E’ impossibile in modo univoco ed inequivocabile definire esattamente quando, come e soprattutto dove sorsero le prime manifestazioni di queste discipline, atte sostanzialmente ad un processo di recupero dell’equilibrio psicofisico e alla ricerca della sensazione di integrità, discipline e pratiche dai mille volti e rivoli definibili con il termine “olotropiche”ὅλος intero e τρεπὲιν”muoversi verso l’interezza”, o bioenergetiche comunque riguardanti la soggettiva energia vitale, che nelle disparate culture assume termini diversi, prana प्राण, Pneuma πνεῦμα, mana, qi,ki 氣
Il termine fu utilizzato da Stanislav Grof , psichiatra e ricercatore nel campo degli stati di coscienza non ordinari, in riferimento alla tecnica della respirazione olotropica, che sarebbe in grado di provocare stati non ordinari di coscienza attraverso mezzi naturali quali la respirazione, la musica evocativa e il lavoro sul corpo.
La Respirazione Olotropica utilizza gli strumenti tradizionali dello sciamanesimo, e li offre in un contesto psicologico contemporaneo che integra scoperte provenienti dalla moderna ricerca sulla coscienza, dall’antropologia, da diverse psicologie del profondo, dalla Psicologia Transpersonale e da pratiche spirituali. Nel nostro modo di intendere il termine Olotropico ci riferiamo ad una serie di discipline che vengono praticate congiuntamente per facilitare i processi di equilibrio psicofisico e rigenerazione.
靈樞 Il perno spirituale o perno geniale, perno magico, perno meraviglioso, perno numinoso. Ling 靈 è un ideogramma difficile da tradurre in modo univoco. Nel Lingshu 靈樞 si parla della relazione fondamentale dell’uomo con il Cielo, tramite gli Spiriti, si dice cioè che le attività terrene sono sempre basate su influssi celesti. Si potrebbe parlare di un trattato di psicologia cinese, se non fosse che la categoria della psiche non è presente nel mondo cinese (nel senso che una divisione tra psiche e soma non viene presentata). Il tutto viene esposto secondo la dottrina dello yin e dello yang e delle cinque fasi wuxing (五行), le categorie del qi che dal I secolo a.C. sono servite a declinarlo. Nota I caratteri tradizionali per yin (陰 阴 yīn) e yang (陽 阳 yáng) possono essere separati e tradotti approssimativamente come il lato in ombra della collina (yin) e il lato soleggiato della collina (yang). yang fa riferimento al “lato soleggiato della collina”, esso corrisponde al giorno e alle funzioni più attive. Al contrario, yin, facendo riferimento al “lato in ombra della collina”, corrisponde alla notte e alle funzioni meno attive.
黃帝內經 Huangdi Neijing (cinese semplificato: 黄帝内经; cinese tradizionale: 黃帝內經; pinyin: Huángdì Nèijīng), noto anche come Canone interno di Huangdi o Canone interno dell’Imperatore, è un antico testo medico cinese che è stato trattato come la fonte dottrinale fondamentale per la medicina cinese da più di due millenni. L’opera è composta da due testi ciascuno di ottantuno capitoli o trattati in un formato di domanda e risposta tra il mitico Huangdi (Imperatore Giallo o più correttamente Imperatore) e sei dei suoi altrettanto leggendari ministri.
il leggendario Huangdi 黃帝
È diviso in due tomi, lo Huangdi Neijing Suwen (le “Domande semplici”), abbreviato come Suwen 素問, e lo Huangdi Neijing Lingshu (Il “Perno spirituale”) abbreviato come Lingshu 靈樞. Ogni tomo è, a sua volta, diviso in ottantuno capitoli; la trattazione è dialogica e discorsiva, caratterizzata dal confronto tra il leggendario Huangdi 黃帝 e sei dei suoi leggendari ministri imperiali.
Pronuncia: ling “霝” è la prima parola di “spirito” (spirito). Questo si riferisce alla pioggia che cade (vedi la spiegazione di “Qi, Lin”). Nei tempi antichi, la gente credeva che quando cade la pioggia, bisogna pregare il cielo e gli dei, e il cuore deve essere sincero. La parte superiore è il “霝” che significa pioggia, e la parte inferiore è lo “shi” che significa l’altare del sacrificio. Per esprimere sincerità, o aggiungere la parola “cuore” sotto “霝” per formare “, “; e perché gli antichi credevano che “giada” fosse una cosa preziosa e spirituale, oppure aggiungere “giada” sotto “霝” per formare “, ” .
Più tardi, pregare il cielo per la pioggia divenne la professione del clero, e la persona impegnata in questa professione era “strega”, quindi Xiao Zhuan aggiunse “strega” sotto “霝” per formare “spirito”. “Shuowen”: “Ling, strega spirito. Giada serve gli dei. Da giada, suono. Spirito, o da strega.” Questa parola semplificata è “spirito”. L’immagine mostra la forma di “pittogramma calligrafia e pittura”
Molte possono essere le interpretazioni del simbolismo REIKI 靈氣 poichè esistono differenti stratificazioni filosofiche e culturali, e molteplici visioni esperienziali e non pochi dissidi tra scuole differenti.
