Mago Guerriero, Corsaro, Gentiluomo del Mare: il Comandate Todaro.

“Morirò quando il mio spirito sarà lontano da me”

Spirito ardito e un po’ ribelle, il suo desiderio di attaccare il nemico con il cannone , ‘‘guardandolo in faccia e non silurandolo nell’ombra” , rievocava il comportamento cavalleresco , carismatico, magnetico, era guidato da un profondo senso di umanità e compassione, che andava oltre i doveri militari e le convenzioni della guerra, appassionato di filosofie orientali, esoterismo e yoga, i suoi compagni di corso lo chiamavano Zoroastro , il suo equipaggio lo soprannominò Mago Baku, un asceta, un mistico, che seguiva il culto della sacralità del mare , rito del duello
Altri dicono che era come un antico spartano: sobrio, schivo, introverso, solitario, con un portamento fiero e un’andatura rigida, quasi altera. In realtà quell’andatura era dovuta al fatto che Todaro portava il busto, a causa di una frattura alla colonna vertebrale, come nei riti di smembramento sciamanici, riportata quando volava sugli idrovolanti come osservatore aereo, non riuscì più a rimettersi completamente, poichè la spina dorsale era lesionata.


”Già in Accademia si era esercitato in esperimenti di suggestione ipnotica. Vi è chi, come il comandante Walter Auconi e il comandante De Grossi Mazzorin,  ha parlato di “spiritismo”, ma a quanto è dato capire solo per indicare esperimenti di metapsichica, e doti particolari del nostro ufficiale, scaturite dalle sue pratiche ascetiche, come emerse durante la guerra con “l’episodio del tenente Stiepovich morto, in seguito all’asportazione di una gamba per un colpo di artiglieria, quasi senza accusare dolore proprio

confer Sandro Consolato


Questa menomazione, tuttavia non riuscì a frenare lo spirito, l’attività del capitano, che durante lunghe ore di rieducazione trascorse a La Spezia, …. si dedicò a letture e discussioni, sopratutto scritti di psicoanalisi, pare fosse un appassionato di Jung, e praticava ipnosi , esprimendo capacità medianiche, con effetti sorprendenti.
Predisse la sua morte in guerra, ma non da sveglio. Come riferiva il comandante Lenzi ” il comandante Todaro credeva , in termine generale nelle scienze occulte. Mi aveva insegnato, per esempio a girare, a passeggiare intono al nostro ”Cappellini” ( il noto sommergibile) quando era in porto perchè , diceva, ” bisogna imparare a riuscire a sentire quello di cui abbisogni, tu credi di pensarlo tu, invece è lui che te lo suggerisce, se sai ascoltarlo”
in Atlantico cercavamo sulle carte nautiche con il pendolino i convogli nemici. Ho anche visto con i miei occhi far cessare il dolor di denti a un operaio francese passandogli sulla guancia due volte con il palmo di una mano. – […] Lo ho sentito dire più volte che da sveglio nessuno lo avrebbe mai… beccato. Così è stato”.
Una volta mandò in licenza il suo mitragliere più fido, che non voleva saperne di lasciare i suoi compagni. “E’ un ordine!”, gli disse con perentorietà il comandante Todaro . Poi confidò ad un amico che il giovane marinaio aveva il destino segnato. “ Che si goda qualche giorno in famiglia prima di quel giorno”. Un mese dopo il marinaio rimase ucciso, mentre si trovava alla sua mitragliera da uno scoppio di granata che frantumò la torretta del sommergibile. Fu infallibile fino a quel giorno
”Un suo compagno di corso, Walter Ghetti, così ne parla: “Todaro era differente da noi, non solo per alcune peculiarità, come la pratica dello yoga, il non mangiare mai carne, il carattere chiuso e un po’ melanconico; tuttavia, provammo per lui una grande amicizia, malgrado questo essere differente, che era superiorità: probabilmente perché lo sentivamo sincero. E sentivamo anche la necessità, pur non potendo ancora misurare la forma di tale differenza, di rispettare una personalità già delineata”.


