“Un metodo d’esercizio del wushu e del qigong. Il corpo è eretto, le quattro membra conservano una specifica posizione, traendo sostegno dal respiro, al fine di rafforzare la funzionalità degli organi interni, della circolazione del sangue e del qi, dei muscolo e delle ossa.
Quando ci si esercita si raccoglie e concentra il pensiero, il respiro è naturale, si sta eretti e immobili, la parte alta del corpo è vuota mentre quella bassa è piena, come un tronco d’albero, da ciò deriva il nome.
Quindi sì, puoi immaginare un tronco d’albero con le sue radici, tagliato ad altezza d’uomo.
Un ottimo libro, di Sam Sheridan, ricco di spunti di riflessione, per tutti coloro che amano le pratiche marziali e le discipline di combattimento, e cercano il senso più profondo della pratica. Come sostiene Sam “Avere un cuore da temerari ha a che fare con il conoscere se stessi e il non avere paura della sconfitta. È così che diventi una versione migliore di te stesso. La nobiltà è una conseguenza di questo atteggiamento.”
Davide Passaretti e Francesco Dal Pino Dojo Ruan Boxing
“Quel potere nei grandi Fighter produce, equilibrio, discernimento , saggezza, persino gentilezza, eccetto che sul ring..” Per quanto non si possano attribuire a tutti i combattenti e praticanti queste considerazioni, poiché non di rado, non pochi, cadono nel lato “più cupo”, non riuscendo ad andare oltre, ebbri di adrenalina, o prigionieri dei condizionamenti sociali ,culturali o in autosabotaggi psicologici, non riescono ad apprezzare il disvelamento,ἀλήθεια , anche se certamente, è vero, per molti, che l’intensa pratica trasformi, plasmando l’individuo tramite la dedizione, l’impegno, la resilienza, la durezza dello confronto e la temperanza.
Sam racconta che “Quando l’atleta si trova a muoversi in “acqueprofonde” si ritrova a faccia a faccia con la divinità ” forse allude ad un assaggio del non Ordinario, a ciò che è non esplicito, ciò che è misterioso, ineffabile emozione , ciò che resta invisibile e non manifesto nell’ordinarieta’ del quotidiano privo del rischio, dell’ignoto, della sfida, seppur presente in senso metaforico per tutti.
Cecilia Attalla dojo Ruan boxing
“Il mio vecchio professore Gregory Nagy, studioso di storia antica, sosteneva che nell’antichità gli atleti subivano una trasformazione durante le competizioni e perché ciò avvenisse, l’atleta doveva esser unito a qualcosa più grande di lui, di lei.” Come molti maestri insegnano, in un momento inaspettato, giunge la quiete nella caos dello scontro, è il centro dell’uragano, attimo di pura consapevolezza, in cui si è totalmente presenti a se stessi nel “poteredell’adesso”
Francesco Dal Pino –Davide Passaretti-Sandro Cardelli DOJO RUAN BOXING
La meditazione dinamica Marziale è una particolare tecnica di meditazione che fa uso del movimento corporeo e di azioni catartiche, movimenti e suoni spontanei indotti dalla pratica, movimenti e tecniche marziali, per raggiungere un momento di quiete interiore e di pieno contatto con sè stessi.
L’obiettivo finale della meditazione dinamica è consentirci di sperimentare il silenzio interiore, un momento profondo di “allineamento” in cui siamo pienamente in noi stessi, centrati . Non ci si siede in posizione del loto cercando l’immobilità, ma si utilizza piuttosto il movimento portandolo ad un dinamismo intenso , sino alla perdita di controllo di superficie, portando l’organismo in uno stato non ordinario e non consueto è possibile, generarequello stato di vuotoche consente il manifestarsi di una nuova consapevolezza.
Come sosteneva anche il provocatorio maestro Osho le meditazioni attive sono più efficaci di quelle passive, perchè, nella società frenetica moderna,una meditazione seduta, in molti casi, ci espone a grande frustrazione, richiedendo la repressione totale degli istinti legati al movimento mentre un tipo di meditazione che parte dal movimento, dalla tensione può far raggiungere il rilassamento profondo.
