Socrate estatico e silente medita eretto…Tempra marziale

οἷον δ᾽ αὖ τόδ᾽ ἔρεξε καὶ ἔτλη καρτερὸς ἀνὴρ ἐκεῖ ποτε ἐπὶ στρατιᾶς, ἄξιον ἀκοῦσαι.
Συννοήσας γὰρ αὐτόθι ἕωθέν τι εἱστήκει σκοπῶν, καὶ ἐπειδὴ οὐ προυχώρει αὐτῷ, οὐκ ἀνίει ἀλλὰ εἱστήκει ζητῶν.
Καὶ ἤδη ἦν μεσημβρία, καὶ ἅνθρωποι ᾐσθάνοντο, καὶ θαυμάζοντες ἄλλος ἄλλῳ ἔλεγεν ὅτι Σωκράτης ἐξ ἑωθινοῦ φροντίζων τι ἕστηκε. Τελευτῶντες δέ τινες τῶν Ἰώνων, ἐπειδὴ ἑσπέρα ἦν, δειπνήσαντες — καὶ [220d] γὰρ θέρος τότε γ᾽ ἦν — χαμεύνια ἐξενεγκάμενοι ἅμα μὲν ἐν τῷ ψύχει καθηῦδον, ἅμα δ᾽ ἐφύλαττον αὐτὸν εἰ καὶ τὴν νύκτα ἑστήξοι. Ὁ δὲ εἱστήκει μέχρι ἕως ἐγένετο καὶ ἥλιος ἀνέσχεν· ἔπειτα ᾤχετ᾽ ἀπιὼν προσευξάμενος τῷ ἡλίῳ.
Πλάτω in Συμποσίον
Pl. Symp. 220

Alcibiade, narra come testimone, dell’eccezionale straordinaria capacità di concentrazione meditativa di Socrate , durante una campagna militare
Una tale intensa concentrazione da perdere del tutto il contatto con il mondo esterno, oltre lo spazio e il tempo, immergendosi in uno stato corporeo d’immobilità così prolungata, richiama alle pratiche tradizionali mistico-iniziatiche d’oriente, come lo yoga o le pratiche meditative dell’antica Cina.

一種武術或氣功的鍛煉方法。身體站立, 四肢保持一定姿勢, 借助呼吸的引導, 以加強臟腑、氣血、筋骨的功能。練功時思想集中, 呼吸自然, 站立不動, 上虛下實, 有如樹樁, 故名。


Un metodo d’esercizio del wushu e del Qi gong.
Il corpo è eretto, le quattro membra conservano una specifica posizione, traendo sostegno dal respiro, al fine di rafforzare la funzionalità degli organi interni, della circolazione del sangue e del qi, 氣 dei muscoli e delle ossa.

Ecco anche cosa ha fatto e sostenuto quest’uomo coraggioso durante questa stessa spedizione; vale la pena ascoltarlo.
Socrate tutto assorto in qualche idea ‘era piantato ritto là, fermo dall’alba, meditando; e poiché non ne veniva a capo continuava, ritto in piedi, la sua ricerca: E già era mezzogiorno e alcuni uomini se n’erano accorti e meravigliati dicevano l’un l’altro:

Anche all’inizio del medesimo dialogo, mentre gli invitati arrivano in casa di Agatone, Socrate si raccoglie in meditazione nel vestibolo:

καὶ ἓ μὲν ἔφη ἀπονίζειν τὸν παῖδα ἵνα κατακέοιτο· ἄλλον δέ τινα τῶν παίδων ἥκειν ἀγγέλλοντα ὅτι “Σωκράτης οὗτος ἀναχωρήσας ἐν τῷ τῶν γειτόνων προθύρῳ ἕστηκεν, κἀμοῦ καλοῦντος οὐκ ἐθέλει εἰσιέναι.”

ἄτοπόν γ’, ἔφη, λέγεις· οὔκουν καλεῖς αὐτὸν καὶ μὴ ἀφήσεις;

175bκαὶ ὃς ἔφη εἰπεῖν μηδαμῶς, ἀλλ’ ἐᾶτε αὐτόν. ἔθος γάρ τι τοῦτ’ ἔχει· ἐνίοτε ἀποστὰς ὅποι ἂν τύχῃ ἕστηκεν. ἥξει δ’ αὐτίκα, ὡς ἐγὼ οἶμαι. μὴ οὖν κινεῖτε, ἀλλ’ ἐᾶτε.

