Onora la Tenebra rispetta le Radici

Onora la tenebra rispetta le radici affonda nella Terra ferrosa ma torna alla Luce guerriero respirando le stelle… con tutto il tuo Cuore…. Nella tempesta….tra le fitte nebbie, nel crepaccio, dove ogni cosa appare dolorosamente inevitabile, densamente univoca…. la trama si nasconde, aggrovigliandosi e dell’arazzo si vedono solo fili contorti si sentono solo tempie pulsanti…. รจ la terra, che nutre, ma toglie il respiro ….. l’Aria รจ piรน in alto, lo Spazio Altrove…. stai quieta anima stai nella mischia e fai ciรฒ che puoi… il resto รจ fragore di Marte non il Cosmo

IL VIAGGIO SCIAMANICO dellโ€™ANIMA con SELENE CALLONI WILLIAMS

Intervista con Selene Calloni Williams, ‘https://linktr.ee/symposium.podcast, dove l’autrice e studiosa condivide la sua profonda esperienza con lo sciamanesimo, lo yoga sciamanico e il buddismo Teravada, pratiche che ha abbracciato dopo aver affrontato una grave ”depressione” seguita alla morte del padre. L’intervista si concentra sui due pilastri comuni a tutte le tradizioni sapienziali: il riassorbimento del reale (ritiro delle proiezioni o realizzazione dello stato di sogno) e il matrimonio mistico (unione dell’umano e del divino).
Selene spiega anche la sua visione della psicologia immaginale e l’importanza del coraggio e dell’esperienza per vivere una vita autentica, citando il concetto di malattia sciamanica come risorsa e descrivendo il digiuno immaginale come strumento per il viaggio interiore.
L’intervista si chiude con una discussione sul Diamon come guida spirituale e l’importanza del tamburo nello sciamanesimo.

Sammasati (Pali: sammฤsati) รจ il 7ยบ fattore del Nobile Ottuplice Sentiero (Ariya Aแนญแนญhaแน…gika Magga) nel Buddhismo Theravฤda.Significato:

  • Letterale: “Retta consapevolezza” o “consapevolezza completa/perfezionata”
  • Parole radice:
    • Sammฤ = retto, appropriato, completo
    • Sati = consapevolezza, attenzione, ricordo
      sammasati : 
      (saแนƒ + mas + a) afferra; tocca; conosce a fondo; medita su. || sammฤsati (f.) memoria corretta.

Definizione (dal Canone Pali):

โ€œKatamฤ ca, bhikkhave, sammฤsati? Idha, bhikkhave, bhikkhu kฤye kฤyฤnupassฤซ viharati ฤtฤpฤซ sampajฤno satimฤ, vineyya loke abhijjhฤdomanassaแนƒ…โ€
(MN 10 โ€“ Satipaแนญแนญhฤna Sutta)

โ€œE cosโ€™รจ, monaci, la retta consapevolezza? Qui, un monaco dimora contemplando il corpo nel corpo, ardente, chiaramente comprendente, consapevole, avendo rimosso bramosia e afflizione riguardo al mondoโ€ฆโ€

Le Quattro Fondamenta della Consapevolezza (Satipaแนญแนญhฤna):

  1. Kฤyฤnupassanฤ โ€“ Consapevolezza del corpo
  2. Vedanฤnupassanฤ โ€“ Consapevolezza delle sensazioni
  3. Cittฤnupassanฤ โ€“ Consapevolezza della mente/coscienza
  4. Dhammฤnupassanฤ โ€“ Consapevolezza degli oggetti mentali/dhamma

Qualitร  chiave della sammasati:

  • ฤ€tฤpฤซ โ€“ ardente/energico
  • Sampajฤno โ€“ chiaramente comprendente
  • Satimฤ โ€“ consapevole
  • Vineyya loke abhijjhฤdomanassaแนƒ โ€“ avendo abbandonato desiderio e avversione verso il mondo

Dottor Ni Haixia ๅ€ชๆตทๅปˆ ้ป„ๅธๅ†…็ป็ฒพ่ฎฒ” Huรกngdรฌ Nรจijฤซng JฤซngjiวŽng “ไบ”่กŒไธŽๆฒป็—…ๆณ•ๅˆ™” (Wว” Xรญng Yว” Zhรฌ Bรฌng FวŽ Zรฉ) “I Cinque Elementi e i Principi (o Leggi) di Trattamento Terapeutico”ย 

Questo testo รจ una trascrizione estesa di una lezione del dottor Ni Haixia che interpreta e spiega concetti fondamentali tratti dal testo classico della medicina tradizionale cinese, l’Huangdi Neijing (Canone Interiore dell’Imperatore Giallo).”้ป„ๅธๅ†…็ป็ฒพ่ฎฒ” Huรกngdรฌ Nรจijฤซng JฤซngjiวŽng
L’esposizione si concentra sull’interconnessione tra l’uomo e la natura, enfatizzando l’importanza dell’equilibrio tra Yin e Yang, non solo all’interno del corpo ma anche in relazione alle stagioni e agli elementi. Il relatore discute ampiamente la teoria dei Cinque Elementi (Wu Xing)
“ไบ”่กŒไธŽๆฒป็—…ๆณ•ๅˆ™” (Wว” Xรญng Yว” Zhรฌ Bรฌng FวŽ Zรฉ) “I Cinque Elementi e i Principi (o Leggi) di Trattamento Terapeutico” e la loro applicazione per comprendere la salute degli organi interni (Zang Fu), la diagnosi, la prevenzione e il trattamento delle malattie attraverso il mantenimento di uno spirito sereno e uno stile di vita moderato, conforme ai cambiamenti climatici.
Viene inoltre offerta un’analisi dettagliata di come la disarmonia tra Yin e Yang si manifesti in diverse patologie, come le sindromi di Freddo (Han) e Calore (Re), e su come le corrette pratiche dietetiche e comportamentali siano essenziali per la longevitร .

Il Dottor Ni Haixia (ๅ€ชๆตทๅปˆ, 1954-2012) รจ stato un rinomato e influente medico e insegnante di Medicina Tradizionale Cinese (MTC), nato a Taiwan e trasferitosi successivamente negli Stati Uniti (Florida).

รˆ considerato da molti suoi seguaci uno dei piรน grandi maestri di MTC del suo tempo, noto soprattutto per la sua profonda conoscenza e applicazione della Medicina Classica Cinese (spesso definita Jing Fang ็ถ“ๆ–น, o “formule classiche”).
Il Dottor Ni Haixia (ๅ€ชๆตทๅปˆ, 1954-2012) รจ stato un rinomato e influente medico e insegnante di Medicina Tradizionale Cinese (MTC), nato a Taiwan e trasferitosi successivamente negli Stati Uniti (Florida).

รˆ considerato da molti suoi seguaci uno dei piรน grandi maestri di MTC del suo tempo, noto soprattutto per la sua profonda conoscenza e applicazione della Medicina Classica Cinese (spesso definita Jing Fang ็ถ“ๆ–น, o “formule classiche”).
il Dottor Ni Haixia (ๅ€ชๆตทๅปˆ) era anche un esperto e insegnante di arti metafisiche classiche cinesi, che includono la divinazione.

Sebbene sia famoso soprattutto per la sua profonda conoscenza della medicina classica (in particolare la scuola Jingfang ็ถ“ๆ–น), Ni Haixia era considerato un maestro nelle “Cinque Arti” (ไบ”่ก“, Wu Shu) della metafisica cinese.

Le sue competenze in questo campo includevano:

  • Divinazione (ๅ ๅœ, Zhanbu): Praticava e insegnava metodi di divinazione, in particolare utilizzando l’I Ching (ๆ˜“็ถ“, il Libro dei Mutamenti).
  • Calcolo del Destino (ๅ‘ฝ็†, Mingli): Era un esperto di Zi Wei Dou Shu (็ดซๅพฎๆ–—ๆ•ธ), una forma complessa di astrologia cinese per l’analisi del destino e della personalitร .
  • Feng Shui (้ขจๆฐด): Insegnava i principi del Feng Shui, l’arte di armonizzare l’ambiente.
  • Fisiognomica (้ข็›ธ, Mianxiang): L’arte di leggere il volto.

Ni Haixia separava i suoi insegnamenti in due categorie principali:

  1. “Ren Ji” (ไบบ็ด€): “La Registrazione Umana”, che copriva i suoi insegnamenti di Medicina Tradizionale Cinese.
  2. “Tian Ji” (ๅคฉ็ด€): “La Registrazione Celeste”, che era il corso dedicato a I Ching, astrologia, Feng Shui, divinazione e altre arti metafisiche.


