“Da tale vuoto assoluto… sboccia meravigliosamente l’azione”
TakuanSōhō 沢庵 宗彭 Maestro zen
“Lo zen e il tiro con l’arco” di Eugen Herrigell
La Pratica assidua delle discipline meditative dinamiche-statiche facilita le immersioni in se stessi, offre l’occasione, rara ,di entrare in contatto con le dimensioni interiori energetiche emozionali, a tratti emerge uno stato di vuoto, una sorgente sconosciuta, da esplorare a cui abbandonarsi per rigenerarsi, nella ricerca della centratura, nel sentire, nel respirare, nell’evocare o far sgorgare suoni aprendo qualche varco in ciò che è implicito e non manifesto, non visibile, un attimo di presenza mentale oltre le nebbie della Lila लीला
“Il vuoto in sé può essere concepito come un ‘Campo di campi’ o più poeticamente, come un mare di potenzialità.
Esso non contiene particelle e tuttavia tutte le particelle sorgono come eccitazioni …al suo interno. Il vuoto è il substrato di tutto ciò che è.”
Danah Zohar – L’Io ritrovato, Sperlink & Kupfer
«L’acquisire una maggior familiarità con lo spirito orientale potrebbe indicare simbolicamente l’inizio di una nostra presa di contatto con le parti di noi che ci sono ancora estranee.
Il rinnegare le nostre peculiari premesse storiche sarebbe pura follia e il miglior modo per un ulteriore sradicamento, perchè è solo restando saldamente ancorati al nostro terreno che possiamo assimilare lo spirito dell’Oriente.» C.G.Jung – Commento all’antico testo cinese “Il segreto del Fiore d’Oro”, p.70
Per quanto nell’attualità sia ardua impresa rintracciare lo spirito originario ed essenziale di tali visioni, condizionate dall’inevitabile flusso del tempo e dall’incalzante Modernità espressa nella frenetica corsa della Tecnologia imperante resta un anelito alla quiete e alla pura azione eco della Tradizione senza tempo
“La padronanza della propria mente,
ribelle, capricciosa, vagabonda,
è la Via verso la Felicità.
Il Saggio osserva continuamente
i propri pensieri, che sono sottili, elusivi ed erranti.
Questa è la Via verso la Felicità.”
Il termine “olotropico” proviene dal greco ὅλος intero e τρεπὲιν muoversi verso significa “che si muove verso l’interezza” con l’intento di ricercare l’integrazione degli opposti, significa dirigersi verso la totalità; questa parola sottolinea che il benessere deriva dal trascendere le frammentazioni interiori e il senso di isolamento dagli altri e dal nostro ambiente.
Il termine fu utilizzato da Stanislav Grof , psichiatra e ricercatore nel campo degli stati di coscienza non ordinari, in riferimento alla tecnica della respirazione olotropica, che sarebbe in grado di provocare stati non ordinari di coscienza attraverso mezzi naturali quali la respirazione, la musica evocativa e il lavoro sul corpo. La Respirazione Olotropica utilizza gli strumenti tradizionali dello sciamanesimo, e li offre in un contesto psicologico contemporaneo che integra scoperte provenienti dalla moderna ricerca sulla coscienza, dall’antropologia, da diverse psicologie del profondo, dalla Psicologia Transpersonale e da pratiche spirituali.
Attraverso l’osservazione degli stati non ordinari di coscienza Grof ritiene di aver ampliato alcuni aspetti descrittivi metapsicologici, aggiungendo al livello biografico due livelli da lui detti “transbiografici”: il livello perinatale (relazionato con l’esperienza della nascita), e il livello transpersonale (che implicherebbe il superamento del confine spazio-temporale). La sua psicologia presuppone un paradigma scientifico della realtà che oltrepassa alcuni limiti del pensiero newtoniano-cartesiano e deriva da alcune fra le più recenti scoperte della scienza moderna: la fisica quantistica, la teoria dei sistemi, il pensiero olonomico, etc. Gli stati olotropici sono caratterizzati da una forte trasformazione percettiva in tutte le aree sensoriali. Il campo visivo, in stato di raccoglimento, può essere invaso da immagini provenienti dalla nostra storia personale, dall’inconscio individuale e collettivo, da visioni ed esperienze che ritraggono svariati aspetti del regno animale e vegetale, della natura o del cosmo.
