Meditazione Metacomunicazione Magia

”Gli attenti a se stessi divengono immortali
i distratti a se stessi vivono come morti.”
Buddha

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La meta-comunicazione senza meditazione è l’arte della truffa

La meditazione senza magia è sterile


La magia senza meditazione è follia

La magia senza meta-comunicazione è superstizione

La meditazione senza meta-comunicazione è una fuga dal mondo

La meta-comunicazione senza magia è una formula vuota

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Ad un livello di coscienza cosiddetta ordinaria, noi possiamo conoscere solo ciò che già conosciamo. Noi pensiamo per lo più pensieri non nostri, non autogeni ma indotti dalla cultura dominante o dalla sottocultura a cui aderiamo in cui siamo immersi.
Tutto ciò che “accade” dunque viene filtrato dai pensieri: troviamo sempre il modo di rendere  il mondo conforme ad essi, ovvero a ciò che conosciamo, al nostro “modello di realtà” (la nostra mappa)….
Fabrizio Ponzetta ( L’intuizione Illuminata)
confer   Metacomunicazione  con  ipnosi/autoipnosi   PNL, ipnosi ericksoniana,  grammatica trasformazionale
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“Magia” (Dal gr. mageía ‘dottrina dei magi persiani; arte magica, incantesimo)
è una parola dagli innumerevoli significati.

Spesso ci si riferisce con magia a certe facoltà extra-ordinarie, come la capacità di vedere e pre-vedere al di la’ dello spazio e del tempo (un accesso al vasto campo dell’inconscio collettivo, già ampiamente teorizzato da C.G. Jung, e oggi approfondito da molti studi anche su basi scientifiche, come La mente estesa di R. Sheldrake).

Fenomeni come la telepatia e l’“entanglement” ne sono un tipico esempio; ognuno di noi in potenza può sviluppare simili facoltà, ma in molte persone sono una dote innata già sviluppata.

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Altre volte con magia ci si riferisce a quei professionisti della (meta)comunicazione, che con tecniche ipnotiche e risorse intuitive sono in grado di trasformare le vite delle persone.
note:
In Grecia fu Erodoto a  generare il termine “mago” per indicare un sacerdote di una tribù della Persia antica.
Dal IV secolo a.C. il vocabolo mageia Μαγεία cominciò ad essere utilizzato per indicare un insieme di dottrine nate dalla commistione di tradizioni arcaiche e le pratiche rituali ereditate dai Persiani.
Fu comunque nella koinè culturale ellenistica che ebbe luogo quella fusione dei riti magici con elementi astrologici e alchimistici, che sarà alla base di tutta la speculazione magica dei secoli successivi.

Mudrā मुद्रा 印相

 

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     Mudrā in Sanscrito मुद्रा letteralmente “sigillo” 
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印相  Giapponese  ཕྱག་ རྒྱ་ Tibetano


In lingua cinese
印 yìn “segno, emblema, sigillo”
手印 shǒuyìn “gesto-sigillo
“印相 yìnxiàng “immagine sigillo”
契印 qìyìn “sigillo solenne”
密印 “sigillo segreto”.
Designa un gesto simbolico che in varie religioni è discipline viene usato per ottenere benefici sul piano fisico, energetico e/o spirituale, alcuni mudra coinvolgono tutto il corpo, la maggior parte sono eseguiti con le mani e le dita, dove terminano o passano i meridiani 經絡 jingluo o i nadi della tradizione Hindu.
un mudra è un gesto spirituale e un sigillo di autenticità energico impiegato nella iconografia e la pratica spirituale, sono utilizzate nella pratica yoga o in altre discipline come completamento di alcuni asana (posizioni) durante le fasi meditative.
Questi gesti possono essere utilizzati con movimenti, durante danze, durante le cerimonie di iniziazione.

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Kodo 鼓童

maxresdefaultÈ gruppo di professionisti di taiko太鼓  grandi tamburi della tradizione giapponese.
Questo gruppo di percussionisti  conducono una vita spartana e permeata di
spiritualità , in perfetta armonia con la natura selvaggia
della piccola isola di Sado, dove trascorrono molti mesi dell’anno in un ritiro praticando  estenuanti esercizi fisici, yoga, meditazione e studio della musica tradizionale.

