伏虎桩 La postura “tenere la tigre”

虎心不動

La postura “tenere la tigre” è la postura per eccellenza per rafforzare le gambe.
La distanza tra i piedi, la posizione del peso del corpo, l’angolo del piede posteriore, la resistenza tra i diversi punti del corpo, 争力 lo zheng-li l’integrazione delle tensioni concorrenti è assai variabile.
Esistono molte varianti ed interpretazione effettuate da parte dei Maestri e praticanti di 意拳 Yi Chuan

 

 

Allerta sensoriale

In neuropsicologia viene definito larousal (dall’inglese eccitazionerisveglio) è una condizione temporanea del sistema nervoso, in risposta ad uno stimolo significativo e di intensità variabile, di un generale stato di eccitazione, caratterizzato da un maggiore stato attentivo-cognitivo di vigilanza e di pronta reazione agli stimoli esterne.

Davide passaretti ruan boxing M francesco Dal Pino
Sul piano psicologico orienta le nostre capacità di memoria, attenzione, presa di decisioni , espressione delle emozioni e messa in atto di comportamenti.
L’aumento o la diminuzione dell’attività neurovegetativa ci permette di perseguire i nostri bisogni o di fronteggiare situazioni di emergenza ed è quindi particolarmente coinvolta nelle scelte legate alla ‘sopravvivenza’ quali soddisfazione dei bisogni primari (fame, sete, sonno, attività sessuale,..) e risposte a stimoli percepiti come pericolosi (fuga, attacco, svenimento, blocco dell’azione).

Francesco Dal Pino addestramento pugilato

Questo fenomeno neuropsicologico  è presente negli animali e nell’uomo, durante i momenti in cui vengono richieste maggiori prestazioni psicofisiche di abilità come, ad esempio, una verifica, un esame, una competizione agonistica, l’attacco a una preda o durante una sfida, anche durante l’attività sessuale.

LUPO RUAN DOJO IN CACCIA

E’ presente il coinvolto sia il sistema nervoso centrale che il periferico e vegetativo, con conseguente aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, al fine di generare in tutto il corpo una condizione generale di maggiore allerta sensoriale, mobilità e prontezza di riflessi

 

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Per la teorie espresse sull’attenzione, durante l’arousal il sistema nervoso viene coinvolto attraverso una maggior produzione di neurotrasmettitori quali l’acetilcolina, la noradrenalina, la dopamina e la serotonina. Anatomicamente vengono attivati principalmente alcuni organi interni, ghiandole e parti legate al sistema nervoso, quali il sistema limbico cerebrale (soprattutto ipotalamo e amigdala), i lobi frontali e temporali, più il pancreas endocrino.

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L’organismo può prepararsi attraverso due opposte strategie, entrambe utili e adattive:

Iper-arousal: “stato di iper-vigilanza” che generalmente si manifesta con tachicardia, sudorazione eccessiva, respiro accelerato, agitazione fisica e motoria, tensione muscolare, tendenza all’azione, aumento delle capacità attentive, di memoria e decisionali (es: attacco, fuga, blocco dell’azione)

Ipo-arousal: “stato di accasciamento” che generalmente si manifesta con rallentamento del battito cardiaco, riduzione della pressione arteriosa, respiro lento, assenza di energie, ridotto tono muscolare, diminuzione delle capacità attentive, di memoria e di elaborazione ragionamento (svenimento).
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Nella famosa teoria del “flusso” di Csíkszentmihályi, che coniò questo termine per indicare un’esperienza di forte concentrazione durante un’attività agonistica e/o competitiva in genere.

