Riflessioni sulla pratica REIKI靈氣

‘Il segreto di ogni disciplina è la pratica”
Francesco Dal Pino

Il 靈氣 Rei Ki è una disciplina che si colloca nel piano del sentire, del percepire” atmosfere, campi bioenergetici , luoghi, esseri viventi.

靈氣 disciplina e pratica
per accedere a stati di quiete
per essere più centrati
Per favorire rilassamento profondo
Per percepire il qi ki 氣
Per sentire le atmosfere d’interiorità
Stimolare “visione interna”
Per entrare nel Non ordinario

Per esperienza diretta , e di sperimentare empiricamente si tratta, la maggior parte di individui che ne ricevono il trattamento provano un piacevole grado di rilassamento profondo, altri entrano in stati profondi non ordinari, un silenzio insolito e non descrivible, non pochi giovano di un miglioramento dello proprio stato di equilibrio psicofisico. Riuscire a descrivere un’esperienza di profondità interiore o di insight è cosa assai ardua, si entra nel dominio dell’ineffabile e del non verbale, non si può definire con concetti o con parole, non si può esprimere adeguatamente…

La maggior parte di coloro che provano l’attivazione o iniziazione, sperimentano stati gradevoli e profondi di quiete, accompagnate da una maggior sensibilità e percezione, per alcuni è un esperienza molto profonda dai risvolti assai soggettivi.
La scuola Dojo Ruan utilizza il termine Attivazione, intesa come attivazione di campo/dominio del sentire, percepire in modo più intenso, tramite un rito/procedura svolto dal Reiki Master.

 

Il 氣 KI QI Prana प्राण Pneuma πνεύμα o energia si manifesta in noi, tuttavia, solo nella pratica continuativa e costante del sentire, si percepisce uno stato un’atmosfera profonda.

A livello concettuale si possono fare dei distinguo tra energia e pura Informazione relativa all’interpretazione del termine REI 靈  Rei/Ling  (atmosfera, Non Manifesto, implicito, Spirito) e alcune teorie (origine animistico sciamnica, origine buddista ) ma si tratta di ipotesi la pratica è l’unica fonte di esperienza.

 

Nella storia dell’umanità in molti luoghi ed epoche si è praticato l’utilizzo di apporre le mani e di interagire con le energie vitali, forse nell’intento di prendersi cura di sé stessi ed altri mossi dall’empatia e dalla compassione.

stele-mikao-usui-reiki
Stele in onore di Mikao Usui

先生 Sensei Mikao Usui fu il fondatore del disciplina REIKI attigendo alla cultura giapponese che oltre ad avere caratteristiche autoctone (vedi神道 Shinto) è sempre stata caratterizzata da un atteggiamento sincretistico ed ecclettico (Dàojiào 道教, gli insegnamenti del Tao, DharmaVinaya , 法律 fǎlǜ, Buddismo, 密教 Mikkyō sue varianti esoteriche, Zen 禅)

shinto.jpg

Nonostante esistano numerose scuole reiki e innumerevoli varianti è innegabile il suo radicamento nella cultura dell’estremo oriente , significativo ne è l’utilizzo di ideogrammi per definire il simbolismo.
Uno stralcio di esempio, di un fenomeno alquanto più complesso:
Sul simbolo Hon Sha Ze Sho Nen

 

 

SHO NEN (giapponese) 正念 Zheng Nien (in cinese)
Retta presenza mentale è il settimo raggio
del “Nobile ottuplice sentiero”
Si dice che Buddha Shakyamuni trasmise, nel suo primo sermone, l’insegnamento della dottrina del “Nobile ottuplice sentiero” intendendo offrire ai suoi discepoli il percorso di liberazione dall’ignoranza.

