Anche un dente di cane se c’รจ venerazione emette Luce เฝ˜เฝผเฝฆเผ‹เฝ‚เฝดเฝฆเผ‹เฝกเฝผเฝ‘เผ‹เฝ“เผ เฝเพฑเฝฒเผ‹เฝฆเฝผเผ‹เฝ เฝผเฝ‘เผ‹เฝ เฝ–เพฑเฝดเฝ„เผ‹เผ Devozione e Miracoli: Il Potere del Tulpa


Dedicato al Maestro e Mentore professor Sandro Consolato


Il testo proviene dal libro “Mistici e maghi del Tibet” (Mystiques et magiciens du Thibet), scritto dalla celebre scrittrice ed esploratrice francese Alexandra David-Nรฉel.

In questo estratto, l’autrice spiega il concetto tibetano secondo cui l’energia mentale (o “tulpa”) e la fede possono infondere potere o proprietร  miracolose a oggetti inanimati. L’aneddoto citato รจ la famosa storia del “dente di cane” che, grazie alla fede incrollabile di una vecchia donna che lo credeva un dente di un Buddha, inizia a brillare di luce propria.

Autrice: Alexandra David-Nรฉel (1868โ€“1969).

Capitolo: Il testo si trova solitamente nel capitolo sesto, intitolato “I fenomeni psichici”

Nel libro Mistici e Maghi del Tibet, la David-Nรฉel usa questo esempio per spiegare che, nella filosofia tibetana, l’oggetto in sรฉ non ha potere intrinseco; รจ la concentrazione mentale e la fede del credente a proiettare e “animare” l’oggetto (il concetto di Tulpa o creazione mentale).

Il senso letterale รจ: “Se c’รจ devozione, dal dente di cane scaturisce la luce”.

La storia del “Dente di Cane” raccontata da Alexandra David-Nรฉel (e tratta dalla tradizione orale tibetana) รจ una delle parabole piรน celebri per spiegare il potere della mente e della fede (Mรถgรผ).

La promessa del mercante

C’era una volta un ricco mercante che si recava ogni anno in India per affari. Sua madre, una donna molto devota ma ormai anziana, lo supplicava ogni volta di portarle una reliquia sacra dalla terra del Buddha, affinchรฉ potesse venerarla prima di morire.

Il figlio, tuttavia, era un uomo distratto e molto impegnato nei suoi commerci. Per diversi anni di seguito, preso dai suoi affari, si dimenticรฒ completamente della promessa fatta alla madre, tornando a casa sempre a mani vuote.

L’ultima occasione

Un anno, mentre stava per rientrare in Tibet, il mercante si ricordรฒ della promessa proprio quando era ormai vicino a casa. Guardandosi intorno con ansia, si rese conto di non avere nulla di sacro da offrirle e temette che la madre potesse morire di crepacuore per la delusione.

Scorgendo lo scheletro di un cane sul ciglio della strada, ebbe un’idea disperata: si chinรฒ, estrasse un dente dalla mascella del cane, lo pulรฌ accuratamente e lo avvolse in un prezioso pezzo di seta colorata.

L’inganno e la fede

Arrivato a casa, consegnรฒ il pacchetto alla madre dicendole con solennitร : “Madre, ecco per te un dente del venerabile Buddha in persona!”

La donna, colma di gioia e commozione, accettรฒ il dono con una fede incrollabile. Pose il dente sull’altare di casa e iniziรฒ a prostrarsi davanti ad esso ogni giorno, recitando preghiere e offrendo incenso con una concentrazione e una devozione assolute.

Il miracolo

Passรฒ del tempo e accadde l’incredibile: dal dente di cane iniziarono a sprigionarsi raggi di luce e perle di splendore (le cosiddette ringsel, reliquie prodotte dai santi). La forza della fede della donna era stata cosรฌ potente da “animare” l’oggetto e caricarlo di un’energia spirituale reale.

L’insegnamento

Il proverbio che hai trovato nel libro, “Se c’รจ devozione, dal dente di cane scaturisce la luce”, serve a spiegare che:

  1. L’oggetto in sรฉ รจ neutro: Non รจ il dente ad avere potere, ma la mente di chi lo osserva.
  2. La proiezione mentale: La realtร  รจ plasmata dai nostri pensieri. Se una persona proietta “sacralitร ” su un oggetto con sufficiente forza, quell’oggetto diventa effettivamente sacro per lei e produce effetti reali.

รˆ un esempio perfetto della filosofia tibetana sulla natura della mente, che la David-Nรฉel usa per introdurre il concetto di Tulpa (creazioni mentali rese visibili).

