道場Dōjō termine giapponese che indica il luogo ove si svolgono gli allenamenti alle arti marziali, etimologicamente significa luogo 場(jō) dove si segue la via 道(dō). In origine il termine, ereditato dalla tradizione buddhista cinese, indicava il luogo in cui il Buddha ottenne il risveglio e per estensione i luoghi deputati alla pratica religiosa nei templi buddhisti. Il termine venne poi adottato nel mondo militare e nella pratica del Bujutsu, 武術che durante il periodo Tokugawa fu influenzata dalla tradizione Zen, 禅 a tutt’oggi è una definizione diffuso nell’ambiente delle arti marziali.
In questo spirito, con questa missio operandi, abbiamo generato un luogo nato dalla PASSIONE e determinazione
un luogo ESSENZIALE ring sacchi e sbarre per trazioni, un luogo per scelta spartano nell’intento, dove studiare arti della Tradizione marziale in sintonia con arti di rigenerazione psicofisica e rilassamento profondo DOJO RUAN
Il termine si può intendere come”respiro”, “aria”, “soffio vitale” Nelle diverse epoche e nei diversi sistemi di credenza e approcci filosofici varia l’accezione, anche all’interno di medesime correnti di pensiero. Presso i presocratici con questo termine si intendeva l’anima, principio originario, l’arché ἀρχή, connesso alla vita, impalpabile e invisibile. Per i filosofi stoici στοά ποικίλη (portico dipinto in cui si radunavano ) il termine è assimilato allo spirito (essenza). Il pneuma come spirito appartiene al dio che dà vita alle cose e le guida secondo i suoi voleri. Il pneuma, che è riscaldato dal fuoco, raffreddandosi dà quindi origine all’acqua, e infine all’elemento solido (terra): sono i quattro elementi che compongono l’universo. Nello gnosticismo (γνῶσις conoscenza ) il termine è presente nella tricotomia πνεῦμα, ψυχήe σῶμα, che porta alla distinzione, tra ‘uomo pneumatico’, ‘uomo psichico’ e ‘uomo ilico’ (o ‘materiale’). Nella filosofia negli autori rinascimentali, come Agrippa di Nettesheim, Paracelso, Giordano Bruno che secondo le credenze magiche e le scienze occulte del tempo intendevano il pneuma come strumento di cui si serviva la divinità per influire sulle azioni umane.
La nostra scuola Dojo Ruanutilizza il termine Attivazione, intesa come attivazione di campo/dominio del sentire, percepire in modo più intenso, tramite un rito/procedura svolto dal Reiki Master. Il termine iniziazione, nella sua accezione di passaggio di status è un’acquisizione che avviene in un processo temporale di pratica. Il 氣 KI QI Prana प्राण Pneuma πνεύμα o energia si manifesta in noi, tuttavia, solo nella pratica continuativa e costante del sentire, si percepisce uno stato un’atmosfera profonda.
Fu Carl Gustav Jung che teorizzò che l’inconscio alla nascita contenga anche delle informazioni innate trasmesse in modo ereditario in virtù dell’appartenenza dell’individuo ad una collettività e chiama questo sistema psichico inconscio collettivo, distinguendolo dall’inconscio personale che deriva direttamente dall’esperienza personale dell’individuo.L’inconscio collettivo, per Jung, è costituito sostanzialmente da informazioni universali, impersonali, innate, ereditarie che lui chiama archetipi. Gli archetipi integrandosi con la coscienza, vengono rielaborati continuamente dalle società umane, si manifestano ”contemporaneamente anche in veste di fantasie e spesso rivelano la loro presenza solo per mezzo di immagini simboliche”.
