The term Qi gong / kiko refers to a series of practices and exercises related to traditional Chinese medicine and partly to martial arts that include meditation, mental concentration, breathing control, and particular exercise movements. This discipline is generally practiced to maintain both physical and psychological well-being and well-being through the care and growth of its internal energy (氣 qi).
L’ antica cultura d’oriente ha conservato per maggior tempo, per quanto il fascino della tecnologia e del pensiero scientifico occidentale abbia avuto la meglio e alcune ideologie ne abbiano stravolto o distrutto la presenza, il potere dei simboli associato ad un attivazione sperimentabile…
Un flusso che in occidente e rimasto privo di nutrimento
Sui culti psico/energetici degli antichi greci latini o germani restano ipotesi.
Paradosso del fenomeno gli orientali disdegnano, negano,ignorano riti della loro antica tradizione a favore della modernità rappresentata dalla tecnologia e della bramosia del profitto a tutti i costi e i cercatori d’ occidente volgono ai resti dell’ antica sapienza d’oriente…
Tengu 天狗 creature fantastiche della iconografia popolare giapponese, assumono varie forme, spesso rappresentati come uomini-uccello, dotati di un lungo naso prominente o addirittura di becco, con ali sulla testa.. I tengu assumono varie forme, con ali sulla testa e capelli spesso rossi; La faccia può essere rossa, verde o nera, e le loro orecchie e capelli sono generalmente umani; sono dotati di ali che battono rapidamente come quelle di un colibrì; ali e coda sono piumate, e talvolta lo è tutto il corpo, possono trasformarsi in animali (uccello, volpe, o cane procione ) o esseri umani, anche se generalmente mantengono alcune caratteristiche del loro aspetto, come un naso particolarmente lungo o una costituzione simile ad un uccello. Spesso sono usati nelle storie per parodiare il buddhismo; portano un bastone (bo) o un martellino.
I tengu sono quasi sempre ritratti vestiti come eremiti di montagna (山伏 yamabushi), monaci buddhisti o sacerdoti shintoisti. Anche se sono dotati di ali e possono volare, generalmente sono anche in grado di teletrasportarsi magicamente. Abitano le montagne del Giappone, e preferiscono fitte foreste di pini e crittomerie; specialmente nei monti Takao 高尾山e Kurama 鞍馬山 ( il monte su cui si ritirava in allenamento e meditazione il Maestro UESHIBA fondatore dell’ AIKIDO e il Maestro Usui fondatore del REIKI si narra che su questo monte ricevette l’ispirazione…) entrambe queste discipline si basano sul sentire l’energia, dirigerla, entrare nel FLOW…
Sono creature capricciose, e le leggende li descrivono a volte benevoli e a volte malvagi; talvolta si divertono a giocare scherzi pesanti, come appiccare fuochi a foreste o porte di templi…
I tengu amano camuffarsi da viandanti umani, assumendo forme amichevoli, come eremiti itineranti; dopo aver guadagnato la fiducia della vittima (nelle leggende spesso monaci buddhisti), i tengu ci giocano, ad esempio facendola volare o immergendola in un’illusione, che sono esperti a creare.
Oppure, i tengu la rapiscono, pratica nota come kami kakushi o tengu kakushi — rapimento divino o da tengu. Le vittime spesso si svegliano molto lontano senza alcuna memoria del tempo trascorso; le sparizioni di bambini sono spesso attribuite ai tengu, soprattutto se sono poi ritrovati in stato confusionale.
Tengu sono esperti di arti marziali, tattica, e ottimi armaioli: talvolta insegnano parte del loro sapere ad esseri umani, ad esempio l’eroe Minamoto no Yoshitsune imparò il kenjutsu dal re dei tengu, Sōjōbō 僧正坊 ,non è necessario che lo studente incontri il tengu di persona, perché il tengu può insegnare nei sogni.
Sono dotati dei ventagli huachiwa (fatti di piume o di foglie) che usano per controllare il vento.