1. Traduzione e Origine

In tibetano, la parola si scrive เฝฆเพคเพฒเฝดเฝฃเผ‹เฝ” ed รจ traslitterata come Tulpa (o Sprul-pa secondo il sistema Wylie).

  • เฝ˜เฝผเฝฆเผ‹เฝ‚เฝดเฝฆเผ‹ (Mos-gus / “Meu-gus”): Devozione, venerazione, fede profonda.
  • เฝกเฝผเฝ‘เผ‹เฝ“เผ (Yod-na / “Yeu-na”): Se c’รจ, se esiste.
  • เฝเพฑเฝฒเผ‹เฝฆเฝผเผ‹ (Khyi-so): Dente (so) di cane (khyi).
  • เฝ เฝผเฝ‘เผ‹ (ร– / “Eu”): Luce, splendore.
  • เฝ เฝ–เพฑเฝดเฝ„เผ‹เผ (‘Byung / “Tung”): Sorgere, scaturire, apparire.
  • Significato letterale: “Emanazione”, “manifestazione” o “forma costruita”.
  • Radice: Deriva dal verbo sprul, che significa “apparire”, “prendere forma” o “trasformarsi”.

2. Il Concetto nel Buddismo Tibetano

Nel contesto originale del Tibet, un Tulpa non รจ un “amico immaginario”, ma un concetto teologico profondo legato alla dottrina del Trikaya (i tre corpi del Buddha).

  • Emanazione Spirituale: Si crede che i maestri spirituali avanzati (Illuminati o Bodhisattva) abbiano la capacitร  di proiettare “emanazioni” di se stessi per aiutare gli esseri senzienti. Ad esempio, il Dalai Lama รจ considerato un Tulpa di Avalokiteshvara (il Bodhisattva della compassione).
  • Nirmฤแน‡akฤya: Il Tulpa รจ la manifestazione fisica o visibile di una mente illuminata nel mondo materiale.

3. La “Creazione” Mentale (Interpretazione Occidentale)

L’idea che un Tulpa sia una “forma-pensiero” creata volontariamente dalla mente di un praticante si รจ diffusa in Occidente grazie a figure come l’esploratrice Alexandra David-Nรฉel all’inizio del XX secolo.

Secondo questa visione (piรน vicina all’occultismo e alla moderna sottocultura dei Tulpamancy):

  1. Concentrazione: Attraverso una meditazione intensa e costante, il praticante visualizza un’entitร .
  2. Autonomia: Con il tempo, questa proiezione mentale acquisirebbe una sorta di “volontร  propria” o coscienza separata da quella del creatore.
  3. Sensorialitร : Nei casi piรน estremi, il creatore sostiene di poter vedere, sentire o toccare l’entitร .

Mentre per i tibetani si tratta di un concetto sacro legato all’illuminazione, nella psicologia moderna la creazione di “Tulpa” viene spesso vista come una forma di auto-ipnosi o, in casi non controllati, come un fenomeno legato alla dissociazione.

Questo mosaico di citazioni ci riporta direttamente nell’universo sciamanico e psichedelico di Carlos Castaneda e del suo leggendario mentore, lo stregone yaqui Don Juan Matus.

รˆ un ribaltamento totale della prospettiva: la realtร  non รจ un dato oggettivo e immutabile, ma un riflesso della nostra energia e del nostro intento. queste parole offrono la via d’uscita: la via del guerriero.

1. La Strada che ha un Cuore

รˆ il concetto piรน celebre di Castaneda. Don Juan insegna che, poichรฉ nessuna strada “porta da qualche parte” (nel senso che la meta finale รจ per tutti la morte), l’unica distinzione valida รจ la qualitร  del viaggio.

  • La strada senza cuore: Ti stanca, ti rende rancoroso e ti indebolisce. รˆ la strada dell’ambizione o della paura.
  • La strada con un cuore: Ti rende forte, felice e “una cosa sola” con il percorso. Non si sceglie con la logica, ma con il sentimento e l’osservazione priva di fretta.

2. Il Potere della Percezione

โ€œAnche un dente di cane, se cโ€™รจ venerazione, emette luce.โ€

Questa frase รจ una lezione magistrale sul potere dell’intento. Non รจ l’oggetto in sรฉ a essere sacro o luminoso, ma la qualitร  dell’attenzione che gli rivolgiamo. Se guardi il mondo con “venerazione” (o consapevolezza), il mondo risponde illuminandosi. รˆ il passaggio dal “guardare” (atto fisico) al “vedere” (atto sciamanico).

