1911 (it. Fate: una fede celtica) – L. Spence, British Fairy Origins, 1946 – R. Kirk, The Secret Commonwealth… (it. Il Regno Segreto) – W. Sikes, British Goblins, 1880 (it. Elfi, Fate e Pooka) – G. Hancock, Supernatural. Meetings with the Ancient Teachers of Mankind (it. Sciamani) – J. Bord, Fairies. Real Encounters with Little People (it. Fate) – J. Vallรฉe, Passport to Magonia. From Folklore to Flying Saucers (it. Passaporto per Magonia) – J. Keel, U.F.O.s Operation Trojan Horse (it. UFO: Operazione Cavallo di Troia) – J. Mack, Passport to the Cosmos (it. Passaporto per il cosmo) – W. Strieber, Communion – B. Hopkins, Intruders – B. Hopkins, Missing Time – M. Conese, La malattia delle fate – W.B. Yeats, The Celtic Twilight (it. Il crepuscolo celtico) – M. Eliade, Le chamanisme et les techniques archaรฏques de l’extase (it. Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi) – W. Deonna, Tรฉlesphore et le “genius cucullatusโ€ celtique (it. Dรจi, geni e demoni incappucciati) – A. Machen, The Novel of the Black Seal (it. La storia del sigillo nero) – A. Machen, The White People/A Fragment of Life (it. Un frammento di vita/Il popolo bianco) – W. Irving, Rip van Winkle – A. Blackwood, May Day Eve (it. La Vigilia del Primo Maggio) VISIONI: – Communion (1989) – Intruders (1992) – Nightmare (2015) – Enquete sur le Monde Invisible (2002) – Fire in the Sky (it. Bagliori nel buio, 1993)

Si ringrazia Marco Maculotti e Societร  dello Zolfo

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SCIAMANI comunicare con l’invisibile

Sciamani e sciamanismo: termini che evocano un immaginario fatto di riti atavici, maschere inquietanti, allucinazioni e luoghi esotici. Ma cosโ€™รจ davvero lo sciamanismo? Chi sono le/gli sciamane/i e cosa fanno? Esistono ancora?

Un viaggio immersivo tra antropologia, etnografia, psicologia, archeologia e arte alla scoperta di luoghi, riti, linguaggi e oggetti delle culture mongole e siberiane che ancora oggi praticano lo sciamanismo.

dal 17 dicembre 2023 fino al 30 giugno 2024 Plazzo delle Albere di Trento

La mostra unisce per la prima volta tre importanti musei della Provincia autonoma di Trento: MUSE โ€“ Museo delle Scienze di TrentoMART โ€“ Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e METS โ€“ Museo etnografico trentino di San Michele allโ€™Adige.

Maggiori informazioni

ย skjaldmรฆr,skรถldmรถย ,skjoldmรธย  shieldmaiden ragazze dell’scudo แ› แ› แ›

Dedicato alle mie figlie, alle mie allieve, a tutte le donne guerriere

Archetipo pagano ed ancestrale, non conciliabile con le credenze cristiane ,necessitanti ”dello scudo della verginitร ” per mantenere il carisma che le consente, temporaneamente, di comandare gli uomini in battaglia, lontane dalle attuali tendenze misandriche , assai diffuse nelle attuali terre del nord e non solo, dall’imperante ”pensiero unico”.

Leย Skjaldmรฆrย erano ragazze che come i giovani uomini godevano di una relativa libertร  sessuale e praticavano le arti del combattimento e quelleย intellettualiย dellaย conoscenza.
Si ispiravano aย Freyja, la dea che ama i canti dโ€™amore e incita gli innamorati ad invocarla, ma che nel contempo solca furente i campi di batraglia e alleย Valkyrieย  entitร  semidivine dedite alla raccolta di vite vissute con onore ,coraggio, sprezzo del pericolo.

Runar RUNE แš  แšข แšฆ แšฑ แ›‹ แ›˜ แ›ฆ

FREJA

ยซ… loro ti chiamano Ecate,
dea dai molti nomi, Mene,
Artemide lanciatrice di dardi, Persefone,
Signora dei cervi, luce nel buio, dea dai tre suoni,
dea dalle tre teste, Selene dalle tre voci,
dea dal triplo volto, dea dal triplo collo,
dea delle tre vie, che tiene,
la fiamma perpetua in tre contenitori,
tu che offri la tripla via,
e che regni sulla tripla decade.
ยป

La mitologia รจ l’archetipo della donna guerriera trova il suo riferimento nella triplice dea che รจ la manifestazione di funzioni differenziate nell’alveo della cultura indoeuropea.

Seducente, seduttiva,prospera di feconditร , vendicativa…

La Dea triplice nello  Shaktismo, una forma di Induismo, in cui le tre entitร  di Sarasvati, Lakshmi e Kฤlฤซ e le loro sotto-manifestazioni sono tre aspetti di Maha Devi 
(La Grande Deanelle antiche mitologie indo-europee, varie dee o semidee costituivano triadi le greche Moire, Grazie, Parche e le nordiche Norne o erano singole divinitร  ma raffigurate in tre aspetti la greca Ecate.

