Immaginizione, Evocazione, attacchi di panico, oltre la Paura.

“Una tecnologia abbastanza evoluta nei suoi effetti
non è dissimile da una magia”
Arthur C. Clarke

Estremamente interessante la Teoria del dr. Giorgio Nardone, per quanto riservata a professionisti del settore apre nuove strade ad antiche tecniche evocative.

Secondo il parere di Giorgio Nardone, psicologo e psicoterapeuta italiano, fondatore ad Arezzo insieme a Paul Watzlawick, il CTS Centro di Terapia Strategica, autore di numerosi saggi tradotti in varie lingue e di libri di carattere divulgativo destinati al grande pubblico, uno dei massimi esponenti della Scuola di Palo Alto, nella problematica del disturbo fobico ossessivo esiste un quadro di riferimento relativo ai repertori di azione messi in atto costantemente da coloro che ne sono afflitti.
Secondo tale teoria, coloro che sono coinvolti in questi disturbi, attuano soluzioni che costruiscono il problema e lo mantengono. Coloro che hanno paura tendono ad evitare le situazioni che gli generano tale stato d’animo, l’evitamento se reiterato per un lungo periodo, da un lato protegge dal problema evitando di esporsi , dall’altro dimostrando che l’individuo non è in grado di affrontare il problema, abbassa la fiducia nelle proprie risorse (autostima) generando un vortice di ulteriori atti di evitamento confermando l’incapacità personale. Ulteriore strategia auto-sabotativa messa in atto da coloro che si trovano in questa problematica è la richiesta di aiuto e rassicurazione da altri, in modo diretto o indiretto, con un effetto altrettanto non risolutivo, suscitando da un lato un falsa sensazione di sicurezza, ma confermando la propria incapacità.
L’elemento scatenante di maggior rilievo è generato dal tentativo di controllare il problema a livello cognitivo, con azioni di auto convincimento che scatenano maggior timore di perdere il controllo , il voler mantenere il controllo ne induce la perdita.
Ispirato da Seneca, come ama narrare il dottor Nardone, e da altri autori moderni, ha congeniato una tecnica di esperienza emozionale correttiva, evocare la paura e provare l’effetto opposto, calandosi volontariamente nella propria paura patologica, un processo, che potremmo definire ,di catabasi κατάβασις “discesa”, di κατα- “giù” e βαίνω “andare”, una addestramento, esercizio quotidiano di ritiro in se stessi , calandosi ,deliberatamente e volontariamente, nelle proprie peggiori fantasie rispetto alla paura, evocando il massimo della paura, lasciandosi andare a tutto ciò che viene. Il processo viene sostenuto da terapeuti con l’apporto della comunicazione suggestiva ipnotica, usando la persuasione.

Evovcare lat. evocare, propr. «chiamare fuori», comp. di e-e vocare «chiamare»

Immaginazione dal lat. imaginari, lat. tardo imaginare, der. di imago -gĭnis «immagine»
alcuni filologi sostengono un possibile origine da in me mago agere, in me agisce il mago, colui che ha il potere di utilizzare le immagini.

Entusiasmo ἐνϑουσιασμός

Entuṡiasmo ἐνϑουσιασμός, ἐνϑουσιάζω «essere ispirato», da ἔνϑεος, di ἐν «in» e ϑεός «divino»
Presso i Greci, la condizione di chi era invaso da una forza o furore divino (ἔνϑεος), cioè della pitonessa, dell’indovino, del sacerdote, nonché del poeta, del guerriero che si pensava ispirato da qualcosa di non manifesto .
Un sentimento intenso di gioia, di ammirazione, di desiderio per qualche cosa o per qualcuno, oppure totale dedizione a una causa, a un ideale.

Uno stato d’animo d’eccezione da ricercare e di cui nutrirsi con cura.

Metopa raffigurante Helios che esce dal mare. Rinvenuta all’angolo Nord-Est del tempio di Atena a Troia da Heinrich Schliemann nel 1872, e risalente al IV secolo a.C., è oggi conservata presso il Pergamonmuseum di Berlino. La raffigurazione di Helios che esce dal mare può riprendere quanto riportato in Ateneo (469c e sgg.) dove viene raccontato il modo in cui Helios, dopo aver attraversato il cielo da oriente verso occidente, torni col suo cocchio al suo punto di origine: entro un’enorme coppa attraversa l’oceano.

