Guanti da pugilato dell’antica roma Vindolanda

Sono stati ritrovati vicino al Vallo di Adriano, l’imponente fortificazione in pietra, fatta costruire dall’imperatore romano Adriano nella prima metà del II secolo d.C.
Si ritiene siano l’unico esemplare rimasto, erano imbottiti con materiale naturale per ammortizzare i colpi.
Si tratta di una delle ultime scoperte in una caserma di cavalleria romana, che è stata trovata l’anno scorso sotto il forte di pietra del V secolo di Vindolanda, a sud del Vallo vicino a Hexham, nel Northumberland.

Sono stati rirtovati  straordinari beni personali e militari lasciati dagli uomini e dalle loro famiglie circa 2000 anni fa.

 I reperti si trovano in un notevole stato di conservazione perché erano nascosti sotto un pavimento di cemento posato dai Romani circa 30 anni dopo che la caserma fu abbandonata, poco prima del 120 d.C. Si ritiene che nell’esercito romano, si praticasse il pugilato per addestrare lo spirito combattivo  ed esercitare  l’attività fisica.

Patricia Birley, archeologa  ha dichiarato: "Per quanto a nostra conoscenza, nessun esempio è mai stato trovato nell'impero romano.
"È sempre incredibilmente eccitante quando trovi qualcosa che conosci attraverso altre fonti - raffigurazioni su dipinti murali, vasi ... ma vedere la realtà è qualcosa di unico. Impari molto di più ..
Ad esempio, il più grande dei guanti è stato riparato.
Il proprietario ha davvero voluto mantenere questo oggetto con cura , quindi ha fatto del suo meglio per ripararlo.
È quel tocco umano che riesci a superare l'oggetto reale. "
3009

Tutte le informazioni su https://www.vindolanda.com/

Chasse bas calcio basso di stop un’antica origine

Screenshot 2018-02-06 23.20.45
louvre-lutteur

La tecnica di esecuzione dello chassé bas, colpo sferrato sia con l’arto inferiore avanzato che arretrato sugli arti inferiori dell’avversario dirigendosi come bersaglio dal busto sino alla tibia, utilizzando il tallone o la pianta del piede, denota un antica origine attestata in una statuetta di un lottatore di pancrazio , statuetta in bronzo raffigurante un lottatore presso il Louvre, dopo essere stato scoperto a Autun, in Saône-et-Loire, reso con particolare verve, con la muscolatura imponente , generata delle lunghe ore dedicate all’allenamento intensivo. La testa appare quindi proporzionalmente piccola rispetto al resto del corpo.
La faccia gonfia, con grandi orecchie staccate, porta i segni di ripetuti combattimenti. L’acconciatura è quella dei lottatori professionisti di origine orientale, i capelli sono placcati e riportati in un unico stoppino sulla parte superiore del cranio. Questo stoppino, chiamato cirro.

Questo calcio, oltre che in fase d’attacco, è molto utile in difesa, dato che si può bloccare l’avversario durante l’esecuzione di un calcio. In questo caso è anche chiamato arresto. Gli chassé possono essere eseguiti anche saltati, oppure effettuando un passo in avanti con la gamba arretrata, che passa dietro alla gamba avanzata: in questo lo chassé diventa incrociato. Un particolare tipo di chassé è quello tornante: il colpo viene eseguito dopo una rotazione sulle punte, e viene portato con la gamba arretrata. Può essere eseguito in risposta ad un fouetté dell’avversario, dopo averlo parato in modo tale da spazzare via la gamba dell’avversario.

6e92c395b3c996f65258827d129eb489
Paul Vunak l’ideatore del Progressive Fighting Sistema (PFS)

Savate Boxe Francese

1924-french-boxing

Le origini di questa disciplina, sono ancora oggi abbastanza oscure si suppone nata secondo alcuni storici nei quartieri più poveri di Parigi secondo altri nel porto di Marsiglia, inizialmente come arte di difesa personale e sviluppatasi nell’aristocrazia francese durante i primi anni dell’ottocento, è divenuta col tempo anche uno sport da combattimento, in francese il termine “savate” significa infatti “ciabatta” e questo nome si riferisce alle ciabatte che i marinai francesi indossavano abitualmente all’epoca della sua nascita.

boxing-lesson-savate-ship

Per molti storici fu Michel Casseux maestro di armi , detto Pisseux, l’inventore della savate e del bastone da combattimento. Si dice che l’autore Alexandre Dumas fils (1824-95) – figlio di Alexandre Dumas père (che ha scritto “i tre moschettieri”) – e il poeta romantico francese, Théophile Gautier (1811-72), abbiano preso lezioni di tale disciplina.


