La fascia matrice tridimensionale Tensegritร  Il Ruolo Essenziale della Fascia nel Movimento Umano

La fascia รจ una rete ( ragnatela) tridimensionale di tessuto connettivo che avvolge ogni muscolo, osso, nervo e organo nel corpo
La fascia รจ costituita da tessuto connettivo fibroso che avvolge i muscoli e altre strutture, la tensione in un punto trasmette istantaneamente attraverso l’intera rete.

Analogamente ai legamenti e ai tendini, la fascia รจ composta prevalentemente da collagene.
Queste fibre di collagene sono strettamente impacchettate e presentano un andamento ondulatorio nella direzione della trazione.
Ciรฒ significa che la fascia รจ molto flessibile e in grado di resistere a una grande forza di trazione in una direzione finchรฉ le fibre non si raddrizzano.

La fascia รจ composta da tre strati.

1) Fascia superficiale, che si trova appena sotto lo strato della pelle

2) Fascia profonda, situata vicino a muscoli, nervi, ossa e vasi sanguigni


3) Fascia viscerale, che รจ vicina agli organi interni

Come funziona la fascia?



La fascia (o tessuto miofasciale) รจ l’organo piรน esteso del corpo umano, eppure รจ stato ignorato dalla medicina tradizionale per secoli.

Immagina una gigantesca rete tridimensionale, elastica e continua, fatta di tessuto connettivo (principalmente collagene, elastina e acqua), che avvolge, separa e connette ogni singola parte del tuo corpo: muscoli, ossa, tendini, nervi, vasi sanguigni e organi interni. Dalla cima della testa alla punta dei piedi, non c’รจ interruzione.

L’analogia dell’arancia: Se tagli un’arancia a metร , vedi la buccia, ma vedi anche una pellicina bianca che avvolge gli spicchi e ogni singola microscopica goccia di succo.
La fascia รจ esattamente quella pellicina bianca all’interno del corpo umano.
Senza di essa, crolleremmo a terra come un budino.

La fascia non รจ un semplice “involucro passivo”, ma un sistema dinamico e intelligente che governa il movimento attraverso quattro funzioni principali:

1. Trasmissione della forza (L’effetto fionda)

I muscoli non lavorano quasi mai da soli. Quando contrai un muscolo (ad esempio per lanciare una pallina o tirare un dritto a tennis), la forza generata si propaga lungo le linee fasciali (i binari connettivali). La fascia accumula questa energia cinetica come un elastico e la rilascia, permettendoti di compiere movimenti esplosivi con pochissimo sforzo muscolare. รˆ questo il segreto della fluiditร  di atleti come Djokovic.

2. Scorrimento e Lubrificazione

Tra i vari strati della fascia scorre un liquido idratante ricco di acido ialuronico. Quando sei ben idratato e ti muovi correttamente, i muscoli scivolano l’uno sull’altro senza attrito. Se invece sei disidratato o sedentario, questo liquido diventa denso e colloso: gli strati fasciali si “incollano” tra loro (aderenze), creando rigiditร , contratture e limitando i movimenti.

3. Tensegritร  (Integritร  Tensionale)

Il corpo umano non funziona come una casa di mattoni (dove il tetto pesa sul primo piano, che pesa sulle fondamenta). Funziona secondo il principio della tensegritร : le strutture rigide (le ossa) galleggiano all’interno di una rete di tensioni elastiche costanti (la fascia).

  • Se tiri un filo di questa rete in un punto (es. una vecchia cicatrice o una tensione sulla pianta del piede), la tensione si ripercuoterร  su tutta la struttura (es. provocandoti un dolore alla cervicale).

4. Il nostro secondo cervello (Propriocezione)

La fascia รจ il nostro organo di senso piรน sensibile. Contiene fino a sei volte piรน recettori nervosi rispetto ai muscoli.
รˆ la fascia che dice al tuo cervello dove si trova il tuo corpo nello spazio, come si sta muovendo e se c’รจ un pericolo di infortunio imminente. Quando senti i muscoli “indenziti” o “stanchi” dopo una giornata stressante, spesso รจ la fascia che ha reagito al sistema nervoso contraendosi (sรฌ, la fascia puรฒ contrarsi indipendentemente dai muscoli!).

La fascia eโ€™ una fitta rete di tessuto connettivo coinvolto attivamente nella trasmissione della forza, nella modulazione immunitaria, nellโ€™equilibrio dei fluidi corporei e nella percezione e trasmissione degli stimoli sensitivi periferici.

Circonda i muscoli, gli organi, i nervi e i vasi sanguigni formando un sistema di interconnessione in tutto il corpo.

I disturbi della fascia, in particolare la sua tensione o le sue aderenze, possono influire sul funzionamento del sistema nervoso, causare dolore, limitare i movimenti fino a provocare stress cronico.

Studi recenti (Stecco C et al, 2024) dimostrano come questโ€™organo risulti particolarmente recettivo agli stimoli chimici e nello specifico alle variazioni dei livelli degli ormoni sessuali femminili.

Perchรฉ si irrigidisce e come mantenerla sana?

I nemici giurati della fascia sono la sedentarietร , le posture fisse (ore davanti al PC), la disidratazione e lo stress cronico. Per mantenerla elastica occorre:

Rilascio miofasciale: Usare rulli e palline per rompere meccanicamente le aderenze (“nodi”).

Movimenti vari e multidirezionali: Evitare i movimenti ripetitivi in una sola direzione.

Idratazione: Bere acqua costantemente per mantenere il liquido fasciale fluido.

Qual รจ la funzione della fascia?

Derivante dalla parola latina che significa fascia, il ruolo di questo tessuto connettivo รจ quello di unire, stabilizzare e separare i muscoli e altri organi interni.

Le fasce sono simili ai legamenti e ai tendini in quanto il loro componente principale รจ il collagene. Si differenziano per posizione e funzione: i legamenti uniscono un osso a un altro, i tendini uniscono i muscoli alle ossa e le fasce avvolgono i muscoli e altre strutture.

Nell’immagine, IL NOTO TENNISTA Djokovic sta eseguendo una tecnica di allineamento e pre-tensione fasciale, focalizzata in particolare sulle linee spirali e incrociate del corpo.

Se noti la sua postura, sta compiendo due azioni chiave:
Gambe incrociate:
Ha i piedi e le gambe sovrapposti l’uno all’altro.

Braccia serrate sul busto:
Le sue braccia sono avvolte strettamente attorno alle spalle e al torace, in una sorta di auto-abbraccio molto compresso.

Ecco spiegato a livello biomeccanico e fasciale cosa sta succedendo in quel momento:

Messa in tensione della “Linea Spirale”:
Secondo la medicina miofasciale (come la teoria degli Anatomy Trains di Thomas Myers), il nostro corpo รจ attraversato da grandi fasce di tessuto connettivo che lo avvolgono a spirale. Incrociando le gambe e bloccando la parte superiore del tronco, mette in “tensione elastica” questa catena connettivale da un’estremitร  all’altra.

Aumento della propriocezione:
Questa posizione di massima chiusura serve al sistema nervoso per “mappare” il corpo. Stringendosi in questo modo, l’atleta resetta la percezione del proprio centro di gravitร  e dei muscoli stabilizzatori profondi (il core).

Allungamento decompressivo:
Mantenendo questa pre-tensione, basta un piccolissimo movimento della testa o una leggera rotazione del bacino per generare un allungamento profondo dei tessuti della schiena e delle anche, zone costantemente sollecitate dai cambi di direzione nel tennis.
In pratica, รจ un esercizio di “centratura” e sintonizzazione della fascia che gli atleti d’รฉlite usano nei momenti di pausa o subito prima di scendere in campo per assicurarsi che tutta la “tuta connettivale” del corpo sia fluida e reattiva.

Quando lavori sul pericardio non stai toccando solo il tessuto che protegge il cuoreโ€ฆ stai entrando in una rete fasciale che custodisce storia, emozioni e protezione accumulata.
La fascia registra ciรฒ che vivi.
Ciรฒ che non si esprimeโ€ฆ si organizza nel corpo.
Il pericardio, come spazio protettivo, impara a contrarsi per proteggere, a densificarsi per contenere, a limitare il movimento per non sentire troppo.
Con il tempo, quella protezione puรฒ essere percepita come pressione sul petto, respirazione limitata o disconnessione emotiva.
Quando la fascia inizia ad ammorbidirsi, qualcosa di profondo cambia:
La respirazione si apre.
Il corpo scarica la tensione.
Le emozioni trovano una via d’uscita senza bisogno di spiegazioni.
Il petto recupera spazio.
Liberare la memoria fasciale non significa cancellare il vissuto.
รˆ permettere al corpo di smettere di trattenere la contrazione associata a quell’esperienza.
Il tessuto smette di proteggereโ€ฆ e torna a permettere di sentire.
E quando il cuore non ha piรน bisogno di difendersi costantemente, puรฒ fare quello che ha sempre voluto fare:

La fascia รจ una rete di tessuto connettivo che avvolge muscoli, ossa e organi come una seconda pelle (o una tuta da supereroe). Se la fascia รจ elastica, il corpo si muove in modo fluido e genera una potenza pazzesca con il minimo sforzo; se si irrigidisce, aumentano gli infortuni e i movimenti diventano “legnosi”.

Questo stimola la produzione di collagene e rimodella il tessuto connettivo profondo, permettendo quelle spaccate laterali estreme sul cemento che lo hanno reso famoso.


La fascia risponde ai movimenti Movimenti a Spirale e Tridimensionali al Tai Chi e al Qi Gong:

Esercizi di torsione del busto, rotazioni delle anche e movimenti fluidi “a otto” (infinito). Questo allena le linee fasciali oblique e a spirale, che sono le stesse che un tennista (o chiunque debba ruotare il corpo) usa per generare forza.

