The term Qi gong / kiko refers to a series of practices and exercises related to traditional Chinese medicine and partly to martial arts that include meditation, mental concentration, breathing control, and particular exercise movements. This discipline is generally practiced to maintain both physical and psychological well-being and well-being through the care and growth of its internal energy (氣 qi).
La campana tibetana è un antichissimo strumento musicale originario della cultura sciamanica Bonབོན alla diffusione del buddismo, come sostiene il musicista e ricercatore antropologo Alain Presencer ”Le ciotole (campane) hanno un probabile collegamento con il ‘culto del fuoco, provengono da un periodo molto arcaico della storia tibetana. Sembra che abbiano origine da una setta molto remota vicino al culto བོན་ Bon una setta primitiva e animista. Nella pratica di questa forma di sciamanismo si attribuiva al suono delle campane, ed altri altri strumenti come cimbali ཏིང་ ཤགས ting-sha e gong, un grande potere di guarigione, e la capacità di entrare in profondi stati meditativi, ipnagogici, ondeαAlfa onde ϑTheta.
Alcuni studiosi ritengono che abbiano origini cinesi, altri indiane.
Vengono prodotte perlopiù in Nepal con un’antichissima tradizione, ma sono presenti e anche in Cina, Giappone e Corea, quelle tibetane però restano le più ricercate per qualità e manifattura. Di solito sono composte in una lega bronzea, ma le più preziose con la vibrazione sonora di più alta qualità , secondo la tradizione, sono composte da una lega che comprenda molteplici metalli, incluso il ferro meteoritico, il suono genera una lunga vibrazione poliarmonica.
“se vuoi capire l’universo, pensa in termini di energia, frequenza e vibrazioni” Nikola Tesla
Con il termine cimatica ci si riferisce alla teoria, dello studioso e antroposofo svizzero Hans Jenny, che suppose un effetto morfogenetico delle onde sonore. Il nome cimatica è stato coniato dallo stesso Hans Jenny, e deriva dal greco kymatika κυματικά che significa “studio riguardante le onde” da kyma (κΰμα) che significa “onda, flutto”.
Hans Jenny fu colpito profondamente da un’osservazione: imponendo una vocalizzazione in antico sanscrito come l’Oṃ ॐ (conosciuto dagli induisti e buddhisti come il suono della creazione) la polvere di licopodio rispondeva alle vibrazioni sonore generando un cerchio con un punto centrale, simbolo con il quale antiche popolazioni indiane rappresentavano lo stesso mantra devanāgarī मन्त्र Oṃ (Aum).
Porfirio e Giamblico narrano che Pitagora sostenesse che la musica, il suono curasse le malattie e regolasse l’anima, restituendole il suo equilibrio armonioso.
Confer
Piastra del fisico Ernst Chladni Christiane L. Joost-Gaugier Pitagora e il suo influsso sul pensiero e sull’arte ed.Arkeios
Thanks to Jeremy Pfeiffer demonstrates how a Navajo healing chant translates to the observable world. On the left we see the chant through a cymatic transposition in water. The right shows the same transposition through a symmetrical kaleidoscope set at a golden mean angle. Music provided by Primeaux & Mike with Joe Jakob – Sacred Path
La nostra scuola Dojo Ruanutilizza il termine Attivazione, intesa come attivazione di campo/dominio del sentire, percepire in modo più intenso, tramite un rito/procedura svolto dal Reiki Master. Il termine iniziazione, nella sua accezione di passaggio di status è un’acquisizione che avviene in un processo temporale di pratica. Il 氣 KI QI Prana प्राण Pneuma πνεύμα o energia si manifesta in noi, tuttavia, solo nella pratica continuativa e costante del sentire, si percepisce uno stato un’atmosfera profonda.