Il suo approccio

Il Dott. Ni si รจ distinto per il suo integrale ritorno ai testi classici fondamentali della medicina cinese, in particolare:

  • Shang Han Lun (Trattato sulle malattie da freddo)
  • Jin Gui Yao Lue (Prescrizioni essenziali della camera d’oro)

Ha fondato la Hantang TCM Clinic in Florida, dove ha curato pazienti e formato un gruppo di studenti (spesso chiamati “discepoli”).

Era noto per le sue diagnosi precise, basate sui principi classici, e per la sua abilitร  nell’uso della fitoterapia (erbe cinesi) e dell’agopuntura.


Ereditร  e Impatto

Sebbene sia deceduto nel 2012, il Dott. Ni Haixia ha lasciato un’ereditร  significativa. Le sue lezioni, i seminari e i casi clinici sono stati ampiamente registrati e continuano ad essere studiati da praticanti e studenti di MTC in tutto il mondo, inclusa l’Italia (spesso tramite traduzioni e sottotitoli).

Era anche una figura controversa, noto per le sue forti critiche alla medicina occidentale (che chiamava “medicina della malattia”) in contrapposizione alla MTC (che considerava una “medicina della salute” focalizzata sulla prevenzione e sul ripristino dell’equilibrio).

1. Cosa sono i “Wu Xing” (Cinque Elementi)?

I Cinque Elementi (o Cinque Fasi o Movimenti) sono:

  • ๆœจ Mรน (Legno)
  • ็ซ Huว’ (Fuoco)
  • ๅœŸ Tว” (Terra)
  • ้‡‘ Jฤซn (Metallo)
  • ๆฐด Shuว (Acqua)

Nella MTC, questi elementi non sono solo sostanze fisiche, ma rappresentano cinque processi dinamici, qualitร  e fasi di un ciclo. Ogni elemento รจ collegato a:

  • Organi e Visceri (Zang-Fu):
    • Legno: Fegato e Vescicola Biliare
    • Fuoco: Cuore, Intestino Tenue (e Pericardio, Triplice Riscaldatore)
    • Terra: Milza e Stomaco
    • Metallo: Polmone e Intestino Crasso
    • Acqua: Rene e Vescica
  • Emozioni: Rabbia (Legno), Gioia (Fuoco), Pensiero/Preoccupazione (Terra), Tristezza (Metallo), Paura (Acqua).
  • Stagioni, Sapori, Colori, Suoni e molte altre corrispondenze.

2. Le “Leggi” (Cicli di Relazione)

I “principi di trattamento” (ๆณ•ๅˆ™, FวŽ Zรฉ) derivano dalle due leggi fondamentali che governano la relazione tra i Cinque Elementi.

A. Ciclo di Generazione (็›ธ็”Ÿ, Xiฤngshฤ“ng) – La Madre e il Figlio

Questo ciclo descrive come un elemento nutre, promuove e dร  vita al successivo. รˆ un rapporto “Madre-Figlio”:

  • Il Legno genera il Fuoco (il legno bruciando crea il fuoco)
  • Il Fuoco genera la Terra (il fuoco crea cenere, che รจ terra)
  • La Terra genera il Metallo (i minerali/metalli si formano nella terra)
  • Il Metallo genera l’Acqua (il metallo puรฒ liquefarsi; o la condensazione si forma sul metallo)
  • L’Acqua genera il Legno (l’acqua nutre gli alberi)

B. Ciclo di Controllo (็›ธๅ…‹, Xiฤngkรจ) – Il Nonno e il Nipote

Questo ciclo descrive come un elemento controlla, inibisce e bilancia un altro, impedendogli di diventare eccessivo. รˆ un rapporto “Nonno-Nipote”:

  • Il Legno controlla la Terra (le radici dell’albero trattengono il terreno)
  • La Terra controlla l’Acqua (la terra argina l’acqua, la assorbe)
  • L’Acqua controlla il Fuoco (l’acqua spegne il fuoco)
  • Il Fuoco controlla il Metallo (il fuoco fonde il metallo)
  • Il Metallo controlla il Legno (un’ascia di metallo taglia il legno)

3. I Principi di Trattamento Terapeutico (ๆฒป็—…ๆณ•ๅˆ™, Zhรฌ Bรฌng FวŽ Zรฉ)

Quando questo equilibrio si rompe (ad esempio per un eccesso o una carenza), si manifesta la malattia. Il medico usa queste leggi per decidere come intervenire.

Il principio terapeutico piรน famoso basato su questi cicli รจ:

“In caso di Vuoto (Deficienza), tonifica la Madre.” (่™šๅˆ™่กฅๅ…ถๆฏ, Xลซ zรฉ bว” qรญ mว”)

  • Esempio: Se il Fuoco (Cuore) รจ debole (in vuoto), non si agisce direttamente sul Fuoco, ma si va a “tonificare” (rinforzare) la sua Madre, il Legno (Fegato). Rinforzando il Legno, questo produrrร  piรน Fuoco, riportando l’equilibrio.

“In caso di Pieno (Eccesso), disperdi il Figlio.” (ๅฎžๅˆ™ๆณปๅ…ถๅญ, Shรญ zรฉ xiรจ qรญ zi)

  • Esempio: Se il Legno (Fegato) รจ in eccesso (ad esempio, troppa rabbia o calore al Fegato), si agisce “disperdendo” (drenando) il suo Figlio, il Fuoco (Cuore). Drenando il Fuoco, si dร  uno “sfogo” all’eccesso del Legno, che scarica la sua energia nel Figlio.

Altri Principi (basati sul ciclo di Controllo)

Esistono anche principi basati sul ciclo Xiฤngkรจ (controllo) quando lo squilibrio รจ piรน grave:

  • Contro-dominazione (็›ธไพฎ, Xiฤngwว”): Quando un elemento รจ troppo forte e “insulta” o “aggredisce” quello che normalmente lo controllerebbe (es. il Legno [Fegato] diventa cosรฌ forte da “aggredire” il Metallo [Polmone]).
  • Sfruttamento (็›ธไน˜, Xiฤngchรฉng): Quando un elemento controlla eccessivamente l’elemento che dovrebbe controllare (es. il Legno [Fegato] “sfrutta” o “invade” la Terra [Milza/Stomaco], causando problemi digestivi).

In questi casi, la terapia mira a sedare l’elemento aggressore o a rinforzare quello sottomesso per ripristinare il corretto ciclo di controllo.
Come definisce la medicina cinese l’equilibrio tra yin e yang nella salute?

La medicina cinese tradizionale definisce la salute attraverso l’armonia e l’equilibrio dinamico tra lo Yin e lo Yang. L’intero corpus della medicina cinese puรฒ essere semplificato e ricondotto a questi due concetti, e la salute, o il Dao (Via), risiede nella comprensione della loro relazione e connessione.

Fondamenti dell’Equilibrio Yin e Yang nella Salute:

