Anche un dente di cane se c’è venerazione emette Luce མོས་གུས་ཡོད་ན། ཁྱི་སོ་འོད་འབྱུང་། Devozione e Miracoli: Il Potere del Tulpa


Dedicato al Maestro e Mentore professor Sandro Consolato


Il testo proviene dal libro “Mistici e maghi del Tibet” (Mystiques et magiciens du Thibet), scritto dalla celebre scrittrice ed esploratrice francese Alexandra David-Néel.

In questo estratto, l’autrice spiega il concetto tibetano secondo cui l’energia mentale (o “tulpa”) e la fede possono infondere potere o proprietà miracolose a oggetti inanimati. L’aneddoto citato è la famosa storia del “dente di cane” che, grazie alla fede incrollabile di una vecchia donna che lo credeva un dente di un Buddha, inizia a brillare di luce propria.

Autrice: Alexandra David-Néel (1868–1969).

Capitolo: Il testo si trova solitamente nel capitolo sesto, intitolato “I fenomeni psichici”

Nel libro Mistici e Maghi del Tibet, la David-Néel usa questo esempio per spiegare che, nella filosofia tibetana, l’oggetto in sé non ha potere intrinseco; è la concentrazione mentale e la fede del credente a proiettare e “animare” l’oggetto (il concetto di Tulpa o creazione mentale).

Il senso letterale è: “Se c’è devozione, dal dente di cane scaturisce la luce”.

La storia del “Dente di Cane” raccontata da Alexandra David-Néel (e tratta dalla tradizione orale tibetana) è una delle parabole più celebri per spiegare il potere della mente e della fede (Mögü).

La promessa del mercante

C’era una volta un ricco mercante che si recava ogni anno in India per affari. Sua madre, una donna molto devota ma ormai anziana, lo supplicava ogni volta di portarle una reliquia sacra dalla terra del Buddha, affinché potesse venerarla prima di morire.

Il figlio, tuttavia, era un uomo distratto e molto impegnato nei suoi commerci. Per diversi anni di seguito, preso dai suoi affari, si dimenticò completamente della promessa fatta alla madre, tornando a casa sempre a mani vuote.

L’ultima occasione

Un anno, mentre stava per rientrare in Tibet, il mercante si ricordò della promessa proprio quando era ormai vicino a casa. Guardandosi intorno con ansia, si rese conto di non avere nulla di sacro da offrirle e temette che la madre potesse morire di crepacuore per la delusione.

Scorgendo lo scheletro di un cane sul ciglio della strada, ebbe un’idea disperata: si chinò, estrasse un dente dalla mascella del cane, lo pulì accuratamente e lo avvolse in un prezioso pezzo di seta colorata.

L’inganno e la fede

Arrivato a casa, consegnò il pacchetto alla madre dicendole con solennità: “Madre, ecco per te un dente del venerabile Buddha in persona!”

La donna, colma di gioia e commozione, accettò il dono con una fede incrollabile. Pose il dente sull’altare di casa e iniziò a prostrarsi davanti ad esso ogni giorno, recitando preghiere e offrendo incenso con una concentrazione e una devozione assolute.

Il miracolo

Passò del tempo e accadde l’incredibile: dal dente di cane iniziarono a sprigionarsi raggi di luce e perle di splendore (le cosiddette ringsel, reliquie prodotte dai santi). La forza della fede della donna era stata così potente da “animare” l’oggetto e caricarlo di un’energia spirituale reale.

L’insegnamento

Il proverbio che hai trovato nel libro, “Se c’è devozione, dal dente di cane scaturisce la luce”, serve a spiegare che:

  1. L’oggetto in sé è neutro: Non è il dente ad avere potere, ma la mente di chi lo osserva.
  2. La proiezione mentale: La realtà è plasmata dai nostri pensieri. Se una persona proietta “sacralità” su un oggetto con sufficiente forza, quell’oggetto diventa effettivamente sacro per lei e produce effetti reali.