3. La Rivoluzione nel Corpo

Il guerriero non รจ un asceta distaccato, ma un atleta della consapevolezza. L’idea che la rivoluzione inizi nel corpo รจ fondamentale:

  • Assetto impeccabile: Non puoi affrontare lo “stupore di essere un umano” se sei depresso o fisicamente trascurato.
  • Il Guerriero vs Lo Schiavo: Il guerriero accetta il terrore dell’esistenza e lo trasforma in meraviglia attraverso la disciplina del proprio veicolo fisico e mentale.

4. Il Cacciatore e l’Ignoto

Il riferimento finale al cacciatore sottolinea che vivere non รจ un atto passivo. Essere un “cacciatore” nel mondo di Don Juan significa essere in uno stato di allerta costante, pronti a cogliere i segnali di quei “poteri” che guidano l’universo, senza perรฒ lasciarsi travolgere dalla paura.

Risvegliare il Padrone della Carrozza: Crisi e Crescita Personale

Lโ€™uomo รจ come una carrozza

il corpo รจ il suo veicolo

le emozioni sono i suoi cavalli

la mente รจ il cocchiere

il se รจ il passeggero/padrone che di solito dormeโ€ฆ.

il cocchiere รจ un ubriacone dalle personalitร  multiple, la scimmia inquieta del buddismo, e ogni personalitร  che lo attraversa รจ convinta di essere il padrone della carrozza e di sapere dove andare. I cavalli (le emozioni) non sempre obbediscono agli ordini cosรฌ contraddittori e ogni tanto sโ€™infuriano, posseduti dalla loro natura selvaggia si muovono prepotentemente come vogliono vanno lรฌ dove il loro istinto bestiale li porta trascinando lโ€™intera carrozza  su strade dissestate, ammaccando il veicolo e demoralizzando e confondendo ancor piรน lโ€™incapace cocchiere che si crede il padrone.

Si dice che a volte รจ proprio in situazioni di crisi (ฮบฯฮฏฯƒฮนฯ‚ der. di ฮบฯฮฏฮฝฯ‰ distinguere)
tra sballottamenti e perturbazioni il padrone della carrozza si svegli e si ricordi di SE STESSO.

“La carrozza รจ collegata al cavallo dalle stanghe, il cavallo al cocchiere dalle redini, e il cocchiere al padrone dalla voce del padrone. Ma il padrone non c’รจ. E se c’รจ, dorme. Il cocchiere deve sentire la voce del padrone per sapere dove andare, ma il cocchiere รจ al pub, ubriaco, e non sente nulla. I cavalli, non ricevendo ordini, vanno dove l’erba sembra piรน verde o dove si spaventano.” โ€”
Parafrasi da P.D. Ouspensky, “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”

Osho espande questo concetto focalizzandosi sulla consapevolezza. Per lui, noi siamo “abitati” da migliaia di piccoli “io” che si danno il cambio al posto di guida.

“Il tuo cocchiere รจ un ciarlatano. Ogni volta che un nuovo desiderio ti attraversa, un nuovo cocchiere prende il posto del precedente e grida: ‘Io sono il padrone!’. Ma รจ solo un pensiero passeggero. La crisi รจ benedetta perchรฉ in quel momento tutte le tue false personalitร  falliscono contemporaneamente. Quando la carrozza sta per schiantarsi, il chiasso dei finti padroni tace per il terrore. In quel silenzio di paura, il Vero Sรฉ puรฒ finalmente aprire gli occhi.” โ€” Ispirato ai discorsi di Osho su Gurdjieff e il sufismo

Il punto chiave di Osho:

  • Identificazione: Il dramma รจ che il cocchiere crede di essere il padrone.
    La crisi serve a “dis-identificarsi”: a capire che tu non sei colui che tiene le redini (la mente), ma colui che siede dentro.
  • Osservazione: Osho insegna che non devi lottare con i cavalli (le emozioni). Devi solo guardare. Se il passeggero รจ sveglio e osserva, il cocchiere diventa improvvisamente attento.
    La sola presenza del padrone trasforma il comportamento di tutto il sistema.

Una visione spirituale focalizzata sulla trasformazione interiore e sulla consapevolezza di sรฉ. Le fonti esplorano l’insegnamento di figure come Gurdjieff, Osho e il Buddha, evidenziando la distinzione tra la conoscenza intellettuale e l’esperienza diretta della veritร . Viene data grande importanza al superamento del giudizio morale, considerato un limite che frammenta la mente e impedisce la visione reale. L’obiettivo centrale รจ il passaggio da una mente disturbata e meccanica a uno stato di osservazione pura e presenza silenziosa. Attraverso la meditazione, l’individuo puรฒ liberarsi dalle illusioni e dai condizionamenti per scoprire ciรฒ che รจ eterno e immortale. Questi scritti invitano a una disciplina interiore capace di integrare corpo e anima in un’unitร  consapevole.

