Anche un dente di cane se c’รจ venerazione emette Luce เฝ˜เฝผเฝฆเผ‹เฝ‚เฝดเฝฆเผ‹เฝกเฝผเฝ‘เผ‹เฝ“เผ เฝเพฑเฝฒเผ‹เฝฆเฝผเผ‹เฝ เฝผเฝ‘เผ‹เฝ เฝ–เพฑเฝดเฝ„เผ‹เผ Devozione e Miracoli: Il Potere del Tulpa


Dedicato al Maestro e Mentore professor Sandro Consolato


Il testo proviene dal libro “Mistici e maghi del Tibet” (Mystiques et magiciens du Thibet), scritto dalla celebre scrittrice ed esploratrice francese Alexandra David-Nรฉel.

In questo estratto, l’autrice spiega il concetto tibetano secondo cui l’energia mentale (o “tulpa”) e la fede possono infondere potere o proprietร  miracolose a oggetti inanimati. L’aneddoto citato รจ la famosa storia del “dente di cane” che, grazie alla fede incrollabile di una vecchia donna che lo credeva un dente di un Buddha, inizia a brillare di luce propria.

Autrice: Alexandra David-Nรฉel (1868โ€“1969).

Capitolo: Il testo si trova solitamente nel capitolo sesto, intitolato “I fenomeni psichici”

Nel libro Mistici e Maghi del Tibet, la David-Nรฉel usa questo esempio per spiegare che, nella filosofia tibetana, l’oggetto in sรฉ non ha potere intrinseco; รจ la concentrazione mentale e la fede del credente a proiettare e “animare” l’oggetto (il concetto di Tulpa o creazione mentale).

Il senso letterale รจ: “Se c’รจ devozione, dal dente di cane scaturisce la luce”.

La storia del “Dente di Cane” raccontata da Alexandra David-Nรฉel (e tratta dalla tradizione orale tibetana) รจ una delle parabole piรน celebri per spiegare il potere della mente e della fede (Mรถgรผ).

La promessa del mercante

C’era una volta un ricco mercante che si recava ogni anno in India per affari. Sua madre, una donna molto devota ma ormai anziana, lo supplicava ogni volta di portarle una reliquia sacra dalla terra del Buddha, affinchรฉ potesse venerarla prima di morire.

Il figlio, tuttavia, era un uomo distratto e molto impegnato nei suoi commerci. Per diversi anni di seguito, preso dai suoi affari, si dimenticรฒ completamente della promessa fatta alla madre, tornando a casa sempre a mani vuote.

L’ultima occasione

Un anno, mentre stava per rientrare in Tibet, il mercante si ricordรฒ della promessa proprio quando era ormai vicino a casa. Guardandosi intorno con ansia, si rese conto di non avere nulla di sacro da offrirle e temette che la madre potesse morire di crepacuore per la delusione.

Scorgendo lo scheletro di un cane sul ciglio della strada, ebbe un’idea disperata: si chinรฒ, estrasse un dente dalla mascella del cane, lo pulรฌ accuratamente e lo avvolse in un prezioso pezzo di seta colorata.

L’inganno e la fede

Arrivato a casa, consegnรฒ il pacchetto alla madre dicendole con solennitร : “Madre, ecco per te un dente del venerabile Buddha in persona!”

La donna, colma di gioia e commozione, accettรฒ il dono con una fede incrollabile. Pose il dente sull’altare di casa e iniziรฒ a prostrarsi davanti ad esso ogni giorno, recitando preghiere e offrendo incenso con una concentrazione e una devozione assolute.

Il miracolo

Passรฒ del tempo e accadde l’incredibile: dal dente di cane iniziarono a sprigionarsi raggi di luce e perle di splendore (le cosiddette ringsel, reliquie prodotte dai santi). La forza della fede della donna era stata cosรฌ potente da “animare” l’oggetto e caricarlo di un’energia spirituale reale.

L’insegnamento

Il proverbio che hai trovato nel libro, “Se c’รจ devozione, dal dente di cane scaturisce la luce”, serve a spiegare che:

  1. L’oggetto in sรฉ รจ neutro: Non รจ il dente ad avere potere, ma la mente di chi lo osserva.
  2. La proiezione mentale: La realtร  รจ plasmata dai nostri pensieri. Se una persona proietta “sacralitร ” su un oggetto con sufficiente forza, quell’oggetto diventa effettivamente sacro per lei e produce effetti reali.

รˆ un esempio perfetto della filosofia tibetana sulla natura della mente, che la David-Nรฉel usa per introdurre il concetto di Tulpa (creazioni mentali rese visibili).

1. Traduzione e Origine

In tibetano, la parola si scrive เฝฆเพคเพฒเฝดเฝฃเผ‹เฝ” ed รจ traslitterata come Tulpa (o Sprul-pa secondo il sistema Wylie).

  • เฝ˜เฝผเฝฆเผ‹เฝ‚เฝดเฝฆเผ‹ (Mos-gus / “Meu-gus”): Devozione, venerazione, fede profonda.
  • เฝกเฝผเฝ‘เผ‹เฝ“เผ (Yod-na / “Yeu-na”): Se c’รจ, se esiste.
  • เฝเพฑเฝฒเผ‹เฝฆเฝผเผ‹ (Khyi-so): Dente (so) di cane (khyi).
  • เฝ เฝผเฝ‘เผ‹ (ร– / “Eu”): Luce, splendore.
  • เฝ เฝ–เพฑเฝดเฝ„เผ‹เผ (‘Byung / “Tung”): Sorgere, scaturire, apparire.
  • Significato letterale: “Emanazione”, “manifestazione” o “forma costruita”.
  • Radice: Deriva dal verbo sprul, che significa “apparire”, “prendere forma” o “trasformarsi”.

2. Il Concetto nel Buddismo Tibetano

Nel contesto originale del Tibet, un Tulpa non รจ un “amico immaginario”, ma un concetto teologico profondo legato alla dottrina del Trikaya (i tre corpi del Buddha).

  • Emanazione Spirituale: Si crede che i maestri spirituali avanzati (Illuminati o Bodhisattva) abbiano la capacitร  di proiettare “emanazioni” di se stessi per aiutare gli esseri senzienti. Ad esempio, il Dalai Lama รจ considerato un Tulpa di Avalokiteshvara (il Bodhisattva della compassione).
  • Nirmฤแน‡akฤya: Il Tulpa รจ la manifestazione fisica o visibile di una mente illuminata nel mondo materiale.

3. La “Creazione” Mentale (Interpretazione Occidentale)

L’idea che un Tulpa sia una “forma-pensiero” creata volontariamente dalla mente di un praticante si รจ diffusa in Occidente grazie a figure come l’esploratrice Alexandra David-Nรฉel all’inizio del XX secolo.

Secondo questa visione (piรน vicina all’occultismo e alla moderna sottocultura dei Tulpamancy):

  1. Concentrazione: Attraverso una meditazione intensa e costante, il praticante visualizza un’entitร .
  2. Autonomia: Con il tempo, questa proiezione mentale acquisirebbe una sorta di “volontร  propria” o coscienza separata da quella del creatore.
  3. Sensorialitร : Nei casi piรน estremi, il creatore sostiene di poter vedere, sentire o toccare l’entitร .

Mentre per i tibetani si tratta di un concetto sacro legato all’illuminazione, nella psicologia moderna la creazione di “Tulpa” viene spesso vista come una forma di auto-ipnosi o, in casi non controllati, come un fenomeno legato alla dissociazione.

Questo mosaico di citazioni ci riporta direttamente nell’universo sciamanico e psichedelico di Carlos Castaneda e del suo leggendario mentore, lo stregone yaqui Don Juan Matus.

รˆ un ribaltamento totale della prospettiva: la realtร  non รจ un dato oggettivo e immutabile, ma un riflesso della nostra energia e del nostro intento. queste parole offrono la via d’uscita: la via del guerriero.

1. La Strada che ha un Cuore

รˆ il concetto piรน celebre di Castaneda. Don Juan insegna che, poichรฉ nessuna strada “porta da qualche parte” (nel senso che la meta finale รจ per tutti la morte), l’unica distinzione valida รจ la qualitร  del viaggio.

  • La strada senza cuore: Ti stanca, ti rende rancoroso e ti indebolisce. รˆ la strada dell’ambizione o della paura.
  • La strada con un cuore: Ti rende forte, felice e “una cosa sola” con il percorso. Non si sceglie con la logica, ma con il sentimento e l’osservazione priva di fretta.

2. Il Potere della Percezione

โ€œAnche un dente di cane, se cโ€™รจ venerazione, emette luce.โ€

Questa frase รจ una lezione magistrale sul potere dell’intento. Non รจ l’oggetto in sรฉ a essere sacro o luminoso, ma la qualitร  dell’attenzione che gli rivolgiamo. Se guardi il mondo con “venerazione” (o consapevolezza), il mondo risponde illuminandosi. รˆ il passaggio dal “guardare” (atto fisico) al “vedere” (atto sciamanico).

3. La Rivoluzione nel Corpo

Il guerriero non รจ un asceta distaccato, ma un atleta della consapevolezza. L’idea che la rivoluzione inizi nel corpo รจ fondamentale:

  • Assetto impeccabile: Non puoi affrontare lo “stupore di essere un umano” se sei depresso o fisicamente trascurato.
  • Il Guerriero vs Lo Schiavo: Il guerriero accetta il terrore dell’esistenza e lo trasforma in meraviglia attraverso la disciplina del proprio veicolo fisico e mentale.

4. Il Cacciatore e l’Ignoto

Il riferimento finale al cacciatore sottolinea che vivere non รจ un atto passivo. Essere un “cacciatore” nel mondo di Don Juan significa essere in uno stato di allerta costante, pronti a cogliere i segnali di quei “poteri” che guidano l’universo, senza perรฒ lasciarsi travolgere dalla paura.

Oscillazioni coerenti dell’acqua Prof. Del Giudice

DOMINI DI COERENZA, IL CONCERTO DELLโ€™ACQUA…

Particolarissimo esempio di rigore scientifico, di passionale e coraggiosa ricerca e di umoristico senso della vita, il professor Emilio Del Giudice ci descrive la sua personalissima interpretazione del concetto di coerenza e la comprensione poetica della Natura.

l’intervista e l’articolo sono opera intellettuale di Valentina Ivana Chiarappa che si ringrazia per la gentile concessione.

Unโ€™occhiata al lunghissimo e nutrito curriculum del noto professore e fisico italiano che ha dato lustro al nostro Paese nei piรน vasti confini internazionali, e ci si rende conto immediatamente dellโ€™eccezionale levatura del personaggio che ci si trova di fronte. Noto per le sue ricerche sulla fusione fredda realizzate insieme al compianto collega e amico Giuliano Preparata e per gli studi relativi alla memoria dellโ€™acqua, Del Giudice รจ autore di numerosissime pubblicazioni scientifiche e spesso illustre ospite di rilevanti trasmissioni televisive nazionali. A dispetto di questo articolato e complesso costrutto formativo scientifico-culturale che fa mostra di sรฉ nell’accattivante, fluida e stimolante conversazione instaurata con il professore, che dalla fisica piรน sottile spazia a tematiche filosofiche, spirituali nonchรฉ sociali e politiche, Del Giudice riesce a donarci una smagliante simpatia che ci mette subito a nostro agio consentendoci di rivolgergli una serie di domande ed opinioni personali che abbiamo pregustato da tempo di poter porre al nostro eccezionale interlocutore.

Come chi ci legge potrร  osservare, Del Giudice propone una nuova visione del meccanismo di funzionamento della materia e dellโ€™acqua, nella quale tutti gli elementi in gioco assumono un comune “agire”, un comportamento collettivo che contribuisce a determinare una struttura, il campo elettromagnetico, la cui armonia ricorda quella di una danza in cui il singolo elemento perde la sua individualitร  per entrare in un Tutto comprensibile solo alla luce della visione olistica.

Ma poniamo attenzione a cosa ha da dirci questo straordinario personaggio che Lux Terrae ha avuto lโ€™onore di incontrare.

Buongiorno professore, qual รจ stato il Suo percorso di formazione culturale e professionale che Lโ€™ha portata ad interessarsi allโ€™”acqua” ed alle sue caratteristiche?

Parte da molto lontano, quand’ero ragazzo frequentavo il liceo ed ero estremamente appassionato di filosofia cioรจ di come nascono le idee, di come รจ possibile che il nostro pensiero possa comprendere la Natura. Uno dei filosofi che mi ha piรน interessato, un mio concittadino Giovanni Battista Vico, diceva che il percorso della conoscenza รจ il seguente: gli esseri umani prima sentono, poi avvertono con animo turbato e commosso, indi riflettono con mente pura.
Questo complesso procedimento che avviene in sequenza, spesso รจ ignorato perchรฉ nell’epoca moderna si vuole subito riflettere con mente pura trascurando ciรฒ che avviene prima, ovvero lโ€™avvertire con animo perturbato e commosso. Per chiarire ulteriormente questo punto passiamo da Vico a Kant il quale esaminรฒ, nella critica della ragion pura, il percorso che fa l’intelletto quando vuole comprendere e ne concluse che con i suoi procedimenti intrinseci, l’intelletto poteva al piรน arrivare al fenomeno, a ciรฒ che appare, non poteva penetrare in quello che sta sotto il fenomeno, nel suo motore che รจ il noumeno. Ma allora come fa lโ€™intelletto a capire? La risposta รจ nella critica del giudizio, dove si dice che l’essere umano comprende quando riesce a risuonare con l’oggetto, quando il suo movimento interno diventa lo stesso movimento dellโ€™oggetto.
Come disse il filosofo tedesco Schelling, l’esperienza artistica รจ un’esperienza di risonanza fra un soggetto ed un oggetto, dunque, l’essere umano comprende quando risuona con l’oggetto, ciรฒ che poi la filosofia classica tedesca sviluppรฒ ulteriormente. Questo รจ stato il mio lascito del liceo; quando andai all’Universitร  rimasi molto deluso studiando la fisica perchรฉ questa non rispondeva a tale criterio ed io ricordavo ancora Vico quando diceva che il vero poetico รจ piรน vero del vero fisico, cioรจ se la Natura non รจ compresa poeticamente non puรฒ essere capita e infatti per molti anni non l’ho capita. Nel frattempo ho fatto altre cose, nel โ€™68 sono stato agitatore politico, attivista sociale e questo mi ha aiutato molto perchรฉ essendoci coinvolta la passione mi ha dato un’idea del reale, non come una collezione di oggetti staccati, ma come un concerto, un qualcosa in cui il singolo oggetto accede solo per la sua capacitร  di entrare in relazione con altri, ovvero lโ€™idea della realtร  non come un insieme di oggetti ma un insieme di relazioni. Per quanto riguarda la scienza, all’inizio mi sono occupato di particelle elementari cioรจ dei costituenti fondamentali della Natura: protoni, neutroni, quark, ecc., perรฒ la cosa non mi soddisfaceva. A quell’epoca questa fisica, dato che รจ necessaria grande energia negli acceleratore per produrre tali oggetti, si chiamava anche fisica delle alte energie. In seguito mi sono interessato di biologia perchรฉ per un certo tempo ho fatto una psicoterapia reichiana e mi attirava il fatto che Reich riconduceva le proprietร  psichiche a proprietร  fisiche dell’organismo, e allora ho cominciato a studiare la fisica dell’essere vivente visto come un insieme e non nella singola sezione o nella singola molecola. Mi affascinava il concerto che veniva fuori, ma per avere un concerto bisogna avere gli strumenti musicali che nel nostro caso sono le molecole, ma quali molecole? I biologi si occupano in generale di molecole complesse come DNA, proteine, ormoni, vitamine, ecc., perรฒ tutte queste molecole nel loro insieme sono l’1% del totale delle molecole di un organismo vivente, il 99% sono molecole d’acqua. Ma allora perchรฉ non si studia lโ€™acqua ? Non solo non si studia, ma si disprezza pure, infatti per dire che una cosa non serve a niente, per esempio un farmaco omeopatico, si dice che รจ acqua fresca. Qual รจ il ruolo di tutta quest’acqua nel nostro organismo? Perchรฉ รจ importante il DNA e non รจ rilevante l’acqua? Alcuni si irritano quando sentono parlare di memoria dell’acqua perรฒ la memoria del DNA non genera nessun senso di offesa, si dice che nel DNA sono conservate le proprietร  dellโ€™organismo, e perchรฉ il DNA รจ valido come ricordatore e lโ€™acqua no? Una possibile risposta รจ che il paradigma, il modo di pensare della biologia moderna รจ legato al concetto che ogni fatto o atto biologico รจ riconducibile ad una sequenza di reazioni chimiche, ovvero che cโ€™รจ un fondamento chimico nella materia vivente. Ma se nella sequenza di reazioni chimiche ad un certo punto qualcosa va storto, l’atto biologico non avviene e qual รจ il meccanismo fisico che fa sรฌ che gli incontri tra molecole seguano solo quel codice preciso e non avvengano a caso? Le reazioni biochimiche nell’organismo vivente seguono un automatismo che nel gergo dei biochimici si chiama “meccanismo diffusivo” grazie al quale le molecole si incontrano perchรฉ c’รจ un codice di riconoscimento e di richiamo, chi fornisce questo codice? Circa un secolo fa รจ nata la fisica quantistica che ha soppiantato la fisica classica come strumento teorico per descrivere la Natura. Il fondamento dei due approcci รจ il seguente: nella fisica classica la realtร  fisica รจ dipinta come un insieme di oggetti separati, separabili in principio, i quali si incontrano e hanno le loro reazioni solo quando un insieme di forze entra in gioco, perchรฉ vale il principio d’inerzia, quindi per definire questo tipo di fisica bisogna ammettere che i corpi siano separabili e che siano inerti cioรจ si muovano di moto rettilineo uniforme; per cambiare il loro stato di moto ci vuole una forza per la quale รจ necessaria una certa energia. Perciรฒ se l’organismo vivente, che รจ un insieme di molecole che svolgono molte azioni nell’insieme, dovesse funzionare secondo i principi della fisica classica, dovrebbe pagare una bolletta energetica spaventosa e non รจ cosรฌ.
Ci viene in aiuto la fisica quantistica il cui fondamento รจ che il principio d’inerzia viene meno perchรฉ qualunque corpo nell’universo spontaneamente fluttua, dunque, รจ impossibile separare la materia dal movimento in quanto essa non รจ inerte ma si muove, si agita. A questo punto ci si puรฒ chiedere: le fluttuazioni di ogni corpo sono indipendenti dalle fluttuazioni di un altro corpo? Non รจ possibile che esista uno stato della materia per cui le fluttuazioni si mettano in fase e l’agitazione caotica si trasformi in un balletto, in un concerto? La teoria dei campi afferma di sรฌ e su questa risposta รจ fondata la mia successiva attivitร  non solitaria ma al seguito di personaggi estremamente importanti dal punto di vista intellettuale come Freilich, Giuliano Preparata ed altri.

Ci puรฒ spiegare cosa si intende per memoria dellโ€™acqua?

La memoria riguarda non solo lโ€™acqua ma tutta la materia ma lโ€™acqua รจ particolare rispetto alle altre sostanze. Esiste un teorema nella teoria dei campi che รจ stato formulato da Giuliano Preparata e che risponde alla domanda precedente, cioรจ รจ possibile che le fluttuazioni di un insieme di atomi in principio caotiche e indipendenti l’una dall’altra ad un certo punto si sintonizzino in un insieme e diano luogo ad un concerto? La risposta รจ sรฌ a due condizioni: purchรฉ la temperatura sia al di sotto di un certo valore critico (cioรจ gli urti tra molecole non siano troppo violenti perchรฉ in questo caso si distruggerebbe la sintonizzazione) e la densitร  delle molecole (il numero di molecole per unitร  di volume) ecceda una soglia, cioรจ l’ambiente sia affollato. Con queste due condizioni, ambiente affollato e urti non troppo violenti, si puรฒ dimostrare che lo stato di minima energia del sistema รจ lo stato che in Natura si stabilisce, ovvero l’assetto spontaneo che un insieme di oggetti assume. Se un insieme di atomi che si trovi in uno stato qualsiasi ad un certo punto oscillando scopre che c’รจ un assetto in cui risparmia energia, lo sceglie, vi transita e cede all’esterno l’energia in eccesso, quella che viene risparmiata. Adesso si scopre che quando gli atomi cominciano ad oscillare in fase tra di loro, cioรจ all’unisono come in un corpo di ballo, non sprecano piรน energia perchรฉ se si trovano in uno stato caotico fanno ogni genere di movimento compresi quelli inutili consumando molta energia; se invece si accontentano di fare solo i movimenti utili, lโ€™energia viene risparmiata e viene ceduta all’esterno, questo perรฒ soltanto se la densitร  รจ molto elevata perchรฉ in questo modo una molecola agitandosi determina l’agitazione di quella vicina. Dialogando tra di loro le molecole scoprono, collettivamente non individualmente, che esiste questa nuova possibilitร  e la scelgono. Questo รจ esattamente ciรฒ che descrive gli stati di aggregazione della Natura, cioรจ a temperatura molto elevata e a densitร  basse, e quindi fuori della validitร  di questo teorema, lo stato naturale della materia รจ quello gassoso (gas รจ la contrazione della parola caos vuol dire un insieme caotico di atomi che si agitano in tutti i modi possibili) abbassando la temperatura e alzando la densitร  si osserva che ogni specie transita dal gas al liquido, altro stato della materia molto piรน ordinato in cui i moti degli elettroni si rendono coerenti; coerenza vuol dire che ci si muove tutti insieme, all’unisono, in fase. Abbassando ancora la temperatura, diventano coerenti anche i moti dei nuclei e si ha il solido; questi sono i tre stati della materia gas, liquido e solido e ad ogni transizione viene rilasciata energia. Questa coerenza avviene all’interno di regioni, che noi chiamiamo domini di coerenza il cui diametro corrisponde alla lunghezza d’onda del modo del campo elettromagnetico responsabile dell’oscillazione. Quello che rende possibile la sintonizzazione รจ il fatto che un’oscillazione di una carica elettrica produce automaticamente un campo elettromagnetico il quale รจ un messaggero in quanto viaggia lontano dalla sua sorgente e rende coerenti, informa le altre molecole del fatto che c’รจ, quindi lo strumento attraverso cui queste molecole dialogano รจ il campo elettromagnetico la cui lunghezza d’onda definisce la regione in cui avviene il dialogo, perciรฒ tutte le molecole contenute in quella regione oscillano in fase. Naturalmente si formano moltissimi domini di coerenza i quali in principio sono indipendenti tra di loro, perรฒ potrebbero a loro volta, iterando il processo, diventare coerenti. Questa possibilitร  che si generi una coerenza di secondo ordine esiste quasi solo per l’acqua; cosa ha di speciale l’acqua? Questo: che nel momento massimo dell’oscillazione si genera un insieme di elettroni quasi liberi i quali, essendo appunto quasi liberi, sono ulteriormente eccitabili; ogni minima eccitazione che arriva dall’esterno genera dei moti di questi elettroni che sono ancora moti collettivi perchรฉ questi elettroni sono legati a molecole coerenti quindi sono coerenti tra di loro, siccome debbono stare legati, il moto sarร  un moto chiuso e quindi un vortice. Dunque, quello che c’รจ di particolare nell’acqua รจ che, grazie alla coerenza, gli elettroni del dominio di coerenza dell’acqua hanno la capacitร  di formare vortici i quali, essendo moti chiusi di elettroni cioรจ di cariche elettriche, producono un campo elettromagnetico che ha una frequenza definita. Inoltre, questi elettroni sono coerenti, quindi non si urtano tra di loro, non c’รจ attrito interno, ne consegue che questo vortice non si estingue perchรฉ รจ privo d’attrito e puรฒ durare anche mesi. Durante il periodo in cui il vortice dura si possono fare altre eccitazioni e quindi succede che dentro il dominio di coerenza si accumula una grande quantitร  di energia, i vortici diventano sempre piรน veloci e siccome sono coerenti, il moto non รจ caotico ma รจ un insieme ordinato e, dato che le energie si sommano, alla fine un dominio di coerenza puรฒ accumulare un’energia grandissima partendo dallo sfruttamento del rumore ambientale. Questโ€™acqua sta in un ambiente nel quale ci sono sorgenti di energia, la luce del sole, agitazioni meccaniche, output di reazioni chimiche, ossia molte possibili fonti di energia la quale viene intrappolata in forma di vortici dentro i domini di coerenza e dร  luogo ad energia ordinata. Quando si arriva all’istante in cui la frequenza dell’acqua coincida con la frequenza di due specie molecolari presenti nell’acqua che hanno ovviamente una frequenza uguale, queste due specie molecolari si attraggono e realizzano una reazione chimica, quindi le reazioni chimiche non sono casuali ma sono governate dall’acqua e non richiedono che le molecole siano giร  in contratto, possono stare anche lontane, si attraggono e quando entrano in contatto fanno la reazione chimica e producono dell’energia che fa variare la frequenza dell’acqua in quanto รจ assorbita dai domini di coerenza. Il risultato รจ che non piรน quelle specie molecolari ma altre saranno attratte, cioรจ abbiamo uno schema dipendente dal tempo. Questo spiega i cicli biochimici nei quali cโ€™รจ una successione di molecole diverse che vengono attratte secondo un codice fornito dalla sequenza di frequenze dell’acqua. Questo schema risolve in principio il mistero della specificitร  delle reazioni biochimiche e lโ€™acqua ne รจ lo strumento fondamentale.