Notevole scoglio interpretativo è indubbiamente la trascrizione dei fonemi ,dall’origine di un concetto-semantico alla traslitterazione, come per esempio per ciò che concerne la traslitterazione fonetica dai kanji 漢字 ai Kana termine generico per indicare i due sillabari fonetici giapponesi hiragana (平仮名) e katakana(片仮名). Si svilupparono dagli ideogrammi di origine cinese conosciuti in Giappone con il nome di kanji (漢字, pronuncia cinese “hanzi”), in alternativa o in aggiunta a questi; la parola kana significa “carattere prestato”, perché derivato dal kanji. L’invenzione dei kana è tradizionalmente attribuita a Kūkai, monaco buddista vissuto tra l’ottavo e il nono secolo d.C.空海), ricordato dopo la sua morte anche con il titolo onorifico di Kōbō-Daishi (弘法大師) (774 – 835) artista, fondatore in Giappone della scuola buddista Shingon 真言( dal cinese “vera parola”, traduzione del sanscrito mantra) una delle principale scuole Mikkyo 密教 (traduzione Insegnamenti segreti) buddhismo esoterico/segreto gli insegnamenti segreti possono essere rivelati unicamente a iniziati. La raccolta di insegnamenti e pratiche che alla fine divennero noti come Mikkyo ebbe i suoi primi inizi nelle tradizioni esoteriche dell’India e della Cina ,Tibet, include pratiche sciamaniche, meditative, riti e mantra, sutra e formule tantriche magico-religiose jumon呪文 e molto altro.
Confer
Mantra devanāgarī: मन्त्र che indica, nel suo significato proprio, il “veicolo o strumento del pensiero o del pensare”, ovvero una “espressione sacra” e corrisponde ad un verso del Veda, ad una formula sacra indirizzata ad un deva, ad una formula mistica o magica, ad una preghiera, ad un canto sacro o a una pratica meditativa e religiosa. La nozione di mantra ha origine dalle credenze religiose dell’India ed è proprio delle culture religiose che vanno sotto il nome di Vedismo, Brahmanesimo, Buddhismo, Giainismo, Induismo e Sikhismo.
Seiheiki 聖平氣
聖 sei ( hiragana せ い , rōmaji sei )
santo, sacro
平 気 (氣) heiki Hiragana へいき
calma
‘‘una possibile interpretazione ”spirito imperturbabile” condizione che la pratica Reiki induce favorendo la chiarezza di visione” Giuseppe Perteghella
透過溫柔的雙手自己與親愛之人
Abbi cura di te e delle persone care con le manigentili
Sono presenti altre interpretazioni formalmente molto diverse come quella proposta da Di Nicholas Pearson ed altri in cui si pone l’accento sulla correzione di comportamenti ”inadeguati” tramite un mantra o un kototama evocativo.
confer Reiki Ryoho: Manuale di Shoden e Okuden Di Nicholas Pearson
Si suppone che nella simbologia靈氣 Il bijia ह्रीः hrih, associato sia ad Amitabha (Amida) che ad Avalokiteshvara (Kannon) indichi la completezza derivante dall’unione di Saggezza e Compassione, che conduce alla Corretta Azione.
Le sei sillabe del mantra Oṃ Maṇi Padme Hūṃ nei caratteri della lingua tibetana posti come petali di un fiore di loto. I colori corrispondenti hanno dei profondi significati religiosi. Al centro del fiore è posta la sillaba Hrīḥ sillaba della compassione.
ཨོཾ་མ་ཎི་པ་དྨེ་ཧཱུྃ
Oṃ Maṇi Padme Hūṃ è strettamente relazionato alla figura del bodhisattva della compassione Avalokiteśvara (cinese Guānyīn, giapponese Kannon, tibetano Chenrezig).
Questo mantra è formato da una sequenza di sei sillabe sacre (tib. ཡིག་དྲུག་, yig drug) che vengono pronunciate dal praticante, profondamente concentrato sull’essenza del bodhisattva che sta per invocare. Queste sei sillabe sono accompagnate ad una settima, Hrīḥ, sillaba della compassione.
Il suo significato è fortemente simbolico al di là della sua traduzione letterale e viene raccomandato in tutte le situazioni di pericolo o di sofferenza, o per aiutare gli altri esseri senzienti in condizioni di sofferenza.
Amitābha Buddha sanscrito Amitābhaḥ (अमिताभ), letteralmente Luce ābhā senza fine amita Amitābha è un Buddha che possiede infiniti meriti in virtù delle numerose buone azioni compiute durante le sue innumerevoli vite come bodhisattva (è quindi un Buddha completo, come il Gautama Buddha); ormai da tempo al di fuori del saṃsāra, vive nella “Pura Terra” (sanscrito Sukhāvatī, cinese 净土 pinyin Jìngtŭ) che si trova oltre l’Occidente, al di là dei confini di questo mondo. Grazie alla forza dei Voti da lui giurati quando era un bodhisattva, Amitābha conserva la possibilità di far rinascere coloro che lo invocano in questo Paradiso Occidentale, dove possono studiare il Dharma sotto la sua guida e quindi diventare bodhisattva e poi Buddha a loro volta, scopo finale di ogni anima nel buddhismo Mahāyāna.
E’ impossibile in modo univoco ed inequivocabile definire esattamente quando,come e sopratutto dove sorsero le prime manifestazioni di queste discipline atte sostanzialmente ad un processo di recupero dell’equilibrio psicofisico e alla ricerca della sensazione di integrità, discipline e pratiche dai mille volti e rivoli definibili con il termine “olotropiche”ὅλος intero e τρεπὲιν”muoversi verso l’interezza”, o bioenergetiche comunque riguardanti la soggettiva energia vitale, che nelle disparate culture assume termini diversi, prana प्राण, Pneuma πνεῦμα, mana, qi,ki 氣
Nell’antica Cina,per quel che si sa’, si é conservata traccia, come citato, da molti autori tra cui, Wang Xuanjie e J.MFFET Nell’arte di nutrire (SoWEN Jaca Book)
Si narra che la Medicina Tradizionale cinese designasse una varietà di denominazioni per definire individui che praticano movimenti rigenerativi nell’alveo della coltivazione del QI氣. ”Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso ”esorcismo” tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..”
