Il termine Qi gong /kiko si riferisce a una serie di pratiche e di esercizi collegati alla medicina tradizionale cinese e in parte alle arti marziali che prevedono la meditazione, la concentrazione mentale, il controllo della respirazione e particolari movimenti di esercizio fisico. Tale disciplina si pratica generalmente per il mantenimento della buona salute e del benessere sia fisici sia psicologici, tramite la cura e l’accrescimento della propria energia interna (氣 qi).
Il Dan tian (cinese: Dāntián 丹田; giapponese: Tanden 丹田; coreano: 단전 DanJeon 丹田; tailandese Dantian ตันเถียน) letteralmente significa “campo tian di cinabro dan”
E’ un elemento rilevante nell’Alchimia Interiore del taoismo, nelle tecniche meditative interne di origine cinesi, nelle arti marziali orientali.
Nella Medicina tradizionale cinese, si suppone sia il luogo nel corpo dove il chi /qi, 氣viene conservato, accumulato e dal quale poi si irradia nei diversi meridiani del corpo.
Dan (丹) che viene tradotto con Rosso, Pillola, Polveri farmaceutiche; Tian (田) che viene tradotto con Campo, Appezzamento, Terreno Coltivato. “campo dell’elisir”
“L’antenato della vita, la fonte della rabbia, la radice degli organi interni, le radici dei dodici meridiani, l’incontro di yin e yang, la porta della respirazione, la città natale dell’acqua e del fuoco”
下丹田是“性命之祖,生气之源,五脏六腑之本,十二经脉之根,阴阳之会,呼吸之门,水火交会之乡。”所以气功家多以下丹田为锻炼、汇聚、储存真气的主要部位。 下丹田 (xià dāntán): letteralmente significa “dan tien inferiore”. Dan tien è un termine fondamentale nella medicina tradizionale cinese e nelle arti marziali, spesso tradotto come “campo di cinabro” o “fornace cinabro”.
性命之祖 (xìng mìng zhī zǔ): “L’origine della vita e dell’energia vitale”.
阴阳之会 (yīn yáng zhī huì): “Il punto d’incontro dello yin e dello yang”.
呼吸之门 (hū xī zhī mén): “La porta della respirazione”. 水火交会之乡 (shuǐ huǒ jiāo huì zhī xiāng): “La dimora dell’incontro tra acqua e fuoco”.
Il cinabro o cinnabrite o cinnabarite o solfuro di mercurio è un minerale, appartenente alla classe dei solfuri dall’aspetto rossiccio; noto già ai Greci (greco antico Κιννάβαρι, έως, τό e dal latino cinnàbaris). Chimicamente è un’unione di zolfo e mercurio (formula chimica HgS) pertanto, dato il suo contenuto in mercurio, è da considerarsi minerale tossico. Da questo minerale, tramite arrostimento e successiva condensazione, si estrae il mercurio. I più importanti giacimenti si trovano ad Almadén in Spagna (oggi i giacimenti più produttivi), in Italia nella zona del Monte Amiata (con quelli che furono i secondi giacimenti più produttivi al mondo) e a Idria in Slovenia. I cristalli sono ancora più rari dello stesso minerale e si trovano nella regione cinese dello Hunan.
Per la sua capacità di trasformarsi in mercurio che viene estratto dal minerale per arrostimento, il Cinabro è alla base di tutto il pensiero alchemico cinese dell’antichità e riveste un ruolo di primaria importanza anche nelle ricerche di longevità e di immortalità del Taoismo. L’esoterista Julius Evolariprende il nome del minerale per il titolo del suo libro ‘Il cammino del Cinabro’, che è la metafora in forma autobiografica del pensiero esoterico e alchemico dell’autore. In medicina fu utilizzato dal filosofo, poeta, medico autodidatta, Tommaso Campanella come uno dei componenti nella cura della sifilide. In pittura il Cinabro, sia naturale che sintetizzato, è stato usato per produrre il pigmento vermiglione.