Come attestato anche da Frank A. Petter, ricercatore che ha vissuto lungamente in Giappone per studiare la disciplina, la pratica include toccare con appoggio delle mani, massaggiare, picchiettare, accarezzare, soffiare, osservare con intensità, trasmettere tramite mudra, meditare, respirare Reiji…

9788827215098_0_0_300_75.jpg

Informazioni sul REIKI
saperne di più
reiki silenzio profondo
Kurama Yama
Honshazeshonen

shinboku 神木 “alberi sacri”

« Tutto ciò che c’è di maestoso e solenne, che possiede le qualità dell’eccellenza e della virtù ed ispira un sentimento di meraviglia, è considerato kami »
Motoori Norinaga 本居 宣長  scrittore, erudito e intellettuale Periodo Edo

02_kyoto

”Nei miti e nelle leggende sull’Albero della Vita abbiamo spesso trovato implicita l’idea che esso si trova nel centro dell’Universo e collega Cielo, Terra e Inferno. Questo dettaglio di topografia mitica ha valore particolarissimo nelle credenze dei popoli nordici, sia altaici che germanici e centro-asiatici..”
Mircea Eliade, Albero – “Axis Mundi”, in Trattato di storia delle religioni

shinboku 神木 shinju神樹 reiboku靈木

src_36354006

Sin dai tempi antichi certi alberi o addirittura interi boschi erano considerati sacri.
Gli alberi sacri sono visti frequentemente in Giappone e sono circondati da sacre corde di paglia shimenawa 標 縄 · 注 連 縄 · 七五 三 縄 corda di paglia appesa all’ingresso o attorno al perimetro di un’area per delinearlo come uno spazio sacro o puro, interno ad santuario, o un sito rituale.
Nella Tradizione d’Occidente troviamo boschi ed alberi sacri nei Nemeton luoghi sacri naturali, o Lucus e Nemus , ed alberi archetipici AXIS MUNDI come Yggdrasill.

 

Il keidai 境内, spazio sacro dove un kami  deve essere onorato, è circondato dallo shimenawa per indicare che a nessuno è permesso entrare, umani o spiriti e fantasmi ribelli.

 

b05210_main.jpg

大 銀杏 Il grande Ichō Ginko

Il grande ginkgo invecchiato si trova all’interno dei confini del tempio buddista di 1.300 anni Shōbōji nella prefettura di Saitama. Situato in cima a una collina, l’albero si affaccia sulle montagne ondulate della regione di Chichibu e sulla vasta pianura di Kantō che comprende Tokyo, accanto a una sala di legno dedicata a Kannon, 観音 dea della misericordia.

Il grande Ichō a Shōbōji (Prefettura di Saitama)
Il grande Ichō a Shōbōji (Prefettura di Saitama)Circonferenza del tronco: 10,9 m; altezza: 31 m; Età: 700 anni

Hōryō Ichō (Prefettura di Aomori)

Aza-ichōnoki, Hōryō, Towada, Prefettura di Aomori, 034-0303  Circonferenza del tronco: 13,48 m; altezza: 31 m; Età: 1.100 anni
Aza-ichōnoki, Hōryō, Towada, Prefettura di Aomori,  Circonferenza del tronco: 13,48 m; altezza: 31 m; Età: 1.100 anni

Secondo la leggenda questo grande ichō fu piantato qualche tempo durante il primo periodo Heian (794-1185) per commemorare la fondazione del tempio buddista Zenshōji
Nel 1926 divenne uno dei primi ginkgo designato come monumento naturale nazionale.

導引 Dao Yin 氣功 Qi Gong guidare l’energia vitale per armonizzarla” “tirare il corpo per ammorbidirlo”

Si dice che il Dao Yin 導引 (il termine daoyin è composto dalle parole dǎo 導 
“guidare, condurre” e yǐn 引 “tirare, tendere”. Secondo Li Yi 李頤, commentatore del Zhuangzi d’epoca Jin (265-420)  il termine è da intendere
come “guidare l’energia vitale per armonizzarla” e “tirare il corpo per ammorbidirlo”.
images.jpeg
La disciplina svolta per ottenere l’elasticità e la libertà necessarie a tendersi come un arco che possa scoccare la propria freccia. Il bersaglio è rappresentato dal punto d’arrivo in fondo alla Via che si è intrapresa. Dao Yin 導引 è, semplicemente, la pratica di colui che cerca lo sviluppo della propria integrità interna ed interiore, che consente la “modificazione elastica” a scopo di adattamento agli stimoli esterni , rimanendo fedeli a se stessi, per poter proseguire verso il compimento di quello che si sente essere il proprio Destino.

res10_attpic_brief.jpg

Qi Gong 氣功  indica la maestria del lavoro interazione con  il Qi (energia vitale) e tramite il Qi per ottenere processi di raffinamento dell’utilizzo del proprio sistema energetico; il Qi non rappresenta soltanto l’energia funzionale dell’organismo, grazie a cui ogni processo metabolico può avere luogo, ma anche il comportamento, la modalità di interazione con il mondo e con l’esterno.

