Sōjōbō è il nome dato a un daitengu che vive sul monte Kurama nella parte settentrionale di Kyōto. La sua casa è a Sōjōgatani, “la valle del sommo sacerdote”, situata nel profondo della montagna. Ha lunghi capelli bianchi, un naso incredibilmente lungo e possiede la forza di mille tengu. Sōjōbō è il primo in classifica tra i tengu e spesso viene definito il loro re.
「九年春二月丙辰朔戊寅。大星從東流西。便有音似雷。時人曰。流星之音。亦曰。地雷。於是。僧旻僧曰。非流星。是天狗也。其吠聲似雷耳」 — 《日本書紀》
"Nell'anno nono, nella primavera del secondo mese, il primo giorno cadde il丙辰 e il giorno seguente il戊寅.
Una stella brillante attraversò il cielo da est a ovest, seguita da un boato simile a un tuono.
La gente dell'epoca credette che fosse il suono della stella cadente,流星 o addirittura un 'tuono terrestre'.
Tuttavia, il monaco旻僧 sostenne una teoria diversa: 'Non è una stella cadente, ma un 天狗 tengu
. Quello che avete sentito è il suo ululato, che somiglia a un tuono.'"地雷
"Nihon Shoki" (日本書紀)
Si dice che il leggendario “Tengu” viva sul monte Kurama, a nord di Kyoto.
Sono considerati i guardiani delle foreste e delle montagne.
“Nihon Shoki” scrive che nella primavera del nono anno dell’imperatore Kotoku (637 d.C.), nella notte del 23 febbraio, un’enorme stella si mosse rapidamente da est a ovest, e poi si udì un suono tonante.
Le persone hanno diverse spiegazioni per questo fenomeno, alcuni pensano che sia il suono delle meteore, altri lo chiamano mine (il suono dei terremoti).
Ma il monaco Min disse che non si trattava di una meteora, ma di un “tengu” la cui corteccia risuonava come un tuono.
I Tengu sono considerati creature misteriose che possono cambiare forma.
Quello con un lungo naso rosso è chiamato “Big Tengu”, e quello con un becco di corvo è chiamato “Urtengu”.
Vivono tra i giganteschi “alberi di cedro giapponese” le cui radici aggrovigliate simboleggiano il misterioso regno del monte Kurama Tengu.


Sōjōbō è noto per la sua connessione con il Tempio Kurama, un tempio isolato che pratica un ramo unico del Buddhismo esoterico.
Il Tempio Kurama ha da tempo una connessione con le religioni yamabushi e ascetiche della montagna e con il tengu che queste religioni adorano. Poiché Sōjōbō risiede lì, il Monte Kurama è anche considerato la montagna più importante per il tengu.
Secondo il Tempio Kurama, Sōjōbō è o un grado sotto Maō-son, un terzo della santa trinità che è centrale per la fede Kurama, o è in effetti un’altra forma di Mao-son.

魔王 Re dei demoni

Palazzo del Re Demone Okunoin “.奧之院魔王殿
Si dice che questa sia una delle famose attrazioni energetiche. 6,5 milioni di anni fa, il re demone guardiano sbarcò qui da Venere per salvare l’umanità.

Leggende : Non si scrive molto su Sōjōbō, sebbene il suo nome sia ben noto.
La leggenda più famosa su Sōjōbō è che abbia addestrato un giovane ragazzo di nome Ushiwakamaru.
Come re dei tengu, Sōjōbō possiede una conoscenza della magia, delle tattiche militari e dell’arte della spada insuperabile da chiunque altro.
Il giovane Ushiwakamaru desiderava imparare da lui e si è addentrato nel profondo di Sōjōgatani per sottoporsi a un lungo e arduo addestramento.
Questa era una ricerca molto pericolosa, poiché i tengu sono feroci e imprevedibili e si diceva che Sōjōbō mangiasse i bambini che si addentravano troppo nella foresta.
Tuttavia, Sōjōbō fu colpito dal coraggio del giovane ragazzo e accettò di addestrarlo.
Ushiwakamaru crebbe fino a diventare Minamoto Yoshitsune, che visse dal 1159 al 1189 d.C. Yoshitsune rimane uno dei guerrieri più celebrati del Giappone ed è uno degli eroi principali del Racconto di Heike .
La sua abilità con la spada è attribuita all’addestramento ricevuto dal tengu del Monte Kurama.

