Goho Maouson,Sanat Kumara, Shambhala,kurama Yama

護法魔王尊は、上記のような特徴がインド神話や近代神智学で語られるサナト・クマーラと類似することから、一般的にもサナト・クマーラと同一視されている。ちなみに、サナト・クマーラは「シャンバラ(チベットの地底王国)を本拠地として住んでいる」といわれるが、魔王尊も「地下空洞の支配者である」といわれており、「鞍馬寺の五月満月祭(ウエサク祭)の宵には、地下のシャンバラ王国が鞍馬山でつながる」といった言い伝えもあるのだという。

Messaggio di Shambhala Nicolas Roerich

Goho Maouson è generalmente considerato uguale a Sanat Kumara, poiché le caratteristiche sopra menzionate sono simili a Sanat Kumara, di cui si parla nella mitologia indiana e nella Teosofia moderna. A proposito, si dice che Sanat Kumara “viva a Shambhala (il regno sotterraneo del Tibet)”, e che il Signore dei Demoni sia anche “il sovrano delle caverne sotterranee”, e c’è anche una leggenda che dice: “La sera del Festival della Luna Piena di maggio del Tempio Kurama (Festival del Wesak), il regno sotterraneo di Shambhala è collegato al Monte Kurama.”
La comparazione Goho Maouson e Sanat Kumara è assolutamente ipotetica probabilmente dovuta ad un interpretazione di alcuni teosofi.

Canzone di Shambhala Nicolas Roerich

“護法魔王尊” (Gohō Maō-son) si riferisce a una divinità buddista giapponese, spesso identificata con Sanat Kumara, una figura presente nella mitologia indiana e nella teosofia moderna.

 Karttikeya, chiamato Skanda nel testo sacro dei Veda, o anche MuruganSubrahmanyaVelanKumara e Shanmukha è il Deva della guerra “lo zampillante” in quanto la tradizione lo vuole concepito dal solo seme che il padre RudraŚiva gettò nel fuoco e rovesciò nel Gange.Un altro nome con cui è conosciuto è Kumara (letteralmente “il forte ragazzo”) Nacque appositamente per uccidere Táraka, il demone che simboleggia l’ignoranza, o la mente inferiore. Karttikeya è spesso raffigurato mentre impugna una lancia, che rappresenta l’illuminazione. Usa la lancia per uccidere l’ignoranza. Nell’Induismo, le storie di guerra sono spesso usate come allegorie per le lotte interiori dell’anima.

護法魔王尊:Goho Maouson

  • Origini: Le sue origini sono incerte, ma si pensa che derivi da divinità indiane e credenze popolari giapponesi.
  • Aspetto: Generalmente raffigurato con un aspetto terrificante, con più braccia e volti, a simboleggiare la sua forza e il suo potere di protezione.
  • Ruolo: Considerato un protettore del Dharma (la legge buddista) e un guardiano dei luoghi sacri.
  • Identificazione con Sanat Kumara: La sua associazione con Sanat Kumara è dovuta a somiglianze nelle loro caratteristiche e ruoli. Entrambi sono visti come esseri potenti che risiedono in luoghi nascosti e che hanno un ruolo importante nella guida spirituale dell’umanità.

Sanat Kumara:

  • Mitologia indiana: Figura presente in alcune scritture indiane, descritto come un essere celeste che guida l’evoluzione spirituale del pianeta.
  • Teosofia: Nella teosofia moderna, Sanat Kumara è considerato un “Maestro Asceso”, un essere illuminato che risiede a Shamballa, una città nascosta nel deserto del Gobi, e che lavora per il progresso dell’umanità.

  • Shamballa: Si dice che Sanat Kumara risieda a Shamballa, un regno sotterraneo di saggezza e pace.
  • Monte Kurama: In Giappone, il Monte Kurama è considerato un luogo sacro legato a 護法魔王尊 e a Sanat Kumara. Si crede che il monte sia collegato a Shamballa e che durante il festival di Wesak (una celebrazione buddista), si apra un portale energetico tra i due luoghi.

尊天 SONTEN


“Un luogo di profonda spiritualità, questo antico santuario è testimone di una storia millenaria. Fondato nel lontano passato, è un santuario nazionale che venera otto grandi divinità. Situato in un luogo immerso nella natura, questo santuario è un punto di riferimento per coloro che cercano pace interiore e connessione spirituale.”

大杉さん OSUGI san 鞍馬寺 Tempio Kurama-dera

由岐神社は京都の鞍馬山内にある神社になるのですが、何といっても最大の見所は御神木の杉の木になります。
Il Santuario Yuki è un santuario situato sul monte Kurama a Kyoto, ma l’attrazione più importante è il sacro albero di cedro.

Reiki 靈氣 鞍馬山 Kurama Yama 天狗  Tengu

Chiarimento sul ideogramma Rei/Ling 靈 in靈氣 REIKI /LING QI etimologia semantica e origini

L’interpretazione  dell’ideogramma   , REI, in riferimento alla disciplina REIKI 靈氣, suscita una diatriba interpretativa , etimologica, ma il significato originario è da ricercarsi con maggiore accuratezza, riferendosi ai testi classici accreditati.
Dato che, in rete circolano, informazioni, assolutamente non accreditate ne dimostrabili, prive di fonti certe, che attribuirebbero, alla pratica Reiki origini necromantiche, si insinuerebbe che ”l’energia ” ”canalizzata” con il Reiki sarebbe evocata, dai defunti, inoltre si sostiene che l’ordine dei gesuiti, missionari in Giappone, lo avrebbe scoperto e ne avrebbe vietato l’utilizzo ai nativi, non solo, una versione ancor più macchinosa, dichiarerebbe che l’ordine gesuitico se ne sarebbe appropriato con fini manipolativi, trasferendone ”il potere” agli stessi ”esercizi spirituali” di Ignazio di Loyola.

  1. La non conoscenza o l’errata interpretazione etimologica, della lingua Giapponese e dei suoi riferimenti culturali etimologici nella lingua classica cinese, ha indubbiamente favorito indebite interpretazioni ,poichè alcuni termini, con significato ”nefasto”, composti possono indurre in inesatte interpretazioni, il significato corretto va ricercato con cura.
    2. Di seguito dimostreremo in modo inconfutabile l’estraneità del reiki dalla necromanzia, da qualsiasi contatto con l’ordine gesuitico, ed in genere con il cristianesimo.
    Usui, fondatore del Reiki, nacque nel 1865 e sviluppò il Reiki nel XX secolo, in un periodo in cui l’influenza gesuita in Giappone era praticamente nulla.
    Il testo che segue sarà lungo e complesso per non mancare di dettagli approfonditi.

Yūrei (幽霊):

  • Questo è il termine più generico per “fantasma”. Si riferisce agli spiriti dei morti che non hanno trovato riposo e che vagano nel mondo dei vivi.
  • Gli yūrei sono spesso associati a emozioni intense come rabbia, tristezza o vendetta.

Reikon (霊魂):

  • Questa parola si traduce come “anima” o “spirito”. Può riferirsi all’anima di una persona sia prima che dopo la morte.
  • A differenza degli yūrei, i reikon non sono necessariamente legati alla terra e possono rappresentare l’essenza spirituale di una persona.

Bōrei (亡霊):

  • Questo termine si riferisce specificamente agli spiriti dei morti, spesso con connotazioni di “fantasma” o “spettro”.
  • Può implicare un’apparizione più spettrale e minacciosa rispetto a un semplice yūrei.
  • Ulteriori termini composti
    reien (霊園): Cimitero Reikai (霊界): Mondo spirituale, aldilà Reikan (霊感):Anima Reikyo (霊柩): Bara Reikyosha (霊柩車): Carro funebre Reizen (霊前) Reibai (霊媒): Medium, sensitiva
    • TERMINI COMPOSTI con Significato ”Favorevole”
      Reiyaku 霊薬:
  • Questa parola si riferisce a una “medicina straordinariamente efficace” o a un “rimedio miracoloso”.
  • Il carattere 霊 (rei) significa “spirito” o “sacro”, mentre 薬 (yaku) significa “medicina”. Quindi, reiyaku implica una medicina con poteri spirituali o eccezionali.
  • Reikan 霊感:
  • Questa parola significa “ispirazione” o “afflato”.
  • Si riferisce a un’intuizione o a una percezione che sembra provenire da una fonte spirituale o superiore.
  • Reikan è spesso usato per descrivere un’ispirazione artistica, un’intuizione improvvisa o una sensazione di connessione con qualcosa di più grande.
  • Reiki 靈氣,:
  • Questa parola si traduce come “energia straordinaria” o “energia spirituale”.
  • È il termine usato per descrivere la tecnica di guarigione energetica sviluppata da Mikao Usui.
  • KOTOTAMA 言霊Suoni dello Spirito
    神靈 (shén líng): Divinità 精靈 (jīng líng): Spiriti 靈氣 (líng qì): Energia spirituale 靈性 (líng xìng): Spiritualità nel Testo 道藏 (Daozang) TAOISMO
  • 道 (Dào): Via, sentiero, principio
  • 藏 (zàng): Raccolta, tesoro
  • 靈 (líng): Spirito, anima, potere spirituale, forza mistica

Introduzione al Concetto di “Ling”
Il termine “Ling” (靈) è un concetto complesso presente in diverse tradizioni spirituali e magiche, con significati che variano a seconda del contesto culturale.
È spesso associato a energia spirituale, potere divino o presenza numinosa, ma la sua interpretazione dipende dalla tradizione.

  • Organizzato e presieduto da Christian Meyer
  • Joachim Gentz, “Quanto è ling il ling ? Il ling靈 come classificatore esanimato in relazione a un regno religioso concettuale”
  • Friederike Assandri, “ Ling nel daoismo altomedievale”
  • Vincent Goossaert, “ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoista”
  • Esther-Maria Guggenmos, “Il motore della trama: il Ling-靈 come mezzo narrativo nelle prime biografie buddiste”
  • Stefania Travagnin, “Significati di ling nei discorsi buddhisti moderni”
  • Matthias Schumann, “I poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling靈 nella Cina repubblicana”
  • Nikolas Broy, “’Questa luce numinosa’: la nozione di lingguang nelle sette popolari cinesi tardo imperiali e contemporanee”
  • Adam Yuet Chau, “Spiriti narrati: costruire l’efficacia ( lingying靈應) e lo strano ( lingyi靈異) attraverso il racconto di storie”

Questo pannello doppio presenta e discute i risultati di un workshop specializzato sul termine cinese ling靈 che ha avuto luogo nel 2019. Il carattere è ampiamente noto nel mondo accademico come termine chiave per comprendere la religione locale o popolare cinese, dove è spesso tradotto come “efficacia” che denota il potere miracoloso di un tempio o di una divinità. Il carattere, tuttavia, ha radici più antiche nell’antichità. Significati successivi sono stati aggiunti attraverso i suoi usi da parte del buddismo e del taoismo, creando una nozione più ampia di “numinoso” o “sovrumano”. Fino a oggi tali usi sono efficaci quando si tratta di medicina tradizionale cinese, divinazione, pratiche di medium, Qigong o reiki giapponese 靈氣
La storia ha preso una nuova svolta quando le tradizioni monoteistiche (Islam, Cristianesimo) sono entrate nel campo linguistico cinese e il termine è stato anche adottato dai missionari come traduzione dello “spirito santo” come shengling聖靈 nella Bibbia protestante. Da questa base, il termine si è ampliato di nuovo all’inizio del XX secolo, quando è stato utilizzato per “pratica spirituale” ( lingxiu靈修) o “spiritualità” ( lingxing靈性) in generale.
Il progetto relativo a questo doppio pannello mira a ricostruire i complessi processi attraverso i quali il termine premoderno ling si è sviluppato in un termine diffuso e ancora enigmatico. I documenti selezionati si concentrano su varie tradizioni premoderne (pannello 1), ma esaminano anche le continuità e le trasformazioni nel periodo moderno (pannello 2). Sulla base di brevi presentazioni, il pannello offrirà spazio per discutere questioni rilevanti di traduzione e problemi metodologici con un pubblico più ampio.

Joachim Gentz, “Quanto è ling il ling ? Il ling靈 come classificatore esanimato in relazione a un regno religioso concettuale”

Nei primi testi cinesi, il termine ling ha molteplici significati. L’HYDCD elenca 20 significati del termine. Tuttavia, se i significati del termine vengono ricostruiti nei rispettivi contesti, allora una funzione particolare piuttosto che un significato del termine sembrano dominare l’uso del grafico nei primi testi cinesi. Ling nella maggior parte dei casi assume una funzione classificatoria come etichetta che qualifica qualcosa come appartenente a un regno spirituale che non è definito in modo più specifico. Pur riconoscendo un qualche tipo generale di qualità spirituale, evita di impegnarsi in qualsiasi specificità. Nei primi testi cinesi ling, quindi, appare principalmente come un termine alienato, un termine tra virgolette, un categorizzatore, un indicatore di uno spazio concettuale esanime che assegna una qualità quasi religiosa a qualcosa senza determinare l’esatta modalità del suo utilizzo. L’uso di ling può essere metaforico, allegorico, rituale, estetico o, in effetti, religioso in qualche modo indistinto. Può, in un senso associativo libero, riferirsi ad aspetti di qualità spirituali come bontà, potere, superiorità o buon auspicio. Può anche de-secolarizzare qualcosa in un senso molto generale e per varie ragioni. Il documento fornirà un’analisi di esempi testuali tratti da testi cinesi antichi per supportare ulteriormente l’ipotesi che ling sia meglio inteso come un grafico con una funzione classificatoria piuttosto che come un termine con una gamma di significati lessicali.

Friederike Assandri, “ Ling nel daoismo altomedievale”

Il documento presenterà un’indagine sull’uso del termine ling nel taoismo altomedievale. Uno dei principali obiettivi dell’analisi è la questione dei regni cosmologici in cui ling è immaginato o da cui proviene.
L’uso più importante del termine ling si verifica come parte del composto lingbao , che segna “un nuovo lignaggio taoista, con un nuovo programma rituale e concezioni cosmologiche” (Raz 2004, 6). In questo contesto, il significato del termine ling è stato interpretato come “celeste, divino, numinoso” (Kaltenmark 1960).
Questo documento amplierà la discussione, presentando un’analisi dell’uso del termine in diversi testi taoisti. Iniziando con il “classico” Daode jing, dove la singola occorrenza sembra indicare piuttosto gli inferi che i cieli come “luogo” per ling, il documento analizzerà diverse occorrenze del termine ling in diversi testi taoisti del primo medioevo, tra cui i Testi Purpurei e la Scrittura della Salvezza, al fine di stabilire campi semantici dell’uso di ling .
Emerge che nei testi taoisti del primo medioevo il termine ling , se separato dal termine lingbao , ha un’ampia gamma di significati semantici. Pertanto la nozione consolidata di ling come divino celeste numinoso, come è stata discussa negli studi taoisti nel contesto del termine lingbao e del corpus scritturale associato, è solo una delle diverse nozioni associate al termine ling .

Vincent Goossaert, “ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoista”

Una delle cose che fa il rituale è creare una presenza divina che può essere percepita (vista, udita, sentita…). Uno dei termini chiave usati per descrivere questa presenza è ling靈; in particolare, una frase tecnica frequente che voglio esplorare è “rendere presente ling in questo mondo”, jiangling降靈. Questo articolo esaminerà sia le narrazioni (principalmente, agiografie taoiste) sia le liturgie (principalmente, manuali daofa道法 dal canone taoista) dalla Song al tardo periodo imperiale per tracciare i diversi metodi rituali usati per creare tale presenza e quindi definire la gamma di modi in cui ling può essere percepito. Un elenco non esaustivo include la possessione spirituale, i sogni, la scrittura spirituale, le visualizzazioni e la consacrazione di immagini potenti. Tutte queste coinvolgono un sacerdote che sa come rendere presente ling .

Esther-Maria Guggenmos, “Il motore della trama: il Ling-靈 come mezzo narrativo nelle prime biografie buddiste”

Questo articolo traccia il campo terminologico della cosiddetta “efficacia spirituale” – ling – nella scrittura biografica buddista del primo medioevo. Le rispettive narrazioni nelle Biografie di monaci eminenti ( Gaoseng zhuan高僧傳) prendono in prestito in parte materiale dalla letteratura zhiguai . È in questi racconti di miracoli che la terminologia correlata a ling svolge un ruolo cruciale come espediente narrativo. Ling non è utilizzato solo nel contesto della designazione di certe abilità supernormali ( shentong li神通力). È anche applicato in conformità con i racconti di miracoli del primo medioevo come mezzo per denotare l’efficacia, ad esempio di un tempio, di una certa divinità o affermando il potere di una reliquia buddista. Ciò lo rende anche un termine negoziato nel primo buddismo in quanto può contrassegnare la semplice richiesta di prove di efficacia e costantemente il desiderio di tali prove può essere visto come prova di un progresso spirituale mancante. L’articolo delineerà questi vari usi della terminologia legata a ling concentrandosi su come è incorporata nelle narrazioni. Mentre il concetto di risonanza, ganying , è di gran lunga il concetto organizzativo più diffuso di questi primi racconti di miracoli (Campany), uno sguardo più approfondito a come il concetto di “efficacia spirituale” è applicato nelle narrazioni rivela il suo ruolo centrale come “motore della trama” in alcune delle prime letterature biografiche buddiste.

Stefania Travagnin, “Significati di ling nei discorsi buddhisti moderni”

Durante il tardo periodo Qing e il periodo repubblicano, il buddhismo cinese era caratterizzato da una “narrazione di riforma”, che includeva un recupero più conservativo di una tradizione perduta del passato, nonché innovazioni drastiche e cambiamenti significativi a tale tradizione. Spesso, lo studio della narrazione di riforma si è intersecato con l’argomento di una possibile “rinascita” del buddhismo all’alba del ventesimo secolo. Questo articolo discuterà le definizioni e gli usi di ling all’interno del quadro delle sfere intellettuali e pratiche del buddhismo moderno, specialmente in relazione alla “narrazione di riforma” contemporanea e al quadro di “rinascita”. La prima parte della presentazione affronterà i modelli semantici di ling che erano condivisi sia dalla Cina premoderna che dall’era repubblicana, così da mostrare il livello di continuità diacronica; l’articolo continuerà a evidenziare diverse sfumature e nuovi messaggi riguardanti ling che le fonti cinesi del periodo repubblicano offrono. La terza sezione esaminerà i dibattiti intellettuali di Taiwan nella prima metà del ventesimo secolo, quindi durante l’occupazione giapponese dell’isola. Le ultime due parti della presentazione dimostreranno in che misura il cristianesimo e i sistemi culturali occidentali potrebbero aver rimodellato gli usi e la comprensione del ling e dei suoi composti da parte del buddhismo cinese e taiwanese; inoltre, soprattutto per quanto riguarda le argomentazioni taiwanesi, metterò in discussione il grado e le modalità dell’impatto dei discorsi intellettuali e buddhisti giapponesi.

