Il metodo prevede l’utilizzo esercitazioni ai sacchi, focus dinamici e sessioni di sparring al fine di far apprendere il contatto,l’impatto la combattività.
Graduale attivazione del superando delle inibizioni culturali psicologiche del colpire un bersaglio umano.
Sono previste sperimentazioni con pressing psicologico e seminari di addestramento all’attitudine mentale (teoria del predatore/predato). Sperimentazione gradualmente all’approccio del contatto fisico e al confronto/scontro con un possibile ed eventuale aggressore, imparando a gestire le proprie emozioni in un processo graduale e sistematico di apprendimento, che include un’ampia parte di preparazione atletica cardiovascolare oltre ad un adeguato risveglio delle potenzialità psicofisiche di reattività e di riattivazione dell’atteggiamento vitale naturale di resilienza e combattività. Le tecniche prevedono l’impostazione pugilistica, l’utilizzo degli arti inferiori calci e ginocchiate, e degli arti superiori gomiti (derivati dalla thai boxe ed altre discipline), svincolamenti da prese e tecniche di base di lotta, simulazione di aggressione e simulazioni di pressing con panico
Durante l’apprendimento si utilizzano diversificate strumentazioni guantoni da boxe per imparare a colpire in sicurezza;
guantini da mix martial arts per utilizzare anche la prensilità
approccio senza protezioni.
Una diatriba ampia di discussione tra praticanti di arti di combattimento ”moderne” spesso definite con il termine di sport di contatto e arti marziali tradizionali.
Un difficile scontro di idee che può essere a tratti semplificato con i fatti : il combattimento reale
Per quanto sia assai difficile sapere per certo cosa si celi dietro queste sfide e chi siano realmente i partecipanti e i loro livelli di abilità….
Maestro di 太极拳 Tai ji chuan VS (versus) praticante MMA (mix martial ars)
o nel confronto/studio
Resta il fatto che un arte non è solo efficacia ma anche coltivazione del Se dell’equilibrio psicofisico, del benessere interiore , del nutrire il sentire e di una piacevole percezione estetica quando possibile….
L’aspetto mentale, la motivazione, la voglia, la determinazione stimolano la risposta del sistema nervoso che attiva il sistema fisiologico emettendo sostanze che consentono un maggior livello di sopportazione al dolore rispetto ad uno stato ordinario comune.
utilizzando un linguaggio più arcaico il ki 氣 si esprime nel livello di combattività marziale.
Paragrafo 96, Libro 16 di Seneca Epistulae morales ad Lucilium
Atqui vivere, Lucili, militare est. Itaque hi qui iactantur et per operosa atque ardua sursum ac deorsum eunt et expeditiones periculosissimas obeunt fortes viri sunt primoresque castrorum; isti quos putida quies aliis laborantibus molliter habet turturillae sunt, tuti contumeliae causa.
Vale.
Ma, caro Lucilio, vivere è fare il soldato. Perciò coloro che sono sbattuti qua e là, e costretti a percorrere per dritto e per traverso strade faticose e difficili e affrontano spedizioni piene di rischi, sono uomini valorosi, i primi tra i soldati; quanti, invece, si lasciano languidamente andare a un ozio nauseante, mentre gli altri si affannano, sono delle colombelle, e si garantiscono la sicurezza con il disonore.
Stammi bene.
” La vita come un arco, l’anima come una freccia, lo Spirito Assoluto come bersaglio da trapassare”
Mârkandeya-Purana मार्कण्डेय पुराण
Volenti o nolenti in questa dimensione visibile tocca combattere….
tanto vale farne una filosofia di vita sinchè si può..
La celebre sentenza di Seneca esponente dello stoicismo romano: vivere militare est, Max Pohlenz, Filologo e storico della filosofia antica (Hänchen sul Cottbus, Brandeburgo, 1872 – Gottinga 1962); prof. (1906-33) di filologia classica all’univ. di Gottinga
sostenne che “il Romano rimane volentieri affezionato all’idea che la vita è una battaglia” La dottrina senecana della vita come militia viene dunque ricondotta dall’autore, attraverso l’arcaica nozione romana del bellum vissuto come rito sacro e come simbolo di azione restauratrice dell’ordine cosmico.
Nel pensiero antico Χάος, Cháos e κόσμος kósmos si susseguivano in ciclica ondulazione di frequenza sia nel macro che nel micro. Resta da comprendere quale sia lo spazio di azione individuale nella propria sfera vitale.
Come sostiene dottor David Berceli, fondatore del metodo TRE Trauma Releasing Exercises, “esercizi di rilascio del trauma” si basa sulla premessa che gli esseri umani abbiano all’interno del proprio corpo una capacità fisiologica di guarigione che gli permette di superare molte esperienze traumatiche.