È un esempio perfetto della filosofia tibetana sulla natura della mente, che la David-Néel usa per introdurre il concetto di Tulpa (creazioni mentali rese visibili).

1. Traduzione e Origine

In tibetano, la parola si scrive སྤྲུལ་པ ed è traslitterata come Tulpa (o Sprul-pa secondo il sistema Wylie).

  • མོས་གུས་ (Mos-gus / “Meu-gus”): Devozione, venerazione, fede profonda.
  • ཡོད་ན། (Yod-na / “Yeu-na”): Se c’è, se esiste.
  • ཁྱི་སོ་ (Khyi-so): Dente (so) di cane (khyi).
  • འོད་ (Ö / “Eu”): Luce, splendore.
  • འབྱུང་། (‘Byung / “Tung”): Sorgere, scaturire, apparire.
  • Significato letterale: “Emanazione”, “manifestazione” o “forma costruita”.
  • Radice: Deriva dal verbo sprul, che significa “apparire”, “prendere forma” o “trasformarsi”.

2. Il Concetto nel Buddismo Tibetano

Nel contesto originale del Tibet, un Tulpa non è un “amico immaginario”, ma un concetto teologico profondo legato alla dottrina del Trikaya (i tre corpi del Buddha).

  • Emanazione Spirituale: Si crede che i maestri spirituali avanzati (Illuminati o Bodhisattva) abbiano la capacità di proiettare “emanazioni” di se stessi per aiutare gli esseri senzienti. Ad esempio, il Dalai Lama è considerato un Tulpa di Avalokiteshvara (il Bodhisattva della compassione).
  • Nirmāṇakāya: Il Tulpa è la manifestazione fisica o visibile di una mente illuminata nel mondo materiale.

3. La “Creazione” Mentale (Interpretazione Occidentale)

L’idea che un Tulpa sia una “forma-pensiero” creata volontariamente dalla mente di un praticante si è diffusa in Occidente grazie a figure come l’esploratrice Alexandra David-Néel all’inizio del XX secolo.

Secondo questa visione (più vicina all’occultismo e alla moderna sottocultura dei Tulpamancy):

  1. Concentrazione: Attraverso una meditazione intensa e costante, il praticante visualizza un’entità.
  2. Autonomia: Con il tempo, questa proiezione mentale acquisirebbe una sorta di “volontà propria” o coscienza separata da quella del creatore.
  3. Sensorialità: Nei casi più estremi, il creatore sostiene di poter vedere, sentire o toccare l’entità.

Mentre per i tibetani si tratta di un concetto sacro legato all’illuminazione, nella psicologia moderna la creazione di “Tulpa” viene spesso vista come una forma di auto-ipnosi o, in casi non controllati, come un fenomeno legato alla dissociazione.

Questo mosaico di citazioni ci riporta direttamente nell’universo sciamanico e psichedelico di Carlos Castaneda e del suo leggendario mentore, lo stregone yaqui Don Juan Matus.

È un ribaltamento totale della prospettiva: la realtà non è un dato oggettivo e immutabile, ma un riflesso della nostra energia e del nostro intento. queste parole offrono la via d’uscita: la via del guerriero.

1. La Strada che ha un Cuore

È il concetto più celebre di Castaneda. Don Juan insegna che, poiché nessuna strada “porta da qualche parte” (nel senso che la meta finale è per tutti la morte), l’unica distinzione valida è la qualità del viaggio.

  • La strada senza cuore: Ti stanca, ti rende rancoroso e ti indebolisce. È la strada dell’ambizione o della paura.
  • La strada con un cuore: Ti rende forte, felice e “una cosa sola” con il percorso. Non si sceglie con la logica, ma con il sentimento e l’osservazione priva di fretta.

2. Il Potere della Percezione

“Anche un dente di cane, se c’è venerazione, emette luce.”

