L’angolo del ring e il dojo di meditazione


“Ieri sera ero all’angolo di una ragazza che conosco da anni, che ha vinto il campionato regionale di boxe.

La mattina ero in una stanza silenziosa, a guidare una meditazione per una persona che ha bisogno di ritrovare un po’ di sé.

Due mondi che apparentemente non si parlano.

Eppure entrambi mi appartengono , anche per chi non è consapevole,

C’è un filo comune che conduce dalle arti di combattimento alle arti olotropiche.

Gli antichi lo sapevano già: Chirone, il centauro, insegnò ad Achille Eracle e Giasone le arti di combattimento e la musica , ad Asclepio le arti di cura,

Un solo maestro, più dimensioni.

Nel ring c’è una componente emotiva e mentale enorme, e nella meditazione una componente corporale e mentale elevatissima ma entrambe sono un misto delle due cose.

Il confine tra corpo, mente ed emozioni è sottile, quasi inesistente:
il vivente

Van der Kolk, con i suoi studi sul trauma, ha mostrato quanto il corpo accusi il colpo e quanto la guarigione passi attraverso il corpo.


Nella meditazione si chiede alla mente di lasciare andare , ma anche al corpo di lasciarsi andare.

E ciò che resta presente non è né l’uno né l’altro: è il sé, ciò che osserva.

Gli stoici romani lo chiamavano hegemonikon la parte dirigente dell’essenza, quella che tiene insieme corpo e mente,qualcosa che li trascende.”

Ieri sera, all’angolo, ho visto una ragazza che conosco da anni dare tutto.

Sabato mattina, in una stanza silenziosa, ho visto una persona ritrovare un po’ di sé.


Stesso filo, due estremi.

E forse è proprio lì che trovo tutto ciò che conta: non nel ring, non nel dojo , ma
in ciò che resta presente quando tutto il resto si scioglie.”

Ingresso di una stanza decorata con simboli spirituali e artistici, con porte gialle e pareti blu.

Μέμνησο ὅτι ἀκαταμάχητον γίνεται τὸ ἡγεμονικόν, ὅταν εἰς ἑαυτὸ συστραφὲν ἀρκεσθῇ ἑαυτῷ, μὴ ποιοῦν τι ὃ μὴ θέλει, κἂν ἀλόγως παρατάξηται. τί οὖν, ὅταν καὶ μετὰ λόγου καὶ περιεσκεμμένως κρίνῃ περί τινος; διὰ τοῦτο ἀκρόπολίς ἐστιν ἡ ἐλευθέρα παθῶν διάνοια· οὐδὲν γὰρ ὀχυρώτερον ἔχει ἄνθρωπος, ἐφ’ ὃ καταφυγὼν ἀνάλωτος λοιπὸν ἂν εἴη. ὁ μὲν οὖν μὴ ἑωρακὼς τοῦτο ἀμαθής, ὁ δὲ ἑωρακὼς καὶ μὴ καταφεύγων ἀτυχής.

MARCUS AURELIUS – Τὰ εἰς ἑαυτόν VIII, 48

  Ricordati che l’egemonico (principio direttivo, sovrano interiore) diventa invincibile, quando si rivolge a sè stesso e si accontenta di sè, e non faccia niente che non voglia, anche se la suo opposizione è irragionevole . 
Quanto più lo sarà , allora esprimerà un giudizio con razionalità e ponderatezza? 
per questo la mente libera da passioni è un baluardo:
l’uomo non ha niente di più forte dove rifugiarsi ed essere per sempre inespugnabile.

Van der Kolk cita la teoria polivagale, che aiuta a capire perché tecniche così diverse e non convenzionali funzionano così bene.(qi gong, percussioni, cantilene, massaggi ecc)

Tecniche che hanno permesso di divenire più consapevoli e combinare approcci top-down, che attivano l’impegno sociale, con metodi bottom-up che calmano la tensione fisica nel corpo.

pratiche terapeutiche antiche e non farmacologiche, praticate fuori dalla medicina occidentale: pranayama, cantilena, arti marziali come il qigong, percussioni, canti e balli di gruppo.
Tutti questi metodi si basano su ritmi interpersonali, consapevolezza viscerale, comunicazione vocale e facciale e aiutano a modificare gli stati di attacco-fuga, riorganizzare la percezione del pericolo e aumentare la capacità di gestire le relazioni.

