Selene Calloni Williamsย le sue radici ย sciamanismoย e ย buddismo Theravadaย 

In questo intervento al Festival della Cosapevolezza, Selene Calloni Williams esplora la fusione tra le sue radici nello sciamanismo e nel buddismo Theravada per guidare gli ascoltatori verso l’intelligenza spirituale. L’autrice descrive lo sciamanismo come una tecnica dell’estasi che utilizza il ritmo dei tamburi e il respiro circolare per risvegliare l’energia vitale e superare i confini dell’io. Parallelamente, introduce la pratica della meditazione Vipassana, focalizzata sulla consapevolezza dell’attimo presente, sull’osservazione dell’impermanenza e sull’accoglienza delle proprie emozioni senza giudizio. Attraverso formule meditative poetiche, la relatrice insegna a percepire il corpo e gli eventi come fenomeni di relazione privi di un io solido, invitando a una vita libera dalla paura. L’obiettivo finale del percorso รจ raggiungere il Samadhi, ovvero l’unione con il tutto, ricordando la propria natura autentica di esseri risvegliati.

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L’approccio di Selene Calloni Williams si fonda su due pilastri fondamentali:

โ€ข Lo sciamanismo: Definito come la “tecnica dell’estasi”, รจ una forma di yoga arcaico e primordiale attraverso cui l’uomo puรฒ conoscere veramente la realtร  In questa prospettiva, l’intelligenza spirituale coincide con l’estasi.

โ€ข Il buddismo Theravada: Appreso durante sei anni di vita in un romitaggio nella foresta in Sri Lanka, dove l’autrice ha ricevuto gli ordini monastici. Qui, l’intelligenza spirituale รจ intesa come consapevolezza e attenzione cosciente nell’attimo presente, senza giudizio o analisi razionale.

La Pratica Sciamanica: Il Tamburo e il Respiro

L’esperienza inizia con il risveglio dell’energia attraverso strumenti e tecniche fisiche:

โ€ข Il Tamburo: รˆ considerato il linguaggio della natura e dell’anima. Selene utilizza diversi tamburi: uno triangolare per risvegliare la Kundalini (l’energia vitale) e uno di pelle di lupo (sognato secondo la tradizione turco-mongola) per indurre il ricordo di sรฉ….

โ€ข Il Respiro Circolare e di Fuoco: Una tecnica di respirazione veloce, continua e senza pause che mira a raggiungere un livello energetico superiore. Il cosiddetto “respiro di fuoco” serve a far salire l’aria nella testa per “bruciare la mente” razionale e lasciare andare pensieri e identitร 
Dalle fonti emerge che, in una prospettiva sciamanica, l’intelligenza spirituale รจ definita come estasi1.

Questa visione si fonda su diversi concetti chiave espressi dall’autrice:

โ€ข La tecnica dell’estasi: Lo sciamanismo รจ descritto come uno yoga arcaico, primitivo e primordiale che trova la sua essenza proprio nel fenomeno dell’estasi. Citando Mircea Eliade, l’autrice sottolinea che รจ solo nell’estasi che l’uomo conosce veramente la realtร , superando i limiti della filosofia razionale.

โ€ข Identitร  tra coscienza ed energia: Nello sciamanismo, l’intelligenza spirituale รจ legata alla consapevolezza che la coscienza รจ energia e l’energia รจ coscienza. Per questo motivo, la pratica sciamanica utilizza strumenti come il tamburo e tecniche di respirazione circolare per innalzare il livello energetico del praticante, conducendolo verso lo stato estatico.

โ€ข Superamento della mente razionale: L’estasi sciamanica permette di accedere a una “mente piรน vasta” o “sovramente”, che l’autrice paragona al “pensiero del cuore” di James Hillman o alla capacitร  di “pensare come la foresta”.

โ€ข Il ruolo del tamburo: Il tamburo รจ considerato il linguaggio della natura e dell’anima; il suo suono รจ lo strumento principale per condurre l’individuo nell’estasi, permettendo all’anima di parlare prima della ragione.

โ€ข La paura come ostacolo: Viene esplicitamente affermato che la paura รจ l’unico vero ostacolo all’intelligenza spirituale e all’estasi. Solo dissolvendo la paura e ricordando la propria natura profonda (attraverso il concetto di Sammasati) รจ possibile accedere pienamente a questa forma di intelligenza

In sintesi, mentre nel buddismo l’intelligenza spirituale รจ associata all’attenzione cosciente nel presente, nello sciamanismo essa coincide con la capacitร  di uscire da sรฉ attraverso l’estasi per attingere a una conoscenza superiore e primordiale

La Meditazione Buddistha: Satipattana e Anapanasati

La sessione prosegue con la meditazione seduta, focalizzata sulla piena attenzione cosciente (Vipassana):

โ€ข Asana Samadhi: Il primo livello di unione con il tutto si raggiunge attraverso l’immobilitร  e la nobiltร  della postura.

โ€ข Anapanasati: L’attenzione al respiro spontaneo. Il respiro รจ descritto come un ponte che collega l’individuo a tutti gli esseri e al cosmo intero.

โ€ข Anicca (Impermanenza): La pratica di osservare come ogni cellula e ogni fenomeno “appaia e svanisca” incessantemente, come luce di lampo. Comprendere che vita e morte sono simultanee permette di dissolvere la paura

Concetti Chiave e Trasformazione Interiore

โ€ข Cittamaia (Inganno della Coscienza): La mente crea l’illusione di un “io” separato e di oggetti materiali solidi per esercitare controllo, ma in realtร  siamo onde in un oceano infinito

โ€ข Il Dharma: รˆ la legge o la corrente che muove gli eventi. Comprendere il proprio Dharma significa non subire piรน gli eventi, ma imparare a co-creare con essi, trasformando la vita in una “suprema protezione”

โ€ข Gestione delle Emozioni e dei “Demoni”: Selene insegna a non respingere le emozioni negative o i disagi fisici, ma ad accoglierli come “dei antichi” o “alleati”… Respirare dentro il fastidio e offrirgli un posto permette di andare oltre la mente egoica.

โ€ข Sammasati: รˆ il mantra finale, l’ultima parola del Buddha, che significa “ricorda chi sei”. L’invito รจ ricordare la propria natura di “Buddha”, ovvero di essere risvegliato e privo di paura.

Per chiarire il concetto di Cittamaia e del superamento dell’io, si puรฒ pensare alla materia come a una danza di Shiva o a un’onda: proprio come non รจ possibile separare un’onda dall’oceano, non รจ possibile separare il corpo o l’individuo dal resto del cosmo, sebbene i nostri sensi ci ingannino facendoci credere il contrario

Nella visione sciamanica di Selene Calloni Williams, il tamburo non รจ un semplice strumento musicale, ma un elemento sacro e funzionale che riveste molteplici significati profondi:

โ€ข Linguaggio dell’anima e della natura: Il tamburo รจ definito esplicitamente come il linguaggio della natura e dell’anima. Esso viene utilizzato per far parlare queste parti profonde prima di ogni altra cosa.

โ€ข Strumento per l’estasi: Coerentemente con la definizione di sciamanismo come “tecnica dell’estasi”, il tamburo rappresenta il mezzo principale che conduce il praticante nello stato estatico. รˆ solo attraverso l’estasi, infatti, che l’essere umano puรฒ conoscere veramente la realtร .

โ€ข Risveglio dell’energia (Kundalini): Esistono diverse tipologie di tamburi con funzioni specifiche. Ad esempio, il tamburo triangolare ha lo scopo di risvegliare la Kundalini, ovvero l’energia vitale, partendo dal presupposto che la coscienza รจ energia e viceversa.

โ€ข Guida per l’inconscio e gli antenati: Il suono del tamburo funge da guida per evocare gli spiriti, gli antenati, le forze inconsce e la propria ombra. Aiuta il praticante a navigare in dimensioni che vanno oltre la mente razionale.

โ€ข Dissoluzione dell’identitร : Durante pratiche come il “respiro di fuoco”, il tamburo (come quello di pelle di wapiti) sostiene il processo di “bruciare la mente”, permettendo di lasciare andare i pensieri, la pesantezza e persino la propria identitร  individuale.

โ€ข Oggetto sognato e sacro: Secondo la tradizione turco-mongola citata dall’autrice, lo sciamano non costruisce il tamburo arbitrariamente, ma lo sogna, insieme all’animale che ne donerร  la pelle (come nel caso del lupo). Questi strumenti possono recare incisioni di figure mitologiche, come Amirani, il primo sciamano sulla terra, rafforzando il legame con l’origine della pratica6.

โ€ข Richiamo al Ricordo di Sรฉ: Il suono del tamburo accompagna il mantra Sammasati, che significa “ricorda chi sei”. In questo contesto, rappresenta un invito a non avere paura e a ricordare la propria natura di “Buddha” o essere risvegliato.

In sintesi, il tamburo agisce come un ponte vibrazionale che scardina i limiti della ragione per connettere l’individuo alla vastitร  del cosmo e alla veritร  del proprio essere.

Nel contesto del Satipattana Sutta, definito dall’autrice come “il cammino della piena attenzione cosciente”, i quattro fondamenti della consapevolezza sono i seguenti:

1. Il Corpo: Questo primo fondamento riguarda la consapevolezza della postura fisica, che deve ispirare nobiltร  e dignitร  (Asana Samadhi), e l’attenzione al respiro spontaneo (Anapanasati)…. L’autrice invita a vedere il corpo non come un’entitร  solida o un “io” separato, ma come un’onda dell’oceano che nasce e svanisce, o come una “danza di elementi” (acqua, aria, terra e fuoco) in costante aggregazione e disgregazione. Include anche la visualizzazione degli organi interni, considerati “dei” che la mente tenta di oggettivare per esercitare controllo.

2. Le Sensazioni: La pratica consiste nell’osservare ciรฒ che si prova a livello fisico (dolore, fastidio, calore, formicolio) senza definirlo o giudicarlo. Queste sensazioni sono descritte come pura energia o “vibrazioni” nello stato della non-mente. L’istruzione รจ quella di respirare dentro il disagio, offrendo “un posto al proprio demone” invece di respingerlo.

3. Gli Stati Mentali: Questo pilastro riguarda l’osservazione delle emozioni e dei sentimenti (come rabbia, frustrazione, eccitazione o serenitร ). L’autrice suggerisce di accogliere ogni emozione come un “Dio antico” che bussa alla porta, permettendo a tale forza di bruciare ciรฒ che non siamo piรน affinchรฉ possa emergere la nostra vera natura.

4. I Fenomeni (o Eventi): L’ultimo fondamento riguarda la comprensione che gli eventi della vita non hanno un “io” come soggetto, ma accadono in virtรน di una relazione universale guidata dal Dharma (la legge o corrente universale). Comprendere questo fondamento significa smettere di essere vittime degli eventi e imparare a “cavalcare la corrente” insieme ad essi.

