致虛極.   Arriva al culmine del vuoto

致虛極,守靜篤。萬物並作,吾以觀復。夫物芸芸,各復歸其根。歸根曰靜,是謂復命。復命曰常,知常曰明。不知常,妄作凶。知常容,容乃公,公乃王,王乃天,天乃道,道乃久,
沒身不殆。
道德經 XVI, 16 Dao De Jing

致虛極.   Arriva al culmine del vuoto
守靜篤    mantieni con fermezza la quiete
萬物並作  i diecimila esseri tutti insieme sorgono
吾以觀復 Io contemplo il loro ritorno
夫物芸芸 tornano a casa ciascuno alle proprie radici
各復歸其根   Tornare alle radici è quiete
是謂復命 è tornare al proprio destino
命曰常 Tornare al proprio destino è l’eterno
知常曰明  Conoscere l’eterno è illuminazione
不知常 non conoscere
妄作凶 è essere senza radici
知常容 Conoscere l’eterno è comprendere
容乃公 comprendere perciò essere imparziali
公乃王 imparziali(equi) perciò regali
王乃天 regali perciò celesti
天乃道 celesti perciò uniti con il Dao
道乃久 uniti con il Dao perciò eterni
沒身不殆。Senza un io nessun pericolo(sconfitta)

19904878_1529062987144829_3350556805808268749_n

Ricorda sempre anche che l’unico tempo che viviamo  è solo il presente Marco Aurelio

Πάντα οὖν ῥίψας ταῦτα μόνα τὰ ὀλίγα σύνεχε καὶ ἔτι συμμνημόνευε, ὅτι μόνον ζῇ ἕκαστος τὸ παρὸν τοῦτο, τὸ ἀκαριαῖον· τὰ δὲ ἄλλα ἢ βεβίωται ἢ ἐν ἀδήλῳ. Μικρὸν μὲν οὖν ὃ ζῇ ἕκαστος· μικρὸν δὲ τὸ τῆς γῆς γωνίδιον ὅπου ζῇ· μικρὸν δὲ καὶ ἡ μηκίστη ὑστεροφημία καὶ αὕτη δὲ κατὰ διαδοχὴν ἀνθρωπαρίων τάχιστα τεθνηξομένων καὶ οὐκ εἰδότων οὐδὲ ἑαυτούς, οὔτι γε τὸν πρόπαλαι τεθνηκότα

Quindi, dunque, mettete da parte tutto il resto, e aggrappatevi saldamente solo a questi pochi punti. 

Ricorda sempre anche che l’unico tempo che viviamo  è solo il presente, cioè un istante impercettibile; e che, per le altre parti della durata, o le abbiamo vissute, o non sappiamo mai se dobbiamo viverle. 

È quindi ben poco che il tempo che ognuno di noi vive; il misero angolo della terra  dove abitiamo è molto piccolo. Anche questa fama ci sopravvive pochissimo, anche se prendiamo quella che dura di più. 

E questa stessa fama  è dovuta solo alla successione di questi poveretti, che moriranno tra un momento  e che non si conoscono, lungi dal poter conoscere qualcuno che è morto da tanti anni.

PENSIERI DI MARCO AURELIO LIBRO III, X

Protinus vive Vivi ora Seneca

Come da un luogo elevato… Visione cosmica Marco Aurelio

“occorre anche osservare le cose terrene come da un luogo elevato si guarda verso il basso: mandrie, eserciti, campi coltivati, matrimoni, divorzi, nascite, morti, clamore di tribunali, terre deserte, popolazioni barbariche varie, feste, lamentazioni, mercati, tutto questo gran miscuglio e l’armonioso ordine che nasce dagli opposti.” [A Se Stesso ,VII, 48]

Καλὸν τὸ τοῦ Πλάτωνος. καὶ δὴ περὶ ἀνθρώπων τοὺς λόγους ποιούμενον ἐπισκοπεῖν δεῖ καὶ τὰ ἐπίγεια, ὥσπερ ποθὲν ἄνωθεν, κατὰ  ἀγέλας, στρατεύματα, γεώργια, γάμους, διαλύσεις, γενέσεις, θανάτους, δικαστηρίων θόρυβον, ἐρήμους χώρας, βαρβάρων ἔθνη ποικίλα, ἑορτάς, θρήνους, ἀγοράς, τὸ παμμιγὲς καὶ τὸ ἐκ τῶν ἐναντίων συγκοσμούμενον.