Nella seconda metà del XVIII secolo, si narra che i marinai di ritorno dall’Oriente, soprattutto dalla Corea del Sud, Vietnam , fossero rimasti affascinati dalle tecniche di piedi delle Arti Marziali.
Nella Savate è fondamentale possedere un’elevata fludità, precisione.


Nella versione di difesa personale , i calci erano bassi e non andavano al di sopra del ginocchio ,le mani rimanevano aperte, i marinai per combattere sul ponte della nave avevano necessità di equilibrio e spesso le disfide a pugno chiuso erano proibite dalla legge , nella versione militare le mani erano impegnate a utilizzare armi, erano previste anche prese e proiezioni.


La Chausson differiva un po ‘da Savate per il fatto che la maggior parte dei calci erano puntati molto più in alto, e le mani erano regolarmente piazzate a terra quando si calciava – non diversamente dalla Capoeira brasiliana. Al contrario, i calci Savate sono stati generalmente bassi, come ci si potrebbe aspettare da uno stile che era nato per la strada. Una cosa che era comune, sia a Savate che a Chausson, era il fatto di indossare scarpe quando si praticava o si combatteva.

savate

Louis Leboucher è uno dei maestri più importanti del XIX secolo in Francia, nel 1843 pubblica il primo Trattato di Canne in 25 lezioni e successivamente nel 1844 il primo trattato di Boxe Française et Anglaise.

51HGtQCsOoL.jpg

Per molti il creatore della Boxe Française fu Charles Lecour che, allievo di Michel detto Pisseux, imparò prima la Savate poi la Boxe inglese e le fuse insieme dando vita appunto alla Boxe Française.
Da menzionare l’opera di diffusione di Luigi Carmine, autore del Trattato di “Box libera” ossia difesa personale nel 1869 Milano, nonchè l’apporto fondamentale del Maestro Italo Manusardi.

Il professore sul ring. Perché gli uomini combattono e a noi piace guardarli

rocky-marciano
Roky Marciano

“L’attitudine maschile al duello, una volta che diventi attiva nel corso dello sviluppo, prosegue senza sosta. Non ha mai fine, soltanto momenti di temporanea sazietà”

Jhon L. Locke

Una cosa e scrivere di violenza e di scontro fisico, ben altra provarla sulla propria pelle…

1024px-FrzDuellImBoisDeBoulogneDurand1874

Ricerche storiche, studi sociologici, riferimenti scientifici, aneddoti, situazioni personali, racconti, dalla storia dei duelli andando indietro nei secoli, l’autore cita dal notissimo poeta e scrittore russo Puskin, che perse la vita proprio a causa di un duello del tutto evitabile, alle culture basate sull’onore, dal sistema carcerario fondato sul rispetto fino alle teorie di Darwin sulla selezione.

d190f6d1a99fedffefb07d77e9bf1852.jpg

Tra gli autori letterari chiamati in causa,  F.X. Toole ,creatore di molti racconti sul mondo della boxe, primo fra tutti quello da cui Clint Eastwood ha tratto il capolavoro Million Dollar Baby, Sun Tzu,celebre per il trattato di strategia militare L’arte della guerra e Guy de Maupassant con un estratto dal racconto Un vile.

