Haec universi consensum, quem significantius Graeci ฯฯ ฮผฯฮฌฮธฮตฮนฮฑฮฝ dicunt, introrsus perscrutantius rimata et mutuam naturarum cognitionem habens perspectam, nativas adhibens unicuique rei et suas illecebras, quae magorum แผดฯ ฮณฮณฮตฯ nominantur, in mundi recessibus, in naturae gremio, in promptuariis arcanisque Dei latitantia miracula, quasi ipsa sit artifex, promit in publicum, et sicut agricola ulmos vitibus, ita Magus terram caelo, idest inferiora superiorum dotibus virtutibusque maritat
ย ยซEssa [= La magia], intimamente scrutando il consenso dellโuniverso, che in modo piรน espressivo i Greci chiamano โsimpatiaโ, esplorato il mutuo rapporto delle nature, recando a ogni cosa le adatte lusinghe, che si chiamano i โsortilegiโ dei maghi, porta alla luce, quasi ne fosse lโartefice, i miracoli ascosi nei penetrali del mondo, nel grembo della natura, nei misteri di Dio, e, come il contadino sposa gli olmi alle viti, cosรฌ il Mago marita la terra al cielo, e cioรจ le forze inferiori alle doti e alle proprietร superneยป. Pico Mirandulaeย Oratio de hominis dignitate, ed. E. Garin, Pordenone 1994, 66-67:
ยซฯฮฏ ฮดฮญ ฯฮนฯ; ฯฮฏ ฮดแพฝ ฮฟแฝ ฯฮนฯ; ฯฮบฮนแพถฯ แฝฮฝฮฑฯ / แผฮฝฮธฯฯฯฮฟฯ. แผฮปฮปแพฝ แฝ ฯฮฑฮฝ ฮฑแผดฮณฮปฮฑ ฮดฮนฯฯฮดฮฟฯฮฟฯ แผฮปฮธแฟ, / ฮปฮฑฮผฯฯแฝธฮฝ ฯฮญฮณฮณฮฟฯ แผฯฮตฯฯฮนฮฝ แผฮฝฮดฯแฟถฮฝ ฮบฮฑแฝถ ฮผฮตฮฏฮปฮนฯฮฟฯ ฮฑแผฐฯฮฝ, Cosa siamo? Cosa non siamo? Sogno di unโombra / lโuomo. Ma quando, dono degli dรจi, appare un bagliore, / vivida luce si spande sugli umani, e dolce la vitaยป (VIII, 95-97, p. 172).
ยซEsseri della durata d’un giorno. Che cosa siamo? Che cosa non siamo?
Sogno d’ un’ombra l’uomo: ma quando un bagliore divino ci giunga
fulgido risplende sugli uomini il lume e dolce รจ la vitaยป.
(Pindaro, Pitica VIII, vv. 95-97).
A molti pare un saggio fra stolti che la vita colma di giuste scelte chi senza gran fatica prosperitร ottiene; ma la fortuna non sta in mano agli uomini, gli dei soli posson recarla: una volta uno levano in cielo, ma un altro scaglian nel fango, secondo misura. A Megara un premio hai ottenuto, Aristomene, ancora nella valle di Maratona, con tre vittorie hai poi vinto il patrio agone, grande impresa; su quattro corpi ti sei anche scagliato, maledicendoli nella tua mente, a loro nelle Pitiche si decretรฒ: nรฉ un ritorno gradito, nรฉ un dolce riso, una volta giunti presso la madre amata, han recato loro la gioia; lontano dai nemici si rintanano nelle vie solitarie, tormentati dalla sventura. Chi ha ottenuto una nuova sorte grandiosa vola pieno di speranza in una grande felicitร , alto sulle ali del suo valore, con brama piรน forte della ricchezza. In un attimo dei mortali cresce la gioia, ma allo stesso modo a terra precipita se scossa da contrario volere divino. Effimeri siamo: cosโรจ qualcuno? cosโรจ invece nessuno? Sogno di unโombra รจ lโuomo. Ma se un lampo giunge, disceso dal cielo, allora splendida luce gli uomini investe, e dolce diviene la vita.
ย La necessitร quotidiana di agire contro quelle abitudini radicateDEPOTENZIANTI, il disubbidire volitivo all’ instabile mutevolezza degli stati d’animo, porsi nell’ Egemonikon, centrarsi rifiutandosi di sottostare alla vulnerabilitร del divenire, interiore ed esteriore, il discernimento tra le opposte volubili sensazioni.
Agire come se ogni atto fosse lโultimo , fosse necessario, inevitabile, fondamentale, totale pur sapendo in cuor suo , come rammentava don Juan aย Castanedaย che รจย solo un compito inutileย rispetto allโAssoluto, nonostante i paradossi dell’esistenza, nonostante la dualitร apparente, ma greve, ruvida non di rado tagliente.
Saggezza non teorica o mentale, ma vitale e corporea, intento orientato ad comportamento per cercare di condurre una vita โforte e chiaraโ in una realtร che ci indebolisce, ci disperde, ci svuota.ย
Unโarte dellโattenzione. Quando siamo presenti in ciรฒ che facciamo. Quando le nostre decisioni sono precise.
ยซLโarte dellโattenzione: La prima sfida che affronta il guerriero รจ imparare a fermare il mondo e vedere.ยป
Questa frase riassume uno dei punti centrali dellโinsegnamento di don Juan Matus nei libri di Carlos Castaneda.
1. ยซFermare il mondoยป Per don Juan il โmondoโ non รจ la realtร oggettiva esterna, ma la descrizione continua che noi stessi ne facciamo. Parliamo costantemente dentro di noi (il dialogo interno). Classifichiamo, giudichiamo, diamo nomi, ripetiamo abitudini di pensiero.
Tutto questo mantiene attiva una โdescrizione del mondoโ che ci appare solida e unica.
Fermare il mondo significa interrompere questo flusso automatico.
Quando il dialogo interno si ferma (anche solo per pochi istanti), la realtร abituale perde la sua soliditร .
Le cose smettono di essere โtavoloโ, โalberoโ, โpersonaโ e diventano pure apparenze energetiche.
ร unโesperienza di sospensione della realtร ordinaria, PURA OSSERVAZIONE
ร la prima grande impresa del guerriero perchรฉ senza questo silenzio interiore non si puรฒ accedere a nessuna percezione nuova.