Meditazione è una lezione di consapevolezza, di assenza di pensiero, di spontaneità, di essere totalmente nella tua azione, all’erta, consapevole… OSHO
Non date tutta la vostra attenzione alla mente e al mondo esterno. A tutti i costi concentratevi su ciò che state facendo, ma cercate anche di percepire allo stesso tempo il corpo interiore, se possibile. Rimanete radicati interiormente. Quindi osservate come questo modifichi il vostro stato di consapevolezza e la qualità di ciò che state facendo. Percepire il corpo interiore Eckhart Tolle
Nell’esecuzione libera si esprimono sequenze miste ispirate a discipline e movimenti spontanei, che inducono sensazione di liberazione da blocchi psicofisici, in alternanza di fasi più esplosive tipiche della boxe delle ombre, a fasi di stato meditativo dinamico, che esprimono uno stato di piacevole quiete.
(MFM) Martialia Fluens Motus® è un addestramento di alternanza di movimenti lenti, fluidi ,veloci ,elastici in flusso libero di azione per facilitare la rigenerazione psicofisica e indurre stati psicofisici di piacevole armonia. Nell’esecuzione libera si esprimono sequenze miste ispirate a discipline e movimenti spontanei, che inducono sensazione di liberazione da blocchi psicofisici, in alternanza di fasi più esplosive tipiche della boxe delle ombre, a fasi di stato meditativo dinamico, che esprimono uno stato di piacevole quiete. Un mix di arti di combattimento, Qi gong 氣功 , yoga योग ed altro.
Il “centauro” è un termine utilizzato da Erikson per definire un’integrazione matura tra mente e corpo, nella quale la “mente umana” e il corpo animale costituiscono un’unità armoniosa. (psichico, sottile, causale e non duale) Nel paradigma olografico il centauro rappresenta il tredicesimo ed ultimo livello, quello che segue il livello magico, mitico e razionale, e si espleta nei quattro stadi di morte rinascita. (Stanislav Grof)
Conflitto tra natura e cultura: Il centauro, metà uomo e metà cavallo, rappresenta un conflitto tra la natura selvaggia e impulsiva (il cavallo) e la ragione e la civiltà (l'uomo). Questo conflitto potrebbe essere collegato alle diverse fasi dello sviluppo psicosociale descritte da Erikson, in cui l'individuo è costantemente chiamato a bilanciare impulsi biologici e richieste sociali. Integrazione di aspetti opposti: La figura del centauro suggerisce l'idea di integrare aspetti apparentemente contraddittori della personalità. Questo concetto potrebbe essere messo in relazione con la ricerca dell'identità, un tema centrale nella teoria di Erikson. Potenziale e limiti umani: Il centauro, con la sua forza bruta e la sua saggezza, rappresenta un simbolo del potenziale umano e dei suoi limiti. Questa dualità potrebbe essere collegata alla concezione eriksoniana dell'ego, che cerca costantemente di mediare tra le diverse istanze psichiche.
Nella riflessione teorica del filosofo Ken Wilber, si richiama al simbolismo del centauro, figura mitologica del mondo greco, figura archetipica della cultura indoeuropea, che in greco antico si designa con “kéntor” (híppon), “colui che stimola (il cavallo)”, intesa nella sua accezione di portatore-promotore di crescita Rappresenta la perfetta unione tra il fisico ed il mentale, poiché il centauro non è un cavaliere che è esperto nell’equitazione, ma un cavaliere che è tutt’ uno con il suo cavallo. Non si presenta come una psiche separata che tenta di controllare il suo corpo, bensì un’unità psicosomatica che governa se stessa. La funzione simbolica del centauro è quella del recupero del rapporto tra corpo e mente ascoltando, mettendosi in movimento con consapevolezza.
Chirone ed Achille
Chirone , Χείρων, Chéirōn, esempio eccelso di centauro si distingueva per la grande saggezza, per la conoscenza delle scienze, in particolare quella medica. Fu pertanto considerato il capostipite di quella scienza in quanto maestro di colui che la mitologia greca considerava il dio della medicina Asclepio, oltre che un importante maestro di Arti Marziali.
Jung narrava dell’archetipo del guaritore ferito, di colui che tiene in sè due poli opposti: il guaritore e il ferito.
Chirone: nella mitologia era un centauro figlio illegittimo di Crono e Fillira, immortale. Più saggio e benevolo di tutti i centauri fu grande esperto dell’arte medica e insegnante perfino di Asclepio.