Alessiosakara-ChrisWeidman
Alessio Sakara

Oltre alla componente biologica, Gottschall individua la diffusa tendenza negli uomini, soprattutto giovani, a infilarsi in situazioni rischiose per ostentare la propria forza e il proprio coraggio, come attraversare la strada senza molta attenzione oppure, appunto, entrare in una ed affrontare uno scontro cruento con un altro…
Nei maschi, sin da piccoli, i giochi sono orientati al contatto, alla dominanza, e si instaura una lotta aggressiva e competitiva , nelle femmine invece la lotta è più leggera e votata al divertimento; in ogni caso, le ragazze sono più interessate alla coesione e alla collaborazione che alla dominanza e alla competizione, ma in alcune arde la fiamma combattiva, che discende dall’archetipo della dea Freya.

image-33unthbbw29oh71grq2fb4
Holly Holmes vs Ronda Rousey

Dal gioco competitivo poi, con la crescita, si passa allo sport, attraverso il quale si possono esibire forza fisica, coraggio, abilità atletica in una maniera codificata.
Le discipline di combattimento favorirebbero inoltre la socializzazione, il cameratismo e la correttezza.
Discipline come guerre simulate, in special modo quelli di squadra, basti pensare al football americano, che anche nella terminologia riprende il gergo bellico.
E la guerra, invece, quella vera e propria, espressione massima dell’attrazione innata per la violenza da parte dell’essere umano, che trova nel combattimento orrore ma allo stesso tempo brivido d’eccitazione, persino esaltazione, un amore controverso simile all’effetto di una droga.

Gottschall spiega quanto una lotta possa essere seducente e di come ci piaccia guardarla, perché, in sostanza, il pubblico ha sete di combattimenti come metafora e come rito catartico collettivo per superare il timore inconscio della PAURA.

  • L’enigma del duello
  • La danza della scimmia
  • Uomini duri
  • Abbattere Golia
  • La sopravvivenza del più sportivo
  • Giochi di guerra
  • Sete di sangue
  • Il significato del combattimento
Davide Passaretti Dojo Ruan Boxing Vs Orellla KICK BOXING SUPER STARS

Saperne di più sulle Discipline di combattimento

Dove Praticare Discipline di Combattimento 

Cuore guerriero   

La pratica intensa conduce alla trasmutazione..

Davide Passaretti dojo Ruan boxing

Un ottimo libro, di Sam Sheridan, ricco di spunti di riflessione, per tutti coloro che amano le pratiche marziali e le discipline di combattimento, e cercano il senso più profondo della pratica.
Come sostiene Sam
“Avere un cuore da temerari ha a che fare con il conoscere se stessi e il non avere paura della sconfitta.
È così che diventi una versione migliore di te stesso.
La nobiltà è una conseguenza di questo atteggiamento.”

Davide Passaretti e Francesco Dal Pino Dojo Ruan Boxing

“Quel potere nei grandi Fighter produce, equilibrio, discernimento , saggezza, persino gentilezza, eccetto che sul ring..”
Per quanto non si possano attribuire a tutti i combattenti e praticanti queste considerazioni, poiché non di rado, non pochi, cadono nel lato “più cupo”, non riuscendo ad andare oltre, ebbri di adrenalina, o prigionieri dei condizionamenti sociali ,culturali o in autosabotaggi psicologici, non riescono ad apprezzare il disvelamento, ἀλήθεια , anche se certamente, è vero, per molti, che l’intensa pratica trasformi, plasmando l’individuo tramite la dedizione, l’impegno, la resilienza, la durezza dello confronto e la temperanza.

francescodalpino.org combatsports

Sam racconta che
“Quando l’atleta si trova a muoversi inacque profonde” si ritrova a faccia a faccia con la divinità ” forse allude ad un assaggio del non Ordinario, a ciò che è non esplicito,  ciò che è misterioso, ineffabile emozione , ciò che resta invisibile e non manifesto nell’ordinarieta’ del quotidiano privo del rischio, dell’ignoto, della sfida, seppur presente in senso metaforico per tutti.

