Bishamonten 毘沙門天

Bishamonten è noto per essere raffigurato come un guerriero in armatura completa, spesso con una pagoda in una mano e una lancia o bastone nell’altra, il che corrisponde alla descrizione della statua che tiene un oggetto simile a una pagoda e un bastone, situata in un ambiente naturale.
Bishamonten (毘沙門天), noto anche come Tamonten, è uno dei Quattro Re Celestiali nel buddismo, responsabile della protezione del nord. È venerato come dio della guerra, della ricchezza e protettore dei guerrieri. Le sue statue lo raffigurano tipicamente come un guerriero in armatura completa, spesso con una lancia o bastone nella mano sinistra e una pagoda (simbolo del tesoro buddhista) nella destra, talvolta in piedi su un demone o leoncino.

la statua al tempio Tōdai-ji, alta 4,2 m, in legno di cipresso, che mostra Bishamonten in armatura, con una lancia e una stuppa, in piedi su un demone Un’altra fonte menziona che Bishamonten è spesso raffigurato con armatura che arriva oltre le ginocchia, tenendo una lancia e una pagoda, il che corrisponde alla descrizione della statua con un oggetto simile a una pagoda e un bastone.

Bishamonten è centrale nel buddismo esoterico giapponese, associato alla protezione e alla ricchezza, con statue comuni nei templi buddisti. Hachiman, invece, ha un ruolo più ampio, venerato dai samurai e associato all’agricoltura e alla cultura, con circa 25.000 templi dedicati in Giappone. La sua iconografia, tuttavia, tende a enfatizzare la forma monastica, specialmente nelle statue storiche, mentre Bishamonten è più uniformemente raffigurato come guerriero.

Di seguito, una tabella che confronta Hachiman e Bishamonten per chiarire le differenze:

AspettoHachimanBishamonten
Ruolo PrincipaleDio shintoista della guerra, arco, cultura, protettore dei guerrieriDio buddhista della guerra, ricchezza, protettore del nord
Tipica RaffigurazioneSpesso come monaco buddista (Sōgyō Hachiman), a volte con arco o staffaGuerriero in armatura completa, con pagoda e lancia, in piedi su un demone
Oggetti TenutiArco, staffa, gioiello (in forma monastica)Pagoda, lancia o bastone
Materiale ComuneLegno, dipinto, a volte pietraLegno, pietra, spesso dipinto
Posizione TipicaSantuari shintoisti, templi buddisti, ambienti naturaliTempli buddisti, entrate, ambienti naturali

https://www.onmarkproductions.com/html/bishamonten.shtml

AspettoDettaglio
Nome in ItalianoHachiman, Bishamonten (Tamonten)
Associazione CulturaleShintoismo e buddismo (Hachiman), Buddismo esoterico (Bishamonten)
SimboliArco, staffa, colomba (Hachiman); Pagoda, lancia, demone (Bishamonten)
Esempi StoriciStatue al Kimbell Art Museum (Hachiman), Tōdai-ji (Bishamonten)

CONOGRAFIA.Bishamonten e Tamonten sono quasi identici nell’iconografia. Entrambi indossano quasi sempre un’armatura (yoroi 鎧), hanno un aspetto feroce (funnusō 忿怒相) e stanno in piedi (calpestando) uno o due demoni ( 
jyaki 邪鬼), a simboleggiare la sottomissione del male. Una mano impugna un’arma (ad esempio, un’alabarda, una lancia, un bastone) per eliminare le influenze maligne e sopprimere i nemici del Buddhismo. L’altra regge una pagoda preziosa (hōtō 宝塔, 寶塔; sanscrito = stupa). 
Lo stupa è il principale attributo identificativo della divinità. Rappresenta il tesoro divino degli insegnamenti del Buddha e contiene simbolicamente le preziose reliquie (ceneri, ossa, unghie, capelli, denti, ecc.) del 
corpo cremato 
del Buddha . Bishamon (Tamon) è sia protettore che dispensatore dei suoi doni: condivide i vasti tesori della pagoda solo con “i degni”. Nonostante la loro iconografia quasi identica,
Bishamon/Tamon possono ancora essere distinti in base ad alcune regole empiriche (ad esempio, la posizione dello stupa nella mano destra o sinistra, il tipo di armatura, le divinità che lo accompagnano). Tali questioni sono affrontate in questo rapporto.

Hachiman 八幡神, Hachiman-jin o Yahata no kami)

Nella religione giapponese, Hachiman (八幡神, Hachiman-jin o Yahata no kami) Hachiman è una figura sincretica, che unisce elementi shintoisti e buddisti, venerata dai samurai e dai contadini, con circa 25.000 templi dedicati in Giappone. È paragonato a Marte nella mitologia romana.