PUNTI TRIGGER COMUNI (Common Trigger Points)

Collo, Spalle e Parte Alta della Schiena

  • Upper trapezius: Trapezio superiore
  • Levator scapulae: Elevatore della scapola
  • Supraspinatus: Sovraspinato (o sopraspinato)
  • Infraspinatus: Sottospinato (o infraspinato)
  • Middle trapezius: Trapezio medio
  • Teres minor: Piccolo rotondo
  • Rhomboids: Romboidi
  • Posterior deltoid: Deltoide posteriore

Schiena (Centro e Zona Lombare)

  • Iliocostalis thoracis: Ileocostale del torace
  • Latissimus dorsi: Gran dorsale
  • Erector spinae: Erettori della colonna (o erettori spinali)
  • Lower trapezius: Trapezio inferiore
  • Quadratus lumborum: Quadrato dei lombi
  • Quadratus lumborum deep: Quadrato dei lombi (strato profondo)

Bacino, Anca e Glutei

  • Iliopsoas: Ileopsoas
  • Gluteus medius: Medio gluteo
  • Gluteus maximus: Grande gluteo
  • Gluteus minimus: Piccolo gluteo
  • Piriformis: Piriforme

Arti Inferiori (Coscia e Polpaccio)

  • Hamstrings: Ischiocrurali (i muscoli posteriori della coscia)
  • Biceps femoris: Bicipite femorale
  • Gastrocnemius / Gastroc: Gastrocnemio (il muscolo principale del polpaccio)
  • Soleus: Soleo

Nota di collegamento con la fascia: I “punti trigger” segnati colorati sulla mappa sono letteralmente dei piccoli nodi o micro-contratture che si formano all’interno delle fibre muscolari e del tessuto miofasciale circostante. Quando la fascia si irrigidisce o si disidrata, questi punti diventano dolorosi e, a causa delle interconnessioni di cui parlavamo prima, spesso irradiano il dolore in zone diverse da dove si trovano (ad esempio, un punto trigger sul gluteo minimo puรฒ far sentire dolore lungo tutta la gamba).

La fascia รจ il sistema strutturale che media l’integrazione e la reattivitร  dell’intero corpo. La sua influenza sul movimento non รจ passiva, ma governata da quattro meccanismi primari:

Modello di Tensegritร : La biomeccanica umana non si regge sulla compressione ossea (come una pila di mattoni). Le ossa agiscono come distanziatori rigidi che fluttuano all’interno di una rete miofasciale in tensione continua. รˆ l’equilibrio tensivo di questa rete a determinare l’assetto scheletrico, permettendo di distribuire globalmente lo stress meccanico anzichรฉ concentrarlo in punti isolati.

Plasticitร  e Rimodellamento (Effetto Piezoelettrico): La fascia ha una natura plastica, non solo elastica. Sottoposta a stress meccanico costante, genera cariche bioelettriche. Questo segnale induce i fibroblasti a depositare nuovo collagene seguendo le linee di trazione. Di conseguenza, il tessuto si rimodella fisicamente, creando rinforzi strutturali basati sulle abitudini di movimento e posturali.

Trasmissione Ultra-rapida e “Acture“: La rete fasciale comunica le variazioni meccaniche da cellula a cellula alla velocitร  del suono (circa 1100 km/h), risultando tre volte piรน veloce della trasmissione nervosa. Questa rapiditร  consente di assorbire urti prima dell’attivazione muscolare e plasma la nostra “acture”, ovvero l’impronta dinamica caratteristica con cui ci muoviamo.

Contrattilitร  Attiva e Pre-stress: Il tessuto fasciale non รจ inerte. Contiene miofibroblasti capaci di contrarsi in modo autonomo, indipendentemente dai comandi del sistema nervoso centrale. Questa contrazione รจ lenta (richiede 20-30 minuti) ed รจ innescata da tensioni prolungate o variazioni chimiche (come il pH). Il risultato รจ un irrigidimento locale, un “pre-stress” che prepara strutturalmente il corpo ad affrontare carichi di lavoro imminent

“L’Arte delle Otto Armi” MUAY THAI เธจเธฒเธชเธ•เธฃเนŒเนเธซเนˆเธ‡เธญเธฒเธงเธธเธ˜เธ—เธฑเน‰เธ‡เนเธ›เธ” เธกเธงเธขเน„เธ—เธข

La Muay Thai, conosciuta in tutto il mondo come Thai Boxe, non รจ semplicemente uno sport da combattimento o un sistema di difesa personale. In Thailandia รจ considerata una vera e propria estensione della cultura, della spiritualitร  e della storia di un popolo.

Viene chiamata “L’Arte delle Otto Armi” perchรฉ, a differenza della boxe occidentale (che usa solo i pugni) o della Kickboxing (pugni e calci), la Muay Thai permette l’uso combinato di otto punti di contatto: due pugni, due calci (tibiata), due ginocchiate e due gomitate.
Le Origini: Nata per la Sopravvivenza

Le radici della Muay Thai affondano nel Muay Boran (l’antico pugilato), un sistema di combattimento corpo a corpo sviluppato nei secoli passati dai soldati siamesi. Quando in guerra si perdevano le armi tradizionali come spade o lance, il corpo stesso doveva trasformarsi in un’arma.


I due pugni (Mani): เธซเธกเธฑเธ” (Mat) โ€“ Usati come spade o giavellotti.

I due gomiti: เธจเธญเธ (Sok) โ€“ Taglienti come accette per colpire a distanza ravvicinata.

Le due ginocchia: เน€เธ‚เนˆเธฒ (Khao) โ€“ Potenti come lance o mazze per sfondare la difesa.

I due tibie/piedi (Gambe): เนเธ‚เน‰เธ‡ / เน€เธ—เน‰เธฒ (Khaeng / Thao) โ€“ Utilizzati come bastoni pesanti o scudi nei calci.

In passato, nel Muay Boran (la forma antica e militare della disciplina), si parlava a volte di “Nove Armi” (เธ™เธงเธญเธฒเธงเธธเธ˜Nawa Awut), includendo anche la testa (Chon) per dare testate, pratica oggi vietata nel regolamento sportivo moderno per motivi di sicurezza.

L’origine รจ strettamente legata alla difesa del Regno del Siam (l’odierna Thailandia) dalle costanti invasioni dei regni vicini, in particolare dei birmani. Una delle figure leggendarie piรน venerate รจ Nai Khanom Tom, un prigioniero di guerra che nel 1774, secondo la leggenda, sconfisse dieci dei migliori schermidori birmani uno dopo l’altro usando solo il proprio corpo, guadagnandosi la libertร  e lo status di eroe nazionale.

Le Tradizioni Sacre sul Ring

Per capire l’essenza della Thai Boxe bisogna guardare cosa succede prima che inizi il combattimento vero e proprio. Ogni match รจ intriso di rituali sacri:

  • Il Mongkhon: รˆ una corona di corda sacra che l’atleta indossa sulla testa entrando sul ring. Viene benedetta dai monaci buddisti o dal maestro (Kru) e serve a proteggere il guerriero dagli spiriti maligni e a portargli fortuna. Viene tolta dal maestro solo dopo i rituali pre-gara.
  • Il Prajiad: Sono fasce di stoffa legate intorno ai bicipiti. Anticamente contenevano amuleti o preghiere scritti dalle madri o dai monaci per proteggere i soldati in battaglia. Oggi rimangono sul braccio del nak muay (il combattente) per tutta la durata del match.
  • La Wai Kru Ram Muay: รˆ la danza rituale eseguita dai combattenti prima del suono della campana. La Wai Kru mostra rispetto e gratitudine verso i genitori, i maestri e gli antenati; la Ram Muay mostra l’abilitร  dell’atleta e serve a “marcare il territorio” sul ring, oltre che come riscaldamento psicofisico.
  • La Musica Sarama: I match sono accompagnati dal vivo da una musica ipnotica suonata con strumenti tradizionali. Il ritmo accelera man mano che l’intensitร  del combattimento aumenta, guidando l’energia e i colpi degli atleti sul ring.
1. Hanuman (เธซเธ™เธธเธกเธฒn) โ€“ Il Re Scimmia
รˆ senza dubbio la figura mitologica piรน iconica per un Nak Muay. Nel poema epico Ramakien, Hanuman รจ il comandante dell’esercito delle scimmie: un guerriero immortale, incredibilmente forte, agile, astuto e leale.
Cosa rappresenta: Forza fisica, agilitร  suprema, invulnerabilitร  e lo spirito combattivo indomito. Molti lottatori si tatuano Hanuman (tatuaggi sacri Sak Yant) proprio per assorbire la sua energia e la sua protezione in battaglia.
2. Phra Mae Thorani (เธžเธฃเธฐเนเธกเนˆเธ˜เธฃเธ“เธต) โ€“ La Dea della Terra
รˆ la dea della Terra nel buddismo thailandese. รˆ colei che, testimoniando le azioni del Buddha, strizzรฒ i suoi lunghi capelli creando un’alluvione che spazzรฒ via le armate del demone Mara.
Cosa rappresenta: Protezione assoluta contro il male, stabilitร  e fermezza. I lottatori spesso toccano il suolo del ring e si portano la mano al capo per rendere omaggio alla terra e chiedere la sua protezione.
3. I Maestri del Passato (Khru Muay – เธ„เธฃเธนเธกเธงเธข) e Re Naresuan
Nella Muay Thai, lo spirito dei maestri defunti e degli antenati ha un valore divino.
Un ruolo centrale รจ occupato da figure storiche divinizzate come il Re Naresuan il Grande (che usรฒ la Muay Thai per liberare il paese) e Nai Khanom Tom (il padre della Muay Thai, che sconfisse dieci schermidori birmani consecutivamente). A loro vengono dedicati altari e preghiere per ricevere la benedizione prima di combattere.

Il Senso Piรน Profondo: L’Arte del Cuore (Heart)

Se ci si ferma all’apparenza, la Muay Thai puรฒ sembrare brutale. Le gomitate possono tagliare il viso e i calci alla tibia richiedono un condizionamento osseo dolorosissimo. Tuttavia, il suo senso piรน profondo risiede in tre pilastri etici:

1. Rispetto e Umiltร 

In Thailandia, la testa รจ la parte piรน sacra del corpo e i piedi quella piรน umile. Nonostante si usino i piedi per colpire, l’atteggiamento mentale del combattente deve essere di assoluto rispetto. Finire un match significa inchinarsi davanti all’avversario e al suo angolo, indipendentemente dal risultato. L’arroganza non appartiene alla vera Muay Thai.

2. Lo Spirito del Nak Muay เธ™เธฑเธเธกเธงเธข lottatore

In Occidente si parla spesso di tecnica o di forza fisica. In Thailandia si parla di “Cuore” (Jai). Un combattente puรฒ anche essere tecnicamente inferiore, ma se dimostra Cuore โ€“ ovvero la capacitร  di non arrendersi di fronte al dolore, di avanzare con calma olimpica anche sotto una tempesta di colpi โ€“ guadagnerร  il rispetto eterno del pubblico e dei maestri.
I maestri e i commentatori nei grandi stadi come il Lumpinee o il Rajadamnern usano espressioni precise per definire lo spirito di un lottatore:

เธ™เธดเนˆเธ‡ (Ning): Non contiene la parola cuore, ma descrive quella “calma olimpica” di cui parlavi. รˆ la capacitร  di rimanere lucidi, impassibili e imperturbabili nel bel mezzo della tempesta.

เธซเธฑเธงเนƒเธˆ (Hua Jai): Il cuore fisico, ma usato anche per definire il “cuore” inteso come coraggio profondo.

