Fiducia in se stessi ed Arti Di Combattimento

Un grande campione Georges St-Pierre praticante di una disciplina assai complessa  quale le Arti Marziali Miste racconta di se dopo essere diventato un temibile combattente ”Un enorme errore ho dovuto affrontare in periodo della mia vita, quando in classe appena suonata la campana era costretto a prendere i libri e a schizzare fuori da scuola più in fretta possibile, prima che i bulli riuscissero a prendermi.”
Il desiderio di difendersi spingerà GSP verso le arti marziali, prima il karate Kyokushinkai fondato del maestro Masutatsu Ōyama sino ad arrivare alle competizioni di MMA. In questa intervista dichiara l’importanza self confidence  (fiducia in se stessi) nel suo percorso formativo e quanto sia stato fondamentale il supporto delle discipline marziali per poterla ottenere.

Il Flusso the Flow, la Zona The Zone, nelle discipline di Combattimento

“La vita come un arco, l’anima come una freccia, lo Spirito Assoluto come bersaglio da trapassare. Unirsi con questo Spirito come una freccia scoccata si conficca nel suo bersaglio ” (Mârkandeya-Purâna, XLII, 7-8)

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Nelle discipline da ring o sport di opposizione e contatto, l’abilità dei contendenti deve essere dimostrata in un contesto regolamentato, colui che liberamente sceglie di mettersi alla prova è consapevole dei rischi che corre, soprattutto se è arrivato a questa scelta tramite un percorso monitorato da istruttori competentisia a livello tecnico che sociopsicologico e motivazionale (coaching).
L’aggressività in questo contesto viene canalizzata ad esprimersi in una competizione di tipo simmetrico, dove il principio di opponibilità regolamenta la modalità, e dove esistono dei riferimenti chiari e predeterminati sulle finalità della competizione.
Il valore dell’abilità di un singolo contendente è dato dalla somma delle qualità espresse da entrambi i partecipanti alla sfida agonistica,da ciò si desume una possibile approccio educativo nell’utilizzo di queste discipline a fine pedagogico. Il valore del singolo contendente e dato dalla somma dei duellanti.
Ma si evidenziano tratti singolarmente interessanti anche nello sviluppo delle potenzialità individuali, non solo per il senso di autostima e di sicurezza che proviene dall’intensa pratica, ma anche per la possibilità catartica e rigeneratrice, l’immersione nell’azione così come ne descrisse accuratamente il fenomeno, lo studioso Mihaly Csikszentmihalyi.

images-1In psicologia, il flusso (in inglese flow), o esperienza ottimale (trance agonistica nel linguaggio sportivo), è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività.
Questa condizione è caratterizzata da un totale coinvolgimento dell’individuo: focalizzazione sull’obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento di un particolare compito. Le Esperienze Ottimali sembrano implicate anche nella Qualità di Vita percepita e nella regolazione dell’asse dello Stress (Ipotalamo Ipofisi Surrene) I correlati neurofunzionali delle Esperienza Ottimali sono in parte sconosciuti ma alcuni recenti lavori scientifici evidenziano la correlazione con il circuito dopaminergico e l’attivazione della corteccia cerebrale prefrontale.
La dinamica che caratterizza le Esperienze Ottimali è connessa anche allo sviluppo della capacità psicologica chiamata Resilienza

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Fu all’inizio degli anni ’70, che questo ricercatore si occupò di fenomeni  in cui si manifestava l’insorgere di uno stato spontaneo di completa fusione tra azione e coscienza di totale “immersione” nella situazione, nell’istante, una fusione tra soggetto che agisce ed azione… il cosidetto stato di Flow, flusso, un momento magico
“lo stato in cui le persone sono così immerse in ciò che stanno facendo, che tutto il resto sembra non avere alcuna  importanza, l’esperienza in sé è talmente piacevole e fuori dall’ordinarietà , da indurre le persone a ripeterla anche a costo di grandi sacrifici.”


Lo sport in genere ed in particolare gli sport da ring e le discipline marziali, favoriscono situazioni limite di sforzo intenso e di elevata concentrazione, di forti emozioni, in cui insorge ciò che viene definito THE ZONE , uno stato di  flusso  esperienza ottimale ,uno stato di  trance agonistica,  in cui la persona è completamente immersa in un’attività, in totale coinvolgimento, focalizzata sull’obiettivo, con una forte motivazione intrinseca, con positività e gratificazione nello svolgimento del compito…. un modo più moderno di esprimere i temi dello zen ed altre splendide antiche discipline….e di nuove rielaborazioni…

 

 

Discipline di Combattimento

 

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Riemergono da un lontano e atavico  passato carico di  simbolismi  ed ritualità
Sono le disciplina da combattimento , come la nobile arte pugilistica 
la Boxe thailandese (  Muay Thai) o la più diffusa Kick-boxing, con le sue varianti, eredi di antiche pratiche marziali millenarie sia occidentali che orientali..
se insegnate da personale competente e qualificato, permettono di acquisire consapevolezza di sé e delle proprie abilità, consapevolezza della propria corporeità, permettono di instaurare un significativo ed equilibrato rapporto tra mente e corpo.
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Offrono l’occasione  di sviluppare  una sensibilità tra il  movimento fisico e l’atteggiamento mentale, favorendo nel individuo la concentrazione, l’autocontrollo, il concetto di sé e al contempo accrescendone il senso di maggiore sicurezza ed autostima.
Offrono, inoltre,  la possibilità di prendere consapevolezza della propria emotività, imparando a gestire l’istintività, e di esprimere l’aggressività in un contesto protetto e secondo modalità prestabilite.