Sebbene spesso chiamato dio della guerra, è più correttamente definito come il dio tutelare dei guerrieri. È anche il protettore divino del Giappone, del popolo giapponese e della Casa Imperiale; il clan Minamoto (“Genji”) e la maggior parte dei samurai lo veneravano. Il suo nome significa “Dio delle Otto Bandiere”, in riferimento alle otto bandiere celesti che segnalarono la nascita del divino imperatore Ōjin. Il suo animale simbolico e messaggero è la colomba.

Diffusione e Venerazione

Hachiman è estremamente popolare in Giappone, con circa 25.000 templi dedicati, Questi templi, tra cui il famoso Usa Jingū a Kyushu, erano mete di pellegrinaggio per guerrieri e atleti di arti marziali, specialmente durante lo shogunato Kamakura, quando il clan Minamoto consolidò il suo potere. La sua venerazione si estese anche ai contadini e ai pescatori, riflettendo il suo ruolo multisfaccettato nella società giapponese.

AspettoDettaglio
Nome in ItalianoHachiman
Nome Originale八幡神 Hachiman-jin / Yahata no kami
Ruolo PrincipaleDio tutelare dei guerrieri, protettore del Giappone
Associazione CulturaleShintoismo e buddismo, venerato dai samurai, contadini e pescatori
SimboliColombo (messaggero), staffa di cavallo, arco
Numero di Templi DedicatiCirca 25.000
Confronto MitologicoParagonato a Marte (mitologia romana)
Origine LeggendariaIdentificato con l’imperatore Ōjin, figlio di Jingū, III-IV secolo d.C.
Marte

八百万の神 Yaoyorozu-no-kami  “8 milioni di Kami”.

 Kami   La parte sinistra (礻, una forma semplificata di 示) significa “santuario”. La parte destra (申), invece, reca il significato di “parlare”.

Questo ideogramma era proveniente dall’antica Cina, dove 示 rappresentava un altare sacrificale in pietra a tre gambe (come lo stesso ideogramma in parte ci comunica). Per utilizzarlo in ideogrammi composti, 示 si trasforma in 礻, con la riga superiore che diventa una sorta di virgoletta. Spesso, a questo ideogramma si attribuiva la definizione di “manifestazione” o “venerazione”.

Rappresentai gli “dèi”, gli “spiriti”, ma anche “esseri supremi”, ma anche la “mente” e, in generale, “tutto ciò che è venerato”.

Dal momento che nella lingua giapponese non esiste singolare o plurale e nemmeno genere, Kami è un concetto fluido che pervade ogni cosa, abbracciando entità diverse, come tutto ciò che vive ed esiste in natura, dal tuono alla montagna. Possono essere animali, piante, protettori di specifici eventi della vita delle persone, come la nascita o la crescita, ma possono anche essere spiriti di eroi e spiriti degli antenati. Vi sono quelli della casata imperiale, ma anche gli antenati venerati da ogni famiglia.

Quanti sono i Kami? Il concetto di Yaoyorozu-no-kami

C’è un’espressione in lingua giapponese che dovrebbe indicare il numero di Kami venerati. Yaoyorozu-no-kami (八百万の神), letteralmente “8 milioni di Kami”.

Questa espressione, però, non va valutata per il suo significato letterale. L’utilizzo del numero 8 non è affatto un caso e sottende il significato che il numero dei Kami giapponesi sia infinito. Anzi, è in continuo aumento.

Nel Kojiki, il primo libro mai scritto nella storia del Giappone, si parla di 300 tipologie diverse di Kami, ognuna con la propria specifica funzione.

Anzi, così come i fedeli devono onorarli, onde evitare spiacevoli conseguenze, anche queste entità sono tenute a onorare chi li venera ottemperando il compito che è parte della loro natura o del contesto in cui vivono.

confer Elisa Borgato in merito all’etimologia degli ideogrammi https://leggimee.it