Pl. Symp. 175

Così l’inserviente lo lavò e lo preparò per sdraiarsi, quando un altro dei servi entrò con la notizia che il nostro buon Socrate si era ritirato nel portico dei loro vicini; era lì in piedi, e quando gli fu ordinato di entrare, rifiutò.

“Che strano!” disse Agathon, “devi continuare a dirglielo, e non lasciarlo andare”. 175b
Ma questo Aristodemo vietava: “No”, disse, “lascialo stare; è un’abitudine che ha, talvolta si ritira dove gli capita e sta lì ritto , dovunque, ed eccolo lì. Tra poco sarà qui, immagino. Quindi non disturbarlo; lascialo stare. “

Tempra marziale di Socrate

La scena è l’assedio di Potidea (432-430/29).
Agli assedi –con il loro estendersi alla stagione invernale – erano legate condizioni
climatiche particolarmente dure, e alla sofferenza (µόχθος, πόνος) dei
combattenti che le hanno subite sotto le mura di Troia fa eloquente
riferimento Eschilo nell’Agamennone (555-567).
Socrate è superiore nei πόνοι al più giovane Alcibiade e a ogni altro combattente, è capace di καρτερεῖν nel mangiare e nel bere, sopportando la mancanza di cibo, e in grado d’astenersi dal vino o di non cadere nell’ubriachezza se costretto ad assumerne; capace, in particolare, di mirabili prove di resistenza al freddo particolare della Grecia del Nord (τὰς τοῦ χειµῶνος καρτερήσεις, δεινοὶ γὰρ αὐτόθι χειµῶνες), di affrontare il gelo sommariamente coperto del suo solito ἱµάτιον e muoversi a piedi scalzi meglio di tutti gli altri, che erano calzati, e coperti con cura
(Smp. 219d-220b).

Confer Massimo Nafissi, Freddo, caldo e uomini veri.
L’educazione dei giovani spartani e il De aeribus aquis locis

Ταῦτά τε γάρ μοι ἅπαντα προυγεγόνει, καὶ μετὰ ταῦτα στρατεία ἡμῖν εἰς Ποτείδαιαν ἐγένετο κοινὴ καὶ συνεσιτοῦμεν ἐκεῖ. πρῶτον μὲν οὖν τοῖς πόνοις οὐ μόνον ἐμοῦ περιῆν, ἀλλὰ καὶ τῶν ἄλλων ἁπάντων —ὁπότ᾽ ἀναγκασθεῖμεν ἀποληφθέντες που, οἷα δὴ ἐπὶ στρατείας , [220a] ἀσιτεῖν, οὐδὲν ἦσαν οἱ ἄλλοι πρὸς τὸ καρτερεῖν— ἔν τ᾽ αὖ ταῖς εὐωχίαις μόνος ἀπολαύειν οἷός τ᾽ ἦν τά τ᾽ ἄλλα καὶ πίνειν οὐκ ἐθέλων, ὁπότε ἀναγκασθείη, πάντας ἐκράτει, καὶ ὃ πάντων θαυμαστότατον, Σωκράτη μεθύοντα οὐδεὶς πώποτε ἑώρακεν ἀνθρώπων. τούτου μὲν οὖν μοι δοκεῖ καὶ αὐτίκα ὁ ἔλεγχος ἔσεσθαι. πρὸς δὲ αὖ τὰς τοῦ χειμῶνος καρτερήσεις —δεινοὶ γὰρ αὐτόθι χειμῶνες— θαυμάσια ἠργάζετο τά τε [220b] ἄλλα, καί ποτε ὄντος πάγου οἵου δεινοτάτου, καὶ πάντων ἢ οὐκ ἐξιόντων ἔνδοθεν, ἢ εἴ τις ἐξίοι, ἠμφιεσμένων τε θαυμαστὰ δὴ ὅσα καὶ ὑποδεδεμένων καὶ ἐνειλιγμένων τοὺς πόδας εἰς πίλους καὶ ἀρνακίδας, οὗτος δ᾽ ἐν τούτοις ἐξῄει ἔχων ἱμάτιον μὲν τοιοῦτον οἷόνπερ καὶ πρότερον εἰώθει φορεῖν, ἀνυπόδητος δὲ διὰ τοῦ κρυστάλλου ῥᾷον ἐπορεύετο ἢ οἱ ἄλλοι ὑποδεδεμένοι, οἱ δὲ στρατιῶται ὑπέβλεπον [220c] αὐτὸν ὡς καταφρονοῦντα σφῶν. καὶ ταῦτα μὲν δὴ ταῦτα·

Alcuni si addestravano, altri che si acconciavano le chiome. La calma spartana prima della battaglia

Gli Spartani si prendevano cura dei loro capelli, memori di un detto di Licurgo, secondo il quale una chioma fluente rende più gradevoli i belli e più minacciosi i brutti.    

