REIKI LING QI 靈氣

Uno degli effetti più apprezzati da chi la pratica è la capacità di facilitare il fluire del ki liberamente e armoniosamente in tutto il sistema psicofisico.
Sin da 5000 anni a. C. e forse prima, in India, era nota l’esistenza della energia vitale, tale energia veniva definita con vari termini, certamente il più noto era prana e la sua influenza sulla salute del corpo, sul controllo della mente e sugli effetti di connessione con frequenze, che potremo definire energie  sottili, era fonte di costante ricerca, da parte di sperimentatori detti yogi.
Questi sperimentatori attingevano a questa energia mediante tecniche respiratorie, meditazione con metodiche differenziate o particolari posture fisiche, che consentivano di entrare in uno stato profondo di coscienza e di aprirsi all’intuizione profonda.
Per l’antichissima cultura tradizionale cinese, tutto ciò che è materia, l’esplicito, e tutto ciò che è informazione immateriale, l’implicito, è permeato di energia 氣 (qi) costituita da due polarità (yin e yang) che, in stato di armonioso equilibrio, assicurano uno stato di benessere, in caso contrario generano sintomi di disagio fisico, psichico, emotivo.
Quasi tutte le antiche culture del globo hanno un termine per definire questo fenomeno, nelle culture dell’arcipelago polinesiano il termine mana, definisce la connessione tra energia individuale in relazione al ambiente, gli elementi in cui un essere è inserito e di cui è composto, in questo contesto si definiva anche la possibilità di esprimere le proprie facoltà, il proprio potere di realizzazione, in simile accezione lo ritroviamo anche nelle culture sciamaniche.
Anche la Grecia antica conosceva un termine per definire il flusso vitale, il pneuma, esistevano altrettanti termini nelle culture celtica e germanica, ma nel tempo il sopraggiungere di sistemi di credenze dogmatici allontanarono dalla ricerca di questa esperienza…

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Nota I caratteri tradizionali per yin ( 阴 yīn) e yang (  yáng) possono essere separati e tradotti approssimativamente come il lato in ombra della collina (yin) e il lato soleggiato della collina (yang).
yang fa riferimento al “lato soleggiato della collina”, esso corrisponde al giorno e alle funzioni più attive.
Al contrario, yin, facendo riferimento al “lato in ombra della collina”, corrisponde alla notte e alle funzioni meno attive.

Le origini animistico-sciamaniche del ReiKi 靈氣

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L’ipotesi delle origini sciamaniche del Reiki si attestano sull’interpretazione dell’ideogramma Wu 巫 nella lingua cinese rappresenta lo sciamano/a si presente nella parte inferiore dell’ideogramma Rei/Ling 靈 , la ritualità evocativa e le procedure richiamano parassi di derivazione della cultura sciamanica d’oriente
”Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso ”esorcismo” tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..”
(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)

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nelle ossa oracolari il carattere wu appare come un pittogramma di una persona che danza, tenendo verosimilmente in mano degli oggetti rituali e indossando un costume di piume
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(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)

Pittogramma ( 象形 ) – originariamente due pezzi di giada incrociati tra loro come usati nelle antiche pratiche sciamaniche.

 

 

Questa parola inizialmente si riferiva allo spirito medium / sciamano di entrambi i sessi, ma alla fine di sesso  femminile  in contrasto con  ( OC* ɡeːɡ , “sciamano maschio”). Esistono varie ipotesi riguardo la sua etimologia ( Schuessler, 2007 ):

tibetano འབའ་ པོ ‘ba’ po , ” mago, stregone ” ) , འབའ་ མོ  ( ‘ba’ mo , ” stregone ” )
Victor Mair propone che si tratti di un prestito dell’antico persiano 𐎶𐎦𐎢𐏁  ( maguš ) , una parola rappresentata dalla croce potente (  ) che è graficamente simile alla forma di iscrizione al bronzo cinese ( Mair, 1990 ; Mair, 2012 ).