  1. Amaterasu-Ōmikami (天照大御神)
    • Significato: Dea del sole e antenata mitologica della famiglia imperiale giapponese.
    • Ruolo: È la kami più importante nello shintoismo, simbolo di luce, ordine e vita. È venerata principalmente nel santuario di Ise (Ise Jingū).
    • Caratteristiche: Rappresenta la prosperità e l’armonia. Secondo il mito, si nascose in una grotta, causando l’oscurità nel mondo, finché altri kami la convinsero a uscire.
  2. Susanoo-no-Mikoto (須佐之男命)
    • Significato: Dio delle tempeste, del mare e, in alcune interpretazioni, dell’agricoltura.
    • Ruolo: Fratello di Amaterasu, è noto per il suo carattere turbolento. Nel mito, uccise il serpente Yamata-no-Orochi, salvando una fanciulla e trovando la spada Kusanagi, uno dei tre tesori imperiali.
    • Caratteristiche: Simbolo di forza e caos, ma anche di protezione contro le calamità.
  3. Inari-Ōkami (稲荷大神)
    • Significato: Divinità del riso, dell’agricoltura, della fertilità e del commercio.
    • Ruolo: Molto popolare tra agricoltori e commercianti, è associata alle volpi (kitsune), considerate sue messaggere. I santuari dedicati a Inari, come Fushimi Inari a Kyoto, sono famosi per le migliaia di torii rossi.
    • Caratteristiche: Protettrice della prosperità economica e del raccolto.
  4. Tsukuyomi-no-Mikoto (月読命)
    • Significato: Dio della luna.
    • Ruolo: Fratello di Amaterasu e Susanoo, governa la notte e il ciclo lunare. È meno presente nei miti rispetto agli altri due, ma è venerato per il suo ruolo cosmico.
    • Caratteristiche: Simbolo di calma e mistero, spesso associato alla dualità con Amaterasu (sole/luna).
  5. Hachiman (八幡神)
    • Significato: Dio della guerra e protettore dei samurai.
    • Ruolo: Associato all’imperatore Ōjin, è venerato come patrono dei guerrieri e della nazione. Il santuario di Usa a Kyushu e il Tsurugaoka Hachimangū a Kamakura sono tra i più importanti dedicati a lui.
    • Caratteristiche: Simbolo di coraggio e lealtà.
  6. Tenjin (天神)
    • Significato: Dio degli studi e della letteratura.
    • Ruolo: Originariamente lo spirito divinizzato di Sugawara no Michizane, un erudito del periodo Heian. È venerato dagli studenti che pregano per il successo accademico nei santuari Kitano Tenmangū e Dazaifu Tenmangū.
    • Caratteristiche: Protettore della conoscenza e della giustizia.
  7. Ebisu (恵比寿)
    • Significato: Dio della pesca, del commercio e della prosperità.
    • Ruolo: Uno dei sette dèi della fortuna (Shichifukujin), è spesso raffigurato con una canna da pesca e un pesce. È venerato dai pescatori e dai commercianti.
    • Caratteristiche: Simbolo di abbondanza e buon auspicio.

Contesto dei kami

Ogni kami ha un ruolo specifico, ma la loro venerazione dipende dal contesto locale o dalle necessità personali (es. successo negli studi, protezione, fertilità). I santuari shintoisti (jingū o jinja) sono dedicati a uno o più kami, e i rituali includono offerte (come sake o cibo), preghiere e feste (matsuri) per onorarli. La credenza nei “Yaoyorozu-no-kami” implica che anche kami minori, come gli spiriti di un albero o di un fiume, sono parte integrante della spiritualità shintoista.

光明真言 kōmyō shingon Mantra della Luce

La traduzione di questo mantra, secondo il professor Mark Unno

Sia lodato l’illuminazione impeccabile e onnipervadente del grande mudra [o sigillo del Buddha ]. Consegnami il gioiello, il loto e la luce radiosa.

Un’altra traduzione secondo il Comitato di traduzione del Dharmachakra

“Oṁ, amogha gioiello-loto dello splendido grande mudrā! Fiamma! Mettiti in moto! Hūṁ!”

Mantra della Luce, Stele di pietra del Mantra della Luce, Niutsuhime-jinja, Giappone
Il Santuario Nyutsuhime, situato ai piedi del Monte Koya, è un bellissimo santuario vermiglio noto anche come Amano Taisha
Santuario Nyutsuhime, città di Katsuragi, 和歌山県かつらぎ町

Il Mantra della Luce ( giapponese : kōmyō shingon , 光明真言, sanscrito: Prabhāsa-mantra ), chiamato anche Mantra della Luce della Grande Consacrazione (Ch: 大灌頂光真言) e Mantra della Corda Infallibile , è un importante mantra delle sette Shingon e Kegon del Buddhismo giapponese . Viene recitato anche nel Buddhismo Zen giapponese . [ 1 ]

Il mantra si trova nell’Amoghapāśa -kalparāja-sūtra (traduzione cinese nel Taisho n. 1092 e nel Canone buddista coreano n. K.287 [ 2 ] , tradotto da Bodhiruci ) così come nel Sutra del Mantra della corda infallibile. del Grande Battesimo del Buddha Vairocana (不空羂索毘盧遮那佛大灌頂光真言一卷, Taisho no. 1002) ed è associato alla divinità Amoghapāśa (lett. “Corda infallibile”), una forma di Avalokiteshvara . È anche il mantra associato alla consacrazione (abhiseka) di Amoghapāśa da parte di innumerevoli Buddha (da qui il suo nome di “mantra per la consacrazione mudrā” nella versione tibetana del testo

CONFER https://himorogi.online/

sulla destra Il bijia ह्रीः  hrih, associato sia ad Amitabha (Amida) che ad Avalokiteshvara (Kannon) indichi la completezza derivante dall’unione di Saggezza e Compassione, che conduce alla Corretta Azione.

