้“ใ€‚ไธ€ๅ…ƒ็‚ Il Tao. Un’Unica Energia Primordiale

  1. ๆญธ (guฤซ) – Ritornare, riunirsi, convergere.
  2. ้ˆ (lรญng) – Spirito, anima, essenza spirituale.
  3. ๆญธ (guฤซ) – Ritornare, riunirsi (ripetuto).
  4. ้›ถ (lรญng) – Zero, nulla, vuoto.
  5. ๆญธ (guฤซ) – Ritornare, riunirsi (ripetuto ancora).
  6. ไธ€ (yฤซ) – Uno, unitร , singolaritร .
  7. ๅœ“ (yuรกn) – Cerchio, completezza, perfezione.

่ฌ (wร n) – Diecimila, innumerevoli, tutto.

็‰ฉ (wรน) – Cose, esseri, materia.

้“ (dร o) – Via, principio, Tao.

ๅ‡บ (chลซ) – Emergere, manifestarsi, derivare.

่ก“ (shรน) – Arte, tecnica, metodo.

ไธ€ (yฤซ) – Uno, unitร  (ripetuto).

็‚ (qรฌ) – Energia vitale, soffio cosmico (variante arcaica di “ๆฐฃ”).

  1. ็ฐก (jiวŽn) – Semplice, facile.
  2. ๅ–ฎ (dฤn) – Singolo, unico.
  3. ็š„ (de) – Particella possessiva o descrittiva (“di”, “che”).
  4. ไธ‰ (sฤn) – Tre.
  5. ๅ€‹ (gรจ) – Classificatore per contare oggetti o persone.
  6. ๅญ— (zรฌ) – Carattere, parola.
  1. ่˜Š (yรนn) – Contenere, racchiudere, accumulare.
  2. ่— (cรกng) – Nascondere, custodire.
  3. ่‘— (zhe) – Particella che indica uno stato continuo; qui, “contenente”.
  4. ็Ž„ (xuรกn) – Misterioso, profondo, oscuro.
  5. ๅฆ™ (miร o) – Meraviglioso, sottile, straordinario.
  6. ๆทฑ (shฤ“n) – Profondo, intenso.
  7. ๅฅง (ร o) – Nascosto, recondito, profondo.
  8. ๆ„ (yรฌ) – Significato, intenzione.
  9. ๆถต (hรกn) – Contenuto, significato implicito.

Quinta strofa:

  1. ๅ„ (gรจ) – Ciascuno, ogni.
  2. ๆœ‰ (yว’u) – Avere, possedere.
  3. ๅ„ (gรจ) – Ciascuno, ogni (ripetuto).
  4. ่ฆ‹ (jiร n) – Vedere, opinione, comprensione.
  5. ่งฃ (jiฤ›) – Spiegare, comprendere.
  6. ไธ€ (yฤซ) – Uno, unitร  (ripetuto).
  7. ่ชช (shuล) – Dire, parlare, teoria.
  8. ๆœ‰ (yว’u) – Avere, possedere (ripetuto).
  9. ้ˆ (lรญng) – Spirito, anima (ripetuto).
  10. ๆ€ง (xรฌng) – Natura, essenza, spiritualitร .
  11. ่‡ช (zรฌ) – Sรฉ, spontaneamente.
  12. ็„ถ (rรกn) – Cosรฌ, naturalmente.
  13. ๆ˜Ž (mรญng) – Chiaro, comprendere, illuminare.
  14. ็™ฝ (bรกi) – Bianco, chiaro, evidente.

Sesta strofa:

  1. ไฟฎ (xiลซ) – Coltivare, praticare, perfezionare.
  2. ๅ‡บ (chลซ) – Emergere, manifestarsi (ripetuto).
  3. ็œŸ (zhฤ“n) – Vero, autentico.
  4. ๅฟƒ (xฤซn) – Cuore, mente.
  5. ๅŽป (qรน) – Andare via, rimuovere.
  6. ๅ‡ก (fรกn) – Ordinario, mondano, terreno.
  7. ๅกต (chรฉn) – Polvere, mondo terreno, impuritร .

Settima strofa:

  1. ่ˆ‡ (yว”) – Con, insieme a.
  2. ไธ– (shรฌ) – Mondo, societร , epoca.
  3. ็„ก (wรบ) – Non avere, assenza.
  4. ็ˆญ (zhฤ“ng) – Contendere, competere, lottare.
  5. ๅฐฑ (jiรน) – Proprio, esattamente.
  6. ๆ˜ฏ (shรฌ) – Essere, รจ.
  7. ไฟฎ (xiลซ) – Coltivare, praticare (ripetuto).

Ottava strofa:

  1. ็”Ÿ (shฤ“ng) – Vita, nascere, vivere.
  2. ๆดป (huรณ) – Vivere, attivitร , vitalitร .
  3. ๅƒ (qiฤn) – Mille, innumerevoli.
  4. ่ˆฌ (bฤn) – Tipo, sorta, varietร .
  5. ้ƒฝ (dลu) – Tutti, completamente.
  6. ็พŽ (mฤ›i) – Bello, meraviglioso.
  7. ๅฅฝ (hวŽo) – Buono, positivo.
  8. ไธ€ (yฤซ) – Uno, unitร  (ripetuto).
  9. ๅˆ‡ (qiรจ) – Tutto, ogni cosa.
  10. ่™› (xลซ) – Vuoto, illusorio.
  11. ๅƒ (xiร ng) – Immagine, apparenza, illusione.
  12. ็ฉบ (kลng) – Vuoto, vacuitร .
  13. ็„ก (wรบ) – Non avere, assenza (ripetuto).
  14. ไนŸ (yฤ›) – Anche, pure.

Note:

  • Ogni ideogramma ha un significato base, ma il contesto poetico e filosofico (che richiama il Taoismo e la spiritualitร  cinese) puรฒ ampliarne o modificarne l’interpretazione.
  • Alcuni caratteri, come ๆญธ (guฤซ) e ไธ€ (yฤซ), si ripetono, enfatizzando temi di ritorno all’origine e unitร .
  • ็‚ (qรฌ) รจ una forma arcaica di “ๆฐฃ”, usata spesso in contesti mistici o taoisti per indicare l’energia primordiale.

Omnia fert aetas, sed nondum

Sลjลbล ๅƒงๆญฃๅŠ re dei Tengu็Ž‹ๅคฉ็‹—

Sลjลbล รจ il nome dato a un daitengu che vive sul monte Kurama nella parte settentrionale di Kyลto. La sua casa รจ a Sลjลgatani, “la valle del sommo sacerdote”, situata nel profondo della montagna. Ha lunghi capelli bianchi, un naso incredibilmente lungo e possiede la forza di mille tengu. Sลjลbล รจ il primo in classifica tra i tengu e spesso viene definito il loro re.

Si dice che il leggendario “Tengu” viva sul monte Kurama, a nord di Kyoto.
Sono considerati i guardiani delle foreste e delle montagne.

“Nihon Shoki” scrive che nella primavera del nono anno dell’imperatore Kotoku (637 d.C.), nella notte del 23 febbraio, un’enorme stella si mosse rapidamente da est a ovest, e poi si udรฌ un suono tonante.
Le persone hanno diverse spiegazioni per questo fenomeno, alcuni pensano che sia il suono delle meteore, altri lo chiamano mine (il suono dei terremoti).
Ma il monaco Min disse che non si trattava di una meteora, ma di un “tengu” la cui corteccia risuonava come un tuono.

I Tengu sono considerati creature misteriose che possono cambiare forma.
Quello con un lungo naso rosso รจ chiamato “Big Tengu”, e quello con un becco di corvo รจ chiamato “Urtengu”.

Vivono tra i giganteschi “alberi di cedro giapponese” le cui radici aggrovigliate simboleggiano il misterioso regno del monte Kurama Tengu.

Sลjลbล รจ noto per la sua connessione con il Tempio Kurama, un tempio isolato che pratica un ramo unico del Buddhismo esoterico.
Il Tempio Kurama ha da tempo una connessione con le religioni yamabushi e ascetiche della montagna e con il tengu che queste religioni adorano. Poichรฉ Sลjลbล risiede lรฌ, il Monte Kurama รจ anche considerato la montagna piรน importante per il tengu.
Secondo il Tempio Kurama, Sลjลbล รจ o un grado sotto Maล-son, un terzo della santa trinitร  che รจ centrale per la fede Kurama, o รจ in effetti un’altra forma di Mao-son.

Mao-son.่ญทๆณ•้ญ”็Ž‹ ่ญทๆณ• Proteggere la legge (la Dharma)
้ญ”็Ž‹ Re dei demoni

Palazzo del Re Demone Okunoin “.ๅฅงไน‹้™ข้ญ”็Ž‹ๆฎฟ
Si dice che questa sia una delle famose attrazioni energetiche. 6,5 milioni di anni fa, il re demone guardiano sbarcรฒ qui da Venere per salvare l’umanitร .

