Travolto dalle onde, sbattuto dai mulinelli, inghiottito dai gorghi, cosa temi ? cosa tremi ? non capisci che questo รจ il gioco dell’esistenza e vedi solo i fili contorti dell’arazzo alzati girati e combatti etiam si cecidit de genu pugnat anche se cade a terra combatte in ginocchio e nella mischia che batte il cuore forte e nella paura che trovi il vero volto…. Abbandona ogni illusione e come fuggire da una prigione ventorum ferita sape fit aura levis la violenza del vento spesso diviene una brezza leggera medita, prega, combatti ,senza paura, senza attaccamento ne repulsione e alla fine torni un leone
In questo intervento al Festival della Cosapevolezza, Selene Calloni Williams esplora la fusione tra le sue radici nello sciamanismo e nel buddismo Theravada per guidare gli ascoltatori verso l’intelligenza spirituale. L’autrice descrive lo sciamanismo come una tecnica dell’estasi che utilizza il ritmo dei tamburi e il respiro circolare per risvegliare l’energia vitale e superare i confini dell’io. Parallelamente, introduce la pratica della meditazione Vipassana, focalizzata sulla consapevolezza dell’attimo presente, sull’osservazione dell’impermanenza e sull’accoglienza delle proprie emozioni senza giudizio. Attraverso formule meditative poetiche, la relatrice insegna a percepire il corpo e gli eventi come fenomeni di relazione privi di un io solido, invitando a una vita libera dalla paura. L’obiettivo finale del percorso รจ raggiungere il Samadhi, ovvero l’unione con il tutto, ricordando la propria natura autentica di esseri risvegliati.
L’approccio di Selene Calloni Williams si fonda su due pilastri fondamentali:
โข Lo sciamanismo: Definito come la “tecnica dell’estasi”, รจ una forma di yoga arcaico e primordiale attraverso cui l’uomo puรฒ conoscere veramente la realtร In questa prospettiva, l’intelligenza spirituale coincide con l’estasi.
โข Il buddismo Theravada: Appreso durante sei anni di vita in un romitaggio nella foresta in Sri Lanka, dove l’autrice ha ricevuto gli ordini monastici. Qui, l’intelligenza spirituale รจ intesa come consapevolezza e attenzione cosciente nell’attimo presente, senza giudizio o analisi razionale.
La Pratica Sciamanica: Il Tamburo e il Respiro
L’esperienza inizia con il risveglio dell’energia attraverso strumenti e tecniche fisiche:
โข Il Tamburo: ร considerato il linguaggio della natura e dell’anima. Selene utilizza diversi tamburi: uno triangolare per risvegliare la Kundalini (l’energia vitale) e uno di pelle di lupo (sognato secondo la tradizione turco-mongola) per indurre il ricordo di sรฉ….
โข Il Respiro Circolare e di Fuoco: Una tecnica di respirazione veloce, continua e senza pause che mira a raggiungere un livello energetico superiore. Il cosiddetto “respiro di fuoco” serve a far salire l’aria nella testa per “bruciare la mente” razionale e lasciare andare pensieri e identitร Dalle fonti emerge che, in una prospettiva sciamanica, l’intelligenza spirituale รจ definita come estasi1.
Questa visione si fonda su diversi concetti chiave espressi dall’autrice:
โข La tecnica dell’estasi: Lo sciamanismo รจ descritto come uno yoga arcaico, primitivo e primordiale che trova la sua essenza proprio nel fenomeno dell’estasi. Citando Mircea Eliade, l’autrice sottolinea che รจ solo nell’estasi che l’uomo conosce veramente la realtร , superando i limiti della filosofia razionale.
โข Identitร tra coscienza ed energia: Nello sciamanismo, l’intelligenza spirituale รจ legata alla consapevolezza che la coscienza รจ energia e l’energia รจ coscienza. Per questo motivo, la pratica sciamanica utilizza strumenti come il tamburo e tecniche di respirazione circolare per innalzare il livello energetico del praticante, conducendolo verso lo stato estatico.
โข Superamento della mente razionale: L’estasi sciamanica permette di accedere a una “mente piรน vasta” o “sovramente”, che l’autrice paragona al “pensiero del cuore” di James Hillman o alla capacitร di “pensare come la foresta”.
โข Il ruolo del tamburo: Il tamburo รจ considerato il linguaggio della natura e dell’anima; il suo suono รจ lo strumento principale per condurre l’individuo nell’estasi, permettendo all’anima di parlare prima della ragione.
โข La paura come ostacolo: Viene esplicitamente affermato che la paura รจ l’unico vero ostacolo all’intelligenza spirituale e all’estasi. Solo dissolvendo la paura e ricordando la propria natura profonda (attraverso il concetto di Sammasati) รจ possibile accedere pienamente a questa forma di intelligenza
In sintesi, mentre nel buddismo l’intelligenza spirituale รจ associata all’attenzione cosciente nel presente, nello sciamanismo essa coincide con la capacitร di uscire da sรฉ attraverso l’estasi per attingere a una conoscenza superiore e primordiale
La Meditazione Buddistha: Satipattana e Anapanasati
La sessione prosegue con la meditazione seduta, focalizzata sulla piena attenzione cosciente (Vipassana):
โข Asana Samadhi: Il primo livello di unione con il tutto si raggiunge attraverso l’immobilitร e la nobiltร della postura.
โข Anapanasati: L’attenzione al respiro spontaneo. Il respiro รจ descritto come un ponte che collega l’individuo a tutti gli esseri e al cosmo intero.
โข Anicca (Impermanenza): La pratica di osservare come ogni cellula e ogni fenomeno “appaia e svanisca” incessantemente, come luce di lampo. Comprendere che vita e morte sono simultanee permette di dissolvere la paura
Concetti Chiave e Trasformazione Interiore
โข Cittamaia (Inganno della Coscienza): La mente crea l’illusione di un “io” separato e di oggetti materiali solidi per esercitare controllo, ma in realtร siamo onde in un oceano infinito
โข Il Dharma: ร la legge o la corrente che muove gli eventi. Comprendere il proprio Dharma significa non subire piรน gli eventi, ma imparare a co-creare con essi, trasformando la vita in una “suprema protezione”
โข Gestione delle Emozioni e dei “Demoni”: Selene insegna a non respingere le emozioni negative o i disagi fisici, ma ad accoglierli come “dei antichi” o “alleati”… Respirare dentro il fastidio e offrirgli un posto permette di andare oltre la mente egoica.
โข Sammasati: ร il mantra finale, l’ultima parola del Buddha, che significa “ricorda chi sei”. L’invito รจ ricordare la propria natura di “Buddha”, ovvero di essere risvegliato e privo di paura.
Per chiarire il concetto di Cittamaia e del superamento dell’io, si puรฒ pensare alla materia come a una danza di Shiva o a un’onda: proprio come non รจ possibile separare un’onda dall’oceano, non รจ possibile separare il corpo o l’individuo dal resto del cosmo, sebbene i nostri sensi ci ingannino facendoci credere il contrario
Nella visione sciamanica di Selene Calloni Williams, il tamburo non รจ un semplice strumento musicale, ma un elemento sacro e funzionale che riveste molteplici significati profondi:
โข Linguaggio dell’anima e della natura: Il tamburo รจ definito esplicitamente come il linguaggio della natura e dell’anima. Esso viene utilizzato per far parlare queste parti profonde prima di ogni altra cosa.
โข Strumento per l’estasi: Coerentemente con la definizione di sciamanismo come “tecnica dell’estasi”, il tamburo rappresenta il mezzo principale che conduce il praticante nello stato estatico. ร solo attraverso l’estasi, infatti, che l’essere umano puรฒ conoscere veramente la realtร .
โข Risveglio dell’energia (Kundalini): Esistono diverse tipologie di tamburi con funzioni specifiche. Ad esempio, il tamburo triangolare ha lo scopo di risvegliare la Kundalini, ovvero l’energia vitale, partendo dal presupposto che la coscienza รจ energia e viceversa.
โข Guida per l’inconscio e gli antenati: Il suono del tamburo funge da guida per evocare gli spiriti, gli antenati, le forze inconsce e la propria ombra. Aiuta il praticante a navigare in dimensioni che vanno oltre la mente razionale.