Giacomo Costantino Beltrami

Schermata 2018-01-22 alle 18.25.11

Misterioso avventuriero bergamasco, poco conosciuto ai più, audace ricercatore dell’ignoto, straordinario viaggiatore ed esploratore, si dice che alla sua figura si sia ispirato James Fenimore Cooper per il romanzo “L’ultimo dei Moihicani”.
Era uno dei diciassette figli di un funzionario doganale della Repubblica Serenissima e nacque a Bergamo nel 1779, il padre pensò di avviarlo agli studi di giurisprudenza per una tranquilla e sicura carriera di funzionario come lui, ma il giovane Giacomo manifestò ben presto la sua insofferenza a quel mondo vecchio e noioso, spirito ribelle come tanti giovani spiriti libertari dell’epoca, voleva cambiare il mondo e andò a combattere per la Repubblica Cisalpina, fondata da Napoleone.

tamburo-beltrami
Tamburo Rituale originale di alto valore simbolico antropologico

Prese parte ai primi moti libertari italiani, imprigionato più volte, nel 1818 fu accusato di cospirazione contro lo Stato Pontificio ed evitò il patibolo riuscendo a farsi assolvere.
Uomo sia d’azione che di pensiero, si dice, che come molti spiriti inquieti dell’epoca fosse un carbonaro, iniziato alla Massoneria, e che in qualità di giudice operò nei Tribunali napoleonici, prima a Udine e poi a Macerata.Fu inseguito dai gendarmi pontifici per essere un libero pensatore, e forse l’idea illuministica del mito del buon selvaggio lo spinse ad atteggiamento amichevole verso i nativi pellerossa o “forse libero e deluso dal peso delle ideologie apparentemente tolleranti e falsamente egualitarie si abbandonò alla passione naturale dell’avventura e visse come un guerriero indiano.”
Nel 1821 si trasferì in Francia, poi a Londra: anche qui la situazione era angusta per il suo spirito libertario.
Nel novembre 1822 s’imbarcò, con un curioso ombrellino rosso, che lo caratterizzerà in tutta la sua avventura, da Liverpool per Philadelfia negli Stati Uniti d’America, e a St. Louis, affascinato dal nuovo mondo e dalle grandi praterie, si unì alla spedizione di Clark, il cui compito era di ispezionare i forti del corso superiore del Mississipi.
A cavallo o in canoa esplorò le terre dei Siuox e dei Chippewa, dove si fece conoscere e apprezzare per il coraggio.

214-b

Mostrò un grande interesse e rispetto verso le tradizioni culturali e sociali degli indiani d’America, compilando anche la stesura di un dizionario inglese-sioux e interessanti scritti di etnografia e geografia.
Tra essi “La decouverte des sources du Mississipi e de la Rivière sanglante” basate sui diari di viaggio.
Raccolse numerosi manufatti indiani, inviandoli in varie riprese in Italia, i reperti da lui raccolti costituiscono la parte più cospicua della Sezione di Etnografia del Museo Caffi di Bergamo.

Quindi partecipò alla spedizione del maggiore Long verso i confini del Canada, fino all’area del Red River, proseguendo da solo verso il Red Lake, in una avventurosa “risalita”, svelò il segreto delle origini del terzo fiume al mondo per lunghezza, giungendo, dove i pionieri americani non avevano osato per il desiderio di scoprire le origini del Mississipi, Il “Padre dei Fiumi” nella lingua degli indiani Algonchini, scoprì un piccolo lago che battezzò lago Giulia in onore dell’amata Giulia De Medici Spada.

214-c

La figura di Beltrami, in Italia, non è stata ancora sufficientemente studiata, non sono stati ancora attentamente valutati i meriti di geografo e di antropologo.
Nella sua impressionante corrispondenza si trovano missive di Jefferson, La Fayette, Chateaubriand e Constant, alcune delle quali finora inedite.

Come non di rado accade nella storia, si presentano vicende paradossali ,il framassone italico Beltrami raccoglie testimonianze del popolo dei nativi ,mentre i suoi “cugini “yankee si adoperano alla distruzione sistematica, di questo popolo e la sua cultura.