Leggende : Non si scrive molto su Sลjลbล, sebbene il suo nome sia ben noto.
La leggenda piรน famosa su Sลjลbล รจ che abbia addestrato un giovane ragazzo di nome Ushiwakamaru.
Come re dei tengu, Sลjลbล possiede una conoscenza della magia, delle tattiche militari e dell’arte della spada insuperabile da chiunque altro.
Il giovane Ushiwakamaru desiderava imparare da lui e si รจ addentrato nel profondo di Sลjลgatani per sottoporsi a un lungo e arduo addestramento.
Questa era una ricerca molto pericolosa, poichรฉ i tengu sono feroci e imprevedibili e si diceva che Sลjลbล mangiasse i bambini che si addentravano troppo nella foresta.
Tuttavia, Sลjลbล fu colpito dal coraggio del giovane ragazzo e accettรฒ di addestrarlo.

Ushiwakamaru crebbe fino a diventare Minamoto Yoshitsune, che visse dal 1159 al 1189 d.C. Yoshitsune rimane uno dei guerrieri piรน celebrati del Giappone ed รจ uno degli eroi principali del Racconto di Heike .
La sua abilitร  con la spada รจ attribuita all’addestramento ricevuto dal tengu del Monte Kurama.

้ž้ฆฌๅฑฑใƒŽๅƒงๆญฃๅŠใ€ ใ€Œๅพกๆ›นๆฐ็‰›่‹ฅไธธใ€ ใ€Œๆœจใฎ่‘‰ๅคฉ็‹—ใ€Kurama Yamano Sojoboโ€ โ€œOshi Ushiwakamaruโ€ โ€œKonoha Tenguโ€

SUI TENGU informazioni accurate

YAMABUSHI E TENGU

Con il termine Yamabushi

(ๅฑฑไผ, ๅฑฑ่‡ฅ letteralmente “colui che si trova/si nasconde tra le montagne”)

si indicano monaci asceti giapponesi che vivevano come eremiti tra le montagne e che un’antica tradizione considerava guerrieri invincibili, addirittura dotati di poteri soprannaturali.

Essi seguivano principalmente la dottrina Shugendล, una combinazione di elementi buddhisti e shintoisti.

Per lo piรน solitari, formavano confederazioni sparse, talvolta associate a certi templi, e occasionalmente parteciparono anche a battaglie e scaramucce a fianco deisลhei, dei ninja e dei samurai.

Le loro origini possono essere fatte risalire agli “hijiri” solitari dell’VIII e del IX secolo.

Nell’uso giapponese moderno, il termine yamabushi si riferisce ai praticanti dello Shugendล, una religione sincretista che, come giร  accennato, mescola elementi buddhisti (nella versione esoterica della setta Shingon) e shintoisti, ponendo grande enfasi sull’ascetismo e sulle pratiche di resistenza fisica. Gli yamabushi dalle tuniche bianche, con indosso una tromba horagai (ricavata dalla conchiglia dello

strombo), sono ancora una visione comune vicino al luogo santo dello Shugendล di Dewa Sanzan e tra le montagne sacre di Kumano e Omine.

CENNI STORICI

Gli yamabushi iniziarono come yamahoshi, gruppi (o individui) isolati di eremiti, asceti e “santoni” delle montagne, che seguivano la via dello Shugendล, una ricerca di poteri spirituali, mistici o soprannaturali ottenuti mediante l’ascetismo.
Non si conosce il fondatore di questa tradizione, sebbene molti miti la attribuiscano a En no Gyoja, una sorta di Mago Merlino giapponese la cui reale esistenza รจ perรฒ contestata. Gli uomini che seguirono questa via divennero conosciuti sotto vari nomi, compresi kenja, kenza e shugenja. Questi mistici della montagna giunsero ad essere rinomati per le loro abilitร  magiche e le loro conoscenze occulte, ed erano ricercati come guaritori o medium, alla stessa maniera delle miko
(termine che designa propriamente donne sciamane).

La maggior parte di questi asceti, oltre alla loro devozione allo Shugendล, studiavano gli insegnamenti della setta Tendai del Buddhismo, o della setta Shingon, fondata da Kลbล Daishi.

Lo Shingon fu una delle principali sette del mikkyo (ๅฏ†ๆ•™) o Buddhismo esoterico, secondo il quale l’illuminazione si trova attraverso l’isolamento, lo studio e la contemplazione di sรฉ stessi, nonchรฉ della natura e di immagini esoteriche chiamate mandala.

Sia la setta Shingon che quella Tendai vedevano le montagne come il luogo ideale per questo tipo di isolamento e e per la contemplazione della natura.

Nei loro ritiri di montagna, questi monaci studiavano non solo la natura e testi e immagini religiosi o spirituali, ma anche una varietร  di arti marziali.

รˆ dubbio se essi sentissero la necessitร  di difendersi dai banditi, dagli altri monaci o dagli eserciti dei samurai, ma l’idea di studiare le arti marziali come mezzo per migliorarsi mentalmente e spiritualmente, e non soltanto fisicamente, ha sempre avuto un posto centrale nella cultura giapponese, al di lร  dei principi specifici di una setta religiosa o di un’altra.

Cosรฌ, al pari dei sลhei, gli yamabushi divennero tanto guerrieri quanto monaci.

Mentre la reputazione dei loro poteri e conoscenze mistiche cresceva, e la loro organizzazione diventava piรน salda, molti dei maestri delle discipline ascetiche cominciarono ad essere nominati ad alte posizioni spirituali nella gerarchia della corte. i monaci e i templi iniziarono a guadagnare influenza politica.

Verso il PeriodoNanboku-cho, nel XII e XIV secolo, gli yamabushi avevano formato coorti organizzate chiamate konsha, le quali, insieme ai sลhei e ad altri monaci, cominciarono ad assumere la direzione dei templi centrali delle loro sette.

Essi assistettero l’imperatore Go Daigo nel suoi tentativi di rovesciare lo shogunato Kamakura, dimostrando che le loro abilitร  di guerrieri erano all’altezza della sfida di combattere gli eserciti professionali dei samurai.

Parecchi secoli dopo, nel Periodo Sengoku, gli yamabushi si potevano trovare tra i consiglieri e gli eserciti di quasi tutti i piรน importanti contendenti per il dominio sul Giappone.

ARMI, STILI E ADDESTRAMENTO

Come gli altri tipi di monaci guerrieri, gli yamabushi erano abili nell’uso di un’ampia varietร  di armamento.
Non deve perciรฒ sorprendere trovare riferimenti che li mostrano mentre combattono con arco e freccia, o con spada e pugnale.
Tuttavia, al pari dei sลhei e degli ikkล-ikki, l’arma di elezione per gli yamabushi era la naginata.
In aggiunta alle loro abilitร  spirituali o mistiche, gli yamabushi erano spesso ritenuti abili praticanti del ninjutsu, l’arte dei ninja. Si sa che i monaci della montagna ingaggiarono i ninja per combattere al loro fianco e per aiutarli in vari modi, piรน clandestini.
E si sa anche che i ninja si travestivano spesso da monaci o asceti della montagna, in modo da passare piรน facilmente inosservati in certi ambienti. Molto probabilmente, questa puรฒ essere stata l’origine della confusione tra le due figure; sembra infatti improbabile che un numero elevato di yamabushi fossero stati addestrati nel ninjutsu dai clan ninja delle isole giapponesi.In realtร , secondo talune ipotesi, lo stile di vita e l’organizzazione dei clan ninja sarebbero derivati da quelli degli yamabushi, rielaborati alla luce delle particolari concezioni del ninpo (la forma piรน alta del ninjutsu) e di altre influenze di tipo popolare.

TENGU

Il mito dei tengu รจ stato probabilmente importato dalla Cina: il loro nome รจ scritto con gli stessi kanji del cinese Tiangou (ๅคฉ็‹—, Tiฤngว’u, letteralmente “”cane del cielo””), il nome cinese di Sirio e forse il nome dato a una meteora dalla coda di cane che precipitรฒ in Cina nel VI secolo a.C.
Di fatto, in Cina si sviluppรฒ un’intera classe di demoni di montagna chiamati tiangou, molto simili ai tengu giapponesi nel loro comportamento maligno; questi tiangou furono probabilmente introdotti in Giappone dai primi buddhisti nel VI, e lรฌ si fusero con gli spiriti indigeni dello Shinto.

I tengu (ๅคฉ็‹—) sono un tipo di creature fantastiche della iconografia popolare giapponese, a volte considerati kami e a volte yลkai.
Sono spesso associati ad altre creature fantastiche, gli oni.
I tengu assumono varie forme, ma generalmente sono rappresentati come uomini-uccello, dotati di un lungo naso prominente o addirittura di becco, con ali sulla testa e capelli spesso rossi; quelli meno potenti,

karasu tengu (็ƒๅคฉ็‹—)

kotengu (ๅฐๅคฉ็‹—)

konohatengu (ๆœจใฎ่‘‰ๅคฉ็‹—)
sono ritratti come piรน simili agli uccelli.

Tengu “Biyu Suikoden” il cui naso รจ stato afferrato da Yoshinaka Wakamaru di Kisokoma ( di 
Yoshitoshi Ichikai )

La faccia puรฒ essere rossa, verde o nera, e le loro orecchie e capelli sono generalmente umani; sono dotati di ali che battono rapidamente come quelle di un colibrรฌ; ali e coda sono piumate, e talvolta lo รจ tutto il corpo.

Possono portare un pastorale buddhista con anelli in cima dettoshakujo, che serve a combattere o a difendersi dalla magia oscura.