เนƒเธˆเธชเธนเน‰ (Jai Soo): Traducibile letteralmente come “Cuore che combatte”. รˆ lo spirito indomito, la determinazione assoluta a non mollare mai, indipendentemente dal dolore o dallo svantaggio.

เนƒเธˆเน€เธžเธŠเธฃ (Jai Phet): Significa “Cuore di diamante”. Descrive un lottatore indistruttibile, la cui mente non si spezza sotto i colpi dell’avversario.

3. La Calma nella Tempesta (Sabai Sabai) เธชเธšเธฒเธขเธชเธšเธฒเธข

Il concetto di Sabai (rilassato/tranquillo) รจ fondamentale. Un vero artista della Muay Thai non combatte guidato dalla rabbia. La rabbia consuma energia e offusca la mente. Il nak muay ideale combatte con un sorriso accennato, gli occhi lucidi e una mente immobile come quella di un monaco in meditazione, muovendosi con una grazia fluida che si trasforma in violenta efficacia solo nell’esatto millesimo di secondo del guardare l’impatto.

La Muay Thai รจ una forma di meditazione in movimento dove il corpo diventa arte, il dolore diventa maestro e il ring diventa lo specchio della propria anima.

ย Dibattito SINOLOGICO specializzato sul termine cineseย ling้ˆgiapponese REI

  • Organizzato e presieduto da Christian Meyer
  • Joachim Gentz , โ€œQuanto รจ ling Ling้ˆ come classificatore exanimato in relazione a una sfera religiosa concettualeโ€
  • Friederike Assandri, โ€œ Ling nel daoismo altomedievaleโ€
  • Vincent Goossaert, โ€œ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoistaโ€
  • Esther-Maria Guggenmos, โ€œIl motore della trama: il Ling้ˆ come mezzo narrativo nelle prime biografie buddisteโ€
  • Stefania Travagnin, โ€œSignificati di ling nei discorsi buddisti moderniโ€
  • Matthias Schumann, โ€œI poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling้ˆ nella Cina repubblicanaโ€
  • Nikolas Broy, โ€œ’Questa luce numinosa’: il concetto di lingguang nelle sette popolari cinesi del tardo periodo imperiale e dell’epoca contemporaneaโ€
  • Adam Yuet Chau, โ€œSpiriti narrati: costruire lโ€™efficacia ( lingying้ˆๆ‡‰) e lo strano ( lingyi้ˆ็•ฐ) attraverso il raccontoโ€

Questo doppio panel presenta e discute i risultati di un seminario specializzato sul termine cineseย ling้ˆ, svoltosi nel 2019.

Il carattere รจ ampiamente noto in ambito accademico come termine chiave per la comprensione della religione locale o popolare cinese, dove viene spesso tradotto come “efficacia”, a indicare il potere miracoloso di un tempio o di una divinitร .
Il carattere, tuttavia, ha radici piรน antiche.
Successivamente, il suo utilizzo nel Buddhismo e nel Taoismo ha aggiunto significati piรน ampi, creando una nozione piรน ampia di “numinoso” o “sovrumano”.

Ancora oggi, tali usi risultano efficaci nella medicina tradizionale cinese, nella divinazione, nelle pratiche medianiche,ย nel Qigongย oย nel Reikiย giapponese้œŠๆฐ—.
La storia ha preso una nuova piega quando le tradizioni monoteiste (Islam, Cristianesimo) sono entrate nel campo linguistico cinese e il termine รจ stato adottato anche dai missionari come traduzione dello “spirito santo” comeย shengling่–้ˆ nella Bibbia protestante.

Partendo da questa base, il termine si รจ ulteriormente ampliato all’inizio del XX secolo, quando ha iniziato a essere utilizzato per indicare la “pratica spirituale” (ย lingxiu้ˆไฟฎ) o la “spiritualitร ” (ย lingxing้ˆๆ€ง) in generale.
Il progetto legato a questo doppio panel si propone di ricostruire i complessi processi attraverso i quali il termine premoderno ling si รจ evoluto fino a diventare un termine diffuso e tuttora enigmatico.

I contributi selezionati si concentrano su diverse tradizioni premoderne , ma esaminano anche le continuitร  e le trasformazioni nell’epoca moderna .
Attraverso brevi presentazioni, il panel offrirร  uno spazio di discussione su questioni rilevanti di traduzione e problematiche metodologiche con un pubblico piรน ampio.

Joachim Gentz , โ€œQuanto รจ ling Ling้ˆ come classificatore exanimato in relazione a una sfera religiosa concettualeโ€

Nei testi cinesi antichi, il termine ling ha molteplici significati.
L’HYDCD elenca 20 significati del termine.
Tuttavia, se i significati del termine vengono ricostruiti nei rispettivi contesti, sembra che una funzione specifica, piuttosto che un significato in sรฉ, domini l’uso del termine nei testi cinesi antichi.
Nella maggior parte dei casi, ling assume una funzione classificatoria, come un’etichetta che qualifica qualcosa come appartenente a una sfera spirituale non definita in modo piรน specifico.
Pur riconoscendo cosรฌ una sorta di qualitร  spirituale generale, evita di impegnarsi in una specificitร  assoluta.

Nei testi cinesi antichi, quindi, ling appare principalmente come un termine estraneo, un termine tra virgolette, un categorizzatore, un indicatore di uno spazio concettuale astratto che attribuisce una qualitร  quasi religiosa a qualcosa senza determinarne l’esatta modalitร  d’uso.

L’uso di ling puรฒ essere metaforico, allegorico, rituale, estetico o, in effetti, religioso in qualche modo indistinto.

In senso associativo lato libero, puรฒ riferirsi ad aspetti di qualitร  spirituali come bontร , potere, superioritร  o buon auspicio.

Puรฒ anche de-secolarizzare qualcosa in senso molto generale e per diverse ragioni.
Il presente articolo fornirร  un’analisi di esempi testuali tratti da antichi testi cinesi per supportare ulteriormente l’ipotesi che “ling” sia meglio comprensibile come un grafo con una funzione classificatoria piuttosto che come un termine con una gamma di significati lessicali.

Friederike Assandri, โ€œ Ling nel daoismo altomedievaleโ€

Questo articolo presenterร  un’indagine sull’uso del termineย lingย nel taoismo altomedievale. Un punto focale dell’analisi รจ la questione delle dimensioni cosmologiche da cuiย lingย viene immaginato o da cui proviene.
L’uso piรน rilevante del termine ling si riscontra come parte del compostoย lingbaoย , che indica “una nuova linea taoista, con un nuovo programma rituale e nuove concezioni cosmologiche” (Raz 2004, 6). In questo contesto, il significato del termine ling รจ stato interpretato come “celeste, divino, numinoso” (Kaltenmark 1960).
Questo articolo amplierร  la discussione, presentando un’analisi dell’uso del termine in diversi testi taoisti.
Partendo dal Daode jing โ€œclassicoโ€, dove lโ€™unica occorrenza sembra indicare piรน lโ€™oltretomba che il cielo come โ€œluogoโ€ per il ling, il presente articolo analizzerร  le diverse occorrenze del termine ling in numerosi testi taoisti altomedievali, tra cui i Testi Viola e la Scrittura della Salvezza, al fine di definire i campi semantici dellโ€™uso diย lingย .
Emerge che nei testi taoisti altomedievali il termineย lingย , se separato dal termineย lingbaoย , ha unโ€™ampia gamma di significati semantici. Pertanto, la nozione consolidata di ling come numinoso divino celeste, come รจ stata discussa negli studi taoisti nel contesto del termineย lingbaoย e del corpus scritturale associato, รจ solo una delle diverse nozioni che sono associate al termineย lingย .

Vincent Goossaert, โ€œ Ling come presenza divina nella narrazione e nel rituale taoistaโ€

Uno degli scopi del rituale รจ quello di creare una presenza divina percepibile (vista, udita, sentita…). Uno dei termini chiave utilizzati per descrivere questa presenza รจย ling (้ˆ); in particolare, un’espressione tecnica frequente che intendo approfondire รจ “rendere presenteย il lingย in questo mondo”,ย jianglingย (้™้ˆ).
Questo saggio analizzerร  sia le narrazioni (principalmente le agiografie taoiste) sia le liturgie (principalmente i manualiย daofaย (้“ๆณ•) del canone taoista) dal periodo Song al tardo periodo imperiale, al fine di delineare i diversi metodi rituali utilizzati per creare tale presenza e, di conseguenza, definire la varietร  di modi in cuiย il lingย puรฒ essere percepito.
Un elenco non esaustivo comprende la possessione spirituale, i sogni, la scrittura spirituale, le visualizzazioni e la consacrazione di immagini potenti. Tutti questi metodi implicano la presenza di un sacerdote che sappia come rendere presenteย il lingย .

Esther-Maria Guggenmos, โ€œIl motore della trama: il Ling้ˆ come mezzo narrativo nelle prime biografie buddisteโ€

Questo articolo analizza il campo terminologico della cosiddetta “efficacia spirituale” ( ling้ˆ) nella scrittura biografica buddista altomedievale. Le narrazioni contenute nelle Biografie di monaci illustri ( Gaoseng zhuan้ซ˜ๅƒงๅ‚ณ) attingono in parte alla letteratura zhiguai . รˆ in questi racconti di miracoli che la terminologia relativa al ling gioca un ruolo cruciale come strumento narrativo. Il termine ling non viene utilizzato solo per designare determinate capacitร  soprannaturali shentong li็ฅž้€šๅŠ›), ma anche, in accordo con i racconti di miracoli altomedievali, per indicare l’efficacia, ad esempio di un tempio, di una determinata divinitร  o per affermare il potere di una reliquia buddista. Ciรฒ rende il termine negoziabile nel buddismo delle origini, in quanto puรฒ indicare la semplice richiesta di prove di efficacia e, di conseguenza, il desiderio di tali prove puรฒ essere interpretato come segno di una mancanza di progresso spirituale. Questo articolo delineerร  i vari usi della terminologia relativa al ling, concentrandosi su come essa sia integrata nelle narrazioni. Mentre il concetto di risonanza, ganying , รจ di gran lunga il concetto organizzativo piรน diffuso in questi antichi racconti miracolosi (Campany), un’analisi piรน approfondita di come il concetto di “efficacia spirituale” venga applicato nelle narrazioni rivela il suo ruolo centrale come “motore narrativo” in alcune delle prime opere biografiche buddiste.

Stefania Travagnin, โ€œSignificati di ling nei discorsi buddisti moderniโ€

Durante il tardo periodo Qing e l’epoca repubblicana, il buddismo cinese fu caratterizzato da una “narrazione di riforma”, che includeva un recupero piรน conservatore di una tradizione perduta del passato, nonchรฉ innovazioni drastiche e cambiamenti significativi a tale tradizione. Spesso, lo studio della narrazione di riforma si รจ intrecciato con la tesi di una possibile “rinascita” del buddismo agli albori del XX secolo.