Nel Minnesota portano il suo nome la contea più estesa dello Stato (Beltrami County) e i monti con le sorgenti del Mississipi. La Biblioteca di Bergamo custodisce la “Raccolta Giacomo Costantino Beltrami”: un fondo misto distribuito in sette faldoni che contengono documenti, note e appunti di viaggio, ritagli di stampa, lettere e miscellanee varie; di notevole interesse i manoscritti per le ricche osservazioni geografiche ed etnografiche su località e popoli visitati. Gli straordinari oggetti raccolti da Beltrami sono divisi oggi fra la collezione raccolta al Museo di Scienze Naturali Ettore Caffi di Bergamo, del Museo Beltrami a Filottrano (Ancona).

Collezione Costantino Beltrami

Giunta in Museo nel 1917, dopo essere stata ceduta al Comune di Bergamo nel 1855 da Giobatta Beltrami, nipote dell’esploratore, la collezione Giacomo Costantino Beltrami è di elevatissimo valore storico in quanto gli oggetti in essa presenti sono stati a lui donati dai nativi Americani conosciuti durante il viaggio nella regione dell’alto corso del fiume Mississippi nella prima metà dell’800.
Sono presenti armi, oggetti rituali e di uso quotidiano degli indiani Chippewa e Sioux e interessanti reperti che Beltrami portò con sé dal Messico e da Haiti dove si recò dopo aver scoperto le sorgenti del Mississippi.
La presenza dei diari che l’esploratore redasse durante i suoi viaggi ed oggi conservati presso la Biblioteca Civica Angelo Mai , ha permesso di meglio comprendere significati ed usi dei reperti e di valorizzarne il significato storico grazie a studi approfonditi condotti da studiosi italiani ed americani.
Parte dei reperti che Beltrami collezionò durante i suoi viaggi in America sono custoditi al Museo Beltrami di Filottrano, dove l’esploratore trascorse parte della sua vita. Si tratta di una raccolta privata di proprietà della famiglia Lucchetti. Invitato a Bergamo nel 1973, in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario della scoperta delle sorgenti del Mississippi, Glauco Luchetti donò al Museo tre reperti di notevole pregio.

 押忍 Ossu/ Oss

Un termine frequentemente usato in ambito marziale, la cui origine e il significato adeguato è variabile in base ai contesti.
Per consuetudine in ambito marziale è considerato una forma di approvazione e rispetto.

33016120

“OSS” è formata da due ideogrammi/caratteri
OSHI 押Osu  押 ( す ) significa Spingere, Premere

SHINOBU 忍 Shinobu  忍 ( ぶ ) significa Sopportare, Resistere.
RESISTERE SOTTO PRESSIONE  la pronuncia “contratta” è  “OSS” .

押忍 (ossu) è un termine comunemente usato nelle arti marziali giapponesi, come il karate e il judo. È un saluto formale e un’espressione di rispetto, un po’ come dire “si” o “presente” in risposta a un comando o un saluto dell’insegnante.

Traduzione approssimativa in italiano:

  • “Si”, “presente” (nel contesto di un saluto o di una risposta a un comando nelle arti marziali)
  • “Spirito combattivo” (in riferimento al significato più profondo del termine, che implica determinazione, rispetto e disciplina)

Perché è difficile una traduzione esatta:

  • Contesto culturale: Il significato di “ossu” va oltre la semplice traduzione letterale, poiché è profondamente radicato nella cultura e nelle tradizioni delle arti marziali giapponesi.
  • Multipli significati: Il termine può assumere sfumature diverse a seconda del contesto e della situazione.

In conclusione:

Mentre non esiste una traduzione perfetta in italiano, “ossu” può essere interpretato come un’espressione di rispetto, disciplina e spirito combattivo, tipica delle arti marziali giapponesi.

Paradosso di Sparta denaro senza valore,συσσίτιαi sissizi e gruppi sociali

Licurgo Λυκοῦργος , mitico fondatore di Sparta, aveva proibito agli Σπαρτιάται, Spartiátai qualsiasi attività economica (per un lungo periodo ti tempo  fu così)

Essi non potevano commerciare, ne eseguire lavori artigianali, non potevano guadagnare denaro ad alcun titolo,unico redditto consentito era quello derivante dai lotti di terra assegnati dallo stato agli spartiati ,appunto perchè ne traessero di che vivere dignitosamente, ma niente di più.( i lotti di terra erano lavorati dagli iloti, Εἱλῶται o Εἱλῶτες, popolo della Messenia, mezzadri in stato di sottomissione.)