โข Dissoluzione dell’identitร : Durante pratiche come il “respiro di fuoco”, il tamburo (come quello di pelle di wapiti) sostiene il processo di “bruciare la mente”, permettendo di lasciare andare i pensieri, la pesantezza e persino la propria identitร individuale.
โข Oggetto sognato e sacro: Secondo la tradizione turco-mongola citata dall’autrice, lo sciamano non costruisce il tamburo arbitrariamente, ma lo sogna, insieme all’animale che ne donerร la pelle (come nel caso del lupo). Questi strumenti possono recare incisioni di figure mitologiche, come Amirani, il primo sciamano sulla terra, rafforzando il legame con l’origine della pratica6.
โข Richiamo al Ricordo di Sรฉ: Il suono del tamburo accompagna il mantra Sammasati, che significa “ricorda chi sei”. In questo contesto, rappresenta un invito a non avere paura e a ricordare la propria natura di “Buddha” o essere risvegliato.
In sintesi, il tamburo agisce come un ponte vibrazionale che scardina i limiti della ragione per connettere l’individuo alla vastitร del cosmo e alla veritร del proprio essere.
Nel contesto del Satipattana Sutta, definito dall’autrice come “il cammino della piena attenzione cosciente”, i quattro fondamenti della consapevolezza sono i seguenti:
1. Il Corpo: Questo primo fondamento riguarda la consapevolezza della postura fisica, che deve ispirare nobiltร e dignitร (Asana Samadhi), e l’attenzione al respiro spontaneo (Anapanasati)…. L’autrice invita a vedere il corpo non come un’entitร solida o un “io” separato, ma come un’onda dell’oceano che nasce e svanisce, o come una “danza di elementi” (acqua, aria, terra e fuoco) in costante aggregazione e disgregazione. Include anche la visualizzazione degli organi interni, considerati “dei” che la mente tenta di oggettivare per esercitare controllo.
2. Le Sensazioni: La pratica consiste nell’osservare ciรฒ che si prova a livello fisico (dolore, fastidio, calore, formicolio) senza definirlo o giudicarlo. Queste sensazioni sono descritte come pura energia o “vibrazioni” nello stato della non-mente. L’istruzione รจ quella di respirare dentro il disagio, offrendo “un posto al proprio demone” invece di respingerlo.
3. Gli Stati Mentali: Questo pilastro riguarda l’osservazione delle emozioni e dei sentimenti (come rabbia, frustrazione, eccitazione o serenitร ). L’autrice suggerisce di accogliere ogni emozione come un “Dio antico” che bussa alla porta, permettendo a tale forza di bruciare ciรฒ che non siamo piรน affinchรฉ possa emergere la nostra vera natura.
4. I Fenomeni (o Eventi): L’ultimo fondamento riguarda la comprensione che gli eventi della vita non hanno un “io” come soggetto, ma accadono in virtรน di una relazione universale guidata dal Dharma (la legge o corrente universale). Comprendere questo fondamento significa smettere di essere vittime degli eventi e imparare a “cavalcare la corrente” insieme ad essi.
Attraverso la meditazione su questi quattro elementi, si realizza l’Anicca (l’impermanenza), comprendendo che tutto “appare e svanisce” come luce di lampo, il che permette di dissolvere la paura e raggiungere una mente liberata….
Per comprendere meglio questa visione, si puรฒ immaginare la realtร come un grande oceano: i quattro fondamenti ci insegnano a non identificarci con la singola onda (il corpo o l’evento passeggero), ma a riconoscere che siamo l’intero oceano in movimento, dove ogni vibrazione รจ parte di un’unica, incessante relazione
Ci sono eventi nella vita che non ci cambiano, ma ci rivelano. Selene, ragazzina persa in una provincia italiana degli anni Ottanta che insegue esclusivamente valori materiali, si ritrova a fuggire – piena di ferite e di nevrosi, dovute anche alla morte di suo padre – in Sri Lanka, per lavorare in un villaggio turistico italiano. In questa terra martoriata da una sanguinosa guerra civile, Selene incontra e perde altri padri, maestri spirituali come Michael Williams, colui che le insegna le pratiche arcaiche dello yoga e delle arti marziali e che le lascia in ereditร il sigillo sciamanico; come Gatha Thera, il maestro di meditazione con il quale vive in un eremo nella giungla, dove viene iniziata monaco, poichรฉ il lignaggio femminile, scomparso da tempo, sarร ripristinato solo negli anni Novanta. Come James Hillman, il grande psicoanalista, che diventa suo maestro in Occidente. Il mito di Selene si consuma nel flusso delle iniziazioni, ogni perdita รจ un rito di passaggio, un’occasione di ascolto del legame con l’universo sotto nuove forme. La natura diventa sua interlocutrice silenziosa e viva, rifugio e guida, facendole ritrovare la sua integritร e dissolvendo il suo Io, fino al ritorno in Europa. Con parole intense e luminose, l’autrice racconta il suo percorso interiore: fino al tentativo di suicidio e all’emergere dalla depressione. Tutto si compie e anche la ricerca dell’amore si rivela un espediente della grande avventura dell’anima verso l’invincibilitร . Selene Calloni Williams, tra le counselor piรน famose e accreditate nel mondo del buddismo internazionale, seguitissima sui social, racconta per la prima volta la sua storia in questo nuovo libro, che lascia un’impronta nell’anima e apre porte che non si possono piรน richiudere.
Sull’auto definizione di essere una monaca guerriera, in relazione ad un aneddoto di eliminazione di un bracconiere che stava uccidendo un elefantino, da parte dei praticanti esperti di combattimento reale sussistono notevoli dubbi…
Nel buddismo Theravada, secondo quanto spiegato da Selene Calloni Williams, l’intelligenza spirituale รจ definita come consapevolezza e attenzione cosciente.
Questa forma di intelligenza si manifesta attraverso le seguenti caratteristiche:
โข Presenza nell’attimo: Essere pienamente attenti nel momento presente, evitando di analizzare, giudicare o ragionare.
โข Oltre la mente razionale: L’analisi e il giudizio sono visti come ostacoli perchรฉ portano la mente nel passato o nel futuro, inducendo a fare comparazioni e facendo perdere il contatto con l’istante attuale1.
โข Accesso a una “sovramente”: Praticare questa consapevolezza permette di accedere a una mente piรน vasta, che l’autrice definisce anche come “sovramente” (overmind) o “pensiero del cuore”.
โข Istinto risvegliato: Tale stato รจ descritto come un istinto risvegliato e consapevole, paragonabile alla capacitร di “pensare come la foresta”.
โข Assenza di paura: La paura รจ identificata come l’unico vero ostacolo al raggiungimento della piena attenzione cosciente e dell’intelligenza spirituale.
Per comprendere meglio questo concetto, si puรฒ immaginare l’intelligenza spirituale come uno specchio d’acqua perfettamente immobile: se l’acqua รจ agitata dal vento del giudizio o dell’analisi, l’immagine riflessa (la realtร ) risulta distorta; solo quando l’acqua รจ ferma e silente puรฒ riflettere le cose esattamente come sono nell’attimo presente.
Nel Satipattana Sutta, definito dall’autrice come “il cammino della piena attenzione cosciente”, vengono individuati quattro fondamenti della consapevolezza: il corpo, le sensazioni, gli stati mentali e i fenomeni (o eventi).
Ecco un’analisi dettagliata di ciascun fondamento basata sulle fonti:
โข Il Corpo: La pratica inizia con la consapevolezza della postura, che deve essere nobile e dignitosa per raggiungere l’asana samadhi, ovvero l’unione con il tutto attraverso l’immobilitร …. Il corpo non รจ visto come un’entitร solida o un “io” separato, ma come un’onda dell’oceano che appare e svanisce, una danza di elementi (acqua, aria, terra e fuoco) in costante aggregazione e disgregazione. La consapevolezza include anche l’anapanasati (attenzione al respiro spontaneo) e la visualizzazione degli organi interni, considerati “dei” che la mente tenta di oggettivare per esercitare controllo….