A Bordeaux, fra una missione di guerra e l’altra, passava lunghe giornate chiuso nel suo camerino a leggere, studiare, sperimentare. Si narra, a proposito di aneddoti, che una volta, per gioco, riuscì ad ipnotizzare una signora con estrema facilità. E così la sua fama di corsaro gentiluomo si colorò di altri aspetti, assunse toni accesi e istrioneschi. In effetti c’era, in quel suo pizzetto di barba nerissima, nel suo sguardo obliquo, magnetico, indagatore, c’era un che di stregonesco.
Leggeva un po’ di tutto, dalla filosofia alla parapsicologia, ai libri sulle pratiche magiche.
E così a bordo cominciarono a chiamarlo Mago Bakù.
Si dice, in effetti, che avesse una sorta di preveggenza.
C’è chi giura di averlo sentito fare delle previsioni che si sono avverate fin nei minimi particolari.
Una volta lasciò a terra un marinaio perché prevedeva che ci sarebbero stati pericoli solo per lui, infatti
il marinaio in questione fu colto da un violento attacco di appendicite, con pericolo di peritonite, e si salvò solo perché poté essere prontamente ricoverato in ospedale e trasportato in sala operatoria.

Il comandante consapevole del potere evocativo dei simboli forniva ai suoi marinai dei pugnali, per indurre uno spirito combattivo, come se dovessero andare all’arrembaggio, così come aveva congeniato di rafforzare la prua del sottomarino con una forte lamiera tagliente per emergere nella caccia nemica in estremo gesto di speronamento, in una chiave ”magico animistica” , si prendeva cura del suo equipaggio e delle sue imbarcazioni apportando innovazioni ingegnose, dopo innumerevoli sperimenti, attuò a proprie spese, un innovativo sistema interfonico o l’ideazione dei barchini ”SMA” (Silurante Modificato Allargato).

CONFER da Sandro Consolato “Arthos”, n.s., a. III, n° 6 , luglio-dicembre 1999

Il marinaio Vittorio Marcon racconta: “Ricordo che era avvenuto che il Comandante col pensiero avesse chiamato qualcuno dell’equipaggio, e questi fosse arrivato come se lo avessero richiesto ad alta voce. Una volta ero con lui, nello stesso locale, che era un locale perfettamente chiuso, isolato dagli altri, ed egli disse il nome di un sottufficiale. Non era passato forse un minuto che quel sottufficiale bussò alla porta, proprio come avesse sentito di essere chiamato dal Comandante”.

Sommergibile Cappellini (da www.difesaonline.it)

L’ammiraglio Vittorio E. Tognelli ebbe a dire di Todaro: “La sua tattica preferita era quella più ardita e pericolosa: attacco di giorno con cannone, anche se sconfessata dai suoi superiori per il grave rischio cui sottoponeva l’unità e per le perdite che inevitabilmente subiva in combattimento”.
Ma i suoi uomini non temevano di morire, perché sapevano che il primo ad esporre la propria vita era il loro comandante. Sul suo sommergibile regnava un cameratesco egualitarismo: uguale vestiario, uguale vitto, uguale tempo libero per tutti, obbligo di ginnastica giornaliera. Scriverà l’ammiraglio tedesco Dönitz sul temperamento e le qualità militari dei sommergibilisti italiani: “Essi sono perfettamente capaci di attaccare il nemico con ardimento e abnegazione. Anzi, in certe circostanze, possono, nello slancio dell’azione, comportarsi più audacemente di noi che non ci lasciamo trascinare così dall’entusiasmo della battaglia”.

Borghese volle Todaro, alla testa del Reparto di superficie, che venne intitolato a “Vittorio Moccagatta”, mentre quello subacquei lo fu a “Teseo Tesei”. Così il principe romano ritrasse poi Todaro nel suo Decima Flottiglia Mas: “Di statura normale, appariva più piccolo per l’abbandono delle spalle sempre un po’ curve; lo sguardo vivissimo negli occhi scuri, il volto affilato e incorniciato da un pizzetto nero; acuto psicologo, chiaroveggente e singolarmente iniziato nei problemi teosofistici, dotato di un coraggio freddo e cosciente e di una volontà e capacità di lavoro eccezionali.