”Come osservò lo psicologo americano William James, l’idea di un inconscio potrebbe venir paragonata con il concetto di campo nella fisica”
( cfr pag 313 l’uomo e i suoi simboli C.G Jung TEA ed. 1990 )
Un particolare archetipo potrebbe essere una specifica frequenza , che alcuni individui percepiscono come attiva, presente in loro, istintivamente attraente, per alcuni è il richiamo all’immaginario del guerriero, che assume connotazioni inaspettate, in contesti e situazioni diverse, ma che anche nella società tecnologica, moderna continua ad influenzare nel profondo alcuni individui….
IL Maestro Ueshiba Morihei fondatore dell’Aikido 合氣道
NEN presenza mentale è un elemento molto presente nella pratica dell’Aikido 合氣道 e in generale di tutte le arti di combattimento, nelle arti di ricerca interiore. Il M° Ueshiba Moriheisosteneva che durante l’allenamento, il primo compito consiste:
”nel disciplinare continuamente lo spirito, affinare il potere del Nen 念.”
Il Nen indica la concentrazione, un lampo di pensiero, la sincera e totale concentrazione su un punto. La parola giapponese “Nen” deriva dall’ideogramma cinese “Nian” 念 significa letteralmente “pensare a qualcosa, concentrarsi su qualcosa”. Il Nen è la linea che connette il ki-mente-corpo con il Ki Universale. Il M° Kisshomaru Ueshiba, figlio del fondatore, nel suo libro “The Spirit of Aikido” affermava che noi possiamo accentuarne l’aspetto spirituale 靈 , l’aspetto affettivo 心 senso, intuizione, sentimento; l’aspetto psicofisiologico tramite il “vero respiro” che consiste nel respirare in unione con l’universo così che si possa ottenere il potere della Natura. Formando una spirale a destra, il ki ascende, formando una spirale a sinistra, discende. Si formano spirali e rotazioni, liberamente, in cielo e in terra. Il punto cruciale consiste nel realizzare pienamente il principio di respirare e creare spirali così che si possa generare l’unificazione del fondamentale principio creativo, il ki che permea l’Universo e il ki individuale inseparabile dal potere del respiro di ogni persona. Attraverso il costante allenamento della mente e del corpo, il Ki individuale si armonizza con il ki Universale e questa unità appare nel dinamico e fluido movimento del potere del ki che è libero, fluido, indistruttibile e invincibile. Questa è l’essenza delle Arti Marziali giapponesi come si è incarnata nell’Aikido . Secondo la tradizione orientale e specificamente delle arti marziali giapponesi, esistono tre sedi naturali in cui il 氣 ki si localizza che nella lingua giapponese sono denominate “tanden” 丹田, sono dei punti virtuali dove viene localizzata la cosiddetta “presenza mentale” del praticante e precisamente: il “Kikai Tanden” 気海丹田, la sede viscerale, il “Chudan Tanden” 中段丹田, la sede mediana ed il “Jodan Tanden” 上段丹田, la sede superiore. Il ki 氣 è l’energia vitale che percorre i centri vitali e li rende funzionali e capaci di svolgere il loro compito essenziale per il mantenimento in vita dell’essere umano. I fattori che favoriscono il manifestarsi del ki nell’attività fisica sono:
l) Rilassamento 2) Respirazione 3) Svuotare la mente dai pensieri 4) Attività ritmica 5) Concentrazione
L’ideogramma Nen 念 è presente nel simbolo REIKI 靈氣 HONSHAZESHO- NEN L’uso di comporre un simbolo agglomerando più ideogrammi potrebbe essere riconducibile ai seguaci del Tao 道 I Fulu符籙 sono dei sigilli, associati ad un essenza, tessere e simboli, talismani. A ciascun segno simbolico corrisponde un suono una vocalizzazione legata alle forze del Universo sono Shenfu神符(tessere degli spiriti) erano ritenuti simboli di connessione con gli spiriti, strumenti di esorcismo , potenziali vettori per facilitare l’equilibrio psicofisico degli individui. Inoltre SHO NEN 正念 Retta presenza mentale è il settimo raggio del “Nobile ottuplice sentiero” Si dice che Buddha Shakyamuni trasmise, nel suo primo sermone, l’insegnamento della dottrina del “Nobile ottuplice sentiero” intendendo offrire ai suoi discepoli il percorso di liberazione dall’ ignoranza.