Minamoto no Yoshitsune eil re dei tengu, Sōjōbō 僧正坊
Talvolta si divertono a giocare scherzi pesanti, come appiccare fuochi a foreste o porte di templi. I tengu possono anche comunicare con gli umani per telepatia, e sono talvolta accusati di possessione demoniaca o controllo della mente. A causa dei loro scherzi la gente talvolta lascia loro delle offerte per ingraziarseli.
KI Combat@ 氣武 (ki Bu in giapponese Qi WU in cinese) è un metodo, una disciplina, una pratica che ha la finalità di integrare tecniche ed esercizi rivolti alla facilitazione dei processi di rilassamento e di rigenerazione psicofisica, nell’intento di ridurre le tensioni accumulate e con lo scopo di generare uno stato di benessere e alcune tecniche e pratiche derivanti dalle discipline di combattimento e le arti marziali, con un prevalente scopo catartico ma senza un confronto fisico d’impatto. Tale insieme di discipline spazia da tecniche quali la ‘callistenia taoista’, che consiste in una serie di esercizi di difficoltà progressiva, che si svolgono attraverso il controllo del corpo (sia in quiete che in movimento), del respiro, del pensiero e delle emozioni, al fine di rigenerare e facilitare un profondo rilassamento e indurre uno stato di benessere ( esercizi diBaduanjin 八段錦Qigong, 氣功, “Maestria del Qi“, ecc..) a tecniche di Do-in e lo Stretching dei Meridiani sono una efficace tecnica,che consente di esercitare un auto trattamento sulle proprie tensioni muscolari e sui propri squilibri energetici o i cinque tibetani (derivazione delle asana dello yoga) oltre a tecniche di sensibilizzazione nella distanza del trapping (distanza ravvicinata) tui shou 推手 mani che spingono i黐手 mani appiccicose, si riferisce a uno degli esercizi più importanti nella pratica dello stile di kung-fu Wing Chun, e consente di sviluppare una reattività tattile immediata ed istintiva in risposta all’azione dell’compagno di allenamento, UBAD del Panantukan ed altro.
Tecniche di preparatorie della boxe della thai e del Keysi Fighting Method.
Questa pratica è definibile come un mix ispirato da insegnamenti diversi. La finalità principale è l’acquisizione di una forza pneumatica e stimolare un generale benessere psicofisico rigenerante. La pratica è delineata da tre principali filoni le posizioni statiche in piedi, le posizioni dinamiche, movimenti fluidi ed esplosivi movimenti e suoni spontanei (flusso libero). Il Ruan KiKo Qi Gong è una libera interpretazione, se bene ispirata fortemente da tradizioni consolidate, di Francesco Dal Pino,dopo innumerevoli anni di pratica e studio. Ringrazia gli insegnamenti del maestro Gianni Canfora, il maestro Kenji Tokitsu, il Maestro di Yi Chuan 意拳 Ilias Calimintzos il maestro Toshihiko Yayama, ringrazia i suggerimenti dell’amico ed esperto Sergio Specia, e gli stimoli fondamentali suscitati dal reikiessenziale del maestro ed amico Beppe Perteghella, ringrazia inoltre l’amico sinologo Prof. Daniele Cologna per gli approfondimenti sulla cultura del Regno di Mezzo.
Ringrazia altrisì tutti i piacevoli fenomeni spontanei energetici scaturiti dal profondo….