Su quali principi si basano gli esperimenti realizzati da Montagnier sulla memoria dellโ€™acqua?

Farei cadere la parola “memoria” dell’acqua perchรฉ รจ impropria. L’acqua, grazie al meccanismo che ho descritto, ha un ruolo di governo delle reazioni chimiche che avvengono al proprio interno perchรฉ, dato che oscilla con una certa frequenza, รจ lei con la sua frequenza a stabilire in ogni istante quali sono le molecole che si incontrano. Se io cambio il ritmo di successione delle frequenze dell’acqua fornendo un campo dall’esterno, allora varia anche la biochimica che avviene all’interno. Ci sono stati negli ultimi decenni vari esperimenti prima di Montagnier come quello realizzato negli anni โ€™50 all’universitร  di Alma -Ata in Russia. L’esperimento era il seguente: si prendono due globi di vetro dentro i quali ci sono delle colture cellulari identiche, in seguito una delle due colture viene infettata con un virus, i due globi sono tenuti a distanza sufficiente da evitare pericoli di contaminazione di viaggio di virus dall’uno all’altro. Tra i due globi viene messo uno schermo che puรฒ essere trasparente o opaco ai raggi ultravioletti; quindi si illumina il globo infettato in maniera che il raggio di luce raggiunga (e quindi in questo caso lo schermo deve essere trasparente) l’altro globo, oppure si mette lo schermo opaco in modo tale che il raggio non raggiunga l’altro globo. Aspettando alcune ore si osserva che nel caso dello schermo trasparente, anche lโ€™altro globo si infetta, mentre se lo schermo รจ opaco il secondo globo non si infetta. Questo esperimento รจ stato ripetuto decine di migliaia di volte con una percentuale di riproducibilitร  superiore al 95% che รจ raro in biologia, dove le percentuali di solito sono piรน basse. Questo risultato vuol dire che il raggio ultravioletto ha trasferito da un globo all’altro una qualche forma di informazione per cui nel secondo globo si รจ prodotto il virus. In realtร , i virus del primo globo non hanno viaggiato, ciรฒ che si รจ spostato รจ l’informazione di come fabbricarli e, alla luce dell’ipotesi che abbiamo discusso, colui che li fabbrica puรฒ essere l’acqua. Come si interpreta questo esperimento? Abbiamo un virus che interagisce con le cellule nel primo globo e questa interazione da luogo a reazioni chimiche che si traducono in movimenti di elettroni e quindi in campi elettromagnetici, facciamo cadere su questo sistema una radiazione la quale, attraversando una regione dove ci sono oscillazioni elettromagnetiche, le assume, cioรจ esse modulano lโ€™onda portante che รจ il raggio ultravioletto che attraversa il recipiente. Questa radiazione viaggia, arriva nel secondo recipiente e gli trasferisce l’oscillazione che avveniva nel primo cosรฌ le molecole del secondo recipiente oscillano come oscillavano quelle del primo e siccome la prestazione di una molecola dipende da come lei oscilla, oscillando allo stesso modo della prima fa le stesse cose, ovvero, produzione di virus, ecco che nel secondo globo nascono dei virus. In seguito ci sono stati, soprattutto in Russia, molti altri esperimenti della stessa categoria, da questo punto di vista la scuola russa รจ all’avanguardia. Arrivando ai giorni nostri, descriviamo l’esperimento di Montagnier che รจ molto simile a quello di Alma-Ata. Montagnier รจ un grande virologo capace di agire con i virus e in particolare con il loro DNA; egli estrae sequenze di DNA da microrganismi, virus, batteri, cellule, frammenti lunghi in media un paio di centinaia di basi, li sospende in acqua non ionizzata e bidistillata in cui รจ sicuro che non ci sia nient’altro. La provetta con l’acqua e il DNA sospeso viene messa all’ingresso di una bobina (la bobina รจ un filo elettrico arrotolato che si chiama anche solenoide); lโ€™ingresso dal punto di vista fisico รจ il luogo in cui il campo elettromagnetico รจ minimo ma รจ massimo il suo potenziale. Dopo un po’ l’acqua si impregna del campo ambientale e a questo punto si osserva che se si lascia tutto cosรฌ non succede niente, mentre succede qualcosa se si diluisce il DNA, cioรจ se aggiungendo acqua, diminuisce la concentrazione del DNA perchรฉ esiste una soglia di diluizione a partire dalla quale appaiono delle correnti elettriche nella bobina e quindi dei segnali elettromagnetici che possono essere registrati in modo digitale. Dopodichรฉ questo segnale, per evitare ogni sospetto di contaminazione, viene mandato per Internet o comunque per via elettronica a un altro laboratorio lontano anche mille km in maniera che nessuno possa sospettare che pezzi di DNA, per effetto della sporcizia delle manipolazioni, si siano trasferiti. Il segnale arriva in questo laboratorio dove viene fornito a una bobina all’interno della quale, stavolta ben dentro e non all’ingresso, cโ€™รจ una provetta piena di acqua purissima. La provetta viene lasciata lรฌ per qualche ora e si impregna del segnale in quanto si trova nell’ambiente dove c’รจ il campo magnetico prodotto dalla corrente elettrica che รจ identica a quella registrata alla partenza. Dopo qualche ora la provetta viene estratta dalla bobina e dentro la provetta viene lasciato cadere quel kit che si chiama PCR inventato dal premio Nobel Kary Mullis che consiste nelle materie prime di cui รจ fatto il DNA cioรจ i monomeri, piรน il catalizzatore chimico che li fa reagire, quella che si chiama polimerasi. Si osserva, contro ogni aspettativa, che i monomeri si polimerizzano in modo tale da riprodurre esattamente la sequenza iniziale, cioรจ il DNA iniziale รจ stato riprodotto esattamente nella provetta finale. L’esperimento di Montagnier prova, dunque, al di lร  di ogni dubbio che le reazioni biochimiche sono governate da segnali elettromagnetici, quindi lo schema teorico che ho fornito all’inizio risulta corroborato e spiega che le reazioni chimiche non avvengono per incontri casuali e, dato che il segnale elettromagnetico appare solo quando la quantitร  d’acqua eccede una soglia, l’origine di questi campi elettromagnetici รจ lโ€™acqua.

Pertanto, sinteticamente, possiamo dire che รจ possibile informare lโ€™acqua?

In effetti si informa l’ambiente in cui si trova lโ€™acqua perchรฉ chi porta l’informazione รจ il campo elettromagnetico, ciรฒ accade in quanto le molecole dโ€™acqua oscillando producono a loro volta un campo elettromagnetico, quindi fornendo loro il campo elettromagnetico copiato alla sorgente convinco le molecole d’acqua del secondo recipiente ad oscillare come le prime e allora lรฌ succederanno gli stessi fatti che succedevano nella prima provetta.
Questo in un gergo giornalistico puรฒ essere espresso come “informare l’acqua” perรฒ dobbiamo precisare che informare significa far oscillare le molecole d’acqua con lo stesso ritmo.
Lโ€™omeopatia si potrebbe basare sullo stesso principio; nella medicina convenzionale si prende come elemento base della biologia moderna il concetto che ogni fatto biologico รจ riconducibile ad una sequenza di reazioni chimiche, quindi se succede qualcosa di sbagliato in un organismo e appare un sintomo, si forniscono le molecole che correggono la chimica in modo tale da ripristinare il comportamento iniziale; ma se si ragiona, si comprende che l’anomalia รจ la conseguenza del fatto che la rete di segnali elettromagnetici che guida le molecole non si รจ svolta nel modo giusto, le oscillazioni dell’acqua, per qualche motivo, hanno avuto un mutamento rispetto all’ideale, allora รจ possibile intervenire sulla rete di segnali elettromagnetici e fornire all’organismo un’acqua che abbia la rete di segnali giusti e quindi correggere i segnali, non le conseguenze a valle.

Sulla base del concetto di informazione che ha spiegato prima, il pensiero puรฒ trasferire informazioni all’acqua?

Non solo questo ma, per di piรน, lโ€™acqua puรฒ generare pensiero. Se noi analizziamo i segnali che sono in gioco in questi esperimenti, troviamo che l’insieme di questi segnali non รจ caotico ma รจ un insieme “musicale” cioรจ che tra le varie note, tra le varie frequenze che compongono questo campo esistono accordi, ovvero รจ possibile trasformare questi segnali in una musica, e questo รจ stato realmente realizzato dal mio collega Roberto Germano. Lโ€™acqua coerente รจ ricca di elettroni quasi liberi, quindi, mettendo in contatto due quantitร  d’acqua con un differente grado di coerenza, con dissimili concentrazioni di elettroni liberi, tra le due si crea una differenza di potenziale che puรฒ generare una corrente elettrica. Questo puรฒ essere un suggerimento per nuove fonti di energia, dโ€™altra parte che l’acqua emetta elettroni รจ provato dal fenomeno del fulmine, le nuvole sono insiemi di goccioline d’acqua e producono scariche elettriche eccezionali. Si รจ osservato che il voltaggio della corrente elettrica prodotta dall’acqua varia a seconda delle condizioni ambientali. Analizzando il tracciato del voltaggio nel corso del tempo Germano, grazie all’intervento di un suo amico musicologo, si รจ accorto che il tracciato riproduceva una partitura musicale, l’ha trasferito sul suono e si รจ effettivamente prodotta una musica. Questo ci fornisce una prima idea di come all’interno della materia, quando la coerenza eccede determinate soglie, si possono generare fenomeni cognitivi.
Lโ€™acqua puรฒ produrre al proprio interno strutture che hanno un significato, puรฒ dar luogo a fenomeni di oscillazione che non sono casuali e che contengono una struttura cognitiva, un mining. Che cosa questo significhi non lo sappiamo ancora, quello che sappiamo รจ che certamente la rete dei segnali elettromagnetici dell’acqua non รจ casuale ma รจ produttrice di significati, qualunque cosa questo voglia dire. Il pensiero รจ l’equivalente dei segnali di Montagnier riferito alle nostre cellule cerebrali, quindi esso sarร  l’output di un complesso processo biologico, tipo quello studiato dai neuroscienziati. Se trasferiamo il pensiero allโ€™acqua, verosimilmente questโ€™ultima, almeno in parte, riprodurrร  quegli stessi processi cosรฌ come abbiamo visto realizzarsi negli esperimenti di Montagnier, ciรฒ in quanto il pensiero รจ un insieme di onde elettromagnetiche opportunamente collegate tra di loro.

Secondo Lei e in base alla Sua esperienza, puรฒ essere attribuito un significato profondo e spirituale all’elemento acqua per lโ€™umanitร ?

Lei ha affermato che “le rivoluzioni le fanno i non esperti delle discipline perchรฉ gli esperti conoscono troppo bene la disciplina stessa ed i suoi limiti”. In riferimento a questo, cosa pensa degli esperimenti effettuati dal ricercatore giapponese Masaru Emoto nei quali vengono fotografati cristalli dโ€™acqua informata?

Nel principio rispondono allo stesso quadro concettuale detto prima, nel dettaglio non saprei dirlo perchรฉ non li ho studiati e dโ€™altra parte neanche Emoto li ha rivelati. Cโ€™รจ una differenza importante tra il ricercatore ed il divulgatore: di solito lo scienziato dice tutto, personalmente nei miei articoli ho scritto sempre tutto quello che avevo capito; le persone invece per cui il copyright รจ importante, come coloro che fanno divulgazione o spettacolo, non vogliono rivelare i loro segreti di produzione, ma in questo modo non mettono i colleghi nella condizione di poter giudicare. Nello specifico su quello che fa Emoto non so nulla, ma posso dire che la sua filosofia in qualche modo coincide con la nostra perchรฉ le sue affermazioni basate sul fatto che รจ possibile trasmettere significati all’acqua, nel nostro schema sono comprensibili, quindi, certamente lui svolge un ruolo utile per quanto riguarda la creazione di aspettative e di punti di vista, anche se quello che fa non รจ una prova scientifica in senso stretto perchรฉ una promessa scientifica deve fornire tutte le condizioni in cui viene svolto lโ€™esperimento.

Gli esperimenti sulla memoria dellโ€™acqua, a Suo parere, possono costituire la dimostrazione concreta che tutto ciรฒ che esiste รจ vibrazione e quindi interconnesso? Ci puรฒ parlare in breve del concetto di vibrazione?

I principi della fisica quantistica ci dicono fondamentalmente che un oggetto coincide con la sua fluttuazione e questo, a proposito del campo elettromagnetico, lo scrisse giร  Einstein nel 1904 cioรจ prima di queste rivoluzioni. Successivamente la fisica quantistica, di cui Einstein รจ stato uno dei padri e anche uno dei critici, estende questa proprietร  a tutta la realtร  fisica perchรฉ non solo il campo elettromagnetico, ma anche tutta la materia fluttua e puรฒ essere descritta come un campo con una sua fluttuazione. Proprio perchรฉ tutto fluttua attraverso il cosiddetto vuoto quantistico (i campi che connettono tra di loro gli oggetti i quali a loro volta non possono non fluttuare), si deduce che รจ impossibile isolare un corpo, quindi il fondamento della fisica classica viene falsificato. Un corpo non isolato, e questa รจ la base dei principi di indeterminazione, non puรฒ vedere perfettamente determinate un certo numero di sue variabili, per esempio l’energia. Perรฒ รจ possibile misurare la fluttuazione, l’oscillazione, se ne deduce che, mentre la fisica classica รจ fondamentalmente una fisica di oggetti, quindi un’ontologia, la fisica quantistica รจ una fisica di relazioni in cui nessun corpo puรฒ essere considerato isolato e che ha come oggetto di studio l’insieme delle relazioni che legano i corpi e che si trasmettono attraverso fluttuazioni ovvero frequenze.

Professor Del Giudice, Lei ha parlato di vuoto, allora Le chiederei: il vuoto esiste o non esiste?

Il vuoto secondo la definizione fisica รจ lo stato di minima energia di un oggetto, quello in cui ci sono solo le fluttuazioni spontanee e nient’altro, quindi esiste un contenuto energetico del vuoto, ovvero l’energia connessa con le fluttuazioni spontanee. Queste ultime si traducono nell’apparizione di potenziali elettromagnetici, a tal proposito c’รจ una cosa importante che fece spaventare Einstein: il potenziale si propaga nello spazio, senza implicare trasporto di energia,con la velocitร  con cui si propaga la fase, ma la velocitร  di fase puรฒ essere anche piรน grande della velocitร  della luce perchรฉ il limite di Einstein si riferisce alla velocitร  con cui si trasporta l’energia, se non si trasporta nessuna energia la velocitร  puรฒ essere qualsiasi, anche infinita. Ma se posso trasmettere in qualche modo un segnale fisico, in questo caso il potenziale, con la velocitร  di fase, si possono avere fenomeni che violano la causalitร  e questo spaventava Einstein, cioรจ posso stabilire una connessione tra oggetti. Einstein nel โ€˜33 fu il primo a definire con grande genialitร  le conseguenze di questo che si chiama paradosso di einstein-podolsky-rosen dal nome dei tre autori dell’articolo, il quale afferma che se la fisica quantistica fosse vera sarebbe possibile stabilire delle relazioni di connessione, nel gergo dei fisici entanglement, tra oggetti a grande distanza tra di loro violando quindi la causalitร , cioรจ sarebbe possibile unโ€™azione a distanza. Einstein, che credeva assolutamente nel principio di separabilitร , nell’oggettivitร  e nel fatto che fosse possibile isolare gli oggetti, concluse che la fisica quantistica non poteva essere giusta e che poteva essere solo un’approssimazione. Invece noi pensiamo che il fenomeno di einstein-podolsky-rosen sia assolutamente giusto ma che sia errata la conclusione secondo cui la fisica quantistica non sarebbe vera.

Non solo essa รจ vera, ma dimostra che sono possibili in natura fenomeni di azione a distanza del tipo di quelli ipotizzati per esempio da Jung su inconscio collettivo e telepatia che non corrispondono mai a trasporto di materia o di energia ma al trasporto di fase, quindi corrispondono a sensazioni non a descrizioni.

Col potenziale non si possono trasmettere messaggi precisi, ma una sensazione, una presenza. Lโ€™entanglement corrisponde proprio a questa connessione, gli oggetti entangled sono oggetti che oscillano in fase tenuti in fase da un potenziale e non da un campo.

Proprio in riferimento al concetto di connessione, ci puรฒ parlare della nota legge di attrazione che riguarderebbe lโ€™intero Universo?

Che l’Universo sia tutto entangled non corrisponde all’apparizione di forze, corrisponde al fatto che le oscillazioni delle parti dell’Universo, ognuna delle quali ha una sua indipendente giustificazione, si possono sincronizzare tra di loro anche a grande distanza. In questo senso si puรฒ parlare di legge di attrazione.

Diversi esperimenti ed anche una parte della nuova fisica dimostrano che il pensiero รจ un atto creativo molto piรน potente di quanto non si possa credere. A Suo parere, come il pensiero puรฒ influire sulla nostra realtร ?

Il pensiero รจ un’attivitร  collettiva del corpo con un forte coinvolgimento del cervello, รจ ancora da chiarire se il pensiero sia il prodotto del solo cervello o dell’intero corpo, io protendo per la seconda ipotesi: nessuno ha mai visto funzionare un cervello isolato, separato da un corpo, quindi il cervello dialoga col proprio corpo di appartenenza e dร  luogo ad un’attivitร  collettiva di cui una delle manifestazioni, non lโ€™unica, รจ il pensiero.

Ci sono, infatti, altre manifestazioni come le emozioni, la psiche, i sentimenti che non sono il pensiero ma che dal punto di vista fisico, in quanto oscillazioni, non sono distinguibili tra di loro.


Se lโ€™insieme di fenomeni psichico-emotivo-conoscitivi studiati da Freud, รจ riconducibile ad oscillazioni elettromagnetiche, evidentemente queste ultime sono agenti fisici capaci di azione sulla materia, Esiste un bel gruppo di esperimenti condotti a Princeton negli Stati Uniti dalla coppia Robert Jahn, ingegnere della NASA recentemente scomparso, e la sua compagna tuttora vivente, la biologa Irene Dan. Jahn pose questo problema: si sa che le oscillazioni di apparecchi elettromagnetici hanno un effetto sugli esseri umani e anche sul loro pensiero, basti pensare all’elettroshock, รจ possibile il contrario, cioรจ che il pensiero possa influenzare l’azione di apparecchi elettronici e modificarne le proprietร ?

Negli anni โ€™20, tra i pazienti di Jung vi era Pauli, uno dei fisici fondatori della fisica quantistica.
Pauli aveva un pessimo carattere ed era molto disturbato psichicamente tanto รจ vero che era dovuto andare in terapia da Jung che lo aveva aiutato molto.
Una caratteristica di questo suo disturbo era da un lato la genialitร  che gli faceva pensare delle cose incredibili, dall’altro uno strano effetto che รจ diventato noto come “effetto Pauli”: ogni volta che lui entrava in un laboratorio, qualche apparecchio si guastava, un’unica volta accadde un guasto in laboratorio senza che Pauli fosse presente, il direttore del laboratorio allora s’informรฒ su dove si trovava Pauli nel momento del guasto, ed appurรฒ che egli stava passando in taxi nella strada affianco all’istituto e quindi piuttosto vicino.
Il profluvio di segnali elettromagnetici che usciva dal corpo di Pauli era, quindi, in grado di guastare gli apparecchi elettromagnetici, allora Jahn e la Dan hanno cercato di affrontare questo problema, hanno preso una specie di computer, un random number generator, cioรจ una macchina che produce automaticamente sequenze di numeri, utilizzata spesso per le lotterie e che funziona da sola.
Posizionate alcune persone affianco alla macchina, le si invitava a concentrarsi a loro piacimento su una sequenza di numeri piรน grande o piรน piccola, scrivendo su un pezzo di carta la sequenza scelta.
I risultati dellโ€™esperimento fecero osservare che c’era una debole connessione tra il desiderio della persona e la sequenza numerica elaborata dalla macchina, si trattava di una variazione dell’8%, ai limiti dell’errore statistico.
Per forzare l’effetto, anzichรฉ unโ€™unica persona, vennero presi gruppi di persone che si mettessero in fase tra di loro grazie allโ€™ascolto di musiche particolari in grado di farle entrare in uno stato d’animo di meditazione collettiva.
In questo caso l’effetto si rafforzava moltissimo e ciรฒ indicรฒ che esisteva una connessione tra l’attivitร  del cervello umano ed il risultato di una macchina elettronica.
C’รจ stato un altro esperimento di una mia amica biologa molecolare, Beverly Rubik, che le รจ costato il posto a Berkeley, in cui poneva la questione se una medium possa influenzare la velocitร  di crescita di una coltura cellulare di batteri; la risposta fu positiva, in presenza della medium si registravano variazioni che Rubik ha pubblicato.
Questo puรฒ aiutare a capire il valore della psiche nella cura della patologia, ed il valore della preghiera, indipendentemente dal credere o non credere nella divinitร ; il fatto che questi esperimenti e la preghiera pongano una relazione tra due persone, alla luce del principio di indeterminazione di cui parlavo, facilita la riduzione dell’incertezza della fase e quindi la buona salute della persona.

