Il carattere cinese per “ascoltare” è costituito da una combinazione di caratteri per la completa attenzione ( “tutti gli occhi”), le orecchie e il cuore.
Retta presenza mentale in pali Sammā sati सति sanscrito smrti स्मृति 正念 Zhèngniàn (cinese) Shōnen (giapponese) consapevolezza, attenzione, attenzione sollecita, presenza mentale, qualità dell’essere coltivabili attraverso la meditazione. Nella tradizione buddhista samma sati retta consapevolezza è una delle vie del Nobile Ottuplice Sentiero, l’ultima delle Quattro Nobili Verità. Durante gli anni 70 negli Stati Uniti il medico Kabat-Zinn, ispirandosi al concetto di Mindfulness derivante dagli insegnamenti del Buddismo (Vipassanā), dello Zen, e dalle pratiche di meditazione Yoga elaborò un metodo che ebbe seguito anche in ambito medico e psicoterapeutico.
Mindfulness è quindi una modalità di prestare attenzione, momento per momento, , in modo intenzionale e non giudicante, al fine di risolvere (o prevenire) la sofferenza interiore e raggiungere un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza Mindfulness significa , un modo per coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento, al qui e ora, hic et nunc.
Non si può che apprezzare tutto ciò che facilita processi di conoscenza e di consapevolezza rammentando che molte sono le vie e le tecniche ma le radici sono antiche e non sempre reciderne il contatto giova fino nel ( pro)fondo
”La risata fa affiorare energie latenti nella tua fonte interiore. L’energia inizia a scorrere, segue la risata come un’ombra. Ci hai fatto caso? Quando ridi di gusto, in quei brevi istanti sei in uno stato di profonda meditazione. Il pensiero si arresta. È impossibile ridere e pensare allo stesso tempo. Sono cose diametralmente opposte: puoi o ridere o pensare! Se ridi di gusto, il pensiero si arresta, se ancora pensi, la risata sarà di circostanza, sarà un po’ fredda. Sarà una risata monca.
Quando ridi di gusto, all’improvviso, la mente scompare. A mio avviso, la danza e la risata sono le porte migliori, le più facili e naturali. Se danzi realmente, il pensiero si arresta. Tu prosegui, continui a girare e a girare , e diventi un mulinello… tutti i limiti, tutte le separazioni scompaiono. Non sai neppure dove finisce il tuo corpo e dove abbia inizio l’esistenza. Ti fondi nell’esistenza, e l’esistenza si fonde in te: i confini si sovrappongono gli uni agli altri. E se danzi veramente, senza sforzarti, ma lasciando che la danza ti guidi, ti possegga, se vieni posseduto dalla danza, il pensiero si arresta.
La stessa cosa accade con la risata. Se sei posseduto dalla risata, il pensiero si arresta.
La risata può essere una splendida introduzione a uno stato di non pensiero.”
Lung-Ta sono fabbricate in modo che si consumino e si si distruggano naturalmente. a simboleggiare l’impermanenza della vita stessa, che si chiude e si riapre in un ciclo continuo, il consumarsi delle bandiere ci ricordiamo che tutto cambia. ciò che chiamiamo vita , è un dono che ci appartiene solo per un breve viaggio…..
Le bandierine contengono stampati alcuni simboli buddhisti e diversi Sutra,sono di cinque differenti colori, che rappresentano i cinque elementi fondamentali, o le cinque dimensioni del Buddha.
Il Buddismo Vajrayana suddivide il mondo fenomenico e psico-cosmico in cinque energie essenziali che si manifestano come terra, acqua, fuoco, aria e spazio. Il Blu, il Cielo. Il Bianco, l’Acqua. Il Rosso, il Fuoco. Il Verde, l’Aria. Il Giallo, la Terra. Il vento, si ritiene, abbia il compito di trasportare nell’aria, nei luoghi vicini e lontani, le benefiche vibrazioni che scaturiscono dalle preghiere contenute al loro interno. Le bandierine di preghiera si crede portino pace, felicità, lunga vita e prosperità nel mondo. Poiché contengono testi e simboli sacri, devono essere trattate con rispetto. Non possono essere appoggiate per terra o gettate nei rifiuti. Le vecchie bandiere che si vuole eliminare vengono tradizionalmente bruciate, affinché il fumo possa trasportare la loro benedizione in cielo.
Su ciascuna bandierina sono raffigurati i quattro animali protettori degli elementi e delle quattro direzioni: la tigre (simbolo dell’elemento aria o legno), il leone delle nevi (simbolo della terra), il garuda (simbolo del fuoco), il drago (simbolo dell’acqua). Al centro si trova il Cavallo del vento che simboleggia la direzione e la velocità con la quale i desideri vengono trasmessi e che porta sul dorso la “gemma che esaudisce i desideri” e che armonizza i quattro grandi elementi (terra, fuoco, acqua, aria). L’origine della parola suggerisce il suo significato dello “spazio”, il quinto elemento che fa da supporto degli altri quattro. Inoltre il cavallo simboleggia il movimento, l’energia motrice e, riferito al corpo umano, rappresenta le energie vitali. Esso quindi indica l’armonia degli elementi interni dell’individuo e l’equilibrio che ne deriva, il rafforzamento della vitalità, del potere personale e della salute del corpo. Da qui il nome delle bandiere di preghiera tibetane che spesso vengono chiamate anche “Cavallo del vento”.
