«Le radici sono nei piedi, la forza si sprigiona dalle gambe, è governata dalla vita e prende forma nelle dita delle mani. Dai piedi alle gambe e alla vita, tutto deve formare un unico flusso continuo e integrato. Sia avanzando sia retrocedendo, solo così si ottengono il momento opportuno e la posizione di vantaggio.»
Origine del testo: Il passaggio è uno dei brani fondamentali dei Classici del Taijiquan (Taijiquan Lun / Taijiquan Jing, tradizionalmente attribuito a Wang Zongyue o Zhang Sanfeng) e sintetizza il principio della catena cinetica e della coordinazione interna.
La catena cinetica (腳, 腿, 腰, 手指): Il movimento trae stabilità e radicamento dalla terra (piedi), genera l’impulso propulsivo (gambe), viene indirizzato e ruotato dal perno centrale (vita, intesa come regione lombo-sacrale) e si esprime con precisione nel contatto finale (dita delle mani).
Flusso continuo (完整一氣 – wánzhěng yī qì): Traducibile letteralmente come «integro in un solo soffio/energia», prescrive che il gesto non presenti interruzioni o frammentazioni; l’intera struttura corporea agisce come un’unità inscindibile.
Tempismo e vantaggio (得機得勢 – dé jī dé shì): Jī (機) indica il momento opportuno o la coordinazione temporale rispetto all’avversario; shì (勢) indica il potenziale strategico e la postura dominante. Muoversi in modo frammentato fa perdere sia il tempo sia la forza di leva.
Per raggiungere uno stato di quiete mentale , effettuiamo, una scansione corporea consapevole, percepiamo ogni parte del corpo dai piedi alla testa. Focalizzando l'attenzione sulle sensazioni fisiche e sul respiro, si impara a osservare lo spazio tra i pensieri invece di assecondarli. Questo processo permette di sperimentare una condizione di assenza di pensiero, Attraverso questa pratica, l'individuo diventa pienamente consapevole del momento presente e della propria natura interiore silenziosa.
Chiudi gli occhi e porta l’attenzione ai piedi: percepisci il contatto con il suolo, il peso e la temperatura, rimanendo concentrato , puoi percepire anche le radici che scendono verso le profondità della Terra e si connettendoti ad Essa
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Sali con l’attenzione alle gambe: limitati a percepirle e a sentirle, senza giudicare le sensazioni che provi
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Porta l’attenzione alle mani, sentendo il palmo dall’interno, ed anche dall’esterno, appena intono, a pochi centimetri dalla pelle, e poi risali lungo le braccia, i gomiti e le spalle
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Sposta l’attenzione alla colonna vertebrale, percependola dalla base fino alla nuca, una vertebra alla volta
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Una volta arrivato alla nuca, fai un respiro profondo, inspira con il naso espira con la bocca
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Porta l’attenzione alla testa dall’interno, percependola come uno spazio ampio e silenzioso, all’interno e anche all’esterno intorno a te
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Richiama tutto il corpo contemporaneamente: percepisci piedi, gambe, mani, braccia, colonna e testa tutti insieme, in un’unica sensazione corporea globale, dentro di te e intorno. te.
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Infine, non fare nulla: non seguire i pensieri e non cercare di scacciarli, ma osserva semplicemente lo spazio vuoto che c’è tra un pensiero e l’altro
L’esercizio descritto è una pratica classica di radicamento corporeo (body scan) e presenza aperta che conduce alla quiete mentale.
Carl Gustav Jung (se si tratta di un refuso per Jung) Nel suo celebre commento psicologico a Il segreto del fiore d’oro e nei suoi scritti sulla meditazione, Jung si sofferma esattamente sul paradosso dell’«osservare senza fare nulla». Per Jung, l’arte più difficile per l’uomo moderno è imparare a lasciar accadere (das Geschehenlassen), sospendendo l’intervento della volontà egoica:
Smettere di alimentare i pensieri e smettere di scacciarli toglie energia al dominio cosciente dell’Io.
Nello spazio vuoto che si apre tra un pensiero e l’altro non c’è il nulla, ma la possibilità per il Sé (Selbst — la totalità psichica) di manifestarsi.
Jung sintetizza questo movimento interiore con la nota massima:
«Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia».
Maestro K’ung (Confucio) Nel pensiero confuciano classico, specialmente nel testo del Grande Studio (Daxue), Maestro K’ung insegna che la padronanza di sé inizia proprio con la capacità di fermarsi e ancorare l’attenzione:
«Sapendo dove fermarsi, si acquista stabilità; con la stabilità si ottiene la quiete; nella quiete regna la pace interiore, e con la pace si può discernere con chiarezza».
Nei testi dello Zhuangzi (dove Confucio compare come figura dialogica), a Kung è attribuita la dottrina del digiuno del cuore/della mente (Xinzhai): non ascoltare con le orecchie ma con la mente, e non con la mente ma con il soffio vitale (Qi). L’udito si arresta ai suoni e la mente ai concetti, ma il vuoto interiore è l’unica condizione capace di accogliere la realtà così com’è.
La tradizione del Chi Kung QI GONG kiko氣功 la sequenza riassume le tappe canoniche dell’allineamento energetico:
Sentire i piedi crea il radicamento a terra (Gen).