2. ยซVedereยป Qui โvedereโ non significa guardare con gli occhi normali.
Nel linguaggio di don Juan vedere (seeing) รจ una capacitร speciale:
Percezione diretta dellโenergia.
Capacitร di cogliere lโessenza luminosa delle cose (i โfilamentiโ di luce, lโuovo luminoso che circonda gli esseri umani, le linee di potere, ecc.).
Guardare il mondo dal punto di vista del nagual (la realtร non ordinaria) invece che dal tonal (la realtร quotidiana ordinata e nominata).
Chi โvedeโ non interpreta piรน: contatta direttamente ciรฒ che รจ.
3. Perchรฉ รจ la ยซprima sfidaยป del guerriero Il guerriero (lโuomo di conoscenza) non cerca poteri magici per divertimento. Cerca libertร di percezione.
Prima di poter fare qualsiasi altra cosa (cacciare potere, sognare, spostare il punto di assemblaggio, ecc.)
deve:Imparare a fermare il dialogo interno โ fermare il mondo. Usare quel silenzio per iniziare a vedere.
Senza questo passaggio base, tutto il resto resta solo teoria o illusioni della mente ordinaria.
4. Il legame con ยซlโarte dellโattenzioneยป
Per Castaneda lโattenzione รจ la forza che โassemblaโ il mondo.
un antico detto dei seguaci del TAO
ๆๅฐๅๆฐฃๅฐ Dove va lโattenzione si dirige lโenergia
Prima attenzione: quella ordinaria, che crea e mantiene il mondo di tutti i giorni.
Seconda attenzione: quella che permette di percepire il nagual e di โvedereโ.
Lโarte dellโattenzione consiste proprio nellโimparare a dirigere, concentrare e spostare questa forza.
Fermare il mondo e vedere รจ il primo e piรน difficile esercizio di questโarte.
Il guerriero deve prima di tutto interrompere la descrizione automatica della realtร (fermare il mondo) e sviluppare una percezione diretta dellโenergia (vedere).
Solo cosรฌ inizia davvero il cammino della conoscenza. ร un invito radicale a sospendere il modo abituale di pensare e percepire, per entrare in un altro ordine di realtร .
Lโinutile rispetto allโAssoluto in diverse prospettive:
Carlos Castaneda Inutile รจ tutto ciรฒ che rinforza la descrizione ordinaria del mondo (il tonal), consuma energia senza spostare il punto di unione e tiene il guerriero prigioniero della percezione abituale.
Preoccupazioni sociali, auto-importanza, rimpianti, giustificazioni, โfareโ compulsivo, chiacchiere interiori e attaccamento alle routine quotidiane sono inutili: non liberano verso il nagual, anzi lo allontanano. Anche azioni apparentemente virtuose o efficaci diventano inutili se non sono compiute con impeccabilitร e intenzione di libertร .
Stoici Inutile (o piuttosto โindifferenteโ nel senso peggiorativo) รจ tutto ciรฒ che non dipende da noi e non contribuisce alla virtรน.
Ricchezza, fama, piacere, salute, successo esteriore, opinione altrui: se li si tratta come beni veri, diventano fonte di turbamento e quindi inutili rispetto al Logos. Ancora piรน inutile รจ lโazione mossa da passione (pathos), giudizio errato o ricerca di risultati esterni. Solo ciรฒ che allontana dallโaccordo con la natura razionale รจ davvero vano.
Julius Evola Inutile รจ lโazione immersa nel divenire senza alcun centro trascendente: lโattivismo moderno, il progresso materialista, la politica come fine a se stessa, il successo mondano perseguito con attaccamento.
Tutto ciรฒ che rimane sul piano puramente umano, storico o โvitaleโ senza orientamento verso lโAlto รจ, per Evola, sterile o addirittura dissolutivo. Lโinutile assoluto รจ la vita vissuta interamente โsottoโ il livello dellโiniziato o del guerriero spirituale, senza distacco e senza tensione verso il Principio.
Taoisti Inutile (e controproducente) รจ lo sforzo forzato, il calcolo eccessivo, la virtรน ostentata, il voler โmigliorareโ o โcorreggereโ il corso naturale delle cose.
Lโefficienza artificiale, lโambizione, il moralismo rigido, il fare che si oppone al Tao generano rigiditร e rottura. Ciรฒ che appare utile al mondo ordinario (pianificazione rigidissima, accumulo, affermazione di sรฉ) รจ spesso inutile o dannoso rispetto al Tao, perchรฉ interrompe la spontaneitร e crea resistenza.
Antico buddismo Inutile (anattha, non-benefico, o semplicemente non-kusala) รจ tutto ciรฒ che non conduce alla cessazione della sofferenza e alimenta invece le radici dellโattaccamento, dellโavversione e dellโignoranza.
Azioni, pensieri e stati mentali che rafforzano il senso di โioโ, alimentano desiderio o odio, o restano prigionieri delle concezioni dualistiche sono inutili rispetto a Nibbฤna. Anche meriti mondani, pratiche rituali vuote o speculazioni metafisiche senza effetto liberatorio sono considerate sterili se non riducono dukkha.
Tradizione
Ciรฒ che รจ inutile rispetto allโAssoluto
Castaneda
Tutto ciรฒ che rinforza il tonal e consuma energia senza libertร
Stoici
Ciรฒ che non dipende da noi e allontana dalla virtรน
Evola
Azione e vita senza centro trascendente
Taoisti
Sforzo forzato e opposizione al movimento naturale del Tao
Antico buddismo
Tutto ciรฒ che non riduce dukkha e non conduce a Nibbฤna
In tutte queste visioni lโinutile non รจ semplicemente โciรฒ che non serve nella vita quotidianaโ, ma ciรฒ che distoglie, disperde o lega rispetto allโAssoluto.
Quando ci facciamo carico delle nostre azioni, si veleggia contro corrente..Il โguerrieroโ secondo Don Juan non combatte nessuna guerra, ma รจ una persona che si batte in ogni momento e con ogni gesto per rimanere impeccabileย a dispetto delle forze che vogliono dissipare e depotenziare qualsiasi esercizio di autonomia โ dellโattenzione, della percezione e del proprio sentire.