Chirone fu trovato e allevato da Apollo, che gli insegnò le arti curative, la musica e la profezia, mentre la sorella gemella di Apollo, Artemide, gli insegnò il tiro con l’arco e la caccia. Chirone eccelleva in ogni campo. A volte si dice che abbia inventato la farmacia, la medicina e la chirurgia. In effetti, il nome “Chirone” significa “mano” (greco, kheir χειρ o “abile con le mani”, ed è correlato al nostro “chirurgo” ( kheir + ergon , “artigiano”). Il tocco curativo: La mano, in molte culture, è associata al tocco, alla guarigione e alla trasmissione del sapere. Chirone, con le sue mani esperte, era in grado di alleviare le sofferenze altrui. La parola “chirurgo” deriva proprio dal greco “cheirourgós”, che significa letteralmente “colui che lavora con le mani”. Questo legame etimologico sottolinea l’abilità di Chirone nel curare le ferite e nel manipolare le erbe medicinali. Chirone era un maestro eccezionale, istruendo molti degli eroi greci, tra cui:
Giasone: Lo istruì nella navigazione e nell’uso delle armi.
Achille: Gli insegnò le arti della guerra e della medicina.
Asclepio: A lui trasmise le sue conoscenze mediche, rendendolo il dio della medicina.
istruì Asclepio nell’arte della medicina con mani gentili. του και τον Ασκληπιό μετά από αυτόν του δίδαξε την τέχνη τη θεραπευτική με χέρια ευγενικά. Pindaro
Fu Eracle a uccidere Chirone in seguito della sua terza fatica, quella della cattura del cinghiale di Erimanto, Eracle fece visita al centauro Folo il quale offrì del vino all’eroe aprendo la giara dei centauri che si arrabbiarono e si lanciarono contro Eracle che li respinse e ne uccise alcuni; i centauri, per difesa, si rifugiarono nella grotta di Chirone che, ignaro di ciò che stava succedendo, si fece incontro all’amico Eracle nell’istante esatto in cui questo scagliò una freccia che andò a colpire per errore il ginocchio del centauro. Questa ferita inguaribile provocò molto dolore, e a nulla servirono i propri poteri autocratici al punto che il centauro sarebbe stato costretto ad una vita di sofferenza a causa della sua immortalità. Zeus, però, mosso da compassione, permise a Chirone di donare la sua immortalità a Prometeo salvandolo e salvando con lui tutti gli uomini. E’ proprio attraverso la sofferenza che Chirone impara l’arte della cura e a tenere sempre presente la propria ferita, che è simbolicamente lo spazio attraverso cui il dolore e la sofferenza possono entrare in lui.
Questo è un tipico elemento di fenomenologia sciamanica il processo di ferita e smembramento, a cui si deve sottoporre, l’iniziato, il passaggio, a tratti estremo, può esprimersi nel sacrificioSacrum facere. Come Chirone, così il terapeuta può comprendere la sofferenza dell’altro solo riconoscendo e integrando la propria sofferenza, non come debolezza o fragilità, ma come forza e strumento per poter lasciare entrare ed entrare in contatto con l’altro. Nella figura del centauro, gli uomini cercavano di identificarsi con il cavallo stesso, da sempre considerato come uno degli animali più forti ed eleganti, il ché lo portò a diventare simbolo di nobiltà ed intelligenza, tanto che presso le famiglie aristocratiche greche e romane era uso comune attribuire nomi contenenti la parola ἵππος “hippo”, cavallo in greco: Filippo ed Ippocrate ne sono due esempi. Ippolito, Ippocrate, Filippo, etimologicamente significano colui che lega, che ama, colui che addestra i cavalli.
La ferita come fonte di empatia: Chirone, ferito da una freccia avvelenata, non poteva guarire se stesso, ma divenne un maestro nella medicina, curando gli altri. La sua ferita personale gli conferiva una profonda comprensione della sofferenza altrui, rendendolo un guaritore eccezionale. L'integrazione degli opposti: Il guaritore ferito incarna la dialettica tra luce e ombra, forza e vulnerabilità. È colui che, avendo sperimentato il dolore, è in grado di accedere alle profondità dell'anima e di aiutare gli altri a guarire le proprie ferite. Il percorso di guarigione personale: Il guaritore ferito è un individuo che, attraverso il proprio processo di guarigione, sviluppa una saggezza e una compassione uniche. È colui che ha imparato a trasformare la sofferenza in forza. Riconoscere la propria vulnerabilità: Capire che anche i guaritori hanno le loro ferite ci aiuta a essere più umani e compassionevoli verso noi stessi e gli altri. Sviluppare la resilienza: Il percorso del guaritore ferito ci insegna a trasformare le avversità in opportunità di crescita. Connettersi con gli altri in modo più profondo: La comprensione della sofferenza altrui ci permette di stabilire relazioni più autentiche e significative.