Mana un termine spesso ricorrente per designare una “forza sovrannaturale”, “potere spirituale”o “efficacia simbolica”. Può essere definita una “forza vitale”, una quantità di forza vitale che un individuo, un luogo, un oggetto detiene o accumula, poteva essere accumulato combattendo, con l’arte della retorica o mangiando un nemico. I grandi capi tribù cercavano e possedevano grandi quantità di mana. E’ è un termine d’origine melanesiana diffuso in molte lingue austronesiane ,melanesiana e polinesiana in hawaiano significa “forza che viene da dentro”, termine legato alla cultura dei Kahuna,uomo di conoscenza spirituale, un esperto, un maestro di arti e discipline, uno sciamano della cultura Huna (segreto) L’ideogramma德 De in cinese antico aveva una valenza similiare a mana inteso come potere o forza vitale di talismani, persone, piante oggetti o di potere spirituale come tramite tra cielo e terra. (confer Giulia Boschi Medicina Cinese Le radice e i fiori ed.Erga)
De scrittura del piccolo sigillo
Il noto storico delle religioni Mircea Eliade riguardo al mana sostiene che un essere animato sia visibile o invisibile, oppure inanimato, per l’uomo arcaico è dotato di una sua forza vitale latente; l’evocazione della forza latente delle cose da parte di colui che compie il rito è l’essenza stessa delle pratiche sciamaniche proprie delle religioni arcaiche. Secondo il Vocabolario Treccani (Istituto dell’Enciclopedia Italiana) il termine si è si diffuse in occidente con il testo The Melanesians (1891) del missionario ed etnologo inglese e può avere una valenza di significanto fluttantecome lo definì Claude Lévi-Strauss il termine mana detiene un significante fluttuante, “permettere al pensiero simbolico di operare nonostante la contraddizione ad esso inerente” dovuta ad un significato potenzialmente vasto e non definito. Più di recente l’antropologo R. Keesing ha rianalizzato, alla luce di ricerche storiche, etnografiche e comparative, i vari usi del termine nelle società melanesiane e polinesiane: viene usato come verbo per indicare «l’essere efficace», «l’essere potente» o il «rendere efficace»; come un sostantivo indicante «l’efficacia», il «potere», la «benedizione», la «potenza».
Keesing sottolinea l’ambivalenza e la molteplicità dei significati di mana nelle lingue locali, un concetto legato a particolari azioni e pratiche (curare una malattia, avviare una coltivazione, pescare ecc.).
无为 (semplificato) 無爲 agire senza agire agire senza sforzo (tensione)
Un concetto, se così si può definire, proveniente dalla filosofia dei seguaci del Tao 道 di difficile comprensione, apparentemente richiama la passività ma è un invito ad una costante attenzione a tutto ciò che ci circonda per evitare interferenze con il suo inesauribile intrecciarsi di rapporti. Un’attenzione che esige la massima lucidità mentale, senza regole fisse e categorie immodificabili, che ostacolano il fluire spontaneo degli eventi. Richiama il concetto, che detiene un risvolto nella pratica di alcune discipline 柔 Ju, in giapponese, gentilezza, adattabilità, cedevolezza, morbidezza elemento rilevante nelle discipline quali il judo 柔道 la via della cedevolezza e nel jūjitsu柔術 la tecnica della cedevolezza, anche il termine ruan è caratterizzato da un simile intento, principi fondamentali nel 太極拳tàijíquán nel Qigong kiko氣功 e nell’ aikido合気道 Vi è poi una riflessione più squisitamente filosofica: Lo scopo del wu wei 無爲il mantenimento di un perfetto equilibrio, o allineamento con il Tao, e quindi con la natura, un agire che viene definito dal principio superiore, l’essere in sé, che pur permanendo intatto nella propria immutabilità, si manifesta nel soggetto agente, costruendone la legge interiore e guidandone l’azione dal inizio alla fine. Un concetto d’azione nobile che ha l’intento di superare l’ego e la sua necessità di profitto, difficile e assai raro…. ma poetico.
Il Dan tian (cinese: Dāntián 丹田; giapponese: Tanden 丹田; coreano: 단전 DanJeon 丹田; tailandese Dantian ตันเถียน) letteralmente significa “campo tian di cinabro dan”
E’ un elemento rilevante nell’Alchimia Interiore del taoismo, nelle tecniche meditative interne di origine cinesi, nelle arti marziali orientali.
Nella Medicina tradizionale cinese, si suppone sia il luogo nel corpo dove il chi /qi, 氣viene conservato, accumulato e dal quale poi si irradia nei diversi meridiani del corpo.
Dan (丹) che viene tradotto con Rosso, Pillola, Polveri farmaceutiche; Tian (田) che viene tradotto con Campo, Appezzamento, Terreno Coltivato. “campo dell’elisir”
“L’antenato della vita, la fonte della rabbia, la radice degli organi interni, le radici dei dodici meridiani, l’incontro di yin e yang, la porta della respirazione, la città natale dell’acqua e del fuoco”
下丹田是“性命之祖,生气之源,五脏六腑之本,十二经脉之根,阴阳之会,呼吸之门,水火交会之乡。”所以气功家多以下丹田为锻炼、汇聚、储存真气的主要部位。 下丹田 (xià dāntán): letteralmente significa “dan tien inferiore”. Dan tien è un termine fondamentale nella medicina tradizionale cinese e nelle arti marziali, spesso tradotto come “campo di cinabro” o “fornace cinabro”.