Michael Harner asseriva che gli sciamani credono che la mente sia usata per oltrepassare la mente stessa,per arrivare a ciò che è la non-mente, la psiche non personale, qualcosa cioè che va ben oltre la mente individuale
Molte dimensioni Francesco Dal Pino gessetto
Il cosmo é visto come qualcosa di molto più grande della mente individuale, qualcosa che può essere valutato tramite la mente, tramite le immagini.
“Una tecnologia abbastanza evoluta nei suoi effetti
non è dissimile da una magia”
Arthur C. Clarke
Estremamente interessante la Teoria del dr. Giorgio Nardone, per quanto riservata a professionisti del settore apre nuove strade ad antiche tecniche evocative.
Secondo il parere di Giorgio Nardone, psicologo e psicoterapeuta italiano, fondatore ad Arezzo insieme a Paul Watzlawick, il CTS Centro di Terapia Strategica, autore di numerosi saggi tradotti in varie lingue e di libri di carattere divulgativo destinati al grande pubblico, uno dei massimi esponenti della Scuola di Palo Alto, nella problematica del disturbo fobico ossessivo esiste un quadro di riferimento relativo ai repertori di azione messi in atto costantemente da coloro che ne sono afflitti.
Secondo tale teoria, coloro che sono coinvolti in questi disturbi, attuano soluzioni che costruiscono il problema e lo mantengono. Coloro che hanno paura tendono ad evitare le situazioni che gli generano tale stato d’animo, l’evitamento se reiterato per un lungo periodo, da un lato protegge dal problema evitando di esporsi , dall’altro dimostrando che l’individuo non è in grado di affrontare il problema, abbassa la fiducia nelle proprie risorse (autostima) generando un vortice di ulteriori atti di evitamento confermando l’incapacità personale. Ulteriore strategia auto-sabotativa messa in atto da coloro che si trovano in questa problematica è la richiesta di aiuto e rassicurazione da altri, in modo diretto o indiretto, con un effetto altrettanto non risolutivo, suscitando da un lato un falsa sensazione di sicurezza, ma confermando la propria incapacità.
L’elemento scatenante di maggior rilievo è generato dal tentativo di controllare il problema a livello cognitivo, con azioni di auto convincimento che scatenano maggior timore di perdere il controllo , il voler mantenere il controllo ne induce la perdita.
Ispirato da Seneca, come ama narrare il dottor Nardone, e da altri autori moderni, ha congeniato una tecnica di esperienza emozionale correttiva, evocare la paura e provare l’effetto opposto, calandosi volontariamente nella propria paura patologica, un processo, che potremmo definire ,di catabasi κατάβασις “discesa”, di κατα- “giù” e βαίνω “andare”, una addestramento, esercizio quotidiano di ritiro in se stessi , calandosi ,deliberatamente e volontariamente, nelle proprie peggiori fantasie rispetto alla paura, evocando il massimo della paura, lasciandosi andare a tutto ciò che viene. Il processo viene sostenuto da terapeuti con l’apporto della comunicazione suggestiva ipnotica, usando la persuasione.
Evovcare lat. evocare, propr. «chiamare fuori», comp. di e-e vocare «chiamare»
Immaginazionedal lat. imaginari, lat. tardo imaginare, der. di imago -gĭnis «immagine»
alcuni filologi sostengono un possibile origine da in me mago agere, in me agisce il mago, colui che ha il potere di utilizzare le immagini.
In molte culture, sistemi di credenze, discipline e pratiche s’individua ciò che ostacola la consapevolezza con una configurazione e definizione differente, per alcuni è un entità energetica, per altri una proiezione psichica, un archetipo, un’ afflizione della mente , un ‘illusione ipnotica efficace, una forza respingente che ci depotenzia, vampirizzandoci, assorbendo le nostre energie vitali… spetta all’archetipo del guerriero l’arduo compito di lottare per liberare l’anima che deve ricongiungersi con lo Spirito è tornare Essenza.