Attraverso la meditazione su questi quattro elementi, si realizza l’Anicca (l’impermanenza), comprendendo che tutto “appare e svanisce” come luce di lampo, il che permette di dissolvere la paura e raggiungere una mente liberata….

Per comprendere meglio questa visione, si puรฒ immaginare la realtร  come un grande oceano: i quattro fondamenti ci insegnano a non identificarci con la singola onda (il corpo o l’evento passeggero), ma a riconoscere che siamo l’intero oceano in movimento, dove ogni vibrazione รจ parte di un’unica, incessante relazione

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Ci sono eventi nella vita che non ci cambiano, ma ci rivelano. Selene, ragazzina persa in una provincia italiana degli anni Ottanta che insegue esclusivamente valori materiali, si ritrova a fuggire – piena di ferite e di nevrosi, dovute anche alla morte di suo padre – in Sri Lanka, per lavorare in un villaggio turistico italiano. In questa terra martoriata da una sanguinosa guerra civile, Selene incontra e perde altri padri, maestri spirituali come Michael Williams, colui che le insegna le pratiche arcaiche dello yoga e delle arti marziali e che le lascia in ereditร  il sigillo sciamanico; come Gatha Thera, il maestro di meditazione con il quale vive in un eremo nella giungla, dove viene iniziata monaco, poichรฉ il lignaggio femminile, scomparso da tempo, sarร  ripristinato solo negli anni Novanta. Come James Hillman, il grande psicoanalista, che diventa suo maestro in Occidente. Il mito di Selene si consuma nel flusso delle iniziazioni, ogni perdita รจ un rito di passaggio, un’occasione di ascolto del legame con l’universo sotto nuove forme. La natura diventa sua interlocutrice silenziosa e viva, rifugio e guida, facendole ritrovare la sua integritร  e dissolvendo il suo Io, fino al ritorno in Europa. Con parole intense e luminose, l’autrice racconta il suo percorso interiore: fino al tentativo di suicidio e all’emergere dalla depressione. Tutto si compie e anche la ricerca dell’amore si rivela un espediente della grande avventura dell’anima verso l’invincibilitร . Selene Calloni Williams, tra le counselor piรน famose e accreditate nel mondo del buddismo internazionale, seguitissima sui social, racconta per la prima volta la sua storia in questo nuovo libro, che lascia un’impronta nell’anima e apre porte che non si possono piรน richiudere.

Nel buddismo Theravada, secondo quanto spiegato da Selene Calloni Williams, l’intelligenza spirituale รจ definita come consapevolezza e attenzione cosciente.

Questa forma di intelligenza si manifesta attraverso le seguenti caratteristiche:

โ€ข Presenza nell’attimo: Essere pienamente attenti nel momento presente, evitando di analizzare, giudicare o ragionare.

โ€ข Oltre la mente razionale: L’analisi e il giudizio sono visti come ostacoli perchรฉ portano la mente nel passato o nel futuro, inducendo a fare comparazioni e facendo perdere il contatto con l’istante attuale1.

โ€ข Accesso a una “sovramente”: Praticare questa consapevolezza permette di accedere a una mente piรน vasta, che l’autrice definisce anche come “sovramente” (overmind) o “pensiero del cuore”.

โ€ข Istinto risvegliato: Tale stato รจ descritto come un istinto risvegliato e consapevole, paragonabile alla capacitร  di “pensare come la foresta”.

โ€ข Assenza di paura: La paura รจ identificata come l’unico vero ostacolo al raggiungimento della piena attenzione cosciente e dell’intelligenza spirituale.

Per comprendere meglio questo concetto, si puรฒ immaginare l’intelligenza spirituale come uno specchio d’acqua perfettamente immobile: se l’acqua รจ agitata dal vento del giudizio o dell’analisi, l’immagine riflessa (la realtร ) risulta distorta; solo quando l’acqua รจ ferma e silente puรฒ riflettere le cose esattamente come sono nell’attimo presente.

Nel Satipattana Sutta, definito dall’autrice come “il cammino della piena attenzione cosciente”, vengono individuati quattro fondamenti della consapevolezza: il corpo, le sensazioni, gli stati mentali e i fenomeni (o eventi).

Ecco un’analisi dettagliata di ciascun fondamento basata sulle fonti:

โ€ข Il Corpo: La pratica inizia con la consapevolezza della postura, che deve essere nobile e dignitosa per raggiungere l’asana samadhi, ovvero l’unione con il tutto attraverso l’immobilitร …. Il corpo non รจ visto come un’entitร  solida o un “io” separato, ma come un’onda dell’oceano che appare e svanisce, una danza di elementi (acqua, aria, terra e fuoco) in costante aggregazione e disgregazione.
La consapevolezza include anche l’anapanasati (attenzione al respiro spontaneo) e la visualizzazione degli organi interni, considerati “dei” che la mente tenta di oggettivare per esercitare controllo….

โ€ข Le Sensazioni: Questo livello riguarda l’osservazione di ciรฒ che si prova fisicamente, come dolore, fastidio o calore, senza definirlo o giudicarlo…. L’autrice suggerisce di non respingere il disagio, ma di “offrire un posto al proprio demone”, riconoscendo che ogni sensazione, se non definita dalla mente, รจ pura energia e vibrazione

โ€ข Gli Stati Mentali: Si tratta di accogliere le emozioni (rabbia, frustrazione, serenitร ) come “dei antichi” che bussano alla porta. Invece di analizzarle, bisogna lasciare che queste forze “brucino ciรฒ che non siamo piรน” affinchรฉ possa emergere la nostra vera natura, trasformando l’emozione in una via verso una mente liberata.

โ€ข I Fenomeni (o Eventi): L’ultimo fondamento insegna che gli eventi della vita non hanno un “io” come soggetto, ma accadono in virtรน di una relazione universale…. Essi sono guidati dal Dharma, la legge o corrente che muove le onde dell’oceano. Comprendere questo significa smettere di subire gli eventi per imparare a “cavalcare la corrente”, trasformando la comprensione del proprio Dharma in una “suprema protezione”.

Attraverso la meditazione su questi quattro pilastri, il praticante realizza l’Anicca (l’impermanenza): la comprensione che ogni cellula, pensiero o evento “appare e svanisce” incessantemente come luce di lampo. Questa consapevolezza profonda permette di lasciare andare la paura, che รจ descritta come l’unico vero ostacolo all’intelligenza spirituale.

Per comprendere questa visione, si puรฒ immaginare la realtร  come un grande oceano: i quattro fondamenti ci insegnano a non identificarci con la singola onda (il corpo o l’evento passeggero), ma a riconoscere che siamo l’intero oceano in movimento, dove ogni vibrazione รจ parte di un’unica, incessante relazione

โ€ข Il primo livello: L’autrice identifica il gradino iniziale di questo stato come asana samadi, ovvero il samadi della postura.

โ€ข Il ruolo dell’immobilitร : Questo primo livello si raggiunge attraverso l’immobilitร  del corpo durante la meditazione; il testo afferma infatti che “non c’รจ libertร  senza immobilitร ”.

โ€ข Esperienza personale: Selene Calloni Williams racconta di aver sperimentato il suo primo samadi quando, seguendo il consiglio del suo maestro, รจ riuscita finalmente a “pensare come la foresta”.

โ€ข Superamento dell’io: Il samadi รจ strettamente legato alla comprensione che il corpo non ha un’individualitร  separata, ma รจ come un’onda dell’oceano che non puรฒ essere divisa dalla vastitร  dell’acqua stessa.

In sintesi, il samadi rappresenta il momento in cui la percezione di essere un “io” separato svanisce per lasciare posto alla consapevolezza di essere parte di un’unica realtร  universale.

Per visualizzare meglio questo concetto, si puรฒ immaginare il samadi come il momento in cui una goccia di pioggia cade nel mare: in quell’istante, la goccia non smette di esistere, ma smette di essere solo una goccia per diventare l’intero oceano.

Una pratica comune รจ la ripetizione mentale di “Buddho” (che significa “il Risvegliato”): si dice “Bud-” sull’inspirazione e “-dho” sull’espirazione, sincronizzata con il respiro. Questo aiuta a focalizzare la mente ed รจ insegnata nella tradizione della Foresta Thailandese (es. da maestri come Ajahn Chah o Ajahn Mun)
jahn Mun (1870โ€“1949): Il Pioniere Solitario

Ajahn Mun Bhuridatta รจ considerato il padre della moderna tradizione della foresta. In un’epoca in cui il buddismo tailandese era diventato molto accademico e cerimoniale, lui scelse di tornare alle origini: vivere nella giungla come il Buddha.

L’Ereditร : Non scrisse libri. La sua vita ci รจ nota grazie ai racconti dei suoi discepoli. รˆ visto come un santo (Arhat) con capacitร  intuitive e spirituali quasi leggendarie.

Lo Stile: Estremamente austero e rigoroso. Passรฒ quasi tutta la vita camminando nelle giungle piรน remote di Thailandia e Laos.

L’Insegnamento: Si concentrava sulla lotta diretta contro le impuritร  della mente (kilesas) attraverso una disciplina ferrea e la meditazione profonda.
L’Ereditร : Non scrisse libri. La sua vita ci รจ nota grazie ai racconti dei suoi discepoli. รˆ visto come un santo (Arhat) con capacitร  intuitive e spirituali quasi leggendarie.
Ajahn Chah (1918โ€“1992): Il Grande Comunicatore

Ajahn Chah fu un discepolo della stirpe di Ajahn Mun (lo incontrรฒ brevemente, ricevendo istruzioni che cambiarono la sua vita). รˆ probabilmente il monaco della foresta piรน amato e conosciuto in Occidente.

L’Ereditร : Fondรฒ il monastero Wat Pah Nanachat appositamente per gli stranieri, permettendo alla saggezza della foresta di arrivare in Europa e America.

Lo Stile: Estremamente semplice, diretto e dotato di un grande senso dell’umorismo. Sapeva spiegare concetti metafisici complessi usando metafore quotidiane (come “il bicchiere rotto” o “l’albero che cresce”).

L’Insegnamento: Il suo focus era la consapevolezza nella vita quotidiana e l’arte del lasciar andare. A differenza di Ajahn Mun, che era piรน solitario, Ajahn Chah creรฒ grandi comunitร  monastiche.
L’Ereditร : Fondรฒ il monastero Wat Pah Nanachat appositamente per gli stranieri, permettendo alla saggezza della foresta di arrivare in Europa e America.

Poichรฉ Ajahn Mun non ha mai scritto libri (preferiva insegnare oralmente nella giungla), i “testi” che abbiamo sono trascrizioni dei suoi discorsi raccolte dai suoi discepoli. Il testo piรน famoso che racchiude l’essenza del suo insegnamento รจ intitolato “Muttodaya” (che significa Un Cuore Liberato).

