Dimensione Olotropica ὅλοςτρεπὲιν

Il termine “olotropico” proviene dal greco ὅλος intero e τρεπὲιν muoversi verso
significa “che si muove verso l’interezza” con l’intento di ricercare l’integrazione degli opposti, significa dirigersi verso la totalità; questa parola sottolinea che il benessere deriva dal trascendere le frammentazioni interiori e il senso di isolamento dagli altri e dal nostro ambiente.

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Il termine fu utilizzato da Stanislav Grof , psichiatra e ricercatore nel campo degli stati di coscienza non ordinari, in riferimento alla tecnica della  respirazione olotropica, che sarebbe  in grado di provocare stati non ordinari di coscienza attraverso mezzi naturali quali la respirazione, la musica evocativa e il lavoro sul corpo. La Respirazione Olotropica utilizza gli strumenti tradizionali dello sciamanesimo, e li offre in un contesto psicologico contemporaneo che integra scoperte provenienti dalla moderna ricerca sulla coscienza, dall’antropologia, da diverse psicologie del profondo, dalla Psicologia Transpersonale e da pratiche spirituali.

Attraverso l’osservazione degli stati non ordinari di coscienza Grof ritiene di aver ampliato alcuni aspetti descrittivi metapsicologici, aggiungendo al livello biografico due livelli da lui detti “transbiografici”: il livello perinatale (relazionato con l’esperienza della nascita), e il livello transpersonale (che implicherebbe il superamento del confine spazio-temporale). La sua psicologia presuppone un paradigma scientifico della realtà che oltrepassa alcuni limiti del pensiero newtoniano-cartesiano e deriva da alcune fra le più recenti scoperte della scienza moderna: la fisica quantistica, la teoria dei sistemi, il pensiero olonomico, etc.
Gli stati olotropici sono caratterizzati da una forte trasformazione percettiva in tutte le aree sensoriali.  Il campo visivo, in stato di raccoglimento, può essere invaso da immagini provenienti dalla nostra storia personale, dall’inconscio individuale e collettivo, da visioni ed esperienze che ritraggono svariati aspetti del regno animale e vegetale, della natura o del cosmo.

Vis more Montis Levitas more Aurae

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Vita militia est
NULLA DIE SINE LINEA

Amo combattere e sono onorato di poter condividere questa passione con individui che provano lo stesso brivido di euforia εὐφορία ed entusiasmo ἐνϑουσιασμός nei loro occhi frementi di Furor e nel loro cuore infiammato dalla mischia fuori dal tempo, viviamo ed incarniamo gli ARCHETIPI insopprimibili senza Tempo
Sono GRATO alla Vita di poter praticare ancora con lo stesso Fuoco Eterno di sempre dalle steppe alle lande desolate, sulle scogliere nei boschi o nel profondo delle foreste…. Grazie fratelli e sorelle d’arme e di sangue
Gli Dei Marziali ierofanie del Tutto vi benedicano
Saldo lo Spirito la mano sia Forte e la Quiete Interiore vi accompagni nella lotta
Ogni colpo che tiraiamo sia forza per vincere le paure che ci spengono
Ogni colpo che prendiamo sia l’ Onore di chi non si arrende fino alla fine
Oggi ogni mio singolo arto e segmento era provato dal dolore ma qualcosa di antico mi ha avvolto in una Magia, ciò mi commuove e mi lascia stupito L’invisibile agisce in modo impensabile.

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ARTI COMBAT 

ARTI OLOTROPICHE

 

 

 

Jung e lo sciamanesimo L’anima fra psicanalisi e sciamanesimo

C. Michael Smith, psicologo clinico allievo di Paul Ricoeur, grande specialista di Jung e di sciamanesimo, nonché di antropologia medica, esplora differenze e affinità tra sciamanesimo e psicologia junghiana.

Forse la caratteristica più saliente comune a sciamanesimo e alla psicologia junghiana è che entrambe le discipline offrono una via per vivere ”pieni d’anima” una via che parta dallo spirito da una dimensione trascendente di saggezza e potere.

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 I nostri sforzi terapeutici, che siano propri dello sciamanesimo o della psicologia del profondo, devono essere mossi dall’intento di trovare colui che è là dentro e che si è perso, per farlo tornare alla vita dobbiamo aiutarlo a trovare il proprio nucleo vitale, il proprio centro dell’essere, dobbiamo sostenerlo, affinchè nutra la propria vita e la viva dall’interno, con la mente allineata al cuore, al servizio del cuore.

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Maestria del Qi 氣功 QI GONG

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“I saggi dei tempi antichi utilizzavano stare in piedi sulla terra, sostenendo il cielo, controllando lo yin e lo yang, la respirazione con l’essenza del qi per custodire lo spirito, con il corpo per formare un’ unita’

“Classico del Imperatore Giallo” Trattato medicina tradizionale cinese.
Suwen 素問 ”Domande semplici” e lo Huangdi Neijing Lingshu
“Perno spirituale” Lingshu 靈樞.