Si dice che fu Sensei Mikao Usui, ricercatore spirituale praticante di discipline psicofisiche kiko/qi Gong, di arti marziali che lo riscoprì, al inizio del 1900, lo chiamò Reiki. Gli ideogrammi che compongono il termine Reiki rappresentano la connessione tra 靈 Rei/Ling energia universale (atmosfera, Non Manifesto, implicito Spirito) ki qi 氣 espressione individuale di tale energia. Sul termine cinese Ling 靈 , se ne trova traccia scritta, con riferimento al suo aspetto funzionale come capacità di proiezione psichica sul mondo esterno, di fatto, il termine Shen 神 (spirito) viene sostituito da Ling 靈, in italiano si traduce in entrambi i casi spirito, ma nell’antica cultura cinese, si suppone abbia l’aspetto di rilevanza Yin陰, nella filosofia cinese tradizionale, il principio, la forza passiva, negativa, femminile dell’universo, complementare allo yang, come veicolo che permette l’interazione tra l’energia individuale e l’energia universale. Nello Shangshu 尚書 (Venerabili documenti, testo noto anche come Shujing 書經, Classico dei Documenti), il Cielo, o “Firmamento” (Tian 天), e la Terra (Di 地) sono definiti padre e madre dei Diecimila esseri (wanwu萬物), tra i quali l’uomo si distingue poiché dotato di una natura spirituale e numinosa (ling 靈, Shangshu 27/23/13).
Uno degli effetti più apprezzati da chi la pratica è la capacità di facilitare il fluire del ki liberamente e armoniosamente in tutto il sistema psicofisico. Sin da 5000 anni a. C. e forse prima, in India, era nota l’esistenza della energia vitale, tale energia veniva definita con vari termini, certamente il più noto era prana e la sua influenza sulla salute del corpo, sul controllo della mente e sugli effetti di connessione con frequenze, che potremo definire energie sottili, era fonte di costante ricerca, da parte di sperimentatori detti yogi. Questi sperimentatori attingevano a questa energia mediante tecniche respiratorie, meditazione con metodiche differenziate o particolari posture fisiche, che consentivano di entrare in uno stato profondo di coscienza e di aprirsi all’intuizione profonda. Per l’antichissima cultura tradizionale cinese, tutto ciò che è materia, l’esplicito, e tutto ciò che è informazione immateriale, l’implicito, è permeato di energia 氣 (qi) costituita da due polarità (yin e yang) che, in stato di armonioso equilibrio, assicurano uno stato di benessere, in caso contrario generano sintomi di disagio fisico, psichico, emotivo. Quasi tutte le antiche culture del globo hanno un termine per definire questo fenomeno, nelle culture dell’arcipelago polinesiano il termine mana, definisce la connessione tra energia individuale in relazione al ambiente, gli elementi in cui un essere è inserito e di cui è composto, in questo contesto si definiva anche la possibilità di esprimere le proprie facoltà, il proprio potere di realizzazione, in simile accezione lo ritroviamo anche nelle culture sciamaniche. Anche la Grecia antica conosceva un termine per definire il flusso vitale, il pneuma, esistevano altrettanti termini nelle culture celtica e germanica, ma nel tempo il sopraggiungere di sistemi di credenze dogmatici allontanarono dalla ricerca di questa esperienza…
Nota I caratteri tradizionali per yin (陰阴 yīn) e yang (陽阳 yáng) possono essere separati e tradotti approssimativamente come il lato in ombra della collina (yin) e il lato soleggiato della collina (yang). yang fa riferimento al “lato soleggiato della collina”, esso corrisponde al giorno e alle funzioni più attive. Al contrario, yin, facendo riferimento al “lato in ombra della collina”, corrisponde alla notte e alle funzioni meno attive.
L’ipotesi delle origini sciamaniche del Reiki si attestano sull’interpretazione dell’ideogramma Wu 巫 nella lingua cinese rappresenta lo sciamano/a si presente nella parte inferiore dell’ideogramma Rei/Ling 靈 , la ritualità evocativa e le procedure richiamano parassi di derivazione della cultura sciamanica d’oriente ”Agli albori della Medicina Tradizionale Cinese nel periodo delle ossa oracolari dove abbiamo testimonianza della cura attraverso ”esorcismo” tramite tecniche di movimento fisico ed emissione vocale..” (confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)
nelle ossa oracolari il carattere wu appare come un pittogramma di una persona che danza, tenendo verosimilmente in mano degli oggetti rituali e indossando un costume di piume
Lo wu è un zhu. La donna essendo in grado di danzare ciò che è senza forma, fa discendere gli spiriti. Il carattere rappresenta una persona con due maniche in posizione di danza… In tempi antichi Wu Xian fu la prima ad essere una wu… In caso di uomini, essi vengono chiamati xi; in caso di donne, esse vengono chiamate wu. 巫,祝也。女能事无形以舞降神者也。象人兩褎舞形……古者巫咸初作巫……在
(confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi)
Pittogramma ( 象形 ) – originariamente due pezzi di giada incrociati tra loro come usati nelle antiche pratiche sciamaniche.