1 Ταῦτα βουλευομένων σφέων, ἔπεμπε Ξέρξης κατάσκοπον ἱππέα ἰδέσθαι ὁκόσοι εἰσὶ καὶ ὅ τι ποιέοιεν. Ἀκηκόεε δὲ ἔτι ἐὼν ἐν Θεσσαλίῃ ὡς ἁλισμένη εἴη ταύτῃ στρατιὴ ὀλίγη, καὶ τοὺς ἡγεμόνας ὡς εἴησαν Λακεδαιμόνιοί τε καὶ Λεωνίδης ἐὼν γένος Ἡρακλείδης.

2 Ὡς δὲ προσήλασε ὁ ἱππεὺς πρὸς τὸ στρατόπεδον, ἐθηεῖτό τε καὶ κατώρα πᾶν μὲν οὒ τὸ στρατόπεδον· τοὺς γὰρ ἔσω τεταγμένους τοῦ τείχεος, τὸ ἀνορθώσαντες εἶχον ἐν φυλακῇ, οὐκ οἷά τε ἦν κατιδέσθαι· ὁ δὲ τοὺς ἔξω ἐμάνθανε, τοῖσι πρὸ τοῦ τείχεος τὰ ὅπλα ἔκειτο· ἔτυχον δὲ τοῦτον τὸν χρόνον Λακεδαιμόνιοι ἔξω τεταγμένοι.

3 Τοὺς μὲν δὴ ὥρα γυμναζομένους τῶν ἀνδρῶν, τοὺς δὲ τὰς κόμας κτενιζομένους. Ταῦτα δὴ θεώμενος ἐθώμαζε καὶ τὸ πλῆθος ἐμάνθανε. Μαθὼν δὲ πάντα ἀτρεκέως ἀπήλαυνε ὀπίσω κατ᾽ ἡσυχίην· οὔτε γάρ τις ἐδίωκε ἀλογίης τε ἐνεκύρησε πολλῆς· ἀπελθών τε ἔλεγε πρὸς Ξέρξην τά περ ὀπώπεε πάντα.

Erodoto TERMOPILI (VII, 207-217)

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Mentre essi decidevano queste cose, Serse mandava come esploratore un cavaliere a vedere quanti erano e cosa facevano. Quando era ancora in Tessaglia aveva sentito dire che lì era stato adunato un piccolo esercito e che i comandanti erano gli Spartani e Leonida, che era della stirpe di Eracle.

2 Quando il cavaliere si avvicinò all’accampamento, osservava e non vedeva tutto l’esercito; infatti quelli schierati dietro il muro, che proteggevano dopo averlo riparato, non era in grado di vederli; egli osservava quelli fuori, le cui armi giacevano davanti al muro; per caso in quella circostanza erano schierati fuori gli Spartani.

3 Vedeva quindi alcuni degli uomini che si addestravano, altri che si acconciavano le chiome. Si meravigliava vedendo queste cose e notava il numero.
Dopo aver osservato ogni cosa senza timore galoppava indietro tranquillamente; nessuno infatti l’inseguiva né lo tenne in molta considerazione.
Ritornato riferiva a Serse tutto ciò che aveva visto.

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Il portare i capelli lunghi era un tratto distintivo della condizione di uomo libero.
Nella Vita di Lisandro plutarchea (1,2), nella quale l’ accento è posto sull’abitudine degli Spartani a farsi crescere i capelli, adottata secondo Erodoto in occasione della Battaglia dei Campioni e simmetrica alla rasatura degli Argivi; alla capigliatura degli Spartani si fa riferimento in polemica contrapposizione a Erodoto: mentre questi ascrive la chioma lunga all’esito della Battaglia dei Campioni, Plutarco, prendendo spunto dalla capigliatura di Lisandro, la fa risalire a Licurgo.
Non è vero, secondo Plutarco, che «quando gli Argivi, dopo la grande disfatta, si rasero il capo in segno di lutto, gli Spartiati, esaltati dal successo, decisero all’opposto di lasciarsi crescere i capelli […] anche questa, invece, è un’usanza introdotta da Licurgo» –

Plutarco afferma che gli uomini spartani si prendevano particolarmente cura dei loro capelli soprattutto vicino alle battaglie e fa riferimento a una presunta citazione di Licurgo secondo cui i capelli lunghi erano preferiti perché rendevano un bell’uomo ancora più bello, e uno brutto più spaventoso.