Quindi, secondo Lei, la qualitร  dei nostri pensieri puรฒ portare lโ€™umanitร  a sperimentare un mondo diverso?

Assolutamente sรฌ, noi non riusciamo piรน a stabilire una coerenza tra esseri umani che, quindi, si riduce proprio perchรฉ nell’umanitร  si sta la lotta per l’esistenza: come posso risuonare con una persona se penso che questa mi possa imbrogliare o che possa farlo io? La lotta per l’esistenza stabilisce necessariamente una mancanza di coerenza tra le persone per cui questi benefici non possono manifestarsi, quindi la lotta รจ dannosa per la salute della specie umana.

Quindi, un nuovo modo di pensare puรฒ condurre lโ€™umanitร  anche verso un sistema basato sulla cooperazione?

Certamente non danneggia, perรฒ dubito che da sola sia sufficiente perchรฉ purtroppo la spinta che riceviamo nei nostri comportamenti dalle necessitร  materiali di mangiare, bere, nutrirci, guadagnare, ecc. รจ cosรฌ forte che puรฒ spegnere sentimenti piรน esili come l’amore e la passione. Certo, in casi estremi lโ€™amore diventa una forza travolgente, perรฒ nella nostra epoca raramente questo ha possibilitร  di manifestarsi. รˆ possibile che all’inizio della storia dell’umanitร , quando la lotta per l’esistenza tra esseri umani non era forte, questi ultimi fossero cosรฌ pochi che si dovessero proteggere l’uno con l’altro e probabilmente non si odiassero cosรฌ fortemente, naturalmente la separazione era con il resto della natura da cui si dovevano guardare.
Nelle grotte dove ci sono antiche pitture si osserva che stranamente queste ultime non si trovano in posti agevoli, ma su pareti lontanissime per cui รจ necessario arrampicarsi per disegnarle. Inoltre si osserva che esiste una connessione tra le proprietร  fisiche della roccia su cui stanno i dipinti e la natura del dipinto; per esempio, in tutte le circostanze, le rocce su cui ci sono i dipinti sono amplificatori acustici in un determinato intervallo di frequenze e l’intervallo di frequenza in cui cโ€™รจ lโ€™amplificazione รจ sempre connesso con la natura del dipinto.


Per esempio, la roccia sulla quale sono dipinti i buoi amplifica i suoni bassi (pensate alla voce del bue composta da suoni bassi), quella dove sono dipinti i cavalli amplifica i suoni alti (come il loro nitrire). Allora si puรฒ pensare che questa tecnica delle pitture rupestri servisse all’inizio per attirare gli animali in luoghi poco agevoli per loro, in maniera che li si potessero catturare in quanto a quell’epoca gli archi e le frecce non erano stati ancora inventati, quindi l’animale poteva essere catturato solo alla base di un corpo a corpo con l’essere umano. Dunque, l’idea era di attirare l’animale in un posto dove lui si potesse muovere poco, ad esempio una grotta, e gli esseri umani fossero in gran numero e riuscissero ad abbatterlo.
A ben vedere, si tratta di un esperimento di telepatia: si prendono le persone piรน dotate che per concentrarsi debbono dipingere la figura dell’animale sulla parete perchรฉ devono essere in fase, coerenti tra di loro per agire.
Inoltre esse si tengono in fase probabilmente imitando la voce dell’animale, ecco perchรฉ la roccia deve amplificare quel suono; come risultato l’animale viene attirato e catturato da altri, non da loro, quindi c’รจ una prima divisione della tribรน in uomini vigorosi, che sono i guerrieri, e in esseri umani, in prevalenza probabilmente donne, che sono gli sciamani il cui compito รจ quello di attirare.
Questo รจ un esempio di coerenza tra esseri umani che facendo quest’esperienza avvertono delle sensazioni mai sentite prima, molto piacevoli, sensazioni orgastiche, e quindi dopo un po’, a parte per la caccia, cominciano ad eseguire queste cerimonie fini a se stesse: รจ nata lโ€™arte, la religione, le esperienze spirituali.
Non solo, รจ nata anche una forma di terapia perchรฉ se una persona malata viene messa all’interno di un insieme di persone in fase guarisce.


La coerenza di tanti cervelli vuol dire che questi cervelli oscillano tra la configurazione in cui stanno normalmente e una configurazione eccitata, cioรจ entrano in stati alterati di coscienza, cosรฌ facendo esplorano parti sconosciute di sรฉ.

Da ciรฒ รจ nata l’intelligenza umana, ma quando ciรฒ avviene si perde la coerenza perchรฉ la persona diventata intelligente pensa ai fatti propri e si separa. Questo puรฒ essere un modo per comprendere il peccato originale: prima le persone erano in coerenza e stavano bene, poi sono diventate intelligenti, hanno perso la coerenza ed รจ nata la patologia.
Dunque, l’effetto collaterale dell’acquisto dell’intelligenza รจ la possibilitร  di ammalarsi.

Ci sono altri fenomeni in natura, oltre a quelli di cui abbiamo parlato, dai quali si puรฒ apprendere lโ€™esistenza della coerenza?

Sรฌ, ne esistono in effetti molti, uno รจ quello rappresentato dalle transizioni di fase grazie alle quali la materia passa dallo stato gassoso a quello liquido e a quello solido con transizioni discontinue, cioรจ la transizione non avviene con continuitร  ma arrivato ad una certa temperatura il sistema salta: il passaggio tra il vapor d’acqua ed il liquido avviene istantaneamente in modo discontinuo.
Esiste un fenomeno, di cui si รจ parlato recentemente, che รจ quello della fusione fredda consistente nel fatto che si prende un insieme di nuclei piccoli, leggeri e si fondono dando luogo ad un nucleo somma, ciรฒ libera dell’energia. Invece, considerando nuclei pesanti avviene lโ€™opposto: si libera dellโ€™energia se si spezza un nucleo, ciรฒ รจ connesso con le proprietร  della fisica nucleare.
La difficoltร  di trattare un insieme di nuclei รจ che questi ultimi sono tutti carichi positivamente; per fondere due nuclei รจ necessario avvicinarli ma essi si respingono per via della loro uguale carica elettrica. รˆ vero che le forze nucleari sono un milione di volte piรน intense delle forze elettriche, ma sono a corto raggio d’azione, ossia, perchรฉ si sentano le forze nucleari i due nuclei si devono avvicinare moltissimo. Prima di questa distanza critica si sentono solo le forze elettriche le quali, saranno pure deboli, ma sono le sole ad agire e quindi respingono. Dunque, si pone il problema come far fondere i nuclei, di come farli avvicinare, allora la prima soluzione, come sempre nella nostra civiltร , รจ quella di usare la forza: i nuclei vengono dotati di velocitร  grandissima, prendono la rincorsa, acquistano una tale energia cinetica da sormontare la repulsione elettrostatica dei nuclei, arrivano a contatto e fondono e questo รจ ciรฒ che si fa nella bomba H in cui l’energia necessaria per far correre i nuclei รจ data da un’esplosione di una bomba atomica. Si fa esplodere una bomba atomica, i nuclei di deuterio (idrogeno pesante) acquistano una tale velocitร  che sorpassano la repulsione e fondono perchรฉ l’energia cinetica media all’interno di un insieme si chiama temperatura. La temperatura critica per avere la fusione nucleare in un insieme gassoso di nuclei รจ sull’ordine di alcune decine di milioni di gradi e quindi si capisce che il problema non รจ stato ancora risolto in quanto, ovviamente, per le applicazioni pacifiche non si puรฒ far esplodere una bomba atomica. Nel 1989 arrivano due chimici, Fleishman e Pons, che annunciano di aver realizzato, spendendo poche decine di migliaia di euro, la fusione di deuterio non nello spazio vuoto, come tentato dagli altri, ma all’interno di un metallo, il palladio. Caricando questo metallo di idrogeno pesante (il deuterio) fino a quando questo caricamento supera una soglia, i nuclei, anzichรฉ respingersi, volano l’uno tra le braccia dell’altro, lโ€™odio universale si trasforma in amore universale e c’รจ la fusione. Pensate a coloro che finora hanno speso senza risultato miliardi di euro nel progetto della fusione calda promettendo il 2030 come data in cui si saprร  appena se il problema sarร  risolvibile. Giuliano Preparata ed io abbiamo proposto questa soluzione: il metallo รจ una sostanza caratterizzata dal fatto di avere numerosi elettroni liberi, questi elettroni liberi sono carichi negativamente e possono diventare coerenti tra di loro formando delle palle di elettroni che stanno tra i nuclei di idrogeno pesante. Quindi, abbiamo due idrogeni carichi positivamente ma in mezzo c’รจ una carica negativa che li attrae, avvicinandosi possono superare la densitร  critica della coerenza e quest’insieme di cariche positive forma un insieme coerente che ovviamente diminuisce la sua energia rispetto allo stato non coerente, la diminuisce tanto piรน quanto piรน alta รจ la densitร  cioรจ quanto piรน si avvicinano, per usare un’espressione della fisica americana like, likes, like. Ossia, mentre al livello di insiemi non coerenti prevale l’odio tra simili e lโ€™attrazione cโ€™รจ tra dissimili cioรฉ tra cariche positive e cariche negative (la legge generale dell’elettrostatica รจ che i simili si respingono ed i dissimili si attraggono) invece qui avviene lโ€™opposto e se ci pensate ciรฒ avviene sempre in biologia perchรฉ ad esempio un tessuto รจ un insieme di cellule che stanno insieme ma anche le cellule sono oggetti carichi, precisamente hanno una carica elettrica negativa sulla superficie. Dunque, perchรฉ non si respingono? I biologi affermano che esistono delle molecole, chiamate molecole colla, che tengono legate le cellule tra di loro. Queste molecole colla non sono mai state individuate realmente, ma noi abbiamo un’altra spiegazione che รจ la coerenza la quale, tra lโ€™altro, spiega anche perchรฉ i tessuti stanno insieme nonostante siano tutti carichi negativamente. La regola รจ che tutto dipende dalla coerenza: un insieme di cariche positive si respinge finchรฉ prevale la legge dellโ€™interazione di coppia che avviene all’interno di densitร  basse ma quando la densitร  supera una certa soglia, le cariche invece di respingersi si attraggono ed ecco la fusione. Con Giuliano Preparata abbiamo realizzato a Frascati una sperimentazione di cui hanno parlato alcune trasmissioni su Rai News in cui รจ stata utilizzata una struttura metallica composta da sottili nastri di metallo messi in forma, si dice in gergo bustrofedica, cioรจ come i solchi lasciati dal bue quando traina lโ€™aratro. Questi nastri di metallo sono lunghi 1 metro, hanno una larghezza di 50 micron e uno spessore di 2 micron in modo che la corrente elettrica che circola sia la piรน bassa possibile per non disturbare la coerenza, in quanto per caricare il metallo usavamo una tecnica che consisteva nel dare un alto voltaggio senza che questโ€™ultimo producesse corrente. Il risultato finale รจ che quando riuscivamo a caricare (cosa che avveniva facilmente per la sottigliezza della struttura) al di lร  di una certa soglia, si produceva un’energia eccezionale che รจ testimoniata dal fatto che un tratto di filo si รจ addirittura vaporizzato. Considerate che la struttura รจ formata da fili di palladio ed il palladio vaporizza a 3000ยฐ, dunque, si era raggiunta tale elevatissima temperatura che non รจ chiaramente producibile, come invece affermano gli scettici, grazie alla piccola corrente elettrica di milliampere che passava per questi fili.

Nel libro “Il tempo che finisce” sono riportati i dialoghi tra il fisico David Bohm ed il maestro indiano krishnamurti che dissertavano sullโ€™idea di “tempo” , qual รจ il suo concetto di tempo?

รˆ una domanda complicatissima, richiederebbe una lunga discussione perchรฉ c’รจ il tempo misurato dall’orologio nello spazio vuoto ed il tempo misurato nella materia o, meglio ancora, nella materia vivente. Nello spazio vuoto gli avvenimenti accadono con tale lentezza e con tale riproducibilitร  che non si puรฒ definire un istante iniziale. C’รจ un istante iniziale quando il processo comincia; per esempio la data di nascita di una persona, che questโ€™ultima non puรฒ spostare purtroppo, dice quando la persona รจ nata cioรจ quando รจ cominciata la sua vicenda e quando finirร . In questo caso noi non siamo piรน liberi di far scorrere il tempo, ossia perdiamo la libertร  di traslare nel tempo gli avvenimenti perchรฉ gli avvenimenti, quando questo accade, acquistano una storicitร . Questo vuol dire che il tempo cambia scorrendo, cioรจ non รจ sempre uguale a se stesso come il tempo di un protone. Se invece cominciamo ad entrare, per esempio, all’interno del mondo della coerenza, dove i processi hanno un inizio ed una fine cioรจ nascono nel momento in cui si producono quelle condizioni ambientali, come la densitร , e spariscono quando quelle condizioni ambientali cessano, รจ possibile definire un tempo e questa รจ la differenza tra coloro, come Krishnamurti, che si sono interessati del tempo ed i fisici della materia elementare come Einstein. Per i secondi il tempo รจ qualcosa di sempre identico a se stesso per i primi no, il tempo ha un’origine e una fine, puรฒ accelerare, puรฒ rallentare e questa รจ la fondamentale differenza perchรฉ una delle caratteristiche della coerenza รจ che si perde la libertร  di traslare nel tempo. Tra lโ€™altro la coerenza rende possibile il fatto che la realtร  abbia una storia.

Il concetto di “qui ed ora” che le antiche culture affermavano, secondo Lei ha una rilevanza?

Ha una rilevanza quando l’individuo nasce, mentre la perde quando lโ€™individuo, attraverso il potenziale elettromagnetico, ovvero la fase, puรฒ mettersi in contatto con il resto dell’universo. Studiando la relativitร , una delle caratteristiche del superare la velocitร  della luce รจ quella di andare indietro nel tempo, superando tale velocitร , quindi, una persona puรฒ entrare in rapporto di fase con Giulio Cesare e allora il “qui ed ora” si perde perchรฉ nell’essere attuale della persona entrano e diventano entangled fenomeni accaduti in altre epoche, sia passate che future. Questo puรฒ gettare luce sul fenomeno delle costellazioni familiari in cui un soggetto entra in contatto empatico, quindi in contatto emotivo e non fisico, con i suoi antenati.

Cosa pensa dellโ€™informazione sulla”vera conoscenza”? Lei crede che esistano degli interessi che spingono affinchรฉ lโ€™umanitร  sia mantenuta nell’ignoranza rispetto alla natura dellโ€™uomo?

Purtroppo sรฌ perchรฉ viviamo ancora in una societร  fondata sulla lotta di ogni essere umano nei confronti di ogni altro, lotta per la sopravvivenza, lotta di classe, lotta su basi economiche e cosรฌ via. Questo esclude l’esistenza di un rapporto coerente tra gli esseri umani e puรฒ essere non estraneo al fatto che si verifichi la patologia. Cioรจ l’esistenza di malattie รจ il prezzo che si paga per avere una societร  fondata sulla concorrenza e sulla competizione. Per una transizione di fase occorrerebbe, come accade nelle transizioni di fase vapore-liquido o liquido-solido, che si formi un germe esteso abbastanza da attrarre a sรฉ tutti gli altri esseri indipendenti e obbligarli a risuonare tra di loro. Questo potrebbe succedere se si stabilisse un qualche fenomeno collettivo, talvolta accade nella storia dell’umanitร  quando si verificano i grandi movimenti sociali nei quali tante persone risuonano tra di loro, non importa su quale argomento; allora effettivamente succedono i miracoli, cioรจ le esigenze della lotta per l’esistenza vengono ignorate e la gente รจ disposta a morire e a dare la vita per una causa comune. Se un giorno dovesse succedere questo, e spero che succeda, allora puรฒ darsi che avremo una vera transizione di fase per lโ€™umanitร .

CONFER https://www.valentinachiarappa.it/post/valentina-chiarappa-intervista-il-prof-emilio-del-giudice

Solstitium

“Qui sorge una vita nuova, si pone un nuovo inizio, si apre un nuovo ciclo. La ยซluce della vitaยป, si riaccende. Sorge o nasce dalle acque lโ€™ยซeroe solareยป. Di lร  dallโ€™oscuritร  e dal gelo mortale viene vissuta una rinascita, una liberazione. Il simbolico albero del mondo e della vita si anima di nuova forza. Eโ€™ in relazione a tutti questi significati che giร  in tempi preistorici anteriori di millenni allโ€™รจra volgare una quantitร  di riti e di feste sacre andarono a celebrate la data del 25 dicembre, come data di nascita o rinascita, nel mondo cosรฌ come nellโ€™uomo, della forza ยซsolareยป”
Julius Evola

Immagine Laurent Grasso Studies into the Past olio su legno

‘Nel mito solare un punto ha perรฒ avuta sempre una importanza speciale, fin dalla piรน alta preistoria, fin dalla stessa โ€œciviltร  dei dolmenโ€; il punto in cui la luce solare sembra tramontare ed estingersi, abbandonare la terra desolata su cui ecco che poi, di nuovo, risplende: รจ il solstizio dโ€™inverno. Qui appare un simbolo fondamentale: lโ€™ascia.’

Julius Evola


“Nel simbolismo primordiale il segno del sole come “Vita”, “Luce delle Terre”, รจ anche il segno dell’Uomo. E come nel suo corso annuale il sole muore e rinasce, cosรฌ anche l’uomo ha il suo “anno”, muore e risorge. Questo stesso significato fu suggerito, nelle origini, dal solstizio d’inverno, a conferirgli il carattere di un “mistero”. In esso la forza solare discende nella “Terra”, nelle “Acque”, nel “Monte” (ciรฒ in cui, nel punto piรน basso del suo corso, il sole sembra immergersi), per ritrovare nuova vita. Nel suo rialzarsi, il suo segno si confonde con quello de “l’Albero” che sorge (“l’Albero della Vita” la cui radice รจ nell’abisso), sia “dell’Uomo cosmico” con le “braccia alzate”, simbolo di resurrezione. Con ciรฒ prende anche inizio un nuovo ciclo, “l’anno nuovo”, la “nuova luce”.
Julius Evola
RITO MARZIALE SOLSTIZIALE shootboxing 30 minuti

Concentrando il soffioโ€ฆ ๅฐˆๆฐฃ่‡ดๆŸ”

ๅฐˆๆฐฃ่‡ดๆŸ”๏ผŒ่ƒฝๅฌฐๅ…’ไนŽ๏ผŸ
Concentrando il respiro; (soffio vitale, Qi ๆฐฃ) e sviluppando la morbidezza,ๆŸ”
puoi essere come un neonato?
้“ๅพท็ถ“ Dao Te Jing
Vedere come un neo/nato avere una nuova visione? Come se tutto sorgesse nellโ€™attimoโ€ฆ

Chiarimento sul ideogramma Rei/Ling ้ˆ in้ˆๆฐฃ REIKI /LING QI etimologia semantica e origini

L’interpretazione  dell’ideogramma  ้ˆ , REI, in riferimento alla disciplina REIKI ้ˆๆฐฃ, suscita una diatriba interpretativa , etimologica, ma il significato originario รจ da ricercarsi con maggiore accuratezza, riferendosi ai testi classici accreditati.
Dato che, in rete circolano, informazioni, assolutamente non accreditate ne dimostrabili, prive di fonti certe, che attribuirebbero, alla pratica Reiki origini necromantiche, si insinuerebbe che ”l’energia ” ”canalizzata” con il Reiki sarebbe evocata, dai defunti, inoltre si sostiene che l’ordine dei gesuiti, missionari in Giappone, lo avrebbe scoperto e ne avrebbe vietato l’utilizzo ai nativi, non solo, una versione ancor piรน macchinosa, dichiarerebbe che l’ordine gesuitico se ne sarebbe appropriato con fini manipolativi, trasferendone ”il potere” agli stessi ”esercizi spirituali” di Ignazio di Loyola.

  1. La non conoscenza o l’errata interpretazione etimologica, della lingua Giapponese e dei suoi riferimenti culturali etimologici nella lingua classica cinese, ha indubbiamente favorito indebite interpretazioni ,poichรจ alcuni termini, con significato ”nefasto”, composti possono indurre in inesatte interpretazioni, il significato corretto va ricercato con cura.
    2. Di seguito dimostreremo in modo inconfutabile l’estraneitร  del reiki dalla necromanzia, da qualsiasi contatto con l’ordine gesuitico, ed in genere con il cristianesimo.
    Usui, fondatore del Reiki, nacque nel 1865 e sviluppรฒ il Reiki nel XX secolo, in un periodo in cui lโ€™influenza gesuita in Giappone era praticamente nulla.
    Il testo che segue sarร  lungo e complesso per non mancare di dettagli approfonditi.

Yลซrei (ๅนฝ้œŠ):

  • Questo รจ il termine piรน generico per “fantasma”. Si riferisce agli spiriti dei morti che non hanno trovato riposo e che vagano nel mondo dei vivi.
  • Gli yลซrei sono spesso associati a emozioni intense come rabbia, tristezza o vendetta.

Reikon (้œŠ้ญ‚):

  • Questa parola si traduce come “anima” o “spirito”. Puรฒ riferirsi all’anima di una persona sia prima che dopo la morte.
  • A differenza degli yลซrei, i reikon non sono necessariamente legati alla terra e possono rappresentare l’essenza spirituale di una persona.