ๆฏ็„กๅ‡บๅ…ฅ๏ผŒๅ‰‡ๆฏไฝ่€Œๆฐฃๅพ—ๆ‰€้คŠ็Ÿฃ”Quando non c’รจ inspirazione ed espirazione (ๆฏ), allora il respiro si stabilizza e il Qi (ๆฐฃ) ne viene nutrito”.

ๆฏ (xฤซ): Si riferisce al respiro, ma in un contesto meditativo indica spesso un respiro sottile, quasi impercettibile, piuttosto che la respirazione meccanica e grossolana.

็„กๅ‡บๅ…ฅ (wรบ chลซ rรน): Letteralmente “senza uscita nรฉ entrata”. Descrive uno stato avanzato di meditazione in cui il respiro esterno sembra cessare. Non si tratta di apnea, ma di una condizione di profonda quiete in cui lo scambio gassoso avviene a un livello molto piรน sottile.

ๆฏไฝ (xฤซ zhรน): “Il respiro dimora” o “si ferma”. Indica il raggiungimento di uno stato di stabilitร  e quiete del respiro.

ๆฐฃ (qรฌ): รˆ il concetto fondamentale di “energia vitale” o “soffio vitale” che, secondo la filosofia e la medicina cinese, pervade l’universo e anima gli esseri viventi.

ๅพ—ๆ‰€้คŠ (dรฉ suว’ yวŽng): “Ottiene il suo nutrimento” o “viene nutrito”. Significa che l’energia vitale si rafforza, si purifica e si accumula.

ๅฎˆ้œ็ฏค ย mantieni con fermezza la quiete ้“ๅพท็ถ“ XVI, 16 Dao De Jing

่‡ด่™›ๆฅต๏ผŒๅฎˆ้œ็ฏคใ€‚่ฌ็‰ฉไธฆไฝœ๏ผŒๅพไปฅ่ง€ๅพฉใ€‚ๅคซ็‰ฉ่Šธ่Šธ๏ผŒๅ„ๅพฉๆญธๅ…ถๆ นใ€‚ๆญธๆ นๆ›ฐ้œ๏ผŒๆ˜ฏ่ฌ‚ๅพฉๅ‘ฝใ€‚ๅพฉๅ‘ฝๆ›ฐๅธธ๏ผŒ็Ÿฅๅธธๆ›ฐๆ˜Žใ€‚ไธ็Ÿฅๅธธ๏ผŒๅฆ„ไฝœๅ‡ถใ€‚็Ÿฅๅธธๅฎน๏ผŒๅฎนไนƒๅ…ฌ๏ผŒๅ…ฌไนƒ็Ž‹๏ผŒ็Ž‹ไนƒๅคฉ๏ผŒๅคฉไนƒ้“๏ผŒ้“ไนƒไน…๏ผŒ
ๆฒ’่บซไธๆฎ†ใ€‚
้“ๅพท็ถ“ XVI, 16 Dao De Jing

่‡ด่™›ๆฅต.   Arriva al culmine del vuoto
ๅฎˆ้œ็ฏค    mantieni con fermezza la quiete

่ฌ็‰ฉไธฆไฝœ  i diecimila esseri tutti insieme sorgono
ๅพไปฅ่ง€ๅพฉ Io contemplo il loro ritorno
ๅคซ็‰ฉ่Šธ่Šธ tornano a casa ciascuno alle proprie radici
ๅ„ๅพฉๆญธๅ…ถๆ น   Tornare alle radici รจ quiete
ๆ˜ฏ่ฌ‚ๅพฉๅ‘ฝ รจ tornare al proprio destino
ๅ‘ฝๆ›ฐๅธธ Tornare al proprio destino รจ lโ€™eterno
็Ÿฅๅธธๆ›ฐๆ˜Ž  Conoscere lโ€™eterno รจ illuminazione
ไธ็Ÿฅๅธธ non conoscere
ๅฆ„ไฝœๅ‡ถ รจ essere senza radici
็Ÿฅๅธธๅฎน Conoscere lโ€™eterno รจ comprendere
ๅฎนไนƒๅ…ฌ comprendere perciรฒ essere imparziali
ๅ…ฌไนƒ็Ž‹ imparziali(equi) perciรฒ regali
็Ž‹ไนƒๅคฉ regali perciรฒ celesti
ๅคฉไนƒ้“ celesti perciรฒ uniti con il Dao
้“ไนƒไน… uniti con il Dao perciรฒ eterni
ๆฒ’่บซไธๆฎ†ใ€‚Senza un io nessun pericolo(sconfitta)