Questa frase è una lezione magistrale sul potere dell’intento. Non è l’oggetto in sé a essere sacro o luminoso, ma la qualità dell’attenzione che gli rivolgiamo. Se guardi il mondo con “venerazione” (o consapevolezza), il mondo risponde illuminandosi. È il passaggio dal “guardare” (atto fisico) al “vedere” (atto sciamanico).

3. La Rivoluzione nel Corpo

Il guerriero non è un asceta distaccato, ma un atleta della consapevolezza. L’idea che la rivoluzione inizi nel corpo è fondamentale:

  • Assetto impeccabile: Non puoi affrontare lo “stupore di essere un umano” se sei depresso o fisicamente trascurato.
  • Il Guerriero vs Lo Schiavo: Il guerriero accetta il terrore dell’esistenza e lo trasforma in meraviglia attraverso la disciplina del proprio veicolo fisico e mentale.

4. Il Cacciatore e l’Ignoto

Il riferimento finale al cacciatore sottolinea che vivere non è un atto passivo. Essere un “cacciatore” nel mondo di Don Juan significa essere in uno stato di allerta costante, pronti a cogliere i segnali di quei “poteri” che guidano l’universo, senza però lasciarsi travolgere dalla paura.

IL VIAGGIO SCIAMANICO dell’ANIMA con SELENE CALLONI WILLIAMS

Intervista con Selene Calloni Williams, ‘https://linktr.ee/symposium.podcast, dove l’autrice e studiosa condivide la sua profonda esperienza con lo sciamanesimo, lo yoga sciamanico e il buddismo Teravada, pratiche che ha abbracciato dopo aver affrontato una grave ”depressione” seguita alla morte del padre. L’intervista si concentra sui due pilastri comuni a tutte le tradizioni sapienziali: il riassorbimento del reale (ritiro delle proiezioni o realizzazione dello stato di sogno) e il matrimonio mistico (unione dell’umano e del divino).
Selene spiega anche la sua visione della psicologia immaginale e l’importanza del coraggio e dell’esperienza per vivere una vita autentica, citando il concetto di malattia sciamanica come risorsa e descrivendo il digiuno immaginale come strumento per il viaggio interiore.
L’intervista si chiude con una discussione sul Diamon come guida spirituale e l’importanza del tamburo nello sciamanesimo.

Sammasati (Pali: sammāsati) è il 7º fattore del Nobile Ottuplice Sentiero (Ariya Aṭṭhaṅgika Magga) nel Buddhismo Theravāda.Significato:

  • Letterale: “Retta consapevolezza” o “consapevolezza completa/perfezionata”
  • Parole radice:
    • Sammā = retto, appropriato, completo
    • Sati = consapevolezza, attenzione, ricordo
      sammasati : 
      (saṃ + mas + a) afferra; tocca; conosce a fondo; medita su. || sammāsati (f.) memoria corretta.

Definizione (dal Canone Pali):

“Katamā ca, bhikkhave, sammāsati? Idha, bhikkhave, bhikkhu kāye kāyānupassī viharati ātāpī sampajāno satimā, vineyya loke abhijjhādomanassaṃ…”
(MN 10 – Satipaṭṭhāna Sutta)

“E cos’è, monaci, la retta consapevolezza? Qui, un monaco dimora contemplando il corpo nel corpo, ardente, chiaramente comprendente, consapevole, avendo rimosso bramosia e afflizione riguardo al mondo…”

Le Quattro Fondamenta della Consapevolezza (Satipaṭṭhāna):

  1. Kāyānupassanā – Consapevolezza del corpo
  2. Vedanānupassanā – Consapevolezza delle sensazioni
  3. Cittānupassanā – Consapevolezza della mente/coscienza
  4. Dhammānupassanā – Consapevolezza degli oggetti mentali/dhamma

Qualità chiave della sammasati:

  • Ātāpī – ardente/energico
  • Sampajāno – chiaramente comprendente
  • Satimā – consapevole
  • Vineyya loke abhijjhādomanassaṃ – avendo abbandonato desiderio e avversione verso il mondo