I tengu abitano le montagne del Giappone, e preferiscono fitte foreste dipini e crittomerie; sono specialmente associati ai monti Takao e Kurama.
La terra dei tengu รจ anche chiamataTengudล, che puรฒ corrispondere ad una locazione geografica, una parte di un regno demoniaco, o semplicemente un nome per ogni accampamento di tengu.

Le leggende spesso descrivono la societร  dei tengu come gerarchica

fungono da servi e messaggeri degli yamabushi, e in capo a tutti c’รจ un re dai capelli bianchi, Sลjลbล, che vivrebbe sul monte Kurama. Inoltre, molte aree del Giappone si dicono infestate da tengu con altri nomi, spesso anche venerati nei templi. Sebbene siano sempre raffigurati come maschi, i tengu depongono uova.

I konoha-tengu sono associati aSarutahiko, il dio Shintล degli incroci, dei sentieri e del superamento degli ostacoli; l’associazione nasce probabilmente dal lungo naso del dio simile ad una proboscide. Secondo altri studiosi perรฒ i tengu deriverebbero dal dio Susanoo; le loro caratteristiche aviarie li avvicinano inoltre anche aigaruda della mitologia buddhista.

I tengu sono creature capricciose, e le leggende li descrivono a volte benevoli e a volte malvagi; talvolta si divertono a giocare scherzi pesanti, come appiccare fuochi a foreste o porte di templi, o addirittura mangiare le persone (molto raro). I tengu amano camuffarsi da viandanti umani, assumendo forme amichevoli, come eremiti itineranti; dopo aver guadagnato la fiducia della vittima (nelle leggende spesso monaci buddhisti), i tengu ci giocano, ad esempio facendola volare o immergendola in un’illusione, che sono esperti a creare.

Gli yamabushi tengu(ๅฑฑไผๅคฉ็‹—) ลtengu (ๅคงๅคฉ็‹—) o daitengu sono piรน umani dei loro cugini karasu: sono alti con pelle e faccia rossa, ma hanno un naso incredibilmente lungo.
Spesso sono usati nelle storie per parodiare ilbuddhismo; portano un bastone (bล) o un martellino.
Anche loro talvolta hanno caratteristiche aviarie, come ali o un mantello di piume; secondo alcune leggende hanno dei ventagli hauchiwa, fatti con piume o foglie di Aralia japonica, e li usano per controllare la lunghezza del naso o scatenare fortissime raffiche di vento.
Dei tengu atipici sono il guhin, simile a un cane, e lo shibatengu, simile a unkappa.
I tengu possonotrasformarsi in animali (uccello, volpe, o cane procione – nota che questi ultimi due sono a loro volta capaci di fare lo stesso: vedi kitsune e tanuki) o esseri umani, anche se generalmente mantengono alcune caratteristiche del loro aspetto, come un naso particolarmente lungo o una costituzione simile ad un uccello.
I tengu sono quasi sempre ritratti vestiti come eremiti di montagna (yamabushi), monaci buddhisti o sacerdoti shintoisti.
Anche se sono dotati di ali e possono volare, generalmente sono anche in grado di teletrasportarsi magicamente

Ushiwakamaru Benkei Scena famosa al ponte Gojo Ohashi.
Ogni montagna ha il proprio tengu, che รจ il dio della montagna.Sebbene i tengu non compaiano nel folklore, Kuramayama Sojobo (grande tengu) e altri Otto tengu [Atagoyama Tarobo (tengu corvo), Hirayama Jirobo (tengu grande), Iizuna Saburo (tengu corvo), Oyama Hokibo (tengu grande), Hikoyama Buzenbo (tengu grande), Omine Yamazen Onibo (tengu corvo)), Shiramine Sagamibo ( Grande Tengu)] aiuta Ushiwakamaru.
Ushiwakamaru ha imparato molto da Kuramayama Sojobo, quindi probabilmente tutti i tengu lo hanno sostenuto.


ๆฑŸๆˆธๅพŒๆœŸใ€€ๅ›ฝ่Šณใซใ‚ˆใ‚Šๆใ‹ใ‚ŒใŸไฝœๅ“
็‰›่‹ฅไธธ ๅผๆ…ถ ไบ”ๆกๅคงๆฉ‹ใฎๆœ‰ๅใชๅ ด้ขใ€‚
ๅฑฑใซใฏใใ‚Œใžใ‚Œๅฑฑใฎ็ฅžใจใ—ใฆใฎๅคฉ็‹—ใŒๅญ˜ๅœจใ™ใ‚‹ใ€‚
ไผๆ‰ฟใงใฏๅคฉ็‹—ใŒๅ‡บใฆใใ‚‹ใ“ใจใฏใชใ„ใ‘ใ‚Œใฉใ€้ž้ฆฌๅฑฑๅƒงๆญฃๅŠ๏ผˆๅคงๅคฉ็‹—๏ผ‰ไป–ใ€€ๅ…ซๅคฉ็‹—ใ€ๆ„›ๅฎ•ๅฑฑๅคช้ƒŽๅŠ๏ผˆใ‚ซใƒฉใ‚นๅคฉ็‹—๏ผ‰ใ€ๆฏ”่‰ฏๅฑฑๆฌก้ƒŽๅŠ๏ผˆๅคงๅคฉ็‹—๏ผ‰ใ€้ฃฏ็ถฑไธ‰้ƒŽ๏ผˆใ‚ซใƒฉใ‚นๅคฉ็‹—๏ผ‰ใ€ๅคงๅฑฑไผฏ่€†ๅŠ๏ผˆๅคงๅคฉ็‹—๏ผ‰ใ€ๅฝฆๅฑฑ่ฑŠๅ‰ๅŠ๏ผˆๅคงๅคฉ็‹—๏ผ‰ใ€ๅคงๅณฐๅฑฑๅ‰้ฌผๅŠ๏ผˆใ‚ซใƒฉใ‚นๅคฉ็‹—๏ผ‰ใ€็™ฝๅณฐ็›ธๆจกๅŠ๏ผˆๅคงๅคฉ็‹—๏ผ‰ใ€‘ใŒ็‰›่‹ฅไธธใ‚’ๅŠฉใ‘ใฆใใ‚Œใ‚‹ใ€‚
็‰›่‹ฅไธธใฏ้ž้ฆฌๅฑฑๅƒงๆญฃๅŠใซใ„ใ‚ใ„ใ‚ๆ•™ใ‚ใฃใŸใ‹ใ‚‰ใ€ๅคฉ็‹—ใŸใกใŒ็š†ๅฟœๆดใ—ใฆใใ‚ŒใŸใฎใ ใ‚ใ†
ๆฑŸๆˆธๆ™‚ไปฃใฎๅบถๆฐ‘ใฏๅนณๅฎถ็‰ฉ่ชžใฎๅ†…ๅฎนใ‚„ๅคฉ็‹—ใฎไผๆ‰ฟใชใ‚“ใžใ‚’็š†ใ‚ˆใ็Ÿฅใฃใฆใ„ใŸๆง˜ๅญใ€€ใ˜ใ‚ƒใชใ„ใจใ“ใ‚“ใชๆตฎไธ–็ตต่ฆ‹ใฆใ‚‚ใ‚ใ‹ใ‚‰ใชใ„ใ‚‚ใ‚“

uel mese, l’ombra di Kurama รจ sospesa nell’ombra. Una piccola tempesta notturna di attacchi Konohaใ€€. Ci sono molte persone che vagano e uccidono i tengu Kifunegawa.ใ€€Qui, gli ortodossi della famiglia Minamoto, Ushiwakamaru, nemico di suo padre, nutre rancore nei confronti della famiglia Heike.ใ€€Visito Tamonten ogni notte, stanco di pregare, e sonnecchio per un po’ sull’angolo della roccia Cuscino per il gomitoใ€€[Seri Aikata]

ๆœฌ่ชฟๅญใ€‰ใ€€ ใใ‚Œๆœˆใ‚‚้ž้ฆฌใฎๅฝฑใ†ใจใใ€€ๆœจใฎ่‘‰ใŠใฉใ—ใฎๅฐๅคœใ‚ใ‚‰ใ—ใ€€ใ‚‚ใฎใ•ใ‚ใŒใ—ใ‚„่ฒด่ˆนๅทใ€€ ๅคฉ็‹—ๅ€’ใ—ใฎใŠใณใŸใ ใ—ใใ€€้ญ”็•ŒใฎใกใพใŸใžๆใ‚ใ—ใใ€€ ใ“ใ“ใซๆบๅฎถใฎๆญฃ็ตฑใŸใ‚‹ใ€€็‰›่‹ฅไธธใฏ็ˆถใฎไป‡ใ€€ๅนณๅฎถใ‚’ไธ€ๅคชๅˆ€ๆจใฟใ‚“ใจใ€€ ๅคœๆฏŽ่ฉฃใฅใ‚‹ๅคš่žๅคฉใ€€็ฅˆๅฟตใฎ็–ฒใ‚Œๅฒฉ่ง’ใซใ€€ๆšซใ—ใพใฉใ‚ใ‚€ใ€€่‚ฑใพใใ‚‰ใ€€ [ใ‚ปใƒชๅˆๆ–น]