Buddha seduto, I-metร  II secolo, Pakistan (antica regione del Gandhara). Questo Buddha mostra affinitร  con la scultura romana piรน di qualsiasi altro bronzo gandharano sopravvissuto.Gandhara, antica regione del Pakistan nord-occidentale delimitata a nord dallo Swat (l’antica Udayana), a ovest dall’Afghanistan (l’antica Nagarahara e la Battriana) e a est dal fiume Indo e, infine, dal Kashmir.L’arte di Gandhara รจ nota per la fusione di elementi della scultura ellenistica con temi buddisti, grazie ai contatti con il mondo greco dopo le conquiste di Alessandro Magno. Le statue di Gandhara spesso raffigurano il Buddha o bodhisattva in pose meditative, con dettagli realistici come drappeggi di abiti e volti sereni, scolpiti in schisto, stucco o bronzo.

L’arte di respirare James Nestor

Rallentare il respiro puรฒ portare diversi benefici, come spiegato nel video. Ecco alcuni dei principali vantaggi:

* Calma la mente e riequilibra il corpo. Rallentare il respiro e ridurre il numero di inspirazioni ed espirazioni ha un effetto calmante sulla mente e riequilibra il corpo.
* Aumenta i livelli di anidride carbonica nel sangue, che a sua volta permette ai tessuti di assorbire piรน ossigeno. Questo puรฒ sembrare paradossale, dato che l’anidride carbonica รจ spesso vista come un prodotto di scarto, ma รจ cruciale per l’ossigenazione dei tessuti.
* Abbassare la pressione sanguigna e riequilibrare il sistema nervoso. Ridurre il ritmo respiratorio a circa sei respiri al minuto puรฒ avere effetti profondi sulla salute fisica e mentale.
* Maggiore presenza e consapevolezza. Rallentare il respiro รจ un atto di presenza che contrasta il ritmo frenetico della vita moderna, invitando a vivere ogni istante con maggiore pienezza.
* Migliora l’efficienza del corpo nell’utilizzare l’ossigeno.
* Aiuta a gestire lo stress.
* Promuove una respirazione piรน profonda e consapevole, favorendo un equilibrio naturale tra ossigeno e anidride carbonica.

Il video suggerisce di provare a rallentare il respiro inspirando per 5-6 secondi ed espirando per altri 5-6 secondi quando ci si sente sopraffatti o stressati.
Questo puรฒ aiutare a calmare la mente e a ritrovare un senso di calma.
La respirazione lenta influenza positivamente l’ossigenazione del corpo.
Respirando lentamente si ottiene piรน ossigeno e piรน energia.
In particolare, la respirazione coerente, con un ritmo di cinque-sei secondi in inspirazione e cinque-sei secondi in espirazione, permette ai polmoni di espellere le tossine.
Questo ritmo lento e regolare non solo calma, ma facilita anche l’assunzione di una maggiore quantitร  di ossigeno.

  • Il naso scalda e umidifica lโ€™aria in entrata.
  • Il naso purifica e filtra lโ€™aria attraverso unโ€™azione antibatterica.
  • Il naso stimola la produzione di ossido nitrico, un gas essenziale per la salute.
  • Il naso oppone circa il 50% di resistenza in piรน al flusso aereo rispetto alla bocca, ma determina un apporto di ossigeno stimato dal 10 al 20% in piรน.

I benefici principali della respirazione nasale rispetto alla respirazione orale includono:

  • Filtrazione dell’aria: Il naso pulisce l’aria, rimuove gli agenti inquinanti e difende da virus e batteri. La respirazione nasale fornisce una sorta di filtrazione che la respirazione orale non offre.
  • Umidificazione dell’aria: Il naso umidifica l’aria.
  • Pressurizzazione dell’aria: Il naso pressurizza l’aria prima che raggiunga i polmoni, condizionandola. Se non si respira attraverso il naso, i polmoni sono esposti all’ambiente esterno.
  • Rallentamento dell’aria e riduzione della frequenza cardiaca: La respirazione attraverso il naso rallenta l’aria, abbassa la frequenza cardiaca e calma il corpo.
  • Migliore funzione cerebrale: La respirazione nasale รจ legata a una migliore elaborazione dei pensieri, delle emozioni, della concentrazione e del comportamento generale. Quando si รจ congestionati e si respira attraverso la bocca, il cervello deve lavorare di piรน per svolgere le funzioni di base.
  • Effetti diversi a seconda della narice: Respirare attraverso la narice destra ha un effetto stimolante, aumentando la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca e stimolando il lato analitico del cervello. Respirare attraverso la narice sinistra ha un effetto calmante, diminuendo la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna e stimolando il lato creativo del cervello.
  • Prima linea di difesa: Il naso รจ la prima linea di difesa contro agenti esterni.
  • Respirazione nasale obbligatoria: Diventare un respiratore nasale obbligato, respirando principalmente attraverso il naso, รจ essenziale per essere un respiratore sano e, di conseguenza, una persona sana.