守靜篤  mantieni con fermezza la quiete 道德經 XVI, 16 Dao De Jing

致虛極,守靜篤。萬物並作,吾以觀復。夫物芸芸,各復歸其根。歸根曰靜,是謂復命。復命曰常,知常曰明。不知常,妄作凶。知常容,容乃公,公乃王,王乃天,天乃道,道乃久,
沒身不殆。
道德經 XVI, 16 Dao De Jing

致虛極.   Arriva al culmine del vuoto
守靜篤    mantieni con fermezza la quiete

萬物並作  i diecimila esseri tutti insieme sorgono
吾以觀復 Io contemplo il loro ritorno
夫物芸芸 tornano a casa ciascuno alle proprie radici
各復歸其根   Tornare alle radici è quiete
是謂復命 è tornare al proprio destino
命曰常 Tornare al proprio destino è l’eterno
知常曰明  Conoscere l’eterno è illuminazione
不知常 non conoscere
妄作凶 è essere senza radici
知常容 Conoscere l’eterno è comprendere
容乃公 comprendere perciò essere imparziali
公乃王 imparziali(equi) perciò regali
王乃天 regali perciò celesti
天乃道 celesti perciò uniti con il Dao
道乃久 uniti con il Dao perciò eterni
沒身不殆。Senza un io nessun pericolo(sconfitta)

Buddha seduto, I-metà II secolo, Pakistan (antica regione del Gandhara). Questo Buddha mostra affinità con la scultura romana più di qualsiasi altro bronzo gandharano sopravvissuto.Gandhara, antica regione del Pakistan nord-occidentale delimitata a nord dallo Swat (l’antica Udayana), a ovest dall’Afghanistan (l’antica Nagarahara e la Battriana) e a est dal fiume Indo e, infine, dal Kashmir.L’arte di Gandhara è nota per la fusione di elementi della scultura ellenistica con temi buddisti, grazie ai contatti con il mondo greco dopo le conquiste di Alessandro Magno. Le statue di Gandhara spesso raffigurano il Buddha o bodhisattva in pose meditative, con dettagli realistici come drappeggi di abiti e volti sereni, scolpiti in schisto, stucco o bronzo.

L’arte di respirare James Nestor

Rallentare il respiro può portare diversi benefici, come spiegato nel video. Ecco alcuni dei principali vantaggi:

* Calma la mente e riequilibra il corpo. Rallentare il respiro e ridurre il numero di inspirazioni ed espirazioni ha un effetto calmante sulla mente e riequilibra il corpo.
* Aumenta i livelli di anidride carbonica nel sangue, che a sua volta permette ai tessuti di assorbire più ossigeno. Questo può sembrare paradossale, dato che l’anidride carbonica è spesso vista come un prodotto di scarto, ma è cruciale per l’ossigenazione dei tessuti.
* Abbassare la pressione sanguigna e riequilibrare il sistema nervoso. Ridurre il ritmo respiratorio a circa sei respiri al minuto può avere effetti profondi sulla salute fisica e mentale.
* Maggiore presenza e consapevolezza. Rallentare il respiro è un atto di presenza che contrasta il ritmo frenetico della vita moderna, invitando a vivere ogni istante con maggiore pienezza.
* Migliora l’efficienza del corpo nell’utilizzare l’ossigeno.
* Aiuta a gestire lo stress.
* Promuove una respirazione più profonda e consapevole, favorendo un equilibrio naturale tra ossigeno e anidride carbonica.

Il video suggerisce di provare a rallentare il respiro inspirando per 5-6 secondi ed espirando per altri 5-6 secondi quando ci si sente sopraffatti o stressati.
Questo può aiutare a calmare la mente e a ritrovare un senso di calma.
La respirazione lenta influenza positivamente l’ossigenazione del corpo.
Respirando lentamente si ottiene più ossigeno e più energia.
In particolare, la respirazione coerente, con un ritmo di cinque-sei secondi in inspirazione e cinque-sei secondi in espirazione, permette ai polmoni di espellere le tossine.
Questo ritmo lento e regolare non solo calma, ma facilita anche l’assunzione di una maggiore quantità di ossigeno.