Sōjōbō 僧正坊 re dei Tengu王天狗

Sōjōbō è il nome dato a un daitengu che vive sul monte Kurama nella parte settentrionale di Kyōto. La sua casa è a Sōjōgatani, “la valle del sommo sacerdote”, situata nel profondo della montagna. Ha lunghi capelli bianchi, un naso incredibilmente lungo e possiede la forza di mille tengu. Sōjōbō è il primo in classifica tra i tengu e spesso viene definito il loro re.

Si dice che il leggendario “Tengu” viva sul monte Kurama, a nord di Kyoto.
Sono considerati i guardiani delle foreste e delle montagne.

“Nihon Shoki” scrive che nella primavera del nono anno dell’imperatore Kotoku (637 d.C.), nella notte del 23 febbraio, un’enorme stella si mosse rapidamente da est a ovest, e poi si udì un suono tonante.
Le persone hanno diverse spiegazioni per questo fenomeno, alcuni pensano che sia il suono delle meteore, altri lo chiamano mine (il suono dei terremoti).
Ma il monaco Min disse che non si trattava di una meteora, ma di un “tengu” la cui corteccia risuonava come un tuono.

I Tengu sono considerati creature misteriose che possono cambiare forma.
Quello con un lungo naso rosso è chiamato “Big Tengu”, e quello con un becco di corvo è chiamato “Urtengu”.

Vivono tra i giganteschi “alberi di cedro giapponese” le cui radici aggrovigliate simboleggiano il misterioso regno del monte Kurama Tengu.

Sōjōbō è noto per la sua connessione con il Tempio Kurama, un tempio isolato che pratica un ramo unico del Buddhismo esoterico.
Il Tempio Kurama ha da tempo una connessione con le religioni yamabushi e ascetiche della montagna e con il tengu che queste religioni adorano. Poiché Sōjōbō risiede lì, il Monte Kurama è anche considerato la montagna più importante per il tengu.
Secondo il Tempio Kurama, Sōjōbō è o un grado sotto Maō-son, un terzo della santa trinità che è centrale per la fede Kurama, o è in effetti un’altra forma di Mao-son.

Mao-son.護法魔王 護法 Proteggere la legge (la Dharma)
魔王 Re dei demoni

Palazzo del Re Demone Okunoin “.奧之院魔王殿
Si dice che questa sia una delle famose attrazioni energetiche. 6,5 milioni di anni fa, il re demone guardiano sbarcò qui da Venere per salvare l’umanità.

Leggende : Non si scrive molto su Sōjōbō, sebbene il suo nome sia ben noto.
La leggenda più famosa su Sōjōbō è che abbia addestrato un giovane ragazzo di nome Ushiwakamaru.
Come re dei tengu, Sōjōbō possiede una conoscenza della magia, delle tattiche militari e dell’arte della spada insuperabile da chiunque altro.
Il giovane Ushiwakamaru desiderava imparare da lui e si è addentrato nel profondo di Sōjōgatani per sottoporsi a un lungo e arduo addestramento.
Questa era una ricerca molto pericolosa, poiché i tengu sono feroci e imprevedibili e si diceva che Sōjōbō mangiasse i bambini che si addentravano troppo nella foresta.
Tuttavia, Sōjōbō fu colpito dal coraggio del giovane ragazzo e accettò di addestrarlo.

Ushiwakamaru crebbe fino a diventare Minamoto Yoshitsune, che visse dal 1159 al 1189 d.C. Yoshitsune rimane uno dei guerrieri più celebrati del Giappone ed è uno degli eroi principali del Racconto di Heike .
La sua abilità con la spada è attribuita all’addestramento ricevuto dal tengu del Monte Kurama.

鞍馬山ノ僧正坊」 「御曹氏牛若丸」 「木の葉天狗」Kurama Yamano Sojobo” “Oshi Ushiwakamaru” “Konoha Tengu”

SUI TENGU informazioni accurate

YAMABUSHI E TENGU

Con il termine Yamabushi

(山伏, 山臥 letteralmente “colui che si trova/si nasconde tra le montagne”)

si indicano monaci asceti giapponesi che vivevano come eremiti tra le montagne e che un’antica tradizione considerava guerrieri invincibili, addirittura dotati di poteri soprannaturali.

Essi seguivano principalmente la dottrina Shugendō, una combinazione di elementi buddhisti e shintoisti.

Per lo più solitari, formavano confederazioni sparse, talvolta associate a certi templi, e occasionalmente parteciparono anche a battaglie e scaramucce a fianco deisōhei, dei ninja e dei samurai.

Le loro origini possono essere fatte risalire agli “hijiri” solitari dell’VIII e del IX secolo.

Nell’uso giapponese moderno, il termine yamabushi si riferisce ai praticanti dello Shugendō, una religione sincretista che, come già accennato, mescola elementi buddhisti (nella versione esoterica della setta Shingon) e shintoisti, ponendo grande enfasi sull’ascetismo e sulle pratiche di resistenza fisica. Gli yamabushi dalle tuniche bianche, con indosso una tromba horagai (ricavata dalla conchiglia dello

strombo), sono ancora una visione comune vicino al luogo santo dello Shugendō di Dewa Sanzan e tra le montagne sacre di Kumano e Omine.