Guerriero uccide mostro/demone zoomorfo che rappresenta le paure/ansie l’ignoranza
Nella Tradizione e nel sistema di credenze dei seguaci del dharma, Buddhadharma बुद्धधर् nata, all’origine, da un esigenza di ricerca essenziale di come andare oltre alla dualità paradossale dell’esistenza,condotta con determinazione marziale, il Budda proveniva dalla casta guerriera kshatriya:
L’ignoranza è l’ostacolo principale alla consapevolezza
L’ignoranza” è uno dei Tre Veleni è la causa principale della permanenza degli esseri nel Saṃsāra e del dispiegarsi della Duḥkha, inquietudine frenetica, la prima delle Quattro nobili verità
Boxe dell ‘Ombra Determinazione e Pura Attenzione Francesco Dal Pino
L’ignoranza implica un continuo processo di auto-inganno sui principi di realtà dei fenomeni, per poter andare oltre all’ignoranza occorre sviluppare la “saggezza”प्रज्ञा, praticando la presenza mentale, lo sforzo paziente e la meditazione Dhyāna,ध्यान .
Entità non definite o proiezioni psichiche ipnosi collettive
In altre riferimenti culturali, come narrato egregiamente, nel testo Lo Sfidantel’avversario della consapevolezza è lo sfidante
“ un insieme di forze che agiscono nel campo di consapevolezza umano al fine di depotenziarlo e mantenerlo in uno stato inconsapevole e identificato con costruzioni mentali irreali.”
Don Miguel Ruiz è uno sciamano della tradizione tolteca mesoamericana,indica lo Sfidante con il nome di Parassita,descrive la sua formazione ed il suo scopo nel Campo di Consapevolezza umano.
Castaneda e Don Juan
Il Parassita:una entità energetica che vive e si alimenta alle spese di un’altra senza dare nessuna cosa in cambio
L’antropologo Carlos Castaneda nei suoi libri ha narrato degli insegnamenti che ha ricevuto da Don Juan, maestro sciamano, al termine della sua esistenza cita il volador
una entità energetica che vive e si alimenta alle spese di un’altra senza dare nessuna cosa in cambio.
Eckhart Tolle è un uomo del nostro tempo, nato e cresciuto in Europa, che è passato attraverso una esperienza di Risveglio improvviso e totale. Da molti è ritenuto un individuo che sia balzato ad un altro livello di consapevolezza, questo processo, che potrebbe essere chiamato una Illuminazione, ineffabile e non definibile ne descrivibile con parole adeguate, gli ha consentito, di ritornare ad osservare senza i filtri dalla Mente di Superficie, in questo stato di osservazione ha introdotto i suoi ascoltatori ad una riflessione su:
Il Corpo di Dolore è un campo di energia negativa
che occupa corpo e mente una entità invisibile che vive e si alimenta alle spese di un’altra senza dare nessuna cosa in cambio.
Ha due modi d’essere attivo o inattivo
Vuole sopravvivere come ogni altra entità esistente, può riuscirci solo se ti identifichi con esso.
Si nutre di rabbia, distruttività,odio,sofferenza,drammi emotivi, malattia….
All’interno del Campo di Consapevolezza umano può generarsi, esistere, prosperare ed operare una entità energetica che agisce in modo da deprivarci di energia, e dunque mantenerci in uno stato di inconsapevolezza. Il suo scopo è quello di continuare ad alimentarsi di un certo tipo della nostra energia, e nel contempo impedirci di espandere la nostra Consapevolezza per non permetterci di accorgersi della sua presenza. Diventare consapevoli dell’esistenza e dell’operato di questa entità energetica è il primo ed il più importante passo da fare; diventerà una conseguenza naturale, poi, iniziare immediatamente a smettere di creare ancora cibo e sostentamento per essa
Cavaliere del Graal la ricerca della Luce/consapevolezza
Smettendo di alimentarla, essa diverrà via via meno potente, fino a che non verrà completamente riassorbita e trasformata dalla nostra Consapevolezza.