Nella strategia del guerriero non contano le vittorie e le sconfitte, i successi o i fallimenti, quantoย la natura delle azioni. Lโatto impeccabile ha giร in sรฉ la sua ricompensa.
โIl guerriero si controlla e si abbandona. ร un cacciatore: calcola tutto. Questo รจ controllo. Ma una volta finiti i calcoli, agisce. Si lascia andare: questo รจ abbandono.โ
Gli insegnamenti di Don Juanโ,Carlos Castanedaย
Ogni volta che agiamo senza distrarci guadagniamo potere personale.
Questa potere non รจ qualcosa da possedere o da esercitare sugli altri.
ร piรน che altro un sentimento, uno stato dโanimo, un fuoco interiore, unaย disposizione allaย buona sorte.
Don Juan dice: โpossiamo sempre farci consigliare dalla nostra morteโ.ย
La nostra morte รจ sempre di fianco a noi e possiamo farle domande per tutta la vita.
Quando dobbiamo decidere qualcosa, la nostra morte dirร :
โconsidera ogni azione come la tua ultima battaglia sulla terraโ.
Quando siamo a disagio perchรฉ vorremmo essere da unโaltra parte, la nostra morte ci dirร :
โNon esiste cheย questaย situazione,ย questoย momento,ย questaย compagnia, questoย spazio di manovra.ย La libertร non รจ scegliere quel che ci pare, ma saper fare partendo da quel che cโรจโ.
La pratica dellโimpeccabilitร (secondo gli insegnamenti di don Juan Matus trasmessi da Carlos Castaneda) รจ uno dei pilastri centrali del cammino del guerriero. Non รจ perfezione morale, purezza etica o โessere braviโ. ร qualcosa di molto piรน radicale e pragmatico.Cosโรจ davvero lโimpeccabilitร Don Juan la definisce come usare tutta lโenergia disponibile nel modo piรน efficace possibile, senza disperderla. Lโimpeccabilitร รจ lโarte di non sprecare nemmeno una briciola del proprio potere personale. Tutto ciรฒ che consuma energia senza produrre un guadagno in luciditร , libertร o spostamento del punto di unione รจ considerato non-impeccabile.Le principali โfalleโ energetiche che lโimpeccabilitร combatte sono:
Lโimportanza personale (self-importance)
Lโauto-compatimento (self-pity)
I rimpianti e i sensi di colpa
Le giustificazioni e le spiegazioni infinite
Le aspettative verso gli altri e verso se stessi
Il parlare eccessivo (soprattutto il parlare di sรฉ)
Come si pratica concretamente
Inventario energetico quotidiano Alla fine della giornata (o in momenti di quiete) il guerriero rivede le proprie azioni e si chiede: โDove ho sprecato energia oggi? Dove mi sono difeso, giustificato, lamentato, o ho cercato di apparire?โ Non lo fa per biasimarsi, ma per vedere con chiarezza e interrompere il meccanismo.
Agire come se ogni atto fosse lโultimo Don Juan insisteva sul fatto che la morte รจ sempre a sinistra, a un braccio di distanza. Questa consapevolezza toglie peso alle piccole vanitร e costringe a scegliere con precisione. Lโimpeccabilitร nasce quando si agisce sapendo che non ci sarร una seconda possibilitร di โfare meglio dopoโ.
Eliminare lโimportanza personale Si tratta di un lavoro sistematico e spesso umiliante. Il guerriero impara a non difendere la propria immagine, a non spiegarsi, a non pretendere riconoscimento. Quando qualcuno lo attacca o lo ignora, osserva la propria reazione interna invece di reagire. Ogni volta che riesce a non difendersi, recupera energia.
Il โnon-fareโ applicato allโimmagine di sรฉ Si interrompe deliberatamente le routine che rinforzano chi crediamo di essere (il modo di parlare, di vestirsi, di raccontarsi, di reagire). Piccoli โnon-fareโ quotidiani indeboliscono la descrizione fissa del mondo e liberano energia.
La follia controllata (controlled folly) Una volta raggiunta una certa impeccabilitร , il guerriero agisce nel mondo sapendo che tutto รจ egualmente importante e egualmente privo di importanza. Partecipa pienamente, ma senza attaccamento al risultato. Questa รจ lโespressione matura dellโimpeccabilitร .
Lโeffetto dellโimpeccabilitร Quando si smette di disperdere energia nei modi abituali, questa si accumula. Lโenergia accumulata produce:
Maggiore luciditร
Capacitร di interrompere il dialogo interiore
Possibilitร di โvedereโ (percezione diretta dellโenergia)
Spostamenti del punto di unione (accessi a stati non ordinari di realtร )
Senza impeccabilitร , secondo don Juan, qualsiasi tecnica (sogno, stalking, piante di potere, ecc.) resta sterile o addirittura pericolosa, perchรฉ non cโรจ abbastanza energia per sostenerla. Lโimpeccabilitร non รจ un idealismo ascetico nรฉ un moralismo. Si puรฒ essere impeccabili anche mentre si mente, si combatte o si agisce in modi che il mondo ordinario giudicherebbe โsbagliatiโ, a patto che lโazione sia compiuta con totale presenza, senza auto-importanza e senza spreco energetico.ร una disciplina di precisione energetica, non di purezza morale.
1. Lโuomo differenziato (Julius Evola)Lโuomo differenziato รจ colui che, pur vivendo nel mondo della dissoluzione moderna, mantiene un centro interiore trascendente e agisce โsopraโ le contingenze senza esserne posseduto (โcavalcare la tigreโ).Punti di contatto con lโimpeccabilitร :
Entrambi rifiutano lโimportanza personale e lโidentificazione con i ruoli sociali.
Entrambi agiscono con distacco dal frutto dellโazione.
Entrambi considerano lโenergia (o la โpresenzaโ) qualcosa da non disperdere in emozioni inutili, giustificazioni e auto-compatimento.
Differenze sostanziali:
In Evola lโimpeccabilitร รจ orientata verso un principio metafisico superiore (Tradizione, asse verticale). Lโazione impeccabile รจ un mezzo per restare โin piediโ in un mondo che crolla.
In Castaneda รจ puramente pragmatica ed energetica: serve ad accumulare potere personale per spostare il punto di unione e raggiungere la libertร totale (anche rispetto a qualsiasi โprincipioโ metafisico).
