Disciplina

A qualunque costo imprimere ad ogni occupazione, anche quella più modesta, un carattere di completezza fino a rendere intero il frammento e dritto il curvo..
Julius Evola

Risveglio, iniziazione, metafisica in frammenti evoliani

In una solitaria ed individualissima scelta dettata ” da soluzioni estreme per colmare il vuoto interiore, dimostrando a se stessi una superiore Libertà”
Realizza un intima calma e fermezza, che consentano di far si che ” se nulla puoi sul tuo nemico, nulla esso possa su di te, suscitando in sè stessi un ulteriore dimensione della trascendenza, immanente , un risveglio tramite un’ iniziazione … per coloro che intendano tentare la via verticale all’Incondizionato, si dovrà imboccare naturalmente una via pericolosa , simile all’avventurarsi in un paese selvaggio, senza avere credenziali , nè una carta geografica esatta
….

”il misurare se stessi in una speciale contemplazione della morte, vivere ogni giorno in un presente, come se fosse l’ultimo giorno , la direzione da imprimere al proprio essere come una forza magnetica che potrà anche non manifestarsi in questa esistenza con la rottura completa di livello ontologico propria alla ”iniziazione” ma che non mancherà di scattare al momento giusto, per portare oltre”

Julius Evola Cavalcare la Tigre
Nicholas-Roeric

Disciplina cavalcando la Tigre (騎虎難下 È difficile cavalcare una tigre)

A qualunque costo imprimere ad ogni occupazione, anche la più modesta, un carattere di completezza fino a   ” rendere intero il frammento e dritto il curvo”

”il misurare se stessi in una speciale contemplazione della morte, vivere ogni giorno in un presente, come se fosse l’ultimo giorno , la direzione da imprimere al proprio essere come una forza magnetica che potrà anche non manifestarsi in questa esistenza con la rottura completa di livello ontologico propria alla ”iniziazione” ma che non mancherà di scattare al momento giusto, per portare oltre”

Julius Evola Cavalcare la Tigre

Nicholas Roerich

Echi della ”Via stoica” da Marco Aurelio Perficie omnia facta vitae quasi heac postrema essent a Seneca Protinus vive giungendo ad altre imprevedibili sentieri Castaneda

ποριεῖς δέ, ἂν ὡς ἐσχάτην τοῦ βίου ἑκάστην πρᾶξιν ἐνεργῇς,

Τὰ εἰς ἑαυτόν
Συγγραφέας: Μάρκος Αυρήλιος

Perfice Omnia facta vitae quasi haec postrema essent

Te ne affrancherai compiendo ogni singola azione come fosse l’ultima della tua vita, lontano da ogni superficialità e da ogni
avversione passionale alle scelte della ragione e da ogni finzione, egoismo e malcontento per la tua sorte.

Marco Aurelio
A se stesso
(pensieri)
Nicholas Roerich

Don Juan: Non ho detto che devi preoccuparti della morte”
Castaneda: Allora cosa devo fare?
Don Juan : Usala. Metti a fuoco la tua attenzione sul legame tra te e la tua morte, senza rimorsi o tristezza o inquietudine. Metti a fuoco la tua attenzione sul fatto che non hai tempo e lascia che le tue azioni fluiscano di conseguenza.
Fai che ognuna delle tue azioni sia la tua ultima battaglia sulla terra.
Solo a queste condizioni le tue azioni avranno il loro potere legittimo.
Altrimenti per quanto tu possa vivere ,saranno le azioni di un uomo timido.
Castaneda: E’tanto terribile essere un uomo timido?
Don Juan: No, Non lo è se sei immortale, ma se devi morire , non c’è tempo per la timidezza ,semplicemente perchè la timidezza ti fa attaccare a qualcosa che esiste solo nei tuoi pensieri
Ti sostiene finchè c’è bonaccia ,ma poi il mondo terribile e misterioso aprirà la bocca per te, come l’aprirà per ciascuno di noi, e allora tu ti renderai conto che i tuoi modi sicuri non erano sicuri per niente.
Essere timidi ci impedisce di esaminare e approfittare del nostro destino di uomini.