Salvatore Todaro a destra con a fianco Valerio Borghese, a sinistra è l’ammiraglio Aimone di Savoia Aosta, al centro Ernesto Forza

Sebastopoli capitolò il 2 luglio del ’42. I tedeschi, le cui forze di terra avevano certamente determinato la vittoria sui russi, volevano accapparrarsi anche i meriti dell’assedio dal mare, e più concretamente sottrarre agli alleati rumeni, che pure avevano combattuto valorosamente, ogni pretesa sul porto di Balaclava. Il 1° luglio i rumeni, contrariamente al volere dei tedeschi, decisero di entrare per primi a Balaclava da terra, facendosi strada “con un valoroso assalto all’arma bianca”, e Todaro, di sua iniziativa, senza avvertire il suo superiore Mimbelli per non essere intercettato dagli alleati, decise a sua volta che i cinque motoscafi italiani sarebbero entrati nel porto a bandiere spiegate prima dei mas germanici. E così fu, sotto gli ultimi fuochi dell’artiglieria costiera sovietica. Il colonnello rumeno Dimitrescu accolse felice i fratelli latini giunti dal mare, festeggiando con… cipolle e champagne!

Il 4 luglio ’42 Todaro tornava in Italia dal Mar Nero, dove aveva compiuto tredici missioni di guerra. Il comandante Auconi testimonia che Todaro sentiva che sarebbe caduto in guerra e che parlava di ciò senza commozione, con assoluta naturalezza. A ottobre visitò per l’ultima volta la famiglia a Sottomarina. Si recò dal  monsignor Voltolina e, malgrado anche la sua famiglia stentasse a far quadrare il bilancio, fece, come era solito, generosa beneficienza anonima ai poveri assistiti dal buon prete. L’amico Armando Boscolo, che lo vide allora per l’ultima volta, racconta: “di quell’ultimo incontro ha lasciato l’immagine di un volto soffuso di misticismo oggi quasi inverosimile, di uno sguardo di una soavità serafica, di una voce dolce e fatta soltanto per dire parole buone”.

motopeschereccio armato Cefalo

”La mattina del 14 dicembre ’42, nell’isolotto di La Galite, mentre riposava a bordo del Cefalo, il piropeschereccio nave-appoggio dei moto-siluranti della Xª,  con i quali si preparava ad attaccare il porto tunisino di Bona, Todaro morì durante l’attacco di due caccia inglesi. Un proiettile trapassò il ponte e una scheggia colpì la sua testa. Lo trovarono nella sua cuccetta, che pareva continuasse a dormire. Si avverava così la sua profezia: “Io morirò quando il mio spirito sarà lontano da me”.
Fu seppellito a La Galite. Il duca Aimone di Savoia-Aosta scriverà alla vedova ricordando Todaro quale “Valoroso tra i valorosi, incarnazione dello spirito guerriero”. Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria, in guerra il comandante Todaro aveva ottenuto due medaglie di bronzo, tre d’argento e, dall’alleato germanico, la croce di ferro di prima classe.”

CONFER

武を自分の心に決め置 “Decidere fermamente nel proprio cuore di seguire la via della disciplina marziale” Hagakure 葉隠聞書119

“武を自分の心に決め置く”: “Decidere fermamente nel proprio cuore di seguire la via della disciplina marziale”. L’espressione originale sottolinea la necessità di una decisione interiore profonda e stabile.
“疑うことなく覚悟していれば”: “Senza dubitare e con piena consapevolezza”. Enfatizza l’importanza di una convinzione ferma e senza incertezze.
“自然に、最初に選ばれることになる”: “Si verrà naturalmente scelti per primi”. Suggerisce che la scelta sarà quasi automatica, come una conseguenza naturale della preparazione interiore.
“一言が大事です”: “Una singola parola può fare la differenza”. Sottolinea il potere delle parole e dell’espressione di sé.
“自分の心を見せるというのではなく、前々から人が知る、ということです”: “Non si tratta di mostrare il proprio animo, ma piuttosto di far sì che gli altri conoscano già da tempo chi siamo veramente”. Indica che la vera autenticità si manifesta in modo spontaneo e coerente nel tempo, non attraverso dimostrazioni esteriori.