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Se le ciocche raffigurate nella scultura antica fossero in realtà intrecciate non è possibile dirlo, data la natura stilizzata delle prove. Tuttavia, è fisicamente impossibile mantenere i capelli lunghi ordinati in ciocche quando si praticano sport e altre attività faticose, a meno che non siano tenuti fermi in qualche modo. Quindi, l’esperienza moderna suggerisce che gli uomini spartani si intrecciassero i capelli, cosa che è coerente con le prove archeologiche.

1 Ἀκούων δὲ Ξέρξης οὐκ εἶχε συμβαλέσθαι τὸ ἐόν, 1 ὅτι παρασκευάζοιντο ὡς ἀπολεόμενοί τε καὶ ἀπολέοντες κατὰ δύναμιν· ἀλλ᾽ αὐτῷ γελοῖα γὰρ ἐφαίνοντο ποιέειν, μετεπέμψατο Δημάρητον τὸν Ἀρίστωνος ἐόντα ἐν τῷ στρατοπέδῳ·
2 ἀπικόμενον δέ μιν εἰρώτα Ξέρξης ἕκαστα τούτων, ἐθέλων μαθεῖν τὸ ποιεύμενον πρὸς τῶν Λακεδαιμονίων. Ὁ δὲ εἶπε «Ἤκουσας μὲν καὶ πρότερόν μευ, εὖτε ὁρμῶμεν ἐπὶ τὴν Ἑλλάδα, περὶ τῶν ἀνδρῶν τούτων, ἀκούσας δὲ γέλωτά με ἔθευ λέγοντα τῇ περ ὥρων ἐκβησόμενα πρήγματα ταῦτα· ἐμοὶ γὰρ τὴν ἀληθείην ἀσκέειν ἀντία σεῦ βασιλεῦ ἀγὼν μέγιστος ἐστί.
3 ἄκουσον δὲ καὶ νῦν· οἱ ἄνδρες οὗτοι ἀπίκαται μαχησόμενοι ἡμῖν περὶ τῆς ἐσόδου, καὶ ταῦτα παρασκευάζονται. Νόμος γάρ σφι ἔχων οὕτω ἐστί· ἐπεὰν μέλλωσι κινδυνεύειν τῇ ψυχῇ, τότε τὰς κεφαλὰς κοσμέονται.
4 Ἔπίστασο δέ, εἰ τούτους γε καὶ τὸ ὑπομένον ἐν Σπάρτῃ καταστρέψεαι, ἔστι οὐδὲν ἄλλο ἔθνος ἀνθρώπων τὸ σὲ βασιλεῦ ὑπομενέει χεῖρας ἀνταειρόμενον· νῦν γὰρ πρὸς βασιληίην τε καὶ καλλίστην πόλιν τῶν ἐν Ἕλλησι προσφέρεαι καὶ ἄνδρας ἀρίστους».
5 Κάρτα τε δὴ Ξέρξῃ ἄπιστα ἐφαίνετο τὰ λεγόμενα εἶναι, καὶ δεύτερα ἐπειρώτα ὅντινα τρόπον τοσοῦτοι ἐόντες τῇ ἑωυτοῦ στρατιῇ μαχήσονται. Ὁ δὲ εἶπε «Ὦ βασιλεῦ, ἐμοὶ χρᾶσθαι ὡς ἀνδρὶ ψεύστῃ, ἢν μὴ ταῦτά τοι ταύτῃ ἐκβῇ τῇ ἐγὼ λέγω».

1 Ascoltandolo Serse non riusciva a comprendere ciò che era, che si preparassero ad essere uccisi e a uccidere secondo le loro forze, ma poiché gli sembrava che facessero cose ridicole, mandò a chiamare Demarato, figlio di Aristone, che era nell’accampamento.

2 Una volta giunto, Serse lo interrogava su ognuna di queste cose, volendo sapere quello che si faceva da parte degli Spartani. Ed egli disse: “Mi hai sentito parlare anche prima, quando muovevamo contro la Grecia, a proposito di questi uomini, e dopo avermi ascoltato mi facevi oggetto di riso perché dicevo in che modo, vedendolo, sarebbero andate a finire queste cose; per me infatti esercitare la verità di fronte a te, o re, è uno sforzo grandissimo.