  • Il naso scalda e umidifica l’aria in entrata.
  • Il naso purifica e filtra l’aria attraverso un’azione antibatterica.
  • Il naso stimola la produzione di ossido nitrico, un gas essenziale per la salute.
  • Il naso oppone circa il 50% di resistenza in più al flusso aereo rispetto alla bocca, ma determina un apporto di ossigeno stimato dal 10 al 20% in più.

I benefici principali della respirazione nasale rispetto alla respirazione orale includono:

  • Filtrazione dell’aria: Il naso pulisce l’aria, rimuove gli agenti inquinanti e difende da virus e batteri. La respirazione nasale fornisce una sorta di filtrazione che la respirazione orale non offre.
  • Umidificazione dell’aria: Il naso umidifica l’aria.
  • Pressurizzazione dell’aria: Il naso pressurizza l’aria prima che raggiunga i polmoni, condizionandola. Se non si respira attraverso il naso, i polmoni sono esposti all’ambiente esterno.
  • Rallentamento dell’aria e riduzione della frequenza cardiaca: La respirazione attraverso il naso rallenta l’aria, abbassa la frequenza cardiaca e calma il corpo.
  • Migliore funzione cerebrale: La respirazione nasale è legata a una migliore elaborazione dei pensieri, delle emozioni, della concentrazione e del comportamento generale. Quando si è congestionati e si respira attraverso la bocca, il cervello deve lavorare di più per svolgere le funzioni di base.
  • Effetti diversi a seconda della narice: Respirare attraverso la narice destra ha un effetto stimolante, aumentando la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca e stimolando il lato analitico del cervello. Respirare attraverso la narice sinistra ha un effetto calmante, diminuendo la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna e stimolando il lato creativo del cervello.
  • Prima linea di difesa: Il naso è la prima linea di difesa contro agenti esterni.
  • Respirazione nasale obbligatoria: Diventare un respiratore nasale obbligato, respirando principalmente attraverso il naso, è essenziale per essere un respiratore sano e, di conseguenza, una persona sana.

Le tre tecniche di respirazione presentate nel video hanno diversi scopi e livelli di complessità, il che influisce sulla loro efficacia e applicabilità:

* Respirazione coerente: Questa tecnica prevede di respirare lentamente, inspirando per cinque-sei secondi ed espirando per cinque-sei secondi. L’obiettivo è quello di raggiungere uno stato di calma e di favorire l’ossigenazione. È una tecnica di base che può essere praticata da chiunque, anche da persone con problemi respiratori, iniziando con ritmi più brevi (due secondi in, due secondi fuori) e aumentando gradualmente. Può essere eseguita in qualsiasi luogo e momento, anche camminando o svolgendo attività quotidiane. L’efficacia di questa tecnica risiede nella sua semplicità e nella capacità di adattarsi alle esigenze individuali.
* Ujjayi breathing: Questa tecnica consiste nel restringere la glottide nella parte posteriore della gola durante l’inspirazione e l’espirazione, producendo un suono caratteristico. Può essere usata da sola o in combinazione con la respirazione coerente. L’Ujjayi breathing è utile per calmare il sistema nervoso e aumentare il flusso sanguigno. Questa tecnica richiede un po’ più di pratica per essere eseguita correttamente, ma può essere integrata nella respirazione coerente per potenziarne gli effetti rilassanti.
* Respirazione quattro-sette-otto (modificata in quattro-otto-otto): 
Questa tecnica prevede l’inspirazione per quattro secondi, il trattenimento del respiro per sette (o otto) secondi e l’espirazione per otto secondi. È particolarmente efficace per favorire il rilassamento e il sonno. La versione modificata (quattro-otto-otto) è stata creata per migliorare il ritmo della respirazione.
Questa tecnica richiede un po’ più di concentrazione rispetto alla respirazione coerente, ma è considerata molto efficace per indurre uno stato di calma profonda.