Un esperienza di trance agonistica , è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività.
Questa condizione è caratterizzata da un totale coinvolgimento dell’individuo: focalizzazione sull’obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento di un particolare compito.
Le Esperienze Ottimali sembrano implicate anche nella Qualità di Vita percepita e nella regolazione dell’asse dello Stress (Ipotalamo Ipofisi Surrene)
I correlati neurofunzionali delle Esperienza Ottimali sono in parte sconosciuti ma alcuni recenti lavori scientifici evidenziano la correlazione con il circuito dopaminergico e l’attivazione della corteccia cerebrale prefrontale.
La dinamica che caratterizza le Esperienze Ottimali è connessa anche allo sviluppo della capacità psicologica chiamata Resilienza

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Lo sport in genere ed in particolare gli sport da ring e le discipline marziali, favoriscono situazioni limite di sforzo intenso e di elevata concentrazione, di forti emozioni, in cui insorge ciò che viene definito THE ZONE , uno stato di  flusso  esperienza ottimale ,uno stato di  trance agonistica,  in cui la persona è completamente immersa in un’attività, in totale coinvolgimento, focalizzata sull’obiettivo, con una forte motivazione intrinseca, con positività e gratificazione nello svolgimento del compito…. un modo più moderno di esprimere i temi dello zen ed altre splendide antiche discipline….e di nuove rielaborazioni…

 

 

 

立禅 RITZU ZEN

拳の立禅のやり方

Il metodo TAIKIKEN di Praticare RITZU  ZEN

立禅は早朝、自然の中で行うのが良いとされる。自然の中で土や木々のエネルギーを取り込み、風を全身で感じ取ることで立禅の効果は高まるとされる。

 

Si dice che Ritzu zen 立禅dovrebbe essere eseguito nella natura al mattino presto.
 Si dice che l’effetto di stare in piedi in  Zen sia potenziato assorbendo l’energia del suolo e degli alberi in natura e sentendo il  Kaze
葻 Potere  (atmosfera, vento, informazione) in tutto il corpo.

 

 

 健一澤井
健一澤井

心を穏やかに保ち呼吸は自然に。

Mantieni la mente calma e respira naturalmente.

中腰になる。高い椅子に腰掛けるように。

 Come sedersi su un seggiolone.

かかとを少し浮かし足親指の付け根に重心をかける。

Sollevare leggermente il tallone e posizionare il baricentro alla base dell’alluce.

両手で大きなボールをかかえるように円をつくる。

Crea un cerchio con una grande palla con entrambe le mani.

手の指全体がつながっているような感覚。

Una sensazione che le dita della mano siano collegate.

頭は天から吊り下げられている感覚。

La sensazione che la testa sia sospesa dal cielo.

脚は地面の中に埋まって根を張っている感覚。

La sensazione che le gambe sia piantate nel terreno e radicate

自らが中心であることを意識する。

Sii consapevole di essere al centro.

顎は玉を挟むような感覚。

Il mento come se fosse una palla.

目は軽く開きやや上の方を観る。

Apri gli occhi leggermente e guarda in alto.

意識を遠くに放つ。

Rilascia la tua coscienza in lontananza.

耳はわずかな物音にも反応する。

L’orecchio risponde anche a un leggero rumore.

上記の姿勢を20~30分続ける。もっとも、下限も上限もないので続けるか否かは個人の判断による。

終了させる場合は急に止めるのではなく、揺りに移行して体をほぐしてから終了させるのが望ましい。

なお、立禅には馬歩勢、半歩勢などがある。

Continua la postura sopra per 20-30 minuti.
Tuttavia, poiché non esiste un limite inferiore e nessun limite superiore, spetta all’individuo decidere se continuare o meno.
Alla fine, è desiderabile non fermarsi all’improvviso, ma terminare dopo aver sciolto e rilasciato il corpo.(con esercizi idonei)

Ritzu ha una postura  a cavallo e mezza andatura.

(la posizione non è troppo bassa)

先生   健一澤井
先生 健一澤井

 

心身をひとつにする。

Riunisci mente e corpo.

身体の中心感覚を養成する

Allena il senso centrale del corpo.