3 Ascoltami anche ora: questi uomini sono giunti con l’intento di combatterci per il passo, e a questo si preparano.
C’è infatti per loro un’usanza così: qualora stiano per rischiare la vita, allora si acconciano le chiome.

4 E sappi che, se sconfiggerai costoro e chi resta a Sparta, non c’è nessun’altra schiera d’uomini che oserà levare le mani contro di te, o re. Ora infatti ti muovi contro il regno e la città più bella tra quelle in Grecia e contro gli uomini migliori”.

5 Senza dubbio a Serse le cose dette sembravano essere incredibili, e di nuovo chiedeva in che modo, pur essendo così pochi, avrebbero combattuto contro il suo esercito.
Ed egli disse: “O re, trattami come un uomo bugiardo se queste cose non andranno così come io dico”.

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Seguaci del Tao 道 Ribelli nei secoli

Il Tao Te Ching 道德 經 ha esercitato un’influenza sottile su gran parte del pensiero cinese. A esso si richiama direttamente la scuola mistica del taoismo dei secoli seguenti. Il taoismo come religione istituzionale,  pur venerando Lao-tzu come una divinità, ha ben poco a che fare con il suo insegnamento. Esso riflette assai più l’antico animismo della religione popolare cinese, con una spiccata preoccupazione per il destino e per l’immortalità personale e con una struttura rituale e gerarchica.

意念攻擊力 Il POTERE di attacco del Pensiero

意念攻擊力,是一種非主導意識內力。意思是,並不是每個人自然就會使用這種力。而是通過長期鍛鍊、體會,才能學會的一種力。

Il potere di attacco dei pensieri è una forza interna non dominante della coscienza.
Ciò significa che non tutti usano naturalmente questa forza. È una forza che può essere appresa solo attraverso l’esercizio e l’esperienza a lungo termine.
好的,以下是這段文字的義大利文翻譯:

義大利文翻譯:

Il potere di attacco mentale è una forza interiore non dominante. Ciò significa che non tutti sono in grado di utilizzare naturalmente questa forza. È una forza che si può imparare solo attraverso un lungo periodo di allenamento ed esperienza.

義大利文詞彙解釋:

  • 意念攻擊力 (Yìniàn gōngjī lì): Potere di attacco mentale, forza mentale offensiva
  • 非主導意識內力 (Fēi zhǔdǎo yìshí nèi lì): Forza interiore non dominante della coscienza
  • 長期鍛鍊 (Chángqí duànliàn): Allenamento a lungo termine
  • 體會 (Tǐhuì): Esperienza, comprensione attraverso l’esperienza

重點摘要:

這段文字強調了「意念攻擊力」並非與生俱來,而是一種需要透過後天努力學習的技能。它需要長時間的訓練和經驗累積才能掌握。

意念攻擊有兩種方式:一是意念凝聚力攻擊,二是意念蠻力攻擊。

首先,談談意念凝聚力攻擊。

好的,以下是這段文字的義大利文翻譯:

義大利文翻譯:

Questo testo sottolinea che il “potere di attacco mentale” non è innato, ma un’abilità che si apprende attraverso uno sforzo acquisito. Richiede un lungo periodo di allenamento e accumulo di esperienza per essere padroneggiata.

Esistono due modi di attacco mentale: uno è l’attacco di forza di concentrazione mentale, e l’altro è l’attacco di forza bruta mentale.

Per prima cosa, parliamo dell’attacco di forza di concentrazione mentale.

義大利文詞彙解釋:

  • 意念攻擊力 (Yìniàn gōngjī lì): Potere di attacco mentale, forza mentale offensiva
  • 與生俱來 (Yǔ shēng jù lái): Innato, con cui si nasce
  • 後天努力 (Hòutiān nǔlì): Sforzo acquisito, sforzo successivo alla nascita
  • 長時間的訓練 (Cháng shíjiān de xùnliàn): Allenamento a lungo termine
  • 經驗累積 (Jīngyàn lěijī): Accumulo di esperienza
  • 意念凝聚力攻擊 (Yìniàn níngjù lì gōngjī): Attacco di forza di concentrazione mentale
  • 意念蠻力攻擊 (Yìniàn mánlì gōngjī): Attacco di forza bruta mentale
心身をひとつにする。  Riunisci mente e corpo.