Se vuoi ascolta il PODCAST

L’addestramento non finisce mai.『人に勝つ道は分かりません。自分に勝つ道は分かりました。』と、言われたそうです。昨日よりは上達し、今日よりは上達しで、一生の間、日々、仕上げていくのです。それが、どこまでということはないということです。」Hagakure 葉隠聞書

(I, 45)
Un maestro di spada, ormai anziano, dichiaro:
“Nella vita, ci sono diversi gradi di
apprendimento. Al primo si studia, ma non si ricava niente e ci si sente inesperti.

Al livello
intermedio l’uomo è ancora inesperto, ma consapevole delle proprie mancanze e riesce
anche a vedere quelle altrui.
Al livello superiore diventa orgoglioso della propria abilità, si
rallegra nel ricevere lodi e deplora la mancanza di perizia dei compagni.
Costui ha valore e
si comporta come se non sapesse nulla.
“Questi sono i livelli in generale.


Ma ce n’è uno che li trascende, ed è il più eccellente di
tutti.

Chi penetra profondamente in questa Via è consapevole che non finirà mai di
percorrerla.
Egli conosce veramente le proprie lacune e non crede mai, per tutta la vita, di
aver raggiunto la perfezione.
Senza orgoglio, ma con modestia, arriva a conoscere la Via”.

Hagakure ni
ciritodomareru
hana nomi zo
shinobishi hito ni
au kokochi suru

葉隠れに / 散りとどまれる / 花のみぞ / 忍びし人に / 逢ふ心地する 
dal Sankashū, “Raccolta da un eremo sui monti”

Quell’unico fiore
che ancora rimane
nel folto delle foglie
mi riporta al cuore
il mio amore segreto

Fu molto probabilmente questa poesia di Saigyō, monaco del XII secolo, che suggerì il titolo allo Hagakure kikigaki (Note dettate nel folto delle foglie), in genere abbreviato in Hagakure. Nel verso denso di suggestioni che il poeta antico compose nel suo eremo sui monti, si riflette un’altra capanna su altri monti, anche questa raccolta in un’ombrosa quiete, dove il maestro Jōchō (al secolo Yamamoto Tsunetomo) raccoglie a sua volta l’ultimo fiore di una primavera ormai trascorsa, quella del mondo e della cultura samurai. Da quel nucleo di valori sottratto all’estinzione ricaverà le lezioni morali destinate a diventare la più compiuta rappresentazione del bushidō, il codice di comportamento e di pensiero del samurai.

Confer Ornella Civardi 

Scintilla di consapevolezza in stato di trance esecutiva

Appositamente nell’ora più torrida
Bisogna ricordarsi di continuo che siamo essenza, seity, immersi in un esperienza olografica tramite un supporto biologico base acqua , per farsi che emerga in uno stato di trance esecutiva una scintilla di consapevolezza… che forse non porterà luce in ogni parte del Tutto ma sarà comunque un nobile tentativo..

Del resto nel libro tra le foglie si narra
“In una disciplina non si giunge mai al termine. Quando pensi di essere arrivato alla fine, sei contro lo spirito della disciplina. Se, giorno per giorno, finché sei in vita, continui nell’esercizio, dopo la tua morte diranno che sei stato un bravo maestro. È difficile raggiungere l’unità interiore anche praticando una disciplina per tutta la vita. Finché la tua mente non è pura, non puoi dire di aver conseguito la Via. Perciò persevera nella pratica con grande coraggio.”

Yamamoto Tsunetomo, Hagakure I, 139

139 修行ということでは、これまで成就したという事はありません。成就と思うのは、それが、そのまま、道に背いていることになります。一生の間、まだまだ足りないと、死ぬまで思い続けてこそ、後から見ると、成就の人なのです。

純一無雑、打成一片して、一つのことに打ち込むというのは、なかなか、一生続けることはできないものです。まじり物があっては、道になりません。奉公は、武篇一片、武に打ち込むことを心掛けるべきです。

葉隠

水増されば船高し 葉隠 Se l’acqua si alza, la barca si alzerà Hagakure

Esiste un detto che afferma: “Quando le acque salgono, la barca fa altrettanto”.
In altri termini, di fronte al bisogno l’ingegno si aguzza. E’ vero che gli uomini coraggiosi
coltivano tanto più assiduamente le loro qualità quanto maggiori sono le difficoltà con le
quali si confrontano.
E’ un errore imperdonabile lasciarsi abbattere dalla prove.