โข Le Sensazioni: Questo livello riguarda l’osservazione di ciรฒ che si prova fisicamente, come dolore, fastidio o calore, senza definirlo o giudicarlo…. L’autrice suggerisce di non respingere il disagio, ma di “offrire un posto al proprio demone”, riconoscendo che ogni sensazione, se non definita dalla mente, รจ pura energia e vibrazione
โข Gli Stati Mentali: Si tratta di accogliere le emozioni (rabbia, frustrazione, serenitร ) come “dei antichi” che bussano alla porta. Invece di analizzarle, bisogna lasciare che queste forze “brucino ciรฒ che non siamo piรน” affinchรฉ possa emergere la nostra vera natura, trasformando l’emozione in una via verso una mente liberata.
โข I Fenomeni (o Eventi): L’ultimo fondamento insegna che gli eventi della vita non hanno un “io” come soggetto, ma accadono in virtรน di una relazione universale…. Essi sono guidati dal Dharma, la legge o corrente che muove le onde dell’oceano. Comprendere questo significa smettere di subire gli eventi per imparare a “cavalcare la corrente”, trasformando la comprensione del proprio Dharma in una “suprema protezione”.
Attraverso la meditazione su questi quattro pilastri, il praticante realizza l’Anicca (l’impermanenza): la comprensione che ogni cellula, pensiero o evento “appare e svanisce” incessantemente come luce di lampo. Questa consapevolezza profonda permette di lasciare andare la paura, che รจ descritta come l’unico vero ostacolo all’intelligenza spirituale.
Per comprendere questa visione, si puรฒ immaginare la realtร come un grande oceano: i quattro fondamenti ci insegnano a non identificarci con la singola onda (il corpo o l’evento passeggero), ma a riconoscere che siamo l’intero oceano in movimento, dove ogni vibrazione รจ parte di un’unica, incessante relazione
โข Il primo livello: L’autrice identifica il gradino iniziale di questo stato come asana samadi, ovvero il samadi della postura.
โข Il ruolo dell’immobilitร : Questo primo livello si raggiunge attraverso l’immobilitร del corpo durante la meditazione; il testo afferma infatti che “non c’รจ libertร senza immobilitร ”.
โข Esperienza personale: Selene Calloni Williams racconta di aver sperimentato il suo primo samadi quando, seguendo il consiglio del suo maestro, รจ riuscita finalmente a “pensare come la foresta”.
โข Superamento dell’io: Il samadi รจ strettamente legato alla comprensione che il corpo non ha un’individualitร separata, ma รจ come un’onda dell’oceano che non puรฒ essere divisa dalla vastitร dell’acqua stessa.
In sintesi, il samadi rappresenta il momento in cui la percezione di essere un “io” separato svanisce per lasciare posto alla consapevolezza di essere parte di un’unica realtร universale.
Per visualizzare meglio questo concetto, si puรฒ immaginare il samadi come il momento in cui una goccia di pioggia cade nel mare: in quell’istante, la goccia non smette di esistere, ma smette di essere solo una goccia per diventare l’intero oceano.
Una pratica comune รจ la ripetizione mentale di “Buddho” (che significa “il Risvegliato”): si dice “Bud-” sull’inspirazione e “-dho” sull’espirazione, sincronizzata con il respiro. Questo aiuta a focalizzare la mente ed รจ insegnata nella tradizione della Foresta Thailandese (es. da maestri come Ajahn Chah o Ajahn Mun) jahn Mun (1870โ1949): Il Pioniere Solitario
Ajahn Mun Bhuridatta รจ considerato il padre della moderna tradizione della foresta. In un’epoca in cui il buddismo tailandese era diventato molto accademico e cerimoniale, lui scelse di tornare alle origini: vivere nella giungla come il Buddha.
L’Ereditร : Non scrisse libri. La sua vita ci รจ nota grazie ai racconti dei suoi discepoli. ร visto come un santo (Arhat) con capacitร intuitive e spirituali quasi leggendarie.
Lo Stile: Estremamente austero e rigoroso. Passรฒ quasi tutta la vita camminando nelle giungle piรน remote di Thailandia e Laos.
L’Insegnamento: Si concentrava sulla lotta diretta contro le impuritร della mente (kilesas) attraverso una disciplina ferrea e la meditazione profonda. L’Ereditร : Non scrisse libri. La sua vita ci รจ nota grazie ai racconti dei suoi discepoli. ร visto come un santo (Arhat) con capacitร intuitive e spirituali quasi leggendarie. Ajahn Chah (1918โ1992): Il Grande Comunicatore
Ajahn Chah fu un discepolo della stirpe di Ajahn Mun (lo incontrรฒ brevemente, ricevendo istruzioni che cambiarono la sua vita). ร probabilmente il monaco della foresta piรน amato e conosciuto in Occidente.
L’Ereditร : Fondรฒ il monastero Wat Pah Nanachat appositamente per gli stranieri, permettendo alla saggezza della foresta di arrivare in Europa e America.
Lo Stile: Estremamente semplice, diretto e dotato di un grande senso dell’umorismo. Sapeva spiegare concetti metafisici complessi usando metafore quotidiane (come “il bicchiere rotto” o “l’albero che cresce”).
L’Insegnamento: Il suo focus era la consapevolezza nella vita quotidiana e l’arte del lasciar andare. A differenza di Ajahn Mun, che era piรน solitario, Ajahn Chah creรฒ grandi comunitร monastiche. L’Ereditร : Fondรฒ il monastero Wat Pah Nanachat appositamente per gli stranieri, permettendo alla saggezza della foresta di arrivare in Europa e America.
Poichรฉ Ajahn Mun non ha mai scritto libri (preferiva insegnare oralmente nella giungla), i “testi” che abbiamo sono trascrizioni dei suoi discorsi raccolte dai suoi discepoli. Il testo piรน famoso che racchiude l’essenza del suo insegnamento รจ intitolato “Muttodaya” (che significa Un Cuore Liberato).
Ecco un estratto significativo che riassume la sua filosofia della pratica:
L’Essenza del Cuore (dal “Muttodaya”)
“Tutti i Dharma (insegnamenti) scaturiscono dal cuore. Il cuore รจ il precursore, il cuore รจ il capo. Se si comprende chiaramente il proprio cuore, si comprende tutto.
Il mondo esterno รจ un riflesso della mente. Non cercate la veritร lontano da voi stessi. Il corpo รจ come una cittร , i sensi sono le sue porte, e la mente รจ il re che vi risiede. Se il re รจ saggio e vigile, la cittร รจ sicura. Se il re รจ ottenebrato dal desiderio e dall’illusione, la cittร cade nel caos.
La pratica non consiste nel leggere molti libri, ma nel guardare direttamente il ‘Sapiente’ (la consapevolezza) dentro di sรฉ. Usate la parola ‘Buddho’ (Sveglio) come un’ancora. Inspirate ‘Bud-‘, espirate ‘dho’. Fatelo finchรฉ la mente non diventa una cosa sola con la consapevolezza, ferma come una roccia e chiara come l’acqua di sorgente.”
Punti chiave di questo testo:
Centralitร della Mente (Citta): Per Ajahn Mun, la mente non addestrata รจ la fonte di ogni sofferenza, ma la mente illuminata รจ la fonte della liberazione.
Pratica Diretta: Esortava a non perdersi nella teoria accademica, ma a “leggere il proprio cuore” attraverso la meditazione.
Il Mantra “Buddho”: ร la tecnica distintiva che ha tramandato: ripetere mentalmente “Buddho” per focalizzare l’attenzione e calmare i pensieri.
L’Austeritร : Il testo sottolinea che la vera saggezza nasce dalla disciplina e dalla rinuncia alle distrazioni mondane.
Un consiglio pratico di Ajahn Chah per la mente: Lui diceva spesso: "Se lasci andare un po', avrai un po' di pace. Se lasci andare molto, avrai molta pace. Se lasci andare completamente, avrai una pace completa." La metafora del bicchiere giร rotto "Potresti chiedere: 'Perchรฉ dovremmo praticare la consapevolezza?'.
