Il termine Qi gong /kiko si riferisce a una serie di pratiche e di esercizi collegati alla medicina tradizionale cinese e in parte alle arti marziali che prevedono la meditazione, la concentrazione mentale, il controllo della respirazione e particolari movimenti di esercizio fisico. Tale disciplina si pratica generalmente per il mantenimento della buona salute e del benessere sia fisici sia psicologici, tramite la cura e l’accrescimento della propria energia interna (氣 qi).
Ammirare l’incendio sulla riva opposta 隔岸观火 Gé àn guān huǒ
Sei per sei trentasei 六六三十六
Nell’I Ching 易经 “sei” è il numero dello Yin 陰 associato all’oscurità e in questa opera si riferisce, per estensione, ai metodi oscuri della strategia militare I trentasei stratagemmi sono un trattato di strategia militare cinese descrive una serie di astuzie usate in guerra, in politica e nella vita sociale, spesso tramite mezzi non ortodossi e ingannevoli. Il testo è stato scritto probabilmente durante la Dinastia Ming (1366-1610).
Lo yang 陽 il disaccordo e precede il kaos, lo yin 陰 in attesa dello sviluppo contrario. La furia (nemica) si sfrena e volge le armi contro se stessa. Quando il movimento segue la tendenza naturale dello sviluppo nasce l’entusiasmo e l’entusiasmo reca armonia all sviluppo naturale del movimento.
Essendo in ordine, si attenda il disordine ,essendo tranquilli, ci si aspetti l’agitazione.
Nello stratagemma XI pace e XII stagnazione il disordine nasce in periodo di pace l’ordine torna inevitabilmente dopo un periodo di caos. Così l’ordine e il caos si alternano e nascono l’uno dall’altro. Nella descrizione dell’esagramma numero III iniziali difficoltà nel classico dei Mutamenti 易經 dice
“Da tale vuoto assoluto… sboccia meravigliosamente l’azione”
TakuanSōhō 沢庵 宗彭 Maestro zen
“Lo zen e il tiro con l’arco” di Eugen Herrigell
La Pratica assidua delle discipline meditative dinamiche-statiche facilita le immersioni in se stessi, offre l’occasione, rara ,di entrare in contatto con le dimensioni interiori energetiche emozionali, a tratti emerge uno stato di vuoto, una sorgente sconosciuta, da esplorare a cui abbandonarsi per rigenerarsi, nella ricerca della centratura, nel sentire, nel respirare, nell’evocare o far sgorgare suoni aprendo qualche varco in ciò che è implicito e non manifesto, non visibile, un attimo di presenza mentale oltre le nebbie della Lila लीला
“Il vuoto in sé può essere concepito come un ‘Campo di campi’ o più poeticamente, come un mare di potenzialità.
Esso non contiene particelle e tuttavia tutte le particelle sorgono come eccitazioni …al suo interno. Il vuoto è il substrato di tutto ciò che è.”
Danah Zohar – L’Io ritrovato, Sperlink & Kupfer
“La padronanza della propria mente,
ribelle, capricciosa, vagabonda,
è la Via verso la Felicità.
Il Saggio osserva continuamente
i propri pensieri, che sono sottili, elusivi ed erranti.
Questa è la Via verso la Felicità.”
Amo combattere e sono onorato di poter condividere questa passione con individui che provano lo stesso brivido di euforia εὐφορία ed entusiasmo ἐνϑουσιασμός nei loro occhi frementi di Furor e nel loro cuore infiammato dalla mischia fuori dal tempo, viviamo ed incarniamo gli ARCHETIPI insopprimibili senza Tempo
Sono GRATO alla Vita di poter praticare ancora con lo stesso Fuoco Eterno di sempre dalle steppe alle lande desolate, sulle scogliere nei boschi o nel profondo delle foreste…. Grazie fratelli e sorelle d’arme e di sangue
Gli Dei Marziali ierofanie del Tutto vi benedicano
Saldo lo Spirito la mano sia Forte e la Quiete Interiore vi accompagni nella lotta
Ogni colpo che tiraiamo sia forza per vincere le paure che ci spengono
Ogni colpo che prendiamo sia l’ Onore di chi non si arrende fino alla fine
Oggi ogni mio singolo arto e segmento era provato dal dolore ma qualcosa di antico mi ha avvolto in una Magia, ciò mi commuove e mi lascia stupito L’invisibile agisce in modo impensabile.
“I saggi dei tempi antichi utilizzavano stare in piedi sulla terra, sostenendo il cielo, controllando lo yin e lo yang, la respirazione con l’essenza del qi per custodire lo spirito, con il corpo per formare un’ unita’
“Classico del Imperatore Giallo” Trattato medicina tradizionale cinese.
Suwen 素問 ”Domande semplici” e lo Huangdi Neijing Lingshu
“Perno spirituale” Lingshu 靈樞.