Le tre tecniche di respirazione presentate nel video hanno diversi scopi e livelli di complessitร , il che influisce sulla loro efficacia e applicabilitร :

* Respirazione coerente: Questa tecnica prevede di respirare lentamente, inspirando per cinque-sei secondi ed espirando per cinque-sei secondi. L’obiettivo รจ quello di raggiungere uno stato di calma e di favorire l’ossigenazione. รˆ una tecnica di base che puรฒ essere praticata da chiunque, anche da persone con problemi respiratori, iniziando con ritmi piรน brevi (due secondi in, due secondi fuori) e aumentando gradualmente. Puรฒ essere eseguita in qualsiasi luogo e momento, anche camminando o svolgendo attivitร  quotidiane. L’efficacia di questa tecnica risiede nella sua semplicitร  e nella capacitร  di adattarsi alle esigenze individuali.
* Ujjayi breathing: Questa tecnica consiste nel restringere la glottide nella parte posteriore della gola durante l’inspirazione e l’espirazione, producendo un suono caratteristico. Puรฒ essere usata da sola o in combinazione con la respirazione coerente. L’Ujjayi breathing รจ utile per calmare il sistema nervoso e aumentare il flusso sanguigno. Questa tecnica richiede un po’ piรน di pratica per essere eseguita correttamente, ma puรฒ essere integrata nella respirazione coerente per potenziarne gli effetti rilassanti.
* Respirazione quattro-sette-otto (modificata in quattro-otto-otto): 
Questa tecnica prevede l’inspirazione per quattro secondi, il trattenimento del respiro per sette (o otto) secondi e l’espirazione per otto secondi. รˆ particolarmente efficace per favorire il rilassamento e il sonno. La versione modificata (quattro-otto-otto) รจ stata creata per migliorare il ritmo della respirazione.
Questa tecnica richiede un po’ piรน di concentrazione rispetto alla respirazione coerente, ma รจ considerata molto efficace per indurre uno stato di calma profonda.

* La respirazione coerente รจ la piรน semplice , adatta a tutti e facile da integrare nella vita quotidiana.
* L’Ujjayi breathing รจ un’aggiunta alla respirazione coerente che ne aumenta gli effetti calmanti, ma richiede un po’ piรน di pratica.
* La respirazione quattro-sette-otto (o quattro-otto-otto) รจ la piรน specifica per il rilassamento profondo e il sonno, ma richiede piรน concentrazione.

La scelta della tecnica piรน adatta dipende dalle preferenze individuali e dagli obiettivi specifici.

เคจเคพเคกเฅ€เคถเฅ‹เคงเคจ
nฤแธฤซ เคจเคพเคกเคฟ, dalla radice nฤแธ: fluire e ล›odhana เคถเฅ‹เคงเคจ: pulizia. Che possiamo rendere, in ambito Yoga, come โ€œPurificazione, attraverso lโ€™attivazione, lโ€™armonizzazione ed il controllo dei canali sottili lungo i quali scorrono i flussi della forze/energie vitali, mentali e della coscienzaโ€.


La tecnica Nadi Shodhana, nota anche come respirazione a narici alternate, comporta:

* Chiusura alternata delle narici: Si chiude una narice mentre si inspira attraverso l’altra, e poi si espira attraverso la narice opposta.
* Controllo del respiro: Si inala, si fa una pausa, e poi si espira attraverso la narice opposta.
* Ritmo: Si ripete questo processo mantenendo un ritmo costante. Il ritmo suggerito รจ di circa tre secondi per inspirazione ed espirazione.
* Posizione delle mani: Tradizionalmente, si utilizzano specifiche posizioni delle mani (mudra). Una posizione comune prevede l’uso del pollice per chiudere la narice destra e l’anulare per chiudere la narice sinistra. Le altre dita possono essere posizionate sulla fronte. Tuttavia, si possono usare le dita e le mani che si preferiscono.
* Scopo: L’obiettivo รจ quello di bilanciare il sistema nervoso influenzando il flusso di aria attraverso le narici, che a sua volta puรฒ influenzare la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e l’attivitร  cerebrale. La respirazione attraverso la narice destra stimola il lato analitico del cervello, mentre la respirazione attraverso la narice sinistra stimola il lato creativo.

Ujjayi [pranayama]” ( sanscrito : เค‰เคœเฅเคœเคพเคฏเฅ€ ) significa “vittorioso o conquistatore [respiro]” in sanscrito .  , il prefisso เค‰เคคเฅ “ut” denota superioritร , mentre la parola เคœเคพเคฏ “jaya” significa vittoria o conquista.

