Vitam brevem esse, longam artem,ὁ βίος βραχύς, ἡ δὲ τέχνη μακρή

Vitam brevem esse, longam artem
La vita è breve, l’arte lunga
Seneca cita Ippocrate
De Brevitate vitae Libro I.2

La vita secondo Seneca è breve per coloro che non sanno fare uso del tempo , oltrepassando la sfera biologica, viene valutato attraverso la dimensione della meditazione e dell’otium ,la vita diviene lunga se solo la durata di questa esistenza si trasforma in un respiro dello spirito.

confer pag.60 note De brevitate vitae (oscar Mondadori a cura di Tommaso Gazzarri)

Lo stesso Zenone riprende Ippocrate (ὁ βίος βραχύς, ἡ δὲ τέχνη μακρή la vita è breve, l’arte lunga ) sostenendo che ”di nulla ci diamo pena come del tempo, breve è infatti la vita, lunga l’arte soprattutto quella che è in grado di curare le malattie dell’anima.”

Vita brevis, ars longa, occasio praeceps, experimentum periculosum, iudicium difficile  
"la vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione fuggevole, l'esperimento pericoloso,(l'esperienza è ingannevole) il giudizio difficile.
Bisogna che non solo il medico compia lui stesso  ciò che è necessario, ma che partecipi anche il malato, gli assistenti, le circostanze esterne.

 aforisma di Ippocrate 

Ὁ βίος βραχύς, ἡ δὲ τέχνη μακρή, ὁ δὲ καιρὸς ὀξύς, ἡ δὲ πεῖρα σφαλερή, ἡ δὲ κρίσις χαλεπή. δεῖ δὲ οὐ μόνον ἑωυτὸν  παρέχειν τὰ δέοντα ποιέοντα, ἀλλὰ καὶ τὸν νοσέοντα  καὶ τοὺς  παρεόντας καὶ τὰ ἔξωθεν.

Nota Essenza di saggezza morale che riunisce in un aforisma la visione cardine sia della filosofia che della metodologia ippocratea (sempre attenta a ribadire l’importanza dello studio e la difficoltà dell’analisi diagnostica) sia, più in generale, dell’antichità (la brevità della vita e la fugacità del tempo).

In tutte le arti, la vita di un uomo è insufficiente per raggiungere la perfezione.

Non est arbor solida nec fortis nisi quam frequens ventus incursat; ipsa enim vexatione constringitur et radices certius figit: fragiles sunt quae in aprica valle creverunt.

«Un albero non diventa solido e robusto se non è continuamente investito dal vento e sono queste raffiche che ne fanno il fusto compatto e ne rinsaldano le radici, che si abbarbicano con maggior forza al terreno; fragili sono invece quegli alberi che crescono in una valle tranquilla.»

Lucio Anneo Seneca

Omnia Sunt aliena… tempus tantum nostrum est

Ita fac, mi Lucili: vindica te tibi, et tempus quod adhuc aut auferebatur aut subripiebatur aut excidebat collige et serva.
Persuade tibi hoc sic esse ut scribo: quaedam tempora eripiuntur nobis, quaedam subducuntur, quaedam effluunt.
Turpissima tamen est iactura quae per neglegentiam fit.
Et si volueris attendere, magna pars vitae elabitur male agentibus, maxima nihil agentibus, tota vita aliud agentibus.
Quem mihi dabis qui aliquod pretium tempori ponat, qui diem aestimet, qui intellegat se cotidie mori?
In hoc enim fallimur, quod mortem prospicimus: magna pars eius iam praeterit; quidquid aetatis retro est mors tenet. Fac ergo, mi Lucili, quod facere te scribis, omnes horas complectere; sic fiet ut minus ex crastino pendeas, si hodierno manum inieceris. Dum differtur vita transcurrit.
Omnia, Lucili, aliena sunt, tempus tantum nostrum est; in huius rei unius fugacis ac lubricae possessionem natura nos misit, ex qua expellit quicumque vult.
Et tanta stultitia mortalium est ut quae minima et vilissima sunt, certe reparabilia, imputari sibi cum impetravere patiantur, nemo se iudicet quicquam debere qui tempus accepit, cum interim hoc unum est quod ne gratus quidem potest reddere. Interrogabis fortasse quid ego faciam qui tibi ista praecipio. Fatebor ingenue: quod apud luxuriosum sed diligentem evenit, ratio mihi constat impensae.
Non possum dicere nihil perdere, sed quid perdam et quare et quemadmodum dicam; causas paupertatis meae reddam.
Sed evenit mihi quod plerisque non suo vitio ad inopiam redactis: omnes ignoscunt, nemo succurrit.
Quid ergo est? non puto pauperem cui quantulumcumque superest sat est; tu tamen malo serves tua, et bono tempore incipies.
Nam ut visum est maioribus nostris, ‘sera parsimonia in fundo est’; non enim tantum minimum in imo sed pessimum remanet.
Vale.

Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto, raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto.
Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore.
Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.
Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente.
Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va.
Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro.
La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene.
Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l’unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire

Ti saluto

Vitam regit fortuna, non sapientia.

Vitam regit fortuna, non sapientia.
La vita è retta dal fato, non dalla saggezza.
(Marco Tullio Cicerone)

Poichè il Potere del divenire è un flusso inarrestabile, che travolge, tutto e tutti, con la nebbia dell’ipnosi collettiva
Non resta, altro, come diceva il filosofo mago Julius Evola :
” se nulla puoi sul tuo nemico che nulla esso possa su di te.. ” in una solitaria ed individualissima scelta dettata ” da soluzioni estreme per colmare il vuoto interiore, dimostrando a se stessi una superiore Libertà”
Realizza un intima calma e fermezza, suscita un ulteriore dimensione della trascendenza”
e accetta che nulla puoi per chi non vuole … ciascuno ha il suo ineludibile destino…


Confidando che ventorum feritas fit aura levis.. che la forza impetuosa del vento divenga lieve brezza…..

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