20180325_1904301786030111.jpg

Daoyin_tu_-_chart_for_leading_and_guiding_people_in_exercise_Wellcome_L0036007
La prima testimonianza letteraria sul Daoyin è contenuta in Zhuangzi 莊子, testo taoista del IV-II sec. a.C, mentre due importanti ritrovamenti archeologici ne confermano la diffusione nel II sec. a.C

Il Daoyin è conosciuto, soprattutto al di fuori della Cina, anche con il nome di qigong 氣功 ma secondo alcuni storici cinesi come Wu Zhichao 吴志超, ricercatore presso l’Università per lo Sport di Pechino, i due termini, anche se usati come sinonimi, indicherebbero due discipline dalle caratteristiche tecniche a volte differenti, più dinamica la prima e più statica la seconda:Secondo l’opinione di Shen Tao 沈涛 e Zhang Guangde 张广德 iniziatore del sistema daoyin yangshenggong, bisognerebbe chiamare daoyin le tecniche per la salute che prevedono movimento del corpo, mentre qigong dovrebbe indicare le tecniche che principalmente allenano “essenza, energia e mente” (jing 精, qi 气, shen 神)
53615485t9a701ddce18c690.jpeg
Entrambe le pratiche si ritrovano nei programmi di allenamento di molte scuole d’arti marziali cinesi (wushu 武术  alcune denominate “interne” (neijiaquan 内家拳).

saperne di più:

QI GONG kiko氣功

I simboli mistici dei Tatuaggi Muay Thai Sak Yant “Bidhi sak” พิธี สัก

Molti combattenti della Muay Thai indossano tatuaggi Sak Yant, tatuaggi mistici dal misterioso significato riservato agli esperti , un evidente retaggio tribale ancestrale di evocazione sciamanica.

20180824_2215431855718329.jpg
Non sono decorazione, si dice che abbiano poteri magici che proteggono colui che li porta . I tatuaggi Sak Yant sono parte di  un rituale buddista, con venature animistico-sciamniche, con richiami alle divinità induiste.


sak  “(tatuaggio)” yant – derivato dal sanskrito Yantra  “figura geometrica sacra”.
Il rituale dei tatuaggi Sak Yant è anche chiamato “Bidhi sak” พิธี สัก.
Il maestro del tatuaggio punge il simbolo con il tradizionale “Mai Sak”
(bastone di bambù) sotto la pelle.
Oltre ai monaci buddisti sono i guaritori tradizionali o altri specialisti religiosi in grado di evocare  nei tatuaggi di poteri magici.

img_7524.jpg

Solo in questo modo il tatuaggio possono sviluppare/attivare il loro effetto magico come desiderato.Usano solitamente inchiostro cinese, che è fortificato con altri ingredienti magici, come le ceneri di un monaco defunto mescolato con altre sostanze magiche e vengono recitati incantesimi durante il processo del tatuaggio, affinchè si risvegliano gli effetti di protezione magici.

sak-yant-tattoo-1.jpg

I tatuaggi Sak Yant sono incisi in modo tradizionale con un ago attaccato ad un tubo di bambù. Questo richiede rispetto alle moderne macchine da tatuaggio molto più tempo ed è più doloroso.
Molti combattenti della Muay Thai indossano questi tatuaggi  per l’effetto protettivo.
schermata-2018-08-24-alle-19-07-47.png
Dopo l’effettivo processo di puntura, il tatuaggio di Sak Yant deve essere consacrato. Dopo questo passaggio, Sak Yant può finalmente sviluppare la sua completa protezione per chi lo indossa.
Uno dei templi più famosi per i tatuaggi di Sak Yant in Thailandia è il Wat Bang Phra vicino a Bangkok
Durante Il festival (rituale collettivo) del tatuaggio presso  Wat Bang Phra, a Nakhon Pathom viene celebrata la benedizione del tatuaggio .
THAILAND-TATTOO-trance-reuters1-940x470.jpg
La gente viene a Wat Bang Phra per ottenere che i loro tatuaggi benedetti, possano attivarsi sbloccando il potere spirituale del tatuaggio.
Maestri del tatuaggio, sia monaci o laici profondamente religiosi, effettuano tatuaggi o benedicono tatuaggi esistenti.
Dopo che il tatuaggio è completato, il monaco (o maestro del tatuaggio) prega con il destinatario del tatuaggio.
A volte il destinatario entra in trance e scatena i poteri mistici dei tatuaggi.