Ecco un estratto significativo che riassume la sua filosofia della pratica:

L’Essenza del Cuore (dal “Muttodaya”)

“Tutti i Dharma (insegnamenti) scaturiscono dal cuore. Il cuore รจ il precursore, il cuore รจ il capo. Se si comprende chiaramente il proprio cuore, si comprende tutto.

Il mondo esterno รจ un riflesso della mente. Non cercate la veritร  lontano da voi stessi. Il corpo รจ come una cittร , i sensi sono le sue porte, e la mente รจ il re che vi risiede. Se il re รจ saggio e vigile, la cittร  รจ sicura. Se il re รจ ottenebrato dal desiderio e dall’illusione, la cittร  cade nel caos.

La pratica non consiste nel leggere molti libri, ma nel guardare direttamente il ‘Sapiente’ (la consapevolezza) dentro di sรฉ. Usate la parola ‘Buddho’ (Sveglio) come un’ancora. Inspirate ‘Bud-‘, espirate ‘dho’. Fatelo finchรฉ la mente non diventa una cosa sola con la consapevolezza, ferma come una roccia e chiara come l’acqua di sorgente.”


Punti chiave di questo testo:

  1. Centralitร  della Mente (Citta): Per Ajahn Mun, la mente non addestrata รจ la fonte di ogni sofferenza, ma la mente illuminata รจ la fonte della liberazione.
  2. Pratica Diretta: Esortava a non perdersi nella teoria accademica, ma a “leggere il proprio cuore” attraverso la meditazione.
  3. Il Mantra “Buddho”: รˆ la tecnica distintiva che ha tramandato: ripetere mentalmente “Buddho” per focalizzare l’attenzione e calmare i pensieri.
  4. L’Austeritร : Il testo sottolinea che la vera saggezza nasce dalla disciplina e dalla rinuncia alle distrazioni mondane.

Marco Maculotti “OLTRE: Ufologia & Esoterismo.” con Societร  dello Zolfo

Quando oggi si usa il termine ยซalienoยป, lo si utilizza sempre nellโ€™accezione di ยซextraterrestreยป. Ma lโ€™ยซalioยป latino, da cui deriva lโ€™ยซalienoยป italiano, indica piรน generalmente una situazione di alteritร  rispetto allโ€™essere umano, o meglio agli esseri umani viventi. ยซAliiยป erano quindi, per gli antichi Romani, gli spiriti dei morti, nonchรฉ tutte quelle entitร  dellโ€™Altro Mondo che esulavano dalla ยซnormaยป umana, e quindi, semplificando, sia gli dรจi che i demoni. In questa sede, partendo dallโ€™ipotesi parafisica di John Keel e Jacques Vallรฉe, vogliamo analizzare i numerosi aspetti del moderno fenomeno UFO (e soprattutto delle ยซabductionยป) che appaiono correlati con le antiche tradizioni e con il folklore riguardante le entitร  fatate e โ€œsottiliโ€ dellโ€™Altro Mondo, dal rapimento di esseri umani da parte di questi ultimi al ยซChangelingยป, dal misterioso fenomeno del ยซMissing Timeยป a quello altrettanto enigmatico dei ยซcerchi nel granoยป.
ARTICOLI RILEVANTI DELL’AUTORE: – Il culto dei Fairies nei paesi celtici: una escatologia di morte e rinascita, su Arthos n.29 – Chi si nasconde dietro la maschera? Le visite dall’Altrove e l’ipotesi parafisica https://axismundi.blog/2018/06/06/chi… – I rapimenti dei fairies: il “changeling” e il “rinnovamento della stirpe” https://axismundi.blog/2017/10/31/i-r… – I rapimenti dei Fairies e il mistero dei “Missing 411” https://axismundi.blog/2020/01/14/i-r… – Fairies, streghe e dee: il “nutrimento sottile” e il “rinnovamento delle ossa” https://axismundi.blog/2019/03/20/fai… – “Il ritorno dei Popoli delle Stelle”: gli X-Files delle Riserve Indiane https://axismundi.blog/2021/03/07/il-… – L’accesso all’Altro Mondo nella tradizione sciamanica, nel folklore e nelle “abduction” https://axismundi.blog/2018/01/05/lac… – Il fenomeno della paralisi nel sonno: interpretazioni folkloriche e ipotesi recenti https://axismundi.blog/2016/04/07/il-… LIBRI RILEVANTI E/O CITATI NELLA PRESENTAZIONE: – W.Y Evans-Wentz, The Fairy Faith in Celtic Countries, 1911 (it. Fate: una fede celtica) – L. Spence, British Fairy Origins, 1946 – R. Kirk, The Secret Commonwealth… (it. Il Regno Segreto) – W. Sikes, British Goblins, 1880 (it. Elfi, Fate e Pooka) – G. Hancock, Supernatural. Meetings with the Ancient Teachers of Mankind (it. Sciamani) – J. Bord, Fairies. Real Encounters with Little People (it. Fate) – J. Vallรฉe, Passport to Magonia. From Folklore to Flying Saucers (it. Passaporto per Magonia) – J. Keel, U.F.O.s Operation Trojan Horse (it. UFO: Operazione Cavallo di Troia) – J. Mack, Passport to the Cosmos (it. Passaporto per il cosmo) – W. Strieber, Communion – B. Hopkins, Intruders – B. Hopkins, Missing Time – M. Conese, La malattia delle fate – W.B. Yeats, The Celtic Twilight (it. Il crepuscolo celtico) – M. Eliade, Le chamanisme et les techniques archaรฏques de l’extase (it. Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi) – W. Deonna, Tรฉlesphore et le “genius cucullatusโ€ celtique (it. Dรจi, geni e demoni incappucciati) – A. Machen, The Novel of the Black Seal (it. La storia del sigillo nero) – A. Machen, The White People/A Fragment of Life (it. Un frammento di vita/Il popolo bianco) – W. Irving, Rip van Winkle – A. Blackwood, May Day Eve (it. La Vigilia del Primo Maggio) VISIONI: – Communion (1989) – Intruders (1992) – Nightmare (2015) – Enquete sur le Monde Invisible (2002) – Fire in the Sky (it. Bagliori nel buio, 1993)

Si ringrazia Marco Maculotti e Societร  dello Zolfo

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SCIAMANI comunicare con l’invisibile

Sciamani e sciamanismo: termini che evocano un immaginario fatto di riti atavici, maschere inquietanti, allucinazioni e luoghi esotici. Ma cosโ€™รจ davvero lo sciamanismo? Chi sono le/gli sciamane/i e cosa fanno? Esistono ancora?

Un viaggio immersivo tra antropologia, etnografia, psicologia, archeologia e arte alla scoperta di luoghi, riti, linguaggi e oggetti delle culture mongole e siberiane che ancora oggi praticano lo sciamanismo.

dal 17 dicembre 2023 fino al 30 giugno 2024 Plazzo delle Albere di Trento

La mostra unisce per la prima volta tre importanti musei della Provincia autonoma di Trento: MUSE โ€“ Museo delle Scienze di TrentoMART โ€“ Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e METS โ€“ Museo etnografico trentino di San Michele allโ€™Adige.

Maggiori informazioni

“L’iconografia dei tamburi รจ dominata dal simbolismo del viaggio estatico, cioรจ di esperienze che implicano una rottura di livello e che per punto di partenza hanno un “centro del Mondo. “Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi Mircea Eliade

Il tamburo ha una parte di primo piano nelle cerimonie sciamaniche.

Il suo simbolismo รจ complesso e le sue virtรน magiche sono multiple.
Esso รจ indispensabile per lo svolgimento della seduta, sia che conduca lo sciamano al ยซCentro del Mondoยป, sia che gli permetta di volare, sia che chiami e ยซimprigioniยป gli spiriti, sia, infine, che il suono da esso prodotto aiuti lo sciamano a concentrarsi e a riprender contatto col mondo spirituale che egli si prepara ad attraversare.

Ci si ricorderร  che in molti sogni iniziatici dei futuri sciamani figura un viaggio mistico al ยซCentro del Mondoยป, alla sede dellโ€™Albero Cosmico e del Signore Universale.
รˆ da uno dei rami di questโ€™albero, lasciato cadere dal Signore a tal fine, che lo sciamano, come giร  detto, forma la cassa del suo tamburo.
Ci sembra che il significato di un tale simbolismo risulti abbastanza chiaramente dal complesso di cui fa parte: quello di un comunicare di Cielo e Terra grazie allโ€™Albero del Mondo, cioรจ allโ€™Asse che sta al ยซCentro del Mondoยป.
Per essere, la cassa del suo tamburo, fatta del legno stesso dellโ€™Albero Cosmico, lo sciamano, battendo il tamburo, vien proiettato magicamente presso tale Albero: vien proiettato nel ยซCentro del Mondoยป e per ciรฒ stesso puรฒ anche ascendere nei Cieli.

Da tale punto di vista il tamburo puรฒ essere assimilato allโ€™albero sciamanico a pioli multipli, lโ€™arrampicarsi sul quale รจ per lo sciamano simbolo del salire in Cielo.
Scalando la betulla o suonando il tamburo lo sciamano si avvicina allโ€™ Albero del Mondo e poi sale effettivamente su di esso.
Gli sciamani siberiani posseggono anche loro alberi personali che non hanno altra funzione se non di rappresentare lโ€™Albero Cosmico: alcuni utilizzano altresรฌ degli ยซalberi rovesciatiยป, cioรจ attaccati con le radici in aria, alberi che, come รจ noto, sono fra i simboli primordiali dellโ€™Albero del Mondo.
Tutto ciรฒ, insieme ai rapporti giร  rilevati fra lo sciamano e gli alberi di betulla cerimoniali, mostra la solidarietร  esistente fra lโ€™Albero Cosmico, il tamburo sciamanico e lโ€™ascensione celeste.

La stessa scelta del legno di cui sarร  fatta la cassa del tamburo dipende unicamente dagli ยซspiritiยป o da una volontร  transumana.
Lo sciamano ostiaco-samoiedo prende lโ€™ascia e, ad occhi chiusi, va in una foresta e tocca a caso un albero; รจ da tale albero che, lโ€™indomani, i suoi compagni prenderanno il legno per la cassa.
Allโ€™altra estremitร  della Siberia, presso gli Altaici, lo sciamano ha direttamente dagli spiriti la precisa indicazione del bosco e del posto ove cresce lโ€™albero, e manda i suoi coadiutori a individuarlo e a procurarsi il legno con cui sarร  fatta la cassa del tamburo.
In altre regioni, lo sciamano stesso raccoglie nel bosco tutte le scaglie di legno.
Altrove si offrono sacrifici allโ€™albero, che si bagna di sangue e di vodka.
Si procede anche allโ€™ยซanimazione del tamburoยป, ottenuta versando dellโ€™alcool sulla cassa.
Presso gli Yakuti si raccomanda di scegliere un albero che sia stato colpito dalla folgore (Sieroszewski).
Tutte queste usanze e queste precauzioni rituali mostrano chiaramente che lโ€™albero concreto รจ stato trasfigurato dalla rivelazione superumana, che in realtร  esso ha cessato di essere un albero profano e va a rappresentare lo stesso Albero del Mondo.