(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)
Numerosissime sono i diversi approcci, riferimenti e discipline, scuole, ed implicazioni originarie dell’oriente, dove meglio conservate, grazie ad un diverso svolgersi di fattori storici e filosofici, poichè le concezioni tecnologiche e positiviste nonchè le credenze ”monoteiste” e le loro conseguenze sono giunte più tardi . In occidente, più in era moderna, sono state divulgate discipline in tale direzione, poichè non è dato sapere, in modo certo, di conservazione di antiche tradizioni e pratiche, come quelle che si svolgevano durante i culti riservati agli iniziati si ha memoria di Abari Ἄβᾱρις Ὑπερβόρειος, Ábaris Hyperbóreios e Aristea di Proconneso, Ἀριστέας τοῦ Προκονησίου, leggendari ἱερόμαντές ieromanti , ϑαυματουργόι taumaturgi e sacerdoti di Apollo .
E similmente si può dire per il mondo delle tradizione nordiche germano-celtiche pratiche e culti di cui resta poca testimonianza.
Hado 波動 movimento ondulatorio o vibrazione, percezione di ambienti e persone.
SEITAI Katsugen Undo Movimento Rigeneratore Katsugen Undo 活元運動 “movimento dall’interno” Secondo Itsuo Tsuda:
“Il movimento rigeneratore si pratica mediante la sospensione momentanea del sistema volontario. Non necessita di alcuna conoscenza, né tecnica. Al contrario, bisogna liberarsene. La ricerca di una finalità preliminarmente determinata, non fa che ostacolare l’evoluzione naturale del nostro essere. Il principio che noi abbiamo formulato è dunque: «SENZA CONOSCENZA, SENZA TECNICA, SENZA SCOPO».”
Reiki 靈氣 運動 Undo movimenti spontanei generati dalla liberazione di tensioni psicofisiche
La vibrazione muscolareè un’esperienza somatica primordiale, che si origina nei processi naturali del sistema di memoria procedurale del cervello. E’ metodo naturale che l’organismo utilizza per scaricare l’eccessiva eccitazione. La scarica dell’organismo ha un’origine fisiologica, attraverso l’effetto rilassante sul corpo, il tremore facilita la percezione di sè stessi, rilassando al contempo la mente.
Una domanda di non facile risposta appare sulla rivista Lions Roar “Is Buddhism a Religion?”.
Tre esperti, hanno provato a rispondere Charles Prebish (che risponde “Sì”),
Dzochen Ponlop Rinpoche (che risponde “No”)
e Joan Sutherland Roshi (che risponde “È una sorta di”).
Charles Prebish dice che una religione, per poter essere considerata tale, deve cercare la realtà ultima delle cose; un qualcosa di “ultimo” oltre il quale non è possibile andare. Questa realtà ultima può essere Dio, vari dèi, un assoluto impersonale, una forza della natura, o qualche altra entità.
In aggiunta, per essere considerata una religione, deve indicare una via che conduca al fare esperienza di quella realtà ultima. Il buddhismo – dice Charles Prebish – indica questa realtà ultima. Alcune forme di buddhismo la chiamano “nirvana”, altre “bodhicitta”, e così via. E tutte le scuole del buddhismo indicano una via per raggiungere questa realtà ultima: il Theravada la chiama “Nobile ottuplice sentiero”, il Mahayana, la via del bodhisattva, eccetera. Tutte le scuole del buddhismo poi, indicano una serie di pratiche che culminano con l’illuminazione. Quindi, conclude Charles Prebish, il buddhismo è a tutti gli effetti una religione.
La pensa in maniera opposta Dzochen Ponlop Rinpoche.
Dice: “Il buddhismo è una filosofia di vita”. E aggiunge che l’insegnamento del Buddha è un metodo di ricerca mentre, al contrario, una religione dà tutte le risposte fin dall’inizio. Se prendiamo le parole del Buddha come risposte finali, senza la necessità di esaminarle, in questo caso pratichiamo il buddhismo come se fosse una religione. Dzochen Ponlop Rinpoche conclude così: “Siddhartha era un ricercatore della verità, niente di più di questo. Non cercava una religione. Non era particolarmente interessato alla religione. Cercava la verità. Cercava un vero cammino che conducesse alla libertà dalla sofferenza. Se guardiamo alla vita di Siddhartha, vediamo che trovò la verità e la libertà che cercava, solo dopo aver abbandonato le pratiche religiose. Colui che diventò il Buddha, il Risvegliato, non trovò l’illuminazione grazie alla religione; la trovò invece quando si lasciò la religione alle spalle”.
L’ultima a intervenire nel dibattito è Joan Sutherland Roshi, una praticante del “koan”, la meditazione zen. Dice:
“Il buddhismo comprende molte tradizioni che si sono evolute in una vasta area geografica e in un lungo arco temporale. Sotto l’ampia tenda del buddhismo trovano posto i religiosi, gli agnostici,coloro che rifiutano completamente la religione, oppure coloro che hanno inclinazioni psicologiche, mistiche, sciamaniche, socio-politiche”. Alla domanda se il buddhismo sia una religione, Joan Southerlan risponde: “Sì – no – una sorta di”. E precisa:
“ La tradizione del koan è una cultura del ‘risveglio’ piuttosto che una religione organizzata. Invece che basarsi su delle scritture infallibili, la pratica del koan usa conversazioni, storie, commenti, canzoni, poesie, barzellette, qualsiasi cosa sia utile al ‘risveglio’ delle persone”. E aggiunge: “Siamo follemente innamorati del ‘risveglio’e lo cerchiamo per qualsiasi essere dell’universo. Questo è un impulso religioso non da poco. E questo prova tutte le potenzialità del buddhismo che è profondamente religioso senza essere una religione”.