E infine: il corpo conserva la traccia.
Se la memoria del trauma è codificata nelle viscere, nelle emozioni sconvolgenti, nei disturbi autoimmuni e nei problemi muscoloscheletrici, e se la comunicazione viscere-cervello è la via maestra per la regolazione emotiva, allora serve un radicale mutamento nel modo di concepire la terapia.

Bessel van der Kolk, Il corpo accusa il colpo, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2015.

Hua Tuo, medico della dinastia Han, terzo secolo dopo Cristo, che con il Wu Qin Xi — il Gioco delle Cinque Animali — univa movimento, respiro e consapevolezza corporea secoli prima che la medicina occidentale riconoscesse il legame tra corpo e mente.

Note
Chirone è celebre per aver educato molti eroi (tra cui Giasone ed Eracle), ma il discepolo a cui insegnò espressamente a suonare la lira fu Achille, per ingentilirne l’animo guerriero (un soggetto molto raffigurato nell’arte antica, come negli affreschi di Pompei ed Ercolano).

Rappresentazione di un centauro che tiene in braccio un bambino, mentre porta una ghirlanda di rami. Sullo sfondo, ornamenti florali e conchiglie.

Il legame nel mito degli Argonauti: Chirone e Orfeo si incontrano nelle leggende argonautiche. Fu proprio Chirone a consigliare a Giasone di reclutare Orfeo, prevedendo che solo la sua musica avrebbe potuto salvare l’equipaggio dal canto delle Sirene. Nelle Argonautiche orfiche, durante la sosta degli eroi alla grotta del centauro sul monte Pelio, Chirone e Orfeo si confrontano in una celebre esibizione musicale amichevole, in cui Orfeo supera il centauro con un canto cosmogonico che incanta la natura circostante.

KICK BOXING K1 THAI BOXE PUGILATO CITTA’ STUDI MILANO Tecnici FPI e FEDERKOMBAT

Se insegnate da personale competente e qualificato, permettono di acquisire consapevolezza di sé e delle proprie abilità, consapevolezza della propria corporeità, permettono di instaurare un significativo ed equilibrato rapporto tra mente e corpo.

Offrono l’occasione  di sviluppare  una sensibilità tra il  movimento fisico e l’atteggiamento mentale, favorendo nel individuo la concentrazione, l’autocontrollo, il concetto di sé e al contempo accrescendone il senso di maggiore sicurezza ed autostima.


Offrono, inoltre,  la possibilità di prendere consapevolezza della propria emotività, imparando a gestire l’istintività, e di esprimere l’aggressività in un contesto protetto e secondo modalità prestabilite.
Costituiscono un ottimo strumento di espressione catartica di sfogo e di rigenerazione, favoriscono lo scaricamento delle tensioni apportando benefici al sistema cardiocircolatorio e in senso più ampio al sistema psicofisico, favorendo un valido supporto sul piano motivazionale.

ASD RUAN BOXING vanta Tecnici qualificati FPI FEDERKOMBAT

 Caestus pugilatus, pugilatio, πυγμή, πυγμαχία

Il pugilato (pugilatus, pugilatio, πυγμή, πυγμαχία), quale esercitazione facente parte delle gare atletiche, risale a remota antichità e ha origini mitologiche. L’inventore ne sarebbe stato Teseo, ed Eracle uno dei più forti cultori. Sono celebri nella mitologia le lotte fra Apollo e Ares, ad Olimpia, e fra il dioscuro Polluce ed Amico, re dei Bebrici, durante la spedizione degli Argonauti.