confer Kristofer Schipper il corpo taoista ed. Ubaldini 1981 Roma Kisshomaru Ueshiba The Spirit of Aikido ed. Kodansha International, Tokyo 1985
一種武術或氣功的鍛煉方法。身體站立, 四肢保持一定姿勢, 借助呼吸的引導, 以加強臟腑、氣血、筋骨的功能。練功時思想集中, 呼吸自然, 站立不動, 上虛下實, 有如樹樁, 故名。
“Un metodo d’esercizio del wushu e del qigong. Il corpo è eretto, le quattro membra conservano una specifica posizione, traendo sostegno dal respiro, al fine di rafforzare la funzionalità degli organi interni, della circolazione del sangue e del qi, dei muscolo e delle ossa. Quando ci si esercita si raccoglie e concentra il pensiero, il respiro è naturale, si sta eretti e immobili, la parte alta del corpo è vuota mentre quella bassa è piena, come un tronco d’albero, da ciò deriva il nome.
Quindi sì, puoi immaginare un tronco d’albero con le sue radici, tagliato ad altezza d’uomo.
言霊 Kototama è una disciplina che presuppone che i suoni abbiano una azione creativa sulla realtà oggettiva, e che possano influenzare il nostro ambiente , il corpo , la mente e l’anima tramite l’emissione di suoni e mantra in un contesto rituale con il quale si cerca di generare stati interiori ed atmosfere evocative. Si riferisce alla antica credenza giapponese, che nelle parole e nei nomi risiedano poteri mistici , simili concetti si ritrovano anche in altre culture come nelle antiche formule evocative delle rune d’occidente o i mantra d’oriente. Si può tradurre l’anima del linguaggio”, “spirito del linguaggio”, “potere del linguaggio”, “parola potere”, “parola magica “, “suono sacro”. L’ ideogramma 霊 tama è la semplificazione dell’antico ideogramma 靈 Rei Spirito, atmosfera spirituale mentre 言 Koto può essere tradotto con parola/discorso. La teoria del Kototama, disciplina praticata nei culti esoterici come Omoto-kyo di Onisaburo Deguchi o nei culti Shinto 神道, presuppone che i suoni abbiano una azione creativa sulla realtà oggettiva, quindi che l’uso dei suoni delle parole nei rituali possa influenzare l’ ambiente , il corpo , la mente e l’anima. Morihei Ueshiba il noto fondatore dell’Aikido 合氣道 , amico e guardia del corpo di Onisaburo, fu un eccezionale e assiduo praticante di Kototama, esprimendolo nel suo kiai 氣合 sia in ambito marziale sia durante le sue pratiche meditative. Vi sono molte interconnessioni tra la pratica del kototama e la pratica del Reiki.
Su un piano spirituale la cosmologia dell’aikido descrive l’universo come una meravigliosa funzione di kototama ( le molteplici vibrazioni , lunghezza d’onda e schemi energetici che danno forma al nostro mondo) . A loro volta, queste ultime manifestano gli otto poteri ( hachi riki ), movimento/immobilità (gyo/kai), coagulazione/dissolvimento (bun/gou), tensione/liberazione (dou/sei), combinazione/separazione (inn/chi).Nell’Aikido come in altre discipline si ritiene che le vibrazioni di kototama abbiano creato il mondo(un’idea simile si trova ovunque sotto molte forme diverse) tale è il takemusubi dell’aikido. kototama è quello che noi forgiamo nel corso dell’addestramento di aikido.