Le monete d’oro e d’argento erano proibite in Laconia, circolava solo una valuta locale , di ferro, che delle monete non aveva nemmeno la forma.Si trattava di spiedini, ciascuno dei quali veniva bagnato nell’aceto dopo la fusione per renderne impossibile il recupero anche di quel piccolissimo valore reale situato nel metallo, importare monete doro o d’argento era considerato reato.

leonidas-23

 

Fonte Brodo Nero Sergio Valzania pag.139

brodo nero

Il brodo nero (μέλας ζωμός) era il piatto tradizionale spartano,una zuppa nera di uno spezzatino di maiale, reso scuro dall’aggiunta di sanguinaccio e vino, considerato  simbolo della frugalità degli spartani. Presso gli altri greci era mal considerato per la proverbiale sgradevolezza del sapore, il brodo nero costitutiva la componente fondamentale consumata nei sissizi, τὰ συσσίτιαi, pasti comuni, riservati agli spartiati, ma occasionalmente potevano esservi ammessi anche motaci ossia figli di spartiati la cui madre era di condizione ilotica, o agli  stranieri, meteci (μέτοικοι, metoeci)
 Motaci o motoni; gr. μόϑωνες  era una classe sociale composta dai figli di padre spartiate e madre ilota, erano allevati assieme ai discendenti legittimi degli Spartiati e talora ottenevano il diritto di cittadinanza e importanti uffici militari o politici. I Neodamodi , νεωδαμώδεις o νεοδαμάδεις sostanzialmente erano gli Iloti liberati che, pur ottenendo i diritti civili non godevano però di diritti politici. Potevano essere inquadrati nell’esercito, in truppe secondarie o di riserva: per esempio lo stesso Senofonte riporta che Tibrone, nel 400 a.C., utilizzò un esercito comprendente mille neodamodi.

τὰ συσσίτιαi, sissizi, pasti comuni,istituzione, che creava un elemento fondamentale dello stato spartano, aveva una funzione di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, ponendo in contatto quotidiano i giovani spartiati con anziani più esperti.
Tutti i cittadini erano divisi in comunità formate in genere da 15 membri, che giornalmente si riunivano per consumare il pasto.

1423413885


Le spese erano ripartite in parti uguali tra i partecipanti, che corrispondevano mensilmente la propria quota in natura. Chi non era in grado di farlo veniva retrocesso nella categoria degli hypomeiones , οἱ ὑπομείονες, ‘quelli minori’,perdendo i diritti politici. Dal V secolo a.C. anche i re furono obbligati a partecipare ai sissizi.
Tra hypomeiones , οἱ ὑπομείονες, confluivano anche i cadetti essendo il kleros, κληρος “ciò che tocca a sorte”, destinato al primogenito; questa fu una delle cause della progressiva decadenza demografica degli spartiati e della diminuzione degli opliti.

Hoplites_vs_hoplites


Il klêros κληρος lotto di terreno assegnato da Sparta e da altre città doriche a ogni cittadino, inalienabile e individuale veniva trasmesso al primogenito, i figli cadetti, cioè i nati dopo  il primogenito, non avendo il klêros,  godevano di minori diritti civili, in assenza di eredi il klêros tornava alla città-Stato.

Anilah Warrior

maxresdefault

Una collaborazione con Einar Selvik di Wardruna.
Questa canzone è stata composta su Cortes Island, una comunità remota al largo della costa occidentale del Canada.
La composizione è pensata per accompagnare cerimonie e rituali, in qualunque forma l’ascoltatore scelga. 

La sicurezza di sé del guerriero non è la fiducia in se stessi
dell’uomo medio. L’uomo medio cerca la certezza negli occhi
dello spettatore e chiama quella fiducia in se stessi.
Il guerriero cerca la fiducia nei suoi occhi e la chiama umiltà.
l’uomo medio è agganciato ai suoi simili, mentre il guerriero è agganciato
solo verso l’infinito. “
Carlos Casteneda

Reasoning lets go
and I am propelled in to you
My Skin widening…
Reasoning lets go
and I am propelled into you
Hands and arms grow
and I release what must go
My skin widening
to feel your angelic arms
Come close
so that I can melt into you
Come Close…
Reasoning lets go
and I am propelled in to you
My skin widening
to your angelic arms
Leaving this weight behind
My spine becomes light
Clean my senses
so that I can hear you
clearly
Reasoning lets go
and I am propelled into you
hands and eyes grow
and i release what must go
My Skin widening…
to feel
your
angelic
arms

Warriors move gracefully

We lay down our weapons
at your feet
take us with grace
to the other field
Can we Lay down our weapons
and the tired intellect
rise above
and…
Bring me Grace

I know you Can.
Einar’s Norse choral lyrics translated:
Unharmed to the battle,
Unharmed from the battle,
Unharmed wherever they go

Anilah è  progetto della cantante solista e composititrice Dréa Drury, un musicista con base nelle montagne Selkirk del Canada occidentale.