性命之祖 (xìng mìng zhī zǔ): “L’origine della vita e dell’energia vitale”.
阴阳之会 (yīn yáng zhī huì): “Il punto d’incontro dello yin e dello yang”.
呼吸之门 (hū xī zhī mén): “La porta della respirazione”. 水火交会之乡 (shuǐ huǒ jiāo huì zhī xiāng): “La dimora dell’incontro tra acqua e fuoco”.
Il cinabro o cinnabrite o cinnabarite o solfuro di mercurio è un minerale, appartenente alla classe dei solfuri dall’aspetto rossiccio; noto già ai Greci (greco antico Κιννάβαρι, έως, τό e dal latino cinnàbaris). Chimicamente è un’unione di zolfo e mercurio (formula chimica HgS) pertanto, dato il suo contenuto in mercurio, è da considerarsi minerale tossico. Da questo minerale, tramite arrostimento e successiva condensazione, si estrae il mercurio. I più importanti giacimenti si trovano ad Almadén in Spagna (oggi i giacimenti più produttivi), in Italia nella zona del Monte Amiata (con quelli che furono i secondi giacimenti più produttivi al mondo) e a Idria in Slovenia. I cristalli sono ancora più rari dello stesso minerale e si trovano nella regione cinese dello Hunan.
Per la sua capacità di trasformarsi in mercurio che viene estratto dal minerale per arrostimento, il Cinabro è alla base di tutto il pensiero alchemico cinese dell’antichità e riveste un ruolo di primaria importanza anche nelle ricerche di longevità e di immortalità del Taoismo. L’esoterista Julius Evolariprende il nome del minerale per il titolo del suo libro ‘Il cammino del Cinabro’, che è la metafora in forma autobiografica del pensiero esoterico e alchemico dell’autore. In medicina fu utilizzato dal filosofo, poeta, medico autodidatta, Tommaso Campanella come uno dei componenti nella cura della sifilide. In pittura il Cinabro, sia naturale che sintetizzato, è stato usato per produrre il pigmento vermiglione.
Molte discipline utilizzano il respiro e la concentrazione nel Tan Tien
Meditazione degli Otto straordinari Meridiani
開通八脈法 eseguendo la grande e la piccola circolazione 大 周天,小周天
Da Xiao Zhou Tian dalle teorie del Taoismo
nella versione di meditazione in piedi 站樁, Zhan Zhuang
Se si entra in uno stato di realtà non-ordinaria è solamente per tirar fuori da lì ciò di cui abbiamo bisogno per vedere l’aspetto miracoloso della realtà ordinaria.
Per me il modo di vivere, il sentiero con un cuore, è la presenza nel mondo.
(Carlos Castaneda)
IL Maestro Ueshiba Morihei fondatore dell’Aikido 合氣道
NEN presenza mentale è un elemento molto presente nella pratica dell’Aikido 合氣道 e in generale di tutte le arti di combattimento, nelle arti di ricerca interiore. Il M° Ueshiba Moriheisosteneva che durante l’allenamento, il primo compito consiste:
”nel disciplinare continuamente lo spirito, affinare il potere del Nen 念.”