人間の持つ本能を呼び覚まし動物的な反応や動きが可能になる。

Gli istinti umani vengono risvegliati e diventano possibili reazioni e movimenti simili ad animali.

Mithra archetipo del cacciatore ermetico

”Il mitraismo ha lasciato un importante messaggio.
I misteri di Mithra 
ci pongono in contatto con la presenza radicale e archetipica di forze terribili che, se ignorate e negate, immancabilmente ci travolgono; dobbiamo, invece, conoscere e apprendere la loro costituzione e divenire pronti e capaci di cavalcarle e domarle, fino al punto in cui la mano ferma sappia trarne la vita…”

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”I Misteri introducevano a quel sapere e a quell’arte.
Si trattava, 
beninteso, di un sapere arduo e di un’arte severa che aspiravano ad aprire una strada di speranza in un periodo di angoscia.
Tuttavia le religioni, anche dopo il loro tramonto, lasciano un insegnamento valido per ogni analogo tempo di smarrimento e di inquietudine.
Sta a noi 
ascoltarlo e adattarlo alla nuova forma dei problemi…”

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”La figura di Mithra si apre sullo sfondo dell’universo religioso, culturale, psicologico dei cacciatoriper i quali l’uccisione stabilisce nel tempo stesso la propria identità, istituisce la comunità ,garantisce la vita.

L’uccisione del toro o del Grande vivente rappresenta, in essa, l’inizio e insieme la conclusione.

Dal sangue che sgorga prende inizio una nuova umanità salva

et nos seruasti aeternali sanguine fuso

si leggeva nel mitreo di Santa Prisca a Roma.

Ma nessuno si salva se non sa percorrere il duro itinerario iniziatico, se non riesce ad avviare la trasformazione e il sacrificio di sé.

L’uccisione per eccellenza vede l’uomo al centro, vittima e sacrificatore, animale e cacciatore, morto e vivo.

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Le forze elementari che spingono alla caccia e ad aggredire la vittima in fuga sono le stesse che spingono a nutrirsi e a stringere il patto fra solidali che condividono il destino.
Sussiste un circolo inscindibile tra istinto di vita e istinto di

morte, tra creazione della morte e creazione della vita.

Il tema è l’incontro con la morte, e arcaicamente ogni morte è un’uccisione.
La morte, la morte data, è l’atto eminentemente sacro e creativo, che investe l’essere realissimo.
Su questo 
scenario si è sviluppata l’immensa problematica del sacrificio…
Il punto cruciale è rappresentato dal sacrificio, costituito da un atto di sangue, un atto di morte.
Al centro del mitraismo sta il tema formidabile del sacrificio del toro, cavalcato, sfiancato e infine iugulato senza tracotanza dal dio sereno e forte.

Nel sacrificio, la morte non si presenta volgare decadenza subìta, ma atto di creazione e di intensa padronanza della vita.”

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”Il culto mitriaco propone un itinerario di liberazione dal destino basato sulla capacità di sacrificio di sé.”
”I gradi dell’iniziazione mitriaca rappresenterebbero simbolicamente le tappe di un viaggio interiore che fornisce una chiave per affrontare e risolvere l’ordine dei pianeti e, mediante successive integrazioni, abilita al dominio delle potenze esterne.”
”I pianeti, grazie alla credenza in uno stretto rapporto analogico tra macrocosmo(l’universo) e microcosmo (l’uomo), non sono vissuti come realtà esclusivamente esterne e oggettive; decifrati in esperienze interne, ad essi corrispondono suoni, colori, emozioni, passioni, immagini.
Un discorso affine, in estrema sintesi, tornerà con l’astrologia esoterica  di
Bruno pensa che un severo e complesso esercizio di controllo della mente metta l’uomo in grado di controllare il mondo in cui vive.
In particolare egli si 
dedicò all’esercizio evocativo della memoria.