  1. Interdipendenza e Regolazione:
    • L’equilibrio รจ uno stato in cui lo Yin e lo Yang non sono in eccesso nรฉ in difetto, ma si sostengono a vicenda in modo complementare (xiฤng fว” xiฤng chรฉng).
    • Lo Yang non ha capacitร  di restrizione se non รจ sostenuto e trattenuto dallo Yin. Allo stesso modo, lo Yin ha bisogno dello Yang per proteggere l’esterno (gรน biวŽo).
    • Il corpo umano รจ in salute quando i meccanismi di interazione e controllo reciproco (xiฤng kรจ) tra i Cinque Organi (Fegato, Cuore, Milza, Polmoni e Reni) mantengono uno stato di auto-regolazione (zรฌhรฉng).
    • Un principio cruciale per la salute รจ che lo Yang sia forte e ben trattenuto (Yรกng qiรกng dร o mรฌ), in modo che lo Yin non venga consumato o disperso. Quando lo Yin e lo Yang sono in armonia e solidi (Yฤซn pรญng Yรกng mรฌ), lo spirito e l’essenza (Jฤซngshรฉn) possono manifestarsi.
  2. Manifestazione nel Corpo (Forma e Forza):
    • Lo Yin รจ associato alla forma corporea (xรญng), cioรจ ciรฒ che รจ visibile e tangibile (come pelle, vasi sanguigni, colore).
    • Lo Yang รจ associato allo spirito e alla forza (shรฉn, lรฌliร ng), cioรจ ciรฒ che รจ invisibile ma esistente.
    • Un aspetto fondamentale della salute รจ la corretta separazione del “chiaro” e del “torbido”. Il Chiaro Yang (qฤซng yรกng) deve ascendere (verso l’alto e l’esterno), mentre il Torbido Yin (zhuรณ yฤซn) deve discendere (verso il basso e l’interno).
    • Il diaframma (hรฉng gรฉ mรณ) รจ la struttura chiave che demarca questa separazione: il torbido (Yin) dovrebbe arrivare solo fino a questo limite.
    • Nel corpo, gli organi Zร ng (organi di immagazzinamento, come Fegato, Milza, Reni) sono considerati Yin, mentre i Fว” (organi di escrezione e digestione, come Stomaco, Intestino) sono Yang.
  3. Il Mantenimento dell’Equilibrio (Prevenzione):
    • La salute si ottiene seguendo le leggi della natura e i cicli stagionali. Seguendo l’armonia Yin-Yang si vive (shฤ“ng); andando contro, si muore (sว).
    • Nelle stagioni primavera ed estate, bisogna nutrire lo Yang (yวŽng yรกng). Questo significa permettere al sudore di essere rilasciato e ai pori di aprirsi.
    • Nelle stagioni autunno e inverno, bisogna nutrire lo Yin (yวŽng yฤซn). Questo implica evitare il rilascio eccessivo di sudore e conservare l’energia.
    • Per mantenere l’equilibrio interiore, si deve mantenere una mente serena e gioiosa, riducendo al minimo desideri (yรนwร ng) e aviditร .

Conseguenze dello Squilibrio:

Quando l’equilibrio tra Yin e Yang viene rotto, si manifesta la malattia:

  • Se l’equilibrio tra Yin e Yang รจ incrinato (bรนhรฉ), la condizione รจ definita pericolosa.
  • Se lo Yin รจ troppo forte e soverchia lo Yang, o viceversa, la persona si ammala. Se lo Yin non riesce a controllare lo Yang, lo Yang “impazzisce” (nวŽi kuรกng) e non puรฒ essere contenuto.
  • Un eccesso di freddo (hรกn) porta all’accumulo di sostanze torbide (zhuรณ) e all’insorgenza di masse e tumori.
  • Se lo Yin e lo Yang si separano (Yฤซn Yรกng juรฉlรญ), l’essenza e lo spirito sono esausti, e la vita รจ in pericolo.

In sintesi, la salute รจ la condizione di perfetta coordinazione e auto-regolazione in cui lo Yin (forma e interno) e lo Yang (forza e esterno) si sostengono reciprocamente, garantendo che le energie chiare ascendano e le sostanze torbide discendano, il tutto in armonia con i ritmi della natura.

Cos’รจ il concetto di “dao”?
Il concetto di Dao (Via) รจ un elemento fondamentale e onnicomprensivo nella medicina cinese, anche se i testi stessi ammettono la sua complessitร .

Nelle conversazioni tra l’Imperatore Giallo (Huangdi) e Qibo, il Dao viene descritto come un concetto “molto difficile da spiegare” (fฤ“ichรกng bรน hวŽo jiฤ›shรฌ de yฤซgรจ dลngxฤซ).

Nonostante la difficoltร  di definizione, le fonti ne delineano i seguenti aspetti centrali:

  1. Principio Cosmico e Fondamento della Realtร : Il Dao รจ intimamente legato ai principi fondamentali dell’esistenza e della vita. Viene indicato come il luogo della “moralitร  e virtรน” (dร odรฉ suว’zร i).
  2. Relazione tra Yin e Yang: Nella sua accezione piรน pratica e medica, il Dao รจ la comprensione dell’“unione, comprensione e correlazione tra Yin e Yang” (yฤซnyรกng de wรนxรฌng yฤซnyรกng de guฤnliรกn). Poichรฉ l’intera medicina cinese puรฒ essere semplificata e ricondotta ai concetti di Yin e Yang, il Dao rappresenta il principio ordinatore di tale relazione.
  3. Condotta Umana (Giustizia e Rettitudine): Riferito alla condotta individuale di una persona, il Dao รจ manifestato attraverso l’“equitร  e la rettitudine” (gลng zhรฒng mรญn yรฌ).
  4. Chiave della Longevitร : La discussione sul Dao viene introdotta per spiegare come le persone nell’antichitร  potessero vivere fino a cent’anni (bวŽi suรฌ zhฤซ rรฉn) senza decadere precocemente. Coloro che riescono a conoscere e seguire le leggi della Dao (dร ofวŽ) e vivono in armonia con lo Yin e lo Yang, vivono (shฤ“ng), mentre chi va contro questi principi, muore (sว).
  5. Comprensione dei Principi Naturali: Le “Persone Vere” (Zhฤ“nrรฉn), che sono riuscite a ottenere il Dao, sono in grado di comprendere i “principi tra il cielo e la terra” (tiฤndรฌ zhฤซ jiฤn de dร olว) e di afferrare lo Yin e lo Yang.

Quali organi sono Yin?

Secondo i principi della medicina cinese tradizionale (MCT), gli organi classificati come Yin sono gli organi Zร ng.

La classificazione di un organo come Yin o Yang si basa sulla sua funzione: gli organi Fว” (visceri, come lo stomaco e l’intestino) sono considerati Yang perchรฉ sono associati alla digestione, al transito e all’escrezione (xuฤn xiรจ), mentre gli organi Zร ng sono considerati Yin perchรฉ hanno la funzione di immagazzinare l’essenza e lo spirito.

Gli organi principali considerati Yin sono i Cinque Organi Zร ng:

  1. Fegato (Gฤn)
  2. Cuore (Xฤซn)
  3. Milza (Pรญ)
  4. Polmoni (Fรจi)
  5. Reni (Shรจn)

Classificazioni in base alla posizione e alla polaritร 

La divisione Yin/Yang puรฒ essere ulteriormente raffinata in base alla loro posizione fisica nel corpo e alla loro polaritร  specifica (Yin all’interno dello Yin, Yang all’interno dello Yin, ecc.):

  1. Divisione Alto/Basso (Diaframma):
    • In generale, il corpo รจ diviso dal diaframma (hรฉng gรฉ mรณ). La parte inferiore (Fรน, l’addome) รจ Yin.
    • Gli organi Yin che si trovano sotto il diaframma (Milza, Fegato, Reni) sono considerati parte della regione Yin.
  2. Divisione in Sottocategorie Yin/Yang:
    • Organi del Torace (Parte Yang del corpo): Sebbene siano organi Zร ng (Yin), si trovano nel Jiฤo superiore, che รจ considerato la parte Yang del corpo.
      • Il Cuore (Xฤซn) รจ classificato come lo Yang nello Yang (Yรกng zhลng zhฤซ Yรกng).
      • I Polmoni (Fรจi) sono classificati come lo Yin nello Yang (Yรกng zhลng zhฤซ Yฤซn).
    • Organi dell’Addome (Parte Yin del corpo): Questi organi si trovano nella parte inferiore (Fรน), che รจ la regione Yin.
      • I Reni (Shรจn) sono classificati come lo Yin nello Yin (Yฤซn zhลng zhฤซ Yฤซn).
      • La Milza (Pรญ zhร ng) รจ definita come lo Yin Estremo (Utmost Yin) nello Yin (Yฤซn zhลng zhฤซ Zhรฌ Yฤซn).
      • Il Fegato (Gฤn) รจ classificato come lo Yang nello Yin (Yฤซn zhลng zhฤซ Yรกng), poichรฉ possiede un elemento Yang all’interno della regione Yin.

La radice di tutte le cose (wร n wรน zhฤซ bฤ›n) รจ definita dalla medicina cinese tradizionale (MCT) e dal Huangdi Neijing come l’equilibrio e l’interazione dei principi di Yin e Yang.