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Al fine di suonare gli o-daiko,太鼓  può raggiungere i due metri e
mezzo di diametro e un peso di 400 chili, devono tenersi in grande forma psicofisica
conservare corpi perfetti e soprattutto la forma necessaria a
battere per ore lo strumento durante gli allenamenti e le esibizioni.
Dopo quattro anni di intenso studio i kodo divengono esperti  della percussione e di altri strumenti musicali della tradizione giapponese ed intraprendono tournè in tutto il mondo e far conoscere il potere espressivo dei loro tamburi.

HON SHAZE SHO NEN

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È estremamente limitante non prendere in considerazione le origini culturali di una disciplina se pur efficacie sul piano pratico a prescindere dalla conoscenza, ma foriera di concetti filosofici ed implicazioni interiori a volte sottili.
Il primo passo è l’osservazione dei I kanji 漢字 i caratteri della scrittura giapponese e l’omologo della scrittura classica cinese 漢字, 汉字, hànzì.

Il carattere  Nen è presente nella composizione di un simbolo della

disciplina REIKI esso è collegato con un profondo concetto filosofico e pratico

la presenza mentale un richiamo costante nel simbolo

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L’uso di comporre un simbolo agglomerando più ideogrammi o caratteri potrebbe essere riconducibile ai seguaci del Tao 道,  gli influssi del taoismo sono giunti in Giappone dalla Cina tramite i monaci buddisti mikkyo 密教  che hanno diffuso il lato esoterico del Dharma.

Fulu  符籙  sono dei sigilli, associati ad un essenza, tessere e simboli e talismani.
A ciascun segno simbolico corrisponde un suono una vocalizzazione legata alle forze del Universo sono Shenfu  神符 (tessere degli spiriti) erano ritenuti simboli di connessione con gli spiriti, strumenti di esorcismo, potenziali vettori per facilitare l’equilibrio psicofisico degli individui.

Vi è un richiamo anche all’usanza rituale degli ofuda  御札“carta venerabile”, talvolta detti shinpu 神符, sono un popolare tipo di gofu 護符  talismani distribuiti dai templi shintoisti e in alcune tradizioni esoteriche buddiste.
La figura del 巫女 miko oltre alla pratica di danze cerimoniali includeva la composizione di talismani. 巫 Wu in cinese Mi in giapponese è un ideogramma presente in 靈…

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Inoltre SHO NEN (giapponese) 正念  Zheng Nien (in cinese)
Retta presenza mentale
è il settimo raggio
del “Nobile ottuplice sentiero”
Si dice che  Buddha Shakyamuni trasmise, nel suo primo sermone, l’insegnamento della dottrina del “Nobile ottuplice sentiero” intendendo offrire ai suoi discepoli il percorso di liberazione dall’ignoranza.

Yamabushi 山伏

 

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“colui che si trova o si nasconde tra le montagne”
riguardo agli  yamabushi 山臥 si narra che fossero gruppi o individui  dediti alla ricerca e alla pratica  ascetica (askesis esercizio addestramento )  eremiti, sciamani delle montagne, seguaci della  la via dello Shugendō 修験道 una commistione di credenze, filosofie, dottrine e sistemi rituali tratti da pratiche popolari-religiose locali, il culto della montagna pre-buddhista, di origine sciamanica , elementi scintoisti , Taoisti e di Buddismo esoterico mikkyo 密教 (in prevalenza setta Shingon)

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La pratica includeva ricerca di poteri spirituali, mistici o soprannaturali ottenuti mediante l’ascetismo, i monaci studiavano non solo la natura e testi e immagini religiosi o spirituali, ma anche una varietà di arti marziali
Gli yamabushi monaci guerrieri, erano abili nell’uso di molteplici armi, combattevano con arco e freccia, o con spada e pugnale, soprattutto con il naginata.