Le immagini che vivono nell’uomo  non sarebbero eventi puramente interiori bensì proiezioni del cosmo, e colui che le sa governare può anche governare il cosmo e rendersi libero. ”
”Colui che abbia raggiunto il controllo di sé per mezzo del sacrificio e della trasformazione acquista il potere di governare il destino e raggiunge la liberazione e la salvezza dal male.
Il punto cruciale è rappresentato dal sacrificio, costituito da un atto di sangue, un atto di morte.
Al centro del mitraismo sta il tema 
formidabile del sacrificio del toro, cavalcato, sfiancato e infine iugulato senza tracotanza dal dio sereno e forte.
Nel sacrificio, la morte non si presenta volgare decadenza subìta, ma atto di creazione e di intensa padronanza della vita.”
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”Il culto di Mithra si diffonde particolarmente in ambito militare
attecchisce tra coloro che praticano giochi ad 
alto rischio
(gladiatura, corse nei circhi ed altro)

Il culto di 
Mithra viene introdotto a Roma tramite i soldati di Pompeo che ne erano venuti in contatto durante le spedizioni in oriente nel I secolo a.C

Mithra  è una divinità minore del Pantheon persiano, i persiani con cui Roma si scontrò erano gli eredi d’una delle più importanti civiltà indoeuropee
Nel mitraismo non c’è ombra del sentimento della colpa.
L’eroe divino non è un dio che muore.
La salvezza che da lui promana verso gli uomini non dipende dalla sua morte, ma dal fatto che egli dà la morte.
Dalla vittima che lui sacrifica scaturisce la vita e la salute.
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Per i mitriaci, in breve, si instaura un circuito in cui l’uomo capace di compiere il gesto sacrificale si trasforma e libera, e reciprocamente è capace di compiere il gesto supremo solo chi si trasforma e libera.

In ultima analisi, si libera solo chi è disposto a essere sacrificato
(una similitudine fortemente presente nei culti arcaici sciamanici)

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Un’ideologia severa, da reggitori e da soldati: il supremo atto di dare la morte – atto per eccellenza sacro – presuppone un’ascesi rigorosa per raggiungere la riappropriazione e la reintegrazione di sé.Le doti di equilibrio, dominio di sé,coraggio, attenzione non disincarnata e lunare per il mondo della laboriosa prassi,erano e sono le doti dei reggitori, tipiche di coloro che sono consapevoli che l’autentica arte del governo comporta un combattimento tra bene e male.

La civiltà morale di Roma pagana va disciolta dalle sovrapposizioni cristiane che l’hanno inquadrata in una prospettiva rovesciata rispetto a quella stoica.
Il dominio di sé e l’attitudine alla sobrietà  non ha niente a che vedere con il sentimento della colpa del vivere e con la mortificazione, al contrario essi celebrano un gusto pieno della libertà nel mondo per il mondo e certo non dal mondo.
Il Marco Aurelio che elogia la temperanza non è un moralista e un intimista, è un uomo di stato( vir agendi)

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”La temperantia è la severità, la sobrietà, l’operosità efficace e equilibrata di colui che tempera.
La temperanza si riferisce al lavorìo del tempo; essa è l’arte del tempo, la sua capacità di cuocere, rifondere, ridistribuire, preparare nel suo vaso.”

Il tempo si basa sul ritmo e sull’ordine.
E’ temperante colui che ha il sentimento del tempo.
Nessuna lentezza, nessuna fretta, nessuna eccitazione; piuttosto l’azione pacata e ferma che scaturisce dal dominio degli impulsi interni e degli impulsi esterni, dall’educazione a non cedere alle emozioni e alle passioni.

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”E non deve nemmeno riferirsi a un tempo estraneo e oggettivo, al giro degli astri di fronte al quale si sta passivi e che si subisce; il tempo deve essere governato e riavviato con creatività e originalità.”