Confer John Stevens ”Guerriero invincibile” 1997 ed. il Punto d’incontro Gleason, W. I fondamenti spirituali di Aikido , Destiny Books, 1995 Citazione dal libro – il cuore dell’aikido – di Ueshiba Morihei ed. mediterranee
Dalla tradizione Kototama descritta nella fonte di YouTube emergono diversi principi metafisici o spirituali fondamentali:
La natura vibratoria dell’universo: La tradizione Kototama si basa sull’idea che l’universo sia intrinsecamente vibratorio. Il termine stesso “Kototama” significa “conoscere la vibrazione dell’universo”.
Il potere creativo del suono: I suoni generati nella pratica Kototama sono ritenuti capaci di attivare e sostenere la Creazione, vista come un “progetto energetico” al di là dell’universo fisico ovvio. In questo senso, il suono non è solo un fenomeno fisico ma possiede una forza intrinseca che influenza la realtà.
La connessione tra suono e anima/spirito: La parola “Kototama” è composta da “Koto” che significa parola e “Tama” che significa anima o spirito. Questo suggerisce che il Kototama sia la manifestazione spirituale o l’anima dell’universo espressa attraverso il suono.
L’importanza del Toro (Taurus) come modello dinamico: La sequenza sonora “Su”, centrale nella tradizione Kototama, è formata creando una dinamica toroidale con la bocca. Questa forma sembra essere fondamentale per la pratica.
L’allineamento del suono con il Toroidale per il potere trasformativo: Si afferma che il suono possieda un potere trasformativo quando è allineato con la forma del Toro, una conoscenza apparentemente antica.
Il legame tra Kototama e stati di coscienza elevati: La pratica del canto risonante e la visualizzazione di un campo di luce a forma di Toro, ispirate ai principi del Kototama e sperimentate anche al Monroe Institute, portano a stati di coscienza e chiarezza di proposito profondi. Questo suggerisce che il Kototama sia un mezzo per espandere la coscienza oltre la focalizzazione corporea abituale.
In sintesi, i principi fondamentali del Kototama descritti nella fonte ruotano attorno al potere vibrazionale e creativo del suono, alla sua connessione con la dimensione spirituale dell’universo e all’utilizzo di un modello energetico toroidale per influenzare la coscienza e la realtà.
“Giunti sin qui, ecco che ricerchiamo le radici del kotodama, attraverso l’origine della seconda parte della parola: dama. Tranquilli: l’analisi sarà molto più semplice.
霊 è traducibile con “spirito” o “anima”. Gli antichi Giapponesi utilizzavano almeno tre modi per indicare “spirito”:
Ti: il termine più antico e per questo anche di più incerto significato. Il misterioso, divino, a tratto magico, potere che alberga in certe persone e cose. Tale termine è così antico che anche nei primi testi veniva usato come semplice suffisso per indicare le divinità.
Tama: sembra sia il secondo termine ad essere entrato in uso, per poi venire rapidamente sostituito anch’esso. Indicava l’entità che vive nelle persone, ma anche negli elementi della natura (paesaggi, alberi, ecc), e in certi preziosi e particolari oggetti d’arte. Interessante è notare come tama sia separato dall’oggetto che abita e che possa esistere al di là della morte fisica dello stesso. In questa particolare accezione, ovvero quando tama esiste senza un supporto materiale, è ritenuto in possesso di particolari e misteriose capacità, quasi sempre di natura benigna.
Kami: originato dal cinese shen (神), è il concetto più duraturo nel tempo. Si tratta di un termine generico per divinità ed entità soprannaturali. Gli antichi Cinesi, però, oltre a shen, utilizzavano anche altri due termini in questo ambito: hun (魂) e po (魄). Il primo, sembra alludere alla parte spirituale dell’uomo che ascende al cielo dopo la morte. Tale accezione sembra essere quella più vicina alla parola giapponese tama. Il secondo, invece, po, è lo spirito di livello inferiore che, dopo la morte del corpo, lo segue nella tomba.