Questa รจ la risposta piรน fondamentale e onnicomprensiva:

  • Yin e Yang come Radice Cosmica: Lo Yin e lo Yang sono la Via (Dao) del Cielo e della Terra. Sono considerati il fondamento della trasformazione di tutte le cose e i “genitori” dei cambiamenti.
  • Radice della Vita e della Morte: Lo Yin e lo Yang sono descritti come la radice della vita e della morte (shฤ“ng shฤ zhฤซ bฤ›n). Insieme al ciclo delle Quattro Stagioni (sรฌ shรญ), rappresentano l’origine della morte e della vita di tutte le cose.
  • Fondamento Spirituale: Sono anche definiti come la dimora dello spirito e dell’intelligenza (shรฉn mรญng zhฤซ fว”).
  • Principio Universale: La totalitร  della medicina cinese, se semplificata, si riduce ai concetti di Yin e Yang. La comprensione della loro unione, correlazione e connessione (Yฤซnyรกng de wรนxรฌng Yฤซnyรกng de guฤnliรกn) รจ ciรฒ che viene definito il Dao (Via) e la sede della moralitร  e della virtรน (dร odรฉ suว’zร i).

In sintesi, la radice di tutta la realtร  e di ogni trasformazione si trova nella dinamica e nel bilanciamento incessante tra Yin (il principio passivo, la forma, il basso) e Yang (il principio attivo, la forza, l’alto). Seguendo l’armonia tra Yin e Yang si vive (shฤ“ng); andando contro di essi si muore (sว).

Fiori di pesco, danzano nel vento primaverile,Vita fugace, come petali che cadono.

ไธ€็žฌใฎๆ „ใ€ๅ…‰ใ‚Šๆถˆใ‚†ใ€‚ ็„กๅธธใฎๆ•™ใˆ
่Šฑใณใ‚‰่ฝใกใ€ๅทใซๆตใ‚Œใ€
ๆˆ‘ใŒ่บซใ‚‚ใพใŸใ€ๅคขใฎใ”ใจใใ€‚
(่ชญใฟ: Hana no inochi / Momo no hana, harukaze ni mai / Hakanaki inochi, chiru ga gotoku. / Bushi no michi / Katana o tsukae, sakura no shita / Isshun no hanabusa, hikarite kiyu. / Mujล no oshie / Hanabira ochite, kawa ni nagare / Waga mi mo mata, yume no gotoku.)
Vita del fiore
Fiori di pesco, danzano nel vento primaverile,
Vita fugace, come petali che cadono. Via del samurai
Portando la spada, sotto i ciliegi,
Gloria istantanea, che svanisce in luce.

็„กๅˆ€ใฎไพ Muto no Samurai Il Samurai Senza Lama

็„กๅˆ€ใฎไพ
(Muto no Samurai โ€“ Il Samurai Senza Lama)
ๆกœ้ขจใใ‚ˆใไธญใ€
ๅˆ€ใฏๆฒˆใฟ่™š็ฉบใซๆˆใ‚‹ใ€‚
้ญ‚ใฎ้Ÿฟใใ€ๅนปใ‚’ๆ–ฌใ‚‹ใ€‚
ๆญฆๅฃซ้“๏ผšๆฒˆ้ป™ใฎๅ‹ๅˆฉใ€้œŠใฎๆฐธ้ ๅˆ€
Il Samurai Senza Lama Nel fruscio del vento tra i ciliegi, la spada tace, forgiata nel nulla.
Non ferro, ma eco di anima pura: un sussurro che fende l’illusione.
Bushidล insegna: la vittoria รจ silenzio, lo Spirito, lama eterna e invisibile.

Pronuncia (romaji, per recitarla come un ronin):
Sakura-kaze soyogu naka,
Tล wa shizumi kyokลซ ni naru.
Tamashii no hibiki, maboroshi o kiru.
Bushidล: Chinkon no shลri, rei no eien-gatana.

ๆกœ้ขจใใ‚ˆใไธญใ€ (Sakurakaze soyogu naka,) Mentre il vento tra i ciliegi sussurra,

ๅˆ€ใฏๆฒˆใฟ่™š็ฉบใซๆˆใ‚‹ใ€‚ (Katana wa shizumi kokuu ni naru.) La spada sprofonda e diviene vuoto.

้ญ‚ใฎ้Ÿฟใใ€ๅนปใ‚’ๆ–ฌใ‚‹ใ€‚ (Tamashii no hibiki, maboroshi o kiru.) L’eco dell’anima taglia l’illusione.

ๆญฆๅฃซ้“๏ผšๆฒˆ้ป™ใฎๅ‹ๅˆฉใ€้œŠใฎๆฐธ้ ๅˆ€ (Bushidล: Chinmoku no shลri, rei no eientล) Bushido: Vittoria del silenzio, la spada eterna dello spirito.

Sotto la brezza dei ciliegi che sussurra,
la spada affonda e si dissolve nel vuoto.
L’eco dell’anima trafigge l’illusione.
Bushido: la vittoria del silenzio, la spada eterna dello spirito.

็ฒพ็ฅž่ซ–ใจใ—ใฆใฎใ€Œ็„กๅˆ€ใ€

ๅฟƒใซ้ ผใ‚‹ๅ‰ฃ่ก“: ๅˆ€ใจใ„ใ†ใ€Œๅฝขใ€ใซ้ ผใ‚‹ใฎใงใฏใชใใ€ๅฟƒใ€ใคใพใ‚Š็ฒพ็ฅžใ‚’ไปฅใฆ็›ธๆ‰‹ใ‚’ๆ‰“ใกๅ€’ใ™ใ“ใจใ‚’ใ€Œ็„กๅˆ€ใ€ใจใ™ใ‚‹่€ƒ

Il “Senza Spada” (Mutล) come concetto spirituale

  • Scherma basata sullo spirito (cuore): รˆ il concetto secondo cui il “Mutล” non consiste nell’affidarsi alla “forma” (la spada), ma nello sconfiggere l’avversario usando il cuore (kokoro), ovvero lo spirito.
  • Colpire la mente (il cuore) dell’avversario: A differenza di colpire il corpo dell’avversario con la spada, puรฒ anche riferirsi alla tecnica di dominare la mente (cuore) dell’avversario con il proprio spirito (mente).

Stralci del L’uomo indoeuropeo e il Sacro Jean Varenne

L’INDIA E IL SACRO
UNA ANTROPOLOGIA
di
Jean Varenne

L’induismo rimane ancora oggi la religione dominante nel subcontinente indiano. รˆ praticato da oltre l’80% della popolazione della Repubblica Indiana e da due terzi dei 900 milioni di abitanti dei cinque grandi stati dell’Asia meridionale: India, Pakistan, Bangladesh, Nepal e Sri-Lanka (Ceylon).
Il numero dei fedeli (circa 600 milioni) รจ giร  di per sรฉ stesso degno di attenzione, ma ancora piรน notevole รจ la sorprendente continuitร  di una religione perpetuata senza interruzione per almeno 40 secoli. Tale continuitร  รจ paragonabile a quella dell’ebraismo (30 secoli) e del buddhismo (25 secoli) e, su scala minore, del cristianesimo (20 secoli) e dell’Islam (12 secoli).
I CARATTERI FONDAMENTALI DELL’INDUISMO
La cultura indiana, in tutti i suoi aspetti, รจ profondamente segnata da un forte carattere di arcaicitร : il sistema delle caste, per esempio, che regola per intero l’organizzazione della societร , puรฒ essere compreso soltanto facendo riferimento agli iniziamenti di una religione i cui testi sacri (Veda) sono stati composti nel II millennio prima della nostra era. La complessitร  del sistema sociale, infatti, con il suo pluralismo e la sua struttura gerarchica, riflette sul piano umano l’articolazione fondamentale del politeismo induista. Inoltre la molteplicitร  degli dรจi divine raffigurate sulle facciate dei templi dimostra la fedeltร  degli Indรน a una religione che รจ oggi l’unica, insieme allo scintoismo giapponese, che si possa qualificare ยซpaganaยป nel senso attribuito a questo termine dai primi cristiani in relazione alle credenze dei popoli dell’Impero romano prima della conversione di Costantino. (pag.27)