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Thai ɔ̌ɔ  ( mɔ̌ɔ , ” dottore ” ) < Proto-Tai * ʰmo: ᴬ  ( ” sciamano ” ) è generalmente considerato un prestito sino-tibetano. Altro su Wu (shaman) , Magi  In fonti cinesi , magus .
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La Scuola di pratica Dojo Ruan s’ispira ai concetti e alle pratiche e alle discipline del reiki 靈氣 integrando con la pratica  del core shamanism, sciamanismo essenziale, del  pratica del 氣功 qi gong/kiko, emissioni sonore suoni d’evocazione (campane tibetani tamburi didgeridoo ed altro)

 

Titolo:

  • 甲骨文 (Jiǎgǔwén): Ossi oracolari (scrittura antica cinese incisa su ossi di animali e gusci di tartaruga)

Ideogramma Principale:

  • 灵 (靈) (líng): Spirito, anima, efficace, intelligente

Traduzione del testo esplicativo:

  • 本义为 “神灵”。 (Běnyì wèi “shénlíng”): Il significato originale è “divinità” o “spirito”.
  • 字的上部原是 “雷” (参见 “零” 字条), 表示细雨迷濛, 也表声; (Zì de shàngbù yuán shì “léi” (cānjian “líng” zìtiáo), biǎoshì xìyǔ míméng, yě biǎo shēng): La parte superiore del carattere originariamente era “tuono” (vedi la voce “zero”), che indicava una pioggerella confusa e ne rappresentava anche il suono;
  • 下部金文原作 “示” (祭桌)、 “王” (玉) 或 “心”。 (Xiàbù jīnwén yuánzuò “shì” (jì zhuō), “wáng” (yù) huò “xīn”): La parte inferiore, nelle iscrizioni su bronzo, originariamente era “mostrare/altare sacrificale”, “giada” o “cuore”.
  • 小篆才有从 “巫” 的 “或体”, 用于 “跳舞降神的巫师” 义, 见于 《楚辞》。 (Xiǎozhuàn cái yǒu cóng “wū” de “huò tǐ”, yòng yú “tiàowǔ jiàng shén de wūshī” yì, jiàn yú “chǔ cí”): Solo nella scrittura del Piccolo Sigillo compare la variante con il radicale “sciamano”, usata nel significato di “sciamano che danza per invocare gli spiriti”, come si vede nel “Canzoni di Chu”.

Colonna di destra (Evoluzione del Carattere):

  • 甲骨文 (Jiǎgǔwén): Ossi oracolari
  • 金文 (Jīnwén): Iscrizioni su bronzo
  • 小篆 (Xiǎozhuàn): Piccolo Sigillo
  • 隶书 (Lìshū): Scrittura ufficiale
  • 楷书 (Kǎishū): Scrittura regolare
  • 草书 (Cǎoshū): Scrittura corsiva
  • 行书 (Xíngshū): Scrittura corrente
  • 简化字 (Jiǎnhuàzì): Carattere semplificato

Ideogrammi nella colonna di destra (dall’alto verso il basso):

灵 (líng): Ideogramma semplificato di spirito, anima

雷 (léi): Tuono

霊 (Ling): Ideogramma complesso di spirito, anima

重 (zhòng/chóng): pesante/ripetere

室 (shì): stanza, casa

VEGVISIR, Ægishjalmur Galdrastafir Simboli Islandesi

Vegvísir,   è considerato un simbolo magico, avente lo scopo di aiutare il portatore a trovare la giusta strada lungo il percorso della vita fisica e di quella metafisica.
La parola deriva da due termini islandesi: Veg e Vísir. Veg è un abbreviativo di “Vegur” e significa “strada” o “percorso”, e “Vísir” sta per “guida” o “guide”.
Le leggende narrano che i vichinghi islandesi, già intorno alla fine del IX° sec., lo tracciassero abitualmente sulle navi per non perdere la rotta e sapersi orientare anche nelle peggiori condizioni meteorologiche.
In molti casi veniva tracciato con la saliva, con un carboncino o con il sangue anche sulla fronte o nella parte interna dell’elmo.
L’attestazione più importante si riscontra nel cosiddetto “Manoscritto Huld”.
L’“HULD MANUSCRIPT”, ossia il Manoscritto Oscuro è il nome dato ad un grimorio islandese, una raccolta di racconti e incantesimi, compilato da Geir Vigfusson
(Geir Vigfússyni ) nel 1847.
Dalle poche fonti disponibili sembra che per tale redazione egli abbia attinto da altri tre codici più antichi, di cui uno proveniente da Seltjarnarnesi, vicino Reykjavik (1810), un altro era intitolato “Galdrastafir og Náttúra þeirra” ossia “Magia e Natura”, e conteneva i sigilli magici ma non le iscrizioni; del terzo , invece, a parte la citazione non sappiamo nulla.
Huld è anche il nome di una maga e veggente che compare in due saghe norrene: la “Yngling”e “Sturlunga”

In un racconto islandese di Snorri Sturlusson (1178-1241) scopriamo che era un’amante di Odino e genitrice di due semi-dee, che presero il nome Þorgerðr e Irpa.
Se guardiamo l’etimologia, “Huld” significa “nascosto” o “Segreto” e deriva dal norreno “Hulda”: è una radice presente anche in molti altri termini di derivazione germanica.
In una pagina del manoscritto, nel quale viene mostrato, oltre al nome è riportata la seguente frase:
“if this sign is carried, one will never lose one’s way in storms or bad weather, even when the way is not known”
(Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta).