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Munekiyo fu portato nel villaggio di Fushimi, con sua madre Tokiwa in braccio, e per compassioneใ€€fu affidato a Tokobo della montagna, che gli disse di salvargli la vita. e sono diventato prete. Sono passati piรน di dieci anni da allora,ใ€€ma nella mia mente infantile non ho dimenticato i sogni che vedo intorno a me e, ancora diใ€€ piรน, l’allenamento di Kendo, nemico di mio padre, mi fa sentire ancora meglio. Se lo desidero, con la grazia di Dio, aspetterรฒ il momento giusto per soddisfare il mio vero desiderio.ใ€€Praticherรฒ le mie idee e tecniche. Proprio mentre la spada di legno si prepara con calma,ใ€€il vento si alzerร  all’improvviso e la ghiaia del tengu cadrร  a parte, emettendo un suono tremendoใ€€dalle lontane cime degli alberi di cedro, un altro misterioso piccolo tengu con una spada di legno, Uchifuri Stando di fronte a loro, Siya Kokenshi e Ushiwakamaru spazzarono via le spade di legno che li stavano attaccando. Ilใ€€livello superiore e quello inferiore funzionavano rapidamente. Il Villaggio di Kirigak osservavaใ€€la battaglia e Sojobo osservava da dietro. Entrambi erano superiori l’uno all’altro. Il suono delle spade di legno era forte eใ€€sorprendente. Anche il coraggiosoใ€€Tengu fugge, cercando di nascondere le sue tracce. Ho cercato di nascondere le mie tracce e di farle sparire

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Mago Guerriero, Corsaro, Gentiluomo del Mare: il Comandate Todaro.

โ€œMorirรฒ quando il mio spirito sarร  lontano da meโ€

Spirito ardito e un poโ€™ ribelle, il suo desiderio di attaccare il nemico con il cannone , ‘‘guardandolo in faccia e non silurandolo nellโ€™ombra” , rievocava il comportamento cavalleresco , carismatico, magnetico, era guidato da un profondo senso di umanitร  e compassione, che andava oltre i doveri militari e le convenzioni della guerra, appassionato di filosofie orientali, esoterismo e yoga, i suoi compagni di corso lo chiamavano Zoroastro , il suo equipaggio lo soprannominรฒ Mago Baku, un asceta, un mistico, che seguiva il culto della sacralitร  del mare , rito del duello
Altri dicono che era come un antico spartano: sobrio, schivo, introverso, solitario, con un portamento fiero e unโ€™andatura rigida, quasi altera. In realtร  quellโ€™andatura era dovuta al fatto che Todaro portava il busto, a causa di una frattura alla colonna vertebrale, come nei riti di smembramento sciamanici, riportata quando volava sugli idrovolanti come osservatore aereo, non riuscรฌ piรน a rimettersi completamente, poichรจ la spina dorsale era lesionata.


”Giร  in Accademia si era esercitato in esperimenti di suggestione ipnotica. Vi รจ chi, come il comandante Walter Auconi e il comandante De Grossi Mazzorin,  ha parlato di โ€œspiritismoโ€, ma a quanto รจ dato capire solo per indicare esperimenti di metapsichica, e doti particolari del nostro ufficiale, scaturite dalle sue pratiche ascetiche, come emerse durante la guerra con โ€œlโ€™episodio del tenente Stiepovich morto, in seguito allโ€™asportazione di una gamba per un colpo di artiglieria, quasi senza accusare dolore proprio ”

confer Sandro Consolato


Questa menomazione, tuttavia non riuscรฌ a frenare lo spirito, l’attivitร  del capitano, che durante lunghe ore di rieducazione trascorse a La Spezia, …. si dedicรฒ a letture e discussioni, sopratutto scritti di psicoanalisi, pare fosse un appassionato di Jung, e praticava ipnosi , esprimendo capacitร  medianiche, con effetti sorprendenti.
Predisse la sua morte in guerra, ma non da sveglio. Come riferiva il comandante Lenzi ” il comandante Todaro credeva , in termine generale nelle scienze occulte. Mi aveva insegnato, per esempio a girare, a passeggiare intono al nostro ”Cappellini” ( il noto sommergibile) quando era in porto perchรจ , diceva, ” bisogna imparare a riuscire a sentire quello di cui abbisogni, tu credi di pensarlo tu, invece รจ lui che te lo suggerisce, se sai ascoltarlo”
in Atlantico cercavamo sulle carte nautiche con il pendolino i convogli nemici. Ho anche visto con i miei occhi far cessare il dolor di denti a un operaio francese passandogli sulla guancia due volte con il palmo di una mano. – […] Lo ho sentito dire piรน volte che da sveglio nessuno lo avrebbe mai… beccato. Cosรฌ รจ statoโ€.
Una volta mandรฒ in licenza il suo mitragliere piรน fido, che non voleva saperne di lasciare i suoi compagni. โ€œEโ€™ un ordine!โ€, gli disse con perentorietร  il comandante Todaro . Poi confidรฒ ad un amico che il giovane marinaio aveva il destino segnato. โ€œ Che si goda qualche giorno in famiglia prima di quel giornoโ€. Un mese dopo il marinaio rimase ucciso, mentre si trovava alla sua mitragliera da uno scoppio di granata che frantumรฒ la torretta del sommergibile. Fu infallibile fino a quel giorno
”Un suo compagno di corso, Walter Ghetti, cosรฌ ne parla: โ€œTodaro era differente da noi, non solo per alcune peculiaritร , come la pratica dello yoga, il non mangiare mai carne, il carattere chiuso e un poโ€™ melanconico; tuttavia, provammo per lui una grande amicizia, malgrado questo essere differente, che era superioritร : probabilmente perchรฉ lo sentivamo sincero. E sentivamo anche la necessitร , pur non potendo ancora misurare la forma di tale differenza, di rispettare una personalitร  giร  delineataโ€.


A Bordeaux, fra una missione di guerra e lโ€™altra, passava lunghe giornate chiuso nel suo camerino a leggere, studiare, sperimentare. Si narra, a proposito di aneddoti, che una volta, per gioco, riuscรฌ ad ipnotizzare una signora con estrema facilitร . E cosรฌ la sua fama di corsaro gentiluomo si colorรฒ di altri aspetti, assunse toni accesi e istrioneschi. In effetti cโ€™era, in quel suo pizzetto di barba nerissima, nel suo sguardo obliquo, magnetico, indagatore, cโ€™era un che di stregonesco.
Leggeva un poโ€™ di tutto, dalla filosofia alla parapsicologia, ai libri sulle pratiche magiche.
E cosรฌ a bordo cominciarono a chiamarlo Mago Bakรน.
Si dice, in effetti, che avesse una sorta di preveggenza.
Cโ€™รจ chi giura di averlo sentito fare delle previsioni che si sono avverate fin nei minimi particolari.
Una volta lasciรฒ a terra un marinaio perchรฉ prevedeva che ci sarebbero stati pericoli solo per lui, infatti
il marinaio in questione fu colto da un violento attacco di appendicite, con pericolo di peritonite, e si salvรฒ solo perchรฉ potรฉ essere prontamente ricoverato in ospedale e trasportato in sala operatoria.

Il comandante consapevole del potere evocativo dei simboli forniva ai suoi marinai dei pugnali, per indurre uno spirito combattivo, come se dovessero andare all’arrembaggio, cosรฌ come aveva congeniato di rafforzare la prua del sottomarino con una forte lamiera tagliente per emergere nella caccia nemica in estremo gesto di speronamento, in una chiave ”magico animistica” , si prendeva cura del suo equipaggio e delle sue imbarcazioni apportando innovazioni ingegnose, dopo innumerevoli sperimenti, attuรฒ a proprie spese, un innovativo sistema interfonico o l’ideazione dei barchini ”SMA” (Silurante Modificato Allargato).

CONFER da Sandro Consolato โ€œArthosโ€, n.s., a. III, nยฐ 6 , luglio-dicembre 1999

Il marinaio Vittorio Marcon racconta: โ€œRicordo che era avvenuto che il Comandante col pensiero avesse chiamato qualcuno dellโ€™equipaggio, e questi fosse arrivato come se lo avessero richiesto ad alta voce. Una volta ero con lui, nello stesso locale, che era un locale perfettamente chiuso, isolato dagli altri, ed egli disse il nome di un sottufficiale. Non era passato forse un minuto che quel sottufficiale bussรฒ alla porta, proprio come avesse sentito di essere chiamato dal Comandanteโ€.

Sommergibile Cappellini (da www.difesaonline.it)

Lโ€™ammiraglio Vittorio E. Tognelli ebbe a dire di Todaro: โ€œLa sua tattica preferita era quella piรน ardita e pericolosa: attacco di giorno con cannone, anche se sconfessata dai suoi superiori per il grave rischio cui sottoponeva lโ€™unitร  e per le perdite che inevitabilmente subiva in combattimentoโ€.
Ma i suoi uomini non temevano di morire, perchรฉ sapevano che il primo ad esporre la propria vita era il loro comandante. Sul suo sommergibile regnava un cameratesco egualitarismo: uguale vestiario, uguale vitto, uguale tempo libero per tutti, obbligo di ginnastica giornaliera. Scriverร  lโ€™ammiraglio tedesco Dรถnitz sul temperamento e le qualitร  militari dei sommergibilisti italiani: โ€œEssi sono perfettamente capaci di attaccare il nemico con ardimento e abnegazione. Anzi, in certe circostanze, possono, nello slancio dellโ€™azione, comportarsi piรน audacemente di noi che non ci lasciamo trascinare cosรฌ dallโ€™entusiasmo della battagliaโ€.