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Confer
Maria Pia Rosati  e Giuseppe Lampis«átopon» rivista di Psicoantropologia
simbolica e Tradizioni religiose.

Storia di un Culto
Le prime notizie circa il Dio Mithra pervengono dall’arcaica tradizione dei Veda indù e precisamente dal più antico, il Rig-veda, risalente ad un epoca di diverse migliaia di anni fa più remota dalla nascita dell’età volgare, che inquadrano la divinità in questione come reggente di un mondo perfetto delle origini ormai dimenticato, protettore dell’Ordine Universale insieme al dio Varuna.

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Ritroviamo Mithra, poi, in un’altra tradizione di origine indoeuropea, precisamente in quella iranica, ove, oltre che nell’antico Iran, anche in zone come la Cappadocia, Commagene, del Ponto e le terra dei Mitanni-hurriti, assume la valenza del Numen Tutelare del Patto, del Giuramento: tale caratteristica, non solo valse l’acquisizione di un crisma prettamente guerriero, ma anche, nell’antica Persia, permise che il suo culto diventasse la base del sistema feudale dell’impero.

Il contatto con il mondo occidentale e quindi con la Romanità avvenne, con l’espandersi della stessa, ad opera dei legionari, anche se Plutarco nella “Vita di Pompeo” narra di “strani riti” celebrati dai pirati della Licia; il culto entrerà ufficialmente a Roma, poi, solo nel 66 d.C., portatovi da Tiridate, re dell’Armenia, in visita a Nerone.

Il contatto con il mondo greco-romano, con le sue istituzioni misteriche
(molte sono le similitudini con i Misteri di Eleusi) e con la filosofia neoplatonica – come dimostrano varie opere di Porfirio -forgiarono una vera e propria via iniziatica ermetica, riservata a pochi eletti, sempre al riparo nei suoi mitrei, nelle sue grotte sotterranee riservate al culto, che simbolicamente possiamo associare al mito platonico della caverna
Mithra nasce alchemicamente dalla pietra, come la vera Luce cova e si manifesta nell’oscurità della notte.
Solo una tarda volgarizzazione potè assimilargli il ruolo di Soter, Salvatore, spesso confuso erroneamente col Cristo, e una statalizzazione , voluta da Diocleziano, Galerio e Licino lo proclamò “Deo Soli Invicto Mithrae fautori imperii sui”, assimilando il culto a quello ufficiale ed imperiale di Helios, introdotto a Roma, da Emesa, da Aureliano.

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Il mito e la tradizione fanno ricordare Mithra per due momenti salienti del suo decorso esoterico, cioè per la sua nascita dalla roccia e per l’uccisione del toro sacrificale, che non assume il solo valore rinnovatore del cosmo, ma possiede una ben più alta e precisa valenza spirituale.

Tutto si inquadra in una visione del mondo prettamente solare, concepita tradizionalmente, militando, l’iniziato o il neofita, per lo schieramento avversario irriducibile delle Tenebre, di Arimanne, di Tifone-Seth, di Vediovis, ma anche di tutta la spiritualità lunare delle madri come Iside, Demetra e Astarte, quindi per lo schieramento di Eracle, del Marte romano, di Horus…naturalmente di Mithra.
Poco o nulla si potrà comprendere di tale culto misterico se non si farà propria tale prospettiva polare, tale atteggiamento guerriero, di superamento magico, quindi di superamento attivo.

confer Luca Valentini
Redattore del sito web EreticaMente, cultore di filosofia antica, di dottrina ermetico-alchimica e di misteriosofia arcaica e mediterranea

Sutra del cuore della perfezione della saggezza o Sutra del cuore 般若波羅蜜多心經

色不異空,空不異色;色即是空,空即是色

Rupan na prithak śunyata, śunyataya na prithag rupan, rupan śunyata śunyataiva rupan

”La forma non è diversa dal vuoto, il vuoto non è diverso dalla forma, la forma è proprio tale vuoto, il vuoto è proprio tale forma”.