L’India e il sacro. Una antropologia
Si ottiene in questo modo una gradazione costituita da Siva, Visnu, Brahma e infine <davanti> a loro, l’Uno (eka), il supremo (ฤชล›vara), il padre di tutto ciรฒ che esiste (Prajฤpati). Ma i teologi e i filosofi affermano che questo Uno trascende i mondi, sia divini che umani o naturali: non soltanto รจ l’Uno rispetto ai molti, ma soprattutto รจ l’unitร  contrapposta alla molteplicitร . In altri termini, se gli dรจi, in quanto viventi (kแนฃit Immortali>), hanno caratteristiche essenziali (insieme le tre divinitร  maggiori costituiscono la <triplice forma>, in sanscrito Tri-mลซrti) e in particolare caratteristiche sessuali (sono divinitร  maschili o femminili), l’Uno, per parte sua, non puรฒ che essere <neutro>. In modo analogo i filosofi dell’antica Grecia contrapponevano l’Uno (to on) agli dรจi (hoi theoi).
(แผ•ฮฝ ฯ„แฝธ ฯ€แพถฮฝ  “uno รจ il Tutto” e rafforza il concetto di totalitร  e ciclicitร  dell’esistenza)
Per evidenziare questa differenza, il sanscrito usa il sostantivo neutro brรกhman, che contrasta col maschile Brahma (prima persona della Trimลซrti) e si riferisce alla prima causa, quella dei brahmani (sanscrito brฤhmaแน‡a).Spesso, per evitare equivoci, i testi usano il pronome dimostrativo neutro tad, <ciรฒ>, che ha il vantaggio di essere del tutto indeterminato. Si dice per esempio: tad ekam, <ciรฒ, l’unico>; oppure tad brahman, <ciรฒ, il brahman>, e cosรฌ il brahman, e cosรฌ via. L’importante รจ che risulti chiaramente la trascendenza di questo principio e il fatto che, proprio a causa di questa trascendenza, esso deve essere senza qualitร , senza attributi di sorta. Il brahman รจ metafisicamente l’essenza (necessariamente unica, priva di forma, inattingibile, rispetto all’essenza, che รจ molteplice, multiforme e polivalente. Il brahman รจ anche l’assoluto contrapposto al relativo: del primo, a rigor di termini, si puรฒ dire soltanto che รจ <in sรฉ>, mentre l’altro si puรฒ definire in certo modo; secondo la varietร  dei suoi aspetti e delle sue funzioni. La visione del mondo, per concludere, รจ del tutto originale: da un lato si pone l’unitร  <incolore> del Principio, dall’altro la natura, polimorfa, polivalente e dinamica.Secondo la regola del <tre piรน uno>, si dice che la natura รจ retta dal gioco di tre qualitร  (guแน‡a) simboleggiate da tre colori (rลซpa, ossia: rosso, rajas e bianco, sattva), che trasponono sul piano cromatico le tre funzioni sociali (del resto in sanscrito il termine varแน‡a puรฒ significare, a seconda del contesto, sia <colore> che <funzione>). Il tamas rappresenta l’aspetto oscuro, pesante e fatidico di una materia difficile da dominare; il rajas la passione, la violenza, lo spirito di conquista e di progresso; il sattva rappresenta infine la serenitร , la giustizia, la coscienza e l’esercizio del culto. Queste tre qualitร , alle quali fanno da patrono le tre divinitร  funzionali, si trovano in perfetto equilibrio soltanto alla comparsa del mondo, durante l’etร  dell’oro, quando regna una perfetta armonia. Ma con il dissolversi di questa armonia (un fenomeno inevitabile, all’inizio della teoria indiana dei tempi ciclici), si manifestano tensioni e conflitti, amplificate e rappresentate nei racconti mitologici. Ciascun essere racchiude in sรฉ questi guแน‡a ed รจ lacerato dalla loro lotta. La psicologia indiana insegna che l’uomo deve fare di tutto per dominare queste forze, affinchรฉ ciascuna svolga il proprio ruolo nel modo e nel verso opportuno. Perfino l’inerzia, la pesantezza, sono necessarie quanto il movimento, la leggerezza, la corsa in avanti; purchรฉ in questa dialettica agisca anche lo spirito di saggezza, rafforzato dai riti, dalla preghiera e dalla meditazione. (pag.75)


Le tre qualitร  corrispondono inoltre a una triplice suddivisione della natura umana, in cui รจ possibile distinguere il corpo (dominio del tamas), lโ€™intelligenza attiva e raziocinante (rajas) e lo spirito contemplativo (sattva). Ma al di sopra dei tre guแน‡a, e rispetto ad essi trascendente, esiste unโ€™anima (ฤtman, traducibile anchecome il sรจ), che consente a tutto lโ€™insieme di strutturarsi e di stabilizzarsi. Lโ€™ฤtman, infatti, รจ il principio della personalitร , esattamente come il brฤhman รจ il principio dellโ€™universo. Per la legge dellโ€™analogia, dโ€™altro canto, ciascuna parte dellโ€™universo produce necessariamente nella propria struttura la forma universale.
Anche lโ€™anima partecipa a questa legge: egli รจ unโ€™immagine dellโ€™universo e viceversa.
Questo rapporto puรฒ essere paragonato a un organismo vivente in forma di essere umano (puruแนฃa).
รˆ cosรฌ come il mondo puรฒ essere simboleggiato da una ruota (cakra) ”dai mille raggi”, che gira eternamente intorno a un asse (il brฤhman), allo stesso modo lโ€™uomo appare un composto instabile, in perpetuo divenire, che si apre come un fiore da un seme (bฤซja) immutabile: lโ€™ฤtman.
Malโ€™assoluto (il brฤhman) deve essere, per definizione, ยซsolitarioยป (kevala), senza secondo (a-dvaita), unico (eka).
Non puรฒ dunque essere concepito come distinto dallโ€™ฤtman: e questo ฤtman (brฤhman), a sua volta, ยซessendo necessariamente unico, e sempre e dappertutto il medesimo.
Per questo lโ€™Induismo evita di parlare dellโ€™anima al plurale: lโ€™ฤtman rimane sempre identico a se stesso, anche se, nella moltitudine degli esseri, si presenta sotto innumerevoli forme.
Le varietร  che distinguono gli individui si pongono soltanto a un livello ยซnaturaleยป.
Le diverse personalitร  si plasmano nel corso della vita e, alla morte, assumono un destino (inferno, reincarnazione, paradiso)che รจ quello di un ‘entitร  talvolta chiamata semplicemente jivatman,, ยซanima viventeยป, ossia ฤtman ยซincarnatoยป.
In altre parole, lโ€™unicitร  dellโ€™ฤtman brฤhman รจ un fatto metafisico, che ci fa comprendere come, e da che cosa, si sviluppano le manifestazioni esistenziali.
Queste ultime, peraltro, sono le uniche realtร  accessibili ai nostri sensi e alla nostra facoltร  di raziocinio. Vedฤ“re (o concepire) il brฤhman non appartiene alle nostre possibilitร : il nostro dominio (gli Indiani dicono il nostro ยซpascoloยป, gochฤra, oppure il nostro campo, kแนฃetra) รจ la natura, polimorfa e dinamica. A questa apparteniamo e in questa lโ€™ฤtman, dentro di noi, deve inserirsi, incarnarsi, farsi vivente (jiva)
รˆ facile comprendere come tutto ciรฒ si traduca in un complesso di regole di condotta intese a rafforzarne la coerenza dellโ€™individuo, a ยซricentrarloยป.
La dialettica delle tre qualitร  (guแน‡a) produce la molteplicitร  della natura, che si manifesta a sua volta nella dispersione psicologica, fonte di inefficacia (per la spinta disordinata degli impulsi) e quindi di sofferenza (sarvam duแธฅkham, dicono i testi: ยซtutto รจ doloreยป) e di angoscia.
Se si riesce invece a prendere coscienza di questa realtร , รจ possibile disciplinare le attivitร  psichiche e privilegiare lโ€™aspetto ยซsattvaยป (il colore bianco della serenitร , della saggezza, e della devozione ) per orientare la propria vita verso ciรฒ che gli Indiani chiamano la ยซrealizzazioneยป dellโ€™ฤtman.
Si tratta di unโ€™etica della contemplazione e dellโ€™inazione, che domina tutta la cultura indiana fin dalla Bhagavad-Gฤซtฤ.
Per lโ€™inazione, comunque, dobbiamo intendere ยซazione disinteressataยป, e non una vera e propria inattivitร , dal momento che in India, come รจ noto, รจ impossibile vivere senza operare, per poco che sia.
La stessa contemplazione( dhyana) รจ un atto che dipende interamente dalla volontร  e che presuppone la virtรน della perseveranza e della tenacia.
I testi fondamentali del Vedฤnta, e soprattutto dello Yoga, insistono sul lavoro interiore necessario a giungere allo stadio finale: il raccoglimento perfetto (samฤdhi), che porta ad una solitudine (kaivalya) spirituale analoga allโ€™unicitร  del brahman/ฤtman.
Non dobbiamo del resto stupirci di questi riferimenti alla necessitร  di un ยซlavoroยป (kriyฤ), se consideriamo che, per il pensiero indiano, nulla si puรฒ ottenere senza il compimento di un atto (karman). Il lavoro artigianale, i combattimenti cavallereschi, le celebrazioni liturgiche, lโ€™ascรจsi (tapas), tutto รจ ยซagireยป, perchรฉ solo lโ€™opera ยซporta fruttiยป. Se lโ€™opera รจ empia, porta ai patimenti infernali; se รจ indifferente, รจ causa della trasmigrazione; se infine รจ santa, fa meritare il paradiso.
In ogni caso essa plasma la personalitร , la trasforma, mentre lโ€™ฤtman rimane impassibile al centro dellโ€™essere, come un testimone.