Generalmente raffigurato come un anziano eremita dai lunghi capelli bianchi e dal naso (o becco) straordinariamente lungo, Sōjōbō è solito portare con sé un ventaglio fatto di sette piume, simbolo della sua posizione di vertice all’interno della comunità tengu, divinità minori che vivono nelle montagne o nelle foreste giapponesi.

SUI TENGU informazioni accurate
YAMABUSHI E TENGU
Con il termine Yamabushi

(山伏, 山臥 letteralmente “colui che si trova/si nasconde tra le montagne”)
si indicano monaci asceti giapponesi che vivevano come eremiti tra le montagne e che un’antica tradizione considerava guerrieri invincibili, addirittura dotati di poteri soprannaturali.
Essi seguivano principalmente la dottrina Shugendō, una combinazione di elementi buddhisti e shintoisti.
Per lo più solitari, formavano confederazioni sparse, talvolta associate a certi templi, e occasionalmente parteciparono anche a battaglie e scaramucce a fianco deisōhei, dei ninja e dei samurai.
Le loro origini possono essere fatte risalire agli “hijiri” solitari dell’VIII e del IX secolo.
Nell’uso giapponese moderno, il termine yamabushi si riferisce ai praticanti dello Shugendō, una religione sincretista che, come già accennato, mescola elementi buddhisti (nella versione esoterica della setta Shingon) e shintoisti, ponendo grande enfasi sull’ascetismo e sulle pratiche di resistenza fisica. Gli yamabushi dalle tuniche bianche, con indosso una tromba horagai (ricavata dalla conchiglia dello
strombo), sono ancora una visione comune vicino al luogo santo dello Shugendō di Dewa Sanzan e tra le montagne sacre di Kumano e Omine.
CENNI STORICI
Gli yamabushi iniziarono come yamahoshi, gruppi (o individui) isolati di eremiti, asceti e “santoni” delle montagne, che seguivano la via dello Shugendō, una ricerca di poteri spirituali, mistici o soprannaturali ottenuti mediante l’ascetismo.
Non si conosce il fondatore di questa tradizione, sebbene molti miti la attribuiscano a En no Gyoja, una sorta di Mago Merlino giapponese la cui reale esistenza è però contestata. Gli uomini che seguirono questa via divennero conosciuti sotto vari nomi, compresi kenja, kenza e shugenja. Questi mistici della montagna giunsero ad essere rinomati per le loro abilità magiche e le loro conoscenze occulte, ed erano ricercati come guaritori o medium, alla stessa maniera delle miko
(termine che designa propriamente donne sciamane).
La maggior parte di questi asceti, oltre alla loro devozione allo Shugendō, studiavano gli insegnamenti della setta Tendai del Buddhismo, o della setta Shingon, fondata da Kōbō Daishi.
Lo Shingon fu una delle principali sette del mikkyo (密教) o Buddhismo esoterico, secondo il quale l’illuminazione si trova attraverso l’isolamento, lo studio e la contemplazione di sé stessi, nonché della natura e di immagini esoteriche chiamate mandala.
Sia la setta Shingon che quella Tendai vedevano le montagne come il luogo ideale per questo tipo di isolamento e e per la contemplazione della natura.
Nei loro ritiri di montagna, questi monaci studiavano non solo la natura e testi e immagini religiosi o spirituali, ma anche una varietà di arti marziali.
È dubbio se essi sentissero la necessità di difendersi dai banditi, dagli altri monaci o dagli eserciti dei samurai, ma l’idea di studiare le arti marziali come mezzo per migliorarsi mentalmente e spiritualmente, e non soltanto fisicamente, ha sempre avuto un posto centrale nella cultura giapponese, al di là dei principi specifici di una setta religiosa o di un’altra.