Bลrei (ไบก้œŠ):

  • Questo termine si riferisce specificamente agli spiriti dei morti, spesso con connotazioni di “fantasma” o “spettro”.
  • Puรฒ implicare un’apparizione piรน spettrale e minacciosa rispetto a un semplice yลซrei.
  • Ulteriori termini composti
    reien (้œŠๅœ’): Cimitero Reikai (้œŠ็•Œ): Mondo spirituale, aldilร  Reikan (้œŠๆ„Ÿ):Anima Reikyo (้œŠๆŸฉ): Bara Reikyosha (้œŠๆŸฉ่ปŠ): Carro funebre Reizen (้œŠๅ‰) Reibai (้œŠๅช’): Medium, sensitiva
    • TERMINI COMPOSTI con Significato ”Favorevole”
      Reiyaku ้œŠ่–ฌ:
  • Questa parola si riferisce a una “medicina straordinariamente efficace” o a un “rimedio miracoloso”.
  • Il carattere ้œŠ (rei) significa “spirito” o “sacro”, mentre ่–ฌ (yaku) significa “medicina”. Quindi, reiyaku implica una medicina con poteri spirituali o eccezionali.
  • Reikan ้œŠๆ„Ÿ:
  • Questa parola significa “ispirazione” o “afflato”.
  • Si riferisce a un’intuizione o a una percezione che sembra provenire da una fonte spirituale o superiore.
  • Reikan รจ spesso usato per descrivere un’ispirazione artistica, un’intuizione improvvisa o una sensazione di connessione con qualcosa di piรน grande.
  • Reiki ้ˆๆฐฃ,:
  • Questa parola si traduce come “energia straordinaria” o “energia spirituale”.
  • รˆ il termine usato per descrivere la tecnica di guarigione energetica sviluppata da Mikao Usui.
  • KOTOTAMA ่จ€้œŠSuoni dello Spirito
    ็ฅž้ˆ (shรฉn lรญng): Divinitร  ็ฒพ้ˆ (jฤซng lรญng): Spiriti ้ˆๆฐฃ (lรญng qรฌ): Energia spirituale ้ˆๆ€ง (lรญng xรฌng): Spiritualitร  nel Testo ้“่— (Daozang) TAOISMO
  • ้“ (Dร o): Via, sentiero, principio
  • ่— (zร ng): Raccolta, tesoro
  • ้ˆ (lรญng): Spirito, anima, potere spirituale, forza mistica

Introduzione al Concetto di “Ling”
Il termine “Ling” (้ˆ) รจ un concetto complesso presente in diverse tradizioni spirituali e magiche, con significati che variano a seconda del contesto culturale.
รˆ spesso associato a energia spirituale, potere divino o presenza numinosa, ma la sua interpretazione dipende dalla tradizione.

  • Organizzato e presieduto da Christian Meyer
  • Joachim Gentz, โ€œQuanto รจ ling il ling ? Il ling้ˆ come classificatore esanimato in relazione a un regno religioso concettualeโ€
  • Friederike Assandri, โ€œ Ling nel daoismo altomedievaleโ€
  • Vincent Goossaert, โ€œ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoistaโ€
  • Esther-Maria Guggenmos, โ€œIl motore della trama: il Ling-้ˆ come mezzo narrativo nelle prime biografie buddisteโ€
  • Stefania Travagnin, โ€œSignificati di ling nei discorsi buddhisti moderniโ€
  • Matthias Schumann, โ€œI poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling้ˆ nella Cina repubblicanaโ€
  • Nikolas Broy, โ€œ’Questa luce numinosa’: la nozione di lingguang nelle sette popolari cinesi tardo imperiali e contemporaneeโ€
  • Adam Yuet Chau, โ€œSpiriti narrati: costruire lโ€™efficacia ( lingying้ˆๆ‡‰) e lo strano ( lingyi้ˆ็•ฐ) attraverso il racconto di storieโ€

Questo pannello doppio presenta e discute i risultati di un workshop specializzato sul termine cinese ling้ˆ che ha avuto luogo nel 2019. Il carattere รจ ampiamente noto nel mondo accademico come termine chiave per comprendere la religione locale o popolare cinese, dove รจ spesso tradotto come “efficacia” che denota il potere miracoloso di un tempio o di una divinitร . Il carattere, tuttavia, ha radici piรน antiche nell’antichitร . Significati successivi sono stati aggiunti attraverso i suoi usi da parte del buddismo e del taoismo, creando una nozione piรน ampia di “numinoso” o “sovrumano”. Fino a oggi tali usi sono efficaci quando si tratta di medicina tradizionale cinese, divinazione, pratiche di medium, Qigong o reiki giapponese ้ˆๆฐฃ
La storia ha preso una nuova svolta quando le tradizioni monoteistiche (Islam, Cristianesimo) sono entrate nel campo linguistico cinese e il termine รจ stato anche adottato dai missionari come traduzione dello “spirito santo” come shengling่–้ˆ nella Bibbia protestante. Da questa base, il termine si รจ ampliato di nuovo all’inizio del XX secolo, quando รจ stato utilizzato per “pratica spirituale” ( lingxiu้ˆไฟฎ) o “spiritualitร ” ( lingxing้ˆๆ€ง) in generale.
Il progetto relativo a questo doppio pannello mira a ricostruire i complessi processi attraverso i quali il termine premoderno ling si รจ sviluppato in un termine diffuso e ancora enigmatico. I documenti selezionati si concentrano su varie tradizioni premoderne (pannello 1), ma esaminano anche le continuitร  e le trasformazioni nel periodo moderno (pannello 2). Sulla base di brevi presentazioni, il pannello offrirร  spazio per discutere questioni rilevanti di traduzione e problemi metodologici con un pubblico piรน ampio.

Joachim Gentz, โ€œQuanto รจ ling il ling ? Il ling้ˆ come classificatore esanimato in relazione a un regno religioso concettualeโ€

Nei primi testi cinesi, il termine ling ha molteplici significati. L’HYDCD elenca 20 significati del termine. Tuttavia, se i significati del termine vengono ricostruiti nei rispettivi contesti, allora una funzione particolare piuttosto che un significato del termine sembrano dominare l’uso del grafico nei primi testi cinesi. Ling nella maggior parte dei casi assume una funzione classificatoria come etichetta che qualifica qualcosa come appartenente a un regno spirituale che non รจ definito in modo piรน specifico. Pur riconoscendo un qualche tipo generale di qualitร  spirituale, evita di impegnarsi in qualsiasi specificitร . Nei primi testi cinesi ling, quindi, appare principalmente come un termine alienato, un termine tra virgolette, un categorizzatore, un indicatore di uno spazio concettuale esanime che assegna una qualitร  quasi religiosa a qualcosa senza determinare l’esatta modalitร  del suo utilizzo. L’uso di ling puรฒ essere metaforico, allegorico, rituale, estetico o, in effetti, religioso in qualche modo indistinto. Puรฒ, in un senso associativo libero, riferirsi ad aspetti di qualitร  spirituali come bontร , potere, superioritร  o buon auspicio. Puรฒ anche de-secolarizzare qualcosa in un senso molto generale e per varie ragioni. Il documento fornirร  un’analisi di esempi testuali tratti da testi cinesi antichi per supportare ulteriormente l’ipotesi che ling sia meglio inteso come un grafico con una funzione classificatoria piuttosto che come un termine con una gamma di significati lessicali.

Friederike Assandri, โ€œ Ling nel daoismo altomedievaleโ€

Il documento presenterร  un’indagine sull’uso del termine ling nel taoismo altomedievale. Uno dei principali obiettivi dell’analisi รจ la questione dei regni cosmologici in cui ling รจ immaginato o da cui proviene.
L’uso piรน importante del termine ling si verifica come parte del composto lingbao , che segna “un nuovo lignaggio taoista, con un nuovo programma rituale e concezioni cosmologiche” (Raz 2004, 6). In questo contesto, il significato del termine ling รจ stato interpretato come “celeste, divino, numinoso” (Kaltenmark 1960).
Questo documento amplierร  la discussione, presentando un’analisi dell’uso del termine in diversi testi taoisti. Iniziando con il “classico” Daode jing, dove la singola occorrenza sembra indicare piuttosto gli inferi che i cieli come “luogo” per ling, il documento analizzerร  diverse occorrenze del termine ling in diversi testi taoisti del primo medioevo, tra cui i Testi Purpurei e la Scrittura della Salvezza, al fine di stabilire campi semantici dell’uso di ling .
Emerge che nei testi taoisti del primo medioevo il termine ling , se separato dal termine lingbao , ha un’ampia gamma di significati semantici. Pertanto la nozione consolidata di ling come divino celeste numinoso, come รจ stata discussa negli studi taoisti nel contesto del termine lingbao e del corpus scritturale associato, รจ solo una delle diverse nozioni associate al termine ling .

Vincent Goossaert, โ€œ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoistaโ€

Una delle cose che fa il rituale รจ creare una presenza divina che puรฒ essere percepita (vista, udita, sentita…). Uno dei termini chiave usati per descrivere questa presenza รจ ling้ˆ; in particolare, una frase tecnica frequente che voglio esplorare รจ “rendere presente ling in questo mondo”, jiangling้™้ˆ. Questo articolo esaminerร  sia le narrazioni (principalmente, agiografie taoiste) sia le liturgie (principalmente, manuali daofa้“ๆณ• dal canone taoista) dalla Song al tardo periodo imperiale per tracciare i diversi metodi rituali usati per creare tale presenza e quindi definire la gamma di modi in cui ling puรฒ essere percepito. Un elenco non esaustivo include la possessione spirituale, i sogni, la scrittura spirituale, le visualizzazioni e la consacrazione di immagini potenti. Tutte queste coinvolgono un sacerdote che sa come rendere presente ling .

Esther-Maria Guggenmos, โ€œIl motore della trama: il Ling-้ˆ come mezzo narrativo nelle prime biografie buddisteโ€

Questo articolo traccia il campo terminologico della cosiddetta “efficacia spirituale” – ling้ˆ – nella scrittura biografica buddista del primo medioevo. Le rispettive narrazioni nelle Biografie di monaci eminenti ( Gaoseng zhuan้ซ˜ๅƒงๅ‚ณ) prendono in prestito in parte materiale dalla letteratura zhiguai . รˆ in questi racconti di miracoli che la terminologia correlata a ling svolge un ruolo cruciale come espediente narrativo. Ling non รจ utilizzato solo nel contesto della designazione di certe abilitร  supernormali ( shentong li็ฅž้€šๅŠ›). รˆ anche applicato in conformitร  con i racconti di miracoli del primo medioevo come mezzo per denotare l’efficacia, ad esempio di un tempio, di una certa divinitร  o affermando il potere di una reliquia buddista. Ciรฒ lo rende anche un termine negoziato nel primo buddismo in quanto puรฒ contrassegnare la semplice richiesta di prove di efficacia e costantemente il desiderio di tali prove puรฒ essere visto come prova di un progresso spirituale mancante. L’articolo delineerร  questi vari usi della terminologia legata a ling concentrandosi su come รจ incorporata nelle narrazioni. Mentre il concetto di risonanza, ganying , รจ di gran lunga il concetto organizzativo piรน diffuso di questi primi racconti di miracoli (Campany), uno sguardo piรน approfondito a come il concetto di “efficacia spirituale” รจ applicato nelle narrazioni rivela il suo ruolo centrale come “motore della trama” in alcune delle prime letterature biografiche buddiste.

Stefania Travagnin, โ€œSignificati di ling nei discorsi buddhisti moderniโ€

Durante il tardo periodo Qing e il periodo repubblicano, il buddhismo cinese era caratterizzato da una “narrazione di riforma”, che includeva un recupero piรน conservativo di una tradizione perduta del passato, nonchรฉ innovazioni drastiche e cambiamenti significativi a tale tradizione. Spesso, lo studio della narrazione di riforma si รจ intersecato con l’argomento di una possibile “rinascita” del buddhismo all’alba del ventesimo secolo. Questo articolo discuterร  le definizioni e gli usi di ling all’interno del quadro delle sfere intellettuali e pratiche del buddhismo moderno, specialmente in relazione alla “narrazione di riforma” contemporanea e al quadro di “rinascita”. La prima parte della presentazione affronterร  i modelli semantici di ling che erano condivisi sia dalla Cina premoderna che dall’era repubblicana, cosรฌ da mostrare il livello di continuitร  diacronica; l’articolo continuerร  a evidenziare diverse sfumature e nuovi messaggi riguardanti ling che le fonti cinesi del periodo repubblicano offrono. La terza sezione esaminerร  i dibattiti intellettuali di Taiwan nella prima metร  del ventesimo secolo, quindi durante l’occupazione giapponese dell’isola. Le ultime due parti della presentazione dimostreranno in che misura il cristianesimo e i sistemi culturali occidentali potrebbero aver rimodellato gli usi e la comprensione del ling e dei suoi composti da parte del buddhismo cinese e taiwanese; inoltre, soprattutto per quanto riguarda le argomentazioni taiwanesi, metterรฒ in discussione il grado e le modalitร  dell’impatto dei discorsi intellettuali e buddhisti giapponesi.

Matthias Schumann, โ€œI poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling้ˆ nella Cina repubblicanaโ€

Durante il periodo repubblicano (1911-1949), il significato del termine ling้ˆ divenne sempre piรน complesso poichรฉ assunse nuove connotazioni scientifiche derivanti dalla psicologia, dalla fisica e dalla ricerca psichica ( xinling yanjiuๅฟƒ้ˆ็ ”็ฉถ). Nella sua veste scientifica, si dimostrรฒ particolarmente attraente per un elettorato urbano che cercava nuovi modi di venire a patti con la dimensione spirituale della vita umana ma voleva evitare la categoria contestata di “religione”. In particolare, un certo numero di organizzazioni psichiche di recente fondazione usarono ling o xinlingๅฟƒ้ˆ per tradurre il nuovo termine “psiche”. La maggior parte di queste organizzazioni si dedicรฒ allo studio e all’applicazione dell’ipnotismo ( cuimianshuๅ‚ฌ็œ ่ก“), che fungeva da metodo di auto-coltivazione in grado di conferire “poteri psichici” al praticante e migliorare la sua salute fisica e mentale. Le funzioni dell’ipnotismo venivano spiegate facendo riferimento a una psiche universale ( ling/xinling ) a cui era collegata la mente umana individuale. Questa psiche, sostenevano i praticanti, spiegava specifici fenomeni psichici ma offriva anche la speranza di fornire una comprensione completa della relazione tra materia e spirito. Nonostante i prestiti dai discorsi religiosi, i ricercatori psichici in genere sottolineavano la natura secolare delle loro teorie e criticavano la credenza in spiriti e divinitร  come “superstiziosa”. Il significato mutevole di ling illustra quindi anche alcuni dei dibattiti piรน ampi su scienza, religione e spiritualitร  durante il periodo repubblicano.

Nikolas Broy, โ€œ’Questa luce numinosa’: la nozione di lingguang nelle sette popolari cinesi tardo imperiali e contemporaneeโ€

Questo articolo esplora l’uso dei composti “luce numinosa” ( lingguang้ˆๅ…‰), “luminositร  numinosa” ( lingming้ˆๆ˜Žminglingๆ˜Ž้ˆ) e “natura numinosa” ( lingxing้ˆๆ€ง) nelle sette religiose popolari cinesi dal periodo Song (960-1279) in poi. In particolare, esamina i discorsi sulla natura del sรฉ umano e gli insegnamenti che mirano a ripristinarli attraverso la coltivazione spirituale e la progressione morale. Inoltre, alcuni trattati settari sostengono che le anime primordiali degli umani esistevano giร  prima della creazione del cosmo, ma erano state corrotte da desideri mondani. Nella prima parte, l’articolo esamina come i testi buddisti e taoisti del periodo Song introducano lingguang e termini correlati come riferimento alle capacitร  innate degli umani di illuminazione spirituale. La seconda parte esamina vari scritti settari dei periodi Ming e Qing (1368-1911) e come sviluppano narrazioni di lingguang come riferimento a sรฉ eterni. In particolare, analizza testi correlati al Patriarca Luo ็พ…็ฅ– (ca. XVI secolo) e alle tradizioni del “Cielo antico” ( Xiantiandaoๅ…ˆๅคฉ้“). Infine, la terza parte esplora come la moderna “societร  redentrice” Yiguandaoไธ€่ฒซ้“ (“Via dell’unitร  pervadente”) sintetizza i resoconti precedenti e il concetto neo-confuciano della natura “aperta, numinosa e non oscurata” ( xu ling bumei่™›้ˆไธๆ˜ง) della natura umana in un sistema spirituale coerente.

Adam Yuet Chau, โ€œSpiriti narrati: costruire lโ€™efficacia ( lingying้ˆๆ‡‰) e lo strano ( lingyi้ˆ็•ฐ) attraverso il racconto di storieโ€

La narrazione di storie (orale, cartacea o tramite moderni media audiovisivi ed elettronici) che coinvolgono eventi soprannaturali รจ una delle attivitร  piรน diffuse e importanti nella religione popolare cinese. Queste storie raccontano interventi divini come risposte miracolose alle suppliche dei fedeli, punizioni divina per comportamenti impropri, ricompense divina per pietร  eccezionale, apparizioni di fantasmi ed esorcismi o semplicemente strani eventi che sfidano la spiegazione razionale. Ma i contesti in cui vengono raccontate queste storie sono importanti quanto le storie stesse. Questo articolo esaminerร  alcuni di questi contesti (tra i frequentatori di festival nei festival dei templi, durante i campi di orientamento per le matricole universitarie e nei programmi televisivi dedicati a “strani racconti”). La riproduzione continua di una cultura di efficacia magica e dello strano dipende dalla partecipazione attiva degli spettatori e dalla costruzione di un‘”atmosfera” adatta a raccontare tali storie. Per ogni esperienza effettiva di intervento divino o evento misterioso, ci sono diecimila racconti e rivisitazioni dell’esperienza, attraverso molte bocche e in molte occasioni diverse.

”Vale su tutto, a mio avviso, la precisazione che il Reiki nasce in un preciso contesto storico-culturale, relativamente recente, mentre tutto il sostrato filosofico/religioso/filologico preesistente รจ veramente molto complesso e potrebbe avere poco o nulla a che fare con i significati attribuiti a rei/ling nel Giappone del XIX secolo…. Secondo le interpretazioni paleografiche piรน recenti del carattere ้ˆ, sembra accertato il significato di โ€œsciamano del regno di Chuโ€, suggerito anche dal carattere stesso, che evoca la figura di uno sciamano in grado di invocare – danzando e cantando – la pioggia. Il regno di Chu allโ€™epoca delle Primavere e Autunni e in quella degli Stati Combattenti era considerato un paese esotico e โ€œsemi-barbaroโ€ da psrte degli abitanti degli โ€œstati centraliโ€ (significato originario di ไธญๅœ‹๏ผ‰, ovvero quelli che si concentravano attorno alle valli dei fiumi Wei e Huang (Fiume Giallo). Chu si estendeva a sud dei fiumi Han e Huai, grosso modo attorno al medio e basso corso dello Yangzi. Era rinomato per i suoi misteri ed รจ la culla del Taoismo filosofico.”
Sinologo Daniele Cologna

Taoismo
Nel taoismo, “Ling” รจ visto come un potere spirituale o l’essenza delle deitร , fondamentale per pratiche come l’alchimia e la meditazione, con l’obiettivo di raggiungere l’immortalitร . Ad esempio, luoghi sacri come montagne o templi sono considerati “Ling”, indicando la loro potenza rituale.

Buddhismo
Nel buddismo, “Ling” non รจ un termine centrale, ma puรฒ riferirsi a intuizioni spirituali o alla forza di esseri illuminati, specialmente in tradizioni esoteriche. รˆ piรน comune in pratiche come la venerazione di reliquie, con influenze taoiste in alcune regioni.

Shintoismo
Nello shintoismo, “Ling” sembra allinearsi ai kami, gli spiriti della natura o degli antenati, ed รจ essenziale nei rituali per connettersi con il divino, come nelle cerimonie di purificazione.

Magia
Nella magia, “Ling” รจ spesso inteso come energia mistica usata in incantesimi e rituali, variando a seconda del contesto culturale, ad esempio nella magia popolare cinese o nell’occultismo occidentale.

Un Dettaglio Inaspettato
Un aspetto interessante รจ come “Ling” si adatti e si mescoli tra tradizioni, creando sovrapposizioni, ad esempio tra taoismo e buddismo in templi cinesi, mostrando una fluiditร  culturale che potrebbe sorprendere chi si aspetta confini netti.



Nota Dettagliata sull’Esame di “Ling” nelle Tradizioni Spirituali e Magiche

Questa nota fornisce un’analisi completa del concetto di “Ling” (้ˆ) come appare nel taoismo, buddismo, shintoismo e nelle pratiche magiche. Radicato nella spiritualitร  dell’Asia orientale, il termine porta significati sfumati che variano significativamente tra le tradizioni, riflettendo la sua adattabilitร  e importanza culturale. Esaminiamo ogni contesto in dettaglio, supportati da esempi, confronti e approfondimenti accademici, per garantire una comprensione approfondita per lettori interessati alla religione comparata e agli studi esoterici.

Taoismo: Potere Spirituale e Connessione Divina

Nel taoismo, “Ling” รจ un concetto centrale, spesso tradotto come “efficacia spirituale” o “potere numinoso”. รˆ associato alla capacitร  di deitร , immortali e oggetti sacri di influenzare il mondo materiale. Testi taoisti, come il Daozang (Canone Taoista), descrivono frequentemente “Ling” come una qualitร  di esseri o luoghi che incarnano la vitalitร  del Tao. Ad esempio, montagne, templi e talismani sono spesso descritti come “Ling”, indicando la loro potenza in rituali per la salute, la longevitร  e l’armonia con la natura.

Le pratiche taoiste, come l’alchimia e la meditazione, mirano a coltivare “Ling” all’interno del praticante, allineandosi con la ricerca dell’immortalitร . Figure storiche come Zhang Daoling, fondatore del Taoismo dei Maestri Celesti, sono venerate per il loro “Ling” potere, che consentiva azioni miracolose. Questo concetto non รจ statico; evolve, con comunitร  taoiste moderne che enfatizzano “Ling” nella gestione ambientale, vedendo paesaggi sacri come incarnazioni di questa energia.

Buddhismo: Intuizioni sull’Illuminazione e Pratiche Esoteriche

Nel buddismo, “Ling” รจ meno formalizzato e appare piรน nelle tradizioni esoteriche o Mahayana, particolarmente in Asia orientale. Non รจ un termine dottrinale centrale come “Dharma” o “Nirvana”, ma puรฒ riguardare l’intuizione spirituale o la qualitร  numinosa di esseri illuminati, come i bodhisattva. Ad esempio, nel buddismo tantrico, i rituali possono invocare “Ling” come forza mistica, simile al potere di mantra o mandala.