48. Nobile è questo detto di Platone.  

Inoltre chi parla di uomini dovrebbe, come da un punto di vista privilegiato  in alto, guardare a volo d’uccello le cose della terra, nelle sue adunanze,  eserciti, allevamento, i suoi matrimoni e separazioni,  le sue nascite e morti , il frastuono del tribunale e il silenzio del deserto, le molteplici razze barbare, le sue feste e lutti e mercati, il miscuglio di tutto questo e la sua ordinata congiunzione di contrari.

Impermanenza Transitorietà di tutte le cose

“Pensa continuamente all’insieme di tutto il tempo e l’insieme di tutta la sostanza; pensa che ogni singola parte non è, rispetto alla sostanza, che un semino di fico, e un giro di trapano rispetto al tempo.”   
[A Sé Stesso, X, 17]  

Τοῦ ὅλου αἰῶνος καὶ τῆς ὅλης οὐσίας συνεχῶς φαντασία ‹ἔστω› καὶ ὅτι πάντα τὰ κατὰ μέρος, ὡς μὲν πρὸς οὐσίαν, κεγχραμίς, ὡς δὲ πρὸς χρόνον, τρυπάνου περιστροφή.

Marco Aurelio V a se stesso Τὰ εἰς ἑαυτόν Συγγραφέας Μάρκος Αυρήλιος

[II,9,1]
Bisogna sempre ricordare questo: quale sia la natura del cosmo; quale sia la mia natura e in quale
relazione questa stia con quella; quale parte di quale cosmo essa sia; che nessuno può impedire di fare e
di dire sempre ciò che è conseguente con la natura della quale sei parte

Τούτων ἀεὶ μεμνῆσθαι, τίς ἡ τῶν ὅλων φύσις καὶ τίς ἡ ἐμὴ καὶ πῶς αὕτη πρὸς ἐκείνην ἔχουσα καὶ ὁποῖόν τι μέρος ὁποίου τοῦ ὅλου οὖσα καὶ ὅτι οὐδεὶς ὁ κωλύων τὰ ἀκόλουθα τῇ φύσει, ἧς μέρος εἶ, πράσσειν τε ἀεὶ καὶ λέγειν.

Runar RUNE ᚠ ᚢ ᚦ ᚱ ᛋ ᛘ ᛦ

Limrúnar skaltu kunna,

af þú vilt læknir vera,

ok kunna sár at sjá;

á berki skal þær rísta

ok á baðmi viðar,

þeim er lúta austr limar.

Per favore, impara le rune dei rami,
Se vuoi essere un guaritore,
E saper curare le ferite;
Dovrebbero essere scolpiti sulla corteccia
E sul bosco di un albero,
Quelli che si inchinano al ramo orientale.

Danheim  
I testi sono tratti da Sigerdrivamål (in norvegese: Sigrdrífumál) o Brynhildarljóð che è un poema eroico da The Older Edda; è la prima delle poesie del ciclo su Sigurd Fåvnesbane.
Ci insegna sia la guarigione, lo sciamanesimo, sia l’intaglio e l’importanza delle rune, specialmente nella stanza 11.
Nella stanza 11 troviamo la parola “Læknir”
Non abbiamo una descrizione esatta di quali conoscenze e qualità possa aver avuto nella società nordica.
Ma Greinruner (ramificazione) potrebbe essere stato usato e scolpito per curare ferite o malattie.
La poesia completa è scritta in un modo nuovo, raffigura un incontro tra Sigurd e la Valchiria Sigerdriva. Sigurd cavalca attraverso un anello di fuoco per liberare la ragazza che è legato all’interno.
Sigerdriva, che stata colpita dalla magia del sonno di Odino.
Come ringraziamento per l’aiuto di Sigurd, lo inizia nella magia dell’arte runica.



Arthur Rackham. 
Sigfried Awakens Brynhild , 1911 circa. 