La cerimonia dellโ€™ยซanimazione del tamburoยป รจ estremamente interessante.
Quando lo sciamano altaico lโ€™irrora di birra, il cerchio si ยซanimaยป e, per il tramite dello sciamano, racconta come lโ€™albero di cui faceva parte sia cresciuto nella foresta, come sia stato tagliato, portato nel villaggio, ecc.
Lo sciamano irrora poi la pelle del tamburo che, animandosi, racconta anchโ€™essa il suo passato. Attraverso la voce dello sciamano, lโ€™animale parla della sua nascita, dei suoi genitori, della sua infanzia e di tutta la sua vita fino al momento in cui รจ stato abbattuto dal cacciatore.
Finisce assicurando allo sciamano che gli renderร  numerosi servigi. In unโ€™altra tribรน altaica, i Tubalari, lo sciamano imita la voce e lโ€™andatura dellโ€™animale cosi rianimato.

Come hanno dimostrato L.P. Potapov e G. Buddruss, lโ€™animale che lo sciamano rianima รจ il suo alter ego, il suo piรน potente spirito coadiutore; quando penetra nello sciamano, costui si trasforma nellโ€™antenato mitico teriomorfo. Si comprende dunque perchรฉ, durante il rito del- l’ยซanimazioneยป, lo sciamano deve raccontare la vita dellโ€™animale-tamburo: egli canta il suo modello esemplare, lโ€™animale primordiale che รจ allโ€™origine della sua tribรน.
Nei tempi mitici, ciascun membro della tribรน poteva trasformarsi in animale, e cioรจ ciascuno era capace di partecipare della condizione dellโ€™antenato.
Ai nostri giorni, cosรฌ intimi rapporti con gli antenati mitici son riservati esclusivamente agli sciamani.

Sottolineiamo questo fatto: durante la seduta, lo sciamano ristabilisce, per sรฉ solo, una situazione che allโ€™origine era quella di tutti.
Il significato profondo dโ€™un tal ritrovare la condizione umana originaria ci apparirร  piรน chiaro quando avremo esaminato altri esempi simili.
Per ora ci basta aver evidenziato che tanto la cassa quanto la pelle del tamburo rappresentano strumenti magico-religiosi grazie ai quali lo sciamano รจ capace dโ€™intraprendere il viaggio estatico al ยซCentro del Mondoยป. In parecchie tradizioni, lโ€™antenato mitico teriomorfo vive nel mondo sotterraneo, vicino alla radice dellโ€™Albero Cosmico la cui cima tocca il cielo (Friedrich).
Siamo qui di fronte ad idee distinte, ma solidali.
Da un lato, lo sciamano, suonando il tamburo, vola verso lโ€™Albero Cosmico; vedremo tra poco che il tamburo comporta un gran numero di simboli ascensionali.
Dallโ€™altro, grazie ai suoi rapporti mistici con la pelle ยซrianimataยป del tamburo, lo sciamano giunge a partecipare della natura dellโ€™antenato teriomorfo; in altri termini, egli puรฒ abolire il tempo e recuperare la condizione originaria di cui parlano i miti. In un caso come nellโ€™altro, siamo di fronte ad unโ€™esperienza mistica che permette allo sciamano di trascendere il tempo e lo spazio. La metamorfosi nellโ€™animale-antenato, cosi come lโ€™estasi ascensionale, sono espressioni differenti, ma omologabili, dโ€™una stessa esperienza: il trascendimento della condizione profana, il recupero dโ€™una esistenza ยซparadisiacaยป perduta alla fine del tempo mitico.

In genere, il tamburo รจ ovale; รจ fatto di pelle di renna, di pescecane o di cavallo.
Presso gli Ostiachi e i Samoiedi della Siberia occidentale la superficie esterna non ha disegni. Secondo Georgi, sulla pelle dei tamburi tungusi sono invece raffigurati uccelli, serpi ed altri animali. Shirokogorov descrive come segue i disegni da lui visti sui tamburi dei Tungusi della Transbaikalia: il simbolo della Terra ferma (perchรฉ lo sciamano utilizza il tamburo come imbarcazione per attraversare il mare โ€“ per tale ragione indica le parti continentali); vari gruppi di figure antropomorfe, a destra e a sinistra, e numerosi animali. In mezzo al tamburo non รจ dipinta nessuna imagine; le otto linee doppie che vi sono segnate simboleggiano gli otto piedi che sostengono la Terra al disopra del Mare. Presso gli Yakuti si possono osservare, sempre sulla pelle del tamburo, dei segni misteriosi in rosso e nero, che raffigurano uomini e animali (Sieroszewski). Imagini varie sono state accertate sui tamburi degli Ostiachi dello Ienissei (Kai Donner).

ยซSul dietro del tamburo vi รจ un manico verticale di legno e di ferro che lo sciamano impugna con la sinistra. A dei fili di metallo o a delle stecche orizzontali di legno sono assicurati, in quantitร , dei pezzetti di ferro tintinnanti, dei sonagli e insieme ad essi delle imagini di ferro rappresentanti spiriti, animali vari, ecc., spesso anche armi, come una freccia, un arco o un coltelloยป.
Ognuno di questi oggetti magici ha un suo particolare valore simbolico ed una sua parte nella preparazione o nellโ€™attuazione del viaggio estatico, come pure in altre esperienze mistiche dello sciamano.

I disegni che adornano la pelle del tamburo sono una caratteristica di tutte le tribรน tartare e dei Lapponi. Presso i Tartari le due faccie della pelle sono ricoperte di imagini, che presentano una grande varietร  malgrado il ricorrere di certi simboli predominanti, come per es. lโ€™Albero del Mondo, il Sole e la Luna, lโ€™Arcobaleno, ecc. In effetti, i tamburi costituiscono un microcosmo: in essi una linea di demarcazione separa il Cielo dalla Terra e, in alcuni casi, la Terra dallโ€™Inferno.
Lโ€™Albero del Mondo, cioรจ la betulla sacrificale scalata dallo sciamano, il cavallo, lโ€™animale sacrificato, gli spiriti ausiliari dello sciamano, il Sole e la Luna che egli raggiunge nel corso del suo viaggio celeste, lโ€™Inferno di Erlik Khan (coi Sette Figli e le Sette Figlie del Signore dei Morti, ecc.) nel quale egli penetra quando discende nel regno dei morti โ€“ tutti questi elementi che riassumono in un certo modo lโ€™itinerario e le avventure dello sciamano, si ritrovano raffigurati sul suo tamburo.
Ci manca lo spazio per elencare tutti i โ€˜legni e le imagini e spiegarne il simbolismo.
Rileveremo soltanto che il tamburo raffigura un microcosmo nelle sue tre zone โ€“ Cielo, Terra, Inferno โ€“ e in pari tempo indica i mezzi coi quali lo sciamano attua le varie rotture di livello e stabilisce la comunicazione del mondo dโ€™in alto con quello dโ€™in basso. Infatti, come si รจ visto, non รจ che sโ€™incontri la sola imagine della betulla sacrificale (lโ€™Albero del Mondo); noi troviamo anche lโ€™Arcobaleno: lo sciamano sโ€™innalza nelle sfere superiori montando sullโ€™Arcobaleno.
Abbiamo inoltre lโ€™imagine del Ponte, che serve allo scia mano per passare da una regione cosmica allโ€™altra.

Lโ€™iconografia dei tamburi รจ dominata dal simbolismo del viaggio estatico, cioรจ di esperienze che implicano una rottura di livello e che per punto di partenza hanno un ยซCentro del Mondoยป.
Lโ€™operazione di suonare il tamburo allโ€™inizio della seduta, per evocare gli spiriti e ยซchiuderliยป in esso, costituisce i preliminari del viaggio estatico.
Per tale ragione il tamburo vien chiamato il ยซcavallo dello sciamanoยป (Yakuti, Buriati). Lโ€™imagine di un cavallo รจ disegnata sul tamburo altaico; quando lo sciamano suona il tamburo, si pensa che vada in cielo sul suo cavallo (Radlov). Del pari, presso i Buriati, il tamburo fatto con una pelle di cavallo rappresenta il medesimo animale (Mikhailowski). Secondo O. Manchen-Helfen, il tamburo dello sciamano soiote รจ ritenuto essere un cavallo ed รจ chiamato khamu-at, cioรจ, letteralmente, ยซsciamano-cavalloยป, e ยซil capriolo dello sciamanoยป quando la sua pelle รจ appunto di capriolo (Karagassi, Soioti). Nelle leggende yakute si trovano lunghi racconti circa sciamani che volano col loro tamburo attraverso i sette cieli. ยซlo viaggio con un capriolo selvaggio!ยป โ€“ cantano gli sciamani Karagassi e Soioti, In certe tribรน mongole, il tamburo sciamanico รจ chiamato ยซcervo neroยป (Heissig). La bacchetta con cui si batte il tamburo ha il nome di ยซfrustaยป presso gli Altaici (Harva).

La velocitร  miracolosa รจ una delle caratteristiche del tร ltos, lo scรฌamano ungherese (Rรฒheim).
Un giorno, un tร ltos ยซinforcรฒ una canna e parti al galoppo ed arrivรฒ alla meta prima del cavaliereยป.
Tutte queste credenze, queste imagini e questi simboli aventi relazione col ยซvoloยป, la ยซcavalcataยป o la ยซvelocitร ยป degli sciamani sono espressioni figurate dellโ€™estasi, vale a dire di viaggi mistici intrapresi con mezzi sovrumani ed in regioni inaccessibili agli uomini.