Lโuomo differenziato mantiene una dignitร aristocratica e una distanza olรญmpica; il guerriero di don Juan puรฒ apparire umile, ridicolo o insignificante, purchรฉ risparmi energia.
In sintesi: lโimpeccabilitร castanediana รจ la versione โtecnicaโ e desacralizzata di ciรฒ che Evola chiama virilitร spirituale o azione pura.2. Il saggio buddista (antico buddismo)Il saggio (arahant o, in senso piรน ampio, colui che cammina sul sentiero) ha estinto le radici dellโattaccamento, dellโavversione e dellโignoranza. Agisce senza โioโ che si appropria dellโazione.Punti di contatto:
Entrambi combattono lโauto-importanza e lโauto-compatimento (nel buddismo: mฤna e soka).
Entrambi valorizzano lโattenzione vigile e la non-dispersione (nel buddismo: sati e appamฤda โ diligenza).
Entrambi considerano inutili le reazioni abituali dettate dallโego.
Differenze importanti:
Lโimpeccabilitร di Castaneda รจ ancora mossa da un forte intento guerriero: accumulare potere, combattere, โvincereโ la propria limitatezza.
Il saggio buddista ha abbandonato anche lโintento di accumulare o vincere. Lโazione impeccabile nasce dalla cessazione del craving, non da una strategia energetica.
In Castaneda si puรฒ essere impeccabili mentre si mente, si combatte o si usa la โfollia controllataโ. Nel buddismo antico lโazione del saggio รจ naturalmente allineata a sฤซla (etica) perchรฉ le radici impure sono estinte.
Lโimpeccabilitร del guerriero รจ ancora un mezzo; per lโarahant รจ diventata lo stato naturale.3. Lo stoicoLo stoico (specialmente quello romano maturo: Epitteto, Marco Aurelio, Seneca) distingue nettamente ciรฒ che dipende da lui (assenso, proairesis, virtรน) da ciรฒ che non dipende da lui, e concentra tutta la sua energia sul primo ambito.Forti affinitร :
Lโimpeccabilitร castanediana e la disciplina stoica sono entrambe pratiche di economia energetica interiore.
Entrambe combattono le passioni inutili (ira, paura, vanitร , rimpianto).
Entrambe usano la consapevolezza della morte come strumento di luciditร .
Entrambe considerano lโopinione altrui e lโimmagine di sรฉ come trappole da neutralizzare.
Differenze:
Lo stoico orienta tutto verso la virtรน e lโaccordo con il Logos. Lโimpeccabilitร รจ morale e razionale.
In Castaneda non esiste un Logos a cui conformarsi: lโunico criterio รจ lโefficacia energetica rispetto alla libertร del nagual. Unโazione puรฒ essere impeccabile anche se โimmoraleโ secondo criteri comuni.
Lo stoico cerca la tranquillitร (ataraxia) e la coerenza interiore; il guerriero di don Juan cerca potere, fluiditร e la possibilitร di โvedereโ e โsognareโ.
Sintesi comparativa
Lโimpeccabilitร di Castaneda รจ forse la piรน โtecnicaโ e la meno metafisica delle quattro. Puรฒ essere praticata anche da chi non condivide alcuna visione trascendente, proprio perchรฉ il suo criterio รจ solo lโefficienza energetica. Allo stesso tempo, quando portata alle sue estreme conseguenze, produce uno stato interiore che ricorda da vicino sia il distacco dellโuomo differenziato, sia la non-reattivitร del saggio buddista, sia la disciplina dello stoico.
Il saggio taoistaIl saggio taoista (il sheng ren o lโuomo del Tao) vive in accordo con il Tao attraverso il wu wei (non-agire forzato), la spontaneitร (ziran) e la flessibilitร . Non combatte il mondo: fluisce con esso. Non accumula potere personale in senso guerriero: si svuota, diventa come lโacqua, inutile allโapparenza e perciรฒ invincibile.Punti di contatto con lโimpeccabilitร :
Entrambi rifiutano lo sforzo eccessivo, lโimportanza personale e lโauto-affermazione.
Entrambi valorizzano lโeconomia del movimento interiore: non disperdere energia in resistenze inutili.
Entrambi considerano le reazioni abituali dellโego (difesa, giustificazione, pretesa) come sprechi.
Entrambi usano una forma di โnon-fareโ rispetto allโimmagine di sรฉ.
Differenze decisive:
Lโimpeccabilitร castanediana รจ ancora volontร concentrata e intento guerriero. Il guerriero sceglie di essere impeccabile, lotta contro le proprie debolezze energetiche e accumula potere.
Il saggio taoista non โsceglieโ lโimpeccabilitร : essa emerge naturalmente quando cessa ogni forzatura. Non cโรจ lotta contro lโimportanza personale; lโimportanza personale semplicemente si dissolve perchรฉ non cโรจ piรน un โioโ che la sostiene.
In Castaneda lโenergia viene risparmiata e accumulata per scopi precisi (spostare il punto di unione, raggiungere la libertร ). Nel taoismo lโenergia non viene accumulata in senso personale: viene lasciata circolare liberamente. Il saggio non diventa โpiรน potenteโ; diventa piรน vuoto e perciรฒ piรน conforme al Tao.
Il guerriero di don Juan puรฒ usare la โfollia controllataโ e agire in modi strategicamente non-naturali. Il saggio taoista agisce solo in modo naturalmente confacente al momento, senza strategia.
In breve: lโimpeccabilitร di Castaneda รจ una disciplina di precisione e di risparmio energetico orientata alla libertร . Lโimpeccabilitร del saggio taoista รจ lโassenza stessa di disciplina forzata, il risultato del non-opporre resistenza al Tao.Tabella aggiornata
Figura
Nucleo dellโimpeccabilitร
Scopo ultimo
Tono esistenziale
Guerriero (Castaneda)
Economia energetica radicale e intento
Libertร totale / nagual
Guerresco, pragmatico
Uomo differenziato
Distacco aristocratico e tensione verticale
Permanere sopra la dissoluzione
Olimpico, distaccato
Saggio buddista
Estinzione dellโego e delle radici impure
Nibbฤna
Quietamente liberato
Stoico
Concentrazione su ciรฒ che dipende da noi
Virtรน e accordo con il Logos
Egemonicon principio direttivo interiore
Saggio taoista
Non-forzatura e spontaneitร (wu wei)
Accordo con il Tao
Fluido, vuoto, naturale
Lโimpeccabilitร castanediana resta la piรน โattivaโ e strategica delle cinque. Le altre quattro, in gradi diversi, tendono verso una forma di abbandono o di allineamento a un principio piรน grande (Tradizione, Nibbฤna, Logos, Tao). Solo in Castaneda lโimpeccabilitร รจ ancora una tecnica di potere personale al servizio di una libertร senza principi superiori.