Lo scopo principale del metodo di guarigione ReiKi non è solo quello di curare le malattie del corpo, ma anche di concentrarsi sul corpo, la mente e lo spirito, in modo da insegnare alle persone a imparare a godersi la vita e sentirsi a proprio agio. Il codice Reiki è il seguente:
Proprio oggi, non sono arrabbiato. Proprio oggi, non sono preoccupato. Proprio oggi, sono grato per molti doni. Proprio oggi, guadagno l’onestà di vivere. Proprio oggi, tratto i miei vicini e ogni vita.
Iscrizione della Stele Commemorativa dei Meriti del Maestro Usui, Fondatore del Metodo Reiki
Si dice che il conseguimento di risultati attraverso la coltivazione e la pratica interiore sia virtù, e che la diffusione del sentiero della guida e della salvezza verso l’esterno sia merito. Solo chi possiede alti meriti e grandi virtù può diventare un grande maestro e fondatore. Tutti i saggi e i grandi uomini del passato che hanno trasmesso una linea di apprendimento e fondato una dottrina sono stati così. Anche il Maestro Usui era uno di loro.
Il Maestro Usui ha creato un nuovo metodo per migliorare la salute del corpo e della mente basato sull’energia universale del Reiki. Coloro che hanno sentito parlare di questo metodo da ogni parte e hanno chiesto insegnamenti e cure sono venuti a lui in massa. Ahimè, che grande prosperità!
Il nome comune del Maestro era Mikao, e il suo pseudonimo era Koyo. Era originario del villaggio di Taniai, distretto di Yamagata, prefettura di Gifu. I suoi antenati discendevano da Chiba Tsunetane. Il nome di suo padre era Taneuji, comunemente chiamato Uzaemon, e sua madre era della famiglia Kawai. Il Maestro nacque il 15 agosto del primo anno dell’era Keio (1865). Fin da giovane, studiò duramente e si impegnò, superando i suoi coetanei. Da adulto, viaggiò in Europa e in America, e visitò la Cina. Anche se i suoi sforzi per affermarsi nel mondo non corrispondevano alle sue aspirazioni, e incontrò ripetutamente difficoltà e privazioni, non si scoraggiò minimamente e si dedicò sempre di più alla pratica. Un giorno, salì sul Monte Kurama e praticò l’ascetismo digiunando per ventuno giorni. Improvvisamente, sentì una grande energia spirituale sopra la sua testa e ottenne il metodo di guarigione Reiki. Da quel momento in poi, lo provò su se stesso e lo sperimentò sui membri della sua famiglia, e i risultati furono immediatamente evidenti. Il Maestro pensò che, invece di migliorare solo la sua famiglia, sarebbe stato meglio insegnare il metodo al pubblico e condividere la gioia con tutti.
Nell’aprile dell’undicesimo anno dell’era Taisho (1922), stabilì la sua residenza a Harajuku, Aoyama, Tokyo, fondò una società e iniziò a insegnare il metodo di guarigione Reiki e a fornire trattamenti. Coloro che venivano da vicino e da lontano per chiedere aiuto riempivano la sua casa. Nel settembre del dodicesimo anno dell’era Taisho (1923), si verificarono un grande terremoto e un incendio, e ovunque si sentivano gemiti di dolore per ferite e malattie. Il Maestro era profondamente addolorato e usciva ogni giorno per visitare la città e fornire soccorso e cure. Non si sa quante persone abbia salvato. Questo era il modo in cui si precipitava per soccorrere i sofferenti. In seguito, poiché il suo dojo era troppo piccolo, nel febbraio del quattordicesimo anno dell’era Taisho (1925), costruì un nuovo dojo a Nakano, fuori città. La sua fama crebbe sempre di più, e molte persone lo invitarono da varie regioni. Il Maestro rispose alle loro richieste, visitando Kure, Hiroshima, Saga e infine Fukuyama. Lì, si ammalò improvvisamente e morì in un alloggio per ospiti. Era il 9 marzo del quindicesimo anno dell’era Taisho (1926). Aveva 62 anni.
Sua moglie era della famiglia Suzuki, e il suo nome era Sadako. Ebbero un figlio e due figlie. Il figlio, di nome Fuji, ereditò la famiglia.
Il Maestro era una persona gentile, educata e umile, e non si preoccupava delle formalità. Era di corporatura robusta e aveva sempre un sorriso sul volto. Quando si occupava di qualcosa, era risoluto, paziente e molto attento. Fin da giovane, aveva molti talenti e amava leggere. Si occupava di storia e biografie, libri di medicina e scritture buddiste , psicologia, metodi di immortalità, incantesimi, divinazione e fisiognomica. Non c’era nulla che non conoscesse. Si può dire che la sua erudizione e la sua esperienza siano state il materiale per la sua coltivazione e pratica, e che la sua coltivazione e pratica siano state la chiave per la creazione del metodo Reiki.
Il principale obiettivo del metodo Reiki non è solo curare le malattie, ma anche correggere la mente e rafforzare il corpo attraverso le capacità spirituali innate, per godere della felicità della vita. Pertanto, quando insegnava alle persone, le esortava a seguire gli insegnamenti dell’Imperatore Meiji e a recitare i Cinque Precetti mattina e sera, imprimendoli nella loro mente:
Non arrabbiarti oggi.
Non preoccuparti oggi.
Sii grato.
Sii diligente nel tuo lavoro.
Sii gentile con gli altri.