Lโ€™idea del viaggio estatico la si ritrova anche nel nome che fra gli Yurak della tundra gli sciamani danno al loro tamburo: arco o arco che canta. Secondo Lehtisalo e Harva il tamburo sciamanico serviva originariamente a scacciare gli spiriti malvagi, effetto che si poteva egualmente conseguire servendosi di un arco. รˆ senzโ€™altro esatto che il tamburo vien talvolta usato per scacciare gli spiriti malvagi, effetto che si poteva egualmente conseguire servendosi di un arco. รˆ senzโ€™altro esatto che il tamburo vien talvolta usato per scacciare gli spiriti cattivi (Harva), ma in tali casi il suo uso specifico appare dimenticato e si ha a che fare con la ยซmagia del rumoreยป, con la quale si esorcizzano i demoni.
Esempi consimili di modificazioni di funzione sono assai frequenti nella storia delle religioni. Pertanto, non crediamo che la funzione originaria del tamburo sia stata quella di scacciare gli spiriti.
Il tamburo sciamanico si distingue da tutti gli altri strumenti usati per la ยซmagia del rumoreยป proprio perchรฉ rende possibile una esperienza estatica.
Che questa in origine sia stata propiziata dallโ€™incantesimo del suono del tamburo, incantesimo valorizzato in termini di ยซvoce degli spiritiยป, oppure che si giunga ad una esperienza estatica in seguito allโ€™estrema concentrazione provocata da un prolungato tambureggiamento โ€“ questo รจ un problema che per ora non abbiamo da considerare. Un fatto รจ perรฒ certo: รจ la magia musicale a definire la funzione sciamanica del tamburo โ€“ e non la magia antidemoniaca del rumore.
Le freccie hanno pure la loro parte in certe sedute sciamaniche. La freccia possiede un duplice prestigio magico-religioso: da un lato, รจ unโ€™imagine esemplare della velocitร , del ยซvoloยป, e, dโ€™altro canto, รจ lโ€™arma magica per eccellenza (la freccia uccide da lontano). Impiegata nelle cerimonie di purificazione o dโ€™espulsione dei demoni, la freccia ยซuccideยป cosi come ยซallontanaยป e ยซespelleยป gli spiriti maligni.
Per la freccia come simbolo sia del ยซvoloยป sia della ยซpurificazioneยป

Prova di ciรฒ ne รจ che quando il tamburo รจ sostituito da un arco โ€“ come presso i Tartari Lebed e certi Altaici โ€“ noi ci troviamo sempre a che fare con un istrumento di musica magica e non con unโ€™arma antidemoniaca: non ci sono freccie e lโ€™arco viene utilizzato come un istrumento musicale monocorde.
Neanche i baqรงa kirghisi usano il tamburo per preparare la trance, ma usano il kobuz, che รจ uno strumento a corda.
E qui la trance, come negli sciamani siberiani, interviene mentre si danza sulla melodia magica del kobuz.
Come vedremo meglio in seguito, la danza riproduce il viaggio estatico dello sciamano in cielo.
Ciรฒ vuoi dire che la musica magica, come il simbolismo del tamburo e del costume sciamanico, come la stessa danza dello sciamano, sono altrettanti mezzi per intraprendere il viaggio estatico o per assicurarsi della buona riuscita di esso. I bastoni a testa equina che, del resto, i Buriati chiamano ยซcavalliยป, riconducono allo stesso simbolismo.

Confer “Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi”.
Mircea Eliade capitolo Il Tamburo Sciamanico pag. 192

Lo sciamanismo e le tecniche dellโ€™estasi Mircea Eliade

Frammenti Erร clito l’oscuro. ฮŸแฝฮบ แผฮผฮฟแฟฆ, แผ€ฮปฮปแฝฐ ฯ„ฮฟแฟฆ ฮปฯŒฮณฮฟฯ… non ascoltando me ma il logos….

ยซฮŸแฝฮบ แผฮผฮฟแฟฆ, แผ€ฮปฮปแฝฐ ฯ„ฮฟแฟฆ ฮปฯŒฮณฮฟฯ… แผ€ฮบฮฟฯฯƒฮฑฮฝฯ„ฮฑฯƒ [แฝฮผฮฟฮปฮตฮณฮตแฟ–ฮฝ] ฯƒฮฟฯ†ฯŒฮฝ แผฯƒฯ„ฮนฮฝ แผ’ฮฝ ฯ€ฮฌฮฝฯ„ฮฑ ฮตแผฐฮดฮญฮฝฮฑฮน.ยป
แผฉฯฮฌฮบฮปฮตฮนฯ„ฮฟฯ‚ แฝ แผ˜ฯ†ฮญฯƒฮนฮฟฯ‚
ยซNon ascoltando me, ma il logos, รจ saggio intuire che tutto รจ Uno, e che l’Uno รจ tutto.ยป
(Eraclito, Diels-Kranz, Fr. 50)

้“ๅฏ้“๏ผŒ้žๅธธ้“ Il Dao di cui si puรฒ parlare non รจ lโ€™eterno Dao

Giorgio Colli, chiarisce “eidรฉnai” ฮตแผฐฮดฮญฮฝฮฑฮน, indicaย  un “apprendere per immagini”, un “intuire”, evidenzia la tensione del antico mondo greco ad interpretare l’atto della conoscenza tramite la visione di qualcosa che “giร  รจ”, che “sempre รจ”

“แผฯฮผฮฟฮฝฮฏฮท แผ€ฯ†ฮฑฮฝแฝดฯ‚ ฯ†ฮฑฮฝฮตฯแฟ†ฯ‚ ฮบฯฮตฮฏฯƒฯƒฯ‰ฮฝ ยป
(Eraclito, fr. 54)
ยซ Lโ€™armonia invisibile รจ superiore allโ€™armonia visibile ยป

ฮบฯŒฯƒฮผฮฟฮฝ ฯ„ฯŒฮฝฮดฮต, ฯ„แฝธฮฝ ฮฑแฝฯ„แฝธฮฝ แผฯ€ฮฌฮฝฯ„ฯ‰ฮฝ, ฮฟแฝ”ฯ„ฮต ฯ„ฮนฯ‚ ฮธฮตแฟถฮฝ ฮฟแฝ”ฯ„ฮต แผ€ฮฝฮธฯฯŽฯ€ฯ‰ฮฝ แผฯ€ฮฟฮฏฮทฯƒฮตฮฝ, แผ€ฮปฮปแพฝ แผฆฮฝ แผ€ฮตแฝถ ฮบฮฑแฝถ แผ”ฯƒฯ„ฮนฮฝ ฮบฮฑแฝถ แผ”ฯƒฯ„ฮฑฮน ฯ€แฟฆฯ แผ€ฮตฮฏฮถฯ‰ฮฟฮฝ แผฯ€ฯ„ฯŒฮผฮตฮฝฮฟฮฝ ฮผฮญฯ„ฯฮฑ ฮบฮฑแฝถ แผ€ฯ€ฮฟฯƒฮฒฮตฮฝฮฝฯฮผฮตฮฝฮฟฮฝ ฮผฮญฯ„ฯฮฑ.

โ€œQuesto ordine, lo stesso per tutti, nessuno degli dei lo fece, nรฉ gli uomini, ma sempre era, ed รจ e sarร  fuoco sempre vivo, che con misura sโ€™accende e con misura si spegneโ€.

แผฉฯฮฌฮบฮปฮตฮนฯ„ฮฟฯ‚ แฝ แผ˜ฯ†ฮญฯƒฮนฮฟฯ‚ Colli, Giorgio. La Sapienza Greca Vol. III [1993]
แผฉฯฮฌฮบฮปฮตฮนฯ„ฮฟฯ‚ แฝ แผ˜ฯ†ฮญฯƒฮนฮฟฯ‚.Colli, Giorgio. La Sapienza Greca Vol. III [1993]

Eraclito, olio su tavola di Hendrick ter Brugghen, 1628, Rijksmuseum, Amsterdam
Eraclito, olio su tavola di Hendrick ter Brugghen, 1628, Rijksmuseum, Amsterdam

Folli, sciamani, folletti: la liminalitร , lโ€™alteritร  e lโ€™inversione rituale di Marco Maculotti

Un accattivanteย  excursus in cui Marco Maculotti , con grande abilitร  e acutezza, indaga campi inaspettati ed epoche lontane ,passando dallโ€™ambito iconografico del Folle/Giullare di epoca medievale a quello mitico-folklorico afferente a entitร ย altre quali lโ€™Uomo Selvatico, il Genio Cucullato e tutte le varie categorie di entitร  feriche delle varie tradizioni, ha cercato di inquadrare la figura profanizzata del Buffone/Giullare in un ordine di idee piรน tradizionale, che ha a che fare ritualmente con lโ€™ยซinversione ritualeยป tipica di alcune feste sacre quali i Saturnali romani….

folle giullare

Non si sa con esattezza quando sia nata la figura delย Folleย o delย Giullare: probabilmente anticamente era considerato una sorta di โ€œsfaccettaturaโ€ dello Sciamano, presentandosi questo come un individuo liminale, che viveva ai confini del consorzio sociale e spesso anche al limite della โ€œsanitร  psichicaโ€. Con tutta probabilitร  il suo personaggio e la sua iconografia si cristallizzarono a partire del Medioevo, con la nascita delle prime corti in cui cominciarono ad apparire queste ambigue figure.

La nostra ipotesi di lavoro, che in questa sede cercheremo di sviscerare al meglio delle nostre possibilitร , รจ che la figura medievale del Folle/Giullare sia โ€” come detto โ€” da una parteย una โ€œdegenerazioneโ€ di quella dellโ€™operatore sciamanicoย delle tradizioni piรน antiche, e dallโ€™altraย una antropomorfizzazione e profanizzazione di entitร  mitiche delle tradizioni antiche, vale a dire quelle entitร  a metร  strada tra lโ€™umano e il non-umano, quali Folletti, Uomini Selvatici e Demoni dellโ€™Altro Mondo, che non a caso venivano rappresentati fisicamente da danzatori mascherati durante le processioni deambulatorie del tipo deiย Charivari, da cui nacque il moderno Carnevale.

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Folli, sciamani, folletti: la liminalitร , lโ€™alteritร  e lโ€™inversione rituale

แฝˆฯฯ†ฮตฯฯ‚ Orpheus Orfeo

Artista per eccellenza, ”sciamano, capace di incantare animali e di compiere il viaggio dell’anima lungo gli oscuri sentieri della morte”, fondatore dell’Orfismo, foriero diย  Mito Amore, Arte, riti misterici …

misteri orfici

1024px-Orpheus_Thracians_Met_24.97.30

Pindaro che per primo riporta l’idea della natura divina della vita umana รจ un frammento, il 131 b, che cosรฌ recita:

ยซIl corpo di tutti obbedisce alla morte possente,
e poi rimane ancora vivente un’immagine della vita, poichรฉ solo questa
viene dagli dรจi: essa dorme mentre le membra agiscono, ma in molti sogni
mostra ai dormienti ciรฒ che รจ furtivamente destinato di piacere e sofferenza.ยป
Traduzione di Giorgio Colli, in La sapienza greca vol.1. Milano, Adelphi, 2005, p.127

Platone su riti Orfici

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Nell’Orfismo si riscontra per la prima volta un inequivocabile riferimento a un'”anima” ฯˆฯ…ฯ‡ฮฎ, psychรฉ, contrapposta al corpo ฯƒแฟถฮผฮฑ sลma e di natura divina.

Eric R. Dodds,ย  filologo classico, antropologo e grecista irlandese, ritiene di individuare questa origine nella colonizzazione greca del Mar Nero avvenuta intorno al VII secolo a.C.ย che consentรฌ alla cultura greca di venire a contatto con le cultureย sciamanicheย proprie dell’Asia centrale, in particolar modo con quellaย scita.

