Leva al braccio

A mihi ubi consistam, et terram movebo
Dammi dove appoggiarmi e sposterò la terra!
Archimede di Siracusa

Screenshot 2017-12-15 13.00.56

La  leva agisce  applicando una forza potente su di un punto del corpo che si oppone alla resistenza esercitata dallo stesso, causando la rottura del punto anatomico che funge da fulcro.

aid378870-v4-728px-Do-a-Jiu-Jitsu-Arm-Bar-Step-4
腕 挫 十字 固 judo 柔道 jūdō, Via della Cedevolezza

Spartani Σπαρτιάται aristocrazia austera

 

CTGnBP-VAAAZIQA

Un aggregato umano misterioso, austero, silenzioso ”laconico ”, schivo ,duro, dedito all’addestramento permanente , al culto della parola data, che per mantenere il suo status s’impone regole severe di rinuncia e restrizione, il privilegio degli Ὅμοιοι, gli Uguali  Σπαρτιάται, Spartiati è essere fedeli e dediti ad un ideale metafisico autoreferenziale.

cm4Nj56NbP9yYCMyaLokiBxb

 

”l’imbarazzo della storia sta spesso nella permanenza delle parole e nel cambiamento del loro significato. La guerra dei Greci era un privilegio,oltre che una maledizione. combattere era uno dei modi attraverso i quali si definiva un’identità, più ancora uno status…”
(Brodo Nero Sergio Valzania pag.20 )

film_300_1600x900_gallery_3

Era uno spettacolo grandioso e insieme terrificante vederli avanzare al passo cadenzato dai flauti senza aprire la minima frattura nello schieramento o provare turbamento nell’animo, calmi ed allegri, guidati al pericolo dalla musica. Perché non si può pensare che paura o furore smodato s’impossessassero di uomini così composti; ma certo un fermo proposito, sorretto da fiducia e coraggio, come se Dio li accompagnasse.

Plutarco vite Parallele
Πλούταρχος Βίοι Παράλληλοι
Vita di Licurgo

screen-shot-2014-02-20-at-12-12-10-pm

lethwei Burmese Boxing

feature.jpg

Il pugilato birmano, è una forma di combattimento ancestrale, accompagnata da antichi riti di origine sciamanica (danza rituale,ritmi sonori evocativi da trance ipnotica)  assai cruenta  Tradizionalmente il combattimento si svolgeva all’interno in un cerchio.
Nei villaggi birmani, ancora nel XXI secolo, questo combattimento ha mantenuto il suo carattere ancestrale.

lethwei
lethwei

Si combatte colpendo con mani e piedi nudi e perfino con la testa; il suo motto è “tutto il corpo è un’arma”. In questa disciplina, non ci sono vittorie a punti: se i concorrenti non si arrendono nei 5 round di tre minuti ciascuno, il match è nullo.
Per vincere occorre mandare k.o l’avversario.

Combat Baduanjin 八段錦 e Kiko Qi Gong 氣功 Martialia Fluens Motus shadowboxing

qi1
Baduanjin 八段錦 

Baduanjin 八段錦, che in lingua cinese significa letteralmente le otto 八 bā, pezze 段 duàn, di broccato 錦 jǐn, è una serie di esercizi di Qi Gong 氣功 serie di pratiche e di esercizi collegati alla medicina tradizionale cinese e in parte alle arti marziali che prevedono la meditazione, la concentrazione mentale, il controllo della respirazione e particolari movimenti di esercizio fisico.

Il qi gong si pratica generalmente per il mantenimento della buona salute e del benessere sia fisici sia psicologici, tramite la cura e l’accrescimento della propria energia interna il Qi .

bab578_1a60d8536c6f451298c4e8e604a57f11_mv1
双手托天 Shuang shou to tien reggere il cielo con le due mani 左右开弓 zuǒyòu kāi gōng tirare con l’arco a sinistra e a destra

Baduanjin Si tratta di una  una serie di otto esercizi, che abbinano all’allenamento muscolare e respiratorio un massaggio degli organi interni.