Sigrdrífa, è la Valchiria della Conoscenza e leggendaria skjaldmær (ragazza dello scudo ,guerriera)
Nel Sigrdrífumál e nella Saga dei Völsungar essa appare come mentore di Sigfrido (in norreno antico Sigurðr, nella tradizione tedesca Siegfried), al quale insegnò le rune, dopo che lui l’ebbe risvegliata da un sonno magico indottole come punizione dal padre, Odino.

Nella saga Sigrdrífa racconta il motivo di questa punizione: Si legge che una grande battaglia venne combattuta tra due re, cioè Hjalmgunnar, un vecchio guerriero a cui Odino ebbe promesso la vittoria, e Agnar (conosciuto anche con il nome di Audabrodir)

Durante lo scontro Sigrdrífa uccise Hjalmgunnar, scatenando l’ira del dio, che decise perciò di pungerla con una spina soporifera.
Odino sancì inoltre che la valchiria non avrebbe mai più vinto alcuna battaglia e che si sarebbe dovuta sposare.
Tuttavia Sigrdrífa si difese giurando che avrebbe sposato solo un uomo che mai conobbe la paura.

Tra  skjaldmær Brunilde, conta molte somiglianze con quella della valchiria Sigrdrífa, tanto che i due personaggi mitologici vengono talvolta considerati come un’unica figura

Bjór fœri ek þér,brynþinga valdr,magni blandinnok megintíri.

Fullr er ljóðaok líknstafa,góðra galdraok gamanrœðna.

Sigrúnar skaltu kunnaef þú vill snotr vera,ok rísta á hjalti hjǫrs,á véttrimumok á valbǫstumok nefna tysvar Týr.

Brimrúnar skaltu geraef þú vill borgit hafaá sundi seglmǫrum.

Á stafni skal þær rístaok á stjórnar blaðiok leggja eld í ár.
Fellrat svá brattr brekiné blá unnir,þó kemsk heill af hafi.

Málrúnar skaltu kunna,ef þú vill at manngi þérheiptum gjaldi harm.

Þær um vindr,þær um vefr,þær um setr allar samaná því þingi,er þjóðir skului fulla dóma fara.

Ǫlrúnar skaltu kunna,ef þú vill at annars kvánvéli þik eigi í tryggð, ef þú trúir.

Á horni skal þær rístaok á handarbakiok merkja á nagli nauð.

Full skaltu signaok við fári sjáok verpa lauk í lǫg.Þá ek þat veit,at þér verðr aldrimeinblandinn mjǫðr.Bjargrúnar skaltu nema,ef þú vill borgit fáok leysa kind frá konu.

Á lófa skal þær rístaok um liðu spennaok biðja dísir duga.

Limrúnar skaltu kunna,ef þú vill læknir veraok kunna sár at sjá.

Á berki skal þær rísta,ok á barri viðarþess er lúti austr limar.

(Dovrai conoscere le rune dei rami se vuoi curare gli ammalati, e guarire saggiamente una ferita.

Incidile sulla corteccia e sulle foglie degli alberi le cui fronde volgono a est.)

Hugrúnar skaltu nema,ef þú vill hverjum veragoðhorskari guma.

Þær of réð,þær of reistþær of hugði Hroptr.

Á skildi váru ristnar,þeim er stendr fyrir skínanda guðiá eyra Árvakrsok á Alsvinns hǫfðiok á því hveli, er stendrundir reið Rǫgnis,á Sleipnis taumumok á sleða fjǫtrum.

Á bjarnar hrammiok á Braga tungu,á úlfs klómok á arnar nefi,á blóðgum vængjumok á brúar sporði,á lausnar lófaok á líknar spori.

Á gleri ok á gulliok á góðu silfri,í víni ok í virtriok á vǫlu sessi,í guma holdi,ok Gaupnis oddiok á gýgjar brjósti,á nornar nagliok á nefi uglu.

Alla váru af skafnar,þær er á váru ristnar,ok hrœrðar við inn helga mjǫðok sendar á víða vegu.

Þær eru með álfum,sumar með Ásumok með vísum Vǫnum,sumar hafa mennskir menn.