Sapere come rilassarsi, come creare uno spazio di quiete mentale e fisica durante le vicissitudini della vita quotidiana è un’abilità importantissima da acquisire. Si possono riscontare numerosissimi effetti benefici  a vario livello fisico, sistema cardiovascolare e muscolare tendineo, mentale, sistema nervoso, interiore psico-fisico, stati di quiete e benessere.

 

 

Weightless “senza peso” profondi stati di rilassamento

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Conducendo degli studi accurati, un gruppo di neuroscienziati inglesi ha composto un brano che potrebbe indurre un stato di profondo rilassamento, tramite particolari combinazioni di elementi musicali, che pare facilitino variazioni nel battito cardiaco ,nella pressione arteriosa e riducano notevolmente il livello di stress.

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“Weightless” , letteralmente tradotta “senza peso”, del trio britannico Marconi Union realizzata nel 2011 in collaborazione con la British Academy of Sound Therapy proprio con lo scopo di creare un’atmosfera il più possibile adatta al rilassamento

Rilasciare tensioni emotive
Sentirti di buon umore EUTONIA
Aumentare il tuo livello di energia 氣 QI KI
Ridurre gli effetti negativi dello stress

Il brano dura otto minuti, è strumentale e secondo gli studi ad esso connessi, ha ridotto l’ansia degli ascoltatori del 65 per cento, attraverso tecniche come la variazione della scansione temporale che inizia a 60 battiti al minuto e diminuisce gradualmente fino a 50.

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I riferimenti agli effetti rasserenanti della musica sono ampiamente diffusi nei testi letterari greci sin dalle origini. Insieme con tale constatazione empirica, si sviluppa l’idea che la musica, nelle forme dell’“incantesimo cantato” ἐπαοιδή epodè

Confermando una correlazione diretta tra musica, cuore e sistema circolatorio, il cuore adatta la sua velocità aumentando o diminuendo le pulsazioni, il brano non ha una struttura ripetitiva ma varia in modo da distogliere il cervello da eventuali previsioni

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Savate Boxe Francese

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Le origini di questa disciplina, sono ancora oggi abbastanza oscure si suppone nata secondo alcuni storici nei quartieri più poveri di Parigi secondo altri nel porto di Marsiglia, inizialmente come arte di difesa personale e sviluppatasi nell’aristocrazia francese durante i primi anni dell’ottocento, è divenuta col tempo anche uno sport da combattimento, in francese il termine “savate” significa infatti “ciabatta” e questo nome si riferisce alle ciabatte che i marinai francesi indossavano abitualmente all’epoca della sua nascita.

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Per molti storici fu Michel Casseux maestro di armi , detto Pisseux, l’inventore della savate e del bastone da combattimento. Si dice che l’autore Alexandre Dumas fils (1824-95) – figlio di Alexandre Dumas père (che ha scritto “i tre moschettieri”) – e il poeta romantico francese, Théophile Gautier (1811-72), abbiano preso lezioni di tale disciplina.


Nella seconda metà del XVIII secolo, si narra che i marinai di ritorno dall’Oriente, soprattutto dalla Corea del Sud, Vietnam , fossero rimasti affascinati dalle tecniche di piedi delle Arti Marziali.
Nella Savate è fondamentale possedere un’elevata fludità, precisione.


Nella versione di difesa personale , i calci erano bassi e non andavano al di sopra del ginocchio ,le mani rimanevano aperte, i marinai per combattere sul ponte della nave avevano necessità di equilibrio e spesso le disfide a pugno chiuso erano proibite dalla legge , nella versione militare le mani erano impegnate a utilizzare armi, erano previste anche prese e proiezioni.


La Chausson differiva un po ‘da Savate per il fatto che la maggior parte dei calci erano puntati molto più in alto, e le mani erano regolarmente piazzate a terra quando si calciava – non diversamente dalla Capoeira brasiliana. Al contrario, i calci Savate sono stati generalmente bassi, come ci si potrebbe aspettare da uno stile che era nato per la strada. Una cosa che era comune, sia a Savate che a Chausson, era il fatto di indossare scarpe quando si praticava o si combatteva.

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Louis Leboucher è uno dei maestri più importanti del XIX secolo in Francia, nel 1843 pubblica il primo Trattato di Canne in 25 lezioni e successivamente nel 1844 il primo trattato di Boxe Française et Anglaise.

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Per molti il creatore della Boxe Française fu Charles Lecour che, allievo di Michel detto Pisseux, imparò prima la Savate poi la Boxe inglese e le fuse insieme dando vita appunto alla Boxe Française.
Da menzionare l’opera di diffusione di Luigi Carmine, autore del Trattato di “Box libera” ossia difesa personale nel 1869 Milano, nonchè l’apporto fondamentale del Maestro Italo Manusardi.

Immaginizione, Evocazione, attacchi di panico, oltre la Paura.