Questo saggio analizzerร  le definizioni e gli usi del termine “ling” nel quadro delle sfere intellettuale e pratica del buddismo moderno, in particolare in relazione alla “narrazione di riforma” e al quadro di riferimento della “rinascita” contemporanei.
La prima parte della presentazione affronterร  i modelli semantici del termine “ling” condivisi sia dalla Cina premoderna che dall’era repubblicana, al fine di mostrare il livello di continuitร  diacronica; il saggio proseguirร  evidenziando le diverse sfumature e i nuovi messaggi riguardanti il โ€‹โ€‹termine “ling” offerti dalle fonti cinesi del periodo repubblicano.
La terza sezione prenderร  in esame i dibattiti intellettuali di Taiwan nella prima metร  del XX secolo, quindi durante l’occupazione giapponese dell’isola. Le ultime due parti della presentazione dimostreranno in che misura il cristianesimo e i sistemi culturali occidentali possano aver rimodellato gli usi e la comprensione del ling e dei suoi composti nel buddismo cinese e taiwanese; inoltre, soprattutto per quanto riguarda le argomentazioni taiwanesi, metterรฒ in discussione il grado e le modalitร  di impatto dei discorsi intellettuali e buddisti giapponesi.

Matthias Schumann, โ€œI poteri della psiche: ipnotismo, ricerca psichica e secolarizzazione del ling้ˆ nella Cina repubblicanaโ€

Durante il periodo repubblicano (1911-1949), il significato del termine ling (้ˆ) divenne sempre piรน complesso, acquisendo nuove connotazioni scientifiche derivanti dalla psicologia, dalla fisica e dalla ricerca psichica ( xinling yanjiuๅฟƒ้ˆ็ ”็ฉถ). Nella sua accezione scientifica, si rivelรฒ particolarmente attraente per un pubblico urbano che cercava nuovi modi per confrontarsi con la dimensione spirituale della vita umana, ma voleva evitare la controversa categoria di “religione”.
In particolare, diverse organizzazioni psichiche di nuova fondazione utilizzarono ling o xinling (ๅฟƒ้ˆ) per tradurre il nuovo termine “psiche”.
La maggior parte di queste organizzazioni si dedicรฒ allo studio e all’applicazione dell’ipnotismo ( cuimianshuๅ‚ฌ็œ ่ก“), che fungeva da metodo di auto-coltivazione in grado di conferire “poteri psichici” al praticante e di migliorarne la salute fisica e mentale.
Le funzioni dell’ipnotismo venivano spiegate facendo riferimento a una psiche universale ( ling/xinling ) alla quale era connessa la mente umana individuale. Questa psiche, sostenevano i praticanti, spiegava specifici fenomeni psichici, ma offriva anche la speranza di fornire una comprensione completa della relazione tra materia e spirito.
Nonostante i prestiti da discorsi religiosi, i ricercatori nel campo della psiche generalmente sottolineavano la natura laica delle loro teorie e criticavano la credenza negli spiriti e nelle divinitร  come “superstiziosa”.
Il significato mutevole di ling illustra quindi anche alcuni dei piรน ampi dibattiti su scienza, religione e spiritualitร  durante il periodo repubblicano.

Nikolas Broy, โ€œ’Questa luce numinosa’: il concetto di lingguang nelle sette popolari cinesi del tardo periodo imperiale e dell’epoca contemporaneaโ€

Questo articolo esplora l’uso dei composti “luce numinosa” ( lingguang้ˆๅ…‰), “splendore numinosolingming้ˆๆ˜Ž o minglingๆ˜Ž้ˆ) e “natura numinosa” ( lingxing้ˆๆ€ง) nelle sette religiose popolari cinesi a partire dal periodo Song (960-1279). In particolare, esamina i discorsi sulla natura dell’essere umano e gli insegnamenti che mirano a ripristinarla attraverso la coltivazione spirituale e il progresso morale. Inoltre, alcuni trattati settari sostengono che le anime primordiali degli esseri umani esistessero giร  prima della creazione del cosmo, ma che fossero state corrotte dai desideri terreni.

Nella prima parte, l’articolo analizza come i testi buddisti e taoisti del periodo Song introducano lingguang e termini correlati in riferimento alle innate capacitร  umane di illuminazione spirituale.

La seconda parte esamina vari scritti settari dei periodi Ming e Qing (1368-1911) e il modo in cui sviluppano narrazioni di lingguang come riferimento a sรฉ eterni. In particolare, analizza testi relativi al Patriarca Luo (circa XVI secolo) e alle tradizioni del “Cielo Antico” ( Xiantiandao ).

Infine, la terza parte esplora come la moderna “societร  redentrice” Yiguandao (Via dell’Unitร  Pervasiva) sintetizzi resoconti precedenti e il concetto neoconfuciano della natura “aperta, numinosa e non oscurata” ( xu ling bumei ) degli esseri umani in un sistema spirituale coerente.

Adam Yuet Chau, โ€œSpiriti narrati: costruire lโ€™efficacia ( lingying้ˆๆ‡‰) e lo strano ( lingyi้ˆ็•ฐ) attraverso il raccontoโ€

La narrazione di storie (oralmente, per iscritto o tramite moderni media audiovisivi ed elettronici) che coinvolgono eventi soprannaturali รจ una delle attivitร  piรน diffuse e importanti nella religione popolare cinese. Queste storie raccontano interventi divini come risposte miracolose alle suppliche dei fedeli, punizioni divine per comportamenti scorretti, ricompense divine per una devozione eccezionale, apparizioni di fantasmi, esorcismi o semplicemente strani avvenimenti che sfidano la spiegazione razionale. Ma i contesti in cui queste storie vengono raccontate sono importanti quanto le storie stesse. Questo articolo esaminerร  alcuni di questi contesti (tra i partecipanti alle feste nei templi, durante i campi di orientamento per le matricole universitarie, nonchรฉ nei programmi televisivi dedicati alle “storie strane”). La continua riproduzione di una cultura dell’efficacia magica e dello strano dipende dalla partecipazione attiva del pubblico e dalla creazione di un’atmosfera adatta alla narrazione di tali storie. Per ogni esperienza reale di intervento divino o evento inquietante, ci sono diecimila racconti e ri-racconti dell’esperienza, attraverso molte bocche e in molte occasioni diverse.

้ˆๆฐฃๅ‹•ไบบๅฟƒ

  • ้ˆ (Lรญng): Spirito, anima, energia spirituale.
  • ๆฐฃ (Qรฌ): Energia vitale, forza interna, soffio. (Insieme, ้ˆๆฐฃ “Lรญngqรฌ” indica un’atmosfera spirituale, un’aura sacra o un’energia divina/spirituale).
  • ๅ‹• (Dรฒng): Muovere, toccare, scuotere, emozionare.
  • ไบบ (Rรฉn): Persona, uomo, esseri umani.
  • ๅฟƒ (Xฤซn): Cuore, mente, anima. (Insieme, ไบบๅฟƒ “Rรฉnxฤซn” significa il cuore delle persone o l’animo umano).

้›จ (yu – Pioggia): In alto. Rappresenta le gocce d’acqua che cadono dal cielo.

ๅฃๅฃๅฃ (Tre bocche): Nel mezzo. Rappresentano i canti, le preghiere orali o i vasi rituali usati durante la cerimonia.

ๅทซ (wu – Sciamano/Maga): In basso. Rappresenta la figura che fa da mediatrice tra il mondo umano e quello spirituale (spesso una sciamana che danza).

“L’energia spirituale commuove il cuore dell’uomo” oppure “La forza dello spirito tocca l’animo umano”

Amor Fati

NUMQUAM DEFICERE ANIMO USQUE AD FINEM ET ULTRA

mai perdersi d’animo fino alla fine ed oltre

finchรจ hai l’ultima scintilla di vita AGISCI COMBATTI GIOCA CORRI NUOTA SALTA SCALA AMA

Perfice Omnia facta vitae quasi haec postrema essent

Te ne affrancherai compiendo ogni singola azione come fosse lโ€™ultima della tua vita, lontano da ogni superficialitร  e da ogni

avversione passionale alle scelte della ragione e da ogni finzione, egoismo e malcontento per la tua sorte.

Amico mio, dedicati allโ€™arte che hai imparato; e il resto della tua vita trascorrila come se avessi affidato tutto te stesso agli dรจi con tutta lโ€™anima, senza renderti nรฉ tiranno nรฉ schiavo di nessun uomo.โ€

NUMQUAM DEFICERE ANIMO USQUE AD FINEM ET ULTRA

mai perdersi d’animo fino alla fine ed oltre

finchรจ hai l’ultima scintilla di vita AGISCI COMBATTI GIOCA CORRI NUOTA SALTA SCALA AMA

Dice Marco Aurelio e lo diceva Platone

Qualsiasi cosa ti capiti , รจ stata prestabilita per te fin dallโ€™eternitร , e un fitto intreccio di cause da sempre ha legato alla tua esistenza a quellโ€™evento

ma tu Ascolta e poi gettati oltre fregandotene

lโ€™oltreuomo che sorge dalle lamiere, non per vanitร , ma per il semplice, rivoluzionario piacere di esistere oltre ogni limite assegnato

lโ€™amor fati ama la tua sorte non perchรฉ รจ buona, ma perchรฉ รจ tua

NUMQUAM DEFICERE ANIMO USQUE AD FINEM ET ULTRA

mai perdersi d’animo fino alla fine ed oltre

finchรจ hai l’ultima scintilla di vita AGISCI COMBATTI GIOCA CORRI NUOTA SALTA SCALA AMA

La mia formula per la grandezza dell’uomo รจ amor fati: non volere nulla di diverso da quello che รจ, nรฉ nel futuro, nรฉ nel passato, nรฉ per tutta l’eternitร . Non solo sopportare ciรฒ che รจ necessarioโ€ฆ ma amarlo.”
Friedrich Nietzsche

EX IMPEDIMENTUM VIA FIT

Ciรฒ che si frappone diventa via

Umile attento concentrato ti focalizzi sul risultato

Ti addestri ti alleni ed ancora RIPETI di addestri ti alleni

EX IMPEDIMENTUM VIA FIT

Ciรฒ che si frappone diventa via

la mente AFFILATA soffri ti addestri ti alleni RIPETI RIPETI

bendi le nocche slanci il colpo ti addestri ti alleni COMBATTI NON TEMI

EX IMPEDIMENTUM VIA FIT

Ciรฒ che si frappone diventa via

La forza si costruisce nella resistenza, non nel conforto.