Così, al pari dei sōhei, gli yamabushi divennero tanto guerrieri quanto monaci.
Mentre la reputazione dei loro poteri e conoscenze mistiche cresceva, e la loro organizzazione diventava più salda, molti dei maestri delle discipline ascetiche cominciarono ad essere nominati ad alte posizioni spirituali nella gerarchia della corte. i monaci e i templi iniziarono a guadagnare influenza politica.
Verso il PeriodoNanboku-cho, nel XII e XIV secolo, gli yamabushi avevano formato coorti organizzate chiamate konsha, le quali, insieme ai sōhei e ad altri monaci, cominciarono ad assumere la direzione dei templi centrali delle loro sette.
Essi assistettero l’imperatore Go Daigo nel suoi tentativi di rovesciare lo shogunato Kamakura, dimostrando che le loro abilità di guerrieri erano all’altezza della sfida di combattere gli eserciti professionali dei samurai.
Parecchi secoli dopo, nel Periodo Sengoku, gli yamabushi si potevano trovare tra i consiglieri e gli eserciti di quasi tutti i più importanti contendenti per il dominio sul Giappone.
ARMI, STILI E ADDESTRAMENTO
Come gli altri tipi di monaci guerrieri, gli yamabushi erano abili nell’uso di un’ampia varietà di armamento.
Non deve perciò sorprendere trovare riferimenti che li mostrano mentre combattono con arco e freccia, o con spada e pugnale.
Tuttavia, al pari dei sōhei e degli ikkō-ikki, l’arma di elezione per gli yamabushi era la naginata.
In aggiunta alle loro abilità spirituali o mistiche, gli yamabushi erano spesso ritenuti abili praticanti del ninjutsu, l’arte dei ninja. Si sa che i monaci della montagna ingaggiarono i ninja per combattere al loro fianco e per aiutarli in vari modi, più clandestini.
E si sa anche che i ninja si travestivano spesso da monaci o asceti della montagna, in modo da passare più facilmente inosservati in certi ambienti. Molto probabilmente, questa può essere stata l’origine della confusione tra le due figure; sembra infatti improbabile che un numero elevato di yamabushi fossero stati addestrati nel ninjutsu dai clan ninja delle isole giapponesi.In realtà, secondo talune ipotesi, lo stile di vita e l’organizzazione dei clan ninja sarebbero derivati da quelli degli yamabushi, rielaborati alla luce delle particolari concezioni del ninpo (la forma più alta del ninjutsu) e di altre influenze di tipo popolare.
TENGU
Il mito dei tengu è stato probabilmente importato dalla Cina: il loro nome è scritto con gli stessi kanji del cinese Tiangou (天狗, Tiāngǒu, letteralmente “”cane del cielo””), il nome cinese di Sirio e forse il nome dato a una meteora dalla coda di cane che precipitò in Cina nel VI secolo a.C.
Di fatto, in Cina si sviluppò un’intera classe di demoni di montagna chiamati tiangou, molto simili ai tengu giapponesi nel loro comportamento maligno; questi tiangou furono probabilmente introdotti in Giappone dai primi buddhisti nel VI, e lì si fusero con gli spiriti indigeni dello Shinto.
I tengu (天狗) sono un tipo di creature fantastiche della iconografia popolare giapponese, a volte considerati kami e a volte yōkai.
Sono spesso associati ad altre creature fantastiche, gli oni.
I tengu assumono varie forme, ma generalmente sono rappresentati come uomini-uccello, dotati di un lungo naso prominente o addirittura di becco, con ali sulla testa e capelli spesso rossi; quelli meno potenti,


