Ora, se a qualcuno in petto (cโ€™รจ) valore e coraggio forte, si presenti ed alzi le braccia con le palme legate

Sul corpo: (a) Due atleti che praticano il pugilato, nudi e barbuti, con un caestus sulle mani; quello a sinistra sanguina copiosamente dal naso; l’altro per una ferita alla fronte. Tra di loro รจ scritto: NIKOฮฃฮ˜ENEฮฃEฮ OIEฮฃEN, ฮฮนฮบฮฟฯƒฮธฮญฮฝฮทฯ‚ ฮตฯ€ฮฟฮฏฮทฯƒฮตฮฝ. (b) Due lottatori, ciascuno che afferra il braccio destro dell’altro, nudi e barbuti.
https://www.britishmuseum.org/collection/object/G_1867-0508-968?selectedImageId=592803001

Onora la Tenebra rispetta le Radici

Onora la tenebra rispetta le radici affonda nella Terra ferrosa ma torna alla Luce guerriero respirando le stelle… con tutto il tuo Cuore…. Nella tempesta….tra le fitte nebbie, nel crepaccio, dove ogni cosa appare dolorosamente inevitabile, densamente univoca…. la trama si nasconde, aggrovigliandosi e dell’arazzo si vedono solo fili contorti si sentono solo tempie pulsanti…. รจ la terra, che nutre, ma toglie il respiro ….. l’Aria รจ piรน in alto, lo Spazio Altrove…. stai quieta anima stai nella mischia e fai ciรฒ che puoi… il resto รจ fragore di Marte non il Cosmo

C’รจ una differenza tra un combattente e un artista marziale….

C’รจ una differenza tra un combattente e un artista marziale.
Un combattente si allena per uno scopo: combattere.
Io sono un artista marziale: non mi alleno per combattere.
Mi alleno per me stesso.
Mi alleno continuamente.
Il mio obiettivo รจ la perfezione.
Ma non la raggiungerรฒ mai.โ€“ Georges St. Pierre

L’Intreccio Etimologico tra Rischio ed Esperienza: Il Legame tra “Periculum” ed “Experiri”

Le parole latine periculum (pericolo) ed experiri (sperimentare, provare) condividono una radice comune che svela un’affascinante connessione concettuale tra l’idea di rischio e quella di esperienza. Il loro legame etimologico risiede nel verbo perior, un termine arcaico che significa “tentare” o “provare”.

Periculum, che in latino significa “prova, esperimento, rischio”, si รจ evoluto nell’italiano “pericolo”. La sua struttura morfologica รจ composta dal suffisso -culum, che indica uno strumento o un mezzo, attaccato alla radice peri-, derivata appunto da perior. In origine, quindi, il periculum non era altro che l’atto di tentare, di mettere alla prova, un’azione che intrinsecamente comporta un elemento di incertezza e, di conseguenza, di potenziale rischio.

Dall’altra parte, il verbo deponente experiri si traduce con “sperimentare, mettere alla prova, fare esperienza”. La sua composizione รจ trasparente: il prefisso ex-, che indica un movimento da, un’uscita, si unisce alla stessa radice peri- di perior. L’experiri รจ quindi letteralmente un “trarre fuori dalla prova”, un apprendere attraverso il tentativo e l’esposizione a una determinata situazione. Da experiri derivano parole italiane come “esperienza” ed “esperto”.

L’analisi etimologica rivela dunque una profonda veritร : non puรฒ esserci esperienza senza una qualche forma di “pericolo” o, piรน neutralmente, di “prova”. Ogni tentativo di acquisire conoscenza o abilitร  (l’experiri) implica necessariamente un’esposizione a un periculum, a un rischio, seppur minimo. รˆ attraverso il superamento della prova, l’affrontare il rischio, che si forgia l’esperienza.

In sintesi, la connessione tra periculum ed experiri ci insegna che il concetto di pericolo non รจ unicamente negativo, ma รจ intrinsecamente legato al processo di apprendimento e di crescita.
L’esperienza non รจ altro che la conoscenza distillata dal rischio che si รจ corso e dalla prova che si รจ superata.

CONFER


Homo ludens รจ una locuzione latina che si traduce come “Uomo che gioca” o “Uomo ludico”.