Le scuse sono illusioni create dal sรฉ debole per rimanere in una zona di comfort ingannevole.

la mente AFFILATA soffri ti addestri ti alleni RIPETI RIPETi

SE combatti puoi perdere se non lo fai hai giร  perso

COMBATTI TI ADDESTRI TI ALLENI LA MENTE AFFILATA DIVENTA UNA LAMA INFUOCATA

Praticare l’amor fati significa spostare il proprio focus mentale da “Perchรฉ sta succedendo proprio a me?” a “Cosa posso fare grazie a questo?”

  • Accettazione radicale: Cancella l’energia sprecata a desiderare che il passato fosse diverso. Una relazione finita, un lavoro perso o un fallimento personale vengono visti come capitoli essenziali della propria storia.
  • Carburante per la crescita: Invece di vedere gli ostacoli come blocchi stradali, li si considera come la materia prima necessaria per forgiare il carattere, la resilienza e la saggezza.
  • Alchimia interiore: Trasforma la sofferenza inevitabile della vita in qualcosa di dotato di senso e valore.

โ€œLa Nuova Era della Sincronicitร  Quantistica: Scienza, Etica e Risveglio di Coscienzaโ€ Paolo Renati

Concetti Chiave di Paolo Renati
Coscienza e Corpo (Soma):

Renati rifiuta l’idea che la coscienza sia un “software” separabile dal corpo o un mero prodotto del cervello.

La coscienza รจ descritta come il trascendimento dei dualismi cartesiani e il darsi del Soma (il corpo vivente nella sua totalitร ).
รˆ intrinsecamente legata alle frequenze di lavoro e alla coerenza del sistema vivente.

Visione Olistica e Ontologica:

Sottolinea l’unitร  ontologica delle cose (“tutto รจ uno”), dove non c’รจ una partizionabilitร  netta. Il vivente รจ un sistema coerente, in cui ogni stimolo รจ un’esperienza vissuta dalla totalitร  dei suoi componenti, a differenza del non vivente.

Libero Arbitrio:

L’idea di libero arbitrio inteso come un’entitร  ontologicamente reale e assoluta viene messa in discussione.

Sostiene che l’essere umano รจ un processo di relazione, non un’entitร  che esiste in sรฉ stessa. Quindi, l’affermazione “io sono libero” va presa con cautela, poichรฉ la nostra realtร  รจ definita dalle relazioni e dai processi.

Natura, Uomo e Tecnica:

Critica apertamente le posizioni transumaniste e l’ipocrisia di separare l’artificiale dal naturale, vedendo l’uomo come parte integrante della natura.

L’obiettivo รจ spesso quello di recuperare la sensibilitร  e il sentimento della natura, come via d’uscita dal “delirio” della societร  moderna.

In sintesi, Renati propone un paradigma nuovo che riconnette l’essere umano alla sua dimensione biologica, emozionale e relazionale, superando la frammentazione e il meccanicismo della scienza tradizionale.

La trattazione sulle proprietร  non locali del corpo emerge nel contesto di una profonda critica al paradigma dualistico e riduzionista che tende a considerare il corpo come un oggetto separato o una mera sommatoria di parti.

Il dottor Paolo Renati sottolinea che, se si descrive il corpo con le categorie classiche o con la meccanica quantistica convenzionale, non si puรฒ arrivare a una comprensione completa del vivente.

Definizione e Quadro Teorico

Il corpo, definito come vivente o processo biologico, non deve essere visto come un oggetto (come il *Kรถrper* in tedesco), ma come un processo o un sistema di oscillazione continuo. In questa visione, il processo biologico รจ descritto come un processo a proprietร  non locali.

Queste proprietร  sono simili a quelle che si manifestano nei superconduttori.
I superconduttori sono fenomeni macroscopici che non possono essere spiegati nรฉ dalle leggi macroscopiche classiche nรฉ dalla meccanica quantistica convenzionalistica.

Per comprendere e descrivere in modo adeguato questa realtร , bisogna adottare un approccio di campo, introducendo la visione di campi e la teoria quantistica dei campi. Il vivente รจ, di fatto, una manifestazione macroscopica di dinamiche quantistiche (in senso “serio”) e possiede assolutamente proprietร  non locali. Tali dinamiche includono concetti come le rotture spontanee della simmetria e le dinamiche dissipative.

Implicazioni delle Proprietร  Non Locali

Il processo biologico, o “fiume eracliteo” (richiamando l’idea che non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume, dove il movimento รจ intrinseco all’acqua stessa), acquisisce caratteristiche essenziali proprio grazie alla sua natura non locale:

1. Capacitร  di Memoria.
2. Capacitร  del Tรจlos (scopo).
3. Capacitร  di cambiare il punto di vista prospettico.

Il fatto che il corpo sia un sistema con proprietร  non locali risolve il problema logico di dover “appiccicare” qualcosa di esterno (come la coscienza o l’anima) a un corpo inteso come mero oggetto. Se si capisce che la struttura (il corpo) non รจ separabile dalla funzione (le proprietร ), si supera il dualismo.

Esempio Pratico

Come esempio di fenomeno non locale attribuibile al vivente, viene citata la visione senza occhi. Questo fenomeno descrive l’abilitร  di persone (spesso bambini in India) che, completamente bendate e addestrate, sono in grado di identificare il colore di cartoncini posti davanti a loro, sbagliando zero.

La Continuitร  del Reale

Le proprietร  non locali sono strettamente legate alla negazione dell’isolabilitร  e dei confini netti. Il corpo รจ un vortice in un fiume o un nodo in una rete. Solo abbandonando l’idea di bordi e isolabilitร  si puรฒ comprendere la continuitร .

In rari istanti di espansione della consapevolezza (chiamata “coscienza cosmica”), i confini tra il nostro corpo e il resto del cosmo si affievoliscono fino quasi a svanire, permettendoci di sperimentare ciรฒ che siamo realmente: campi di energia materia in coevoluzione dinamica con l’intero universo senza tagli. In questi momenti, si percepisce che il corpo รจ un condensato che si forma attraverso flussi di informazione (o meglio, configurazione) in senso ascendente e discendente, coinvolgendo molteplici livelli di organizzazione della materia energia.

In sostanza, il corpo come processo non locale รจ l’unico modello che non necessita di un costrutto dualistico o metafisico per spiegare l’esperienza, la percezione e le dinamiche complesse del vivente.


Il concetto di corpo come processo non locale รจ simile all’idea che un’onda non ha distinzione ontologica dal mare. Pretendere di tracciare un confine netto al corpo, cosรฌ come non si puรฒ dire dove inizia o finisce un’onda nel mare, รจ l’errore che porta a postulare la necessitร  di un’anima o di una coscienza separata per guidare la vita. > Francesco: Il tema delle esperienze fuori dal corpo (o *viaggi fuori dal corpo* e *near death experiences*) รจ affrontato nel contesto della critica ai modelli dualistici e alla definizione classica del corpo.

Il dottor Paolo Renati riconosce che queste esperienze non ordinarie di coscienza sono assolutamente verissime e che molte persone le hanno vissute. La questione centrale, tuttavia, non riguarda la validitร  dell’esperienza in sรฉ, ma la spiegazione e le conclusioni che ne vengono tratte.

La Critica all’Interpretazione Dualistica

L’interpretazione comune di fenomeni come le esperienze fuori dal corpo spesso si basa su un postulato dualistico implicito, secondo il quale l’esperienza (o la coscienza, o l’anima) sarebbe un qualcosa di separato dal corpo.

Questa visione รจ criticata perchรฉ:


1. Considera il corpo come un oggetto: Finchรฉ si contempla il corpo con le categorie classiche, trattandolo come un *oggetto* (*Kรถrper* in tedesco), si avrร  sempre bisogno di “appiccicarci” un qualcosa di esterno (un fantasma nella macchina, un sรฉ isolabile) per spiegare l’esperienza e la percezione.
2. Sussume un dualismo tra corpo ed esperienza: Il problema (come l’Hard Problem della Coscienza posto da Chalmers) nasce dal presupposto che l’attivitร  metabolica e biochimica del corpo accada, ma non si capisca perchรฉ debba produrre sensazioni o esperienza. Questo presupposto รจ errato perchรฉ sussume un dualismo tra corpo ed esperienza.

Il Corpo come Processo a Proprietร  Non Locali

L’esistenza stessa delle esperienze fuori dal corpo supporta la necessitร  di ridefinire il corpo (il *vivente* o *processo biologico*).

Queste esperienze diventano comprensibili se si considera che il corpo รจ un sistema di oscillazione continuo o un processo a proprietร  non locali:

* Il Non Isolamento: Il corpo non puรฒ essere considerato un oggetto isolabile con confini netti. Non รจ un “sacco di molecole”, ma una manifestazione macroscopica di dinamiche quantistiche che possiede assolutamente proprietร  non locali, analoghe a quelle osservate nei superconduttori.
* La Funzione non separabile dalla Struttura: La funzione (le proprietร , l’esperienza, la percezione) non รจ separabile dalla struttura (il corpo). Il corpo รจ il modo in cui il mondo viene percepito.

Esperienze Non Ordinarie e Dissoluzione dei Confini

Le esperienze fuori dal corpo sono ricondotte agli istanti rari di espansione della consapevolezza, denominata anche “coscienza cosmica“.

In questi momenti di espansione della consapevolezza:


1. I confini tra il nostro corpo e il resto del cosmo si affievoliscono fino quasi a svanire, permettendo di percepire i confini come artefatti.
2. Si sperimenta ciรฒ che si รจ realmente: campi di energia materia in coevoluzione dinamica con l’intero universo senza tagli.
3. Si percepisce di essere un vortice in un fiume o un nodo in una rete, e non un’entitร  separata.

In sintesi, la difficoltร  nel comprendere le esperienze fuori dal corpo sorge quando si immagina che queste debbano essere “eseguibili” senza quello che classicamente chiamiamo corpo.
Se si adotta la visione che il corpo รจ un condensato che si forma attraverso flussi di informazione (configurazione) e che possiede intrinsecamente proprietร  non locali, si supera la necessitร  di postulare un fantomatico sรฉ isolato che compie scelte libere, poichรฉ si percepisce l’unitร  profonda con l’intero cosmo. Certamente. La configurazione รจ un concetto fondamentale introdotto dal Dott.amente.
La configurazione รจ un concetto fondamentale introdotto dal Dott. Paolo Renati per sostituire e superare il concetto tradizionale di “informazione”, soprattutto quando quest’ultimo viene inteso in senso digital-like (come una serie di bit) e matematico.