karasu tengu (烏天狗)


kotengu (小天狗)

konohatengu (木の葉天狗)
sono ritratti come più simili agli uccelli.

Yoshitoshi Ichikai )






La faccia può essere rossa, verde o nera, e le loro orecchie e capelli sono generalmente umani; sono dotati di ali che battono rapidamente come quelle di un colibrì; ali e coda sono piumate, e talvolta lo è tutto il corpo.

Possono portare un pastorale buddhista con anelli in cima dettoshakujo, che serve a combattere o a difendersi dalla magia oscura.
I tengu abitano le montagne del Giappone, e preferiscono fitte foreste dipini e crittomerie; sono specialmente associati ai monti Takao e Kurama.
La terra dei tengu è anche chiamataTengudō, che può corrispondere ad una locazione geografica, una parte di un regno demoniaco, o semplicemente un nome per ogni accampamento di tengu.

Le leggende spesso descrivono la società dei tengu come gerarchica
fungono da servi e messaggeri degli yamabushi, e in capo a tutti c’è un re dai capelli bianchi, Sōjōbō, che vivrebbe sul monte Kurama. Inoltre, molte aree del Giappone si dicono infestate da tengu con altri nomi, spesso anche venerati nei templi. Sebbene siano sempre raffigurati come maschi, i tengu depongono uova.


I konoha-tengu sono associati aSarutahiko, il dio Shintō degli incroci, dei sentieri e del superamento degli ostacoli; l’associazione nasce probabilmente dal lungo naso del dio simile ad una proboscide. Secondo altri studiosi però i tengu deriverebbero dal dio Susanoo; le loro caratteristiche aviarie li avvicinano inoltre anche aigaruda della mitologia buddhista.
I tengu sono creature capricciose, e le leggende li descrivono a volte benevoli e a volte malvagi; talvolta si divertono a giocare scherzi pesanti, come appiccare fuochi a foreste o porte di templi, o addirittura mangiare le persone (molto raro). I tengu amano camuffarsi da viandanti umani, assumendo forme amichevoli, come eremiti itineranti; dopo aver guadagnato la fiducia della vittima (nelle leggende spesso monaci buddhisti), i tengu ci giocano, ad esempio facendola volare o immergendola in un’illusione, che sono esperti a creare.

Gli yamabushi tengu(山伏天狗) ōtengu (大天狗) o daitengu sono più umani dei loro cugini karasu: sono alti con pelle e faccia rossa, ma hanno un naso incredibilmente lungo.
Spesso sono usati nelle storie per parodiare ilbuddhismo; portano un bastone (bō) o un martellino.
Anche loro talvolta hanno caratteristiche aviarie, come ali o un mantello di piume; secondo alcune leggende hanno dei ventagli hauchiwa, fatti con piume o foglie di Aralia japonica, e li usano per controllare la lunghezza del naso o scatenare fortissime raffiche di vento.
Dei tengu atipici sono il guhin, simile a un cane, e lo shibatengu, simile a unkappa.
I tengu possonotrasformarsi in animali (uccello, volpe, o cane procione – nota che questi ultimi due sono a loro volta capaci di fare lo stesso: vedi kitsune e tanuki) o esseri umani, anche se generalmente mantengono alcune caratteristiche del loro aspetto, come un naso particolarmente lungo o una costituzione simile ad un uccello.
I tengu sono quasi sempre ritratti vestiti come eremiti di montagna (yamabushi), monaci buddhisti o sacerdoti shintoisti.
Anche se sono dotati di ali e possono volare, generalmente sono anche in grado di teletrasportarsi magicamente


Ushiwakamaru Benkei Scena famosa al ponte Gojo Ohashi.
Ogni montagna ha il proprio tengu, che è il dio della montagna.Sebbene i tengu non compaiano nel folklore, Kuramayama Sojobo (grande tengu) e altri Otto tengu [Atagoyama Tarobo (tengu corvo), Hirayama Jirobo (tengu grande), Iizuna Saburo (tengu corvo), Oyama Hokibo (tengu grande), Hikoyama Buzenbo (tengu grande), Omine Yamazen Onibo (tengu corvo)), Shiramine Sagamibo ( Grande Tengu)] aiuta Ushiwakamaru.
Ushiwakamaru ha imparato molto da Kuramayama Sojobo, quindi probabilmente tutti i tengu lo hanno sostenuto.
江戸後期 国芳により描かれた作品
牛若丸 弁慶 五条大橋の有名な場面。
山にはそれぞれ山の神としての天狗が存在する。
伝承では天狗が出てくることはないけれど、鞍馬山僧正坊(大天狗)他 八天狗【愛宕山太郎坊(カラス天狗)、比良山次郎坊(大天狗)、飯綱三郎(カラス天狗)、大山伯耆坊(大天狗)、彦山豊前坊(大天狗)、大峰山前鬼坊(カラス天狗)、白峰相模坊(大天狗)】が牛若丸を助けてくれる。
牛若丸は鞍馬山僧正坊にいろいろ教わったから、天狗たちが皆応援してくれたのだろう
江戸時代の庶民は平家物語の内容や天狗の伝承なんぞを皆よく知っていた様子 じゃないとこんな浮世絵見てもわからないもん