Matthias Schumann, “I poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling靈 nella Cina repubblicana”

Durante il periodo repubblicano (1911-1949), il significato del termine ling靈 divenne sempre più complesso poiché assunse nuove connotazioni scientifiche derivanti dalla psicologia, dalla fisica e dalla ricerca psichica ( xinling yanjiu心靈研究). Nella sua veste scientifica, si dimostrò particolarmente attraente per un elettorato urbano che cercava nuovi modi di venire a patti con la dimensione spirituale della vita umana ma voleva evitare la categoria contestata di “religione”. In particolare, un certo numero di organizzazioni psichiche di recente fondazione usarono ling o xinling心靈 per tradurre il nuovo termine “psiche”. La maggior parte di queste organizzazioni si dedicò allo studio e all’applicazione dell’ipnotismo ( cuimianshu催眠術), che fungeva da metodo di auto-coltivazione in grado di conferire “poteri psichici” al praticante e migliorare la sua salute fisica e mentale. Le funzioni dell’ipnotismo venivano spiegate facendo riferimento a una psiche universale ( ling/xinling ) a cui era collegata la mente umana individuale. Questa psiche, sostenevano i praticanti, spiegava specifici fenomeni psichici ma offriva anche la speranza di fornire una comprensione completa della relazione tra materia e spirito. Nonostante i prestiti dai discorsi religiosi, i ricercatori psichici in genere sottolineavano la natura secolare delle loro teorie e criticavano la credenza in spiriti e divinità come “superstiziosa”. Il significato mutevole di ling illustra quindi anche alcuni dei dibattiti più ampi su scienza, religione e spiritualità durante il periodo repubblicano.

Nikolas Broy, “’Questa luce numinosa’: la nozione di lingguang nelle sette popolari cinesi tardo imperiali e contemporanee”

Questo articolo esplora l’uso dei composti “luce numinosa” ( lingguang靈光), “luminosità numinosa” ( lingming靈明mingling明靈) e “natura numinosa” ( lingxing靈性) nelle sette religiose popolari cinesi dal periodo Song (960-1279) in poi. In particolare, esamina i discorsi sulla natura del sé umano e gli insegnamenti che mirano a ripristinarli attraverso la coltivazione spirituale e la progressione morale. Inoltre, alcuni trattati settari sostengono che le anime primordiali degli umani esistevano già prima della creazione del cosmo, ma erano state corrotte da desideri mondani. Nella prima parte, l’articolo esamina come i testi buddisti e taoisti del periodo Song introducano lingguang e termini correlati come riferimento alle capacità innate degli umani di illuminazione spirituale. La seconda parte esamina vari scritti settari dei periodi Ming e Qing (1368-1911) e come sviluppano narrazioni di lingguang come riferimento a sé eterni. In particolare, analizza testi correlati al Patriarca Luo 羅祖 (ca. XVI secolo) e alle tradizioni del “Cielo antico” ( Xiantiandao先天道). Infine, la terza parte esplora come la moderna “società redentrice” Yiguandao一貫道 (“Via dell’unità pervadente”) sintetizza i resoconti precedenti e il concetto neo-confuciano della natura “aperta, numinosa e non oscurata” ( xu ling bumei虛靈不昧) della natura umana in un sistema spirituale coerente.

Adam Yuet Chau, “Spiriti narrati: costruire l’efficacia ( lingying靈應) e lo strano ( lingyi靈異) attraverso il racconto di storie”

La narrazione di storie (orale, cartacea o tramite moderni media audiovisivi ed elettronici) che coinvolgono eventi soprannaturali è una delle attività più diffuse e importanti nella religione popolare cinese. Queste storie raccontano interventi divini come risposte miracolose alle suppliche dei fedeli, punizioni divina per comportamenti impropri, ricompense divina per pietà eccezionale, apparizioni di fantasmi ed esorcismi o semplicemente strani eventi che sfidano la spiegazione razionale. Ma i contesti in cui vengono raccontate queste storie sono importanti quanto le storie stesse. Questo articolo esaminerà alcuni di questi contesti (tra i frequentatori di festival nei festival dei templi, durante i campi di orientamento per le matricole universitarie e nei programmi televisivi dedicati a “strani racconti”). La riproduzione continua di una cultura di efficacia magica e dello strano dipende dalla partecipazione attiva degli spettatori e dalla costruzione di un‘”atmosfera” adatta a raccontare tali storie. Per ogni esperienza effettiva di intervento divino o evento misterioso, ci sono diecimila racconti e rivisitazioni dell’esperienza, attraverso molte bocche e in molte occasioni diverse.

”Vale su tutto, a mio avviso, la precisazione che il Reiki nasce in un preciso contesto storico-culturale, relativamente recente, mentre tutto il sostrato filosofico/religioso/filologico preesistente è veramente molto complesso e potrebbe avere poco o nulla a che fare con i significati attribuiti a rei/ling nel Giappone del XIX secolo…. Secondo le interpretazioni paleografiche più recenti del carattere 靈, sembra accertato il significato di “sciamano del regno di Chu”, suggerito anche dal carattere stesso, che evoca la figura di uno sciamano in grado di invocare – danzando e cantando – la pioggia. Il regno di Chu all’epoca delle Primavere e Autunni e in quella degli Stati Combattenti era considerato un paese esotico e “semi-barbaro” da psrte degli abitanti degli “stati centrali” (significato originario di 中國), ovvero quelli che si concentravano attorno alle valli dei fiumi Wei e Huang (Fiume Giallo). Chu si estendeva a sud dei fiumi Han e Huai, grosso modo attorno al medio e basso corso dello Yangzi. Era rinomato per i suoi misteri ed è la culla del Taoismo filosofico.”
Sinologo Daniele Cologna

Taoismo
Nel taoismo, “Ling” è visto come un potere spirituale o l’essenza delle deità, fondamentale per pratiche come l’alchimia e la meditazione, con l’obiettivo di raggiungere l’immortalità. Ad esempio, luoghi sacri come montagne o templi sono considerati “Ling”, indicando la loro potenza rituale.

Buddhismo
Nel buddismo, “Ling” non è un termine centrale, ma può riferirsi a intuizioni spirituali o alla forza di esseri illuminati, specialmente in tradizioni esoteriche. È più comune in pratiche come la venerazione di reliquie, con influenze taoiste in alcune regioni.

Shintoismo
Nello shintoismo, “Ling” sembra allinearsi ai kami, gli spiriti della natura o degli antenati, ed è essenziale nei rituali per connettersi con il divino, come nelle cerimonie di purificazione.

Magia
Nella magia, “Ling” è spesso inteso come energia mistica usata in incantesimi e rituali, variando a seconda del contesto culturale, ad esempio nella magia popolare cinese o nell’occultismo occidentale.

Un Dettaglio Inaspettato
Un aspetto interessante è come “Ling” si adatti e si mescoli tra tradizioni, creando sovrapposizioni, ad esempio tra taoismo e buddismo in templi cinesi, mostrando una fluidità culturale che potrebbe sorprendere chi si aspetta confini netti.



Nota Dettagliata sull’Esame di “Ling” nelle Tradizioni Spirituali e Magiche

Questa nota fornisce un’analisi completa del concetto di “Ling” (靈) come appare nel taoismo, buddismo, shintoismo e nelle pratiche magiche. Radicato nella spiritualità dell’Asia orientale, il termine porta significati sfumati che variano significativamente tra le tradizioni, riflettendo la sua adattabilità e importanza culturale. Esaminiamo ogni contesto in dettaglio, supportati da esempi, confronti e approfondimenti accademici, per garantire una comprensione approfondita per lettori interessati alla religione comparata e agli studi esoterici.

Taoismo: Potere Spirituale e Connessione Divina

Nel taoismo, “Ling” è un concetto centrale, spesso tradotto come “efficacia spirituale” o “potere numinoso”. È associato alla capacità di deità, immortali e oggetti sacri di influenzare il mondo materiale. Testi taoisti, come il Daozang (Canone Taoista), descrivono frequentemente “Ling” come una qualità di esseri o luoghi che incarnano la vitalità del Tao. Ad esempio, montagne, templi e talismani sono spesso descritti come “Ling”, indicando la loro potenza in rituali per la salute, la longevità e l’armonia con la natura.

Le pratiche taoiste, come l’alchimia e la meditazione, mirano a coltivare “Ling” all’interno del praticante, allineandosi con la ricerca dell’immortalità. Figure storiche come Zhang Daoling, fondatore del Taoismo dei Maestri Celesti, sono venerate per il loro “Ling” potere, che consentiva azioni miracolose. Questo concetto non è statico; evolve, con comunità taoiste moderne che enfatizzano “Ling” nella gestione ambientale, vedendo paesaggi sacri come incarnazioni di questa energia.

Buddhismo: Intuizioni sull’Illuminazione e Pratiche Esoteriche

Nel buddismo, “Ling” è meno formalizzato e appare più nelle tradizioni esoteriche o Mahayana, particolarmente in Asia orientale. Non è un termine dottrinale centrale come “Dharma” o “Nirvana”, ma può riguardare l’intuizione spirituale o la qualità numinosa di esseri illuminati, come i bodhisattva. Ad esempio, nel buddismo tantrico, i rituali possono invocare “Ling” come forza mistica, simile al potere di mantra o mandala.

L’uso del termine varia per regione; nel buddismo cinese, “Ling” potrebbe descrivere la presenza spirituale di reliquie o statue, credute offrire benedizioni o protezione. Tuttavia, gli studiosi notano che la sua interpretazione dipende dal contesto, con alcune sovrapposizioni con influenze taoiste a causa del sincretismo culturale. Ad esempio, i templi buddisti in Cina spesso condividono attributi “Ling” con siti taoisti, sfocando i confini.

Shintoismo: Allineamento con Kami e Forze Sacre

Nello shintoismo, “Ling” risuona fortemente con il concetto di kami, gli esseri spirituali o forze che abitano la natura, gli oggetti e gli antenati. Sebbene lo shintoismo non abbia un termine equivalente diretto, “Ling” può essere inteso come l’essenza numinosa dei kami, presente in santuari, elementi naturali come fiumi e pratiche rituali. I rituali shintoisti, come la cerimonia di purificazione misogi, mirano a connettersi con questo “Ling”, favorendo l’armonia tra umani e divino.

La reverenza per “Ling” nello shintoismo è evidente nella designazione di alcuni luoghi come “reibai” 霊媒(siti spirituali), dove la presenza dei kami è particolarmente forte.
Siti spirituali:Santuario di Ise Grand Shrine (Ise Jingu): uno dei santuari shintoisti più sacri del Giappone.
Studi comparativi suggeriscono parallelismi con nozioni taoiste e buddiste, specialmente nelle pratiche sincretiche dell’Asia orientale, ma l’enfasi shintoista sulla purezza e sulla natura distingue la sua interpretazione.

i siti spirituali in giappone sono molti, e spesso sono legati alla natura, come montagne, foreste e cascate.

In questi siti, i Reibai possono svolgere i loro rituali.

Alcuni esempi di siti spirituali sono:

Monte Koya (Kōyasan): un importante centro del buddismo Shingon.

Isola di Yakushima: famosa per le sue antiche foreste e la natura incontaminata.

Magia: Energia Mistica nei Rituali e nelle Pratiche Occulte

Nelle tradizioni magiche, “Ling” è spesso concettualizzato come un’energia mistica o spirituale utilizzata in rituali, incantesimi e divinazione. Questo uso non è uniforme, variando per contesto culturale. Nell’occultismo occidentale, ad esempio, potrebbe allinearsi con concetti come “aura” o “mana”, mentre nella magia dell’Asia orientale si sovrappone a pratiche taoiste e buddiste. Grimori storici e testi moderni wiccan a volte fanno riferimento a energie simili, sebbene il termine “Ling” sia più prevalente nella magia influenzata dall’Asia orientale.

Nella magia popolare cinese, “Ling” è invocato attraverso talismani e incantesimi, creduto canalizzare potere spirituale per protezione o prosperità. Questo riflette una tendenza più ampia nelle tradizioni magiche, dove “Ling” serve da ponte tra i regni materiale e spirituale. L’analisi comparativa rivela che il suo ruolo nella magia è altamente adattivo, plasmato da credenze e pratiche locali, rendendolo un concetto dinamico attraverso tradizioni esoteriche globali.

Analisi Comparativa e Sincretismo Culturale

Una tabella comparativa evidenzia le differenze e le sovrapposizioni chiave:

TradizioneSignificato Principale di “Ling”Pratiche ChiaveContesto Culturale
TaoismoEfficacia spirituale, potere divinoAlchimia, meditazione, ritualiImmortalità, armonia con il Tao
BuddhismoIntuizione numinosa, forza esotericaMantra, venerazione di reliquieIlluminazione, sincretismo con taoismo
ShintoismoEssenza dei kami, presenza sacraPurificazione, rituali nei santuariReverenza per la natura, animismo
MagiaEnergia mistica per ritualiIncantesimi, talismani, divinazioneVariato, influenzato da credenze locali

Questa tabella sottolinea la diversità di “Ling”, con significative sovrapposizioni nelle tradizioni dell’Asia orientale a causa delle interazioni storiche. Ad esempio, pratiche taoiste e buddiste spesso condividono “Ling” nei rituali dei templi, mentre il concetto di kami shintoista influenza le pratiche magiche in Giappone. Tale sincretismo riflette la fluidità dei concetti spirituali attraverso le culture.

Prospettive Accademiche e Dibattiti in Corso

La ricerca accademica, come studi nella religione comparata, suggerisce che “Ling” è un termine polisemico, il cui significato è plasmato da contesto e intento. Studiosi come Kristofer Schipper (The Taoist Body, 1993) sottolineano il suo ruolo nella cosmologia taoista, mentre altri, come Ian Reader (Religion in Contemporary Japan, 1991), esplorano le sue dimensioni shintoiste. I dibattiti persistono, particolarmente sulla sua traduzione e applicabilità universale, con alcuni che lo considerano intrinsecamente asiatico orientale, mentre altri vedono parallelismi in spiritualità globali.
Nel suo libro Il Corpo Taoista (The Taoist Body, pubblicato originariamente in francese come Le Corps Taoïste nel 1982 e tradotto in inglese nel 1993), Kristofer Schipper esplora in profondità la cosmologia, i rituali e le pratiche del taoismo, con particolare attenzione al corpo come microcosmo del Tao. Schipper, un rinomato sinologo e studioso del taoismo, fa riferimento al concetto di “Ling” (靈) in vari contesti, anche se non dedica un capitolo specifico esclusivamente a questo termine. Piuttosto, “Ling” emerge come un elemento ricorrente nella sua analisi della spiritualità taoista, intrecciato con idee di energia vitale, potere numinoso e connessione tra il corpo umano e l’universo.

Dove Schipper Cita “Ling” (靈)

Schipper non fornisce una citazione diretta di “Ling” con un numero di pagina specifico che si possa isolare facilmente, poiché il termine appare in modo integrato nella sua discussione su rituali, divinità e pratiche corporee. Tuttavia, sulla base della struttura del libro e del suo approccio, possiamo individuare i punti principali in cui “Ling” è menzionato o implicato:

  1. Capitolo sui Rituali e il Potere Spirituale
    Schipper discute il ruolo dei rituali taoisti nel canalizzare il “Ling”, che descrive come una qualità numinosa o spirituale associata a divinità, luoghi sacri e talismani. Nel contesto dei Maestri Celesti (Tianshi), “Ling” è il potere che i sacerdoti invocano per armonizzare il cosmo. Questo si trova soprattutto nella sezione dedicata ai rituali (circa il capitolo 5 nell’edizione inglese), dove esplora come il corpo del praticante diventa un recipiente per questa energia.
  2. Il Corpo come Microcosmo
    Nella sua analisi del corpo taoista (capitoli iniziali, come il 1 e il 2), Schipper collega “Ling” alla coltivazione interna dell’energia vitale (qi) e alla sua trasformazione in un’essenza spirituale. Qui, “Ling” è implicito come il risultato della pratica alchemica interna (neidan), che eleva il praticante a uno stato di connessione con il divino.
  3. Luoghi Sacri e Montagne
    Schipper dedica spazio alle montagne sacre (come il Monte Tai), considerate “Ling” per la loro potenza spirituale (si veda il capitolo 7 o le sezioni sulla geografia sacra). Egli descrive come questi siti siano visti come incarnazioni del “Ling”, un concetto che collega il paesaggio fisico al regno spirituale.
  4. Testi e Talismani
    Nei passaggi sui talismani e sui testi rituali (circa il capitolo 6), Schipper menziona “Ling” come l’efficacia spirituale che questi oggetti trasmettono. Ad esempio, un talismano è “Ling” perché incarna il potere di una divinità o di un ordine cosmico.

Citazioni e Contesto Specifico

Non essendoci un indice analitico che elenca ogni occorrenza di “Ling” nell’edizione italiana o inglese, il modo migliore per trovare riferimenti precisi è consultare le sezioni sui rituali e sull’alchimia interna. Ad esempio:

  • Edizione inglese, p. 104 (circa): Schipper scrive del “potere numinoso” dei sacerdoti taoisti, usando “Ling” per descrivere la loro capacità di agire come mediatori tra il cielo e la terra. Una frase tipica potrebbe essere: “The priest, through his Ling, aligns the human order with the cosmic order.” (Il prete, attraverso il suo Ling, allinea l’ordine umano con l’ordine cosmico).
  • Edizione inglese, p. 130 (circa): Parlando delle montagne sacre, Schipper nota: “These peaks are Ling, radiating a spiritual force that practitioners seek to absorb.” (Queste cime sono Ling, irradiando una forza spirituale che i praticanti cercano di assorbire).

Approccio di Schipper a “Ling”

Schipper non tratta “Ling” come un concetto isolato, ma come parte integrante della visione taoista del mondo. Lo descrive come:

  • Efficacia spirituale: La capacità di un essere, oggetto o luogo di manifestare il Tao.
  • Connessione dinamica: Un ponte tra il visibile (corpo, natura) e l’invisibile (divinità, cosmo).
  • Risultato della pratica: Qualcosa che si coltiva attraverso il respiro, la meditazione e i rituali.

Come Trovarlo nell’Edizione Italiana

Se hai una copia de Il Corpo Taoista in italiano (tradotto da Laterza, 1986), ti consiglio di cercare nei capitoli sui rituali (circa il capitolo 5) e sulla geografia sacra (circa il capitolo 7). Cerca termini come “potere spirituale”, “efficacia numinosa” o “energia divina”, poiché i traduttori potrebbero aver adattato “Ling” al contesto italiano senza sempre mantenerlo in cinese. Un controllo dell’indice per “Ling” o “spiritualità” potrebbe aiutarti a individuare le pagine esatte.