Questi sono i principali insegnamenti per la coltivazione, e sono in linea con gli avvertimenti dei saggi del passato. Si può capire l’essenza del metodo Reiki se lo si considera il metodo segreto per attirare la fortuna e la medicina spirituale per tutte le malattie. Inoltre, il sentiero della guida è semplice e non ha nulla di sublime. Incoraggia le persone a coltivare una mente pura e sana e a ripristinare una condotta retta attraverso la meditazione seduta, le mani giunte in preghiera e la recitazione mattutina e serale. Questo è il motivo per cui il metodo Reiki è facile da praticare per chiunque.
Negli ultimi tempi, il mondo è cambiato e le idee sono state in continuo movimento. Se questo metodo Reiki potesse essere diffuso, sarebbe di grande beneficio per la società e la morale pubblica. I suoi benefici non si limiterebbero alla cura di malattie croniche e abitudini viziose.
Più di duemila persone sono entrate a far parte della scuola del Maestro. Molti dei suoi discepoli più importanti risiedono nella capitale e si incontrano nel dojo per continuare la sua opera, mentre altri diffondono il metodo nelle loro regioni. Anche se il Maestro è morto, il metodo Reiki sarà trasmesso per sempre nel mondo. Ahimè, quanto sono stati grandi e importanti i meriti del Maestro!
Recentemente, i discepoli del Maestro hanno deciso di erigere una stele commemorativa nella tomba del tempio Saihoji, nel distretto di Toyotama, per lodare i suoi meriti e tramandarli ai posteri. Mi è stato chiesto di scrivere il testo. Sono profondamente colpito dalle grandi opere del Maestro e apprezzo la profonda amicizia tra maestro e discepoli, quindi non ho osato rifiutare. Ho riassunto i suoi meriti e spero che i posteri possano osservare e ammirare, e non dimenticare mai.
MIKAO USUI: UN UOMO DAL GRANDE TALENTO
Mikao Usui nacque il 15 agosto 1865 nel villaggio di Taniai (oggi noto come Miyama Cho) in Giappone, nella contea di Yamagata, prefettura di Gifu.
Il nome del padre di Usui era Uzaemon e il cognome di sua madre Kawaii. Dotato di capacità straordinarie le mise a frutto imparando molte arti. Da adulto, per potervi studiare, visitò molti paesi occidentali e anche la Cina.
La religione della sua famiglia era il buddhismo Tendai e da bambino studiò proprio in un monastero Tendai.
Si appassionò di arti marziali a partire da 12 anni e ne divenne presto un grande esperto. Praticò una variante del Qi Gong nota come Kiko ma si dice che conoscesse bene anche Morihei Ueshiba, fondatore dell’Aikido, Gichin Funakoshi (fondatore del Karate moderno) e Jigoro Kano (fondatore dello Judo).
Fu un abile e rispettato uomo d’affari. Assunto alle dipendenze di un potente uomo politico, Shinpei Goto, ebbe modo di viaggiare in lungo e in largo sia in Giappone che all’estero, diventando molto noto e accrescendo la sua vasta cultura grazie all’esperienza.
Usui non era un dottore o stretto, ma la vastità della sua cultura lo fece riconoscere come tale a livello onorifico: era un grande esperto di filosofia, psicologia, teologia, aveva buone cognizioni di medicina e di pratiche di guarigione. Di natura assai versatile amava molto leggere e si dilettava di poesia.
Il nome di sua moglie era Sadako Suzuki. Avevano un figlio, Fuji e una figlia, Toshiko. Fuji Usui diresse l’attività famigliare dopo la morte del padre e fu un insegnante dell’Università di Tokyo.
Mikao Usui era molto cordiale, semplice e umile, il suo corpo era sano e robusto. Era rinomato per il suo sorriso sulle labbra, ma in caso di difficoltà era anche abile a difendersi. Uomo assai attento, sotto molti punti di vista era un’anima estremamente virtuosa.
L’esperienza di un’intera vita dedita all’apprendimento e alla raccolta di informazioni lo aiutarono a dare origine e ad ampliare l’arte poi chiamata Reiki.
Per Usui lo scopo principale del Reiki non era solo la guarigione delle malattie, quanto piuttosto il rafforzamento di tutti i talenti naturali disponibili, l’equilibrio dello spirito, la salute del corpo e conseguentemente il raggiungimento dell’autorealizzazione.
Nel 1914 divenne un monaco laico Tendai detto zaike; questo gli permise di vivere a casa propria, in contatto con i suoi famigliari. Un giorno si recò sul monte Kurama per ritirarsi nella meditazione e digiunò per 21 giorni, al termine dei quali percepì in sé la grande energia Reiki. Innanzitutto usò Reiki su se stesso e dopo lo sperimentò sulla sua famiglia. Avendo riscontrato un buon effetto sui più svariati malanni decise di condividerlo anche con altre persone.
Per far conoscere il Reiki e per renderlo accessibile al pubblico, aprì una clinica a Harajuku, Aoyama, Tokyo nel 1922. Condusse molti seminari ed effettuò innumerevoli sedute di Reiki. Nello stesso anno, ad aprile, fondò anche l’Usui Reiki Ryoho Gakkai (Organizzazione del Metodo Reiki di Usui) di cui divenne il primo presidente. Moltissime persone si recarono da lui e facevano la fila anche davanti alla sua abitazione per poter essere curate.
Nel settembre del 1923 il devastante terremoto di Kanto sconvolse Tokyo. Migliaia furono i morti, i feriti e gli ammalati. Il dr. Usui, con il cuore colmo di dolore, cominciò a curare in tutta la città le numerose vittime del disastro. Ben presto la sua clinica divenne troppo piccola cosicché, nel febbraio del 1925, si trasferì fuori città, a Nakano, dove edificò una clinica nuova.