Conclusioni sull’origine del termine kotodama
Analizzando l’origine di questa parola, vediamo come il significato di kotodama sia quello di uno spirito (tama) che viva all’interno del linguaggio (koto), un veicolo dal quale però può essere rimosso. È necessario quindi che lo spirito senza più un corpo venga invocato… e questo, signori e signore, è il rituale del kotoage (言挙げ, lett. “elevare, invocare le parole”), del quale però parleremo estesamente nei prossimi articoli.” confer Elisa Borgato
L’ antica cultura d’oriente ha conservato per maggior tempo, per quanto il fascino della tecnologia e del pensiero scientifico occidentale abbia avuto la meglio e alcune ideologie ne abbiano stravolto o distrutto la presenza, il potere dei simboli associato ad un attivazione sperimentabile…
Un flusso che in occidente e rimasto privo di nutrimento
Sui culti psico/energetici degli antichi greci latini o germani restano ipotesi.
Paradosso del fenomeno gli orientali disdegnano, negano,ignorano riti della loro antica tradizione a favore della modernità rappresentata dalla tecnologia e della bramosia del profitto a tutti i costi e i cercatori d’ occidente volgono ai resti dell’ antica sapienza d’oriente…
KI Combat@ 氣武 (ki Bu in giapponese Qi WU in cinese) è un metodo, una disciplina, una pratica che ha la finalità di integrare tecniche ed esercizi rivolti alla facilitazione dei processi di rilassamento e di rigenerazione psicofisica, nell’intento di ridurre le tensioni accumulate e con lo scopo di generare uno stato di benessere e alcune tecniche e pratiche derivanti dalle discipline di combattimento e le arti marziali, con un prevalente scopo catartico ma senza un confronto fisico d’impatto. Tale insieme di discipline spazia da tecniche quali la ‘callistenia taoista’, che consiste in una serie di esercizi di difficoltà progressiva, che si svolgono attraverso il controllo del corpo (sia in quiete che in movimento), del respiro, del pensiero e delle emozioni, al fine di rigenerare e facilitare un profondo rilassamento e indurre uno stato di benessere ( esercizi diBaduanjin 八段錦Qigong, 氣功, “Maestria del Qi“, ecc..) a tecniche di Do-in e lo Stretching dei Meridiani sono una efficace tecnica,che consente di esercitare un auto trattamento sulle proprie tensioni muscolari e sui propri squilibri energetici o i cinque tibetani (derivazione delle asana dello yoga) oltre a tecniche di sensibilizzazione nella distanza del trapping (distanza ravvicinata) tui shou 推手 mani che spingono i黐手 mani appiccicose, si riferisce a uno degli esercizi più importanti nella pratica dello stile di kung-fu Wing Chun, e consente di sviluppare una reattività tattile immediata ed istintiva in risposta all’azione dell’compagno di allenamento, UBAD del Panantukan ed altro.
Tecniche di preparatorie della boxe della thai e del Keysi Fighting Method.
Questa pratica è definibile come un mix ispirato da insegnamenti diversi. La finalità principale è l’acquisizione di una forza pneumatica e stimolare un generale benessere psicofisico rigenerante. La pratica è delineata da tre principali filoni le posizioni statiche in piedi, le posizioni dinamiche, movimenti fluidi ed esplosivi movimenti e suoni spontanei (flusso libero). Il Ruan KiKo Qi Gong è una libera interpretazione, se bene ispirata fortemente da tradizioni consolidate, di Francesco Dal Pino,dopo innumerevoli anni di pratica e studio. Ringrazia gli insegnamenti del maestro Gianni Canfora, il maestro Kenji Tokitsu, il Maestro di Yi Chuan 意拳 Ilias Calimintzos il maestro Toshihiko Yayama, ringrazia i suggerimenti dell’amico ed esperto Sergio Specia, e gli stimoli fondamentali suscitati dal reikiessenziale del maestro ed amico Beppe Perteghella, ringrazia inoltre l’amico sinologo Prof. Daniele Cologna per gli approfondimenti sulla cultura del Regno di Mezzo.
Ringrazia altrisì tutti i piacevoli fenomeni spontanei energetici scaturiti dal profondo….