Sono poi stampati antichi mantra tradotti in tibetano dal sanscrito e che dirigono la forza spirituale emessa da noi stessi e dall’ambiente circostante. Segue un’invocazione ai quattro animali guardiani, una formula per chiamare a raccolta la forza vitale, la gloria, la prosperità, i meriti e il Cavallo del vento, e l’esortazione affinché si sviluppino “come la luna crescente”. Infine, chiude l’invocazione il mantra dell’interdipendenza seguito dal grido di guerra degli dei guerrieri e dall’esclamazione
“Gli dei sono vincitori”
Questo testo è una bellissima preghiera rituale tibetana intitolata “La Breve Pratica del Cavallo del Vento” (Lung-Ta Bsdus-pa). È una pratica di invocazione per elevare l’energia vitale, la fortuna e il successo spirituale e mondano.
Ecco la traduzione in italiano, mantenendo il tono solenne e poetico del testo originale:
Om! Voi che risiedete nelle dieci direzioni, Tre Gioielli e Tre Radici, Divinità della ricchezza, Signori dei tesori, Protettori del Dharma e Divinità locali: Con devozione mi prostro a voi! Per me (o per colui che è nato nell’anno di… [qui si inserisce il proprio segno zodiacale]), Possano la forza vitale (Srog), la salute (Lü), il potere (Wangthang), la fortuna (Lung-ta) e la prosperità, Tutti quanti aumentare!
Proprio come la maestosità della Tigre, del Leone delle Nevi, del Garuda e del Dragone, Possano tutti i desideri realizzarsi spontaneamente come i preziosi gioielli del regno. Che le dee dei cinque elementi concedano il loro favore e accrescano la nostra energia. Che il Cavallo del Vento fiorisca e si diffonda in ogni direzione e in ogni tempo!
Possano le circostanze avverse, il declino e gli ostacoli essere respinti verso i nemici. Che i segni della virtù, dell’abbondanza spirituale e temporale risplendano! (Composto da Jigdral Yeshe Dorje)
OM ĀḤ HŪM! Lama, Yidam, Dakini e Protettori del Dharma, Le cinque divinità personali e i potenti spiriti protettori (Drala): Siate soddisfatti e appagati da questa offerta suprema di fumo fragrante (Sang) e nettare. Compiete l’attività di far fiorire il mio Cavallo del Vento!
RAṀ YAṀ KHAṀ / OM ĀḤ HŪM! Assemblea dei Tre Gioielli, delle Tre Radici e oceano di Protettori, Divinità Drala, spiriti Werma, divinità locali e il loro seguito: Venite qui, accettate questa offerta di fumo e nettare, Pacificate ogni ostacolo e realizzate spontaneamente ogni desiderio!
Kye! Lama, Yidam, Dakini e Protettori del Dharma, Divinità del luogo, Signori della terra e guardiani dei tesori: Venite qui e accettate questa offerta di fumo e nettare. Accrescete il Cavallo del Vento e compite ogni attività desiderata!
OM ĀḤ HŪM! Tre Radici, Protettori del Dharma e Signori dei tesori, Divinità locali di questo luogo e tutto il vostro seguito: Vi offro questo nettare e questa offerta di fumo. Pacificate le interferenze e gli ostacoli, E fate sì che ogni desiderio sia prontamente realizzato!
Kye! Possano la longevità, la salute, il potere e la forza vitale, E specialmente il Cavallo del Vento, divampare nelle dieci direzioni! Possano tutti i desideri interiori ed esteriori Essere realizzati prontamente e senza ostacoli!
KUN SARVA DU DU HO!
Ho! Cavallo magico, veloce e potente, Divinità del Lung-Ta: Tigre, Leone, Garuda e Dragone! Accettate queste offerte che allietano i sensi, E fate sì che la nostra buona fama si diffonda in tutte le dieci direzioni!
Srog, Lü, Wangthang, Lung-ta: Sono i quattro pilastri del benessere tibetano. Rappresentano rispettivamente la vitalità profonda, la salute fisica, la capacità di influenzare il mondo e la fortuna/sincronicità.
I Quattro Animali: La Tigre (est/fiducia), il Leone delle Nevi (sud/gioia), il Garuda (ovest/saggezza) e il Dragone (nord/potere) sono le forze che sostengono il Cavallo del Vento al centro.
Sang: L’offerta rituale di fumo (bruciare ginepro o erbe aromatiche) serve a purificare l’ambiente e a compiacere le divinità protettrici.