CENNI STORICI

Gli yamabushi iniziarono come yamahoshi, gruppi (o individui) isolati di eremiti, asceti e “santoni” delle montagne, che seguivano la via dello Shugendō, una ricerca di poteri spirituali, mistici o soprannaturali ottenuti mediante l’ascetismo.
Non si conosce il fondatore di questa tradizione, sebbene molti miti la attribuiscano a En no Gyoja, una sorta di Mago Merlino giapponese la cui reale esistenza è però contestata. Gli uomini che seguirono questa via divennero conosciuti sotto vari nomi, compresi kenja, kenza e shugenja. Questi mistici della montagna giunsero ad essere rinomati per le loro abilità magiche e le loro conoscenze occulte, ed erano ricercati come guaritori o medium, alla stessa maniera delle miko
(termine che designa propriamente donne sciamane).

La maggior parte di questi asceti, oltre alla loro devozione allo Shugendō, studiavano gli insegnamenti della setta Tendai del Buddhismo, o della setta Shingon, fondata da Kōbō Daishi.

Lo Shingon fu una delle principali sette del mikkyo (密教) o Buddhismo esoterico, secondo il quale l’illuminazione si trova attraverso l’isolamento, lo studio e la contemplazione di sé stessi, nonché della natura e di immagini esoteriche chiamate mandala.

Sia la setta Shingon che quella Tendai vedevano le montagne come il luogo ideale per questo tipo di isolamento e e per la contemplazione della natura.

Nei loro ritiri di montagna, questi monaci studiavano non solo la natura e testi e immagini religiosi o spirituali, ma anche una varietà di arti marziali.

È dubbio se essi sentissero la necessità di difendersi dai banditi, dagli altri monaci o dagli eserciti dei samurai, ma l’idea di studiare le arti marziali come mezzo per migliorarsi mentalmente e spiritualmente, e non soltanto fisicamente, ha sempre avuto un posto centrale nella cultura giapponese, al di là dei principi specifici di una setta religiosa o di un’altra.

Così, al pari dei sōhei, gli yamabushi divennero tanto guerrieri quanto monaci.

Mentre la reputazione dei loro poteri e conoscenze mistiche cresceva, e la loro organizzazione diventava più salda, molti dei maestri delle discipline ascetiche cominciarono ad essere nominati ad alte posizioni spirituali nella gerarchia della corte. i monaci e i templi iniziarono a guadagnare influenza politica.

Verso il PeriodoNanboku-cho, nel XII e XIV secolo, gli yamabushi avevano formato coorti organizzate chiamate konsha, le quali, insieme ai sōhei e ad altri monaci, cominciarono ad assumere la direzione dei templi centrali delle loro sette.

Essi assistettero l’imperatore Go Daigo nel suoi tentativi di rovesciare lo shogunato Kamakura, dimostrando che le loro abilità di guerrieri erano all’altezza della sfida di combattere gli eserciti professionali dei samurai.

Parecchi secoli dopo, nel Periodo Sengoku, gli yamabushi si potevano trovare tra i consiglieri e gli eserciti di quasi tutti i più importanti contendenti per il dominio sul Giappone.

ARMI, STILI E ADDESTRAMENTO

Come gli altri tipi di monaci guerrieri, gli yamabushi erano abili nell’uso di un’ampia varietà di armamento.
Non deve perciò sorprendere trovare riferimenti che li mostrano mentre combattono con arco e freccia, o con spada e pugnale.
Tuttavia, al pari dei sōhei e degli ikkō-ikki, l’arma di elezione per gli yamabushi era la naginata.
In aggiunta alle loro abilità spirituali o mistiche, gli yamabushi erano spesso ritenuti abili praticanti del ninjutsu, l’arte dei ninja. Si sa che i monaci della montagna ingaggiarono i ninja per combattere al loro fianco e per aiutarli in vari modi, più clandestini.
E si sa anche che i ninja si travestivano spesso da monaci o asceti della montagna, in modo da passare più facilmente inosservati in certi ambienti. Molto probabilmente, questa può essere stata l’origine della confusione tra le due figure; sembra infatti improbabile che un numero elevato di yamabushi fossero stati addestrati nel ninjutsu dai clan ninja delle isole giapponesi.In realtà, secondo talune ipotesi, lo stile di vita e l’organizzazione dei clan ninja sarebbero derivati da quelli degli yamabushi, rielaborati alla luce delle particolari concezioni del ninpo (la forma più alta del ninjutsu) e di altre influenze di tipo popolare.

