

Nulla Die Sine linea Discipline Arti Miti Simboli


Onora la tenebra rispetta le radici affonda nella Terra ferrosa ma torna alla Luce guerriero respirando le stelle… con tutto il tuo Cuore…. Nella tempesta….tra le fitte nebbie, nel crepaccio, dove ogni cosa appare dolorosamente inevitabile, densamente univoca…. la trama si nasconde, aggrovigliandosi e dell’arazzo si vedono solo fili contorti si sentono solo tempie pulsanti…. รจ la terra, che nutre, ma toglie il respiro ….. l’Aria รจ piรน in alto, lo Spazio Altrove…. stai quieta anima stai nella mischia e fai ciรฒ che puoi… il resto รจ fragore di Marte non il Cosmo
“Mars igneus, belli dominus, nos ducit.”

C’รจ una differenza tra un combattente e un artista marziale.
Un combattente si allena per uno scopo: combattere.
Io sono un artista marziale: non mi alleno per combattere.
Mi alleno per me stesso.
Mi alleno continuamente.
Il mio obiettivo รจ la perfezione.
Ma non la raggiungerรฒ mai.โ Georges St. Pierre
Le parole latine periculum (pericolo) ed experiri (sperimentare, provare) condividono una radice comune che svela un’affascinante connessione concettuale tra l’idea di rischio e quella di esperienza. Il loro legame etimologico risiede nel verbo perior, un termine arcaico che significa “tentare” o “provare”.
Periculum, che in latino significa “prova, esperimento, rischio”, si รจ evoluto nell’italiano “pericolo”. La sua struttura morfologica รจ composta dal suffisso -culum, che indica uno strumento o un mezzo, attaccato alla radice peri-, derivata appunto da perior. In origine, quindi, il periculum non era altro che l’atto di tentare, di mettere alla prova, un’azione che intrinsecamente comporta un elemento di incertezza e, di conseguenza, di potenziale rischio.
Dall’altra parte, il verbo deponente experiri si traduce con “sperimentare, mettere alla prova, fare esperienza”. La sua composizione รจ trasparente: il prefisso ex-, che indica un movimento da, un’uscita, si unisce alla stessa radice peri- di perior. L’experiri รจ quindi letteralmente un “trarre fuori dalla prova”, un apprendere attraverso il tentativo e l’esposizione a una determinata situazione. Da experiri derivano parole italiane come “esperienza” ed “esperto”.
L’analisi etimologica rivela dunque una profonda veritร : non puรฒ esserci esperienza senza una qualche forma di “pericolo” o, piรน neutralmente, di “prova”. Ogni tentativo di acquisire conoscenza o abilitร (l’experiri) implica necessariamente un’esposizione a un periculum, a un rischio, seppur minimo. ร attraverso il superamento della prova, l’affrontare il rischio, che si forgia l’esperienza.
In sintesi, la connessione tra periculum ed experiri ci insegna che il concetto di pericolo non รจ unicamente negativo, ma รจ intrinsecamente legato al processo di apprendimento e di crescita.
L’esperienza non รจ altro che la conoscenza distillata dal rischio che si รจ corso e dalla prova che si รจ superata.

L’essenza di un Uomo รจ di giocare, rischiare (vivere, lottare non soltanto per vivere o far sopravvivere la specie); a differenza degli animali l’uomo รจ homo ludens.
Dunque egli fa delle cose ”inutili” ovverossia contrario alla propria stessa esistenza:
la morale รจ esattamente questo.
L’uomo รจ un giocatore ed ogni esperienza autentica umana รจ una messa in gioco, talvolta pericolosa l’ “esperienza”-รจ etimologicamente legata al “pericolo”; in latino experiri = sperimentare, ha la medesima radice di periculum = pericolo).OMAR VECCHIO
Pakistan – 31 luglio 2000 – quota 5700m
CONFER