 La Dea triplice fu anche studiata da psicologi studiosi degli archetipi come Kerenyi e Jung, piรน di recente รจ l’archeologa Marija Gimbutas i cui studi sull’Europa antica hanno aperto nuove strade di ricerca.

Georges Dumรฉzil’ ipotizzรฒ che l’antica societร   Indoeuropea  fosse strutturata attorno a tre attivitร : adorazione, guerra e fatica. In tempi successivi, quando il lavoro schiavo divenne comune, le tre funzioni vennero viste come “classi” separate, furono rappresentate ciascuna dal proprio divinitร .
 Dumรฉzil ha inteso questa mitologia come il riflesso e la convalida delle strutture sociali nel suo contenuto: un tale sistema di classi tripartito si trova negli antichi testi indiani, iraniani, greci e celtici.
A suo parere alcune dee rappresentavano queste tre qualitร  come diversi aspetti tra cui quelle iraniana Anฤhitฤ, il vedico Sarasvatฤซ e il romano Juno.

La donna guerriera emerge dall’archetipo indoeuropeo della tiplice dea, seducente, tenera madre, inquietante strega guerriera, nella veste di Magna Mater, che puรฒ manifestarsi come dispensatrice di prosperitร , di feconditร  e di armonia, ma anche come portatrice di morte  (confer AXIS MUNDI MARCO MACULOTTI ) : in cambio della sua benevolenza verso gli uomini ella pretenderebbe un sacrificio umano.
Questo duplice โ€“ e apparentemente opposto โ€“ valore di vita e morte รจ insito non solo nella natura delle Grandi Madri, ma anche nellโ€™elemento dellโ€™acqua che Tacito associa a Nerthus: lโ€™acqua richiama tanto la rigenerazione e la vita quanto lโ€™incombere della morte.


confer AXIS MUNDI

In generale Nerthus/Herthum รจ collegata a figure femminili di prosperitร , ma anche di morte: Frigg, sposa di Odhinn, la Dama Holla, โ€นโ€นservita da un sacerdote cui spettava approntare il suo carro a vela, affinchรฉ potesse riapparire tra gli uomini per diffondere i suoi beneficiโ€บโ€บ, la dea Holda โ€นโ€นche si aggira per i paesi [โ€ฆ] per distribuire benedizioni e maledizioni. รˆ una divinitร  agraria, dea della terra, responsabile della fertilitร  del suolo. La processione che le rende omaggio รจ sempre seguita da un buon raccolto. Come Nerthus [โ€ฆ] si bagna nei laghi. La dea benigna si sdoppia in una dea temibile. รˆ una divinitร  della morte che rapisce le anime dei bambiniโ€บโ€บ, cfr. Bulteau, Le figlie delle acque, pp. 106-107.

Questa piccola statuetta di guerriera vichinga scoperta ad Harby, in Danimarca, รจ stata interpretata come una valchiria mitologica. 

Confer Valchiria: La vita segreta di una donna guerriera vichinga

CONFER La tridevi (in devanagari: เคคเฅเคฐเคฟเคฆเฅ‡เคตเฅ€, sanscrito: tridevฤซ, con il significato di “tre dee”) รจ un concetto dell’induismo, che rappresenta la versione femminile della trimurti. Consiste nella triade di dee Sarasvati, Lakshmi, e Parvati. Nello shaktismo, queste divinitร  trine sono le manifestazioni della dea suprema Mahadevi

Sarasvati รจ la dea dell’apprendimento, delle arti e della realizzazione culturale, nonchรฉ la consorte di Brahma, il creatore. รˆ intelligenza cosmica, coscienza cosmica e conoscenza cosmica.

Lakshmi รจ la dea della ricchezza, della fertilitร , del buon auspicio, della luce e della realizzazione materiale e spirituale, nonchรฉ la consorte di Visnรน, il mantenitore o preservatore. Tuttavia, Lakshmi non significa mera ricchezza materiale, ma anche prosperitร  astratta, come gloria, magnificenza, gioia, esaltazione e grandezza, e realizzazione spirituale che si traduce in moksha.

Parvati รจ la dea del potere, della guerra, della bellezza, dell’amore, nonchรฉ la consorte di Siva, il distruttore del male o trasformatore. A volte รจ identificata con Durgฤ o Kฤlฤซ.

confer

Tractatus de mulieribus claris in bello  รจ una breve opera greca antica di un autore anonimo,che discute quattordici donne antiche famose, non tutte le donne discusse sono guerriere e solo alcune sono ritratte come abili strateghe militari.  Fu scritto verso la fine del II o l’inizio del I secolo ac.

Nella storia antica , un numero significativo di donne nelle societร  scite e sarmate ha partecipato al combattimento, fungendo potenzialmente da fonte di ispirazione per i miti dell’antica Grecia delle Amazzoni , secondo recenti interpretazioni il termine linguistico indopersiano ”coloro che combattono. ” altre tradizioni donne senza un seno.