Guarda questo bicchiere. Per me questo bicchiere รจ giร rotto. Mi piace, lo uso, ci bevo l'acqua e apprezzo come riflette la luce. Ma, nella mia mente, questo bicchiere รจ giร rotto.
Un giorno il vento lo farร cadere, o qualcuno lo urterร con il gomito e lui finirร in mille pezzi. In quel momento, se io non avessi capito la sua natura, proverei rabbia o dolore. Direi: 'Perchรฉ รจ successo al mio bicchiere preferito?'.
Ma poichรฉ lo vedo come 'giร rotto', quando succede davvero, dico semplicemente: 'Certo, รจ naturale'.
Quando comprendi che il bicchiere รจ giร rotto, ogni momento che passi con lui รจ prezioso. Lo usi, ti serve, e quando non c'รจ piรน, non c'รจ sofferenza. La vita รจ cosรฌ."
Sul corpo: (a) Due atleti che praticano il pugilato, nudi e barbuti, con un caestus sulle mani; quello a sinistra sanguina copiosamente dal naso; l’altro per una ferita alla fronte. Tra di loro รจ scritto: NIKOฮฃฮENEฮฃEฮ OIEฮฃEN, ฮฮนฮบฮฟฯฮธฮญฮฝฮทฯ ฮตฯฮฟฮฏฮทฯฮตฮฝ. (b) Due lottatori, ciascuno che afferra il braccio destro dell’altro, nudi e barbuti.
Era il tempo del monsone, la stagione delle piogge, e anche se Bangkok era allโasciutto, il Nord non lo era. Le piogge arrivavano spesso, accompagnate prima da una brezza e poi da un vento che correva fra gli alberi, che frullava e mulinava il fogliame in potenti turbini, mentre il cielo si raffreddava e si oscurava. A volte cโera il tuono, altre volte no, solo la pioggia, che poteva trasformarsi in un rovescio spettacolare, o restare per ore un picchiettio costante, che gocciolava fra le foglie larghe e pesanti.
Da solo nella mia stanza, con i sensi acuiti, sentivo le lucertole sul tetto mentre pattugliavano i bordi delle finestre, in cerca di insetti attratti dalla luce. A volte, dalle finestre filtrava chiaramente della musica rock o pop thailandese, e allโinizio pensavo che provenisse dal paese sottostante. ยซOh no, qualcuno ha messo a palla quella schifezzaยป pensavo. Un giorno, appena terminata la mia mezzโora di meditazione, era partita la techno e mi ero precipitato fuori, per capire da dove provenisse, scoprendo che veniva dal seminterrato del mio cottage. Bussai alla porta ma non ricevetti risposta. Piรน tardi, Ajahn si mostrรฒ contrito quando glielo raccontai: ยซAh, sรฌ, รจ un monaco, รจ mio cuginoยป.
ยซPuoi chiedergli di usare le cuffie o qualcosa del genere?ยป Ajahn mi guardรฒ a lungo. ยซTi spostiamoยป disse poi. ยซLui รจ un poโ disturbato.ยป
Se dovessi mai fare un monologo di cabaret sulla mia permanenza in un centro di meditazione buddhista nel Nord della Thailandia, ci sarebbe di sicuro un pezzo chiamato โIl monaco nel sottoscalaโ. Un altro monaco, un thailandese che aveva frequentato lโuniversitร nellโIndiana, mi accompagnรฒ nel cammino del giorno seguente e mi diede la sua solidarietร . ยซร terribile, disturbarti cosรฌยป disse. ยซSei venuto per lโisolamento piรน totale e quello ti spara la techno. E che cazzo!ยป
Il quarto giorno, dopo il canto serale, quando tutti lentamente si erano alzati e iniziavano a camminare, Panyavudo mi si avvicinรฒ e mi chiese, senza giri di parole: ยซTi hanno mai fatto un rito di magia nera?ยป nello stesso modo con cui avrebbe potuto chiedere a un ubriaco se aveva bevuto.
ยซNon credo proprioยป risposi io. ยซVedo delle strisce rosse intorno al tuo petto, proprio qui, sopra le costoleยป e mi passรฒ le mani sopra le costole, dove mi ero fatto male. Fui piuttosto scioccato.
Le costole mi stavano dando fastidio, e forse aveva notato che le massaggiavo, ma di certo non ne avevo parlato con nessuno. Mi condusse in un angolo tranquillo, mi sedetti e lui sedette dietro di me, mi poggiรฒ i piedi contro la schiena, concentrando lโenergia su di me per sciogliere i nodi e โ chi lo sa? โ forse mi sentii meglio.
Devi stare attentoยป mi disse poi. ยซCapita a volte, prima di un incontro, che a un combattente diano qualcosa di strano da mangiare o da bere o che gli lancino una maledizioneยป. Avevo mangiato qualcosa che mi aveva fatto sentire strano? Non era un evento raro, in Thailandia.
Ci volle tempo, ma alla fine convinsi Panyavudo a parlarmi della magia nera. Cโerano alcuni monaci che praticavano la magia, la capivano e la usavano per contrastare la magia negativa che incontravano, quelli che realizzavano amuleti benedetti e che lavoravano con i thailandesi piรน superstiziosi. A quanto pare, Panyavudo era uno di loro. Certamente Ajahn Suthep non lo era, invece. Rideva e poi raccontava la storia di un famoso monaco mago, che faceva potenti incantesimi. ยซMa quando era malato, andava comunque allโospedale. Perchรฉ? Morirร comunque. Non ci credo, alla magiaยป. E Ajahn rideva, un bambino grasso e soddisfatto di sรฉ.
A Panyavudo era stato detto di ignorare la magia e per quattro anni aveva seguito lโindicazione. Di recente aveva deciso che doveva invece abbracciarla e conoscerla, per poterla lasciare in seguito e proseguire nel cammino verso lโilluminazione. Aveva percepito che il comprenderla, ora, faceva parte del suo dovere, un concetto molto importante per i monaci.
ยซLa magia รจ frutto di intensa concentrazioneยป mi spiegรฒ, sbattendo le palpebre dietro le lenti (spesse, ma non quanto quelle di Ajahn). Un esperto di arti magiche puรฒ concentrarsi, entrare in contatto con la tua mente e influenzarla con pensieri estranei.Per combatterlo bisogna ricorrere alla coscienza e alla consapevolezza, e mantenere forte la mente in modo che sia in grado di difendersi, riconoscendo i pensieri che le sono propri rispetto a quelli che potrebbero esservi stati introdotti da qualcun altro. Non devi dire l’ora della tua nascita a nessunoยป mi disse Panyavudo, perchรฉ questo dato, stando a lui, poteva aiutarli a individuarti.
Per contrattaccare dovevi essere consapevole e conoscere te stesso, avere fiducia nelle tue sensazioni. Se una persona ti passa qualcosa da mangiare, prova a sentirlo per qualche minuto, avverti che tipo di vibrazione trasmette.
Spiegรฒ che la pratica del tai chi mi avrebbe aiutato, come la meditazione e la consapevolezza. Potevo anche sperimentare la โmeditazione compassionevoleโ, in cui dirigi pensieri positivi sulle persone che ami, che ti piacciono, che ti sono indifferenti, che non ti piacciono, purchรฉ siano del tuo stesso sesso. ยซMa non sui defunti, perchรฉ quello puรฒ attirare gli spiritiยป. Il dolore puรฒ essere il residuo di spiriti che sono stati feriti โ quello delle formiche che avevo…
eliminato dal bagno, per esempio, o di qualcuno a cui avevo fatto un torto. Quest’ultima cosa mi diede da pensare.
ยซLe energie negative possono ritorcersi contro di noi e abbiamo a disposizione ottant’anni di vitaยป lo disse come se fosse un dato assodato ยซper cui sii cauto, perchรฉ possono accumularsi e farti del male. Sii gentile e dimostra il tuo amoreยป.
Panyavudo era un uomo intelligente e colto, che aveva vissuto in Olanda e in Germania fra i ventidue e i ventiquattro anni, per poi lavorare nel settore dell’import-export e al parlamento di Bangkok. Non era uno sciocco contadino superstizioso, faceva parte a pieno titolo del mondo moderno.