Sapere come rilassarsi, come creare uno spazio di quiete mentale e fisica durante le vicissitudini della vita quotidiana è un’abilità importantissima da acquisire. Si possono riscontare numerosissimi effetti benefici a vario livello fisico, sistema cardiovascolare e muscolare tendineo, mentale, sistema nervoso, interiore psico-fisico, stati di quiete e benessere.
智者之养生也,必顺四时而适寒暑,和喜怒而安居处 “Il saggio per nutrire il principio vitale si conformerà alle quattro stagioni, si adatterà al caldo e al freddo, armonizzerà gli eccessi di gioia e rabbia e condurrà una vita tranquilla” (Suwen 素问 in Zhang 张)
Il fattore decisivo è la capacità di rilassarti, di entrare in uno stato di abbandono delle tensioni attivare Fang Song 放 松 l’arte del rilassamento attivo. 入靜 Rujing formata dagli ideogrammi/caratteri 靜 jìng che vuol dire quiete, pace, calma e dall’ideogramma 入 rù che letteralmente significa entrare ,in uno stato o paese straniero, andare in un luogo ….significa entrare nel territorio della quiete
Ciò si traduce in un costante drenaggio della nostra energia. Con un corretto allineamento, la struttura dello scheletro crea un vaso naturale per noi per mantenere e coltivare un serbatoio di energia che circola attorno ai meridiani del corpo . L’obiettivo di questa pratica è di mantenere il corpo in una posizione rilassata, estesa e aperta.La tua mente tenderà ad accedere ad uno stato di quiete ma a restare attiva e vigile. Sebbene inizialmente ci voglia molta pazienza, perseveranza e costanza per raggiungere la postura corretta, accadrà con la pratica che con uno sforzo minimo si potrà mantenere questa postura
”La mente può capire il definito ma non l’indefinibile”
Giuseppe Perteghella
Tempio di Borobudur monumento buddhista Mahāyāna risalente circa all’800 d.C. situato in Indonesia (isola di Giava )
千ヨクレイ
Trascrizione in katakana, in Giappone vengono utilizzati tre diversi tipi di scrittura: lo hiragana (平仮名), il katakana (片仮名) e i kanji (漢字). I primi due costituiscono la scrittura autoctona fonetica, detta kana, il terzo è rappresentato dai caratteri ideografici di origine cinese.Il Katakana è distinguibile dallo hiragana per le sue forme rigide e angolose, ben diverse dai tratti arrotondati dell’altro sillabario: scritti con i rispettivi sistemi, avremo katakana カタカナ e hiragana ひらがな. “Katakana” significa “carattere prestato di frammento”, con riferimento all’origine dagli ideogrammi, prendendo una sola parte dell’ideogramma completo.I katakana spesso sono caratteri che in genere servono a trascrivere termini stranieri. Le scuole legate a discipline esoteriche spesso attingono a un patrimonio variegato di tradizioni, compresa la nozione di mantra che appartiene al retroterra induista del buddhismo.
Tempio di Borobudur monumento buddhista Mahāyāna risalente circa all’800 d.C. situato in Indonesia (isola di Giava )
Molti mantra buddhisti in cinese e giapponese sono riprodotti dall’originale sanscrito, pali o brahmi (tutte antiche lingue indiane) trascrivendone in modo approssimato i suoni in caratteri cinesi, quindi scandendoli in sillabe senza necessariamente rendere il significato. Questa trascrizione in caratteri prende pronunce diverse in coreano e giapponese, lingue in cui tali mantra possono anche essere trascritti in alfabeti sillabici, corrompendo ulteriormente il suono dell’originale indiano.
Inoltre, mancando i caratteri cinesi, non è più tanto facile risalire ai concetti cui si faceva riferimento.
鞍馬山 Kurama-yama
L’elemento iniziale
Composto fono-semantico (形 聲, OC * sn̥ʰiːn): semantico 一 (“uno, che significa un numero”) + fonetico 人 (OC * njin). Le vecchie pronunce cinesi di 千 (OC * sn̥ʰiːn) e 人 (OC * njin) erano simili. Per il componente 人, confronta la sua forma combinata 亻.
La spiegazione tradizionale sostiene che la linea in più indica un’estensione (vedere le etimologie di 年 e 延). 千 ha il significato di mille perché mille è un numero che si raggiunge estendendo il proprio conteggio.
2. ヨ (romajiyo) チョ cho
3. ク (romajiku)
4.レイ Katakana finale è 靈 Rei レ reイ i
carattere Han 靈 (radicale 173雨+16, 24 colpi la composizione ⿱ 霝巫 ) lo spirito , l’anima, mondo spirituale, atmosfera spirituale
Hanzi
靈 semplificato 灵 , Yale ling
靈 Giapponese kanji REI
Altre Teorie:
“per ordine dell’Imperatore”
Si riferisce a un editto, un proclama o un ordine imperiale
ma scritto con altri Kanji
può essere tradotto come “spirito diretto (i)”, o più concettualmente come qualcosa come: “Alla presenza dello / degli spirito / i” kami .