強烈的意念體會——得氣——這是意念凝聚力的核心。舉一例子,以手指直指兩眼中間印堂部位,以不接觸的距離為限,集中精力,凝神去想印堂深處,過一會兒會感覺到印堂深處有一種麻脹感,這就是強烈意念的感覺。相當於中醫針灸學中所說的得氣,即扎針進入人體所需深度後,反覆提插、捻轉,使被針者機體深部有強烈的麻脹感,即為得氣。這也就是衡量其他部位是否達到了強烈意念凝聚力感覺的自我標準。使用意念凝聚力時,雖然任何部位肌肉都不用力,但我們也會感到有些累,這就是功力到了。

Esistono due modi per attaccare con la mente: uno è l’attacco di coesione della tua mente e l’altro è l’attacco di forza bruta della tua mente.

Innanzitutto parliamo dell’attacco alla coesione mentale.

Una forte esperienza mentale – De Qi – è il nucleo della forza di concentrazione mentale. Per fare un esempio, puntate un dito direttamente al punto Yintang tra i due occhi, mantenendo una distanza senza toccare, concentrate la vostra energia e pensate intensamente alla profondità del punto Yintang. Dopo un po’, sentirete una sensazione di intorpidimento e gonfiore nella profondità del punto Yintang. Questa è la sensazione di una forte concentrazione mentale, equivalente al concetto di De Qi nell’agopuntura della medicina cinese. De Qi si riferisce alla sensazione di forte intorpidimento e gonfiore che si avverte nelle profondità del corpo quando l’ago viene inserito alla profondità desiderata e ripetutamente spinto e ruotato. Questa è anche l’autovalutazione per misurare se altre parti del corpo hanno raggiunto la sensazione di una forte forza di concentrazione mentale. Quando si usa la forza di concentrazione mentale, anche se nessun muscolo del corpo è teso, ci sentiremo comunque un po’ stanchi. Questo significa che la vostra abilità ha raggiunto un certo livello.

義大利文詞彙解釋:

  • 意念體會 (Yìniàn tǐhuì): Esperienza mentale
  • 得氣 (Dé qì): De Qi (un termine dell’agopuntura cinese che si riferisce alla sensazione di energia che si prova quando l’ago viene inserito correttamente)
  • 意念凝聚力 (Yìniàn níngjù lì): Forza di concentrazione mentale
  • 印堂 (Yìntáng): Punto Yintang (il punto tra le sopracciglia)
  • 麻脹感 (Má zhàng gǎn): Sensazione di intorpidimento e gonfiore
  • 中醫針灸學 (Zhōngyī zhēnjiǔ xué): Agopuntura della medicina cinese
  • 功力 (Gōnglì): Abilità, livello di competenza

使用意念力時,需要定神、定氣,有時還要動作輔助,以增強效果。

定神。相當於佛教禪功,破除雜念,意念集中,屏神靜氣。

定氣。有意控制呼吸,用氣輔助,相當於人們常說的定氣。

Quando usi il potere della tua mente, devi calmare la mente e l’energia e, a volte, hai bisogno di assistenza nel movimento per potenziare l’effetto.

Calmati. È equivalente alla pratica buddista Zen, che elimina i pensieri che distraggono, concentra la mente e la calma.

Calma la tua energia. Controllare deliberatamente la respirazione e usare il Qi per assistere equivale a ciò che le persone spesso chiamano Qi calmante.

當然,以下是這段文字的義大利文翻譯:

義大利文翻譯:

Quando si utilizza il potere della mente, è necessario concentrarsi e controllare il respiro, a volte con l’ausilio di movimenti, per potenziarne l’effetto.

  • 定神 (Dìng shén): Concentrazione mentale. Simile alla meditazione buddista, eliminando i pensieri distrattivi, concentrando la mente e calmando lo spirito.
  • 定氣 (Dìng qì): Controllo del respiro. Controllo intenzionale della respirazione, utilizzando il respiro come ausilio, simile a ciò che la gente comunemente chiama controllo del respiro.