1. Il Momento Ideale: Quando Recitare
La tempistica è fondamentale perché il “Cavallo del Vento” è legato all’energia vitale che fluttua con i cicli naturali.
Al Mattino Presto: Il momento migliore è all’alba o la mattina presto, quando l’energia del sole è in crescita. È il momento in cui l’aria è più pura e gli ostacoli sono meno densi.
Giorni di Luna Crescente: Recitare durante i primi 15 giorni del mese lunare (fino alla luna piena) è considerato molto più efficace per far “crescere” la fortuna.
Giorni Favorevoli (Sakar): Esistono giorni specifici nel calendario astrologico tibetano chiamati “Giorni del Cavallo del Vento” (spesso indicati nei calendari buddhisti).
Evitare i Giorni “Neri”: Ci sono giorni astrologicamente pesanti (chiamati Badu) in cui è sconsigliato appendere bandiere o fare rituali di fortuna, perché l’energia è instabile.
2. La Pratica del “Sang” (Offerta di Fumo)
La preghiera che hai postato è spesso accompagnata dal Sangchö.
L’incenso: Si brucia tradizionalmente del ginepro (molto profumato e purificante). Il fumo agisce come un veicolo: trasporta la preghiera verso l’alto, verso le divinità e gli spiriti locali.
Purificazione: Prima di recitare, è bene lavarsi il viso e le mani e assicurarsi che l’ambiente sia pulito. Il “Vento” non ama la stagnazione o lo sporco.
3. L’Atto di Lanciare il Lung-Ta
Oltre a recitare il testo, i tibetani spesso compiono l’azione fisica di lanciare in aria dei piccoli foglietti di carta colorata con sopra stampato il cavallo e i mantra.
Si lanciano verso l’alto (mai verso il basso o a terra) gridando con forza “Lha Gyl-lo!” (Vittoria agli Dei!).
Questo gesto simboleggia la liberazione dell’energia e la vittoria sugli ostacoli mentali.
4. La Visualizzazione Interiore
Mentre reciti le parole che hai condiviso, non limitarti a leggerle:
Immagina un cavallo radioso che galoppa nel tuo petto (nel chakra del cuore).
Senti che la tua stanchezza, la sfortuna e la confusione si dissolvono nel fumo dell’incenso.
Visualizza i quattro animali (Tigre, Leone, Garuda, Dragone) che proteggono i quattro angoli della tua vita, dandoti stabilità e forza.
Recitazione Giornaliera del Lung-Ta
Una versione più meditativa e rituale, spesso usata dai praticanti per la recitazione quotidiana
Ritual di Sang-Chö (Offerta di fumo)
རླུང་རྟ་བསྡུས་པ། ཀློག་སྦྱང་། Reading practice Lungta duepa.
Oggi si sta comprendendo una cosa di cui il XIX secolo non poteva avere nemmeno un presentimento, ovvero che il simbolo, il mito, l’immagine appartengono alla sostanza della vita spirituale, che è possibile mascherarli, mutilarli, degradarli, ma che non li si estirperà mai… Le immagini, i simboli, i miti, non sono creazioni irresponsabili della psiche; essi rispondono a una necessità e adempiono una funzione importante: mettere a nudo le modalità più segrete dell’essere. Ne consegue che il loro studio ci permette di conoscere meglio l’uomo, l'”uomo tout court”, quello che non è ancora sceso a patti con le condizioni della storia. Ogni essere storico porta con sé una grande parte dell’umanità prima della Storia. […] Oggi si comincia a vedere che la parte anti-storica di ogni essere umano non affonda, contrariamente a quanto si pensava nel XIX secolo, nel regno animale e, in fin dei conti, nella “Vita”; anzi, al contrario deriva e si innalza ben al di sopra di essa: questa parte astorica dell’essere umano porta, come una medaglia, l’impronta del ricordo di un’esistenza più ricca, più completa, quasi beatifica.
il se è il passeggero/padrone che di solito dorme….
il cocchiere è un ubriacone dalle personalità multiple, la scimmia inquieta del buddismo, e ogni personalità che lo attraversa è convinta di essere il padrone della carrozza e di sapere dove andare. I cavalli (le emozioni) non sempre obbediscono agli ordini così contraddittori e ogni tanto s’infuriano, posseduti dalla loro natura selvaggia si muovono prepotentemente come vogliono vanno lì dove il loro istinto bestiale li porta trascinando l’intera carrozza su strade dissestate, ammaccando il veicolo e demoralizzando e confondendo ancor più l’incapace cocchiere che si crede il padrone.
Si dice che a volte è proprio in situazioni di crisi (κρίσις der. di κρίνω distinguere)
tra sballottamenti e perturbazioni il padrone della carrozza si svegli e si ricordi di SE STESSO.
Ogni crisi è un opportunità
confer Fabrizio Ponzetta L’intuizione Illuminata
si ringrazia il Maestro Alberto Ponticelli per l’illustrazione