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Salire la montagna è, dal punto di vista religioso, un’ascesi, un percorso nello spazio cui corrisponde una trasformazione interiore dell’individuo. Voler raggiungere ciò che è nascosto nei recessi della sommità esige una scelta che pochi compiono. Andare oltre il limite posto dal primo tempio (alla base della montagna) significa abbandonare la zona del coltivato, dell’uomo e dei rapporti sociali consueti. Nel recinto di molti templi alle falde della montagna si può scoprire, proprio nel punto in cui la collina diventa ripido pendio e la boscaglia si infittisce, un tracciato di sassi bianchi: è una simbolica ricostruzione del Sanzukawa 三途川, il fiume buddhista che divide il mondo dei vivi e l’altro mondo (in Giappone si ritiene si trovi nei pressi del Monte Osore).
Spesso questa linea simbolica è attraversata da un ponte ad arco di legno rosso, il ponte che porta al paradiso.
Nell’ascesi avviene una progressiva disumanizzazione, una dissoluzione lenta del sé attraverso le pratiche iniziatiche. Isolarsi dal mondo, rompere con la società del proprio tempo, pensare, come hanno fatto questi eremiti, che solo lontano dagli uomini si trovi la risposta ai problemi del dolore e del destino, è un’attitudine conosciuta in tante tradizioni religiose.

La parola anachorèsis significa una partenza, un abbandono: come si dice anche del morire.
Vestito di bianco, che è il colore della purezza e della morte (nella simbologia buddhista), lo yamabushi si incammina in solitudine verso la montagna.

“Itinerari nel sacro – L’esperienza religiosa giapponese” del Professor  Massimo Raveri, Edizione Cafoscarina.

 

Orbita Microcosmica 小周天 xiao-zhou-tian 小周天気功法 di 矢山利彦 Toshihiko Yayama

小周天気功法 metodo del piccolo circuito celeste qi gong kiko L’orbita microcosmica per la sua assonanza con la terminologia alchemica occidentale è un termine con il quale si designa il 小周天 Xiao Zhou Tian, Piccolo Circuito Celeste percorso di  visualizzazione  legato ai seguaci del Tao 道 . Secondo la medicina tradizionale cinese (MTC), lungo il corpo umano scorrono dei canali di energia 氣 (qi) detti meridiani 經絡 jingluo , detta anche rete di canali,che formano un sistema energetico.

La circolazione del 氣 ki qi si dipana lungo i  due Canali Speciali:

il meridiano Du ed il meridiano Ren
Vaso Concezione (Ren Mai) – 任脈  e Vaso governatore (Du Mai) – 督脈
Il meridiano DU, tradotto come Vaso Governatore, raccoglie e gestisce il Qi nella sua fase 陽 Yang, ed il meridiano Ren, detto Vaso della Concezione, fa lo stesso per il Qi in fase 陰Yin.

Nel video l’esecuzione dell’orbita microcosimica del metodo del Dr. Toshihiko Yayama 
La parola kikô 氣功 è generalmente compresa come traduzione giapponese di qi gong cinese, ma ci sono alcune differenze di contenuto. Nel kikô del dottor Yayama ci sono più elementi: il qi gong cinese, lo yoga, le arti marziali, il buddismo esoterico, le medicine tradizionali cinesi e giapponesi e la medicina occidentale.

SITO UFFICIALE

氣 Qi bipolarità e alternanza

qigongFeatureSecondo l’ antico pensiero cinese (e allo stesso modo recenti teorie della fisica quantistica) nell’Universo non esisterebbe alcuna realtà statica , tutto è in costante e perpetua trasformazione tutto deriverebbe da un unico flusso articolato che va sotto il termine QI 氣
Da il punto di vista spaziale il 氣 Qi è caratterizzato dalla sua bipolarità quella temporale in cui si manifesta in un alternanza ritmica di condensazione e rarefazione.
La bipolarità e l’alternanza sono incluse nei più vasti concetti di Yin陰 e Yang 陽
Essendo L’universo la pura espressione di questo unico flusso non esistono fenomeni che possano essere considerati separatamente, ogni cosa va interpretata basandosi sui concetti di funzione e di relazione, in un contesto dinamico di perpetua trasformazione l’accento si sposta sulla dimensione dell’ essere a quella del divenire.

confer Medicina Cinese la radice e i fiori corso di sinologia per medici e appassionati Giulia Boschi

氣功 Qi Gong Kiko Metodo Toshihiko Yayama 矢山利彦

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Dottor Toshihiko Yayama e M kenji tokitsu