Cecilia Attalla dojo Ruan boxing

“Il mio vecchio professore Gregory Nagy, studioso di storia antica, sosteneva che nell’antichità gli atleti subivano una trasformazione durante le competizioni e perché ciò avvenisse, l’atleta doveva esser unito a qualcosa più grande di lui, di lei.”
Come molti maestri insegnano, in un momento inaspettato, giunge la quiete nella caos dello scontro, è il centro dell’uragano, attimo di pura consapevolezza, in cui si è totalmente presenti a se stessi nel potere dell’adesso”

Francesco Dal Pino –Davide Passaretti-Sandro Cardelli DOJO RUAN BOXING

Ulteriori approfondimenti

  • La responsabilità di combattere
  • Regola numero sette, fight club
  • Il fiume di gennaio
  • Il Rai del pugno
  • Un gioco freddo
  • Ritorno in punta di piedi
  • Temerarieta’
  • Realistico ed anche figo
  • Nel cuore del combattente

Arti Combat 

Meditazione dinamica marziale

Fiducia in se stessi ed arti combat

Centauro mente e corpo

Mathias Cassarino
muay-thai-tradition-culture-lumpini-rajadamnern-stadium-bangkok-mongkol-mongkin-buakaw- lumpinee-wai-khru-boxing-information-children

Leva al braccio

A mihi ubi consistam, et terram movebo
Dammi dove appoggiarmi e sposterò la terra!
Archimede di Siracusa

Screenshot 2017-12-15 13.00.56

La  leva agisce  applicando una forza potente su di un punto del corpo che si oppone alla resistenza esercitata dallo stesso, causando la rottura del punto anatomico che funge da fulcro.

aid378870-v4-728px-Do-a-Jiu-Jitsu-Arm-Bar-Step-4
腕 挫 十字 固 judo 柔道 jūdō, Via della Cedevolezza

Fiducia in se stessi ed Arti Di Combattimento

Un grande campione Georges St-Pierre praticante di una disciplina assai complessa  quale le Arti Marziali Miste racconta di se dopo essere diventato un temibile combattente
”Un enorme terrore ho dovuto affrontare in periodo della mia vita, quando in classe appena suonata la campana era costretto a prendere i libri e a schizzare fuori da scuola più in fretta possibile, prima che i bulli riuscissero a prendermi.”
Il desiderio di difendersi spingerà GSP verso le arti marziali, prima il karate Kyokushinkai fondato del maestro Masutatsu Ōyama sino ad arrivare alle competizioni di MMA. In questa intervista dichiara l’importanza self confidence  (fiducia in se stessi) nel suo percorso formativo e quanto sia stato fondamentale il supporto delle discipline marziali per poterla ottenere.

Il Flusso the Flow, la Zona The Zone, nelle discipline di Combattimento

"La vita come un arco, l'anima come una freccia, lo Spirito Assoluto come bersaglio da trapassare. Unirsi con questo Spirito come una freccia scoccata si conficca nel suo bersaglio " (Mârkandeya-Purâna, XLII, 7-8)
kyudo02

Nelle discipline da ring o sport di opposizione e contatto, l’abilità dei contendenti deve essere dimostrata in un contesto regolamentato, colui che liberamente sceglie di mettersi alla prova è consapevole dei rischi che corre, soprattutto se è arrivato a questa scelta tramite un percorso monitorato da istruttori competentisia a livello tecnico che sociopsicologico e motivazionale (coaching).
L’aggressività in questo contesto viene canalizzata ad esprimersi in una competizione di tipo simmetrico, dove il principio di opponibilità regolamenta la modalità, e dove esistono dei riferimenti chiari e predeterminati sulle finalità della competizione.
Il valore dell’abilità di un singolo contendente è dato dalla somma delle qualità espresse da entrambi i partecipanti alla sfida agonistica,da ciò si desume una possibile approccio educativo nell’utilizzo di queste discipline a fine pedagogico.
Il valore del singolo contendente e dato dalla somma dei duellanti.
Ma si evidenziano tratti singolarmente interessanti anche nello sviluppo delle potenzialità individuali, non solo per il senso di autostima e di sicurezza che proviene dall’intensa pratica, ma anche per la possibilità catartica e rigeneratrice, l’immersione nell’azione così come ne descrisse accuratamente il fenomeno, lo studioso Mihaly Csikszentmihalyi.

images-1

In psicologia, il flusso (in inglese flow), o esperienza ottimale (trance agonistica nel linguaggio sportivo), è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività.
Questa condizione è caratterizzata da un totale coinvolgimento dell’individuo: focalizzazione sull’obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento di un particolare compito.