25299096_2164472583578473_2787301739722394920_n


La sua ispirazione proviene dalle pratiche del suono sciamanico tradizionale, al canto sacro, alla musica tribale oscura,  alla musica classica indiana.

Ha studiato l’arte di usare la voce come modalità di guarigione con insegnanti dotati come Ali Akbar Khan, Shweta Jhaveri e Silvia Nakkach.

Ciò ha portato alla sua personale esplorazione dell’applicazione esoterica del suono, così come all’ingegneria psicoacustica, che ora intreccia nell’arazzo della sua espressione musicale.

Si avvicina alla sua voce e alla sua composizione come pratiche profondamente integrate con i paesaggi remoti in cui è cresciuta.

25157909_2158153694210362_271971210662946366_n
10919217_748319001925170_689904109_n


Il suo amore per la natura, la natura selvaggia e il mondo degli elementi la spingono a scrivere musica che riflette direttamente la loro essenza.
Tessendo un paesaggio sonoro etereo, inquietante e antico, l’intenzione di Dréa è quella di creare musica che aiuti in un’esperienza catartica e trasformativa.

Per lei, la musica è medicina.

Dordeduh evocazioi sonore dei Daci “ricerca dello spirito”

Onnipresenti percussioni tribali, con l’atmosfera rarefatta “Dojana”.
E poco importa se la lingua utilizzata è impenetrabile all’orecchio, poiché il messaggio risulta trasparente senza bisogno dell’apparato testuale. Ciò che rende speciale quest’opera è la carica emotiva che mette in gioco, la tensione spirituale che la pervade e trascina l’ascoltatore lungo un percorso di ricerca interiore e di trascendenza, di comunione con la natura circostante.
Un brano che riesce a toccare, se gli si dà la possibilità, corde profondissime.

 

Sciamanesimo Mediterraneo ἱερόμαντες Ieromati Iperborei Ὑπερβόρεoι

Abari  Ἄβᾱρις Ὑπερβόρειος, Ábaris Hyperbóreios e Aristea di Proconneso, Ἀριστέας τοῦ Προκονησίου, leggendari ἱερόμαντές ieromanti , ϑαυματουργόι taumaturgi e sacerdoti di Apollo

ancient-ruins-in-greece-1080x700

Platone (Carmide 158C) li classifica  «i medici Traci» i quali praticavano una medicina che cercava in primo luogo di curare l’anima per mezzo di «incantamenti» ἐπαοιδοί epodoi
Il potere magico della musica – ben noto nella tradizione greca fin da Omero, come mostra il termine ἐπαοιδή – è nella maggior parte dei casi inteso come ‘potere essenzialmente ‘calmante’ nei confronti di dolori e malattie’. Tale caratterizzazione si ritrova anche nel pitagorismo più antico, che elabora la concezione della musica-medicina nel senso di ‘una primigenia terapia musicale delle passioni e affezioni dell’animo, sviluppata dalla filosofia successiva nella c.d. teoria dell’ethos musicale’…

Schermata 2020-05-25 alle 02.17.49

Aristea visse  ai tempi di Creso e di Ciro nella cinquatesiama olimpiade (580_577)

Dicono che l’anima di costui quando voleva abbandonando il corpo usciva fuori e tornava di nuovo indietro.

Secondo il lessico Suda, Σοῦδα o Σουίδα enciclopedia storica del X secolo scritta in greco bizantino riguardante l’antico mondo mediterraneo.
Abari venne in delegazione ufficiale dal paese degli Iperborei ad Atene al tempo della terza Olimpiade.
Il Suda attribuisce, inoltre, un certo numero di libri ad Abari, compreso un volume degli Oracoli Scitici in esametri, una teogonia in prosa, un lavoro sulle purificazioni ed un poema su Apollo presso gli Iperborei

«la leggenda di Abari affonda pienamente le radici nelle genuine e antiche credenze religiose degli Sciti»…
«Abari è uno sciamano, o piuttosto l’archetipo mitico di uno sciamano»
.
Karl Meuli  filologo svizzero. Professore all’Università di Basilea.