Shiva, il Signore della Danza

(Shiva Purana, Rudra Samhita, Capitolo sulla Tฤแน‡แธava):
เคจเคŸเคฐเคพเคœเคƒ เคถเคฟเคตเคƒ เคธเคพเค•เฅเคทเคพเคคเฅ เคคเคพเคฃเฅเคกเคตเฅ‡เคจ เคตเคฟเคถเฅเคตเค‚ เคธเฅƒเคœเคคเคฟ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟเฅค
เคกเคฎเคฐเฅ เคจเคพเคฆเคคเคฟ เคตเคฟเคถเฅเคตเคธเฅเคฏ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟ, เคคเคธเฅเคฏ เคจเฅƒเคคเฅเคฏเค‚ เค•เคพเคฒเคธเฅเคฏ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟเฅค
เคœเคŸเคพเคญเฅเคฏเคƒ เคธเฅ‚เคฐเฅเคฏเคšเคจเฅเคฆเฅเคฐเคจเค•เฅเคทเคคเฅเคฐเค‚ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟ, เคญเฅเคœเฅˆเคƒ เคธเค‚เคธเคพเคฐเค‚ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟเฅค
เค•เฅเคฐเฅ‹เคงเฅ‡เคจ เคฎเคพเคฏเคพเค‚ เคธเค‚เคนเคฐเคคเคฟ, เค•เฅƒเคชเคฏเคพ เคฎเฅ‹เค•เฅเคทเค‚ เคฆเคฆเคพเคคเคฟเฅค
เคจเฅƒเคคเฅเคฏเคคเคฟ เคตเคฟเคถเฅเคตเคธเฅเคฏ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟ, เคถเคฟเคต เคคเคพเคฃเฅเคกเคตเค‚ เคตเคฟเคถเฅเคตเคธเฅเคฏ เค†เคงเคพเคฐเคƒเฅค
Traslitterazione (IAST):
Naแนญarฤjaแธฅ ล›ivaแธฅ sฤkแนฃฤt tฤแน‡แธavena viล›vaแนƒ sแน›jati saแนƒnฤdati.
แธŒamaru nฤdati viล›vasya saแนƒnฤdati, tasya nแน›tyaแนƒ kฤlasya saแนƒnฤdati.
Jaแนญฤbhyaแธฅ sลซryacandranakแนฃatraแนƒ saแนƒnฤdati, bhujaiแธฅ saแนƒsฤraแนƒ saแนƒnฤdati.
Krodhena mฤyฤแนƒ saแนƒharati, kแน›payฤ mokแนฃaแนƒ dadฤti.
Nแน›tyati viล›vasya saแนƒnฤdati, ล›iva tฤแน‡แธavaแนƒ viล›vasya ฤdhฤraแธฅ.

“Shiva, il Signore della Danza, danza il Tฤแน‡แธava e crea l’universo con il suo suono.
Il damaru risuona, l’universo vibra, la sua danza รจ il ritmo del tempo.
Dalle sue trecce splendono il sole, la luna e le stelle; con le sue braccia intreccia il ciclo dell’esistenza.
Con la sua furia distrugge l’illusione, con la sua grazia dona la liberazione.
La danza di Shiva รจ il fondamento dell’universo, il ritmo del cosmo.”


Testo originale in sanscrito (Linga Purana, Capitolo sulla Tฤแน‡แธava):
เคจเฅƒเคคเฅเคฏเคคเคฟ เคถเคฟเคตเคƒ เคธเคฐเฅเคตเค‚ เคตเคฟเคถเฅเคตเค‚ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟ เคคเคธเฅเคฏ เคคเคพเคฃเฅเคกเคตเฅ‡เคจเฅค
เคกเคฎเคฐเฅเค•เฅ‹ เคจเคพเคฆเคคเคฟ เคตเคฟเคถเฅเคตเคธเฅเคฏ เคฎเฅ‚เคฒเค‚, เคคเคธเฅเคฏ เคชเคพเคฆเฅŒ เค•เคพเคฒเค‚ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟเฅค
เคœเคŸเคพเคฏเคพเค‚ เค—เค™เฅเค—เคพ เคตเคนเคคเคฟ, เค…เค—เฅเคจเคฟเคƒ เคจเฅ‡เคคเฅเคฐเฅ‡ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟเฅค
เคธเฅƒเคทเฅเคŸเคฟเคƒ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟ, เคธเค‚เคนเคพเคฐเคƒ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟ, เคฎเฅ‹เค•เฅเคทเคƒ เคคเคธเฅเคฏ เค•เฅƒเคชเคฏเคพเฅค
เคจเคŸเคฐเคพเคœเคธเฅเคฏ เคคเคพเคฃเฅเคกเคตเค‚ เคตเคฟเคถเฅเคตเคธเฅเคฏ เค†เคงเคพเคฐเค‚ เคชเคฐเคฎเค‚ เคธเคคเฅเคฏเคฎเฅเฅค
Traslitterazione (IAST):
Nแน›tyati ล›ivaแธฅ sarvaแนƒ viล›vaแนƒ saแนƒnฤdati tasya tฤแน‡แธavena.
แธŒamaruko nฤdati viล›vasya mลซlaแนƒ, tasya pฤdau kฤlaแนƒ saแนƒnฤdati.
Jaแนญฤyฤแนƒ gaแน…gฤ vahati, agniแธฅ netre saแนƒnฤdati.
Sแน›แนฃแนญiแธฅ saแนƒnฤdati, saแนƒhฤraแธฅ saแนƒnฤdati, mokแนฃaแธฅ tasya kแน›payฤ.
Naแนญarฤjasya tฤแน‡แธavaแนƒ viล›vasya ฤdhฤraแนƒ paramaแนƒ satyam.Traduzione in italiano:
“Shiva danza, e l’intero universo vibra al ritmo del suo Tฤแน‡แธava.
Il damaru risuona, il fondamento del cosmo; i suoi piedi scandiscono il tempo.
Dalle sue trecce scorre il Gange, il fuoco brilla nei suoi occhi.
La creazione vibra, la distruzione vibra, la liberazione รจ concessa dalla sua grazia.
La danza di Nataraja, il Signore della Danza, รจ il fondamento supremo dell’universo, la veritร  ultima.”


Note:

  1. Fonte: Questo estratto รจ tratto da una sezione del Linga Purana che descrive la danza cosmica di Shiva, con un’enfasi sul suo ruolo come Nataraja. Il testo esatto puรฒ variare leggermente a seconda delle edizioni del Purana, ma questo passaggio riflette il tono e il simbolismo tipico.
  2. Simbolismo: Nel Linga Purana, la danza di Shiva รจ spesso associata al Linga come simbolo dell’energia cosmica.


Testo Originale (Sanscrito):

เคจเฅƒเคคเฅเคฏเคคเคฟ เคถเคฟเคตเคƒ เคธเคฐเฅเคตเค‚ เคตเคฟเคถเฅเคตเค‚ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟ เคคเคธเฅเคฏ เคคเคพเคฃเฅเคกเคตเฅ‡เคจเฅค

เคกเคฎเคฐเฅเค•เฅ‹ เคจเคพเคฆเคคเคฟ เคตเคฟเคถเฅเคตเคธเฅเคฏ เคฎเฅ‚เคฒเค‚, เคคเคธเฅเคฏ เคชเคพเคฆเฅŒ เค•เคพเคฒเค‚ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟเฅค

เคœเคŸเคพเคฏเคพเค‚ เค—เค™เฅเค—เคพ เคตเคนเคคเคฟ, เค…เค—เฅเคจเคฟเคƒ เคจเฅ‡เคคเฅเคฐเฅ‡ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟเฅค

เคธเฅƒเคทเฅเคŸเคฟเคƒ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟ, เคธเค‚เคนเคพเคฐเคƒ เคธเค‚เคจเคพเคฆเคคเคฟ, เคฎเฅ‹เค•เฅเคทเคƒ เคคเคธเฅเคฏ เค•เฅƒเคชเคฏเคพเฅค

เคจเคŸเคฐเคพเคœเคธเฅเคฏ เคคเคพเคฃเฅเคกเคตเค‚ เคตเคฟเคถเฅเคตเคธเฅเคฏ เค†เคงเคพเคฐเค‚ เคชเคฐเคฎเค‚ เคธเคคเฅเคฏเคฎเฅเฅค


Shiva danza, e l’intero universo risuona con il suo Tandava.