Mosaico raffigurante Amazzoni a caccia โ€“ Museo di Antiochia

 Nell’antica Grecia , si dice che diverse donne abbiano partecipato alla guerra di Troia , tra cui Epipole di Caristo e Pentesilea

Erodoto narra che le Amazzoni, della Scizia, dove sarebbero emigrate dopo essere state sconfitte dai guerrieri greci, le amazzoni si uniscono, anche carnalmente, ai guerrieri sciti, dando origine al popolo dei Sarmati. Le donne combattono a cavallo insieme agli uomini, indossano gli stessi abiti e rimandano il matrimonio fino a che non hanno ucciso, pare almeno un nemico in battaglia.

Alcune teorie sostengono che le guerriere germaniche (marcomanni, goti ed altri ) fossero in realtร  scizie o sarmati o iagizi

“La guerra non รจ faccenda da donne, eppure nel sanguinoso scacchiere dellโ€™Italia del Quattrocento puรฒ accadere di tutto, anche che una fanciulla venga addestrata a combattere come un uomo. Il suo nome รจ Bona Lombardi. Cuore puro e occhi verdi come pietre di fiume, nel suo sangue scorre la ribellione: contro il destino che spetta alle donne, contro i soprusi degli uomini, contro chi ti attende nellโ€™ombra per strapparti la vita o la dignitร ”.

Luigi Barnaba Frigoli, “Guerriera”, Rizzoli.

“L’iconografia dei tamburi รจ dominata dal simbolismo del viaggio estatico, cioรจ di esperienze che implicano una rottura di livello e che per punto di partenza hanno un “centro del Mondo. “Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi Mircea Eliade

Il tamburo ha una parte di primo piano nelle cerimonie sciamaniche.

Il suo simbolismo รจ complesso e le sue virtรน magiche sono multiple.
Esso รจ indispensabile per lo svolgimento della seduta, sia che conduca lo sciamano al ยซCentro del Mondoยป, sia che gli permetta di volare, sia che chiami e ยซimprigioniยป gli spiriti, sia, infine, che il suono da esso prodotto aiuti lo sciamano a concentrarsi e a riprender contatto col mondo spirituale che egli si prepara ad attraversare.

Ci si ricorderร  che in molti sogni iniziatici dei futuri sciamani figura un viaggio mistico al ยซCentro del Mondoยป, alla sede dellโ€™Albero Cosmico e del Signore Universale.
รˆ da uno dei rami di questโ€™albero, lasciato cadere dal Signore a tal fine, che lo sciamano, come giร  detto, forma la cassa del suo tamburo.
Ci sembra che il significato di un tale simbolismo risulti abbastanza chiaramente dal complesso di cui fa parte: quello di un comunicare di Cielo e Terra grazie allโ€™Albero del Mondo, cioรจ allโ€™Asse che sta al ยซCentro del Mondoยป.
Per essere, la cassa del suo tamburo, fatta del legno stesso dellโ€™Albero Cosmico, lo sciamano, battendo il tamburo, vien proiettato magicamente presso tale Albero: vien proiettato nel ยซCentro del Mondoยป e per ciรฒ stesso puรฒ anche ascendere nei Cieli.

Da tale punto di vista il tamburo puรฒ essere assimilato allโ€™albero sciamanico a pioli multipli, lโ€™arrampicarsi sul quale รจ per lo sciamano simbolo del salire in Cielo.
Scalando la betulla o suonando il tamburo lo sciamano si avvicina allโ€™ Albero del Mondo e poi sale effettivamente su di esso.
Gli sciamani siberiani posseggono anche loro alberi personali che non hanno altra funzione se non di rappresentare lโ€™Albero Cosmico: alcuni utilizzano altresรฌ degli ยซalberi rovesciatiยป, cioรจ attaccati con le radici in aria, alberi che, come รจ noto, sono fra i simboli primordiali dellโ€™Albero del Mondo.
Tutto ciรฒ, insieme ai rapporti giร  rilevati fra lo sciamano e gli alberi di betulla cerimoniali, mostra la solidarietร  esistente fra lโ€™Albero Cosmico, il tamburo sciamanico e lโ€™ascensione celeste.

La stessa scelta del legno di cui sarร  fatta la cassa del tamburo dipende unicamente dagli ยซspiritiยป o da una volontร  transumana.
Lo sciamano ostiaco-samoiedo prende lโ€™ascia e, ad occhi chiusi, va in una foresta e tocca a caso un albero; รจ da tale albero che, lโ€™indomani, i suoi compagni prenderanno il legno per la cassa.
Allโ€™altra estremitร  della Siberia, presso gli Altaici, lo sciamano ha direttamente dagli spiriti la precisa indicazione del bosco e del posto ove cresce lโ€™albero, e manda i suoi coadiutori a individuarlo e a procurarsi il legno con cui sarร  fatta la cassa del tamburo.
In altre regioni, lo sciamano stesso raccoglie nel bosco tutte le scaglie di legno.
Altrove si offrono sacrifici allโ€™albero, che si bagna di sangue e di vodka.
Si procede anche allโ€™ยซanimazione del tamburoยป, ottenuta versando dellโ€™alcool sulla cassa.
Presso gli Yakuti si raccomanda di scegliere un albero che sia stato colpito dalla folgore (Sieroszewski).
Tutte queste usanze e queste precauzioni rituali mostrano chiaramente che lโ€™albero concreto รจ stato trasfigurato dalla rivelazione superumana, che in realtร  esso ha cessato di essere un albero profano e va a rappresentare lo stesso Albero del Mondo.