水増されば船高し」ということがあります。器量者、または、自分が得意の事は、難しい事に出会うほど、一段と心が進むものです。迷惑がるなどは、まったくの心得違いです。

“Io non conosco il modo di sconfiggere gli altri, ma la Via per sconfiggere me stesso” Hagakure

ある剣術家が老後に言われたことですが、「一生の中で、修業には順序というものがあります。下にいるときは、修業してもうまくならず、自分も下手だと思い、人も、下手だと思います。そのときは、役には立たないのです。中位になると、役にはまだ立ちませんが、自分の足りない点が目に付き、人からも、それが見えるのです。上になってくると、自分のものになって来て、自慢する気持ちも出来、人から褒められるのが嬉しくなり、人の足りないところにがっかりしたりします。こうなると、役に立ちます。

上の上になると、知らないふりをしていて、人からも上手だなと思われます。ほとんどは、ここまでです。

その上に、一段と越えて、そこまでの行く道のない所、というのがあります。その道に深く入ると、どこまでやっても終わりがない事が分かるので、これでいいということがありません。

自分に足りない点があるのをほんとうに知り、一生、これで出来たということもなく、自慢する心もなく、卑下する心もなく、やり通すのです。

柳生殿は『人に勝つ道は分かりません。自分に勝つ道は分かりました。』と、言われたそうです。昨日よりは上達し、今日よりは上達しで、一生の間、日々、仕上げていくのです。それが、どこまでということはないということです。」と、言われました。

Un maestro di spada, ormai anziano, dichiaro: “Nella vita, ci sono diversi gradi di
apprendimento. Al primo si studia, ma non si ricava niente e ci si sente inesperti. Al livello
intermedio l’uomo è ancora inesperto, ma consapevole delle proprie mancanze e riesce
anche a vedere quelle altrui. Al livello superiore diventa orgoglioso della propria abilità, si
rallegra nel ricevere lodi e deplora la mancanza di perizia dei compagni. Costui ha valore e
si comporta come se non sapesse nulla.
“Questi sono i livelli in generale. Ma ce n’è uno che li trascende, ed è il più eccellente di
tutti. Chi penetra profondamente in questa Via è consapevole che non finirà mai di
percorrerla. Egli conosce veramente le proprie lacune e non crede mai, per tutta la vita, di
aver raggiunto la perfezione. Senza orgoglio, ma con modestia, arriva a conoscere la Via”.
Si dice che una volta il maestro Yagyu osservò:
“Io non conosco il modo di sconfiggere
gli altri, ma la Via per sconfiggere me stesso”.

柳生殿は『人に勝つ道は分かりません。自分に勝つ道は分かりました。』
Il samurai avanza giorno dopo giorno: oggi
diventa più abile di ieri, domani più abile di oggi. L’addestramento non finisce mai.

“Se, al contrario, la spada non viene mai tolta dal fodero, la lama perderà l’affilatura e si coprirà di ruggine… 内にばかり納めて置いては、錆びも付き、刃も鈍り、人が何かと思ってしまうものです、との事。 ”Hagakure Il libro segreto del samurai

“In una disciplina non si giunge mai al termine. Quando pensi di essere arrivato alla fine, sei contro lo spirito della disciplina. Se, giorno per giorno, finché sei in vita, continui nell’esercizio, dopo la tua morte diranno che sei stato un bravo maestro. È difficile raggiungere l’unità interiore anche praticando una disciplina per tutta la vita. Finché la tua mente non è pura, non puoi dire di aver conseguito la Via. Perciò persevera nella pratica con grande coraggio.”

Yamamoto Tsunetomo, Hagakure I, 139

その一方で、誰も傷つけたくないから、と刀をずっと鞘に納めっぱなしで放置していると、次第に錆びついて使い物にならず、人から侮られてしまいます。

“In una disciplina non si giunge mai al termine. Quando pensi di essere arrivato alla fine, sei contro lo spirito della disciplina. Se, giorno per giorno, finché sei in vita, continui nell’esercizio, dopo la tua morte diranno che sei stato un bravo maestro. È difficile raggiungere l’unità interiore anche praticando una disciplina per tutta la vita. Finché la tua mente non è pura, non puoi dire di aver conseguito la Via. Perciò persevera nella pratica con grande coraggio.”