Il suono del Damaru รจ l’origine del cosmo, i suoi piedi segnano il ritmo del tempo.

Dalle sue trecce fluisce il Gange, e il fuoco emana dal suo occhio.

La creazione risuona, la distruzione risuona, e la liberazione giunge per sua grazia.

Il Tandava di Nataraja รจ il fondamento dell’universo, la veritร  suprema.


Questo verso รจ un inno devozionale in lode al Signore Shiva nella sua forma di Nataraja, il danzatore cosmico. Esso racchiude magnificamente i profondi concetti filosofici associati alla sua danza divina, il Tandava.

  • “Shiva danza, e l’intero universo risuona con il suo Tandava.”Questa riga di apertura stabilisce il tema centrale: la danza di Shiva non รจ un semplice atto, ma un evento cosmico. L’universo non รจ uno spettatore passivo, ma un partecipante attivo che vibra in armonia con i suoi movimenti.
  • “Il suono del Damaru รจ l’origine del cosmo, i suoi piedi segnano il ritmo del tempo.”Qui si evidenziano due elementi simbolici chiave di Nataraja. Il suono del suo tamburo, il Damaru, rappresenta il suono primordiale della creazione (Shabda Brahman), da cui รจ emersa tutta l’esistenza. I suoi piedi danzanti non si muovono a caso; battono il ritmo del tempo, governando i cicli di nascita, vita e morte.
  • “Dalle sue trecce fluisce il Gange, e il fuoco emana dal suo occhio.”Questo si riferisce agli attributi iconici di Shiva. Il fiume Gange, intrappolato e controllato tra i suoi capelli, simboleggia la purificazione spirituale e il nettare dell’immortalitร .
    Il fuoco del suo terzo occhio rappresenta la distruzione del male, dell’ignoranza e dell’ego, necessaria per la trasformazione.
  • “La creazione risuona, la distruzione risuona, e la liberazione giunge per sua grazia.”
    Il verso collega le funzioni cosmiche di creazione (Srishti), conservazione (Sthiti) e distruzione (Samhara) direttamente alla sua danza. Oltre a questo ciclo, anche lo scopo ultimo dell’esistenza umana, la liberazione o Moksha, รจ concesso attraverso la sua grazia divina.
  • “Il Tandava di Nataraja รจ il fondamento dell’universo, la veritร  suprema.
    “La riga conclusiva eleva il Tandava da una semplice danza a principio fondamentale e realtร  ultima del cosmo. รˆ l’energia sottostante e la veritร  eterna su cui tutto si fonda.

[เคธเค‚เค—เฅ€เคค]
0:18
เคถเคฟเคต เคถเคฟเคต เคถเค•เฅเคคเคฟ เคจเคพเคฅเคฎ เคธเค‚เคนเคพเคฐ เคถเคฎ
0:25
เคธเฅเคตเคฐเฅ‚เคชเคฎ เคจเคต เคจเคต เคจเคฟเคคเฅเคฏ
0:28
เคจเฅƒเคคเฅเคฏเคฎ เคคเคจ เคคเคจ
0:32
เคจเคฆเคฎ เค˜เคจ เค˜เคจ เค˜เฅ‹เคจเฅ€ เคฎเฅ‡เค˜เคฎ เค˜เคฎ เค˜เฅ‹เคฐเคฎ เค˜เคจ
0:39
เคจเคฟเคจเคพเคฆเคฎ เคญเคœ เคญเคœ เคญเคธเฅเคฎ
0:42
เคฒเฅ‡เคชเคฎ เคญเคœเคพเคฎเคฟ เคญเฅ‚เคค
0:46
เคจเคพเคฅเคฎ เค•เคฒ เค•เคฒ เค•เคพเคฒ เคฐเฅ‚เคชเคฎ เค•เคฒเฅ‹เคฒ เค•เคฎ
0:54
เค•เคฒเคฎ เคกเคฎ เคกเคฎ เคกเคฎ
0:57
เคจเคพเคฆเคฎ เคกเคฎ
1:01
เคจเคพเคฆเคฎ เคธเคฎ เคธเคฎ เคถเค•เฅเคค
1:04
เค—เคต เคธเคฐเฅเคต เคญเฅ‚เคคเคฎ
1:08
เคธเฅเคฐเฅ‡เคถเคฎ เคญเคœ เคญเคœ เคญเคธเฅเคฎ
1:12
เคฒเฅ‡เคชเคฎ เคญเคœเคพเคฎเคฟ เคญเฅ‚เคค
1:15
เคจเคพเคฅเคฎ เคฐเคฎ เคฐเคฎ เคฐเคพเคฎ
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เคญเค•เฅเคคเคฎเคฐ เคฎเฅ‡เคถเคฎ เคฐเคพเคฎ
1:23
เคฐเคพเคฎ เคฎเคฎ เคฎเคฎ เคฎเฅเค•เฅเคค
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เคนเคธเฅเคคเคฎ เคฎเคนเฅ‡เคถ เคฎเคฎ เคฎเคงเฅเคฐเคฎ เคฌเคฎ เคฌเคฎ เคฌเฅเคฐเคนเฅเคฎ เคฐเฅ‚เคชเคฎ
1:34
เคตเคพเคฎ เคถเคฎ เคฌเคฎ
1:37
เคตเคฟเคจเคพเคถ เคญเคœ เคญเคœ เคญเคธเฅเคฎ
1:41
เคฒเฅ‡เคชเคฎ เคญเคœเคพเคฎเคฟ เคญเฅ‚เคค
1:45
เคจเคพเคฅเคฎ เคนเคฐ เคนเคฐ เคนเคฐเคฟ
1:48
เคชเฅเคฐเคฟเคฏเคฎ เคคเฅเคฐเคคเคพ เคชเคฎ เคนเคฎ
1:52
เคธเค‚เคนเคพเคฐ เค–เคฎ เค–เคฎ เค•เคฎเคพ
1:55
เคถเคฒเคฎ เคธเคชเคพ เคชเค‚เคฎ เคญเฅเคฐเคฎเคฃเคฎ เคฆเค• เคฆเค• เคงเฅเคฏเคพเคจ
2:03
เคฎเฅ‚เคฐเฅเคคเคฟ เคธเค—เฅเคฃ เคงเคจ
2:06
เคงเคพเคฐเคฃ เคญเคœ เคญเคœ เคญเคธเฅเคฎ
2:10
เคฒเฅ‡เคชเคฎ เคญเคœเคพเคฎเคฟ เคญเฅ‚เคค
2:14
เคจเคพเคฅเคฎ เคชเคฎ เคชเคฎ เคชเคพเคช
2:17
เคจเคพเคถ เคชเฅเคฐเคœเฅเคตเคฒ เคชเฅเคฐเคฎ
2:21
เคชเฅเคฐเค•เคพเคถเคฎ เค—เคฎ เค—เคฎ เค—เฅเคนเฅเคฏ
2:24
เคคเคคเฅเคตเคฎ เค—เคฟเคฐเฅ€ เคธเค‚เค—เคฎ เค—เคฃเคพ
2:28
เคจเคพเคฎ เคฎเคฆเคฎ เคฆเคพเคจ
2:32
เคนเคธเฅเคคเคฎ
2:34
เคงเฅเคจ
2:36
เคฆเคพเคฐเคฎ เคญเคœ เคญเคœ เคญเคธเฅเคฎ
2:39
เคฒเฅ‡เคชเคฎ เคญเคœเคพเคฎเคฟ เคญเฅ‚เคค
2:43
เคจเคพเคฅเคฎ เค—เคฎ เค—เคฎ เค—เฅ€เคค
2:46
เคจเคพเคฅเคฎ เคฆเฅเคฐเฅเค—เคฎ เค—เค‚เค— เค—เค‚เคคเคตเฅเคฏ
2:51
เคŸเคฎเคŸเคฎ เคฐเฅเค‚เคก เคฎเคพเคฒเคฎ เคŸเค‚ เค•เคพเคฎ เคŸเค‚เค•
2:57
เคจเคพเคฆเคฎ เคญเคฎ เคญเคฎ
3:01
เคญเฅเคฐเคฎเคฃเคฎ เคญเฅˆเคฐเคตเคฎ เค•เฅเคทเฅ‡เคคเฅเคฐ
3:04
เคชเคพเคฒเคฎ เคญเคœ เคญเคœ เคญเคธเฅเคฎ
3:08
เคฒเฅ‡เคชเคฎ เคญเคœเคพเคฎเคฟ เคญเฅ‚เคค
3:14
[เคธเค‚เค—เฅ€เคค]
3:17
เคจเคพเคฅเคฎ เคคเฅเคฐเคฟเคถเฅ‚เคฒเคงเคพเคฐเฅ€
3:22
เคธเค‚เค˜เคฐ
3:24
เค•เคฐเคฐเฅ€ เค—เคฟเคฐเคฟเคœเคพ เคจเคพเคฅเคฎ
3:30
[เคธเค‚เค—เฅ€เคค]
3:32
เคˆเคถเฅเคตเคฐเคฎ เคชเคพเคฐเฅเคตเคคเฅ€ เคชเคคเคฟ
3:35
เคคเฅเคตเคฎ
3:37
เคฎเคพเคฏเคพ
3:39
เคชเคคเคฟ เคถเฅเคญเฅเคฐ
3:42
เคตเคฐเฅเคฃเคฎ
3:46
เคฎเคนเฅ‡เคถเฅเคตเคฐเคฎ
3:50
เค•เฅˆเคฒเคพเคถเคจเคพเคฅ เคธเคคเคฟ
3:53
เคชเฅเคฐเคพเคฃเคจเคพเคฅ เคฎเคนเคพ
3:56
เค•เคพเคฒเคฎ เค•เคพเคฒเฅ‡เคถเฅเคตเคฐ
4:02
เค…เคฐเฅเคง
4:08
เคšเค‚เคฆเฅเคฐเคฎเคฃ เคญเฅ‚เคค
4:12
เคจเคพเคฅเคฎ เคถเคฟเคตเคฎ
4:14
[เคธเค‚เค—เฅ€เคค]
4:15
เคญเคฐเฅ‡
4:19
เคจเฅ€เคฒเค•เค‚เค  เคธเคค
4:23
เคธเฅเคตเคฐเฅ‚เคชเคพเคฏ เคธเคฆเคพ
4:26
เคถเคฟเคตเคพเคฏ เคจเคฎเฅ‹ เคจเคฎเคƒ
4:31
เคฏเค•เฅเคท
4:34
เคฐเฅ‚เคชเคพเคฏ
4:37
เคœเคŸเคพเคงเคฐเคพเคฏ เคจเคพเค—
4:41
เคฆเฅ‡เคตเคพเคฏ
4:42
เคจเคฎเฅ‹
4:44
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7:03
[เคธเค‚เค—เฅ€เคค]
Shiva, Shiva, Signore della Shakti, l’aspetto della distruzione,
Sempre nuovo, danza eterna,Con il suono “tan tan” della danza Tandava,
Come il rombo denso delle nuvole, un suono profondo e terribile,Un rimbombo fragoroso.
Adora, adora colui che รจ cosparso di cenere sacra, adoro il Signore degli esseri (Bhutanatham).Con la forma del tempo che scorre (Kala), che crea onde e increspature.
Con il suono del tamburo (damaru) “dam dam dam”,Il suono “dam”.
Insieme alla consorte Shakti,Signore di tutti gli esseri,
Adora, adora colui che รจ cosparso di cenere sacra, adoro il Signore degli esseri.