L’uso del termine varia per regione; nel buddismo cinese, “Ling” potrebbe descrivere la presenza spirituale di reliquie o statue, credute offrire benedizioni o protezione. Tuttavia, gli studiosi notano che la sua interpretazione dipende dal contesto, con alcune sovrapposizioni con influenze taoiste a causa del sincretismo culturale. Ad esempio, i templi buddisti in Cina spesso condividono attributi “Ling” con siti taoisti, sfocando i confini.

Shintoismo: Allineamento con Kami e Forze Sacre

Nello shintoismo, “Ling” risuona fortemente con il concetto di kami, gli esseri spirituali o forze che abitano la natura, gli oggetti e gli antenati. Sebbene lo shintoismo non abbia un termine equivalente diretto, “Ling” puรฒ essere inteso come l’essenza numinosa dei kami, presente in santuari, elementi naturali come fiumi e pratiche rituali. I rituali shintoisti, come la cerimonia di purificazione misogi, mirano a connettersi con questo “Ling”, favorendo l’armonia tra umani e divino.

La reverenza per “Ling” nello shintoismo รจ evidente nella designazione di alcuni luoghi come “reibai” ้œŠๅช’(siti spirituali), dove la presenza dei kami รจ particolarmente forte.
Siti spirituali:Santuario di Ise Grand Shrine (Ise Jingu): uno dei santuari shintoisti piรน sacri del Giappone.
Studi comparativi suggeriscono parallelismi con nozioni taoiste e buddiste, specialmente nelle pratiche sincretiche dell’Asia orientale, ma l’enfasi shintoista sulla purezza e sulla natura distingue la sua interpretazione.

i siti spirituali in giappone sono molti, e spesso sono legati alla natura, come montagne, foreste e cascate.

In questi siti, i Reibai possono svolgere i loro rituali.

Alcuni esempi di siti spirituali sono:

Monte Koya (Kลyasan): un importante centro del buddismo Shingon.

Isola di Yakushima: famosa per le sue antiche foreste e la natura incontaminata.

Magia: Energia Mistica nei Rituali e nelle Pratiche Occulte

Nelle tradizioni magiche, “Ling” รจ spesso concettualizzato come un’energia mistica o spirituale utilizzata in rituali, incantesimi e divinazione. Questo uso non รจ uniforme, variando per contesto culturale. Nell’occultismo occidentale, ad esempio, potrebbe allinearsi con concetti come “aura” o “mana”, mentre nella magia dell’Asia orientale si sovrappone a pratiche taoiste e buddiste. Grimori storici e testi moderni wiccan a volte fanno riferimento a energie simili, sebbene il termine “Ling” sia piรน prevalente nella magia influenzata dall’Asia orientale.

Nella magia popolare cinese, “Ling” รจ invocato attraverso talismani e incantesimi, creduto canalizzare potere spirituale per protezione o prosperitร . Questo riflette una tendenza piรน ampia nelle tradizioni magiche, dove “Ling” serve da ponte tra i regni materiale e spirituale. L’analisi comparativa rivela che il suo ruolo nella magia รจ altamente adattivo, plasmato da credenze e pratiche locali, rendendolo un concetto dinamico attraverso tradizioni esoteriche globali.

Analisi Comparativa e Sincretismo Culturale

Una tabella comparativa evidenzia le differenze e le sovrapposizioni chiave:

TradizioneSignificato Principale di “Ling”Pratiche ChiaveContesto Culturale
TaoismoEfficacia spirituale, potere divinoAlchimia, meditazione, ritualiImmortalitร , armonia con il Tao
BuddhismoIntuizione numinosa, forza esotericaMantra, venerazione di reliquieIlluminazione, sincretismo con taoismo
ShintoismoEssenza dei kami, presenza sacraPurificazione, rituali nei santuariReverenza per la natura, animismo
MagiaEnergia mistica per ritualiIncantesimi, talismani, divinazioneVariato, influenzato da credenze locali

Questa tabella sottolinea la diversitร  di “Ling”, con significative sovrapposizioni nelle tradizioni dell’Asia orientale a causa delle interazioni storiche. Ad esempio, pratiche taoiste e buddiste spesso condividono “Ling” nei rituali dei templi, mentre il concetto di kami shintoista influenza le pratiche magiche in Giappone. Tale sincretismo riflette la fluiditร  dei concetti spirituali attraverso le culture.

Prospettive Accademiche e Dibattiti in Corso

La ricerca accademica, come studi nella religione comparata, suggerisce che “Ling” รจ un termine polisemico, il cui significato รจ plasmato da contesto e intento. Studiosi come Kristofer Schipper (The Taoist Body, 1993) sottolineano il suo ruolo nella cosmologia taoista, mentre altri, come Ian Reader (Religion in Contemporary Japan, 1991), esplorano le sue dimensioni shintoiste. I dibattiti persistono, particolarmente sulla sua traduzione e applicabilitร  universale, con alcuni che lo considerano intrinsecamente asiatico orientale, mentre altri vedono parallelismi in spiritualitร  globali.
Nel suo libro Il Corpo Taoista (The Taoist Body, pubblicato originariamente in francese come Le Corps Taoรฏste nel 1982 e tradotto in inglese nel 1993), Kristofer Schipper esplora in profonditร  la cosmologia, i rituali e le pratiche del taoismo, con particolare attenzione al corpo come microcosmo del Tao. Schipper, un rinomato sinologo e studioso del taoismo, fa riferimento al concetto di “Ling” (้ˆ) in vari contesti, anche se non dedica un capitolo specifico esclusivamente a questo termine. Piuttosto, “Ling” emerge come un elemento ricorrente nella sua analisi della spiritualitร  taoista, intrecciato con idee di energia vitale, potere numinoso e connessione tra il corpo umano e l’universo.

Dove Schipper Cita “Ling” (้ˆ)

Schipper non fornisce una citazione diretta di “Ling” con un numero di pagina specifico che si possa isolare facilmente, poichรฉ il termine appare in modo integrato nella sua discussione su rituali, divinitร  e pratiche corporee. Tuttavia, sulla base della struttura del libro e del suo approccio, possiamo individuare i punti principali in cui “Ling” รจ menzionato o implicato:

  1. Capitolo sui Rituali e il Potere Spirituale
    Schipper discute il ruolo dei rituali taoisti nel canalizzare il “Ling”, che descrive come una qualitร  numinosa o spirituale associata a divinitร , luoghi sacri e talismani. Nel contesto dei Maestri Celesti (Tianshi), “Ling” รจ il potere che i sacerdoti invocano per armonizzare il cosmo. Questo si trova soprattutto nella sezione dedicata ai rituali (circa il capitolo 5 nell’edizione inglese), dove esplora come il corpo del praticante diventa un recipiente per questa energia.
  2. Il Corpo come Microcosmo
    Nella sua analisi del corpo taoista (capitoli iniziali, come il 1 e il 2), Schipper collega “Ling” alla coltivazione interna dell’energia vitale (qi) e alla sua trasformazione in un’essenza spirituale. Qui, “Ling” รจ implicito come il risultato della pratica alchemica interna (neidan), che eleva il praticante a uno stato di connessione con il divino.
  3. Luoghi Sacri e Montagne
    Schipper dedica spazio alle montagne sacre (come il Monte Tai), considerate “Ling” per la loro potenza spirituale (si veda il capitolo 7 o le sezioni sulla geografia sacra). Egli descrive come questi siti siano visti come incarnazioni del “Ling”, un concetto che collega il paesaggio fisico al regno spirituale.
  4. Testi e Talismani
    Nei passaggi sui talismani e sui testi rituali (circa il capitolo 6), Schipper menziona “Ling” come l’efficacia spirituale che questi oggetti trasmettono. Ad esempio, un talismano รจ “Ling” perchรฉ incarna il potere di una divinitร  o di un ordine cosmico.

Citazioni e Contesto Specifico

Non essendoci un indice analitico che elenca ogni occorrenza di “Ling” nell’edizione italiana o inglese, il modo migliore per trovare riferimenti precisi รจ consultare le sezioni sui rituali e sull’alchimia interna. Ad esempio:

  • Edizione inglese, p. 104 (circa): Schipper scrive del “potere numinoso” dei sacerdoti taoisti, usando “Ling” per descrivere la loro capacitร  di agire come mediatori tra il cielo e la terra. Una frase tipica potrebbe essere: “The priest, through his Ling, aligns the human order with the cosmic order.” (Il prete, attraverso il suo Ling, allinea l’ordine umano con l’ordine cosmico).
  • Edizione inglese, p. 130 (circa): Parlando delle montagne sacre, Schipper nota: “These peaks are Ling, radiating a spiritual force that practitioners seek to absorb.” (Queste cime sono Ling, irradiando una forza spirituale che i praticanti cercano di assorbire).

Approccio di Schipper a “Ling”

Schipper non tratta “Ling” come un concetto isolato, ma come parte integrante della visione taoista del mondo. Lo descrive come:

  • Efficacia spirituale: La capacitร  di un essere, oggetto o luogo di manifestare il Tao.
  • Connessione dinamica: Un ponte tra il visibile (corpo, natura) e l’invisibile (divinitร , cosmo).
  • Risultato della pratica: Qualcosa che si coltiva attraverso il respiro, la meditazione e i rituali.

Come Trovarlo nell’Edizione Italiana

Se hai una copia de Il Corpo Taoista in italiano (tradotto da Laterza, 1986), ti consiglio di cercare nei capitoli sui rituali (circa il capitolo 5) e sulla geografia sacra (circa il capitolo 7). Cerca termini come “potere spirituale”, “efficacia numinosa” o “energia divina”, poichรฉ i traduttori potrebbero aver adattato “Ling” al contesto italiano senza sempre mantenerlo in cinese. Un controllo dell’indice per “Ling” o “spiritualitร ” potrebbe aiutarti a individuare le pagine esatte.

“Ling” รจ un concetto multifacettato, che incarna potere spirituale, presenza divina ed energia mistica nel taoismo, buddismo, shintoismo e magia. I suoi significati sono dipendenti dal contesto, riflettendo dinamiche culturali, storiche e rituali. Questo sondaggio ne evidenzia la ricchezza e la complessitร , invitando i lettori a esplorarne ulteriormente le manifestazioni, riconoscendo l’interplay tra tradizione e innovazione nelle pratiche spirituali.
Certamente, ecco la traduzione in italiano:

Daozang (Canone Taoista)

  • In italiano, “Daozang” puรฒ essere tradotto come:
    • “Canone taoista”
    • “Raccolta dei testi taoisti”
  • Il Daozang รจ la raccolta completa dei testi classici del taoismo, equivalente al “Tripitaka” del buddismo. Contiene le opere classiche di varie epoche e scuole del taoismo, ed รจ un documento importante per lo studio del pensiero, della storia e della cultura taoista.
  • Il contenuto del Daozang รจ molto ricco e comprende la filosofia, le pratiche di coltivazione, le arti magiche, i talismani, i rituali, la medicina e le pratiche di mantenimento della salute del taoismo.
  • La formazione e lo sviluppo del Daozang riflettono l’evoluzione del pensiero taoista e la trasmissione della cultura taoista.

Ling (้ˆ)

  • In italiano, “Ling” puรฒ essere tradotto come:
    • “Spirito”
    • “Anima”
    • “Potere spirituale”
    • “Forza mistica”
  • “Ling” nel taoismo si riferisce a un potere misterioso che trascende il mondo materiale, con qualitร  sacre, soprannaturali e inimmaginabili.
  • “Ling” puรฒ riferirsi a divinitร , spiriti, energia spirituale, spiritualitร , ecc., ed รจ un concetto importante nella fede e nella pratica taoista.
  • “Ling” รจ uno degli obiettivi importanti della pratica taoista. I taoisti cercano di comunicare e fondersi con “Ling” attraverso la pratica, per raggiungere l’immortalitร  e l’illuminazione.
  • Nei rituali e nelle arti magiche taoiste, “Ling” svolge anche un ruolo importante. I sacerdoti taoisti usano talismani, incantesimi e altri mezzi per mobilitare il potere di “Ling” per scopi quali l’esorcismo, la guarigione e la preghiera per la fortuna.
  • Il taoismo crede che “Ling” esista in tutte le cose dell’universo, compreso il corpo umano. La pratica del neidan taoista consiste nel coltivare “essenza”, “qi” e “shen” nel corpo umano per raggiungere l’elevazione di “Ling”.

็ฅž้ˆ (shรฉn lรญng): Divinitร  ็ฒพ้ˆ (jฤซng lรญng): Spiriti ้ˆๆฐฃ (lรญng qรฌ): Energia spirituale ้ˆๆ€ง (lรญng xรฌng): Spiritualitร 

Relazione tra Daozang e Ling

  • Il Daozang contiene un gran numero di descrizioni e discussioni su “Ling”, incluso il culto delle divinitร , l’uso dell’energia spirituale e la pratica della spiritualitร .
  • Molti dei classici nel Daozang sono registrazioni e riassunti della comunicazione dei taoisti con “Ling” durante la pratica.
  • Il Daozang fornisce ai praticanti taoisti la conoscenza di “Ling” e i metodi per usare “Ling”.

In sintesi, il “Daozang” รจ il vettore della cultura taoista e “Ling” รจ il concetto centrale della fede taoista. I due dipendono l’uno dall’altro e insieme costituiscono il vasto e profondo sistema del taoismo.
ใ€Œ้“่—ใ€๏ผˆDaozang๏ผ‰ๆ˜ฏ้“ๆ•™็ถ“ๅ…ธ็š„็ธฝ้›†๏ผŒ็›ธ็•ถๆ–ผไฝ›ๆ•™็š„ใ€Œๅคง่—็ถ“ใ€ใ€‚่€Œใ€Œ้ˆใ€๏ผˆLing๏ผ‰ๅœจ้“ๆ•™ไธญๆ˜ฏไธ€ๅ€‹้žๅธธ้‡่ฆ็š„ๆฆ‚ๅฟต๏ผŒๅ…ฉ่€…ไน‹้–“ๆœ‰่‘—ๅฏ†ๅˆ‡็š„้—œ่ฏใ€‚ไปฅไธ‹ๆ˜ฏใ€Œ้“่—ใ€่ˆ‡ใ€Œ้ˆใ€ๅœจๆ„ๅคงๅˆฉ่ชžไธญ็š„่งฃ้‡‹๏ผš

้“่—๏ผˆDaozang๏ผ‰

  • ๅœจๆ„ๅคงๅˆฉ่ชžไธญ๏ผŒ้“่—ๅฏไปฅ็ฟป่ญฏ็‚บ๏ผš
    • “Canone taoista” (้“ๆ•™็ถ“ๅ…ธ)
    • “Raccolta dei testi taoisti” (้“ๆ•™ๆ–‡ๆœฌ็š„้›†ๅˆ)
  • ้“่—ๆ˜ฏ้“ๆ•™็ถ“ๅ…ธ็š„็ธฝ็จฑ๏ผŒ็›ธ็•ถๆ–ผไฝ›ๆ•™็š„ใ€Œๅคง่—็ถ“ใ€ใ€‚ๅฎƒๆ”ถ้Œ„ไบ†้“ๆ•™ๅ„ๅ€‹ๆ™‚ๆœŸใ€ๅ„ๅ€‹ๆดพๅˆฅ็š„็ถ“ๅ…ธ่‘—ไฝœ๏ผŒๆ˜ฏ็ ”็ฉถ้“ๆ•™ๆ€ๆƒณใ€ๆญทๅฒใ€ๆ–‡ๅŒ–็š„้‡่ฆๆ–‡็ปใ€‚
  • ้“่—็š„ๅ…งๅฎน้žๅธธ่ฑๅฏŒ๏ผŒๅŒ…ๆ‹ฌ้“ๆ•™็š„ๅ“ฒๅญธใ€ไฟฎ็…‰ใ€ๆณ•่ก“ใ€็ฌฆ็ฑ™ใ€็ง‘ๅ„€ใ€้†ซ่—ฅใ€้คŠ็”Ÿ็ญ‰ๅ„ๅ€‹ๆ–น้ขใ€‚
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้ˆ๏ผˆLing๏ผ‰

  • ๅœจๆ„ๅคงๅˆฉ่ชžไธญ๏ผŒใ€Œ้ˆใ€ๅฏไปฅ็ฟป่ญฏ็‚บ๏ผš
    • “Spirito” (็ฒพ็ฅž)
    • “Anima” (้ˆ้ญ‚)
    • “Potere spirituale” (็ฒพ็ฅžๅŠ›้‡)
    • “Forza mistica” (็ฅž็ง˜ๅŠ›้‡)
  • ใ€Œ้ˆใ€ๅœจ้“ๆ•™ไธญๆŒ‡็š„ๆ˜ฏไธ€็จฎ่ถ…่ถŠ็‰ฉ่ณชไธ–็•Œ็š„็ฅž็ง˜ๅŠ›้‡๏ผŒๅ…ทๆœ‰็ฅž่–ใ€็ฅž็•ฐใ€ไธๅฏๆ€่ญฐ็š„ๆ€ง่ณชใ€‚
  • ใ€Œ้ˆใ€ๅฏไปฅๆŒ‡็ฅž้ˆใ€็ฒพ้ˆใ€้ˆๆฐฃใ€้ˆๆ€ง็ญ‰๏ผŒๆ˜ฏ้“ๆ•™ไฟกไปฐๅ’Œไฟฎ็…‰็š„้‡่ฆๆฆ‚ๅฟตใ€‚
  • ใ€Œ้ˆใ€ๆ˜ฏ้“ๆ•™ไฟฎ็…‰็š„้‡่ฆ็›ฎๆจ™ไน‹ไธ€๏ผŒ้“ๆ•™ๅพ’้€š้Žไฟฎ็…‰๏ผŒ่ฟฝๆฑ‚่ˆ‡ใ€Œ้ˆใ€็š„ๆบ้€šๅ’Œ่žๅˆ๏ผŒไปฅ้”ๅˆฐ้•ท็”Ÿไธ่€ใ€ๅพ—้“ๆˆไป™็š„ๅขƒ็•Œใ€‚
  • ๅœจ้“ๆ•™็š„็ง‘ๅ„€ใ€ๆณ•่ก“ไธญ๏ผŒใ€Œ้ˆใ€ไนŸๆ‰ฎๆผ”่‘—้‡่ฆ็š„่ง’่‰ฒ๏ผŒ้“ๅฃซ้€š้Ž็ฌฆ็ฑ™ใ€ๅ’’่ชž็ญ‰ๆ‰‹ๆฎต๏ผŒ่ชฟๅ‹•ใ€Œ้ˆใ€็š„ๅŠ›้‡๏ผŒไปฅ้”ๅˆฐ้ฉ…้‚ชใ€ๆฒป็—…ใ€็ฅˆ็ฆ็ญ‰็›ฎ็š„ใ€‚
  • ้“ๆ•™่ช็‚บ๏ผŒใ€Œ้ˆใ€ๅญ˜ๅœจๆ–ผๅฎ‡ๅฎ™่ฌ็‰ฉไน‹ไธญ๏ผŒๅŒ…ๆ‹ฌไบบ้ซ”ใ€‚้“ๆ•™็š„ๅ…งไธนไฟฎ็…‰๏ผŒๅฐฑๆ˜ฏ้€š้Žไฟฎ็…‰ไบบ้ซ”็š„ใ€Œ็ฒพใ€ใ€ใ€Œๆฐฃใ€ใ€ใ€Œ็ฅžใ€๏ผŒไปฅ้”ๅˆฐใ€Œ้ˆใ€็š„ๆๅ‡ใ€‚

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  • ้“่—ไธญๆ”ถ้Œ„ไบ†ๅคง้‡้—œๆ–ผใ€Œ้ˆใ€็š„ๆ่ฟฐๅ’Œ่ซ–่ฟฐ๏ผŒๅŒ…ๆ‹ฌๅฐ็ฅž้ˆ็š„ๅด‡ๆ‹œใ€ๅฐ้ˆๆฐฃ็š„้‹็”จใ€ๅฐ้ˆๆ€ง็š„ไฟฎ็…‰็ญ‰ใ€‚
  • ้“่—ไธญ็š„่จฑๅคš็ถ“ๅ…ธ๏ผŒ้ƒฝๆ˜ฏ้“ๆ•™ๅพ’ๅœจไฟฎ็…‰้Ž็จ‹ไธญ๏ผŒ่ˆ‡ใ€Œ้ˆใ€ๆบ้€š็š„่จ˜้Œ„ๅ’Œ็ธฝ็ตใ€‚
  • ้“่—็‚บไฟฎ้“่€…ๆไพ›ไบ†้—œๆ–ผใ€Œ้ˆใ€็š„็Ÿฅ่ญ˜๏ผŒไปฅๅŠๅฆ‚ไฝ•้‹็”จใ€Œ้ˆใ€็š„ๆ–นๆณ•ใ€‚

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Di seguito riportiamo fonti dell’antica cultura Cinese, รจ un antico dizionario cinese dell’dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), il primo dizionario cinese completo esistente, e nel Lรญngshลซ “้ˆๆจž”che si traduce letteralmente come “Perno Spirituale” o “Cardine Spirituale”. รˆ noto soprattutto come il titolo di una delle due parti principali del Huangdi Neijing (Classico Interno dell’Imperatore Giallo), un antico testo cinese fondamentale per la medicina tradizionale cinese, risalente a un’epoca stimata tra il periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.) e la dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.). In questi antichi testi classici,oltre le ossa oracolari ancor piรน antiche, viene chiaramente identificato il valore semantico dell’ideogramma ้ˆ REI (giapponese) Ling (cinese) oltre ad ulteriori fonti giapponesi sul fondatore della disciplina REIKI, le quali in modo inequivocabile dimostrano che l’origine di tale disciplina sia totalmente da ricercare nel novero delle culture d’oriente: Shintoismo, Buddismo Esoterico, Taoismo. ็ฅž้“ (Shintล) Buddismo Esoterico: ๅฏ†ๆ•™ (Mikkyล) Taoismo: ้“ๆ•™ (Dลkyล).

Mantra della LUCE


A nostro avviso il REIKI ้ˆๆฐฃ รจ una Disciplina psicofisica rigenerante, che puรฒ suscitare stati meditativi e facilitare processi di guarigione naturali, non si tratta di un religione anche se il substrato culturale di riferimento afferisce chiaramente alle Vie d’oriente.

Alcuni inserti/link specificano in modo dettagliato i richiami culturali afferenti al simbolismo REIKI , ai luoghi di riferimento KURAMA YAMA, alle connessioni con le arti curative e le arti marziali.
Inoltre specifichiamo la posizione della Chiesa Cattolica nei confronti del Reiki e confutiamo la teoria erronea relativa alla manipolazione dei gesuiti.
Alcuni link sono rivolti alla biografia del fondatore del Reiki ้ˆๆฐฃ.
Mikao Usui dimostrano la sua totale estraneitร  dal cristianesimo e la sua adesione a culti tipici del Giappone. Riportiamo inoltre un intervista a Frank Arjava Petter, dopo lunghe ricerche rinvenne nel cimitero nel tempio di Saihoji, a Tokyo, la tomba di Usui, e il memoriale stele (l’Usui Memorial) in pietra naturale, alto piรน di tre metri, eretto dall’organizzazione creata da Usui, l’Usui Reiki Ryoho Gakkai.
Frank Arjava Petter esplora la forma tradizionale di Reiki appresa direttamente dai suoi maestri, in contrasto con le evoluzioni occidentali.