Molte discipline utilizzano il respiro e la concentrazione nel Tan Tien
Meditazione degli Otto straordinari Meridiani
開通八脈法 eseguendo la grande e la piccola circolazione 大 周天,小周天
Da Xiao Zhou Tian dalle teorie del Taoismo
nella versione di meditazione in piedi 站樁, Zhan Zhuang
IL Maestro Ueshiba Morihei fondatore dell’Aikido 合氣道
NEN presenza mentale è un elemento molto presente nella pratica dell’Aikido 合氣道 e in generale di tutte le arti di combattimento, nelle arti di ricerca interiore. Il M° Ueshiba Moriheisosteneva che durante l’allenamento, il primo compito consiste:
”nel disciplinare continuamente lo spirito, affinare il potere del Nen 念.”
Il Nen indica la concentrazione, un lampo di pensiero, la sincera e totale concentrazione su un punto. La parola giapponese “Nen” deriva dall’ideogramma cinese “Nian” 念 significa letteralmente “pensare a qualcosa, concentrarsi su qualcosa”. Il Nen è la linea che connette il ki-mente-corpo con il Ki Universale. Il M° Kisshomaru Ueshiba, figlio del fondatore, nel suo libro “The Spirit of Aikido” affermava che noi possiamo accentuarne l’aspetto spirituale 靈 , l’aspetto affettivo 心 senso, intuizione, sentimento; l’aspetto psicofisiologico tramite il “vero respiro” che consiste nel respirare in unione con l’universo così che si possa ottenere il potere della Natura. Formando una spirale a destra, il ki ascende, formando una spirale a sinistra, discende. Si formano spirali e rotazioni, liberamente, in cielo e in terra. Il punto cruciale consiste nel realizzare pienamente il principio di respirare e creare spirali così che si possa generare l’unificazione del fondamentale principio creativo, il ki che permea l’Universo e il ki individuale inseparabile dal potere del respiro di ogni persona. Attraverso il costante allenamento della mente e del corpo, il Ki individuale si armonizza con il ki Universale e questa unità appare nel dinamico e fluido movimento del potere del ki che è libero, fluido, indistruttibile e invincibile. Questa è l’essenza delle Arti Marziali giapponesi come si è incarnata nell’Aikido . Secondo la tradizione orientale e specificamente delle arti marziali giapponesi, esistono tre sedi naturali in cui il 氣 ki si localizza che nella lingua giapponese sono denominate “tanden” 丹田, sono dei punti virtuali dove viene localizzata la cosiddetta “presenza mentale” del praticante e precisamente: il “Kikai Tanden” 気海丹田, la sede viscerale, il “Chudan Tanden” 中段丹田, la sede mediana ed il “Jodan Tanden” 上段丹田, la sede superiore. Il ki 氣 è l’energia vitale che percorre i centri vitali e li rende funzionali e capaci di svolgere il loro compito essenziale per il mantenimento in vita dell’essere umano. I fattori che favoriscono il manifestarsi del ki nell’attività fisica sono:
l) Rilassamento 2) Respirazione 3) Svuotare la mente dai pensieri 4) Attività ritmica 5) Concentrazione
L’ideogramma Nen 念 è presente nel simbolo REIKI 靈氣 HONSHAZESHO- NEN L’uso di comporre un simbolo agglomerando più ideogrammi potrebbe essere riconducibile ai seguaci del Tao 道 I Fulu符籙 sono dei sigilli, associati ad un essenza, tessere e simboli, talismani. A ciascun segno simbolico corrisponde un suono una vocalizzazione legata alle forze del Universo sono Shenfu神符(tessere degli spiriti) erano ritenuti simboli di connessione con gli spiriti, strumenti di esorcismo , potenziali vettori per facilitare l’equilibrio psicofisico degli individui. Inoltre SHO NEN 正念 Retta presenza mentale è il settimo raggio del “Nobile ottuplice sentiero” Si dice che Buddha Shakyamuni trasmise, nel suo primo sermone, l’insegnamento della dottrina del “Nobile ottuplice sentiero” intendendo offrire ai suoi discepoli il percorso di liberazione dall’ ignoranza.