L’Ujjayi รจ una tecnica di respirazione che prevede la costrizione della glottide nella parte posteriore della gola, producendo un suono. Questa respirazione puรฒ essere usata in qualsiasi momento, non necessariamente legata alla respirazione coerente, inspirando ed espirando con lo stesso metodo.

Ecco alcuni dettagli aggiuntivi sulla respirazione Ujjayi:

Non si dovrebbe usare la respirazione coerente quando si vuole essere carichi o attivati per fare qualcosa che richiede la massima capacitร  mentale e fisica.

Questa respirazione รจ stata usata per secoli nello yoga e nelle tradizioni buddiste tibetane.

Si puรฒ aggiungere alla respirazione coerente, per esempio, in volo, quando si รจ stanchi o quando si vuole rilassarsi.

La respirazione Ujjayi aiuta a calmare il sistema nervoso, aumentando il flusso sanguigno incrementando l’anidride carbonica.

Si inspira contando fino a sei attraverso il naso con la respirazione Ujjayi.

Si espira contando fino a sei attraverso il naso con la respirazione Ujjayi.

Aiuta a calmare ulteriormente il corpo.

Si puรฒ respirare in questo modo contando come si vuole.

ๆฏ่€…่‡ชๅฟƒไนŸใ€‚่‡ชๅฟƒไธบๆฏ๏ผŒๅฟƒไธ€ๅŠจ๏ผŒ่€Œๅณๆœ‰ๆฐ”๏ผŒๆฐ”ๆœฌๅฟƒไน‹ๅŒ–ไนŸใ€‚Respiro รจ la manifestazione del cuore. Il cuore รจ la fonte del respiro; quando il cuore si muove, Immediatamente nasce il qi, e il ๆฐฃย Qiย รจ essenzialmente una trasformazione del cuore.

ๅฟƒ็ตๅฆ‚้•œ Con la mente serena come uno specchio

ๅฟƒ็ตๅฆ‚้•œ๏ผŒๆญฅๅ‘ๅฃฐ๏ผŒๅฃฐ้Ÿณๆธ…็ตใ€‚ๆธ…็ตๆœ‰้™๏ผŒไธ€้ฆ™ไธบๅคŸใ€‚่ฟ‡ๅˆไบบไบ‹ๅคš็น๏ผŒๆ˜“ๆ‰ฐๅฟƒ็ตใ€‚็„ถๅฆๅฟ…้œ€้™ๅฎšไธ€้ฆ™๏ผŒๅช่ฆๆธ…ๅฟƒๆ”พไธ‹๏ผŒๅนณ้™ไธ€ๅˆป๏ผŒไน…ไน…ไพฟๆœ‰ๅ…ฅๅคด๏ผŒไธๅฟงๅฟƒ็ตๅนปไฝใ€‚


โ€œCon la mente serena come uno specchio, muoviti lentamente e parla con voce chiara. La purezza non ha bisogno di eccessi, un solo tocco di profumo basta. Nel pomeriggio, le faccende quotidiane possono turbare la mente. Tuttavia, non รจ necessario limitarsi a un momento di calma assoluto, basta qualche istante di tranquillitร . Con la pratica costante, si acquisirร  una profonda comprensione e la mente troverร  la sua pace.โ€

แฝฮผฮฟฮนฮฟฮฝ ฮตแผถฮฝฮฑฮน ฯ„แฟ‡ แผ„ฮบฯแพณ, Sii simile allo scoglio

ย โ€‡โ€‡ แฝฮผฮฟฮนฮฟฮฝ ฮตแผถฮฝฮฑฮน ฯ„แฟ‡ แผ„ฮบฯแพณ, แพ— ฮดฮนฮทฮฝฮตฮบแฟถฯ‚ ฯ„แฝฐ ฮบฯฮผฮฑฯ„ฮฑ ฯ€ฯฮฟฯƒฯฮฎฯƒฯƒฮตฯ„ฮฑฮนยท แผก ฮดแฝฒ แผ•ฯƒฯ„ฮทฮบฮต ฮบฮฑแฝถ ฯ€ฮตฯแฝถ ฮฑแฝฯ„แฝดฮฝ ฮบฮฟฮนฮผฮฏฮถฮตฯ„ฮฑฮน ฯ„แฝฐ ฯ†ฮปฮตฮณฮผฮฎฮฝฮฑฮฝฯ„ฮฑ ฯ„ฮฟแฟฆ แฝ•ฮดฮฑฯ„ฮฟฯ‚. MARCUS AURELIUS – ฮคแฝฐ ฮตแผฐฯ‚ แผ‘ฮฑฯ…ฯ„ฯŒฮฝ IV

Sii simile allo scoglio su cui si infrangono incessantemente i flutti: saldo, immobile e intorno ad esso finisce per placarsi il ribollire delle acque

Gommateshwara,Bahubali, il Tirthankara, เคคเฅ€เคฐเฅเคฅเค‚เค•เคฐ,”Attraversatore del guado”, la Statua Colossale dell’Ascetismo giainista

La rappresentazione piรน famosa di Gommateshwara รจ la statua monolitica a Shravanabelagola, posta su una collina presso la localitร  di Shravanabelagola รจ una piccola cittร  situata nel distretto di Hassan dello stato del Karnataka, in India.