Mi guardรฒ a lungo, e poi disse: ยซC’รจ una fascia di metallo intorno alla tua testa e alla tua fronte, una stretta fascia d’oroยป. Si passรฒ le dita intorno al capo, per farmi capire cosa intendeva. ยซSignifica qualcosa, per te?ยป
Scossi il capo.
ยซAllora forse dovresti occuparteneยป disse, sorridente come sempre. ยซHai bisogno di vedere il lato spirituale del combattimento e dell’autodifesa, oltre al lato fisico e mentale. Le persone si allenano per costruire la volontร di combattere, ma la magia nera puรฒ distruggerlaยป.
A partire dal sesto giorno si era verificata una specie di svolta e i miei attacchi di noia assoluta stavano sparendo. In fondo, che cosโรจ la noia? ร solo unโaltra sensazione, solo unโemozione, unโillusione โ non รจ reale. La noia รจ come il dolore, arriva per farti vedere il carattere della noia stessa. Il dolore insorge per insegnarti il dolore. Una volta sedetti per quarantacinque minuti e smisi piรน per via dello shock che per la sofferenza. Quando Ajahn sโimmergeva profondamente nella meditazione, stava seduto per sei ore e mezza. La mia consapevolezza stava crescendo e mi riusciva piรน facile accostarmi a essa, potevo caderci dentro e sentirla piรน familiare. Le cose incominciarono a diventare piรน chiare. Potevo vedere i miei pensieri da piรน punti di vista โ stavo incominciando a vedere i miei problemi a trecentosessanta gradi.
Mi ero anche adattato alla mancanza di cibo e alle sei ore di sonno, e mi sentivo energico e forte per tutto il giorno senza il sostegno del caffรจ. In parte l’appagamento derivava anche dalla mancanza di tutte le intrusioni tecnologiche che avevano fatto parte della mia vita, l’interminabile brusio di sottofondo dei microchip che mi circondavano. Era come essere di nuovo bambino. Avevo la sensazione che quella situazione si sarebbe potuta protrarre all’infinito, ma fuori dalla finestra, attraverso la giungla, mi giungeva anche il richiamo del mondo. Il vento sibilava insinuandosi fra gli…alberi e nel folto dei bambรน, le gocce incontravano le foglie. C’era un rumore costante, il rombo di motori lontani, uno scooter per strada, il vento, le cicale, i ragazzi alla porta accanto che chiacchieravano in un fluido thailandese, i monaci solitari che camminavano appena fuori dalla mia finestra.
Il decimo giorno, nel buio del primo mattino, salii in macchina, indossando di nuovo i miei soliti indumenti scuri, e non piรน quelli bianchi e puri, cosรฌ comodi, cosรฌ rilassanti per la mente. Mi ero messo il deodorante, il cui pungente odore filtrava dalla T-shirt di Bruce Lee. Tutte le catene e gli ammennicoli della societร โ tecnologia, denaro e carte di credito, biglietti e passaporti, un cellulare prestatomi da un amico: tante cose, ognuna piรน pesante dell’altra. Ajahn mi invitรฒ a tornare per scrivere un libro su ciรฒ che lui stava facendo, la meditazione e le esperienze dei farang in diversi templi. Penso che mi stesse invitando nel senso in cui i monaci buddhisti a volte invitano i laici a lavorare con loro, per costruire templi e cose del genere, per conquistarsi dei meriti.
ยซLa consapevolezza puรฒ arrivare a incidere su tutto, puรฒ essere una parte di ogni cosa, del tuo allenamento e della tua lottaยป mi disse Ajahn. Per i monaci non costituiva un problema il fatto che io fossi, anche solo a volte, un combattente. ยซSe usi la consapevolezza nella boxe, puoi essere conscio e non prigioniero dello stesso movimento, puoi essere senza forma, e ciรฒ che รจ privo di forma non puรฒ essere sconfitto, finchรฉ sei forte dentro e hai i piedi ben radicatiยป mi spiegรฒ Ajahn. Virgil si sarebbe sicuramente trovato d’accordo.
Mentre viaggiavamo attraverso la campagna nebbiosa, incontrando di tanto in tanto membri delle tribรน delle colline, nei loro abiti tradizionali, che camminavano lungo la strada, Ajahn, che sedeva davanti, si voltรฒ e mi disse: ยซLa consapevolezza ti aiuterร a vedere libero da illusioniยป.
Annuii. ยซHemingway parlava sempre di scrivere la frase โautenticaโยป dissi, quasi a me stesso.
ยซIl vecchio e il mareยป mi disse Ajahn, e sorrise. ยซUna bella storiaยป.
ฮฒฮฌฯฯฮตฯฮฑฮน ฮณแฝฐฯ แฝฯแฝธ ฯแฟถฮฝ ฯฮฑฮฝฯฮฑฯฮนแฟถฮฝ แผก ฯฯ ฯฮฎ” che significa letteralmente “infatti la psiche รจ tinta dalle impressioni (o pensieri)
Tingila dunque con la continuitร di tali impressioni: per esempio, [il pensiero] che dove c’รจ la possibilitร di vivere, lรฌ c’รจ anche la possibilitร di vivere bene; e nella corte (imperiale) c’รจ la possibilitร di vivere; dunque c’รจ anche la possibilitร di vivere bene nella corte.
E ancora, [il pensiero] che in vista di ciรฒ per cui ogni cosa รจ stata costruita, per quello รจ stata costruita; e verso ciรฒ per cui รจ stata costruita, verso questo si muove; e in ciรฒ verso cui si muove, in questo รจ il suo fine; e dove รจ il fine, lรฌ รจ anche il vantaggio e il bene di ciascuna cosa.
Dunque il bene dell’essere razionale รจ la societร . Infatti, che siamo nati per la societร , รจ stato dimostrato da tempo; o non era evidente che le cose inferiori esistono in funzione delle superiori, e le superiori in funzione reciproca? Sono superiori tra le cose inanimate quelle animate, e tra le animate quelle razionali.
Onora la tenebra rispetta le radici affonda nella Terra ferrosa ma torna alla Luce guerriero respirando le stelle… con tutto il tuo Cuore…. Nella tempesta….tra le fitte nebbie, nel crepaccio, dove ogni cosa appare dolorosamente inevitabile, densamente univoca…. la trama si nasconde, aggrovigliandosi e dell’arazzo si vedono solo fili contorti si sentono solo tempie pulsanti…. รจ la terra, che nutre, ma toglie il respiro ….. l’Aria รจ piรน in alto, lo Spazio Altrove…. stai quieta anima stai nella mischia e fai ciรฒ che puoi… il resto รจ fragore di Marte non il Cosmo
Intervista con Selene Calloni Williams, ‘https://linktr.ee/symposium.podcast, dove l’autrice e studiosa condivide la sua profonda esperienza con lo sciamanesimo, lo yoga sciamanico e il buddismo Teravada, pratiche che ha abbracciato dopo aver affrontato una grave ”depressione” seguita alla morte del padre. L’intervista si concentra sui due pilastri comuni a tutte le tradizioni sapienziali: il riassorbimento del reale (ritiro delle proiezioni o realizzazione dello stato di sogno) e il matrimonio mistico (unione dell’umano e del divino). Selene spiega anche la sua visione della psicologia immaginale e l’importanza del coraggio e dell’esperienza per vivere una vita autentica, citando il concetto di malattia sciamanica come risorsa e descrivendo il digiuno immaginale come strumento per il viaggio interiore. L’intervista si chiude con una discussione sul Diamon come guida spirituale e l’importanza del tamburonello sciamanesimo.