Si ritiene che questi esercizi, praticati solitamente all’inizio di ogni sessione di allenamento, facilitino lo scorrere dell’energia vitale nei “canali” chiamati Jing Luo

Lo scopo è quello di termoregolare in modo uniforme tutti i gruppi muscolari e di sciogliere le articolazioni,  per evitare stiramenti.
Gli esercizi sono da eseguire con un atteggiamento mentale sereno, calmo e tranquillo, i muscoli rilassati ed una postura del corpo ben allineata così da permanere in uno stato di perfetto equilibrio per minimizzare lo sforzo che richiede la loro esecuzione.
La respirazione, deve essere addominale e segue i movimenti che vengono eseguiti.
Il baduanjin può essere praticato a sedere o in stazione eretta.

24296374_1681552315229228_6107734707657171949_n

In questa pratica Martialia Fluens Motus si integrano modus operandi et exercendi provenienti da diverse discipline Baduanjin 八段錦 Qi Gong氣功 nella versione KIKO Toshihiko Yayama e boxe delle ombre o shadowboxing

Vedi anche Medicina Tradizionale cinese

Concentrazione immobilità creatività

  Considerazioni tratte da Eckhart Tolle
conferenza  ”Educating the Heart and Mind-Creativity” 

”Durate la manifestazione di un  livello profondo di concentrazione, tutte le strutture concettuali incluso il concetto di sè stessi spariscono, c’è solo l’immobilità”
Nell’immobilità che precede l’azione c’è uno stato di elevata vitalità, c’è un’ intelligenza non concettuale . Ci deve essere ”un veicolo pronto ” attraverso cui il potere può fluire 
Ci deve essere qualcosa che è stato preparato nel dimensione della forma.
Per raggiungere la Maestria in una Disciplina è necessario ripetere la pratica con dedizione costante per creare la possibilità che il veicolo sia ricettivo al potere della creatività

Fiducia in se stessi ed Arti Di Combattimento

Un grande campione Georges St-Pierre praticante di una disciplina assai complessa  quale le Arti Marziali Miste racconta di se dopo essere diventato un temibile combattente ”Un enorme errore ho dovuto affrontare in periodo della mia vita, quando in classe appena suonata la campana era costretto a prendere i libri e a schizzare fuori da scuola più in fretta possibile, prima che i bulli riuscissero a prendermi.”
Il desiderio di difendersi spingerà GSP verso le arti marziali, prima il karate Kyokushinkai fondato del maestro Masutatsu Ōyama sino ad arrivare alle competizioni di MMA. In questa intervista dichiara l’importanza self confidence  (fiducia in se stessi) nel suo percorso formativo e quanto sia stato fondamentale il supporto delle discipline marziali per poterla ottenere.

Centauro mente e corpo integrate

Nella  riflessione teorica del filosofo Ken Wilber, si richiama al  simbolismo del centauro, figura mitologica del mondo greco, figura archetipica della cultura indoeuropea, che in greco antico si designa con “kéntor” (híppon), “colui che stimola (il cavallo)”, intesa nella sua accezione di portatore-promotore di crescita
Rappresenta la perfetta unione tra il fisico ed il mentale, poiché il centauro non è un cavaliere che è esperto nell’ equitazione, ma un cavaliere che è tutt’ uno con il suo cavallo. Non si presenta come una psiche separata che tenta di controllare il suo corpo, bensì un’unità psicosomatica che governa se stessa. La funzione simbolica del centauro è quella del recupero del rapporto tra corpo e mente ascoltando, mettendosi in movimento con consapevolezza.

11036057
Chirone ed Achille

Chirone , ΧείρωνChéirōn, esempio eccelso di centauro  si distingueva per la grande   saggezza, per la conoscenza delle scienze, in particolare quella medica. Fu pertanto considerato il capostipite di quella scienza in quanto maestro di colui che la mitologia greca considerava il dio della medicina Asclepio, oltre che un importante maestro di Arti Marziali.