La cerimonia dellโ€™ยซanimazione del tamburoยป รจ estremamente interessante.
Quando lo sciamano altaico lโ€™irrora di birra, il cerchio si ยซanimaยป e, per il tramite dello sciamano, racconta come lโ€™albero di cui faceva parte sia cresciuto nella foresta, come sia stato tagliato, portato nel villaggio, ecc.
Lo sciamano irrora poi la pelle del tamburo che, animandosi, racconta anchโ€™essa il suo passato. Attraverso la voce dello sciamano, lโ€™animale parla della sua nascita, dei suoi genitori, della sua infanzia e di tutta la sua vita fino al momento in cui รจ stato abbattuto dal cacciatore.
Finisce assicurando allo sciamano che gli renderร  numerosi servigi. In unโ€™altra tribรน altaica, i Tubalari, lo sciamano imita la voce e lโ€™andatura dellโ€™animale cosi rianimato.

Come hanno dimostrato L.P. Potapov e G. Buddruss, lโ€™animale che lo sciamano rianima รจ il suo alter ego, il suo piรน potente spirito coadiutore; quando penetra nello sciamano, costui si trasforma nellโ€™antenato mitico teriomorfo. Si comprende dunque perchรฉ, durante il rito del- l’ยซanimazioneยป, lo sciamano deve raccontare la vita dellโ€™animale-tamburo: egli canta il suo modello esemplare, lโ€™animale primordiale che รจ allโ€™origine della sua tribรน.
Nei tempi mitici, ciascun membro della tribรน poteva trasformarsi in animale, e cioรจ ciascuno era capace di partecipare della condizione dellโ€™antenato.
Ai nostri giorni, cosรฌ intimi rapporti con gli antenati mitici son riservati esclusivamente agli sciamani.

Sottolineiamo questo fatto: durante la seduta, lo sciamano ristabilisce, per sรฉ solo, una situazione che allโ€™origine era quella di tutti.
Il significato profondo dโ€™un tal ritrovare la condizione umana originaria ci apparirร  piรน chiaro quando avremo esaminato altri esempi simili.
Per ora ci basta aver evidenziato che tanto la cassa quanto la pelle del tamburo rappresentano strumenti magico-religiosi grazie ai quali lo sciamano รจ capace dโ€™intraprendere il viaggio estatico al ยซCentro del Mondoยป. In parecchie tradizioni, lโ€™antenato mitico teriomorfo vive nel mondo sotterraneo, vicino alla radice dellโ€™Albero Cosmico la cui cima tocca il cielo (Friedrich).
Siamo qui di fronte ad idee distinte, ma solidali.
Da un lato, lo sciamano, suonando il tamburo, vola verso lโ€™Albero Cosmico; vedremo tra poco che il tamburo comporta un gran numero di simboli ascensionali.
Dallโ€™altro, grazie ai suoi rapporti mistici con la pelle ยซrianimataยป del tamburo, lo sciamano giunge a partecipare della natura dellโ€™antenato teriomorfo; in altri termini, egli puรฒ abolire il tempo e recuperare la condizione originaria di cui parlano i miti. In un caso come nellโ€™altro, siamo di fronte ad unโ€™esperienza mistica che permette allo sciamano di trascendere il tempo e lo spazio. La metamorfosi nellโ€™animale-antenato, cosi come lโ€™estasi ascensionale, sono espressioni differenti, ma omologabili, dโ€™una stessa esperienza: il trascendimento della condizione profana, il recupero dโ€™una esistenza ยซparadisiacaยป perduta alla fine del tempo mitico.

In genere, il tamburo รจ ovale; รจ fatto di pelle di renna, di pescecane o di cavallo.
Presso gli Ostiachi e i Samoiedi della Siberia occidentale la superficie esterna non ha disegni. Secondo Georgi, sulla pelle dei tamburi tungusi sono invece raffigurati uccelli, serpi ed altri animali. Shirokogorov descrive come segue i disegni da lui visti sui tamburi dei Tungusi della Transbaikalia: il simbolo della Terra ferma (perchรฉ lo sciamano utilizza il tamburo come imbarcazione per attraversare il mare โ€“ per tale ragione indica le parti continentali); vari gruppi di figure antropomorfe, a destra e a sinistra, e numerosi animali. In mezzo al tamburo non รจ dipinta nessuna imagine; le otto linee doppie che vi sono segnate simboleggiano gli otto piedi che sostengono la Terra al disopra del Mare. Presso gli Yakuti si possono osservare, sempre sulla pelle del tamburo, dei segni misteriosi in rosso e nero, che raffigurano uomini e animali (Sieroszewski). Imagini varie sono state accertate sui tamburi degli Ostiachi dello Ienissei (Kai Donner).