Yamamoto Tsunetomo, Hagakure I, 139 

139  修行ということでは、これまで成就したという事はありません。成就と思うのは、それが、そのまま、道に背いていることになります。一生の間、まだまだ足りないと、死ぬまで思い続けてこそ、後から見ると、成就の人なのです。

純一無雑、打成一片して、一つのことに打ち込むというのは、なかなか、一生続けることはできないものです。まじり物があっては、道になりません。奉公は、武篇一片、武に打ち込むことを心掛けるべきです。

葉隠聞書
”Annotazioni su cose udite all’ombra delle foglie”

l titolo Hagakure significa letteralmente “nascosto dalle foglie” (oppure “all’ombra delle foglie”) e l’opera trasmette l’antica saggezza dei samurai BUSHI 武士 sotto forma di brevi aforismi dai quali emerge lo spirito del bushidō (la via del guerriero)武士道 con la differenza di rivolgersi al samurai solitario

rōnin 浪人  che può venire a trovarsi, per una serie di vicissitudini che non dipendono dalla sua volontà, senza un signore da servire.

Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero
花は桜木人は武士, 
hana wa sakuragi, hito wa bushi


Gli insegnamenti di Hagakure e la prospettiva psicologica

Gli insegnamenti di Hagakure enfatizzano la forza spirituale e l’etica dei samurai, ma è possibile ottenere una comprensione più profonda analizzando questi insegnamenti da una prospettiva psicologica. Di seguito esamineremo gli insegnamenti di Hagakure da una prospettiva psicologica.

  • Psicologia della risolutezza e dell’azione : Hagakure enfatizza la rapidità del processo decisionale e dell’azione. In psicologia, il processo decisionale e l’azione sono legati all’autoefficacia. L’autoefficacia è la convinzione di avere la capacità di raggiungere un obiettivo. Le persone con un’elevata autoefficacia sono in grado di prendere decisioni rapide e di agire di fronte a situazioni difficili. Gli insegnamenti di Hagakure incoraggiano i samurai a sviluppare un elevato senso di autoefficacia, che sostiene la loro determinazione e azione.
  • Lealtà e legami sociali : gli insegnamenti di Hagakure sulla lealtà sono legati alla teoria dei legami sociali in psicologia. La teoria del legame sociale afferma che il comportamento e le opinioni etiche degli individui si formano avendo forti legami con gli altri nella società. La lealtà al signore di Hagakure conferisce ai samurai forti legami sociali, e questi legami sono un fattore nella formazione del codice di condotta ed etica del samurai. Questi legami sociali rafforzano la lealtà e il senso di responsabilità dei samurai e svolgono un ruolo nel mantenimento dell’ordine nella società nel suo insieme.
  • Psicologia della cortesia e del rispetto : l’enfasi di Hagakure sulla cortesia e sul rispetto è profondamente legata alla teoria psicologica della cortesia. La teoria della cortesia afferma che il comportamento educato verso gli altri è importante per costruire l’armonia sociale e le relazioni di fiducia. I samurai che seguono gli insegnamenti di Hagakure guadagnano fiducia e rispetto trattando gli altri con cortesia. Questo è un elemento essenziale per il mantenimento dell’armonia sociale ed è la base affinché il samurai possa essere rispettato nella società.
  • Autodisciplina e autorealizzazione : gli insegnamenti di autodisciplina di Hagakure sono coerenti con la teoria dell’autorealizzazione della psicologia. L’autorealizzazione è il processo attraverso il quale gli individui raggiungono il loro pieno potenziale e i loro obiettivi. Gli insegnamenti di Hagakure incoraggiano i samurai a migliorare le proprie capacità e a perseguire l’autorealizzazione attraverso l’allenamento quotidiano. Continuando ad allenarsi, un samurai può trascendere i propri limiti e raggiungere la vera forza e maturità spirituale.
  • Visione della vita, della morte e della morte dell’ego : la visione della vita e della morte di Hagakure è legata al concetto di morte dell’ego in psicologia. La morte dell’ego è l’esperienza di trascendere il proprio ego e diventare tutt’uno con un essere e uno scopo più grandi. L’insegnamento di Hagakure secondo cui “Bushido significa morire e scoprire” significa che un samurai trascende il suo ego ed è pronto a sacrificare se stesso per il bene del suo signore e della società. Questa visione della vita e della morte è la base affinché i samurai scoprano il significato della loro esistenza e dimostrino vero coraggio e dedizione.