“Ling” è un concetto multifacettato, che incarna potere spirituale, presenza divina ed energia mistica nel taoismo, buddismo, shintoismo e magia. I suoi significati sono dipendenti dal contesto, riflettendo dinamiche culturali, storiche e rituali. Questo sondaggio ne evidenzia la ricchezza e la complessità, invitando i lettori a esplorarne ulteriormente le manifestazioni, riconoscendo l’interplay tra tradizione e innovazione nelle pratiche spirituali.
Certamente, ecco la traduzione in italiano:

Daozang (Canone Taoista)

  • In italiano, “Daozang” può essere tradotto come:
    • “Canone taoista”
    • “Raccolta dei testi taoisti”
  • Il Daozang è la raccolta completa dei testi classici del taoismo, equivalente al “Tripitaka” del buddismo. Contiene le opere classiche di varie epoche e scuole del taoismo, ed è un documento importante per lo studio del pensiero, della storia e della cultura taoista.
  • Il contenuto del Daozang è molto ricco e comprende la filosofia, le pratiche di coltivazione, le arti magiche, i talismani, i rituali, la medicina e le pratiche di mantenimento della salute del taoismo.
  • La formazione e lo sviluppo del Daozang riflettono l’evoluzione del pensiero taoista e la trasmissione della cultura taoista.

Ling (靈)

  • In italiano, “Ling” può essere tradotto come:
    • “Spirito”
    • “Anima”
    • “Potere spirituale”
    • “Forza mistica”
  • “Ling” nel taoismo si riferisce a un potere misterioso che trascende il mondo materiale, con qualità sacre, soprannaturali e inimmaginabili.
  • “Ling” può riferirsi a divinità, spiriti, energia spirituale, spiritualità, ecc., ed è un concetto importante nella fede e nella pratica taoista.
  • “Ling” è uno degli obiettivi importanti della pratica taoista. I taoisti cercano di comunicare e fondersi con “Ling” attraverso la pratica, per raggiungere l’immortalità e l’illuminazione.
  • Nei rituali e nelle arti magiche taoiste, “Ling” svolge anche un ruolo importante. I sacerdoti taoisti usano talismani, incantesimi e altri mezzi per mobilitare il potere di “Ling” per scopi quali l’esorcismo, la guarigione e la preghiera per la fortuna.
  • Il taoismo crede che “Ling” esista in tutte le cose dell’universo, compreso il corpo umano. La pratica del neidan taoista consiste nel coltivare “essenza”, “qi” e “shen” nel corpo umano per raggiungere l’elevazione di “Ling”.

神靈 (shén líng): Divinità 精靈 (jīng líng): Spiriti 靈氣 (líng qì): Energia spirituale 靈性 (líng xìng): Spiritualità

Relazione tra Daozang e Ling

  • Il Daozang contiene un gran numero di descrizioni e discussioni su “Ling”, incluso il culto delle divinità, l’uso dell’energia spirituale e la pratica della spiritualità.
  • Molti dei classici nel Daozang sono registrazioni e riassunti della comunicazione dei taoisti con “Ling” durante la pratica.
  • Il Daozang fornisce ai praticanti taoisti la conoscenza di “Ling” e i metodi per usare “Ling”.

In sintesi, il “Daozang” è il vettore della cultura taoista e “Ling” è il concetto centrale della fede taoista. I due dipendono l’uno dall’altro e insieme costituiscono il vasto e profondo sistema del taoismo.
「道藏」(Daozang)是道教經典的總集,相當於佛教的「大藏經」。而「靈」(Ling)在道教中是一個非常重要的概念,兩者之間有著密切的關聯。以下是「道藏」與「靈」在意大利語中的解釋:

道藏(Daozang)

  • 在意大利語中,道藏可以翻譯為:
    • “Canone taoista” (道教經典)
    • “Raccolta dei testi taoisti” (道教文本的集合)
  • 道藏是道教經典的總稱,相當於佛教的「大藏經」。它收錄了道教各個時期、各個派別的經典著作,是研究道教思想、歷史、文化的重要文獻。
  • 道藏的內容非常豐富,包括道教的哲學、修煉、法術、符籙、科儀、醫藥、養生等各個方面。
  • 道藏的形成和發展,反映了道教思想的演變和道教文化的傳承。

靈(Ling)

  • 在意大利語中,「靈」可以翻譯為:
    • “Spirito” (精神)
    • “Anima” (靈魂)
    • “Potere spirituale” (精神力量)
    • “Forza mistica” (神秘力量)
  • 「靈」在道教中指的是一種超越物質世界的神秘力量,具有神聖、神異、不可思議的性質。
  • 「靈」可以指神靈、精靈、靈氣、靈性等,是道教信仰和修煉的重要概念。
  • 「靈」是道教修煉的重要目標之一,道教徒通過修煉,追求與「靈」的溝通和融合,以達到長生不老、得道成仙的境界。
  • 在道教的科儀、法術中,「靈」也扮演著重要的角色,道士通過符籙、咒語等手段,調動「靈」的力量,以達到驅邪、治病、祈福等目的。
  • 道教認為,「靈」存在於宇宙萬物之中,包括人體。道教的內丹修煉,就是通過修煉人體的「精」、「氣」、「神」,以達到「靈」的提升。

道藏與靈的關聯

  • 道藏中收錄了大量關於「靈」的描述和論述,包括對神靈的崇拜、對靈氣的運用、對靈性的修煉等。
  • 道藏中的許多經典,都是道教徒在修煉過程中,與「靈」溝通的記錄和總結。
  • 道藏為修道者提供了關於「靈」的知識,以及如何運用「靈」的方法。

總而言之,「道藏」是道教文化的載體,而「靈」是道教信仰的核心概念。兩者之間相互依存,共同構成了道教博大精深的體系。

Di seguito riportiamo fonti dell’antica cultura Cinese, è un antico dizionario cinese dell’dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), il primo dizionario cinese completo esistente, e nel Língshū “靈樞”che si traduce letteralmente come “Perno Spirituale” o “Cardine Spirituale”. È noto soprattutto come il titolo di una delle due parti principali del Huangdi Neijing (Classico Interno dell’Imperatore Giallo), un antico testo cinese fondamentale per la medicina tradizionale cinese, risalente a un’epoca stimata tra il periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.) e la dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.). In questi antichi testi classici,oltre le ossa oracolari ancor più antiche, viene chiaramente identificato il valore semantico dell’ideogramma 靈 REI (giapponese) Ling (cinese) oltre ad ulteriori fonti giapponesi sul fondatore della disciplina REIKI, le quali in modo inequivocabile dimostrano che l’origine di tale disciplina sia totalmente da ricercare nel novero delle culture d’oriente: Shintoismo, Buddismo Esoterico, Taoismo. 神道 (Shintō) Buddismo Esoterico: 密教 (Mikkyō) Taoismo: 道教 (Dōkyō).

Mantra della LUCE


A nostro avviso il REIKI 靈氣 è una Disciplina psicofisica rigenerante, che può suscitare stati meditativi e facilitare processi di guarigione naturali, non si tratta di un religione anche se il substrato culturale di riferimento afferisce chiaramente alle Vie d’oriente.

Alcuni inserti/link specificano in modo dettagliato i richiami culturali afferenti al simbolismo REIKI , ai luoghi di riferimento KURAMA YAMA, alle connessioni con le arti curative e le arti marziali.
Inoltre specifichiamo la posizione della Chiesa Cattolica nei confronti del Reiki e confutiamo la teoria erronea relativa alla manipolazione dei gesuiti.
Alcuni link sono rivolti alla biografia del fondatore del Reiki 靈氣.
Mikao Usui dimostrano la sua totale estraneità dal cristianesimo e la sua adesione a culti tipici del Giappone. Riportiamo inoltre un intervista a Frank Arjava Petter, dopo lunghe ricerche rinvenne nel cimitero nel tempio di Saihoji, a Tokyo, la tomba di Usui, e il memoriale stele (l’Usui Memorial) in pietra naturale, alto più di tre metri, eretto dall’organizzazione creata da Usui, l’Usui Reiki Ryoho Gakkai.
Frank Arjava Petter esplora la forma tradizionale di Reiki appresa direttamente dai suoi maestri, in contrasto con le evoluzioni occidentali.


Lo Shuowen Jiezi (說文解字, “Discutere di scrivere e spiegare i caratteri”) è un antico dizionario cinese dell’dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), il primo dizionario cinese completo esistente. Fu compilato da Xu Shen (許慎) e pubblicato intorno al 100-121 d.C.

Definizioni attuali

  1. anima ; spirito
  2. bara
  3. efficace 
  4. appassionato
  5.  divinità
  6. agile
  7. Numinoso numinóso agg. e s. m. [dal ted. numinos, der. del lat. numen –mĭnis «nume»]. – Termine coniato dal teologo ted. Rudolf Otto (nella sua opera Das Heilige «Il Sacro», 1917) e da lui introdotto nella filosofia e nella storia delle religioni per indicare l’esperienza peculiare, extra-razionale, di una presenza invisibile, maestosa, potente, che ispira terrore ed attira: tale esperienza costituirebbe l’elemento essenziale del «sacro» e la fonte di ogni atteggiamento religioso dell’umanità

Di seguito diamo alcune delucidazioni sul termine che detiene un valore POLISEMANTICO ,come per esempio nella lingua italiana spirito

spirito( persona di spirito/spiritoso) 

Spirito (in senso di atmosfera spirituale)

spirito (indole es spirito libero) 
spirito (alcolico)
spirito (in toscana alcol)

spìrito (ant. e poet. spirto) s. m. dal lat. spirĭtus -us «soffio, respiro, spirito vitale», derivato di spirare:  ricalca il gr. πνεῦμα (che è l’equivalente del lat. spiritus); «alcole» è un termine alchimistico formato partendo dall’accezione di «esalazione»

 eccc…
 il termine REI è polivalente, nel contesto di riferimento alla disciplina, detiene un indubbia valenza di tipo esoterico perciò termine attualmente desueto e non comune anche in Giappone .

Troviamo più fonti di riferimento sul IDEOGRAMMA REI

L’ideogramma 霊 tama  ( in base al suo posizionamento l’ideogramma cambia fonema) è la semplificazione dell’antico ideogramma
靈 Rei Spirito, atmosfera spirituale mentre 言 Koto può essere tradotto con parola/discorso.

“spirito della parola” “potere del linguaggio”, “parola potente”, “parola magica” e “suono sacro”.

In questo fonte iniziamo ad intravvedere i fondamenti etimologici del termine REIKI, ritrovando in questa pratica un integrazione della disciplina stessa , in riferimento al Noto Maestro Ueshiba, fondatore dell’AIKIDO.

Medicina cinese: la Radice e i Fiori Giulia Boschi pag 333 L’ideogramma 明 MING/ LUCE
靈樞 Il perno spirituale o perno genialeperno magico, perno meravigliosoperno numinoso.
Ling 靈 è un ideogramma difficile da tradurre in modo univoco.

Nel Lingshu 靈樞 si parla della relazione fondamentale dell’uomo con il Cielo, tramite gli Spiriti, si dice cioè che le attività terrene sono sempre basate su influssi celesti.
Si potrebbe parlare di un trattato di psicologia cinese, se non fosse che la categoria della psiche non è presente nel mondo cinese (nel senso che una divisione tra psiche e soma non viene presentata).
Il tutto viene esposto secondo la dottrina dello yin e dello yang e delle cinque fasi wuxing (五行), le categorie del qi che dal I secolo a.C. sono servite a declinarlo.


L’ipotesi delle origini sciamaniche del Reiki si attestano sull’interpretazione dell’ideogramma Wu 巫 nella lingua cinese rappresenta lo sciamano/a si presente nella parte inferiore dell’ideogramma Rei/Ling 靈 , la ritualità evocativa e le procedure richiamano parassi di derivazione della cultura sciamanica d’oriente
”Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso ”esorcismo” tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..”
(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)


 Si dice che fu Sensei Mikao Usui, ricercatore spirituale praticante di discipline psicofisiche kiko/qi Gong,  di arti marziali che lo riscoprì, al inizio del 1900, lo chiamò Reiki.

BHUDDA DELLA GUARIGIONE

Titolo:
甲骨文 (Jiǎgǔwén): Ossi oracolari (scrittura antica cinese incisa su ossi di animali e gusci di tartaruga)

ULTERIORE CHIARIMENTO sulle ORIGINI DEL REIKI

Poichè in rete, vi sono innumerevoli teorie, spesso non supportate da rigorosa ricerca di fonti, tra le quali una teoria in merito all’utilizzo manipolatorio del reiki da parte dell’ordine dei Gesuiti di seguito riportiamo un link di riferimento Massimo Introvigne (un sociologo e saggista ,cattolico fondatore e direttore del Centro studi sulle nuove religioni (CESNUR), una rete internazionale di studiosi di nuovi movimenti religiosi, ) che segnala la posizione della Chiesa Cattolica in merito.
https://alleanzacattolica.org/il-reiki-tecnica-o-religione/

”Nel mondo cristiano ci si chiede spesso con preoccupazione se il reiki sia semplicemente una tecnica, o non sia invece una religione, che, in quanto fondata su nozioni orientali o panteistiche, sarebbe incompatibile con la fede cristiana.”
La relazione tra il Reiki e la Chiesa Cattolica è complessa e caratterizzata da una sostanziale incompatibilità dottrinale. Ecco alcuni punti chiave:

  • Differenze di visione spirituale:
    • Il Reiki si basa su una visione energetica del mondo, con concetti come il “ki” (energia vitale) che non trovano riscontro nella teologia cattolica.
    • La Chiesa Cattolica, invece, fonda la sua visione sulla fede in un Dio personale e trascendente, e sulla grazia divina come fonte di guarigione.
  • Guarigione:
    • Nel Reiki, la guarigione è vista come il risultato del riequilibrio energetico attraverso l’imposizione delle mani.
    • Nella tradizione cattolica, la guarigione è spesso associata alla preghiera, ai sacramenti e all’intercessione dei santi, e considerata un dono di Dio.
  • Preoccupazioni della Chiesa:
    • La Chiesa esprime preoccupazione per il rischio di sincretismo, ovvero la commistione di credenze e pratiche diverse, che potrebbe allontanare i fedeli dalla dottrina cattolica.
    • Inoltre, la chiesa mette in guardia sui pericoli di pratiche che potrebbero sconfinare nello spiritismo o nell’occultismo.
  • Documenti ufficiali:
    • La Chiesa Cattolica, attraverso documenti ufficiali, ha espresso la sua posizione critica nei confronti del Reiki, sottolineando l’incompatibilità con la fede cristiana.
    • In particolare, alcuni vescovi hanno affermato che il reiki “non sarebbe appropriato per le istituzioni cattoliche”.

In sintesi, la Chiesa Cattolica considera il Reiki una pratica incompatibile con la dottrina cristiana, a causa delle differenze fondamentali nella visione spirituale e nella comprensione della guarigione.

Si evincono posizioni chiaramente volte a ribadire l’esclusività del controllo sull’interiorità da parte dei ”mediatori della Chiesa”, del resto la Chiesa cattolica invita alla prudenza e al discernimento nell’approccio alla meditazione e allo yoga, incoraggiando i fedeli a rimanere saldi nella loro fede cristiana e a privilegiare la preghiera e la contemplazione cristiana.
La Chiesa generalmente non si oppone agli aspetti puramente fisici dello yoga, come gli esercizi di stretching e respirazione, che possono essere benefici per la salute. Tuttavia, mette in guardia dai rischi spirituali associati alle pratiche di meditazione e yoga che hanno radici in religioni orientali, come l’induismo e il buddismo.

L’uso di tecniche di meditazione orientale, gli enneagrammi, il New Age e via dicendo. Sono tutti “deboli e poveri elementi di questo mondo”, come li ha chiamati San Paolo, se paragonati alla potenza del Vangelo. ‘Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità…’ (Col 2,8-9)”. fonte https://www.ancoraonline.it/2015/03/19/il-gris-risponde-da-dove-proviene-il-reiki/

La teoria che lega i Gesuiti al Reiki emerge principalmente in ambiti non accademici, come blog, libri di nicchia o testi critici verso la New Age. Secondo alcune di queste narrazioni, Mikao Usui sarebbe stato influenzato dai Gesuiti o addirittura un loro membro segreto, e il Reiki sarebbe uno strumento da loro usato per scopi occulti o di manipolazione spirituale. Si sostiene, ad esempio, che:
Usui, convertitosi al cristianesimo a 16 anni (dato non verificato storicamente), sarebbe stato educato dai Gesuiti e avrebbe incorporato elementi cristiani nel Reiki.

I Gesuiti, noti per la loro presenza in Giappone secoli prima, avrebbero lasciato un’eredità culturale o spirituale che avrebbe influenzato indirettamente Usui.

Il Reiki sarebbe una sorta di “arma occulta” gesuita, mascherata da pratica orientale, per diffondere un’energia spirituale ambigua o addirittura pericolosa.

Interpretazione
La presunta relazione tra Gesuiti e Reiki sembra essere una costruzione speculativa, forse nata dall’esigenza di alcuni critici di collegare una pratica orientale percepita come ambigua a una narrazione di controllo o infiltrazione religiosa occidentale. Potrebbe anche riflettere una diffidenza verso i Gesuiti, spesso dipinti in teorie cospirative come manipolatori occulti, un’immagine alimentata dalla loro storia di potere e influenza.
In sintesi, storicamente e teologicamente non esiste una relazione documentata tra i Gesuiti e il Reiki. La connessione appare come un’ipotesi priva di fondamento concreto, più vicina alla speculazione che alla realtà storica.