ยซSul dietro del tamburo vi รจ un manico verticale di legno e di ferro che lo sciamano impugna con la sinistra. A dei fili di metallo o a delle stecche orizzontali di legno sono assicurati, in quantitร , dei pezzetti di ferro tintinnanti, dei sonagli e insieme ad essi delle imagini di ferro rappresentanti spiriti, animali vari, ecc., spesso anche armi, come una freccia, un arco o un coltelloยป.
Ognuno di questi oggetti magici ha un suo particolare valore simbolico ed una sua parte nella preparazione o nellโ€™attuazione del viaggio estatico, come pure in altre esperienze mistiche dello sciamano.

I disegni che adornano la pelle del tamburo sono una caratteristica di tutte le tribรน tartare e dei Lapponi. Presso i Tartari le due faccie della pelle sono ricoperte di imagini, che presentano una grande varietร  malgrado il ricorrere di certi simboli predominanti, come per es. lโ€™Albero del Mondo, il Sole e la Luna, lโ€™Arcobaleno, ecc. In effetti, i tamburi costituiscono un microcosmo: in essi una linea di demarcazione separa il Cielo dalla Terra e, in alcuni casi, la Terra dallโ€™Inferno.
Lโ€™Albero del Mondo, cioรจ la betulla sacrificale scalata dallo sciamano, il cavallo, lโ€™animale sacrificato, gli spiriti ausiliari dello sciamano, il Sole e la Luna che egli raggiunge nel corso del suo viaggio celeste, lโ€™Inferno di Erlik Khan (coi Sette Figli e le Sette Figlie del Signore dei Morti, ecc.) nel quale egli penetra quando discende nel regno dei morti โ€“ tutti questi elementi che riassumono in un certo modo lโ€™itinerario e le avventure dello sciamano, si ritrovano raffigurati sul suo tamburo.
Ci manca lo spazio per elencare tutti i โ€˜legni e le imagini e spiegarne il simbolismo.
Rileveremo soltanto che il tamburo raffigura un microcosmo nelle sue tre zone โ€“ Cielo, Terra, Inferno โ€“ e in pari tempo indica i mezzi coi quali lo sciamano attua le varie rotture di livello e stabilisce la comunicazione del mondo dโ€™in alto con quello dโ€™in basso. Infatti, come si รจ visto, non รจ che sโ€™incontri la sola imagine della betulla sacrificale (lโ€™Albero del Mondo); noi troviamo anche lโ€™Arcobaleno: lo sciamano sโ€™innalza nelle sfere superiori montando sullโ€™Arcobaleno.
Abbiamo inoltre lโ€™imagine del Ponte, che serve allo scia mano per passare da una regione cosmica allโ€™altra.

Lโ€™iconografia dei tamburi รจ dominata dal simbolismo del viaggio estatico, cioรจ di esperienze che implicano una rottura di livello e che per punto di partenza hanno un ยซCentro del Mondoยป.
Lโ€™operazione di suonare il tamburo allโ€™inizio della seduta, per evocare gli spiriti e ยซchiuderliยป in esso, costituisce i preliminari del viaggio estatico.
Per tale ragione il tamburo vien chiamato il ยซcavallo dello sciamanoยป (Yakuti, Buriati). Lโ€™imagine di un cavallo รจ disegnata sul tamburo altaico; quando lo sciamano suona il tamburo, si pensa che vada in cielo sul suo cavallo (Radlov). Del pari, presso i Buriati, il tamburo fatto con una pelle di cavallo rappresenta il medesimo animale (Mikhailowski). Secondo O. Manchen-Helfen, il tamburo dello sciamano soiote รจ ritenuto essere un cavallo ed รจ chiamato khamu-at, cioรจ, letteralmente, ยซsciamano-cavalloยป, e ยซil capriolo dello sciamanoยป quando la sua pelle รจ appunto di capriolo (Karagassi, Soioti). Nelle leggende yakute si trovano lunghi racconti circa sciamani che volano col loro tamburo attraverso i sette cieli. ยซlo viaggio con un capriolo selvaggio!ยป โ€“ cantano gli sciamani Karagassi e Soioti, In certe tribรน mongole, il tamburo sciamanico รจ chiamato ยซcervo neroยป (Heissig). La bacchetta con cui si batte il tamburo ha il nome di ยซfrustaยป presso gli Altaici (Harva).

La velocitร  miracolosa รจ una delle caratteristiche del tร ltos, lo scรฌamano ungherese (Rรฒheim).
Un giorno, un tร ltos ยซinforcรฒ una canna e parti al galoppo ed arrivรฒ alla meta prima del cavaliereยป.
Tutte queste credenze, queste imagini e questi simboli aventi relazione col ยซvoloยป, la ยซcavalcataยป o la ยซvelocitร ยป degli sciamani sono espressioni figurate dellโ€™estasi, vale a dire di viaggi mistici intrapresi con mezzi sovrumani ed in regioni inaccessibili agli uomini.