Homo ludens รจ una locuzione latina che si traduce come “Uomo che gioca” o “Uomo ludico”.
Il termine รจ stato reso celebre dallo storico e teorico della cultura olandese Johan Huizinga nel suo influente libro del 1938, intitolato appunto Homo Ludens.
L’argomento centrale di Huizinga รจ che la capacitร umana di giocare non รจ un’attivitร banale o secondaria, ma una condizione primaria e fondamentale che dร origine alla cultura umana. Egli contrappone l’ Homo ludens ad altre definizioni dell’essere umano, come:
Huizinga credeva che, prima ancora di essere saggio o artefice, l’uomo fosse un giocatore. Per lui, il gioco non รจ qualcosa che avviene all’interno della cultura; piuttosto, la cultura stessa nasce e si sviluppa come e nel gioco.
Secondo Huizinga, il gioco รจ un’attivitร distinta con diverse caratteristiche chiave:
Carattere Non Materialistico: Nella sua forma piรน pura, il gioco non รจ produttivo. ร fine a se stesso, non รจ volto al guadagno materiale o alla produzione di beni (Huizinga riconosceva che questo principio si complica con lo sport professionistico, ma l’essenza dello spirito ludico non รจ il profitto).
Volontarietร : Il gioco รจ un’attivitร scelta liberamente. Non รจ mai un compito o un dovere. Se รจ forzato, cessa di essere gioco.
Separazione dalla Vita “Ordinaria”: Si svolge al di fuori della realtร quotidiana. Costituisce una fuga temporanea in una sfera a parte.
Limiti di Tempo e Spazio: Il gioco ha un inizio e una fine precisi.
Avviene all’interno di un’area designata: un campo da gioco, una scacchiera, un palcoscenico.
Huizinga chiamรฒ questo concetto il “cerchio magico”, un mondo temporaneo all’interno del quale si applicano le regole del gioco.
Creazione di Ordine: Il gioco ha le proprie regole, che sono assolutamente vincolanti all’interno del cerchio magico. Crea un mondo temporaneo, perfetto e ordinato. Il “guastafeste” (in inglese, spoilsport) non รจ solo un cattivo perdente; รจ colui che frantuma questo fragile mondo rifiutando di rispettarne le regole.
Presenza di Tensione: Il gioco include un elemento di incertezza e di caso. C’รจ una sfida da superare e una risoluzione, ed รจ questo che lo rende coinvolgente.
un eco del Gioco Cosmico
Agire come se ogni atto fosse lโultimo , fosse necessario, inevitabile, fondamentale, totale
pur sapendo in cuor suo , come rammentava don Juan a Castaneda che รจ solo un compito inutile rispetto allโAssoluto, nonostante i paradossi dellโesistenza, nonostante la dualitร apparente, ma greve, ruvida non di rado tagliente.
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Il samurai avanza giorno dopo giorno: oggi
diventa piรน abile di ieri, domani piรน abile di oggi. Lโaddestramento non finisce mai.
Ecco i punti chiave sulla meditazione secondo Jiri Prochazka:
Secondo Jiri Prochazka, il “flow” รจ di fondamentale importanza nel combattimento. Ecco i punti chiave che emergono dalle sue interazioni:
In sintesi, per Jiri Prochazka, il “flow” rappresenta uno stato mentale di presenza e continuitร nell’azione, che permette di rimanere efficaci e lucidi sia nei momenti favorevoli che in quelli avversi del combattimento. Non perdere il flusso significa non farsi sopraffare dalle emozioni o dalle difficoltร , ma rimanere concentrati sul momento presente e sull’obiettivo di vincere.
Jiri Prochazka descrive il suo stile di combattimento enfatizzando diversi principi e approcci. Inizialmente, viene presentato come un combattente che รจ diventato campione UFC “combattendo come nessun altro”. Viene notato il suo stile unico, con “mani basse, mento in avanti”, che inizialmente potrebbe sembrare inefficace, ma che in realtร lo rende molto bravo.
Un elemento fondamentale del suo stile รจ la capacitร di “rendere confortevole ciรฒ che รจ scomodo”.
Questo suggerisce una mentalitร di adattamento e di superamento delle difficoltร .
Prochazka sottolinea anche l’importanza di essere adattabili e di usare la tecnica dell’avversario come propria tecnica. Questa filosofia รจ paragonata al concetto di Bruce Lee dell’acqua che si adatta al contenitore, evidenziando la sua capacitร di adattarsi a ogni momento. Sostiene di poter “vedere l’avversario veloce come lento e l’avversario lento come veramente veloce” con la sua mente, e di poter “rallentare un avversario veloce o velocizzare uno lento” per poi “cogliere il momento giusto”.
Un altro aspetto cruciale รจ la distanza, che lui considera la sua “protezione”. Spiega che il suo obiettivo principale รจ connettersi con l’avversario e sentire il ritmo. Il controllo della distanza gli permette di decidere quando puรฒ essere colpito e quando puรฒ allontanarsi. Durante lo sparring, cerca attivamente la distanza e applica pressione.
Prochazka descrive il suo approccio al combattimento come semplice, riducendolo a “boom e vincere”. Crede che le persone tendano a “eccessiva intellettualizzazione” e che la chiave sia essere nel “qui e ora” e agire in modo diretto. Afferma che se si รจ “leggeri” e “calmi”, si possono vedere le opportunitร e godersi il combattimento.
Durante l’allenamento, emerge anche l’idea di “giocare con la pressione” e di controllare la tensione e l’atteggiamento mentale dell’avversario, per anticiparne le reazioni.
Nel contesto dello sparring, viene definito un “savage striker” Attaccante selvaggio” e viene evidenziato come cerchi di trovare la distanza rapidamente. La sua capacitร di passare rapidamente da attacchi in piedi a tentativi di takedown, e viceversa, dimostra la sua natura imprevedibile.
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ฮคแฝธ ฯฮตฯฮฝฮฏฮฟฮฝ แฝ แผฮผฮฑฮธฮตฯ ฯฮฏฮปฮตฮน, ฯฮฟฯฯแฟณ ฯฯฮฟฯฮฑฮฝฮฑฯฮฑฯฮฟฯ
ยท ฯแฝธ ฮดแฝฒ แฝฯฯฮปฮฟฮนฯฮฟฮฝ ฯฮฟแฟฆ ฮฒฮฏฮฟฯ
ฮดฮนฮญฮพฮตฮปฮธฮต แฝกฯ ฮธฮตฮฟแฟฯ ฮผแฝฒฮฝ แผฯฮนฯฮตฯฯฮฟฯแฝผฯ ฯแฝฐ ฯฮตฮฑฯ
ฯฮฟแฟฆ ฯฮฌฮฝฯฮฑ แผฮพ แฝ
ฮปฮทฯ ฯแฟฯ ฯฯ
ฯแฟฯ, แผฮฝฮธฯฯฯฯฮฝ ฮดแฝฒ ฮผฮทฮดฮตฮฝแฝธฯ ฮผฮฎฯฮต ฯฯฯฮฑฮฝฮฝฮฟฮฝ ฮผฮฎฯฮต ฮดฮฟแฟฆฮปฮฟฮฝ ฯฮตฮฑฯ
ฯแฝธฮฝ ฮบฮฑฮธฮนฯฯฮฌฯ.
XXXI MARCUS AURELIUS โ ฮคแฝฐ ฮตแผฐฯ แผฮฑฯ
ฯฯฮฝ IV
Amico mio, dedicati allโarte che hai imparato; e il resto della tua vita trascorrila come se avessi affidato tutto te stesso agli dรจi con tutta lโanima, senza renderti nรฉ tiranno nรฉ schiavo di nessun uomo.โ