“Un metodo d’esercizio del wushu e del qigong. Il corpo è eretto, le quattro membra conservano una specifica posizione, traendo sostegno dal respiro, al fine di rafforzare la funzionalità degli organi interni, della circolazione del sangue e del qi, dei muscolo e delle ossa.
Quando ci si esercita si raccoglie e concentra il pensiero, il respiro è naturale, si sta eretti e immobili, la parte alta del corpo è vuota mentre quella bassa è piena, come un tronco d’albero, da ciò deriva il nome.
Quindi sì, puoi immaginare un tronco d’albero con le sue radici, tagliato ad altezza d’uomo.
“L’intenzione è liberata dalla forma, la forma si manifesta a partire dall’intenzione, ….
La postura segue l’’intenzione, la forza è emessa a partire dall’intenzione.”
以形取意, 以意象形, 形随意转, 意自形生, 式随意从, 力由意发
Zhan Zhuang 站 樁功
意拳 Yi Quan (pugilato della intenzione) o Da Cheng Quan 大成拳 (via del grande conseguimento) è un metodo psicofisico marziale e di coltivazione del Benessere e dell’Equilibrio,l’essenza di Da Cheng Quan è di rompere le rigide strutture imposte nelle altre arti interne, sempre, ovviamente, aderendo ai concetti essenziali della postura, cioè “connettere e radicare il corpo”.
L’effetto dell’allenamento è quello di produrre una mente forte, vivace, indipendente e individuale.
La convinzione è che nessuna forma è la forma più forte.
Il fondatore di questo metodo fu il celebre Maestro Wang Xiang Zhai (1886-1963), considerato il “Grande Riformatore delle arti marziali cinesi”, che dedicò l’intera vita alla ricerca delle origini dimenticate delle arti marziali.
Il metodo prende come base le posture statiche (站桩, Zhanzhuang) dello Xingyiquan; comprende un esercizio di spostamento detto Mocabu (摩擦步) o Zuobu (走步), degli esercizi per sentire la forza detti Shili (试力), i suoni detti Shisheng (试声), per emettere la forza detti Fali (发力), le spinte con le mani dette Tuishou (推手), la pratica del combattere da soli o Dan Caoshou (单操手) e la pratica del combattimento libero o Sanshou (散手).
太氣拳 Taikiken Boxe della suprema Energia è un’arte marziale giapponese, creata dal maestro Kenichi Sawai 健一澤井 (1903–1988)
La disciplina si ispira all’ Yi Quan 意拳 uno stile sviluppato negli anni 30 del ventesimo secolo dal maestro Wang Xiang Zhai 王薌齋 (Shenxian, 24 novembre 1885 – Tientsin, 12 luglio 1963) Il maestro Sawai era un abile marzialista, esperto sia nel judo, che nel Kendo Si narra che Kenichi visitò Pechino nel 1939 per sfidare Wang Xiangzhai , e fece diversi tentativi per sconfiggere Wang, incluso uno in cui ha combattuto con uno shinai mentre Wang ha usato solo un bastone. Tuttavia, Kenich è stato decisamente sconfitto ogni volta. Kenichi successivamente ha fatto domanda per studiare sotto Wang, ed è stato accettato. Tuttavia, praticamente tutto il suo addestramento è stato fornito dallo studente di Wang, Yao Zongxun.
立禅 RITZU ZEN
Lo stile è una rielaborazione di quanto imparato dal maestro Sawai nelle arti cinesi, molti suo allievi erano provenienti del Karate Kyokushinkai, fondato dal maestro Mas Oyama, forma di karate a contatto pieno.
Il maestro Sawai non fondò mai un Dojo, insegnava la propria arte agli allievi nei parchi pubblici, spesso in abiti civili.
La disciplina si focalizza sull’importanza dello sviluppo dei movimenti naturali del corpo, per migliorare la percezione dello spazio del praticante, l’equilibrio e la forza.
Le tecniche vengono eseguite con movimenti lenti e precisi, alle quali si accompagnano repentini scatti per assestare colpi potenti.
立禅 RITZU ZEN
Lo studio della pratica e suscitare e coltivare il ki 氣 , per indurlo a fluire nella pratica consentendo ai movimenti di divenire quanto più spontanei possibili ma, al contempo, di poter richiamare tutta la forza possibile quando necessario, per sferrare il colpo.
Il metodo sviluppa le capacità del praticante di usare la mente per “immaginare” i movimenti, allenando simultaneamente corpo, mente e spirito. La tecnica fluisce in modo quasi “inconscio”, come movimento istintivo allo stimolo ricevuto.