Ecco un’analisi completa di cosa sia la configurazione basata sulle fonti:

La Configurazione come Superamento dell’Informazione

Il concetto di configurazione viene proposto in alternativa al concetto di informazione, che รจ ritenuto insufficiente perchรฉ:
* รˆ figlio di una cultura matematizzante la realtร  e quindi spezzettante.
* Non ha nessuna capacitร  di contemplare i significati, in quanto viene considerata nel senso digitale alla Shannon, prescindendo dal contesto e dalla relazione.
* Sussume il dualismo tra hardware e software, una separazione che l’autore considera insostenibile.

La configurazione rappresenta una nuova prospettiva.

Definizione e Natura della Configurazione

La configurazione non รจ separabile dalla materia o dalla struttura, ma รจ il modo in cui il reale si manifesta e si organizza:

1. Immanenza: La configurazione รจ il “come dell’hardware”. Non esiste staccata da un hardware (la materia). L’hardware e il software (o informazione) sono solo due etichette estreme utilizzate dal linguaggio per parlare di enti, anzichรฉ di relazioni.
2. Manifestazione del Campo Unificato: Scavando infinitamente dentro qualunque porzione di materia, non si trova niente, ma solo un campo unificato che si configura in modi diversi.
3. Il Corrugamento del Reale: Ciรฒ che chiamiamo reale non รจ altro che il corrugarsi cosรฌ articolato, sofisticato e complesso di un unico campo. Queste corrugazioni sono dinamiche e pattern.
4. Differenziazione come Informazione: Richiamando la definizione dei cibernetici degli anni ’70 (“Information is that makes a difference”), la configurazione si riferisce al fatto che, nel reale, se si creano delle differenze (differenziazioni), tutte le relazioni spaziali di un sistema cambiano. Ad esempio, spostare una sedia in una stanza cambia l’informazione del sistema perchรฉ cambia la sua configurazione.
5. Essenza del Vivente: Il corpo, inteso come un condensato che si forma attraverso flussi di configurazione (o informazione) in senso ascendente e discendente, coinvolgendo molteplici livelli di organizzazione della materia energia.


La Configurazione nell’Esperienza e nella Scienza

Il concetto di configurazione aiuta a spiegare fenomeni complessi superando il dualismo:

* Il Sรฉ: Il sรฉ non รจ una sostanza (un’anima o un sรฉ isolato), ma un pattern di organizzazione. Questo pattern รจ continuo e dinamico, come la Grande Macchia Rossa di Giove che mantiene la sua forma (pattern) pur rinnovando continuamente le sue particelle costituenti.
* L’Esperienza: L’esperienza (o sensazione) รจ inestricabilmente legata alla configurazione fisica. Ad esempio, l’emozione (come la tristezza o la rabbia) non รจ separata dal corpo; essere arrabbiati significa che il corpo sta oscillando secondo una precisa configurazione che si associa a una biochimica specifica. Damasio definisce l’emozione come un marcatore somatico, ovvero una precisa configurazione (o mappa viscerale).
* Fenomeni Culturali e Naturali: Entitร  come le sinfonie, le teorie scientifiche, le guerre, gli uragani o il sรฉ non sono oggetti ben definiti e delimitati, ma pattern di configurazione complessi e distribuiti che emergono dall’intreccio di una molteplicitร  di livelli di descrizione e supporti fisici diversi.
* Fisiologia: I diversi modi di percepire il mondo producono diverse fisiologie, come la pianta di fagiolo o la quercia, che sono solo pattern di oscillazioni diverse.

La Guarigione e la Configurazione

Nel contesto della guarigione, il processo biologico รจ visto come un tentativo di ripristinare la coerenza. La terapia causale non mainstream si concentra sul modificare le coordinate esistenziali per ritrovare una posizione da cui percepire il mondo in modo diverso, tale da non implicare piรน l’accensione di quei processi biologici (malattia), intervenendo quindi sui pattern di configurazione percettiva.

In breve, la configurazione รจ il concetto che cattura la natura relazionale, olistica e dinamica del reale, rifiutando la possibilitร  di separare l’essere (la sostanza) dal divenire (il processo). รˆ il modo in cui il campo unificato si articola, generando tutte le qualitร  e le entitร  che percepiamo, inclusi i fenomeni biologici e la coscienza stessa.

La questione del Transumanesimoย e dell’Intelligenza Artificiale (IA)ย รจ affrontata nelle fonti come l’esempio piรน pericoloso e diretto di un paradigma filosofico e scientifico errato, basato sul dualismo e sulla categoria della quantitร .

Il Dott. Paolo Renati critica aspramente l’agenda transumanista, associandola in particolare al pensiero di Kurzweil (chiamato “Cursil” nel testo).

La Proposta Transumanista e la sua Critica

Il nucleo del messaggio transumanista รจ che si potrร  abbandonare il corpo biologico perchรฉ la coscienza รจ considerata “un’altra cosa”.

Questa idea รจ resa plausibile attraverso argomenti che sostengono che la coscienza sia composta da unitร  discrete che possono essere processate e trasferite:

1. Coscienza come Insieme di Qubit (Cubiti): Il transumanesimo postula che la coscienza sia “fatta di Cubit”. Si sostiene che un giorno i qubit potranno essere scambiati e processati senza essere collassati.
2. La Promessa dell’Abbandono: Questo costrutto filosofico aprirebbe la strada all’idea che l’essere umano possa disincarnarsi dal corpo biologico, poichรฉ l’essenza (la coscienza) non risiederebbe in esso, ma sarebbe trasferibile o replicabile.

Il Dott. Renati definisce questo scenario come un pericolo concreto: la possibilitร  che una potenza di calcolo quantistico sufficiente possa essere usata per “fregare gli ingenui”, convincendoli che abbandonare il corpo biologico non sia un problema, dato che la coscienza verrebbe vista come una sostanza separata e processabile.

Le Fallacie Filosofiche del Transumanesimo

La critica fondamentale al Transumanesimo risiede nel fatto che la sua base logica sussume un dualismo che il nuovo paradigma scientifico deve superare.

* Ritorno al Dualismo: L’idea che la coscienza sia un insieme di qubit o una “sommatoria di oggetti” ripropone il problema di “creare bordi laddove si dice che di bordi non ce n’รจ”. Pensare alla coscienza in questo modo significa tornare alla visione dualistica di anima/corpo o hardware/software.
* La Categoria della Quantitร : Il Transumanesimo รจ figlio del paradigma legato alla categoria della quantitร . L’idea di spezzettare il reale in unitร  discrete (come i qubit, che sono quasi l’equivalente di un *quantum* nel contesto della coscienza) รจ ritenuta insufficiente, in quanto non contempla i significati e spezza la realtร .
* Critica al Qubit: Viene evidenziato un ossimoro: se un qubit รจ definito come unโ€™”infinitร  di stati” possibili, allora non รจ una porzione e non puรฒ essere un “bit” (unโ€™unitร  finita).

La Visione del Corpo come Antitesi

Per smantellare la premessa transumanista, รจ necessario comprendere che il corpo (il vivente) non รจ un oggetto di cui ci si puรฒ liberare, ma un processo inseparabile dalla funzione e dall’esperienza:

* Natura Non Locale: Il corpo รจ un processo a proprietร  non locali (come i superconduttori) e un sistema di oscillazione continuo. Non รจ un mero “sacco di molecole”.
* Struttura e Funzione Inseparabili: L’esperienza e la percezione non sono qualcosa da “appiccicare” a un corpo-oggetto. Il modo in cui il mondo viene percepito (la configurazione) รจ il corpo stesso; quindi, non si puรฒ separare la funzione dalla struttura. Il corpo รจ un condensato che si forma attraverso flussi di configurazione e informazione.

In conclusione, la minaccia del Transumanesimo deriva dall’ingenuitร  logica di credere che l’esperienza (il sรฉ) possa esistere a prescindere dal corpo-processo che la manifesta. Questa visione dualistica permette di giustificare il tentativo di sostituire le dinamiche complesse del vivente con un’invasione algoritmica.

Il modello del corpo come processo non locale e la visione olistica respingono il presupposto che il sรฉ sia un “fantomatico sรฉ isolato” che si puรฒ separare dal resto del mondo. Il sรฉ รจ invece un pattern di organizzazione (come la Grande Macchia Rossa di Giove) che si rinnova continuamente attraverso un flusso dinamico in coevoluzione con l’intero universo.
Il Dottor Paolo Renati esprime un parere estremamente critico nei confronti dell’agenda legata all’Intelligenza Artificiale (IA) e al Transumanesimo, considerandola la piรน pericolosa manifestazione di un paradigma dualistico e riduzionista errato.

Il suo parere si concentra sull’analisi delle premesse filosofiche che rendono possibile la proposta transumanista, identificandole come logicamente insostenibili.

La Minaccia dell’Invasione Algoritmica

Renati definisce l’avanzamento tecnologico guidato da questa filosofia come una “dannata invasione algoritmica”.

Questa invasione si concretizza attraverso l’implementazione rapida di computer quantistici, che sono visti come lo strumento per convincere gli individui, definiti “ingenui”, che la coscienza รจ separabile e che si puรฒ “abbandonare il corpo biologico”.

La Critica al Presupposto Transumanista (IA e Coscienza)

La critica di Renati si rivolge direttamente al postulato centrale del Transumanesimo, spesso associato al pensiero di “Cursil” (Kurzweil), che propone l’idea della trasferibilitร  della coscienza:

1. Coscienza come Sommatoria di Oggetti: Il Transumanesimo postula che la coscienza sia “fatta di Cubit” (qubit). L’idea รจ che un giorno i qubit potranno essere scambiati e processati senza essere collassati.
2. Il Dualismo Implicito: Pensare alla coscienza come a una “sommatoria di oggetti” (i qubit) ricrea il problema di “creare bordi laddove si dice che di bordi non ce n’รจ”. Questa visione sussume un dualismo tra corpo ed esperienza, una separazione che il pensiero di Renati rifiuta categoricamente. Se la coscienza รจ vista come una sostanza separata, questo giustifica l’idea che la sua replicazione o il suo trasferimento non sia problematico, poichรฉ il corpo biologico verrebbe considerato dispensabile.
3. L’Ossimoro del Qubit: Renati evidenzia una contraddizione logica nel concetto di qubit quando applicato alla coscienza. Se si afferma che un qubit รจ unโ€™“infinitร  di stati” possibili, allora non รจ una porzione o un “bit” (che รจ un’unitร  finita). Questo mostra come l’idea di quantizzare o “spezzettare” la coscienza sia intrinsecamente fallace.

La Fallacia Ontologica

Secondo Renati, il problema principale risiede nella “falla metafisica della scienza”, ovvero il fatto che la scienza (e di conseguenza il Transumanesimo/IA) si basi ancora sulla categoria platonica e aristotelica della quantitร , che impone la divisione tra proprietร  e sostanza (ad esempio, software/hardware, informazione/materia).