Apollo uccide Phorbas

Virgilio (Aen., V, 391 segg.) descrive con efficace evidenza la tenzone fra Darete ed Entello.


Il pugilato faceva sempre parte dei giuochi pubblici e delle esercitazioni nei ginnasî e nelle palestre.
Era grandemente stimato quale buona preparazione al combattimento, insegnando a colpire evitando i colpi. Si considerava anche di alto valore educativo, dando ai suoi cultori una costante resistenza fisica, e apprendendo le astuzie e la rapidità di decisione.
I medici ne biasimavano gli eccessi, ma poi lo raccomandavano in certi casi per combattere la vertigine e il male di testa.
Gli Etruschi coltivarono molto il pugilato e lo insegnarono ai Romani.
Nei ludi celebrati da Tarquinio Prisco si narra che intervenissero pugili fatti venire dall’Etruria. Non vi era festa romana o trionfo senza una pugilatio. Catone stesso fece istruire suo figlio in questa arte; Augusto vi prendeva gran piacere e Caligola ne fu gran fautore. Fu in gran voga in Roma nell’età repubblicana e più ancora durante l’impero. In molte opere d’arte greche e romane sono indicati gli atteggiamenti del pugilista (pugil, pugilator, πύκτης), ed espresse le varie maniere di parare e di colpire.

La tecnica del pugilato era quale si adotta ancor oggi, però più pericolosa e con effetti più gravi, dato l’uso da parte dei lottanti di coprirsi l’avambraccio e il pugno con corregge di cuoio indurito, guarnite con piccole borchie di piombo, lasciando però libere le dita. Era questo il terribile cesto (caestus), che, aggiungendo forza al colpo, proteggeva al tempo stesso il polso e il braccio. Gli antagonisti lottavano completamente nudi, come negli altri agoni. Era proibito l’uso di mezzi illeciti, e gravemente punita l’uccisione premeditata dell’avversario. I colpi erano diretti alle parti superiori del corpo e specialmente al viso. Quando la lotta durava a lungo per la resistenza dei due pugilisti si soleva prendere una posizione fissa e in quella durare o assalendo o difendendosi, finché l’uno o l’altro alzasse la mano dichiarandosi vinto. confer TRECANI

Il Pugile a riposo e la Vittoria

“L’esposizione congiunta di questi due straordinari bronzi permetterà di dar vita a un dialogo ‘impossibile’ tra il mondo ellenistico e il mondo romano, offrendoci una preziosa narrazione sul polimorfo simbolismo della Vittoria, da Nike sportiva ad emblema della pax latina, qui rappresentate da due capolavori dell’arte universale. Il Pugilatore in riposo, incarna alcuni dei valori nei quali il mondo romano affondò le proprie radici culturali”, commenta la Presidente Fondazione Brescia Musei Francesca Bazoli. “Il Pugile e la Vittoria, visitabile sino al 29 Ottobre 2023 nel Parco Archeologico di Brescia Romana con uno spettacolare allestimento curato dall’architetto Juan Navarro Baldeweg, sarà l’occasione per ridurre la distanza cronologica, che ha separato le due opere in antico, traendo forza dalla relazione che intercorre tra esse. Nello spazio dell’aula del tempio romano di Brescia, con contrappunti armonici, si dipanerà una narrazione concettuale e poetica sui valori assoluti che queste sculture rappresentano e che mantengono ancora intatti nel nostro tempo”.

Pugilato nobile arte e dintorni

La nobile arte non è nobile per ciò che ne fa da contorno, troppo spesso meschinamente fasullo..
È nobile per il ❤️ e il fuoco vitale di chi si impegna con totale dedizione, sacrificio, resilienza ,passione , è emozione pura spesso per il puro piacere di esserci e provarci… a volte è euforia adrenalinica, a volte follia a volte lacrime di gioia a volte di amarezza..
La nobiltà del pugilato alla fine è un moto interiore inspiegabile e inarrestabile che solo chi sale sul ring può comprendere…

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