confer Kristofer Schipper il corpo taoista ed. Ubaldini 1981 Roma Kisshomaru Ueshiba The Spirit of Aikido ed. Kodansha International, Tokyo 1985
一種武術或氣功的鍛煉方法。身體站立, 四肢保持一定姿勢, 借助呼吸的引導, 以加強臟腑、氣血、筋骨的功能。練功時思想集中, 呼吸自然, 站立不動, 上虛下實, 有如樹樁, 故名。
“Un metodo d’esercizio del wushu e del qigong. Il corpo è eretto, le quattro membra conservano una specifica posizione, traendo sostegno dal respiro, al fine di rafforzare la funzionalità degli organi interni, della circolazione del sangue e del qi, dei muscolo e delle ossa. Quando ci si esercita si raccoglie e concentra il pensiero, il respiro è naturale, si sta eretti e immobili, la parte alta del corpo è vuota mentre quella bassa è piena, come un tronco d’albero, da ciò deriva il nome.
Quindi sì, puoi immaginare un tronco d’albero con le sue radici, tagliato ad altezza d’uomo.
言霊 Kototama è una disciplina che presuppone che i suoni abbiano una azione creativa sulla realtà oggettiva, e che possano influenzare il nostro ambiente , il corpo , la mente e l’anima tramite l’emissione di suoni e mantra in un contesto rituale con il quale si cerca di generare stati interiori ed atmosfere evocative. Si riferisce alla antica credenza giapponese, che nelle parole e nei nomi risiedano poteri mistici , simili concetti si ritrovano anche in altre culture come nelle antiche formule evocative delle rune d’occidente o i mantra d’oriente. Si può tradurre l’anima del linguaggio”, “spirito del linguaggio”, “potere del linguaggio”, “parola potere”, “parola magica “, “suono sacro”. L’ ideogramma 霊 tama è la semplificazione dell’antico ideogramma 靈 Rei Spirito, atmosfera spirituale mentre 言 Koto può essere tradotto con parola/discorso. La teoria del Kototama, disciplina praticata nei culti esoterici come Omoto-kyo di Onisaburo Deguchi o nei culti Shinto 神道, presuppone che i suoni abbiano una azione creativa sulla realtà oggettiva, quindi che l’uso dei suoni delle parole nei rituali possa influenzare l’ ambiente , il corpo , la mente e l’anima. Morihei Ueshiba il noto fondatore dell’Aikido 合氣道 , amico e guardia del corpo di Onisaburo, fu un eccezionale e assiduo praticante di Kototama, esprimendolo nel suo kiai 氣合 sia in ambito marziale sia durante le sue pratiche meditative. Vi sono molte interconnessioni tra la pratica del kototama e la pratica del Reiki.
Su un piano spirituale la cosmologia dell’aikido descrive l’universo come una meravigliosa funzione di kototama ( le molteplici vibrazioni , lunghezza d’onda e schemi energetici che danno forma al nostro mondo) . A loro volta, queste ultime manifestano gli otto poteri ( hachi riki ), movimento/immobilità (gyo/kai), coagulazione/dissolvimento (bun/gou), tensione/liberazione (dou/sei), combinazione/separazione (inn/chi).Nell’Aikido come in altre discipline si ritiene che le vibrazioni di kototama abbiano creato il mondo(un’idea simile si trova ovunque sotto molte forme diverse) tale è il takemusubi dell’aikido. kototama è quello che noi forgiamo nel corso dell’addestramento di aikido.