Sutra del cuore della perfezione della saggezza o Sutra del cuore

प्रज्ञापारमिताहृदय

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Sama vritti Pranayama “Respirazione quadrata”

Sama in sanscrito significa “uguale, identico” e vritti “movimento” o “fluttuazioni mentali”,letteralmente Sama vritti pranayama viene tradotta “il respiro che stabilizza le fluttuazioni della mente” o “il respiro in cui tutti i movimenti sono uniformi o con una durata identica”.
Mariko Hiyama
Mariko Hiyama Yoga Master
Durante l’esecuzione di Sama vritti pranayama tutte e quattro le fasi del ciclo respiratorio hanno la stessa durata, questa tecnica è anche conosciuta come la “tecnica del respiro quadrato”.
E’ una respirazione in grado di alleggerire e rilassare il flusso dei pensieri che affollano la nostra mente, e ci riesce favorendo la concentrazione su una serie di movimenti – o fluttuazioni, o costruzioni –  immaginarie, che ci aiutano a mettere ordine nella frenesia  turbolenza

Ogni fase del respiro deve durare 4 secondi, l’intero ciclo durerà 16 secondi.
Continuare la tecnica per più cicli.
Con l’esperienza ogni fase potrà durare sempre più a lungo, ma senza arrivare a
forzare.
Per aiutarci a mantenere la concentrazione durante la tecnica, possiamo visualizzare
un quadrato da percorrere durante le fasi della respirazione come descritto:

SAMA VRITTI PRANAYAMA
mentre inspiriamo si sale lungo il lato sinistro del quadrato,
durante la ritenzione ci spostiamo lungo il lato superiore
espirando si scende lungo il lato destro;
durante la ritenzione si percorre il lato inferiore

è utile:
Gestire ed alleviare lo stress

Rilassarsi, ritrovarsi e rigenerarsi

Mantenere il focus, concentrazione e equilibrio

Aumentare la performance

Ad essere più lucidi grazie all’aumento dell’ossigeno nel nostro cervello tramite la respirazione controllata

Ha un’azione calmante sul sistema nervoso

Aiuta ad affrontare situazioni difficoltose e impegnative

Regolarizza la pressione arteriosa e il battito del cuore

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RESPIRO Federica Maya Dal Pino

Il Pranayama (controllo ritmico del respiro) è il quarto stadio dello Yoga, secondo lo Yogasutra di Patañjali. Insieme a Pratyahara (ritiro della mente dagli oggetti dei sensi), questi due stati dello Yoga sono conosciuti come le ricerche interiori (antaranga sadhana) ed insegnano come controllare la respirazione e la mente, quale mezzo per liberare i sensi dalla schiavitù degli oggetti di desiderio.
La parola Pranayama è formata da Prana (fiato, respiro, vita, energia, forza) e da Ayama (lunghezza, controllo, espansione).
Il suo significato è quindi di controllo ed estensione del respiro.
Tale controllo si attua durante le classiche quattro fasi:

inspirazione (puraka)

pausa respiratoria dopo l’inspirazione (antara kumbhaka)

espirazione (rechaka)

pausa respiratoria dopo l’espirazione (bahya kumbhaka)

Il gioco l’origine del coraggio e dell’ardimento

”Il gioco è creazione pura, non si spiega con la filosofia, che comporta speculazione intellettuale, nemmeno con la metafisica , separata dalla fisicità.
E’ esplorazione di forze elementari (ed elementali)
Poichè è semplicemente naturale, frutto dell’unione di corpo, anima e spirito. esiste in natura da solo e da sempre.
E’ l’archetipo che vive nell’inconscio collettivol’anima mundi, prima che nella mente degli uomini.”