Eric Dodds, filologo, antropologo e grecista irlandese, nel volume I Greci e l’irrazionale ipotizza che Abaris appartenesse  alla cultura sciamanica.
Il viaggiare nell’aria sopra una freccia è una particolarità che si ritrova sovente nella descrizione dei poteri degli sciamani del nord, come pure la capacità di vivere senza alimentarsi.

”Non racconto in vero, riguardo ad Abari, che si dice essere stato Iperboreo, il discorso secondo cui portò in giro per tutta la terra la freccia, senza mangiare nulla.

Erodoto 4,36

Schermata 2020-05-25 alle 02.23.25

Dodds ipotizza che Abaris e Aristea di Proconneso, siano il ponte e  il legame tra la cultura greca e lo sciamanesimo delle culture subartiche.

I greci e l'irrazionale - Eric R. Dodds
I greci e l’irrazionale – Eric R. Dodds

”E l’anima uscita fuori dal corpo vagava nell’etere come un uccello..
Asseriva che la sua anima abbandonando il corpo e volando via direttamente verso l’etere attraversava la terra…”
Massimo di Tiro 10,2 e 38 3b

Schermata 2020-05-25 alle 02.09.36
è l’invasamento che li rende capaci di tanto ecco la follia di Apollo all’opera.
l’estasi apollinea è uscire fori da sè

       l’anima abbandona il corpo e rimasta libera va all’esterno….

Platone afferma riguardo Apollo e i suoi seguaci
“in verità scoprì l’arte del tiro con l’arco la medicina, la divinazione”
si pò ricostruire per questi personaggi uno sfondo favoloso, un  quadro sciamanico

Confer Giorgio Colli “La Sapienza Greca”

I riferimenti agli effetti rasserenanti della musica sono ampiamente diffusi nei testi letterari greci sin dalle origini. Insieme con tale constatazione empirica, si sviluppa l’idea che la musica, nelle forme dell’“incantesimo cantato” ἐπαοιδή epodè e del peana, sia in grado di curare i mali.
Da questi aspetti della musicoterapia, strettamente connessi con religione e magia, nasce, a partire dai Pitagorici, la riflessione sull’efficacia psicagogica della musica, alla quale si riconosce un’affinità con l’anima che ne determina l’effetto terapeutico: agendo come catarsi, la musica controlla le emozioni, “corregge” le disposizioni caratteriali e influenza i comportamenti individuali.
Le testimonianze sui casi di terapia musicale appaiono pertanto come efficaci “exempla” della ricchezza di risorse offerte dalla musica, che – curando insieme l’anima e il corpo – instaura quella visibile compostezza in cui si riflette pienamente l’equilibrio psico-fisico dell’individuo.

La medicina delle Muse. La musica come cura nella Grecia antica
Antoietta Provenza Università degli studi di Palermo

Confer . Ioan P. Culianu: lo sciamanesimo iperboreo dell’antica Grecia
Confer Axis Mundi Marco Maculotti 
Parmenide, sacerdote di Apollo: la “incubatio” e la guarigione sacra

 L’ostacolo alla consapevolezza: Lo sfidante

In molte culture, sistemi di credenze, discipline e pratiche s’individua ciò che ostacola la consapevolezza con una configurazione e definizione differente, per alcuni è un entità energetica, per altri una proiezione psichica, un archetipo, un’ afflizione della mente , un ‘illusione ipnotica efficace, una forza respingente che ci depotenzia, vampirizzandoci, assorbendo le nostre energie vitali…
spetta
all’archetipo del guerriero l’arduo compito di lottare per liberare l’anima che deve ricongiungersi con lo Spirito è tornare Essenza.