Confer John Stevens ”Guerriero invincibile” 1997 ed. il Punto d’incontro Gleason, W. I fondamenti spirituali di Aikido , Destiny Books, 1995 Citazione dal libro – il cuore dell’aikido – di Ueshiba Morihei ed. mediterranee
Dalla tradizione Kototama descritta nella fonte di YouTube emergono diversi principi metafisici o spirituali fondamentali:
La natura vibratoria dell’universo: La tradizione Kototama si basa sull’idea che l’universo sia intrinsecamente vibratorio. Il termine stesso “Kototama” significa “conoscere la vibrazione dell’universo”.
Il potere creativo del suono: I suoni generati nella pratica Kototama sono ritenuti capaci di attivare e sostenere la Creazione, vista come un “progetto energetico” al di là dell’universo fisico ovvio. In questo senso, il suono non è solo un fenomeno fisico ma possiede una forza intrinseca che influenza la realtà.
La connessione tra suono e anima/spirito: La parola “Kototama” è composta da “Koto” che significa parola e “Tama” che significa anima o spirito. Questo suggerisce che il Kototama sia la manifestazione spirituale o l’anima dell’universo espressa attraverso il suono.
L’importanza del Toro (Taurus) come modello dinamico: La sequenza sonora “Su”, centrale nella tradizione Kototama, è formata creando una dinamica toroidale con la bocca. Questa forma sembra essere fondamentale per la pratica.
L’allineamento del suono con il Toroidale per il potere trasformativo: Si afferma che il suono possieda un potere trasformativo quando è allineato con la forma del Toro, una conoscenza apparentemente antica.
Il legame tra Kototama e stati di coscienza elevati: La pratica del canto risonante e la visualizzazione di un campo di luce a forma di Toro, ispirate ai principi del Kototama e sperimentate anche al Monroe Institute, portano a stati di coscienza e chiarezza di proposito profondi. Questo suggerisce che il Kototama sia un mezzo per espandere la coscienza oltre la focalizzazione corporea abituale.
In sintesi, i principi fondamentali del Kototama descritti nella fonte ruotano attorno al potere vibrazionale e creativo del suono, alla sua connessione con la dimensione spirituale dell’universo e all’utilizzo di un modello energetico toroidale per influenzare la coscienza e la realtà.
霊 è traducibile con “spirito” o “anima”. Gli antichi Giapponesi utilizzavano almeno tre modi per indicare “spirito”: L’Origine e il Significato Sacro
Se analizziamo la forma antica e tradizionale del carattere (靈), la sua composizione svela la sua natura magica e sciamanica:
巫 (Sciamano / Stregone): La parte inferiore rappresenta la figura dello sciamano (spesso una sciamana), l’intermediario tra il mondo terreno e quello divino.
雨 (Pioggia): Rappresenta il cielo, l’elemento atmosferico e divino che cade dall’alto.
口 口 口 (Tre bocche / Contenitori): Simboleggiano le preghiere, i canti rituali o i vasi sacri usati durante le cerimonie per invocare la pioggia.
Ti: il termine più antico e per questo anche di più incerto significato. Il misterioso, divino, a tratto magico, potere che alberga in certe persone e cose. Tale termine è così antico che anche nei primi testi veniva usato come semplice suffisso per indicare le divinità.
Tama: sembra sia il secondo termine ad essere entrato in uso, per poi venire rapidamente sostituito anch’esso. Indicava l’entità che vive nelle persone, ma anche negli elementi della natura (paesaggi, alberi, ecc), e in certi preziosi e particolari oggetti d’arte. Interessante è notare come tama sia separato dall’oggetto che abita e che possa esistere al di là della morte fisica dello stesso. In questa particolare accezione, ovvero quando tama esiste senza un supporto materiale, è ritenuto in possesso di particolari e misteriose capacità, quasi sempre di natura benigna.
Kami: originato dal cinese shen (神), è il concetto più duraturo nel tempo. Si tratta di un termine generico per divinità ed entità soprannaturali. Gli antichi Cinesi, però, oltre a shen, utilizzavano anche altri due termini in questo ambito: hun (魂) e po (魄). Il primo, sembra alludere alla parte spirituale dell’uomo che ascende al cielo dopo la morte. Tale accezione sembra essere quella più vicina alla parola giapponese tama. Il secondo, invece, po, è lo spirito di livello inferiore che, dopo la morte del corpo, lo segue nella tomba.