Lโ€™idea del viaggio estatico la si ritrova anche nel nome che fra gli Yurak della tundra gli sciamani danno al loro tamburo: arco o arco che canta. Secondo Lehtisalo e Harva il tamburo sciamanico serviva originariamente a scacciare gli spiriti malvagi, effetto che si poteva egualmente conseguire servendosi di un arco. รˆ senzโ€™altro esatto che il tamburo vien talvolta usato per scacciare gli spiriti malvagi, effetto che si poteva egualmente conseguire servendosi di un arco. รˆ senzโ€™altro esatto che il tamburo vien talvolta usato per scacciare gli spiriti cattivi (Harva), ma in tali casi il suo uso specifico appare dimenticato e si ha a che fare con la ยซmagia del rumoreยป, con la quale si esorcizzano i demoni.
Esempi consimili di modificazioni di funzione sono assai frequenti nella storia delle religioni. Pertanto, non crediamo che la funzione originaria del tamburo sia stata quella di scacciare gli spiriti.
Il tamburo sciamanico si distingue da tutti gli altri strumenti usati per la ยซmagia del rumoreยป proprio perchรฉ rende possibile una esperienza estatica.
Che questa in origine sia stata propiziata dallโ€™incantesimo del suono del tamburo, incantesimo valorizzato in termini di ยซvoce degli spiritiยป, oppure che si giunga ad una esperienza estatica in seguito allโ€™estrema concentrazione provocata da un prolungato tambureggiamento โ€“ questo รจ un problema che per ora non abbiamo da considerare. Un fatto รจ perรฒ certo: รจ la magia musicale a definire la funzione sciamanica del tamburo โ€“ e non la magia antidemoniaca del rumore.
Le freccie hanno pure la loro parte in certe sedute sciamaniche. La freccia possiede un duplice prestigio magico-religioso: da un lato, รจ unโ€™imagine esemplare della velocitร , del ยซvoloยป, e, dโ€™altro canto, รจ lโ€™arma magica per eccellenza (la freccia uccide da lontano). Impiegata nelle cerimonie di purificazione o dโ€™espulsione dei demoni, la freccia ยซuccideยป cosi come ยซallontanaยป e ยซespelleยป gli spiriti maligni.
Per la freccia come simbolo sia del ยซvoloยป sia della ยซpurificazioneยป

Prova di ciรฒ ne รจ che quando il tamburo รจ sostituito da un arco โ€“ come presso i Tartari Lebed e certi Altaici โ€“ noi ci troviamo sempre a che fare con un istrumento di musica magica e non con unโ€™arma antidemoniaca: non ci sono freccie e lโ€™arco viene utilizzato come un istrumento musicale monocorde.
Neanche i baqรงa kirghisi usano il tamburo per preparare la trance, ma usano il kobuz, che รจ uno strumento a corda.
E qui la trance, come negli sciamani siberiani, interviene mentre si danza sulla melodia magica del kobuz.
Come vedremo meglio in seguito, la danza riproduce il viaggio estatico dello sciamano in cielo.
Ciรฒ vuoi dire che la musica magica, come il simbolismo del tamburo e del costume sciamanico, come la stessa danza dello sciamano, sono altrettanti mezzi per intraprendere il viaggio estatico o per assicurarsi della buona riuscita di esso. I bastoni a testa equina che, del resto, i Buriati chiamano ยซcavalliยป, riconducono allo stesso simbolismo.

Confer “Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi”.
Mircea Eliade capitolo Il Tamburo Sciamanico pag. 192

Lo sciamanismo e le tecniche dellโ€™estasi Mircea Eliade

Discipline olotropiche Reiki ้ˆๆฐฃ evocazioni sonore,Core Shamanism ,tremore neurogeno

Eโ€™ impossibile in modo univoco ed inequivocabile definire esattamente quando, come e soprattutto dove sorsero le prime manifestazioni di queste discipline, atte sostanzialmente ad un processo di recupero dellโ€™equilibrio psicofisico e alla ricerca della sensazione di integritร , discipline e pratiche dai mille volti e rivoli definibili con il termine โ€œolotropicheโ€ แฝ…ฮปฮฟฯ‚ intero e ฯ„ฯฮตฯ€แฝฒฮนฮฝ โ€muoversi verso lโ€™interezzaโ€, o bioenergetiche comunque riguardanti la soggettiva energia vitale, che nelle disparate culture assume termini diversi, prana เคชเฅเคฐเคพเคฃ, Pneuma ฯ€ฮฝฮตแฟฆฮผฮฑ, mana, qi,ki ๆฐฃ

Il termine fu utilizzato da Stanislav Grof , psichiatra e ricercatore nel campo degli stati di coscienza non ordinari, in riferimento alla tecnica della  respirazione olotropica, che sarebbe  in grado di provocare stati non ordinari di coscienza attraverso mezzi naturali quali la respirazione, la musica evocativa e il lavoro sul corpo. 