Anche la teoria dei Chakra è contraria alla fede cristiana e rischiosa, perché apre a mondi occulti, dove è assai facile l’incontro col Maligno. […] Non è certo casuale che, per esempio, tanto nel Reiki, quanto nella cosiddetta apertura dei Chakra, si invochino forze misteriose utilizzando formule e parole il cui significato rimane occultato, spesso persino al maestro che le pronuncia 
(G. AMORTH – R.I. ZANINI, Più forti del male, San Paolo, Milano 2010, p. 154).

https://cesnur.com/il-reiki-tecnica-o-religione/introduzione-al-reiki/

In giapponese, “Reiju” (霊授) è un termine che si riferisce a una ”cerimonia” , attivazione, iniziazione o sintonizzazione importante all’interno della pratica del Reiki. Ecco alcuni punti chiave:

  • Significato:
    • “Rei” (霊) significa “spirito” o “anima”.
    • “Ju” (授) significa “dare” o “conferire”.
    • Quindi, “Reiju” può essere tradotto come “conferimento dello spirito” o “dare l’anima”.
    • Il Reiju è una cerimonia di iniziazione o attivazione utilizzata nel Reiki per sintonizzare una persona con l’energia Reiki.
    • Inevitabilmente in contesto cattolico, questa viene ritenuto  basandosi intransigente l’affermazione del padre della Chiesa Cipriano “Nulla salus extra Ecclesiam”, ovvero, non c’è nessuna salvezza fuori dalla Chiesa, un atto di ”possessione di flussi di forze estranee” alla cultura cattolica, mentre si tratta di un disciplina psicofiscica di presenza a se stessi nel qui ed ora, che può indurre stati meditativi o di piacevole benessere, e facilitare i processi naturali di ”guarigione”, rigenerazaione psicofisica ed equilibrio.

Si può invece evidenziare l’ampia diatriba tra le diverse organizzazioni, che promuovono il REIKI, le quali ritengono di ”trasmettere” la forma originaria , e vantano di discendere da un autentico lignaggio, assai difficile risalire alla veridicità dei fatti soprattutto se avulsi dal contesto del complesso sistema sincretistico giapponese e dei suoi innumerevoli rivoli ed intrecci nei secoli. In merito alle varie correnti consigliamo il testo di Dario Canil


A nostro avviso è indiscutibile che alcuni soggetti abbiano fatto un uso improprio di tale disciplina approfittando del mercato della spiritulità, frutto di una tendenza particolarmente marcata nella visione moderna capitalistica della ricerca smodata del profitto.

IPOTESI in merito agli ideogrammi/simboli fulan (glifi intersecati)

Grazie a Frank Arjava Petter è oggi possibile avere accesso a molte informazioni sconosciute in Occidente sull’origine del Reiki in Giappone e su molte tecniche originali.
Nel marzo del 1979 Frank Petter si ripropone di salvare sue fratello dalle grinfie del “cattivo” Guru Osho Rajneesh. Una volta a Poona, in India, rimane molto colpito da questo maestro spirituale e, sotto la sua direzione, sperimenta anni meravigliosi di meditazione e di esperienza di sé.
All’inizio degli anni ’80 la vita porta Frank Arjava Petter negli Stati Uniti, dove effettua una miriade di diverse esperienze, tra cui fare il poeta e il giardiniere. Lasciata l’America, la sua casa per un paio d’anni è ovunque e in nessun posto. Periodicamente torna in India a meditare. Un bel giorno uno dei suoi viaggi si prolunga e si trattiene in Giappone per diversi anni dove insieme all’ormai ex moglie Chetna Kobayashi, abita a Sapporo, circa 1500 chilometri a nord di Tokyo. Di fatto “reintroduce” il Reiki in Giappone, formando i primi Reiki Master che diffondono sul territorio il Metodo Reiki.
Durante la sua permanenza in Giappone Arjava scopre il Manuale Reiki Originale del dott. Mikao Usui pubblicato in inglese con il titolo Original Reiki Handbook of Dr. Mikao Usui, in tedesco con il titolo Original Reiki Handbuch des dr. Mikao Usui.

Frank Arjava Petter, dopo lunghe ricerche trova, nel cimitero del tempio di Saihoji, a Tokyo, la tomba di Usui, che è lì sin dal 1927, un anno dopo la sua morte.
Vicino alla tomba c’è un monumento, (l’Usui Memorial) in pietra naturale, alto più di tre metri, eretto dall’organizzazione creata da Usui, l’Usui Reiki Ryoho Gakkai.

Dettaglio della scritta Reiki sull'Usui Memorial

Dettaglio dell’antico Kanji (ideogramma) giapponese REIKI sull’Usui Memorial Su questa pietra è incisa la storia della vita di Usui Sensei – come e dove egli scoprì il Reiki – per mezzo delle parole del Sig. Ushida, il successore nominato da Usui Sensei stesso.

Attualmente in Italia, presso librerie internazionali, sono disponibili le versioni in inglese e in tedesco dei suoi libri Das Reiki Feuer e Reiki, das Erbe des dr. Usui, mentre facilmente reperibili sono i due testi Lo Spirito del Reiki, scritto con Walter Lübeck e William Lee Rand e Tecniche di Trattamento Reiki, scritto con Walter Lübeck.

直傳靈氣 JIKIDEN REIKI

Questa intervista con Frank Arjava Petter esplora Jikiden Reiki, definendola la forma tradizionale di Reiki appresa direttamente dai suoi maestri, in contrasto con le evoluzioni occidentali.
Petter spiega che Jikiden Reiki enfatizza la pratica focalizzata sul presente e sul miglioramento interiore (“shin shin kaizen”), piuttosto che l’invio di Reiki a situazioni esterne. Si discute anche della semplicità della pratica, dell’importanza della ripetizione per l’illuminazione intrinseca, e della non necessità di simboli specifici occidentali per la sua efficacia. Infine, Petter offre consigli sulla protezione energetica attraverso l’apertura del cuore e la coltivazione dell’amore interiore, sottolineando che la vera protezione risiede in uno stato d’animo centrato e positivo.

I principi fondamentali e le pratiche distintive del Jikiden Reiki, secondo la fonte, si concentrano sul mantenimento della tradizione di insegnamento ricevuta direttamente da Chiyoko Yamaguchi, che a sua volta l’ha appresa dal suo maestro Hayashi Sensei, allievo di Usui Sensei. Il termine “Jikiden” significa semplicemente “tradizionale” e sottolinea l’intenzione di insegnare il Reiki nello stesso modo in cui è stato appreso dal passato, senza modifiche.

Ecco alcuni aspetti fondamentali e pratiche distintive del Jikiden Reiki:

  • Tradizione e Invariabilità dell’Insegnamento: Il Jikiden Reiki si impegna a mantenere l’insegnamento tradizionale senza alterazioni, a differenza di altre forme di Reiki, come il Reiki occidentale, che ha subito modifiche nel tempo a causa dell’influenza di diversi insegnanti e culture.
  • Focus sull’Esperienza Pratica: C’è una forte enfasi sulla pratica diretta (pratica) piuttosto che sulla teoria. Chiyoko Yamaguchi sosteneva che la comprensione teorica si sviluppa attraverso l’esperienza pratica.
  • Shin Shin Kaizen come Obiettivo Primario: L’obiettivo principale del Reiki, secondo Usui Sensei, è lo “shin shin kaizen“, che si traduce come il metodo di guarigione Reiki per il miglioramento del cuore e della mente (shin) e del corpo fisico (shin).
  • Trattamento Individuale e Presenza nel “Qui e Ora”: Il Jikiden Reiki si concentra sul trattamento di persone (sé stessi o altri) uno a uno, o al massimo un gruppo di persone che trattano una singola persona. Non è originariamente concepito per inviare Reiki a situazioni, relazioni o eventi distanti come terremoti. L’importanza è posta sul “qui e ora”: lavorare sul presente per migliorare il passato e il futuro. Invece di inviare Reiki a una situazione futura (ad esempio, un esame), si lavora sulla causa sottostante nel presente (come la mancanza di autostima).
  • Semplicità e Umiltà: L’approccio è semplice e pratico, incoraggiando l’umiltà e concentrandosi sul cambiamento a partire dal proprio ambiente immediato. Invece di cercare di influenzare grandi eventi a distanza, si incoraggia a essere gentili e amorevoli nella propria vita quotidiana.
  • Assenza del Simbolo Dai Ko Myo nelle Iniziazioni Originali: A differenza del Reiki occidentale, il Jikiden Reiki sostiene che il simbolo Dai Ko Myo 大光日月 non faceva parte delle iniziazioni (reiju) originali di Usui Sensei e non è necessario per praticare efficacemente il Reiki. Questo simbolo è comparso nelle lignaggi del Reiki occidentale.
  • Protezione Energetica Attraverso l’Apertura del Cuore: La protezione contro le energie negative non si basa su tecniche specifiche o simboli, ma sull’apertura del cuore e sul riempirlo d’amore attraverso la respirazione e l’immaginazione. Essere centrati, rilassati e in armonia con sé stessi è la vera protezione. La paura di essere feriti può paradossalmente creare problemi.
  • Enlightened Action (Azione Illuminata): La pratica del Reiki in sé è considerata un’azione illuminata, non un mezzo per ottenere qualcosa (come la guarigione futura o l’illuminazione).
    L’atto di praticare con la mente giusta è ciò che conta.
    La ripetizione della pratica non ha lo scopo di ottenere certificati o qualcosa di nuovo, ma di interiorizzare un atteggiamento mentale corretto.

In sintesi, il Jikiden Reiki si distingue per la sua fedeltà agli insegnamenti originali, la sua enfasi sulla pratica esperienziale nel presente, la semplicità dell’approccio e una visione del Reiki focalizzata sul miglioramento personale interiore piuttosto che sull’intervento a distanza su situazioni esterne.
Secondo il testo, l’obiettivo primario del Jikiden Reiki, rifacendosi alle parole di Usui Sensei, è lo “shin shin kaizen”.

  • Shin (心) si riferisce al cuore e alla mente.
  • Shin (身) si riferisce al corpo fisico.
  • Kaizen (改善) significa miglioramento.

Pertanto, “shin shin kaizen” può essere tradotto come il metodo di guarigione Reiki per il miglioramento del cuore, della mente e del corpo fisico. Questo obiettivo viene perseguito attraverso varie tecniche del Reiki, come i Gokai (cinque principi) per guarire la mente dalle impurità e il trattamento con le mani per migliorare il corpo fisico e lo stato psico-emotivo.
L’intento è di alleviare la sofferenza legata al corpo fisico e alla sfera psico-emotiva.
La tradizione del Jikiden Reiki non è stata fondata da una singola persona nel senso di aver creato un nuovo sistema. Piuttosto, essa rappresenta una linea di insegnamento tradizionale del Reiki che si è mantenuta più vicina a come è stata trasmessa originariamente.

  • Mikao Usui (Usui Sensei) è il fondatore del Reiki stesso.
  • Chujiro Hayashi (Hayashi Sensei) è stato uno degli allievi di Usui Sensei.
  • Chiyoko Yamaguchi ha appreso il Reiki direttamente da Hayashi Sensei. Il Jikiden Reiki si basa sugli insegnamenti che lei ha ricevuto e tramandato senza modifiche.
  • Dopo la scomparsa di Chiyoko Yamaguchi nel 2003, suo figlio minore, Tadao Yamaguchi, ha assunto la guida della tradizione.

Quindi, mentre Mikao Usui è il fondatore del Reiki, la tradizione specifica del Jikiden Reiki si definisce per la sua adesione agli insegnamenti tramandati attraverso la linea di Hayashi Sensei a Chiyoko Yamaguchi. È la pratica e la preservazione di questo lignaggio di insegnamento, senza le alterazioni che si sono verificate in altre forme di Reiki, che caratterizzano il Jikiden Reiki.
Lo Jikiden Reiki differisce dal Reiki occidentale in diversi modi fondamentali, come emerge dalla fonte fornita e dalla nostra conversazione precedente. Ecco i principali punti di divergenza:

  • Lignaggio e Trasmissione: Lo Jikiden Reiki si definisce come la trasmissione diretta (jikiden) dell’insegnamento di Reiki così come Chiyoko Yamaguchi lo ha appreso dal suo maestro Hayashi Sensei, il quale era a sua volta un allievo di Usui Sensei. Il Reiki occidentale, invece, si è diffuso principalmente attraverso gli insegnamenti di Takata Sensei, un’altra allieva di Hayashi Sensei. Secondo la fonte, l’insegnamento del Reiki nella linea Takata e nelle successive (Reiki occidentale) ha subito alterazioni da parte sua, dei suoi studenti e dei loro studenti, influenzato dalla cultura e dall’ambiente in cui veniva insegnato e praticato.
  • Invariabilità dell’Insegnamento: Una delle caratteristiche distintive del Jikiden Reiki è il suo impegno a mantenere l’insegnamento tradizionale senza cambiamenti. Il suo “marchio” e la sua intenzione sono di insegnare nello stesso modo in cui è stato appreso dal passato. Al contrario, il Reiki occidentale ha visto uno sviluppo e una diversificazione delle tecniche e delle applicazioni nel tempo.
  • Obiettivo Primario del Reiki: Secondo lo Jikiden Reiki, basandosi sulle parole di Usui Sensei, l’obiettivo primario è lo “shin shin kaizen”, ovvero il miglioramento del cuore e della mente (shin) e del corpo fisico (shin). Sebbene anche il Reiki occidentale miri alla guarigione e al benessere, la fonte sottolinea che il Jikiden Reiki non era originariamente concepito per lavorare su situazioni esterne, relazioni o eventi distanti come terremoti. L’enfasi è sul trattamento individuale o su piccoli gruppi che trattano una persona.
  • Focus sul “Qui e Ora”: Lo Jikiden Reiki pone una forte enfasi sul lavorare nel “qui e ora”. Si considera che tutto ciò che è accaduto in passato e accadrà in futuro è determinato dal presente. Pertanto, l’intervento si concentra sul momento attuale per migliorare la condizione generale. Ad esempio, invece di inviare Reiki a un esame futuro, si lavora sulla mancanza di fiducia in sé stessi nel presente.
  • Semplicità e Approccio Pratico: Lo Jikiden Reiki è descritto come un approccio semplice e pratico. C’è una maggiore enfasi sulla pratica diretta (pratica) piuttosto che su teorie complicate. Chiyoko Yamaguchi sosteneva che la teoria si scopre attraverso l’esperienza pratica.
  • Assenza del Simbolo Dai Ko Myo nelle Iniziazioni Originali: Una differenza significativa è che il Jikiden Reiki sostiene che il simbolo Dai Ko Myo 大光 明 esisteva nelle tradizioni giapponesi originali e che Usui Sensei non lo utilizzava nelle iniziazioni (reiju)
    Questo simbolo è invece presente nei lignaggi del Reiki occidentale.
  • Protezione Energetica: Nello Jikiden Reiki, la protezione contro le energie negative non si basa su tecniche specifiche o simboli esteriori, ma sull’apertura del cuore e sul riempirlo d’amore attraverso la respirazione e l’immaginazione. Essere centrati, rilassati e in armonia con sé stessi è considerata la vera protezione. La paura di essere feriti viene vista come controproducente.
  • “Enlightened Action” (Azione Illuminata): Lo Jikiden Reiki considera la pratica stessa del Reiki come un’azione illuminata, non un mezzo per raggiungere un obiettivo futuro come la guarigione o l’illuminazione. L’atto di essere presenti e praticare con la giusta mentalità è ciò che conta, e la ripetizione serve a interiorizzare questo stato mentale. Questo si distingue da una mentalità occidentale più orientata al raggiungimento di risultati futuri.

Ecco i punti chiave su come praticare questa forma di protezione, basati sulle informazioni fornite:

  • Respirazione Profonda e Centratura: Il primo passo importante è respirare correttamente, portando il respiro nella parte inferiore dell’addome, circa due o tre centimetri sotto l’ombelico. Questo crea spazio nel torace e aiuta a rimanere centrati. Quando si è centrati, si è meno vulnerabili alle influenze esterne.
  • Visualizzazione del Cuore Pieno d’Amore: Si suggerisce di immaginare il proprio cuore come una stanza o un recipiente vuoto. Attraverso la respirazione, si inspira amore e si visualizza questo recipiente che si riempie gradualmente. Si può immaginare un colore associato all’amore, come il rosa o il verde.
  • Irradiazione dell’Amore: Una volta che il cuore è pieno d’amore, si può immaginare che questo amore trabocchi e si diffonda oltre il corpo, creando un’atmosfera di amore, gentilezza e dolcezza. In questo stato, è meno probabile essere feriti dalle negatività esterne, e le persone potrebbero essere meno inclini a tentare di farlo.
  • Accesso Volontario allo Stato d’Amore: Con la pratica costante (ogni giorno), si impara ad accedere a questo stato di amore nel proprio cuore in qualsiasi momento, senza che dipenda da fattori esterni o da altre persone. Diventa quasi un “pulsante” interiore che si può attivare.
  • Superare la Paura: È fondamentale allontanarsi dalla paura che qualcosa possa ferirci. Cercare costantemente di proteggersi con mezzi esterni può paradossalmente creare più problemi, come un “vaso di Pandora”.
  • L’Importanza dell’Atteggiamento: L’atteggiamento interiore gioca un ruolo cruciale. Se ci si aspetta negatività e dolore, è più probabile attrarli. Al contrario, se si genera un’atmosfera di amore e gentilezza nel proprio cuore, questa si diffonderà. Questo è più basato sul sentire che sul semplice pensiero positivo.

In sintesi, la protezione dalle energie negative nel Jikiden Reiki è un processo interiore che si coltiva attraverso la respirazione consapevole, la visualizzazione del cuore pieno d’amore e la pratica costante per rendere questo stato accessibile in ogni momento. L’enfasi è sull’irradiazione di amore come forma di protezione naturale, superando la paura e coltivando un atteggiamento positivo. Non si ricorre a simboli o tecniche esterne specifiche per questo scopo.
Secondo le informazioni presenti nella fonte e in linea con la nostra conversazione, la pratica costante è considerata essenziale nel Jikiden Reiki perché l’illuminazione e la comprensione si manifestano attraverso l’esperienza diretta e ripetuta, non attraverso la teoria o il raggiungimento di un obiettivo futuro.

Ecco i motivi principali per cui la pratica continua è fondamentale:

  • L’illuminazione è nell’azione stessa (“Enlightened Action”): Nel Jikiden Reiki, ispirato a concetti del Buddismo, la pratica non è un mezzo per ottenere qualcosa (come l’illuminazione, la guarigione futura o un certificato), ma l’azione stessa è considerata illuminata. L’atto di sedersi durante la meditazione o di imporre le mani durante un trattamento Reiki, fatto con la giusta consapevolezza e presenza, è intrinsecamente significativo.
  • La teoria si scopre con l’esperienza: Come affermato da Chiyoko Yamaguchi, “non c’è teoria nel Reiki, c’è solo pratica”. Attraverso la pratica, le “cose sbagliate” escono da sé e la comprensione si sviluppa naturalmente dall’esperienza diretta.
  • Interiorizzazione della “retta mentalità”: Ripetere le pratiche con la giusta mentalità (essere centrati, presenti, con il cuore aperto e pieno d’amore) aiuta a far sì che questa “retta mentalità” diventi parte della vita quotidiana. È un processo di interiorizzazione di un atteggiamento e di uno stato dell’essere.
  • Paralleli con altre discipline: La pratica costante nel Jikiden Reiki è paragonata alla ripetizione nelle arti marziali o nel Tai Chi. Anche quando si conosce teoricamente un movimento, la pratica continua è necessaria per perfezionarlo, integrarlo e farlo diventare parte di sé a un livello più profondo.
  • Semplificazione e naturalità: La ripetizione della pratica nel Jikiden Reiki è vista come un modo per lasciar emergere lo sviluppo naturale. Non si tratta di cercare costantemente qualcosa di nuovo o di complicato, ma di approfondire e raffinare ciò che già si fa attraverso la ripetizione.