Il simbolo a cui si riferisce la frase è probabilmente il Vegvisir, un antico simbolo magico norreno, spesso associato ai vichinghi.
Significato: La frase attribuisce al Vegvisir un potere protettivo, quasi mistico. Chi lo porta con sé, secondo la credenza, sarà guidato e protetto dagli elementi naturali, in particolare durante tempeste e maltempo, anche in terre sconosciute. Interpretazioni:

Spirituale: Alcuni lo considerano un simbolo di connessione con le forze della natura e con una guida superiore.

Letterale: Potrebbe essere inteso come un augurio di buon viaggio e protezione per i marinai che affrontavano mari burrascosi.

Metaforico: Può essere interpretato come una metafora per la vita, suggerendo che chi porta il Vegvisir troverà sempre la giusta direzione, anche nei momenti più bui e incerti.


Aegishjalmur, ‘elmo di terrore’, è un simbolo norreno a forma di mani intrecciate, palme rivolte verso il basso, una sopra l’altra. Aegishjalmur è uno dei galdrastafir (simboli magici islandesi) più conosciuti.

si dice che venisse usata per proteggere i guerrieri e instillare paura nei loro nemici.
Il nome si può suddividere in due parti: ‘ægis-’, che significa terrore/ammirazione, e ‘-hjálmr’, che significa elmo o copertura.
Secondo le credenze popolari, l’Aegishjalmur veniva inciso su amuleti, armi o addirittura tatuato sul corpo per ottenere protezione e successo in battaglia.

È composto da otto punte simili a tridenti con denti curvi, tutti rivolti verso l’esterno, e un cerchio al centro.
Un ipotesi potrebbe essere che Le braccia dell’Elmo di Terrore formano rune Elhaz, che significano protezione fisica, mentale e spirituale.
È stato menzionato in una raccolta di antichi poemi norreni conosciuta come la Poesia Edda, di Snorri Sturluson.

Nel poema, l’Elmo di Terrore era un oggetto fisico preso dal tesoro del drago Fáfnir, benchè non vi sia certezza si tratti di un oggetto o una forma pura di potere magico non è nemmeno certo che si collegato esclusivamente con credenze pagane precristiane.

Fáfnir fu una volta un nano, che si trasformò in un drago dopo essere stato maledetto dal tesoro che custodiva. Usò Ægishjálmur per difendere il suo tesoro da coloro che avrebbero cercato di rubarlo.
L’eroe conosciuto come Sigurd uccise il drago e gli tolse Ægishjálmur.

Il simbolo è stato utilizzato nei secoli successivi e veniva indossato tra le sopracciglia dei guerrieri per aiutarli in battaglia.

CONFER https://handrit.is/collections/NULI Collezioni di manoscritti all’interno dell’istituzione: “Biblioteca Nazionale d’Islanda – Biblioteca Universitaria
https://handrit.is/manuscript/view/is/Lbs08-4375/0?iabr=on#mode/2up
https://handrit.is/manuscript/view/is/Lbs04-1476-d/0?iabr=on#mode/2up

Il Galdrabók ( pronuncia islandese: [ˈkaltraˌpouːk] , Libro della Magia ) è un grimorio islandese datato intorno al  1600. [ 1 ] È un piccolo manoscritto contenente una raccolta di 47 incantesimi e sigilli/bastoni. [ 2 ]

Il grimorio fu compilato da quattro persone, probabilmente a partire dalla fine del XVI secolo e fino alla metà del XVII secolo. I primi tre scribi erano islandesi e il quarto era un danese che lavorava con materiale islandese. [ 3 ] I vari incantesimi sono costituiti da materiale latino e runico , nonché da bastoni magici islandesi , invocazioni a entità cristiane, demoni e divinità norrene , nonché istruzioni per l’uso di erbe e oggetti magici. Alcuni degli incantesimi sono protettivi, intesi a lavorare contro problemi come difficoltà con la gravidanza , mal di testa, insonnia, incantesimi precedenti, pestilenza , sofferenza e disagio in mare. Altri sono intesi a causare paura, uccidere animali, trovare ladri, far addormentare qualcuno, causare flatulenza o ammaliare le donne.

Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1921 da Natan Lindqvist in un’edizione diplomatica e con una traduzione svedese. Una traduzione inglese fu pubblicata nel 1989 da Stephen Flowers e un’edizione facsimile con un commento dettagliato di Matthías Viðar Sæmundsson  [ is ] nel 1992. Nel 1995 Flowers produsse una seconda edizione con un nuovo titolo del suo libro e con l’assistenza di Sæmundsson corresse molte traduzioni e aggiunse molte altre note e commenti.

Sciamanismo

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Lo sciamanesimo o sciamanismo è il metodo più antico di utilizzare uno stato alterato di coscienza per ottenere la guarigione e trovare soluzione ai problemi. Gli sciamani sono stati i primi guaritori e soccorritori nella vita e nella morte, i primi saggi e visionari. I disegni rupestri del paleolitico dimostrano che lo sciamanesimo esiste da oltre trentamila anni. Oggi sopravvive, a volte ancora intatto, in quelle parti dell’America, del Nord Europa e della Siberia, che sono state meno influenzate dalla civiltà moderna. Lo sciamanismo o sciamanesimo sta attualmente vivendo una rinascita nel mondo contemporaneo
Nelle ricerca delle radici perdute, di nuove vie alla guarigione e di un senso più profondo della vita, sempre più persone si rivolgono all’antica conoscenza degli sciamani. Molti trovano nel legame primordiale con la natura e nell’antica visione dello sciamano una via d’uscita alla corsa frenetica  insensata al successo e al profitto estremo ,  all’isolamento creato da una società materialistica e ipertecnologica.

Core Shamanism Sciamanesimo Essenziale

 

Pioniere della riscoperta dello sciamanesimo nel mondo contemporaneo fu l’antropologo americano Michael Harner.

Nel suo libro La Via Dello Sciamano (edizioni Mediterranee, 1995), Harner racconta come egli stesso sia iniziato in queste pratiche, studiando e vivendo in stretto contatto con gli sciamani tribali di varie parti del mondo.

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Nel Core Shamanism egli ha condensato e ridotto al nucleo essenziale (core shamanism) i metodi delle diverse tradizioni sciamaniche , rendendoli accessibili anche agli occidentali.
Michael Harner ha scoperto che la caratteristica comune a tutti gli sciamani è il viaggio spirituale nella realtà oltre al mondo quotidiano, il viaggio dell’anima nella realtà non-ordinaria. In quella realtà, per noi normalmente invisibile, gli sciamani entrano in contatto con entità spirituali che chiamano alleati e che incontrano per lo più sotto forma di animali (Animali Guida) e di Maestri spirituali (antenati, figure mitologiche, saggi). Gli alleati conferiscono allo sciamano il potere e la conoscenza per aiutare e guarire se stesso, gli altri e il mondo.
Ogni persona può compiere il viaggio nella realtà non-ordinaria.
Questa è la seconda grande scoperta di Michael Harner.
Non abbiamo bisogno di intermediari per avvalerci della saggezza e dei poteri di guarigione dell’universo. La spiritualità è una capacità innata dell’essere umano. Per questo non sono necessari complessi rituali.

Tamburo sciamanico

il Non Ordinario parla con il linguaggio dei simboli e delle immagini…
un’esperienza non descrivibile, accompagnata, innescata dal magico evocativo suono del tamburo sciamanico.Un momento per perdersi e ritrovarsi con qualcosa in più…
un messaggio, un’immagine un’emozione…

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DOJORUAN SHAmanREIKI

RUAN DO metodo multidisciplinare di addestramento e potenziamento della personalità

Ruan Do è una metodologia concepita, in lunghi anni di pratica e di sperimentazione per facilitare un percorso di vita, per conoscere, far emergere, focalizzare le proprie risorse, orientandosi per affrontare gli ostacoli realizzando i propri obbiettivi. si propone di orientare un percorso di autostima e di autocontrollo , conoscenza di se utilizzando come strumento la preparazione specifica alle discipline di contatto, in un rapporto coach e fruitore di piccolo gruppo ed individuale. Nella nostra osservazione e sperimentazione sul campo abbiamo ottenuto significativi riscontri sulla modalità di un rapporto individuale e di piccolo gruppo, nell’ingaggiare punti di stimolazione alla presa di consapevolezza del corpo, del movimento corporeo applicato alle tecniche di discipline di contatto in relazione agli obbiettivi individuati.

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