天狗 TENGU

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天狗(日语:天狗てんぐ Tengu)是日本傳說中的一種生物,民間信仰常認為是妖怪。中國的《山海經》記載了中國式天狗,並描述牠是像狐狸般的動物。但現時在日本一般說法認為,天狗有高高的紅鼻子與紅臉,手持團扇、羽扇或寶槌,身材高大、穿着修驗僧服或昔時武將的盔甲,背後長着雙翼。通常居住在深山之中,具有令人難以想像的怪力和神通,腰際懸著武士刀,穿著日式傳統高腳木屐,隨身帶着蓑衣以便隨時把自己隱藏起來,也具有不可一世的傲慢姿態。

Tengu: Un Demone delle Montagne Giapponesi

Il Tengu è una creatura leggendaria giapponese, spesso considerata un yōkai (妖怪), ovvero un demone o spirito presente nel folclore giapponese. Sebbene la mitologia cinese, nello specifico il Shan Hai Jing, descriva un essere chiamato anch’esso Tengu, raffigurato come una sorta di volpe, la concezione giapponese di questa figura è ben distinta.

Nell’immaginario collettivo giapponese, il Tengu è solitamente rappresentato come un essere di statura imponente, con un naso rosso allungato e un viso altrettanto rubicondo. Indossato un abito simile a quello di un monaco shugendō (修験道) o un’armatura da samurai, il Tengu è spesso raffigurato con un ventaglio, una piuma o un martello magico in mano.

Queste creature sono abitualmente descritte come abitanti delle montagne più remote, dotate di poteri soprannaturali e una forza straordinaria. Armati di katana (katana), calzano tradizionali geta (zoccoli di legno) e portano con sé un’impermeabile di paglia (蓑), che usano per rendersi invisibili. Il loro carattere è spesso descritto come arrogante e superbo.

In sintesi, il Tengu è una figura complessa e affascinante del folklore giapponese, un mix di divinità shintoista, demone buddhista e spirito della natura. La sua immagine è cambiata nel corso dei secoli, ma è sempre rimasta legata alle montagne, alla magia e all’immaginario popolare.

Note sulla traduzione:

  • Yōkai: Ho tradotto questo termine con “demone” o “spirito”, cercando di rendere l’idea di una creatura sovrannaturale presente nel folklore giapponese.
  • Shugendō: Ho mantenuto il termine originale, in quanto si riferisce a una particolare setta ascetica del buddhismo giapponese, strettamente legata all’immaginario del Tengu.
  • Katana: Ho mantenuto il termine giapponese, in quanto è la spada più famosa del Giappone e parte integrante dell’immagine del samurai.
  • Geta: Anche in questo caso ho mantenuto il termine originale, in quanto si tratta di un tipo di calzatura tradizionale giapponese molto caratteristico.
  • 蓑: Ho tradotto “蓑” con “impermeabile di paglia”, per rendere l’idea di un capo di abbigliamento rustico e funzionale, spesso associato a figure leggendarie.

CONFER Enciclopedia simboli

Shanhaijing山海經 “Classico delle montagne e dei mari” è una sorta di geografia antica della Cina. La versione moderna ha 18 “rotoli” juan e si compone di quattro parti che descrivono “montagne” ( Shanjing山經), “mari” ( Haijing海經), “la grande regione selvaggia” ( Dahuangjing大荒經) e la Cina stessa ( Haineijing海內經). Un’altra disposizione divide il libro in due parti, lo Shanjing山經 o Wucang shanjing五藏山經 che consiste di cinque capitoli geografici, e l’ Haijing海經 che consiste delle parti Haiwaijing海外經, Haineijing海內經 (quattro capitoli ciascuna) e Dahuangjing大荒經 (cinque capitoli). La paternità è tradizionalmente attribuita all’imperatore Yu禹, il fondatore mitologico della dinastia Xia夏 (XVII-XV secolo a.C.), o a Bo Yi伯益, uno dei suoi ministri, o si dice che sia una tabella dei calderoni ding鼎 Yu il Grande eretto nelle province della Cina. Gli studiosi moderni ritengono che il libro sia stato compilato durante il tardo periodo degli Stati Combattenti戰國 (V secolo – 221 a.C.) e Han漢 (206 a.C.-220 d.C.) e sia il prodotto di un lungo periodo di compilazione.
Le prime due parti del libro possono essere viste come scritti taoisti . La prima parte tratta delle montagne e della loro natura e carattere, piante, animali e minerali, tutte caratteristiche rilevanti per la prestazione ideale degli sciamani taoisti che vi lavorano. fu probabilmente compilato durante il IV e il III secolo a.C. La seconda parte riguarda i paesi stranieri e i loro abitanti e contiene molte storie mitologiche e racconti su persone e animali strani. Fu probabilmente scritta durante la fine del III o il II secolo a.C. Le ultime due parti erano originariamente supplementi compilati dall’ex Periodo Han漢 (206 a.C.-8 d.C.) studiosi Liu Xiang劉向 o Liu Xin劉歆. Solo quando Guo Pu郭璞 iniziò a compilare il suo commentario durante il IV secolo, i supplementi furono trattati come parti appropriate del classico.