La leggenda narra che il primo ibrido ebbe origine dall’unione di un figlio di Apollo, Centauro appunto, con delle bellissime cavalle. Dalla loro unione nacque una creatura con il corpo di cavallo sul cui tronco erano innestati un torso ed un capo umani. La loro particolarità è che possedevano tutti i pregi e tutti i difetti del genere umano, portati però a livelli elevatissimi, tanto che nella mitologia sono stati riservati loro ruoli completamente contrastanti: dall’estrema saggezza all’incredibile crudeltà. E tale idea perdurò nel tempo.
Simbolo della dualità, il Centauro può rappresentare figure mitologiche positive come Chirone, o negative, come Nesso Nel primo caso il Centauro mira verso l’alto, si avvale di conoscenze esoteriche che mette al servizio degli altri, mentre nel secondo si fa dominare dagli istinti, insidia Deianira, compagna di Ercole, viene ucciso, e contemporaneamente si vendica con uno stratagemma. Nell’agonia, Nesso rivelò a Deianira che se ella avesse raccolto il suo sangue e ne avesse intriso una veste avrebbe potuto contare sull’amore eterno di Eracle.
La ferita come fonte di saggezza: La ferita di Chirone lo trasformò in un maestro della sofferenza, dandogli una profonda comprensione dell’animo umano.
L’integrazione degli opposti: Chirone incarna la dualità tra la natura selvaggia (il cavallo) e la ragione (l’uomo), tra forza e vulnerabilità.
Il sacrificio per gli altri: Nonostante il suo dolore, Chirone continuò a servire gli altri, rinunciando alla propria immortalità per liberare Prometeo.
L’eredità di Chirone
Giasone e Cheiron i centari osservano Anauros
L’eredità di Chirone è ancora oggi viva. Il suo mito ci insegna che:
L’insegnamento è un atto di amore: Condividendo le nostre conoscenze e la nostra esperienza, possiamo fare del bene al mondo.
La sofferenza può essere una fonte di crescita: Anche attraverso il dolore, possiamo trovare un significato più profondo alla vita.
La compassione è una forza potente: Aiutando gli altri a guarire, possiamo guarire noi stessi.
ΟΙ ΜΥΘΟΙ: Φαίνεται πως οι μύθοι για τη μαγεία του Χείρωνα αυξήθηκαν σημαντικά με την πάροδο του χρόνου. Σήμερα, είναι αποδεκτό ότι καθώς μεταβάλλονταν οι ιδέες περί εκπαίδευσης, αναπτύσσονταν και οι ιδέες για τη σοφία του Χείρωνα όπως και οι απόψεις για τον τρόπο με τον οποίο εκπαίδευε τους μαθητές του. Γράφει σχετικά ο Πίνδαρος: “Αλλά ο ξανθός Αχιλλέας, μένοντας στο σπίτι της Φιλύρας ως παιδί, έκανε έργα μεγάλα, συχνά κραδαίνοντας στα χέρια του ένα ακόντιο με μια κοντή λεπίδα, γοργός σαν τον άνεμο, έφερε το θάνατο στα άγρια λιοντάρια στη μάχη, σκότωσε κάπρους άγριους και τα ασθμαίνοντα κουφάρια τους [έφερνε] στον Κένταυρο, τον γιο του Κρόνου”. Ό,τι αφορά στον Χείρωνα, ο Πίνδαρος ξεκαθαρίζει ότι δεν είναι επινόηση δική του. Ο τρόπος που δίδαξε τον Αχιλλέα, για παράδειγμα, είναι ένα γνωστό γεγονός που έμαθε από παλαιότερες ιστορίες. Στην εποχή του οι άνθρωποι ανέπτυξαν άλλες ιδέες για τη γνώση και τις διδασκαλίες του Χείρωνα, τις οποίες και περιγράφει λεπτομερειακά: “Ο Χείρων με τη βαθιά του γνώση, τον Ιάσονα δίδαξε στη λίθινη κατοικία του και τον Ασκληπιό μετά από αυτόν του δίδαξε την τέχνη τη θεραπευτική με χέρια ευγενικά. Συν τω χρόνω, γάμο κανόνισε για την αγλαόκολπη κόρη του Νηρέα [Θέτις], δίδαξε τον γιο της [Αχιλλέα] τον ευγενή τρέφοντας το πνεύμα του με τα πρέποντα. Κι όταν οι άνεμοι τον έσπρωξαν στην Τροία, στάθηκε ανάμεσα στις λόγχες και τις κραυγές της μάχης”. Στην Ιλιάδα μια πρώτη αναφορά συνδέεται με τον Μενέλαο, που πληγώθηκε από τρωικό βέλος. Ο Θεσσαλός γιατρός από τις τάξεις των Αχαιών, ο Μαχάων, γιος του Ασκληπιού, κλήθηκε να “ρουφήξει το δηλητήριο από την πληγή και επιδέξια να επιθέσει πάνω της φάρμακα, που ο Χείρων έδωσε πριν από καιρό στον πατέρα του”! Η δεύτερη αναφορά σχετίζεται έμμεσα με τον Αχιλλέα. Ο Ευρύπυλος ζήτησε από τον σύντροφό του στη μάχη Πάτροκλο να τον βοηθήσει. Διαβάζουμε: “Σώσε με τουλάχιστον τώρα […] κόψε το βέλος από το μηρό μου, ξέπλυνε το μαύρο αίμα με ζεστό νερό και βάλε πάνω του καλά γιατρικά, από αυτά που λένε ότι σου είπε ο Αχιλλέας, αφού ο Χείρων, ο δικαιότερος του μίλησε γι’ αυτά”. Τέτοια ήταν η πίστη στη σοφία του Κένταυρου. Από τέτοιες αναφορές, φαίνεται ότι η πρόσθεση της θεραπείας, της φιλοσοφίας, της μαγείας, κ.