Confer Nemeton guida pratica  agli sport del coraggio R. Giacomelli e A. Manzo

 

Meditazione in piedi 立禅Ritzu zen

Il vuoto in sé può essere concepito come un ‘Campo dei campi’ o più poeticamente, come un mare di potenzialità.
Esso non contiene particelle e tuttavia tutte le particelle sorgono come eccitazioni al suo interno.
Il vuoto è il substrato di tutto ciò che è.”
Danah Zohar – L’Io ritrovato, Sperlink & Kupfer

 

一種武術或氣功的鍛煉方法。身體站立, 四肢保持一定姿勢, 借助呼吸的引導, 以加強臟腑、氣血、筋骨的功能。練功時思想集中, 呼吸自然, 站立不動, 上虛下實, 有如樹樁, 故名。

Un metodo d’esercizio del wushu e del qigong. Il corpo è eretto, le quattro membra conservano una specifica posizione, traendo sostegno dal respiro, al fine di rafforzare la funzionalità degli organi interni, della circolazione del sangue e del qi, 氣dei muscoli e delle ossa.
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Quando ci si esercita si raccoglie e concentra il pensiero, il respiro è naturale, si sta eretti e immobili, la parte alta del corpo è vuota mentre quella bassa è piena, come un tronco d’albero, da ciò deriva il nome.
Quindi sì, puoi immaginare un tronco d’albero con le sue radici, tagliato ad altezza d’uomo. 站桩  zhan Zhuang
Uno degli obbiettivi della pratica del qi gong/kiko 氣功 meditazione in piedi ritzuzen 立禅  o 站桩  zhan Zhuang  (per quanto le due discipline abbiano similitudine di forma ma diversità d’intento e di pratica) con finalità marziale 武
è generare KI /QI 炁 氣 per aumentare e nutrire la FORZA PNEUMATICA.
gong/kiko 氣功 meditazione in piedi ritzuzen 立禅  o 站桩  zhan Zhuang  (
Uno stato di rilassamento globale di tutto il corpo con la presenza di uno stato di compressione con una immediata disponibilità all’esplosività.

 

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La Pratica assidua delle discipline meditative dinamiche-statiche  facilita le immersioni in se stessi, offre l’occasione, rara ,di entrare in contatto con le dimensioni interiori energetiche emozionali, a tratti emerge uno stato di vuoto, una sorgente sconosciuta, da esplorare a cui abbandonarsi per rigenerarsi,   nella ricerca della centratura, nel sentire, nel respirare, nell’evocare o far sgorgare suoni aprendo qualche varco in ciò che è implicito e non manifestonon visibile, un attimo di presenza mentale oltre le nebbie della Lila लीला

色不異空,空不異色;色即是空,空即是色

Rupan na prithak śunyata, śunyataya na prithag rupan, rupan śunyata śunyataiva rupan

”La forma non è diversa dal vuoto, il vuoto non è diverso dalla forma, la forma è proprio tale vuoto, il vuoto è proprio tale forma”.

Sutra del cuore della perfezione della saggezza o Sutra del cuore

प्रज्ञापारमिताहृदय

般若波羅蜜多心經

”In questo aspetto della fisica moderna c’è dunque la più stretta corrispondenza con il Vuoto del misticismo orientale. Analogamente al Vuoto dei mistici orientali, di «vuoto fisico» – come è chiamato nella teoria dei campi – non è uno stato di semplice non-essere, ma contiene la potenzialità di tutte le forme del mondo delle particelle.
Queste forme, a loro volta, non sono entità fisiche indipendenti, ma soltanto manifestazioni transitorie del Vuoto soggiacente ad esse.
Come dice il sūtra, «la forma è vuoto, e il vuoto in realtà è forma».”

 Il Tao della fisicaFritjof Capra
Adelphi Edizioni, pag. 258 

«La vacuità male intesa rovina l’uomo ottuso così come un serpente male afferrato o una formula magica mal pronunciata»
(Nāgārjuna. Madhyamakakārikā, 24, 11)

QI GONG kiko氣功

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