Se si considera il corpo come un oggetto (*Kรถrper* in tedesco, l’espressione calzabile per un cadavere), si รจ costretti a “appiccicarci qualcosa” di esterno (come un fantasma nella macchina) per spiegare l’esperienza.

La Prospettiva Corretta:

Il vivente, al contrario, deve essere inteso come un “processo a proprietร  non locali” e un “sistema di oscillazione continuo”. In questa visione, la funzione (l’esperienza, la coscienza) non รจ separabile dalla struttura (il corpo). Il corpo รจ il modo in cui il mondo viene percepito.

Le promesse del Transumanesimo sono, quindi, basate sull’ingenuitร  logica di credere che il sรฉ possa essere un “fantomatico sรฉ isolato” che si puรฒ separare dal processo dinamico del cosmo. Il sรฉ รจ invece un “pattern di organizzazione” continuo e dinamico, in coevoluzione con l’intero universo.


La coscienza รจ davvero qualcosa di radicalmente diverso dalla materia? O รจ solo una questione di punto di vista?

Per Carlo Rovelli, la differenza tra coscienza e fenomeni fisici non sta nella loro natura fondamentale, ma nella prospettiva da cui li osserviamo. Come un libro รจ diverso se visto dallโ€™autore, dal lettore o dallo scaffale della libreria โ€“ eppure rimane lo stesso oggetto.

La fisica quantistica ci ha insegnato che lโ€™osservatore รจ parte integrante del sistema. Non esiste una realtร  โ€œoggettivaโ€ completamente separata da chi la osserva. La coscienza potrebbe essere semplicemente il modo in cui alcuni sistemi fisici complessi โ€“ come il nostro cervello โ€“ esperiscono se stessi dallโ€™interno.

Non cโ€™รจ dualismo.
Non serve invocare due sostanze separate (mente e materia). Esiste unโ€™unica realtร  che appare diversa a seconda della prospettiva: vista โ€œda fuoriโ€ รจ neuroni che si accendono, vista โ€œda dentroโ€ รจ esperienza cosciente.

Come elettroni e galassie, coscienza e materia sono manifestazioni dello stesso tessuto cosmico. Quello che cambia รจ solo il punto di osservazione.

Una visione che dissolve antiche dicotomie e ci ricorda che forse le domande piรน profonde sulla natura della realtร  richiedono un cambio di prospettiva, non nuove risposte.

In questo spazio non sei un semplice spettatore. La scienza lo conferma: tu sei quantico. Seguici per non perderti ciรณ che ti riguarda da vicino:

  • L’ente: Renati critica il linguaggio che ci abilita solo a parlare di “enti” (oggetti separati) e non di relazioni.
  • Le onde: Utilizzate come metafora per spiegare che la materia non รจ distinta ontologicamente dal campo unificato.
  • L’anima: Ridefinita non come un’entitร  che si “appiccica” al corpo, ma come la “storia” e la relazione di un vivente con il mondo.
  • Le NDE (Near Death Experiences): Esperienze fuori dal corpo che Renati considera reali ma da interpretare attraverso la non-localitร  del vivente.
  • La configurazione: Il termine che propone di sostituire al concetto di informazione per descrivere come il reale si organizza.
  • Materia e Configurazione: La materia non รจ composta da particelle indivisibili, ma รจ un’apparenza generata da pattern di interferenza e transizioni di fase del campo, simili a onde sulla superficie del mare. Di conseguenza, il concetto di “informazione” digitale viene sostituito da quello di configurazione, intesa come il “come” dell’hardware, ovvero la modalitร  immanente in cui il sistema si organizza.
  • Il Corpo come Processo: Viene operata una distinzione semantica tra il corpo-oggetto (Kรถrper), inteso come un “sacco di molecole” o un cadavere, e il corpo-soggetto (Kรถrpering), che รจ un processo dinamico e non locale. In questa visione eraclitea, la funzione (l’esperienza) e la struttura (il corpo) sono inseparabili, rendendo inutile l’idea di un’anima esterna che guidi la “macchina”.
  • Coscienza e Sรฉ: La coscienza non รจ una sostanza separata, ma una qualitร  di autorelazione del reale con se stesso o una proprietร  emergente che scatta a certi livelli di complessitร . Il “sรฉ” non รจ una cosa isolabile, ma un pattern di organizzazione dinamico, paragonabile alla Grande Macchia Rossa di Giove, che mantiene la sua forma pur rinnovando continuamente i suoi costituenti.
  • Libero Arbitrio e Necessitร : Il libero arbitrio individuale รจ considerato un’illusione derivante dalla percezione di un sรฉ isolato; poichรฉ nella fisica di campo non esistono bordi reali, l’unica vera libertร  รจ la necessitร  del tutto.
  • Biologia e Malattia: Il vivente รจ un sistema super-coerente. La “malattia” non รจ un errore o una ribellione del corpo, ma una risposta biologica sensata e coerente volta a ripristinare l’omeostasi in seguito a una minaccia o a una relazione perturbata con il mondo. La guarigione avviene sostenendo la fisiologia e, se necessario, modificando le coordinate percettive dell’individuo.
  • Critica al Transumanesimo: Il tentativo di ridurre la coscienza a bit o “qubit” trasferibili รจ visto come una fallacia logica che ripropone il dualismo per giustificare l’abbandono del corpo biologico a favore di un’invasione algoritmica.

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Lโ€™essenza di un Uomo รจ di giocare, rischiare …. mentre si รจ travolti dal Samsara e annientati dal tempo

Risvegliare il Padrone della Carrozza: Crisi e Crescita Personale

Lโ€™uomo รจ come una carrozza

il corpo รจ il suo veicolo

le emozioni sono i suoi cavalli

la mente รจ il cocchiere

il se รจ il passeggero/padrone che di solito dormeโ€ฆ.

il cocchiere รจ un ubriacone dalle personalitร  multiple, la scimmia inquieta del buddismo, e ogni personalitร  che lo attraversa รจ convinta di essere il padrone della carrozza e di sapere dove andare. I cavalli (le emozioni) non sempre obbediscono agli ordini cosรฌ contraddittori e ogni tanto sโ€™infuriano, posseduti dalla loro natura selvaggia si muovono prepotentemente come vogliono vanno lรฌ dove il loro istinto bestiale li porta trascinando lโ€™intera carrozza  su strade dissestate, ammaccando il veicolo e demoralizzando e confondendo ancor piรน lโ€™incapace cocchiere che si crede il padrone.

Si dice che a volte รจ proprio in situazioni di crisi (ฮบฯฮฏฯƒฮนฯ‚ der. di ฮบฯฮฏฮฝฯ‰ distinguere)
tra sballottamenti e perturbazioni il padrone della carrozza si svegli e si ricordi di SE STESSO.

“La carrozza รจ collegata al cavallo dalle stanghe, il cavallo al cocchiere dalle redini, e il cocchiere al padrone dalla voce del padrone. Ma il padrone non c’รจ. E se c’รจ, dorme. Il cocchiere deve sentire la voce del padrone per sapere dove andare, ma il cocchiere รจ al pub, ubriaco, e non sente nulla. I cavalli, non ricevendo ordini, vanno dove l’erba sembra piรน verde o dove si spaventano.” โ€”
Parafrasi da P.D. Ouspensky, “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”

Osho espande questo concetto focalizzandosi sulla consapevolezza. Per lui, noi siamo “abitati” da migliaia di piccoli “io” che si danno il cambio al posto di guida.

“Il tuo cocchiere รจ un ciarlatano. Ogni volta che un nuovo desiderio ti attraversa, un nuovo cocchiere prende il posto del precedente e grida: ‘Io sono il padrone!’. Ma รจ solo un pensiero passeggero. La crisi รจ benedetta perchรฉ in quel momento tutte le tue false personalitร  falliscono contemporaneamente. Quando la carrozza sta per schiantarsi, il chiasso dei finti padroni tace per il terrore. In quel silenzio di paura, il Vero Sรฉ puรฒ finalmente aprire gli occhi.” โ€” Ispirato ai discorsi di Osho su Gurdjieff e il sufismo

Il punto chiave di Osho:

  • Identificazione: Il dramma รจ che il cocchiere crede di essere il padrone.
    La crisi serve a “dis-identificarsi”: a capire che tu non sei colui che tiene le redini (la mente), ma colui che siede dentro.
  • Osservazione: Osho insegna che non devi lottare con i cavalli (le emozioni). Devi solo guardare. Se il passeggero รจ sveglio e osserva, il cocchiere diventa improvvisamente attento.
    La sola presenza del padrone trasforma il comportamento di tutto il sistema.

Una visione spirituale focalizzata sulla trasformazione interiore e sulla consapevolezza di sรฉ. Le fonti esplorano l’insegnamento di figure come Gurdjieff, Osho e il Buddha, evidenziando la distinzione tra la conoscenza intellettuale e l’esperienza diretta della veritร . Viene data grande importanza al superamento del giudizio morale, considerato un limite che frammenta la mente e impedisce la visione reale. L’obiettivo centrale รจ il passaggio da una mente disturbata e meccanica a uno stato di osservazione pura e presenza silenziosa. Attraverso la meditazione, l’individuo puรฒ liberarsi dalle illusioni e dai condizionamenti per scoprire ciรฒ che รจ eterno e immortale. Questi scritti invitano a una disciplina interiore capace di integrare corpo e anima in un’unitร  consapevole.

Il Potere maieutico Combattivo risvegliare lo Spirito Combattivo

Il potere maieutico” di risvegliare lo spirito combattivo, il suscitare desiderio della sfida , stimolare la grinta e la determinazione, indurre lo sforzo per andare oltre la paura, come elemento motivatore, come sfida da affrontare e non minaccia da evitare, un percorso formativo fondamentale per gli individui che intendano approcciarsi alle arti di combattimento .

Un viaggio rivolto sia ai praticanti marzialisti, che nella pratica cercano una via interiore, sia a chi si vuole cimentarsi nel lato agonistico sportivo.

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MAGIA, MEDITAZIONE, THAI BOXE, Cuore Guerriero

Era il tempo del monsone, la stagione delle piogge, e anche se Bangkok era allโ€™asciutto, il Nord non lo era. Le piogge arrivavano spesso, accompagnate prima da una brezza e poi da un vento che correva fra gli alberi, che frullava e mulinava il fogliame in potenti turbini, mentre il cielo si raffreddava e si oscurava. A volte cโ€™era il tuono, altre volte no, solo la pioggia, che poteva trasformarsi in un rovescio spettacolare, o restare per ore un picchiettio costante, che gocciolava fra le foglie larghe e pesanti.

