Intervista con Selene Calloni Williams, ‘https://linktr.ee/symposium.podcast, dove l’autrice e studiosa condivide la sua profonda esperienza con lo sciamanesimo, lo yoga sciamanico e il buddismo Teravada, pratiche che ha abbracciato dopo aver affrontato una grave ”depressione” seguita alla morte del padre. L’intervista si concentra sui due pilastri comuni a tutte le tradizioni sapienziali: il riassorbimento del reale (ritiro delle proiezioni o realizzazione dello stato di sogno) e il matrimonio mistico (unione dell’umano e del divino).
Selene spiega anche la sua visione della psicologia immaginale e l’importanza del coraggio e dell’esperienza per vivere una vita autentica, citando il concetto di malattia sciamanica come risorsa e descrivendo il digiuno immaginale come strumento per il viaggio interiore.
L’intervista si chiude con una discussione sul Diamon come guida spirituale e l’importanza del tamburo nello sciamanesimo.
Per la studiosa di yoga sciamanico e psicologia immaginale Selene Calloni Williams, “vivere per davvero” significa innanzitutto significa innanzitutto “esserci”, ovvero “essere nell’attimo presente” e “non essere nella mente”.
Questo concetto implica un’esperienza profonda e coraggiosa dell’esistenza:
1. Uscire dalla Mente e Abbracciare l’Esperienza
Vivere per davvero richiede di uscire dalla mente. La mente, infatti, confina l’individuo nelle credenze, nei concetti e nelle teorie, impedendo l’esperienza vera e reale.
• Superare il Pensiero Razionale: Non significa smettere di pensare, ma superare la mente meramente logica, razionale e analitica, entrando in una mente “enormemente più vasta e vera”.
• La Mente Poetica (o Pensiero del Cuore): Questa mente più vasta è chiamata, tra gli altri, “il pensiero del cuore” (secondo James Hillman) o “Overmind” (secondo Sri Aurobindo), ma l’autrice preferisce definirla la “mente poetica”.
• Istinto Consapevole: In sostanza, si tratta di risvegliare l’istinto consapevole. Significa “pensare come la foresta”, essere “terra foresta che pensa”, e quindi fare esperienza vera, come la fanno un albero o un animale.
2. Il Coraggio di Essere Presenti
Per fare reale esperienza della vita è necessaria una sola cosa: non avere paura, ovvero avere coraggio.
• Essere nel Cuore: Fare esperienza vera significa essere nel cuore, il che vuol dire “amare” e “darsi, offrirsi”.
• Presenza Totale: Se si è veramente vivi e presenti nell’attimo, si accede a “tutto il tempo e tutto lo spazio”, perché “tutto è nel qui e ora”. Se si respira fino in fondo il momento in totale libertà, ci si accorge che in quell’istante ci sono tutti i momenti.
• Trascendere la Paura: La mente, con i suoi continui calcoli su ciò che è giusto o sbagliato, possibile o impossibile, e sui pericoli, impedisce di essere veramente nel qui e ora, e di respirare il momento in totale libertà. Vivere per davvero, quindi, è avere il coraggio di essere davvero qui e ora.
3. La Libertà e il Ricordo di Sé
Vivere per davvero è strettamente legato al raggiungimento della libertà, che è il valore più grande, e al ricordo della propria vera identità.
• Il Mantra del Risveglio: L’autrice cita il mantra Samasati, che significa “ricorda chi sei”, e si dice sia stata l’ultima parola pronunciata dal Buddha prima di morire. Questo implica il ricordo di essere un Buddha, un risvegliato.
• Non Essere Prigionieri: Il non vivere per davvero, al contrario, è restare prigionieri della mente in una “sospensione della vita”, in un inganno o in un’illusione generata dalla mente e sostenuta dalla paura.
“vivere per davvero” è un atto di coraggio e consapevolezza che permette di trascendere i limiti della mente razionale per abbracciare l’istinto e la presenza totale nel momento, ritrovando la propria essenza e libertà.
Sammasati (Pali: sammāsati) è il 7º fattore del Nobile Ottuplice Sentiero (Ariya Aṭṭhaṅgika Magga) nel Buddhismo Theravāda.Significato:
- Letterale: “Retta consapevolezza” o “consapevolezza completa/perfezionata”
- Parole radice:
- Sammā = retto, appropriato, completo
- Sati = consapevolezza, attenzione, ricordo
sammasati :
(saṃ + mas + a) afferra; tocca; conosce a fondo; medita su. || sammāsati (f.) memoria corretta.Definizione (dal Canone Pali):
“Katamā ca, bhikkhave, sammāsati? Idha, bhikkhave, bhikkhu kāye kāyānupassī viharati ātāpī sampajāno satimā, vineyya loke abhijjhādomanassaṃ…”
(MN 10 – Satipaṭṭhāna Sutta)“E cos’è, monaci, la retta consapevolezza? Qui, un monaco dimora contemplando il corpo nel corpo, ardente, chiaramente comprendente, consapevole, avendo rimosso bramosia e afflizione riguardo al mondo…”
Le Quattro Fondamenta della Consapevolezza (Satipaṭṭhāna):
- Kāyānupassanā – Consapevolezza del corpo
- Vedanānupassanā – Consapevolezza delle sensazioni
- Cittānupassanā – Consapevolezza della mente/coscienza
- Dhammānupassanā – Consapevolezza degli oggetti mentali/dhamma
Qualità chiave della sammasati:
- Ātāpī – ardente/energico
- Sampajāno – chiaramente comprendente
- Satimā – consapevole
- Vineyya loke abhijjhādomanassaṃ – avendo abbandonato desiderio e avversione verso il mondo
In breve: Sammasati = consapevolezza attenta del momento presente con chiarezza, energia ed equanimità, radicata nelle quattro fondamenta.

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