David Berceli, Ph.D. È un esperto internazionale nei settori dell’intervento traumatico e della risoluzione dei conflitti
Il TRE è un metodo sviluppato ideato specificamente per superare le esperienze traumatiche e le problematiche che comportano. Ispirato alla Bioenergetica, al Tai Chi e ad altre pratiche orientali, questa tecnica – attraverso semplici esercizi muscolari eseguibili in modo autonomo – insegna a evocare nel proprio corpo il tremore neurogeno allo scopo di rilasciare le tensioni accumulate e così ristabilire nell’organismo uno stato di benessere.
“Il tremore muscolare affascina da sempre gli studiosi dei riti celebrati da popolazioni indigene, dove si osservano danze e rituali in cui le vibrazioni muscolari, o tremori continui e a tratti convulsi, divengono strumento di un certo potere di guarigione. Ci si è quindi domandati se davvero nel tremore corporeo vi sia un intrinseco potere terapeutico.
La vibrazione muscolare risulta essere un rilevante elemento dell’approccio di svariate scuole di pensiero e pratiche terapeutiche, dallo yoga alcune tecniche di meditazione profonda incentrate sul rilassamento del corpo; REIKI 靈氣 e Qi Gong 氣功 e Katsugen Undo 整体 “movimento dall’interno” o “la vita si rinnova dalla fonte” fino alle più recenti metodiche di psicologia somatica e analisi bioenergetica, che sfruttano la manifestazione fisica della vibrazione corporea per il trattamento di molte problematiche comportamentali.
Il tremore che si sprigiona in una sessione di trattamento è la manifestazione positiva di un rilascio, di un abbandono del corpo necessario e funzionale al ristabilirsi di uno stato di rilassamento più profondo e di una maggiore percezione di sé.
Talvolta a tali reazioni si associano emozioni o ricordi di esperienze particolarmente significative, se non traumatiche, ma in ogni caso la comparsa delle vibrazioni muscolari è solita produrre un miglioramento dello stato fisico e mentale della persona. La vibrazione muscolare sembra quindi essere un meccanismo intrinseco dell’ organismo vivente, utilizzabile come mezzo di auto facilitazione alla riduzione dallo stress.
Persone ferite fisicamente o sotto shock psichico sono solite tremare convulsamente, e la stessa reazione si manifesta spesso nei pazienti prima di un’operazione chirurgica o nelle donne nel periodo immediatamente dopo il parto: quasi tutti hanno sperimentato una risposta di tremore involontario, per paura, ripugnanza, o perfino gioia. I fremiti appaiono quale reazione spontanea e naturale dell’organismo in situazioni di particolare sollecitazione fisica o emotiva, più che una mera manifestazione patologica.
Conosciamo ancora poco il valore intrinseco di tali reazioni, il meccanismo neurologico alla base di questi fenomeni e il loro potenziale valore terapeutico. Secondo David Berceli, indagare sul meccanismo fisiologico della vibrazione può concorrere alla gestione e cura dello stress cronico, la patologia che affligge, con crescente frequenza e intensità, un numero sempre maggiore di individui. Attraverso una semplice sequenza di esercizi fisici che, permettendo di trarre il massimo beneficio dalle vibrazioni corporee, consentono di acquisire nuovamente un pieno contatto con il nostro corpo: risvegliando parti assopite di noi stessi vivremo la vita con più sentimento e quindi con maggiore partecipazione.”
Confer Fonte Riccardo Cassiani Ingoni Prefazione al libro ‘Metodo TRE: esercizi per rilasciare stress e traumi’ di David Berceli Spazio Interiore Editore 2016
Vincere le proprie resistenze all’atto atletico è una sensazione di vittoria sconosciuta ai più, nel mondo del godimento immediato di ogni piacere, della ricompensa monetaria per ogni sforzo..FARE PER FARE è un lusso per gli aristoi ἄριστοι, i migliori (nobili interiori) coloro che si possono permettere di irridere la logica utilitaristica del profitto immediato..coloro che lavorano duramente senza compenso se non il più grande: COLTIVARSI….
dell’amico Roberto Giacomelli
tratto da Nemeton Guida Pratica agli Sport del Coraggio
Praticare la boxe è un’arte, se si trova il luogo adatto con i trainer qualificati… Il Dojo Ruan boxing è uno di questi luoghi, dove tra un mix d’arti d’oriente e discipline d’occidente in una caratteristica struttura vecchia milano si pratica con grande passione la nobile arte, in un’atmosfera di sapore agonistico per tutti…
Cerchio del panico è un addestramento finalizzato all’apprendimento graduale del mantenimento della lucidità mentale e della reattività in un contesto di alta sollecitazione per il sistema nervoso e di forte induzione allo stress del soggetto che si sottopone all’esercitazione.
Forse derivante dal latino resalio, l’azione di risalire da una barca che si è capovolta a causa delle forze tempestose del mare. In metallurgia designa la capacità di un metallo di resistere alle forze. Resilienza indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità. In questo video l’atleta davide Passaretti Dojo Ruan Boxing nonostante abbia la mano destra con principio di frattura accetta e disputa un match.