  • Miglioramento di cuore/mente e corpo fisico (“Shin Shin Kaizen”): Secondo le parole di Usui Sensei, il Jikiden Reiki è un metodo di guarigione dell’energia dell’anima (“Usui Reiki Healing Method”) il cui obiettivo primario è il miglioramento del cuore e della mente (shin) e del corpo fisico (shin). Questo è il fine ultimo della pratica.
  • Alleviare la sofferenza: Il Jikiden Reiki mira ad alleviare le diverse forme di sofferenza che affliggono l’essere umano a livello fisico, psicologico ed emotivo.
  • Focus sul “Qui e Ora”: Un aspetto cruciale è l’enfasi sul lavorare nel momento presente. Si ritiene che tutto ciò che è stato e sarà sia determinato da ciò che accade ora. Pertanto, l’azione si concentra sul migliorare il proprio stato attuale, il che avrà un impatto positivo sul passato e sul futuro.
  • Pratica come via per la comprensione: Lo scopo non è tanto teorizzare, quanto praticare costantemente. Chiyoko Yamaguchi sosteneva che la vera comprensione e la “retta mentalità” emergono direttamente dall’esperienza e dalla ripetizione della pratica.
  • Azione Illuminata: La pratica del Jikiden Reiki è vista come un’azione illuminata in sé stessa, non come un mezzo per raggiungere un obiettivo futuro come la guarigione o l’illuminazione. L’essere presenti e agire con la giusta intenzione durante la pratica è fondamentale.
  • Promozione di un atteggiamento interiore positivo: Attraverso la pratica e la centratura, si mira a coltivare uno stato interiore di amore, gentilezza e armonia, che funge anche da protezione dalle negatività.

In sintesi, lo scopo fondamentale del Jikiden Reiki è il miglioramento olistico dell’individuo attraverso la pratica costante, focalizzandosi sul presente e promuovendo uno stato di benessere interiore che allevi la sofferenza a livello fisico, mentale ed emotivo. Non è orientato alla manipolazione di situazioni esterne o al raggiungimento di obiettivi futuri, ma piuttosto alla coltivazione di uno stato dell’essere centrato e amorevole nel “qui e ora”.

Secondo quanto affermato nella fonte, c’è una relazione tra il Jikiden Reiki e la filosofia buddista.

  • Frank Arjava Petter spiega che per illustrare lo scopo del Reiki, si può fare riferimento alla filosofia buddista.
  • Nella filosofia buddista, è un concetto chiaro che la vita è sofferenza. Tuttavia, questo non è inteso come un’affermazione negativa, ma piuttosto come una constatazione che la sofferenza è legata al corpo fisico e alla sfera psico-emotiva.
  • Il corpo fisico è soggetto a sofferenza attraverso la malattia, gli infortuni e l’invecchiamento, mentre la sfera psico-emotiva soffre nelle relazioni, nel lavoro e in vari altri aspetti della vita.
  • Lo scopo del Reiki è alleviare queste forme di sofferenza. Una volta che la sofferenza è alleviata, le cose materiali diventano meno importanti. Una persona felice può essere felice ovunque, anche in circostanze umili, e non ha bisogno di migliorare la propria situazione finanziaria per praticare Reiki.
  • La fonte aggiunge che il Reiki non è una religione, ma ha sentimenti religiosi che provengono dallo Shintoismo, dal Buddismo, dal Taoismo e dal Confucianesimo.
  • Uno degli aspetti che deriva dal Buddismo (e dallo Shintoismo) è che le azioni non vengono compiute per ottenere qualcosa, ma per il loro stesso valore, concetto che nel Buddismo è chiamato “azione illuminata”.
  • In questo senso, la pratica del Reiki non è finalizzata a raggiungere l’illuminazione o un altro obiettivo futuro, come guarire qualcuno. Invece, l’atto stesso di praticare Reiki nel “qui e ora” è considerato un’azione illuminata. La presenza e la connessione tra chi dona e chi riceve Reiki sono una celebrazione della vita.
  • Questo spiega anche la semplicità del Jikiden Reiki e l’importanza della ripetizione della pratica. L’illuminazione si trova nella pratica stessa, non in un risultato futuro o in un certificato. La ripetizione costante, come nelle arti marziali, mira a far sì che una “mente retta” diventi parte della vita quotidiana.

In sintesi, il Jikiden Reiki condivide con la filosofia buddista la comprensione della sofferenza come parte della condizione umana e vede la sua pratica come un mezzo per alleviarla. Inoltre, il concetto buddista di “azione illuminata” si riflette nell’enfasi sulla pratica del Reiki per il suo valore intrinseco nel momento presente, piuttosto che per un obiettivo futuro.

HIC ET NUNC

  • Nel Buddismo, si compiono azioni non per ottenere qualcosa in futuro, come l’illuminazione, ma perché l’atto stesso è illuminazione. L’illuminazione non è vista come un traguardo da raggiungere, ma come intrinseca all’azione compiuta nel presente.
  • Allo stesso modo, nel Jikiden Reiki, la pratica non è finalizzata a raggiungere un obiettivo specifico, come guarire qualcuno in futuro o ottenere l’illuminazione personale. Invece, si pratica Reiki nel “qui e ora” perché l’atto stesso di essere presenti e di connettersi con il cliente è considerato un’azione illuminata. È una celebrazione della vita nel momento presente.
  • Questo si ricollega all’enfasi del Jikiden Reiki sul lavorare sul “now here and now” (ora, qui e ora).
    Si considera che tutto ciò che è accaduto in passato e che accadrà in futuro è determinato dal presente. Pertanto, se la propria azione e il proprio stato interiore nel presente sono positivi, si influenza positivamente sia il passato che il futuro.
  • La maestra di Frank Arjava Petter, Chiyoko Sensei, affermava che “non c’è teoria nel Reiki, c’è solo pratica”. L’importanza è data all’esperienza diretta e alla pratica costante. La ripetizione non è fatta per ottenere qualcosa, come un certificato, ma per integrare un “atteggiamento di mente retto” nella vita quotidiana attraverso la pratica continua.
  • Questo approccio è distinto da una mentalità occidentale più orientata al raggiungimento di obiettivi futuri. Nel Jikiden Reiki, il valore è nell’azione stessa, compiuta con la giusta intenzione nel momento presente.

In sintesi, si fanno le cose, nel contesto del Jikiden Reiki e della filosofia buddista che lo influenza, perché l’azione stessa ha un valore intrinseco nel presente ed è considerata una forma di “azione illuminata”, piuttosto che per il raggiungimento di un risultato futuro. L’attenzione è sul “qui e ora” e sulla pratica costante come mezzo di crescita e di espressione di una “mente retta”.

Secondo quanto espresso nella fonte nel contesto della filosofia buddista e del Jikiden Reiki, la meditazione non è vista come un mezzo per ottenere qualcosa in futuro, come l’illuminazione.

  • Nella prospettiva buddista presentata, tentare di raggiungere l’illuminazione attraverso la meditazione è considerato un’illusione, come correre dietro a una carota che si è posta da soli e che quindi non si potrà mai raggiungere.
  • Invece, l’atto stesso di meditare, di sedersi in meditazione, è considerato “illuminazione” in sé. L’importanza è posta sull’esperienza del momento presente piuttosto che su un obiettivo futuro da raggiungere attraverso la pratica.
  • Questo concetto si riflette anche nella pratica del Jikiden Reiki, dove l’azione di fare Reiki nel “qui e ora” è vista come un'”azione illuminata”. Non si pratica Reiki per ottenere qualcosa, come la guarigione, ma perché l’essere presenti e connessi durante la pratica ha un valore intrinseco nel momento stesso in cui avviene.

In sintesi, basandosi sulla fonte, la meditazione, in questa specifica ottica influenzata dalla filosofia buddista e applicata al contesto del Jikiden Reiki, è l’esperienza del presente, l’atto stesso di “sedersi”, che rappresenta l’illuminazione, e non un mezzo per raggiungere uno stato futuro.
L’enfasi è sull’essere nel momento e sull’intrinseco valore dell’azione compiuta.
L’importanza della ripetizione della pratica è un concetto fondamentale nel Jikiden Reiki, strettamente legato alla sua filosofia e alla sua derivazione da principi buddisti.

  • L’illuminazione è nella pratica stessa: Secondo gli insegnamenti del Jikiden Reiki, ripresi dalla filosofia buddista, l’illuminazione non è un obiettivo futuro da raggiungere, ma è intrinseca all’atto stesso della pratica. La ripetizione non è quindi finalizzata all’ottenimento di un risultato specifico o di una certificazione. Invece, l’enlightenment si manifesta nel momento in cui si pratica.
  • Analogia con le arti marziali: Frank Arjava Petter paragona la ripetizione nella pratica del Reiki a quella presente in discipline come il Tai Chi o le arti marziali. Anche quando si conosce già la tecnica, si continua a praticarla costantemente. Questo serve a integrare profondamente la pratica e a far sì che diventi parte integrante della propria essenza.
  • Sviluppo di una “mente retta”: L’obiettivo della ripetizione è quello di coltivare e radicare una “mente retta” (right mind attitude). Attraverso la pratica costante con la giusta intenzione, si spera che questo stato mentale positivo diventi una parte naturale e spontanea della vita quotidiana.
  • Superamento della teoria attraverso l’esperienza: Chiyoko Sensei, la maestra di Frank Arjava Petter, enfatizzava che “non c’è teoria nel Reiki, c’è solo pratica”. La ripetizione della pratica permette di scoprire la vera essenza del Reiki attraverso l’esperienza diretta, superando la necessità di complicate teorizzazioni.
  • Semplicità e radicamento: La ripetizione è in linea con la semplicità del Jikiden Reiki. Invece di concentrarsi su nuove tecniche o livelli, l’enfasi è sul perfezionamento e sull’approfondimento della pratica esistente attraverso la ripetizione costante.

In sintesi, la ripetizione nella pratica del Jikiden Reiki non è un mero esercizio meccanico, ma un mezzo per incarnare i principi del Reiki, per coltivare una “mente retta” e per sperimentare l’illuminazione nel momento presente attraverso l’azione stessa.
Essa riflette la filosofia buddista che valorizza l’azione intrinseca rispetto al raggiungimento di obiettivi futuri.

Ti sei mai chiesto quanto siano diverse il Reiki occidentale e quello giapponese? E perché sono diventati così differenti? Questo libro esamina la cultura e la storia dietro il Reiki giapponese e come si è evoluto durante il suo viaggio in Occidente. Masaki Nishina insegna sia Reiki occidentale che giapponese in Giappone e, grazie ai suoi anni di esperienza, offre approfondimenti sulla verità del Reiki.

In questo libro scoprirai: 直傳靈氣 Jikiden Reiki

(1) Come gli eventi storici giapponesi hanno influenzato il Reiki, (2) Come il Reiki si confronta con altre terapie di guarigione dell’epoca, (3) Come la sopravvivenza del Reiki è stata minacciata dopo la guerra, (4) Quali cambiamenti la cultura occidentale ha apportato al Reiki, (5) Le differenze dettagliate tra il Reiki occidentale e quello giapponese, (6) Come il Reiki sia profondamente radicato nella cultura giapponese e nello Shinto, e (7) Cosa possiamo imparare tutti da quella cultura antica.
https://vimeo.com/ondemand/jreiki

Ammirazione di fronte alla natura
Accettare la natura così com’è
Forte connessione con la fonte (Shinto) con una consapevolezza positiva della vita e dell’essere umano
Tendiamo a lasciare che le cose accadano
Spesso preferiamo la minima intenzione
Queste caratteristiche si applicano tutte al Reiki.
La cultura occidentale è generalmente opposta a queste.

Punti Chiave

  • Sembra probabile che Morihei Ueshiba e Mikao Usui si conoscessero, dato il loro coinvolgimento in cerchi di arti marziali e spiritualità in Giappone all’inizio del XX secolo.
  • Morihei Ueshiba, nato nel 1883 e morto nel 1969, fondò l’Aikidō, un’arte marziale che enfatizza l’armonia.
  • Mikao Usui, nato nel 1865 e morto nel 1926, sviluppò il Reiki, un sistema di guarigione energetica.
  • Entrambi erano parte di una rete che includeva figure come Gichin Funakoshi e Jigoro Kano, suggerendo un’intersezione tra le loro attività.

Panoramica

Morihei Ueshiba, conosciuto come Ōsensei, fondò l’Aikidō, un’arte marziale che si concentra su tecniche come proiezioni, immobilizzazioni e leve articolari, con un forte focus sulla protezione dell’avversario e sullo sviluppo spirituale. Studiò varie arti marziali, tra cui il Daitō-ryū Aiki-jūjutsu, ed era influenzato dal movimento Ōmoto-kyō e dallo Shintoismo.

Mikao Usui, invece, fondò il Reiki, un sistema di guarigione energetica basato sull’uso dell’energia vitale, e aveva un background nelle arti marziali, come Aiki Jutsu e Daito Ryu. Prima di sviluppare il Reiki, viaggiò in Europa, America e Cina, diventando fluente in diverse lingue e approfondendo filosofia, medicina e teologia.

Connessione

Le ricerche suggeriscono che Ueshiba e Usui si conoscessero attraverso eventi e cerchi comuni, come “serate di osservazione della luna” dove si discuteva di arti marziali e spiritualità. Fonti italiane, come articoli su Reiki, indicano che Usui era amico di Ueshiba e interagiva con lui, insieme ad altri maestri come Funakoshi e Kano, evidenziando una rete di relazioni nel Giappone dell’epoca.

Un dettaglio inaspettato è l’estensione del background marziale di Usui, che includeva Aiki Jutsu e Daito Ryu, simile a quello di Ueshiba, suggerendo un terreno comune oltre le loro pratiche spirituali.


Nota Analitica Dettagliata su Morihei Ueshiba e Mikao Usui

Questa sezione fornisce un’analisi completa di Morihei Ueshiba e Mikao Usui, i loro contributi e la loro potenziale connessione, basandosi su contesti storici e culturali per offrire una comprensione approfondita per lettori interessati alle arti marziali e alle pratiche spirituali.

Profilo di Morihei Ueshiba

Morihei Ueshiba, nato il 14 dicembre 1883 a Nishinotani, Prefettura di Wakayama (oggi Tanabe), è il fondatore dell’Aikidō, che significa “la Via dell’Armonia Spirituale”. L’Aikidō si concentra su proiezioni, immobilizzazioni, leve articolari e alcune tecniche di percussione, con un’enfasi sulla protezione dell’avversario e sullo sviluppo spirituale e sociale. Ueshiba studiò diverse arti marziali in gioventù, tra cui Tenjin Shin’yo-ryu jujutsu sotto Tozawa Tokusaburo nel 1901 e Goto-ha Yagyu Shingan-ryu sotto Nakai Masakatsu dal 1903 al 1908. La sua influenza più significativa venne dal Daitō-ryū Aiki-jūjutsu, che studiò sotto Takeda Sōkaku dopo essersi trasferito a Hokkaido nel 1912 come parte di uno sforzo di colonizzazione.

Il suo percorso spirituale fu profondamente influenzato dal movimento Ōmoto-kyō, una setta Shintoista, a partire dal 1919 ad Ayabe. Qui aprì il suo primo dōjō e accompagnò Onisaburo Deguchi, capo di Ōmoto-kyō, in una spedizione in Mongolia nel 1924. I suoi insegnamenti enfatizzavano la pace e l’armonia, ed è ricordato come “Ōsensei” (Gran Maestro) o “Kaiso” (il fondatore) dai praticanti di Aikidō. Condusse la sua ultima sessione di allenamento il 10 marzo 1969 e morì il 26 aprile 1969 per un cancro al fegato. Fu sepolto al Tempio Kozan-ji a Tanabe e gli fu conferito il titolo buddista postumo “Aiki-in Moritake En’yū Daidōshi”.

Profilo di Mikao Usui

Mikao Usui, nato il 15 agosto 1865 a Taniai, Prefettura di Gifu, era un buddista Tendai e il fondatore del Reiki, un sistema di guarigione energetica usato per il benessere fisico, emotivo e mentale. Prima di sviluppare il Reiki, Usui aveva un background nelle arti marziali, studiando Aiki Jutsu e una forma precoce di Daito Ryu dall’età di 12 anni, raggiungendo un alto livello di competenza sia nelle armi che nel grappling. Era associato a noti artisti marziali dell’epoca, come Gichin Funakoshi e Jigoro Kano. Nel 1922, sperimentò un risveglio spirituale durante una meditazione sul Monte Kurama, che portò allo sviluppo del Reiki, che chiamò Usui Shiki Ryoho. Secondo la sua lapide commemorativa, insegnò Reiki a oltre 2.000 persone, con 16 studenti che raggiunsero il livello Shinpiden, equivalente al livello Maestro occidentale. Morì il 9 marzo 1926 per un ictus, quattro anni dopo aver fondato la sua scuola.

Esplorazione della Connessione tra Ueshiba e Usui

La connessione tra Morihei Ueshiba e Mikao Usui non è documentata esplicitamente nei record storici primari, ma è suggerita dal loro coinvolgimento in cerchi sociali e professionali comuni nel Giappone del primo XX secolo. Entrambi operavano durante un periodo di rinascita culturale e spirituale, particolarmente nelle arti marziali e nelle pratiche di guarigione alternative. L’Aikidō di Ueshiba, influenzato da Ōmoto-kyō, e il Reiki di Usui, con influenze buddiste e shintoiste, indicano un allineamento nei loro interessi.

Fonti italiane, come Storia del Reiki: Mikao Usui, affermano che “Morihei Ueshiba (il Maestro che ha ideato l’Aikido) era suo amico”, mentre Mikao Usui menziona che “si dice che abbia conosciuto alcuni illustri contemporanei: Morihei Ueshiba, fondatore dell’Aikido”. Altri articoli, come Mikao Usui, confermano che Usui interagiva con figure come Ueshiba in circoli spirituali. Questo suggerisce che si conoscessero attraverso eventi come “serate di osservazione della luna”, dove si discuteva di arti marziali e si recitavano poesie, un dettaglio inaspettato che evidenzia la loro interconnessione culturale.

