“Aequam memento rebus in arduis servare mentem” Orazio

Orazio invita a praticare l’equilibrio stoico, mantenendo una mente calma e composta sia nelle avversità sia nei momenti di prosperità, evitando eccessi emotivi. È un’esortazione alla moderazione e alla forza interiore, valori centrali nella filosofia oraziana.
In questo passo risulta evidente la filosofia dell’aurea mediocritas, di cui l’autore fu un profondo assertore, nell’invito a mantenere la tranquillità e la serenità, senza lasciarsi travolgere dalle situazioni, buone o cattive che siano.

“aurea via di mezzo” AUREA MEDIOCRITAS

L’espressione “aurea mediocritas”, tradotta come “aurea moderazione” o “aurea via di mezzo”, è un concetto filosofico e letterario coniato da Quinto Orazio Flacco (Orazio)
nelle sue Odi (Libro II, Ode 10, v. 5)
“Auream quisquis mediocritatem diligit, tutus caret obsoleti sordibus tecti, caret invidenda sobrius aula”
“Chiunque ami l’aurea moderazione, vive sicuro, lontano dalla miseria di una casa fatiscente e, con sobrietà, lontano dal fasto invidiato di una reggia”.
L’aurea mediocritas rappresenta l’ideale della moderazione come virtù suprema, un equilibrio tra gli estremi che garantisce una vita serena, stabile e soddisfacente.
Orazio, influenzato dalla filosofia stoica ed epicurea, promuove uno stile di vita che evita sia l’eccesso
(ad esempio, l’ambizione sfrenata o la ricchezza ostentata) sia la privazione estrema (come la povertà o l’ascetismo rigido).
La parola “aurea” (dorata) sottolinea la preziosità di questa via di mezzo, che non è mediocrità nel senso moderno di banalità o mancanza di eccellenza, ma piuttosto una scelta consapevole di equilibrio e saggezza.

  • Filosofia stoica ed epicurea: L’aurea mediocritas riflette l’idea stoica di controllare le passioni e vivere secondo ragione, combinata con il principio epicureo di cercare un piacere moderato e sostenibile, evitando turbamenti.
  • Contesto oraziano: Nelle Odi, Orazio spesso contrappone la tranquillità della vita semplice (ad esempio, in campagna) alla frenesia e ai pericoli dell’ambizione e del lusso. La moderazione è vista come un modo per raggiungere la felicità e la sicurezza interiore, lontano dagli estremi che portano insoddisfazione o invidia.
  • Similitudini: Il concetto richiama l’idea aristotelica del “giusto mezzo” (mesotes), secondo cui la virtù risiede nell’equilibrio tra due estremi (ad esempio, il coraggio sta tra la codardia e la temerarietà).

Ne quid nimis ”Nulla di troppo” μηδὲν ἄγαν «niente di troppo», scolpito, secondo la tradizione, nel tempio di Apollo in Delfi e attribuito al dio stesso o a vari sapienti dell’antichità,  ciò che l’uomo deve fare è semplicemente attendere una sorte più propizia, agendo μὴ λίην, senza sorpassare il confine , per evitare commettere ὕβρις superbia e tracotanza.

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