Þat eru bótrúnar ok bjargrúnarok allar ǫlrúnarok mærar meginrúnarhverjum, er þær kná óvilltarok óspilltarsér at heillum hafa.


Njóttu, ef þú namt,unz rjúfask regin.

Nú skaltu kjósa,alls þér er kostr of boðinn,hvassa vápna hlynr.


Sǫgn eða þǫgnhaf þú þér sjálfr of hug.

Ǫll eru mál of metin.










Dominatore di battaglie, ora ti porgo la birra mista a grande potenza, mescolata alla gloria, piena di poetici versie rune di amicizia,di buoni incantesimi e piacevoli parole.

Dovrai conoscere le rune della guerra se vuoi essere saggio e acuto.

Incidile sulla guardia della spada,sulla sua impugnatura,sulla linea centrale dell’elsa, fallo in nome di Týr, nominalo due volte

Dovrai incidere le rune delle onde se desideri proteggere le tue imbarcazioni mentre navighi.

Mettile sulla prua, incidile sui remi che conducono e lì marchiale col fuoco.

Nessuna larga onda ti colpirà
nessun frangente blu ti si riverserà contro e ritornerai salvo dal mare.
Dovrai conoscere le rune del linguaggio se non desideri alcun rimborso con parole d’odio per un danno compiuto.

Avvolgile,
intrecciale,
Imbrigliale l’una accanto all’altra,
quando sarai all’assemblea.
a cui le schiere parteciperanno,
la corte completa in viaggio

Dovrai conoscere le rune della birra.
per evitare che un’altrui donna tradisca la fiducia che tu hai in lei.

Incidile sul corno, anche sul dorso della mano e segna la runa del bisogno ᚾ Naudiz sull’unghia.

Dovrai benedire i calici riempiti e guardarti da ciò che ti ferirà, getta dell’aglio nell’intruglio.

Poi prometto questo:

Non ti verrà mai porta una bevanda avvelenata.

Dovrai apprendere le rune della vita per coloro che curano dei bambini
così potrai consegnarli e assisterli.

Incidile a loro sul palmo della mano e stringile poi attorno ai polsi e l’aiuto delle Dísir non mancherà.

Dovrai conoscere le rune dei rami se vuoi curare gli ammalati, e guarire saggiamente una ferita.

Incidile sulla corteccia e sulle foglie degli alberi le cui fronde volgono a est.

Dovrai apprendere le rune della mente se tutti gli uomini vuoi superare in sapienza e arguzia.

Colui che le ha concepite e colui che sacramente le ha incise fu Hropt.

Egli fece ciò con grande cura.

Erano state intagliate sullo scudo che difende il dio splendente sull’orecchia di Arvake sulla testa di Alsvid.

Incise sulla ruotache sta sotto al carro di Hrungnir,
sulle redini di Sleipnir,
e sulle tracce della slitta.

Anche sulla zampa dell’orso e sulla lingua di Bragi,sia sulla zampa del lupo che sul becco dell’aquila, sulle ali insanguinate, alle estremità del ponte, sul palmo che rassicura e sul sentiero di chi prova pietà.

Sul vetro e sull’oro, anche sul buon argento,nel vino e nella birra, sul trono della strega, sulla punta di Gaupnir e sul corpo degli uomini,sul petto dell’incantatrice, anche sull’unghia della  ,come sul becco del gufo.

Tutte le rune incise vennero poi raschiatee mischiate con l’idromele sacro,ora esse percorrono ampi cammini.

Alcune le possiedono gli elfi,altre gli Asi, alcune i Vani sapienti, altre si trovano tra gli uomini.

Queste sono rune di cura e pure rune di nascita, così tutte le rune della birra, grandi, gloriose rune per tutti coloro che le usano senza guastarle e profanarle esse renderanno loro il fato benigno.

Sfruttale e godine, se le possiedi, fino alla morte degli dei.

Ora devi scegliere, poiché hai di fronte a te una scelta, o acero di armi affilate.

Parole o silenzio, ciò dovrai decidere ora tutte le parole sono ponderate.
Parole o silenzio, ciò dovrai decidere ora tutte le parole sono ponderate.

ᚠ Fe La ricchezza è fonte di discordia tra i parenti; il lupo vive nella foresta.