ο.κ. στις δεξιότητες που δίδασκε ο Χείρων συνδέεται με τον αυξανόμενο πλούτο της γνώσης των αρχαίων Ελλήνων. Στις αρχαιότερες απεικονίσεις,ο Χείρων φαίνεται να δέχεται τον Αχιλλέα ως μαθητή του ή να παίρνει τον Αχιλλέα σαν παιδί από τα χέρια του Πηλέα, του πατέρα του. Ο ρόλος του Χείρωνα είναι συνδυασμός θετού πατέρα και διδάσκαλου. Οι γονείς του Αχιλλέα αποδίδουν το παιδί στην προστασία του διδάσκαλου για καθοδήγηση, μια καινοτομία που ώθησε την καλλιτεχνική φαντασία σε συγκεκριμένες απεικονίσεις κατά τα τέλη του 6ου αι. π.Χ. Sembra che i miti legati alla magia di Chirone si siano arricchiti notevolmente nel corso del tempo. Oggi è accettato che, man mano che le idee sull’educazione si evolvevano, si sviluppavano anche le idee sulla saggezza di Chirone e le opinioni sul modo in cui educava i suoi discepoli. Pindaro scrive a questo proposito: “Ma l’biondo Achille, soggiornando da bambino nella casa di Filìra, compì grandi imprese, brandendo spesso in mano una lancia dalla punta corta, veloce come il vento, portò la morte ai feroci leoni in battaglia, uccise cinghiali selvatici e ne portava le carcasse ansimanti al Centauro, figlio di Crono”. Per quanto riguarda Chirone, Pindaro chiarisce che non si tratta di una sua invenzione. Il modo in cui ha educato Achille, ad esempio, è un fatto noto che ha appreso da storie più antiche. All’epoca, le persone svilupparono altre idee sulla conoscenza e sugli insegnamenti di Chirone, che egli descrive in dettaglio: “Chirone, con la sua profonda conoscenza, istruì Giasone nella sua dimora di pietra e, dopo di lui, istruì Asclepio nell’arte della medicina con mani gentili. Nel corso del tempo, organizzò il matrimonio della splendida figlia di Nereus [Teti], educò suo figlio [Achille] il nobile, nutrendo il suo spirito con ciò che era giusto. E quando i venti lo spinsero a Troia, si trovò tra le lance e le grida della battaglia”. Nell’Iliade, un primo riferimento è legato a Menelao, ferito da una freccia troiana. Machaone, il medico tessalo tra le file degli Achei, figlio di Asclepio, fu chiamato a “succhiare il veleno dalla ferita e abilmente a porvi sopra farmaci, che Chirone aveva dato molto tempo prima a suo padre”! Il secondo riferimento è indirettamente legato ad Achille. Euripilo chiese al suo compagno in battaglia Patroclo di aiutarlo. Leggiamo: “Salvami almeno ora […] taglia la freccia dalla mia coscia, lava il sangue nero con acqua calda e metti sopra delle buone medicine, di quelle che dicono che ti abbia detto Achille, poiché Chirone, il più giusto, gliene parlò”. Tale era la fiducia nella saggezza del Centauro. Da tali riferimenti, sembra che l’aggiunta della medicina, della filosofia, della magia, ecc. alle abilità insegnate da Chirone sia legata alla crescente ricchezza di conoscenze degli antichi Greci. Nelle rappresentazioni più antiche, Chirone sembra accogliere Achille come suo discepolo o prendere Achille come bambino dalle mani di Peleo, suo padre. Il ruolo di Chirone è una combinazione di padre positivo e maestro. I genitori di Achille affidano il bambino alla protezione del maestro per essere guidato, un’innovazione che ha spinto la fantasia artistica a specifiche rappresentazioni alla fine del VI secolo a.C.