TENGU

Il mito dei tengu è stato probabilmente importato dalla Cina: il loro nome è scritto con gli stessi kanji del cinese Tiangou (天狗, Tiāngǒu, letteralmente “”cane del cielo””), il nome cinese di Sirio e forse il nome dato a una meteora dalla coda di cane che precipitò in Cina nel VI secolo a.C.
Di fatto, in Cina si sviluppò un’intera classe di demoni di montagna chiamati tiangou, molto simili ai tengu giapponesi nel loro comportamento maligno; questi tiangou furono probabilmente introdotti in Giappone dai primi buddhisti nel VI, e lì si fusero con gli spiriti indigeni dello Shinto.

I tengu (天狗) sono un tipo di creature fantastiche della iconografia popolare giapponese, a volte considerati kami e a volte yōkai.
Sono spesso associati ad altre creature fantastiche, gli oni.
I tengu assumono varie forme, ma generalmente sono rappresentati come uomini-uccello, dotati di un lungo naso prominente o addirittura di becco, con ali sulla testa e capelli spesso rossi; quelli meno potenti,

karasu tengu (烏天狗)

kotengu (小天狗)

konohatengu (木の葉天狗)
sono ritratti come più simili agli uccelli.

Tengu “Biyu Suikoden” il cui naso è stato afferrato da Yoshinaka Wakamaru di Kisokoma ( di 
Yoshitoshi Ichikai )

La faccia può essere rossa, verde o nera, e le loro orecchie e capelli sono generalmente umani; sono dotati di ali che battono rapidamente come quelle di un colibrì; ali e coda sono piumate, e talvolta lo è tutto il corpo.

Possono portare un pastorale buddhista con anelli in cima dettoshakujo, che serve a combattere o a difendersi dalla magia oscura.

I tengu abitano le montagne del Giappone, e preferiscono fitte foreste dipini e crittomerie; sono specialmente associati ai monti Takao e Kurama.
La terra dei tengu è anche chiamataTengudō, che può corrispondere ad una locazione geografica, una parte di un regno demoniaco, o semplicemente un nome per ogni accampamento di tengu.

Le leggende spesso descrivono la società dei tengu come gerarchica

fungono da servi e messaggeri degli yamabushi, e in capo a tutti c’è un re dai capelli bianchi, Sōjōbō, che vivrebbe sul monte Kurama. Inoltre, molte aree del Giappone si dicono infestate da tengu con altri nomi, spesso anche venerati nei templi. Sebbene siano sempre raffigurati come maschi, i tengu depongono uova.

I konoha-tengu sono associati aSarutahiko, il dio Shintō degli incroci, dei sentieri e del superamento degli ostacoli; l’associazione nasce probabilmente dal lungo naso del dio simile ad una proboscide. Secondo altri studiosi però i tengu deriverebbero dal dio Susanoo; le loro caratteristiche aviarie li avvicinano inoltre anche aigaruda della mitologia buddhista.

I tengu sono creature capricciose, e le leggende li descrivono a volte benevoli e a volte malvagi; talvolta si divertono a giocare scherzi pesanti, come appiccare fuochi a foreste o porte di templi, o addirittura mangiare le persone (molto raro). I tengu amano camuffarsi da viandanti umani, assumendo forme amichevoli, come eremiti itineranti; dopo aver guadagnato la fiducia della vittima (nelle leggende spesso monaci buddhisti), i tengu ci giocano, ad esempio facendola volare o immergendola in un’illusione, che sono esperti a creare.

Gli yamabushi tengu(山伏天狗) ōtengu (大天狗) o daitengu sono più umani dei loro cugini karasu: sono alti con pelle e faccia rossa, ma hanno un naso incredibilmente lungo.
Spesso sono usati nelle storie per parodiare ilbuddhismo; portano un bastone (bō) o un martellino.
Anche loro talvolta hanno caratteristiche aviarie, come ali o un mantello di piume; secondo alcune leggende hanno dei ventagli hauchiwa, fatti con piume o foglie di Aralia japonica, e li usano per controllare la lunghezza del naso o scatenare fortissime raffiche di vento.
Dei tengu atipici sono il guhin, simile a un cane, e lo shibatengu, simile a unkappa.
I tengu possonotrasformarsi in animali (uccello, volpe, o cane procione – nota che questi ultimi due sono a loro volta capaci di fare lo stesso: vedi kitsune e tanuki) o esseri umani, anche se generalmente mantengono alcune caratteristiche del loro aspetto, come un naso particolarmente lungo o una costituzione simile ad un uccello.
I tengu sono quasi sempre ritratti vestiti come eremiti di montagna (yamabushi), monaci buddhisti o sacerdoti shintoisti.
Anche se sono dotati di ali e possono volare, generalmente sono anche in grado di teletrasportarsi magicamente

Ushiwakamaru Benkei Scena famosa al ponte Gojo Ohashi.
Ogni montagna ha il proprio tengu, che è il dio della montagna.Sebbene i tengu non compaiano nel folklore, Kuramayama Sojobo (grande tengu) e altri Otto tengu [Atagoyama Tarobo (tengu corvo), Hirayama Jirobo (tengu grande), Iizuna Saburo (tengu corvo), Oyama Hokibo (tengu grande), Hikoyama Buzenbo (tengu grande), Omine Yamazen Onibo (tengu corvo)), Shiramine Sagamibo ( Grande Tengu)] aiuta Ushiwakamaru.
Ushiwakamaru ha imparato molto da Kuramayama Sojobo, quindi probabilmente tutti i tengu lo hanno sostenuto.