La consapevolezza che si deve morire e che quindi si ha un tempo limitato può tagliar via un enorme quantità di meschinità e di autoindulgenze dalla propria vita. Tutti quei pensieri che la gente ha in punto di morte ,rimpianti per il tempo sprecato e le opportunità perdute, per i rischi non corsi e i cedimenti all’inerzia, tutti quei pensieri ”se potessi rifarlo” ,tutto questo può essere portato al presente ,prima che le opportunità siano passate, finchè le porte sono ancora aperte, e una persona possa essere galvanizzata e spinta a cominciare ad assumersi consapevolmente delle responsabilità per vivere una vita piena.


成語(2):騎虎難下。 Chinese Proverb: He Who Rides a Tiger is Afraid to Dismount.
It is said that the English idiom "Ride a Tiger" comes from a Chinese proverb "He who rides (騎) a tiger (虎) is afraid (難) to dismount (下). " John Ayto in his Oxford Dictionary of English Idioms explains this Chinese proverb very well. It says that "ride a tiger" denotes "take a responsibility or embark a course of action which subsequently cannot be safely abandoned." Why cannot be safely abandoned? Because the responsibility or the course of action has now changed into a 'tiger'--uncontrollable, doesn't listen to you, hard to tell to stop. There was no 'tiger' in the first place, but now you have it. Chinese-speaking people say "now you 騎虎難下了," while English-speaking ones say " Now you are riding a tiger." Pronounce it : 騎(chiˊ)虎(huˇ)難(nanˊ)下(shiaˋ)。By the way, the Chinese word「難」isn't 'afraid,' , but ' difficult, hard.' This Chinese proverb has said nothing about someone 'afraid' of doing something. It says that the dilemma--riding a tiger (騎虎)--is difficult (難)or hard (難) to resolve. 

成語(2):騎虎難下。 Proverbio cinese: Chi cavalca una tigre ha paura di smontare.
Si dice che l’idioma inglese “Ride a Tiger” derivi da un proverbio cinese “Chi cavalca (騎) una tigre (虎) ha paura (難) di smontare (下). ” John Ayto nel suo Oxford Dictionary of English Idioms spiega molto bene questo proverbio cinese. Dice che “cavalcare una tigre” denota “assumersi una responsabilità o intraprendere una linea d’azione che successivamente non può essere abbandonata in sicurezza”. Perché non può essere abbandonato in sicurezza? Perché la responsabilità o la linea d’azione è ora cambiata in una “tigre” – incontrollabile, non ti ascolta, difficile dire di smettere.
Non c’era nessuna “tigre” in primo luogo, ma ora ce l’hai. Le persone di lingua cinese dicono “ora tu 騎虎難下了”, mentre quelle di lingua inglese dicono “Ora stai cavalcando una tigre”. Pronuncialo: 騎(chiˊ)虎(huˇ)難(nanˊ)下(shiaˋ)。A proposito, la parola cinese「難」non è ‘paura’, ma ‘difficile, difficile.’
Questo proverbio cinese non ha detto nulla su qualcuno che ha “paura” di fare qualcosa.
Dice che il dilemma – cavalcare una tigre (騎虎) – è difficile (難) o difficile (難) da risolvere.

È difficile cavalcare una tigre (idioma cinese) modificare
È difficile scendere a cavallo di una tigre, l'idioma cinese, pinyin, è qí hǔ nán xià, il che significa che è impossibile scendere a dorso di una tigre. La metafora è che è difficile andare avanti con una cosa, ma la situazione non gli permette di fermarsi a metà, ed è in un dilemma

Visioni il Buddha virile, atletico guerriero ….

Un toro di un uomo: immagini di mascolinità, sesso e corpo nel buddismo indiano 
(Harvard University Press, 2009)
John Powers ha insegnato all’Australian National University dipartimento di studi asiatici e buddismo, si ritiene sia un  buddista praticante , esperto di Tibet, con numerose pubblicazioni.

In questo studio pionieristico si evidenziano aspetti inesplorati della prima tradizione buddista, che come tante altre tradizioni, nell’approfondimento di ricerca, risulta assi più variegata e complessa di come spesso venga presentata nella divulgazione più popolare semplicistica.

Secondo l’autore il Buddha androgino e asessuato dell’immaginazione popolare contemporanea è in netto contrasto con la figura muscolosa, virile e sensuale presentata nei testi buddisti indiani.
poichè Powers sostiene che nella prima letteratura e arte buddista, il fisico perfetto e l’abilità sessuale del Buddha sono componenti importanti della sua leggenda nella dimensione orizzontale.