Conclusioni sull’origine del termine kotodama
Analizzando l’origine di questa parola, vediamo come il significato di kotodama sia quello di uno spirito (tama) che viva all’interno del linguaggio (koto), un veicolo dal quale però può essere rimosso. È necessario quindi che lo spirito senza più un corpo venga invocato… e questo, signori e signore, è il rituale del kotoage (言挙げ, lett. “elevare, invocare le parole”), del quale però parleremo estesamente nei prossimi articoli.” confer Elisa Borgato
L’ antica cultura d’oriente ha conservato per maggior tempo, per quanto il fascino della tecnologia e del pensiero scientifico occidentale abbia avuto la meglio e alcune ideologie ne abbiano stravolto o distrutto la presenza, il potere dei simboli associato ad un attivazione sperimentabile…
Un flusso che in occidente e rimasto privo di nutrimento
Sui culti psico/energetici degli antichi greci latini o germani restano ipotesi.
Paradosso del fenomeno gli orientali disdegnano, negano,ignorano riti della loro antica tradizione a favore della modernità rappresentata dalla tecnologia e della bramosia del profitto a tutti i costi e i cercatori d’ occidente volgono ai resti dell’ antica sapienza d’oriente…
KI Combat@ 氣武 (ki Bu in giapponese Qi WU in cinese) è un metodo, una disciplina, una pratica che ha la finalità di integrare tecniche ed esercizi rivolti alla facilitazione dei processi di rilassamento e di rigenerazione psicofisica, nell’intento di ridurre le tensioni accumulate e con lo scopo di generare uno stato di benessere e alcune tecniche e pratiche derivanti dalle discipline di combattimento e le arti marziali, con un prevalente scopo catartico ma senza un confronto fisico d’impatto. Tale insieme di discipline spazia da tecniche quali la ‘callistenia taoista’, che consiste in una serie di esercizi di difficoltà progressiva, che si svolgono attraverso il controllo del corpo (sia in quiete che in movimento), del respiro, del pensiero e delle emozioni, al fine di rigenerare e facilitare un profondo rilassamento e indurre uno stato di benessere ( esercizi diBaduanjin 八段錦Qigong, 氣功, “Maestria del Qi“, ecc..) a tecniche di Do-in e lo Stretching dei Meridiani sono una efficace tecnica,che consente di esercitare un auto trattamento sulle proprie tensioni muscolari e sui propri squilibri energetici o i cinque tibetani (derivazione delle asana dello yoga) oltre a tecniche di sensibilizzazione nella distanza del trapping (distanza ravvicinata) tui shou 推手 mani che spingono i黐手 mani appiccicose, si riferisce a uno degli esercizi più importanti nella pratica dello stile di kung-fu Wing Chun, e consente di sviluppare una reattività tattile immediata ed istintiva in risposta all’azione dell’compagno di allenamento, UBAD del Panantukan ed altro.
Tecniche di preparatorie della boxe della thai e del Keysi Fighting Method.
Resi noti dal omonimo libro scritto dal misterioso Peter Kelder I cinque riti tibetani, conosciuti anche semplicemente come I cinque tibetani, sono una serie di esercizi (secondo alcuni riconducibili allo yoga) che furono divulgati per la prima volta nel suo opuscolo “The Eye of Revelation”, successivamente ristampato come “Ancient Secret of the Fountain of Youth” e pubblicato in lingua italiana dalle Edizioni Mediterranee come “I cinque tibetani”.
Sono degli efficaci esercizi di integrazione tra esercizi di stiramento e rilassamento muscolare sforzo isometrico/isotonico e attivazione della respirazione.