Jung parlava dell’archetipo del guaritore ferito, di colui che tiene in sè due poli opposti:
il guaritore e il ferito. Chirone: nella mitologia era un centauro figlio illegittimo di Crono e Fillira, immortale. Più saggio e benevolo di tutti i centauri fu grande esperto dell’arte medica e insegnante perfino di Asclepio.
Fu Eracle a uccidere Chirone in seguito della sua terza fatica, quella della cattura del cinghiale di Erimanto, Eracle fece visita al centauro Folo il quale offrì del vino all’eroe aprendo la giara dei centauri che si arrabbiarono e si lanciarono contro Eracle che li respinse e ne uccise alcuni; i centauri, per difesa, si rifugiarono nella grotta di Chirone che, ignaro di ciò che stava succedendo, si fece incontro all’amico Eracle nell’istante esatto in cui questo scagliò una freccia che andò a colpire per errore il ginocchio del centauro. Questa ferira inguaribile provocò molto dolore, e a nulla servirono i propri poteri autocratici al punto che il centauro sarebbe stato costretto ad una vita di sofferenza a causa della sua immortalità. Zeus, però, mosso da compassione, permise a Chirone di donare la sua immortalità a Prometeo salvandolo e salvando con lui tutti gli uomini.
E’ proprio attraverso la sofferenza che Chirone impara l’arte della cura e a tenere sempre presente la propria ferita, che è simbolicamente lo spazio attraverso cui il dolore e la sofferenza possono entrare in lui. Questo è un tipico elemento di fenomenologia sciamanica il processo di ferita e smembramento, a cui si deve sottoporre, l’iniziato, il passaggio, a tratti estremo, può esprimersi nel  sacrificio Sacrum facere.
Come Chirone, così il terapeuta può comprendere la sofferenza dell’altro solo riconoscendo e integrando la propria sofferenza, non come debolezza o fragilità, ma come forza e strumento per poter lasciare entrare ed entrare in contatto con l’altro.
Nella figura del centauro, gli uomini cercavano  di identificarsi con il cavallo stesso, da sempre considerato come uno degli animali più forti ed eleganti, il ché lo portò a diventare simbolo di nobiltà ed intelligenza, tanto che presso le famiglie aristocratiche greche e romane era uso comune attribuire nomi contenenti la parola “hippo”, cavallo in greco: Filippo ed Ippocrate ne sono due esempi. Ippolito, Ippocrate, Filippo, etimologicamente significano colui che lega, che ama, colui che addestra i cavalli.

 

chirone

La leggenda narra che il primo ibrido ebbe origine dall’unione di un figlio di Apollo, Centauro appunto, con delle bellissime cavalle. Dalla loro unione nacque una creatura con il corpo di cavallo sul cui tronco erano innestati un torso ed un capo umani. La loro particolarità è che possedevano tutti i pregi e tutti i difetti del genere umano, portati però a livelli elevatissimi, tanto che nella mitologia sono stati riservati loro ruoli completamente contrastanti: dall’estrema saggezza all’incredibile crudeltà.
E tale idea perdurò nel tempo.

sagittario
Visibile durante le notti estive e le belle serate autunnali, il Sagittario occupa la regione più bassa dell’eclittica verso il sud. Insieme con il Leone e l’Ariete, il Sagittario, è l’ultimo segno ad Ascensione Retta (il primo è il Cancro) maschile, diurno, igneo, nordoccidentale, regale o egemonico, caldo e secco , collerico, segno che si riempie e si connette, di sapore pungente e di declinazione Sud Ovest, animoso, carnoso, segno di collera, di lussuria e depravazione, liberale, politico, direttivo, non soggiogabile, equipotente.
Le mappe celesti occidentali lo rappresentano con il corpo di cavallo e il torso umano, nell’atto di scagliare una freccia contro lo Scorpione: secondo la leggenda Giove collocò il Sagittario, pronto a colpire, vicino allo Scorpione per impedirgli di raggiungere Orione.  Accanto alle zampe anteriori c’è il cerchio dell’asterisma della Corona Australe.