Rilassare muscoli e colonna apre i meridiani (Song).
L’intenzione mentale (Yi) guida l’energia vitale (Qi) in tutto il corpo in modo simultaneo.
Fermare l’azione e contemplare lo spazio tra i pensieri coincide con l’ingresso nello stato di Wuji (la vacuità originaria indifferenziata), momento in cui l’organismo ritrova spontaneamente il proprio equilibrio naturale.
Significato letterale: «Radice». Nel Qi Gong indica il principio di affondare le radici a terra (zhā gēn, 扎根) per stabilire una connessione stabile con la forza gravitazionale e l’energia terrestre (Di Qi).
Rilassamento attivo (Song)
Ideogramma: 鬆 (semplificato: 松, pinyin: sōng)
Significato letterale: «Allentare», «distendere». Non descrive un rilassamento passivo o flaccido, bensì una decontrazione muscolare e articolare che preserva l’allineamento scheletrico, favorendo il flusso nei meridiani (Jingluo, 經絡 / 经络).
Intenzione mentale (Yi)
Ideogramma: 意 (pinyin: yì)
Significato letterale: «Mente intenzionale», «volontà cosciente». Composto dai radicali di suono/parola (音) e cuore/mente (心). È la presenza mentale che orienta l’azione senza sforzo fisico.
Energia vitale (Qi)
Ideogramma: 氣 (semplificato: 气, pinyin: qì)
Significato letterale: «Soffio», «vapore», «energia vitale». La formula canonica citata nella sequenza è 以意導氣 (semplificato: 以意导气, yǐ yì dǎo qì), traducibile come «l’intenzione guida il Qi».
Vacuità primordiale (Wuji)
Ideogramma: 無極 (semplificato: 无极, pinyin: wújí)
Significato letterale: «Senza limite», «assenza di polarità». È formato da 無 (wú, non-essere/senza) e 極 (jí, culmine/polo). Rappresenta lo stato neutro e indifferenziato anteriore alla nascita del Taiji (太極, la dualità Yin-Yang), in cui la mente tace e il corpo ripristina la propria omeostasi originaria.
I punti di contatto si fanno subito più nitidi: l’arco del piede si ammorbidisce, mentre i talloni e la punta rilasciano verso il basso ogni tensione, lasciando che la gravità sostenga il corpo senza alcuno sforzo. Sotto la pianta, la consistenza del suolo si trasforma da semplice superficie d’appoggio in un confine permeabile, accogliente e vivo.
Con ogni espirazione, quel confine cede con naturalezza. Dalla base delle piante e dai talloni iniziano a diramarsi radici sottili ma tenaci, che scivolano oltre la superficie ed entrano nella terra profonda. Si fanno via via più dense e robuste, facendosi strada tra strati di suolo scuro, ciottoli levigati, vene d’acqua limpida e rocce silenziose. Ogni fibra scende senza alcuna fretta, attratta da un magnetismo saldo che sa esattamente dove dirigersi: verso il nucleo calmo e indisturbato del pianeta.
Sentire questo ancoraggio trasforma la percezione dell’intero corpo. Il respiro rallenta e trova spazio spontaneo nel bacino e nell’addome. Il baricentro scende, e ogni oscillazione mentale o senso di affanno scivola via lungo le radici, scaricato e accolto dal terreno.
In cambio, dalla profondità risale una stabilità silenziosa: non una rigidità contratta, ma la fermezza elastica di chi sa di essere pienamente sostenuto. A ogni inspiro, questa solidità risale dolcemente, attraversa le piante dei piedi, scioglie le caviglie e sostiene la colonna vertebrale dall’interno.
Eckhart Tolle è un uomo del nostro tempo, nato e cresciuto in Europa, che è passato attraverso una esperienza di Risveglio improvviso e totale. Da molti è ritenuto un individuo che sia balzato ad un altro livello di consapevolezza, questo processo, che potrebbe essere chiamato una Illuminazione, ineffabile e non definibile ne descrivibile con parole adeguate, gli ha consentito, di ritornare ad osservare senza i filtri dalla Mente di Superficie, in questo stato di osservazione ha introdotto i suoi ascoltatori ad una riflessione su:
Il Corpo di Dolore è un campo di energia negativa
che occupa corpo e mente una entità invisibile che vive e si alimenta alle spese di un’altra senza dare nessuna cosa in cambio.
Ha due modi d’essere attivo o inattivo
Vuole sopravvivere come ogni altra entità esistente, può riuscirci solo se ti identifichi con esso.
Si nutre di rabbia, distruttività,odio,sofferenza,drammi emotivi, malattia….
All’interno del Campo di Consapevolezza umano può generarsi, esistere, prosperare ed operare una entità energetica che agisce in modo da deprivarci di energia, e dunque mantenerci in uno stato di inconsapevolezza. Il suo scopo è quello di continuare ad alimentarsi di un certo tipo della nostra energia, e nel contempo impedirci di espandere la nostra Consapevolezza per non permetterci di accorgersi della sua presenza. Diventare consapevoli dell’esistenza e dell’operato di questa entità energetica è il primo ed il più importante passo da fare; diventerà una conseguenza naturale, poi, iniziare immediatamente a smettere di creare ancora cibo e sostentamento per essa
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