Si dice che attivino i flussi energetici dei plessi detti nella cultura Hindu chakra, ciò lo si può percepire praticando con intensità e costanza ed è un esperienza molto soggettiva e personale.
Il segreto consisterebbe nella pratica quotidiana dei cinque riti come mezzo efficace per mantenere uno stato di equilibrio salutare… per alcuni è uno strumento di rigenerazione e ringiovanimento energetico.
Do-in e lo Stretching dei Meridiani sono una efficace tecnica, facile e adatta a tutti, che consente di esercitare u auto trattamento sulle proprie tensioni muscolari e sui propri squilibri energetici.
Sperimentare i Meridiani come flusso di Energia Vitale o come una particolare sensazione di tensione durante gli esercizi di stretching, permette di diventare consapevoli del proprio corpo e della condizione delle linee energetiche che lo attraversano. Le caratteristiche di questi esercizi, che richiedono un impegno fisico minimo, sono il rilassamento psico-fisico e un ampliamento della propria consapevolezza. Questo metodo abbina e mette in evidenza l’elemento psicologico unitamente a quello fisico. Il fine è risvegliare l’armonia della mente con quella del corpo, creando una sinergia a sostegno della salute di corpo e mente.
DŌ-IN 導引giapponese ( “Guidare l’Energia”)in cinese Il daoyin (導引, 导引, dǎoyǐn, tao3-yin) è un metodo ginnico cinese per la cura della salute basato sull’integrazione di esercizio respiratorio, mentale, fisico e automassaggio. Il termine daoyin è composto dalle parole dǎo 導 – “guidare, condurre” – e yǐn 引 – “tirare, tendere”. Secondo Li Yi 李頤, commentatore del Zhuangzi d’epoca Jin (265-420), il termine è da intendere come “guidare l’energia vitale per armonizzarla” e “tirare il corpo per ammorbidirlo” Il termine più antico in Giappone, presente già nell’Ishinpo, 醫心方. い し ん ぼ う testo medico del X secolo. Indica tutti gli esercizi mirati al mantenimento della salute, in generale ogni attività fisica (posturale, di stretching, respiro, sviluppo dei sensi, non solamente automassaggio) dove il corpo è considerato secondo il modello della medicina orientale.
Le conoscenze mediche nel tomo riguardavano i trattamenti clinici che attingevano dall’antica medicina tradizionale cinese e influenzati dalle teorie mediche indiane trovate nelle scritture buddiste e nei riferimenti taoisti (ad esempio i farmaci taoisti). Ad esempio, c’era la cosiddetta Scrittura sulla gravidanza , che delineava gli sviluppi fisici e i movimenti fetali. Gli studiosi citano la sua somiglianza con una prescrizione del vecchio testo medico medico cinese chiamatoZhubing Yuanhou Lun (諸 病源 候 論 Trattato generale sulle cause e le manifestazioni di tutte le malattie )che conteneva dottrine sullo sviluppo dell’embrione e del feto e sulla corretta igiene delle donne in gravidanza.
L’ Ishinpō è anche noto per preservare alcuni manuali sessuali taoisti dalla dinastia Han alla dinastia Tang. La ventottesima sezione dell’Ishinpō contiene una trascrizione completa di un testo daoista noto come The Classic of Sunu che è un dialogo tra la fanciulla oscura e l’ imperatore giallo , con il primo che fornisce consigli sulle pratiche sessuali al secondo.
Questa pratica è definibile come un mix ispirato da insegnamenti diversi. La finalità principale è l’acquisizione di una forza pneumatica e stimolare un generale benessere psicofisico rigenerante. La pratica è delineata da tre principali filoni le posizioni statiche in piedi, le posizioni dinamiche, movimenti fluidi ed esplosivi movimenti e suoni spontanei (flusso libero). Il Ruan KiKo Qi Gong è una libera interpretazione, se bene ispirata fortemente da tradizioni consolidate, di Francesco Dal Pino,dopo innumerevoli anni di pratica e studio. Ringrazia gli insegnamenti del maestro Gianni Canfora, il maestro Kenji Tokitsu, il Maestro di Yi Chuan 意拳 Ilias Calimintzos il maestro Toshihiko Yayama, ringrazia i suggerimenti dell’amico ed esperto Sergio Specia, e gli stimoli fondamentali suscitati dal reikiessenziale del maestro ed amico Beppe Perteghella, ringrazia inoltre l’amico sinologo Prof. Daniele Cologna per gli approfondimenti sulla cultura del Regno di Mezzo.