Schermata 2020-04-18 alle 00.46.58ABARIS FRECCIA APOLLO

Tale sciamanesimo fondava le proprie credenza sulle pratiche estatiche laddove perรฒ non era il dio a “possedere” lo sciamano quanto piuttosto era l'”anima” dello sciamano che aveva esperienze straordinarie separate dal suo corpo.

IPERBOREI

Dodds pone mette in evidenza la rilevanzaย  degli แผฐฮฑฯ„ฯฯŒฮผฮฑฮฝฯ„ฮตฯ‚ (“iatromanti”), veggenti e guide religiose, che, come Abari, giunsero dal Nord in Grecia trasferendo il culto di Apollo Iperboreo; o anche di alcuni Greci come Aristea, il quale, originario dell’Ellesponto, si trasferรฌ, almeno idealmente, nel Nord, sede delle sue percezioni sciamaniche.

ยซฯ„ฮฟแฟฆ ฮบฮฑแฝถ แฝฐฯ€ฮตฮนฯฮญฯƒฮนฮฟฮน ฯ€ฮฟฯ„แฟถฮฝฯ„ฮฟ แฝ„ฯฮฝฮนฮถฮตฯ‚ แฝ‘ฯ€แฝฒฯ ฮบฮตฯ†ฮฑฮปแพถฯ‚, แผ€ฮฝแฝฐ ฮด’แผฐฯ‡ฮธฯฮตฯ‚ แฝ€ฯฮธฮฟแฝถ ฮบฮฝฮฑฮฝฮญฮฟฯ… แผฮพ แฝ“ฮดฮฑฯ„ฮฟฯ‚ แผƒฮปฮปฮฟฮฝฯ„ฮฟ ฮบฮฑฮปแพถฮน ฯƒแฝบฮฝ แผ€ฮฟฮนฮดแพทฮนยป ยซSul suo capo volavano anche innumerevoli uccelli e diritti dalla profonditร  dell’acqua cerulea i pesci guizzavano in alto al suo bel canto.ยป
(Simonidesย fr. 40; PLG III p. 408)

Confer Eric R. Dodds, I Greci e l’irrazionale, Milano, Rizzoli, 2009,
ยซHo tentato fin qui di delineare il percorso di un’ereditร  spirituale, che muove dalla Scizia attraverso l’Ellesponto e passa per la Grecia d’Asia, si combina probabilmente con qualche residuo di tradizione minoica sopravvissuta a Creta, emigra verso il lontano Occidente con Pitagora e trova il suo ultimo autorevole rappresentante nel siciliano Empedocle. Questi uomini diffusero la credenza in un io separabile, che mediante tecniche adatte puรฒ staccarsi dal corpo anche durante la vita; in un io piรน antico del corpo, al quale esso sopravviverร .ยป.

dodds2

 

GIiorgio COLLI ORFICHESchermata 2020-04-18 alle 00.35.32

Schermata 2020-04-18 alle 00.48.04

 

Confer Giorgio Colliย  La Sapienza Greca Dioniso Apollo Eleusi Orfeo

giorgio colli la sapienza greca

 

Sugli Iperborei CONFER Giorgio ColliIPERBOREI

ฮฑแฝฮณแฟ‡ ฮบฮฑฮธฮฑฯแพท visione di Luce Pura ย ฮ ฮปฮฌฯ„ฯ‰ฮฝ, Platone

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ฮดฮนแฝฐ ฯ„แฝธ ฮผแฝด แผฑฮบฮฑฮฝแฟถฯ‚ ฮดฮนฮฑฮนฯƒฮธฮฌฮฝฮตฯƒฮธฮฑฮน. ฮดฮนฮบฮฑฮนฮฟฯƒฯฮฝฮทฯ‚ ฮผแฝฒฮฝ ฮฟแฝ–ฮฝ ฮบฮฑแฝถ ฯƒฯ‰ฯ†ฯฮฟฯƒฯฮฝฮทฯ‚ ฮบฮฑแฝถ แฝ…ฯƒฮฑ แผ„ฮปฮปฮฑ ฯ„ฮฏฮผฮนฮฑ ฯˆฯ…ฯ‡ฮฑแฟ–ฯ‚ ฮฟแฝฮบ แผ”ฮฝฮตฯƒฯ„ฮน ฯ†ฮญฮณฮณฮฟฯ‚ ฮฟแฝฮดแฝฒฮฝ แผฮฝ ฯ„ฮฟแฟ–ฯ‚ ฯ„แฟ‡ฮดฮต แฝฮผฮฟฮนฯŽฮผฮฑฯƒฮนฮฝ, แผ€ฮปฮปแฝฐ ฮดฮน ‘แผ€ฮผฯ…ฮดฯแฟถฮฝ แฝ€ฯฮณฮฌฮฝฯ‰ฮฝ ฮผฯŒฮณฮนฯ‚ ฮฑแฝฯ„แฟถฮฝ ฮบฮฑแฝถ แฝ€ฮปฮฏฮณฮฟฮน แผฯ€แฝถ ฯ„แฝฐฯ‚ ฮตแผฐฮบฯŒฮฝฮฑฯ‚ แผฐฯŒฮฝฯ„ฮตฯ‚ ฮธฮตแฟถฮฝฯ„ฮฑฮน ฯ„แฝธ ฯ„ฮฟแฟฆ ฮตแผฐฮบฮฑฯƒฮธฮญฮฝฯ„ฮฟฯ‚ ฮณฮญฮฝฮฟฯ‚: ฮบฮฌฮปฮปฮฟฯ‚ ฮดแฝฒ ฯ„ฯŒฯ„’ แผฆฮฝ แผฐฮดฮตแฟ–ฮฝ ฮปฮฑฮผฯ€ฯฯŒฮฝ, แฝ…ฯ„ฮต ฯƒแฝบฮฝ ฮตแฝฮดฮฑฮฏฮผฮฟฮฝฮน ฯ‡ฮฟฯแฟท ฮผฮฑฮบฮฑฯฮฏฮฑฮฝ แฝ„ฯˆฮนฮฝ ฯ„ฮต ฮบฮฑแฝถ ฮธฮญฮฑฮฝ, แผ‘ฯ€ฯŒฮผฮตฮฝฮฟฮน ฮผฮตฯ„แฝฐ ฮผแฝฒฮฝ ฮ”ฮนแฝธฯ‚ แผกฮผฮตแฟ–ฯ‚, แผ„ฮปฮปฮฟฮน ฮดแฝฒ ฮผฮตฯ„ ‘แผ„ฮปฮปฮฟฯ… ฮธฮตแฟถฮฝ, ฮตแผถฮดฯŒฮฝ ฯ„ฮตฮฝ
 
250b
 
Ora nelle copie terrene di giustizia e temperanza e nelle altre idee che sono preziose per le anime non c’รจ luce, ma solo alcune, avvicinandosi alle immagini attraverso gli oscuri organi di senso, vedono in esse la natura di ciรฒ che imitano, e questi pochi lo fanno con difficoltร . Ma in quel momento videro la bellezza splendere di luminositร , quando, con un coro beato  – seguiamo  Zeus, ed altri  qualche altro dio – videro l’apparizione e la visione benedette e furono iniziati a ciรฒ che รจ giustamente
chiamato
Charioteer_amphora_ca_505_BC_British_M_dtl_2.jpg
 
250C
 
ฮผฮฑฮบฮฑฯฮนฯ‰ฯ„ฮฌฯ„ฮทฮฝ, แผฃฮฝ แฝ ฯฮณฮนฮฌฮถฮฟฮผฮตฮฝ แฝฮปฯŒฮบฮปฮทฯฮฟฮน ฮผแฝฒฮฝ ฮฑแฝฯ„ฮฟแฝถ แฝ„ฮฝฯ„ฮตฯ‚ ฮบฮฑแฝถ แผ€ฯ€ฮฑฮธฮตแฟ–ฯ‚ ฮบฮฑฮบแฟถฮฝ แฝ…ฯƒฮฑ แผกฮผแพถฯ‚ แผฮฝ แฝ‘ฯƒฯ„ฮญฯแฟณ ฯ‡ฯฯŒฮฝแฟณ แฝ‘ฯ€ฮญฮผฮตฮฝฮตฮฝ, แฝฮปฯŒฮบฮปฮทฯฮฑ ฮดแฝฒ ฮบฮฑแฝถ แผฯ€ฮปแพถ ฮบฮฑแฝถ แผ€ฯ„ฯฮตฮผแฟ† ฮบฮฑแฝถ ฮตแฝฮดฮฑฮฏฮผฮฟฮฝฮฑ ฯ†ฮฌฯƒฮผฮฑฯ„ฮฑ ฮผฯ…ฮฟฯฮผฮตฮฝฮฟฮฏ ฯ„ฮต ฮบฮฑแฝถ แผฯ€ฮฟฯ€ฯ„ฮตฯฮฟฮฝฯ„ฮตฯ‚ แผฮฝ ฮฑแฝฮณแฟ‡ ฮบฮฑฮธฮฑฯแพท, ฮบฮฑฮธฮฑฯฮฟแฝถ แฝ„ฮฝฯ„ฮตฯ‚ ฮบฮฑแฝถ แผ€ฯƒฮฎฮผฮฑฮฝฯ„ฮฟฮน ฯ„ฮฟฯฯ„ฮฟฯ… แฝƒ ฮฝแฟฆฮฝ ฮดแฝด ฯƒแฟถฮผฮฑ ฯ€ฮตฯฮนฯ†ฮญฯฮฟฮฝฯ„ฮตฯ‚ แฝ€ฮฝฮฟฮผฮฌฮถฮฟฮผฮตฮฝ, แฝ€ฯƒฯ„ฯฮญฮฟฯ… ฯ„ฯฯŒฯ€ฮฟฮฝ ฮดฮตฮดฮตฯƒฮผฮตฯ…ฮผฮญฮฝฮฟฮน .
ฯ„ฮฑแฟฆฯ„ฮฑ ฮผแฝฒฮฝ ฮฟแฝ–ฮฝ ฮผฮฝฮฎฮผแฟƒ ฮบฮตฯ‡ฮฑฯฮฏฯƒฮธฯ‰, ฮดฮน ‘แผฃฮฝ ฯ€ฯŒฮธแฟณ ฯ„แฟถฮฝ ฯ„ฯŒฯ„ฮต ฮฝแฟฆฮฝ ฮผฮฑฮบฯฯŒฯ„ฮตฯฮฑ ฮตแผดฯฮทฯ„ฮฑฮน: ฯ€ฮตฯแฝถ ฮดแฝฒ ฮบฮฌฮปฮปฮฟฯ…ฯ‚, แฝฅฯƒฯ€ฮตฮต
 
780cbbbaa46ce946c4edbeb54689dea4
 
 
 
250C
 
il piรน benedetto dei misteri, che abbiamo celebrato in uno stato di perfezione, quando non avevamo esperienza dei mali che ci attendevano nel tempo a venire, essendo ammessi come iniziati alla vista di apparizioni perfette, semplici, calme e felici, che abbiamo visto nella luce pura, essendo noi stessi puri e non sepolti in ciรฒ che portiamo con noi e chiamiamo il corpo, in cui siamo imprigionati come un’ostrica nel suo guscio. 
 