 


Per tutta la mattinata gli uomini si alzano, incanalando lo spirito del loro tatuaggio. Se è una tigre, diventa una tigre e si precipita sul palco. Se è un serpente, striscia sul palco. Se è una scimmia, inizia a chiacchierare come una scimmia e corre sul palco con mosse simili a quelle di una scimmia.
schermata-2018-08-24-alle-19-08-18.png

Sono popolari tra soldati, poliziotti e gangster, persone che generalmente vivono in pericolo. Il tatuaggio deve essere attivato per rimanere potente e l’annuale Cerimonia al tempio attira migliaia di devoti che vengono al tempio per attivare o rinnovare i tatuaggi, le persone entrano in trance assumono la personalità del loro tatuaggio.

schermata-2018-08-24-alle-19-08-03.png

Confer Cerimonia del tatuaggio Wat Bang Phra in bianco e nero – Immagini di Jack Kurtz

Alcuni glifi con significato semplificato, il significato più profondo è da ricercarsi con esperti ed esperienza diretta in loco, con estremo rispetto.

 

Tiger-Thai-Tattoo

Tiger Yant La tigre è un simbolo di forza e potenza. Inoltre, è considerato senza paura. Proprio questo è il motivo per cui questo tatuaggio è molto popolare soprattutto tra i combattenti della Muay Thai.

Muay-Thai-Tattoo-5-Sacred-Lines

Hah Taew – Le 5 linee sacre Ognuna delle cinque linee ha il suo significato magico e sacro. In genere, proteggono gli indossatori dagli spiriti maligni.

Hanuman-Thai-Tattoo

Muay Thai Hanuman Tattoo (Hindu Monkey God)
Uno dei tatuaggi Muay Thai più popolari è quello di Hanuman. Questo è il dio indù delle scimmie e il portatore di questo tatuaggio è benedetto con coraggio e coraggio. Hanuman è adorato da molte persone come simbolo di forza, perseveranza e devozione.

Gao-Yord-Tattoo-Thailand

Il tatuaggio di Gao Yord Il disegno geometrico incarna le nove vette sacre del Monte Meru e comprende anche i simboli del Buddha.
Chi indossa un Gao Yang Yord Sak è protetto dagli spiriti maligni

 

Addestramento evocativo Castrum Aghinolfi

In genere, si può dire che i significati radunati dal luogo costituiscono il suo Genius Loci.
Christian Norberg-Schul architetto norvegese, importante critico e teorico dell’architettura.

L’addestramento evocativo risveglia il potere metaforico, archetipico, di luoghi, che trasmettono vibrazioni forti.

Fluttuazioni di pensiero attivate in una disponibilità recettiva, spingono alla percezione dell’ambiente, stimolano l’addestramento combattivo, in luoghi di evocazione combattiva.

”Castellum Aginulfi” dalle antiche radici longobarde agil/agin terrore
( o Drago confer A Gothic Etymological Dictionary di Winfred Philipp Lehmann )
e wulf lupo Wulf (Common Germanic * wulfaz ” wolf “) era uno degli elementi più prolifici nei primi nomi proto-germanici . Poteva figurare come il primo elemento nei nomi ditematici,  come secondo elemento, nella forma -ulf, -olf .
Il  lupo era animale sacro Wodanaz,Wuotan o Wōtan,Odino.

 

1024px-Bronsplåt_pressbleck_öland_vendeltid

Alcuni storici collegano i lupi sacri ad odino Geri e Freki con reperti archeologici che ritraggono figure che indossano pellicce di lupo e frequentemente trovano nomi legati al lupo tra i popoli germanici , tra cui Wulfhroc (“Wolf-Frock”), Wolfhetan (“Wolf-Hide”), Isangrim (” Gray-Mask “), Scrutolf (” Garb-Wolf “) e Wolfgang (” Wolf-Gait “), Wolfdregil (” Wolf-Runner “) e Vulfolaic (” Wolf-Dancer “) e miti riguardanti i guerrieri lupo dalla mitologia nordica (come il Úlfhéðnar ) il culto pan-germanico della banda di guerrieri lupo centrato su Odino che fu bandito dopo la cristianizzazione .
Secoli di  ardore combattivo dalle postazioni di avvistamento romane, le dispute tra Pisa e Lucca, sino alle ardue battaglie della linea gotica.