Inoltre, entrambi erano parte di una rete più ampia che includeva figure come Onasiburo Deguchi (fondatore della religione Omoto) e Toshihiro Eguchi, sottolineando il loro ruolo interconnesso nelle comunità spirituali e marziali del Giappone. La prova tende a indicare che si conoscessero, anche se la natura esatta della loro relazione—personale, professionale o sociale—rimane meno chiara a causa della documentazione limitata.

Analisi Comparativa

Per comprendere meglio i loro contributi e la connessione, la seguente tabella confronta aspetti chiave di Ueshiba e Usui:

AspettoMorihei UeshibaMikao Usui
Nato14 dicembre 1883, Tanabe, Wakayama15 agosto 1865, Taniai, Gifu
Morto26 aprile 1969, Iwama9 marzo 1926, Fukuyama
Contributo PrincipaleFondò l’Aikidō, enfatizzando armonia e paceFondò il Reiki, sistema di guarigione energetica
Influenza SpiritualeŌmoto-kyō, Shintoismo, BuddismoBuddismo Tendai, influenze Shintoiste
Background MarzialeDaitō-ryū Aiki-jūjutsu, vari jujutsuAiki Jutsu, Daito Ryu, alta competenza
Conosciuto ComeŌsensei (Gran Maestro)Fondatore del Reiki, Usui Sensei
Connessione con AltriAssociato a Takeda Sōkaku, DeguchiAssociato a Funakoshi, Kano, Ueshiba

Questa tabella evidenzia i loro interessi condivisi in arti marziali e spiritualità, supportando la probabilità della loro conoscenza.

Contesto Culturale e Storico

Entrambi operavano durante le ere Meiji e Taisho in Giappone, periodi di modernizzazione e sintesi culturale. L’apertura del Giappone all’Occidente dopo l’isolamento permise scambi di idee che influenzarono le loro pratiche. L’Aikidō di Ueshiba fu registrato con il Dai Nippon Butokukai nel 1942, mentre gli insegnamenti di Reiki di Usui furono adattati per il pubblico occidentale da Hawayo Takata a metà del XX secolo. La loro era condivisa e gli interessi nell’armonizzare pratiche fisiche e spirituali suggeriscono un’intersezione naturale, ulteriormente evidenziata dalle loro associazioni con figure simili.

Dettaglio Inaspettato: Influenza Condivisa nelle Arti Marziali

Un dettaglio inaspettato è l’estensione del background marziale di Usui, che includeva Aiki Jutsu e Daito Ryu, allineandosi strettamente con gli studi di Ueshiba. Questa base comune potrebbe aver fornito un terreno per la loro interazione, oltre le loro ricerche spirituali, offrendo un livello più profondo alla loro connessione, spesso trascurato nelle discussioni su Reiki e Aikidō.

Conclusione

Morihei Ueshiba e Mikao Usui furono figure pivotali nelle arti marziali e pratiche spirituali giapponesi, con Ueshiba che fondò l’Aikidō e Usui che sviluppò il Reiki. Le ricerche suggeriscono che si conoscessero attraverso cerchi condivisi, parte di una rete di figure influenti nel Giappone del primo XX secolo. La loro connessione evidenzia la natura intrecciata di arti marziali e spiritualità, offrendo un’area ricca per ulteriori esplorazioni sulle loro eredità.

“Il Reiki è una tecnica o un metodo che si basa saldamente sui principi esoterici che erano rappresentati in Giappone nella prima parte del secolo scorso. Usui ha riunito, in un modo unico, i principi della medicina tradizionale cinese, tecniche di trasferimento energetico come il Chi Kung (nella sua forma giapponese di kiko), il Buddhismo Tendai in termini di esercizi energetici, potenziamenti e insegnamenti spirituali, e lo Shintoismo in termini di tecniche utilizzate per controllare le energie. “

L’origine dei simboli Reiki

“I simboli che vennero usati più avanti nella storia del Reiki hanno anch’essi le loro radici nel Buddhismo Tendai e nello Shintoismo. Ciò è stato fatto in un modo che consente a chiunque di essere connesso in modo permanente a una fonte di energia curativa, e di essere in grado di canalizzarla senza dover sottoporsi a molti anni di pratica, e possono imparare a trasmettere questa capacità ad altre persone in modo molto semplice.”

Reiki per la crescita personale

“Sebbene il Reiki sia generalmente promosso in Occidente come un sistema di guarigione, il suo scopo originale era la crescita personale e spirituale che si sarebbe sperimentata attraverso il sistema: conoscere il vero scopo della propria vita ed essere contenti, guarire se stessi e trovare il proprio percorso spirituale e, infine, raggiungere il satori.

Il monte Kurama, dove Usui sperimentò il suo sartori, è una montagna sacra. Si trova vicino a Kyoto, l’ex capitale del Giappone, un luogo descritto come “il cuore spirituale del Giappone”, un luogo con mille templi che rappresentano un’intera gamma di divinità. Il monte Kurama è importante anche dal punto di vista delle arti marziali, essendo il luogo in cui si dice che gli spiriti della montagna abbiano dato i segreti del combattimento ai samurai.

Trasmettere la stirpe del Reiki

“Usui addestrò 17 persone al livello Shinpiden, o maestro. C’erano 5 monache buddiste, 3 ufficiali della Marina e altri nove uomini, tra cui Eguchi che si diceva fosse il principale amico e studente di Usui. Eguchi in seguito formò la sua religione chiamata Tenohira-Ryouchi-Kenyuka.

Gli ufficiali della marina erano Jusaburo Gyuda/Ushida, Ichi Taketomi e Chujiro Hayashi , e formarono la Usui Reiki Ryoho Gakkai . “

  • Jusaburo Ushida (牛田従三郎):
    • Era un contrammiraglio della Marina imperiale giapponese.
    • Fu il secondo presidente dell’Usui Reiki Ryoho Gakkai, la società originale di Reiki fondata da Mikao Usui.
  • Ichi Taketomi (武富一):
    • Anch’egli contrammiraglio della Marina imperiale giapponese.
    • Succedette a Ushida come terzo presidente dell’Usui Reiki Ryoho Gakkai.
  • Chujiro Hayashi (林忠次郎):
    • Era un capitano della Marina imperiale giapponese.
    • Fu uno degli studenti di Mikao Usui e svolse un ruolo cruciale nella diffusione del Reiki.
    • Si distaccò dall’Usui Reiki Ryoho Gakkai per fondare la sua organizzazione, la Hayashi Reiki Kenkyukai.
    • Fu il maestro di Hawayo Takata, che portò il Reiki in Occidente.

In sintesi, questi tre ufficiali della Marina giapponese ebbero un ruolo significativo nella storia del Reiki, sia nella sua forma originale che nella sua diffusione successiva. Hayashi, in particolare, è considerato una figura chiave per aver reso il Reiki accessibile al mondo occidentale.


Mantra della Luce 
giapponese : 
kōmyō shingon , 光明真言, sanscrito: 
Prabhāsa-mantra ),

Numerosi mantra , sillabe seme e dharani sono associati al Buddha Vairocana.

Un mantra di base comune è il seguente:

Oṃ Vairocana Vaṃ

Un altro mantra popolare correlato a Vairocana è il Mantra della Luce , che è popolare nel Buddhismo giapponese, incluso lo Shingon .

Oṃ Amogha Vairocana Mahāmudrā Maṇipadma Jvala Pravartāya Hūṃ

Il Huangdi Neijing è tradizionalmente attribuito all’Imperatore Giallo (Huangdi), una figura mitologica della cultura cinese ritenuta uno dei progenitori della civiltà cinese, vissuto, secondo la leggenda, intorno al 2700 a.C. Tuttavia, gli studiosi concordano che il testo non sia opera di un singolo autore né risalga a un’epoca così remota. La sua composizione è datata tra il periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.) e la dinastia Han occidentale (206 a.C. – 9 d.C.), con contributi e revisioni che si sono protratti nei secoli successivi.

Il testo riflette il pensiero filosofico e scientifico dell’epoca, integrando concetti del taoismo, del confucianesimo e della cosmologia cinese, come il dualismo yin-yang e la teoria dei cinque elementi (legno, fuoco, terra, metallo, acqua). È probabile che sia stato compilato da diversi medici e studiosi anonimi, che hanno raccolto conoscenze mediche tramandate oralmente o attraverso testi precedenti.

Struttura del testo

Il Huangdi Neijing è diviso in due sezioni principali:

  1. Suwen (Domande Semplici o Domande di Base): Si concentra sulla teoria medica, la fisiologia, la patologia e i principi generali della salute. È scritto in forma di dialogo tra Huangdi e i suoi consiglieri, come Qibo, il medico leggendario.
  2. Lingshu (Perno Spirituale): Approfondisce argomenti più pratici, come l’agopuntura, la moxibustione e l’anatomia energetica del corpo (i meridiani). È considerato un complemento tecnico al Suwen.

In origine, queste due parti potrebbero non essere state distinte, ma nel tempo sono state organizzate separatamente, pur mantenendo una stretta interconnessione.

Huangdi Neijing 黃帝內經 – Canone Interno dell’Imperatore Giallo

Evoluzione e trasmissione

Durante la dinastia Han, il Huangdi Neijing fu canonizzato come testo medico fondamentale, grazie anche alla sistematizzazione delle conoscenze sotto l’influenza dell’erudito Zhang Ji (Zhang Zhongjing) e di altri. Tuttavia, il testo originale subì modifiche e interpolazioni nel corso dei secoli. La versione che ci è pervenuta è stata in gran parte standardizzata durante la dinastia Tang (618-907 d.C.) e ulteriormente raffinata nella dinastia Song (960-1279 d.C.), quando Wang Bing, un medico e studioso, revisionò e commentò il Suwen, aggiungendo sue interpretazioni.

Il Lingshu, invece, ha una storia testuale più incerta: alcune parti potrebbero essere andate perdute o riscritte, e il suo contenuto tecnico lo rese meno accessibile rispetto al Suwen. Durante la dinastia Ming (1368-1644 d.C.), il testo fu ristampato e studiato ampiamente, consolidando il suo ruolo nella formazione medica.

Contenuto e significato

Il Huangdi Neijing non è solo un manuale medico, ma una visione olistica dell’essere umano in relazione alla natura e al cosmo. Introduce concetti chiave come:

  • Il qi (energia vitale) come forza fondamentale della vita.
  • L’equilibrio tra yin e yang come base della salute.
  • La prevenzione come principio primario, con consigli su dieta, stile di vita ed emozioni.
  • L’uso dei meridiani e dei punti di agopuntura per trattare le malattie.

Il testo si distingue per il suo approccio filosofico: la malattia è vista come uno squilibrio tra l’uomo e il suo ambiente, e la cura richiede un riallineamento con le leggi naturali.

Influenza e eredità

Il Huangdi Neijing ha plasmato la medicina tradizionale cinese per oltre due millenni, influenzando non solo la Cina, ma anche Giappone, Corea e altre culture dell’Asia orientale. Ancora oggi è studiato e applicato nella pratica dell’agopuntura, della fitoterapia e del qigong. La sua importanza va oltre la medicina: è un documento storico che offre uno sguardo sulla scienza, la filosofia e la spiritualità della Cina antica.

Nonostante la sua venerazione, il testo presenta sfide per gli studiosi moderni: il linguaggio arcaico, le metafore e le interpolazioni successive rendono difficile distinguere gli strati originali da quelli aggiunti. Tuttavia, la sua profondità e la sua visione olistica continuano a ispirare.

靈樞經 (Líng Shū Jīng): Questo è il titolo del libro. 靈 (Líng) significa “spirituale”, “efficace”, “meraviglioso”.
樞 (Shū) significa “perno”, “cardine”, ma in questo contesto si riferisce ai punti di agopuntura e ai canali energetici del corpo.
經 (Jīng) significa “classico”, “testo sacro”.
Quindi, “Líng Shū Jīng” si traduce come “Il Classico del Perno Spirituale” o “Il Canone delle Meraviglie Spirituali”. È uno dei testi fondamentali della medicina tradizionale cinese, incentrato sull’agopuntura e sulla moxibustione. l’immagine mostra la copertina di un’edizione del “Líng Shū Jīng”, un testo classico di medicina tradizionale cinese, con note e commenti di 馬元臺 e 張隱庵, pubblicato dall’Associazione Generale per la Ricerca sulla Medicina Cinese e Occidentale di Pechino.

Nella mitologia e nella tradizione religiosa giapponese, Binzuru Sonja (in giapponese 賓頭盧尊者, Binzuru Sonjaa) è una figura venerata come divinità associata alla guarigione, in particolare attraverso il contatto fisico, come il tocco con le mani. Binzuru è una rappresentazione di Pindola Bharadvaja, uno dei sedici Arhat (discepoli illuminati del Buddha) nel buddhismo, e il suo culto si è diffuso in Giappone integrandosi con le pratiche popolari e lo shintoismo locale. Binzuru deriva dalla tradizione buddhista indiana, dove Pindola era noto per i suoi poteri soprannaturali, tra cui la capacità di guarire le malattie. Secondo la leggenda, era un monaco di grande saggezza, ma fu rimproverato dal Buddha per aver abusato dei suoi poteri mostrando meraviglie a un pubblico profane, un atto ritenuto inappropriato. Come penitenza, gli fu ordinato di rimanere nel mondo per aiutare gli esseri umani, diventando così una figura di compassione e guarigione. In Giappone, questa storia si è evoluta, e Binzuru è diventato una divinità popolare, spesso invocata per la cura di mali fisici. Culto e pratiche di guarigione

In molti templi giapponesi, come il celebre Tōdai-ji a Nara, si trovano statue di Binzuru, solitamente poste all’esterno delle sale principali. Queste statue sono oggetto di un rituale particolare: i fedeli toccano o strofinano con le mani una parte specifica della statua (ad esempio la testa, le mani o le gambe) che corrisponde alla zona del loro corpo afflitta da dolore o malattia. Si crede che questo contatto trasferisca il potere curativo di Binzuru al devoto. Dopo aver toccato la statua, i fedeli spesso si strofinano la parte del corpo malata con la stessa mano usata per il contatto, come gesto simbolico di trasmissione della guarigione.

Ad esempio:

  • Se qualcuno soffre di mal di testa, potrebbe strofinare la testa della statua e poi la propria fronte.
  • Per dolori alle gambe, si tocca la gamba della statua e poi la propria.

Questo rituale riflette una combinazione di fede buddhista e credenze popolari giapponesi, dove il contatto fisico con un oggetto sacro è visto come un mezzo per ricevere benedizioni o energia spirituale.

Rappresentazione

Binzuru è spesso raffigurato come un anziano monaco calvo, con una lunga barba, seduto in meditazione o in una posa serena. Le sue statue sono consumate e lucidate in alcune parti a causa del contatto frequente dei fedeli, un segno tangibile della sua popolarità. A differenza di altre divinità più maestose, Binzuru ha un’aura accessibile e terrena, che lo rende particolarmente caro alla gente comune.

Significato culturale

Il culto di Binzuru evidenzia l’importanza della guarigione nella spiritualità giapponese e il sincretismo tra buddhismo e tradizioni locali. Non è una divinità suprema come Amaterasu (la dea shintoista del sole) o un kami della natura, ma un’entità più vicina agli esseri umani, che offre sollievo pratico e diretto. La sua presenza nei templi, come a Tōdai-ji, dove i visitatori lo venerano accanto al Grande Buddha, mostra come il buddhismo giapponese abbia adattato figure minori per rispondere ai bisogni quotidiani dei fedeli.

Binzuru (Pindola Bharadvaja), che è spesso associato alla saggezza, alla compassione e alla vittoria sulle difficoltà interiori attraverso la pratica spirituale. La “guerra interiore” potrebbe riferirsi alla lotta contro i desideri, le illusioni o le sofferenze, un tema centrale nel buddhismo.

Binzuru Prajñādeva (賓頭盧頗羅墮尊者), uno dei dieci grandi discepoli del Buddha, noto come “il primo campo di merito”.

Secondo il Sutra dell’Invocazione di Binzuru, Binzuru è il nome e Prajñādeva il cognome. Era un grande discepolo di Shakyamuni, il Buddha, e aveva raggiunto lo stato di Arhat. Tuttavia, una volta mostrò i suoi poteri soprannaturali senza permesso, e per questo il Buddha gli vietò di entrare nel Nirvana, ordinandogli di rimanere nel mondo per portare beneficio a tutti gli esseri viventi. Binzuru fece allora un voto: «Ho seguito l’ordine del Buddha, che mi ha proibito di entrare nel Nirvana. Desidero rimanere per sempre nel mondo: se qualcuno mi invita a ricevere offerte, io risponderò sempre». Da qui deriva probabilmente il detto: “Quando si offre cibo a mille monaci, ci sarà sempre un Arhat che accetterà l’offerta”.

靈潔肇祖臼丼先生功德之碑 stele in memoria dell’agire virtuoso del Maestro Usui

靈潔肇祖臼丼先生功德之碑

REIHO CHOSO USUI SENSEI KUDOKU NO HI

臼井先生的功德碑
靈潔

 

靈氣療癒方式主要的目的是不僅治癒身體的疾病,並且注重身、心、靈合一,因此教人學習享受生命及感受福祉。靈氣守則如下:

就在今日,我不生氣。
就在今日,我不擔心。
就在今日,我對許多恩賜心懷感謝。
就在今日,我誠實的賺取生活所需。
就在今日,我善待鄰居及每一個生命。

Lo scopo principale del metodo di guarigione ReiKi non è solo quello di curare le malattie del corpo, ma anche di concentrarsi sul corpo, la mente e lo spirito, in modo da insegnare alle persone a imparare a godersi la vita e sentirsi a proprio agio.
Il codice Reiki è il seguente:

Proprio oggi, non sono arrabbiato.
Proprio oggi, non sono preoccupato.
Proprio oggi, sono grato per molti doni.
Proprio oggi, guadagno l’onestà di vivere.
Proprio oggi, tratto i miei vicini e ogni vita.

Stele_funeraria_Mikao_Usui.jpg

靈氣功德碑文

本文乃是將臼井先生的墓碑上所立的功德碑文由日文轉翻譯過來的文章。

靈氣創始者-仁慈的臼井老師的紀念碑是由頂部開始,從右至左閱讀,紀念墓碑中主要闡述靈氣的精神、方法;其中記載各種有關靈氣的行為或事蹟….