Il termine รจ stato reso celebre dallo storico e teorico della cultura olandese Johan Huizinga nel suo influente libro del 1938, intitolato appunto Homo Ludens.

L’Idea Centrale

L’argomento centrale di Huizinga รจ che la capacitร  umana di giocare non รจ un’attivitร  banale o secondaria, ma una condizione primaria e fondamentale che dร  origine alla cultura umana. Egli contrappone l’ Homo ludens ad altre definizioni dell’essere umano, come:

  • Homo sapiens: Uomo saggio
  • Homo faber: Uomo artefice (o fabbricante)

Huizinga credeva che, prima ancora di essere saggio o artefice, l’uomo fosse un giocatore. Per lui, il gioco non รจ qualcosa che avviene all’interno della cultura; piuttosto, la cultura stessa nasce e si sviluppa come e nel gioco.

La Definizione di Gioco secondo Huizinga

Secondo Huizinga, il gioco รจ un’attivitร  distinta con diverse caratteristiche chiave:

Carattere Non Materialistico: Nella sua forma piรน pura, il gioco non รจ produttivo. รˆ fine a se stesso, non รจ volto al guadagno materiale o alla produzione di beni (Huizinga riconosceva che questo principio si complica con lo sport professionistico, ma l’essenza dello spirito ludico non รจ il profitto).

Volontarietร : Il gioco รจ un’attivitร  scelta liberamente. Non รจ mai un compito o un dovere. Se รจ forzato, cessa di essere gioco.

Separazione dalla Vita “Ordinaria”: Si svolge al di fuori della realtร  quotidiana. Costituisce una fuga temporanea in una sfera a parte.

Limiti di Tempo e Spazio: Il gioco ha un inizio e una fine precisi.
Avviene all’interno di un’area designata: un campo da gioco, una scacchiera, un palcoscenico.
Huizinga chiamรฒ questo concetto il “cerchio magico”, un mondo temporaneo all’interno del quale si applicano le regole del gioco.

Creazione di Ordine: Il gioco ha le proprie regole, che sono assolutamente vincolanti all’interno del cerchio magico. Crea un mondo temporaneo, perfetto e ordinato. Il “guastafeste” (in inglese, spoilsport) non รจ solo un cattivo perdente; รจ colui che frantuma questo fragile mondo rifiutando di rispettarne le regole.

Presenza di Tensione: Il gioco include un elemento di incertezza e di caso. C’รจ una sfida da superare e una risoluzione, ed รจ questo che lo rende coinvolgente.

un eco del Gioco Cosmico

“Guarda sotto i tuoi piedi” EVIGLIO ่„šไธ‹็…ง้กง kyakkashouko

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Meditazione e Combattimento nella visione di Jiri Prochazka Combattente MMA

Ecco i punti chiave sulla meditazione secondo Jiri Prochazka:

  • Consiglio per chi non ama la solitudine: Suggerisce di iniziare a meditare per coloro che hanno difficoltร  a stare da soli e godersi la propria compagnia.
  • Scopo della meditazione: La meditazione serve a riconoscere se stessi, la propria mente e i propri “demoni” interiori. Aiuta a conoscere la voce nella propria testa e a realizzare che i pensieri negativi non sono reali.
  • “Qui e Ora” e Gioia Pura: Attraverso la meditazione, si puรฒ raggiungere una comprensione del puro “qui e ora”, che Jiri associa alla gioia pura.
  • Consapevolezza: Meditare significa riconoscere se stessi, la propria mente, i sentimenti, i pensieri e le cose che ci circondano, come il respiro e gli odori.
  • Esercizio con un Fiore: Jiri descrive un esercizio di meditazione in cui si pone un oggetto, come un fiore, di fronte a sรฉ e lo si osserva per circa 10 minuti. Durante questo tempo, ci si immerge completamente nel momento presente, osservando solo l’oggetto e prendendo coscienza dei pensieri che sopraggiungono.
  • Disciplina Mentale: L’obiettivo di questo esercizio รจ disciplinare la mente a rimanere focalizzata su un unico punto e a ritornarvi ogni volta che viene distratta.
  • Libertร  e Gratitudine: Dopo aver disciplinato la mente, si puรฒ godere della libertร  di osservare ciรฒ che ci circonda ed essere grati per tutte le cose che si hanno. Questa disciplina si puรฒ estendere anche alle scelte quotidiane, come quelle alimentari, portando a una maggiore apprezzamento delle decisioni consapevoli.
  • Connessione con il Combattimento: Jiri paragona la disciplina e la concentrazione sviluppate con la meditazione alla capacitร  di godersi il combattimento, rimanendo presenti nel momento invece di essere preda della paura o delle reazioni istintive.

