Cum gladio te vallare scieris, vallum ferre desinito.

”Il simbolo religioso della spada confitta nel terreno e’ oggetto di un culto”
Franco Cardini

“Alle radici della Cavalleria”, Firenze 1981

Cum gladio te vallare scieris, vallum ferre desinito.

Quando avrai imparato a fare della tua spada un vallo, allora smetterai di portarti dietro il vallo

Onordando il Fiume sotterraneo della Tradizione

La Tradizione è un fiume sotterraneo, che s’inabissa e riaffiora, grazie al richiamo segreto dei suo adepti…e la Forza attrattiva che irrompe nel profondo ”dei cercatori” risvegliati dal torpore dal silenzioso richiamo degli Archetipi dormienti, ma pulsanati
F.D.P
Marcet sine adversario virtus: tunc apparet quanta sit quantumque polleat, cum quid possit patientia ostendit. Scias licet idem viris bonis esse faciendum, ut dura ac difficilia non reformident nec de fato querantur, quidquid accidit boni consulant, in bonum vertant; non quid sed quemadmodum feras interest
Il valore si infiacchisce se non ha avversari: allora appare quanto è grande e che forza ha, quando mostra la sua capacità di sopportazione. Sappi dunque che i ” seguaci della virtù ” devono comportarsi nello stesso modo, non temere le difficoltà e le avversità né lamentarsi del fato, qualsiasi cosa accada la ritengano un” possibilità di” bene e la trasformino in un bene; ciò che è importante non è ciò che tu sopporti ma in che modo lo sopporti.
SENECA

知不知上 sapere di non sapere è la conoscenza suprema. hoc unum scio, me nihil sciere

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知不知上;不知知病。夫唯病病,是以不病。聖人不病,以其病病,是以不病。
道德經 LXXI, 71

 Sapere di non sapere è la conoscenza suprema
知不知上

non sapere credendo di sapere è afflizione
不知知病

riconoscere l’afflizione come malattia
夫唯病病

questo è non essere malato
是以不病

Il saggio riconosce l’afflizione come malattia per questo non è malato.
聖人不病,以其病病,是以不病

ἓν οἶδα ὅτι οὐδὲν οἶδα una cosa sola so, che non so (o di non sapere) nulla”
hoc unum scio, me nihil sciere

οἶδα οὐκ εἰδώς so di non sapere  

agalma_sokrati

«Πρὸς ἐμαυτὸν δ᾽ οὖν ἀπιὼν ἐλογιζόμην ὅτι τούτου μὲν τοῦ ἀνθρώπου ἐγὼ σοφώτερός εἰμι· […] ἀλλ᾽ οὗτος μὲν οἴεταί τι εἰδέναι οὐκ εἰδώς, ἐγὼ δέ, ὥσπερ οὖν οὐκ οἶδα, οὐδὲ οἴομαι.» «Dovetti concludere meco stesso che veramente di cotest’uomo ero più sapiente io: […] costui credeva sapere e non sapeva, io invece, come non sapevo, neanche credevo sapere.»
(Platone, Apologia di Socrate, trad. di M. Valgimigli, in Id., Opere, a cura di G. Giannantoni, 2 voll., Laterza, Bari 1966, vol. 1, 21d, p. 39)

“Se contentus est sapiens.” Il saggio basta a se stesso Seneca

“meglio, combatteremo nell’ombra. υπό σκιή εσοίμην προς ημάς η μάχη in umbra enim proeliabimur

 Λακεδαιμονίων δὲ καὶ Θεσπιέων τοιούτων γενομένων ὅμως λέγεται ἀνὴρ ἄριστος γενέσθαι Σπαρτιήτης Διηνέκης· τὸν τόδε φασὶ εἰπεῖν τὸ ἔπος πρὶν ἢ συμμεῖξαί σφεας τοῖσι Μήδοισι, πυθόμενον πρός τευ τῶν Τρηχινίων ὡς ἐπεὰν οἱ βάρβαροι ἀπίωσι τὰ τοξεύματα, τὸν ἥλιον ὑπὸ τοῦ πλήθεος τῶν ὀϊστῶν ἀποκρύπτουσι· τοσοῦτο πλῆθος αὐτῶν εἶναι· τὸν δὲ οὐκ ἐκπλαγέντα τούτοισι εἰπεῖν, ἐν ἀλογίῃ ποιεύμενον τὸ τῶν Μήδων πλῆθος, ὡς πάντα σφι ἀγαθὰ ὁ Τρηχίνιος ξεῖνος ἀγγέλλοι, εἰ ἀποκρυπτόντων τῶν Μήδων τὸν ἥλιον ὑπὸ σκιῇ ἔσοιτο πρὸς αὐτοὺς ἡ μάχη καὶ οὐκ ἐν ἡλίῳ. ταῦτα μὲν καὶ ἄλλα τοιουτότροπα ἔπεά φασι Διηνέκεα τὸν Λακεδαιμόνιον λιπέσθαι μνημόσυνα.

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Erodoto

Tra i Lacedemoniani (Spartani) e Thespiani, l’uomo migliore fu chiamato lo Spartano Dienekes., prima dell’inizio della battaglia, i medi (persiani) mandarono un emissario al fianco di Dienekes (Trichinion), per vantarsi delle frecce dei barbari, dicendo che sarebbero stati così tanti, che avrebbero oscurato il  sole. Ma i messaggeri stranieri furono sorpresi nel sentire Dienekes rispondere, che sarebbe stato bello se i persiani avessero cancellato il sole, perché avrebbero condotto la battaglia all’ombra .

Questo è in terza persona plurale. Quindi, se vuoi dire “combatteremo all’ombra”:

υπό σκιή εσοίμην προς ημάς η μάχη (και ουκ εν ήλιω)

Il modo laconico di dire che sarebbe probabilmente:

υπό σκιή η μάχη (la battaglia sarà all’ombra) o υπό σκιή μαχόμεσθα

(combatteremo all’ombra)

La ” frase laconica “ “allora noi combatteremo all’ombra” è stato citato , da Cicerone ( in umbra igitur pugnabimus , tuscolani Dispute I.42) e Valerio Massimo ( in umbra enim proeliabimur , III.7, ext. 8).

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