Borghese volle Todaro, alla testa del Reparto di superficie, che venne intitolato a โ€œVittorio Moccagattaโ€, mentre quello subacquei lo fu a โ€œTeseo Teseiโ€. Cosรฌ il principe romano ritrasse poi Todaro nel suo Decima Flottiglia Mas: โ€œDi statura normale, appariva piรน piccolo per lโ€™abbandono delle spalle sempre un poโ€™ curve; lo sguardo vivissimo negli occhi scuri, il volto affilato e incorniciato da un pizzetto nero; acuto psicologo, chiaroveggente e singolarmente iniziato nei problemi teosofistici, dotato di un coraggio freddo e cosciente e di una volontร  e capacitร  di lavoro eccezionaliโ€.

Salvatore Todaro a destra con a fianco Valerio Borghese, a sinistra รจ lโ€™ammiraglio Aimone di Savoia Aosta, al centro Ernesto Forza

Sebastopoli capitolรฒ il 2 luglio del โ€™42. I tedeschi, le cui forze di terra avevano certamente determinato la vittoria sui russi, volevano accapparrarsi anche i meriti dellโ€™assedio dal mare, e piรน concretamente sottrarre agli alleati rumeni, che pure avevano combattuto valorosamente, ogni pretesa sul porto di Balaclava. Il 1ยฐ luglio i rumeni, contrariamente al volere dei tedeschi, decisero di entrare per primi a Balaclava da terra, facendosi strada โ€œcon un valoroso assalto allโ€™arma biancaโ€, e Todaro, di sua iniziativa, senza avvertire il suo superiore Mimbelli per non essere intercettato dagli alleati, decise a sua volta che i cinque motoscafi italiani sarebbero entrati nel porto a bandiere spiegate prima dei mas germanici. E cosรฌ fu, sotto gli ultimi fuochi dellโ€™artiglieria costiera sovietica. Il colonnello rumeno Dimitrescu accolse felice i fratelli latini giunti dal mare, festeggiando con… cipolle e champagne!

Il 4 luglio โ€™42 Todaro tornava in Italia dal Mar Nero, dove aveva compiuto tredici missioni di guerra. Il comandante Auconi testimonia che Todaro โ€œsentivaโ€ che sarebbe caduto in guerra e che parlava di ciรฒ senza commozione, con assoluta naturalezza. A ottobre visitรฒ per lโ€™ultima volta la famiglia a Sottomarina. Si recรฒ dal  monsignor Voltolina e, malgrado anche la sua famiglia stentasse a far quadrare il bilancio, fece, come era solito, generosa beneficienza anonima ai poveri assistiti dal buon prete. Lโ€™amico Armando Boscolo, che lo vide allora per lโ€™ultima volta, racconta: โ€œdi quellโ€™ultimo incontro ha lasciato lโ€™immagine di un volto soffuso di misticismo oggi quasi inverosimile, di uno sguardo di una soavitร  serafica, di una voce dolce e fatta soltanto per dire parole buoneโ€.

motopeschereccio armato Cefalo

”La mattina del 14 dicembre โ€™42, nellโ€™isolotto di La Galite, mentre riposava a bordo del Cefalo, il piropeschereccio nave-appoggio dei moto-siluranti della Xยช,  con i quali si preparava ad attaccare il porto tunisino di Bona, Todaro morรฌ durante lโ€™attacco di due caccia inglesi. Un proiettile trapassรฒ il ponte e una scheggia colpรฌ la sua testa. Lo trovarono nella sua cuccetta, che pareva continuasse a dormire. Si avverava cosรฌ la sua profezia: โ€œIo morirรฒ quando il mio spirito sarร  lontano da meโ€.
Fu seppellito a La Galite. Il duca Aimone di Savoia-Aosta scriverร  alla vedova ricordando Todaro quale โ€œValoroso tra i valorosi, incarnazione dello spirito guerrieroโ€. Medaglia dโ€™oro al Valor Militare alla memoria, in guerra il comandante Todaro aveva ottenuto due medaglie di bronzo, tre dโ€™argento e, dallโ€™alleato germanico, la croce di ferro di prima classe.”

CONFER

Alieni, Demoni, Spiriti, folclore alieno AXIS MUNDI

Marco Maculotti, Gianluca Marletta, e OLTRE: Ufologia & Esoterismo. Convegno Nazionale I Edizione, organizzato da La Societร  dello Zolfo.
Nel suo saggio โ€œUfo e Alieni. Origine, storia e prodigi di una pseudo-religioneโ€ (Irfan Edizioni, 2017) e prima ancora in โ€œExtraterrestri. Le radici occulte di un mito modernoโ€ (Rubettino, 2011, scritto a quattro mani con Enzo Pennetta), Gianluca Marletta affronta la questione โ€œalienologicaโ€ a partire da una prospettiva variegata, con contributi tratti dall’antropologia, dalla scienza, dalla cronaca, dalla teologia e dalla metafisica. Una vicenda sconcertante e misconosciuta ai piรน che attraversa un secolo di storia e di immaginario moderni: dai legami tra Positivismo e Occultismo alla nascita del “mito extraterrestre”; dallo Spiritismo agli “alieni transdimensionali” di Crowley; dai primi avvistamenti UFO alle “tecnologie segrete” del Dopoguerra; dall’Ipotesi Extraterrestre a quella Parafisica e Demonologica; dal fenomeno dei “rapimenti” a quello delle possessioni.

Quando oggi si usa il termine ยซalienoยป, lo si utilizza sempre nellโ€™accezione di ยซextraterrestreยป.
Ma lโ€™ยซalioยป latino, da cui deriva lโ€™ยซalienoยป italiano, indica piรน generalmente una situazione di alteritร  rispetto allโ€™essere umano, o meglio agli esseri umani viventi. ยซAliiยป erano quindi, per gli antichi Romani, gli spiriti dei morti, nonchรฉ tutte quelle entitร  dellโ€™Altro Mondo che esulavano dalla ยซnormaยป umana, e quindi, semplificando, sia gli dรจi che i demoni.
In questa sede, partendo dallโ€™ipotesi parafisica di John Keel e Jacques Vallรฉe, vogliamo analizzare i numerosi aspetti del moderno fenomeno UFO (e soprattutto delle ยซabductionยป) che appaiono correlati con le antiche tradizioni e con il folklore riguardante le entitร  fatate e โ€œsottiliโ€ dellโ€™Altro Mondo, dal rapimento di esseri umani da parte di questi ultimi al ยซChangelingยป, dal misterioso fenomeno del ยซMissing Timeยป a quello altrettanto enigmatico dei ยซcerchi nel granoยป.

“ๅฅ‰็ป” (hลken) dedicazione ๅŒ—ๅฃๆœฌๅฎฎๅฏŒๅฃซๆต…้–“็ฅž็คพ
ใฎๆŠ•็จฟ Santuario di Fuji Sengen del Grande Santuario di Kitaguchi

ๅฟƒ็ตๅฆ‚้•œ Con la mente serena come uno specchio

ๅฟƒ็ตๅฆ‚้•œ๏ผŒๆญฅๅ‘ๅฃฐ๏ผŒๅฃฐ้Ÿณๆธ…็ตใ€‚ๆธ…็ตๆœ‰้™๏ผŒไธ€้ฆ™ไธบๅคŸใ€‚่ฟ‡ๅˆไบบไบ‹ๅคš็น๏ผŒๆ˜“ๆ‰ฐๅฟƒ็ตใ€‚็„ถๅฆๅฟ…้œ€้™ๅฎšไธ€้ฆ™๏ผŒๅช่ฆๆธ…ๅฟƒๆ”พไธ‹๏ผŒๅนณ้™ไธ€ๅˆป๏ผŒไน…ไน…ไพฟๆœ‰ๅ…ฅๅคด๏ผŒไธๅฟงๅฟƒ็ตๅนปไฝใ€‚


โ€œCon la mente serena come uno specchio, muoviti lentamente e parla con voce chiara. La purezza non ha bisogno di eccessi, un solo tocco di profumo basta. Nel pomeriggio, le faccende quotidiane possono turbare la mente. Tuttavia, non รจ necessario limitarsi a un momento di calma assoluto, basta qualche istante di tranquillitร . Con la pratica costante, si acquisirร  una profonda comprensione e la mente troverร  la sua pace.โ€

Ama il mestiere che hai imparato Marco Aurelio XXXI MARCUS AURELIUS โ€“ ฮคแฝฐ ฮตแผฐฯ‚ แผ‘ฮฑฯ…ฯ„ฯŒฮฝ IV