江戸後期 国芳により描かれた作品
牛若丸 弁慶 五条大橋の有名な場面。
山にはそれぞれ山の神としての天狗が存在する。
伝承では天狗が出てくることはないけれど、鞍馬山僧正坊(大天狗)他 八天狗【愛宕山太郎坊(カラス天狗)、比良山次郎坊(大天狗)、飯綱三郎(カラス天狗)、大山伯耆坊(大天狗)、彦山豊前坊(大天狗)、大峰山前鬼坊(カラス天狗)、白峰相模坊(大天狗)】が牛若丸を助けてくれる。
牛若丸は鞍馬山僧正坊にいろいろ教わったから、天狗たちが皆応援してくれたのだろう
江戸時代の庶民は平家物語の内容や天狗の伝承なんぞを皆よく知っていた様子 じゃないとこんな浮世絵見てもわからないもん

uel mese, l’ombra di Kurama è sospesa nell’ombra. Una piccola tempesta notturna di attacchi Konoha . Ci sono molte persone che vagano e uccidono i tengu Kifunegawa. Qui, gli ortodossi della famiglia Minamoto, Ushiwakamaru, nemico di suo padre, nutre rancore nei confronti della famiglia Heike. Visito Tamonten ogni notte, stanco di pregare, e sonnecchio per un po’ sull’angolo della roccia Cuscino per il gomito [Seri Aikata]

本調子〉  それ月も鞍馬の影うとく 木の葉おどしの小夜あらし ものさわがしや貴船川  天狗倒しのおびただしく 魔界のちまたぞ恐ろしき  ここに源家の正統たる 牛若丸は父の仇 平家を一太刀恨みんと  夜毎詣づる多聞天 祈念の疲れ岩角に 暫しまどろむ 肱まくら  [セリ合方]

思ひ出せば 我いまだ三歳の時なりしが 母常磐が懐に抱へられ  伏見の里にて宗清が 情によりて命助かり  出家をせよと当山の東光坊に預けられしも 算へてみれば一と昔  十余年の星霜経れど 稚心に忘れずして 今 まのあたり見たる夢 それにつけても父の仇  剣道修行なすと雖も 我一向の生兵法 願へば神の恵みにて 本望遂ぐる時節を待たん  イデや琢磨の修行をなさん 木太刀おっとり身がまえなす  時しも俄に風起こり 天狗礫のばらばらと 鳴動なしてすさまじし  遙の杉の梢より またもや怪しの小天狗 木太刀うち振り 立向かへば シヤ小賢しと牛若丸 つけ入る木太刀を払ひのけ  上段 下段 早速の働き 勝負いかにと霧隠れ  後ろに窺ふ僧正坊 優り劣らぬ 両人が 木太刀の音は谺して  目覚ましくもまた 勇ましし  さしもの天狗もあしらひかね 跡を晦まし失せにけり 跡をくらまし失せにけり




Munekiyo fu portato nel villaggio di Fushimi, con sua madre Tokiwa in braccio, e per compassione fu affidato a Tokobo della montagna, che gli disse di salvargli la vita. e sono diventato prete. Sono passati più di dieci anni da allora, ma nella mia mente infantile non ho dimenticato i sogni che vedo intorno a me e, ancora di  più, l’allenamento di Kendo, nemico di mio padre, mi fa sentire ancora meglio. Se lo desidero, con la grazia di Dio, aspetterò il momento giusto per soddisfare il mio vero desiderio. Praticherò le mie idee e tecniche. Proprio mentre la spada di legno si prepara con calma, il vento si alzerà all’improvviso e la ghiaia del tengu cadrà a parte, emettendo un suono tremendo dalle lontane cime degli alberi di cedro, un altro misterioso piccolo tengu con una spada di legno, Uchifuri Stando di fronte a loro, Siya Kokenshi e Ushiwakamaru spazzarono via le spade di legno che li stavano attaccando. Il livello superiore e quello inferiore funzionavano rapidamente. Il Villaggio di Kirigak osservava la battaglia e Sojobo osservava da dietro. Entrambi erano superiori l’uno all’altro. Il suono delle spade di legno era forte e sorprendente. Anche il coraggioso Tengu fugge, cercando di nascondere le sue tracce. Ho cercato di nascondere le mie tracce e di farle sparire