Milano,15/10/2015 Pink boxing Ph Taddei/Edizionivero

Costituiscono un ottimo strumento di espressione catartica di sfogo e di rigenerazione, favoriscono lo scaricamento delle tensioni apportando benefici al sistema cardiocircolatorio e in senso più ampio al sistema psicofisico, favorendo un valido supporto sul piano motivazionale.

BOXE 

THAI BOXE

KICK BOXING

ARTI MARZIALI MISTE

DIFESA PERSONALE

Efficacia ed arti di combattimento attuali e tradizionali

Una diatriba ampia di discussione tra praticanti di arti di combattimento ”moderne” spesso definite con il termine di sport di contatto e arti marziali tradizionali.
Un difficile scontro di idee che può essere a tratti semplificato con i fatti :
il combattimento reale

o nel confronto/studio

Resta il fatto che un arte non è solo efficacia ma anche coltivazione del Se dell’equilibrio psicofisico, del benessere interiore , del nutrire il sentire e di una piacevole estetica quando possibile….

 

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ARTI di COMBATTIMENTO 

 

MFM Martialia Fluens Motus 氣功 立禅 Qi Gong Ritzu Zen e Combat Arts

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Con il  termine 氣功  qi gong /kiko ci riferiamo  ad una serie di pratiche e di esercizi collegati alla medicina tradizionale cinese e in parte alle arti marziali che prevedono la meditazione, la concentrazione mentale, il controllo della respirazione e particolari movimenti di esercizio fisico. Tale disciplina si pratica generalmente per il mantenimento della buona salute e del benessere sia fisici sia psicologici, tramite la cura e l’accrescimento della propria energia interna 氣 Qi

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Il ritzu zen 立禅  (zen in posizione eretta) è una metodologia di pratica del Qi Gong proveniente dal taikiken 太気至 un arte marziale giapponese, apparentemente simile al 站桩 zhan zhuang proveniente dalla disciplina cinese Yi Chuan 意拳

11889525_1462461230722637_8618884306906853972_nUno degli obbiettivi della pratica del qi gong/kiko   meditazione in piedi Ritzu zen 站桩 立禅 con finalità marziale  generare qi   per aumentare e nutrire la FORZA PNEUMATICA uno stato di rilassamento globale di tutto il corpo con la presenza di uno stato di compressione con una immediata disponibilità all’esplosività.  La compressione dona un senso di pienezza utile da spendere nella combattività.
Le disciplina da combattimento come la nobile arte pugilistica la Boxe thailandese o la più diffusa Kick-boxing, con le sue varianti o le arti marziali miste, sono eredi di antiche pratiche marziali millenarie sia occidentali che orientali..

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Se insegnate da personale competente e qualificato, permettono di acquisire consapevolezza di sé e delle proprie abilità, consapevolezza della propria corporeità, permettono di instaurare un significativo ed equilibrato rapporto tra mente e corpo.
Offrono l’occasione  di sviluppare  una sensibilità tra il  movimento fisico e l’atteggiamento mentale, favorendo nel individuo la concentrazione, l’autocontrollo, il concetto di sé e al contempo accrescendone il senso di maggiore sicurezza ed autostima.Offrono, inoltre,  la possibilità di prendere consapevolezza della propria emotività, imparando a gestire l’istintività, e di esprimere l’aggressività in un contesto protetto e secondo modalità prestabilite. Costituiscono un ottimo strumento di espressione catartica di sfogo e di rigenerazione, favoriscono lo scaricamento delle tensioni apportando benefici al sistema cardiocircolatorio e in senso più ampio al sistema psicofisico, favorendo un valido supporto sul piano motivazionale.

 

Condizionamento psicofisico graduale

Vis more montis Levitas more aurae

L’aspetto mentale, la motivazione, la voglia, la determinazione stimolano la risposta del sistema nervoso che attiva il sistema fisiologico emettendo sostanze che consentono un maggior livello di sopportazione al dolore rispetto ad uno stato ordinario comune.
utilizzando un linguaggio più arcaico il ki 氣 si esprime nel livello di combattività marziale.

 

 

 

 

 

Vincere le proprie resistenze all’atto atletico

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Vincere le proprie resistenze all’atto atletico è una sensazione di vittoria sconosciuta ai più, nel mondo del godimento immediato di ogni piacere, della ricompensa monetaria per ogni sforzo..FARE PER FARE è un lusso per gli aristoi ἄριστοι, i migliori (nobili interiori) coloro che si possono permettere di irridere la logica utilitaristica del profitto immediato..coloro che lavorano duramente senza compenso se non il più grande: COLTIVARSI….
dell’amico Roberto Giacomelli

tratto da Nemeton Guida Pratica agli Sport del Coraggio

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