โPerciรฒ una parola o unโimmagine รจ simbolica quando implica qualcosa che sta al di lร del suo significato ovvio e immediato. Essa possiede un aspetto piรน ampio, โinconscioโ, che non รจ mai definito con precisione o compiutamente spiegato. Nรฉ si puรฒ sperare di definirlo o spiegarlo. Quando la mente esplora il simbolo, essa viene portata a contatto con idee che stanno al di lร delle capacitร razionaliโ
derivano da ciรฒ che il dottor Jung ha definito ยซlโinconscio collettivoยป โ cioรจ quella parte della psiche che trattiene e trasmette lโereditร psicologica comune allโintero genere umano. [โฆ] Il paziente deve essere possibilmente liberato dallโingombro dei simboli che siano diventati decrepiti e inadeguati, oppure deve essere assistito a scoprire il persistente valore di qualche antico simbolo che, lungi dallโessersi esaurito, anela ad essere fatto rivivere in forma moderna. [โฆ] In tempo di guerra, per esempio, si registra un accresciuto interesse per le opere di Omero, di Shakespeare o di Tolstoj [โฆ] A Natale noi possiamo esprimere il nostro sentimento interiore per la nascita mitologica di un fanciullo semidivino anche se non crediamo nella dottrina della verginitร della madre di Cristo o non possediamo alcuna fede religiosa cosciente. Senza saperlo, ci siamo imbattuti nel simbolismo della rinascita. Si tratta della sopravvivenza di unโantichissima festa solstiziale, recante la speranza che le terre intristite dallโinverno dellโemisfero settentrionale tornino a rinnovarsi.โ (pp. 92-93)
”La cosiddetta coscienza civilizzata si รจ nettamente separata dagli istinti di fondo senza, perรฒ, che questi ultimi siano scomparsi. Essi hanno semplicemente perduto ogni contatto con la nostra coscienza e perciรฒ sono costretti ad affermarsi in maniera indiretta. Ciรฒ puรฒ verificarsi per mezzo di sintomi fisici nel caso della nevrosi, o attraverso inconvenienti di vario tipo, come stati d’animo inspiegabili, improvvise dimenticanze o errori di linguaggio.” pag.66
Pur essendo l’ultima opera di Jung, “L’uomo e i suoi simboli” rappresenta anche la piรน valida introduzione al suo pensiero poichรฉ si tratta dell’unico testo a carattere dichiaratamente divulgativo pubblicato dal grande psicologo svizzero. Oltre al saggio di Jung, “Introduzione all’inconscio”, il volume raccoglie quattro contributi dei suoi piรน stretti collaboratori. Ne deriva una trattazione a piรน voci, chiara ed essenziale, della ยซpsicologia analiticaยป, una limpida esposizione di cosa รจ l’ยซinconscio collettivoยป e di come si manifesta. Un testo fondamentale, alla portata di tutti, per capire l’uomo moderno, le sue angosce, i suoi traumi, i suoi impulsi. Carl Gustav Jung (1875-1961), psicologo svizzero, aderรฌ dapprima alle teorie di Sigmund Freud, allontanandosene nel 1913 per fondare la scuola della ยซpsicologia analiticaยป, o ยซpsicologia del profondoยป. Fra le sue opere maggiori si ricordano: “Tipi psicologici” (1921), “L’Io e l’inconscio” (1928), “Psicologia e alchimia” (1944), “La psicologia del transfert” ( 1946).
โesprimere le proprie visioni interiori, individuare il fondo spirituale della vitaโ (p. 238)
โโฆquella che potrebbe a prima vista sembrare al lettore una certa indeterminatezza delle sue [di Jung] idee, รจ invece una caratteristica che deriva da questo atteggiamento di modestia scientifica โ un atteggiamento che non esclude (con pseudospiegazioni, o ultrasemplificazioni avventate e superficiali) la possibilitร di nuove scoperte, ma che rispetta la complessitร del fenomeno della vita. [โฆ] Le idee creative, secondo me, rivelano il loro valore per il fatto che, come chiavi, servono a ยซdissuggellareยป connessioni di fatti prima incomprensibili, e consentono quindi allโuomo di penetrare piรน a fondo nel mistero della vita.โ (pp. 316-317)
โFintanto che un simbolo รจ vivo, รจ espressione di una cosa che non si puรฒ caratterizzare in modo migliore. Il simbolo รจ vivo soltanto finchรฉ รจ pregno di significato. Ma quando ha dato alla luce il suo significato, quando cioรจ รจ stata trovata quellโespressione che formula la cosa ricercata, attesa o presentita ancor meglio del simbolo in uso fino a quel momento, il simbolo muore, vale a dire che esso conserva ancora soltanto un valore storico. โ (โฆ) cosรฌ che esso diviene un mero segno convenzionaleโ (Tipi psicologici โ C.G.Jung)
โBensรฌ un simbolo puรฒ dirsi vivo solo quando รจ, anche per chi osserva, lโespressione migliore e piรน alta possibile di qualcosa di presentito e non ancora conosciuto. Solo cosรฌ esso provoca una partecipazione inconscia, e giunge a generare e promuovere la vita.โ (Tipi psicologici โ C.G.Jung)
” La gnosi propugnata dalla Silicon Valley รจ un illusione di elevazione del singolo individuo, venduta in maniera scintillante secondo i paradigmi della controcultura dell ”ideologia californiana”; รจ un ombra imposta dall’individualitร di altri che si serve del caos per destrutturare l’ordine precedente e sostituirlo con uno nuovo” pag. 79 cap. ” Il culto del Silicio”
FILE – In this Aug. 31, 2013 file photo, the “Man” burns on the Black Rock Desert at Burning Man near Gerlach, Nev. Burning Man organizers sued the U.S. Bureau of Land Management to recover millions of dollars they say the government has overcharged them in fees over the past seven years at the counter-culture celebration in the Nevada desert. Black Rock City LLC, the nonprofit that produces the annual Burning Man event, filed the lawsuit Dec. 13, 2019 in U.S. District Court in Washington. (Andy Barron/The Reno Gazette-Journal via AP, File)