“Una tecnologia abbastanza evoluta nei suoi effetti
non è dissimile da una magia”
Arthur C. Clarke

Estremamente interessante la Teoria del dr. Giorgio Nardone, per quanto riservata a professionisti del settore apre nuove strade ad antiche tecniche evocative.

Secondo il parere di Giorgio Nardone, psicologo e psicoterapeuta italiano, fondatore ad Arezzo insieme a Paul Watzlawick, il CTS Centro di Terapia Strategica, autore di numerosi saggi tradotti in varie lingue e di libri di carattere divulgativo destinati al grande pubblico, uno dei massimi esponenti della Scuola di Palo Alto, nella problematica del disturbo fobico ossessivo esiste un quadro di riferimento relativo ai repertori di azione messi in atto costantemente da coloro che ne sono afflitti.
Secondo tale teoria, coloro che sono coinvolti in questi disturbi, attuano soluzioni che costruiscono il problema e lo mantengono. Coloro che hanno paura tendono ad evitare le situazioni che gli generano tale stato d’animo, l’evitamento se reiterato per un lungo periodo, da un lato protegge dal problema evitando di esporsi , dall’altro dimostrando che l’individuo non è in grado di affrontare il problema, abbassa la fiducia nelle proprie risorse (autostima) generando un vortice di ulteriori atti di evitamento confermando l’incapacità personale. Ulteriore strategia auto-sabotativa messa in atto da coloro che si trovano in questa problematica è la richiesta di aiuto e rassicurazione da altri, in modo diretto o indiretto, con un effetto altrettanto non risolutivo, suscitando da un lato un falsa sensazione di sicurezza, ma confermando la propria incapacità.
L’elemento scatenante di maggior rilievo è generato dal tentativo di controllare il problema a livello cognitivo, con azioni di auto convincimento che scatenano maggior timore di perdere il controllo , il voler mantenere il controllo ne induce la perdita.
Ispirato da Seneca, come ama narrare il dottor Nardone, e da altri autori moderni, ha congeniato una tecnica di esperienza emozionale correttiva, evocare la paura e provare l’effetto opposto, calandosi volontariamente nella propria paura patologica, un processo, che potremmo definire ,di catabasi κατάβασις “discesa”, di κατα- “giù” e βαίνω “andare”, una addestramento, esercizio quotidiano di ritiro in se stessi , calandosi ,deliberatamente e volontariamente, nelle proprie peggiori fantasie rispetto alla paura, evocando il massimo della paura, lasciandosi andare a tutto ciò che viene. Il processo viene sostenuto da terapeuti con l’apporto della comunicazione suggestiva ipnotica, usando la persuasione.

Evovcare lat. evocare, propr. «chiamare fuori», comp. di e-e vocare «chiamare»

Immaginazione dal lat. imaginari, lat. tardo imaginare, der. di imago -gĭnis «immagine»
alcuni filologi sostengono un possibile origine da in me mago agere, in me agisce il mago, colui che ha il potere di utilizzare le immagini.

Entusiasmo ἐνϑουσιασμός

Entuṡiasmo ἐνϑουσιασμός, ἐνϑουσιάζω «essere ispirato», da ἔνϑεος, di ἐν «in» e ϑεός «divino»
Presso i Greci, la condizione di chi era invaso da una forza o furore divino (ἔνϑεος), cioè della pitonessa, dell’indovino, del sacerdote, nonché del poeta, del guerriero che si pensava ispirato da qualcosa di non manifesto .
Un sentimento intenso di gioia, di ammirazione, di desiderio per qualche cosa o per qualcuno, oppure totale dedizione a una causa, a un ideale.

Uno stato d’animo d’eccezione da ricercare e di cui nutrirsi con cura.

Metopa raffigurante Helios che esce dal mare. Rinvenuta all’angolo Nord-Est del tempio di Atena a Troia da Heinrich Schliemann nel 1872, e risalente al IV secolo a.C., è oggi conservata presso il Pergamonmuseum di Berlino. La raffigurazione di Helios che esce dal mare può riprendere quanto riportato in Ateneo (469c e sgg.) dove viene raccontato il modo in cui Helios, dopo aver attraversato il cielo da oriente verso occidente, torni col suo cocchio al suo punto di origine: entro un’enorme coppa attraversa l’oceano.

«Sii sempre te stesso e abbi sempre fiducia nelle tue capacità» Rose Namajunas

« Abbiamo il dovere, come combattenti, di dare il buon esempio. Troppi fighters si mostrano per ciò che non sono realmente, pur di fare marketing o trash talking.
Arti marziali vuol dire onore e rispetto. Ci sono già troppe notizie cattive in giro…Certo non sarò perfetta, ma voglio provare ad usare il mio talento nelle arti marziali per cercare di dare il mio contributo per migliorare le cose. Abbiamo una grande opportunità noi atleti e insieme possiamo rendere questo sport migliore!»

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