* La respirazione coerente è la più semplice , adatta a tutti e facile da integrare nella vita quotidiana.
* L’Ujjayi breathing è un’aggiunta alla respirazione coerente che ne aumenta gli effetti calmanti, ma richiede un po’ più di pratica.
* La respirazione quattro-sette-otto (o quattro-otto-otto) è la più specifica per il rilassamento profondo e il sonno, ma richiede più concentrazione.

La scelta della tecnica più adatta dipende dalle preferenze individuali e dagli obiettivi specifici.

नाडीशोधन
nāḍī नाडि, dalla radice nāḍ: fluire e śodhana शोधन: pulizia. Che possiamo rendere, in ambito Yoga, come “Purificazione, attraverso l’attivazione, l’armonizzazione ed il controllo dei canali sottili lungo i quali scorrono i flussi della forze/energie vitali, mentali e della coscienza”.


La tecnica Nadi Shodhana, nota anche come respirazione a narici alternate, comporta:

* Chiusura alternata delle narici: Si chiude una narice mentre si inspira attraverso l’altra, e poi si espira attraverso la narice opposta.
* Controllo del respiro: Si inala, si fa una pausa, e poi si espira attraverso la narice opposta.
* Ritmo: Si ripete questo processo mantenendo un ritmo costante. Il ritmo suggerito è di circa tre secondi per inspirazione ed espirazione.
* Posizione delle mani: Tradizionalmente, si utilizzano specifiche posizioni delle mani (mudra). Una posizione comune prevede l’uso del pollice per chiudere la narice destra e l’anulare per chiudere la narice sinistra. Le altre dita possono essere posizionate sulla fronte. Tuttavia, si possono usare le dita e le mani che si preferiscono.
* Scopo: L’obiettivo è quello di bilanciare il sistema nervoso influenzando il flusso di aria attraverso le narici, che a sua volta può influenzare la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e l’attività cerebrale. La respirazione attraverso la narice destra stimola il lato analitico del cervello, mentre la respirazione attraverso la narice sinistra stimola il lato creativo.

Ujjayi [pranayama]” ( sanscrito : उज्जायी ) significa “vittorioso o conquistatore [respiro]” in sanscrito .  , il prefisso उत् “ut” denota superiorità, mentre la parola जाय “jaya” significa vittoria o conquista.

L’Ujjayi è una tecnica di respirazione che prevede la costrizione della glottide nella parte posteriore della gola, producendo un suono. Questa respirazione può essere usata in qualsiasi momento, non necessariamente legata alla respirazione coerente, inspirando ed espirando con lo stesso metodo.

Ecco alcuni dettagli aggiuntivi sulla respirazione Ujjayi:

Non si dovrebbe usare la respirazione coerente quando si vuole essere carichi o attivati per fare qualcosa che richiede la massima capacità mentale e fisica.

Questa respirazione è stata usata per secoli nello yoga e nelle tradizioni buddiste tibetane.

Si può aggiungere alla respirazione coerente, per esempio, in volo, quando si è stanchi o quando si vuole rilassarsi.

La respirazione Ujjayi aiuta a calmare il sistema nervoso, aumentando il flusso sanguigno incrementando l’anidride carbonica.

Si inspira contando fino a sei attraverso il naso con la respirazione Ujjayi.

Si espira contando fino a sei attraverso il naso con la respirazione Ujjayi.

Aiuta a calmare ulteriormente il corpo.

Si può respirare in questo modo contando come si vuole.