BIBLIOGRAFIA: Eschilo, Prometeo incatenato. Apollodoro, The Library of Greek Mythology, Oxford University Press, 1997. Bagley A., Chiron the Educator, Università del Minnesota (2000). Boardman J., Arte greca, Thames and Hudson, (Londra 1996). Graf F., La magia nel mondo antico, Harvard University Press, (Harvard 1999). Jung CG, I tipi psicologici. Spageira, 1984. Martino, Er. De, Magia e Civiltà, Garzanti, (Milano, 1962). Omero, Iliade, (trad. O. Komninos – I. Kakridis), Zacharopoulos. Pindaro, Odi di Nemea. Odi istmiche. Frammenti, (traduzione di William H. Race), Loeb Classical Library, Harvard (1997). Esiodo, Teogonia, Opere e giorni, Aspis, Herakleus, Hoiai (tradotto da P Lekatsas), Zacharopoulos.
”La paura è il primo nemico naturale che l’uomo deve superare lungo la strada verso la conoscenza”
Don Juan: Non ho detto che devi preoccuparti della morte” Castaneda: Allora cosa devo fare? Don Juan : Usala. Metti a fuoco la tua attenzione sul legame tra te e la tua morte, senza rimorsi o tristezza o inquietudine. Metti a fuoco la tua attenzione sul fatto che non hai tempo e lascia che le tue azioni fluiscano di conseguenza. Fai che ognuna delle tue azioni sia la tua ultima battaglia sulla terra. Solo a queste condizioni le tue azioni avranno il loro potere legittimo. Altrimenti per quanto tu possa vivere ,saranno le azioni di un uomo timido. Castaneda: E’ tanto terribile essere un uomo timido? Don Juan: No, Non lo è se sei immortale, ma se devi morire , non c’è tempo per la timidezza ,semplicemente perchè la timidezza ti fa attaccare a qualcosa che esiste solo nei tuoi pensieri. Ti sostiene finchè c’è bonaccia ,ma poi il mondo terribile e misterioso aprirà la bocca per te, come l’aprirà per ciascuno di noi, e allora tu ti renderai conto che i tuoi modi sicuri non erano sicuri per niente. Essere timidi ci impedisce di esaminare e approfittare del nostro destino di uomini.
La consapevolezza che si deve morire e che quindi si ha un tempo limitato può tagliar via un enorme quantità di meschinità e di autoindulgenze dalla propria vita. Tutti quei pensieri che la gente ha in punto di morte ,rimpianti per il tempo sprecato e le opportunità perdute, per i rischi non corsi e i cedimenti all’inerzia, tutti quei pensieri ”se potessi rifarlo” ,tutto questo può essere portato al presente ,prima che le opportunità siano passate, finchè le porte sono ancora aperte, e una persona possa essere galvanizzata e spinta a cominciare ad assumersi consapevolmente delle responsabilità per vivere una vita piena
Carlos Castaneda
Confer Opere Carlos Castaneda Confer La dimensione spirituale della arti Marziali Peter Payne
"La vita come un arco, l'anima come una freccia, lo Spirito Assoluto come bersaglio da trapassare. Unirsi con questo Spirito come una freccia scoccata si conficca nel suo bersaglio " (Mârkandeya-Purâna, XLII, 7-8)
Nelle discipline da ring o sport di opposizione e contatto, l’abilità dei contendenti deve essere dimostrata in un contesto regolamentato, colui che liberamente sceglie di mettersi alla prova è consapevole dei rischi che corre, soprattutto se è arrivato a questa scelta tramite un percorso monitorato da istruttori competenti, sia a livello tecnico che sociopsicologico e motivazionale (coaching). L’aggressività in questo contesto viene canalizzata ad esprimersi in una competizione di tipo simmetrico, dove il principio di opponibilità regolamenta la modalità, e dove esistono dei riferimenti chiari e predeterminati sulle finalità della competizione. Il valore dell’abilità di un singolo contendente è dato dalla somma delle qualità espresse da entrambi i partecipanti alla sfida agonistica,da ciò si desume una possibile approccio educativo nell’utilizzo di queste discipline a fine pedagogico. Il valore del singolo contendente e dato dalla somma dei duellanti. Ma si evidenziano tratti singolarmente interessanti anche nello sviluppo delle potenzialità individuali, non solo per il senso di autostima e di sicurezza che proviene dall’intensa pratica, ma anche per la possibilità catartica e rigeneratrice, l’immersione nell’azione così come ne descrisse accuratamente il fenomeno, lo studioso Mihaly Csikszentmihalyi.