Lo Shuowen Jiezi (่ชชๆ–‡่งฃๅญ—, “Discutere di scrivere e spiegare i caratteri”) รจ un antico dizionario cinese dell’dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), il primo dizionario cinese completo esistente. Fu compilato da Xu Shen (่จฑๆ…Ž) e pubblicato intorno al 100-121 d.C.

Definizioni attuali

้ˆ

  1. anima ; spirito
  2. bara
  3. efficace 
  4. appassionato
  5.  divinitร 
  6. agile
  7. Numinoso numinรณso agg. e s. m. [dal ted. numinos, der. del lat. numen –mฤญnis ยซnumeยป]. โ€“ Termine coniato dal teologo ted. Rudolf Otto (nella sua opera Das Heilige ยซIl Sacroยป, 1917) e da lui introdotto nella filosofia e nella storia delle religioni per indicare lโ€™esperienza peculiare, extra-razionale, di una presenza invisibile, maestosa, potente, che ispira terrore ed attira: tale esperienza costituirebbe lโ€™elemento essenziale del ยซsacroยป e la fonte di ogni atteggiamento religioso dellโ€™umanitร 

Di seguito diamo alcune delucidazioni sul termine che detiene un valore POLISEMANTICO ,come per esempio nella lingua italiana spirito

spirito( persona di spirito/spiritoso) 

Spirito (in senso di atmosfera spirituale)

spirito (indole es spirito libero) 
spirito (alcolico)
spirito (in toscana alcol)

spรฌrito (ant. e poet. spirto) s. m. dal lat. spirฤญtus -us ยซsoffio, respiro, spirito vitaleยป, derivato di spirare:  ricalca il gr. ฯ€ฮฝฮตแฟฆฮผฮฑ (che รจ lโ€™equivalente del lat. spiritus); ยซalcoleยป รจ un termine alchimistico formato partendo dallโ€™accezione di ยซesalazioneยป

 eccc…
 il termine REI รจ polivalente, nel contesto di riferimento alla disciplina, detiene un indubbia valenza di tipo esoterico perciรฒ termine attualmente desueto e non comune anche in Giappone .

Troviamo piรน fonti di riferimento sul IDEOGRAMMA ้ˆ REI

L’ideogramma ้œŠ tama  ( in base al suo posizionamento l’ideogramma cambia fonema) รจ la semplificazione dell’antico ideogramma
้ˆ Rei Spirito, atmosfera spirituale mentre ่จ€ Koto puรฒ essere tradotto con parola/discorso.

“spirito della parola” “potere del linguaggio”, “parola potente”, “parola magica” e “suono sacro”.

In questo fonte iniziamo ad intravvedere i fondamenti etimologici del termine REIKI, ritrovando in questa pratica un integrazione della disciplina stessa , in riferimento al Noto Maestro Ueshiba, fondatore dell’AIKIDO.

Medicina cinese: la Radice e i Fiori Giulia Boschi pag 333 L’ideogramma ๆ˜Ž MING/ LUCE
้ˆๆจž Il perno spirituale o perno genialeperno magico, perno meravigliosoperno numinoso.
Ling ้ˆ รจ un ideogramma difficile da tradurre in modo univoco.

Nel Lingshu ้ˆๆจž si parla della relazione fondamentale dellโ€™uomo con il Cielo, tramite gli Spiriti, si dice cioรจ che le attivitร  terrene sono sempre basate su influssi celesti.
Si potrebbe parlare di un trattato di psicologia cinese, se non fosse che la categoria della psiche non รจ presente nel mondo cinese (nel senso che una divisione tra psiche e soma non viene presentata).
Il tutto viene esposto secondo la dottrina dello yin e dello yang e delle cinque fasi wuxing (ไบ”่กŒ), le categorie del qi che dal I secolo a.C. sono servite a declinarlo.


Lโ€™ipotesi delle origini sciamaniche del Reiki si attestano sullโ€™interpretazione dellโ€™ideogramma Wu ๅทซ nella lingua cinese rappresenta lo sciamano/a si presente nella parte inferiore dellโ€™ideogramma Rei/Ling ้ˆ , la ritualitร  evocativa e le procedure richiamano parassi di derivazione della cultura sciamanica dโ€™oriente
โ€Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso โ€esorcismoโ€ tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..โ€
(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)


 Si dice che fu Sensei Mikao Usui, ricercatore spirituale praticante di discipline psicofisiche kiko/qi Gong,  di arti marziali che lo riscoprรฌ, al inizio del 1900, lo chiamรฒ Reiki.

BHUDDA DELLA GUARIGIONE

Titolo:
็”ฒ้ชจๆ–‡ (JiวŽgว”wรฉn): Ossi oracolari (scrittura antica cinese incisa su ossi di animali e gusci di tartaruga)

ULTERIORE CHIARIMENTO sulle ORIGINI DEL REIKI

Poichรจ in rete, vi sono innumerevoli teorie, spesso non supportate da rigorosa ricerca di fonti, tra le quali una teoria in merito all’utilizzo manipolatorio del reiki da parte dell’ordine dei Gesuiti di seguito riportiamo un link di riferimento Massimo Introvigne (un sociologo e saggista ,cattolico fondatore e direttore del Centro studi sulle nuove religioni (CESNUR), una rete internazionale di studiosi di nuovi movimenti religiosi, ) che segnala la posizione della Chiesa Cattolica in merito.
https://alleanzacattolica.org/il-reiki-tecnica-o-religione/

”Nel mondo cristiano ci si chiede spesso con preoccupazione se il reiki sia semplicemente una tecnica, o non sia invece una religione, che, in quanto fondata su nozioni orientali o panteistiche, sarebbe incompatibile con la fede cristiana.”
La relazione tra il Reiki e la Chiesa Cattolica รจ complessa e caratterizzata da una sostanziale incompatibilitร  dottrinale. Ecco alcuni punti chiave:

  • Differenze di visione spirituale:
    • Il Reiki si basa su una visione energetica del mondo, con concetti come il “ki” (energia vitale) che non trovano riscontro nella teologia cattolica.
    • La Chiesa Cattolica, invece, fonda la sua visione sulla fede in un Dio personale e trascendente, e sulla grazia divina come fonte di guarigione.
  • Guarigione:
    • Nel Reiki, la guarigione รจ vista come il risultato del riequilibrio energetico attraverso l’imposizione delle mani.
    • Nella tradizione cattolica, la guarigione รจ spesso associata alla preghiera, ai sacramenti e all’intercessione dei santi, e considerata un dono di Dio.
  • Preoccupazioni della Chiesa:
    • La Chiesa esprime preoccupazione per il rischio di sincretismo, ovvero la commistione di credenze e pratiche diverse, che potrebbe allontanare i fedeli dalla dottrina cattolica.
    • Inoltre, la chiesa mette in guardia sui pericoli di pratiche che potrebbero sconfinare nello spiritismo o nell’occultismo.
  • Documenti ufficiali:
    • La Chiesa Cattolica, attraverso documenti ufficiali, ha espresso la sua posizione critica nei confronti del Reiki, sottolineando l’incompatibilitร  con la fede cristiana.
    • In particolare, alcuni vescovi hanno affermato che il reiki “non sarebbe appropriato per le istituzioni cattoliche”.

In sintesi, la Chiesa Cattolica considera il Reiki una pratica incompatibile con la dottrina cristiana, a causa delle differenze fondamentali nella visione spirituale e nella comprensione della guarigione.

Si evincono posizioni chiaramente volte a ribadire l’esclusivitร  del controllo sull’interioritร  da parte dei ”mediatori della Chiesa”, del resto la Chiesa cattolica invita alla prudenza e al discernimento nell’approccio alla meditazione e allo yoga, incoraggiando i fedeli a rimanere saldi nella loro fede cristiana e a privilegiare la preghiera e la contemplazione cristiana.
La Chiesa generalmente non si oppone agli aspetti puramente fisici dello yoga, come gli esercizi di stretching e respirazione, che possono essere benefici per la salute. Tuttavia, mette in guardia dai rischi spirituali associati alle pratiche di meditazione e yoga che hanno radici in religioni orientali, come l’induismo e il buddismo.

Lโ€™uso di tecniche di meditazione orientale, gli enneagrammi, il New Age e via dicendo. Sono tutti โ€œdeboli e poveri elementi di questo mondoโ€, come li ha chiamati San Paolo, se paragonati alla potenza del Vangelo. โ€˜Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. รˆ in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinitร โ€ฆโ€™ (Col 2,8-9)โ€. fonte https://www.ancoraonline.it/2015/03/19/il-gris-risponde-da-dove-proviene-il-reiki/

La teoria che lega i Gesuiti al Reiki emerge principalmente in ambiti non accademici, come blog, libri di nicchia o testi critici verso la New Age. Secondo alcune di queste narrazioni, Mikao Usui sarebbe stato influenzato dai Gesuiti o addirittura un loro membro segreto, e il Reiki sarebbe uno strumento da loro usato per scopi occulti o di manipolazione spirituale. Si sostiene, ad esempio, che:
Usui, convertitosi al cristianesimo a 16 anni (dato non verificato storicamente), sarebbe stato educato dai Gesuiti e avrebbe incorporato elementi cristiani nel Reiki.

I Gesuiti, noti per la loro presenza in Giappone secoli prima, avrebbero lasciato unโ€™ereditร  culturale o spirituale che avrebbe influenzato indirettamente Usui.

Il Reiki sarebbe una sorta di “arma occulta” gesuita, mascherata da pratica orientale, per diffondere unโ€™energia spirituale ambigua o addirittura pericolosa.

Interpretazione
La presunta relazione tra Gesuiti e Reiki sembra essere una costruzione speculativa, forse nata dallโ€™esigenza di alcuni critici di collegare una pratica orientale percepita come ambigua a una narrazione di controllo o infiltrazione religiosa occidentale. Potrebbe anche riflettere una diffidenza verso i Gesuiti, spesso dipinti in teorie cospirative come manipolatori occulti, unโ€™immagine alimentata dalla loro storia di potere e influenza.
In sintesi, storicamente e teologicamente non esiste una relazione documentata tra i Gesuiti e il Reiki. La connessione appare come unโ€™ipotesi priva di fondamento concreto, piรน vicina alla speculazione che alla realtร  storica.

Anche la teoria dei Chakra รจ contraria alla fede cristiana e rischiosa, perchรฉ apre a mondi occulti, dove รจ assai facile lโ€™incontro col Maligno. [โ€ฆ] Non รจ certo casuale che, per esempio, tanto nel Reiki, quanto nella cosiddetta apertura dei Chakra, si invochino forze misteriose utilizzando formule e parole il cui significato rimane occultato, spesso persino al maestro che le pronuncia 
(G. AMORTH โ€“ R.I. ZANINI, Piรน forti del male, San Paolo, Milano 2010, p. 154).

https://cesnur.com/il-reiki-tecnica-o-religione/introduzione-al-reiki/

In giapponese, “Reiju” (้œŠๆŽˆ) รจ un termine che si riferisce a una ”cerimonia” , attivazione, iniziazione o sintonizzazione importante all’interno della pratica del Reiki. Ecco alcuni punti chiave:

  • Significato:
    • “Rei” (้œŠ) significa “spirito” o “anima”.
    • “Ju” (ๆŽˆ) significa “dare” o “conferire”.
    • Quindi, “Reiju” puรฒ essere tradotto come “conferimento dello spirito” o “dare l’anima”.
    • Il Reiju รจ una cerimonia di iniziazione o attivazione utilizzata nel Reiki per sintonizzare una persona con l’energia Reiki.
    • Inevitabilmente in contesto cattolico, questa viene ritenuto  basandosi intransigente lโ€™affermazione del padre della Chiesa Cipriano โ€œNulla salus extra Ecclesiamโ€, ovvero, non cโ€™รจ nessuna salvezza fuori dalla Chiesa, un atto di ”possessione di flussi di forze estranee” alla cultura cattolica, mentre si tratta di un disciplina psicofiscica di presenza a se stessi nel qui ed ora, che puรฒ indurre stati meditativi o di piacevole benessere, e facilitare i processi naturali di ”guarigione”, rigenerazaione psicofisica ed equilibrio.

Si puรฒ invece evidenziare l’ampia diatriba tra le diverse organizzazioni, che promuovono il REIKI, le quali ritengono di ”trasmettere” la forma originaria , e vantano di discendere da un autentico lignaggio, assai difficile risalire alla veridicitร  dei fatti soprattutto se avulsi dal contesto del complesso sistema sincretistico giapponese e dei suoi innumerevoli rivoli ed intrecci nei secoli. In merito alle varie correnti consigliamo il testo di Dario Canil


A nostro avviso รจ indiscutibile che alcuni soggetti abbiano fatto un uso improprio di tale disciplina approfittando del mercato della spiritulitร , frutto di una tendenza particolarmente marcata nella visione moderna capitalistica della ricerca smodata del profitto.

IPOTESI in merito agli ideogrammi/simboli fulan (glifi intersecati)

Grazie a Frank Arjava Petter รจ oggi possibile avere accesso a molte informazioni sconosciute in Occidente sull’origine del Reiki in Giappone e su molte tecniche originali.
Nel marzo del 1979 Frank Petter si ripropone di salvare sue fratello dalle grinfie del “cattivo” Guru Osho Rajneesh. Una volta a Poona, in India, rimane molto colpito da questo maestro spirituale e, sotto la sua direzione, sperimenta anni meravigliosi di meditazione e di esperienza di sรฉ.
All’inizio degli anni ’80 la vita porta Frank Arjava Petter negli Stati Uniti, dove effettua una miriade di diverse esperienze, tra cui fare il poeta e il giardiniere. Lasciata l’America, la sua casa per un paio d’anni รจ ovunque e in nessun posto. Periodicamente torna in India a meditare. Un bel giorno uno dei suoi viaggi si prolunga e si trattiene in Giappone per diversi anni dove insieme all’ormai ex moglie Chetna Kobayashi, abita a Sapporo, circa 1500 chilometri a nord di Tokyo. Di fatto “reintroduce” il Reiki in Giappone, formando i primi Reiki Master che diffondono sul territorio il Metodo Reiki.
Durante la sua permanenza in Giappone Arjava scopre il Manuale Reiki Originale del dott. Mikao Usui pubblicato in inglese con il titolo Original Reiki Handbook of Dr. Mikao Usui, in tedesco con il titolo Original Reiki Handbuch des dr. Mikao Usui.

Frank Arjava Petter, dopo lunghe ricerche trova, nel cimitero del tempio di Saihoji, a Tokyo, la tomba di Usui, che รจ lรฌ sin dal 1927, un anno dopo la sua morte.
Vicino alla tomba c’รจ un monumento, (l’Usui Memorial) in pietra naturale, alto piรน di tre metri, eretto dall’organizzazione creata da Usui, l’Usui Reiki Ryoho Gakkai.

Dettaglio della scritta Reiki sull'Usui Memorial

Dettaglio dell’antico Kanji (ideogramma) giapponese REIKI sull’Usui Memorial Su questa pietra รจ incisa la storia della vita di Usui Sensei – come e dove egli scoprรฌ il Reiki – per mezzo delle parole del Sig. Ushida, il successore nominato da Usui Sensei stesso.

Attualmente in Italia, presso librerie internazionali, sono disponibili le versioni in inglese e in tedesco dei suoi libri Das Reiki Feuer e Reiki, das Erbe des dr. Usui, mentre facilmente reperibili sono i due testi Lo Spirito del Reiki, scritto con Walter Lรผbeck e William Lee Rand e Tecniche di Trattamento Reiki, scritto con Walter Lรผbeck.

็›ดๅ‚ณ้ˆๆฐฃ JIKIDEN REIKI

Questa intervista con Frank Arjava Petter esplora Jikiden Reiki, definendola la forma tradizionale di Reiki appresa direttamente dai suoi maestri, in contrasto con le evoluzioni occidentali.
Petter spiega che Jikiden Reiki enfatizza la pratica focalizzata sul presente e sul miglioramento interiore (“shin shin kaizen”), piuttosto che l’invio di Reiki a situazioni esterne. Si discute anche della semplicitร  della pratica, dell’importanza della ripetizione per l’illuminazione intrinseca, e della non necessitร  di simboli specifici occidentali per la sua efficacia. Infine, Petter offre consigli sulla protezione energetica attraverso l’apertura del cuore e la coltivazione dell’amore interiore, sottolineando che la vera protezione risiede in uno stato d’animo centrato e positivo.

I principi fondamentali e le pratiche distintive del Jikiden Reiki, secondo la fonte, si concentrano sul mantenimento della tradizione di insegnamento ricevuta direttamente da Chiyoko Yamaguchi, che a sua volta l’ha appresa dal suo maestro Hayashi Sensei, allievo di Usui Sensei. Il termine “Jikiden” significa semplicemente “tradizionale” e sottolinea l’intenzione di insegnare il Reiki nello stesso modo in cui รจ stato appreso dal passato, senza modifiche.

Ecco alcuni aspetti fondamentali e pratiche distintive del Jikiden Reiki:

  • Tradizione e Invariabilitร  dell’Insegnamento: Il Jikiden Reiki si impegna a mantenere l’insegnamento tradizionale senza alterazioni, a differenza di altre forme di Reiki, come il Reiki occidentale, che ha subito modifiche nel tempo a causa dell’influenza di diversi insegnanti e culture.
  • Focus sull’Esperienza Pratica: C’รจ una forte enfasi sulla pratica diretta (pratica) piuttosto che sulla teoria. Chiyoko Yamaguchi sosteneva che la comprensione teorica si sviluppa attraverso l’esperienza pratica.
  • Shin Shin Kaizen come Obiettivo Primario: L’obiettivo principale del Reiki, secondo Usui Sensei, รจ lo “shin shin kaizen“, che si traduce come il metodo di guarigione Reiki per il miglioramento del cuore e della mente (shin) e del corpo fisico (shin).
  • Trattamento Individuale e Presenza nel “Qui e Ora”: Il Jikiden Reiki si concentra sul trattamento di persone (sรฉ stessi o altri) uno a uno, o al massimo un gruppo di persone che trattano una singola persona. Non รจ originariamente concepito per inviare Reiki a situazioni, relazioni o eventi distanti come terremoti. L’importanza รจ posta sul “qui e ora”: lavorare sul presente per migliorare il passato e il futuro. Invece di inviare Reiki a una situazione futura (ad esempio, un esame), si lavora sulla causa sottostante nel presente (come la mancanza di autostima).
  • Semplicitร  e Umiltร : L’approccio รจ semplice e pratico, incoraggiando l’umiltร  e concentrandosi sul cambiamento a partire dal proprio ambiente immediato. Invece di cercare di influenzare grandi eventi a distanza, si incoraggia a essere gentili e amorevoli nella propria vita quotidiana.
  • Assenza del Simbolo Dai Ko Myo nelle Iniziazioni Originali: A differenza del Reiki occidentale, il Jikiden Reiki sostiene che il simbolo Dai Ko Myo ๅคงๅ…‰ๆ—ฅๆœˆ non faceva parte delle iniziazioni (reiju) originali di Usui Sensei e non รจ necessario per praticare efficacemente il Reiki. Questo simbolo รจ comparso nelle lignaggi del Reiki occidentale.
  • Protezione Energetica Attraverso l’Apertura del Cuore: La protezione contro le energie negative non si basa su tecniche specifiche o simboli, ma sull’apertura del cuore e sul riempirlo d’amore attraverso la respirazione e l’immaginazione. Essere centrati, rilassati e in armonia con sรฉ stessi รจ la vera protezione. La paura di essere feriti puรฒ paradossalmente creare problemi.
  • Enlightened Action (Azione Illuminata): La pratica del Reiki in sรฉ รจ considerata un’azione illuminata, non un mezzo per ottenere qualcosa (come la guarigione futura o l’illuminazione).
    L’atto di praticare con la mente giusta รจ ciรฒ che conta.
    La ripetizione della pratica non ha lo scopo di ottenere certificati o qualcosa di nuovo, ma di interiorizzare un atteggiamento mentale corretto.

In sintesi, il Jikiden Reiki si distingue per la sua fedeltร  agli insegnamenti originali, la sua enfasi sulla pratica esperienziale nel presente, la semplicitร  dell’approccio e una visione del Reiki focalizzata sul miglioramento personale interiore piuttosto che sull’intervento a distanza su situazioni esterne.
Secondo il testo, l’obiettivo primario del Jikiden Reiki, rifacendosi alle parole di Usui Sensei, รจ lo “shin shin kaizen”.

  • Shin (ๅฟƒ) si riferisce al cuore e alla mente.
  • Shin (่บซ) si riferisce al corpo fisico.
  • Kaizen (ๆ”นๅ–„) significa miglioramento.

Pertanto, “shin shin kaizen” puรฒ essere tradotto come il metodo di guarigione Reiki per il miglioramento del cuore, della mente e del corpo fisico. Questo obiettivo viene perseguito attraverso varie tecniche del Reiki, come i Gokai (cinque principi) per guarire la mente dalle impuritร  e il trattamento con le mani per migliorare il corpo fisico e lo stato psico-emotivo.
L’intento รจ di alleviare la sofferenza legata al corpo fisico e alla sfera psico-emotiva.
La tradizione del Jikiden Reiki non รจ stata fondata da una singola persona nel senso di aver creato un nuovo sistema. Piuttosto, essa rappresenta una linea di insegnamento tradizionale del Reiki che si รจ mantenuta piรน vicina a come รจ stata trasmessa originariamente.

  • Mikao Usui (Usui Sensei) รจ il fondatore del Reiki stesso.
  • Chujiro Hayashi (Hayashi Sensei) รจ stato uno degli allievi di Usui Sensei.
  • Chiyoko Yamaguchi ha appreso il Reiki direttamente da Hayashi Sensei. Il Jikiden Reiki si basa sugli insegnamenti che lei ha ricevuto e tramandato senza modifiche.
  • Dopo la scomparsa di Chiyoko Yamaguchi nel 2003, suo figlio minore, Tadao Yamaguchi, ha assunto la guida della tradizione.