ฮคแฝธ ฯ„ฮตฯ‡ฮฝฮฏฮฟฮฝ แฝƒ แผ”ฮผฮฑฮธฮตฯ‚ ฯ†ฮฏฮปฮตฮน, ฯ„ฮฟฯฯ„แฟณ ฯ€ฯฮฟฯƒฮฑฮฝฮฑฯ€ฮฑฯฮฟฯ…ยท ฯ„แฝธ ฮดแฝฒ แฝ‘ฯ€ฯŒฮปฮฟฮนฯ€ฮฟฮฝ ฯ„ฮฟแฟฆ ฮฒฮฏฮฟฯ… ฮดฮนฮญฮพฮตฮปฮธฮต แฝกฯ‚ ฮธฮตฮฟแฟ–ฯ‚ ฮผแฝฒฮฝ แผฯ€ฮนฯ„ฮตฯ„ฯฮฟฯ†แฝผฯ‚ ฯ„แฝฐ ฯƒฮตฮฑฯ…ฯ„ฮฟแฟฆ ฯ€ฮฌฮฝฯ„ฮฑ แผฮพ แฝ…ฮปฮทฯ‚ ฯ„แฟ†ฯ‚ ฯˆฯ…ฯ‡แฟ†ฯ‚, แผ€ฮฝฮธฯฯŽฯ€ฯ‰ฮฝ ฮดแฝฒ ฮผฮทฮดฮตฮฝแฝธฯ‚ ฮผฮฎฯ„ฮต ฯ„ฯฯฮฑฮฝฮฝฮฟฮฝ ฮผฮฎฯ„ฮต ฮดฮฟแฟฆฮปฮฟฮฝ ฯƒฮตฮฑฯ…ฯ„แฝธฮฝ ฮบฮฑฮธฮนฯƒฯ„ฮฌฯ‚.
XXXI MARCUS AURELIUS – ฮคแฝฐ ฮตแผฐฯ‚ แผ‘ฮฑฯ…ฯ„ฯŒฮฝ IV

Amico mio, dedicati all’arte che hai imparato; e il resto della tua vita trascorrila come se avessi affidato tutto te stesso agli dรจi con tutta l’anima, senza renderti nรฉ tiranno nรฉ schiavo di nessun uomo.”

Estratti Edda Antica RUNE

5.
Birra Ti offro
il melo del guerriero
pieno di forza
e la gloria piรน forte,
canti galder
e parole consolanti,
buoni galder
e rune del piacere.

6.
Rune della vittoria che dovresti sapere
Se vuoi che la vittoria
le incida sull’elsa della spada,
alcune sul fodero,
altre sul
nome della lama, poi Tiwaz due volte

7.
Rune della birra, dovresti saperlo
Se la moglie di un altro uomo non
tradirร  la tua fiducia nella vita,
scriverai sul corno
e sul dorso della mano
e segnerai sull’unghia Naudiz

8.
Benedici la tua coppa
contro l’inganno e lo stratagemma
e metti poi la cipolla nella bevanda;
Allora so
che non bevi mai
idromele avvelenato

9.
Aiuta le rune che dovresti sapere
se salverai la vita
del feto dal partorire una donna;
scriveteli sul palmo della mano,
afferrateli al polso
e invocate l’aiuto degli Alfar

10.
Rune marine che scriverai
se recupererai
navi in โ€‹โ€‹mare;
scrivili sulla prua
e sul remo di piombo
Incidili col fuoco nel remo;
se i frangenti si alzano
e le onde diventano nere,
allora verrai vivo dal mare

11.
Rune degli arti che dovresti conoscere
se vuoi essere un guaritore
e conoscere le ferite;
incidili sulla corteccia
e incidili sui ramoscelli
dove i ramoscelli puntano verso est

12.
Parla Rune dovresti sapere
se l’uomo che hai violato
dovrebbe essere impedito nella sua vendetta;
saranno avvolti
Saranno tessuti
saranno composti
sulla Cosa dove
vanno le persone in folla
e i tribunali pienamente sono giudici

13.
Rune del pensiero che dovresti conoscere
se sarai piรน saggio
di tutti gli altri uomini;
furono consigliati
furono scolpiti
furono ideati da Odhinn
dai segreti
che fuoriescono
dalla testa di Heiddraupne
e dal corno di Hoddrovne

14.
Stava sul monte
in punto di morte a Brime
sul capo portava un elmo;
poi mormorรฒ la testa di Mime
la prima volta che la sua saggezza
e le sue parole vere lo dissero:

15.
Si dice che fossero scolpiti sullo scudo
davanti al dio splendente
all’orecchio di Arvak
e sugli zoccoli di Allsvinn
sulla ruota sotto il carro
del percorso del gigante
sui denti di Sleipner
e sui pattini della slitta

16.
Sulla zampa dell’orso
e sulla lingua di Brage
sugli artigli del lupo
e sul becco dell’aquila
sulle ali macchiate di sangue
e sull’estremitร  del ponte
sulla mano che dร  sollievo
e sui passi curativi

17.
Sul vetro e sull’oro
e sui doni della fortuna
in vite e mosto
e sul sedile dell’amico
sulla punta di Gungne
e sul petto di Grane
sulle unghie degli elfi
e sul becco dei gufi

18.
Tutti furono raschiati
quelli che furono scritti
e versati nell’idromele di agrifoglio
e mandati sul sentiero delle primule
sono tra gli Aeser
sono tra gli Alfar
alcuni tra i saggi Vane
alcuni nel potere dell’uomo

19.
Ci sono le rune dei libri
Ci sono le rune della nascita
e tutte le rune della birra
e le rune preziose del potere
se non sono versate
e non sporcate
potresti averle per la tua fortuna
goditele ora se puoi
fino alla morte degli dei



5.
Bjรณr fรฆri ek รพรฉr,
brynรพings apaldr,
magni blandinn
ok megintรญri,
fullr er hann ljรณรฐa
ok lรญknstafa,
gรณรฐra galdra
ok gamanrรบna.
6.
Sigrรบnar skaltu kunna,
ef รพรบ vilt sigr hafa,
ok rista รก hjalti hjรถrs,
sumar รก vรฉttrinum,
sumar รก valbรถstum,
ok nefna tysvar Tรฝ.
7.
ร–lrรบnar skaltu kunna,
ef รพรบ vill annars kvรฆn
vรฉli-t รพik รญ tryggรฐ, ef รพรบ trรบir;
รก horni skal รพรฆr rista
ok รก handarbaki
ok merkja รก nagli Nauรฐ.
8.
Full skal signa
ok viรฐ fรกri sjรก
ok verpa lauki รญ lรถg;
รพรก ek รพat veit,
at รพรฉr verรฐr aldri
meinblandinn mjรถรฐr.
9.
Bjargrรบnar skaltu kunna,
ef รพรบ bjarga vilt
ok leysa kind frรก konum;
รก lรณfum รพรฆr skal rista
ok of liรฐu spenna
ok biรฐja รพรก dรญsir duga.
10.
Brimrรบnar skaltu rista,
ef รพรบ vilt borgit hafa
รก sundi seglmรถrum,
รก stafni skal rista
ok รก stjรณrnarblaรฐi
ok leggja eld รญ รกr,
er-a svรก brattr breki
nรฉ svรก blรกar unnir,
รพรณ kemstu heill af hafi.
11.
Limrรบnar skaltu kunna,
af รพรบ vilt lรฆknir vera,
ok kunna sรกr at sjรก;
รก berki skal รพรฆr rista
ok รก baรฐmi viรฐar,
รพeim er lรบta austr limar.
12.
Mรกlrรบnar skaltu kunna
ef รพรบ vilt, at manngi รพรฉr
heiftum gjaldi harm:
รพรฆr of vindr,
รพรฆr of vefr,
รพรฆr of setr allar saman,
รก รพvรญ รพingi,
er รพjรณรฐir skulu
รญ fulla dรณma fara.
13.
Hugrรบnar skaltu kunna,
ef รพรบ vilt hverjum vera
geรฐsvinnari guma;
รพรฆr of rรฉรฐ,
รพรฆr of reist,
รพรฆr of hugรฐi Hroptr
af รพeim legi,
er lekit hafรฐi
รณr hausi Heiรฐdraupnis
ok รณr horni Hoddrofnis.
14.
ร bjargi stรณรฐ
meรฐ Brimis eggjar,
hafรฐi sรฉr รก hรถfรฐi hjรกlm;
รพรก mรฆlti Mรญmis hรถfuรฐ
frรณรฐligt it fyrsta orรฐ
ok sagรฐi sanna stafi.
15.
ร skildi kvaรฐ ristnar,
รพeim er stendr fyr skรญnandi goรฐi,
รก eyra รrvakrs
ok รก Alsvinns hรณfi,
ok รก รพvรญ hveli, er snรฝsk
undir reiรฐ Hrungnis,
รก Sleipnis taumum
ok รก sleรฐa fjรถtrum.
16.
ร bjarnar hrammi
ok รก Braga tungu,
รก รบlfs klรณum
ok รก arnar nefi,
รก blรณรฐgum vรฆngjum
ok รก brรบar sporรฐi,
รก lausnarlรณfa
ok รก lรญknarspori,
17.
ร gleri ok รก gulli
ok รก gumna heillum,
รญ vรญni ok รญ virtri
ok vilisessi,
รก Gugnis oddi
ok รก Grana brjรณsti,
รก nornar nagli
ok รก nefi uglu.
18.
Allar vรกru af skafnar,
รพรฆr er vรกru รก ristnar,
ok hverfรฐar viรฐ inn helga mjรถรฐ
ok sendar รก vรญรฐa vega,
รพรฆr ro meรฐ รกsum,
รพรฆr ro meรฐ รกlfum,
sumar meรฐ vรญsum vรถnum
sumar hafa mennskir menn.
19.
รžat eru bรณkrรบnar,
รพat eru bjargrรบnar
ok allar รถlrรบnar
ok mรฆtar meginrรบnar,
hveim er รพรฆr knรก รณvilltar
ok รณspilltar
sรฉr at heillum hafa;
njรณttu, ef รพรบ namst,
unz rjรบfask regin.