息者自心也。自心为息,心一动,而即有气,气本心之化也。Respiro è la manifestazione del cuore. Il cuore è la fonte del respiro; quando il cuore si muove, Immediatamente nasce il qi, e il 氣 Qi è essenzialmente una trasformazione del cuore.

光明真言 kōmyō shingon Mantra della Luce

La traduzione di questo mantra, secondo il professor Mark Unno

Sia lodato l’illuminazione impeccabile e onnipervadente del grande mudra [o sigillo del Buddha ]. Consegnami il gioiello, il loto e la luce radiosa.

Un’altra traduzione secondo il Comitato di traduzione del Dharmachakra

“Oṁ, amogha gioiello-loto dello splendido grande mudrā! Fiamma! Mettiti in moto! Hūṁ!”

Mantra della Luce, Stele di pietra del Mantra della Luce, Niutsuhime-jinja, Giappone
Il Santuario Nyutsuhime, situato ai piedi del Monte Koya, è un bellissimo santuario vermiglio noto anche come Amano Taisha
Santuario Nyutsuhime, città di Katsuragi, 和歌山県かつらぎ町

Il Mantra della Luce ( giapponese : kōmyō shingon , 光明真言, sanscrito: Prabhāsa-mantra ), chiamato anche Mantra della Luce della Grande Consacrazione (Ch: 大灌頂光真言) e Mantra della Corda Infallibile , è un importante mantra delle sette Shingon e Kegon del Buddhismo giapponese . Viene recitato anche nel Buddhismo Zen giapponese . [ 1 ]

Il mantra si trova nell’Amoghapāśa -kalparāja-sūtra (traduzione cinese nel Taisho n. 1092 e nel Canone buddista coreano n. K.287 [ 2 ] , tradotto da Bodhiruci ) così come nel Sutra del Mantra della corda infallibile. del Grande Battesimo del Buddha Vairocana (不空羂索毘盧遮那佛大灌頂光真言一卷, Taisho no. 1002) ed è associato alla divinità Amoghapāśa (lett. “Corda infallibile”), una forma di Avalokiteshvara . È anche il mantra associato alla consacrazione (abhiseka) di Amoghapāśa da parte di innumerevoli Buddha (da qui il suo nome di “mantra per la consacrazione mudrā” nella versione tibetana del testo

CONFER https://himorogi.online/

sulla destra Il bijia ह्रीः  hrih, associato sia ad Amitabha (Amida) che ad Avalokiteshvara (Kannon) indichi la completezza derivante dall’unione di Saggezza e Compassione, che conduce alla Corretta Azione.

心灵如镜 Con la mente serena come uno specchio

心灵如镜,步发声,声音清灵。清灵有限,一香为够。过午人事多繁,易扰心灵。然否必需限定一香,只要清心放下,平静一刻,久久便有入头,不忧心灵幻住。


“Con la mente serena come uno specchio, muoviti lentamente e parla con voce chiara. La purezza non ha bisogno di eccessi, un solo tocco di profumo basta. Nel pomeriggio, le faccende quotidiane possono turbare la mente. Tuttavia, non è necessario limitarsi a un momento di calma assoluto, basta qualche istante di tranquillità. Con la pratica costante, si acquisirà una profonda comprensione e la mente troverà la sua pace.”

Ὅμοιον εἶναι τῇ ἄκρᾳ, Sii simile allo scoglio

    Ὅμοιον εἶναι τῇ ἄκρᾳ, ᾗ διηνεκῶς τὰ κύματα προσρήσσεται· ἡ δὲ ἕστηκε καὶ περὶ αὐτὴν κοιμίζεται τὰ φλεγμήναντα τοῦ ὕδατος. MARCUS AURELIUS – Τὰ εἰς ἑαυτόν IV

Sii simile allo scoglio su cui si infrangono incessantemente i flutti: saldo, immobile e intorno ad esso finisce per placarsi il ribollire delle acque

Kayotsarga कायोत्सर्ग ”abbandonare il corpo” meditazione in posizione eretta

Gommateshwara,Bahubali, il Tirthankara, तीर्थंकर,”Attraversatore del guado”, la Statua Colossale dell’Ascetismo giainista

La rappresentazione più famosa di Gommateshwara è la statua monolitica a Shravanabelagola, posta su una collina presso la località di Shravanabelagola è una piccola città situata nel distretto di Hassan dello stato del Karnataka, in India.