Questa parola inizialmente si riferiva allo spirito medium / sciamano di entrambi i sessi, ma alla fine di sesso femminile in contrasto con 覡 ( OC* ɡeːɡ , “sciamano maschio”). Esistono varie ipotesi riguardo la sua etimologia ( Schuessler, 2007 ):
tibetano འབའ་ པོ ( ‘ba’ po , ” mago, stregone ” ) , འབའ་ མོ ( ‘ba’ mo , ” stregone ” ) Victor Mair propone che si tratti di un prestito dell’antico persiano 𐎶𐎦𐎢𐏁 ( maguš ) , una parola rappresentata dalla croce potente ( ☩ ) che è graficamente simile alla forma di iscrizione al bronzo cinese ( Mair, 1990 ; Mair, 2012 ).
Thai ɔ̌ɔ ( mɔ̌ɔ , ” dottore ” ) < Proto-Tai * ʰmo: ᴬ ( ” sciamano ” ) è generalmente considerato un prestito sino-tibetano. Altro su Wu (shaman) , Magi In fonti cinesi , magus .
La Scuola di pratica Dojo Ruan s’ispira ai concetti e alle pratiche e alle discipline del reiki 靈氣 integrando con la pratica del core shamanism, sciamanismo essenziale, del pratica del 氣功 qi gong/kiko, emissioni sonore suoni d’evocazione (campane tibetani tamburi didgeridoo ed altro)
本义为 “神灵”。 (Běnyì wèi “shénlíng”): Il significato originale è “divinità” o “spirito”.
字的上部原是 “雷” (参见 “零” 字条), 表示细雨迷濛, 也表声; (Zì de shàngbù yuán shì “léi” (cānjian “líng” zìtiáo), biǎoshì xìyǔ míméng, yě biǎo shēng): La parte superiore del carattere originariamente era “tuono” (vedi la voce “zero”), che indicava una pioggerella confusa e ne rappresentava anche il suono;
下部金文原作 “示” (祭桌)、 “王” (玉) 或 “心”。 (Xiàbù jīnwén yuánzuò “shì” (jì zhuō), “wáng” (yù) huò “xīn”): La parte inferiore, nelle iscrizioni su bronzo, originariamente era “mostrare/altare sacrificale”, “giada” o “cuore”.
小篆才有从 “巫” 的 “或体”, 用于 “跳舞降神的巫师” 义, 见于 《楚辞》。 (Xiǎozhuàn cái yǒu cóng “wū” de “huò tǐ”, yòng yú “tiàowǔ jiàng shén de wūshī” yì, jiàn yú “chǔ cí”): Solo nella scrittura del Piccolo Sigillo compare la variante con il radicale “sciamano”, usata nel significato di “sciamano che danza per invocare gli spiriti”, come si vede nel “Canzoni di Chu”.