Hรกvamรกl (Goรฐmรกlugr Edda “Edda Mitologica”)

80.

รžat er รพรก reynt, | Questo รจ dunque provato:

er รพรบ aรฐ rรบnum spyrr | quando tu le rune consulti

inum reginkunnum, | di origine divina,

รพeim er gerรฐu ginnregin | che crearono i supremi numi,

ok fรกรฐi fimbulรพulr; | che dipinse il terribile vate,
รพรก hefir hann bazt, ef hann รพegir. | questo รจ meglio, tacere.

138.

Veit ek, at ek hekk | Lo so io, fui appeso
vindgameiรฐi รก | al tronco sferzato dal vento
nรฆtr allar nรญu, | per nove intere notti,
geiri undaรฐr | ferito di lancia
ok gefinn ร“รฐni, | e consegnato a ร“รฐinn,
sjalfur sjalfum mรฉr, | io stesso a me stesso,
รก รพeim meiรฐi | su quell’albero
er manngi veit | che nessuno sa
hvers af rรณtum renn. | dove dalle radici s’innalzi.

139.

Viรฐ hleifi mik sรฆldu | Con pane non mi saziarono
nรฉ viรฐ hornigi, | nรฉ con corni [mi dissetarono].
nรฝsta ek niรฐr, | Guardai in basso,
nam ek upp rรบnar, | feci salire le rune,
รฆpandi nam, | chiamandole lo feci,
fell ek aftr รพaรฐan. | e caddi di lร .

140.

Fimbulljรณรฐ nรญu | Nove terribili incantesimi
nam ek af inum frรฆgja syni | ricevetti dall’illustre figlio
Bวซlรพorns, Bestlu fวซรฐur, | di Bวซlรพorn, padre di Bestla,
ok ek drykk of gat | e un sorso ottenni
ins dรฝra mjaรฐar, | del prezioso idromele
ausin ร“รฐreri. | attinto da ร“รฐrรธrir.

141.

รžรก nam ek frรฆvask | Ecco io presi a fiorire
ok frรณรฐr vera | e diventai saggio,
ok vaxa ok vel hafask, | a crescere e farmi possente.
orรฐ mรฉr af orรฐi | Parola per me da parola
orรฐs leitaรฐi, | trassi con la parola,
verk mรฉr af verki | opera per me da opera
verks leitaรฐi. | trassi con l’opera.

142.

Rรบnar munt รพรบ finna | Rune tu troverai
ok rรกรฐna stafi, | lettere chiare,
mjวซk stรณra stafi, | lettere grandi,
mjวซk stinna stafi, | lettere possenti,
er fรกรฐi fimbulรพulr | che dipinse il terribile vate,
ok gerรฐu ginnregin | che crearono i supremi numi,
ok reist Hroftr rวซgna. | che incise Hroptr degli dรจi.

143.

ร“รฐinn meรฐ รกsum, | ร“รฐinn tra gli ร†sir,
en fyr alfum Dรกinn, | ma per gli รlfar Dรกinn,
Dvalinn ok dvergum fyrir, | Dvalinn innanzi ai Dvergar,
รsviรฐr jวซtnum fyrir, | รsviรฐr innanzi ai giganti,
ek reist sjalfr sumar. | io stesso ne ho incisa qualcuna.

144.

Veistu hvรฉ rรญsta skal? | Tu sai come incidere?
Veistu hvรฉ rรกรฐa skal? | Tu sai come interpretare?
Veistu hvรฉ fรกa skal? | Tu sai come dipingere?
Veistu hvรฉ freista skal? | Tu sai come provare?
Veistu hvรฉ biรฐja skal? | Tu sai come invocare?
Veistu hvรฉ blรณta skal? | Tu sai come sacrificare?
Veistu hvรฉ senda skal? | Tu sai come mandare?
Veistu hvรฉ sรณa skal? | Tu sai come immolare?

145.

Betra er รณbeรฐit | รˆ meglio non essere invocato
en sรฉ ofblรณtit, | che [ricevere] troppi sacrifici:
ey sรฉr til gildis gjวซf; | un dono รจ sempre per un compenso.
betra er รณsent | รˆ meglio essere senza offerte
en sรฉ ofsรณit. | che [ricevere] troppe immolazioni.
Svรก รžundr of reist | Cosรฌ รžundr incise
fyr รพjรณรฐa rวซk, | prima della storia dei popoli;
รพar hann upp of reis, | poi egli si levรฒ su
er hann aftr of kom. | da dove era venuto.

Lโ€™Hรกvamรกl rappresenta โ€œI discorsi dellโ€™Eccelsoโ€, i quali vengono considerati gli insegnamenti di Odino, infatti troviamo il racconto di come il Padre di Tutto ottenne le Rune, attraverso il sacrificio, facendone poi dono agli uomini, ma non bisogna scordare un altro dei suoi insegnamenti fondamentali, che si ritrova anche nella Runa Gjรถf (Gebo): un dono per un dono. Per cui chi riceve il dono delle Rune e ne apprende il significato, ne comprende il senso profondo, deve a sua volta ripercorrere la strada segnata da Odino e compiere quindi un sacrificio per tale conoscenza. Oltre a ciรฒ, nel passo 144 vengono poste le domande fondamentali che precedono lโ€™inizio del lavoro con le Rune, senza tali conoscenze ogni singola opera diviene un rischio per sรฉ e per gli altri perchรฉ si ricorre ad un potere che agisce a livello universale, essendo il Wyrd stesso intrecciato con le Rune: il potere delle Rune รจ energia e quindi vibrazioni che si innescano e si propagano influenzandosi a vicenda, per cui la non profonda conoscenza e consapevolezza di tali moti puรฒ portare a risultati impensati da chi ve ne fa ricorso.
* Traduzione della redazione di Bifrรถst.

Helgakviรฐa Hundingsbana วชnnur – Secondo Canto di Helgi uccisore di Hundingr (Halgir Edda “Edda Eroica”)

12.

Sigrรบn kvaรฐ: | Disse Sigrรบn:

Vark-a ek fjarri, folks oddviti, | Non ero lontana, nobile condottiero,

gรฆr รก morgun grams aldrlokum. | la mattina quando il re morรฌ.

รžรณ tel ek slล“gjan Sigmundar bur, | Perciรฒ dico che รจ furbo il figlio di Sigmundr,

er รญ valrรบnum vรญgspjวซll segir. | che comunica il destino con rune mortali.

34.

Dagur kvaรฐ: | Disse Dagur:

ล’r ertu, systir, ok วซrvita | Sei folle, sorella, e fuori di testa

er รพรบ brล“รฐr รพรญnum biรฐr forskapa, | se auguri sventure a tuo fratello,

einn veldr ร“รฐinn วซllu bวซlvi | รจ solo ร“รฐinn la causa di ogni male

รพvรญ at meรฐ sifjungum sakrรบnar bar. | poichรฉ incise rune di sventura tra parenti.

Qui viene menzionato un utilizzo particolare delle Rune, ovviamente di alcune Rune in una sequenza ben precisa, dove si riporta ad Odino la paternitร  delle Rune e di tutto il loro sapere, anche se portatore di sventura in questo caso. Nel caso potete leggere tutta la storia per comprendere quale sia la grande sventura che segna tante morti tra questi parenti per opera di una donna ferita.
* Traduzione di Bjรถrn Pisano

Grรญpisspรก – La Profezia di Grรญpir (Halgir Edda “Edda Eroica”)

15.

Grรญpir kvaรฐ: | Disse Grรญpir:

Sefr รก fjalli fylkis dรณttir | La figlia di un sovrano dorme su un monte

bjวซrt รญ brynju eftir bana Helga; | in una corazza candida dalla morte di Helgi;

รพรบ munt hวซggva hvวซssu sverรฐi, | tu la colpirai con la spada affilata,

brynju rรญsta meรฐ bana Fรกfnis. | infrangerai la corazza con lโ€™assassina di Fรกfnir.

16.

Sigurรฐr kvaรฐ: | Disse Sigurรฐr:

Brotin er brynja, brรบรฐr mรฆla tekr, | La corazza รจ rotta, la donna parla,

er vaknaรฐi vรญf รณr svefni. | appena svegliata dal sonno.

Hvat mun snรณt at heldr viรฐ Sigurรฐ mรฆla, | Cosa dirร  la donna a Sigurรฐr,

รพat er at farnaรฐi fylki verรฐi? | quali benefici ne trarrร  il sovrano?

17.

Grรญpir kvaรฐ: | Disse Grรญpir:

Hรณn mun – rรญkjum – รพรฉr rรบnar kenna, | Insegnerร  a te – guerriero – le rune,

allar รพรฆr er aldir eignask vildu, | tutte quelle che i mortali possono apprendere,

ok รก manns tungu mรฆla hverja, | e ti insegnerร  a parlare in ogni lingua degli uomini,

lรญf meรฐ lรฆkning; lifรฐu heill, konungr. | e come curarli; la salute ti attende, re.