Devoto a Rama, Signore di Rameshwaram,

Rama, Rama, con le mani che donano la liberazione, Mahesh (Grande Signore).Dolce, con il suono “bam bam”, la forma di Brahma,Signore di Vama (aspetto sinistro), distruttore.

Adora, adora colui che รจ cosparso di cenere sacra, adoro il Signore degli esseri.

Hara, Hara (un nome di Shiva), caro a Hari (Vishnu), protettore,

Distruttore, la cui dimora รจ il monte Kailash, Che vaga, la cui meditazione รจ profonda,

L’incarnazione delle virtรน. Adora, adora colui che รจ cosparso di cenere sacra, adoro il Signore degli esseri.

Distruttore dei peccati, Luce sfolgorante. Essenza misteriosa, che risiede sulle montagne,

Signore dei Gana (seguaci di Shiva), con la mano che dona,
Che crea un suono vibrante.
Adora, adora colui che รจ cosparso di cenere sacra, adoro il Signore degli esseri.
Signore del canto,
Inaccessibile, con il Gange, meta da raggiungere,
Con una ghirlanda di teschi, e il suono del suo strumento.
Che vaga, Bhairava (aspetto terrifico di Shiva), protettore dei luoghi sacri.
Adora, adora colui che รจ cosparso di cenere sacra, adoro il Signore degli esseri.
Signore, portatore del tridente,

Distruttore,Signore di Girija (Parvati).
Ishvara (Signore Supremo), marito di Parvati,
Signore dell’illusione cosmica (Maya),
Di carnagione candida.
Maheshvara (Grande Signore),
Signore del Kailash, Signore della vita di Sati,
Mahakala (Grande Tempo/Distruttore), Signore del tempo.
Che porta la mezza luna.
Signore degli esseri, Shiva.

Mi arrendo a te.
Dalla gola blu (Nilakantha), incarnazione della veritร ,
Sempre propizio (Sada Shiva),
Mi inchino a te, mi inchino a te.
Colui che ha l’aspetto di uno Yaksha (spirito della natura),
Con i capelli raccolti in trecce, Signore dei serpenti,
Mi inchino a te, mi inchino a te.
Vincitore di Indra,Con tre occhi,
Che sostiene il Gange, mi inchino a te, mi inchino a te.
Che porta la mezza luna.
Signore degli esseri, Shiva.
Mi arrendo a te, per tua grazia,
Il devoto Krishnaadora il Signore degli esseri.
Per tua grazia,il devoto Krishna
ricorda il Signore degli esseri.Per tua grazia, il devoto Krishnvede il Signore degli esseri.Per tua grazia, il devoto Krishna beve [il nettare della devozione] al Signore degli esseri.
Shiva, Shiva, Signore della Shakti, l’aspetto della distruzione,Sempre nuovo, danza eterna,Con il suono “tan tan” della danza Tandava,Come il rombo denso delle nuvole, un suono profondo e terribile,
Un rimbombo fragoroso.
Adora, adora colui che รจ cosparso di cenere sacra, adoro il Signore degli esseri.
Completamente coperto di cenere sacra, adoro il Signore degli esseri.
Adora, adora colui che รจ cosparso di cenere sacra, adoro il Signore degli esseri.
Adora, adora colui che รจ cosparso di cenere sacra…

ๆฏ็„กๅ‡บๅ…ฅ๏ผŒๅ‰‡ๆฏไฝ่€Œๆฐฃๅพ—ๆ‰€้คŠ็Ÿฃ”Quando non c’รจ inspirazione ed espirazione (ๆฏ), allora il respiro si stabilizza e il Qi (ๆฐฃ) ne viene nutrito”.

ๆฏ (xฤซ): Si riferisce al respiro, ma in un contesto meditativo indica spesso un respiro sottile, quasi impercettibile, piuttosto che la respirazione meccanica e grossolana.

็„กๅ‡บๅ…ฅ (wรบ chลซ rรน): Letteralmente “senza uscita nรฉ entrata”. Descrive uno stato avanzato di meditazione in cui il respiro esterno sembra cessare. Non si tratta di apnea, ma di una condizione di profonda quiete in cui lo scambio gassoso avviene a un livello molto piรน sottile.

ๆฏไฝ (xฤซ zhรน): “Il respiro dimora” o “si ferma”. Indica il raggiungimento di uno stato di stabilitร  e quiete del respiro.

ๆฐฃ (qรฌ): รˆ il concetto fondamentale di “energia vitale” o “soffio vitale” che, secondo la filosofia e la medicina cinese, pervade l’universo e anima gli esseri viventi.

ๅพ—ๆ‰€้คŠ (dรฉ suว’ yวŽng): “Ottiene il suo nutrimento” o “viene nutrito”. Significa che l’energia vitale si rafforza, si purifica e si accumula.

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