Per la studiosa di yoga sciamanico e psicologia immaginale Selene Calloni Williams, “vivere per davvero” significa innanzitutto significa innanzitutto “esserci”, ovvero “essere nell’attimo presente” e “non essere nella mente”. Questo concetto implica un’esperienza profonda e coraggiosa dell’esistenza: 1. Uscire dalla Mente e Abbracciare l’Esperienza Vivere per davvero richiede di uscire dalla mente. La mente, infatti, confina l’individuo nelle credenze, nei concetti e nelle teorie, impedendo l’esperienza vera e reale. โข Superare il Pensiero Razionale: Non significa smettere di pensare, ma superare la mente meramente logica, razionale e analitica, entrando in una mente “enormemente piรน vasta e vera”. โข La Mente Poetica (o Pensiero del Cuore): Questa mente piรน vasta รจ chiamata, tra gli altri, “il pensiero del cuore” (secondo James Hillman) o “Overmind” (secondo Sri Aurobindo), ma l’autrice preferisce definirla la “mente poetica”. โข Istinto Consapevole: In sostanza, si tratta di risvegliare l’istinto consapevole. Significa “pensare come la foresta”, essere “terra foresta che pensa”, e quindi fare esperienza vera, come la fanno un albero o un animale. 2. Il Coraggio di Essere Presenti Per fare reale esperienza della vita รจ necessaria una sola cosa: non avere paura, ovvero avere coraggio. โข Essere nel Cuore: Fare esperienza vera significa essere nel cuore, il che vuol dire “amare” e “darsi, offrirsi”. โข Presenza Totale: Se si รจ veramente vivi e presenti nell’attimo, si accede a “tutto il tempo e tutto lo spazio”, perchรฉ “tutto รจ nel qui e ora”. Se si respira fino in fondo il momento in totale libertร , ci si accorge che in quell’istante ci sono tutti i momenti. โข Trascendere la Paura: La mente, con i suoi continui calcoli su ciรฒ che รจ giusto o sbagliato, possibile o impossibile, e sui pericoli, impedisce di essere veramente nel qui e ora, e di respirare il momento in totale libertร . Vivere per davvero, quindi, รจ avere il coraggio di essere davvero qui e ora. 3. La Libertร e il Ricordo di Sรฉ Vivere per davvero รจ strettamente legato al raggiungimento della libertร , che รจ il valore piรน grande, e al ricordo della propria vera identitร . โข Il Mantra del Risveglio: L’autrice cita il mantra Samasati, che significa “ricorda chi sei”, e si dice sia stata l’ultima parola pronunciata dal Buddha prima di morire. Questo implica il ricordo di essere un Buddha, un risvegliato. โข Non Essere Prigionieri: Il non vivere per davvero, al contrario, รจ restare prigionieri della mente in una “sospensione della vita”, in un inganno o in un’illusione generata dalla mente e sostenuta dalla paura. “vivere per davvero” รจ un atto di coraggio e consapevolezza che permette di trascendere i limiti della mente razionale per abbracciare l’istinto e la presenza totale nel momento, ritrovando la propria essenza e libertร .
โE cosโรจ, monaci, la retta consapevolezza? Qui, un monaco dimora contemplando il corpo nel corpo, ardente, chiaramente comprendente, consapevole, avendo rimosso bramosia e afflizione riguardo al mondoโฆโ
Le Quattro Fondamenta della Consapevolezza (Satipaแนญแนญhฤna):
Kฤyฤnupassanฤ โ Consapevolezza del corpo
Vedanฤnupassanฤ โ Consapevolezza delle sensazioni
Cittฤnupassanฤ โ Consapevolezza della mente/coscienza
Dhammฤnupassanฤ โ Consapevolezza degli oggetti mentali/dhamma
Qualitร chiave della sammasati:
ฤtฤpฤซ โ ardente/energico
Sampajฤno โ chiaramente comprendente
Satimฤ โ consapevole
Vineyya loke abhijjhฤdomanassaแน โ avendo abbandonato desiderio e avversione verso il mondo
In breve: Sammasati = consapevolezza attenta del momento presente con chiarezza, energia ed equanimitร , radicata nelle quattro fondamenta.
Questo testo รจ una trascrizione estesa di una lezione del dottor Ni Haixia che interpreta e spiega concetti fondamentali tratti dal testo classico della medicina tradizionale cinese, l’Huangdi Neijing (Canone Interiore dell’Imperatore Giallo).”้ปๅธๅ ็ป็ฒพ่ฎฒ” Huรกngdรฌ Nรจijฤซng Jฤซngjiวng L’esposizione si concentra sull’interconnessione tra l’uomo e la natura, enfatizzando l’importanza dell’equilibrio tra Yin e Yang, non solo all’interno del corpo ma anche in relazione alle stagioni e agli elementi. Il relatore discute ampiamente la teoria dei Cinque Elementi (Wu Xing) “ไบ่กไธๆฒป็ ๆณๅ” (Wว Xรญng Yว Zhรฌ Bรฌng Fว Zรฉ) “I Cinque Elementi e i Principi (o Leggi) di Trattamento Terapeutico” e la loro applicazione per comprendere la salute degli organi interni (Zang Fu), la diagnosi, la prevenzione e il trattamento delle malattie attraverso il mantenimento di uno spirito sereno e uno stile di vita moderato, conforme ai cambiamenti climatici. Viene inoltre offerta un’analisi dettagliata di come la disarmonia tra Yin e Yang si manifesti in diverse patologie, come le sindromi di Freddo (Han) e Calore (Re), e su come le corrette pratiche dietetiche e comportamentali siano essenziali per la longevitร .
Il Dottor Ni Haixia (ๅชๆตทๅป, 1954-2012) รจ stato un rinomato e influente medico e insegnante di Medicina Tradizionale Cinese (MTC), nato a Taiwan e trasferitosi successivamente negli Stati Uniti (Florida).
ร considerato da molti suoi seguaci uno dei piรน grandi maestri di MTC del suo tempo, noto soprattutto per la sua profonda conoscenza e applicazione della Medicina Classica Cinese (spesso definita Jing Fang ็ถๆน, o “formule classiche”). Il Dottor Ni Haixia (ๅชๆตทๅป, 1954-2012) รจ stato un rinomato e influente medico e insegnante di Medicina Tradizionale Cinese (MTC), nato a Taiwan e trasferitosi successivamente negli Stati Uniti (Florida).
ร considerato da molti suoi seguaci uno dei piรน grandi maestri di MTC del suo tempo, noto soprattutto per la sua profonda conoscenza e applicazione della Medicina Classica Cinese (spesso definita Jing Fang ็ถๆน, o “formule classiche”). il Dottor Ni Haixia (ๅชๆตทๅป) era anche un esperto e insegnante di arti metafisiche classiche cinesi, che includono la divinazione.
Sebbene sia famoso soprattutto per la sua profonda conoscenza della medicina classica (in particolare la scuola Jingfang ็ถๆน), Ni Haixia era considerato un maestro nelle “Cinque Arti” (ไบ่ก, Wu Shu) della metafisica cinese.
Le sue competenze in questo campo includevano:
Divinazione (ๅ ๅ, Zhanbu): Praticava e insegnava metodi di divinazione, in particolare utilizzando l’I Ching (ๆ็ถ, il Libro dei Mutamenti).
Calcolo del Destino (ๅฝ็, Mingli): Era un esperto di Zi Wei Dou Shu (็ดซๅพฎๆๆธ), una forma complessa di astrologia cinese per l’analisi del destino e della personalitร .
Feng Shui (้ขจๆฐด): Insegnava i principi del Feng Shui, l’arte di armonizzare l’ambiente.
Fisiognomica (้ข็ธ, Mianxiang): L’arte di leggere il volto.
Ni Haixia separava i suoi insegnamenti in due categorie principali:
“Ren Ji” (ไบบ็ด): “La Registrazione Umana”, che copriva i suoi insegnamenti di Medicina Tradizionale Cinese.
“Tian Ji” (ๅคฉ็ด): “La Registrazione Celeste”, che era il corso dedicato a I Ching, astrologia, Feng Shui, divinazione e altre arti metafisiche.
Il suo approccio
Il Dott. Ni si รจ distinto per il suo integrale ritorno ai testi classici fondamentali della medicina cinese, in particolare:
Shang Han Lun (Trattato sulle malattie da freddo)
Jin Gui Yao Lue (Prescrizioni essenziali della camera d’oro)
Ha fondato la Hantang TCM Clinic in Florida, dove ha curato pazienti e formato un gruppo di studenti (spesso chiamati “discepoli”).
Era noto per le sue diagnosi precise, basate sui principi classici, e per la sua abilitร nell’uso della fitoterapia (erbe cinesi) e dell’agopuntura.