La Respirazione Olotropica utilizza gli strumenti tradizionali dello sciamanesimo, e li offre in un contesto psicologico contemporaneo che integra scoperte provenienti dalla moderna ricerca sulla coscienza, dallโ€™antropologia, da diverse psicologie del profondo, dalla Psicologia Transpersonale e da pratiche spirituali.
Nel nostro modo di intendere il termine Olotropico ci riferiamo ad una serie di discipline che vengono praticate congiuntamente per facilitare i processi di equilibrio psicofisico e rigenerazione.

Folli, sciamani, folletti: la liminalitร , lโ€™alteritร  e lโ€™inversione rituale di Marco Maculotti

Un accattivanteย  excursus in cui Marco Maculotti , con grande abilitร  e acutezza, indaga campi inaspettati ed epoche lontane ,passando dallโ€™ambito iconografico del Folle/Giullare di epoca medievale a quello mitico-folklorico afferente a entitร ย altre quali lโ€™Uomo Selvatico, il Genio Cucullato e tutte le varie categorie di entitร  feriche delle varie tradizioni, ha cercato di inquadrare la figura profanizzata del Buffone/Giullare in un ordine di idee piรน tradizionale, che ha a che fare ritualmente con lโ€™ยซinversione ritualeยป tipica di alcune feste sacre quali i Saturnali romani….

folle giullare

Non si sa con esattezza quando sia nata la figura delย Folleย o delย Giullare: probabilmente anticamente era considerato una sorta di โ€œsfaccettaturaโ€ dello Sciamano, presentandosi questo come un individuo liminale, che viveva ai confini del consorzio sociale e spesso anche al limite della โ€œsanitร  psichicaโ€. Con tutta probabilitร  il suo personaggio e la sua iconografia si cristallizzarono a partire del Medioevo, con la nascita delle prime corti in cui cominciarono ad apparire queste ambigue figure.

La nostra ipotesi di lavoro, che in questa sede cercheremo di sviscerare al meglio delle nostre possibilitร , รจ che la figura medievale del Folle/Giullare sia โ€” come detto โ€” da una parteย una โ€œdegenerazioneโ€ di quella dellโ€™operatore sciamanicoย delle tradizioni piรน antiche, e dallโ€™altraย una antropomorfizzazione e profanizzazione di entitร  mitiche delle tradizioni antiche, vale a dire quelle entitร  a metร  strada tra lโ€™umano e il non-umano, quali Folletti, Uomini Selvatici e Demoni dellโ€™Altro Mondo, che non a caso venivano rappresentati fisicamente da danzatori mascherati durante le processioni deambulatorie del tipo deiย Charivari, da cui nacque il moderno Carnevale.

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Folli, sciamani, folletti: la liminalitร , lโ€™alteritร  e lโ€™inversione rituale

Archetipo dell’Eroe

“Il piรน bel simbolo della libido รจ la figura dell’eroe..una figura che passa dalla gioia al dolore e dal dolore alla gioia e come il sole, ora si leva allo Zenith, ora si immerge nella notte piรน scura solo per risollevarsi a nuovo splendore”

C.G Jung
CW5 par.251

Joseph Campbell, influenzato da Jung sostenne che l’eroe attraversa tre fasi del processo di trasformazione rituale.

1 Separazione

2 Iniziazione

3 Ritorno (con il dono)

Separazione dalla normale coscienza egoica,ย dal collettivo (la societร  con le sue norme,convenzioni,prospettive quotidiane) l’eroe o lo sciamano si recano nei boschi o in regioni selvagge per entrare in un altra dimensione.

Lรฌ accade al secondo stadio, che prevede:ย Lo smembramento

”Il motivo dello smembramento appartiene al piรน ampio contesto simbolico della rinascita. Di conseguenza gioca una parte importante nell’esperienza degli sciamani e degli uomini e donne che devono essere smembrato e ricomposti”
CG Jung CW 11par 411

La contemplazione del proprio scheletro e la ricostruzione del corpo mistico, รจ un periodo di apprendimento e di scoperta di misteri, del potere del sacro o di realizzazioni interiori.

Il terzo stadio il ritorno con il dono, la visione, una maggiore consapevolezza o potere magico,รจ la fase dell’ eroe o lo sciamano reca beneficio alla propria tribรน o al proprio gruppo sociale grazie a ciรฒ che ha realizzato durante il viaggio.

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Christopher Voglerย  The Writer’s Journey: Mythic Structure For Writers, pubblicato in italiano comeย Il viaggio dell’eroe.ย 

Conferย 

Jung e lo sciamanesimo Lโ€™anima fra psicanalisi eย sciamanesimo

Joseph John Campbell La sua riflessione รจ stata indirizzata alla ricerca di connessioni tra lo studio dellaย mitologiaย comparata e laย psicologia analitica. Si รจ ispirato aย Jung, che aveva riscontrato la presenza di figure archetipiche nell’inconscio collettivo. Questiย archetipiย condividono la struttura della maggior parte dei miti di tutte le culture del mondo.La sua opera principale, in quattro volumi,ย Le maschere di Dioย (The Masks of God, 1959-68) rappresenta una sintesi critica della mitologia mondiale, tramite un approfondimento dei “temi comuni” che attraversano le piรน diverse produzioni mitologiche