義大利文詞彙解釋:

  • 意念力 (Yìniàn lì): Potere della mente, forza di volontà
  • 定神 (Dìng shén): Concentrazione mentale, focalizzazione dello spirito
  • 定氣 (Dìng qì): Controllo del respiro, regolazione della respirazione
  • 動作輔助 (Dòngzuò fǔzhù): Ausilio di movimenti, supporto attraverso azioni
  • 佛教禪功 (Fójiào chán gōng): Meditazione buddista, pratica zen buddista
  • 破除雜念 (Pòchú zániàn): Eliminare i pensieri distrattivi, liberarsi dai pensieri vaganti
  • 意念集中 (Yìniàn jízhōng): Concentrare la mente, focalizzare la volontà
  • 屏神靜氣 (Bǐng shén jìng qì): Calmare lo spirito, tranquillizzare la mente
  • 有意控制呼吸 (Yǒuyì kòngzhì hūxī): Controllo intenzionale del respiro, regolazione consapevole della respirazione
  • 用氣輔助 (Yòng qì fǔzhù): Utilizzare il respiro come ausilio, supportare con il respiro

重點摘要:

這段文字描述了在使用意念力時的兩個重要方面:定神和定氣。定神強調精神的集中和雜念的排除,類似於冥想;定氣則強調對呼吸的有意控制,以輔助意念力的發揮。此外,有時還需要動作的輔助,以達到更好的效果。

Wodhiz Furor Guerriero

Nel De origine et situ Germanorum, comunemente conosciuta come Germania, opera etnografica  Publio Cornelio Tacito ,attorno al 98 d.C., narra delle usanze delle tribù germaniche che vivevano al di fuori dei confini romani.
Tra queste usanze vi era la consuetudine di formare comitatus gruppi di combattenti  legati da giuramento di reciproca fedeltà, che accompagnavano un capo nelle sue imprese  di guerra, questi manipoli erano detti anche manierbunde, bund significa “legare insieme”.

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I Romani rimasero molto colpiti dalla combattività di alcuni guerrieri celto-germani, che si gettavano nella mischia arditamente e quasi sembravano immuni ai colpi, alle ferite, combattendo furiosamente.
Chiamarono questo stato mentale e fisico che portava i guerrieri celti oltre comuni  limiti umani, “Furor”.
 Il mito del guerriero in preda al furor,  è precisamente definito in termini epici e letterari dalla leggenda di Cu Chulainn e dal “Riastrad”, lo stato di furore da cui veniva preso e che gli consentiva di divenire imbattibile ed invulnerabile.
La forza di questa possessione divina era tale da trasfigurarlo trasformandolo in uno spaventoso mostro antropomorfo.

Nelle Saghe norrene si fa riferimento a dei particolari guerrieri che, addestrati con tecniche sciamaniche, formavano gruppi di combattenti particolarmente potenti e temuti dagli avversari.

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Attraverso tali rituali i guerrieri venivano pervasi da una furia sovrumana poiché era lo spirito stesso di Odino-Wotan che scendeva dentro di loro facendoli diventare forti come orsi o lupi o cinghiali , insensibili al ferro e al fuoco, tale stato di wodhiz era definito anche “berserksgangr”.

Berserker(Uomini-Orso)

Ulfedhnar (Uomini-Lupo)

Svinfylking (Uomini-Cinghiale)

Votati a Odino/Wotan, questi Guerrieri Sacri, erano in grado di canalizzare quella potente energia conosciuta come Ond e, tramite particolari rituali, ad entrare nella condizione di “Wodhiz” (furore guerresco ispirato).


Si suppone che i guerrieri totemici scandinavi e germanici, per ottenere questi effetti, assumessero prima della battaglia birra e amanita muscaria, un potente fungo allucinogeno, oltre che un notevole stimolatore dell’attività psico-fisica.
le ricerche tossicologiche hanno delineato chiaramente le differenze chimiche e sintomatologiche tra l’Amanita muscaria (il fungo erroneamente associato ai guerrieri) e il giusquiamo nero (la vera sostanza utilizzata). 

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Per quanto alcuni studi abbiano  messo in evidenza il fatto che nel combattimento sia necessario comunque un certo livello di  lucidità e reattività, non tutti gli studiosi concordano perciò sulla teoria dell’uso di sostanze psicotrope, dati gli effetti che risulterebbero quasi annichilenti dell’azione combattiva.
Saxo Grammaticus, inoltre, ci parla della loro assunzione di sangue di orso o lupo, come “droga” per acquisirne la forza: è dunque possibile confinare in una dimensione simbolica le proprietà allucinogene di tale sostanza.
Di fatto i Berserker e gli Ulfhednar erano Guerrieri Sacri ad Odino/Wotan, e secondo il mito era proprio lui ad indurre l’estatico stato di Furia, fino a provocare delle vere e proprie trasformazioni sul piano fisico.