In psicologia, il flusso (in inglese flow), o esperienza ottimale (trance agonistica nel linguaggio sportivo), è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività. Questa condizione è caratterizzata da un totale coinvolgimento dell’individuo: focalizzazione sull’obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento di un particolare compito.
Fu all’inizio degli anni ’70, che questo ricercatore si occupò di fenomeni in cui si manifestava l’insorgere di uno stato spontaneo di completa fusione tra azione e coscienza di totale “immersione” nella situazione, nell’istante, una fusione tra soggetto che agisce ed azione… il cosidetto stato di Flow, flusso, un momento magico “lo stato in cui le persone sono così immerse in ciò che stanno facendo, che tutto il resto sembra non avere alcuna importanza, l’esperienza in sé è talmente piacevole e fuori dall’ordinarietà , da indurre le persone a ripeterla anche a costo di grandi sacrifici.”
Lo sport in genere ed in particolare gli sport da ring e le discipline marziali, favoriscono situazioni limite di sforzo intenso e di elevata concentrazione, di forti emozioni, in cui insorge ciò che viene definito THE ZONE , uno stato di flusso esperienza ottimale ,uno stato di trance agonistica, in cui la persona è completamente immersa in un’attività, in totale coinvolgimento, focalizzata sull’obiettivo, con una forte motivazione intrinseca, con positività e gratificazione nello svolgimento del compito…. un modo più moderno di esprimere i temi dello zen ed altre splendide antiche discipline….e di nuove rielaborazioni…
Tutti gli stati della nostra coscienza sono dovuti all’attività elettrochimica del cervello che si manifesta attraverso onde elettromagnetiche, misurabili con scansione celebrale (elettroencefalogramma o EEG) Gli esseri umani hanno diverse frequenze d’onda misurabili ,tanto più le onde cerebrali sono lente , tanto più entriamo in profondità.
Le onde cerebrali sono fluttuazioni ritmiche delle tensioni fra i componenti del cervello. Tutti gli stati delle onde cerebrali sono presenti in quantità variabili in diverse parti del cervello. Lo stato di coscienza è relativo alle onde dominanti in un dato momento. La frequenza di tali onde, calcolata in ‘cicli al secondo, o Hertz (Hz), varia a seconda del tipo di attività in cui il cervello è impegnato, dalle più lente alle più veloci le onde determinano gli stati celebrali.
Come note musicali – le onde a bassa frequenza sono come il battito di un tamburo che penetra in profondità, mentre le onde cerebrali di frequenza più alte sono più come un flauto con un suono acuto e sottile. Come una sinfonia, le frequenze superiori e inferiori si collegano tra loro attraverso armoniche. Le nostre onde cerebrali cambiano in base a ciò che stiamo facendo e a come ci sentiamo. Quando le onde cerebrali più lente sono dominanti possiamo sentirci più stanchi, lenti, pigri, o sognanti; mentre le frequenze più alte sono dominanti quando ci sentiamo vigili e attivi. Le onde cerebrali Infra-basse si pensa siano i ritmi corticali di base che sottendono le nostre funzioni cerebrali superiori. La loro natura lenta le rendono difficili da individuare e misurare accuratamente, sembrano che abbiano un ruolo importante nella tempistica di risposta del cervello della la funzione delle connessioni.