Di nuovo una donna insegnerร  allโ€™eroe tutte le Rune che gli uomini mortali possono apprendere, palesando come ve ne siano altre di segrete, nascoste, appannaggio di pochi.
* Traduzione di Bjรถrn Pisano

Sigrdrรญfumรกl – Il Discorso di Sigrdrรญfa (Halgir Edda “Edda Eroica”)

5.
Bjรณr fรฆri ek รพรฉr, | Birra a te offro,
brynรพings apaldr, | melo del guerriero,
magni blandinn | colma di forza
ok megintรญri, | e della gloria piรน grande,
fullr er hann ljรณรฐa | piena d’incanti
ok lรญknstafa, | e di segni benevoli,
gรณรฐra galdra | di buoni galdra
ok gamanrรบna. | e rune del piacere.

6.
Sigrรบnar skaltu kunna, | Le rune della vittoria devi conoscere,
ef รพรบ vilt sigr hafa, | se la vittoria vuoi conseguire,
ok rista รก hjalti hjรถrs, |e incidile sull’elsa della spada,
sumar รก vรฉttrinum, | alcune sul fodero,
sumar รก valbรถstum, | altre sulla lama,
ok nefna tysvar Tรฝ. | poi per due volte invoca Tyr.

7.
ร–lrรบnar skaltu kunna, | Le rune della birra devi conoscere
ef รพรบ vill annars kvรฆn | se l’altrui moglie desideri
vรฉli-t รพik รญ tryggรฐ, ef รพรบ trรบir; | non t’inganni, se ti fidi,
รก horni skal รพรฆr rista | sul corno incidile
ok รก handarbaki | e sul dorso della mano
ok merkja รก nagli Nauรฐ. | poi sull’unghia disegna Nauรฐ.

8.
Full skal signa | Benedici la tua coppa
ok viรฐ fรกri sjรก | contro l’inganno
ok verpa lauki รญ lรถg; | e la cipolla butta nell’acqua;
รพรก ek รพat veit, | cosรฌ io so,
at รพรฉr verรฐr aldri | mai berrai
meinblandinn mjรถรฐr. | idromele avvelenato.

9.
Bjargrรบnar skaltu kunna, | Le rune d’aiuto devi conoscere
ef รพรบ bjarga vilt | se vuoi far nascere
ok leysa kind frรก konum; | bene i figli dalle donne;
รก lรณfum รพรฆr skal rista | sul palmo della mano incidile
ok of liรฐu spenna | e sugli arti disegnale
ok biรฐja รพรก dรญsir duga. | poi alle dรญsir chiedi aiuto.

10.
Brimrรบnar skaltu rista, | Le rune che dominano l’onda dovrai incidere
ef รพรบ vilt borgit hafa | se vorrai salvare
รก sundi seglmรถrum, | la nave dal mare,
รก stafni skal rista | sulla prua incidile
ok รก stjรณrnarblaรฐi | e sul filo del timone
ok leggja eld รญ รกr, | e col fuoco incidile sul remo,
er-a svรก brattr breki | non saranno cosรฌ alte le onde
nรฉ svรก blรกar unnir, | nรฉ cosรฌ nere,
รพรณ kemstu heill af hafi. | sicchรฉ ne uscirai sano.

11.
Limrรบnar skaltu kunna, | Le rune dei rami devi conoscoscere
af รพรบ vilt lรฆknir vera, | se vuoi essere un guaritore,
ok kunna sรกr at sjรก; | e saper esaminare la ferita;
รก berki skal รพรฆr rista | incidile sulla corteccia
ok รก baรฐmi viรฐar, | e sul legno dell’albero,
รพeim er lรบta austr limar. | i cui rami puntano a est.

12.
Mรกlrรบnar skaltu kunna | Le rune del discorso devi conoscere,
ef รพรบ vilt, at manngi รพรฉr | se vuoi, che nessuno
heiftum gjaldi harm: | ti contraccambi con dolore:
รพรฆr of vindr, | quelle che devi attorcigliare
รพรฆr of vefr, | quelle che devi lanciare
รพรฆr of setr allar saman, | quelle che devi sistemare insieme
รก รพvรญ รพingi, | nell’assemblea,
er รพjรณรฐir skulu | dove le persone devono
รญ fulla dรณma fara. | andare in seduta plenaria.

13.
Hugrรบnar skaltu kunna, | Le rune della mente devi conoscere,
ef รพรบ vilt hverjum vera | se vuoi essere il piรน saggio
geรฐsvinnari guma; | tra tutti gli altri uomini;
รพรฆr of rรฉรฐ, | quelle comprese,
รพรฆr of reist, | quelle incise,
รพรฆr of hugรฐi Hroptr | quelle sfilate da Hroptr (ร“รฐinn)
af รพeim legi, | dall’acqua,
er lekit hafรฐi | dal fluido stillato
รณr hausi Heiรฐdraupnis | dalla testa di Heiรฐdraupnir (Mรญmir)
ok รณr horni Hoddrofnis. | e dal corno di Hoddrofnir (Mรญmir).

19.
รžat eru bรณkrรบnar, | Ci sono le rune del libro,

รพat eru bjargrรบnar | ci sono le rune d’aiuto
ok allar วซlrรบnar | e tutte le rune della birra

ok mรฆtar meginrรบnar, | e le preziose rune della forza,

hveim er รพรฆr knรก รณvilltar | per chi le ha duramente comprese

ok รณspilltar | e non contaminate
sรฉr at heillum hafa; | portano per sรฉ fortuna;

njรณttu, ef รพรบ namst, | usale, se le hai apprese,
unz rjรบfask regin. | finchรฉ gli dei vorranno.

L’addestramento non finisce mai.ใ€Žไบบใซๅ‹ใค้“ใฏๅˆ†ใ‹ใ‚Šใพใ›ใ‚“ใ€‚่‡ชๅˆ†ใซๅ‹ใค้“ใฏๅˆ†ใ‹ใ‚Šใพใ—ใŸใ€‚ใ€ใจใ€่จ€ใ‚ใ‚ŒใŸใใ†ใงใ™ใ€‚ๆ˜จๆ—ฅใ‚ˆใ‚ŠใฏไธŠ้”ใ—ใ€ไปŠๆ—ฅใ‚ˆใ‚ŠใฏไธŠ้”ใ—ใงใ€ไธ€็”Ÿใฎ้–“ใ€ๆ—ฅใ€…ใ€ไป•ไธŠใ’ใฆใ„ใใฎใงใ™ใ€‚ใใ‚ŒใŒใ€ใฉใ“ใพใงใจใ„ใ†ใ“ใจใฏใชใ„ใจใ„ใ†ใ“ใจใงใ™ใ€‚ใ€Hagakure ่‘‰้š ่žๆ›ธ

(I, 45)
Un maestro di spada, ormai anziano, dichiaro:
โ€œNella vita, ci sono diversi gradi di
apprendimento. Al primo si studia, ma non si ricava niente e ci si sente inesperti.

Al livello
intermedio lโ€™uomo รจ ancora inesperto, ma consapevole delle proprie mancanze e riesce
anche a vedere quelle altrui.
Al livello superiore diventa orgoglioso della propria abilitร , si
rallegra nel ricevere lodi e deplora la mancanza di perizia dei compagni.
Costui ha valore e
si comporta come se non sapesse nulla.
โ€œQuesti sono i livelli in generale.


Ma ce nโ€™รจ uno che li trascende, ed รจ il piรน eccellente di
tutti.

Chi penetra profondamente in questa Via รจ consapevole che non finirร  mai di
percorrerla.
Egli conosce veramente le proprie lacune e non crede mai, per tutta la vita, di
aver raggiunto la perfezione.
Senza orgoglio, ma con modestia, arriva a conoscere la Viaโ€.

Hagakure ni
ciritodomareru
hana nomi zo
shinobishi hito ni
au kokochi suru

่‘‰้š ใ‚Œใซ / ๆ•ฃใ‚Šใจใฉใพใ‚Œใ‚‹ / ่Šฑใฎใฟใž / ๅฟใณใ—ไบบใซ / ้€ขใตๅฟƒๅœฐใ™ใ‚‹ 
dal Sankashลซ, โ€œRaccolta da un eremo sui montiโ€

Quellโ€™unico fiore
che ancora rimane
nel folto delle foglie
mi riporta al cuore
il mio amore segreto

Fu molto probabilmente questa poesia di Saigyล, monaco del XII secolo, che suggerรฌ il titolo allo Hagakure kikigaki (Note dettate nel folto delle foglie), in genere abbreviato in Hagakure. Nel verso denso di suggestioni che il poeta antico compose nel suo eremo sui monti, si riflette unโ€™altra capanna su altri monti, anche questa raccolta in unโ€™ombrosa quiete, dove il maestro Jลchล (al secolo Yamamoto Tsunetomo) raccoglie a sua volta lโ€™ultimo fiore di una primavera ormai trascorsa, quella del mondo e della cultura samurai. Da quel nucleo di valori sottratto allโ€™estinzione ricaverร  le lezioni morali destinate a diventare la piรน compiuta rappresentazione del bushidล, il codice di comportamento e di pensiero del samurai.

Confer Ornella Civardi 

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