Secondo Jiri Prochazka, il “flow” รจ di fondamentale importanza nel combattimento. Ecco i punti chiave che emergono dalle sue interazioni:

  • Non perdere il flow: Jiri esorta a non perdere il flusso durante il combattimento. Questo รจ cruciale indipendentemente dalla situazione in cui ci si trova.
  • Rimanere nel flow anche in situazioni difficili: รˆ importante sapere come entrare nel flusso e rimanerci, anche durante esercizi difficili o situazioni complicate, che si stia vincendo o perdendo.
  • Il flow quando si vince: Spesso, quando si sta vincendo e si sente che l’avversario รจ vicino alla sconfitta, si viene sopraffatti dall’emozione e dal desiderio di finire l’incontro rapidamente. Invece, Prochazka raccomanda di rimanere nel “qui e ora”, di essere nel flusso.
  • Il flow quando si perde: Anche quando si sta perdendo, si viene colpiti o si รจ feriti, รจ essenziale realizzare e mantenere una mentalitร  positiva, respirare e procedere passo dopo passo, con la convinzione di poter vincere. Questo รจ strettamente legato al rimanere nel flusso.
  • Connessione con l’essere nel momento: Essere nel flusso รจ collegato all’essere nel “qui e ora”.

In sintesi, per Jiri Prochazka, il “flow” rappresenta uno stato mentale di presenza e continuitร  nell’azione, che permette di rimanere efficaci e lucidi sia nei momenti favorevoli che in quelli avversi del combattimento. Non perdere il flusso significa non farsi sopraffare dalle emozioni o dalle difficoltร , ma rimanere concentrati sul momento presente e sull’obiettivo di vincere.

Jiri Prochazka descrive il suo stile di combattimento enfatizzando diversi principi e approcci. Inizialmente, viene presentato come un combattente che รจ diventato campione UFC “combattendo come nessun altro”. Viene notato il suo stile unico, con “mani basse, mento in avanti”, che inizialmente potrebbe sembrare inefficace, ma che in realtร  lo rende molto bravo.

Prochazka sottolinea anche l’importanza di essere adattabili e di usare la tecnica dell’avversario come propria tecnica. Questa filosofia รจ paragonata al concetto di Bruce Lee dell’acqua che si adatta al contenitore, evidenziando la sua capacitร  di adattarsi a ogni momento. Sostiene di poter “vedere l’avversario veloce come lento e l’avversario lento come veramente veloce” con la sua mente, e di poter “rallentare un avversario veloce o velocizzare uno lento” per poi “cogliere il momento giusto”.

Un altro aspetto cruciale รจ la distanza, che lui considera la sua “protezione”. Spiega che il suo obiettivo principale รจ connettersi con l’avversario e sentire il ritmo. Il controllo della distanza gli permette di decidere quando puรฒ essere colpito e quando puรฒ allontanarsi. Durante lo sparring, cerca attivamente la distanza e applica pressione.

Prochazka descrive il suo approccio al combattimento come semplice, riducendolo a “boom e vincere”. Crede che le persone tendano a “eccessiva intellettualizzazione” e che la chiave sia essere nel “qui e ora” e agire in modo diretto. Afferma che se si รจ “leggeri” e “calmi”, si possono vedere le opportunitร  e godersi il combattimento.

Durante l’allenamento, emerge anche l’idea di “giocare con la pressione” e di controllare la tensione e l’atteggiamento mentale dell’avversario, per anticiparne le reazioni.

Nel contesto dello sparring, viene definito un “savage striker” Attaccante selvaggio” e viene evidenziato come cerchi di trovare la distanza rapidamente. La sua capacitร  di passare rapidamente da attacchi in piedi a tentativi di takedown, e viceversa, dimostra la sua natura imprevedibile.

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Dedica la tua vita all’arte che ami…. Marco Aurelio

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