 

Per il termine Drago confer A Gothic Etymological Dictionary di Winfred Philipp Lehmann

Schermata 2018-08-18 alle 18.31.48

 

”Ligures durum in armis genus” gli Apunani

et Ligures durum in armis genus (Livio XXVII 48, 10)
popolo forte, tenace, nell’uso delle armi.

 

Tito-Livio.jpg

images
figura di guerriero che impugna un pennato – roccia 12 – Seradina (Valcamonica)

Le rocce dei pennati, rocce sacre dei Liguri  Apuani, nelle Alpi Apuane
il pennato, detta dai latini falx arboraria, è un tipico strumento ancora oggi usato dai boscaioli, caratterizzato da una breve impugnatura, una lama larga e lunga 30/40 cm con la punta ricurva in avanti. Strumenti la cui forma è rimasta inalterata da oltre tremila anni. Oggetto di valore simbolico oltre che di utilità pratica, forse legata ai culti della natura Una delle ipotesi formulate conduce al culto del Dio etrusco – romano Selvans – Silvanus molto venerato nella zona Apuana

Veduta_panoramica_delle_Alpi_Apuane_al_tramonto

Le popolazioni apuane avevano un marcato senso del sacro e forte era l’animismo che le legava al culto della roccia, delle sorgenti e delle vette. Il dio delle vette era Pen/Pan e con tale radice prendono il nome molte delle montagne Apuane.
Il dio delle selve era Silvano, molto adorato e, nell’iconografia, è rappresentato con un pennato, utensile e arma che da tempo immemorabile è collegato a forti simbolismi: dalla falce di Saturno al falcetto d’oro dei Druidi

Presso le Roccia del Sole, gruppo di incisioni probabilmente legate a ritualità di iniziazione

Il fatto che i siti con le incisioni si trovino in altura e su rocce panoramiche dominanti, spesso allineate con il moto solare e le vette delle montagne, farebbe pensare a luoghi preposti a particolari adunanze, come per esempio i “conciliabula” (riunioni nelle quali erano discusse argomentazioni di carattere socio-amministrativo o bellico). Questi luoghi sembrano caratterizzarsi sopratutto per una funzione cultuale comune ed è probabile che l’atto di incidere il pennato sia stato una specie di ex-voto in adorazione di una divinità che antropomorfizza le forze naturali (per esempio il dio Silvano); questa affascinante ipotesi però necessita ancora di altre verifiche e analisi più approfondite per essere confermata

Confer
XXIV Valcamonica Symposium 2011 364 Giancarlo Sani Terre Alte – Comitato Scientifico – Le rocce dei pennati Sulle tracce delle rocce sacre dei Liguri – Apuani nelle Alpi Apuane (Toscana Nord Occidentale)

 

Guardiani di Pietra le stele lunigianesi

Disposti in allineamento a ricordare antiche e mai perdute tradizioni culturali….

N49_Taponecco_003.jpg

I gruppi di statue stele appaiono sempre dislocati lungo direttrici ben precise, in situazioni geografiche ed ambientali altrettanto caratteristiche e ricorrenti, in prossimità di corsi d’acqua ed in zone montuose, lungo grandi valli di collegamento e in zone montane in corrispondenza di importanti vie di comunicazione tra vaste regioni d’Europa.Fig._9_mapa

una duplice interpretazione di questi monumenti megalitici, sia “sacra” che “profana”.
In un caso le statue stele potevano rivestire significati simbolici e astratti, legati alla sfera del culto religioso, e rappresentare immagini di divinità celesti, nell’altro potevano raffigurare personaggi reali viventi o defunti che, comunque, dovevano aver avuto una posizione sociale emergente all’interno della comunità (antenati eroizzati, capi o capostipiti del clan patriarcale).