Il Nen indica la concentrazione, un lampo di pensiero, la sincera e totale concentrazione su un punto. La parola giapponese “Nen” deriva dall’ideogramma cinese “Nian” 念 significa letteralmente “pensare a qualcosa, concentrarsi su qualcosa”. Il Nen è la linea che connette il ki-mente-corpo con il Ki Universale. Il M° Kisshomaru Ueshiba, figlio del fondatore, nel suo libro “The Spirit of Aikido” affermava che noi possiamo accentuarne l’aspetto spirituale 靈 , l’aspetto affettivo 心 senso, intuizione, sentimento; l’aspetto psicofisiologico tramite il “vero respiro” che consiste nel respirare in unione con l’universo così che si possa ottenere il potere della Natura. Formando una spirale a destra, il ki ascende, formando una spirale a sinistra, discende. Si formano spirali e rotazioni, liberamente, in cielo e in terra. Il punto cruciale consiste nel realizzare pienamente il principio di respirare e creare spirali così che si possa generare l’unificazione del fondamentale principio creativo, il ki che permea l’Universo e il ki individuale inseparabile dal potere del respiro di ogni persona. Attraverso il costante allenamento della mente e del corpo, il Ki individuale si armonizza con il ki Universale e questa unità appare nel dinamico e fluido movimento del potere del ki che è libero, fluido, indistruttibile e invincibile. Questa è l’essenza delle Arti Marziali giapponesi come si è incarnata nell’Aikido . Secondo la tradizione orientale e specificamente delle arti marziali giapponesi, esistono tre sedi naturali in cui il 氣 ki si localizza che nella lingua giapponese sono denominate “tanden” 丹田, sono dei punti virtuali dove viene localizzata la cosiddetta “presenza mentale” del praticante e precisamente: il “Kikai Tanden” 気海丹田, la sede viscerale, il “Chudan Tanden” 中段丹田, la sede mediana ed il “Jodan Tanden” 上段丹田, la sede superiore. Il ki 氣 è l’energia vitale che percorre i centri vitali e li rende funzionali e capaci di svolgere il loro compito essenziale per il mantenimento in vita dell’essere umano. I fattori che favoriscono il manifestarsi del ki nell’attività fisica sono:
l) Rilassamento 2) Respirazione 3) Svuotare la mente dai pensieri 4) Attività ritmica 5) Concentrazione
L’ideogramma Nen 念 è presente nel simbolo REIKI 靈氣 HONSHAZESHO- NEN L’uso di comporre un simbolo agglomerando più ideogrammi potrebbe essere riconducibile ai seguaci del Tao 道 I Fulu符籙 sono dei sigilli, associati ad un essenza, tessere e simboli, talismani. A ciascun segno simbolico corrisponde un suono una vocalizzazione legata alle forze del Universo sono Shenfu神符(tessere degli spiriti) erano ritenuti simboli di connessione con gli spiriti, strumenti di esorcismo , potenziali vettori per facilitare l’equilibrio psicofisico degli individui. Inoltre SHO NEN 正念 Retta presenza mentale è il settimo raggio del “Nobile ottuplice sentiero” Si dice che Buddha Shakyamuni trasmise, nel suo primo sermone, l’insegnamento della dottrina del “Nobile ottuplice sentiero” intendendo offrire ai suoi discepoli il percorso di liberazione dall’ ignoranza.
confer Kristofer Schipper il corpo taoista ed. Ubaldini 1981 Roma Kisshomaru Ueshiba The Spirit of Aikido ed. Kodansha International, Tokyo 1985
言霊 Kototama è una disciplina che presuppone che i suoni abbiano una azione creativa sulla realtà oggettiva, e che possano influenzare il nostro ambiente , il corpo , la mente e l’anima tramite l’emissione di suoni e mantra in un contesto rituale con il quale si cerca di generare stati interiori ed atmosfere evocative. Si riferisce alla antica credenza giapponese, che nelle parole e nei nomi risiedano poteri mistici , simili concetti si ritrovano anche in altre culture come nelle antiche formule evocative delle rune d’occidente o i mantra d’oriente. Si può tradurre l’anima del linguaggio”, “spirito del linguaggio”, “potere del linguaggio”, “parola potere”, “parola magica “, “suono sacro”. L’ ideogramma 霊 tama è la semplificazione dell’antico ideogramma 靈 Rei Spirito, atmosfera spirituale mentre 言 Koto può essere tradotto con parola/discorso. La teoria del Kototama, disciplina praticata nei culti esoterici come Omoto-kyo di Onisaburo Deguchi o nei culti Shinto 神道, presuppone che i suoni abbiano una azione creativa sulla realtà oggettiva, quindi che l’uso dei suoni delle parole nei rituali possa influenzare l’ ambiente , il corpo , la mente e l’anima. Morihei Ueshiba il noto fondatore dell’Aikido 合氣道 , amico e guardia del corpo di Onisaburo, fu un eccezionale e assiduo praticante di Kototama, esprimendolo nel suo kiai 氣合 sia in ambito marziale sia durante le sue pratiche meditative. Vi sono molte interconnessioni tra la pratica del kototama e la pratica del Reiki.
Su un piano spirituale la cosmologia dell’aikido descrive l’universo come una meravigliosa funzione di kototama ( le molteplici vibrazioni , lunghezza d’onda e schemi energetici che danno forma al nostro mondo) . A loro volta, queste ultime manifestano gli otto poteri ( hachi riki ), movimento/immobilità (gyo/kai), coagulazione/dissolvimento (bun/gou), tensione/liberazione (dou/sei), combinazione/separazione (inn/chi).Nell’Aikido come in altre discipline si ritiene che le vibrazioni di kototama abbiano creato il mondo(un’idea simile si trova ovunque sotto molte forme diverse) tale è il takemusubi dell’aikido. kototama è quello che noi forgiamo nel corso dell’addestramento di aikido.