ฮฝฮญฮบฯ…ฮนฮฑ la Nekyia viaggio nelย Profondo

ย ฮตฯ€ฮฟฯ€ฯ„ฮตฮฏฮฑ epopteia ฮ”ฮนฯŒฮฝฯ…ฯƒฮฟฯ‚ย Dioniso

Centauro mente e corpo integrate Lโ€™archetipo del guaritoreย ferito

Movimenti di rigenerazione psicofisica e Discipline del Sentire ้‹ๅ‹• UNDO

E’ impossibile in modo univoco ed inequivocabile definire esattamente quando,come e sopratutto dove sorsero le prime manifestazioni di queste discipline atte sostanzialmente ad un processo di recupero dell’equilibrio psicofisico e alla ricerca della sensazione di integritร , discipline e pratiche dai mille volti e rivoli definibili con il termine โ€œolotropicheโ€ แฝ…ฮปฮฟฯ‚ intero e ฯ„ฯฮตฯ€แฝฒฮนฮฝ ”muoversi verso lโ€™interezzaโ€, o bioenergetiche comunque riguardanti la soggettiva energia vitale, che nelle disparate culture assume termini diversi, prana เคชเฅเคฐเคพเคฃ, Pneuma ฯ€ฮฝฮตแฟฆฮผฮฑ, mana, qi,ki ๆฐฃ

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Nell’antica Cina,per quel che si sa’, si รฉ conservata traccia, come citato, da molti autori tra cui,ย  Wang Xuanjie e J.MFFET Nell’arte di nutrire (SoWEN Jaca Book)
Si narra che la Medicina Tradizionale cineseย  designasse una varietร  di denominazioni per definire individui che praticano movimenti rigenerativi nell’alveo della coltivazione del QIๆฐฃ.
โ€Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso โ€esorcismoโ€ tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..โ€
(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)

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51bayvk98al._sx352_bo1,204,203,200_Numerosissime sono i diversi approcci, riferimenti e discipline, scuole, ed implicazioni originarie dell’oriente, dove meglio conservate, grazie ad un diverso svolgersi di fattori storici e filosofici, poichรจ le concezioni tecnologiche e positiviste nonchรจ le credenze ”monoteiste” e le loro conseguenze sono giunte piรน tardi . In occidente, piรน in era moderna, sono state divulgate discipline in tale direzione, poichรจ non รจ dato sapere, in modo certo, di conservazione di antiche tradizioni e pratiche, come quelle che si svolgevanoย  durante i culti riservati agli iniziati si ha memoria di Abariย  แผŒฮฒแพฑฯฮนฯ‚ แฝ™ฯ€ฮตฯฮฒฯŒฯฮตฮนฮฟฯ‚,ย รbaris Hyperbรณreios e Aristea di Proconneso,ย แผˆฯฮนฯƒฯ„ฮญฮฑฯ‚ ฯ„ฮฟแฟฆ ฮ ฯฮฟฮบฮฟฮฝฮทฯƒฮฏฮฟฯ…,ย leggendari แผฑฮตฯฯŒฮผฮฑฮฝฯ„ฮญฯ‚ ieromanti , ฯ‘ฮฑฯ…ฮผฮฑฯ„ฮฟฯ…ฯฮณฯŒฮนย taumaturgi e sacerdoti di Apollo .

 

E similmente si puรฒ dire per il mondo delle tradizione nordiche germano-celtiche
pratiche e culti di cui resta poca testimonianza.

 

 

Hado ๆณขๅ‹•ย movimento ondulatorio o vibrazione, percezione di ambienti e persone.

potere-guarigione-hado

SEITAI Katsugen Undo
Movimento Rigeneratore
Katsugen Undo ๆดปๅ…ƒ้‹ๅ‹• โ€œmovimento dallโ€™internoโ€
Secondo Itsuo Tsuda:
“Il movimento rigeneratore si pratica mediante la sospensione momentanea del sistema volontario. Non necessita di alcuna conoscenza, nรฉ tecnica. Al contrario, bisogna liberarsene. La ricerca di una finalitร  preliminarmente determinata, non fa che ostacolare lโ€™evoluzione naturale del nostro essere. Il principio che noi abbiamo formulato รจ dunque: ยซSENZA CONOSCENZA, SENZA TECNICA, SENZA SCOPOยป.”

 

Reiki ้ˆๆฐฃย  ้‹ๅ‹•ย  Undo movimenti spontanei generati dalla liberazione di tensioni psicofisiche

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metodo TRE Trauma Releasing Exercises, โ€œesercizi di rilascio del trauma

La vibrazione muscolare รจ unโ€™esperienza somatica primordiale, che si origina nei processi naturali del sistema di memoria procedurale del cervello.
Eโ€™ metodo naturale che lโ€™organismo utilizza per scaricare lโ€™eccessiva eccitazione.
La scarica dellโ€™organismo ha unโ€™origine fisiologica, attraverso lโ€™effetto rilassante sul corpo, il tremore facilita la percezione di sรจ stessi, rilassando al contempo la mente.

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