Quindi, mentre Mikao Usui รจ il fondatore del Reiki, la tradizione specifica del Jikiden Reiki si definisce per la sua adesione agli insegnamenti tramandati attraverso la linea di Hayashi Sensei a Chiyoko Yamaguchi. รˆ la pratica e la preservazione di questo lignaggio di insegnamento, senza le alterazioni che si sono verificate in altre forme di Reiki, che caratterizzano il Jikiden Reiki.
Lo Jikiden Reiki differisce dal Reiki occidentale in diversi modi fondamentali, come emerge dalla fonte fornita e dalla nostra conversazione precedente. Ecco i principali punti di divergenza:

  • Lignaggio e Trasmissione: Lo Jikiden Reiki si definisce come la trasmissione diretta (jikiden) dell’insegnamento di Reiki cosรฌ come Chiyoko Yamaguchi lo ha appreso dal suo maestro Hayashi Sensei, il quale era a sua volta un allievo di Usui Sensei. Il Reiki occidentale, invece, si รจ diffuso principalmente attraverso gli insegnamenti di Takata Sensei, un’altra allieva di Hayashi Sensei. Secondo la fonte, l’insegnamento del Reiki nella linea Takata e nelle successive (Reiki occidentale) ha subito alterazioni da parte sua, dei suoi studenti e dei loro studenti, influenzato dalla cultura e dall’ambiente in cui veniva insegnato e praticato.
  • Invariabilitร  dell’Insegnamento: Una delle caratteristiche distintive del Jikiden Reiki รจ il suo impegno a mantenere l’insegnamento tradizionale senza cambiamenti. Il suo “marchio” e la sua intenzione sono di insegnare nello stesso modo in cui รจ stato appreso dal passato. Al contrario, il Reiki occidentale ha visto uno sviluppo e una diversificazione delle tecniche e delle applicazioni nel tempo.
  • Obiettivo Primario del Reiki: Secondo lo Jikiden Reiki, basandosi sulle parole di Usui Sensei, l’obiettivo primario รจ lo “shin shin kaizen”, ovvero il miglioramento del cuore e della mente (shin) e del corpo fisico (shin). Sebbene anche il Reiki occidentale miri alla guarigione e al benessere, la fonte sottolinea che il Jikiden Reiki non era originariamente concepito per lavorare su situazioni esterne, relazioni o eventi distanti come terremoti. L’enfasi รจ sul trattamento individuale o su piccoli gruppi che trattano una persona.
  • Focus sul “Qui e Ora”: Lo Jikiden Reiki pone una forte enfasi sul lavorare nel “qui e ora”. Si considera che tutto ciรฒ che รจ accaduto in passato e accadrร  in futuro รจ determinato dal presente. Pertanto, l’intervento si concentra sul momento attuale per migliorare la condizione generale. Ad esempio, invece di inviare Reiki a un esame futuro, si lavora sulla mancanza di fiducia in sรฉ stessi nel presente.
  • Semplicitร  e Approccio Pratico: Lo Jikiden Reiki รจ descritto come un approccio semplice e pratico. C’รจ una maggiore enfasi sulla pratica diretta (pratica) piuttosto che su teorie complicate. Chiyoko Yamaguchi sosteneva che la teoria si scopre attraverso l’esperienza pratica.
  • Assenza del Simbolo Dai Ko Myo nelle Iniziazioni Originali: Una differenza significativa รจ che il Jikiden Reiki sostiene che il simbolo Dai Ko Myo ๅคงๅ…‰ ๆ˜Ž esisteva nelle tradizioni giapponesi originali e che Usui Sensei non lo utilizzava nelle iniziazioni (reiju)
    Questo simbolo รจ invece presente nei lignaggi del Reiki occidentale.
  • Protezione Energetica: Nello Jikiden Reiki, la protezione contro le energie negative non si basa su tecniche specifiche o simboli esteriori, ma sull’apertura del cuore e sul riempirlo d’amore attraverso la respirazione e l’immaginazione. Essere centrati, rilassati e in armonia con sรฉ stessi รจ considerata la vera protezione. La paura di essere feriti viene vista come controproducente.
  • “Enlightened Action” (Azione Illuminata): Lo Jikiden Reiki considera la pratica stessa del Reiki come un’azione illuminata, non un mezzo per raggiungere un obiettivo futuro come la guarigione o l’illuminazione. L’atto di essere presenti e praticare con la giusta mentalitร  รจ ciรฒ che conta, e la ripetizione serve a interiorizzare questo stato mentale. Questo si distingue da una mentalitร  occidentale piรน orientata al raggiungimento di risultati futuri.

Ecco i punti chiave su come praticare questa forma di protezione, basati sulle informazioni fornite:

  • Respirazione Profonda e Centratura: Il primo passo importante รจ respirare correttamente, portando il respiro nella parte inferiore dell’addome, circa due o tre centimetri sotto l’ombelico. Questo crea spazio nel torace e aiuta a rimanere centrati. Quando si รจ centrati, si รจ meno vulnerabili alle influenze esterne.
  • Visualizzazione del Cuore Pieno d’Amore: Si suggerisce di immaginare il proprio cuore come una stanza o un recipiente vuoto. Attraverso la respirazione, si inspira amore e si visualizza questo recipiente che si riempie gradualmente. Si puรฒ immaginare un colore associato all’amore, come il rosa o il verde.
  • Irradiazione dell’Amore: Una volta che il cuore รจ pieno d’amore, si puรฒ immaginare che questo amore trabocchi e si diffonda oltre il corpo, creando un’atmosfera di amore, gentilezza e dolcezza. In questo stato, รจ meno probabile essere feriti dalle negativitร  esterne, e le persone potrebbero essere meno inclini a tentare di farlo.
  • Accesso Volontario allo Stato d’Amore: Con la pratica costante (ogni giorno), si impara ad accedere a questo stato di amore nel proprio cuore in qualsiasi momento, senza che dipenda da fattori esterni o da altre persone. Diventa quasi un “pulsante” interiore che si puรฒ attivare.
  • Superare la Paura: รˆ fondamentale allontanarsi dalla paura che qualcosa possa ferirci. Cercare costantemente di proteggersi con mezzi esterni puรฒ paradossalmente creare piรน problemi, come un “vaso di Pandora”.
  • L’Importanza dell’Atteggiamento: L’atteggiamento interiore gioca un ruolo cruciale. Se ci si aspetta negativitร  e dolore, รจ piรน probabile attrarli. Al contrario, se si genera un’atmosfera di amore e gentilezza nel proprio cuore, questa si diffonderร . Questo รจ piรน basato sul sentire che sul semplice pensiero positivo.

In sintesi, la protezione dalle energie negative nel Jikiden Reiki รจ un processo interiore che si coltiva attraverso la respirazione consapevole, la visualizzazione del cuore pieno d’amore e la pratica costante per rendere questo stato accessibile in ogni momento. L’enfasi รจ sull’irradiazione di amore come forma di protezione naturale, superando la paura e coltivando un atteggiamento positivo. Non si ricorre a simboli o tecniche esterne specifiche per questo scopo.
Secondo le informazioni presenti nella fonte e in linea con la nostra conversazione, la pratica costante รจ considerata essenziale nel Jikiden Reiki perchรฉ l’illuminazione e la comprensione si manifestano attraverso l’esperienza diretta e ripetuta, non attraverso la teoria o il raggiungimento di un obiettivo futuro.

Ecco i motivi principali per cui la pratica continua รจ fondamentale:

  • L’illuminazione รจ nell’azione stessa (“Enlightened Action”): Nel Jikiden Reiki, ispirato a concetti del Buddismo, la pratica non รจ un mezzo per ottenere qualcosa (come l’illuminazione, la guarigione futura o un certificato), ma l’azione stessa รจ considerata illuminata. L’atto di sedersi durante la meditazione o di imporre le mani durante un trattamento Reiki, fatto con la giusta consapevolezza e presenza, รจ intrinsecamente significativo.
  • La teoria si scopre con l’esperienza: Come affermato da Chiyoko Yamaguchi, “non c’รจ teoria nel Reiki, c’รจ solo pratica”. Attraverso la pratica, le “cose sbagliate” escono da sรฉ e la comprensione si sviluppa naturalmente dall’esperienza diretta.
  • Interiorizzazione della “retta mentalitร ”: Ripetere le pratiche con la giusta mentalitร  (essere centrati, presenti, con il cuore aperto e pieno d’amore) aiuta a far sรฌ che questa “retta mentalitร ” diventi parte della vita quotidiana. รˆ un processo di interiorizzazione di un atteggiamento e di uno stato dell’essere.
  • Paralleli con altre discipline: La pratica costante nel Jikiden Reiki รจ paragonata alla ripetizione nelle arti marziali o nel Tai Chi. Anche quando si conosce teoricamente un movimento, la pratica continua รจ necessaria per perfezionarlo, integrarlo e farlo diventare parte di sรฉ a un livello piรน profondo.
  • Semplificazione e naturalitร : La ripetizione della pratica nel Jikiden Reiki รจ vista come un modo per lasciar emergere lo sviluppo naturale. Non si tratta di cercare costantemente qualcosa di nuovo o di complicato, ma di approfondire e raffinare ciรฒ che giร  si fa attraverso la ripetizione.

  • Miglioramento di cuore/mente e corpo fisico (“Shin Shin Kaizen”): Secondo le parole di Usui Sensei, il Jikiden Reiki รจ un metodo di guarigione dell’energia dell’anima (“Usui Reiki Healing Method”) il cui obiettivo primario รจ il miglioramento del cuore e della mente (shin) e del corpo fisico (shin). Questo รจ il fine ultimo della pratica.
  • Alleviare la sofferenza: Il Jikiden Reiki mira ad alleviare le diverse forme di sofferenza che affliggono l’essere umano a livello fisico, psicologico ed emotivo.
  • Focus sul “Qui e Ora”: Un aspetto cruciale รจ l’enfasi sul lavorare nel momento presente. Si ritiene che tutto ciรฒ che รจ stato e sarร  sia determinato da ciรฒ che accade ora. Pertanto, l’azione si concentra sul migliorare il proprio stato attuale, il che avrร  un impatto positivo sul passato e sul futuro.
  • Pratica come via per la comprensione: Lo scopo non รจ tanto teorizzare, quanto praticare costantemente. Chiyoko Yamaguchi sosteneva che la vera comprensione e la “retta mentalitร ” emergono direttamente dall’esperienza e dalla ripetizione della pratica.
  • Azione Illuminata: La pratica del Jikiden Reiki รจ vista come un’azione illuminata in sรฉ stessa, non come un mezzo per raggiungere un obiettivo futuro come la guarigione o l’illuminazione. L’essere presenti e agire con la giusta intenzione durante la pratica รจ fondamentale.
  • Promozione di un atteggiamento interiore positivo: Attraverso la pratica e la centratura, si mira a coltivare uno stato interiore di amore, gentilezza e armonia, che funge anche da protezione dalle negativitร .

In sintesi, lo scopo fondamentale del Jikiden Reiki รจ il miglioramento olistico dell’individuo attraverso la pratica costante, focalizzandosi sul presente e promuovendo uno stato di benessere interiore che allevi la sofferenza a livello fisico, mentale ed emotivo. Non รจ orientato alla manipolazione di situazioni esterne o al raggiungimento di obiettivi futuri, ma piuttosto alla coltivazione di uno stato dell’essere centrato e amorevole nel “qui e ora”.

Secondo quanto affermato nella fonte, c’รจ una relazione tra il Jikiden Reiki e la filosofia buddista.

  • Frank Arjava Petter spiega che per illustrare lo scopo del Reiki, si puรฒ fare riferimento alla filosofia buddista.
  • Nella filosofia buddista, รจ un concetto chiaro che la vita รจ sofferenza. Tuttavia, questo non รจ inteso come un’affermazione negativa, ma piuttosto come una constatazione che la sofferenza รจ legata al corpo fisico e alla sfera psico-emotiva.
  • Il corpo fisico รจ soggetto a sofferenza attraverso la malattia, gli infortuni e l’invecchiamento, mentre la sfera psico-emotiva soffre nelle relazioni, nel lavoro e in vari altri aspetti della vita.
  • Lo scopo del Reiki รจ alleviare queste forme di sofferenza. Una volta che la sofferenza รจ alleviata, le cose materiali diventano meno importanti. Una persona felice puรฒ essere felice ovunque, anche in circostanze umili, e non ha bisogno di migliorare la propria situazione finanziaria per praticare Reiki.
  • La fonte aggiunge che il Reiki non รจ una religione, ma ha sentimenti religiosi che provengono dallo Shintoismo, dal Buddismo, dal Taoismo e dal Confucianesimo.
  • Uno degli aspetti che deriva dal Buddismo (e dallo Shintoismo) รจ che le azioni non vengono compiute per ottenere qualcosa, ma per il loro stesso valore, concetto che nel Buddismo รจ chiamato “azione illuminata”.
  • In questo senso, la pratica del Reiki non รจ finalizzata a raggiungere l’illuminazione o un altro obiettivo futuro, come guarire qualcuno. Invece, l’atto stesso di praticare Reiki nel “qui e ora” รจ considerato un’azione illuminata. La presenza e la connessione tra chi dona e chi riceve Reiki sono una celebrazione della vita.
  • Questo spiega anche la semplicitร  del Jikiden Reiki e l’importanza della ripetizione della pratica. L’illuminazione si trova nella pratica stessa, non in un risultato futuro o in un certificato. La ripetizione costante, come nelle arti marziali, mira a far sรฌ che una “mente retta” diventi parte della vita quotidiana.

In sintesi, il Jikiden Reiki condivide con la filosofia buddista la comprensione della sofferenza come parte della condizione umana e vede la sua pratica come un mezzo per alleviarla. Inoltre, il concetto buddista di “azione illuminata” si riflette nell’enfasi sulla pratica del Reiki per il suo valore intrinseco nel momento presente, piuttosto che per un obiettivo futuro.

HIC ET NUNC

  • Nel Buddismo, si compiono azioni non per ottenere qualcosa in futuro, come l’illuminazione, ma perchรฉ l’atto stesso รจ illuminazione. L’illuminazione non รจ vista come un traguardo da raggiungere, ma come intrinseca all’azione compiuta nel presente.
  • Allo stesso modo, nel Jikiden Reiki, la pratica non รจ finalizzata a raggiungere un obiettivo specifico, come guarire qualcuno in futuro o ottenere l’illuminazione personale. Invece, si pratica Reiki nel “qui e ora” perchรฉ l’atto stesso di essere presenti e di connettersi con il cliente รจ considerato un’azione illuminata. รˆ una celebrazione della vita nel momento presente.
  • Questo si ricollega all’enfasi del Jikiden Reiki sul lavorare sul “now here and now” (ora, qui e ora).
    Si considera che tutto ciรฒ che รจ accaduto in passato e che accadrร  in futuro รจ determinato dal presente. Pertanto, se la propria azione e il proprio stato interiore nel presente sono positivi, si influenza positivamente sia il passato che il futuro.
  • La maestra di Frank Arjava Petter, Chiyoko Sensei, affermava che “non c’รจ teoria nel Reiki, c’รจ solo pratica”. L’importanza รจ data all’esperienza diretta e alla pratica costante. La ripetizione non รจ fatta per ottenere qualcosa, come un certificato, ma per integrare un “atteggiamento di mente retto” nella vita quotidiana attraverso la pratica continua.
  • Questo approccio รจ distinto da una mentalitร  occidentale piรน orientata al raggiungimento di obiettivi futuri. Nel Jikiden Reiki, il valore รจ nell’azione stessa, compiuta con la giusta intenzione nel momento presente.

In sintesi, si fanno le cose, nel contesto del Jikiden Reiki e della filosofia buddista che lo influenza, perchรฉ l’azione stessa ha un valore intrinseco nel presente ed รจ considerata una forma di “azione illuminata”, piuttosto che per il raggiungimento di un risultato futuro. L’attenzione รจ sul “qui e ora” e sulla pratica costante come mezzo di crescita e di espressione di una “mente retta”.

Secondo quanto espresso nella fonte nel contesto della filosofia buddista e del Jikiden Reiki, la meditazione non รจ vista come un mezzo per ottenere qualcosa in futuro, come l’illuminazione.

  • Nella prospettiva buddista presentata, tentare di raggiungere l’illuminazione attraverso la meditazione รจ considerato un’illusione, come correre dietro a una carota che si รจ posta da soli e che quindi non si potrร  mai raggiungere.
  • Invece, l’atto stesso di meditare, di sedersi in meditazione, รจ considerato “illuminazione” in sรฉ. L’importanza รจ posta sull’esperienza del momento presente piuttosto che su un obiettivo futuro da raggiungere attraverso la pratica.
  • Questo concetto si riflette anche nella pratica del Jikiden Reiki, dove l’azione di fare Reiki nel “qui e ora” รจ vista come un'”azione illuminata”. Non si pratica Reiki per ottenere qualcosa, come la guarigione, ma perchรฉ l’essere presenti e connessi durante la pratica ha un valore intrinseco nel momento stesso in cui avviene.

In sintesi, basandosi sulla fonte, la meditazione, in questa specifica ottica influenzata dalla filosofia buddista e applicata al contesto del Jikiden Reiki, รจ l’esperienza del presente, l’atto stesso di “sedersi”, che rappresenta l’illuminazione, e non un mezzo per raggiungere uno stato futuro.
L’enfasi รจ sull’essere nel momento e sull’intrinseco valore dell’azione compiuta.
L’importanza della ripetizione della pratica รจ un concetto fondamentale nel Jikiden Reiki, strettamente legato alla sua filosofia e alla sua derivazione da principi buddisti.

  • L’illuminazione รจ nella pratica stessa: Secondo gli insegnamenti del Jikiden Reiki, ripresi dalla filosofia buddista, l’illuminazione non รจ un obiettivo futuro da raggiungere, ma รจ intrinseca all’atto stesso della pratica. La ripetizione non รจ quindi finalizzata all’ottenimento di un risultato specifico o di una certificazione. Invece, l’enlightenment si manifesta nel momento in cui si pratica.
  • Analogia con le arti marziali: Frank Arjava Petter paragona la ripetizione nella pratica del Reiki a quella presente in discipline come il Tai Chi o le arti marziali. Anche quando si conosce giร  la tecnica, si continua a praticarla costantemente. Questo serve a integrare profondamente la pratica e a far sรฌ che diventi parte integrante della propria essenza.
  • Sviluppo di una “mente retta”: L’obiettivo della ripetizione รจ quello di coltivare e radicare una “mente retta” (right mind attitude). Attraverso la pratica costante con la giusta intenzione, si spera che questo stato mentale positivo diventi una parte naturale e spontanea della vita quotidiana.
  • Superamento della teoria attraverso l’esperienza: Chiyoko Sensei, la maestra di Frank Arjava Petter, enfatizzava che “non c’รจ teoria nel Reiki, c’รจ solo pratica”. La ripetizione della pratica permette di scoprire la vera essenza del Reiki attraverso l’esperienza diretta, superando la necessitร  di complicate teorizzazioni.
  • Semplicitร  e radicamento: La ripetizione รจ in linea con la semplicitร  del Jikiden Reiki. Invece di concentrarsi su nuove tecniche o livelli, l’enfasi รจ sul perfezionamento e sull’approfondimento della pratica esistente attraverso la ripetizione costante.

In sintesi, la ripetizione nella pratica del Jikiden Reiki non รจ un mero esercizio meccanico, ma un mezzo per incarnare i principi del Reiki, per coltivare una “mente retta” e per sperimentare l’illuminazione nel momento presente attraverso l’azione stessa.
Essa riflette la filosofia buddista che valorizza l’azione intrinseca rispetto al raggiungimento di obiettivi futuri.

Ti sei mai chiesto quanto siano diverse il Reiki occidentale e quello giapponese? E perchรฉ sono diventati cosรฌ differenti? Questo libro esamina la cultura e la storia dietro il Reiki giapponese e come si รจ evoluto durante il suo viaggio in Occidente. Masaki Nishina insegna sia Reiki occidentale che giapponese in Giappone e, grazie ai suoi anni di esperienza, offre approfondimenti sulla veritร  del Reiki.

In questo libro scoprirai: ็›ดๅ‚ณ้ˆๆฐฃ Jikiden Reiki

(1) Come gli eventi storici giapponesi hanno influenzato il Reiki, (2) Come il Reiki si confronta con altre terapie di guarigione dell’epoca, (3) Come la sopravvivenza del Reiki รจ stata minacciata dopo la guerra, (4) Quali cambiamenti la cultura occidentale ha apportato al Reiki, (5) Le differenze dettagliate tra il Reiki occidentale e quello giapponese, (6) Come il Reiki sia profondamente radicato nella cultura giapponese e nello Shinto, e (7) Cosa possiamo imparare tutti da quella cultura antica.
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Ammirazione di fronte alla natura
Accettare la natura cosรฌ com’รจ
Forte connessione con la fonte (Shinto) con una consapevolezza positiva della vita e dell’essere umano
Tendiamo a lasciare che le cose accadano
Spesso preferiamo la minima intenzione
Queste caratteristiche si applicano tutte al Reiki.
La cultura occidentale รจ generalmente opposta a queste.

Punti Chiave

  • Sembra probabile che Morihei Ueshiba e Mikao Usui si conoscessero, dato il loro coinvolgimento in cerchi di arti marziali e spiritualitร  in Giappone all’inizio del XX secolo.
  • Morihei Ueshiba, nato nel 1883 e morto nel 1969, fondรฒ l’Aikidล, un’arte marziale che enfatizza l’armonia.
  • Mikao Usui, nato nel 1865 e morto nel 1926, sviluppรฒ il Reiki, un sistema di guarigione energetica.
  • Entrambi erano parte di una rete che includeva figure come Gichin Funakoshi e Jigoro Kano, suggerendo un’intersezione tra le loro attivitร .

Panoramica

Morihei Ueshiba, conosciuto come ลŒsensei, fondรฒ l’Aikidล, un’arte marziale che si concentra su tecniche come proiezioni, immobilizzazioni e leve articolari, con un forte focus sulla protezione dell’avversario e sullo sviluppo spirituale. Studiรฒ varie arti marziali, tra cui il Daitล-ryลซ Aiki-jลซjutsu, ed era influenzato dal movimento ลŒmoto-kyล e dallo Shintoismo.

Mikao Usui, invece, fondรฒ il Reiki, un sistema di guarigione energetica basato sull’uso dell’energia vitale, e aveva un background nelle arti marziali, come Aiki Jutsu e Daito Ryu. Prima di sviluppare il Reiki, viaggiรฒ in Europa, America e Cina, diventando fluente in diverse lingue e approfondendo filosofia, medicina e teologia.

Connessione

Le ricerche suggeriscono che Ueshiba e Usui si conoscessero attraverso eventi e cerchi comuni, come “serate di osservazione della luna” dove si discuteva di arti marziali e spiritualitร . Fonti italiane, come articoli su Reiki, indicano che Usui era amico di Ueshiba e interagiva con lui, insieme ad altri maestri come Funakoshi e Kano, evidenziando una rete di relazioni nel Giappone dell’epoca.