È sia il brahmano accademico e incline alla religione che il sovrano guerriero (Kshatriya) che eccelle nelle arti marziali, nelle attività atletiche e nelle imprese sessuali.
Il Buddha svolge senza sforzo questi doppi ruoli, combinando le norme della sua società per la virilità ideale e creando un’immagine potente ripresa dai seguaci successivi nel promuovere la loro tradizione in un ambiente di forte contrasto tra credenze, filosofie e, stili di vita.

John Powers adatta abilmente approcci metodologici dalla storiografia europea e nordamericana allo studio della prima letteratura, arte e iconografia buddista, evidenziando aspetti della tradizione che non sono stati presi in considerazione.


Il libro si concentra sulla figura del Buddha e dei suoi seguaci monastici per mostrare come sono stati costruiti come modelli di mascolinità, i cui corpi potenti e la sessualità avvincente hanno attratto le donne, suscitato l’ammirazione degli uomini e convinto gli scettici delle loro conquiste spirituali.

” Ferrata la forza, inflessibile; presente il sapere, irremovibile; placato il corpo, impassibile; raccolto l’animo, unificato”
Anguttara-nikayo. 
La Dottrina del Risveglio J.E. Evola

“Come l’armaiolo raddrizza un dardo, così l’uomo saggio raddrizza il pensiero tremante ed instabile, difficile a sorvegliare ,difficile a tenere” Dharmmapada

” In fatto di azione immediata, bisogna prender anzitutto posizione di fronte al pensiero e ai processi psichici.”

Non conosco nulla che, non frenato, non controllato, non guardato, non domato, conduca a sì gran rovina, quanto il pensiero, e non conosco nulla che ,frenato, controllato, guardato, domato, produca tanti benefici quanto il pensiero
Anguttara-nikayo

Il pensiero che ognuno leggermente dice “mio” in realtà è solo in certo grado in nostro potere.

In molti casi più che “pensare” sarebbe esatto dire si “Si è pensati” ” si pensa in me” non cogito, ma cogitor.

In via normale la caratteristica del pensiero è la labilità.

“Incorporeo” viene detto “esso cammina da solo” ,esso” corre qua e là, come un toro non domato”…

La dottrina del Risveglio
Julius Evola
pag. 127 Difesa e consolidamento

Le tre soluzioni di Julius Evola Sandro Consolato

Le tre soluzioni di Julius Evola (Arya edizioni Genova)  è il terzo libro dedicato dall’autore al filosofo oltre  Evola e il Buddhismo (1995) e Evola e Dante (2014).

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Nikolaj Konstantinovič Roerich

Una raccolta di scritti imprescindibile per gli appassionati ed i cultori del ‘‘magico barone”, con una velata nostalgia, ed un distacco critico maturo,  sempre rispettoso del percorso del dialogo con ”il maestro immaginario’ ricco di spunti di riflessione in un mondo di agitazione e di nebbia”.
Ogni passaggio affrontato nella raccolta, lascia aperte riflessioni pur  essendo accuratissimo nelle puntualizzazioni.
Una narrazione che oscilla tra la dimensione verticale, ‘l’esistenzialismo esoterico” del filosofo, ed una dimensione orizzontale,  le soluzioni  rivolte agli anarca ribelli.
Le tre soluzioni rivolte ai  tipi umani archetipali : il “Ribelle ascetico” che segue una via dove  si “mantengono sotterraneamente le linee di vetta. non appartengono a questo mondo. Pur essendo sparsi sulla terra e spesso ignorandosi a vicenda sono uniti invisibilmente e formano una catena infrangibile nello spirito tradizionale” , vi e poi chi necessita di essere orientato a “prepararsi allo slancio che porti oltre l’onda ultima”,una sorta di nichilismo attivo , un attivismo teso a forzare i tempi della decadenza, ed in fine, il  tipo umano che “cavalca la tigre”, colui che sceglie di ”opporsi lentamente, tenacemente ”  e che con alacre sforzo,  tenda di  far rivivere la Sapienza.
L’autore si spinge poi in altri territori delineando, altri racconti dalle  riflessioni sul rapporto di libertà, tra l’individuo  e le comunità umane, in relazione ‘‘al divenire cosmico, e storico’ ,  passando , alla visione di Evola e le donne, scivolando sull’operatività alchemica, dove la metafisca è vista come ‘‘stato dell’essere  non legato allo spazio e al tempo…. dimensione in cui l’esperienza può realizzare una coscienza…”
fino ad approdare all”’ Evola mithraico ”e procedere trattando, altri temi giungendo a narrazioni molto personali…. sincronicità inaspettate, intravvedendo una chiave ermetica”di interpretazione dei fatti, e mostrandoci come il ”maestro immaginario” abbia seminato influenze, anche su personaggi, impensabili della cultura e del cinema, lontani da ambienti più accoglienti.