Ringrazia altrisì tutti i piacevoli fenomeni spontanei energetici scaturiti dal profondo….
Vegvísir, è considerato un simbolo magico, avente lo scopo di aiutare il portatore a trovare la giusta strada lungo il percorso della vita fisica e di quella metafisica. La parola deriva da due termini islandesi: Veg e Vísir. Veg è un abbreviativo di “Vegur” e significa “strada” o “percorso”, e “Vísir” sta per “guida” o “guide”. Le leggende narrano che i vichinghi islandesi, già intorno alla fine del IX° sec., lo tracciassero abitualmente sulle navi per non perdere la rotta e sapersi orientare anche nelle peggiori condizioni meteorologiche. In molti casi veniva tracciato con la saliva, con un carboncino o con il sangue anche sulla fronte o nella parte interna dell’elmo. L’attestazione più importante si riscontra nel cosiddetto “Manoscritto Huld”. L’“HULD MANUSCRIPT”, ossia il Manoscritto Oscuro è il nome dato ad un grimorio islandese, una raccolta di racconti e incantesimi, compilato da Geir Vigfusson (Geir Vigfússyni ) nel 1847. Dalle poche fonti disponibili sembra che per tale redazione egli abbia attinto da altri tre codici più antichi, di cui uno proveniente da Seltjarnarnesi, vicino Reykjavik (1810), un altro era intitolato “Galdrastafir og Náttúra þeirra” ossia “Magia e Natura”, e conteneva i sigilli magici ma non le iscrizioni; del terzo , invece, a parte la citazione non sappiamo nulla. Huld è anche il nome di una maga e veggente che compare in due saghe norrene: la “Yngling”e “Sturlunga” In un racconto islandese di Snorri Sturlusson (1178-1241) scopriamo che era un’amante di Odino e genitrice di due semi-dee, che presero il nome Þorgerðr e Irpa. Se guardiamo l’etimologia, “Huld” significa “nascosto” o “Segreto” e deriva dal norreno “Hulda”: è una radice presente anche in molti altri termini di derivazione germanica. In una pagina del manoscritto, nel quale viene mostrato, oltre al nome è riportata la seguente frase: “if this sign is carried, one will never lose one’s way in storms or bad weather, even when the way is not known” (Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta). Il simbolo a cui si riferisce la frase è probabilmente il Vegvisir, un antico simbolo magico norreno, spesso associato ai vichinghi. Significato: La frase attribuisce al Vegvisir un potere protettivo, quasi mistico. Chi lo porta con sé, secondo la credenza, sarà guidato e protetto dagli elementi naturali, in particolare durante tempeste e maltempo, anche in terre sconosciute. Interpretazioni:
Spirituale: Alcuni lo considerano un simbolo di connessione con le forze della natura e con una guida superiore.
Letterale: Potrebbe essere inteso come un augurio di buon viaggio e protezione per i marinai che affrontavano mari burrascosi.
Metaforico: Può essere interpretato come una metafora per la vita, suggerendo che chi porta il Vegvisir troverà sempre la giusta direzione, anche nei momenti più bui e incerti.