La sua fama si propagò presto in tutto il Giappone e venne invitato in numerose città. Ricevette per i suoi grandi meriti l’onorificenza governativa Kun San To.
Durante il suo soggiorno a Fukuyama si ammalò e morì, non anziano, nel suo sessantaduesimo anno, al terzo ictus (emorragia cerebrale), il 9 marzo 1926.
Mikao Usui Sensei nacque il 15 agosto 1865 a Kyoto, in Giappone. Crebbe in una famiglia buddista Tendai praticante e da bambino entrò in un monastero buddista Tendai vicino al monte Kurama.
Usui Sensei, un giovane maestro di arti marziali
Il giovane Mikao studiò il kiko (chi gong) a un livello avanzato.
All’età di 12 anni, Usui iniziò il suo addestramento nelle arti marziali Yagyu Ryu, la scherma dei samurai, nella quale in seguito raggiunse il massimo livello di maestria e fu molto rispettato nella comunità delle arti marziali per i suoi 20 anni e oltre.
Sposò Sadako, dalla quale ebbe un figlio nel 1907 e una figlia.
Sviluppo della carriera professionale di Usui
In un paese in cui prevale il conformismo, Usui Sensei era considerato un uomo insolito. Si potrebbe dire “eccentrico”. Di conseguenza, ha svolto una vasta gamma di professioni piuttosto insolite che corrispondevano al suo background: funzionario pubblico, impiegato, industriale, reporter, segretario di un politico, missionario e supervisore di detenuti.
Usui era il segretario privato di Shimpei Goto, che era Segretario delle Ferrovie, Direttore Generale delle Poste e Segretario degli Interni e dello Stato. “Sembra che i suoi doveri non fossero chiari, poiché si riteneva che il suo ruolo di segretario di un politico potesse essere preso come un titolo di prestigio per ‘guardia del corpo’! In ogni caso, fu durante il suo periodo nel servizio diplomatico che potrebbe aver avuto l’opportunità di viaggiare in altri paesi. Usui viaggiò in Cina, America ed Europa diverse volte per imparare e studiare i costumi occidentali, e questa pratica fu incoraggiata nell’era Meiji.
Per un certo periodo Usui divenne un monaco buddista Tendai o “Zaike” in giapponese: un sacerdote che possedeva una casa e non viveva nel tempio.
Usui, un uomo di conoscenza
Usui aveva una vasta gamma di interessi e ampliava incessantemente le sue conoscenze. Sembra che studiasse voracemente. Il suo memoriale afferma che era uno studente laborioso e talentuoso, gli piaceva leggere e la sua conoscenza di medicina, psicologia, divinazione e teologia delle religioni di tutto il mondo, inclusa la Kyoten (Bibbia buddista) era vasta.
Studiò in una grande biblioteca universitaria a Kyoto, dove erano conservati testi sacri da tutto il mondo. Era un medico qualificato e studiò medicina tradizionale cinese e medicina occidentale. I suoi studi comprendevano anche numerologia, astrologia, sviluppo psichico e chiaroveggente.
Usui come cercatore della verità e della spiritualità
Negli anni 1890, il dott. Usui divenne buddista Shingon nel 1922, intraprese anche un addestramento buddista Zen per circa tre anni. All’epoca esistevano molti gruppi spiritualisti/guaritori e uno di questi, frequentato da Usui, era il ‘Rei Jyutsu Kai’. Oggi questa organizzazione è composta dai monaci e dalle monache più spirituali del Giappone, sensitivi e chiaroveggenti.
Usui Sensei era associato a molte persone dai più alti valori spirituali. Alcune erano personaggi famosi in Giappone, ad esempio Morihei Ueshiba (fondatore dell’Aikido), Onasiburo Deguchi (fondatore della religione Omoto) e Toshihiro Eguchi (che fondò la sua religione).
Anshin Rytsu Mei – Lo scopo della vita
“Secondo Hiroshi Doi, membro della Usui’s Reiki Association in Giappone, Mikao Usui si chiese quale fosse lo scopo ultimo della vita e si mise a cercare di scoprirlo. Dopo un po’ di tempo, finalmente sperimentò un’illuminazione: lo scopo ultimo della vita era ‘Anshin Rytsu Mei’, lo stato della tua mente in totale pace, sapendo cosa fare della tua vita, senza essere disturbato da nulla.
Per raggiungere questo obiettivo Usui fece ricerche ancora più approfondite per tre anni. Infine, si rivolse a un maestro Zen per un consiglio su come raggiungere questo scopo di vita. Il maestro rispose “Se vuoi saperlo; muori!” Usui-sensei perse la speranza e pensò, “La mia vita è finita”. Quindi andò al monte Kurama e decise di digiunare fino alla morte.
Usui stava cercando un modo per conoscere lo scopo della propria vita e per essere contento, e nonostante tutte le sue ricerche esaustive, non riuscì a trovare un modo per raggiungere questo stato. Il consiglio del monaco lo spinse ad andare sul monte Kurama e a svolgere una meditazione e un digiuno di 21 giorni chiamati “Il pentimento del loto”, che deriva dal Buddhismo Tendai. Eseguì la meditazione e, secondo la sua pietra commemorativa, sperimentò un’illuminazione o “satori” che portò allo sviluppo del Reiki. Fece questa meditazione cinque volte durante la sua vita.
Il sistema Usui di guarigione naturale nel contesto della storia giapponese
Nel 1868 (quando Usui aveva 3 anni) ci fu il ripristino del governo da parte dell’imperatore, la Restaurazione Meiji. Mutsuhito regnò fino al 1912 e scelse un nuovo titolo di regno, Meiji, che significa Governo illuminato , per segnare un nuovo inizio nella storia giapponese.
