Eir è una dea della quale si sa che apparteneva alla stirpe degli Asi, ed è abilissima nella medicina.
Il nome, in accordo con la sua funzione significa “aiuto”, “grazia”. Eir potrebbe forse trovare una connessione con le divinità femminili dette Alaisiagae , citate su sue iscrizioni sacre del III secolo, che si trovano sul vallo di Adriano presso Housesteads in Gran Bretagna, La seconda parte di questo nome, che può significare “dee soccorrevoli” o “degne di venerazione”, risalirebbe un verbo germanico *aizjan che corrisponde al nordico eira “essere di vantaggio” “aver cura”.
Le Alaisiagae erano dee adorate in coppia. Probabilmente c’erano due Alaisiagae, che avevano più nomi. Come dee della giustizia e/o della battaglia, accompagnavano Marte Thingsus. Potrebbero anche essere imparentati con le Valchirie della mitologia norrena. Erano venerati dai soldati dei Tuihanti e dei Frisii, che vivevano nei Paesi Bassi settentrionali e orientali.



Una delle iscrizioni votive dedicate a queste dee recita: DEO MARTI THINCSO ET DVABVS ALAISAGIS BEDE ET FIMMILENE ET N AVG GERM CIVES TVIHANTI VSLM”Al dio Marte Thincsus e ai due Alaisagae, Beda e Fimmilena, e allo spirito divino dell’imperatore, gli uomini delle tribù germaniche di Tuihantis adempiono volentieri e meritatamente al loro voto.”

et Friaga-
bi et N(umini) Aug(usti)
n(umerus) Hnaudifridi
v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito)
Alle dee Alaisiagae, Baudihillia e Friagabi e alla divinità dell’imperatore l’unità di Hnaudifridus adempì volentieri e meritatamente il suo voto.
Marte Thincsus è correlato al dio germanico della guerra Týr . Quest’ultimo era associato al giuramento e al Thing , un’assemblea locale di uomini liberi. Si discutevano questioni politiche, si prendevano decisioni giudiziarie e si tenevano riti religiosi. [ 1 ] Scherer suggerisce che provenissero dal distretto di Twenthe (da qui la menzione di ” cives Tvihantis “) nella provincia di Overijssel, nei Paesi Bassi.
Le dee chiamate Alaisiagae sono nominate su pietre d’altare trovate nei santuari lungo il Vallo di Adriano: Beda, Baudihille, Fimmilena e Friagabis. Queste dee celtiche avevano parallelismi con dee frisone con nomi simili che potrebbero essere arrivate sul suolo germanico attraverso la Francia gallica. Non si sa se queste dee fossero
romane . Beda potrebbe essere stata un’abbreviazione di
Ricagambeda poiché i due nomi condividono
una semantica simile .
I soldati celtici romanizzati che prestarono servizio lungo il Vallo di Adriano molto probabilmente introdussero le Alaisiagae alle loro controparti romane, diffondendo così il culto di queste dee della vittoria
Eir è assimilabile con Igea, figlia di Asclepio, nella mitologia Greca e Romana.
La medicina, scienza sacra.
E’ l’arte di riconoscere e utilizzare tutti gli elementi nei quali agisce la potenza vivificante e risanatrice del dio. E’ la scienza del mondo come capacita di discernere ogni cosa in due principi della vita – bene e male- e il loro equilibrio-contrapposizione indispensabile all’esistenza. Sa perciò richiamare e concentrare le forze vivificanti e indirizza la loro azione verso il ristabilire dell’ equilibrio del corpo. E’ scienza del corpo ma anche dello spirito, piche la globalità della conoscenza dell’essere è necessaria alla sua azione.
Nel mito Nordico è ricordata la dea Eir, abilissima alla medicina alla cui figura si ispirano talune donne-medico ricordate nelle saghe
La qualità sovrannaturale dell’ arte medica risalta sopratutto là dove essa viene messa in relazione con la conoscenza dei canti magici particolari o delle rune, nelle quali è racchiusa e simboleggiata l’essenza segreta della diverse entità del mondo.
CONFER I miti nordici – G. C. Isnardi
Eir blíð ok heilagr, læknir goð, sár sefr ok mein bægir.
Heilagr hönd, meiðsl bindi ok veiki færi.
Lífi þú gef heilsubót, bani hræð þú.
bani hræð þú.
Eir, gentile e sacra,
Dea della guarigione,
lenisci ferite e allontana il dolore.
Mano santa,
fascia le ferite e rimuovi la malattia.
Concedi vita e salute,
bandisci morte e paura.
bandisci morte e paura.

Sebbene il suo culto possa essere stato meno diffuso di quello di altre divinità norrene, l’importanza di Eir nella mitologia norrena risiede nel suo ruolo cruciale di protettrice e guaritrice. La sua eredità sopravvive nelle storie e nelle tradizioni norrene, dove rimane una figura venerata per il suo potere curativo e la compassione verso i mortali.

Nella mitologia norrena, Eir brilla come una figura iconica di guarigione e compassione. Il suo ruolo cruciale di protettrice e guaritrice la rende una divinità venerata, la cui influenza persiste nelle storie e nelle tradizioni norrene. Che si tratti di invocare il suo nome in caso di malattia o di onorare la sua benevolenza attraverso rituali di guarigione, Eir rimane una figura vitale nel pantheon nordico, ricordando ai mortali il potere confortante della guarigione e della compassione.

Nella mitologia norrena una Valchiria (dall’antico norreno Valkyrja, “Colei che sceglie gli uccisi”) era una figura femminile che decideva chi sarebbe morto in battaglia. Metà di quelli che morivano in battaglia, (l’altra metà andava nel mondo dell’aldilà Fólkvangr con Freyja), veniva portata dalle valchirie nel Valhalla, dove regnava Odino.
Qui i guerrieri defunti diventavano einherjar, cioè spiriti dei guerrieri valorosi che si sarebbero battuti al fianco di Odino durante la battaglia finale del Ragnarök
Cavalcavano dei lupi e infatti nell’antico inglese “valkyrie’s horse” era un sinonimo di lupo. Stando sui campi di battaglia, venivano spesso associate o identificate con corvi e lupi, spesso accompagnate da corvi o da cigni.

Le valchirie sono attestate nell’Edda poetica, opera che riporta miti e leggende più antichi, nell’Edda in prosa e nell’ Heimskringla (composti da Snorri Sturluson) e nella Njáls saga, una saga degli Islandesi, tutte scritte nel XIII secolo. Esse appaiono anche in tutta la poesia degli scaldi, (poeti scandinavi e islandesi), in una formula magica del XIV secolo e in varie iscrizioni runiche.


