Confer John Stevens ”Guerriero invincibile” 1997 ed. il Punto d’incontro Gleason, W. I fondamenti spirituali di Aikido , Destiny Books, 1995 Citazione dal libro – il cuore dell’aikido – di Ueshiba Morihei ed. mediterranee
Dalla tradizione Kototama descritta nella fonte di YouTube emergono diversi principi metafisici o spirituali fondamentali:
La natura vibratoria dell’universo: La tradizione Kototama si basa sull’idea che l’universo sia intrinsecamente vibratorio. Il termine stesso “Kototama” significa “conoscere la vibrazione dell’universo”.
Il potere creativo del suono: I suoni generati nella pratica Kototama sono ritenuti capaci di attivare e sostenere la Creazione, vista come un “progetto energetico” al di là dell’universo fisico ovvio. In questo senso, il suono non è solo un fenomeno fisico ma possiede una forza intrinseca che influenza la realtà.
La connessione tra suono e anima/spirito: La parola “Kototama” è composta da “Koto” che significa parola e “Tama” che significa anima o spirito. Questo suggerisce che il Kototama sia la manifestazione spirituale o l’anima dell’universo espressa attraverso il suono.
L’importanza del Toro (Taurus) come modello dinamico: La sequenza sonora “Su”, centrale nella tradizione Kototama, è formata creando una dinamica toroidale con la bocca. Questa forma sembra essere fondamentale per la pratica.
L’allineamento del suono con il Toroidale per il potere trasformativo: Si afferma che il suono possieda un potere trasformativo quando è allineato con la forma del Toro, una conoscenza apparentemente antica.
Il legame tra Kototama e stati di coscienza elevati: La pratica del canto risonante e la visualizzazione di un campo di luce a forma di Toro, ispirate ai principi del Kototama e sperimentate anche al Monroe Institute, portano a stati di coscienza e chiarezza di proposito profondi. Questo suggerisce che il Kototama sia un mezzo per espandere la coscienza oltre la focalizzazione corporea abituale.
In sintesi, i principi fondamentali del Kototama descritti nella fonte ruotano attorno al potere vibrazionale e creativo del suono, alla sua connessione con la dimensione spirituale dell’universo e all’utilizzo di un modello energetico toroidale per influenzare la coscienza e la realtà.
“Giunti sin qui, ecco che ricerchiamo le radici del kotodama, attraverso l’origine della seconda parte della parola: dama. Tranquilli: l’analisi sarà molto più semplice.
霊 è traducibile con “spirito” o “anima”. Gli antichi Giapponesi utilizzavano almeno tre modi per indicare “spirito”:
Ti: il termine più antico e per questo anche di più incerto significato. Il misterioso, divino, a tratto magico, potere che alberga in certe persone e cose. Tale termine è così antico che anche nei primi testi veniva usato come semplice suffisso per indicare le divinità.
Tama: sembra sia il secondo termine ad essere entrato in uso, per poi venire rapidamente sostituito anch’esso. Indicava l’entità che vive nelle persone, ma anche negli elementi della natura (paesaggi, alberi, ecc), e in certi preziosi e particolari oggetti d’arte. Interessante è notare come tama sia separato dall’oggetto che abita e che possa esistere al di là della morte fisica dello stesso. In questa particolare accezione, ovvero quando tama esiste senza un supporto materiale, è ritenuto in possesso di particolari e misteriose capacità, quasi sempre di natura benigna.
Kami: originato dal cinese shen (神), è il concetto più duraturo nel tempo. Si tratta di un termine generico per divinità ed entità soprannaturali. Gli antichi Cinesi, però, oltre a shen, utilizzavano anche altri due termini in questo ambito: hun (魂) e po (魄). Il primo, sembra alludere alla parte spirituale dell’uomo che ascende al cielo dopo la morte. Tale accezione sembra essere quella più vicina alla parola giapponese tama. Il secondo, invece, po, è lo spirito di livello inferiore che, dopo la morte del corpo, lo segue nella tomba.
Conclusioni sull’origine del termine kotodama
Analizzando l’origine di questa parola, vediamo come il significato di kotodama sia quello di uno spirito (tama) che viva all’interno del linguaggio (koto), un veicolo dal quale però può essere rimosso. È necessario quindi che lo spirito senza più un corpo venga invocato… e questo, signori e signore, è il rituale del kotoage (言挙げ, lett. “elevare, invocare le parole”), del quale però parleremo estesamente nei prossimi articoli.” confer Elisa Borgato