Il Giappone ha attraversato una fase di rapida industrializzazione, competendo con l’Occidente su un piano di parità in un periodo relativamente breve di 30-40 anni. Questo rapido cambiamento ha creato un clima di “voler mantenere la cultura tradizionale”. Il popolo giapponese voleva mantenere le antiche tradizioni, abbracciando il nuovo, e questo è ciò che Usui ha fatto quando ha fondato il Reiki. Il Reiki è stato uno dei tanti nuovi sistemi spirituali e tecniche di guarigione in fase di sviluppo.
Te-Ate, Johrei e Mahikari
“È interessante notare che una definizione della parola ‘Reiki’ è ‘un sistema che è venuto all’esistenza attraverso un momento di illuminazione’. In origine, Usui si riferiva al suo sistema come ‘Te-ate’ (pronunciato ‘tee-ah-tay’), che significa ‘guarigione con le mani’ o ‘applicazione con le mani’. Secondo l’autore giapponese Michio Kushi, Te-ate è una forma tradizionale giapponese di guarigione che è stata praticata per secoli.
Menziona che George Ohsawa, il fondatore della macrobiotica moderna, insegnò questa guarigione con le palme in tutto il Giappone, negli Stati Uniti e in Europa. Kushi si riferiva al Reiki come una delle forme moderne di quest’arte emerse in Giappone, e menzionava anche Johrei (Purificazione dello Spirito) e Mahikari (Vera Luce) come sviluppi più recenti.
Reiki come terapia energetica
“Il Reiki è una tecnica o un metodo che si basa saldamente sui principi esoterici che erano rappresentati in Giappone nella prima parte del secolo scorso. Usui ha riunito, in un modo unico, i principi della medicina tradizionale cinese, tecniche di trasferimento energetico come il Chi Kung (nella sua forma giapponese di kiko), il Buddhismo Tendai in termini di esercizi energetici, potenziamenti e insegnamenti spirituali, e lo Shintoismo in termini di tecniche utilizzate per controllare le energie. “
L’origine dei simboli Reiki
“I simboli che vennero usati più avanti nella storia del Reiki hanno anch’essi le loro radici nel Buddhismo Tendai e nello Shintoismo. Ciò è stato fatto in un modo che consente a chiunque di essere connesso in modo permanente a una fonte di energia curativa, e di essere in grado di canalizzarla senza dover sottoporsi a molti anni di pratica, e possono imparare a trasmettere questa capacità ad altre persone in modo molto semplice.”
Reiki per la crescita personale
“Sebbene il Reiki sia generalmente promosso in Occidente come un sistema di guarigione, il suo scopo originale era la crescita personale e spirituale che si sarebbe sperimentata attraverso il sistema: conoscere il vero scopo della propria vita ed essere contenti, guarire se stessi e trovare il proprio percorso spirituale e, infine, raggiungere il satori.
Il monte Kurama, dove Usui sperimentò il suo sartori, è una montagna sacra. Si trova vicino a Kyoto, l’ex capitale del Giappone, un luogo descritto come “il cuore spirituale del Giappone”, un luogo con mille templi che rappresentano un’intera gamma di divinità. Il monte Kurama è importante anche dal punto di vista delle arti marziali, essendo il luogo in cui si dice che gli spiriti della montagna abbiano dato i segreti del combattimento ai samurai.
Trasmettere la stirpe del Reiki
“Usui addestrò 17 persone al livello Shinpiden, o maestro. C’erano 5 monache buddiste, 3 ufficiali della Marina e altri nove uomini, tra cui Eguchi che si diceva fosse il principale amico e studente di Usui. Eguchi in seguito formò la sua religione chiamata Tenohira-Ryouchi-Kenyuka.
Gli ufficiali della marina erano Jusaburo Gyuda/Ushida, Ichi Taketomi e Chujiro Hayashi , e formarono la Usui Reiki Ryoho Gakkai . “
Jusaburo Ushida (牛田従三郎):
Era un contrammiraglio della Marina imperiale giapponese.
Fu il secondo presidente dell’Usui Reiki Ryoho Gakkai, la società originale di Reiki fondata da Mikao Usui.
Ichi Taketomi (武富一):
Anch’egli contrammiraglio della Marina imperiale giapponese.
Succedette a Ushida come terzo presidente dell’Usui Reiki Ryoho Gakkai.
Chujiro Hayashi (林忠次郎):
Era un capitano della Marina imperiale giapponese.
Fu uno degli studenti di Mikao Usui e svolse un ruolo cruciale nella diffusione del Reiki.
Si distaccò dall’Usui Reiki Ryoho Gakkai per fondare la sua organizzazione, la Hayashi Reiki Kenkyukai.
Fu il maestro di Hawayo Takata, che portò il Reiki in Occidente.
In sintesi, questi tre ufficiali della Marina giapponese ebbero un ruolo significativo nella storia del Reiki, sia nella sua forma originale che nella sua diffusione successiva. Hayashi, in particolare, è considerato una figura chiave per aver reso il Reiki accessibile al mondo occidentale.
“Siediti con gli occhi chiusi e le mani davanti al petto.
Concentrare tutta l’attenzione sul punto in cui le due dita medie toccano.
Cerca di dimenticare tutto il resto…. ”
Frank A. Petter
‘‘Il segreto di ogni disciplina è la pratica” Francesco Dal Pino
Il 靈氣 Rei Ki è una disciplina che si colloca nel piano “del sentire, del percepire” atmosfere, campi bioenergetici , luoghi, esseri viventi.