uel mese, l’ombra di Kurama è sospesa nell’ombra. Una piccola tempesta notturna di attacchi Konoha . Ci sono molte persone che vagano e uccidono i tengu Kifunegawa. Qui, gli ortodossi della famiglia Minamoto, Ushiwakamaru, nemico di suo padre, nutre rancore nei confronti della famiglia Heike. Visito Tamonten ogni notte, stanco di pregare, e sonnecchio per un po’ sull’angolo della roccia Cuscino per il gomito [Seri Aikata]
本調子〉 それ月も鞍馬の影うとく 木の葉おどしの小夜あらし ものさわがしや貴船川 天狗倒しのおびただしく 魔界のちまたぞ恐ろしき ここに源家の正統たる 牛若丸は父の仇 平家を一太刀恨みんと 夜毎詣づる多聞天 祈念の疲れ岩角に 暫しまどろむ 肱まくら [セリ合方]
思ひ出せば 我いまだ三歳の時なりしが 母常磐が懐に抱へられ 伏見の里にて宗清が 情によりて命助かり 出家をせよと当山の東光坊に預けられしも 算へてみれば一と昔 十余年の星霜経れど 稚心に忘れずして 今 まのあたり見たる夢 それにつけても父の仇 剣道修行なすと雖も 我一向の生兵法 願へば神の恵みにて 本望遂ぐる時節を待たん イデや琢磨の修行をなさん 木太刀おっとり身がまえなす 時しも俄に風起こり 天狗礫のばらばらと 鳴動なしてすさまじし 遙の杉の梢より またもや怪しの小天狗 木太刀うち振り 立向かへば シヤ小賢しと牛若丸 つけ入る木太刀を払ひのけ 上段 下段 早速の働き 勝負いかにと霧隠れ 後ろに窺ふ僧正坊 優り劣らぬ 両人が 木太刀の音は谺して 目覚ましくもまた 勇ましし さしもの天狗もあしらひかね 跡を晦まし失せにけり 跡をくらまし失せにけり
Munekiyo fu portato nel villaggio di Fushimi, con sua madre Tokiwa in braccio, e per compassione fu affidato a Tokobo della montagna, che gli disse di salvargli la vita. e sono diventato prete. Sono passati più di dieci anni da allora, ma nella mia mente infantile non ho dimenticato i sogni che vedo intorno a me e, ancora di più, l’allenamento di Kendo, nemico di mio padre, mi fa sentire ancora meglio. Se lo desidero, con la grazia di Dio, aspetterò il momento giusto per soddisfare il mio vero desiderio. Praticherò le mie idee e tecniche. Proprio mentre la spada di legno si prepara con calma, il vento si alzerà all’improvviso e la ghiaia del tengu cadrà a parte, emettendo un suono tremendo dalle lontane cime degli alberi di cedro, un altro misterioso piccolo tengu con una spada di legno, Uchifuri Stando di fronte a loro, Siya Kokenshi e Ushiwakamaru spazzarono via le spade di legno che li stavano attaccando. Il livello superiore e quello inferiore funzionavano rapidamente. Il Villaggio di Kirigak osservava la battaglia e Sojobo osservava da dietro. Entrambi erano superiori l’uno all’altro. Il suono delle spade di legno era forte e sorprendente. Anche il coraggioso Tengu fugge, cercando di nascondere le sue tracce. Ho cercato di nascondere le mie tracce e di farle sparire
解説
安政3年(1856)の二世勝三郎の作曲で同時期に「船揃い」が作られています。これは、一連の義経伝説に基づくもので、義経が牛若丸といった幼少時代の話です。
関守平宗清に助けられ、鞍馬寺の東光坊預かりとなった牛若丸は、自分が源氏の御曹司であることを知り、平家打倒のため夜な夜な剣術修行に当たります。 その相手となるのが、大天狗僧正坊とその手下の木の葉天狗です。
大薩摩を多用し、極めて活劇風に仕立てられています。謡曲鞍馬天狗をベースに作られています。