Ereditร e Impatto
Sebbene sia deceduto nel 2012, il Dott. Ni Haixia ha lasciato un’ereditร significativa. Le sue lezioni, i seminari e i casi clinici sono stati ampiamente registrati e continuano ad essere studiati da praticanti e studenti di MTC in tutto il mondo, inclusa l’Italia (spesso tramite traduzioni e sottotitoli).
Era anche una figura controversa, noto per le sue forti critiche alla medicina occidentale (che chiamava “medicina della malattia”) in contrapposizione alla MTC (che considerava una “medicina della salute” focalizzata sulla prevenzione e sul ripristino dell’equilibrio).
1. Cosa sono i “Wu Xing” (Cinque Elementi)?
I Cinque Elementi (o Cinque Fasi o Movimenti) sono:
ๆจ Mรน (Legno)
็ซ Huว (Fuoco)
ๅ Tว (Terra)
้ Jฤซn (Metallo)
ๆฐด Shuว (Acqua)
Nella MTC, questi elementi non sono solo sostanze fisiche, ma rappresentano cinque processi dinamici, qualitร e fasi di un ciclo. Ogni elemento รจ collegato a:
Organi e Visceri (Zang-Fu):
Legno: Fegato e Vescicola Biliare
Fuoco: Cuore, Intestino Tenue (e Pericardio, Triplice Riscaldatore)
Stagioni, Sapori, Colori, Suoni e molte altre corrispondenze.
2. Le “Leggi” (Cicli di Relazione)
I “principi di trattamento” (ๆณๅ, Fว Zรฉ) derivano dalle due leggi fondamentali che governano la relazione tra i Cinque Elementi.
A. Ciclo di Generazione (็ธ็, Xiฤngshฤng) – La Madre e il Figlio
Questo ciclo descrive come un elemento nutre, promuove e dร vita al successivo. ร un rapporto “Madre-Figlio”:
Il Legno genera il Fuoco (il legno bruciando crea il fuoco)
Il Fuoco genera la Terra (il fuoco crea cenere, che รจ terra)
La Terra genera il Metallo (i minerali/metalli si formano nella terra)
Il Metallo genera l’Acqua (il metallo puรฒ liquefarsi; o la condensazione si forma sul metallo)
L’Acqua genera il Legno (l’acqua nutre gli alberi)
B. Ciclo di Controllo (็ธๅ , Xiฤngkรจ) – Il Nonno e il Nipote
Questo ciclo descrive come un elemento controlla, inibisce e bilancia un altro, impedendogli di diventare eccessivo. ร un rapporto “Nonno-Nipote”:
Il Legno controlla la Terra (le radici dell’albero trattengono il terreno)
La Terra controlla l’Acqua (la terra argina l’acqua, la assorbe)
L’Acqua controlla il Fuoco (l’acqua spegne il fuoco)
Il Fuoco controlla il Metallo (il fuoco fonde il metallo)
Il Metallo controlla il Legno (un’ascia di metallo taglia il legno)
3. I Principi di Trattamento Terapeutico (ๆฒป็ ๆณๅ, Zhรฌ Bรฌng Fว Zรฉ)
Quando questo equilibrio si rompe (ad esempio per un eccesso o una carenza), si manifesta la malattia. Il medico usa queste leggi per decidere come intervenire.
Il principio terapeutico piรน famoso basato su questi cicli รจ:
“In caso di Vuoto (Deficienza), tonifica la Madre.” (่ๅ่กฅๅ ถๆฏ, Xลซ zรฉ bว qรญ mว)
Esempio: Se il Fuoco (Cuore) รจ debole (in vuoto), non si agisce direttamente sul Fuoco, ma si va a “tonificare” (rinforzare) la sua Madre, il Legno (Fegato). Rinforzando il Legno, questo produrrร piรน Fuoco, riportando l’equilibrio.
“In caso di Pieno (Eccesso), disperdi il Figlio.” (ๅฎๅๆณปๅ ถๅญ, Shรญ zรฉ xiรจ qรญ zi)
Esempio: Se il Legno (Fegato) รจ in eccesso (ad esempio, troppa rabbia o calore al Fegato), si agisce “disperdendo” (drenando) il suo Figlio, il Fuoco (Cuore). Drenando il Fuoco, si dร uno “sfogo” all’eccesso del Legno, che scarica la sua energia nel Figlio.
Altri Principi (basati sul ciclo di Controllo)
Esistono anche principi basati sul ciclo Xiฤngkรจ (controllo) quando lo squilibrio รจ piรน grave:
Contro-dominazione (็ธไพฎ, Xiฤngwว): Quando un elemento รจ troppo forte e “insulta” o “aggredisce” quello che normalmente lo controllerebbe (es. il Legno [Fegato] diventa cosรฌ forte da “aggredire” il Metallo [Polmone]).
Sfruttamento (็ธไน, Xiฤngchรฉng): Quando un elemento controlla eccessivamente l’elemento che dovrebbe controllare (es. il Legno [Fegato] “sfrutta” o “invade” la Terra [Milza/Stomaco], causando problemi digestivi).
In questi casi, la terapia mira a sedare l’elemento aggressore o a rinforzare quello sottomesso per ripristinare il corretto ciclo di controllo. Come definisce la medicina cinese l’equilibrio tra yin e yang nella salute?
La medicina cinese tradizionale definisce la salute attraverso l’armonia e l’equilibrio dinamico tra lo Yin e lo Yang. L’intero corpus della medicina cinese puรฒ essere semplificato e ricondotto a questi due concetti, e la salute, o il Dao (Via), risiede nella comprensione della loro relazione e connessione.
Fondamenti dell’Equilibrio Yin e Yang nella Salute:
Interdipendenza e Regolazione:
L’equilibrio รจ uno stato in cui lo Yin e lo Yang non sono in eccesso nรฉ in difetto, ma si sostengono a vicenda in modo complementare (xiฤng fว xiฤng chรฉng).
Lo Yang non ha capacitร di restrizione se non รจ sostenuto e trattenuto dallo Yin. Allo stesso modo, lo Yin ha bisogno dello Yang per proteggere l’esterno (gรน biวo).
Il corpo umano รจ in salute quando i meccanismi di interazione e controllo reciproco (xiฤng kรจ) tra i Cinque Organi (Fegato, Cuore, Milza, Polmoni e Reni) mantengono uno stato di auto-regolazione (zรฌhรฉng).
Un principio cruciale per la salute รจ che lo Yang sia forte e ben trattenuto (Yรกng qiรกng dร o mรฌ), in modo che lo Yin non venga consumato o disperso. Quando lo Yin e lo Yang sono in armonia e solidi (Yฤซn pรญng Yรกng mรฌ), lo spirito e l’essenza (Jฤซngshรฉn) possono manifestarsi.
Manifestazione nel Corpo (Forma e Forza):
Lo Yin รจ associato alla forma corporea (xรญng), cioรจ ciรฒ che รจ visibile e tangibile (come pelle, vasi sanguigni, colore).
Lo Yang รจ associato allo spirito e alla forza (shรฉn, lรฌliร ng), cioรจ ciรฒ che รจ invisibile ma esistente.
Un aspetto fondamentale della salute รจ la corretta separazione del “chiaro” e del “torbido”. Il Chiaro Yang (qฤซng yรกng) deve ascendere (verso l’alto e l’esterno), mentre il Torbido Yin (zhuรณ yฤซn) deve discendere (verso il basso e l’interno).
Il diaframma (hรฉng gรฉ mรณ) รจ la struttura chiave che demarca questa separazione: il torbido (Yin) dovrebbe arrivare solo fino a questo limite.
Nel corpo, gli organi Zร ng (organi di immagazzinamento, come Fegato, Milza, Reni) sono considerati Yin, mentre i Fว (organi di escrezione e digestione, come Stomaco, Intestino) sono Yang.
Il Mantenimento dell’Equilibrio (Prevenzione):
La salute si ottiene seguendo le leggi della natura e i cicli stagionali. Seguendo l’armonia Yin-Yang si vive (shฤng); andando contro, si muore (sว).
Nelle stagioni primavera ed estate, bisogna nutrire lo Yang (yวng yรกng). Questo significa permettere al sudore di essere rilasciato e ai pori di aprirsi.