Guerriero uccide mostro/demone zoomorfo che rappresenta le paure/ansie l’ignoranza

Nella Tradizione e nel sistema di credenze dei seguaci del dharma, Buddhadharma बुद्धधर् nata, all’origine, da un esigenza di ricerca essenziale di come andare oltre alla dualità paradossale dell’esistenza,condotta con determinazione marziale, il Budda proveniva dalla casta guerriera kshatriya:

L’ignoranza è l’ostacolo principale alla consapevolezza

sanscrito अविद्या; pāli: Avijjā
cinese 無明 wúmíng o 痴 chī
giapponese 無明 muyo
tibetano ma.rig.pamarikpa;

Vajrasattva

L’ignoranza” è uno dei Tre Veleni è la causa principale della permanenza degli esseri nel Saṃsāra e del dispiegarsi della Duḥkha, inquietudine frenetica, la prima delle Quattro nobili verità

screenshot_20180102-194428-49841573.png
Boxe dell ‘Ombra Determinazione e Pura Attenzione Francesco Dal Pino

L’ignoranza implica un continuo processo di auto-inganno sui principi di realtà dei fenomeni, per poter andare oltre all’ignoranza occorre sviluppare la “saggezza”प्रज्ञा, praticando la presenza mentale,  lo sforzo paziente e la meditazione Dhyāna,ध्यान .

Entità non definite o proiezioni psichiche ipnosi collettive

In altre riferimenti culturali, come narrato egregiamente, nel testo Lo Sfidante l’avversario della consapevolezza è lo sfidante

 un insieme di forze che agiscono nel campo di consapevolezza umano al fine di depotenziarlo e mantenerlo in uno stato inconsapevole e identificato con costruzioni mentali irreali.”

Don Miguel Ruiz è uno sciamano della tradizione tolteca mesoamericana,indica lo Sfidante con il nome di Parassita, descrive la sua formazione ed il suo scopo nel Campo di Consapevolezza umano.

Castaneda e Don Juan

Il Parassita:una entità energetica che vive e si alimenta alle spese di un’altra senza dare nessuna cosa in cambio

L’antropologo Carlos Castaneda  nei suoi libri ha narrato degli insegnamenti che ha ricevuto da Don Juan, maestro sciamano, al termine della sua esistenza cita il volador

una entità energetica
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Eckhart Tolle è un uomo del nostro tempo, nato e cresciuto in Europa, che è passato attraverso una esperienza di Risveglio improvviso e totale. Da molti è  ritenuto un individuo che sia balzato ad un altro livello di consapevolezza, questo processo, che potrebbe essere chiamato una Illuminazione, ineffabile e non definibile ne descrivibile con parole adeguate, gli ha consentito, di ritornare ad osservare senza i filtri dalla Mente di Superficie, in questo stato di osservazione ha introdotto i suoi ascoltatori ad una riflessione su:

Il Corpo di Dolore è un campo di energia negativa

che occupa corpo e mente
una entità invisibile
che vive e si alimenta alle spese di un’altra
senza dare nessuna cosa in cambio.

Ha due modi d’essere attivo o inattivo

Vuole sopravvivere come ogni altra entità esistente, può riuscirci solo se ti identifichi con esso.

Si nutre di rabbia, distruttività,odio,sofferenza,drammi emotivi, malattia….

All’interno del Campo di Consapevolezza umano può generarsi, esistere, prosperare ed operare una entità energetica che agisce in modo da deprivarci di energia, e dunque mantenerci in uno stato di inconsapevolezza.
Il suo scopo è quello di continuare ad alimentarsi di un certo tipo della nostra energia, e nel contempo impedirci di espandere la nostra Consapevolezza per non permetterci di accorgersi della sua presenza.
Diventare consapevoli dell’esistenza e dell’operato di questa entità energetica è il primo ed il più importante passo da fare; diventerà una conseguenza naturale, poi, iniziare immediatamente a smettere di creare ancora cibo e sostentamento per essa

Cavaliere del Graal la ricerca della Luce/consapevolezza

Smettendo di alimentarla, essa diverrà via via meno potente, fino a che non verrà completamente riassorbita e trasformata dalla nostra Consapevolezza.

“La padronanza della propria mente,
ribelle, capricciosa, vagabonda,
è la Via verso la Felicità.
Il Saggio osserva continuamente
i propri pensieri, che sono sottili, elusivi ed erranti.
Questa è la Via verso la Felicità.”