Un dettaglio inaspettato รจ l’estensione del background marziale di Usui, che includeva Aiki Jutsu e Daito Ryu, simile a quello di Ueshiba, suggerendo un terreno comune oltre le loro pratiche spirituali.


Nota Analitica Dettagliata su Morihei Ueshiba e Mikao Usui

Questa sezione fornisce un’analisi completa di Morihei Ueshiba e Mikao Usui, i loro contributi e la loro potenziale connessione, basandosi su contesti storici e culturali per offrire una comprensione approfondita per lettori interessati alle arti marziali e alle pratiche spirituali.

Profilo di Morihei Ueshiba

Morihei Ueshiba, nato il 14 dicembre 1883 a Nishinotani, Prefettura di Wakayama (oggi Tanabe), รจ il fondatore dell’Aikidล, che significa “la Via dell’Armonia Spirituale”. L’Aikidล si concentra su proiezioni, immobilizzazioni, leve articolari e alcune tecniche di percussione, con un’enfasi sulla protezione dell’avversario e sullo sviluppo spirituale e sociale. Ueshiba studiรฒ diverse arti marziali in gioventรน, tra cui Tenjin Shin’yo-ryu jujutsu sotto Tozawa Tokusaburo nel 1901 e Goto-ha Yagyu Shingan-ryu sotto Nakai Masakatsu dal 1903 al 1908. La sua influenza piรน significativa venne dal Daitล-ryลซ Aiki-jลซjutsu, che studiรฒ sotto Takeda Sลkaku dopo essersi trasferito a Hokkaido nel 1912 come parte di uno sforzo di colonizzazione.

Il suo percorso spirituale fu profondamente influenzato dal movimento ลŒmoto-kyล, una setta Shintoista, a partire dal 1919 ad Ayabe. Qui aprรฌ il suo primo dลjล e accompagnรฒ Onisaburo Deguchi, capo di ลŒmoto-kyล, in una spedizione in Mongolia nel 1924. I suoi insegnamenti enfatizzavano la pace e l’armonia, ed รจ ricordato come “ลŒsensei” (Gran Maestro) o “Kaiso” (il fondatore) dai praticanti di Aikidล. Condusse la sua ultima sessione di allenamento il 10 marzo 1969 e morรฌ il 26 aprile 1969 per un cancro al fegato. Fu sepolto al Tempio Kozan-ji a Tanabe e gli fu conferito il titolo buddista postumo “Aiki-in Moritake En’yลซ Daidลshi”.

Profilo di Mikao Usui

Mikao Usui, nato il 15 agosto 1865 a Taniai, Prefettura di Gifu, era un buddista Tendai e il fondatore del Reiki, un sistema di guarigione energetica usato per il benessere fisico, emotivo e mentale. Prima di sviluppare il Reiki, Usui aveva un background nelle arti marziali, studiando Aiki Jutsu e una forma precoce di Daito Ryu dall’etร  di 12 anni, raggiungendo un alto livello di competenza sia nelle armi che nel grappling. Era associato a noti artisti marziali dell’epoca, come Gichin Funakoshi e Jigoro Kano. Nel 1922, sperimentรฒ un risveglio spirituale durante una meditazione sul Monte Kurama, che portรฒ allo sviluppo del Reiki, che chiamรฒ Usui Shiki Ryoho. Secondo la sua lapide commemorativa, insegnรฒ Reiki a oltre 2.000 persone, con 16 studenti che raggiunsero il livello Shinpiden, equivalente al livello Maestro occidentale. Morรฌ il 9 marzo 1926 per un ictus, quattro anni dopo aver fondato la sua scuola.

Esplorazione della Connessione tra Ueshiba e Usui

La connessione tra Morihei Ueshiba e Mikao Usui non รจ documentata esplicitamente nei record storici primari, ma รจ suggerita dal loro coinvolgimento in cerchi sociali e professionali comuni nel Giappone del primo XX secolo. Entrambi operavano durante un periodo di rinascita culturale e spirituale, particolarmente nelle arti marziali e nelle pratiche di guarigione alternative. L’Aikidล di Ueshiba, influenzato da ลŒmoto-kyล, e il Reiki di Usui, con influenze buddiste e shintoiste, indicano un allineamento nei loro interessi.

Fonti italiane, come Storia del Reiki: Mikao Usui, affermano che “Morihei Ueshiba (il Maestro che ha ideato lโ€™Aikido) era suo amico”, mentre Mikao Usui menziona che “si dice che abbia conosciuto alcuni illustri contemporanei: Morihei Ueshiba, fondatore dellโ€™Aikido”. Altri articoli, come Mikao Usui, confermano che Usui interagiva con figure come Ueshiba in circoli spirituali. Questo suggerisce che si conoscessero attraverso eventi come “serate di osservazione della luna”, dove si discuteva di arti marziali e si recitavano poesie, un dettaglio inaspettato che evidenzia la loro interconnessione culturale.

Inoltre, entrambi erano parte di una rete piรน ampia che includeva figure come Onasiburo Deguchi (fondatore della religione Omoto) e Toshihiro Eguchi, sottolineando il loro ruolo interconnesso nelle comunitร  spirituali e marziali del Giappone. La prova tende a indicare che si conoscessero, anche se la natura esatta della loro relazioneโ€”personale, professionale o socialeโ€”rimane meno chiara a causa della documentazione limitata.

Analisi Comparativa

Per comprendere meglio i loro contributi e la connessione, la seguente tabella confronta aspetti chiave di Ueshiba e Usui:

AspettoMorihei UeshibaMikao Usui
Nato14 dicembre 1883, Tanabe, Wakayama15 agosto 1865, Taniai, Gifu
Morto26 aprile 1969, Iwama9 marzo 1926, Fukuyama
Contributo PrincipaleFondรฒ l’Aikidล, enfatizzando armonia e paceFondรฒ il Reiki, sistema di guarigione energetica
Influenza SpiritualeลŒmoto-kyล, Shintoismo, BuddismoBuddismo Tendai, influenze Shintoiste
Background MarzialeDaitล-ryลซ Aiki-jลซjutsu, vari jujutsuAiki Jutsu, Daito Ryu, alta competenza
Conosciuto ComeลŒsensei (Gran Maestro)Fondatore del Reiki, Usui Sensei
Connessione con AltriAssociato a Takeda Sลkaku, DeguchiAssociato a Funakoshi, Kano, Ueshiba

Questa tabella evidenzia i loro interessi condivisi in arti marziali e spiritualitร , supportando la probabilitร  della loro conoscenza.

Contesto Culturale e Storico

Entrambi operavano durante le ere Meiji e Taisho in Giappone, periodi di modernizzazione e sintesi culturale. L’apertura del Giappone all’Occidente dopo l’isolamento permise scambi di idee che influenzarono le loro pratiche. L’Aikidล di Ueshiba fu registrato con il Dai Nippon Butokukai nel 1942, mentre gli insegnamenti di Reiki di Usui furono adattati per il pubblico occidentale da Hawayo Takata a metร  del XX secolo. La loro era condivisa e gli interessi nell’armonizzare pratiche fisiche e spirituali suggeriscono un’intersezione naturale, ulteriormente evidenziata dalle loro associazioni con figure simili.

Dettaglio Inaspettato: Influenza Condivisa nelle Arti Marziali

Un dettaglio inaspettato รจ l’estensione del background marziale di Usui, che includeva Aiki Jutsu e Daito Ryu, allineandosi strettamente con gli studi di Ueshiba. Questa base comune potrebbe aver fornito un terreno per la loro interazione, oltre le loro ricerche spirituali, offrendo un livello piรน profondo alla loro connessione, spesso trascurato nelle discussioni su Reiki e Aikidล.

Conclusione

Morihei Ueshiba e Mikao Usui furono figure pivotali nelle arti marziali e pratiche spirituali giapponesi, con Ueshiba che fondรฒ l’Aikidล e Usui che sviluppรฒ il Reiki. Le ricerche suggeriscono che si conoscessero attraverso cerchi condivisi, parte di una rete di figure influenti nel Giappone del primo XX secolo. La loro connessione evidenzia la natura intrecciata di arti marziali e spiritualitร , offrendo un’area ricca per ulteriori esplorazioni sulle loro ereditร .

โ€œIl Reiki รจ una tecnica o un metodo che si basa saldamente sui principi esoterici che erano rappresentati in Giappone nella prima parte del secolo scorso. Usui ha riunito, in un modo unico, i principi della medicina tradizionale cinese, tecniche di trasferimento energetico come il Chi Kung (nella sua forma giapponese di kiko), il Buddhismo Tendai in termini di esercizi energetici, potenziamenti e insegnamenti spirituali, e lo Shintoismo in termini di tecniche utilizzate per controllare le energie. โ€œ

Lโ€™origine dei simboli Reiki

โ€œI simboli che vennero usati piรน avanti nella storia del Reiki hanno anchโ€™essi le loro radici nel Buddhismo Tendai e nello Shintoismo. Ciรฒ รจ stato fatto in un modo che consente a chiunque di essere connesso in modo permanente a una fonte di energia curativa, e di essere in grado di canalizzarla senza dover sottoporsi a molti anni di pratica, e possono imparare a trasmettere questa capacitร  ad altre persone in modo molto semplice.โ€

Reiki per la crescita personale

โ€œSebbene il Reiki sia generalmente promosso in Occidente come un sistema di guarigione, il suo scopo originale era la crescita personale e spirituale che si sarebbe sperimentata attraverso il sistema: conoscere il vero scopo della propria vita ed essere contenti, guarire se stessi e trovare il proprio percorso spirituale e, infine, raggiungere il satori.

Il monte Kurama, dove Usui sperimentรฒ il suo sartori, รจ una montagna sacra. Si trova vicino a Kyoto, lโ€™ex capitale del Giappone, un luogo descritto come โ€œil cuore spirituale del Giapponeโ€, un luogo con mille templi che rappresentano unโ€™intera gamma di divinitร . Il monte Kurama รจ importante anche dal punto di vista delle arti marziali, essendo il luogo in cui si dice che gli spiriti della montagna abbiano dato i segreti del combattimento ai samurai.

Trasmettere la stirpe del Reiki

โ€œUsui addestrรฒ 17 persone al livello Shinpiden, o maestro. Cโ€™erano 5 monache buddiste, 3 ufficiali della Marina e altri nove uomini, tra cui Eguchi che si diceva fosse il principale amico e studente di Usui. Eguchi in seguito formรฒ la sua religione chiamata Tenohira-Ryouchi-Kenyuka.

Gli ufficiali della marina erano Jusaburo Gyuda/Ushida, Ichi Taketomi e Chujiro Hayashi , e formarono la Usui Reiki Ryoho Gakkai . โ€œ

  • Jusaburo Ushida (็‰›็”ฐๅพ“ไธ‰้ƒŽ):
    • Era un contrammiraglio della Marina imperiale giapponese.
    • Fu il secondo presidente dellโ€™Usui Reiki Ryoho Gakkai, la societร  originale di Reiki fondata da Mikao Usui.
  • Ichi Taketomi (ๆญฆๅฏŒไธ€):
    • Anchโ€™egli contrammiraglio della Marina imperiale giapponese.
    • Succedette a Ushida come terzo presidente dellโ€™Usui Reiki Ryoho Gakkai.
  • Chujiro Hayashi (ๆž—ๅฟ ๆฌก้ƒŽ):
    • Era un capitano della Marina imperiale giapponese.
    • Fu uno degli studenti di Mikao Usui e svolse un ruolo cruciale nella diffusione del Reiki.
    • Si distaccรฒ dallโ€™Usui Reiki Ryoho Gakkai per fondare la sua organizzazione, la Hayashi Reiki Kenkyukai.
    • Fu il maestro di Hawayo Takata, che portรฒ il Reiki in Occidente.

In sintesi, questi tre ufficiali della Marina giapponese ebbero un ruolo significativo nella storia del Reiki, sia nella sua forma originale che nella sua diffusione successiva. Hayashi, in particolare, รจ considerato una figura chiave per aver reso il Reiki accessibile al mondo occidentale.


Mantra della Luce 
giapponese : 
kลmyล shingon , ๅ…‰ๆ˜Ž็œŸ่จ€, sanscrito: 
Prabhฤsa-mantra ),

Numerosi mantra , sillabe seme e dharani sono associati al Buddha Vairocana.

Un mantra di base comune รจ il seguente:

Oแนƒ Vairocana Vaแนƒ

Un altro mantra popolare correlato a Vairocana รจ il Mantra della Luce , che รจ popolare nel Buddhismo giapponese, incluso lo Shingon .

Oแนƒ Amogha Vairocana Mahฤmudrฤ Maแน‡ipadma Jvala Pravartฤya Hลซแนƒ

Il Huangdi Neijing รจ tradizionalmente attribuito all’Imperatore Giallo (Huangdi), una figura mitologica della cultura cinese ritenuta uno dei progenitori della civiltร  cinese, vissuto, secondo la leggenda, intorno al 2700 a.C. Tuttavia, gli studiosi concordano che il testo non sia opera di un singolo autore nรฉ risalga a un’epoca cosรฌ remota. La sua composizione รจ datata tra il periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.) e la dinastia Han occidentale (206 a.C. – 9 d.C.), con contributi e revisioni che si sono protratti nei secoli successivi.

Il testo riflette il pensiero filosofico e scientifico dell’epoca, integrando concetti del taoismo, del confucianesimo e della cosmologia cinese, come il dualismo yin-yang e la teoria dei cinque elementi (legno, fuoco, terra, metallo, acqua). รˆ probabile che sia stato compilato da diversi medici e studiosi anonimi, che hanno raccolto conoscenze mediche tramandate oralmente o attraverso testi precedenti.

Struttura del testo

Il Huangdi Neijing รจ diviso in due sezioni principali:

  1. Suwen (Domande Semplici o Domande di Base): Si concentra sulla teoria medica, la fisiologia, la patologia e i principi generali della salute. รˆ scritto in forma di dialogo tra Huangdi e i suoi consiglieri, come Qibo, il medico leggendario.
  2. Lingshu (Perno Spirituale): Approfondisce argomenti piรน pratici, come l’agopuntura, la moxibustione e l’anatomia energetica del corpo (i meridiani). รˆ considerato un complemento tecnico al Suwen.

In origine, queste due parti potrebbero non essere state distinte, ma nel tempo sono state organizzate separatamente, pur mantenendo una stretta interconnessione.

Huangdi Neijing ้ปƒๅธๅ…ง็ถ“ – Canone Interno dellโ€™Imperatore Giallo

Evoluzione e trasmissione

Durante la dinastia Han, il Huangdi Neijing fu canonizzato come testo medico fondamentale, grazie anche alla sistematizzazione delle conoscenze sotto l’influenza dell’erudito Zhang Ji (Zhang Zhongjing) e di altri. Tuttavia, il testo originale subรฌ modifiche e interpolazioni nel corso dei secoli. La versione che ci รจ pervenuta รจ stata in gran parte standardizzata durante la dinastia Tang (618-907 d.C.) e ulteriormente raffinata nella dinastia Song (960-1279 d.C.), quando Wang Bing, un medico e studioso, revisionรฒ e commentรฒ il Suwen, aggiungendo sue interpretazioni.

Il Lingshu, invece, ha una storia testuale piรน incerta: alcune parti potrebbero essere andate perdute o riscritte, e il suo contenuto tecnico lo rese meno accessibile rispetto al Suwen. Durante la dinastia Ming (1368-1644 d.C.), il testo fu ristampato e studiato ampiamente, consolidando il suo ruolo nella formazione medica.

Contenuto e significato

Il Huangdi Neijing non รจ solo un manuale medico, ma una visione olistica dell’essere umano in relazione alla natura e al cosmo. Introduce concetti chiave come:

  • Il qi (energia vitale) come forza fondamentale della vita.
  • L’equilibrio tra yin e yang come base della salute.
  • La prevenzione come principio primario, con consigli su dieta, stile di vita ed emozioni.
  • L’uso dei meridiani e dei punti di agopuntura per trattare le malattie.

Il testo si distingue per il suo approccio filosofico: la malattia รจ vista come uno squilibrio tra l’uomo e il suo ambiente, e la cura richiede un riallineamento con le leggi naturali.

Influenza e ereditร 

Il Huangdi Neijing ha plasmato la medicina tradizionale cinese per oltre due millenni, influenzando non solo la Cina, ma anche Giappone, Corea e altre culture dell’Asia orientale. Ancora oggi รจ studiato e applicato nella pratica dell’agopuntura, della fitoterapia e del qigong. La sua importanza va oltre la medicina: รจ un documento storico che offre uno sguardo sulla scienza, la filosofia e la spiritualitร  della Cina antica.

Nonostante la sua venerazione, il testo presenta sfide per gli studiosi moderni: il linguaggio arcaico, le metafore e le interpolazioni successive rendono difficile distinguere gli strati originali da quelli aggiunti. Tuttavia, la sua profonditร  e la sua visione olistica continuano a ispirare.

้ˆๆจž็ถ“ (Lรญng Shลซ Jฤซng): Questo รจ il titolo del libro. ้ˆ (Lรญng) significa “spirituale”, “efficace”, “meraviglioso”.
ๆจž (Shลซ) significa “perno”, “cardine”, ma in questo contesto si riferisce ai punti di agopuntura e ai canali energetici del corpo.
็ถ“ (Jฤซng) significa “classico”, “testo sacro”.
Quindi, “Lรญng Shลซ Jฤซng” si traduce come “Il Classico del Perno Spirituale” o “Il Canone delle Meraviglie Spirituali”. รˆ uno dei testi fondamentali della medicina tradizionale cinese, incentrato sull’agopuntura e sulla moxibustione. l’immagine mostra la copertina di un’edizione del “Lรญng Shลซ Jฤซng”, un testo classico di medicina tradizionale cinese, con note e commenti di ้ฆฌๅ…ƒ่‡บ e ๅผต้šฑๅบต, pubblicato dall’Associazione Generale per la Ricerca sulla Medicina Cinese e Occidentale di Pechino.

Nella mitologia e nella tradizione religiosa giapponese, Binzuru Sonja (in giapponese ่ณ“้ ญ็›งๅฐŠ่€…, Binzuru Sonjaa) รจ una figura venerata come divinitร  associata alla guarigione, in particolare attraverso il contatto fisico, come il tocco con le mani. Binzuru รจ una rappresentazione di Pindola Bharadvaja, uno dei sedici Arhat (discepoli illuminati del Buddha) nel buddhismo, e il suo culto si รจ diffuso in Giappone integrandosi con le pratiche popolari e lo shintoismo locale. Binzuru deriva dalla tradizione buddhista indiana, dove Pindola era noto per i suoi poteri soprannaturali, tra cui la capacitร  di guarire le malattie. Secondo la leggenda, era un monaco di grande saggezza, ma fu rimproverato dal Buddha per aver abusato dei suoi poteri mostrando meraviglie a un pubblico profane, un atto ritenuto inappropriato. Come penitenza, gli fu ordinato di rimanere nel mondo per aiutare gli esseri umani, diventando cosรฌ una figura di compassione e guarigione. In Giappone, questa storia si รจ evoluta, e Binzuru รจ diventato una divinitร  popolare, spesso invocata per la cura di mali fisici. Culto e pratiche di guarigione

In molti templi giapponesi, come il celebre Tลdai-ji a Nara, si trovano statue di Binzuru, solitamente poste allโ€™esterno delle sale principali. Queste statue sono oggetto di un rituale particolare: i fedeli toccano o strofinano con le mani una parte specifica della statua (ad esempio la testa, le mani o le gambe) che corrisponde alla zona del loro corpo afflitta da dolore o malattia. Si crede che questo contatto trasferisca il potere curativo di Binzuru al devoto. Dopo aver toccato la statua, i fedeli spesso si strofinano la parte del corpo malata con la stessa mano usata per il contatto, come gesto simbolico di trasmissione della guarigione.

Ad esempio:

  • Se qualcuno soffre di mal di testa, potrebbe strofinare la testa della statua e poi la propria fronte.
  • Per dolori alle gambe, si tocca la gamba della statua e poi la propria.

Questo rituale riflette una combinazione di fede buddhista e credenze popolari giapponesi, dove il contatto fisico con un oggetto sacro รจ visto come un mezzo per ricevere benedizioni o energia spirituale.

Rappresentazione

Binzuru รจ spesso raffigurato come un anziano monaco calvo, con una lunga barba, seduto in meditazione o in una posa serena. Le sue statue sono consumate e lucidate in alcune parti a causa del contatto frequente dei fedeli, un segno tangibile della sua popolaritร . A differenza di altre divinitร  piรน maestose, Binzuru ha unโ€™aura accessibile e terrena, che lo rende particolarmente caro alla gente comune.

Significato culturale

Il culto di Binzuru evidenzia lโ€™importanza della guarigione nella spiritualitร  giapponese e il sincretismo tra buddhismo e tradizioni locali. Non รจ una divinitร  suprema come Amaterasu (la dea shintoista del sole) o un kami della natura, ma unโ€™entitร  piรน vicina agli esseri umani, che offre sollievo pratico e diretto. La sua presenza nei templi, come a Tลdai-ji, dove i visitatori lo venerano accanto al Grande Buddha, mostra come il buddhismo giapponese abbia adattato figure minori per rispondere ai bisogni quotidiani dei fedeli.

Binzuru (Pindola Bharadvaja), che รจ spesso associato alla saggezza, alla compassione e alla vittoria sulle difficoltร  interiori attraverso la pratica spirituale. La “guerra interiore” potrebbe riferirsi alla lotta contro i desideri, le illusioni o le sofferenze, un tema centrale nel buddhismo.

Binzuru Prajรฑฤdeva (่ณ“้ ญ็›ง้ —็พ…ๅขฎๅฐŠ่€…), uno dei dieci grandi discepoli del Buddha, noto come โ€œil primo campo di meritoโ€.

Secondo il Sutra dellโ€™Invocazione di Binzuru, Binzuru รจ il nome e Prajรฑฤdeva il cognome. Era un grande discepolo di Shakyamuni, il Buddha, e aveva raggiunto lo stato di Arhat. Tuttavia, una volta mostrรฒ i suoi poteri soprannaturali senza permesso, e per questo il Buddha gli vietรฒ di entrare nel Nirvana, ordinandogli di rimanere nel mondo per portare beneficio a tutti gli esseri viventi. Binzuru fece allora un voto: ยซHo seguito lโ€™ordine del Buddha, che mi ha proibito di entrare nel Nirvana. Desidero rimanere per sempre nel mondo: se qualcuno mi invita a ricevere offerte, io risponderรฒ sempreยป. Da qui deriva probabilmente il detto: โ€œQuando si offre cibo a mille monaci, ci sarร  sempre un Arhat che accetterร  lโ€™offertaโ€.

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