Intelligenza artificiale, robot, macchine a guida automatica: tutto fa pensare al progresso tecnologico. Ma non potrebbe trattarsi invece di magia? Andrea Venanzoni ci invita a pensare lo sviluppo tecnico come un antico incantesimo. Sul regno del progresso troneggia un idolo oscuro. I maghi sono tra noi. Politici, imprenditori, amministratori delle piรน grandi aziende del mondo fanno segretamente ricorso alla potenza degli incantesimi e delle forze esoteriche. In questo libro Andrea Venanzoni sostiene che tutto ciรฒ รจ consentito proprio dallโesplosione del mondo digitale, in sรฉ profondamente โmagicoโ. Scienza, tecnologia e magia vengono solitamente considerati concetti escludenti tra loro: lโepoca nata dai lumi e dal trionfo della ragione non puรฒ accettare la resistenza in ombrose nicchie culturali del pensiero magico, dellโesoterismo, di incantesimi ed evocazioni, visti tutti come frutto di irrazionali superstizioni. Eppure, molti dei nostri concetti tecnologici hanno una radice magica, come gli insiemi algoritmici utilizzati per fini predittivi, o come la rete Internet la cui concezione rimanda a idee come quella teologico-esoterica di โnoosferaโ. Alla fine di questo libro la Silicon Valley non ci apparirร piรน soltanto come un luogo di avanguardia tecnologica, innovazione e successo, ma anche come una terra di maghi, oscuri incantesimi, santuari segreti e rituali pagani celebrati nel deserto.
Andrea Venanzoni Costituzionalista e Segretario generale del Forum nazionale delle professioni. Autore di saggi apparsi sulle piรน rilevanti riviste di diritto pubblico e diritto delle nuove tecnologie, scrive su Il Sole 24Ore, Il Foglio e sulla rivista della Fondazione Leonardo, Civiltร delle Macchine. Collabora con le cattedre di Diritto costituzionale e di Diritto delle tecnologie dellโinformazione, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dellโUniversitร degli Studi Roma Tre.
”Gli algoritmi delle piattaforme non ci consentono invece di produrre l’evocazione della nostra energia ,la quale origina sempre dal fondo del nostro essere immanente e trascendente, l’autentico Meon, ma piuttosto ci livellano verso una beatificazione digitale e astrale in cui ogni interstizio รจ connessione verso l’unicitร del SILICIO, un MEON PLASTICO, rindondante e fallace.” pag. 79 cap. il culto del silicio
Esperto di morte apparente era infatti anche un personaggio semi-mitico che viene talvolta ricordato nellโalveo degli iatromanti pur non essendo greco: trattasi di Zalmoxis[1], definito da Mircea Eliade ยซun daimon o un theos che โrivelaโ una dottrina escatologica e โfondaโ un culto iniziatico da cui dipende lo stato ontologico dellโesistenza ultraterrenaยป [2]. Venerato dai Geti, tribรน semi-nomade della Tracia il cui territorio faceva da ponte tra lโecumene ellenico e le steppe eurasiatiche, alcuni autori greci lo consideravano un discepolo o addirittura uno schiavo di Pitagora, narrando che questi lo avrebbe iniziato alle ยซscienze dei cieliยป a Samo. Va da sรฉ che leggende di questo genere sono il risultato di processi tardo-antichi di evemerizzazione e banalizzazione di processi storici e metastorici assai piรน complessi; nondimeno, per chi sappia leggere โtra le righeโ, esse sono in grado di fornire piรน di unโinformazione implicita, ad esempio, in questo specifico caso, una connessione tangibile per il tramite della Scuola Pitagorica con lโalveo sacrale apollineo. Le confraternite estatichedacio-gete, dโaltronde, sono state sovente paragonate a quelle iatromantiche e orfiche, nonchรฉ a quelle druidiche [3].
Di Zalmoxis, i Geti tramandano che trasmise ai suoi discepoli la dottrina dellโimmortalitร dellโanima, insegnando loro che dopo la morte sarebbero passati in un luogo dove avrebbero goduto di tutte le benedizioni immaginabili per lโeternitร . Poi si ritirรฒ in una cava naturale (andreon) sulla montagna sacra di Kogainon [4] nei monti Bucegi in Dacia (nellโodierna Romania) e discese nel mondo sotterraneo, dove restรฒ per tre anni (alcuni racconti vogliono che durante questo periodo sia stato nellโAde) [5]. I suoi fedeli โ a cui egli appariva in visione sotto forma di ยซanima disincarnataยป โ piansero la sua prematura dipartita, ma al quarto anno egli ritornรฒ in superficie, confermando cosรฌ il suo insegnamento [6]. Quindi sparรฌ nuovamente per comparire qua e lร di tanto in tanto, presso le sue genti: e non con il corpo fisico che aveva in vita, ma sotto forma di daimon (ยซspirito immortaleยป). Come commenta Eliade,
ยซ la โscomparsaโ (occultazione) e la โricomparsaโ (epifania) di un essere divino o semi-divino (re messianico, profeta, mago, legislatore) costituisce parte di uno scenario mitico-rituale assai diffuso nel mondo mediterraneo e asiatico. ยป[7]
Erodoto riferisce le dottrine religiose dei Geti: essi credevano nellโimmortalitร dellโanima e, una volta iniziati ai Misteri correlati, reputavano la morte semplicemente un viaggio per ricongiungersi al loro dio Zalmoxis nella dimensione altra che egli per primo aveva scoperto (similmente allo Yama/Yima indo-iranico, che รจ al tempo stesso lโยซUomo Primordialeยป e il Giudice dei Morti). Ellenico parla inoltre di due tribรน tracie confinanti con i Geti, segnatamente i Terizi e i Crobizi, che pure credevano di raggiungere, dopo la dipartita fisica, il semidio Zalmoxis; tuttavia, a parere di questi ultimi, ยซla permanenza presso il dio non era definitiva e si consolavano pensando che i morti sarebbero tornatiยป [8].