Dhammapada धम्मपद pāli,  sanscrito
Canone buddhista
Cammino del Dharma
Fǎjùjīng, 法句經

Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano cessa di ascoltare una mente di superficie  che lo ostacola, lo limita e lo incatena in ogni modo possibile, invece di sostenerlo ed incoraggiarlo, perchè comprende che quella mente non è chi esso è in realtà.
Quando questa trasformazione avviene, l’essere umano diventa un essere libero
Occorrono Consapevolezza, Chiarezza e un Inflessibile Intento
per affrontare questa sfida, in tutte le tradizioni di ricerca interiore , coloro che affrontano la sfida con l’ombra  si definiscono guerrieri.

Rito sciamanico Mongolico

Sono in guerra contro il Parassita annidato nella loro mente.
Questo è il vero significato dell’essere un guerriero ribellarsi a ciò  che spegne l’essenza e la bellezza

Comunque vada, provare…

Si Ringrazia Giulio Achilli

Il professore sul ring. Perché gli uomini combattono e a noi piace guardarli

rocky-marciano
Roky Marciano

“L’attitudine maschile al duello, una volta che diventi attiva nel corso dello sviluppo, prosegue senza sosta. Non ha mai fine, soltanto momenti di temporanea sazietà”

Jhon L. Locke

Una cosa e scrivere di violenza e di scontro fisico, ben altra provarla sulla propria pelle…

1024px-FrzDuellImBoisDeBoulogneDurand1874

Ricerche storiche, studi sociologici, riferimenti scientifici, aneddoti, situazioni personali, racconti, dalla storia dei duelli andando indietro nei secoli, l’autore cita dal notissimo poeta e scrittore russo Puskin, che perse la vita proprio a causa di un duello del tutto evitabile, alle culture basate sull’onore, dal sistema carcerario fondato sul rispetto fino alle teorie di Darwin sulla selezione.

d190f6d1a99fedffefb07d77e9bf1852.jpg

Tra gli autori letterari chiamati in causa,  F.X. Toole ,creatore di molti racconti sul mondo della boxe, primo fra tutti quello da cui Clint Eastwood ha tratto il capolavoro Million Dollar Baby, Sun Tzu,celebre per il trattato di strategia militare L’arte della guerra e Guy de Maupassant con un estratto dal racconto Un vile.

Alessiosakara-ChrisWeidman
Alessio Sakara

Oltre alla componente biologica, Gottschall individua la diffusa tendenza negli uomini, soprattutto giovani, a infilarsi in situazioni rischiose per ostentare la propria forza e il proprio coraggio, come attraversare la strada senza molta attenzione oppure, appunto, entrare in una ed affrontare uno scontro cruento con un altro…
Nei maschi, sin da piccoli, i giochi sono orientati al contatto, alla dominanza, e si instaura una lotta aggressiva e competitiva , nelle femmine invece la lotta è più leggera e votata al divertimento; in ogni caso, le ragazze sono più interessate alla coesione e alla collaborazione che alla dominanza e alla competizione, ma in alcune arde la fiamma combattiva, che discende dall’archetipo della dea Freya.

image-33unthbbw29oh71grq2fb4
Holly Holmes vs Ronda Rousey

Dal gioco competitivo poi, con la crescita, si passa allo sport, attraverso il quale si possono esibire forza fisica, coraggio, abilità atletica in una maniera codificata.
Le discipline di combattimento favorirebbero inoltre la socializzazione, il cameratismo e la correttezza.
Discipline come guerre simulate, in special modo quelli di squadra, basti pensare al football americano, che anche nella terminologia riprende il gergo bellico.
E la guerra, invece, quella vera e propria, espressione massima dell’attrazione innata per la violenza da parte dell’essere umano, che trova nel combattimento orrore ma allo stesso tempo brivido d’eccitazione, persino esaltazione, un amore controverso simile all’effetto di una droga.

Gottschall spiega quanto una lotta possa essere seducente e di come ci piaccia guardarla, perché, in sostanza, il pubblico ha sete di combattimenti come metafora e come rito catartico collettivo per superare il timore inconscio della PAURA.

  • L’enigma del duello
  • La danza della scimmia
  • Uomini duri
  • Abbattere Golia
  • La sopravvivenza del più sportivo
  • Giochi di guerra
  • Sete di sangue
  • Il significato del combattimento
Davide Passaretti Dojo Ruan Boxing Vs Orellla KICK BOXING SUPER STARS

Saperne di più sulle Discipline di combattimento

Dove Praticare Discipline di Combattimento 

Creato su WordPress.com.

Su ↑