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Milano pugilare è un’Arte

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Praticare la boxe è un’arte, se si trova il luogo adatto con i trainer qualificati… Il Dojo Ruan boxing è uno di questi luoghi, dove tra un mix d’arti d’oriente e discipline d’occidente in una caratteristica struttura vecchia milano si pratica con grande passione la nobile arte, in un’atmosfera di sapore agonistico per tutti…

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La via del Dharmachakra धर्मचक्र la via del Tamburo e le arti di combattimento

Le sintesi e le comparazioni sono sempre ardue quando non impossibili , molteplici sono i rivoli di distinguo necessari tra diverse visioni ,Weltanschauung , sia a livello di sistemi di credenze filosofiche, pratiche , nonchè di periodi e contesti storici.
Qualcosa origina e accomuna queste diverse vie:

LA PRESENZA MENTALE 

Sia i seguaci del Buddha sia i seguaci dello sciamanismo che i praticanti di arti di combattimento non possono prescindere dalla presenza mentale

Nel buddismo la  Retta presenza mentale in pali Sammā sati सति  sanscrito smrti स्मृति  正念 Zhèngniàn  (cinese) Shōnen (giapponese) consapevolezza, attenzione, attenzione sollecita, presenza mentale, è una qualità dell’essere coltivabile attraverso la meditazione, la samma sati retta consapevolezza è una delle vie del Nobile Ottuplice Sentiero, l’ultima delle Quattro Nobili Verità.

In tal senso vi è un chiaro riferimento ai guerrieri d’oriente dai bushi (武士), ai combattenti Thai boxing…

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Lo sciamanismo come sostiene Eliade  è una delle tecniche primordiali dell’estasi in cui il praticante mantiene il controllo e la lucidità dell’esperienza che compie.

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Nelle arti di combattimento la presenza mentale è un elemento necessario e indispensabile per non essere preda di stress, panico, paura e poter esprimere lucidamente le proprie azioni combattive.

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Storicamente le arti marziali e le arti di combattimento come nello sciamanismo hanno ricercato l’identificazione nella forza degli animali e nel mana dei propri antenati.

Immersione nel profondo silenzio ingresso di spazi sconosciuti

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La pratica è la via ma la curiosità, la disponibilità ad andare oltre il conosciuto, l’ordinario, la zona confort, è la chiave per accedere a stati non consueti avvolti dal silenzio, a tratti profondo, che risvegliano emozioni e percezioni ….

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La profonda accudente, avvolgente atmosfera di pace suscitata dal 靈氣 Rei Ki
e  l’estatica ed l’ipnotica forza trascinante del ritmo del tamburo sciamanico

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Resilienza

Forse derivante dal latino resalio,  l’azione di risalire da una barca che si è capovolta a causa delle forze tempestose del mare. In metallurgia designa la capacità di un metallo di resistere alle forze. Resilienza  indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità. In questo video l’atleta davide Passaretti Dojo Ruan Boxing nonostante abbia la mano destra con principio di frattura accetta e disputa un match.

 

Mindfulness nuovo termine antica sapienza

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Il carattere cinese per “ascoltare” è costituito da una combinazione di caratteri  per la completa attenzione ( “tutti gli occhi”), le orecchie e il cuore.

Retta presenza mentale in pali Sammā sati सति  sanscrito smrti स्मृति  正念 Zhèngniàn  (cinese) Shōnen (giapponese) consapevolezza, attenzione, attenzione sollecita, presenza mentale, qualità dell’essere coltivabili  attraverso la meditazione. Nella tradizione buddhista samma sati retta consapevolezza è una delle vie del Nobile Ottuplice Sentiero, l’ultima delle Quattro Nobili Verità. Durante gli  anni 70 negli Stati Uniti il medico Kabat-Zinn, ispirandosi al concetto di Mindfulness derivante dagli insegnamenti del Buddismo (Vipassanā), dello Zen, e dalle pratiche di meditazione Yoga elaborò un metodo che ebbe seguito anche in ambito medico e psicoterapeutico.


Mindfulness è quindi una modalità di prestare attenzione, momento per momento, , in modo intenzionale e non giudicante, al fine di risolvere (o prevenire) la sofferenza interiore e raggiungere un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza
Mindfulness significa ,  un modo per coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento, al qui e ora, hic et nunc.

Non si può che apprezzare tutto ciò che facilita processi di conoscenza e di consapevolezza rammentando che molte sono le vie e le tecniche ma le radici sono antiche e non sempre reciderne il contatto giova fino nel ( pro)fondo

la nostra visione Meditazione 

Qi Gong   Reiki 

 

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