Aegishjalmur, ‘elmo di terrore’, è un simbolo norreno a forma di mani intrecciate, palme rivolte verso il basso, una sopra l’altra. Aegishjalmur è uno dei galdrastafir (simboli magici islandesi) più conosciuti.
si dice che venisse usata per proteggere i guerrieri e instillare paura nei loro nemici. Il nome si può suddividere in due parti: ‘ægis-’, che significa terrore/ammirazione, e ‘-hjálmr’, che significa elmo o copertura. Secondo le credenze popolari, l’Aegishjalmur veniva inciso su amuleti, armi o addirittura tatuato sul corpo per ottenere protezione e successo in battaglia.
È composto da otto punte simili a tridenti con denti curvi, tutti rivolti verso l’esterno, e un cerchio al centro. Un ipotesi potrebbe essere che Le braccia dell’Elmo di Terrore formano rune Elhaz, che significano protezione fisica, mentale e spirituale. È stato menzionato in una raccolta di antichi poemi norreni conosciuta come la Poesia Edda, di Snorri Sturluson.
Fáfnir kvað:“Ægishjalm bar ek of alda sonum,meðan ek of menjum lák;einn rammari hugðumk öllum vera,fannk-a ek svá marga mögu.”
Sigurðr kvað:“Ægishjalmr bergr einungi,hvar skulu vreiðir vega;þá þat finnr, er með fleirum kemr,at engi er einna hvatastr.” Fafnir disse :L’elmo della paura che indossavo per spaventare l’umanità, Mentre custodivo il mio oro giacevo; Mi sembrava più potente di qualsiasi uomo, Non ne ho mai trovato uno più feroce.
Sigurth disse:”L’elmo della paura sicuramente nessun uomo protegge Quando affronta un nemico valoroso; Spesso si scopre, quando si incontra il nemico, Che non è il più coraggioso di tutti.”
Nel poema, l’Elmo di Terrore era un oggetto fisico preso dal tesoro del drago Fáfnir, benchè non vi sia certezza si tratti di un oggetto o una forma pura di potere magico non è nemmeno certo che si collegato esclusivamente con credenze pagane precristiane.
Fáfnir fu una volta un nano, che si trasformò in un drago dopo essere stato maledetto dal tesoro che custodiva. Usò Ægishjálmur per difendere il suo tesoro da coloro che avrebbero cercato di rubarlo. L’eroe conosciuto come Sigurd uccise il drago e gli tolse Ægishjálmur.
Il simbolo è stato utilizzato nei secoli successivi e veniva indossato tra le sopracciglia dei guerrieri per aiutarli in battaglia.
Il Galdrabók ( pronuncia islandese: [ˈkaltraˌpouːk] , Libro della Magia ) è un grimorio islandese datato intorno al 1600. [ 1 ] È un piccolo manoscritto contenente una raccolta di 47 incantesimi e sigilli/bastoni. [ 2 ]
Il grimorio fu compilato da quattro persone, probabilmente a partire dalla fine del XVI secolo e fino alla metà del XVII secolo. I primi tre scribi erano islandesi e il quarto era un danese che lavorava con materiale islandese. [ 3 ] I vari incantesimi sono costituiti da materiale latino e runico , nonché da bastoni magici islandesi , invocazioni a entità cristiane, demoni e divinità norrene , nonché istruzioni per l’uso di erbe e oggetti magici. Alcuni degli incantesimi sono protettivi, intesi a lavorare contro problemi come difficoltà con la gravidanza , mal di testa, insonnia, incantesimi precedenti, pestilenza , sofferenza e disagio in mare. Altri sono intesi a causare paura, uccidere animali, trovare ladri, far addormentare qualcuno, causare flatulenza o ammaliare le donne.
Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1921 da Natan Lindqvist in un’edizione diplomatica e con una traduzione svedese. Una traduzione inglese fu pubblicata nel 1989 da Stephen Flowers e un’edizione facsimile con un commento dettagliato di Matthías Viðar Sæmundsson [ is ] nel 1992. Nel 1995 Flowers produsse una seconda edizione con un nuovo titolo del suo libro e con l’assistenza di Sæmundsson corresse molte traduzioni e aggiunse molte altre note e commenti.