Omnia fert aetas, sed nondum Tutto porta via il tempo ma non ancora

Omnia fert aetas, sed nondum

tutto porta via il tempo ma non ancora

Sic verus ille animus et in alienum non venturus arbitrium probatur

Così si sperimenta il coraggio vero, che non è sottoposto all’arbitrio altrui. è la prova del fuoco.

Un atleta non può combattere con accanimento se non è già livido per le percosse: chi ha visto il proprio sangue e ha sentito i denti scricchiolare sotto i pugni, chi è stato messo a terra e schiacciato dall’avversario e, umiliato, non si è perso d’animo, chi si è rialzato più fiero, dopo ogni caduta, va a combattere con buone speranze di vittoria.

Quindi, per continuare con questo paragone, molte volte ormai hai subito l’assalto del destino; tu, però non ti sei arreso, ma sei balzato in piedi e hai resistito con maggior fermezza: il valore, quando è sfidato, si moltiplica.

Omnia fert aetas, sed nondum

tutto porta via il tempo ma non ancora

Plura sunt, Lucili, quae nos terrent quam quae premunt, et saepius opinione quam re laboramus.

Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci minacciano effettivamente, Lucilio mio, e spesso soffriamo più per le nostre paure che per la realtà

Omnia fert aetas, sed nondum

tutto porta via il tempo ma non ancora

Omnia, aliena sunt, tempus tantum nostrum est.. nulla ci appartiene soltanto il tempo è nostro il resto è solo una goccia nell’oceano

In onore del pensiero stoico e di Seneca

Omnia fert aetas, animum quoque” (tradotta come “Il tempo porta via tutto, anche l’anima” o, più precisamente nel contesto, “Il tempo porta via tutto, anche la memoria/la mente”) si trova nell’Egloga IX delle Bucoliche di Virgilio, ed è pronunciata dal pastore Meri (Moeris) al verso 51.
Egloga IX, vv. 49-56 (Il lamento di Meri)

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