La tradizione armena conosce una caverna dove si diceva che Meher (cioรจ Mihr/Mithra) si appartasse per uscirne soltanto una volta allโanno [9]; tema iranico che si ripercuote anche sulle leggende cristiane della Nativitร nella grotta di Betlemme. Sullโetimologia del nome Zalmoxis, che i manoscritti greci riportano anche in forme alternative come Salmoxis, Zamolxis, Samolxis, gli antichi hanno avanzato diverse teorie. Quella preponderante accosta il suo nome a quello di divinitร telluriche come Zemelo e ลฝemelฤ, frigia la prima baltica la seconda, nonchรฉ con il dio lituano Zjameluks. Se questa etimologia fosse corretta, sarebbe innegabile anche la correlazione con Semele, madre del Dioniso trace (ricordiamo che i Geti erano Traci). Tutti questi termini derivano dalla radice indoeuropea *GโHEMEL (ยซterra, suolo, appartenente alla terraยป), che ci riporta allโร mbito simbolico ctonio-tellurico: e infatti a quanto pare Zalmoxis era anche chiamato Gebelezis[10].
Per quanto riguarda il suo nome piรน noto, comuque, sembra che la questione non cambi: essendo xais un termine scito per indicare ยซsignore, re, capoยป, possiamo tradurre Zalmoxis come ยซSignore della Terraยป o ยซRe del Suoloยป[11] (o probabilmente, meglio, del sottosuolo, inteso nel senso esoterico di dimensione sotto o piuttosto dietro quella ordinaria). Geticus propose la traduzione di ยซRe del Mondoยป[12], citando Guรฉnon e Ossendowski, e Porfirio registrรฒ anche lโesistenza di un termine tracio, zalmon, che avrebbe il significato di ยซnascostoยป: se fondata, farebbe di Zalmoxis il ยซdio nascostoยป, o il ยซdio occultoยป. Da ciรฒ, alcuni vedrebbero in Zalmoxis anche il ยซSignore dei Mortiยป, ma a parere di altri, tra cui il celebre ricercatore di storia tracia I.I. Russu, ยซil valore semantico del tema zamol โ รจ โla terraโ, โil potere della terraโ e Zalmoxis non puรฒ significare altro che il โdio della terraโ, personificazione di ogni forma di vita e del grembo materno in cui ritornano tutti gli uominiยป [13]. Nondimeno, resta da sottolineare lโutilizzo del termine ยซnascostoยป nella tradizione ungherese con riferimento allo stato degli sciamani durante la trance catalettica [14].
Tuttavia Diogene Laerzio testimoniรฒ che in tracio Zalmosside significa ยซpelle dโorsoยป, il che effettivamente potrebbe aver senso se letto in unโottica iniziatica di mรคnnerbรผnde[15] del tipo dei Luperci romani o dei Berserkir e degli Ulfhedhinn โ ovvero rispettivamente ยซcoloro che hanno la pelle dโorsoยป e ยซcoloro che hanno la pelle di lupoยป [16] โ e al tempo stesso in connessione con lโincubatio praticata dagli iatromanti apollinei, oltre che da Zalmoxis.
Questa connessione non รจ da sottovalutare se confrontata con le pratiche rituali dello โsciamanesimo apollineoโ, in quanto si suppone che lโistituzione dei Luperci e la celebrazione dei Lupercali[17] fossero originariamente competenza dei sacerdoti di Sur/Soranus, detto lโยซApollo Neroยป โ ยซdio-lupoยป pre-romano, italico ed etrusco, che trova nellโApollo Lyceus dei Licรฎ [18] una perfetta corrispondenza), venerato con riti ancestrali sulla vetta del monte Soratte. I suoi sacerdoti divennero famosi nellโantica Roma con il nome di Hirpi Sorani (ยซLupi di Soranusยป; dalla lingua osca-sannita-sabina hirpus = ยซlupoยป), tra le altre cose perchรฉ la ritualistica ad essi riferita era profondamente imbevuta da suggestioni sciamaniche: nel corso delle cerimonie, essi camminavano sui carboni ardenti, tenendo in mano le interiora delle capre sacrificate. Secondo unโantica tradizione, ยซun oracolo consigliรฒ ai loro antenati di condurre una vita dedita a rapine e razzie per sfuggire a una pestilenzaยป e di compiere un sacrificio annuale in onore di Apollo presso il Monte Soratte [19]. Con questa premessa, forse, si puรฒ azzardare lโipotesi che Zalmoxis non fosse tanto una divinitร , quanto piuttosto una funzione sacrale, fondata appunto sullโesperienza iniziatica dellโincubatio e del letargo visionario, allโinterno dellโalveo cultuale e rituale apollineo.
I riti misterici correlati allo spirito di uno iatromante di nome Anfiarao, che si diceva essere stato โrisucchiatoโ dalla terra a Tebe e reso immortale in guisa di daimon sotterraneo[20] โ che, a pensarci bene, รจ praticamente la stessa identica storia che viene raccontata su Zalmoxis [21] โ ci possono dare motivo del perchรฉ potremmo propendere per lโinterpretazione di Diogene Laerzio. Nellโipogeo in cui Anfiarao fungeva da oracolo, infatti, lโincubatio avveniva allโinterno di pelli di ariete appena scuoiato, pratica iniziatica che si ritrova anche in diversi centri oracoli della Puglia nonchรฉ, in etร arcaica, nella ritualistica dellโIndia vedica. La pelle degli animali sacrificati conosceva un ampio utilizzo in questi centri sapienzali, dalla previsione del futuro alla magia meteorologica ai riti purificatorรฎ; pratiche simili sono ancora oggi in vigore nelle steppe mongolo-siberiane e caucasiche.
Questa tradizione รจ riportata anche con riguardo allโeroe Podalirio, che si diceva essere figlio di Asclepio, e dunque apollineo. Anchโegli era diventato, dopo la morte fisica, un daimon sotterraneo, e i pellegrini che giungevano sulla sua tomba ยซsacrificavano un montone e dopo averlo scuoiato si avvolgevano nella sua pelle coricandosi a dormire proprio sul sepolcroยป, in quanto, per prendere in prestito le parole di Licofrone, ยซa tutti quelli che si addormenteranno sulla sua tomba in pelli di montone egli rivelerร in sogno oracoli veritieri e [โฆ] sarร invocato come guaritore di malattieยป [22].