Confidando che l’autore non mantenga le sue premesse della raccolta

” Con questo libro si chiude un ciclo”

‘Colui che appare anormale rispetto all’ambiente esterno  è probabile che sia lui il ”normale”, che in lui esista un resto di energia vitale integra….”
L’arco e la Clava

 

 

Dāntián 丹田 il campo del cinabro

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Il Dan tian (cinese: Dāntián 丹田; giapponese: Tanden 丹田; coreano: 단전 DanJeon 丹田; tailandese Dantian ตันเถียน) letteralmente significa “campo tian di cinabro dan”

E’ un elemento rilevante nell’Alchimia Interiore  del taoismo, nelle tecniche meditative interne di origine cinesi, nelle arti marziali orientali.

Nella Medicina tradizionale cinese, si suppone sia il luogo nel corpo dove il chi /qi, viene conservato, accumulato e dal quale poi si irradia nei diversi meridiani del corpo.

Dan (丹) che viene tradotto con Rosso, Pillola, Polveri farmaceutiche;
Tian (田) che viene tradotto con Campo, Appezzamento, Terreno Coltivato.
“campo dell’elisir”

“L’antenato della vita, la fonte della rabbia, la radice degli organi interni, le radici dei dodici meridiani, l’incontro di yin e yang, la porta della respirazione, la città natale dell’acqua e del fuoco”

下丹田是“性命之祖,生气之源,五脏六腑之本,十二经脉之根,阴阳之会,呼吸之门,水火交会之乡。”所以气功家多以下丹田为锻炼、汇聚、储存真气的主要部位。

Il cinabro o cinnabrite o cinnabarite o solfuro di mercurio è un minerale, appartenente alla classe dei solfuri dall’aspetto rossiccio; noto già ai Greci (greco antico Κιννάβαρι, έως, τό e dal latino cinnàbaris).
Chimicamente è un’unione di zolfo e mercurio (formula chimica HgS) pertanto, dato il suo contenuto in mercurio, è da considerarsi minerale tossico.
Da questo minerale, tramite arrostimento e successiva condensazione, si estrae il mercurio. I più importanti giacimenti si trovano ad Almadén in Spagna
(oggi i giacimenti più produttivi), in Italia nella zona del Monte Amiata (con quelli che furono i secondi giacimenti più produttivi al mondo) e a Idria in Slovenia.
I cristalli sono ancora più rari dello stesso minerale e si trovano nella regione cinese dello Hunan.

Per la sua capacità di trasformarsi in mercurio che viene estratto dal minerale per arrostimento, il Cinabro è alla base di tutto il pensiero alchemico cinese dell’antichità e riveste un ruolo di primaria importanza anche nelle ricerche di longevità e di immortalità del Taoismo.
L’esoterista Julius Evola riprende il nome del minerale per il titolo del suo libro ‘Il cammino del Cinabro’, che è la metafora in forma autobiografica del pensiero esoterico e alchemico dell’autore.
In medicina fu utilizzato dal filosofo, poeta, medico autodidatta, Tommaso Campanella come uno dei componenti nella cura della sifilide.
In pittura il Cinabro, sia naturale che sintetizzato, è stato usato per produrre il pigmento vermiglione.

Molte discipline utilizzano il respiro e la concentrazione nel Tan Tien

Meditazione degli Otto straordinari Meridiani

開通八脈法 eseguendo la grande e la piccola circolazione 大 周天,小周天

Da Xiao Zhou Tian dalle teorie del Taoismo

nella versione di meditazione in piedi 站樁, Zhan Zhuang

si ringrazia 谢谢 李章智

 
 

聖人之治 il governo del saggio道德經 III 3

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