Colonna di destra (Evoluzione del Carattere):
甲骨文 (Jiǎgǔwén): Ossi oracolari
金文 (Jīnwén): Iscrizioni su bronzo
小篆 (Xiǎozhuàn): Piccolo Sigillo
隶书 (Lìshū): Scrittura ufficiale
楷书 (Kǎishū): Scrittura regolare
草书 (Cǎoshū): Scrittura corsiva
行书 (Xíngshū): Scrittura corrente
简化字 (Jiǎnhuàzì): Carattere semplificato
Ideogrammi nella colonna di destra (dall’alto verso il basso):
灵 (líng): Ideogramma semplificato di spirito, anima
Uno degli obbiettivi della pratica del qi gong/kiko 氣功 meditazioneinpiedi ritzuzen 站桩 zhang Zhuan 立禅 (per quanto le due discipline abbiano similitudine di forma ma diversità d’intento e di pratica)con finalità marziale 武 generare KI /QI 炁 氣 per aumentare e nutrire la FORZA PNEUMATICA uno stato di rilassamento globale di tutto il corpo con la presenza di uno stato di compressione con una immediata disponibilità all’esplosività..la compressione dona un senso di pienezza utile da spendere nella combattività…
La meditazione (dal latino meditatio, riflessione, in sanscrito dhyāna ध्यान cinese zhǐguān 止觀 coreano: Chigwan, giapponese: shikan)
Si può definire tale disciplina in senso generale, una pratica che si utilizza per raggiungere una maggiore padronanza delle attività della mente, con l’intento di andare oltre, di far fluire l’usuale chiachericcio di sottofondo (mente di superficie) cercando di approdare ad uno stato di quiete pacifica e di centratura interiore. La mente di superficie dialoga costantemente con se stessa,è totalmente incentrata sul passato o sul futuro,razionalizza ogni cosa in termini di profitto e prende decisioni solo sulla base delle esperienze pregresse.
Cambia idea e direzione facilmente (in oriente è rappresentata dall’agitazione della scimmia)
Lo stato di meditazione viene raggiunto con la totale concentrazione dell’attenzione nel momento presente (qui e ora).
È una pratica volta quindi all’auto-realizzazione.
Lo scopo spirituale, filosofico, o il miglioramento delle condizioni psicofisiche nella meditazione sono una scelta prettamente personale.
Nella così detta meditazione riflessival’oggetto della meditazione è stabilito con l’intento di focalizzarsi su un tema specifico.
In genere nella pratica vengono utilizzate visualizzazioni di elementi che riguardano il mondo interiore o di semplici oggetti, per raggiungere un maggiore stato di concentrazione e di ponderazione.
Lameditazione recettiva è maggiormente finalizzata all’assenza di pensieri e permette alla mente di raggiungere un livello di “consapevolezza senza pensieri”, ovvero svincolato dal dialogo interiore spesso coinvolto in frequenze di turbolenza e disturbato da attività mentale caotica e confusionaria.
Ruan Do è una metodologia concepita, in lunghi anni di pratica e di sperimentazione per facilitare un percorso di vita, per conoscere, far emergere, focalizzare le proprie risorse, orientandosi per affrontare gli ostacoli realizzando i propri obbiettivi. si propone di orientare un percorso di autostima e di autocontrollo , conoscenza di se utilizzando come strumento la preparazione specifica alle discipline di contatto, in un rapporto coach e fruitore di piccolo gruppo ed individuale. Nella nostra osservazione e sperimentazione sul campo abbiamo ottenuto significativi riscontri sulla modalità di un rapporto individuale e di piccolo gruppo, nell’ingaggiare punti di stimolazione alla presa di consapevolezza del corpo, del movimento corporeo applicato alle tecniche di discipline di contatto in relazione agli obbiettivi individuati.
La costanza nella Pratica nessun giorno senza una linea. (Plinio il Vecchio Storia)
La frase è riferita al celebre pittore Apelle Απελλής; Colofone, 375-370 a.C. circa
non lasciava passar giorno senza tratteggiare col pennello qualche linea.
Ciascuno trovi il suo sentiero per far fronte al Samsara संसार, la sua pratica, la sua disciplina, che lo conduca ad affrontare le sue paure, a colmare l’implacabile e irresistibile scorrere del Divenire, ad accettare le sconfitte, ad affrontare le sfide e a varcare la soglia con dignità e gratitudine..
Possa sgorgare il punto di quiete nel Caos…
nell’era della frenesia tecnocratica indifferente al Tutto e al singolo nella folle corsa dello strapotere dell’alta finanza bramosa di profitto senza remore, di potere frenetico per reprimere l’individuo, trasformandolo in amorfo consumatore, schiacciando il profondo….
persista con amore e con la forza un centro interiore..