ᚢ Ur Dross viene dal ferro cattivo; la renna corre spesso sulla neve ghiacciata.

ᚦ Thurs Giant provoca angoscia alle donne; la sventura rende felici pochi uomini.

ᚬ Poiché l’estuario è la via della maggior parte dei viaggi; ma un fodero è di spade.

ᚱ Si dice che l’equitazione di Reidh sia la cosa peggiore per i cavalli; Reginn ha forgiato la spada più bella. ᚴ Kaun Ulcer è fatale per i bambini; la morte fa impallidire un cadavere.

ᚼ Hagall La grandine è il più freddo dei chicchi ; ….

ᚾ Naudhr Constraint offre poca scelta; un uomo nudo è raffreddato dal gelo.

ᛁ Isa Ice chiamiamo il ponte largo; il cieco deve essere condotto.

ᛅ Ar Abbondanza è un vantaggio per gli uomini; Dico che Frodi è stato generoso.

ᛋ Sol Sole è la luce del mondo; Mi inchino al decreto divino.

ᛏ Tyr Tyr è un dio con una mano sola; spesso fa soffiare il fabbro.

ᛒ Bjarkan Birch ha le foglie più verdi di qualsiasi arbusto; Loki è stato fortunato nel suo inganno.

ᛘ Madhr Man è un aumento della polvere; grande è l’artiglio del falco.

ᛚ Logr Una cascata è un fiume che cade dal fianco di una montagna; ma gli ornamenti sono d’oro.

ᛦ Yr Yew è il più verde degli alberi in inverno; è solito crepitare quando brucia.

八卦 bagua  pakua  otto simboli  

无极生有极, 有极是太极, 太极生两仪, 即阴阳; 两仪生四象: 即少阳、太阳、少阴、太阴, 四象演八卦, 八八六十四卦
Il senza-limiti Wuji
有极 produce il limitato, e questo è l’Assoluto 太极 Taiji
Il Taiji produce due forme, chiamate yin e yang.
Le due forme producono quattro fenomeni:
piccolo Yang, grande Yang, piccolo Yin e grande Yin.
I fenomeni sono rappresentati dagli otto trigrammi (ba gua),
otto serie di otto sono sessantaquattro esagrammi.

古代哲学术语。一种说法认为:无极生有极,有极生太极,太极分阴阳,有极介于无极、太极之间。相当于古籍中所说 的“宇宙卵”,即天地混沌如鸡子,鸡子有阴阳二气,方能生成生命。有极犹如《老子道德经》二十一章对道的论述:“道之物,唯恍唯惚。惚兮恍兮,其中有象。恍兮惚兮,其中有物。”有极处于无极至太极的萌动阶段,在太极拳中引申为:指介于预备势和开始动作之间的身心状态。

Iuste viri antiqui amicitiam donum pretiosum deorum putabant

 L’esser se stessi, lo stile di impersonalità attiva, l’amore per la disciplina, una generica disposizione eroica
L’importante è che di contro ad ogni forma di risentimento e competenza sociale ognuno sappia riconoscere e amare il proprio posto, quello al massimo conforme alla propria natura, riconoscendo cosi anche i limiti entro i quali può sviluppare le sue possibilità, dare un senso organico alla sua vita, conseguire una propria perfezione: perché un artigiano che assolve perfettamente alla sua funzione è certamente superiore a un sovrano che scarti  e non sia all’altezza della sua dignità.”

Gli Uomini e le Rovine, Julius Evola

意到則氣到 学习氣功和武术 1992

意到則氣到 学习氣功和武术 1992
Volsi lo sguardo ad Oriente per apprendere l’arte dei soffi, energie sottili ancestrali ,delle vie delle arti di Marte
Dove si dirige l’intenzione si dirige l’energia
Tornai a casa e le trovai , erano restate dove dimorano i genius loci...
Fu solo un scorcio di miti passati e un soffio di gratitudine a ciò che perenne scompare nei flutti del divenire…
AmoR est semper
Σπάρτη είναι
ᛉ ᛋ ᛏ ᛗ ᛞ ᛟ

Powered by WordPress.com.

Up ↑