Fedro ฮฆฮฑแฟ–ฮดฯฮฟฯ‚ฮ ฮปฮฌฯ„ฯ‰ฮฝ, Platone
 
 

โ€œPotremmo ipotizzare che lโ€™epopteia fosse un approfondimento nella forma della luce dellโ€™esperienza dellโ€™unitร  di tutte le cose giร  assaporata nella telete/myesis un consolidamento noetico di questo stato di coscienza,deputato dal tumulto emozionale, che contrasegnava il primo livello di iniziazione, tutto fondato sulla trance dinamica sollecitata dalla musica dal canto, dalla danza,dal caos:
Tutti modi per destrutturare, dionisicamente, lโ€™ego ordinario e consentire un viaggio ad interiora terrae che รจ condito sine qua non di un effettivo percorso di illuminazione mistica e sapienziale..โ€

 Confer
Angelo Tonelli 
in Attraverso Oltre
pag. 38 Eleusis

Lโ€™iniziazione ai misteri di Eleusi difatti culminava in una ฮตฯ€ฮฟฯ€ฯ„ฮตฮฏฮฑ โ€œepopteiaโ€, in una visione mistica di beatitudine e purificazione, che in qualche modo puรฒ venir chiamata conoscenza. Tuttavia lโ€™estasi misterica, in quanto si raggiunge attraverso un completo spogliarsi dalle condizioni dellโ€™individuo, in quanto cioรจ in essa il soggetto conoscente non si distingue dallโ€™oggetto conosciuto, si deve considerare come il presupposto della conoscenza, anzichรฉ conoscenza essa stessa.”

Giorgio Colli

note

La cerimonia dellโ€™iniziazione  teletรฉ (ฯ„ฮตฮปฮตฯ„ฮฎ)  collegata significativamente di tรฉlos (ฯ„ฮญฮปฮฟฯ‚) che significa โ€˜fineโ€™, โ€˜compimentoโ€™, โ€˜realizzazioneโ€™, ma anche โ€˜pieno sviluppoโ€™, โ€˜perfezioneโ€™, e dunque, di nuovo: rito, festa, mistero.(ฯ„ฮตฮปฮตฯ…ฯ„ฮฎ), in oltre โ€˜fineโ€™, โ€˜compimentoโ€™ ma anche โ€˜morteโ€™: per questo dire โ€˜iniziazioneโ€™ era come dire โ€˜morteโ€™, cioรจ passaggio (e ritorno) della psiche al mondo che le รจ proprio, cioรจ alla dimensione metafisica.

Lโ€™esperienza mistica culminante di tutto il processo iniziatico, il piรน alto grado dei misteri eleusini, era indicata col termine epoptรฉia (ฮตฯ€ฮฟฯ€ฯ„ฮตฮฏฮฑ) composto da epรญ (ฮตฯ€ฮฏ), preposizione che significa: โ€˜suโ€™, โ€˜sopraโ€™, โ€˜in altoโ€™, e dal verbo optรฉuo (ฮฟฯ€ฯ„ฮตฯฯ‰) che significa โ€˜vedere’ lโ€™epรณptes (ฮตฯ€ฯŒฯ€ฯ„ฮทฯ‚) era sia lโ€™officiante dei misteri che lโ€™iniziato del grado piรน elevato. Lโ€™aggettivo epoptikรณs (ฮตฯ€ฮฟฯ€ฯ„ฮนฮบฯŒฯ‚) significava  โ€˜concernente i misteriโ€™, โ€˜esotericoโ€™, โ€˜contemplativoโ€™ ed โ€˜epopticheโ€™ erano definite in Grecia le filosofie che assumevano come loro compito specifico lโ€™introdurre a quella diretta conoscenza/esperienza metafisica che รจ lo scopo esplicito dei misteri.

Colui che veniva iniziato veniva chiamato mystes (ฮผฯฯƒฯ„ฮทฯ‚) ed era introdotto alla sacra conoscenza dai mystagogรฒi (ฮผฯ…ฯƒฯ„ฮฑฮณฮฟฮณฯŒฮน, termine composto con il verbo ฮฌฮณฯ‰ che significa: conduco

Confer

Attilio Quattrocchi ”Le parole del sacro nella tradizione misterica”

Accademia Platonica

Risveglio del dormiente incubazione แผฮณฮบฮฟฮฏฮผฮทฯƒฮนฯ‚, enkoimesis

ฮคฮฑแฝฯ„แฝธ ฯ„ฮ„แผ”ฮฝฮน ฮถแฟถฮฝ ฮบฮฑแฝถ ฯ„ฮตฮธฮฝฮทฮบแฝธฯ‚ ฮบฮฑแฝถ แผฮณฯฮทฮณฮฟฯแฝธฯ‚ ฮบฮฑแฝถ ฮบฮฑฮธฮตแฟฆฮดฮฟฮฝ ฮบฮฑแฝถ ฮฝฮญฮฟฮฝ ฮบฮฑแฝถ ฮณฮทฯฮฑฮนฯŒฮฝยท ฯ„ฮฌฮดฮต ฮณแฝฐฯ ฮผฮตฯ„ฮฑฯ€ฮตฯƒฯŒฮฝฯ„ฮฑ แผฮบฮตฮนฮฝฮฌ แผฯƒฯ„ฮน ฮบแผ€ฮบฮตแฟ–ฮฝฮฑ ฯ€ฮฌฮปฮนฮฝ ฮผฮตฯ„ฮฑฯ€ฮตฯƒฯŒฮฝฯ„ฮฑ ฯ„ฮฑแฟฆฯ„ฮฑ.ยป ยซรˆ la medesima realtร  il vivo e il morto, il desto e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli, e quelli di nuovo mutando son questi.ยป
แผฉฯฮฌฮบฮปฮตฮนฯ„ฮฟฯ‚ แฝ แผ˜ฯ†ฮญฯƒฮนฮฟฯ‚

(Eraclito, frammento 88)

Rito dal carattere fortemente misterico,

Mistero mystแธ•rionย ฮผฯ…ฯƒฯ„ฮฎฯฮนฮฟฮฝ deriva daย ย mรฝstฤ“sย  ฮผฯฯƒฯ„ฮทฯ‚ iniziato derivante da ฮผฯฯ‰ mรฝo; “celare”, l’atto di socchiudere gli occhi, come le labbra e concentrarsi nel buio e nel silenzio per entrare in una zona intima lontana dal quotidiano.

Il verbo ฮผฯฯ‰ myo detiene anche un altra accezione acquetrasi ,calmarsi, un termine cheย  cela l’esito della ritualitร .

Nell’โ€™incubazione, รจ una parola latina che proviene dal greco แผฮณฮบฮฟฮฏฮผฮทฯƒฮน:dormire nel tempio.

”ฮ‘แฝ•ฯ„ฮท ฮผแฝฒฮฝ แผกฮผแฟ–ฮฝ แผกฯ€ฮฏฯ„ฯฮนฯ€ฯ„ฮฟฯ‚ ฮฟแผดฯ‡ฮตฯ„ฮฑฮน.

โ€‡ย แผ˜ฮณแฝผ ฮดแฝฒ ฮบฮฑแฝถ ฯƒฯ ฮณ ‘แฝกฯ‚ ฯ„ฮฌฯ‡ฮนฯƒฯ„ฮฑ ฯ„แฝธฮฝ ฮธฮตแฝธฮฝ

แผฮณฮบฮฑฯ„ฮฑฮบฮปฮนฮฝฮฟแฟฆฮฝฯ„ ‘แผ„ฮณฯ‰ฮผฮตฮฝ ฮตแผฐฯ‚ แผˆฯƒฮบฮปฮทฯ€ฮนฮฟแฟฆ.”

Aristofane 620 Plutus

La procedura avvicina alla morte attraverso il sonno con una trance iniziatica atta a volgerla in vita.
Lโ€™uomo chiude gli occhi e realizza una trance di tipo sciamanico: si separa dal mondo esterno ed entra in un livello profondo, nascosto ai piรน, oscurato durante il giorno.
Egli raggiunge uno speciale distacco, lo stato di ยซsonno visionarioยป, estatico per tornare alla vita rinnovato.

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Zamenis longissimus, conosciuto come serpente del bastone di Asclepio

Asklepieia แผˆฯƒฮบฮปฮทฯ€ฮนฮตแฟ–ฮฟฮฝ era un tempio di guarigione, sacro al dio Asclepio, แผˆฯƒฮบฮปฮทฯ€ฮนฯŒฯ‚ il dio greco della medicina.
Questi templi di guarigione erano un luogo in cui i pazienti venivano visitati per ricevere una cura o una sorta di guarigione, sia essa spirituale o fisica, originariamente si realizzarono diverse pratiche di cura e che in seguito si convertirono in luoghi dove si praticava il contatto con il sacro.

Lโ€™isola Tiberina tempio di Esculapio Roma
Lโ€™isola Tiberina tempio di Esculapio Roma

Asclepio, แผˆฯƒฮบฮปฮทฯ€ฮนฯŒฯ‚ย Esculapioย era rappresentato come unย ย semidioย e dunque uomo mortale perย Omero, si diceva fosse stato istruito nellaย medicinaย dal centauroย Chirone o che avesse ereditato tale proprietร  dal padre Apollo

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Kylix attica a sfondo bianco attribuita al Pittore Pistoxenos con Apollo seduto che indossa una corona di alloro o mirto, un peplo bianco e un mantello rosso. Tiene nella mano sinistra la cetra la cui cassa รจ un guscio di tartaruga, mentre con la mano destra offre una libagione. Di fronte a lui sta il corvo (Museo Archeologico di Delfi, V secolo. a.C.)

Era unย  Iatromante แผฐฮฑฯ„ฯฯŒฮผฮฑฮฝฯ„ฮนฯ‚ significato letterale “veggente medico” o uomo di medicina“.
Lo iatromante, una forma diย 
sciamanoย greco, รจ collegato ad altre figure semimitiche comeย Abaris,Aristea,ย Epimenide, e Hermotimus.

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Secondo Peter Kingsley,ย  ed altri studiosi tra cui Angelo Tonelli, le figure degli iatromanti appartenevano a una piรน ampia tradizione sciamanica greca e asiatica con origini inย Asia centrale.