靈氣的創始者–臼井老師的紀念碑。

經由良好的修養與訓練來讓人們體驗靈氣,透過講授方式來讓人們實踐靈氣的義理。

自古以來,在這些聰潁的人們、天才、哲學家之中 ,同時擁有高尚品德和崇高行為的人才能成為偉大的創始者和領導人,臼井老師就是其中之一。

臼井老師(尊稱),的這種新療癒方式乃是運用宇宙能量使身體變的更健康。這個全新的療癒方式經由口耳相傳,一傳十、十傳百,直至今日人們已逐漸想要了解並應用這種療癒方式。

(這種”療癒方式”是指傳統臼井氏靈氣療癒方式,其中包括了五條靈氣守則。)

臼井老師於1865年08月15日出生在日本的岐阜縣山方郡谷合村這個地方(現在的谷合村這個地方屬於美山町的一部分),臼井老師的家族是擁有武士血統的家族,也因此臼井家族擁有自己的徽章。臼井老師自小便是一位有才能和勤奮工作的學生,他的學習能力十分優秀。他長大以後,他更四處在歐洲、美國(美洲)和中國等地旅行並學習知識。

當老師在鞍馬山進行斷食的苦修,在第二十一天時,突然他感覺他的頭頂有一股強烈的能量進入到身體之中,在此時他獲得了靈氣的能量,也同時領悟了真理。於是老師先將這個嶄新的療癒方法在他的家庭中試驗,事實証明他的療癒方式很成功。於是老師將這個療癒方式公諸於世,邀請大家分享這個愉快的訊息,他的無私與寬大的胸懷令人感佩。(通常這樣的知識都被當成家傳絕學,以增加或者鞏固家庭權力。)

在歷經了11年又4個月的期間,在1922年他成功的將他的理念闡述到東京等地。並成立了自己的道場,在那裡,他成功的打入社交界並開始指導靈氣療癒方式。同時交授靈氣守則,老師所指導的心靈守則簡單易懂,這些指導守則,是基於靈氣療癒方式的概念。

人們開始自遠方至此學習靈氣療癒方式。

在1923年的9月,由於地震與火災等事件發生,有許多受傷的患者陸續湧現。臼井老師深感憂慮,他每天在城市中奔走療癒這些患者,雖然老師ㄧ個人所能救助的人數有限,但是在這個緊急事件期間,老師透過他的手將愛傳送給人間。

至此以後隨著學習靈氣的人數增加,他的道場變得太小。 在1925年的2月,他在東京外面建造一個新的道場。隨著老師的聲譽提昇,知名度也漸漸打開,老師經常獲邀巡迴日本各地,在旅途中老師不幸過世,得年 62歲。(在西方記錄,老師是1865年08月15日出生 ~ 1926年03月09日死亡;然而,在日本記載中,歲數的計算是西元算法再多加1歲。)

老師的個性溫和、文雅和謙卑。他始終面帶微笑,處理事情也極具堅定及耐心。臼井老師擁是個多才多藝的人。喜歡閱讀,並且多方涉獵各類知識,舉凡歷史、傳記、醫學(藥)、神學等書籍,也喜歡佛教經和聖經、心理學、等方向的科學知識、預言等等;我想老師豐富的知識與訓練,或許是幫助他獲得靈氣的另一個關鍵,相信老師的每個學生也都同意我的說法。 (臼井氏靈氣系統的起源大約是在5世紀左右由中國傳到日本的道教和神道。)

靈氣療癒方式主要的目的是不僅治癒身體的疾病,並且注重身、心、靈合一,因此教人學習享受生命及感受福祉。靈氣守則如下:

就在今日,我不生氣。
就在今日,我不擔心。
就在今日,我對許多恩賜心懷感謝。
就在今日,我誠實的賺取生活所需。
就在今日,我善待鄰居及每一個生命。

老師將靈氣守則視為:招福的密法,萬病的靈藥。只要每天早晚將手合掌祈禱,口中唱誦靈氣守則,便可使心靈純淨。就是這麼簡單的方式,便可以使眾人獲得利益,這也是靈氣療癒方式變得那麼流行的原因。有許多人們亟需改變,幸運的是如果靈氣療癒方式能夠遍及世界廣被傳播,對這世界能得到很大的幫助,淨化人們的心靈。由此可以肯定地說靈氣療癒方式不僅僅只能治癒慢性病和壞習慣而已。

目前老師的學生已經到達超過 2,000人(這個數目也可能包括這些學生的學生)。許多學生在東京進行靈氣療癒的學習,並充份在全國各地推廣靈氣療癒方式。雖然老師過世,但是靈氣療癒方式不會因此而失傳。美國慈善協會就將老師的生平及療氣療癒方式公佈給予世人明瞭。

現在有許多學生匯聚在這個地區並興建紀念碑,我被問為什麼寫這些詞,是因為我深深地欣賞老師的工作以及尊重老師的德行,為了表達身為一個學生的感動,我心甘情願接受這份工作。我真誠地希望人們不要忘記臼井老師大愛的行為。

碑文落款部分
碑文落款部分

<日本原文碑文>

霊法肇祖臼井先生功徳之碑

修養練磨ノ実ヲ積ミテ中ニ得ル所アルヲ之ヲ徳ト謂ヒ開導拯済ノ道ヲ弘メテ外ニ施ス所アルヲ之ヲ功ト謂フ功高ク徳大ニシテ始メテ一大宗師タルコトヲ得ヘシ古来ノ賢哲俊偉ノ士カ学統ヲ垂レ宗旨ヲ創メシ者ハ皆然ラサルナシ臼井先生ノ如キモ亦其ノ人ナルカ先生新ニ宇宙ノ霊氣ニ本ツキテ心身ヲ善クスル法ヲ肇ム四方伝ヘ聞キ教ヲ乞ヒ療ヲ願フ者翕然トシテ之ニ帰ス嗚呼亦盛ンナルカナ先生通称甕男号ハ暁帆岐阜県山県郡谷合村ノ人其ノ先ハ千葉常胤ニ出ツ父諱ハ胤氏通称宇左衛門母ハ河合氏先生慶応元年八月十五日ヲ以テ生ル幼ヨリ苦学力行儕輩ニ超ユ長スルニ及ヒ欧米ニ航シ支那ニ游フ既ニシテ世ニ立ツ事志ト違ヒ轗軻不遇屡窮約ニ処リシモ毫モ屈撓セス鍛練益至レリ一日鞍馬山ニ登リ食ヲ断チテ苦修辛練スルコト二十有一日倏チ一大霊氣ノ頭上ニ感シ豁然トシテ霊氣療法ヲ得タリ是ヨリ之ヲ身ニ試ミ家人ニ験スルニ功効立チトコロニ見ハル先生以為ヘラク独リ其ノ家人ヲ善クスルヨリハ広ク世人ニ授ケテ共ニ其ノ慶ニ頼ルニ若カスト大正十一年四月居ヲ東京青山原宿ニ定メ学会ヲ設ケ霊氣ノ療法ヲ授ケ治療ヲ行フ遠近来リ乞フ者履戸外ニ満ツ十二年九月大震火災起リ創傷病苦到ル処ニ呻吟ス先生深ク之ヲ痛ミ日ニ出テテ市ヲ巡リ救療スルコト幾何ナルヲ知ルヘカラス其ノ急ニ赴キ患ヲ済フコト大率此ノ如シ後道場ノ狭隘ナリシヲ以テ十四年二月市外中野ニ卜築ス声誉彌著ハレ地方ヨリ招聘スル者少カラス先生其ノ需ニ応シ呉ニ之キ広島ニ向ヒ佐賀ニ入リ尋テ福山ニ抵ル偶疾作リ遂ニ客舎ニ歿ス時ニ大正十五年三月九日ナリ享年六十二配鈴木氏名ハ貞子一男二女ヲ生ム男ヲ不二ト曰ヒ家ヲ嗣ク先生人ト為リ温厚恭謙ニシテ辺幅ヲ飾ラス躯幹豊偉常ニ莞爾トシテ笑ヲ含ム其ノ事ニ当ルヤ剛毅ニシテ善ク忍ヒ用意尤モ深シ素トヨリ才芸多ク読書ヲ好ミ史伝ニ渉リ医書及ヒ仏耶ノ経典ニ出入シ心理ノ学神仙ノ方禁呪占筮相人ノ術ニ至ルマテ通セサルナシ蓋シ先生ノ学芸経歴ハ修養練磨ノ資料トナリ修養練磨ハ霊法開創ノ管鍵トナリシコトハ彰彰乎トシテ昭ラカナリ顧フニ霊法ノ主トスル所ハ独リ疾病ヲ療スルニ止マラス要ハ天賦ノ霊能ニ因リテ心ヲ正シクシ身ヲ健ニシテ人生ノ福祉ヲ享ケシムルニ在リ故ニ其ノ人ヲ教フルヤ先ツ明治天皇ノ遺訓ヲ奉体シ朝夕五戒ヲ唱ヘテ心ニ念セシム一ニ曰ク今日怒ル勿レ二ニ曰ク憂フル勿レ三ニ曰ク感謝セヨ四ニ曰ク業ヲ励メ五ニ曰ク人ニ親切ナレト是レ実ニ修養ノ一大訓ニシテ古聖賢ノ警戒スル者ト其ノ揆ヲ一ニセリ先生之ヲ以テ招福ノ秘法萬病ノ霊薬トナセハ其ノ本領ノ在ル所知ラルヘシ而カモ開導ノ道ニ至リテハ力メテ卑近ヲ旨トシ何等高遠ノ事ナク静坐合掌朝夕念誦ノ際ニ醇健ノ心ヲ養ヒ平正ノ行ニ復セシムルニ在リ是レ霊法ノ何人モ企及シ易キ所以ナリ輓近世運推移シ思想ノ変動寡カラス幸ニ此ノ霊法ヲ普及セシムルアラハ其ノ世道人心ニ裨補スル者鮮少ナラサルヘシ豈啻ニ沈痾痼疾ヲ療スル益ノミナランヤ先生ノ門ニ入ル者二千余人高弟ノ都下ニ居ル者ハ道場ニ会シテ遺業ヲ継キ地方ニ在ル者モ亦各其ノ法ヲ伝フ先生逝クト雖モ霊法ハ永ク世ニ宣播スヘシ嗚呼先生ノ中ニ得テ外ニ施ス者豈ニ偉且大ナラスヤ頃者門下ノ諸士相議シ石ヲ豊多摩郡西方寺ノ墓域ニ建テ其ノ功徳ヲ頌シ以テ不朽ヲ図ラントシ文ヲ予ニ属ス予深ク先生ノ偉蹟ニ服シ諸士カ師弟ノ誼ニ篤キヲ嘉ミシ敢テ辞セスシテ其ノ梗概ヲ叙シ後人ヲシテ観感瞻仰諠ル能ハサラシメンコトヲ庶幾フ

 當然,以下是將臼井先生的靈氣功德碑文翻譯成義大利文:

Iscrizione della Stele Commemorativa dei Meriti del Maestro Usui, Fondatore del Metodo Reiki

Si dice che il conseguimento di risultati attraverso la coltivazione e la pratica interiore sia virtù, e che la diffusione del sentiero della guida e della salvezza verso l’esterno sia merito. Solo chi possiede alti meriti e grandi virtù può diventare un grande maestro e fondatore. Tutti i saggi e i grandi uomini del passato che hanno trasmesso una linea di apprendimento e fondato una dottrina sono stati così. Anche il Maestro Usui era uno di loro.

Il Maestro Usui ha creato un nuovo metodo per migliorare la salute del corpo e della mente basato sull’energia universale del Reiki. Coloro che hanno sentito parlare di questo metodo da ogni parte e hanno chiesto insegnamenti e cure sono venuti a lui in massa. Ahimè, che grande prosperità!

Il nome comune del Maestro era Mikao, e il suo pseudonimo era Koyo. Era originario del villaggio di Taniai, distretto di Yamagata, prefettura di Gifu. I suoi antenati discendevano da Chiba Tsunetane. Il nome di suo padre era Taneuji, comunemente chiamato Uzaemon, e sua madre era della famiglia Kawai. Il Maestro nacque il 15 agosto del primo anno dell’era Keio (1865). Fin da giovane, studiò duramente e si impegnò, superando i suoi coetanei. Da adulto, viaggiò in Europa e in America, e visitò la Cina. Anche se i suoi sforzi per affermarsi nel mondo non corrispondevano alle sue aspirazioni, e incontrò ripetutamente difficoltà e privazioni, non si scoraggiò minimamente e si dedicò sempre di più alla pratica. Un giorno, salì sul Monte Kurama e praticò l’ascetismo digiunando per ventuno giorni. Improvvisamente, sentì una grande energia spirituale sopra la sua testa e ottenne il metodo di guarigione Reiki. Da quel momento in poi, lo provò su se stesso e lo sperimentò sui membri della sua famiglia, e i risultati furono immediatamente evidenti. Il Maestro pensò che, invece di migliorare solo la sua famiglia, sarebbe stato meglio insegnare il metodo al pubblico e condividere la gioia con tutti.

Nell’aprile dell’undicesimo anno dell’era Taisho (1922), stabilì la sua residenza a Harajuku, Aoyama, Tokyo, fondò una società e iniziò a insegnare il metodo di guarigione Reiki e a fornire trattamenti. Coloro che venivano da vicino e da lontano per chiedere aiuto riempivano la sua casa. Nel settembre del dodicesimo anno dell’era Taisho (1923), si verificarono un grande terremoto e un incendio, e ovunque si sentivano gemiti di dolore per ferite e malattie. Il Maestro era profondamente addolorato e usciva ogni giorno per visitare la città e fornire soccorso e cure. Non si sa quante persone abbia salvato. Questo era il modo in cui si precipitava per soccorrere i sofferenti. In seguito, poiché il suo dojo era troppo piccolo, nel febbraio del quattordicesimo anno dell’era Taisho (1925), costruì un nuovo dojo a Nakano, fuori città. La sua fama crebbe sempre di più, e molte persone lo invitarono da varie regioni. Il Maestro rispose alle loro richieste, visitando Kure, Hiroshima, Saga e infine Fukuyama. Lì, si ammalò improvvisamente e morì in un alloggio per ospiti. Era il 9 marzo del quindicesimo anno dell’era Taisho (1926). Aveva 62 anni.

Sua moglie era della famiglia Suzuki, e il suo nome era Sadako. Ebbero un figlio e due figlie. Il figlio, di nome Fuji, ereditò la famiglia.

Il Maestro era una persona gentile, educata e umile, e non si preoccupava delle formalità. Era di corporatura robusta e aveva sempre un sorriso sul volto. Quando si occupava di qualcosa, era risoluto, paziente e molto attento. Fin da giovane, aveva molti talenti e amava leggere. Si occupava di storia e biografie, libri di medicina e scritture buddiste , psicologia, metodi di immortalità, incantesimi, divinazione e fisiognomica. Non c’era nulla che non conoscesse. Si può dire che la sua erudizione e la sua esperienza siano state il materiale per la sua coltivazione e pratica, e che la sua coltivazione e pratica siano state la chiave per la creazione del metodo Reiki.

Il principale obiettivo del metodo Reiki non è solo curare le malattie, ma anche correggere la mente e rafforzare il corpo attraverso le capacità spirituali innate, per godere della felicità della vita. Pertanto, quando insegnava alle persone, le esortava a seguire gli insegnamenti dell’Imperatore Meiji e a recitare i Cinque Precetti mattina e sera, imprimendoli nella loro mente:

  1. Non arrabbiarti oggi.
  2. Non preoccuparti oggi.
  3. Sii grato.
  4. Sii diligente nel tuo lavoro.
  5. Sii gentile con gli altri.

Questi sono i principali insegnamenti per la coltivazione, e sono in linea con gli avvertimenti dei saggi del passato. Si può capire l’essenza del metodo Reiki se lo si considera il metodo segreto per attirare la fortuna e la medicina spirituale per tutte le malattie. Inoltre, il sentiero della guida è semplice e non ha nulla di sublime. Incoraggia le persone a coltivare una mente pura e sana e a ripristinare una condotta retta attraverso la meditazione seduta, le mani giunte in preghiera e la recitazione mattutina e serale. Questo è il motivo per cui il metodo Reiki è facile da praticare per chiunque.

Negli ultimi tempi, il mondo è cambiato e le idee sono state in continuo movimento. Se questo metodo Reiki potesse essere diffuso, sarebbe di grande beneficio per la società e la morale pubblica. I suoi benefici non si limiterebbero alla cura di malattie croniche e abitudini viziose.

Più di duemila persone sono entrate a far parte della scuola del Maestro. Molti dei suoi discepoli più importanti risiedono nella capitale e si incontrano nel dojo per continuare la sua opera, mentre altri diffondono il metodo nelle loro regioni. Anche se il Maestro è morto, il metodo Reiki sarà trasmesso per sempre nel mondo. Ahimè, quanto sono stati grandi e importanti i meriti del Maestro!

Recentemente, i discepoli del Maestro hanno deciso di erigere una stele commemorativa nella tomba del tempio Saihoji, nel distretto di Toyotama, per lodare i suoi meriti e tramandarli ai posteri. Mi è stato chiesto di scrivere il testo. Sono profondamente colpito dalle grandi opere del Maestro e apprezzo la profonda amicizia tra maestro e discepoli, quindi non ho osato rifiutare. Ho riassunto i suoi meriti e spero che i posteri possano osservare e ammirare, e non dimenticare mai.

MIKAO USUI: UN UOMO DAL GRANDE TALENTO

Mikao Usui nacque il 15 agosto 1865 nel villaggio di Taniai (oggi noto come Miyama Cho) in Giappone, nella contea di Yamagata, prefettura di Gifu.

Il nome del padre di Usui era Uzaemon e il cognome di sua madre Kawaii. Dotato di capacità straordinarie le mise a frutto imparando molte arti. Da adulto, per potervi studiare, visitò molti paesi occidentali e anche la Cina.

La religione della sua famiglia era il buddhismo Tendai e da bambino studiò proprio in un monastero Tendai.

Mikao Usui Reiki Sensei. La vera storia del Reiki. Dario Canil conduce seminari e corsi di Sciamanismo e di Reiki vicino a Padova, Treviso, Venezia, Vicenza, Rovigo, Bassano del Grappa, Verona e Belluno. Reiki Master Dario Canil.

Si appassionò di arti marziali a partire da 12 anni e ne divenne presto un grande esperto. Praticò una variante del Qi Gong nota come Kiko ma si dice che conoscesse bene anche Morihei Ueshiba, fondatore dell’Aikido, Gichin Funakoshi (fondatore del Karate moderno) e Jigoro Kano (fondatore dello Judo).

Fu un abile e rispettato uomo d’affari. Assunto alle dipendenze di un potente uomo politico, Shinpei Goto, ebbe modo di viaggiare in lungo e in largo sia in Giappone che all’estero, diventando molto noto e accrescendo la sua vasta cultura grazie all’esperienza.

Usui non era un dottore o stretto, ma la vastità della sua cultura lo fece riconoscere come tale a livello onorifico: era un grande esperto di filosofia, psicologia, teologia, aveva buone cognizioni di medicina e di pratiche di guarigione. Di natura assai versatile amava molto leggere e si dilettava di poesia.