靈氣 disciplina e pratica per accedere a stati di quiete per essere più centrati Per favorire rilassamento profondo Per percepire il qi ki 氣 Per sentire le atmosfere d’interiorità Stimolare “visione interna” Per entrare nel Non ordinario
La maggior parte di individui che sperimentano direttamente, provano un piacevole grado di rilassamento profondo, altri entrano in stati profondi non ordinari, un silenzio insolito e non descrivibile, non pochi giovano di un miglioramento dello proprio stato di equilibrio psicofisico. Riuscire a descrivere un’esperienza di profondità interiore o di insight è cosa assai ardua, si entra nel dominiodell’ineffabile e del non verbale, non si può definire con concetti o con parole, non si può esprimere adeguatamente…
E’ un esperienza intima e assolutamente individuale.
La maggior parte di coloro che provano l’attivazione o iniziazione, sperimentano stati gradevoli e profondi di quiete, accompagnate da una maggior sensibilità e percezione, per alcuni è un esperienza molto profonda dai risvolti assai soggettivi. La scuola Dojo Ruanutilizza il termine Attivazione, intesa come attivazione di campo/dominio del sentire, percepire in modo più intenso, tramite un rito/procedura svolto dal Reiki Master.
Il 氣 KI QI Prana प्राण Pneuma πνεύμα o energia si manifesta in noi, tuttavia, solo nella pratica continuativa e costante del sentire, si percepisce uno stato un’atmosfera profonda.
A livello concettuale si possono fare dei distinguo tra energia e pura Informazione relativa all’interpretazione del termine REI 靈 Rei/Ling (atmosfera, Non Manifesto, implicito, Spirito) e alcune teorie (origine animistico sciamnica, origine buddista ) ma si tratta di ipotesi la pratica è l’unica fonte di esperienza.
Nello Shangshu 尚書 (Venerabili documenti, testo noto anche come Shujing 書經, Classico dei Documenti), il Cielo, o “Firmamento” (Tian 天), e la Terra (Di 地) sono definiti padre e madre dei Diecimila esseri (wanwu萬物), tra i quali l’uomo si distingue poiché dotato di una natura spirituale e numinosa (ling 靈, Shangshu 27/23/13).
Nella storia dell’umanità in molti luoghi ed epoche si è praticato l’utilizzo di apporre le mani e di interagire con le energie vitali, forse nell’intento di prendersi cura di sé stessi ed altri mossi dall’empatia e dalla compassione.
Stele in onore di Mikao Usui
先生 Sensei Mikao Usui fu il fondatore del disciplina REIKI attigendo alla cultura giapponese che oltre ad avere caratteristiche autoctone (vedi 神道 Shinto) è sempre stata caratterizzata da un atteggiamento sincretistico ed ecclettico (Dàojiào 道教, gli insegnamenti del Tao, DharmaVinaya , 法律 fǎlǜ, Buddismo, 密教 Mikkyō sue varianti esoteriche, Zen 禅)
Nonostante esistano numerose scuole reiki e innumerevoli varianti è innegabile il suo radicamento nella cultura dell’estremo oriente , significativo ne è l’utilizzo di ideogrammi per definire il simbolismo. Uno stralcio di esempio, di un fenomeno alquanto più complesso: Sul simbolo Hon Sha Ze Sho Nen
SHO NEN (giapponese) 正念 Zheng Nien (in cinese) Retta presenza mentale è il settimo raggio del “Nobile ottuplice sentiero” Si dice che Buddha Shakyamuni trasmise, nel suo primo sermone, l’insegnamento della dottrina del “Nobile ottuplice sentiero” intendendo offrire ai suoi discepoli il percorso di liberazione dall’ ignoranza.
Come attestato anche da Frank A. Petter, ricercatore che ha vissuto lungamente in Giappone per studiare la disciplina, la pratica include toccare con appoggio delle mani, massaggiare, picchiettare, accarezzare, soffiare, osservare con intensità, trasmettere tramite mudra, meditare, respirare Reiji…
La sala d’addestramento DOJO RUAN BOXING è il luogo ideale per gli appassionati della Nobile Arte, e non solo, situato in un caratteristico edificio vecchia Milano , nella zona universitaria di città studi, è un luogo ideale di ritrovo per gli studenti universitari e non solo, appassionati di rudimenti pugilistici , di tecniche di difesa personale, di preparazione fisica e psicofisica o per chi desideri avvicinarsi alle discipline di rilassamento profondo e rigenerazione: Qi gong 氣功 ,靈氣 REIKI , TRE, Martialia Fluens Motus
per praticare le discipline di combattimentoe sport da ring…
per chi desideri avvicinarsi a queste affascinati discipline solo per assaporarne l’intensa preparazione..
per chi è già un appassionato e desideri affinare le proprie tecniche in un ambiente in cui viene curato ogni dettaglio nella preparazione con professionalità e passione..
l’opportunità di allenarsi ad ogni ora:
Un eccezionale occasione per utilizzare l’allenamento per indurre un miglioramento psicofisico ottimalema anche per facilitare la focalizzazione sugli obbiettivi della giornata…
Nel flusso del divenire solo la diretta esperienzapraticando, genera un silenzio non ordinario
profondo e quieto
da cui emerge la percezione dei simboli
Nello Shangshu 尚書 (Venerabili documenti, testo noto anche come Shujing 書經, Classico dei Documenti), il Cielo, o “Firmamento” (Tian 天), e la Terra (Di 地) sono definiti padre e madre dei Diecimila esseri (wanwu萬物), tra i quali l’uomo si distingue poiché dotato di una natura spirituale e numinosa (ling 靈, Shangshu 27/23/13).