Dottor Toshihiko Yayama, immunologo giapponese, attuale responsabile dei reparti di chirurgia e medicina orientale nell’Ospedale della Prefettura di Saga in Giappone, ha elaborato un proprio metodo di rigenerazione psicofisica  che ha chiamato “orbita microcosmica” e costituto da una serie di esercizi provenienti da diverse tecniche di qi gong  kiko 氣功
Fin dai primi anni della sua carriera medica, Yayama si era reso conto dell’insufficienza dai trattamenti medici convenzionali ,  ha gradualmente sviluppato un proprio metodo che combina l’esercizio del Qi con le cure mediche convenzionali.
Nel suo percorso ha particato discipline che lo hanno ispirato Ritsu Zen 立禅 Taiki Shisei Kenpō 太気至誠拳法 del  maestro Kenichi Sawai.
Yayama pervenne  al Qigong attraverso il suo lungo studio del karate e di altre arti marziali.
Secondo Yayama una maggiore potenza del Qi, aumenta la vitalità, espande la coscienza e allevia molto il dolore; favorisce il benessere e previene i disturbi; è in grado di rendere più efficace il trattamento e più rapida la guarigione da una particolare squilibrio/disturbo.qigongFeature
Permette inoltre di vivere in modo completamente nuovo, più consapevole e meditativo.
Per molti anni, Yayama ha continuato ad utilizzare il Qi per aiutare gli altri nell’esercizio della sua professione di medico.
In 1980, graduated Medical School, Kyushu University. Joined Fukuoka Tokushukai Hospital mainly practicing emergency medical care and also learned Eastern medicine with Fukuoka Doctor’s Association for Chinese Herbal Medicine. Having studied and practiced Chinese Herbal Medicine and Acupuncture, he encountered Qigong. In 1983, joined the 2nd Surgical Dept at Medical School, Kyushu University. After he studied immunology for his PhD, he joined Saga Prefectural Hospital Koseikan in 1987 as medical director for surgical dept and Eastern Medicine Medical Care Dept. In 2001, he opened Y.H.C. Yayama Clinic. In June 2006, a new clinic ward was opened with both Medical and Dental divisions, Qigong training hall and natural foods restaurant. The clinic synchronized both Western and Eastern medicine, and provides the integrative medical treatment with life energy of “Ki”. Most recently, he established Bioresonanz Medical Association and studies vibrational medicine with members in Japan and overseas.

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Risveglio

Riflessioni sul Dharma dell’origine धर्म (ciò che sostiene)

”Le implicazioni della nozione di risveglio sono completamente differenti
l’essere umano non è un essere caduco o colpevole come creatura separata dal creatore da uno iato ontologico…di contro all’idea di conversione, redenzione…
il motivo conduttore è la distruzione dell’ignoranza avidya …

avidyā अविद्या, in sanscrito,  in cinese 無明 wúmíng non Luce/mancanza di luce

Essa ignora il complesso del peccato e dell automortificazione
la sua ascesi è chiara e secca è priva di autosadismo o masochismo..
Il significato più profondo di dukkha दुक्ख è agitazione (difficile da sopportare)”

“Tutte le acque dell’oceano non hanno che un unico sapore quello del sale
così il senso dell’intero Dhamma è uno solo: quello della liberazione”

Dottrina del Risveglio Julius Evola

Prana प्राण

Nella antica filosofia Hindu  e nel sistema di credenze religiose e discipline  Hindu il termine prana, dal sanscrito prāṇa प्राण  significa letteralmente vita, respiro, spirito.

Tale elemento è presente nella  fisiologia induista, come principio vitale di cui  tutti gli esseri viventi, in quanto tali, sono dotati.
Il mantenere e preservare il prana necessita  del corretto svolgimento di tutte le funzioni psicologiche, emotive e la coltivazione dell armonia  dell’equilibrio interiore.
Secondo tale filosofia, la generazione del  prāṇa è dato dalla respirazione che veicola, oltre all’ossigeno (elemento grossolano) anche la vitalità (elemento sottile)
Nello yoga e nelle tecniche di guarigione indiane l’abilità  di saper padroneggiare il respiro pranayama  è fondamentale, poiché attraverso la consapevolezza questo esercizio consente di controllare e regolarizzare eventuali squilibri e disfunzioni dell’organismo, in particolare tra corpo e psiche, ristabilendo la salute spirituale nella sua interezza, in un’ottica olistica.
Tale concetto è presente in altre antiche culture 氣 KI giapponese  qi 氣 cinese
πνεῦμα pneuma   mana     orenda 

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