武士が刀を帯びているのは、敵を斬るため、殺すため……とは言っても、日ごろからメンテナンスをしていなければ、ここ一番で相手を斬れず、不覚をとってしまいます。

だからしっかり研いで刃をつけておくのですが、よく研げたからと言って抜き身のまま持っていては物騒なことこの上ないし、差した時に自分自身を傷つけてしまうでしょう。

その一方で、誰も傷つけたくないから、と刀をずっと鞘に納めっぱなしで放置していると、次第に錆びついて使い物にならず、人から侮られてしまいます。

とかく意地というものはここ一番で張るものであり、いつも我を通しているヤツは仲間が出来ず、いつも遠慮ばかりしているヤツは腰巾着にされてしまい、いずれにしても武士の奉公は成りがたいものです。

(II, 11)
Una persona irreprensibile è quella che si tiene lontana dal tumulto degli eventi. E’
necessario aver un carattere forte per riuscirci.

11  何事もうまく済ませてしまう人は、次第に重きを置かれなくなってしまいます。強くいなければなりません

(II, 20)
Per seguire la Via il samurai deve mantenere l’attenzione sul momento presente e non
vacillare, non avere pensieri mondani né essere schiavo delle passioni. Ogni istante è
importante e quindi è necessario concentrarsi sempre sul momento presente.

20  今ある思いを守り、気を抜かずに勤めて行く他には何も入りません。一念、一念を思い続けて行くだけです。

Esiste un detto che afferma: “Quando le acque salgono, la barca fa altrettanto”.
In altri termini, di fronte al bisogno l’ingegno si aguzza. E’ vero che gli uomini coraggiosi
coltivano tanto più assiduamente le loro qualità quanto maggiori sono le difficoltà con le
quali si confrontano.
E’ un errore imperdonabile lasciarsi abbattere dalla prove.

「水増されば船高し」ということがあります。器量者、または、自分が得意の事は、難しい事に出会うほど、一段と心が進むものです。迷惑がるなどは、まったくの心得違いです。

(II, 47)
Un giorno il maestro Jocho pronunciò questa massima: “Adesso è il momento presente
e il momento presente è adesso”.
Abbiamo la tendenza a pensare che la vita quotidiana sia diversa dall’attimo decisivo;
così quando arriva il momento di agire, non siamo mai pronti.
Se siamo convocati al cospetto del daimio o inviati in missione, non troviamo le parole
necessarie per esprimerci. Questi atteggiamenti tendono a mostrare che facciamo
continuamente differenza tra “tempo” in senso lato e “momento presente”.
Comprendere l’espressione: “Il momento presente è adesso” significa prepararsi
costantemente all’imprevisto. Il samurai deve essere sempre pronto a esprimersi con
chiarezza in pubblico, a essere convocato al cospetto del daimio e persino a incontrare
personalità pubbliche come lo shogun.
Questa disponibilità ad agire è il metodo da applicare per compiere tutte le nostre
azioni, sia riguardo alle arti militari sia riguardo ai doveri civili.

47  権之丞殿への話なのですが、今がその時、その時が今です。二つを別に考えているので、その時の間に合わないのです。今この時に御前に召し出され、「これこれを、その場で言って見よ。」と仰せつけられた時、たぶん、迷惑に思ったりするでしょう。二つを別に考えている証拠です。

今がその時と、一つにして置くというのは、終には御前でものを申し上げる奉公人ではなくても、奉公人となるからには、御前にても、家老衆の前でも、公儀の御城で公方様の御前でも、さっぱりと言って済ます様に、寝間の隅で言い習いして置くということです。

万事そういうものです。これに倣い、吟味すべきです。槍を突く事も、公儀のお勤めをすることも、同じことなのです。このように、詰めて考えてみれば、日頃の油断、今日の不覚悟、すべて分かると思います。.

74 Se una persona fa una distinzione tra il luogo pubblico e privato, o tra campo di
battaglia e tatami, quando arriva il momento di agire si troverà impreparata. Bisogna
mantenere costantemente la consapevolezza. Se non ci fossero uomini che dimostrano il
proprio valore sul tatami, non potremmo neppure trovarli sul campo di battaglia.