“La padronanza della propria mente, ribelle, capricciosa, vagabonda, è la Via verso la Felicità. Il Saggio osserva continuamente i propri pensieri, che sono sottili, elusivi ed erranti. Questa è la Via verso la Felicità.”
Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano cessa di ascoltare una mente di superficie che lo ostacola, lo limita e lo incatena in ogni modo possibile, invece di sostenerlo ed incoraggiarlo, perchè comprende che quella mente non è chi esso è in realtà. Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano diventa un essere libero Occorrono Consapevolezza, Chiarezza e un Inflessibile Intento per affrontare questa sfida, in tutte le tradizioni di ricerca interiore , coloro che affrontano la sfida con l’ombra si definiscono guerrieri.
Rito sciamanico Mongolico
Sono in guerra contro il Parassita annidato nella loro mente. Questo è il vero significato dell’essere un guerriero ribellarsi a ciò che spegne l’essenza e la bellezza
Comunque vada, provare…
“Se si riesce a rimanere vigili e presenti osservando tutto ciò che si percepisce interiormente senza esserne sopraffatti, vi sarà fornita l’occasione per la più potente pratica spirituale e diventerà possibile una rapida trasformazione di tutto il dolore passato.” Eckhart Tolle
« Abbiamo il dovere, come combattenti, di dare il buon esempio. Troppi fighters si mostrano per ciò che non sono realmente, pur di fare marketing o trash talking.
Arti marziali vuol dire onore e rispetto. Ci sono già troppe notizie cattive in giro…Certo non sarò perfetta, ma voglio provare ad usare il mio talento nelle arti marziali per cercare di dare il mio contributo per migliorare le cose. Abbiamo una grande opportunità noi atleti e insieme possiamo rendere questo sport migliore!»
“Un metodo d’esercizio del wushu e del qigong. Il corpo è eretto, le quattro membra conservano una specifica posizione, traendo sostegno dal respiro, al fine di rafforzare la funzionalità degli organi interni, della circolazione del sangue e del qi, dei muscolo e delle ossa.
Quando ci si esercita si raccoglie e concentra il pensiero, il respiro è naturale, si sta eretti e immobili, la parte alta del corpo è vuota mentre quella bassa è piena, come un tronco d’albero, da ciò deriva il nome.
Quindi sì, puoi immaginare un tronco d’albero con le sue radici, tagliato ad altezza d’uomo.
“L’intenzione è liberata dalla forma, la forma si manifesta a partire dall’intenzione, ….
La postura segue l’’intenzione, la forza è emessa a partire dall’intenzione.”
以形取意, 以意象形, 形随意转, 意自形生, 式随意从, 力由意发
Zhan Zhuang 站 樁功
意拳 Yi Quan (pugilato della intenzione) o Da Cheng Quan 大成拳 (via del grande conseguimento) è un metodo psicofisico marziale e di coltivazione del Benessere e dell’Equilibrio,l’essenza di Da Cheng Quan è di rompere le rigide strutture imposte nelle altre arti interne, sempre, ovviamente, aderendo ai concetti essenziali della postura, cioè “connettere e radicare il corpo”.
L’effetto dell’allenamento è quello di produrre una mente forte, vivace, indipendente e individuale.
La convinzione è che nessuna forma è la forma più forte.
Il fondatore di questo metodo fu il celebre Maestro Wang Xiang Zhai (1886-1963), considerato il “Grande Riformatore delle arti marziali cinesi”, che dedicò l’intera vita alla ricerca delle origini dimenticate delle arti marziali.
Il metodo prende come base le posture statiche (站桩, Zhanzhuang) dello Xingyiquan; comprende un esercizio di spostamento detto Mocabu (摩擦步) o Zuobu (走步), degli esercizi per sentire la forza detti Shili (试力), i suoni detti Shisheng (试声), per emettere la forza detti Fali (发力), le spinte con le mani dette Tuishou (推手), la pratica del combattere da soli o Dan Caoshou (单操手) e la pratica del combattimento libero o Sanshou (散手).