22049909_1611674065550387_8866009546401185438_n


Fu all’inizio degli anni ’70, che questo ricercatore si occupò di fenomeni  in cui si manifestava l’insorgere di uno stato spontaneo di completa fusione tra azione e coscienza di totale “immersione” nella situazione, nell’istante, una fusione tra soggetto che agisce ed azione… il cosidetto stato di Flow, flusso, un momento magico
“lo stato in cui le persone sono così immerse in ciò che stanno facendo, che tutto il resto sembra non avere alcuna  importanza, l’esperienza in sé è talmente piacevole e fuori dall’ordinarietà , da indurre le persone a ripeterla anche a costo di grandi sacrifici.”


Lo sport in genere ed in particolare gli sport da ring e le discipline marziali, favoriscono situazioni limite di sforzo intenso e di elevata concentrazione, di forti emozioni, in cui insorge ciò che viene definito THE ZONE , uno stato di  flusso  esperienza ottimale ,uno stato di  trance agonistica,  in cui la persona è completamente immersa in un’attività, in totale coinvolgimento, focalizzata sull’obiettivo, con una forte motivazione intrinseca, con positività e gratificazione nello svolgimento del compito…. un modo più moderno di esprimere i temi dello zen ed altre splendide antiche discipline….e di nuove rielaborazioni…

 

Discipline di Combattimento

407977_462833207101151_674872536_n

Riemergono da un lontano e atavico  passato carico di  simbolismi  ed ritualità
Sono le disciplina da combattimento , come la nobile arte pugilistica 
la Boxe thailandese ( Muay Thai) o la più diffusa Kick-boxing, con le sue varianti, eredi di antiche pratiche marziali millenarie sia occidentali che orientali..
se insegnate da personale competente e qualificato, permettono di acquisire consapevolezza di sé e delle proprie abilità, consapevolezza della propria corporeità, permettono di instaurare un significativo ed equilibrato rapporto tra mente e corpo.
_DSC7486
Offrono l’occasione  di sviluppare  una sensibilità tra il  movimento fisico e l’atteggiamento mentale, favorendo nel individuo la concentrazione, l’autocontrollo, il concetto di sé e al contempo accrescendone il senso di maggiore sicurezza ed autostima.
Offrono, inoltre,  la possibilità di prendere consapevolezza della propria emotività, imparando a gestire l’istintività, e di esprimere l’aggressività in un contesto protetto e secondo modalità prestabilite
Costituiscono un ottimo strumento di espressione catartica di sfogo e di rigenerazione, favoriscono lo scaricamento delle tensioni apportando benefici al sistema cardiocircolatorio e in senso più ampio al sistema psicofisico, favorendo un valido supporto sul piano motivazionale.

BOXE 

THAI BOXE

KICK BOXING

ARTI MARZIALI MISTE

DIFESA PERSONALE

Entrare nella pratica Valore αὐτονόμος

«Chi va verso se stesso rischia l’incontro con se stesso.» (C.G. Jung)

Schermata 2017-08-24 alle 19.06.21

αὐτο autoνόμοςnomos, “legge”, ovvero “legge propria” è il valore specifico della propria pratica che spinge l’individuo in una ricerca appassionata, svincolata dal parere e dall’approvazione sociale, libera da norme eteronome  dettate da ἕτερος éteros « altro» e νόμος nómos legge,  Solo trovando questo punto di agio nella pratica ci si appropria della disciplina in senso più profondo rendendola parte integrante di se, della propria auto-educazione.

Tutti i pini si assomigliano ( altrimenti non li potremmo classificare come pini ), ma nessuno è esattamente simile a un altro. Proprio per l’incidenza di questi fattori di similitudine e differenza, è difficile schematizzare le infinite possibilità di variazione del processo di individuazione. Il fatto è che ciascuno di noi deve fare qualche cosa di diverso, qualche cosa di assolutamente privato e personale.»
(Marie Louise von Franz, Il processo di individuazione. In “L’uomo e i suoi simboli”)

Creato su WordPress.com.

Su ↑