Onde Delta Δ 0,1 a 3.9 hertz Le più lente a bassa frequenza ma profondamente penetrante. Riscontrabili nel sonno profondo e rigenerante in uno stato totalmente inconscio.
Onde Theta Θ dai 4 ai 7.9 hertz fase ipnagogica del sonno, le onde cerebrali cominciano a rallentare. Uno stato intermedio tra sonno profondo e veglia, sembra che il corpo dorma e la mente sia vigile, qui si presentato fasi REM (Rapid eye movement) Le onde cerebrali Theta si verificano più spesso durante il sonno, ma sono anche dominanti durante una profonda meditazione. Esse agiscono come il nostro portale per l’apprendimento e per la memoria. I nostri sensi sono ritirati dal mondo esterno e quindi concentrati su segnali provenienti dall’interno. E ‘quello stato crepuscolare che ci porta in un sogno, ci da intuizioni e informazioni oltre la nostra normale consapevolezza.
Francesco Dal Pino Qi Gong 氣功 ritzuzen 站桩 zhang Zhuan 立禅
Onde alfa α8 ai 13.9 hertz, istanti precedenti l’addormentamento (creatività e fantasia) Le onde cerebrali alfa si verificano durante pensieri mentre si è in uno stato di tranquillità, ci si trova in un leggero stato meditativo ,immaginativo o sogno ad occhi aperti. In questo stato il nostro mondo interno può apparire più reale di quello esterno la nostra attenzione si attiva verso l’interno. Si attiva il lobo frontale che abbassa il volume dei circuiti celebrali i quali elaborano i parametri di spazio e di tempo.
Onde beta ß 14 ai 30 hertz, s i registrano in un soggetto in stato di veglia, nel corso di una intensa attività mentale e soprattutto da aree cerebrali frontali (Pensiero Cosciente) Stato ordinario Le onde cerebrali beta sono presenti nel nostro normale stato di veglia di coscienza. Queste onde dominano il nostro normale stato di veglia e di coscienza quando l’attenzione è rivolta verso compiti cognitivi e verso il mondo esterno. Beta è un’attività ‘veloce’, presente quando siamo vigili, attenti, impegnati nella risoluzione dei problemi, del giudizio, del processo di prendere decisioni e mentre siamo impegnati o concentrati in attività mentali. Le onde cerebrali beta sono ulteriormente suddivise in tre fasce: Beta bassa frequenza attenzione interessata (leggere un libro) Beta media frequenza attenzione focalizzata su uno stimolo continuo ,esterno al corpo (studio,ricordo) Beta ad alta frequenza attenzione molto focalizzata in modalità emergenza, quando vengono prodotti gli ormoni dello stess
Onde gamma Γ 30 ai 42 hertz Stati elevati di consapevolezza Le onde cerebrali gamma (ad alta frequenza, come un flauto) sono il più veloce delle onde cerebrali e riguardano l’elaborazione simultanea di informazioni provenienti da diverse aree del cervello. La Gamma è la più alta delle frequenza di scarica neuronale e rimane un mistero di come vengono generate. Si dice che i ritmi Gamma modulano la percezione e la coscienza, e che una maggiore presenza di Gamma si riferisce alla coscienza espansa e alla spiritualità.
Tecniche e Discipline integrate orientate a favorire il rilascio delle tensioni psicofisiche utilizzando movimenti, visualizzazioni, respirazione, posture statiche e dinamiche coaudivate dal test muscolare, si entra in stati di rilassamento profondo generando oltre al rilasci catartico dei blocchi e delle tensioni, un profondo stato armonico di benessere. I trattamenti possono essere orientati ad un stato di benessere generale o a scopi specifici quali il miglioramento delle proprie prestazioni lavorative, sportive o in altre aree di pertinenza.
Una diatriba ampia di discussione tra praticanti di arti di combattimento ”moderne” spesso definite con il termine di sport di contatto e arti marziali tradizionali.
Un difficile scontro di idee che può essere a tratti semplificato con i fatti : il combattimento reale
Per quanto sia assai difficile sapere per certo cosa si celi dietro queste sfide e chi siano realmente i partecipanti e i loro livelli di abilità….
Maestro di 太极拳 Tai ji chuan VS (versus) praticante MMA (mix martial ars)
o nel confronto/studio
Resta il fatto che un arte non è solo efficacia ma anche coltivazione del Se dell’equilibrio psicofisico, del benessere interiore , del nutrire il sentire e di una piacevole percezione estetica quando possibile….