In piรน, tornando a Zalmoxis e allโipotesi di Diogene, si deve aggiungere che lโorso รจ lโanimale sciamanico per antonomasia in Asia come in America (dove ricopre il ruolo di Antenato mitico e di Iniziatore [23]) ed รจ sempre presente simbolicamente nei rituali di incubatio di questo genere, in quanto il neofita o lโadepto, emulando il letargo del plantigrado, riuscirebbe simpaticamente (vale a dire, con lโutilizzo della cd. ยซmagia simpaticaยป) a mettersi nei suoi panni. Tali pratiche sono state vive a lungo non solo in Siberia e in Eurasia, ma anche nellโEuropa occidentale, soprattutto sui Pirenei โ dove lโOrso รจ ancora oggi il personaggio centrale della celebrazione del Carnevale, nei panni del ยซcapro espiatorioยป da sacrificare per ยซcacciare lโinvernoยป โ e nelle Isole Britanniche. Philippe Walter (autore di un pregevole studio sul mito del re Artรน che ci verrร utile piรน avanti in questo nostro studio [24]) pone il dio-sciamano dei Geti in relazione con lโArtรน bretone, basandosi anchโegli sul profilo etimologico e arrivando alle stesse conclusioni suggerite dal Laerzio:
ยซ Questo nome derivato dal trace zalmos, โpelliccia, pelleโ, ricorda il carattere ursino dellโessere divino avvolto alla nascita in una pelle dโorso [25]. [โฆ] Non solo Zalmoxis esalta lโesistenza di un Oltretomba in cui vivere in compagnia dei suoi fedeli, ma il suo destino โpostumoโ ha moltissimi punti in comune con quello di Artรน, che parte provvisoriamente per Avalon, per poi tornare a regnare sui suoi. ยป[26]
Note:
[1] Cfr. Mircea Eliade, Da Zalmoxis a Gengis Khan, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1975, cap. II, โZalmoxisโ, pp. 26-71.
[2] Id., ivi, p. 33.
[3] Id., ivi, p. 61.
[4] Id., ivi, p. 56.
[5] Id., ivi, pp. 34-35. Anche i Narti e gli Osseti, discendenti dagli Sciti, hanno tradizioni simili. Essi ritengono che post-mortem lโanima ยซgiung[a] a un crocicchio di tre strade: le due laterali conducono lโuna al cielo, lโaltra allโinferno; si deve preferire quella di mezzo: il morto che la imbocca giunge al luogo dove, fra i Narti assisi, troneggia Barastyr, re dei Mortiยป. Troviamo qui un tema importante ai fini della nostra ricerca: tradizionalmente si ritiene che lโanima dopo il decesso debba imboccare una via a discapito delle altre e che solo chi conosce la via giusta puรฒ arrivare nellโaldilร del dio. Questo รจ un punto di primaria importanza. La conoscenza delle vie celesti, sovente rappresentate sotto forma di fiumi (si pensi ad es. ai quattro fiumi inferi della mitologia greca, o agli altrettanti che sorgono dalla vetta del monte Meru nella cosmologia vedica) รจ indispensabile per arrivare al cospetto del dio, in uno stato post-mortem preferenziale rispetto alla massa indifferenziata di non-iniziati. Kowalewski fa derivare la figura del sovrano dei morti Barastyr dal mazdeismo, mettendolo in relazione con lo Yima indo-iranico. Tuttavia Dumรฉzil, che lo cita, รจ dellโopinione che Barastyr sia un dio specificamente osseto, derivante, ad ogni modo, da una mitologia comune alla quale appartiene anche lโaldilร dellโIndia vedica che, a parere dellโautore, รจ piรน vicino alla descrizione dellโOltretomba osseto [George Dumรฉzil, Storie degli Sciti, Rizzoli, Milano 1980, p. 254].
[17] Per due brevi ma acuti commenti sulla confraternita prisca dei Luperci e i riti da compiuti in occasione dei Lupercali, cfr. George Dumรฉzil, La religione romana antica, Rizzoli, Milano 1977; & Renato Del Ponte, Dei e miti italici. Archetipi e forme della sacralitร romano-italica, Arya โ Compagnia della Tradizione, Genova 2020, pp. 129-135.
[18] Cfr. infra, cap. II ยง6.
[19] Christian Sighinolfi, I guerrieri-lupo nellโEuropa arcaica. Aspetti della funzione guerriera e metamorfosi rituali presso gli indoeuropei, il Cerchio, Rimini 2011, pp. 91-92.
[20] Cfr. infra, ยง13.
[21] ร interessante a riguardo il passo di Mneso di Patara, discepolo di Eratostene, secondo cui ยซi Geti veneravano Cronos e lo denominavano Zalmoxisยป, che Eliade considera da connettere al culto di Saturno come ยซsovrano delle Isole Felici dove soggiornano le anime dei giustiยป [Eliade, Zalmoxis, cit., p. 34]; a riguardo, cfr. infra, soprattutto capp. III ยง8 & IV ยง1, 3.
[22] Mariateresa Fumagalli Beoni Brocchieri & Giulio Guidorizzi, Corpi gloriosi. Eroi greci e santi cristiani, Laterza, Bari 2012, p. 62.
[23] Cfr. Antonio Bonifacio, I popoli dellโOrsa Maggiore: Lungo la via degli orsi e degli sciamani. Lo sciamano, lโorso e il cacciatore celeste, Simmetria Edizioni, Roma 2021.
[24] Cfr. infra, cap. IV ยงยง5 sgg.
[25] Lโorso รจ inoltre legato anche alla regalitร , oltre che alle pratiche sciamaniche: Artรน dellโorso รจ infatti โdoppioโ antropomorfo, e al tempo stesso lโorso รจ suo โdoppioโ zoomorfo. Non รจ un caso se nellโantica Irlanda celtica la parola art stava indifferentemente per ยซOrsoยป e per ยซReยป; sicuramente il ciclo arturiano, storicamente nato in Bretagna (ovvero in unโaltra terra gaelica) ha riutilizzato motivi mitici assai piรน arcaici sotto una veste nuova, adatta al periodo medievale e โcavallerescoโ.