Le leggende riguardanti tale costellazione sono legate ad uno dei miti più conosciuti dell’antichità, che ruota attorno al labirinto di Creta e all’uccisione da parte di Teseo del Minotauro. Si narra che, ogni 9 anni, sette giovani e sette fanciulle vergini di Atene, allora sotto l’influenza cretese, dovessero essere inviati sull’isola, dove li attendeva un terribile destino.  Introdotti in un luogo pensato apposta dall’architetto Dedalo perché ci si perdesse, erano destinati al pasto del mostro metà uomo e metà toro, il Minotauro. Nato dall’incontro fra Parsifae, la regina di Creta, e un bellissimo toro, grazie ad una vacca di legno costruita dallo stesso Dedalo all’interno della quale Parsifae si era introdotta, aveva già fatto molte vittime. Teseo, erede al trono di Atene, penetrò nel labirinto e affrontò il Minotauro, uccidendolo. Per uscire usufruì dell’aiuto di Arianna, figlia del re di Creta, che gli diede un gomitolo di filo. I due, diventati amanti, fuggirono
insieme, ma Teseo abbandonò ben presto la principessa sull’isola di Nasso. Per consolarla, il dio Dioniso le regalò una ghirlanda o, secondo un’altra versione, una corona di gioielli.
Quando Arianna morì, Dioniso, ripresa in consegna la corona, decise di collocarla in cielo. L’area del cielo occupata dal Sagittario è anche chiamata dagli astrofili “il Campo dei Miracoli”, per l’incredibile numero di oggetti meravigliosi in essa contenuti, dato che in questa costellazione si trova il centro della Galassia, e quindi i campi stellari sono particolarmente ricchi.

Simbolo della dualità, insieme al suo opposto i gemelli, il Centauro può rappresentare figure mitologiche positive come Chirone, o negative, come Nessu. Nel primo caso il Centauro mira verso l’alto, si avvale di conoscenze esoteriche che mette al servizio degli altri, mentre nel secondo si fa dominare dagli istinti, insidia Deianira, compagna del suo amico Ercole, viene ucciso, e contemporaneamente si vendica con uno stratagemma.

Teseo E Il Centauro Antonio Canova
Teseo e Il Centauro di Antonio Canova

Radicamento a Terra e Mito Greco di Anteo ed Eracle

Los-7-dioses-griegos-con-actitudes-mas-despreciables-7Contatto con la TERRA necessità di essere radicati nella  nostro corpo , nella  vita  quotidiana (Madre Terra ) e di avere ” i piedi per terra” per non indebolirci , per non vivere un’esistenza virtuale , confinata solo ” testa” , o in una parte di essa, che ci proietta lontano da il qui ed ora, hic et nunc.

Una costante ricerca di equilibri tra le componenti che ci danno forma

f3b063d254b6ca5b254f7c385fce29b0

 Anteo Gigante figlio di Poseidone e della Madre Terra , viveva in Libia dove costringeva gli stranieri a lottare con lui finché erano esausti, e poi li uccideva.
Non soltanto era abile e forte , ma ogni qual volta toccava terra riprendeva forza. Conservava i crani delle sue vittime per farne il tetto del tempio di Poseidone.
Anteo non era un avversario facile da battere; viveva in una grotta ai piedi di un picco roccioso, dove si nutriva di carne di leone e dormiva sulla nuda terra per conservare e aumentare la sua forza colossale.Eracle ( o Ercole) lo sfidò ( o fu sfidato da lui ) ; preparandosi alla lotta, ambedue i contendenti si liberarono delle loro pelli di leone, ma mentre Eracle si ungeva il corpo con olio alla maniera olimpica, per sfuggire più facilmente alla presa dell’avversario , Anteo si massaggiò le membra con sabbia calda, per timore che il solo contatto delle piante dei piedi con la terra non fosse sufficiente a rinvigorirlo(o per assorbire l’olio di Eracle)

big_DLD4214
Quando Eracle ebbe messo a terra il Gigante, con grande stupore vide i suoi muscoli gonfiarsi e il sangue scorrergli benefico nelle membra, poiché la Madre Terra gli ridava forza. I contendenti si avvinghiarono di nuovo l’uno all’altro, e di nuovo Anteo si gettò a terra, questa volta di sua spontanea volontà, senza aspettare che Eracle lo sopraffacesse.  Eracle, rendendosi conto di ciò che stava accadendo, sollevò il Gigante alto tra le braccia e gli strizzò le costole, sordo ai profondi gemiti della Madre Terra, finché Anteo morì.

09c-vi

In questa sfida alcuni intravvedono lo scontro tra due civiltà e due modi diversi di approcciare lo scontro fisico la lotta a terra e la lotta in piedi, il matriarcato legato a Gea la Madre Terra e il Patriarcato legato a Zeus (celo)

Blog su WordPress.com.

Su ↑