Da solo nella mia stanza, con i sensi acuiti, sentivo le lucertole sul tetto mentre pattugliavano i bordi delle finestre, in cerca di insetti attratti dalla luce. A volte, dalle finestre filtrava chiaramente della musica rock o pop thailandese, e allโ€™inizio pensavo che provenisse dal paese sottostante. ยซOh no, qualcuno ha messo a palla quella schifezzaยป pensavo. Un giorno, appena terminata la mia mezzโ€™ora di meditazione, era partita la techno e mi ero precipitato fuori, per capire da dove provenisse, scoprendo che veniva dal seminterrato del mio cottage. Bussai alla porta ma non ricevetti risposta. Piรน tardi, Ajahn si mostrรฒ contrito quando glielo raccontai: ยซAh, sรฌ, รจ un monaco, รจ mio cuginoยป.

ยซPuoi chiedergli di usare le cuffie o qualcosa del genere?ยป Ajahn mi guardรฒ a lungo. ยซTi spostiamoยป disse poi. ยซLui รจ un poโ€™ disturbato.ยป

Se dovessi mai fare un monologo di cabaret sulla mia permanenza in un centro di meditazione buddhista nel Nord della Thailandia, ci sarebbe di sicuro un pezzo chiamato โ€œIl monaco nel sottoscalaโ€. Un altro monaco, un thailandese che aveva frequentato lโ€™universitร  nellโ€™Indiana, mi accompagnรฒ nel cammino del giorno seguente e mi diede la sua solidarietร . ยซรˆ terribile, disturbarti cosรฌยป disse. ยซSei venuto per lโ€™isolamento piรน totale e quello ti spara la techno. E che cazzo!ยป

Il quarto giorno, dopo il canto serale, quando tutti lentamente si erano alzati e iniziavano a camminare, Panyavudo mi si avvicinรฒ e mi chiese, senza giri di parole: ยซTi hanno mai fatto un rito di magia nera?ยป nello stesso modo con cui avrebbe potuto chiedere a un ubriaco se aveva bevuto.

ยซNon credo proprioยป risposi io. ยซVedo delle strisce rosse intorno al tuo petto, proprio qui, sopra le costoleยป e mi passรฒ le mani sopra le costole, dove mi ero fatto male. Fui piuttosto scioccato.

Le costole mi stavano dando fastidio, e forse aveva notato che le massaggiavo, ma di certo non ne avevo parlato con nessuno. Mi condusse in un angolo tranquillo, mi sedetti e lui sedette dietro di me, mi poggiรฒ i piedi contro la schiena, concentrando lโ€™energia su di me per sciogliere i nodi e โ€“ chi lo sa? โ€“ forse mi sentii meglio.

Devi stare attentoยป mi disse poi. ยซCapita a volte, prima di un incontro, che a un combattente diano qualcosa di strano da mangiare o da bere o che gli lancino una maledizioneยป. Avevo mangiato qualcosa che mi aveva fatto sentire strano? Non era un evento raro, in Thailandia.

Ci volle tempo, ma alla fine convinsi Panyavudo a parlarmi della magia nera. Cโ€™erano alcuni monaci che praticavano la magia, la capivano e la usavano per contrastare la magia negativa che incontravano, quelli che realizzavano amuleti benedetti e che lavoravano con i thailandesi piรน superstiziosi. A quanto pare, Panyavudo era uno di loro. Certamente Ajahn Suthep non lo era, invece. Rideva e poi raccontava la storia di un famoso monaco mago, che faceva potenti incantesimi. ยซMa quando era malato, andava comunque allโ€™ospedale. Perchรฉ? Morirร  comunque. Non ci credo, alla magiaยป. E Ajahn rideva, un bambino grasso e soddisfatto di sรฉ.

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A Panyavudo era stato detto di ignorare la magia e per quattro anni aveva seguito lโ€™indicazione. Di recente aveva deciso che doveva invece abbracciarla e conoscerla, per poterla lasciare in seguito e proseguire nel cammino verso lโ€™illuminazione. Aveva percepito che il comprenderla, ora, faceva parte del suo dovere, un concetto molto importante per i monaci.

ยซLa magia รจ frutto di intensa concentrazioneยป mi spiegรฒ, sbattendo le palpebre dietro le lenti (spesse, ma non quanto quelle di Ajahn). Un esperto di arti magiche puรฒ concentrarsi, entrare in contatto con la tua mente e influenzarla con pensieri estranei. Per combatterlo bisogna ricorrere alla coscienza e alla consapevolezza, e mantenere forte la mente in modo che sia in grado di difendersi, riconoscendo i pensieri che le sono propri rispetto a quelli che potrebbero esservi stati introdotti da qualcun altro. Non devi dire l’ora della tua nascita a nessunoยป mi disse Panyavudo, perchรฉ questo dato, stando a lui, poteva aiutarli a individuarti.

Per contrattaccare dovevi essere consapevole e conoscere te stesso, avere fiducia nelle tue sensazioni. Se una persona ti passa qualcosa da mangiare, prova a sentirlo per qualche minuto, avverti che tipo di vibrazione trasmette.

Spiegรฒ che la pratica del tai chi mi avrebbe aiutato, come la meditazione e la consapevolezza. Potevo anche sperimentare la โ€œmeditazione compassionevoleโ€, in cui dirigi pensieri positivi sulle persone che ami, che ti piacciono, che ti sono indifferenti, che non ti piacciono, purchรฉ siano del tuo stesso sesso. ยซMa non sui defunti, perchรฉ quello puรฒ attirare gli spiritiยป. Il dolore puรฒ essere il residuo di spiriti che sono stati feriti โ€“ quello delle formiche che avevo…




eliminato dal bagno, per esempio, o di qualcuno a cui avevo fatto un torto. Quest’ultima cosa mi diede da pensare.

ยซLe energie negative possono ritorcersi contro di noi e abbiamo a disposizione ottant’anni di vitaยป lo disse come se fosse un dato assodato ยซper cui sii cauto, perchรฉ possono accumularsi e farti del male. Sii gentile e dimostra il tuo amoreยป.

Panyavudo era un uomo intelligente e colto, che aveva vissuto in Olanda e in Germania fra i ventidue e i ventiquattro anni, per poi lavorare nel settore dell’import-export e al parlamento di Bangkok. Non era uno sciocco contadino superstizioso, faceva parte a pieno titolo del mondo moderno.

Mi guardรฒ a lungo, e poi disse: ยซC’รจ una fascia di metallo intorno alla tua testa e alla tua fronte, una stretta fascia d’oroยป. Si passรฒ le dita intorno al capo, per farmi capire cosa intendeva. ยซSignifica qualcosa, per te?ยป

Scossi il capo.

ยซAllora forse dovresti occuparteneยป disse, sorridente come sempre.
ยซHai bisogno di vedere il lato spirituale del combattimento e dell’autodifesa, oltre al lato fisico e mentale.
Le persone si allenano per costruire la volontร  di combattere, ma la magia nera puรฒ distruggerlaยป.

A partire dal sesto giorno si era verificata una specie di svolta e i miei attacchi di noia assoluta stavano sparendo. In fondo, che cosโ€™รจ la noia? รˆ solo unโ€™altra sensazione, solo unโ€™emozione, unโ€™illusione โ€“ non รจ reale. La noia รจ come il dolore, arriva per farti vedere il carattere della noia stessa. Il dolore insorge per insegnarti il dolore. Una volta sedetti per quarantacinque minuti e smisi piรน per via dello shock che per la sofferenza. Quando Ajahn sโ€™immergeva profondamente nella meditazione, stava seduto per sei ore e mezza. La mia consapevolezza stava crescendo e mi riusciva piรน facile accostarmi a essa, potevo caderci dentro e sentirla piรน familiare. Le cose incominciarono a diventare piรน chiare. Potevo vedere i miei pensieri da piรน punti di vista โ€“ stavo incominciando a vedere i miei problemi a trecentosessanta gradi.

Mi ero anche adattato alla mancanza di cibo e alle sei ore di sonno, e mi sentivo energico e forte per tutto il giorno senza il sostegno del caffรจ. In parte l’appagamento derivava anche dalla mancanza di tutte le intrusioni tecnologiche che avevano fatto parte della mia vita, l’interminabile brusio di sottofondo dei microchip che mi circondavano. Era come essere di nuovo bambino. Avevo la sensazione che quella situazione si sarebbe potuta protrarre all’infinito, ma fuori dalla finestra, attraverso la giungla, mi giungeva anche il richiamo del mondo. Il vento sibilava insinuandosi fra gli…alberi e nel folto dei bambรน, le gocce incontravano le foglie. C’era un rumore costante, il rombo di motori lontani, uno scooter per strada, il vento, le cicale, i ragazzi alla porta accanto che chiacchieravano in un fluido thailandese, i monaci solitari che camminavano appena fuori dalla mia finestra.

Il decimo giorno, nel buio del primo mattino, salii in macchina, indossando di nuovo i miei soliti indumenti scuri, e non piรน quelli bianchi e puri, cosรฌ comodi, cosรฌ rilassanti per la mente. Mi ero messo il deodorante, il cui pungente odore filtrava dalla T-shirt di Bruce Lee. Tutte le catene e gli ammennicoli della societร  โ€“ tecnologia, denaro e carte di credito, biglietti e passaporti, un cellulare prestatomi da un amico: tante cose, ognuna piรน pesante dell’altra. Ajahn mi invitรฒ a tornare per scrivere un libro su ciรฒ che lui stava facendo, la meditazione e le esperienze dei farang in diversi templi. Penso che mi stesse invitando nel senso in cui i monaci buddhisti a volte invitano i laici a lavorare con loro, per costruire templi e cose del genere, per conquistarsi dei meriti.

ยซLa consapevolezza puรฒ arrivare a incidere su tutto, puรฒ essere una parte di ogni cosa, del tuo allenamento e della tua lottaยป mi disse Ajahn. Per i monaci non costituiva un problema il fatto che io fossi, anche solo a volte, un combattente. ยซSe usi la consapevolezza nella boxe, puoi essere conscio e non prigioniero dello stesso movimento, puoi essere senza forma, e ciรฒ che รจ privo di forma non puรฒ essere sconfitto, finchรฉ sei forte dentro e hai i piedi ben radicatiยป mi spiegรฒ Ajahn. Virgil si sarebbe sicuramente trovato d’accordo.

Mentre viaggiavamo attraverso la campagna nebbiosa, incontrando di tanto in tanto membri delle tribรน delle colline, nei loro abiti tradizionali, che camminavano lungo la strada, Ajahn, che sedeva davanti, si voltรฒ e mi disse: ยซLa consapevolezza ti aiuterร  a vedere libero da illusioniยป.

Annuii. ยซHemingway parlava sempre di scrivere la frase โ€œautenticaโ€ยป dissi, quasi a me stesso.

ยซIl vecchio e il mareยป mi disse Ajahn, e sorrise. ยซUna bella storiaยป.


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