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Per comprendere maggiormente l’aspetto del Wodhiz è necessario innanzitutto analizzare la sfera semantica della radice indoeuropea di Wotan che è “wat” e che sta ad indicare la “furia divina”
(di cui anche l’antico irlandese “faith” cioè “veggente, profeta”).
Wat è la dimensione sovrumana alla quale si apre appunto il Guerriero Sacro e attraverso la quale egli raggiunge lo stato di estasi guerriera chiamato appunto Wodhiz.
Georges Dumézil storico delle religioni, linguista e filologo francese interpretò  la radice Wut come sostantivo che significa “ebbrezza”, “eccitazione”, e “genio poetico”, ma anche come il movimento terribile del mare, del fuoco e del temporale, come aggettivo che significa “violento”, “furioso” e “rapido.
Si narra che per canalizzare questo stato, si effettuasse un rito chiamato “Hamrammr”, “mutamento di forma”.
La “furia dei berserkir” – detta anche berserksgangr – poteva giungere in un qualunque momento della quotidianità. Incominciava con un tremolio, il battere dei denti e una sensazione di freddo nel corpo.
La faccia si gonfiava e cambiava colore.
Seguiva una grande rabbia e il desiderio di assalire il prossimo.

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Pare che i berserkir facessero parte di sette segrete o società di guerrieri. Alcune saghe parlano di gruppi di berserkir con dodici membri dove coloro che desideravano entrare a farne parte dovevano sostenere un combattimento (rituale o reale).
Alcuni berserkr cambiavano i loro nomi in björn o biorn, come riferimento all’orso.
Il soprannome che adottavano e la loro inaudita ferocia in battaglia generò infatti una leggenda secondo la quale essi si trasformavano letteralmente in enormi orsi durante la battaglia e si diceva che non potessero essere sconfitti, in quanto insensibili al dolore e alla paura, senza ricorrere all’asportazione di parti vitali, quali cuore o testa.

Snorri Sturluson parla di berserker nella Saga di Egil, nella Hrólfs saga kraka ok kappa hans e nella Saga degli Ynglingar. Molte saghe descrivono i berserkir come assassini, ladri, saccheggiatori. Erik il Rosso era forse un berserkr.
Harald Bellachioma, fondatore del regno di Norvegia, usava i berserkir come truppe d’élite.

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La Saga di Grettir narra che questi guerrieri erano conosciuti anche come Úlfheðinn o “mantello di lupo”, poiché indossavano le pelli di questo animale.

Nel capitolo VI della Saga degli Ynglingar i compagni di Odino erano così presentati: «Andavano senza corazza, selvaggi come dei cani o dei lupi. Mordevano i loro scudi ed erano forti come degli orsi e dei tori. Massacravano gli uomini e né il ferro né l’acciaio potevano niente contro di loro. Questo si chiamava furore di berserkir»

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Marcet sine adversario virtus: tunc apparet quanta sit quantumque polleat, cum quid possit patientia ostendit

Dal fiume sotterraneo della Tradizione SENECA

Marcet sine adversario virtus: tunc apparet quanta sit quantumque polleat, cum quid possit patientia ostendit.
Scias licet idem viris bonis esse faciendum, ut dura ac difficilia non reformident nec de fato querantur, quidquid accidit boni consulant, inbonum vertant; non quid sed quemadmodum feras interest

Senza un avversario, la virtù marcisce: si vede quanto grande essa sia, e quanto valga, solo allorquando mostra il suo potere col sopportar delle prove.
Sappi dunque che gli uomini valorosi debbon far lo stesso: non devono temere ciò che è duro e difficile, non devono lamentarsi del destino, devono considerar come un bene e volgere in bene tutto ciò che accade.
Non interessa ciò che tu sopporti, ma interessa la maniera in cui lo sopporti.

calcio alto”เตะสูงและถีบสูง”

Una elevata coordinazione e flessibilità, dall’elasticità ,un calcio spettacolare dato dalla torsione del tronco e dell’anca, nelle sue variabili di traiettoria e di bersaglio, un gesto atletico che impone elevato senso dell’equilibrio.
La tecnica differisce per stile di arte di combattimento, modalità di caricamento del colpo ed esecuzione.

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Tale tecnica può  essere usata sia per attaccare che per  bloccare l’avversario.
เตะสูงและถีบสูง” อาวุธมวยไทยที่ใช้ได้ทั้งรุกเพื่อโจมตีและรับเพื่อสกัดการบุกของฝ่ายตรงข้าม

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