È nota per il suo significato storico e religioso, in quanto ospita il sito di pellegrinaggio giainista di Shravanabelagola, considerato uno dei più importanti centri di pellegrinaggio giainista al mondo.
Questa statua è alta circa 18 metri e raffigura Bahubali


Bahubali è il secondo genito del primo tirthankara, i profeti della religione giainista che aiutano gli uomini ad attraversare l’oceano delle rinascite. Il padre, prima di diventare un saggio rinunciante, era stato re e quando abdicò tra i due figli scoppiò una disputa per la successione.
Bahubali umiliò il fratello e si proclamò re, ma il rimorso lo attanagliò e lo spinse a lasciare il trono per ritirarsi a cercare l’illuminazione.
Si dedicò con molto ardore all’ascesi per spezzare ogni tipo di attaccamento alla vita; rimase così tanti anni completamente immobile che le termiti gli costruirono la tana attorno, i serpenti lo scambiarono per un albero e i rampicanti gli ricoprirono il corpo. Ma nonostante tutto, non riusciva a liberarsi perché frammenti del proprio ego ancora lo ancoravano al mondo.
Solo quando la sorella gli consigliò di “scendere dall’elefante” l’asceta rinunciante comprese di avere mantenuto ancora vivo un po’ di orgoglio personale, rinunciò anche ad esso e ottenne l’illuminazione.
I due nomi riflettono diversi aspetti della sua figura. “Bahubali”, बहुबली, colui che ha braccia potenti, sottolinea il suo passato di principe guerriero e la sua forza fisica, mentre “Gommateshwara”, गुमटेश्वर, grande signore, enfatizza il suo status di divinità e la sua grandezza spirituale
La posizione meditativa, di totale assorbimento, la nudità e l’assenza di ornamenti sono simboli di ascetismo e di distacco dai beni materiali, le piante rampicanti che avvolgono il corpo sono segni della sua lunga meditazione e della sua connessione con la natura.

  • Gommateshwara è venerato come un dio e oggetto di culto in molte comunità giainiste. I templi a lui dedicati sono luoghi di pellegrinaggio e di preghiera.
  • Ogni dodici anni si tiene una grande cerimonia chiamata Mahamasthakabhisheka, durante la quale la statua di Gommateshwara viene lavata con latte, acqua e altri liquidi puri. Questa cerimonia è un’occasione per i giainisti di riunirsi e rinnovare la loro devozione.
  • Il Jainismo e l’Ascetismo: Il culto di Gommateshwara è strettamente legato ai principi fondamentali del giainismo, come la non-violenza, l’ascetismo e la ricerca della liberazione spirituale..
  • Simbolismo della natura: Le piante rampicanti che avvolgono il corpo di Gommateshwara simboleggiano la sua completa unione con la natura. Durante la sua lunga meditazione, la vegetazione si è intrecciata attorno a lui, sottolineando il suo profondo legame con il mondo naturale.
  • Tempo trascorso in meditazione: La presenza di queste piante è anche un modo per indicare il lungo periodo trascorso da Bahubali in meditazione. La natura ha letteralmente “conquistato” il suo corpo durante questo periodo di intensa concentrazione.
  • Protezione divina: In alcune interpretazioni, le piante rampicanti sono viste come una forma di protezione divina, che avvolge e protegge il corpo illuminato di Gommateshwara.

Tirthankara तीर्थंकर

Posizione meditativa, kayotsarga कायोत्सर्ग (stando fermo),con le braccia lungo i fianchi, eretto, in piedi in una posa immobile, totalmente assorto.

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