Il nome di sua moglie era Sadako Suzuki. Avevano un figlio, Fuji e una figlia, Toshiko. Fuji Usui diresse l’attività famigliare dopo la morte del padre e fu un insegnante dell’Università di Tokyo.

Mikao Usui Reiki Sensei. La vera storia del Reiki. Dario Canil conduce seminari e corsi di Sciamanismo e di Reiki vicino a Padova, Treviso, Venezia, Vicenza, Rovigo, Bassano del Grappa, Verona e Belluno. Reiki Master Dario Canil.

Mikao Usui era molto cordiale, semplice e umile, il suo corpo era sano e robusto. Era rinomato per il suo sorriso sulle labbra, ma in caso di difficoltà era anche abile a difendersi. Uomo assai attento, sotto molti punti di vista era un’anima estremamente virtuosa.

L’esperienza di un’intera vita dedita all’apprendimento e alla raccolta di informazioni lo aiutarono a dare origine e ad ampliare l’arte poi chiamata Reiki.

Hawajo Takata in una dimostrazione Reiki alle Hawaii nel 1939 con Hayashi. La vera storia del Reiki. Dario Canil conduce seminari e corsi di Sciamanismo e di Reiki vicino a Padova, Treviso, Venezia, Vicenza, Rovigo, Bassano del Grappa, Verona e Belluno. Reiki Master Dario Canil.

Nel 1914 divenne un monaco laico Tendai detto zaike; questo gli permise di vivere a casa propria, in contatto con i suoi famigliari.
Un giorno si recò sul monte Kurama per ritirarsi nella meditazione e digiunò per 21 giorni, al termine dei quali percepì in sé la grande energia Reiki. Innanzitutto usò Reiki su se stesso e dopo lo sperimentò sulla sua famiglia. Avendo riscontrato un buon effetto sui più svariati malanni decise di condividerlo anche con altre persone.

Hawajo Takata in una dimostrazione Reiki alle Hawaii nel 1939 con Hayashi. La vera storia del Reiki. Dario Canil conduce seminari e corsi di Sciamanismo e di Reiki vicino a Padova, Treviso, Venezia, Vicenza, Rovigo, Bassano del Grappa, Verona e Belluno. Reiki Master Dario Canil.

Per far conoscere il Reiki e per renderlo accessibile al pubblico, aprì una clinica a Harajuku, Aoyama, Tokyo nel 1922. Condusse molti seminari ed effettuò innumerevoli sedute di Reiki. Nello stesso anno, ad aprile, fondò anche l’Usui Reiki Ryoho Gakkai (Organizzazione del Metodo Reiki di Usui) di cui divenne il primo presidente.
Moltissime persone si recarono da lui e facevano la fila anche davanti alla sua abitazione per poter essere curate.

Hawajo Takata in una dimostrazione Reiki alle Hawaii nel 1939 con Hayashi. La vera storia del Reiki. Dario Canil conduce seminari e corsi di Sciamanismo e di Reiki vicino a Padova, Treviso, Venezia, Vicenza, Rovigo, Bassano del Grappa, Verona e Belluno. Reiki Master Dario Canil.

Nel settembre del 1923 il devastante terremoto di Kanto sconvolse Tokyo. Migliaia furono i morti, i feriti e gli ammalati. Il dr. Usui, con il cuore colmo di dolore, cominciò a curare in tutta la città le numerose vittime del disastro.
Ben presto la sua clinica divenne troppo piccola cosicché, nel febbraio del 1925, si trasferì fuori città, a Nakano, dove edificò una clinica nuova.

La sua fama si propagò presto in tutto il Giappone e venne invitato in numerose città.
Ricevette per i suoi grandi meriti l’onorificenza governativa Kun San To.

Durante il suo soggiorno a Fukuyama si ammalò e morì, non anziano, nel suo sessantaduesimo anno, al terzo ictus (emorragia cerebrale), il 9 marzo 1926.

CONFER
https://www.reiki.info/Storia-Reiki/Mikao-Usui.htm

Mikao Usui Sensei nacque il 15 agosto 1865 a Kyoto, in Giappone. Crebbe in una famiglia buddista Tendai praticante e da bambino entrò in un monastero buddista Tendai vicino al monte Kurama.

Usui Sensei, un giovane maestro di arti marziali

Il giovane Mikao studiò il kiko (chi gong) a un livello avanzato.

All’età di 12 anni, Usui iniziò il suo addestramento nelle arti marziali Yagyu Ryu, la scherma dei samurai, nella quale in seguito raggiunse il massimo livello di maestria e fu molto rispettato nella comunità delle arti marziali per i suoi 20 anni e oltre.

Sposò Sadako, dalla quale ebbe un figlio nel 1907 e una figlia.

Usato

Sviluppo della carriera professionale di Usui

In un paese in cui prevale il conformismo, Usui Sensei era considerato un uomo insolito. Si potrebbe dire “eccentrico”. Di conseguenza, ha svolto una vasta gamma di professioni piuttosto insolite che corrispondevano al suo background: funzionario pubblico, impiegato, industriale, reporter, segretario di un politico, missionario e supervisore di detenuti.

Usui era il segretario privato di Shimpei Goto, che era Segretario delle Ferrovie, Direttore Generale delle Poste e Segretario degli Interni e dello Stato. “Sembra che i suoi doveri non fossero chiari, poiché si riteneva che il suo ruolo di segretario di un politico potesse essere preso come un titolo di prestigio per ‘guardia del corpo’! In ogni caso, fu durante il suo periodo nel servizio diplomatico che potrebbe aver avuto l’opportunità di viaggiare in altri paesi. Usui viaggiò in Cina, America ed Europa diverse volte per imparare e studiare i costumi occidentali, e questa pratica fu incoraggiata nell’era Meiji.

Per un certo periodo Usui divenne un monaco buddista Tendai o “Zaike” in giapponese: un sacerdote che possedeva una casa e non viveva nel tempio. 

Usui, un uomo di conoscenza

Usui aveva una vasta gamma di interessi e ampliava incessantemente le sue conoscenze. Sembra che studiasse voracemente. Il suo memoriale afferma che era uno studente laborioso e talentuoso, gli piaceva leggere e la sua conoscenza di medicina, psicologia, divinazione e teologia delle religioni di tutto il mondo, inclusa la Kyoten (Bibbia buddista) era vasta. 

Studiò in una grande biblioteca universitaria a Kyoto, dove erano conservati testi sacri da tutto il mondo. Era un medico qualificato e studiò medicina tradizionale cinese e medicina occidentale. I suoi studi comprendevano anche numerologia, astrologia, sviluppo psichico e chiaroveggente.

Usui come cercatore della verità e della spiritualità

Negli anni 1890, il dott. Usui divenne buddista Shingon nel 1922, intraprese anche un addestramento buddista Zen per circa tre anni. All’epoca esistevano molti gruppi spiritualisti/guaritori e uno di questi, frequentato da Usui, era il ‘Rei Jyutsu Kai’. Oggi questa organizzazione è composta dai monaci e dalle monache più spirituali del Giappone, sensitivi e chiaroveggenti.

Usui Sensei era associato a molte persone dai più alti valori spirituali. Alcune erano personaggi famosi in Giappone, ad esempio Morihei Ueshiba (fondatore dell’Aikido), Onasiburo Deguchi (fondatore della religione Omoto) e Toshihiro Eguchi (che fondò la sua religione).

Anshin Rytsu Mei – Lo scopo della vita

“Secondo Hiroshi Doi, membro della Usui’s Reiki Association in Giappone, Mikao Usui si chiese quale fosse lo scopo ultimo della vita e si mise a cercare di scoprirlo. Dopo un po’ di tempo, finalmente sperimentò un’illuminazione: lo scopo ultimo della vita era ‘Anshin Rytsu Mei’, lo stato della tua mente in totale pace, sapendo cosa fare della tua vita, senza essere disturbato da nulla.

Per raggiungere questo obiettivo Usui fece ricerche ancora più approfondite per tre anni. Infine, si rivolse a un maestro Zen per un consiglio su come raggiungere questo scopo di vita. Il maestro rispose “Se vuoi saperlo; muori!” Usui-sensei perse la speranza e pensò, “La mia vita è finita”. Quindi andò al monte Kurama e decise di digiunare fino alla morte.

Usui stava cercando un modo per conoscere lo scopo della propria vita e per essere contento, e nonostante tutte le sue ricerche esaustive, non riuscì a trovare un modo per raggiungere questo stato. Il consiglio del monaco lo spinse ad andare sul monte Kurama e a svolgere una meditazione e un digiuno di 21 giorni chiamati “Il pentimento del loto”, che deriva dal Buddhismo Tendai. Eseguì la meditazione e, secondo la sua pietra commemorativa, sperimentò un’illuminazione o “satori” che portò allo sviluppo del Reiki. Fece questa meditazione cinque volte durante la sua vita.

Il sistema Usui di guarigione naturale nel contesto della storia giapponese

Nel 1868 (quando Usui aveva 3 anni) ci fu il ripristino del governo da parte dell’imperatore, la Restaurazione Meiji. Mutsuhito regnò fino al 1912 e scelse un nuovo titolo di regno, Meiji, che significa Governo illuminato , per segnare un nuovo inizio nella storia giapponese.

Il Giappone ha attraversato una fase di rapida industrializzazione, competendo con l’Occidente su un piano di parità in un periodo relativamente breve di 30-40 anni. Questo rapido cambiamento ha creato un clima di “voler mantenere la cultura tradizionale”. Il popolo giapponese voleva mantenere le antiche tradizioni, abbracciando il nuovo, e questo è ciò che Usui ha fatto quando ha fondato il Reiki. Il Reiki è stato uno dei tanti nuovi sistemi spirituali e tecniche di guarigione in fase di sviluppo.

Te-Ate, Johrei e Mahikari

“È interessante notare che una definizione della parola ‘Reiki’ è ‘un sistema che è venuto all’esistenza attraverso un momento di illuminazione’. In origine, Usui si riferiva al suo sistema come ‘Te-ate’ (pronunciato ‘tee-ah-tay’), che significa ‘guarigione con le mani’ o ‘applicazione con le mani’. Secondo l’autore giapponese Michio Kushi, Te-ate è una forma tradizionale giapponese di guarigione che è stata praticata per secoli.

Menziona che George Ohsawa, il fondatore della macrobiotica moderna, insegnò questa guarigione con le palme in tutto il Giappone, negli Stati Uniti e in Europa. Kushi si riferiva al Reiki come una delle forme moderne di quest’arte emerse in Giappone, e menzionava anche Johrei (Purificazione dello Spirito) e Mahikari (Vera Luce) come sviluppi più recenti.

Reiki come terapia energetica

“Il Reiki è una tecnica o un metodo che si basa saldamente sui principi esoterici che erano rappresentati in Giappone nella prima parte del secolo scorso. Usui ha riunito, in un modo unico, i principi della medicina tradizionale cinese, tecniche di trasferimento energetico come il Chi Kung (nella sua forma giapponese di kiko), il Buddhismo Tendai in termini di esercizi energetici, potenziamenti e insegnamenti spirituali, e lo Shintoismo in termini di tecniche utilizzate per controllare le energie. “

L’origine dei simboli Reiki

“I simboli che vennero usati più avanti nella storia del Reiki hanno anch’essi le loro radici nel Buddhismo Tendai e nello Shintoismo. Ciò è stato fatto in un modo che consente a chiunque di essere connesso in modo permanente a una fonte di energia curativa, e di essere in grado di canalizzarla senza dover sottoporsi a molti anni di pratica, e possono imparare a trasmettere questa capacità ad altre persone in modo molto semplice.”

Reiki per la crescita personale

“Sebbene il Reiki sia generalmente promosso in Occidente come un sistema di guarigione, il suo scopo originale era la crescita personale e spirituale che si sarebbe sperimentata attraverso il sistema: conoscere il vero scopo della propria vita ed essere contenti, guarire se stessi e trovare il proprio percorso spirituale e, infine, raggiungere il satori.

Il monte Kurama, dove Usui sperimentò il suo sartori, è una montagna sacra. Si trova vicino a Kyoto, l’ex capitale del Giappone, un luogo descritto come “il cuore spirituale del Giappone”, un luogo con mille templi che rappresentano un’intera gamma di divinità. Il monte Kurama è importante anche dal punto di vista delle arti marziali, essendo il luogo in cui si dice che gli spiriti della montagna abbiano dato i segreti del combattimento ai samurai.

Trasmettere la stirpe del Reiki

“Usui addestrò 17 persone al livello Shinpiden, o maestro. C’erano 5 monache buddiste, 3 ufficiali della Marina e altri nove uomini, tra cui Eguchi che si diceva fosse il principale amico e studente di Usui. Eguchi in seguito formò la sua religione chiamata Tenohira-Ryouchi-Kenyuka.

Gli ufficiali della marina erano Jusaburo Gyuda/Ushida, Ichi Taketomi e Chujiro Hayashi , e formarono la Usui Reiki Ryoho Gakkai . “

  • Jusaburo Ushida (牛田従三郎):
    • Era un contrammiraglio della Marina imperiale giapponese.
    • Fu il secondo presidente dell’Usui Reiki Ryoho Gakkai, la società originale di Reiki fondata da Mikao Usui.
  • Ichi Taketomi (武富一):
    • Anch’egli contrammiraglio della Marina imperiale giapponese.
    • Succedette a Ushida come terzo presidente dell’Usui Reiki Ryoho Gakkai.
  • Chujiro Hayashi (林忠次郎):
    • Era un capitano della Marina imperiale giapponese.
    • Fu uno degli studenti di Mikao Usui e svolse un ruolo cruciale nella diffusione del Reiki.
    • Si distaccò dall’Usui Reiki Ryoho Gakkai per fondare la sua organizzazione, la Hayashi Reiki Kenkyukai.
    • Fu il maestro di Hawayo Takata, che portò il Reiki in Occidente.

In sintesi, questi tre ufficiali della Marina giapponese ebbero un ruolo significativo nella storia del Reiki, sia nella sua forma originale che nella sua diffusione successiva. Hayashi, in particolare, è considerato una figura chiave per aver reso il Reiki accessibile al mondo occidentale.

不動如山,難知如陰,動如雷震 “Immobile come una montagna, imperscrutabile come l’oscurità, rapido come fulmine e tuono”

不動如山,難知如陰,動如雷震
“Immobile come una montagna, imperscrutabile come l’oscurità, rapido come fulmine e tuono”

Sunzi, Arte della guerra, cap. 7, par. 40.

VIS MORE MONTIS LEVITAS MORE AURAE.jpg

IL NOSTRO INTENTO

Suscitare Potenzialità
Risvegliare il Profondo
Addestrarsi al combattimento
Facilitare processi catartici
Stimolare il recupero del equilibrio psicofisico
Immergersi nel profondo rilassamento potenziando il proprio livello di motivazione.

千ヨクレイ Cho Ku Rei靈氣 reiki e simboli

”La mente può capire il definito ma non l’indefinibile”

Giuseppe Perteghella

 

borobudur-sunrise
Tempio di Borobudur  monumento buddhista Mahāyāna risalente circa all’800 d.C. situato in Indonesia (isola di Giava )

千ヨクレイ
Trascrizione  in katakana, in Giappone vengono utilizzati tre diversi tipi di scrittura: lo hiragana (平仮名), il katakana (片仮名) e i kanji (漢字). I primi due costituiscono la scrittura autoctona fonetica, detta kana, il terzo è rappresentato dai caratteri ideografici di origine cinese.Il Katakana  è  distinguibile dallo hiragana per le sue forme rigide e angolose, ben diverse dai tratti arrotondati dell’altro sillabario: scritti con i rispettivi sistemi, avremo katakana カタカナ e hiragana ひらがな. “Katakana” significa “carattere prestato di frammento”, con riferimento all’origine dagli ideogrammi, prendendo una sola parte dell’ideogramma completo.I katakana spesso sono caratteri che in genere servono a trascrivere termini stranieri.  Le scuole legate a discipline esoteriche  spesso attingono a un patrimonio variegato di tradizioni, compresa la nozione di mantra che appartiene al retroterra induista del buddhismo.

16640939_1393641164041128_8265345838750100909_n
Tempio di Borobudur  monumento buddhista Mahāyāna risalente circa all’800 d.C. situato in Indonesia (isola di Giava )

Molti mantra buddhisti in cinese e giapponese sono riprodotti dall’originale sanscrito, pali o brahmi (tutte antiche lingue indiane) trascrivendone in modo approssimato i suoni in caratteri cinesi, quindi scandendoli in sillabe senza necessariamente rendere il significato. Questa trascrizione in caratteri prende pronunce diverse in coreano e giapponese, lingue in cui tali mantra possono anche essere trascritti in alfabeti sillabici, corrompendo ulteriormente il suono dell’originale indiano.
Inoltre, mancando i caratteri cinesi, non è più tanto facile risalire ai concetti cui si faceva riferimento.

download
鞍馬山 Kurama-yama

 

  1. L’elemento iniziale

千-order

Composto fono-semantico (形 聲, OC * sn̥ʰiːn): semantico 一 (“uno, che significa un numero”) + fonetico 人 (OC * njin). Le vecchie pronunce cinesi di 千 (OC * sn̥ʰiːn) e 人 (OC * njin) erano simili. Per il componente 人, confronta la sua forma combinata 亻.

La spiegazione tradizionale sostiene che la linea in più indica un’estensione (vedere le etimologie di 年 e 延). 千 ha il significato di mille perché mille è un numero che si raggiunge estendendo il proprio conteggio.

2. ヨ (romajiyo)  チョ cho

3.  (romajiku)

4.レイ Katakana  finale è 靈 Rei レ reイ i

carattere Han
靈 (radicale 173雨+16, 24 colpi  la composizione ⿱ 霝巫 )
lo spirito , l’anima, mondo spirituale, atmosfera spirituale
Hanzi
靈  semplificato 灵 , Yale ling
靈 Giapponese kanji REI

Altre Teorie:

“per ordine dell’Imperatore”ckr_edict
Si riferisce a un editto, un proclama o un ordine imperiale

ma scritto con altri Kanji p_o_s
può essere tradotto come “spirito diretto (i)”, o più concettualmente come qualcosa come: “Alla presenza dello / degli spirito / i” kami .

Vi molte sono altre interpretazioni.

19274798_1501656263218835_1191660856222218323_n
1558375

saperne di più

reiki silenzio profondo 
Kurama Yama
 Honshazeshonen

Presenza Mentale

Esperienze Reiki 

Origini sciamaniche del reiki

Reiki Ling Qi

Reiki Ling Qi Milano

Creato su WordPress.com.

Su ↑