Nelle stagioni autunno e inverno, bisogna nutrire lo Yin (yวng yฤซn). Questo implica evitare il rilascio eccessivo di sudore e conservare l’energia.
Per mantenere l’equilibrio interiore, si deve mantenere una mente serena e gioiosa, riducendo al minimo desideri (yรนwร ng) e aviditร .
Conseguenze dello Squilibrio:
Quando l’equilibrio tra Yin e Yang viene rotto, si manifesta la malattia:
Se l’equilibrio tra Yin e Yang รจ incrinato (bรนhรฉ), la condizione รจ definita pericolosa.
Se lo Yin รจ troppo forte e soverchia lo Yang, o viceversa, la persona si ammala. Se lo Yin non riesce a controllare lo Yang, lo Yang “impazzisce” (nวi kuรกng) e non puรฒ essere contenuto.
Un eccesso di freddo (hรกn) porta all’accumulo di sostanze torbide (zhuรณ) e all’insorgenza di masse e tumori.
Se lo Yin e lo Yang si separano (Yฤซn Yรกng juรฉlรญ), l’essenza e lo spirito sono esausti, e la vita รจ in pericolo.
In sintesi, la salute รจ la condizione di perfetta coordinazione e auto-regolazione in cui lo Yin (forma e interno) e lo Yang (forza e esterno) si sostengono reciprocamente, garantendo che le energie chiare ascendano e le sostanze torbide discendano, il tutto in armonia con i ritmi della natura.
Cos’รจ il concetto di “dao”? Il concetto di Dao (Via) รจ un elemento fondamentale e onnicomprensivo nella medicina cinese, anche se i testi stessi ammettono la sua complessitร .
Nelle conversazioni tra l’Imperatore Giallo (Huangdi) e Qibo, il Dao viene descritto come un concetto “molto difficile da spiegare” (fฤichรกng bรน hวo jiฤshรฌ de yฤซgรจ dลngxฤซ).
Nonostante la difficoltร di definizione, le fonti ne delineano i seguenti aspetti centrali:
Principio Cosmico e Fondamento della Realtร : Il Dao รจ intimamente legato ai principi fondamentali dell’esistenza e della vita. Viene indicato come il luogo della “moralitร e virtรน” (dร odรฉ suวzร i).
Relazione tra Yin e Yang: Nella sua accezione piรน pratica e medica, il Dao รจ la comprensione dell’“unione, comprensione e correlazione tra Yin e Yang” (yฤซnyรกng de wรนxรฌng yฤซnyรกng de guฤnliรกn). Poichรฉ l’intera medicina cinese puรฒ essere semplificata e ricondotta ai concetti di Yin e Yang, il Dao rappresenta il principio ordinatore di tale relazione.
Condotta Umana (Giustizia e Rettitudine): Riferito alla condotta individuale di una persona, il Dao รจ manifestato attraverso l’“equitร e la rettitudine” (gลng zhรฒng mรญn yรฌ).
Chiave della Longevitร : La discussione sul Dao viene introdotta per spiegare come le persone nell’antichitร potessero vivere fino a cent’anni (bวi suรฌ zhฤซ rรฉn) senza decadere precocemente. Coloro che riescono a conoscere e seguire le leggi della Dao (dร ofว) e vivono in armonia con lo Yin e lo Yang, vivono (shฤng), mentre chi va contro questi principi, muore (sว).
Comprensione dei Principi Naturali: Le “Persone Vere” (Zhฤnrรฉn), che sono riuscite a ottenere il Dao, sono in grado di comprendere i “principi tra il cielo e la terra” (tiฤndรฌ zhฤซ jiฤn de dร olว) e di afferrare lo Yin e lo Yang.
Secondo i principi della medicina cinese tradizionale (MCT), gli organi classificati come Yin sono gli organi Zร ng.
La classificazione di un organo come Yin o Yang si basa sulla sua funzione: gli organi Fว (visceri, come lo stomaco e l’intestino) sono considerati Yang perchรฉ sono associati alla digestione, al transito e all’escrezione (xuฤn xiรจ), mentre gli organi Zร ng sono considerati Yin perchรฉ hanno la funzione di immagazzinare l’essenza e lo spirito.
Gli organi principali considerati Yin sono i Cinque Organi Zร ng:
Fegato (Gฤn)
Cuore (Xฤซn)
Milza (Pรญ)
Polmoni (Fรจi)
Reni (Shรจn)
Classificazioni in base alla posizione e alla polaritร
La divisione Yin/Yang puรฒ essere ulteriormente raffinata in base alla loro posizione fisica nel corpo e alla loro polaritร specifica (Yin all’interno dello Yin, Yang all’interno dello Yin, ecc.):
Divisione Alto/Basso (Diaframma):
In generale, il corpo รจ diviso dal diaframma (hรฉng gรฉ mรณ). La parte inferiore (Fรน, l’addome) รจ Yin.
Gli organi Yin che si trovano sotto il diaframma (Milza, Fegato, Reni) sono considerati parte della regione Yin.
Divisione in Sottocategorie Yin/Yang:
Organi del Torace (Parte Yang del corpo): Sebbene siano organi Zร ng (Yin), si trovano nel Jiฤo superiore, che รจ considerato la parte Yang del corpo.
Il Cuore (Xฤซn) รจ classificato come lo Yang nello Yang (Yรกng zhลng zhฤซ Yรกng).
I Polmoni (Fรจi) sono classificati come lo Yin nello Yang (Yรกng zhลng zhฤซ Yฤซn).
Organi dell’Addome (Parte Yin del corpo): Questi organi si trovano nella parte inferiore (Fรน), che รจ la regione Yin.
I Reni (Shรจn) sono classificati come lo Yin nello Yin (Yฤซn zhลng zhฤซ Yฤซn).
La Milza (Pรญ zhร ng) รจ definita come lo Yin Estremo (Utmost Yin) nello Yin (Yฤซn zhลng zhฤซ Zhรฌ Yฤซn).
Il Fegato (Gฤn) รจ classificato come lo Yang nello Yin (Yฤซn zhลng zhฤซ Yรกng), poichรฉ possiede un elemento Yang all’interno della regione Yin.
Questa distinzione รจ cruciale perchรฉ, secondo la MCT, l’equilibrio della salute dipende dalla comprensione di queste relazioni e dall’assicurarsi che la sostanza Yin (come la Milza e i Reni) e l’energia Yang (come il Cuore e i Polmoni) si sostengano e si auto-regolino.
La radice di tutte le cose (wร n wรน zhฤซ bฤn) รจ definita dalla medicina cinese tradizionale (MCT) e dal Huangdi Neijing come l’equilibrio e l’interazione dei principi di Yin e Yang.
Questa รจ la risposta piรน fondamentale e onnicomprensiva:
Yin e Yang come Radice Cosmica: Lo Yin e lo Yang sono la Via (Dao) del Cielo e della Terra. Sono considerati il fondamento della trasformazione di tutte le cose e i “genitori” dei cambiamenti.
Radice della Vita e della Morte: Lo Yin e lo Yang sono descritti come la radice della vita e della morte (shฤng shฤ zhฤซ bฤn). Insieme al ciclo delle Quattro Stagioni (sรฌ shรญ), rappresentano l’origine della morte e della vita di tutte le cose.
Fondamento Spirituale: Sono anche definiti come la dimora dello spirito e dell’intelligenza (shรฉn mรญng zhฤซ fว).
Principio Universale: La totalitร della medicina cinese, se semplificata, si riduce ai concetti di Yin e Yang. La comprensione della loro unione, correlazione e connessione (Yฤซnyรกng de wรนxรฌng Yฤซnyรกng de guฤnliรกn) รจ ciรฒ che viene definito il Dao (Via) e la sede della moralitร e della virtรน (dร odรฉ suวzร i).
In sintesi, la radice di tutta la realtร e di ogni trasformazione si trova nella dinamica e nel bilanciamento incessante tra Yin (il principio passivo, la forma, il basso) e Yang (il principio attivo, la forza, l’alto). Seguendo l’armonia tra Yin e Yang si vive (shฤng); andando contro di essi si muore (sว).