解説

安政3年(1856)の二世勝三郎の作曲で同時期に「船揃い」が作られています。これは、一連の義経伝説に基づくもので、義経が牛若丸といった幼少時代の話です。

関守平宗清に助けられ、鞍馬寺の東光坊預かりとなった牛若丸は、自分が源氏の御曹司であることを知り、平家打倒のため夜な夜な剣術修行に当たります。 その相手となるのが、大天狗僧正坊とその手下の木の葉天狗です。

大薩摩を多用し、極めて活劇風に仕立てられています。謡曲鞍馬天狗をベースに作られています。

“Io non conosco il modo di sconfiggere gli altri, ma la Via per sconfiggere me stesso” Hagakure

ある剣術家が老後に言われたことですが、「一生の中で、修業には順序というものがあります。下にいるときは、修業してもうまくならず、自分も下手だと思い、人も、下手だと思います。そのときは、役には立たないのです。中位になると、役にはまだ立ちませんが、自分の足りない点が目に付き、人からも、それが見えるのです。上になってくると、自分のものになって来て、自慢する気持ちも出来、人から褒められるのが嬉しくなり、人の足りないところにがっかりしたりします。こうなると、役に立ちます。

上の上になると、知らないふりをしていて、人からも上手だなと思われます。ほとんどは、ここまでです。

その上に、一段と越えて、そこまでの行く道のない所、というのがあります。その道に深く入ると、どこまでやっても終わりがない事が分かるので、これでいいということがありません。

自分に足りない点があるのをほんとうに知り、一生、これで出来たということもなく、自慢する心もなく、卑下する心もなく、やり通すのです。

柳生殿は『人に勝つ道は分かりません。自分に勝つ道は分かりました。』と、言われたそうです。昨日よりは上達し、今日よりは上達しで、一生の間、日々、仕上げていくのです。それが、どこまでということはないということです。」と、言われました。

Un maestro di spada, ormai anziano, dichiaro: “Nella vita, ci sono diversi gradi di
apprendimento. Al primo si studia, ma non si ricava niente e ci si sente inesperti. Al livello
intermedio l’uomo è ancora inesperto, ma consapevole delle proprie mancanze e riesce
anche a vedere quelle altrui. Al livello superiore diventa orgoglioso della propria abilità, si
rallegra nel ricevere lodi e deplora la mancanza di perizia dei compagni. Costui ha valore e
si comporta come se non sapesse nulla.
“Questi sono i livelli in generale. Ma ce n’è uno che li trascende, ed è il più eccellente di
tutti. Chi penetra profondamente in questa Via è consapevole che non finirà mai di
percorrerla. Egli conosce veramente le proprie lacune e non crede mai, per tutta la vita, di
aver raggiunto la perfezione. Senza orgoglio, ma con modestia, arriva a conoscere la Via”.
Si dice che una volta il maestro Yagyu osservò:
“Io non conosco il modo di sconfiggere
gli altri, ma la Via per sconfiggere me stesso”.

柳生殿は『人に勝つ道は分かりません。自分に勝つ道は分かりました。』
Il samurai avanza giorno dopo giorno: oggi
diventa più abile di ieri, domani più abile di oggi. L’addestramento non finisce mai.

Non condivido il parere di chi raccomanda un’austerità costante e rigida. Hagakure 葉隠聞書

Non condivido il parere di chi raccomanda un’austerità costante e rigida. Come dice il
proverbio: “I pesci non vivono nell’acqua limpida”; sono le alghe che permettono loro di
nascondersi per crescere fino alla maturità. Quando si sa sorvolare sui particolari e si è in
grado di non prestare ascolto alle piccole lamentele, si è capaci di vivere serenamente.
Capire questo è necessario per comprendere il carattere e il comportamento altri

Hagakure 葉隠聞書

24  ある人が、あるときに、細かく倹約していると言っていましたが、よい事ではありません。水清ければ魚住まず、ということがあります。藻や屑などがあるので、その陰に隠れて魚は大きくなるのです。少々は見逃し、聞き逃しもあるので、下の者は安心していられるのです。人の身上の持ち様についても、これと同じことがあってよいのです。

天狗 TENGU

Si narra che alcuni maestri di arti marziali fossero assidui frequentatori del Kurama Yama 鞍馬山….un monte che le leggende vogliono gremito dagli irascibili  天狗  tengu . qui dimorava  Sojobo 僧正坊, il loro re, che addestrò il noto bushi Minamoto no Yoshitsune 源 義経 Qui il mitologico Morihei Ueshiba addestrava i suoi migliori allievi con allenamenti notturni in cui brandiva…

鞍馬山 Kurama Yama Ueshiba tengu e Reiki

直指人心 punta direttamente alla mente-cuore dell’uomo

Una speciale tradizione esterna alle scritture 教外別傳
Non dipendente dalle parole e dalle lettere 不立文字
Che punta direttamente alla mente-cuore dell’uomo 直指人心
Che vede dentro la propria natura e raggiunge la buddhità 見性成佛
Quattro sacri versi di Bodhidharma, 達磨四聖句

教外別傳 不立文字 直指人心 見性成佛  

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