รˆ nota per il suo significato storico e religioso, in quanto ospita il sito di pellegrinaggio giainista di Shravanabelagola, considerato uno dei piรน importanti centri di pellegrinaggio giainista al mondo.
Questa statua รจ alta circa 18 metri e raffigura Bahubali


Bahubali รจ il secondo genito del primo tirthankara, i profeti della religione giainista che aiutano gli uomini ad attraversare lโ€™oceano delle rinascite. Il padre, prima di diventare un saggio rinunciante, era stato re e quando abdicรฒ tra i due figli scoppiรฒ una disputa per la successione.
Bahubali umiliรฒ il fratello e si proclamรฒ re, ma il rimorso lo attanagliรฒ e lo spinse a lasciare il trono per ritirarsi a cercare lโ€™illuminazione.
Si dedicรฒ con molto ardore allโ€™ascesi per spezzare ogni tipo di attaccamento alla vita; rimase cosรฌ tanti anni completamente immobile che le termiti gli costruirono la tana attorno, i serpenti lo scambiarono per un albero e i rampicanti gli ricoprirono il corpo. Ma nonostante tutto, non riusciva a liberarsi perchรฉ frammenti del proprio ego ancora lo ancoravano al mondo.
Solo quando la sorella gli consigliรฒ di โ€œscendere dallโ€™elefanteโ€ lโ€™asceta rinunciante comprese di avere mantenuto ancora vivo un poโ€™ di orgoglio personale, rinunciรฒ anche ad esso e ottenne lโ€™illuminazione.
I due nomi riflettono diversi aspetti della sua figura. “Bahubali”, เคฌเคนเฅเคฌเคฒเฅ€, colui che ha braccia potenti, sottolinea il suo passato di principe guerriero e la sua forza fisica, mentre “Gommateshwara”, เค—เฅเคฎเคŸเฅ‡เคถเฅเคตเคฐ, grande signore, enfatizza il suo status di divinitร  e la sua grandezza spirituale
La posizione meditativa, di totale assorbimento, la nuditร  e l’assenza di ornamenti sono simboli di ascetismo e di distacco dai beni materiali, le piante rampicanti che avvolgono il corpo sono segni della sua lunga meditazione e della sua connessione con la natura.

  • Gommateshwara รจ venerato come un dio e oggetto di culto in molte comunitร  giainiste. I templi a lui dedicati sono luoghi di pellegrinaggio e di preghiera.
  • Ogni dodici anni si tiene una grande cerimonia chiamata Mahamasthakabhisheka, durante la quale la statua di Gommateshwara viene lavata con latte, acqua e altri liquidi puri. Questa cerimonia รจ un’occasione per i giainisti di riunirsi e rinnovare la loro devozione.
  • Il Jainismo e l’Ascetismo: Il culto di Gommateshwara รจ strettamente legato ai principi fondamentali del giainismo, come la non-violenza, l’ascetismo e la ricerca della liberazione spirituale..
  • Simbolismo della natura: Le piante rampicanti che avvolgono il corpo di Gommateshwara simboleggiano la sua completa unione con la natura. Durante la sua lunga meditazione, la vegetazione si รจ intrecciata attorno a lui, sottolineando il suo profondo legame con il mondo naturale.
  • Tempo trascorso in meditazione: La presenza di queste piante รจ anche un modo per indicare il lungo periodo trascorso da Bahubali in meditazione. La natura ha letteralmente “conquistato” il suo corpo durante questo periodo di intensa concentrazione.
  • Protezione divina: In alcune interpretazioni, le piante rampicanti sono viste come una forma di protezione divina, che avvolge e protegge il corpo illuminato di Gommateshwara.

Tirthankara เคคเฅ€เคฐเฅเคฅเค‚เค•เคฐ

Posizione meditativa, kayotsarga เค•เคพเคฏเฅ‹เคคเฅเคธเคฐเฅเค— (stando fermo),con le braccia lungo i fianchi, eretto, in piedi in una posa immobile, totalmente assorto.

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