Una tavoletta dedicata al dio Asclepio dopo lโ€™avvenuta guarigione di una malattia al viso
Una tavoletta dedicata al dio Asclepio dopo lโ€™avvenuta guarigione di una malattia al viso

La principale pratica estatica e meditativa di questi profeti-guaritori era l’incubazioneย (แผฮณฮบฮฟฮฏฮผฮทฯƒฮนฯ‚,ย enkoimesis).

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L’incubazione avrebbe consentito a un essere umano di sperimentare un quarto stato di coscienza diverso dal sonno, dal sognoย o dal risveglio normale: uno stato che Kingsley descrive come “coscienza stessa” e paragona alย Turฤซyaย oย Samฤdhiย dell’Indiaย delle tradizioni yogiche.

Laย Mฤแน‡แธลซkya Upaniแนฃadย definisce laย turiyaย cosรฌ come segue:

ยซIl quarto stato non รจ quello che รจ conscio dell’oggetto nรฉ quello che รจ conscio del soggetto, nรฉ quello che รจ conscio di entrambi, nรฉ la semplice coscienza, nรฉ la massa completamente senziente, nรฉ quella completamente all’oscuro. รˆ invisibile, trascendente, la sola essenza della coscienza di sรฉ, il completamento del mondo.ยป

Confer

Peter Kingsley,ย In the Dark Places of Wisdom, The Golden Sufi Center, 1999, pp.ย 255,ย ISBNย 1-890350-01-X.

Martin Litchfield West Professore, accademico e autore sostenitore del rapporto della letteratura greca con l’Oriente e, per diversi decenni, culminando con il suo capolavoroย The East Face of Heliconย (1997), sosteneva la presenza di influssi sciamanici nella arcaica cultura greca.

Platone afferma riguardo Apollo e i suoi seguaci
โ€œin veritร  scoprรฌ lโ€™arte del tiro con lโ€™arco, la medicina, la divinazioneโ€
si puรฒ ricostruire per questi personaggi uno sfondo favoloso, un quadro sciamanico”

ย Giorgio Colli โ€œLa Sapienza Grecaโ€

Angelo Tonelliย  Attraverso Oltre (Moretti&Vitali)

 

 

Nell’incubazione dedicata a Trofonioย  ฮคฯฮฟฯ•แฝฝฮฝฮนฮฟฯ‚ย appaiono le prime costruzioni dove il praticante pernottava per ricevere la cura durante il sonno.
Consisteva fondamentalmente in un procedimento di โ€œingresso alle viscere della terraโ€ (Katabasis) e di uscita (Anabasis) alla fine dell’esperienza.
Prima dell’apparizione delle costruzioni si utilizzavano caverne naturali in zone montuose e boscose. Pausania ne descrive una, oggi perfettamente localizzabile in un luogo vicino alla cittร  di Zara, in Croazia.

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Gli attributi di Trofonio erano il nido d’api, la pianta d’alloro, i papaveri e un cigno in volo.

L’incubazione si praticava dopo vari giorni di digiuno e meditazione.
Secondo Plutarco ( nel De genio Socratis), durante l’incubazione, il praticante permaneva in uno stato di semi-incoscienza (dormiveglia) durante il quale si operava la guarigione.
I preliminari dell’incubazione includevano una serie di complicate operazioni e pratiche devozionali orientate a ottenere uno stato di purificazione e la grazia da alcune divinitร .
In questa fase la divinazione svolgeva una funzione importante in quanto determinava l’opportunitร  di entrare o non entrare nella caverna.
Se entrava, l’interessato doveva offrire ai serpenti (un tipo specifico, Zamenis longissimus, conosciuto come serpente di Asclepio) che si trovavano all’interno, parte di un dolce (chiamato โ€œpopanaโ€ o anche โ€œaidolaโ€) fatto con farina di
orzo, miele, semi di papavero e acqua. esculapio.jpg
La parte che avanzava la mangiava egli stesso.
Il praticante era accompagnato durante tutto il rituale da assistenti che poi interpretavano l’esperienza vissuta dal soggetto.
In alcuni casi l’incubazione poteva durare piรน di un giorno.
confer

” Le pratiche di incubazione nell’antica Grecia”
Daniel Bustos Centro di Studi Parchi di Studio e Riflessione – Attigliano Marzo 2013

ฯ„ฮฌ ฮผฯ…ฯƒฯ„ฮฎฯฮนฮฑ mysterionย ฮผฯ…ฯƒฯ„ฮฎฯฮนฮฟฮฝ i misteri greci

ฮจฯ…ฯ‡แฝด ฯ€แพถฯƒฮฑ แผ€ฮธฮฌฮฝฮฑฯ„ฮฟฯ‚.ย ฯ„แฝธ ฮณแฝฐฯ แผ€ฮตฮนฮบฮฏฮฝฮทฯ„ฮฟฮฝ แผ€ฮธฮฌฮฝฮฑฯ„ฮฟฮฝ ยท ฯ„แฝธ ฮดแพฝ แผ„ฮปฮปฮฟ ฮบฮนฮฝฮฟแฟฆฮฝ ฮบฮฑแฝถ แฝ‘ฯ€แพฝ แผ„ฮปฮปฮฟฯ… ฮบฮนฮฝฮฟฯฮผฮตฮฝฮฟฮฝ, ฯ€ฮฑแฟฆฮปฮฑฮฝ แผ”ฯ‡ฮฟฮฝ ฮบฮนฮฝฮฎฯƒฮตฯ‰ฯ‚ ฮฝแผ”ฯ‡แฟฆย ฮผฯŒฮฝฮฟฮฝ ฮดแฝด ฯ„แฝธ ฮฑแฝ‘ฯ„แฝธ ฮบฮนฮฝฮฟแฟฆฮฝ, แผ…ฯ„ฮต ฮฟแฝฮบ แผ€ฯ€ฮฟฮปฮตแฟ–ฯ€ฮฟฮฝ แผ‘ฮฑฯ…ฯ„ฯŒ, ฮฟแฝ”ฯ€ฮฟฯ„ฮต ฮปฮฎฮณฮตฮน ฮบฮนฮฝฮฟฯฮผฮตฮฝฮฟฮฝ, แผ€ฮปฮปแฝฐ ฮบแฝ…แฝถฮปฮน

ฮ ฮปฮฌฯ„ฯ‰ฮฝ, 427-347 ฯ€.ฮง., ฮฆฮนฮปฯŒฯƒฮฟฯ†ฮฟฯ‚

(ฮฑฯ€ฯŒ ฯ„ฮฟฮฝ ฮฆฮฑฮฏฮดฯฮฟ)

Ogni anima (รจ) immortale. Infatti, ciรฒ che si muove sempre (รจ) immortale; ciรฒ che invece muove altro ed รจ mosso da altro, quando ha la cessazione del movimento, ha la cessazione della vita.

Platone Fedro 245c 245a

Tutte le anime che non sono state iniziate provando un grande tormento si allontanano dalla visione dellโ€™Essere e, essendosi del tutto distaccate dalla Veritร  si nutrono con il cibo dellโ€™opinione. Ma a causa di ciรฒ esse provano una grande e tormentosa difficoltร  a vedere la pianura della veritร  e scoprire dovโ€™รจ: il pascolo che si addice alla parte migliore dellโ€™anima si trae appunto dalla prateria di lassรน, e di questa si nutre la natura delle penne e delle piume da cui lโ€™anima, resa leggera, viene sollevataโ€

Platone,ย Fedro, 244 e โ€“ 245

ฮคฮ‘ ฮŸฮกฮฆฮ™ฮšฮ‘ ฮœฮฅฮฃฮคฮ—ฮกฮ™ฮ‘ ฮ•ฮ™ฮฮ‘ฮ™ ฮ— ฮจฮฅฮงฮ— ฮคฮ—ฮฃ ฮ•ฮ›ฮ›ฮ‘ฮ”ฮŸฮฃ
ฮคฮ‘ ฮŸฮกฮฆฮ™ฮšฮ‘ ฮœฮฅฮฃฮคฮ—ฮกฮ™ฮ‘ ฮ•ฮ™ฮฮ‘ฮ™ ฮ— ฮจฮฅฮงฮ— ฮคฮ—ฮฃ ฮ•ฮ›ฮ›ฮ‘ฮ”ฮŸฮฃ

โ€˜Misteriโ€™ designa diverse โ€˜formeโ€™ di culto proprie dellโ€™antichitร  greca i cui โ€˜ritualiโ€™, le cui โ€˜dottrineโ€™, le cui โ€˜esperienzeโ€™ erano rigorosamente tenuti segreti, riservate agliย ย iniziati, i qualiย avevano l’obbligo di nonย profanareย il segreto, che doveva rimanere ineffabile, l’obbligo del silenzioย ย esuchรฌaย  ฮทฯƒฯ…ฯ‡ฮฏฮฑ, definiva ancheย  i significati di โ€˜calmaโ€™, โ€˜tranquillitร โ€™, โ€˜quieteโ€™, โ€˜paceโ€™, โ€˜riposoโ€™ e si associava il concetto che lโ€™esperienza misterica tale da non poter essere โ€˜rivelataโ€™ o โ€˜descrittaโ€™ neanche volendolo fare.

Oreste a Delfi, la Pizia, il treppiede. Cratere con figure rosse, circa 330 a.C. AD
Oreste a Delfi, la Pizia, il treppiede. Cratere con figure rosse, circa 330 a.C. AD

ย Mysterionย ฮผฯ…ฯƒฯ„ฮฎฯฮนฮฟฮฝ, nella consuetudine greca, generalmente usato al plurale tร  mystรจriaย (ฯ„ฮฌ ฮผฯ…ฯƒฯ„ฮฎฯฮนฮฑ), derivare dal verboย myoย ฮผฯฯ‰ che significa โ€˜chiudere gli occhi e le labbraโ€™ ma anche, per traslato, โ€˜essere calmoโ€™, โ€˜rimanere silenziosoโ€™,ย molti sono i riferimenti in variegate culture all’importanza dell’acuire i sensi tramite l’ascolto silenzioso.
Vi รจ una probabile connessione con arcaicaย  radice indoeuropea โ€˜muโ€™ che indicava il dito posto sulle labbra per intimare il silenzio, radice che รจ anche alla base dei verbi latiniย mussoย eย muttio, che vogliono dire appunto โ€˜tacereโ€™, โ€˜balbettareโ€™ e dellโ€™aggettivo, usato anche come sostantivo,ย mutus.

ฮคฮฑ ฮ•ฮปฮตฯ…ฯƒฮฏฮฝฮนฮฑ ฮœฯ…ฯƒฯ„ฮฎฯฮนฮฑ
ฮคฮฑ ฮ•ฮปฮตฯ…ฯƒฮฏฮฝฮนฮฑ ฮœฯ…ฯƒฯ„ฮฎฯฮนฮฑ

 

 

 

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