74  公と寝間、虎口の急と畳の上、二つ、別物になり、急に何かをしようとするので、間に合わないのです。ただ、常日頃の事なのです。畳の上で武勇の顕れる者でなくては、虎口の急にも、選び出されることはないのです。

86 Una notte feci un sogno che cambiava gradualmente a mano a mano che mostravo la
mia forza di volontà. I sogni rivelano la condizione dell’animo di una persona. E’ bene
seguirli e sforzarsi di comprenderli.

86  正徳三年十二月二十八日夜の夢の事。志が強くなる程、夢の様子も次第に変わります。今のあり様は夢に出ます。夢を相手に、懸命にするのがよい事です。

(II, 120)
Un samurai disse: “Esistono due tipi di orgoglio: quello interiore e quello esteriore. Il
samurai che non li possiede entrambi non vale niente”. L’orgoglio può essere paragonato
a una spada, la cui lama deve essere affilata e riposta nel fodero.
Di tanto in tanto viene sguainata, brandita, poi pulita per essere rinfoderata. Se la spada
del samurai è sempre sguainata e levata minacciosamente, tutti ne avranno paura ed egli
avrà difficoltà a farsi degli amici. Se, al contrario, la spada non viene mai tolta del fodero,
la lama perderà la l’affilatura e si coprirà di ruggine, e nessuno temerà più chi la porta

120  ある人の言う話ですが、「意地は内あるのと、外にあるのと、二つあります。外にも内にもないのは役に立たないものです。たとえば、刀の刀身のように、切れ物を研ぎ上げて、鞘に納めて置き、何かの時には、抜いて、眉毛あたりに見て、拭ってから、また納めるのがよいです。外にばかりあって、白刃を、不断に振り回す者には、人は寄り付かず、一味する人はありません。内にばかり納めて置いては、錆びも付き、刃も鈍り、人が何かと思ってしまうものです、との事。

(II, 134)
Si dovrebbero ascoltare con rispetto e gratitudine le parole degli uomini d’esperienza,
anche se parlano di argomenti che si conoscono già. Talvolta accade che, dopo aver
sentito dieci o venti volte la stessa storia, si abbia un improvvisa intuizione e che essa
trascenda il significato abituale.
Si tende a trattare con condiscendenza le persone anziane e a non prendere sul serio i
loro racconti, invece bisognerebbe ricordarsi che esse godono di un’esperienza lunga e
reale.
134  その道の巧者の話を聞く時、たとえ自分が知っている事でも、深く、その言う事を信じて聴くべきです。同じ事を、10回も20回も聞く時、ふと胸に響く時節があります。その時、その話は格別の事になります。老の繰り言というのも、巧者だからこその事です。

48 Un samurai che non provi distacco nei confronti della vita e della morte, è del tutto
inetto. Il detto: “Ogni valore deriva dall’unità della mente” sembra implicare che tutta
l’energia viene dalla concentrazione, ma di fatto significa aver risolto il problema della vita
e della morte attraverso l’unità interiore. Con una tale disposizione d’animo un uomo può
compiere qualunque impresa. Le arti marziali e quelle simili sono un mezzo per condurre
alla Via.

3, 28  直茂公の夢で、興賀の宮の前を通っていたところ、後ろから、「加賀守、加賀守」と呼ぶ声がして、振り返ると、白張装束の人が、石橋の上に立ち、「暗くてならない。」と言ったのです。夢の中で、「それは、常灯を上げよという事なのだろう。」と思い、それからは、常灯を上げる様になりました。御隠居後も、直茂公から差し上げられたので、今も、小城から差し上げているとの事です。

3, 28 Il daimio Naoshige sognò di passare davanti al tempio di Yoga e di sentire una voce
che lo chiamava. Voltandosi a guardare, il daimio vide una figura vestita di bianco in piedi
su un ponte di mattoni, che gli disse: “E’ meglio camminare nella luce”.
Quando si svegliò, pensò che il messaggio onirico lo esortasse a una lampada al
tempio, cosa che fece immediatamente. Questa usanza fu proseguita dalla famiglia
Nabeshima.


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