Le statue stele potevano rappresentare immagini di entità protettrici o di personaggi reali posti come punti di riferimento o di “guardia ” alla sommità dei villaggi, in zone di caccia, di transito o di interesse economico.

schermata-2018-08-12-alle-13-16-08.png

Come nel Neolitico con la scoperta dell’agricoltura si era affermata e diffusa l’immagine femminile, nell’età dei Metalli, all’interno di comunità di mercanti-nomadi-guerrieri, assume maggiore importanza la figura maschile. Le statue stele appaiono così riflessi di credenze e probabilmente di attività che facevano perno su entità “sovrumane” (nel senso di divinità), o almeno “superumane”, connesse non a uomini singoli ma a gruppi sociali o tribali dotati di competenze tali da acquisire valore e prestigio.

confer Museo delle Statue Stele Lunigianesi castello del Piagnaro  Pontremoli (MS). 

 

logo_statue_stele.png

I Numi CG Jung e Michel Harner

Occasionalmente Jung definiva i poteri numinosi della psiche in termini animistici,
”come certi fattori dinamici che concepiamo come ”poteri’: spiriti, demoni,  dei, leggi, ideali o qualsiasi altro nome l’uomo abbia dato a certi fattori nel proprio mondo per lui tanto potenti , pericolosi o utili da essere osservati con attenzione, oppure tanto grandi belli e significativi da essere devotamente venerati e amati.”
The Collected Works di CG Jung 17 p.8

Hellenic_Words_-_John_Duncan_-_Riders_of_the_Sidhe

Jung trasse ispirazione da Rudolf Otto, nell’opera L’idea del sacro, relativamente al  termine numen inteso come numinosum , qualunque possa esserne la causa è un esperienza del soggetto indipendente dalla sua volontà…è una qualità appartenente a un oggetto visibile o all’influenza di una presenza invisibile che causa un’alterazione peculiare della coscienza.
The Collected Works di CG Jung 11 op. cit, par.6

Fairy Tree In Mystic Forest

 

Per Jung gli archetipi sono dotati di una qualità numinosa e danno origine alle immagini numinose , la fenomenolgia dei numi, delle loro manifestazione empirica come fantasmi,spiriti,demoni ecc… è assodata seppur solamente in una interpretazione psicologica.
Nella visione sciamanica gli spiriti sono una realtà sui generis essi sono semplicemente ciò che sono , non dovrebbero essere ridotti ad altri termini.
L’antropologo Michel Harner  sosteneva che il contatto con gli spiriti , i numi è sperimentato sia in uno stato di coscienza non ordinario sia in stato di coscienza ordinario. Nel così detto stato di coscienza sciamanico gli esseri spirituali sono reali, godono di una condizione ontologica oggettiva esterna  ad ogni ipotetica struttura mentale personale,  mentre in stato ordinario possono apparire come illusioni o come mere proiezioni psicologiche.

numinoso.jpg

Secondo Harner le strutture mentali dell’immaginazione aprono una porta alla realtà alternativa e a quella non ordinaria, attraverso questa porta si accede al mondo degli spiriti anche essi si manifestano come immagini.

.

Lo sciamano tradizionale potrebbe sostenere che tali entità spirituali esistono esternamente alla psiche individuale e occasionalmente la invadono o la possiedono, mentre in Jung , sembrerebbe che essi restino confinati nella psiche e che la loro esistenza sia solo apparente , sono trascendenti l’individuo, la coscienza viaggio sciamanico sarebbe un processo per accedere all’inconscio collettivo da parte dell’emisfero destro, mentre per Harner, Castaneda ed altri erano semplicemente realtà non ordinarie.

Confer

Jung e lo sciamanesimo L’anima fra psicanalisi e sciamanesimo

Il Mito e Mircea Eliade

38057348_1984436588274131_1735212498920931328_n“Il mito non è il contrario della realtà, è prima di tutto un racconto la cui funzione è
ri­velare in che modo qualcosa è avvenuto all’essere. Io studio i miti antichi, le storie vecchie, ma racconto storie nuove nelle quali sono rintracciabili gli archetipi e le collego al mondo dei sogni, alla psicologia del profondo. All’uomo moderno piacciono i miti non perché sono esotici, ma perché, credo, possono fornire un punto di partenza verso una nuova visione del mondo che sostituisce le immagini e i valori oggi scaduti. E ama, l’uomo moderno, sentir raccontare delle storie e raccontarne, perché è un modo per reinserirsi in un mondo articolato e significante”.

Mircea Eliade

Blog su WordPress.com.

Su ↑